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STRADE KILLER SENZA CONTROLLO Le storie ... - Il Giullare

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Iscrizione Tribunale di Pistoia n.9/2009 del 14 maggio 2009<br />

Mensile di Approfondimento della Valdinievole a Diffusione Gratuita<br />

Anno 0 - Numero 2 - Settembre 2009<br />

di chi è<br />

la colpa?<br />

<strong>STRADE</strong> <strong>KILLER</strong> <strong>SENZA</strong> <strong>CONTROLLO</strong><br />

<strong>Le</strong> <strong>storie</strong> esclusive di chi vince e chi muore di sport


PAGINA 2<br />

DIRETTORE RESPONSABILE<br />

Andrea Spadoni<br />

REDAZIONE<br />

Roberto Grazzini<br />

Chiara Cavalli<br />

Carlo Taddei<br />

Benedetti Lotti<br />

Diletta Severi<br />

Thomas Buonanno<br />

HANNO COLLABORATO<br />

Valentina Cristiani<br />

Rocky Rossini<br />

FOTOGRAFIA<br />

Cristiano Bianchi<br />

GRAFICA E IMPAGINAZIONE<br />

Eva Bugiani<br />

STAMPA<br />

Tipografia “<strong>Il</strong> Bandino”<br />

Bagno a Ripoli (Firenze)<br />

SOCIETÀ EDITRICE<br />

Renovazio srl<br />

Foto di Roberto Puccianti<br />

Foto di Emanuele Pippi<br />

Iscrizione Tribunale di Pistoia n°9/2009 del 14 maggio 2009<br />

Sede de “<strong>Il</strong> <strong>Giullare</strong>” via Camporcioni est, 2<br />

tel. 0572.386478<br />

email: info@ilgiullare.com<br />

“<strong>Il</strong> <strong>Giullare</strong>” è visibile anche online all’indirizzo www.ilgiullare.com<br />

Cerca “<strong>Il</strong> <strong>Giullare</strong>” su Facebook<br />

fotografate e fotografatevi<br />

Foto di Elena Sorini<br />

31 anni, vive a Ponte Buggianese,<br />

è addetta ai generi alimentari all’Ipercoop.<br />

È appassionata della Svizzera Pesciatina,<br />

ama fotografare i ritratti, i paesaggi e gli animali<br />

Diventate fotografi con “<strong>Il</strong> <strong>Giullare</strong>”. Inviateci le immagini che più vi piacciono, che vi hanno emozionato, che raccontano la vostra terra o la vostra vita.<br />

Ogni mese i migliori scatti, selezionati dalla redazione, saranno pubblicati sul nostro mensile. Tutte le altre fotografie che ricevermo compariranno sul<br />

sito www.ilgiullare.com. Inviate il materiale fotografico all’indirizzo di posta elettronica: foto@ilgiullare.com.<br />

Non saranno pubblicate immagini che non riportano il nome dell’autore. A fine anno sarà organizzata una mostra con i migliori scatti.<br />

Sabato 5 settembre,<br />

nella chiesa di Anchione,<br />

la frazione di<br />

Ponte Buggianese, la<br />

nostra insostituibile<br />

grafica Eva Bugiani,<br />

28 anni, si è sposata<br />

con Alessio Iacopini,<br />

32 anni. I due giovani<br />

anchionesi coronano<br />

così una bellissima<br />

storia d’amore. Tutta<br />

la redazione de “<strong>Il</strong> <strong>Giullare</strong>”,<br />

i collaboratori<br />

e gli amici che curano<br />

la crescita di questo<br />

progetto editoriale, si<br />

uniscono alla felicità<br />

dei due neosposi,<br />

augurando loro ancora<br />

tante soddisfazioni.<br />

Ringraziamo<br />

Eva anche per aver<br />

lavorato fino al giorno<br />

precedente al grande<br />

evento, per la pubblicazione<br />

di questo<br />

numero.


di chi è la colpa?<br />

<strong>Il</strong> rientro dalle vacanze è<br />

sempre faticoso. La sveglia<br />

al mattino, il telefono che<br />

squilla, il mutuo che scade,<br />

le multe di giugno ancora<br />

da pagare. Così è più o<br />

meno per tutti, per quella<br />

middle class che identifica<br />

gran parte della popolazione.<br />

Quest’anno il risveglio<br />

da un’estate torrida, perfetta<br />

per chi ama stare sotto<br />

l’ombrellone, è stato ancora<br />

più brusco: disoccupazione<br />

alle stelle (in Valdinievole è aumentata<br />

del 160 per cento),<br />

morìa di aziende e difficoltà<br />

per molti di chiudere il mese<br />

in pari, una volta soddisfatto il<br />

fabbisogno naturale. Nonostante<br />

questo, invece di “tirare<br />

la cinghia”, si va lo stesso in<br />

vacanza. Chi resta a casa, si<br />

dedica allo sport. In particolare<br />

al ciclismo, che da noi<br />

è il fiore all’occhiello. C’è chi<br />

invece di ciclismo e di sport<br />

muore. Tante <strong>storie</strong> sui pedali,<br />

<strong>storie</strong> di successi o di dolore.<br />

Noi, in questo numero le abbiamo<br />

raccontate, esaltando<br />

i traguardi dei nostri campioni<br />

e ricordando chi, purtroppo,<br />

non c’è più. Non vogliamo<br />

fare retorica, ci limitiamo a<br />

chiedervi: di chi è la colpa?<br />

IL DIRETTORE<br />

Andrea Spadoni<br />

non perdere l’opportunità di apparire<br />

per la pubblicità su questo mensile<br />

chiama lo 0572.386198<br />

SOMMARIO<br />

4 strade killer<br />

7 due ruote al top<br />

8 per non<br />

dimenticare<br />

9 il nonno dei record<br />

11 l’idea<br />

12 fenomeni<br />

14 voi come noi<br />

16 personaggi<br />

17 intervistate il<br />

vostro sindaco<br />

18 meglio che lavorare<br />

19 tutti al mare<br />

21 chi non va in<br />

vacanza<br />

22 una famiglia<br />

speciale<br />

24 paesi in festa<br />

26 l’angolo<br />

dell’amore<br />

27 animali<br />

28 uomini di<br />

successo<br />

31 il fallimento<br />

32 il miracolo<br />

34 la bizona<br />

35 agenda


PAGINA 4<br />

“Dopo il coma<br />

torno a correre”<br />

Servizio di<br />

Andrea Spadoni<br />

Foto di Cristiano Bianchi<br />

Parrucchiere passista<br />

In alto a sinistra Giuseppe Barbato,<br />

prima dell’incidente, durante la Prato-<br />

Abetone. Nelle altre immagini due momenti<br />

dell’intervista nel suo negozio di<br />

viale IV Novembre a Montecatini.<br />

Avevo la vita appesa a<br />

un filo. E anche i medici,<br />

davano poche<br />

speranze. Dopo otto<br />

giorni di coma, ho riaperto<br />

gli occhi e di<br />

fronte avevo mia madre<br />

e l’ amico Daniele”.<br />

Di quel 16 aprile 2008,<br />

Giuseppe Barbato, 40<br />

anni, parrucchiere e titolare<br />

del negozio “Top<br />

Hair” in viale IV novembre<br />

a Montecatini, non<br />

ricorda quasi niente.<br />

“Era iniziato come tutti gli altri giorni - racconta ancora<br />

commosso - nella pausa pranzo mi ero ritrovato con<br />

Daniele, un carissimo amico e un altro ragazzo. Avevamo<br />

fatto il giro da Galleno e Staffoli, per poi tornare<br />

a Montecatini. Arrivati a Ponte Buggianese, lungo via<br />

Roma, un’auto mi ha tagliato la strada e io ci sono<br />

finito dentro come un proiettile. Stavamo tenendo un<br />

bel passo e indossavo il casco, ma l’urto è stato tremendo.<br />

Dopodiché mi si è spenta la luce”. Sono stati<br />

attimi tremendi, Giuseppe era tra la vita e la morte e<br />

l’amico Daniele (anche lui coinvolto) ferito gravemente.<br />

“Mi hanno detto che un uomo, Giovanni, fabbro di<br />

Ponte Buggianese, vedendomi per terra con le convulsioni,<br />

ha avuto il coraggio di estrarmi la lingua dalla<br />

gola. Probabilmente mi ha salvato la vita. Quando mi<br />

strade killer<br />

{ }<br />

<strong>STRADE</strong> SEMPRE PIU’ A RISCHIO PER CHI AMA<br />

IL CICLISMO. IN QUESTE PAGINE RACCONTIA-<br />

MO LE STORIE DI GIUSEPPE BARBATO, FINITO<br />

IN COMA E SALVO PER MIRACOLO DOPO UN<br />

TREMENDO INCIDENTE E QUELLA DI ALBERTO<br />

BIAGIONI, ANCHE LUI GIOVANE CICLOAMATO-<br />

RE DI BUGGIANO, CHE HA PERSO LA VITA A<br />

CAUSA DI UNO SCONTRO CON UN CAMION<br />

sono ripreso sono andato a trovarlo a casa con tutta<br />

la mia famiglia per ringraziarlo”. Giuseppe Barbato, è<br />

sposato con Enrica, 43 anni ed è padre di due bambini:<br />

Elisa, 11 anni e Alessio, 8 anni. “Del coma ricordo<br />

solo l’immagine dei miei figli che chiamavano e dicevano:<br />

papà torna. Mi a moglie invece è stata forte e intelligente.<br />

Nel periodo più difficile mi è stata vicina e non<br />

mi ha mai fermato quando ho deciso di salire di nuovo<br />

sulla bicicletta”. Dopo il tremendo incidente, il recupero<br />

per Giuseppe Barbato è stato durissimo: “Sono stato<br />

25 giorni in ospedale, poi sulla sedia a rotelle e quindi<br />

pian piano, con le mie forze, con il temperamento<br />

e l’aiuto di tante persone che mi sono state vicine,<br />

ce l’ho fatta. I primi tempi avevo difficoltà a far tutto,<br />

perché le fratture celebrali erano state gravissime”.<br />

Così , con grande volontà Giuseppe ha ripreso a lavorare<br />

nel suo negozio e anche ad andare in bicicletta.<br />

“Ho tenuto il negozio chiuso per quattro mesi e, prima<br />

di ricominciare a lavorare, ho provato a fare i capelli a<br />

mio figlio e sentivo che non ce la facevo. Avevo paura<br />

di aver perso la manualità. Quindici giorni dopo ho riprovato<br />

con i miei suoceri, stavo meglio. In bicicletta ci<br />

sono salito dopo 6 mesi. Dovevo ripartire perché è troppa<br />

la passione che mi lega al ciclismo. Ho iniziato nel<br />

1994 da cicloamatore, ho partecipato a diverse gare,<br />

ma la tappa più bella che ho vinto è stata quella della<br />

vita”. Oggi si torna a parlare di strade pericolose: “Chi<br />

è alla guida dell’automobile è distratto. Quando vado<br />

in bicicletta devo prevedere sempre i loro movimenti”.


strade killer<br />

Dolore per la morte<br />

di Alberto Biagioni<br />

IL TIRRENO<br />

27 agosto 09<br />

Quando muore un giovane, in<br />

questo caso un mio coetaneo,<br />

è difficile trovare le parole giuste<br />

per raccontare una tragedia così<br />

tremenda. Soprattutto quando<br />

accade mentre si sta praticando<br />

lo sport che si ama, insieme agli<br />

amici di tutte le domeniche. Diven-<br />

ta inutile anche per un giornalista<br />

provare a ricostruire il fatto, perché<br />

qualsiasi cosa ci si metta a scrivere<br />

è comunque inutile. Alberto<br />

Biagioni, che conoscevo dai tempi<br />

delle scuole superiori, si era fatto<br />

una vita con sacrificio e serietà:<br />

un buon lavoro, una fidanzata e<br />

lo sport. Prima il calcio, poi il ciclismo,<br />

condivisi con il padre Massimo,<br />

mio primo allenatore di calcio.<br />

Un uomo molto stimato: intelligente,<br />

simpatico e uno stratega come<br />

pochi a leggere le partite. Una<br />

bella famiglia che oggi deve sopportare<br />

un dolore troppo grande.<br />

“Allenamenti sicuri con il ciclodromo di Ponte Buggianese”<br />

Una struttura innovativa, immersa nella campagna<br />

della Valdinievole. Sarà la vera svolta<br />

per il ciclismo di tutta la provincia di Pistoia.<br />

Parliamo del tanto auspicato ciclodromo che<br />

sorgerà nell’area delle Colmate a Ponte Buggianese.<br />

Di questo progetto ne dà conferma<br />

proprio il sindaco di Ponte, Pierluigi Galligani.<br />

“<strong>Il</strong> ciclodromo si realizzerà nel territorio di<br />

Ponte Buggianese, ma vorrei che fosse<br />

un punto di riferimento per quelli che amano<br />

il ciclismo in tutta la provincia di Pistoia”.<br />

Galligani conferma anche dell’avvenuto accordo<br />

tra i soggetti interessati. “C’è un progetto preliminare<br />

che coinvolge Provincia, Comune di Ponte<br />

Buggianese, Asl (ente proprietario del terreno), Società<br />

della Salute, Federazione ciclistica regionale<br />

e provinciale. Ora stiamo sistemando il puzzle per<br />

poter ottenere i finanziamenti e così iniziare i lavori”.<br />

Sarebbe un fiore all’occhiello per il territorio della<br />

Valdinievole e per la provincia di Pistoia. “La<br />

posizione geografica è perfetta, è baricentrica<br />

rispetto ai paesi di tutta la Valdinievole - prosegue<br />

Galligani - facilmente raggiungibile da tutte<br />

le zone, vicino al casello autostradale che si<br />

costruirà in zona Vasone e inserito in un punto<br />

ideale anche da un punto di vista ambientale e<br />

naturalistico. Sarà uno spazio per chi vuole andare<br />

in biciciletta e per i giovani che si potranno<br />

allenare in sicurezza in mezzo alla natura.<br />

<strong>Il</strong> ciclodromo sarà una grande struttura con due<br />

anelli e percorsi differenti: uno breve di 1200 metri<br />

e uno lungo esattamente il doppio, 2400 metri.<br />

di Massimiliano Martini<br />

PAGINA 5<br />

“Troppi<br />

pericoli”<br />

Massimiliano Martini,<br />

34 anni, è uno dei campioni<br />

di maggior spicco<br />

cresciuto in Valdinievole.<br />

Nel suo palmares ci<br />

sono successi internazionali:<br />

3 titoli mondiali<br />

juniores (1992/93/94),<br />

un titolo italiano allievi<br />

e una vittoria nel<br />

Giro d’Italia dilettanti.<br />

A lui abbiamo chiesto<br />

di fare un punto sul<br />

ciclismo e sulla pericolosità<br />

delle strade.<br />

“Andare in bicicletta è diventato<br />

molto pericoloso.<br />

<strong>Il</strong> traffico è cresciuto<br />

in modo esponenziale e<br />

se penso che quando mi<br />

allenavo io, dovevo schivare<br />

almeno 4, 5 sportelli<br />

di auto al giorno, credo<br />

che oggi sia praticamente<br />

impossibile. E’ l’unico<br />

neo che ha il ciclismo<br />

in Valdinievole, che dal<br />

punto di vista organizzativo<br />

e professionale è<br />

la vera culla per chi vuol<br />

fare questo sport. Ci<br />

sono nomi importanti,<br />

dirigenti e tecnici preparati.<br />

A un ragazzino consiglierei<br />

subito di venire<br />

qua a correre. <strong>Il</strong> progetto<br />

del ciclodromo potrebbe<br />

proprio essere la soluzione<br />

ideale per continuare<br />

a praticare questo<br />

sport ad alti livelli e in<br />

sicurezza. L’importante<br />

per un giovane è anche<br />

fare sport senza troppa<br />

pressione dei genitori”


due ruote al top<br />

“Qui nascono<br />

i veri campioni”<br />

“La Valdinievole è un territorio florido<br />

per il ciclismo. Qua abbiamo<br />

visto nascere tanti campioni, da<br />

Loretto Petrucci, vincitore 3 volte<br />

della Milano-Sanremo a Rino Benedetti,<br />

Enzo Nannini, Guareschi.<br />

Ricordiamo i titoli nazionali di Fabio<br />

Sabatini e dell’indimenticato Mirko<br />

Lauria, i titoli mondiali juniores di<br />

Massimiliano Martini e Crescenzo<br />

D’Amore, poi la Coppa d’oro<br />

di Simone Biasci e Nico Sabatini<br />

(fratello di Fabio). Oggi stiamo seguendo<br />

l’esplosione di Vincenzo Nibali e anche gli ottimi risultati<br />

di Giovanni Visconti, probabile azzurro”. <strong>Le</strong> parole sono quelle del<br />

presidente della federazione ciclistica provinciale, Luciano Talini,<br />

65 anni. “<strong>Il</strong> territorio pistoiese è considerato al vertice nazionale<br />

per questo sport, anche grazie all’attività delle numerose società<br />

presenti e anche perché qua da noi, sono venuti a vivere numerosi<br />

campioni, compreso il commissario tecnico della nazionale<br />

Franco Ballerini”. Quando gli chiediamo il perché di tutto questo<br />

fermento intorno al ciclismo, Talini, non ha dubbi: “<strong>Il</strong> segreto è la<br />

