Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

Capitolo IV.

Come Cesare con il suo oste j^assò in Gallia, e fé' molte

cose nel suo principio.

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Mg ritorno all' ordine della istoria e agli AUo-

brogi. Questi poco innanzi il consolato di Cesare erano

quetati e ridotti alla fedeltà del popolo di Roma ; e

de' Gallici che abitano oltre il Rodano alcuni erano

collegati con i Romani, alcuni erano senza concordia e

vivevano con sue leggi. Gli Elvezii, gente ardente per

la fidanza di grandissime sue forze e per desiderio

di acquistare la signoria di tutta la Gallia, in prima

essendo suo governatore Orgetorige , e , poich' elio

morì in prigione per sospetto che elio volesse esser

signore, nientemeno quegli seguendo il cominciamento

per sé medesimi, senza alcuno capo, forniti d' armi e

di vettovaglia, quanto fu loro avviso che gli dovesse

bastare per suo viaggio, tutto 1' avanzo arsono e con

questo tutti i suoi edificii e case e terre (cotanta

audacia e furore gl'invaso), acciò che più costanti,

tolta via la speranza del tornare , egli si mettessono

a ogni pericolo ; e così ancora confortarono fare ad

alcuni popoli suoi vicini. Così leggermente entra in

quelli d' appresso la matteria : e così pericoloso è il

parlare co' matti. Adunque aggiunti questi insieme

con ardente e aspra lega si apparecchiano andare per

non tornare , come se niente fosse peggio che la

patria , e niente fosse meglio che 1' esilio. E doven-

dosi egli partire , due vie vi erano ,

1' una sotto il

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