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Relazione - Città di Torino

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Divisione COMMERCIO<br />

Settore URBANISTICA COMMERCIALE<br />

Divisione SERVIZI CULTURALI<br />

Settore ARREDO E IMMAGINE URBANA<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

“… ci sono luoghi che reclamano a gran voce una storia.<br />

… I paesaggi, le fabbriche possono essere veramente personaggi<br />

e le persone se vi compaiono semplici comparse.”<br />

Win Wenders<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

via giolitti 11. 10123 <strong>Torino</strong> . tel 011.548168 . fax 011.5622228 . ailgavac@tin.it


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Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

Introduzione<br />

1. Analisi del sito<br />

1.1 Documentazione storica<br />

1.2 Lettura tecnologica per la comprensione del progetto<br />

1.3 Fruizione del luogo<br />

1.4 Altri esempi <strong>di</strong> città d’acqua<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

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1<br />

INDICE<br />

2. Linee guida per il progetto <strong>di</strong> valorizzazione<br />

2.1 Definizioni<br />

2.2 Scenari<br />

2.3 Confronto tra arre<strong>di</strong> e attrezzature esterne esistenti e griglia<br />

per la definizione delle superfici <strong>di</strong>sponibili<br />

2.4 Regole<br />

2.5 Specifiche<br />

2.6 Proposte <strong>di</strong> sviluppo per il Progetto Integrato d’Ambito<br />

3. Tavole<br />

1P. Analisi del sito. Indagine storica.<br />

Le porte della città sul fiume, le porte del fiume sulla città<br />

2P. Analisi del sito. Indagine fotografica.<br />

Le porte della città sul fiume, le porte del fiume sulla città<br />

3P. Analisi del sito. Indagine fotografica.<br />

Lettura tecnologica per la comprensione del progetto:<br />

4P. Analisi del sito. Indagine architettonica.<br />

Superfici <strong>di</strong> rispetto<br />

5P. Analisi del sito. Indagine architettonica.<br />

Aree con vincoli <strong>di</strong> utilizzo<br />

6P. Superfici per arre<strong>di</strong> e attrezzature esterne: possibili<br />

scenari <strong>di</strong>stributivi<br />

7P. Superfici per arre<strong>di</strong> e attrezzature esterne: valutazione<br />

scenari <strong>di</strong>stributivi<br />

8P. Griglia per la definizione delle superfici <strong>di</strong>sponibili<br />

9P. Rilievo arre<strong>di</strong> e attrezzature esterne esistenti (situazione<br />

al 20 maggio 2005)<br />

10P. Confronto tra arre<strong>di</strong> e attrezzature esterne esistenti e<br />

griglia per la definizione delle superfici <strong>di</strong>sponibili<br />

11P. Ipotesi per la ricollocazione delle superfici esterne delle<br />

attività esistenti secondo la griglia per la definizione delle<br />

superfici <strong>di</strong>sponibili<br />

12P. Proposta <strong>di</strong> copertura per superfici esterne: fronte<br />

Murazzi - pianta e prospetto<br />

13P. Proposta <strong>di</strong> copertura per superfici esterne: fronte<br />

Murazzi - prospetto, sezione, modellazione<br />

14P. Proposta <strong>di</strong> copertura per superfici esterne: fronte<br />

Murazzi - pianta, prospetto, sezione - Aggiornamento<br />

15P. Griglia per la definizione delle superfici <strong>di</strong>sponibili con<br />

quote dei lotti<br />

4. Bibliografia


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COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

INTRODUZIONE<br />

Il COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO, è un luogo <strong>di</strong> alto profilo<br />

ambientale, architettonico e storico, è utilizzato in modo non adeguato alle<br />

sue potenzialità e si constata la propensione ad un maggiore utilizzo<br />

rispetto al passato, tenuto conto della analisi e della valutazione dei rischi<br />

presenti nell'area sia <strong>di</strong> origine antropica (malavita - sovraffollamento) sia<br />

<strong>di</strong> origine naturale, considerato che tale area costituisce alveo del fiume Po<br />

e, <strong>di</strong> conseguenza, soggetta a perio<strong>di</strong>ci allagamenti.<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

