Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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condo il tempo, per la frotta non aspettato il fine,

ma lasciato Antonio a Brundusio con parte dell' oste,

il quale non aveva potuto passare, acciò che, trovate

e rifatte le navi , trovato il modo , elio la passasse.

La qual cosa non essendo assai spedita a chi la de-

siderava, tanta era la impazienza dello aspettare, che

elio non temè entrare solo di mozza notte in barca

da pescatori per lo turbato mare a chiamare con la

viva voce quegli, i quali spesse volte elio aveva chia-

mati invano con lettere ; ma

gittato a terra da forte

tempesta, non per paura, ma per necessità, lasciò il

prosuntuoso viaggio. E manifesta la parola che elio

disse al nocchiero impaurito per lo pericolo della notte

e del mare: Perchè temi tu ? Tu porti Cesare. Venuto

pochi dì dappoi Antonio con tutta la gente , e posto

il campo appresso ai nimici , stimolava più e più di

di in di mo mostrando le schiere , mo

stimolandogli

a combattere, mo combaitendo Durazzo, e odioso della

indugia, e desiderosissimo della avacce7za, e fortemente

desiderando, che tosto fosse fine alla guerra, come

eh' elio dovesse essere il fatto. E ogni cosa era in-

darno. Perchè Durazzo non si poteva vincere, e Pom-

peo era immutabile , come colui che si sforzava del

contrario, sperando che la indugia fosse vittoriosa per

la necessità del frumento , la quale molto gravava

r oste di Cesare e non pareva ohe lungamente si po-

tesse comportare; e ancoi-a, il che aveva simiglianza

di verità, che la prodezza del troppo ardito capitano

per rincrescimento e aspettare si invecchiasse, e il

suo furore s' impigrisse e il suo ardore si rifreddasse:

con questa speranza rifiutava combattere , e non vo-

leva commettere alla fortuna le parti , che avevano

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