Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

nito di (lilenditori armati secondo la bisogna, con

hattilVedi e barbacani : la quale fu opera meravi-

gliosa e appena credibile, se non fosse stata fatta da

Cesare e scritta e posta per ricordanza da degni au-

tori , i quali furono presenti alle dette cose, il quale

edificio fu grande indizio che quella gente fosse animosa

, ma non cauta. Dappoi tornando gli ambascia-

dori il dì determinato, Cesare non volle fare alcuna

cosa di quello che egli addomandavano, e disse che

secondo 1' usanza de' Romani non è lecito dare la via

a gente armata per le terre degli amici. Quegli am-

basciatori , avuta la risposta , come conobbono che

erano stati beffati , tristi e irati tentarono passare

per gli guadi del fiume di qua e di là, dove elio

fosse meno profondo , alcuna volta a piedi , alcuna

volta con navi unite insieme, e alcuna volta di notte.

E questo tentare fu indarno, essendo i Romani in

ogni luogo e ad ogni ora apparecchiati a resistere.

E per questa necessità furono costretti a tornare al-

l' altra via , la quale prima avevano rifiutata : e per-

chè egli sapeano quella pericolosissima, non consen-

tendolo i Sequani, in prima avendogli indarno provati

con preghi, ridussonsi per aiutorio a Donnorige, ac-

ciò che per lui facciano quello, che per sé non pote-

vano fare. Costui era uomo potente tra gli Edui,

magnanimo e amico dell' una gente e dell' altra e

infiammato di cupidità di crescere, e non usato a

mezzani pensieri , con sollecitudine cercava la grazia

di molta gente. Adunque cupidamente domanda il

passo per gli Elvezii interponendosi presso i Sequani,

tolti gli statichi dell' una e dell' altra parte , perchè

questi non vietino il passo , e quegli non facciano

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