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2<br />

Obiettivi<br />

- utilizzare le potenzialità e ridurre le criticità del luogo<br />

- realizzare con<strong>di</strong>zioni compatibili con le attività attuali che hanno<br />

rivitalizzato il luogo ed orientare il loro sviluppo in termini evolutivi<br />

- sollecitare sviluppo ed ottimizzazione per le attività notturne e favorire<br />

con<strong>di</strong>zioni anche per attività <strong>di</strong>urne<br />

Premesse<br />

- le indagini sviluppate in loco e la consultazione della documentazione<br />

storica relativa ai progetti originali ha evidenziato la straor<strong>di</strong>narietà del<br />

sito, dal punto <strong>di</strong> vista architettonico, e, soprattutto, come<br />

testimonianza <strong>di</strong> magistrale conoscenza ed applicazione delle<br />

tecniche costruttive relative ai materiali lapidei<br />

- il rischio è stato assunto come dato <strong>di</strong> progetto ed è da non<br />

<strong>di</strong>menticare come riferimento per futuri contratti <strong>di</strong> locazione<br />

- il lavoro è stato sviluppato non con l'obiettivo <strong>di</strong> porre vincoli, non solo<br />

come insieme <strong>di</strong> <strong>di</strong>vieti e obblighi, ma, piuttosto, cercando <strong>di</strong><br />

in<strong>di</strong>viduare le caratteristiche peculiari del luogo per definire le<br />

con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> rispetto necessarie alla sua valorizzazione<br />

- il transito pedonale è consentito sull'intera area del COMPLESSO DEI<br />

MURAZZI DEL PO: deve essere favorito e comunque tutelato, fatte<br />

salve le aree occupate dalle attrezzature<br />

- le attuali attività, in termini <strong>di</strong> occupazione e <strong>di</strong> posizione all'interno<br />

delle arcate, non sono assunte come vincolanti per l'impostazione dei<br />

<strong>di</strong>versi scenari <strong>di</strong>stributivi, in quanto potrebbero, nel tempo, essere<br />

oggetto <strong>di</strong> variazioni<br />

- oltre alle con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> rispetto da porre è <strong>di</strong> grande efficacia la<br />

promozione <strong>di</strong> attività che hanno, in modo <strong>di</strong>retto, effetti positivi sul<br />

luogo( scelta e localizzazione <strong>di</strong> nuove attività <strong>di</strong>urne, pulizia del luogo<br />

effettuata al mattino presto per garantirne l'utilizzo ecc.). La mancanza<br />

<strong>di</strong> attività è favorevole all'abbandono e, <strong>di</strong> conseguenza, all'utilizzo<br />

improprio<br />

- le attività che potranno essere presenti dovranno adeguarsi alle<br />

con<strong>di</strong>zioni poste dal contesto ambientale, storico, architettonico: ad<br />

evitare la vanificazione delle azioni avviate per la valorizzazione del<br />

sito<br />

- in considerazione <strong>di</strong> quanto prima espresso si propone <strong>di</strong> in<strong>di</strong>viduare<br />

un marchio per la identificazione dell'area con ruolo <strong>di</strong> promotore per<br />

la comunicazione: COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO.


“la storia del canottaggio italiano è legata strettamente al Po e a <strong>Torino</strong>. Perché è proprio qui<br />

che i primi giovani appassionati dello sport del remo si riunirono in società per il solo scopo <strong>di</strong><br />

fare del canottaggio, inteso come esercizio fisico”<br />

CANOTTAGGIO<br />

“una bellissima attività sportiva e <strong>di</strong> svago veniva frequentemente praticata dai torinesi nel<br />

passato: la gita in barca sul Po. Le barche a remi si potevano affittare a ore presso gli<br />

imbarcaderi ubicati lungo il fiume …….. l’attività delle barche in affitto dava lavoro a molte<br />

imprese tutte a conduzione familiare. La guida Paravia del 1910 ne elenca 25, fra le quali<br />

citiamo: Longo, Peirano, Zeppegno, Bobba, Franchino. Sempre nella suddetta guida datata<br />

1950 il totale era sceso a 15. Via via però col tempo tutti abbandonarono questa attività”<br />

NOLO DI BARCHE<br />

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da:<br />

Lorenzo ARTUSIO, Mario BOCCA, Mario GOVERNATO, Mario RAMELLO,<br />

Mille saluti da <strong>Torino</strong>, <strong>Torino</strong>: E<strong>di</strong>zioni del Capricorno, 1990<br />

