Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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6?tridorfi di quegli e per lo non usato puzzo. Ma a

questa parte aveva elio posto rimedio menando i leo-

fanti nel campo , e menandone alcuni in Italia per

ammaestramento di nuovi osti , acciò che i pedoni

imparassono eziandio dove gli armati leofanti si po-

tessono ferire, e i cavalli si ausassono alle spaurose

bestie, e non temessono ; e cosi fu fatto, che il te-

muto animale tenuto a mano e ausato tra i cavalli,

veduta la sua tardezza , fosse invilito. Questo accre-

sceva molto il pensiero al provedutissimo capitano

che elio aveva a fare con gente molto insidiosa

usato a combattere con i Gallici, i quali enno gente

aperta e che non sa usare agguati né inganni, ma

che combatte per prodezza. Temeva, che 1' accortezza

de' suoi cavalieri, della cui virtù assai elio si fidava,

non bastasse contro alla non usata generazione dei

nimici, e perciò tutto il dì per esperienza gli menava

attorno, acciò che egli imparassono conoscere, quanto

erano diversi i suoi costumi da quegli degli antichi

nimici, che egli imparassono stare sempre con 1' animo

attento , considerare ogni cosa e da ogni cosa guar-

darsi. Intra questi pensieri ed esercizii già s' appres-

sava il tempo dell' ultima battaglia. E primieramente

Cesare condusse il suo oste diligentemente ammae-.

strato appresso al campo de' nimici , e , ordinate le

schiere in luogo piano, invitò quegli alla battaglia,

e per infino a sera gli aspettò : ma poiché elio vide

che pertinacemente egli ricusavano combattere , di

notte tornò al campo. E partendosi elio, e Labieno

seguendolo, e non cessando di perseguirlo, come mal-

vagio fuggitivo , benché elio fosse cacciato indietro ,

trovò ì nimici già partiti di quello luogo , strignen-

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