Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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non ardiscendo negarglielo, perchè conosceva i costumi

del suo signore , diegli per veleno una bevanda da

farlo dormire , la quale beuta , con grave sonno si

acquetò. Desto dappoi, e conoscendo che elio era stato

ingannato, appena astenendosi di offendere il servo

con molti nobili, i quali erano di sua opinione, fu

menato legato a Cesare, desiderando morire e avendo

in odio la vita. Il quale Cesare fece incontanente sle-

gare, e comandò che niuno fosse offeso in fatti né in

parole da' suoi cavalieri, e brevemente si lamentò, che

egli avevano dispregiato rendergli debita grazia per

i grandi meriti verso di quegli e della repubblica, ren-

dendogli ingiurie e indebiti disonori, e poi tutti salvi

gli lasciò andare ; e ancora restituì a Domizio grande

quantitade di moneta, deposito di Domizio profferte a

lui per gli cittadini, benché ella fosse moneta di co-

mune e numerata per soldo, acciò che elio paresse più

continente di moneta, che di spargere smgue. Final-

mente niente ebbe di preda né di vendetta di quella

vittoria, se non che elio ebbe obbligati con sagramento

i cavalieri di Domizio , e , secondo eh' io penso , non

per forza, ma tanto più volentieri giurando, quanto

è più beata cosa adoperare milizia sotto un capitano

che incalci, che sotto uno che fugga. Certamente di-

vulgate quelle cose, che erano state fatte a Corfinio,

fu molto menomata la paura e molto fu aggiunta la

speranza a ciascheduno , conoscendo che Cesare non

volea della guerra, se non la vittoria. Onde, come noi

dicemmo, i popoli Toscani e tutti quegli del Patri-

monio , cacciati di quei luoghi quegli che erano per

guardia , renderonsi a Cesare. E così fatte le cose

tosto e prosperamente secondo sua usanza , già es-

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