passione”. A chiudere la stagione sono il Gp città di Monsummano<br />

e il Piccolo Giro della Toscana, che è alla 25esima edizione.<br />

Entrambe le corse sono in programma il prossimo 27 settembre.<br />

“In Valdinievole ci sono 18 società attive (una professionista, la<br />

ISD di Luca Scinto), 60 in totale in provincia, alcune solo a livello<br />

organizzativo. Poi pensiamo al mondo dei cicloamatori - prosegue<br />

- molti ragazzi smettono di giocare a calcio e diventano cicloamatori.<br />

In provincia, iscrititti alla confederazione ciclistica sono<br />

circa 600. Se contiamo anche Uisp e Udaci, sono più di 1000”.<br />

C’è solo un problema, le strade pericolose: “C’è stato un protocollo<br />

d’intesa tra Comune di Ponte, Asl, Provincia e Federazione<br />

ciclistica regionale, per la realizzazione del ciclodromo in zona<br />

Colmate a Ponte. E’ la struttura che volevamo dal 1992 e sarà<br />

uno spazio che garantirà sicurezza a tutti i giovani atleti, perché<br />

il ciclismo è il fiore all’occhiello dello sport della nostra provincia”.<br />

Giacomo Pasqui, attualmente vicensindaco<br />

del comune di Monsummano<br />

e assessore ai lavori<br />

pubblici, patrimonio, verde pubblico<br />

e polizia municipale, è uno dei<br />

personaggi di spicco del ciclismo<br />

toscano. Da un trentennio riveste<br />

la carica di presidente della Monsummanese<br />

ed è un profondo<br />

conoscitore delle due ruote. “Nel<br />

nostro territorio c’è una grande tradizione<br />

di ciclismo. <strong>Le</strong> società della<br />

Valdinievole e della provincia di Pistoia<br />

hanno riportato tantissimi titoli a livello nazionale e internazionale.<br />

Nel 2006 , Dario Cataldo, con la maglia della Monsummanese<br />

ha vinto il Giro d’Italia dilettanti under 23, poi le grandi<br />

affermazioni di Paolo Bettini, che ha vesito per tre anni i colori<br />

di Monsummano. Ma molti altri, anche di diverse società, sono<br />

stati protagonisti di grandi successi del ciclismo della Valdinievole.<br />

Inoltre si organizzano gare ed eventi di richiamo nazionale”.<br />

Anche Pasqui, che conosce come le sue tasche il mondo delle<br />

due ruote e la Valdinievole, e rivestendo anche una carica pubblica,<br />

non ha dubbi: “La realizzazione del ciclodromo a Ponte<br />

Buggianese è determinante per portare avanti la grande e<br />

preziosa attività delle numerose società ciclistiche presenti sul<br />

territorio. Ormai i rischi sulle strade sono troppo alti e i genitori<br />

spesso preferiscono indicare ai figli altri sport. Li capisco: ci<br />

sono troppe auto e allenarsi in sicurezza diventa quasi impossibile.<br />

E’ arrivato il momento in cui gli amministratori della Valdinievole<br />

devono farsi carico di questo impegno e fare il possibile<br />

per portare a termine il progetto a Ponte Buggianese, dato che<br />

il ciclismo è l’unico sport che fino a oggi, per andare avanti,<br />

non ha mai avuto bisogno di costruire strutture a spese della<br />

pubblica amministrazione, perché viene praticato sulle strade.<br />

Sembra comunque che si sia arrivati a buon punto, dato che è<br />

stato già firmato un protocollo d’intesa tra i vari soggetti interessanti.<br />

Speriamo che questa svolta si compia al più presto”.<br />

PAGINA 7<br />

{ }<br />

CON L’ARRIVO A PONTE BUGGIANESE DEL<br />

“PICCOLO GIRO DELLA TOSCANA” E IL “GRAN<br />

PREMIO CITTA’ DI MONSUMMANO” (ENTRAMBE<br />

IN PROGRAMMA IL 27 SETTEMBRE), SI CHIU-<br />

DE LA STAGIONE CICLISTICA IN VALDINIEVOLE.<br />

ABBIAMO CHIESTO A DUE PERSONAGGI STO-<br />

RICI DI FARE UN BILANCIO SU QUELLO CHE E’<br />

LO SPORT PIU’ SEGUITO IN VALDINIEVOLE<br />

Ciclismo pistoiese primo in Italia<br />

<strong>Il</strong> ciclismo pistoiese è, secondo le classifiche<br />

pubblicate dal Sole 24 Ore, primo in Italia nel<br />

ciclismo, per quanto riguarda i dilettanti. I dati<br />

sono emersi da un’indagine fatta dal quotidiano<br />

economico, sui risultati del 2008. Per le<br />

due ruote la nostra provincia è all’ottavo posto<br />

nei professionisti. Un vero primato se si pensa<br />

che Pistoia compare all’undicesimo posto<br />

della stessa graduatoria per quanto riguarda<br />

il tiro a volo e il tiro con l’arco e al tredicesimo<br />

per gli sport invernali. Male invece lo sport<br />

per disabili (91° posto), il calcio dei dilettanti<br />

(80°), l’atletica e il nuoto (71°), la scherma (67°).<br />

Nel ciclismo la nostra provincia eccelle non<br />

solo per i risultati degli atleti, ma anche<br />

per l’attività delle squadre presenti sul territorio<br />

e per le manifestazioni organizzate.<br />

Sono anni che a livello dilettantistico e giovanile<br />

il ciclismo pistoiese è all’avanguardia: non solo<br />

Neri, che oggi sponsorizza la Isd, società professionistica,<br />

ma anche Mastromarco, Bedogni<br />

Monsummanese, Team Valdinievole e Cintolese<br />

tengono alta la bandiera, per non parlare negli<br />

Juniores di Bottegone, Monsummanese, Ponte<br />

Buggianese, Cintolese e Ubaldo Signori di<br />

Catena. Ma ci sono anche le società giovanili:<br />

Milleluci Casalguidi, Nuova Sfinge Spedalino e<br />

Via Nova Madigan. Del resto la Toscana, insieme<br />

a Lombardia, Veneto ed Emilia, è la regione<br />

con più società e iscritti d’Italia e quella dove si<br />

organizzano più corse. <strong>Le</strong> ultime le due classiche<br />

in programma il 27 settembre: il Piccolo<br />

giro della Toscana e il Gp di Monsummano.


PAGINA 8<br />

Lauria, il campione<br />

che amava sorridere<br />

<strong>Il</strong> 26 agosto del 2003, la Valdinievole ha perso uno dei più grandi talenti del ciclismo locale. A soli<br />

26 anni, Mirko Lauria è morto per una tragica fatalità. Era sera quando Mirko ha trovato lo zio Alirio<br />

Del Tongo esanime sul fondo di un pozzo d’acqua. Gettandosi per salvarlo è stato folgorato da<br />

una scossa elettrica. La stessa che poco prima aveva ucciso anche lo zio. In carriera aveva collezionato<br />

sessantaquattro vittorie, tra giovanissimi e allievi, due titoli italiani e il Giro di Toscana. Ai<br />

mondiali del ‘95 a Ravenna, giunge secondo nella crono e ottavo nella strada a San Marino. Tra i<br />

dilettanti sono state quattro i successi. Nel 1999 è diventato professionista.<br />

I<br />

l ricordo più bello che abbiamo<br />

di lui è quello dei<br />

campionati mondiali juniores<br />

di Forlì, nel 1995,<br />

quando salì sul podio<br />

fasciato dalla maglia<br />

azzurra per ricevere la<br />

medaglia d’argento della<br />

cronometro individuale.<br />

Quel giorno sembrava<br />

che la carriera di<br />

Mirko Lauria dovesse<br />

essere radiosa, al<br />

fianco di compagni d’avventura come Di<br />

Luca, Basso e Nocentini. Invece la sua<br />

vita si è spenta per una tragica disgrazia.<br />

Mirko era nato a Pistoia<br />

Danilo Di Luca:<br />

“A Mirko la vita<br />

piaceva davvero<br />

tanto. Per me<br />

è stato un vero<br />

amico”<br />

Ponte ricorda Niccolò<br />

<strong>Il</strong> ricordo del suo sorriso ha<br />

dato la forza a tanti altri ragazzini,<br />

di portare avanti i<br />

colori del Gs Ponte Buggianese.<br />

Parliamo di Niccolò<br />

Dini, promessa del ciclismo<br />

locale, morto il 31 luglio 31<br />

luglio 1998, mentre si allenava<br />

insieme ad altri compagni<br />

di squadra. Un’auto<br />

il 19 aprile del 1977 ed<br />

aveva iniziato a correre<br />

in bicicletta nel 1989<br />

con la maglia della<br />

Monsummanese. Da<br />

incorniciare soprattutto<br />

i suoi due anni da juniores,<br />

quando vestiva<br />

la maglia della Vianova<br />

Madigan: nel ’94 si lau-<br />

impazzita lo ha travolto,<br />

uccidendolo. Niccolò, figlio<br />

d’arte, suo padre Carlo è<br />

stato un dilettante di ottimo<br />

livello e anche il fratello Gabriele<br />

aveva iniziato a correre,<br />

ha lasciato nel cuore<br />

di tutti quelli che lo avevano<br />

conosciuto, la sua vivacità,<br />

la gioia e la grande passio-<br />

reò due volte campione italiano nella prova in<br />

linea e nella cronometro e nel ’95 conquistò<br />

l’argento mondiale nella crono, battuto solo<br />

dall’australiano Collingwood, prima di affiancare<br />

China, Basso e Nocentini in una giornata<br />

leggendaria per il ciclismo italiano, con<br />

i tre nell’ordine ad occupare l’intero podio.<br />

«Era un ragazzo espansivo e<br />

solare - ricorda Antonio Fusi,<br />

che di quella nazionale era il<br />

commissario tecnico - con<br />

la nazionale partecipò anche<br />

ai mondiali Under 23 del ’98,<br />

piazzandosi quarto nella cronometro.<br />

Era un talento e più<br />

di una volta l’avevo incoraggiato,<br />

invitandolo a tira fuori<br />

tutta la sua grande classe».<br />

Da dilettante Lauria vestì la<br />

maglia de <strong>Il</strong> Micco nel ’96 e quella della Grassi<br />

Mapei nelle due stagioni seguenti. Nel ’99<br />

il passaggio al professionismo con la Riso<br />

Scotti Vinavil, seguito da una stagione con<br />

la Alexia. Per lui, nessun risultato di rilievo e<br />

nel 2001 il ritorno tra i dilettanti, con la maglia<br />

della Impruneta. La sua ultima vittoria risale al<br />

luglio del 2002, il Gp Vinci, nella sua Toscana.<br />

ne per questo sport ereditata<br />

anche dal padre. Dopo<br />

la sua scomparsa i dirigenti<br />

pontigiani avevano pensato<br />

di sciogliere la società. Ma<br />

alla fine, anche per richiesta<br />

dei genitori di Niccolò, i colori<br />

biancorossi hanno continuato<br />

a correre. Ma niente<br />

è stato più come prima.<br />

per non dimenticare<br />

Sconvolti dalla tragedia di Mirko Lauria,<br />

due ragazzi che con lui hanno diviso<br />

tanti sogni ed altrettante belle emozioni.<br />

«Abbiamo corso insieme nel primo anno da<br />

Under nella squadra de <strong>Il</strong> Micco - ricorda Danilo<br />

Di Luca - Io vivevo a Pistoia ed eravamo sempre<br />

insieme, mi veniva a prendere e mi portava<br />

a casa sua o al bar che<br />

gestivano i suoi familiari.<br />

Con lui, ragazzo al quale<br />

la vita piaceva davvero,<br />

è stata amicizia vera».<br />

«Era il mio vicino di letto<br />

da militare, in Compagnia<br />

Atleti, a Bologna<br />

- sottolinea Ivan Basso<br />

- era un mattacchione,<br />

sempre con il sorriso<br />

sulle labbra. Passammo<br />

insieme alla Riso Scotti e avremmo dovuto<br />

vederci qualche giorno dopo la tragedia<br />

lui sarebbe venuto a lavorare a Milano».<br />

<strong>Il</strong> destino, però, per Mirko, aveva già deciso<br />

diversamente. La sua scomparsa ha lasciato<br />

un vuolto nel ciclismo pistoiese difficile da colmare,<br />

come tra i tanti amici di Montevettolini<br />

Articolo tratto da: www.tuttobiciweb.it


il nonno dei record<br />

“Scalo l’Abetone<br />

a ottant’anni”<br />

L“Durante la guerra non<br />

potevo fare gare, ma per<br />

tenermi allenato andavo<br />

tutti i giorni a lavorare in<br />

bicicletta da corsa”<br />

o chiamano il nonno dei record e a Ponte Buggianese<br />

le sue imprese sono ormai una leggenda.<br />

Lui è Ovidio Mariani, classe 1925, fisico<br />

ancora da atleta e mente lucidissima. L’ultima<br />

sua scalata risale a sei<br />

anni fa, quando arrivò sulla<br />

cima dell’Abetone, partendo<br />

da Prato, insieme a tutti<br />

gli altri partecipanti della<br />

classica per cicloamatori.<br />

“Lo rifarei ancora, ma in famiglia<br />

non sono d’accordo”.<br />

Ovidio Mariani salì in bici-<br />

cletta per la prima volta quando era bambino<br />

e da quel giorno non l’ha più abbandonata.<br />

“Ho sospeso solo qualche anno<br />

a causa della seconda<br />

guerra mondiale, ma<br />

anche se non gareggiavo,<br />

mi allenavo andando<br />

tutti i giorni a lavorare in bicicletta”.<br />

Ovidio è stato un ottimo ciclista a livello<br />

giovanile e dilettante. “Ho corso insieme ai<br />

campioni dell’epoca. Mi ricordo ancora una<br />

PAGINA 9<br />

competizione molto faticosa. Era il 1940 e in gruppo arrivammo<br />

alla Lima. Purtroppo ci accorgemmo che il ponte era crollato<br />

e per attrtaversare il fiume siamo dovuti scendere a piedi dagli<br />

argini con la bicicletta in spalla. Era molto dura anche perché<br />

dovevamo correre veloce da una<br />

parte all’altra senza perder tempo”.<br />

Gli anni sono passati, ma Ovidio è<br />

sempre lo stesso di una volta. “Mi<br />

piace tantissimo andare in bicicletta,<br />

è la mia vita, la mia unica medicina ”.<br />

E’ infatti molto metodico come<br />

un vero e proprio atleta. “Salgo<br />

in bicicletta da corsa un giorno<br />

sì e un giorno no, senza far differenza<br />

tra estate e inverno. Faccio<br />

percorsi in media di 50, 60 chilometri<br />

ogni volta. In un anno, in totale,<br />

ne percorro circa diecimila.<br />

E per preparami mangio sano e<br />

bevo solo acqua. Prima di partire<br />

passo dal mio amico e meccanico Lorando per controllare<br />

se tutto è a posto e sono pronto. La vuoi sapere una cosa?<br />

Quando sono in strada e incontro altri ciclisti, mi metto alle<br />

loro ruote e riesco a tenere anche una media di 35 all’ora”.


l’idea<br />

“Faccio il gelato<br />

con la bicicletta”<br />

Servizio di<br />

Benedetta Lotti<br />

Foto di Cristiano Bianchi<br />

chi è<br />

Paolo Fornaciari, 38 anni,<br />

è da considerarsi uno dei<br />

più grandi gregari del ciclismo<br />

moderno. Passato<br />

professionista il 17 settembre<br />

1992 con la Mercatone<br />

Uno, squadra in cui ha militato<br />

fino a tutto il 1995. Ha<br />

vestito anche le casacche<br />

della Saeco in due periodi<br />

distinti (1996 - 1998 e 2003<br />

- 2004), della Mapei (1999 -<br />

2002) e della Lampre, dove<br />

venne ingaggiato nel 2005 e<br />

dove ha corso sino al 2008,<br />

anno in cui si è ritirato.<br />

Attualmente è titolare di<br />

una gelateria insieme alla<br />

moglie che si chiama Ultimokilometro<br />

e si trova<br />

nel comune di Buggiano.<br />

L<br />

Ha portato alla<br />

vittoria campioni<br />

come Cipollini,<br />

Garzelli, Bettini,<br />

Simoni, Cunego e<br />

Tafi che un giorno<br />

gli disse: “Stammi<br />

vicino perché<br />

domani faccio il<br />

numero”. Vinse la<br />

Parigi-Roubaix<br />

a sua carriera ciclistica<br />

potrebbe essere racchiusa<br />

in queste cifre:<br />

8 volte la Parigi-Roubaix,<br />

8 volte il Giro delle Fiandre,<br />

una volta la “Liegi-<br />

Bastoigne-Liegi ”, 2 volte<br />

l’Amstel Gold Race,<br />

10 la Gand-Wevelgem,<br />

5 partecipazioni al Tour<br />

de France, 11 volte al<br />

Giro d’Italia, 4 volte al<br />

Giro di Spagna. Ma saremmo<br />

lontani da Paolo,<br />

anzi dal “Forna”, come<br />

lo chiamavano Bartoli,<br />

Tafi, Simoni, Cunego,<br />

alcuni dei suoi capitani.<br />

<strong>Il</strong> “Forna” a sette anni<br />

decide di appendere<br />

il pallone al chiodo e<br />

di salire su una bici da<br />

cui scenderà soltanto<br />

dopo trent’anni, nell’inverno<br />

2008. <strong>Il</strong> 1992 lo<br />

consacra professionista<br />

con la maglia gialla della<br />

Mercatone Uno. L’unica<br />

vittoria arriva nel 1994<br />

all’Herald Sun Tour in<br />

Tasmania, dopodiché tre<br />

secondi posti. Per Paolo<br />

è arrivato il momento di<br />

scegliere: vincere? Oppure<br />

aiutare a vincere?<br />

Fatto sta che Paolo<br />

inizia a “tirare” e di-<br />

venta il gregario di fiducia di personaggi come<br />

Mario Cipollini, Stefano Garzelli, Paolo Bettini,<br />

Gilberto Simoni, Damiano Cunego, Andrea Tafi.<br />

“<strong>Le</strong> mie annate più belle sono state la vittoria nel<br />

1997 con Gotti al Giro d’Italia, nel 2003 con Simoni<br />

e nel 2004 con Cunego.” <strong>Il</strong> “Forna” incita, supporta i<br />

compagni con il suo inguaribile ottimismo e la sua allegria,<br />

ma anche con tanta grinta e determinazione.<br />

Certamente Tafi era consapevole di questo quando,<br />

dopo che avevano passato la notte a girare le<br />

ruote della bici perchè il liquido si amalgamasse,<br />

prima della Parigi-Roubaix, svegliandolo, gli disse:<br />

“Stammi vicino te, perché domani faccio il numero”.<br />

Detto fatto: Paolo lo affianca, lo copre dal<br />

vento e promette: “Ti faccio prendere la foresta<br />

di Hamberg per primo e da lì te parti”.<br />

Tafi partì e vinse. Un vero succcesso per entrambi.<br />

Ma le sfide non finiscono in sella alla bici.<br />

“Mia moglie, che ho conosciuto grazie al ciclismo<br />

- racconta - mangia gelato anche d’inverno<br />

e così è nata la voglia di condividere questa<br />

passione con la gente, aprendo una gelateria”.<br />

Lo incontriamo a Borgo a Buggiano mentre prepara<br />

la fragola nella sua gelateria, che non poteva<br />

chiamarsi altrimenti che “UltimoKilometro”.<br />

{<br />

DALLA BICICLETTA AL GELATO. LA STORIA DI<br />

PAOLO FORNACIARI, GREGARIO DI FIDUCIA DEI<br />

PIU’ GRANDI CAMPIONI DI CICLISMO DELL’ERA<br />

MODERNA. IL SUO NEGOZIO A BUGGIANO “UL-<br />

TIMOKILOMETRO” E’ ORMAI DIVENTATO UNA<br />

MODA IN VALDINIEVOLE ED E’ IL RITROVO PER<br />

TANTISSIMI APPASSIONATI DELLE DUE RUOTE<br />

E SUOI EX COMPAGNI DI SQUADRA<br />

“<strong>Il</strong> mio lavoro era l’ultimo chilometro<br />

e il logo della gelateria è proprio<br />

un triangolo rosso, che nel<br />

Ciclismo indica l’ultimo sforzo: mille<br />

metri, con una mezza ruota e la cifra”.<br />

Paolo non si smentisce mai, nemmeno<br />

quando ci racconta che<br />

ha imparato il mestiere dal mastro<br />

gelataio Palmiro Bruschi e ci<br />

chiede di sottolinearne il nome.<br />

<strong>Il</strong> mestiere di far vincere gli altri,<br />

ce l’ha nel sangue, così come<br />

quell’umanità che lo fa emozionare<br />

quando vede i bambini<br />

mangiare il suo gelato.<br />

Paolo Fornaciari ci insegna che<br />

nella vita si può vincere, anche<br />

senza arrivare sempre primi.<br />

PAGINA 11<br />

}<br />

Ultimokilometro<br />

è il nome che ha<br />

dato alla gelateria<br />

di Buggiano,<br />

aperta insieme<br />

alla moglie. “Anche<br />

in gara ero forte<br />

nello strappo finale<br />

e il logo riprende il<br />

simbolo che troviamo<br />

nei percorsi”