“pescare sul Po e lungo le sue rive è sempre stata una attività <strong>di</strong>ffusa tra i torinesi, sia per<br />

<strong>di</strong>letto che per professione. Nel secolo scorso questo pescoso fiume offriva ottimi pesci: trote,<br />

anguille e anche storioni. In questi anni è stata ripristinata un’antica festa del Po, quella <strong>di</strong> San<br />

Giacomo. Durante questa festa gli “Abbà” facevano bene<strong>di</strong>re una ventina <strong>di</strong> pesci tenuti in<br />

una tinozza, che quin<strong>di</strong> venivano riportati sul fiume e rigettati uno alla volta in acqua. I giovani<br />

nuotatori si tuffavano e il primo che riusciva ad afferrare uno <strong>di</strong> questi pesci veniva eletto re<br />

della festa…….”<br />

PESCA<br />

“<strong>di</strong>verse piscine per il nuoto furono costruite sulle rive del Po e la “Diana”, qui riprodotta, era la<br />

più frequentata. Da sempre i torinesi effettuavano i bagni nel loro fiume e già nell’800<br />

sorgevano stabilimenti balneari”<br />

SOLE E NUOTO<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

ANALISI DEL SITO<br />

Documentazione storica<br />

“un’altra antica attività svolta sul fiume è stata quella dei renaioli (sabbiuné)…..… si vede la<br />

sponda del Po, all’altezza del Valentino. Questa era la piarda più grande a<strong>di</strong>bita all’attracco<br />

dei barconi colmi <strong>di</strong> sabbia. Lo spiazzo è gremito <strong>di</strong> lavoranti addetti ognuno alle varie<br />

mansioni”<br />

RACCOLTA DELLA SABBIA<br />

“un soggetto molto comune nelle cartoline del Po è rappresentato dalle lavandaie, che<br />

esercitavano la più <strong>di</strong>ffusa delle attività lavorative del fiume. La cartolina ci illustra la parte del<br />

fiume <strong>di</strong> fronte ai Murazzi dove erano inse<strong>di</strong>ate le fabbriche. Nonostante la presenza <strong>di</strong> queste<br />

le lavandaie lavorano anche qui e lasciano i panni stesi ad asciugare sulla riva a<strong>di</strong>acente”<br />

LAVAGGIO DEI PANNI<br />

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3


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<strong>Torino</strong>:<br />

“l’idroscalo sul Po della linea aerea <strong>di</strong> idrovolanti <strong>Torino</strong>-Pavia-Milano-Venezia-Trieste<br />

inaugurata il primo aprile 1926 con l’idrovolante “Cant 10 ter” pilotato dal generale Balzani.<br />

…. il percorso da <strong>Torino</strong> a Trieste <strong>di</strong> Km 575 veniva coperto in tre ore e mezza <strong>di</strong> volo effettivo<br />

ed il biglietto costava lire 375. Il prezzo era piuttosto alto se si considera che uno stipen<strong>di</strong>o<br />

me<strong>di</strong>o-alto <strong>di</strong> allora corrispondeva all’incirca al medesimo importo.<br />

…. la società che aveva finanziato ed organizzato il collegamento aereo era S.I.S.A. (Società<br />

Italiana Servizi Aerei) dei fratelli Cosulich <strong>di</strong> Trieste. Tale società mantenne i collegamenti fino<br />

al 1934, anno in cui venne assorbita dalla S.A.M. (Società Aerea Me<strong>di</strong>terranea)”<br />

…….<br />

Il volo iniziava da <strong>Torino</strong> con decollo sul Po, nei pressi del ponte Isabella: l'attracco su<br />

palafitte, importante testimonianza <strong>di</strong> archeologia industriale, sopravvisse sino agli anni '70<br />

quando venne demolito per un'improvvida decisione dell'amministrazione pubblica<br />

