Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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peo (la piede e du cavallo di morti quitidicù migliaia.

Delle strane genti, che gli erano venute in aiutorio

da tutto r oriente, furono morti in numerabili, i quali

fuggendo disarmati e senza ordine furono morti in-

fino che i perseguitori furono sazii. Nel quale di

Cesare guar;lando i suoi avversarii morti e abbattuti

per gli campi, si trova che elio dicesse queste parole :

Egli hanno cosi voluto. Dietro a sì grandi cose , io

Gaio Cesare sarei condannato, se io non avessi do-

mandato aiutorio dalla mia gente. 11 numero dì que-

gli, i quali si arrenderono a Cesare, fu di ventiquattro

migliaia e più. E furono prese insegne di cavalieri

cento ottanta e cinquantanove aguglie. Intra i morti

fu Crastino, come detto è, combattendo ardentissima-

mente, il quale Cesare lodò avere combattuto in quella

battaglia con meravigliosa prodezza, dicendo che gli

era molto tenuto, e sì, come elio aveva predetto,

eziandio morto lo ringraziò. Perì anche Domizio

quello che era stato preso e lasciato a Corfinio. Della

parte di Cesare non peri se non dugento cavalieri

trenta centurioni, uomini eccellenti. Meravigliosa cosa

è a dire che, combattendo i Romani da ciascuna parte,

fosse tanta disparità ne' morti ; ma Pompeo era già

abbandonato dalla sua vecchia fortuna. In questo luogo

non pare a me da tacere quella lodatissima virtù, la

modestia di Cesare, della quale Plinio Secondo e Se-

neca e molti altri si ricordarono. Che trovando elio

intra 1' altre cose nel campo di Pompeo casse di let-

tere mandate a Pompeo da grandi signori , per le

quali elio poteva sapere, che opinione avesse ciascuno

contro a sé , la qual cosa non è dubbio che potesse

giovare al fatto della guerra, che ancora non era fi-

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