PAGINA 12<br />

SETTIMO AL TOUR DE FRANCE, 12 VITTORIE DA PROFESSIONISTA E 70 IN CARRIERA. UN TITOLO<br />

ITALIANO JUNIORES E UN BRONZO AL MONDIALE. QUESTO E’ IL RICCO PALMARES DI VINCENZO<br />

NIBALI, SICILIANO DI NASCITA E ATLETA EMERGENTE DEL PANORAMA DEL CICLISMO ITALIANO.<br />

E’ DIVENTATO L’IDOLO DI MASTROMARCO, PAESE DEL QUALE AVEVA DIFESO I COLORI DELLA<br />

PRESTIGIOSA SOCIETA’ DI CICLISMO LOCALE. PER LUI E’ STATO FONDATO ANCHE UN FAN CLUB:<br />

I CANNIBALI. UNA PASSIONE PER LE DUE RUOTE EREDITATA DAL PADRE SALVATORE<br />

“Vado in fuga<br />

per la vittoria” te<br />

R<br />

i c o r d o<br />

a n c o r a<br />

una delle<br />

prime<br />

corse di<br />

Vincenzo<br />

Nibali con<br />

la maglia<br />

del Mastromarco,<br />

fece<br />

una fuga<br />

di oltre 40<br />

chilometri e vinse. Oppure quando<br />

a Pontedera, scattò a pochi<br />

chilometri dall’arrivo e i suoi avversari<br />

arrancavano e perdervano<br />

continuamente la strada. <strong>Le</strong><br />

sue vittorie sono sempre delle<br />

g r a n d i<br />

“Mi dispiace non esser<br />

partito per correre<br />

al mondiale di<br />

Mendrisio. A fermarmi<br />

è stato un brutto<br />

infortunio alla spalla<br />

sinistra. <strong>Il</strong> percorso<br />

sembrava disegnato<br />

per un passista scalatore<br />

come me. Mi<br />

rifarò vincendo titolo<br />

iridato del 2010”<br />

imprese,<br />

q u a n d o<br />

arriva primo<br />

è perchéstacca<br />

tutti.<br />

Poi è un<br />

r a g a z z o<br />

semplice,<br />

amorevole.<br />

E’<br />

per quello<br />

che ci ha<br />

conquistato<br />

così<br />

tanto. Ci<br />

r e g a l a<br />

forti emozioni”.<br />

<strong>Le</strong><br />

parole sono quelle di Rudy uno<br />

dei componenti del fan club e la<br />

storia è quella di Vincenzo Nibali,<br />

passista scalatore molto agile,<br />

classe 1984, nativo di Messina<br />

e oggi tra le stelle del ciclismo<br />

nazionale. Lo incontriamo poco<br />

dopo le sue imprese al Tour de<br />

France e un mese prima del<br />

campionato mondiale, che ha<br />

dovuto saltare per un infortunio<br />

alla spalla sinistra. “Questo<br />

mondiale sembrava disegnato<br />

non perdere l’opportunità di apparire<br />

per la pubblicità su questo mensile<br />

chiama lo 0572.386198<br />

per me. Si correva in Italia, a<br />

Mendrisio, e il percorso montuoso<br />

avrebbe avvantaggiato<br />

atleti con le mie caratteristiche”.<br />

Lui si trova nella sua amata<br />

Mastromarco, ormai la sua seconda<br />

città, ed è insieme a un<br />

gruppo di persone che indossano<br />

più o meno tutti la stessa<br />

maglietta. “Siamo i Cannibali -<br />

ci spiega subito un giovane che<br />

ha l’aria di essere quello che<br />

tira avanti il carro - praticamen-<br />

fenomeni<br />

alcuni anni fa, abbiamo fondato il<br />

club Nibali e, dato che ci stava bene<br />

con il cognome e poi mangiamo veramente<br />

tanto, per quello l’abbiamo<br />

chiamato così”. <strong>Il</strong> fan club Nibali (o<br />

Cannibali) infatti è una struttura organizzatissima.<br />

Nella stanza adiacente<br />

al circolo di Mastromarco si pianifica<br />

un po’ di tutto: trasferte per seguire<br />

le corse del proprio beniamino, anche<br />

sui monti più sperduti, slogan<br />

per gli striscioni, eventi. “Quest’anno<br />

abbiamo organizzato una serata per<br />

la dislessia - racconta Carlo Alberto<br />

- i fondi sono stati raccolti attraverso<br />

il concentro di Povia che si è tenuto


fenomeni<br />

a Lamporecchio”. E il beniamino<br />

sta accanto a loro, ascolta e<br />

osserva incuriosito, mentre in un<br />

maxischermo scorrono le immagini<br />

delle sue più grandi imprese.<br />

“<strong>Il</strong> loro impegno è stroardinario,<br />

vengono a sostenermi ovunque”.<br />

Carlo Alberto, uno dei più attivi di<br />

tutto il fan club Nibali, sottolinea:<br />

“<strong>Il</strong> nostro è un vero e proprio ristorante<br />

a cielo aperto. Prima delle<br />

gare, cerchiamo il punto del percorso<br />

dove ci vogliamo fermare e<br />

prepariamo la nostra postazione.<br />

Poi iniziamo a cuocere il cibo in<br />

un pentolone, ormai caratteristico.<br />

Pasta, salsicce, porchetta a<br />

volontà. Da noi hanno mangiato<br />

tutti, anche i tifosi di qualche nostro<br />

avversario. giornalisti e commentatori<br />

del Tour de France e<br />

del Giro d’Italia, ad esempio Cassani”.<br />

Vincenzo Nibali sembra<br />

un ragazzo che ha raggiunto un<br />

sogno: “Da bambino il mio obiettivo<br />

era quello di diventare un ciclista<br />

professionista, ce l’ho fatta.<br />

Quando ero piccolo mi affascinava<br />

Moser, che era l’idolo di mio<br />

padre. Poi mi sono emozionato a<br />

veder corrrere Marco Pantani, un<br />

mito. Ma, una volta che sono diventato<br />

professionista, devo ammettere<br />

che mi ha impressionato<br />

Danilo Di Luca, che è stao il mio<br />

primo capitano. Non voglio pensare<br />

a quello che è accaduto, ma<br />

lui è veramente un campione e<br />

un capitano tanto carismatico. Ci<br />

caricava sempre, anche quando<br />

sapeva di non farcela”. Una bella<br />

favola quella della “libellula” di<br />

Messina, attualmente in scuderia<br />

Liquigas, insieme agli altri leader,<br />

Basso e Pellizzotti. “Ho iniziato a<br />

correre nella squadra della mia<br />

citta - racconta Vincenzo - poi<br />

già da allievo sentivo dentro di<br />

me, che volevo fare questo sport<br />

da professionista. Allora è stato<br />

necessario andarmene dalla Sicilia<br />

e così sono arrivato a Mastromarco.<br />

In questo paese mi sento<br />

proprio a casa, non mi manca<br />

niente. Fare del ciclismo in Sicilia<br />

è impossibile, lo sto vedendo<br />

com mio fratello che non lo fanno<br />

correre, ma non lo vogliono nemmeno<br />

lasciar libero di cambiare<br />

squadra”.<br />

Servizio di<br />

Andrea Spadoni<br />

“CANNIBALE”<br />

Nella foto grande Vincenzo<br />

Nibali mentre scatta in salita<br />

e fa il vuoto dietro di sé. Nelle<br />

altre immagini: un momento<br />

della preparazione di un pranzo<br />

a base di porchetta sotto il gazebo<br />

del club Nibali, il disegno<br />

della tessera di affiliazione ai<br />

“Cannibali” (oggi gli iscritti sono<br />

200), il corridore di Messina<br />

insieme ai suoi fan e le maglie<br />

più importanti della sua carriera<br />

appese alle pareti.<br />

PAGINA 13


PAGINA 14<br />

Vi dico io dov’è finito il comitato antiprostitute<br />

Desidero rispondere al signor Francesco Brosi<br />

in merito alla domanda inserita nel precedente<br />

numero de “<strong>Il</strong> <strong>Giullare</strong>”: “Dov’è finito il<br />

comitato contro le prostitute? Preciso subito<br />

che dal 29 giugno non faccio più parte del<br />

comitato anti-prostituzione.<br />

Non sono bastati i successi raggiunti nel quartiere<br />

del mercato, grazie anche a chi – come<br />

la sottoscritta - ha impegnato le proprie forze<br />

e la propria esperienza personale per raggiungere<br />

gli obiettivi di tranquillità e decoro e<br />

per annientare voci maligne e strumentali che<br />

hanno sgretolato l’opera del comitato stesso,<br />

a cui va riconosciuto di aver fatto molto<br />

per togliere il degrado dalle strade del centro<br />

cittadino con gli strumenti in suo possesso,<br />

che non possono e non devono essere quelli<br />

in uso alle Forze dell’ordine. <strong>Il</strong> comitato è<br />

nato per denunciare l’assenza di un sindaco,<br />

mentre adesso il neo primocittadino detiene<br />

addirittura la delega alla sicurezza.<br />

Arrampicandosi sugli specchi delle differenze<br />

ideologiche, si è data palese dimostrazione<br />

di cosa veramente intenda chi reclama il<br />

confronto democratico e poi spettegola alle<br />

spalle, testimoniando certo poca lungimiranza<br />

di intenti. Certo è che la parola ferisce più<br />

della spada e del resto, chi ha portato avanti<br />

questa vile campagna non ha altro, né un<br />

programma, né un progetto, né una visione<br />

aperta e leale della società e della politica.<br />

Per quanto mi riguarda, ho la coscienza pulita<br />

e leggera di chi ha sempre agito senza pre-<br />

giudizi e preconcetti, con risultati tangibili che<br />

per essere mantenuti tuttavia dovranno avere<br />

un controllo del territorio costante e che la<br />

presenza del comitato in questi due mesi ha<br />

dimostrato, ma che non può e non deve durare<br />

in eterno.<br />

Rammento che molte delle attività anti-prostituzione<br />

ed anti-crimine nel quartiere sono<br />

scaturite in operazioni concrete e risolutive, in<br />

parte grazie a quello che qualcuno vigliaccamente<br />

in modo anonimo sulla stampa ha definito<br />

‘fugace comitato’, costituito da persone<br />

che la sera presidiavano il territorio, sia pure<br />

con semplici passeggiate serali e che il giorno<br />

dopo andavano a lavorare.<br />

Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà:<br />

di certo, finché Montecatini continuerà ad<br />

avere abitanti con la mentalità ottusa di certi<br />

anonimi e meno anonimi denigratori, ci sarà<br />

sempre ipocrisia e tolleranza verso coloro che<br />

affidano decine di appartamenti ad agenzie<br />

immobiliari ben disposte verso il meretricio e<br />

il malaffare, seppure rischiando per questo di<br />

trascorrere l’intera estate al fresco di Marina<br />

di Sollicciano.<br />

<strong>Il</strong> Sindaco Bellandi dovrà presto spiegare per<br />

bene cosa davvero la nuova amministrazione<br />

comunale ha in serbo per questo spazio cittadino,<br />

compresa la già anticipata assenza del<br />

sospirato zampillo d’acqua.<br />

Cinzia Silvestri<br />

“Basta feste, a Massa servono parcheggi”<br />

“Meno feste, più parcheggi”. Questo hanno scritto a caratteri cubitali gli abitanti di Massa (borgo<br />

antico) sul manto stradale in due punti nevralgici della strada per il paese. Stessa scritta che per<br />

altro comparve già qualche anno fa sulla mura del paese, ma prontamente cancellata. Anche se<br />

la scritta può sembrare di stampo provocatorio (diminuire le feste), il messaggio è chiaro: servono<br />

parcheggi. Tale vuole essere un gesto dimostrativo di decine di abitanti che sono ormai stanchi<br />

di rincasare la sera e dover lasciare le loro automobili lungo la strada: infrangendo le regole del<br />

codice della strada e creando evidenti problemi<br />

di circolazione. Ciò accade in quanto i posti<br />

auto (fuori dalle mura, si intende) sono rimasti i<br />

stessi di un decennio fa, senza tener conto che<br />

gli abitanti del paese negli ultimi 5 o 6 anni sono<br />

aumentati in numero esponenziale, e con loro le<br />

proprie vetture. Ho voluto scrivere qualche riga<br />

a “<strong>Il</strong> <strong>Giullare</strong>” su questo caldo e dibattuto problema,<br />

