Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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con i cittadini e con 1 ninii('i , e domandasse spesso

ad alta voce, se fosse lecito da cittadino a cittadino

quello, che alcuna volta è lecito ai fuggitivi e ai ru-

batori, di mandare ambasciadori per la pace, acciò che

i cittadini non combattessono intra sé, e per le mani

de' suoi fosse sovvertito lo imperio di Roma; e molte

parole umili, le quali parrebbono d' uomo che temesse,

se non fossono dette da Cesare. Colui andato alla

ripa del fiume obbedì e compiè il comandamento del

suo capitano, e da ciascheduna delle parti con grande

silenzio fu udito, e dall' altra parte fu risposto , che

Aulo Varrone andrebbe il dì seguente a parlamento,

e che ambasciatori potessono andare e dire quello, che

egli volessono, sicuramente E quello medesimo dì fu

determinato a Vatinio, che elio tornasse. Il quale dì

come venne, ed elio tornò a quel luogo, grande mol-

titudine di ciascheduna delle parti era venuta, con

animi intenti, secondochè appariva, alla pace E pro-

cedendo la cosa a buon fine , Labieno uscì fuori , e

cominciò a parlare con Vatinio, e a contendere, come

uomo che avesse grande odio a Cesare. E lanciatesi

da ciascuna delle parti saette , fu fine alle parole. I

cavalieri copersono Vatinio con le armi, e molti fu-

rono feriti, nominatamente Cornelio Balbo, e altri cen-

turioni e cavalieri. Questo effetto ebbe intra quegli

di Pompeo la pace domandata sì umilemente per Ce-

sare. Ma Labieno quasi contento di quello male disse :

State cheti, e non trattate piìi di pace ; pace non sarà

mai, se non tagliato e jìortato a noi il capo di Cesare.

Il quale fu pessimo detto, e non so, se elio fu piut-

tosto di malvagio, che di matto uomo. Cesare era an-

dato in Epiro , avendo disposte le cose in Italia se-

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