Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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era colui il quale teneva Roma e Italia , in quello

luogo era il senato e il popolo di Roma, e finalmente

la repubblica. E chi avrebbe per lo contrario per con-

soli Lentulo e Marcello ? Come puoi tu scusare che tu

non conoscessi che differenza fosse tra sì dissimili cose?

Io nondimeno di volontà dono questo fallo ai pi-imi be-

nefizi e alla tua obbedienza e alla conversazione che

ho con te in una casa, e all' antica amistà e alla tua

dignità e alla etade , e ancora ai prieghi di molti

amici stati in casa tua, i quali più volte mi prega-

rono per te. Della questione della tua signoria deli-

bererò , quando

mi parrà giusto tempo : in questo

mezzo voglio che tu usi con me sicuramente , e che

tu usi r abito reale. Dette queste parole, comandò che

elio mandasse una legione de' suoi sudditi istruita se-

condo r usanza de' Romani, e quella gente da cavallo,

che elio aveva con lui, alla guerra di Ponto. E avendo

Deiotaro obbedito in ogni cosa , e Cesare essendo

stato in casa sua come in suo antico albergo, ed es-

sendo stato onorato con somma diligenza, ancora si

trovò chi accusò Deiotaro innanzi a Cesare , che elio

gli aveva di notte posti agguati. Di questo si trova

un' ornatissima orazione di Tullio, che lo difese. Come

Cesare entrò nel regno di Ponto, gli ambasciatori di

Farnace re vennono a lui incontro : pregarono, che la

sua andata fosse pacifica ; che il suo re con pronto

animo era disposto a fare i suoi comandamenti , di-

cendo che elio non era indegno della sua grazia, per-

chè non era stato favorevole a Pompeo né ai nimici

di Cesare, e che Deiotaro fautore de' nimici lo aveva

trovato grazioso. Dappoi gli presentarono una corona

d' oro mandata dal suo re. Cesare per natura ora di

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