in quanto credo che sia tra i doveri di un<br />

consigliere dar voce ai bisogni e alle necessità<br />

del popolo che votandoci a giugno ha deciso di<br />

riporre in noi la fiducia. In conclusione, dunque,<br />

lancio un forte e accorato appello da queste<br />

pagine alla maggioranza, al fine di stimolarla ed<br />

incoraggiarla a prendere una posizione netta e<br />

di passare dalle parole ai fatti, attivandosi concretamente<br />

per adeguare il numero dei posti auto alle esigenze di chi ci abita.<br />

Elena Maltagliati, consigliere comunale di Massa e Cozzile.<br />

voi come noi<br />

ari lettori de “<strong>Il</strong><br />

<strong>Giullare</strong>”, questo<br />

spazio è<br />

tutto per voi.<br />

E’ nato per far<br />

sentire la vostra voce su quello<br />

che non vi piace e vi fa arrabbiare.<br />

Non avete coraggio? Ecco la<br />

rubrica “Ce l’ho con...”, non me<br />

ne voglia il collega Maurizio Mosca<br />

per il copyright. Scriveteci sulle<br />

ingiustizie, gli sprechi, le truffe, il<br />

degrado, le vostre <strong>storie</strong> personali<br />

sottolineando sempre chi o cosa<br />

proprio non sopportate. Tutte le<br />

lettere devono iniziare: “Ce l’ho<br />

con...” e devono essere firmate<br />

dall’autore. Inviatele all’indirizzo<br />

e-mail: direttore@ilgiullare.com<br />

<strong>Il</strong> materialismo<br />

non ci dà vita<br />

CE L’HO CON...chi, presentando un’immagine<br />

distorta, dura e legalista di Dio, ha portato questa<br />

meravigliosa regione a chiudersi alle cose<br />

dello Spirito. CE L’HO CON...chi, togliendo loro<br />

ogni fiducia in Dio, ha rubato il sorriso e la gioia<br />

dal volto di tanti giovani, li ha spinti a rivolgersi<br />

a maghi e indovini, li ha privati dell’unico ideale<br />

che non inganna, spingendoli verso i paradisi<br />

artificiali della droga. CE L’HO CON...chi, pur<br />

definendosi servo di Dio, con la sua condotta<br />

scandalosa ha reso scettiche e materialiste<br />

tante belle persone che, diversamente, si sarebbero<br />

forse innamorate di Dio, portandole a<br />

chiudere l’orecchio all’annuncio di quella verità<br />

che ha cambiato la mia vita e che è la sola che<br />

potrebbe farci felici. Tuttavia, anche per coloro<br />

che hanno causato tanto dolore e velato il volto<br />

di Dio, prego e spero, secondo l’insegnamento<br />

del nostro Maestro Gesù che ci ha chiesto di<br />

essere misericordiosi verso tutti gli uomini.<br />

Emilio Ursomando


voi come noi<br />

Devono governare<br />

più professionisti<br />

CE L’HO CON chi non sà fare il proprio mestiere e cioe’<br />

quello di governare e di fare politica che dovrebbe essere<br />

un mestiere come tutti gli altri e che dovrebbe richiedere<br />

la professionalità necessaria .<br />

Prima di tutto complimenti per la sua bella rivista, sia per<br />

l’impaginazione che per i contenuti e che credo mancasse<br />

in questa città, anche se non sono<br />

al corrente di tutte le pubblicazioni essendo<br />

abitante di Montecatini da solo<br />

un anno e mezzo, ma credo dal primo<br />

numero che la sua pubblicazione si differenzia<br />

subito per un taglio moderno e<br />

di nuova fantasia.<br />

Ho scelto di vivere in questa città con<br />

mia moglie russa e le mie figlie per la<br />

qualità della vita che non era piu’ accettabile<br />

ne’ a Mosca dove vivevo ne’<br />

a Firenze o a Prato dove ho vissuto per<br />

brevi periodi ultimamente .<br />

Altri amici russi, scrittori e artisti stanno<br />

interessandosi a questa regione per acquistare la casa<br />

dove intendono vivere ed io stimolo molto tutto ciò nelle<br />

agenzie immobiliari russe dato che i russi che vogliono<br />

vivere in questa regione sono persone che portano solo<br />

benessere e cultura di alto livello. Sono meravigliato di<br />

come non si possa fare di questa citta’ un fiore all’ occhiello<br />

di questa regione e non solo dato che ne ha tutte<br />

le possibilità.<br />

Spero che il nuovo sindaco trovi la forza sopratutto morale<br />

di dare una immagine diversa a questa città che è<br />

conosciuta in tutta italia non solo per le sue cure termali,<br />

ma con dispiacere di mia moglie per le sue prostitue<br />

russe che poi non sono russe, ma solo di di lingua russa<br />

mentre in realtà sono tutte di altri paesi ex sovietici.<br />

Io avrò la certezza che la nuova gestione della città sarà<br />

diversa dalla precedente solo se il loro lavoro inizierà dai<br />

piccoli dettagli che le invio in foto e che non capisco<br />

quanto possono incidere in un budget municipale ma<br />

sò quanto potrebbero portare in più nella immagine della<br />

città. Da circa due anni<br />

vedo questa bruttura e<br />

mi vergogno di essere<br />

italiano a volte e non<br />

solo per queste piccole<br />

cose, amo molto l’Italia<br />

e vorrei viverci e vederla<br />

prosperare come merita<br />

per le sue bellezze e per<br />

la qualità delle sue arti e<br />

dei suoi artisti e dei suoi<br />

artigiani .<br />

Spero che la sua rivista<br />

riesca a stimolare lo sviluppo<br />

di questa città non<br />

solo nel campo “geriatrico”<br />

ma sopratutto nel<br />

mondo della cultura e<br />

del buon divertimento<br />

giovanile con nuove idee<br />

e proposte e mi piace<br />

molto e la trovo molto<br />

giusta la sua osservazione<br />

sulla mancanza di<br />

avvenimenti importanti<br />

che tutte le<br />

citta’ ormai<br />

organizzano<br />

ogni anno.<br />

Carlo Visintini<br />

Dalla protesta<br />

alla proposta<br />

di Carlo Taddei<br />

Come recitava un vecchio slogan politico<br />

voglio sottoporre l’attenzione su<br />

cosa concretamente si possa fare per<br />

salvare Montecatini senza aspettare<br />

che sia Bertolaso a dircelo.<br />

<strong>Le</strong> problematiche sono tante e solo con<br />

uno sforzo enorme da parte di tutti si<br />

può cambiare questo vento di immobilismo<br />

che ormai regna a Montecatini<br />

in particolare ed in tutta la Toscana in<br />

generale.<br />

Un giorno, circa 30 anni fa, dopo un acquazzone<br />

estivo mio cugino mi chiamò<br />

e mi portò in Viale Diaz a divertirci con<br />

le biciclette in mezzo ad un inaspettato<br />

laghetto; nell’incoscienza di un bambino<br />

pensavo “la prossima settimana faranno<br />

i lavori e non si allagherà più la strada”.<br />

Sono passati più di 30 anni e ancora<br />

non è stato fatto niente.<br />

Oggi c’è una sorta di cantiere aperto che<br />

porterà alla costruzione di una piscina<br />

termale alle <strong>Le</strong>opoldine; una cosa che<br />

andava fatta almeno 50 anni fa e che<br />

quindi non sarà trainante per portare<br />

turisti di livello, ma solo complementare<br />

al soggiorno stesso. Non per questo<br />

meno importante. Trainante vuol dire<br />

partire da casa propria in Puglia, Svezia,<br />

America, Svizzera o da qualsiasi parte<br />

del mondo per arrivare in una meta<br />

precisa e ben definita e non penso che<br />

questo possa essere la piscina delle <strong>Le</strong>opoldine.<br />

La piscina dell’Hotel Astoria è<br />

più bella.<br />

Inoltre c’è in atto in questi giorni la costituzione<br />

di una sociètà che si pone<br />

l’obbiettivo di riaprire in grande stile lo<br />

stabilimento Torretta con tutto il suo<br />

parco anche qui con le piscine termali.<br />

Sinceramente questa idea mi piace<br />

molto di più perché la location, come<br />

si usa dire ora, è davvero molto bella,<br />

bellissima. Ho solo paura dei tempi di<br />

realizzazione.<br />

Unica sarebbe stata una piscina che<br />

partiva da Montecatini Alto ed arrivava<br />

in pineta; con vari dislivelli, nella più classica<br />

campagna toscana per cui siamo<br />

famosi in tutto il mondo; ma qui penso<br />

che nessuno abbia mai neanche pensato<br />

una cosa del genere, mentre in tutto<br />

il mondo lo hanno già fatto.<br />

Comunque per tornare al vecchio slogan<br />

dell’ allora Movimento Sociale sono<br />

nella mia modesta rubrica a suggerire<br />

quello che penso vada fatto immediatamente.<br />

Tenetevi forte.<br />

Dedicare uno stabilimento alla chirurgia<br />

estetica; inutile sottolineare quanto sia<br />

esponenziale nel mondo. Bisogna convincere<br />

gli investitori ed assicurargli la<br />

massima disponibilità in tutto e per tutto.<br />

Questo vuol dire non parlare di cambi<br />

di destinazione, affitti se non simbolici<br />

PAGINA 15<br />

l’Accento<br />

per almeno i primi 6 anni ed evitare tutte<br />

le problematiche tipo sovraintendenza o<br />

altri oneri che oggi non sono più commercialmente<br />

sostenibili.<br />

Uno stabilimento “regalarlo” a Antonio<br />

Pagni: abbiamo la fortuna di averlo qui<br />

e non facciamo nulla per aiutarlo in tutti<br />

i modi possibili per creare un centro di<br />

livello internazionale?<br />

Un altro stabilimento dedicarlo ai bambini,<br />

un grande, bello, sicuro, moderno<br />

asilo nido con la mensa e anche un pediatra<br />

presente tutto il giorno. Questo è<br />

un mercato enorme sulla cresta dell’onda<br />

che sta nascendo in tante località turistiche;<br />

dedicare attenzione ai bambini<br />

è dare tempo e svago ai genitori.<br />

Facilitare il più possibile l’accorpamento<br />

dei piccoli alberghi: le strutture di 20 camere<br />

non hanno, purtroppo più ragione<br />

di esistere e qualora non sia possibile<br />

questo dare immediatamente lo svincolo<br />

alberghiero e trasformare la struttura<br />

in civili abitazioni di pregio, cioè di almeno<br />

100 metri quadrati e non di 50 che,<br />

com’ è facilmente intuibile, favoriscono<br />

altri tipi di investimento.<br />

Per esempio in Spagna danno il permesso<br />

di abbattere le case vecchie e<br />

fatiscenti con la possibilità per il proprietario<br />

di ricostruire gli stessi volumi fuori<br />

dal centro, migliorando l’aspetto estetico<br />

della città stessa e portando tanto<br />

lavoro alle imprese, senza pensare al<br />

beneficio economico del proprietario<br />

stesso.<br />

La Spagna sta vivendo una crisi enorme,<br />

molto più forte della nostra; ma<br />

quando ci andavo le prime volte in vacanza<br />

i ragazzini mi chiedevano di bere<br />

un goccio di cocacola dalla lattina che<br />

avevo in mano oltre a chiedermi gli spiccioli<br />

che avevo in tasca.<br />

Abbiamo proprio in questi giorni un<br />

esempio lampante in città; le Panteraie,<br />

che hanno investito e bene, stanno<br />

avendo un successo enorme; una delle<br />

realtà vive e concrete della nostra città<br />

a cui tutti in qualche modo dobbiamo<br />

inspirarci.<br />

Mi viene da pensare che le presenze alle<br />

terme di Montecatini siano molto, ma<br />

molto meno di quelle delle Panteraie.<br />

Tornare ai fasti a cui miriamo implica<br />

investimenti importanti; ma prima ci<br />

vogliono le idee, i progetti; non abbiamo<br />

ancora costruito un parcheggio in<br />

centro. Sicuramente non sarà una cosa<br />

facile ma lo hanno fatto a Portofino e a<br />

Firenze, tanto per fare un esempio.<br />

Non dobbiamo inventare nulla ma seguire<br />

quello che il mercato globale sta<br />

cercando e volendo.<br />

Tanti auguri Montecatini, ora o mai<br />

più.


PAGINA 16<br />

“I Vip a cavallo<br />

li vestiamo noi”<br />

L<br />

a vita, a volte, ti regala belle favole. Ne sa qualcosa<br />

un giovane montecatinese, passato dalle missioni<br />

di pace del reggimento Tuscania al mondo dell’imprenditoria.<br />

Jonathan Sitzia, cavaliere del terzo millennio,<br />

spinto dalla passione per<br />

i cavalli e desideroso di divulgare<br />

nel mondo gli ideali del Cavaliere<br />

romantico, fonda nel 2008 Cavalleria<br />

Toscana, una nuovissima<br />

linea di abbigliamento sportivo. Uno stile di vita, per<br />

dirla meglio. Accanto a lui, in questa impresa, l’amico<br />

di sempre Alessandro Ambrosino: dieci anni di a<br />

amicizia, nata in missione, sfociata nella realizzazione<br />

di questo sogno imprenditoriale, ambizioso e in<br />

costante crescita. Accanto a loro, padri fondatori,<br />

l’esperienza di un terzo cavaliere, Gianluca Carraro.<br />

Jonathan, partiamo dall’inizio…<br />

L’idea di Cavalleria Toscana nasce intorno a marzo<br />

del 2007, quando sia io che Alessandro giravamo<br />

il mondo per missioni con mandati internazionali. Eravamo ragazzi,<br />

partiti da casa dopo il liceo con esperienze che niente avevano a che<br />

vedere né con la moda né con l’imprenditoria. Avevamo solo tanta voglia<br />

e idee da “tradurre”, ma giorno dopo giorno cresceva la consa-<br />

Un uomo di grande esperienza e<br />

umanità, il luogotenente Massimiliano<br />

Massimi, 43 anni, è il nuovo<br />

comandante della stazione dei carabinieri<br />

di Pescia. Sposato con Monica,<br />

padre di due figli Michela e Massimo,<br />

ha ricevuto anche prestigiosi<br />

riconoscimenti come militare, per le<br />

operazioni svolte e portate a termine.<br />

Massimiliano Massimi, laureato<br />

in scienze amministrative, Cavaliere<br />

al merito della Repubblica dal 2003,<br />

ha ottenuto anche la d’argento per<br />

l’operazione Arcobaleno nel 2002, e<br />

sempre nello stesso anno, gli è stata<br />

assegnata la medaglia di bronzo al<br />

merito della Croce Rossa. A Pescia<br />

prende il posto del luogotenente<br />

Renato Paladini, che ha assunto il<br />

ruolo di responsabile della sezione<br />

di polizia giudiziaria dei carabinieri<br />

della procura della Repubblica di<br />

Pistoia. Massimi, romano d’origine,<br />

dopo aver frequentato la scuola di<br />

sottufficiale di Firenze, è arrivato<br />

in Valdinievole tanti anni fa, dove è<br />

sempre rimasto. <strong>Il</strong> primo incarico<br />

è arrivato a Ponte Buggianese, nel<br />

personaggi<br />

pevolezza che poteva essere qualcosa di vincente. Siamo partiti per<br />

una ricerca di mercato a Dubai, abbiamo preso contatti con tutti e tutto,<br />

carpivamo qualsiasi informazione, strategia, mossa da poter adottare<br />

e fare nostra. Quando una sera, ci siamo trovati in una lussuosa<br />

auto con un arabo, invitati ad una festa diplomatica<br />

con alcuni uomini d’affari, abbiamo capito<br />

che il nostro sogno era ufficialmente cominciato.<br />

Qual è stato il momento più difficile che hai<br />

dovuto attraversare?<br />

Penso che il momento più difficile sia stato l’inizio:<br />

decidere, dopo otto anni di carriera, di lasciare tutto<br />

per un’idea. Ma una persona, per raggiungere certi<br />

obiettivi, non ha bisogno di un paracadute, deve armarsi<br />

solo di coraggio e di determinazione. La grande<br />

forza è arrivata dall’amicizia con Alessandro che per<br />

me è come se fosse il fratello che non ho mai avuto.<br />

Hai realizzato un sogno?<br />

“Sono un sognatore di natura, ma non mi accontento<br />

di lasciare i sogni chiusi<br />

un cassetto. Basta poco perchè diventino<br />

obiettivi da raggiungere. Non posso pensare<br />

alla mia vita se non fatta di sfide continue”<br />

Massimi nuovo comandante di Pescia<br />

non perdere l’opportunità di apparire<br />

per la pubblicità su questo mensile<br />

chiama lo 0572.386198<br />

Cavalleria Toscana nasce<br />

un anno fa dall’intuizione<br />

di due giovani toscani.<br />

L’azienda produce e distribuisce<br />

capi sportivi<br />

Made in Italy, in tutta la<br />

penisola, Medio Oriente<br />

e Sud America, riscuotendo<br />

subito successo.<br />

1988 come vicebrigadiere. Ha prestato<br />

servizio anche alla compagnia<br />

di Montecatini (1989-1995) ed è<br />

stato poi nominato vicecomandante<br />

alla stazione di Monsummano<br />

Terme fino al 2000, stesso incarico<br />

ricoperto a Montecatini fino a quando<br />

non ha assunto il comando della<br />

stazione di Pescia. Massimi è molto<br />

conosciuto e stimato in Valdinievole<br />

per la serietà con il quale ha svolto<br />

il suo lavoro, sempre a servizio dei<br />

cittadini, della loro sicurezza e del<br />

bene comune.<br />

Servizio di<br />

Diletta Severi


intervistate il vostro sindaco<br />

“Promozione<br />

e rilancio”<br />

Giuseppe Bellandi, 60 anni, è il nuovo sindaco di Montecatini<br />

Terme. La sua vittoria alle ultime elezioni è stata<br />

considerata un miracolo: 57,5% contro il 42,5% di Alberto<br />

Lapenna, partito con il vantaggio del primo turno.<br />

Con Giuseppe Bellandi torna al potere una coalizione<br />

di centro sinistra dopo dieci anni di governo Severi.<br />

Giuseppe Barlassina, 60 anni<br />

Aspettiamo, ormai da anni, le piscine<br />

termali...<br />

La prima piscina consegnata alle Terme è quella di Fuksas alle<br />

<strong>Le</strong>opoldine. La consegna è prevista nella primavera del 2011.<br />

Questa prima opera di grande valore tecnico e anche culturale sarà<br />

un biglietto da visita importante per tutta la città mentre sta per essere<br />

inaugurata anche la parte finale delle Redi dove, in un ambiente<br />

molto bello e curato, insieme alla parte inalatoria e dei fanghi è<br />

stata costruita un’ala dedicata alla fisioterapia e riabilitazione<br />

con piscine particolari e palestre attrezzatissime.<br />

Giammarco Severi, 24 anni<br />

Non si possono attrezzare aree<br />

apposite per i giovani che<br />

d’estate non sanno dove ritrovarsi<br />

se non nel parcheggio<br />

di un cinema?<br />

<strong>Il</strong> problema dei giovani è da una<br />

parte legato sia all’estate che alla<br />

mancanza di luoghi di aggregazione,<br />

ma viene quindi è spontaneo<br />

che i luoghi più accessibili diventino<br />

alla fine il posto dove fermarsi a<br />

chiacchierare: certo non si può con<br />

questo creare disturbo occupando disordinatamente<br />

una piazza, ma nel nostro<br />

programma abbiamo intenzione di trovare<br />

soluzioni adatte anche ascoltando le loro voci e<br />

cercando di capire i bisogni dei cittadini del futuro.<br />

In questa ottica vorremo anche offrire a quei giovani di tutta<br />

l’Europa che con il turismo scolastico “invadono” soprattutto in primavera<br />

la nostra città, un’accoglienza diversa che non faccia ricordare<br />

Montecatini solo come un dormitorio di passaggio, ma come città viva<br />

e vivibile coinvolgendo direttamente i nostri ragazzi in questo progetto.<br />

PAGINA 17<br />

Taxi a solo un euro per il centro di Montecatini<br />

Un euro per un taxi. La giunta guidata da Giuseppe Bellandi ha stipulato<br />

una convenzione con i tassisti per andare incontro alle esigenze<br />

di turisti e residenti che lasciano l’auto nei parcheggi periferici<br />

e vogliono recarsi in centro. Un modo per rilanciare lo shopping, il<br />

termalismo day spa e tutte le iniziative culturali e di intrattenimento.<br />

Saranno due le automobili utilizzate per ogni turno. Lo stabilisce la<br />

delibera di giunta firmata giovedì pomeriggio sulla base dello schema<br />

di convenzione sottoscritto dall’amministrazione comunale e dai<br />

due consorzi Radio Taxi Montecatini e Taxi Montecatini Terme. <strong>Il</strong><br />

progetto è sperimentale e proseguirà per tutto il mese di settembre<br />

e di ottobre, fino al primo novembre. <strong>Il</strong> servizio è partito sabato 5<br />

settembre, dalle 14 e 30 alle 20 e 30. Domenica 6 sono stati effettuati<br />

due turni: quello mattutino (8,30/14,30) e quello postmeridiano<br />

(14,30/20,30). Medesimi orari per tutti i fine settimana.<br />

Alessandra Maccanti, 39 anni<br />

Cosa ha in programma per promuovere la<br />

città? Eventi culturali? Televisivi, sportivi?<br />

Montecatini ha ancora un fascino notevole, ma noi dobbiamo<br />

farlo conoscere di più insieme alla valorizzazione del territorio<br />

circostante. Rinnovare i rapporti con i medici italiani che<br />

europei, è un passo importante e necessario per recuperare<br />

la parte terapeutica classica delle Terme. Promuoveremo un<br />

calendario importante di eventi culturali, con una manifestazione<br />

di carattere nazionale. Questo è un passo nel quale<br />

crediamo fortemente, così come ampliare la comunicazione<br />

televisiva, radiofonica e sulla stampa.<br />

Montecatini città dello sport è un altro obiettivo<br />

sul quale investiremo. Sfruttare la nostra<br />

posizione al centro della Toscana,<br />

le nostre eccellenze paesaggistiche e<br />

fare sistema con Regione, Provincia,<br />

Apt, Montecatini congressi e le categorie<br />

economiche. A primavera è<br />

prevista la presenza di uno stand<br />

sulle Terme a Expo 2010 a Shangai.<br />

Marco Perricone, 31 anni<br />

Ho un bambino piccolo e<br />

mi piace portarlo al parco,<br />

ma ho problemi a trovarne<br />

di attrezzati, puliti. Ha in<br />

programma di valorizzare<br />

queste aree?<br />

Ci siamo subito impegnati a recuperare i parchi attrezzati riparando<br />

i giuochi rovinati e predisponendo un piano per attrezzare<br />

quante più aree verdi possibili e continueremo in questo<br />

progetto anche su segnalazioni dirette dei genitori e dei nonni.<br />

Giuseppe BELLANDI


PAGINA 18<br />

C’è crisi? Meglio andare in vacanza che lavorare. Potrebbe essere uno slogan, ma è quello<br />

che emerge dalla nostra inchiesta di fine estate ed è un dato assai paradossale: aumentano<br />

i disoccupati in Valdinievole (700 persone in più quest’anno sono rimaste senza lavoro), ma<br />

aumentano anche i vacanzieri. Nessun risparmio nemmeno nella scelta della villeggiatura:<br />

calano i pacchetti offerti dai tour operator. Allora vale il messaggio del toscano dei toscani,<br />

Lorenzo il Magnifico che diceva “del doman non v’è certezza” ed è meglio “investire” i propri<br />

risparmi per godersi una settimana di mare e relax, invece che “tirare a campare”?<br />

Economia al collasso<br />

“Servono nuove idee”<br />

P<br />

er capire quanto è profonda<br />

in Valdinievole la crisi<br />

dell’occupazione, abbiamo<br />

intervistato il segretario<br />

provinciale della Cgil,<br />

Daniele Quiriconi.<br />

“La crisi oggi è di sistema,<br />

è mondiale - afferma - e<br />

si riflette in modo equivalente<br />

in tutti i settori: metalmeccanico,<br />

calzaturiero, concessionarie<br />

di automobili che chiudono, bar, ristoranti<br />

in profonda crisi. In Valdinievole abbiamo<br />

dovuto fronteggiare anche situazioni molto<br />

pesanti come quelli della Kartos e della<br />

Cdm di Pescia, che proprio a ridosso<br />

dell’estate siamo riusciti a riprendere per i<br />

capelli. Ma tante altre aziende sono in difficoltà”.<br />

Quiriconi, analizzando la situazione, cerca<br />

anche di individuare le risorse che potrebbero<br />

rilanciare l’economia del nostro territorio:<br />

“Abbiamo grandi nomi, primo fra tutti<br />

quello di Pinocchio, che non è valorizza-<br />

to come dovrebbe. E’ conosciuto in tutto<br />

il mondo e potrebbe servire per dare una<br />

spinta forte a tutta la nostra economia, da<br />

un punto di vista turistico, ma non solo. <strong>Le</strong><br />

risorse poi - prosegue - arrivano anche da<br />

territorio. La Camporcioni, ad esempio, è<br />

stata individuata già da tempo come un’importante<br />

area per l’industrializzazione. Siamo<br />

vicini agli aeroporti, al porto di Livorno,<br />

anche geograficamente la nostra posizione<br />

è ottimale, ma poco si è fatto, forse, per<br />

investire sulla Valdinievole e sulle risorse<br />

che abbiamo”. Quiriconi conclude con un<br />

esempio che spiega bene il suo concetto:<br />

“Poco tempo fa mi trovavo a Shangai e<br />

nella vetrina di un ufficio del turismo notai i<br />

manuali dove si proponevano le bellezze di<br />

tutta la Toscana: Lucca, Prato, Firenze, ma<br />

non c’era nemmeno un depliant su Pistoia<br />

e la sua provincia. Forse è proprio questo<br />

il problema, c’è una generale arretratezza<br />

nel proporsi e nel promuovere un territorio<br />

che io ritengo abbia elevate potenzialità<br />

per rinascere”.<br />

meglio che lavorare<br />

Non ci sono soldi, ma in vacanza si va lo stesso<br />

Crisi o non crisi, alle vacanze non si rinuncia.<br />

Un significativo controsenso emerge mettendo<br />

a confronto i dati preoccupanti sulla disoccupazione<br />

in Valdinievole e le cifre del mercato<br />

del turismo, uscite dai resoconti delle agenzie<br />

di viaggio del nostro territorio. Al desiderio<br />

di evadere e di staccare la spina non si può<br />

resistere: prosegue e si rafforza la tendenza<br />

all’esterofilia, si opta cioè per mete economicamente<br />

più vantaggiose rispetto ai lidi nostrani,<br />

tendenzialmente più cari. Anche se mete classiche,<br />

quali Sardegna e Sicilia non perdono il<br />

loro appeal, Formentera, Ibiza, Mikonos e le<br />

Isole minori delle Cicladi balzano ai primi posti<br />

delle preferenze dei turisti valdinievolini. Numeri<br />

alla mano, nel 60% delle prenotazioni per<br />

questa estate 2009, la clientela ha optato per<br />

alberghi da 3 o 4 stelle, affitti in appartamenti<br />

o in residence. <strong>Il</strong> restante 40% dei turisti ha<br />

scelto vacanze cosiddette “all inclusive”, ov-<br />

Disoccupazione<br />

in Valdinievole<br />

-700<br />

contratti di lavoro<br />

nel 2009 rispetto ai 3600 conteggiati<br />

nell’anno precedente<br />

iscritti alla disoccupazione +750<br />

ordinaria (piccole imprese)<br />

in percentuale l’aumento dei disoccupati è stato del<br />

160% contro il 125% calcolato in media in Toscana<br />

fallimenti<br />

11nell’anno precedente erano stati 8<br />

-32%<br />

produzione<br />

industriale<br />

547<br />

vertenze di lavoro<br />

dato in costante<br />

aumento. I motivi sono: mancato<br />

salario, differenze salariali, lavoro nero<br />

I dati sono stati forniti dalla CGIL della provincia di Pistoia<br />

e le fonti sono l’Inps Toscana e la Direzione Provinciale del<br />

Lavoro e si riferiscono ai primi 6 mesi del 2009 confrontati<br />

con lo stesso periodo dell’anno precedente<br />

Servizio di<br />

Chiara Cavalli<br />

Diletta Severi<br />

vero viaggi in villaggi vacanze con animazione.<br />

Stabili destinazioni come Tunisia e Mar Rosso,<br />

dove la possibilità di partire con voli diretti da<br />

Pisa e Firenze riscuote successo. In sensibile<br />

aumento anche la richiesta di crociere, destinazione<br />

Mediterraneo o Nord Europa: il fascino<br />

dei fiordi Norvegesi non ha prezzo, ma la<br />

possibilità di portarsi dietro i figli under 17 a<br />

costo zero è un ulteriore, ottimo incentivo per<br />

una vacanza on boat.