LA PRIMA LINEA AEREA CIVILE IN ITALIA<br />

IDROVOLANTE: TORINO – PAVIA – VENEZIA - TRIESTE<br />

da:<br />

Lorenzo ARTUSIO, Mario BOCCA, Mario GOVERNATO, Mario RAMELLO,<br />

Mille saluti da <strong>Torino</strong>, <strong>Torino</strong>: E<strong>di</strong>zioni del Capricorno, 1990<br />

http://www.misterkappa.it/sto-ieo04.html<br />

Trieste:<br />

“A Trieste il primo idroscalo era un hangar galleggiante, ormeggiato alla ra<strong>di</strong>ce del Molo<br />

Audace davanti alla Piazza Tommaseo. Costruito nei cantieri navali <strong>di</strong> Monfalcone, era largo<br />

37 metri e leggermente più profondo; otto porte scorrevoli alte sei metri chiudevano il lato a<br />

mare. Poteva contenere quattro idrovolanti Cant 10 che vi accedevano tramite uno scivolo.<br />

Sul lato prospiciente la riva erano ricavati gli uffici, un'officina e la sala d'aspetto per i<br />

passeggeri”<br />

Pavia:<br />

idroscalo sul Po della linea aerea <strong>di</strong> idrovolanti <strong>Torino</strong>-Pavia-Milano-Venezia-Trieste.<br />

L’e<strong>di</strong>ficio è identico a quello <strong>di</strong> <strong>Torino</strong>, sempre nell'alveo del fiume, esiste tuttora ed è la più<br />

antica testimonianza degli albori del trasporto aereo nel nostro paese<br />

ANDARE SUL PO<br />

da:<br />

http://www.misterkappa.it/sto-ieo04.html<br />

http://www.fly-net.org/aerome<strong>di</strong>a/trasp.html<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

ANALISI DEL SITO<br />

Documentazione storica<br />

tempera su carta, 1847<br />

La gran<strong>di</strong>osa processione, con la quale ogni anno <strong>Torino</strong> ricordava il miracolo del 6 giugno<br />

1453, si snoda in via Doragrossa – attuale via Garibal<strong>di</strong> – …….. Le finestre e i balconi, con le<br />

tipiche tende torinesi, il rosso degli addobbi, …. danno alla … prospettiva della via e<br />

dell’architettura monotona delle case movimento e sfarzosità.<br />

TENDE PER REALIZZARE OMBRA SUI BALCONI<br />

tempera su carta, 1860<br />

Il 18 marzo 1860, in una <strong>Torino</strong> tutta parata a festa, arrivò il <strong>di</strong>ttatore dell’Emilia Luigi<br />

Carlo Farini ……<br />

TENDE – PROTEZIONE E ADDOBBO<br />

da:<br />

Ada PEYROT, Carlo Bossoli (1815-1884). Luoghi, personaggi, costumi, avvenimenti<br />

nell’Europa dell’Ottocento, visti dal pittore ticinese, <strong>Torino</strong>: Tipografia Torinese E<strong>di</strong>trice,1974<br />

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4


Lastricato (1) e anello <strong>di</strong> attracco (2)<br />

Anello <strong>di</strong> attracco<br />

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Argine (3) in blocchi <strong>di</strong> pietra e anello <strong>di</strong> attracco<br />

Argine in blocchi <strong>di</strong> pietra conformati in corrispondenza dei gra<strong>di</strong>ni<br />

Argine in blocchi <strong>di</strong> pietra e anello <strong>di</strong> attracco<br />

Bitta <strong>di</strong> pietra (4)<br />

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COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

ANALISI DEL SITO<br />

Lettura tecnologica per la comprensione del progetto<br />

Zona <strong>di</strong> piano lastricato inclinato (5) . La zona sembra essere stata oggetto <strong>di</strong><br />

trasformazione.<br />

Bitta <strong>di</strong> pietra mancante<br />

Bitta <strong>di</strong> pietra<br />

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Argine in blocchi <strong>di</strong> pietra conformati in corrispondenza dei gra<strong>di</strong>ni<br />

Collocazione dell’elemento <strong>di</strong> protezione da cadute, <strong>di</strong> ferro, in corrispondenza<br />

dell'argine: fissaggio con tasselli nel blocco lapideo.<br />

Collocazione dell’elemento <strong>di</strong> protezione da cadute, <strong>di</strong> ferro, in corrispondenza<br />

dell'argine: fissaggio con tasselli nel blocco lapideo.<br />

Argine in blocchi <strong>di</strong> pietra conformati in corrispondenza dei gra<strong>di</strong>ni<br />

