Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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tesoro , ma per donarlo. Perchè, come dice un altro,

ninno usò mai vittoria con più liberalità : niente tenne

per sé, se non la possanza di dispensare. Ordinate le

cose di Roma, come gli parve, volse 1' animo alle cose

di fuori , e in prima dispose amministrare per legati

la Cicilia e la Sardegna, le quali enno due granai del

popolo di Roma, Non curando di Gallia, il quale paese

elio aveva lasciato in somma pace, solamente guardò

alla Spagna, e pensando seguire Pompeo, com' elio

avesse le navi, acciò che dietro a sé elio non lasciasse

alcuna cosa di che elio temesse, deliberò di tornare

in ponente, ove era molta gente di quella di Pompeo,

alla guardia del quale paese era quella gente sotto

tre legati, Marco Petreio, Lucio Afranio e Marco Var-

rone, de' quali elio aveva sì vile opinione, che elio per

andare tra i suoi diceva ; Io vado all' oste senza ca-

pitano, poi tornerò al capitano senza l' oste. E andando

elio a quello luogo Marsilia, città collegata e molto

amica de' Romani fino dal principio, non por odio di

lui , ma per grande amore della repubblica gli serrò

le porte. Elio, come 1' ebbe assediata, lasciolla a vin-

cere a Decimo Bruto con parte della sua gente ; ed

elio seguendo il suo cammino arrivò in Ispagna. Dove

cominciando la guerra da Petreio e Afranio , i quali

prima occorsono , assalendo i nimici il di e la notte

non facendo alcuna differenza di tempo , il consiglio

dei duci fu di non combattere di notte, perché allora

la paura stimoli gli animi a viltà, e non sia chi, re-

raossi i testimonii, richiami i combattitori irati e chi

gli ritenga ; il dì temono la vergogna , e per i co-

mandamenti de' capitani e per la presenza de' tribuni

e de' centurioni raffrenansi e ritraggonsi a prodezza

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