tutti al mare<br />

di Elisabetta Rossi<br />

“Difesa<br />

del ceto”<br />

Nella foto<br />

Elisabetta Rossi, 29 anni<br />

Psicologa e psicoterapeuta<br />

Nonostante la crisi economica,<br />

le vacanze restano<br />

sacre. Fare di tutto<br />

per non rinunciarne,<br />

dal punto di vista psicologico,<br />

è un modo di<br />

mettere in atto tutta una<br />

serie di strategie che ci<br />

permettano in qualche<br />

modo di ribellarci al corso<br />

negativo degli eventi,<br />

come a voler dire a<br />

chiare lettere: toglieteci<br />

tutto, ma non le vacanze.<br />

Abbiamo bisogno di<br />

contenere la percezione<br />

della crisi economica e<br />

lo stress che da questa<br />

deriva. Proprio per tale<br />

motivo la crisi non fa rinunciare<br />

alle vacanze,<br />

ma al contrario alimenta<br />

sempre di più l’ idea che<br />

partire, magari senza<br />

pianificare o anche per<br />

pochi giorni, sia l’ unico<br />

strumento che in realtà<br />

abbiamo per difendere<br />

il nostro benessere<br />

ed equilibrio. Far fronte<br />

alla crisi partendo per<br />

un viaggio equivale a<br />

mettere in campo un<br />

insieme di reazioni difensive<br />

di natura fisiologica<br />

contro una minaccia o<br />

una sfida. <strong>Le</strong> vacanze<br />

rappresentano, quindi,<br />

il tentativo di ignorare<br />

l’eventuale evento stressante,<br />

come per dire dire<br />

a se stessi, che anche in<br />

tempo di crisi, non va<br />

poi tutto così male.<br />

Per molti sono i Caraibi<br />

della Toscana. Ecco<br />

due immagini delle<br />

bellissime e suggestive<br />

coste dell’Isola d’Elba,<br />

scattate dalla nostra<br />

giornalista Benedetta<br />

Lotti.<br />

La Grecia, in questo<br />

caso Santorini, è stata<br />

mèta di molti giovani<br />

Montecatinesi.<br />

Sembravano ormai<br />

i padroni dell’isola<br />

dell’arcipelago delle Cicladi<br />

i nostri concittadini.<br />

Nel gruppo riconosciamo<br />

anche l’editore<br />

de “<strong>Il</strong> <strong>Giullare</strong>”, Thomas<br />

Buonanno e la nostra<br />

giornalista Diletta Severi,<br />

che si è preparata a<br />

una stagione di intenso<br />

lavoro.<br />

Ecco un’immagine di<br />

una delle spiagge più<br />

belle d’Italia. Siamo a<br />

Stintino, in Sardegna,<br />

luogo chiamato anche<br />

le “piscine”. Nell’immagine,<br />

la nostra lettrice<br />

Claudia Pippi con la<br />

sua inseparabile cagnolina<br />

Lilli.<br />

PAGINA 19<br />

Più che una vacanza è stata un’avventura. Uno<br />

stupendo viaggio in Argentina: da Buenos Aires,<br />

fino a Iguazù, dove è stato possibile godersi lo<br />

strabiliante spettacolo delle cascate. Tutto questo<br />

lo potrete vedere anche voi in televisione. Sono<br />

alcune immagini dell’adventure game “Single nel<br />

mondo”, che andrà in onda su Rai Due. Oltre al<br />

direttore de “<strong>Il</strong> <strong>Giullare</strong>” Andrea Spadoni, hanno<br />

partecipato: Roberta Beta, Chiara Giallonardo, Nicoletta<br />

Candeloro, Raffaello Balzo e Max Parodi.


chi non va in vacanza<br />

“Un truffatore<br />

ci ha rovinato”<br />

Servizio di<br />

Diletta Severi<br />

STAKANOVISTI<br />

Maria Soraggi e Silvano Gasparini<br />

all’interno della lavanderia<br />

“Lampo”, in mezzo a centinaia<br />

di vestiti sparsi in tutto il laboratorio,<br />

in attesa dei clienti<br />

U<br />

na vita passata a lavorare.<br />

Una vita semplice, umile e<br />

coraggiosa. Una vita segnata<br />

dall’incontro sbagliato e<br />

nonostante tutto, affrontata<br />

con il sorriso sulle labbra.<br />

Non vanno in vacanza dal<br />

1983, Maria Soraggi e Silvano<br />

Gasparini, sposati da 34<br />

anni e genitori di Alessandro,<br />

che tra poco regalerà<br />

loro una nipotina. La loro<br />

è una storia di una famiglia<br />

straordinaria: persone solari,<br />

alla mano, volti segnati dalla fatica, ma negli occhi<br />

neppure l’ombra di quella durezza che spesso si accompagna<br />

alla troppa stanchezza. Dal 1982 Maria ha<br />

una lavanderia sul corso di Chiesina Uzzanese. <strong>Il</strong> marito,<br />

che per 41 anni ha lavorato prima ad Altopascio<br />

e poi a Lucca come responsabile di produzione in un<br />

mulino, le dà una mano. Anche se sarebbe meglio dire<br />

entrambe. Arriviamo da loro alle 23.00. La lavanderia<br />

è sempre aperta e l’attività frenetica come se fossero<br />

le 4 del pomeriggio. Non è un evento eccezionale: la<br />

titolare apre, puntualmente, alle 8 e mezzo la mattina<br />

e non chiude mai prima della due di notte. Sempre.<br />

Sette giorni su sette. Si concede mezz’ora di pausa al<br />

giorno, ma la spende dentro la lavanderia per mangiare<br />

quello che le ha cucinato il marito. I numeri sono da<br />

capogiro: hanno mille clienti e una media di duecento<br />

quintali di vestiti all’anno lavati e stirati. Ci vengono<br />

incontro, ci fanno accomodare nel cuore della lavanderia.<br />

Nell’aria si respira profumo di buono e di ambiente<br />

cordiale. Maria scappa subito, deve servire un<br />

paio di clienti che la attendono all’ingresso. Restiamo<br />

con Silvano e cominciamo a parlare. Inevitabilmente, la<br />

conversazione parte dall’evento che ha segnato le loro<br />

vite. Nel 1992, la famiglia Gasparini comincia un rapporto<br />

lavorativo con un promotore finanziario di Montecatini.<br />

Un rapporto che negli anni cresce, matura, si<br />

sviluppa e diventa anche di amicizia. Si ferma, prende<br />

una foto da un cassetto. “E’ lui”, ci dice. La foto ritrae<br />

Silvano con l’ ex promotore (risulta ufficialmente radiato<br />

dall’albo) al mare. Lui gli appoggia affettuosamente un<br />

braccio sulle spalle. La foto resta sul tavolo, davanti a<br />

noi, per tutta la durata della chiacchierata. E non è un<br />

bel vedere. Nel 2006, Silvano e Maria contattano il loro<br />

“amico” promotore: necessitano dei soldi che lui aveva<br />

in gestione per dei lavori di ristrutturazione. I soldi però,<br />

risparmi frutto di lavoro duro e sacrifici, sono spariti.<br />

Sottratti indebitamente. La cronaca parla di trentacinque<br />

famiglie truffate tra Toscana e Lombardia per un<br />

totale di otto, forse addirittura nove, milioni di euro.<br />

Circa 300.000,00, come loro stessi raccontano, erano<br />

dei coniugi Gasparini. Silvano ci spiega i fatti, non si<br />

scompone, non impreca. Eppure son passati solo tre<br />

{ }<br />

PAGINA 21<br />

MARIA SORAGGI E’ LA TITOLARE DI UNA LA-<br />

VANDERIA APERTA 24 ORE SU 24 A CHIESINA<br />

UZZANESE. AD AIUTARLA A PORTARE AVAN-<br />

TI L’ATTIVITA’ SOLO SILVANO, IL MARITO PEN-<br />

SIONATO, CHE LE FA ANCHE DA CUOCO. PER<br />

RECUPERARE I SOLDI PERSI IN UNA TRUFFA,<br />

NON SI SONO CONCESSI NEMMENO UN GIOR-<br />

NO DI VACANZA DAL 1983.<br />

anni dalla drammatica scoperta e la rabbia dovrebbe<br />

essere sempre viva. E’ dignitosamente lucido. Non ha<br />

più visto il promotore – che, oltre a essere radiato è<br />

stato espulso dall’Istituto per cui lavorava e denunciato<br />

– ma ha intrapreso la strada lunga, tortuosa per far valere<br />

i propri diritti nelle opportune sedi, ottenendo, per il<br />

momento, niente. “La Consob (autorità amministrativa<br />

indipendente, dotata di personalità giuridica e piena<br />

autonomia per la tutela degli investitori, dell’efficienza,<br />

la trasparenza e lo sviluppo del mercato mobiliare italiano)<br />

ha sì deliberato per il risarcimento di 100.000,00 (la<br />

cifra che lo stesso promotore ha ammesso di aver sottratto<br />

indebitamente) - racconta Silvano - ma la banca<br />

si rifiuta di pagare, proponendoci un forfait di 20.000<br />

euro per sistemare la faccenda”. Poi sorride: “neppure<br />

per un momento ho tentennato se accettare o meno<br />

l’offerta”. Ci raggiunge Maria. “La nostra vita, per colpa<br />

sua, è cambiata. Ho sempre lavorato tanto, ma ora siamo<br />

obbligati a farlo. Abbiamo mangiato pane e pasta<br />

per tre anni. Ci siamo ritrovati sul lastrico, ce la siamo<br />

visti proprio brutta”.<br />

Tenere aperta la lavanderia quasi 24 ore su 24 non è<br />

una stravaganza, è una necessità. Rinunciare ad una<br />

vita “normale” è stato il doloroso dazio da pagare per<br />

aver riposto la fiducia in una persona sbagliata. A cosa<br />

ci si aggrappa? Dove si trovano la voglia e la forza per<br />

non piangersi addosso, ma rimboccarsi le maniche e<br />

reinventarsi da capo? Ci risponde Maria. E ci spiazza.<br />

“Mio figlio ha rischiato di morire in un incidente d’auto.<br />

Lì è scattata la molla. E ho capito che di fronte a una<br />

tragedia del genere non avrebbe avuto senso nient’altro”.<br />

L’incontro è finito. Maria e Silvano devono tornare<br />

a lavoro. Faccio loro gli auguri e i complimenti per la<br />

dignità e la forza dimostrate. Mi dicono: “La salute è il<br />

bene primario. Quando c’è quella va tutto bene”. Me<br />

ne vado con una grande lezione di vita nello zaino.


PAGINA 22<br />

siano. Comunque non ci facciamo<br />

mancare niente: facciamo la pizza,<br />

a volte vengono con noi a pranzo<br />

degli amici. Ci vuole solo un sistema<br />

per gestire al meglio quello che<br />

abbiamo”.<br />

I figli sono otto (tra quattro mesi e<br />

mezzo arriverà il nono) e di diverse<br />

età. La più grande si chiama Sara,<br />

ha 20 anni. E’ già emancipata: lavora<br />

in un centro di estetica e bellezza<br />

e ha un fidanzato. Della mamma<br />

dice: “E’ una donna fantastica,<br />

un’amica”. Di lei invece in famiglia<br />

hanno un pensiero univoco: “Sara è<br />

la più viziata”. Ridono, scherzano e<br />

stanno tutti insieme nella piccola villetta.<br />

Uno dei bambini più piccoli, si<br />

addormenta sul tavolo. Quello della<br />

famiglia Piattelli/Venuti, sembra un<br />

mondo a parte. A ruota si presentano<br />

anche gli altri fratelli: Cristian 15<br />

anni, Dalila 14, Yuri 11, Benedetta<br />

9, Aurora 6, <strong>Le</strong>onardo 4, Andrea 20<br />

mesi. Guardandosi intorno ci chiediamo<br />

come facciano a organizzare<br />

la giornata, a vivere tutti insieme in<br />

una piccola casa, a mangiare, guar-<br />

una famiglia speciale<br />

“Chiamateci I Cesaroni<br />

anche se noi siamo di più”<br />

Servizio di<br />

Andrea Spadoni<br />

Foto di Cristiano Bianchi<br />

Pentole e bicchieri<br />

sono lì da<br />

ieri. Esco a far<br />

la spesa, poi ti<br />

aiuto volentieri.<br />

Su torna a casa<br />

dai e per favore<br />

in fretta. La<br />

casa a un tratto<br />

è diventata più stretta”. Chissà,<br />

a vedere la fiction su Canale 5,<br />

quante volte avranno intonato la<br />

sigla dei “Cesaroni”. Anche loro<br />

infatti sono così: una famiglia<br />

allargata. Anzi, più numerosa<br />

di loro. La storia è quella di una<br />

specie di squadra di calcio, di<br />

Pieve a Nievole, precisamente<br />

Colonna. Tutto ruota intorno alla<br />

mamma, un vero esempio per<br />

le donne di questa generazione.<br />

Si chiama Simona Piattelli, 41<br />

anni compiuti il 28 agosto, con il<br />

fisico ancora di una ragazzina e<br />

una vitalità che viene trasmessa<br />

a chi le sta vicino. “Ho avuto tre<br />

mariti e un convivente. In totale<br />

ho fatto otto figli e sto aspettando<br />

il nono. Pensa, li ho allattati tutti”.<br />

A dirla così sembra già una storia<br />

unica, ma a passare un’intera<br />

giornata nella villetta di via della<br />

Colonna, si respira un’aria diversa,<br />

un’aria di semplicità e grande<br />

impegno. Quando te ne vai pensi<br />

che, forse, tutto è inutile di fronte<br />

a quello che può dare una famiglia<br />

felice e unita e che genitori del genere,<br />

dovrebbero esser premiati,<br />

in qualche modo, dallo stato.<br />

Lui, il marito, il terzo, si chiama<br />

Loriano Venuti, fa l’operaio e ha<br />

40 anni. Per un periodo lavorava<br />

solo part-time e lo stipendio<br />

(l’unico che entra in famiglia) era<br />

dimezzato. Quindi, ci chiediamo,<br />

come fanno a vivere? “Ho insegnato<br />

ai miei figli a risparmiare.<br />

Non devono mai buttare niente<br />

e cercare di organizzarsi in<br />

modo che possano bastare loro<br />

le risorse disponibili, qualsiasi<br />

dare la televisione. Insomma a gestire<br />

gli spazi, il tempo e il denaro.<br />

Lo abbiamo fatto insieme a loro e lo<br />

raccontiamo in una sorta di diario.<br />

COLAZIONE<br />

La prima a svegliarsi è mamma Simona.<br />

Sono le 6. “Mi alzo così preso<br />

per avere almeno mezz’ora tutta<br />

per me stessa, in silenzio. Dopo, per<br />

tutto il giorno è impossibile”.<br />

Mezz’ora dopo infatti arriva <strong>Le</strong>onardo,<br />

ha fame. “Voglio il latte con le<br />

palline di cioccolato”. Alle sette in<br />

punto si sveglia papà Loriano. Nel<br />

letto con lui c’è il più piccolo, Andrea<br />

che appena arriva in cucina mangia<br />

lo yogurt. Quindi è il turno di Cristian,<br />

codino e look alla moda, alle<br />

8 in punto e di tutti gli altri, quando<br />

devono andare a scuola allo stesso<br />

orario. In tavola ci sono una caraffa<br />

di latte e il caffè.<br />

Cristian vuole un’altra cosa: “C’è<br />

l’orzo?”. L’ultima a scendere le scale<br />

è la più grande, Sara. <strong>Le</strong>i esce<br />

come un fulmine, con le scarpe ancora<br />

slacciate. E’ in ritardo al lavoro,<br />

non farà colazione.


una famiglia speciale<br />

{ }<br />

8 FIGLI E UNO IN ARRIVO: UNA SQUADRA DI<br />

CALCIO. E’ LA STORIA DI UNA SPLENDIDA FA-<br />

MIGLIA DI PIEVE A NIEVOLE, UNA SORTA DI<br />

“CESARONI” DI NOANTRI. ABBIAMO PASSATO<br />

UNA GIORNATA CON LORO PER RACCONTARE<br />

COME VIVONO E COME RIESCONO A GESTIRE<br />

LE RISORSE PER TIRARE AVANTI, <strong>SENZA</strong> RI-<br />

NUNCIARE A NIENTE ED ESSERE FELICI<br />

TELEVISIONE<br />

Parla papà Loriano: “E’ una guerra continua.<br />

Ne abbiamo tre, ma non bastano.<br />

Quella della cucina l’abbiamo tolta, altrimenti<br />

c’era troppa confusione. Di solito<br />

cerchiano di trovare un programma che<br />

accontenti un po’ tutti, altrimenti diventa<br />

un problema. Ad esempio, a me piace<br />

il calcio, ma non posso mai guardare<br />

le partite la domenica. Così mi ritaglio<br />

un’ora la notte, quando ce la faccio,<br />

mentre gli altri stanno dormendo”.<br />

CAMERE DA LETTO<br />

La casa non è grande, ma è a due piani.<br />

Quello di sopra è tutto riservato alle camere<br />

da letto. Ce ne sono ben quattro,<br />

due più grandi. Mamma e papà dormono<br />

nella matrimoniale, in mezzo a loro,<br />

per ora c’è Andrea, il più piccolo.<br />

SarA ha la sua stanza, perché chiede di<br />

avere un minimo di privacy. <strong>Le</strong> altre due<br />

stanze sono divise a metà, per sesso.<br />

In una ci dormono i maschi, nell’altra<br />

le femmine. Infatti Cristian, sorridendo,<br />

dice: “Speriamo che nasca una sorellina<br />

e non un fratellino, così va a dormire<br />

nella stanza delle femmine”.<br />

AUTOMOBILE<br />

Fino a qualche anno fa avevano una<br />

Chrysler. “Con quella potevamo spostarci<br />

tutti insieme”. Ma poi la macchina<br />

ha smesso di funzionare. “In questo<br />

momento - dice Loriano - non ce ne<br />

possiamo permettere una uguale, così<br />

ho preso una Seat Ibiza, un po’ piccola.<br />

Dobbiamo imparare ad adattarci e a<br />

muoverci a gruppi. Anzi, qualche volta<br />

ammetto che siamo partiti anche in sei<br />

o sette, rischiando di esser fermati dai<br />

carabinieri”.<br />

PAGINA 23<br />

VACANZE<br />

“Non ci siamo mai stati tutti insieme -<br />

racconta Simona Piattelli - ogni tanto,<br />

ma ultimamente un po’ meno, andiamo<br />

in Versilia dalla mattina alla sera. immaginati<br />

se dovessimo andare tutti in<br />

vacanza una settimana, ci costerebbe<br />

veramente uno sproposito”.<br />

LA FAMIGLIA<br />

Simona Piattelli e Loriano Venuti, si sono<br />

conosciuti tra il 2001 e il 2002. <strong>Le</strong>i è originaria<br />

di Borgo a Buggiano, lui di Colle<br />

di Buggiano, non si erano mai incontrati<br />

prima. “Avevo già avuto due mariti<br />

e un convivente, ma quando ci siamo<br />

conosciuto ho deciso di riprovarci, perché<br />

mi ha ispirato tanta fiducia”. Loriano<br />

aggiunge: “Da subito mi è piaciuto il clima<br />

che si respirava in famiglia, Simona<br />

è una donna speciale”. Dopo un periodo<br />

di fidanzamento, si sono sposati nel<br />

2005. Era già nata Aurora, poi sono arrivati<br />

<strong>Le</strong>onardo, Andrea e quindi un altro<br />

figlio, che presto andrà ad aumentare<br />

ancora il nucleo familiare. “Siamo felici,<br />

con tanti figli così non ci si annoia mai<br />

e ogni giorno ci riempiono la vita con la<br />

loro gioia”. Loriano le sta vicino e ascolta,<br />

mentre i bambini tra di loro scherzano.<br />

I più piccoli invece dormono ancora.<br />

“Questa casa l’ho rifatta in parte io. Stiamo<br />

tirando avanti con grande sacrificio,<br />

tutto da soli”. Simona conclude: “Infatti<br />

non abbiamo chiesto aiuto a nessuno,<br />

anche alla nostra famiglia. E dei miei ex<br />

mariti soltanto uno è presente e sta vicino<br />

ai suoi figli, gli altri come se non ci<br />

fossero. E’ meglio così, anche se, forse,<br />

un incentivo statale ci potrebbe far comodo”.


