Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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vano ardito pregare per quegli che erano in miseria,

rifrenando il suo furore e ammonendogli di miseri-

cordia verso i cittadini, la quale virtù egli sapevano

essere graziosissima al suo capitano. Intra i quali fu

Giulio Rufo questorio, il quale passato da uno cava-

liere con uno dardo mori , ed eziandio Pompeo Rufo

percosso nel braccio con uno coltello era morto , se

elio non fosse fuggito a Cesare. Tanto e sì indomito

era l'ardore de' cavalieri , tanta confidenza della ri-

cordanza delle cose fatte, tanta licenza di peccare,

tanta sete del sangue di quegli i quali contrastavano

per odio, che molti senatori impauriti per lo esempio

e i romani cavalieri fuggivano de' campi , acciò che

egli non cadessono in simile pericolo. E ancora Ce-

sare medesimo pregò per i miseri , e operando non

per la signoria, ma con amichevoli preghi, che quegli

non perissono , niente ottenne : ma con crudele

odio finalmente tutti furono morti. Questo era il frutto

delle civili battaglie : da una parte crudeltade , dal-

l' altra morte. Non parve da tacere agli antichi scrit-

tori , e anche a me non pare da tacere intra queste

paure la virtì^i di uno vecchio cavaliere della quinta

legione. Combattendosi , e nella sinistra schiera es-

sendo ferito uno leofante , e per lo dolore della fe-

rita furiosamente correndo, a caso si avventò contro

uno disarmato ragazzo, e tenendolo in terra stretto

con i piedi e con la gravezza del corpo e atterritolo

con le grandi strida , corse un cavaliero mosso per

misericordia a questo pauroso giuoco con la spada

ignuda in mano per dare aiutorio, benché fosse tardi ;

perchè già quello misero era morto. E come il lio-

fante vide che colui gli veniva incontro con la spada,

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