Modalità costruttive: blocchi <strong>di</strong> pietra sovrapposti con interposizione <strong>di</strong> lastra <strong>di</strong><br />

piombo<br />

Dettaglio dei blocchi <strong>di</strong> pietra sovrapposti con interposizione <strong>di</strong> lastra <strong>di</strong> piombo<br />

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TORINO<br />

ANALISI DEL SITO<br />

Lettura tecnologica per la comprensione del progetto<br />

Blocchi <strong>di</strong> pietra conformati della parete<br />

Dettaglio blocchi <strong>di</strong> pietra conformati della parete<br />

Vista da Lungo Po Cadorna <strong>di</strong> rifiuti sulla copertura <strong>di</strong> un dehor<br />

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Vista frontale della gra<strong>di</strong>nata <strong>di</strong> <strong>di</strong>scesa ai Murazzi lato Lungo Po Diaz. Gra<strong>di</strong>ni in blocchi <strong>di</strong> pietra a <strong>di</strong>segno.<br />

Vista frontale elemento <strong>di</strong> protezione da caduta dai Murazzi verso Piazza Vittorio.<br />

Blocchi in pietra a <strong>di</strong>segno.<br />

Vista ravvicinata elemento <strong>di</strong> protezione da caduta.<br />

Vista laterale blocchi in pietra a<br />

<strong>di</strong>segno. Superfici con inclinazioni<br />

<strong>di</strong>verse<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

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TORINO<br />

ANALISI DEL SITO<br />

Lettura tecnologica per la comprensione del progetto<br />

Vista laterale blocchi in pietra a<br />

<strong>di</strong>segno. Superfici con inclinazioni<br />

<strong>di</strong>verse<br />

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Intervento invasivo: rete <strong>di</strong>stribuzione elettricità; scatole <strong>di</strong> derivazione, scritta luminosa;<br />

pensilina metallica <strong>di</strong> protezione scritta fissata con tasselli sulla parete in materiale<br />

lapideo<br />

Scale in blocchi <strong>di</strong> pietra a <strong>di</strong>segno<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

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TORINO<br />

ANALISI DEL SITO<br />

Lettura tecnologica per la comprensione del progetto<br />

Scale in blocchi <strong>di</strong> pietra a <strong>di</strong>segno<br />

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8


Note<br />

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I Murazzi sul Po: delibera del Consiglio Comunale del 25 febbraio 1834<br />

'resta approvato il piano completo dell'ing. Bernardo Mosca in data 3<br />

agosto 1829 concernente alla formazione del "quai" spesa necessaria al<br />

ponte e costruzioni da eseguirsi nella piazza Gran Madre <strong>di</strong> Dio).<br />

1830 – 1833: ing. Carlo Bernardo Mosca i muri d'ala e le rampe del ponte<br />

Napoleonico sulla sponda sinistra del Po: la formazione dei 'quais', così<br />

erano chiamati i muri <strong>di</strong> sponda, oltre a delimitare l'affaccio sul fiume<br />

contribuiscono ad inserire l'ottocentesca piazza Vittorio in una <strong>di</strong>mensione<br />

citta<strong>di</strong>na; la sponda lungo corso Cairoli appare casuale e scende in modo<br />

naturale. Nel 1867 si provvede alla sistemazione delle sponde del Po sino<br />

a corso San Maurizio 8 risanamento dell'antico Borgo del Moschino). Nel<br />

1871 l'abbattimento del borgo consente <strong>di</strong> ripensare l'affaccio sul fiume:<br />

progettazione degli argini nel 1873 su progetto ing. Tommaso Prinetti e<br />

costruzione dei Murazzi nel primo tratto a valle del ponte Umberto I sino a<br />

corso San Maurizio, e nel primo tratto a monte del ponte sino a via dei<br />

Mille. L'opera del Prinetti come proseguimento del progetto dei 'quais' <strong>di</strong><br />