PAGINA 24<br />

Sagra del<br />

Ranocchio<br />

E’ ormai la tradizione di Anchione,<br />

popolata frazione del Comune di<br />

Ponte Buggianese. E l’appuntamento<br />

è di quelli da non perdere.<br />

Dal 1 al 23 agosto infatti si è svolta<br />

la Sagra del ranocchio, festa che<br />

esalta i prodotti tipici locali e da<br />

oltre 30 anni, diventa un punto di<br />

riferimento per tanttissime persone<br />

che amano vivere una serata all’insegna<br />

delle vecchie tradizioni e dei<br />

prodotti tipici locali. Ranocchi fritti<br />

e anguille sono il cavallo di battaglia<br />

di un menù casereccio molto<br />

apprezzato anche da appassionati<br />

che raggiungono Anchione, anche<br />

da fuori Toscana. Oltre agli stand<br />

gastronomici anche momenti di<br />

intrattenimento e spettacolo.<br />

Mica Paris<br />

al Gambrinus<br />

La classe e la musica che ha<br />

conquistato tutto il mondo, ha fatto<br />

tappa al Gambrinus, con l’artista<br />

Mica Paris. Nata a Londra nel 1969,<br />

ha cominciato a cantare con gli<br />

Spirit of Watts, un gruppo gospel,<br />

prima di registrare e andare in tour<br />

con gli Hollywood Beyond. Ha pubblicato<br />

il disco d’esordio “So Good”<br />

(1989), con la cover “Where Is the<br />

Love”, un duetto con Will Downing,<br />

per l’etichetta 4th & Broadway.<br />

Con il suo quarto album, “Black<br />

Angel” (1998) ha realizzato a pieno<br />

il suo talento, producendo un R&B<br />

massiccio che ricorda il sound di<br />

Toni Braxton.<br />

paesi in festa<br />

Santa Maria<br />

vince il Palio<br />

Santa Maria, dopo 23 anni, ha<br />

vinto il palio di Pescia. La vittoria<br />

è arrivata grazie a quattro giovani<br />

arcieri, tre dei quali fratelli, originari<br />

dell’Albania. Sono stati loro ad<br />

alzare al cielo il cencio realizzato da<br />

Ida Biondi. Una gara entusiasmante<br />

che si è disputata in una affollatissima<br />

piazza Mazzini. In testa sin<br />

dalla prima volée, seguiti a 10 punti<br />

dagli arcieri di San Francesco, nella<br />

seconda il quartetto di Santa Maria<br />

ha dovuto difendersi dal recupero<br />

del rione di Ferraia. Tutto si è deciso<br />

quinti dell’ultima serie di tiri.


paesi in festa<br />

Caffè d’angolo<br />

Quando il bar diventa una sagra.<br />

E’ la curiosità che abbiamo scoperto<br />

trovandoci al Caffè d’angolo<br />

di Biagioni, al confine con Chiesina<br />

Uzzanese. Degustazioni, giochi<br />

per bambini, pizza e cene a tema<br />

all’aperto. Di tutto, di più.<br />

È stata selezionata per partecipare<br />

al noto concorso<br />

nazionale di Miss Muretto.<br />

Si chiama Sabina Mirbabaeva,<br />

Uzbeka di 20 anni e<br />

da cinque anni vive a Montecatini.<br />

E’ stata una delle<br />

finaliste di Miss Muretto ad<br />

Paolo Belli show<br />

E’ stato un grande spettacolo,<br />

quelllo di Paolo Belli & Big Band in<br />

piazza Coluccio Salutati a Buggiano,<br />

il 22 agosto. Lo showman,<br />

ha portato sul palco la sua grande<br />

passione per la musica, la sua<br />

voce calda e potente, la sua verve<br />

e all’innata capacità di contagiare<br />

con l’allegria un pubblico sempre<br />

più vasto ed eterogeneo. Nel corso<br />

della serata, in una piazza affollatissima,<br />

è stata presentata anche la<br />

nuova squadra del Borgo a Buggiano<br />

che quest’anno parteciperà al<br />

campionato di serie D.<br />

PAGINA 25<br />

Una miss ad Alassio<br />

Alassio. “Non mi aspettavo<br />

di arrivare così lontana. Sabina<br />

si era piazzata al terzo<br />

posto della kermesse “Miss<br />

bella al bar” svoltosi l’anno<br />

scorso a Montecatini. Sabina<br />

dimostra anche di avere<br />

cervello: “<strong>Il</strong> mio principale<br />

obiettivo è quello di laurearmi<br />

in lingue. Mi sono appena<br />

iscritta all’università e a ottobre<br />

inizierò i corsi. Sabina<br />

è arrivata in Italia 5 anni fa:<br />

“Mi trovo molto bene a Montecatini,<br />

trovo che sia una<br />

città deliziosa, rilassante e<br />

ultimamente, anche con una<br />

vivace movida notturna”. Alla<br />

finale di Alassio si è piazzata<br />

bene e questo è un orgoglio<br />

per tutta la Valdinievole.


PAGINA 26<br />

Chiara Cavalli è giornalista, laureata in psicopedagogia a Firenze, ha<br />

seguito corsi di giornalismo all’University of west of Florida e corsi di<br />

perfezionamento in sessuologia medica all’Università degli Studi di<br />

Firenze. Scrivete le vostre <strong>storie</strong> d’amore a: cuore@ilgiullare.com<br />

Dopo il terzo bacio non si è fatta più sentire<br />

Cara Chiara,<br />

vorrei avere un tuo parere circa la situazione che vado ad<br />

esporti, premessa: ho conosciuto questa ragazza Lucia<br />

diversi mesi fa, amica di una mia amica. Lucia ogni tanto<br />

si univa alla mia compagnia per le varie serate che si facevano,<br />

ma non avevamo mai avuto momenti di colloquio,<br />

tranne una sera a fine giugno, per un aperitivo con tutti<br />

quanti, e non so come mai, ci siamo messi a chiacchierare,<br />

ridere e scherzare, ci siamo trovati bene subito, le ho<br />

chiesto il numero di telefono, e la settimana successiva<br />

siamo usciti, bella serata, molto piacevole, eravamo veramente<br />

in sintonia. Siamo usciti una seconda volta, ancora<br />

benissimo, la terza siamo andati a vedere un concerto<br />

di musica lirica, altra bella serata, e riaccompagnadola a<br />

casa ci siamo baciati, ho dovuto insistere un po’, perchè<br />

lei voleva fare le cose con più calma, anche perchè veniva<br />

da una storia troncata da poco, però comunque ci siamo<br />

dati un bel bacio nel silenzio e la magia dei borghetti della<br />

mia città. <strong>Il</strong> problema è che da quella sera non ci siamo<br />

più visti, non risponde più al telefono e a fatica ai messaggi.<br />

Credo che alla terza uscita sia istintivo<br />

baciare una persona che ti piace. Cosa mi<br />

consigli?<br />

Ti anticipo che le premesse non mi piacciono. Mi chiedi<br />

alcune tattiche?! Beh, ti consiglio di non cercarla e<br />

di non inviarle messaggi. Sembrerebbe non gradire.<br />

Non te ne fare una colpa, quando scatta l’attrazione,<br />

non si riesce mai a stabilire quando è opportuno iniziare<br />

l’approccio. Meglio il secondo o il terzo giorno?.<br />

Hai insistito per rubarle un bacio e questo francamente<br />

non mi sembra un buon inizio. <strong>Le</strong>i, comunque, ha già<br />

deciso di non vederti più! Aggiornami se ci sono stati<br />

degli sviluppi.<br />

<strong>Il</strong> giullare ti offre un lavoro !!!<br />

di Chiara Cavalli<br />

Era innamorata di me, ma ora forse ha un altro<br />

Cara Chiara,<br />

Mi piaceva, ma tanto sapevo e ne sono ancora<br />

sicuro, che era pazzamente innamorata di me.<br />

Quindi l’ho tenuta per scontata. E’ vero qualche<br />

volta sono uscito con i miei amici, per me il sabato è sacro<br />

e da passare doverosamente con gli amici. Adesso,<br />

invece, non capisco. Forse ha incontrato un altro e non<br />

mi cerca più e se le faccio uno squillo lei non richiama<br />

neppure. Devi sapere che per ben sei mesi era sempre lei<br />

a cercarmi, io, invece, solo quando ne avevo voglia! Addirittura<br />

stavolta mi ritrovo a correrle dietro. Cosa posso<br />

fare perchè ritorni tutto come prima?.. Mi ha<br />

spezzato il cuore! Aiuto.<br />

Claudio<br />

Perchè hai un cuore? Scusa, ma dopo sei mesi ti sei<br />

accorto di lei. Non appena ti è sfuggita di controllo la<br />

cerchi e dici che ti ha spezzato il cuore. Non sei stato<br />

corretto con lei e sembra che se ne sia accorta. Rifletto<br />

sulla frase che hai scritto: “Addirittura stavolta mi ritrovo<br />

a correrle dietro”. Usi l’avverbio “addirittura”, che ha la<br />

funzione di sottolineare la straordinarietà di un fatto o<br />

di una condizione. Mi meraviglio che questa ragazza<br />

abbia resistito per sei mesi!. Ancora sicuro che sia innamorata<br />

di te? Se ti sembra di aver messo la testa a<br />

posto e ti sei accorto di quanto fosse importante per te<br />

cerca di chiarire e recuperarla, altrimenti ti è stata data<br />

una grande occasione per non sbagliare più!<br />

Stiamo cercando promoter per la<br />

raccolta pubblicitaria.<br />

chiama lo 0572.386198<br />

invia un email a info@ilgiullare.com<br />

l’angolo dell’amore<br />

Wedding<br />

time<br />

di Cristiano Bianchi<br />

A quale età ci si sposa? Nel 1990<br />

la forbice era tra i 22 e i 28 anni,<br />

mentre oggi, aumentando le convivenze,<br />

nell’ottanta per cento<br />

dei casi, tra i 29 ed i 40 anni. E’<br />

interessante anche un altro dato:<br />

ci si sposa in maggioranza con la<br />

funzione religiosa, ma negli ultimi<br />

5 anni la cerimonia civile prende<br />

sempre più piede, occupando<br />

oggi un bel 30 per cento delle cerimonie<br />

nuziali. La vera moda ora<br />

sono i wedding planner e le strutture,<br />

tipo Ville, dove curano ogni<br />

aspetto del matrimonio e/o del ricevimento.<br />

Per chiudere, è curioso<br />

come oggi si noti l’attrazione<br />

degli sposi verso i beni e i servizi<br />

di lusso per il loro matrimonio,<br />

un po’ come dire: “mi sposo una<br />

volta sola e voglio che tutto sia<br />

come l’ho sempre sognato”.<br />

W gli Sposi! In collaborazione con<br />

il blog sul matrimonio: www.mivogliosposare.com


animali<br />

a sette anni il trentaduenne Antonello Sgaramella<br />

alleva pappagalli e ad oggi ne ha ben<br />

150. Forse sarà il destino, ma anche sua<br />

moglie di cognome fa Piuma. Abile artigiano<br />

del metallo, appena<br />

può si circonda dai<br />

vivaci colori delle<br />

penne dei suoi volatili,<br />

che richiamano<br />

alla mente luoghi<br />

esotici. Antonello ne<br />

possiede di taglie<br />

medio grandi, dai<br />

cocoriti di 18 centimetri<br />

di lunghezza<br />

ai barocchetto, ed<br />

alcune specie che<br />

hanno la capacità<br />

di riprodurre parole<br />

ei nfine i più pregiati:<br />

parrocchetto di Derby.<br />

Si possono osservare dentro voliere di<br />

ferro che lui stesso costruisce, garantendo<br />

ai suoi volatili di potersi muovere in “libertà”.<br />

Due metri di altezza per farli volare, due metri<br />

di lunghezza per uno di larghezza per farli<br />

arrampicare.<br />

“Adoro i miei pappagalli – spiega - è una<br />

passione nata 7 anni fa, appena vinsi alla<br />

fiera di Anchione una coppia di cocorito,<br />

precisamente due inseparabili. Nemmenio<br />

io sono più riuscito a separarmi da loro”.<br />

L’allevamento Piuma di Ponte Buggianese,<br />

quest’anno vanta la nascita di ben 70<br />

PAGINA 27<br />

D“I pappagalli sono il mio sport”<br />

piccoli di pappagallo. Una notizia che non è<br />

passata inosservata, visto la difficoltà di far<br />

riprodurre gli uccelli in questione. <strong>Il</strong> segreto?<br />

“Tanta acqua e frutta a volontà e tantissimo<br />

amore – prosegue l’allevatore - li<br />

allevo a “mano” e dopo 15 giorni<br />

di vita, metto il piccolo nella camera<br />

calda, una incubatrice a 32 gradi,<br />

e con una siringa inizio a nutrirlo,<br />

in modo da addomesticarlo.<br />

Inserisco l’anellino inamovibile di<br />

riconoscimento dopo 7 giorni dalla<br />

nascita in modo che crescendo<br />

non possono più essere rimossi<br />

da nessuno, rispettando il diametro<br />

appropriato”. Antonello ha un<br />

suo pappagallo preferito che non<br />

potrà mai vendere che si chiama<br />

Angelina, ma non fatevi ingannare:<br />

è un maschio che scappa spesso,<br />

ma poi ritorna sempre con uno<br />

speciale richiamo<br />

che solo l’allevatore<br />

è in grado<br />

di fare. “E’ il mio<br />

orgoglio, anche<br />

se mi fa sempre<br />

dannare” conclude<br />

fiero dei suoi<br />

animali, Antonello<br />

Sgaramella.<br />

Ha ben 150 volatili<br />

di tutte le specie<br />

“Per allevarli ci vuole<br />

tanto amore prima<br />

di tutto, poi acqua e<br />

moltissima frutta”<br />

Chiara Cavalli


PAGINA 28<br />

Enciclopedia vivente<br />

Tante immagini della carriera di<br />

Gino Natali e della storia della<br />

pallacanestro di Montecatini.<br />

In alto a sinistra Natali con la<br />

maglia di Udine, poi nel suo<br />

ufficio, in mezzo a Mario Boni e<br />

Niccolai, con Giorgio Armani a<br />

Milano e, nella pagina accanto,<br />

la foto del matrimonio della figlia<br />

Monica (si vedono il marito Colonnese,<br />

Galliani, Lippi, Brosio e<br />

altri). Nel box il figlio Nicola.<br />

o sport ce l’ha nel sangue. Ma la sua<br />

non è la classica storia di un ex campione<br />

che oggi ricorda il passato. Per<br />

lui è sempre il presente. Lo sport, il basket<br />

in particolare, infatti lo ha sempre<br />

visto protagonista in campo e fuori.<br />

Vent’anni spesi sul parquet, più venticinque<br />

da manager, Gino Natali, 59<br />

anni, è uno degli uomini di maggior<br />

spicco della storia della pallacanestro di<br />

casa nostra, ma anche d’Italia. Guardia<br />

di grande temperamento e dalla mano<br />

“calda”, è esploso come giocatore proprio<br />

con la casacca dei colori rossoblù<br />

di Montecatini. “Da ragazzino giocavo<br />

a calcio - racconta - il primo contatto<br />

con il basket è stato del tutto casuale.<br />

Un signore che aveva un negozio in città,<br />

che si chiama Vannelli, mi portò in<br />

palestra dietro le scuole “Pascoli”. Lì ci<br />

si allenava il Montecatini di Benvenuti.<br />

Era la squadra dove spiccavano Masini,<br />

Giuntoli e Di Grazia, fondata dall’indimenticato<br />

Raoul Bellandi”.<br />

Natali lo incontriamo in centro, prima<br />

dal suo parrucchiere di fiducia, Fernando,<br />

poi ci accompagna nella sua elegante<br />

dimora montecatinese, in zona<br />

Grotta Maona. In ufficio, le immagini e i<br />

trofei, raccontano la sua storia e quella<br />

dei personaggi che lo hanno affiancato<br />

in tanti successi. Boni e Niccolai negli<br />

anni d’oro della Panapesca, Vito Panati,<br />

Corbelli, Giorgio Armani, il Palaeur e<br />

il Forum di Assago colmi di gente e poi<br />

le foto dei figli Monica, 32 anni e Nicola,<br />

21. Gino, quando sfoglia le pagine della<br />

sua vita, lo fa con semplicità, ricordando<br />

tutto con la stessa passione di un<br />

atleta che è ancora in campo. Ed è una<br />

vera e propria enciclopedia vivente.<br />

Dopo una lunga trafila nelle giovanili del<br />

Montecatini è passato nella Libertas Livorno,<br />

dove ha debuttato in serie B.<br />

uomini di successo<br />

“La mia vita è semp<br />

Gino Natali, leggenda del basket montecatinese, si racconta.<br />

I primi passi a Montecatini e una lunga carriera sul campo e<br />

fuori. Oggi lavora nel marketing della Best Union Company<br />

L<br />

<strong>Il</strong> “bimbo” (come lo chiamavano) divenne<br />

il miglior realizzatore con 299 punti,<br />

contribuendo al passagio in A. Dopo<br />

la retrocessione è stato acquistato alla<br />

Snadeiro Udine e successivamente ha<br />

giocato alla Emerson Genova dove è<br />

rimasto fino al 1978. “In quegli anni è<br />

nata l’amicizia con Marcello Lippi. Lui<br />

era il capitano della Sampdoria, io della<br />

squadra di basket di Genova”. A ridosso<br />

degli anni ‘80, è iniziata la sua carriera<br />

di manager. “E’ stato Vito Panati<br />

a riportarmi a Montecatini ed è anche<br />

grazie a lui che mi sono messo in luce<br />

come manager a livello nazionale. Ini-<br />

ziai con la doppia<br />

veste di<br />

giocatore e gm<br />

e poco dopo<br />

abbandonai il<br />

campo. Abbiamo<br />

fatto qualcosa<br />

di straordinario:<br />

dalla<br />

serie D, siamo<br />

arrivati ai vertici<br />

nazionali”. E in<br />

maglia rosso-<br />

“Quando vidi la<br />

prima volta il Palaeur<br />

pensai che<br />

era impossibile<br />

riempirlo. In una<br />

partita di coppa<br />

c’erano 13 mila<br />

spettatori”<br />

blù sono passati fior fior di campioni.<br />

Due nomi su tutti, i simboli Mario Boni<br />

e Andrea Niccolai. “Mi ricordo quando<br />

Mario arrivò per la prima volta a Montecatini<br />

- racconta Natali - lo invitai a casa.<br />

Prima di iniziare a parlare di lavoro, aprì<br />

il frigorifero e si mangiò tutto. Niccolai a<br />

17 anni era già un campione. Mi viene<br />

ancora in mente quando lo chiamarono<br />

in nazionale. E’ stato il primo giocatore<br />

di serie B a vestire la maglia azzurra”.<br />

A proposito di Niccolai, clamorosa fu<br />

la trattativa per il passaggio alla Virtus<br />

Roma, nel 1990, venduto a 13 miliardi:<br />

un record per il basket. “Avevo ricevuto<br />

proposte sia da Pesaro che da Roma.


