Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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provato o^ni cosa per la pace , e inlìno a ([uello di

niente era fatto : che elio credeva quella non essere

rimasa per d'Ietto di Pompeo, ma per difetto degli

ambasciadori, i quali o non abbiano saputo o a!)biano

temuto esporre 1' ambasciata, ed eleggere tempo atto

a si grande cosa. E che elio aveva tanta autorità ap-

pi'esso il genero e tanta possanza nella repubblica

da usare queste parole, e oltre a questo che elio non

era legato, ma prima capitano, e che elio poteva dire

a Pompeo quello, che voleva, e se elio errava poteva

non solamente riprenderlo, ma in certo modo costri-

gnerlo, che elio avesse l' animo alla pace. Se Metello

faceva quello , dava riposo alle cose stanche e inchi-

nate a maggior male, e allo imperio e all'Italia e

alle Provincie pace , e che ogni uomo 1' avrebbe ac-

cetta a lui solo. Clodio con questa ambasciata andò

a Scipione, e primieramente elio fu veduto volentieri

e volentieri udito, e dappoi mandato fuori del consi-

glio, disconfortando uno Favonio, notricatore di rio

consiglio , Scipione dal trattare della pace utile al

mondo. Così Clodio, senza conclusione alcuna della

pace, tornò a Cesare. Continuamente in quello mezzo

erano assalti e battaglie e morti dall' una parte e

dall' altra , e meravigliosi casi di valenti uomini ; e

rifiutati malamente i consigli della pace , era dato

luogo solo air ira e all' odio. Uno di fu molto con-

trario a Cesare , nel quale con grandissimo sforzo i

nimici uscirono fuori, e in quello di fu intra le altre

cose meravigliosa la virtù e conosciuta la fede di uno

banderano, il quale, essendo passato d'una mortale

ferita sentendosi prossimo alla morte, volto ai com-

pagni e porgendogli V insegna, la quale elio già de-

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