Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

niuno era più prossimo al peritilo nò più manifesto

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a Roma, che lo apparecchiamento dogli l'^lvezii e la

determinazione del fermato dì , che per pubblico co-

mandamento egli aveano fatto, di venire a passare il

Rodano. E acciò che io torni al proposito, questo co-

strinse Giulio Cesare ad affrettare , il quale pensava

di quanto pericolo fosse ogni piccola indugia, ricordan-

dosi in ispecialità, come questa gente già avea messo

in fuga l'oste de' Romani e messo sott(^ servitù, avendo

morto Lucio Cassio consolo. E per questa cagione apparecchiato

prontissimamente ogni cosa, partito da Roma

e con meravigliosa velocità arrivato in Gallia ulteriore,

passato Gebenna, venne al luogo del pericolo , e rat-

tamente comandò in quella provincia quanto più nu-

mero di cavalieri elio potesse adunare. Conosciuta la

venuta di Cesare , incontanente venne a lui 1' amba-

sceria degli Elvezii, de' migliori eh' erano in tra loro,

e domandano il passo per la provincia de' Romani,

dicendo eh' egli non aveano altra via, e promettono

di passare senza alcuno danno e senza ingiuria. Ce-

sare, benché elio non volesse piacere a loro che male

r avevano meritato, e eh' elio non desse alcuna fede

a sue promesse , e perciò già fosse deliberato della

risposta, nientemeno tolse spazio a deliberarsi, acciò

che il subito furore de' nimici non turbasse la sua

gente affaticata del cammino e lui massimamente oc-

cupato a fare gente. E detto agli ambasciadori che

tornassono a lui à di tredici d'Aprile, in questo

mezzo tempo per sollecitudine de' suoi e di quegli

del paese fece una fossa e uno muro dal lago al

monte Giura (del quale noi avemo detto) di lunghezza

di diciannove miglia e di altezza di sedici piedi, for-

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