Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

guardarsi , e a forte nomo o romano non appartiene

di temere senza cafjjiono. E avere vinto quegli che si

tenevano sicuri e clr^ non si guardavano non fu

grande fatto né sì glorioso, forse come gli pare. Che

egli non si gloriassono più, pensando che spesse volte

Dio del grande lunghezza di tempo a molti senza pu-

nizione di peccati, acciò che più aspramente dopo

lunga prosperità la non aspettata mutazione gli af-

fligga, e acciocché, quanto la vendetta è più tarda,

ella sia più amara. E ancora eh' egli potessono smen-

ticare le antiche offese, non si possono smenticare le

nuove, nelle quali recentemente egli hanno offeso gli

amici de' Romani, se quelle offese non si tolgano via

con nuova soddisfazione , e acciò che egli osservino

questo , diano gli statichi. A queste parole 1' amba-

sciadore rispose, che gli Elvezii avevano imparato dai

suoi passati torre statichi e non dargli ; e di questo

non voleva altri testimonii , che i Romani, E cosi

non fatta la pace, il dì seguente 1' una parte e l' altra

muove il campo. Cesare ordina che vadano innanzi

quattro mila uomini da cavallo gallici , i quali elio

aveva adunati dagli Edui e da quegli che gli altoria-

vano a cercare che via facevano li nimici, forse per-

chè egli erano più esperti delle vie. E quegli andando

senza consiglio, venuti alle mani con i nimici in rei

luoghi , i più dai meno furono vinti. Per la quale

prosperitade insuperbiti gli Elvezii, come piuttosto egli

poterono, si voUono commettere alla fortuna; Cesare

voleva dilungare il tempo ed aspettare. E così in

tempo di quindici dì dispartiti per piccolo spazio, e

quasi sempre veduti 1' uno dall' altro , non combatte-

rono. E dovunque i nimici si movevano , Cesare gli

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