Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

venti (ìi, incoiitanento ogli mandarono ambasciatori a

lui. de' quali il maggiore fu Divicone, uomo di grande

nominanza intra quegli . il quale in quella sconfitta

di Cassio era stato capitano contro i Romani. Costui,

il quale, come io credo, non conosceva ancora Cesare,

disse parole di pace , benché fossono meschiate di

uiinaccie , lo quali furono in questo modo : Se i Ro-

mani vogliono pace con gli Elvezii, apparecchiati sono

a obbedire ; ma

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se egli vogliono piuttosto guerra , è

convenevole che tu ti ricordi della miseria in che

furono i Romani e della prodezza degli Elvezii , la

quale è più conosciuta e più provata da quegli che

da altri; e che elio guardasse e riguardasse, che non

gli avvenisse quello , che già era avvenuto a' suoi

passati. E che per questo i Romani non doveano

avere grande speranza, benché egli avessono sconfìtto

di notte e con aguati una parte degli Elvezii, la quale

non si guardava e non fu difesa da' suoi ; e che egli

non enno usati di combattere per inganno, ma mani-

festamente. E perciò se elio fosse venuto a battaglia,

apparecchiate le parti , elio vedrebbe , se di nuova

sconfìtta elio desse nome a un altro luogo, e se elio

aggiugnerebbe nuova memoria alla antica storia di

Cassio; e finalmente gli disse, se gli pareva essere

assai forte in quello paese. A queste parole Cesare

rispose che i Romani ed elio si ricordavano di quella

sconfìtta e per questo più se ne dolevano, perché

niuna ingiuria certamente innanzi era stata fatta dai

Romani contro gli Elvezii. Che facilmente se lo smen-

ticherebbono, se intra loro fosse stata alcuna ingiuria.

Che Cassio non avea temuto e non s' era guardato

perchè non v' erano alcune cagioni di temere e di

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