uomini di successo<br />

re un tiro da tre”<br />

Per un po’ ho cercato di tirare la corda tra una<br />

società e l’altra. A un certo punto avevo il timore<br />

di non riuscire a portare a termine nessuna<br />

delle due trattative”. E nella metà degli<br />

anni ‘90, anche per Natali, arrivò la chiamata di<br />

Corbelli per assumere il ruolo di gm di Roma.<br />

“Quando vidi il Palaeur vuoto dissi: se riesco a<br />

riempire questo palazzetto faccio il bagno nella<br />

fontana di Trevi. In una partita di coppa erano<br />

13 mila gli spettatori: uno spettacolo. <strong>Il</strong> giorno<br />

dopo mi bagnai i piedi nella storica fontana”.<br />

Sette anni dopo, da Roma a Milano, un’altra<br />

sfida. “Abbiamo costruito la squadra per vincere<br />

il campionato, l’abbiamo perso in finale<br />

all’istant replay”. Oggi Natali sfoglia un’altra pagina<br />

della sua carriera: “Ora lavoro per la Best<br />

Union Company, una società quotata in borsa<br />

(tra i soci Nicoletta Mantovani, la vedova Pa-<br />

Una vita dedicata allo sport. Una passione trasformata<br />

in lavoro. Con risultati eccellenti, nonostante<br />

la giovanissima età. Gabriele Nicolella,<br />

28 anni praticante avvocato, è partito dalla Valdinievole<br />

due anni fa per approdare a Padova,<br />

alla corte di uno tra i dieci studi legali più importanti<br />

del nostro paese, leader nel settore della<br />

legge applicata allo sport, nella consulenza ed<br />

assistenza di personalità italiane e straniere, nel<br />

trasferimento internazionale di giocatori, nei diritti<br />

d’immagine, merchandising, sponsorizzazioni,<br />

assicurazioni sportive.<br />

La storia di Gabriele parte, però, dai campi<br />

di calcio. Monsummano Terme prima, Margine<br />

Coperta poi ed, infine, il grande salto a 14<br />

anni quando viene trasferito a Bergamo per<br />

vestire la maglia dell’Atalanta. “L’esperienza<br />

bergamasca è stata fondamentale per la mia<br />

crescita morale ed intellettuale, oltre che sportiva”.<br />

Gabriele ha le idee già chiare e segue i<br />

consigli dello storico direttore del settore giovanile<br />

dell’Atalanta, Mino Favini. “Non si stan-<br />

varotti) che si occupa di gestire gli eventi negli<br />

stadi italiani, offrendo steward, hostess, body<br />

guard. Uno dei nostri maggiori clienti è il Milan.<br />

A Roma abbiamo gestito i servizi ai mondiali di<br />

nuoto e in questi giorni abbiamo lavorato per<br />

i mondiali di pugilato”. “Nel basket ho vissuto<br />

bellissime esperienze, ho lavorato con grandi<br />

campioni. La pagina più triste è stata la morte<br />

sul campo di Ancillotto, un vero talento”. Oggi<br />

il basket italiano è in crisi: “La crisi è generale<br />

nello sport, l’apertura agli stranieri l’ha cambiato”.<br />

E Montecatini? “Simone Galligani e l’Agricola<br />

Gloria, stanno facendo sacrifici in un momento<br />

difficile. Montecatini sta giocando nella<br />

sua categoria, è il passato che crea troppe<br />

aspettative”. Un passato che Gino Natali ricorda<br />

sempre con una certa emozione. La stessa<br />

che provano tutti i tifosi rossoblù.<br />

cava mai di ripeterci che per uno che sfondava<br />

nel calcio, altri mille, pur avendo affrontato gli<br />

stessi sacrifici, avrebbero dovuto intraprendere<br />

strade diverse. Suo compito era quindi quello<br />

non solo di formare bravi giocatori ma uomini<br />

completi. L’ho capito con il tempo e quando gli<br />

PAGINA 29<br />

Una famiglia<br />

pane e sport<br />

La figlia di Gino Natali, Monica, 32 anni,<br />

si è sposata con Francesco Colonnese,<br />

38 anni, ex difensore di Inter e Lazio,<br />

oggi impegnato<br />

per diventare allenatore<br />

di serie<br />

A e negli studi di<br />

Mediaset come<br />

opinionista. L’altro<br />

figlio Nicola,<br />

21 anni, è un<br />

astro nascente<br />

del basket. Cresciuto<br />

a Montecatini,<br />

oggi gioca<br />

in serie A dilettanti<br />

a Trento. “Mi<br />

piaceva che provasse<br />

un’esperienza lontano da casa -<br />

racconta il Gino - a Trento può acquisire<br />

esperienza in una società che ha come<br />

allenatore Vincenzo Esposito e con lui<br />

giocherà anche il figlio di “Nando” Gentile.<br />

Nicola ha talento, è potente fisicamente.<br />

E’ molto più equilibrato di me. Io<br />

ero più estroso”.<br />

Servizio di<br />

Andrea Spadoni<br />

Foto di Cristiano Bianchi<br />

“Porto i calciatori in tribunale”<br />

scrissi per comunicargli quanto fossi grato di<br />

questi suoi insegnamenti, lui mi telefonò commosso<br />

dicendomi che aveva letto la mia lettera<br />

a tutto il settore giovanile”. Ma qual è stato il<br />

passaggio dal calcio giocato al diritto sportivo?<br />

Dopo altre esperienze di notevole spessore (tra<br />

le altre, una stagione nel Siena, allora in C1 e<br />

alla Pistoiese in serie B), problemi fisici hanno<br />

costretto Gabriele ad appendere le scarpette<br />

al chiodo e dedicarsi con successo allo studio.<br />

Dopo la laurea in Giurisprudenza e una tesi sul<br />

rapporto di lavoro sportivo e sulla tutela previdenziale<br />

degli sportivi professionisti avviene<br />

l’incontro con l’avvocato Luca Ferrari, con il<br />

quale tutt’ora Gabriele collabora.<br />

Da circa 2 anni, Gabriele cura la sezione di diritto<br />

dello sport per il quotidiano di informazione<br />

giuridica Altalex.com e sta lavorando alla<br />

realizzazione di un Master in diritto dello sport<br />

che prenderà il via il prossimo 13 novembre a<br />

Bologna.<br />

Diletta Severi


il fallimento<br />

“La Pistoiese<br />

deve rinascere”<br />

Servizio di<br />

Valentina Cristiani<br />

27 anni, giornalista<br />

scrive su “Siamo Bologna”<br />

“Calcio d’inizio” e “Corner”<br />

Foto di Carlo Quartieri<br />

chi è<br />

Francesco Valiani, 29 anni<br />

(nato a Pistoia il 29 ottobre<br />

1980), inizia la sua<br />

carriera nella Pistoiese. Nel<br />

2000-2001 viene ceduto in<br />

prestito alla Maceratese.<br />

L’anno successivo all’Imolese.<br />

Dopo le prestazioni di<br />

Macerata e di Imola, la Pistoiese<br />

decide di trattenerlo.<br />

Nel giro di tre stagioni,<br />

diventa capitano arancione.<br />

Nel 2005 il neopromosso<br />

in serie B Rimini, lo preleva<br />

insieme al compagno di<br />

squadra Emmanuel Cascione.<br />

Nel gennaio del 2008<br />

passa al Bologna. <strong>Il</strong> 31<br />

agosto 2008 debutta in Serie<br />

A, segnando il gol partita<br />

a “S.Siro” contro il Milan.<br />

È“Indossare<br />

i colori<br />

arancioni era il<br />

mio sogno nel cassetto<br />

da bambino.<br />

Non posso credere<br />

che la squadra<br />

della mia città, per<br />

la quale, prima di<br />

giocarci, ho fatto il<br />

tifo, scompaia dai<br />

professionisti”<br />

la società in cui ha esordito.<br />

Ed è risaputo, che la prima<br />

squadra, come il primo<br />

amore, non si scorda mai.<br />

I nostri fari sono puntati sulla<br />

Pistoiese, da quest’estate<br />

fuori dal calcio professionistico.<br />

<strong>Il</strong> filo di speranza che<br />

c’era, dettato più dal cuore<br />

che dalla ragione, è svanito<br />

con il verdetto del Consiglio<br />

Federale della Figc che ha<br />

inserito il club arancione<br />

nella “black list” del calcio<br />

italiano, costringendolo a<br />

ripartire dall’Eccellenza.<br />

Tutto questo, dopo la retrocessione<br />

in Seconda Divisione<br />

dell’ultima di campionato.<br />

Come a dire che<br />

piove sempre sul bagnato.<br />

Abbiamo così deciso di in<br />

tervistare Francesco Valiani,<br />

pistoiese doc, centrocampista<br />

di spessore classe 1980,<br />

oggi gioiello del Bologna.<br />

A Pistoia, Valiani ha iniziato<br />

la sua carriera professionistica<br />

nella stagione<br />

1999-2000, dopo la trafila<br />

nelle giovanili. Dopo<br />

una breve parentesi di un<br />

anno a Imola e Macerata,<br />

la Pistoiese decide di<br />

trattenerlo e, nel giro di tre stagioni, Francesco,<br />

grazie ai 92 gol segnati, diventa il capitano.<br />

E’ rammaricato Valiani e ancora non crede alla notizia.<br />

Fino all’ultimo aveva sperato in un salvataggio in<br />

extremis. “E’ un brutto colpo sia per la società che<br />

per la città, purtroppo si chiude una pagina di storia.<br />

Una pagina che per me ha un significato particolare<br />

avendo vissuto la squadra prima da tifoso in curva<br />

e poi sul campo. <strong>Il</strong> sogno che avevo fin da bambino<br />

era quello di indossare la maglia della mia squadra<br />

del cuore, la Pistoiese. La squadra della mia città.<br />

Sono fiero e orgoglioso di aver contribuito a portare<br />

in alto questi colori e ancora non mi sembra vero che<br />

una piazza storica come quella di Pistoia scompaia<br />

dal panorama del calcio professionistico italiano,<br />

una piazza che ha avuto l’onore di militare per due<br />

volte, nella sua lunga storia, nel massimo campionato<br />

di calcio, senza poi contare le ventitré partecipazioni<br />

alla serie cadetta e le trentotto stagioni passate<br />

in serie C. Proprio non riesco a capacitarmene”.<br />

Valiani ha tanti bei ricordi di quegli anni: “Quello più<br />

bello riguarda la prima volta che ho sentito intonare<br />

dai ragazzi della curva Valiani uno di noi, fu un’emo-<br />

{<br />

UNA STORIA QUASI CENTENARIA. ANNI DI<br />

GRANDI SUCCESSI, DI GRANDI CAMPIONI CHE<br />

HANNO CALCATO IL COMUNALE DI PISTOIA. E<br />

POI LE STAGIONI DELLA SERIE A, LE LEGGEN-<br />

DE SU LUIS SILVIO DANUELLO, L’OGGETTO<br />

MISTERIOSO ARRIVATO DAL BRASILE. TUTTO<br />

QUESTO FA PARTE DEL PASSATO DELLA PI-<br />

STOIESE, FINITA OGGI IN ECCELLENZA DOPO<br />

IL FALLIMENTO DELLA SOCIETA’<br />

PAGINA 31<br />

}<br />

“<strong>Il</strong> ricordo più bello<br />

è stato quando la<br />

curva ha intonato<br />

il coro “Valiani, uno<br />

di noi”. Ho sentito<br />

un’emozione bellissima,<br />

indelebile.<br />

Non posso dimenticare<br />

nemmeno<br />

gli insegnamenti di<br />

Crema e Nerozzi”<br />

zione incredibile. Inoltre, come<br />

dimenticare gli anni trascorsi<br />

insieme ai mister delle giovanili<br />

Arnaldo Crema e Marco Nerozzi<br />

che mi hanno trasmesso<br />

tanto sia dal lato umano<br />

che calcistico”. Valiani manda<br />

anche un saluto a tutte le persone<br />

che gli sono rimaste nel<br />

cuore, i compagni di squadra,<br />

gli allenatori, i magazzinieri<br />

con i quali ha condiviso<br />

tante fantastiche emozioni e<br />

un in bocca al lupo alla nuova<br />

società: “Auguro loro di cuore<br />

di riportare al più presto a<br />

grandi livelli i colori arancioni,<br />

perché la storia pistoiese non può essere cancellata<br />

così. Lo sport toscano non può perdere così<br />

tanti pezzi di storia”. Infatti, dopo il Pisa, anche il<br />

fallimento della Pistoiese è stato un duro colpo.


PAGINA 32<br />

Ci sono due tipi di imprese sportive. Quelle che si bruciano in pochi attimi e quelle che invece<br />

maturano nel tempo. Nel primo caso, ed è storia di questi giorni, ci vengono in mente gli strepitosi<br />

record del mondo della locomotiva umana Bolt. Per citare altri esempi, agggiungiamo<br />

l’incredibile rimonta del Werder Brema allenato allora da Otto Rehagel (tecnico capace di far<br />

vincere un titolo Europeo alla Grecia) che, dopo aver chiuso la prima frazione di gioco sotto<br />

di tre gol del match di Coppa dei Campioni contro l’Anderlecht, vinse addirittura per 5-3.<br />

Fermiamoci qui, ora vogliamo parlare della scalata di una società che fino a tre anni fa navigava<br />

nell’anonimato della Prima categoria e adesso si trova a giocare alle porte del professionismo.<br />

