Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

Cesare con le insegne de' Romani nelle parti di Gallia,

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le quali egli sanno che io m' ho acquistate per ra-

gione di guerra. Ricevuta questa risposta, Cesare

gli rimandò gli ambasciadori, i quali gli dicano queste

parole : Ond' è , eh' elio non si ricordi privatamente

de' servigi di Cesare e pubblicamente di quegli del

senato e del popolo di Roma giudicando che con quegli

elio non abbia a partire cosa alcuna, con ciò sia cosa

che quello, che gli amici hanno, soglia esser comune,

e perchè tanto superbamente elio rifiutasse parlare

con il capitano de' Romani e con il suo amico ? Quello

che elio gli voleva dire, glielo comanda, ed è questo :

Cioè che ninna gente nuova elio mandi in Gallia, e

che elio restituisca agli Edui amici del popolo di Roma

ed a' suoi collegati gli staiichi , e che per innanzi

elio non gli faccia guerra né ingiuria ; e se elio fa

questo, potrà durare 1' amistà tra lui e il popolo di

Roma ; altrimenti elio non potrebbe comportare la

ingiuria de' suoi collegati , perchè cosi era deliberato

dal senato. A questa ambasciata risponde Ariovisto

non più umilmente che prima, e disse eh' elio non

pose mai legge di signoreggiare a' Romani ; e che

adunque non era giusto che i Romani ponessono legge

a lui ; e se egli a suo modo e a suo arbitrio regge-

vano quello, che per guerra egli avevano acquistato,

per che causa elio non poteva usare la sua ragione

contro i vinti ? Che questa si è uguale ragione di

guerra a tutte le genti. Non gli debba essere ingiuria,

che senza cagione non farà guerra agli Edui , cioè ,

se egli r obbediranno ; e che esso non renderà gli

statichi. Che se quelli si ritrarranno dalla sua si-

gnoria, egli proveranno per effetto, quello che gli

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