Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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pitano Virgilio, come noi dicemmo, Rebilo proconsolo

con alquante coorti , e lasciò Gneo Domizio con al-

quante altre a Tisdra, dov' era capitano Considio , e

mandò a Utica Marco Messalla con gente da cavallo,

ed elio primieramente il segui con 1' oste. In quello

mezzo i cavalieri di Scipione, i quali erano scampati

dalla battaglia, fuggendo verso Utica, com' egli arri-

varono a Paranda, dove prima era venuta la fama

della vittoria di Cesare, e serrati di fuori della terra

dagli abitatori avendo vinta quella per forza, ancora

non avendo smenticata la crudeltade per 1' avversità,

fatto in mezzo la piazza un monte di legne, e postovi

suso tutte le cose degli abitatori, le quali non si po-

tessino portare via, e posti sopra le dette legna gli

uomini del castello, non facendo differenza dell' etade,

nò de' maschi né delle femmine , tutti e tutte quelle

cose arsono crudelmente, e quasi come egli avessono

fatto uno grande bene, andarono a Utica. In quella

terra allora era rettore Marco Cato, il quale non fi-

dandosi della propria forza aveva cacciato fuori delle

mura il disarmato popolo, e fu )ri della porta gli aveva

fortificati con fossa e steccato ed aveva posti difen-

ditori, e il senato della terra teneva guardato in pri-

gione. I cavalieri di Scipione sopravvenenti avevano

assalito quegli d' Utica che erano stati cacciati fuori

da Cato , perchè gli pareva che attendessono a Cesare,

per danno de' quali non cercavano ruberia , ma

vendetta. Quegli , i quali già erano fatti animosi

udita la vittoria di Cesare , arditamente si difesono

con bastoni e con sassi I cavalieri cacciati di quello

luogo entrarono in Utica , e uccisono molti di quegli

d' Utica ; e tolte e rubate le case dei morti, avevano

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