Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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la gloria e solo il nomo della signoria. In ogni parte

della sua etade elio dispregiò la moneta :

la etade che

giti piegava gli dava modo di dispregiare i diletti.

Non posso negare che elio in gioventù non fosse un

po' impetuoso nella repubblica, e sempre più desideroso

di signoria, che non è convenevole, e, se io il ne-

gassi , riprenderei me medesimo con le mie scritture

e con quegli autori, dai quali io ho tolto quelle cose.

Ma chi annovererà, le altre virtù di questo uomo ? Chi

quella sola loderà sufficientemente, cioè la benignità,

con la quale elio vinse tutti i signori ? Ma che fa-

ranno, dove si volgeranno gli uomini ? In ogni luogo

è pericolo, niente è sicuro, ed è verissimo il detto di

quello Poeta : Quello che 1' uomo debba fuggire, non

è mai bene proveduto per un' ora. Affricano con lo

esilio aveva fuggito la invidia, Cesare ostava a quella

con la cortesia : e quello gli parve più sicuro. Io

dirò cosa verissima, ma meravigliosa e non degna dei

delicati animi: quella cortesia era grave, e che uno

possa fare ogni cosa è utile a molti, ma grave a tutti.

E di questo cresce la invidia. Che farebbono a un

empio che rubasse, quando egli non poterono compor-

tare un benigno e cortese imperadore ? E certamente

onde elio meritava lo amore di tutti, trovò 1' odio poco

meno di tutti e gli aguati di alcuni e finalmente la

cagione della morte. Della quale io dirò alla fine, per-

chè il morire è 1' ultimo atto degli uomini. E prima

penso che sia da dire di alcune cose, le quali spet-

tano all' abito e alla forma del corpo e all' inge-

gno e all' eloquenza e ai costumi e alla sua vita

di casa, secondo che spartamente sono scritte da fa-

mosi autori, e ridurroUe insieme; non tutte, perchè

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