Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

(li gfìnte. atj)[)ia di gloria, onesta di virtudo. K voglio

quello essere compitore di questa grandissima e ot-

tima opera intra gli uomini. Questo nostro Pompeo

non pensò punto a questa questione, benché innanzi

non avesse mai pensato. Dall' uno e dall' altro è cer-

cata la signoria ; e non è fatto questo, perchè la città

fosse beata e onesta. E non lasciò Pompeo Roma,

perchè elio non la potesse difendere, e non lasciò

Italia , perchè elio ne fosse cacciato , ma pensò da

prima questo, muovere tutte le terre e tutti i mari ,

commuovere i re barbari , condurre in Italia fiera

gente armata , fare grandissimi osti. Quella genera-

zione del regnare di Siila già da più dì si cerca da

molti, i quali insieme il desiderano. Giudichi tu non

essere tra loro alcuna convenienza, e non potere esser

fatto tra loro alcuno patto ? Al presente si può : ma

né r uno né 1' altro vuole ciò , che noi siamo beati :

ciascheduno vuole signoreggiare. Queste cose invitato

da te ho esposto brevemente. Tu hai voluto che io ti

dica quello, che mi pare, di questi mali. Tu lettore,

che giudichi di queste parole ? E quanto pensi tu es-

sere più giusta la ragione di Pompeo , che quella di

Cesare ? Ancora nella fine di quello libro dice : Io

veggo con che speranza io vado, e io mi congiungo

con uomo più atto a guastare, che a vincere Italia.

E sentendo potere essere ripreso, che elio voglia se-

guire si fatto uomo, acciò che elio mostrasse non seguirlo

per la sua virtù , ma per beneficio verso di sé

e per paura d' infamia, cioè, acciò che elio non fosse

detto ingrato, odi ciò, che elio dice in quella medesima

epistola : Adunque elio non mi mena , ma me-

nami il parlare degli uomini. E ancora nella nona

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