Mosca. Non un muro <strong>di</strong> pieno ma 'un muro <strong>di</strong> facciata decorato, da<br />

collegarsi con latro muro contro terra, che avrebbe portato le fronti delle<br />

case da e<strong>di</strong>ficarsi superiormente…<br />

Le ragioni principali che consigliavano questo sistema erano le seguenti:<br />

per l'altezza eccezionale del riempimento a farsi, sarebbe passato molto<br />

tempo prima che il suolo fosse assodato e permettesse la regolare<br />

sistemazione delle vie; la formazione <strong>di</strong> ampi, sotterranei, utilizzabili come<br />

magazzini, laboratori, tintorie, lavanderie, deposito <strong>di</strong> barche e simili, si<br />

riteneva vantaggiosa, essendone affatto sprovvista la sponda del fiume; la<br />

maggiore spesa sarebbe stata compensata dal fitto dei sotterranei.' (1)<br />

In seguito alla <strong>di</strong>scussione sulla sostituzione del ponte sospeso (in<br />

corrispondenza dell'attuale ponte Umberto I) la realizzazione dei murazzi<br />

nel tratto a monte si interrompe in corrispondenza <strong>di</strong> via Mazzini e non<br />

verrà più completata.<br />

(1)<br />

PRINETTI Tommaso, I Murazzi lungo il Po a <strong>Torino</strong>, estratto dal Giornale del<br />

Genio Civile, Roma 1888.<br />

Glossario<br />

(1) lastricato: tipo <strong>di</strong> pavimentazione stradale a lastre o masselli <strong>di</strong><br />

pietra naturale o artificiale.<br />

(2) attracco, attraccare: manovrare per approdare alla banchina -<br />

banchina: costruzione lungo il molo o la proda del porto ove approdano…,<br />

molo per l'attracco.<br />

(3) argine: rialzo in terra o muratura costruito lungo la riva <strong>di</strong> un corso<br />

d’acqua o del mare per contenere le piene.<br />

(4) bitta: colonna <strong>di</strong> ferro o <strong>di</strong> legno alla prua della nave o sulle banchine<br />

dei porti per avvolgervi le gomene o le catene delle ancore. ormeggiare:<br />

fermare un natante.. , impedendo con ancore, catene, cavi, che venti, moto<br />

ondoso e correnti possano spostarlo dalla posizione scelta. Attaccare,<br />

assicurarsi alla riva, alla banchina, alle bitte.<br />

(5) mettere in secco una barca - alaggio - approdare - salpare - zona <strong>di</strong><br />

approdo. salpare: partire dal luogo <strong>di</strong> ancoraggio.<br />

da:<br />

Vocabolario della Lingua Italiana ed. Nicola Zanichelli Bologna 1970<br />

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COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

ANALISI DEL SITO<br />

Lettura tecnologica per la comprensione del progetto<br />

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uso misto della strada: a pie<strong>di</strong> a passeggio, in bicicletta, <strong>di</strong> corsa<br />

presenza <strong>di</strong> numerosi pescatori<br />

Fotografie <strong>di</strong>: Cristina AZZOLINO<br />

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l’attracco dei natanti Valentino e Valentina<br />

presenza <strong>di</strong> numerosi pescatori sulla sponda opposta ai Murazzi e vogatori<br />

in acqua<br />

Fotografie <strong>di</strong>: Cristina AZZOLINO<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

i Murazzi <strong>di</strong> notte<br />

la vista dei Murazzi dalla passeggiata su Lungo Po Diaz<br />

Fotografie <strong>di</strong>: Caterina VALENTI<br />

ANALISI DEL SITO<br />

Fruizione del luogo<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

via giolitti 11. 10123 <strong>Torino</strong> . tel 011.548168 . fax 011.5622228 . ailgavac@tin.it<br />

10


Roma, Tevere, luglio 2004<br />

Vista della sede su chiatta dell’Associazione Ambientalista Marevivo - Lungotevere<br />

A. da Brescia Scalo de Pinedo (fotografia tratta da w.marevivo.it)<br />

Fotografie <strong>di</strong>: Gianfranco CAVAGLIA’<br />

Divisione COMMERCIO<br />

Settore URBANISTICA COMMERCIALE<br />

Divisione SERVIZI CULTURALI<br />

Settore ARREDO E IMMAGINE URBANA<br />

Londra, Tamigi, agosto 2004<br />

Fotografie <strong>di</strong>: Enrico BRUNI, Gabriela CAVAGLIA’<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

