Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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ogni cosa è piena di lainentanze, e quegli, che dicono

meno, aggiungono, onde il lettore possa comprendere

cosa molto grande. Queste enno le parole di Floro ,

il quale descrive qutìsto fatto con ornatissima brevità.

La fortuna non vide mai in alcuno luogo tanta possanza

del popolo di Roma : trecento mila combattenti

e più dall' una parte e dall' altra, senza gli aiutorii

dei re e del senato. Il medesimo dice : Se tu guardi

i capitani della battaglia, tutto il senato è nelle parti ;

se tu guardi gli osti , dall' una parte undici legioni

dall'altra diciotto, tutto il fiore e la fortezza della

nobiltà d' Italia ; se gli aiutorii degli amici , dall' una

parte quegli erano eletti di Gallia e di Germania,

dall' altra parte Deiotaro, Ariobarzane, Tarcondimoto,

Corinto, la possanza di tutta la Tracia, di Cappado-

cia, di Cilicia, di Macedonia, di Grecia, di Etolia e di

tutto r oriente. Le schiere di ciascuna parte stavano

con grand' ordine. I capitani erano i piìi eccellenti,

che mai toccassono armi, e non tolgo fuori Affricano

e Annibale. Perchè chi numererà le vittorie, per non

dire le battaglie, di ciascheduno di quegli, ovvero chi

misurerà la grandezza delle cose ? Meravigliosa cosa

è a dire nondimeno, come l'ardore e l'impeto di

Pompeo era già rifreddato o per 1' etade o per alcuno

augurio per la varietà della fortuna in tanto , che,

chi il guardasse, sarebbe paruto ogni altra cosa, che

Pompeo. Per la qual cosa io più mi meraviglio dove

sia il dispregio della pace tante volte dimandata, e

quella speranza di vittoria. E nondimeno elio confortò

i suoi, parte con magnifica e parte con miserabile

orazione, e discese alla battaglia traendo seco gran-

dissima parte del mondo. Il fine della battaglia fu

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