Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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ed a fedf, acciò che egli stiano forti contro alla paura

alia morte. Poi la fortuna volgendo i fatti della

guerra, i niinici furono rinchiusi in llerda. E Cesare,

assediato da grandissime piove e dallo affondare delle

acque e da grande necessità di vettovaglia, nientemeno

stette fermo al cominciamento, e tutte le diffi-

coltadi con la sola e usata prodezza soperchiò, infino

che finalmente elio gli assediò stretti e presi in uno

sterile e secco monte , e circondogli si , che niuna

uscita v'era da fuggire. Per la quale disperazione,

costretti da estrema fame e sete, spesse volte voUono

uscire fuori e morire. Ai quali Cesare contro a sua

usanza non gli die la via a combattere, ma stette elio

e i suoi intra la fortezza. Del qual fatto era certa

cagione. Perchè elio sperava vincere quegli, riducen-

dogli ad estremitade senza combattere : adunque per-

chè esporre i suoi, i quali avevano bene adoperato

per lui e che gli erano molto cari, ai pericoli e alle

ferite, senza i quali, benché le battaglie siano pro-

spere , poco meno niuna vittoria è ; e perchè com-

mettere alla fortuna quello , che si può fare aspet-

tando sicuramente, benché si faccia un poco più tardi,

conciosiacosachè a uno capitano appartenga attendere

alla vittoria non meno con il senno, che con il ferro ?

E ancora perchè non volere piuttosto vincere quegli,

che uccidergli, i quali, benché egli fossono suoi con-

trarli, pure egli erano suoi cittadini ? Eppure i cava-

lieri usati a combattere non lodavano questa delibe-

razione d' ottimo capitano, ma mormoravano insieme,

perchè il suo capitano, potendo vincere, non voleva,

dicendo che non combatterebbono per comandamento

del suo capitano. E colui, il quale non si moveva lieve-

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