Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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una cosa, ossero di necessitade la sua tornata e la

sua presenza. Per le quali cose benché elio si mo-

vesse giustamente, pensò prima ordinare quelle terre,

dove allora era , acciò che tornando lasciasse quelle

in riposo e obbedienti allo imperio di Roma, acciò che

attendendo a diverse cose ninna ne fosse compiuta.

E fidavasi di fare questo tosto in Soria e in Cilicia

e in Asia minore, perchè in que' luoghi non appariva

in Bitinia e in Ponto

alcuna cagione di guerra ; ma

era più a fare, Farnace re ancora tenendo quelli paesi.

Adunque comandato che i fatti di Roma e d'Italia stes-

sono quieti infino alla sua tornata, per lo cominciato

cammino sollecitamente cercò Farnace. E appressan-

dosi elio, Deiotaro principe di Galazia, benché allora

contendesse di quella, era stato costituito -dal senato

re della minore Armenia, messo giìi ogni ornamento

reale, e con abito non solamente di cittadino, ma di

uomo che fosse in colpa umilmente gli venne incon-

tro , e , come gli fu dato udienza , disse : Cesare

io non niego che io era con Pompeo. Se io ho fal-

lato e ti ho offeso, domandoti perdonanza. Io era, o

Cesare, com' io fui sempre, e sarò sempre, fedele al

popolo di Roma. Io era in queste terre , nelle quali

non era alcuna tua gente, ed io non aveva a deter-

minare delle discordie de' Romani. Che doveva io fare,

se non quello che io imparai da gioventi^i, cioè obbe-

dire quegli che erano presenti ? Cesare rispose a que-

ste parole : Molti e grandi benefizi, de' quali essendo

consolo io adornai te e il tuo regno, non ti dovevano

essere usciti di mente ; e non hai alcuna scusa al tuo

errore , essendo tu così prudente e così industrioso

uomo. Perchè tu potevi e dovevi conoscere, che, dove

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