Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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in pi'iniu (Vi lasciare tutta la sua gente ; e come 1' uno

e r altro avrìi l'atto questo, egli stiano al giudizio del

senato e del popolo. A>endo elio imposto questo a Vi-

buio appresso Corcira, dove elio a (;aso lo aveva tro-

vato, Vibulo- andò a Pompeo, e Cesare, avendo man-

dato innanzi il trattare della pace, apparecchiato alla

guerra, incontanente seguendolo, posto il campo a

Orico, stette per contro ai nimici. Grande tumulto era

nel campo di Pompeo per la non pensata andata di

Cesare, il quale quetato, incontanente come gli animi

furono quieti, Vibulo, tolti alquanti di quegli, i quali

Pompeo aveva cari e fedeli, cominciò a dire di quelle

cose, elle Cesare gli aveva imposto, e appena avendo

cominciato Pompeo interruppe , e gridando disse : E

che prò mi farà la vita o la città , che per beneficio

di Cesare parrò di acquistare ? Il contrario della qual

cosa non si può vedere, se, compiuta la guerra, io

non ritorno in Italia, onde io mi partii. Questa ri-

sposta fu manifesta a Cesare per quegli medesimi,

i quali la udirono. E potrel5besene essere sdegnato e

irato, e lasciare ogni condizioHe di pace uomo eziandio

di mezzana fortuna : ed elio ancora non cessò, ma per

altra via volle ritentare la paee, se palesemente elio

potesse fare quello, che non poteva fare segretamente.

Intra i due campi era uno fiumicello, chiamato per

nome Tapso ; in quello luogo i cavalieri erano usati

continuamente favellare intra sé senza alcuno pericolo

di offesa, e cosi le parti tra sé convenivano, credo,

per cupidità di parlare , il desiderio costrignendo un

poco r ira. A quello luogo Cesare mandò P. Vatinio,

uno de' suoi legati, e imposegli che elio dicesse ogni

cosa che elio credeva più muovere gli animi alla pace

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