Borgo squadra record<br />

“Vogliamo sognare”<br />

L’<br />

Us Borgo a Buggiano è<br />

nato nel 1920, quando<br />

dalle nostre parti, ma<br />

del resto in tutta la penisola,<br />

isole comprese,<br />

la passione per il calcio<br />

iniziava ad entrare<br />

nel quotidiano. <strong>Il</strong> primo<br />

campionato di calcio<br />

di seire A porta la data<br />

del 1898. La prima gara<br />

ufficiale della Nazionale<br />

c’era stata nel 1910. Borgo diventa subito<br />

l’ombellico della Valdinievole, conquistando<br />

tifosi dalle cittadine vicine. Un tifoseria dal<br />

palato fino, sempre pronta alla polemica e<br />

molto esigente, però fedele come l’Arma dei<br />

Carabinieri. Emblematica in tal senso la<br />

storia dell’ultra novantenne Polo Aileti, borghigiano<br />

doc, scomparso lo scorso anno,<br />

che quando le forze inizirono a mancargli,<br />

si faceva portare allo stadio dalla Pubblica<br />

Assistenza. Cinque anni<br />

dopo la fondazione del<br />

club, e cinque giorni prima<br />

di Natale del 1925,<br />

nasce Benito Lorenzi, la<br />

leggenda borghigiana, il<br />

mitico Veleno, bandiera<br />

dell’Inter (di cui divenne<br />

responsabile del settore<br />

giovanile). Colui che<br />

dopo essersi fatto assegnare<br />

un rigore inesistente<br />

contro la Roma<br />

al Testaccio, con conse-<br />

Da Benito Lorenzi a<br />

Sileno Passalacqua,<br />

tante <strong>storie</strong> di una<br />

società che fonda i suoi<br />

successi sulla grande<br />

passione di tutto il<br />

paese per il pallone e<br />

sull’amore per i colori<br />

della squadra<br />

guente realizzazione del tiro dagli undici metri,<br />

prese il pallone, corse sotto la tribuna d’onore<br />

gridando “Gladiatori di Roma, beccatevi<br />

questa ciliegina”. Tanto per spiegare la persona<br />

e il soprannome, affibiatogli dalla mamma,<br />

essendo bambino sin troppo vivace.<br />

L’Empoli, che già all’ epoca faceva dei<br />

giovani la sua carta vincente, lo vede<br />

gicare sul campo impolverato del Borgo<br />

nell’allora prima divisione e lo compra<br />

nel 1946 per centomila lire, rivendendolo<br />

l’anno dopo all’Inter per ben 12 milioni.<br />

Ma sono anche i tempi di Mario Spadoni,<br />

che diventerà poi il portiere della Pistoiese<br />

e alla cui memoria è intitolato l’omonimo<br />

torneo che la società azzurra organizza da<br />

tantissimi anni. <strong>Le</strong><br />

stagioni passano e<br />

cambiano i protagonisti:<br />

arriva la banda<br />

dei livornesi voluta<br />

dal patron Bernardi,<br />

gruppo di indomiti<br />

guasconi e di<br />

fantastici guerrieri.<br />

Poi Ghello Silvestri,<br />

Renzino Romani, e i<br />

talentuosi Gavazzi e<br />

Sileno Passalacqua.<br />

Quest’ultimo merita<br />

un capitolo a parte<br />

per il curriculum e per la classe cristallina che<br />

traspare ogni volta che tocca il pallone. Dal<br />

Borgo parte per debuttare in serie A con la<br />

Fiorentina e quindi per diventare l’emblema<br />

della Reggiana eppoi della Ternana. Torna a<br />

il miracolo<br />

casa per chiudere una lunga e lusinghiera<br />

carriera e vincere Coppa Toscana e campioanto<br />

in maglia azzurra. Negli anno ‘90 il<br />

Borgo tocca l’Eccellenza. Fortune alterne,<br />

salvezze e retrocessioni e tante persone che<br />

purtroppo adesso non ci sono più, ma che<br />

forse da lassù godono<br />

come pazzi<br />

vedendo quello<br />

che il loro Borgo sta<br />

combinando. Fra<br />

questi ci piace ricordare<br />

Sergio<br />

Ghiarè, Fosco Focosi<br />

e Graziano<br />

Marini, dirigenti eccezionali<br />

e veri gentlemen.<br />

Poi la figura<br />

di Fernando <strong>Le</strong>nzi,<br />

detto Carilli, custode<br />

del glorioso Bonelli,<br />

perennemente in calosce che faceva<br />

un tè squisito, filtrandolo con dei vecchi calzini.<br />

Eppoi il presidente Corrado Capocchi,<br />

tolto alla vita maledettamente troppo presto,<br />

che ha gettato le basi per il rilancio del club


il miracolo<br />

azzurro. Già il miracolo azzurro, che come il record<br />

di Bolt, citato all’inizio, è frutto della bravura<br />

dello staff dirigenziale e tecnico, ma in primis della<br />

programmazione. I maligni dicono che è arrivato<br />

in serie D non vincendo mai un campionato.<br />

Magari arrivare terzi, vincere i playoff e approdare<br />

alla finali nazionali dopo aver passato un altro<br />

turno extraregionale è ancora più difficile. Come<br />

è difficile, guardandosi indietro, vincere una Coppa<br />

Toscana, superando una decina di turni. Tra<br />

gli artefici di questo trionfo spiccano i bafffetti di<br />

Maurizio Tanfani, direttore sportivo che non guarda<br />

in faccia a niente ed a nessuno. Ha un taccuino<br />

simile a quello che trovarono a Nixon nel caso<br />

Watergate per importanza di nomi dell’ambiente.<br />

Pesca soprattutto nel fiorentino dove conosce<br />

tutti. Disponibile, furbo, vulcanico, amante delle<br />

dichiarazione ad effetto. E’ il dirigente che tutti<br />

i presidenti vorrebbero. Tutt’altro carattere ha il<br />

patron Mauro Paganelli, uomo che soffre interiormente<br />

e che vuole davvero tanto bene alla squadra.<br />

Commovente la lettera aperta di cui citiamo<br />

alcuni passaggi: “Mi dò un pizzicotto ed è tutto<br />

vero. Una gioia incontenibile che vorrei condivi-<br />

Un girone veramente di ferro, quello<br />

di serie D, dove è stato inserito<br />

il Borgo a Buggiano al suo debutto.<br />

Tantesono le formazioni di prestigio e<br />

anche con una passato nei professionisti,<br />

che arriveranno il Valdinievole.<br />

Prima fra tutti il Pisa, fallito e retrocesso fino<br />

alla serie D, come era accaduto una decina<br />

di anni fa, quando i nerazzurri scesero,<br />

per problemi societari fino all’Eccellenza. In<br />

quella stagione furono i viola della Larcianese<br />

dere con tutti i borghigiani. Sentirsi sul tetto della<br />

provincia ci rende ancor più orgogliosi di essere<br />

e vivere in questo paese. Tre promozioni in tre<br />

anni credo non sarà da guinnes dei primati, ma<br />

certamente è una situazione inusuale. Un ringra-<br />

ziamento particolare va al mio fratello Antonio (vicepresidente<br />

ndr) e a Maurizio Tanfani al quale mi<br />

lega una profonda stima e amicizia”. Sul futuro ha<br />

idee chiarissime: “Stiamo costruendo una squadra<br />

giovane non perché ci viene imposto dalla re-<br />

a scendere in campo nel prestigioso stadio<br />

“Arena Garibaldi”. Anche il Ponte Buggianese<br />

, quell’anno vinse la doppia sfida con il Pisa in<br />

coppa Italia. Indimenticabile, per i biancorossi,<br />

la tripletta del bomber Massimo Parlanti.<br />

Ma torniamo al Borgo. Durissime saranno<br />

sicuramente le sfide anche con le altre<br />

toscane: Cecina (con un lungo passato in<br />

serie C) e Vistus Castelfranco, la fusione<br />

tra Cuoiocappiano e Castelfranco. Un’altra<br />

società di assoluto prestigio è sicuramente<br />

PAGINA 33<br />

gole delle federazione, ma perché crediamo che<br />

il calcio dilettantistico, sia pur ad alto livello deve<br />

essere economicamente sostenibile attraverso<br />

la valorizzazione dei giovani. La collaborazione<br />

con il Margine Coperta, al top a livello di settore<br />

giovanile è l’inizio di un progetto che ha come<br />

obiettivo la creazione di una sinergia tra i punti<br />

di forza delle due società”. Quindi il richiamo alla<br />

folla: “Non penso sia sfuggito a nessuno la suggestione<br />

delle tribune piene e festanti nelle ultime<br />

giornate e vorremmo fosse così ogni domenica.<br />

Confidiamo nell’ amministrazione affinché si<br />

adoperi per avere un impianto sportivo adeguato<br />

alla categoria”. Infine le dediche “La prima a<br />

mia moglie per la fondamentale partita vinta al<br />

novantesimo qualche mese fa. L’altra a Corrado<br />

Capocchi che spero ci guardi ed esulti con noi”.<br />

Servizio di<br />

Roberto Grazzini<br />

Foto di Cristiano Bianchi<br />

Attesa per il derby con il Pisa, ma la vera curiosità è il “Bikkembergs” Fossombrone<br />

il Carpi, che parte tra le favorite del girone.<br />

Ma molte delle curiosità sono per il Fossombrone,<br />

sponsorizzato da Bikkembergs,<br />

attualmente uno dei marchi d’abbigliamento<br />

di maggior tendenza in tutto il mondo.<br />

<strong>Il</strong> patron, Dirk Bokkembergs, ha rilevato<br />

la squadra l’anno scorso e ha già vinto<br />

il campionato di Eccellenza. Da rivedere<br />

cosa faranno quest’anno questi<br />

calciatori modelli, dato che la squadra utlizza<br />

attrezzatura sportiva, tutta griffata.


PAGINA 34<br />

ECCELLENZA<br />

PESCIAUZZANESE<br />

Finita l’era Petroni, arriva Giuli, giovane tecnico che finora<br />

ha sempre lavorato a livello di settore giovanile.<br />

Reduce da una stagione eccezionale con gli juniores<br />

regionali del Pietrasanta Marina, portati alle finali tricolori,<br />

avrà il non facile compito di garantire la permanenza<br />

in Eccellenza ai black orange. Budget ridimensionati e<br />

via libera totalmente alla linea verde. Con novità in Valdinievole:<br />

juniores e prima squadra si alleneranno insieme<br />

gli stessi giorni alle stesse ore. Partenza dolorosa quella<br />

del bomber Pisani. Basteranno i giovani e la volontà a<br />

colmare il vuoto?<br />

PROMOZIONE<br />

MONSUMMANO<br />

Dopo lo splendido finale di stagione<br />

(9 vittorie e due pareggi e<br />

approdo ai play off), il riconfermatissimo<br />

mister Macchioni punta<br />

a ripetersi, sempre molto difficile<br />

nel mondo del calcio. Sulla carta<br />

la compagine amaranto sembra<br />

avere qualcosina in meno rispetto<br />

al recente passato. Cateni Cantini,<br />

bomber dal doppio cognome<br />

come Vennegor of Hesselink,<br />

riceve sulle spalle la pesante<br />

maglia di Palazzolo. Barbarito,<br />

giocatore dalle comprovate doti<br />

realizzative, sarà all’altezza della<br />

Promozione?<br />

LAMPO<br />

I “Giardinetti” sembrano un<br />

centro di smistamento per l’accademia<br />

di West point. Nomi<br />

altisonanti alla corte di Luca<br />

Ventuirini a cominciare dla funambolo<br />

Stobbia, il Simonsen<br />

dei poveri ed dx professionista<br />

nel Viareggio, per proseguire<br />

con Emiliano Tarabusi, bomber<br />

per tutte le stagioni e con Marco<br />

Giovannelli (andra via?), scuola<br />

Fiorentina ed ex Ponsacco e Calenzano.<br />

La ciliegina sulla torta<br />

porta il nome di Antonio Palazzolo.<br />

A lanciare tutti questi attaccanti<br />

ci penserà Matteo Sorini,<br />

ex gioiellino dell’Anchioneponte.<br />

Play off sicuri. Arriverà anche la<br />

promozione diretta?<br />

PRIMA E SECONDA CATEGORIA<br />

Ottima scelta quella della federazione<br />

di inserire i play off anche<br />

in queste due categorie. Correttezza<br />

e spettacolo sono così<br />

garantite. Curiosità per il neopromosso<br />

Molin Nuovo che, per la<br />

prima volta della sua breve storia<br />

approda in Prima categoria.<br />

Campagna acquisti che strizza<br />

l’occhio alla lucchesia, allenatore<br />

compreso (Mario Meschi). <strong>Il</strong> vulcanico<br />

presidente Toci vorrebbe<br />

un campionato tranquilla, senza<br />

troppi patemi d’animo. <strong>Il</strong> girone<br />

pratese lo può consentire. Ben<br />

sette le nostre compagini in Seconda<br />

categoria. In prima fascia<br />

ci mettiamo la Pieve di Cardelli,<br />

ex libero dell’Empoli in serie B e<br />

della primavera della Fiorentina<br />

allora guidata da Arrigo Sacchi.<br />

<strong>Il</strong> diesse Bernacchi ha probabil-<br />

mente colmato le lacune della<br />

passata stagione. Inoltre Cardelli<br />

si porta in dote i venti risultati<br />

utili consecutivi del campionato<br />

2008/2009. Anche il Chiesina,<br />

retrocesso dalla Prima, pare avere<br />

le carte in regola per recitare un<br />

ruolo da protagonista. <strong>Il</strong> gm Pierluigi<br />

Carmignani ha confermato<br />

in blocco lo zoccolo duro della<br />

squadra, impreziosendolo con i<br />

migliori giovani del vivaio. <strong>Il</strong> derby<br />

termale sarà Nievole - Veterani<br />

Montecatini. Per i rossoverdi affidati<br />

alle sapienti cure di Michele<br />

Montuori è la seconda stagione<br />

di fila in Seconda. Per i Veterani<br />

invece è il debutto assoluto. <strong>Il</strong><br />

Nievole è totalmente rinnovato, i<br />

Veterani puntano invece sui senatori<br />

che hanno fatto la differenzai<br />

in Terza categoria. Saran-<br />

LARCIANESE<br />

A volte ritornano, come scrive Steven<br />

King. <strong>Il</strong> diesse Piero Beneforti,<br />

prezioso cavallo di ritorno, punta<br />

sull’usat sicuro puntellando la difesa<br />

con i fedelissimi pretoriani Fagni<br />

e Bargellini, rientrati dal Quarrata.<br />

Cencini, Ulivi, Magni e il portiere<br />

Sorini, ex Pistoiese, i colpi di mercato.<br />

Su tutti però splende l’astro<br />

di Gabriel Napoli da cui i tifosi viola<br />

si aspettano gol e promozione.<br />

Scelta indigena per quel riguarda<br />

la guida tecnica. L’allenatore sarà<br />

infatti Alessandro Bicchieri, larcianese<br />

doc, nonché genero di Carlo<br />

Panati, direttore tecnico della<br />

Lampo. Si preannunciano tre derby<br />

(coppa e campionato) di fuoco.<br />

Chi avrà la meglio?<br />

no due probabili outsider? Tanti<br />

campi pure per il Via Nova con il<br />

factotum Osvaldo Romani che ha<br />

richiamato il fedelissimo Bernardo<br />

Nelli per guidare il suo club a<br />

un torneo dignitoso. Giocare sul<br />

campo sintetico della Palagina<br />

(prossimo all’inaugurazione) potrebbe<br />

essere un bel vantaggio.<br />

L’ex condottiero delle giovanili del<br />

Tau calcio, Mario Serino, va ad<br />

allenare il Marliana. Società che<br />

nella massima umiltà vuole ottenere<br />

la permanenza in categoria<br />

il prima possibile e senza troppe<br />

sofferenze. Infine c’è l’incongnita<br />

Vergine dei Pini. Nuovo l’allenatore,<br />

Maurizio Martelli. Nuovo il<br />

direttore sportivo, Emiliano Marianelli<br />

e rosa dei giocatori totalmente<br />

stravolta. La garanzia è il<br />

super bomber Gabriele Ruggero.<br />

la bizona<br />

ANCHIONEPONTE<br />

Tante scommesse in casa biancorossoneroverde.<br />

A muovere le<br />

fila la triade composta da Ennio<br />

Pollastrini (team manager), Enrico<br />

Galli (direttore generale) e Daniele<br />

Fanucci (direttore sportivo) che<br />

hanno puntato su atleti in cerca<br />

di rilancio. <strong>Il</strong> nome da seguire è<br />

quello di Matteo Degl’ Innocenti,<br />

nipote d’arte in quanto il nonno<br />

era il popolare Enzo Robotti, mitico<br />

terzino della Fiorentina del<br />

trio Sarti Robotti e Casrtelletti<br />

e allenatore del Montecatini nei<br />

professionisti. <strong>Il</strong> ragazzo è reduce<br />

da un bruttissimo infortunio,<br />

ma l’ambiente sembra quello<br />

giusto per la rinascita. Salvezza<br />

diretta o play out?<br />

pagina a cura di Roberto Grazzini


agenda<br />

All’Ipercoop<br />

Bastardi fuori<br />

14-19 SETTEMBRE - IPERCOOP<br />

Una mostra da non perdere e già dal nome si capisce tutto:<br />

“Bastardi Fuori “e dura tutta la settimana a partire dal 14<br />

al 19 compreso all’Ipercoop di Montecatini. Una dozzina di<br />

pannelli su tutta la galleria esporranno ben 36 foto scattate<br />

da Manuela Lai, una dipendente del canile con la passione<br />

della fotografia presenti anche alcuni scatti della giornalista<br />

Chiara Cavalli. “Davanti alla cassa centrale (quella dove fanno<br />

le fatture, per intendersi) saremo presenti – spiega Francesca<br />

Magrini tra i gestori del canile – Vi aspettiamo numerosi<br />

per tutto l’orario di apertura. La mostra è gratis ed avremo<br />

un monitor con un nostro video e vario materiale illustrativo.<br />

<strong>Il</strong> nostro intento è raccogliere alcuni fondi con la<br />

vendita di gadgets: video, magliette, cartoline “.<br />

A Roberta Mucci la regia<br />

del premio doppiatori<br />

Alla regista e autrice televisiva di Buggiano, Roberta<br />

Mucci, è stata affidata la regia della sesta edizione del<br />

Premio Nazionale Doppiatori <strong>Le</strong>ggio d’Oro, organizzato<br />

dall’Endas, che si è svolto a Ischia. Mariolina Cannuli e<br />

Ascanio Pacelli hanno condotto la serata. La giuria era<br />

composta da Lorenzo Beccati (Presidente del Premio e<br />

autore di “Striscia la notizia” e voce del Gabibbo), Piero<br />

Benedetti (presidente E.N.D.A.S.), Vittorio Vatteroni<br />

(ideatore e direttore artistico), Vittorio Benedetti (Direttore<br />

del Comitato Organizzativo), Dario Festa<br />

(Responsabile Rapporti con le Istituzioni) e<br />

da autorevoli rappresentanti del mondo del<br />

doppiaggio.<br />

<strong>Il</strong> “Secchione” Monti<br />

torna in televisione<br />

PAGINA 35<br />

7 SETTEMBRE - ITALIA 1<br />

Torna in televisione il “Secchione” di<br />

Montecatini, Omar Monti. E’ stato<br />

infatti inserito nel nuovo programma<br />

che sarà condotto da Enrico Papi, “<strong>Il</strong><br />

Colore dei soldi”. Andrà in onda ogni<br />

giorno nello spazio pre-serale. Omar<br />

sarà a fianco al conduttore e avrà un<br />

ruolo assai importante. Sulle reti Mediaset,<br />

stanno già andando in onda<br />

spot. <strong>Il</strong> Colore dei soldi mette in palio<br />

100 mila euro per la realizzazione di un sogno. Attenzione, però: sono esclusi<br />

sogni troppo “seri” come la classica ristrutturazione della casa o il pagamento di<br />

un mutuo. Si preferisce la futilità. E noi aspettiamo con ansia qualche<br />

ragguaglio in più sul nostro “Secchione”.<br />

La “Corsa della speranza”<br />

per combattere il cancro<br />

25-27 SETTEMBRE - MONTECATINI TERME<br />

Domenica 27 settembre (partenza ore 10.30 nel piazzale di fronte alle Terme Tettuccio), Montecatini<br />

Terme ospiterà l’ottava edizione della “Corsa della Speranza”: 5 km a ritmo libero, con<br />

partenza e arrivo nel piazzale di fronte alle Terme Tettuccio. Una bella festa e un’iniziativa con<br />

lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca sul cancro. La “Corsa della Speranza” sarà inserita<br />

nel programma di “Territori in Festival” che, con la sua terza edizione, dal 25 al 27 settembre,<br />

proporrà a Montecatini Terme eventi, incontri, workshop, sagre, tradizioni e mostre in una<br />

miscela di colori e profumi all’insegna dei Territori. <strong>Le</strong> iscrizioni sono aperte dal 10 settembre<br />

in alcuni punti a Montecatini Terme e saranno possibili anche la domenica mattina prima della<br />

partenza. <strong>Il</strong> contributo di 10 euro per ogni partecipante verrà interamente devoluto per la lotta<br />

contro il cancro. Ai primi 500 iscritti sarà distribuita la T-Shirt da indossare durante la corsa e il<br />

pacco gara, contenente omaggi degli sponsor. Dopo la corsa, sarà offerto a tutti i partecipanti<br />

il Pasta Party. La Corsa è “a ritmo libero”, si può affrontare il percorso al passo che si ritiene più<br />

opportuno. <strong>Il</strong> tempo massimo è di 2 ore. La manifestazione si terrà con qualsiasi condizione<br />

atmosferica. Possono partecipare persone di ogni età. I bambini devono essere accompagnati<br />

da almeno un adulto. Sono ammessi pattini e passeggini, non sono ammesse biciclette.<br />

<strong>Il</strong> partecipante solleva l’organizzazione da ogni responsabilità circa la propria idoneità fisica a<br />

prendere parte alla manifestazione. All’arrivo sarà allestito un servizio di ristoro per tutti i partecipanti.<br />

L’anno scorso sono stati raccolti 4800 euro. Ecco i punti dove è possibile iscriversi:<br />

BK1, Hotel Belvedere, Hotel Francia e Quirinale, Grand Hotel Tettuccio,Hotel Arnolfo, Hotel<br />

Mediterraneo, Hotel Corallo. Via Cavallotti, Gambrinus, Data Medica,C.D.P. Centro Diagnosi<br />

Precoce, Assicurazioni Generali, <strong>Le</strong> Panteraie, Gioielleria Gennai, Active Club, Superdisco,<br />

Ristorante Pizzeria Egisto, Paesaggi Toscani Tour Operator, Club Sport e Salute, Fattoria Medicea,<br />

Fap Autonoleggi, Ringo’s, Lapucci Giulio Forniture Alberghiere.<br />

TERRITORI IN FESTIVAL<br />

Territori in Festival: tre giorni (dal 25 al 27 settembre) che esaltano la centralità geografica e<br />

la grande tradizione dell’ospitalità di Montecatini. <strong>Il</strong> festival, organizzato da Simone Galligani<br />

con BK1conceptFood, anima Montecatini<br />

con un fitto programma di spettacoli,<br />

laboratori, mercati, sagre, performance e<br />

degustazioni. L’area dedicata ai mercati<br />

avrà infatti La Boqueria, il famoso mercato<br />

catalano che, grazie alla collaborazione<br />

con lo chef Kumalè, sarà presente con 15<br />

dei suoi migliori stand. Nella terza edizione<br />

della Kermesse ideata da Davide Paolini,<br />

da non perdere perdere la sagra dei ceci e<br />

del prezioso zafferano proveniente dall’altopiano<br />

di Navelli, in provincia<br />

dell’Aquila. Uno dei paesi colpiti<br />

dal sisma.

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