Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

agione. E come a colui piaceva la indugia, all' altro

piaceva la fretta; la quale perchè gli era pertinace-

mente negata, deliberò circondare con assedio quegli,

i quali elio non poteva vincere per battaglia. Mera-

vigliosa cosa è a dire: menò intorno una fossa e uno

steccato di sodicimila passi, e , posto in quello luogo

torri e castelli, con pochi assediò i più, se giustamente

si può dire assediati quegli, ai quali è aperto il mare,

le navi gli obbediscono , e che hanno abbondanza di

tutte le cose, e ai quali intra il circuito dello assedio

è lecito mutare il campo e andare attorno. E in quello

luogo spesso egli uscivano fuori, e spesse volte a que-

gli che uscivano fuori era pericolosa V uscita ; e do-

vendo cavalcare Cesare e lasciando capitano P. Siila

nel campo, ed elio udendo una delle sue coorti essere

soperchiata dai niraici, elio la soccorse con due legioni,

per lo quale soccorso quegli di Pompeo si messono in

fuga; e, se fosse stato lecito ai vincitori seguire que-

gli i quali fuggivano, fu creduto che in quello di fosse

potuto compiere la guerra: si era inchinata la cosa,

non so se per fortuna o per viltà; ma Siila ritenne

il furore de' suoi e fece sonare a ricolta. La delibe-

razione del quale io trovo scusata dagli scrittori. Per-

chè altro ufficio è quello del legato, e altro è quello

del capitano. Il capitano guarda il fine di tutto il fatto

e con la deliberazione il misura , ma il legato sola-

mente guarda il comandamento del suo duca , e non

passa il confine del suo mandato. A Siila era com-

messa da Cesare la guardia del campo :

contento di

averlo guardato, e di avere liberati i suoi dal pericolo,

non volle andare più innanzi ; nella qual cosa era il

pericolo di perdere, come era la speranza di vincere,

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