Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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poi Pompeo il segui, o incontanente, fatto parlamento,

ringraziò i suoi perchè s' erano bene portati; e con-

l'ortò quegli, cIk^ erano venuti con Scipione, non tanto

alla battaglia, (juanto ai preinii della battaglia, e al

suocero attribuì il segno della battaglia e 1' ufficio di

pretore, e fecelo partecipe di ogni onore e della ca-

pitananza. Congiunti due si grandi osti in uno me-

desimo campo, non era alcuno, che dubitasse della

vittoria in tanto, che tutti già contendevano de' premii

e degli onori: finalmente i patrizi non senza rampogna

contendevano del sncerdozio di Cesare, la qual cosa

passò ogni matteria. Ma altra cosa pensavano egli

e un' altra Cesare, e hi fortuna apparecchiava altro.

K Pompeo volendo vincere, indugiando con l'arte

usata aveva fatto utile deliberazione, ma fu tolta via

per r impeto de' suoi e non ebbe effetto. I cavalieri

nati alla fatica non avevano pazienza di stare a ozio,

i conìpagni erano impazienti all' indugia per desiderio

della patria, i principi riprendevano il desiderio di

Pompeo, dicendo che elio voleva stare più lungamente

nel suo ufficio. Uno soperchiato da tanti consigli e da

tante voci contro a suo volere consentì a tutti, e con

tristezza lasciò il freno alla fortuna, che trae tutto

per forza, e deliberò combattere. Eppure elio ancora

indugiava il fatto; comecché ciascuno indugia, quanto

elio può, quello, che mal volentieri elio fa. Cesare

aveva in odio la indugia , eppure elio non sperava

potere trarre Pompeo alla battaglia con alcuno inge-

gno. Stando in dubbio di questa fatica elesse utilis-

simo modo di battaglia, che, movendo il campo, con

continuo movimento non stesse mai in uno luogo più,

che uno di. A questo non lo induceva solo una ra-

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