Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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sare, e acciò clie tutti i suoi Tossono apparecchiati a

ogni ora. E, benché il mare gli fosse contrario, elio

teneva nientemeno i galeotti in sulle navi, acciò che

non andassono d' attorno secondo sua usanza per sua

libertà, , sicché obbedienti al comando non bisognasse

cercargli né chiamargli. E ogni di cresceva la nomi-

nanza della gente de' nimici : dicevasi che egli avevano

gente da cavallo inlinita, del re quattro legioni e di Sci-

pione dieci legioni ( perchè Catone lo aveva fatto mag-

giore); e ancora possanza grandissima di leggiera arma-

tura, navi non una, ma molte. Per le quali novelle Ce-

sare non si moveva, ma sollecitava a scontrarsi con i

nimici con grande speranza ; e perché elio era venuto

con pochi , elio aspettava non senza fatica d' animo

che il suo oste crescesse, il quale con comandamenti

di qua e di là continovamente cresceva. Non lascerò

a dire questo : che fama e vecchia opinione era cre-

sciuta, e non era per caso fortuito, ma procedeva da

grandi cagioni, che il nome degli Scipioni non si po-

teva vincere in Affrica , la qual cosa dava cagione ,

che egli indovinassono per comune errore , Scipione

dovere avere vittoria. Dappoi che Cesare intese questo

disse : Io avrò un altro Scipione. E incontanente pro-

curò avere nel campo uno de' Cornelii , dispregiatis-

sirao uomo , il quale per dispregio era chiamato Sai-

vizio, ed ebbelo. E dappoi eh' elio seppe essere rac-

colte sei intere legioni e due mila uomini da cavallo,

pensando che questi gli bastavano , misegli in nave ;

e, mandati innanzi questi, elio, benché per i sacrificii

paresse che avversità se gli apparecchiassono , e che

facendo elio il sacrificio la bestia fuggisse (che a quel

tempo appresso di quegli era rio augurio) con alto

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