Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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la procurasse con quella sollecitudine, che elio poteva.

La qual cosa io dico più curiosamente per quegli , i

quali non sapendo le cose, per alcuna opinione (non

so, neppure egli sanno, onde ella sia nata), dicono

pertinacemente che Cesare fu amico della guerra e

Pompeo amico della pace. E intra i prefetti di Pom-

peo Lucio Vibulo Rufo, due volte preso- da Cesare,

e due volte lasciato, una volta a Corfinio intra que-

gli gentiluomini, de' quali noi dicemmo, e ancora in

Ispagna. Pensando costui sufficiente mezzo alla pace,

perchè a lui elio era tenuto per benefìcio e a Pompeo

caro amico, mandollo a Pompeo con questa informa-

zione : Assai già di male è fatto alla repubblica per

la guerra , e questo può bastare a provedere per lo

futuro tempo , e insegna all' uno e all' altro che più

mali non siano fatti; e che, messa giù la pertinacia,

sia da partirsi dalle armi e non provare più spesso

la fortuna, se egli amano la repubblica e sé medesimi.*

Che egli eleggano uno tempo sufficiente a trattare la

pace, fino che lo stato delle parti pende dubbioso quasi

con uguale bilancia : e quando 1' una delle parti co-

mincerà a pesare più, quello che monterà più alto non

starà ad uguale condizione. Perchè chi è quello che

soglia usare giustizia in prosperità ? E perchè le con-

dizioni della pace sarebbono in dubbio, conviensi domandarle

al senato e al popolo di Roma ; e così parrà

che a loro si restituisca il civile animo e alla repub-

blica la prima maestade. In quello mezzo essere prin-

cipio della pace, se 1' uno e 1' altro incontanente giuri

di fare parlamento, e per ispazio di tre giorni lasciare

r oste. E acciò che Pompeo sapesse che elio cercava

quello a buona fede, disse che elio era apparecchiato

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