Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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quali ò tolta la maggior parte di quello cose, che noi

abbiamo scritte di Cesare. E scrisse più altri, i

quali per la prestezza dello ingegno niente o poco

tempo gli impacciavano e poco gli contrastavano a

quello che elio aveva a fare, sicché elio ne compose

alcuni nel passare dell'Alpi al tempo della guerra di

Gallia, e alcuni nello ardore di pericolosissime batta-

glie, uno, del quale noi facemmo menzione di sopra,

quando elio andò in ventiquattro di da Roma nell' ul-

tima Spagna. Scrisse epistole al Senato e agli amici,

e intra gli altri a Tullio, il quale, favellando con

reverenza di tanto uomo, spesso e molto fu vario

nella sua amistade. E giovinetto scrisse molte cose,

che sarebbe lungo a contarle. Cosi fatto fu nelle cose

dello ingegno ; poiché nelle cose di battaglia ninno gli

andò innanzi, e di questo non é dubbio. Così é scritto

di lui : Fu

uomo , del quale niuno mai fu più chiaro

in fatto d' armi. Nelle quali certamente mai elio non

si risparmiò, e alcuna cosa indulse. Primo alle schiere,

alcuna volta era veduto a cavallo, alcuna volta a piede,

non coprendosi il capo né per sole né per freddo né

per piova , confortando ed insegnando continuamente

quello, che fosse da fare, quello che fosse da fuggire,

e specialmente coli' esempio drizzando e confermando

i cavalieri alla fatica. Ninna pigrizia aveva luogo ap-

presso di quegli , dove egli vedevano il suo capitano

andare innanzi, comandando che non andassono, ma

venissono e seguissonlo ai pericoli. Niuno fu mai più

pronto , niuno più cauto nei pericoli , e benché elio

fosse cauto a ogni cosa, nel condurre dell' oste elio

era cautissimo e agli agguati molto provveduto in

tanto, che elio non conduceva mai oste, se prima non

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