Brighton (England), English Channel, agosto 2004<br />

Fotografie <strong>di</strong>: Enrico BRUNI, Gabriela CAVAGLIA’<br />

ANALISI DEL SITO<br />

Altri esempi <strong>di</strong> città d’acqua<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

via giolitti 11. 10123 <strong>Torino</strong> . tel 011.548168 . fax 011.5622228 . ailgavac@tin.it 11


Zurigo, Limmat<br />

da: http://w.swisstownguide.ch/<br />

Divisione COMMERCIO<br />

Settore URBANISTICA COMMERCIALE<br />

Divisione SERVIZI CULTURALI<br />

Settore ARREDO E IMMAGINE URBANA<br />

Lubiana, Ljubljanica<br />

da: http://w.camperclubsavigliano.it/fo toe<strong>di</strong>ario/2003/gite%20varie/lubiana.jpg<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

Copenhagen, giugno 2005<br />

Fotografie <strong>di</strong>: Marcello MAGGIORA<br />

ANALISI DEL SITO<br />

Altri esempi <strong>di</strong> città d’acqua<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

via giolitti 11. 10123 <strong>Torino</strong> . tel 011.548168 . fax 011.5622228 . ailgavac@tin.it 12


2.1. DEFINIZIONI<br />

2.1.1 dehors<br />

"Per dehors si intende l’insieme degli elementi (mobili, smontabili o facilmente rimovibili) posti<br />

in modo funzionale ed armonico sullo spazio pubblico (o privato gravato <strong>di</strong> servitù <strong>di</strong> uso<br />

pubblico, o privato visibile da spazi pubblici) che costituisce, delimita ed arreda lo spazio per il<br />

ristoro all'aperto - annesso ad un locale <strong>di</strong> pubblico esercizio <strong>di</strong> somministrazione - " (art.2).<br />

Gli elementi dei dehors <strong>di</strong> cui al precedente articolo sono classificati come <strong>di</strong> seguito in<strong>di</strong>cato:<br />

- arre<strong>di</strong> <strong>di</strong> base: tavoli, se<strong>di</strong>e, poltroncine e panche (<strong>di</strong> lunghezza non superiore a 2 m.)<br />

- elementi complementari <strong>di</strong> copertura e riparo<br />

- elementi accessori: elementi <strong>di</strong> delimitazione, pedane, stufe ad irraggiamento, cestini per<br />

la raccolta rifiuti.<br />

- elementi ed attrezzature per lo svolgimento <strong>di</strong> attività <strong>di</strong> somministrazione <strong>di</strong> alimenti e<br />

bevande<br />

- installati nel rispetto e con i limiti posti dalla vigente normativa igienico sanitaria ( art.3).<br />

Dal Regolamento della CITTA' DI TORINO vigente per dehors n. 287 artt. 2 e 3<br />

Alcune precisazioni a riguardo dei dehors per il COMPLESSO DEI<br />

MURAZZI DEL PO:<br />

poiché uno degli obiettivi primari per la riqualificazione dell'area è<br />

l'inserimento <strong>di</strong> attività che abbiano svolgimento anche <strong>di</strong>urno e <strong>di</strong>verse<br />

dalle preesistenti, pur se strettamente integrate all'ambiente, si estende<br />

anche ad esse la possibilità <strong>di</strong> utilizzare il suolo pubblico con attrezzature<br />

ad esse inerenti.<br />

2.1.2 pa<strong>di</strong>glioni<br />

Divisione COMMERCIO<br />

Settore URBANISTICA COMMERCIALE<br />

Divisione SERVIZI CULTURALI<br />

Settore ARREDO E IMMAGINE URBANA<br />

"Per pa<strong>di</strong>glione si intende una struttura posta sul suolo pubblico, o privato gravato da servitù<br />

<strong>di</strong> uso pubblico, che costituisce volume aggiuntivo per il ristoro annesso ad un locale <strong>di</strong><br />

pubblico esercizio <strong>di</strong> somministrazione nel quale è ammessa unicamente la somministrazione<br />

ed il consumo <strong>di</strong> alimenti e bevande."<br />

Dal Regolamento della CITTA' DI TORINO vigente per pa<strong>di</strong>glioni n. 293 art. 2<br />

Alcune precisazioni a riguardo dei pa<strong>di</strong>glioni per il COMPLESSO DEI<br />

MURAZZI DEL PO:<br />

il volume dei pa<strong>di</strong>glioni, delimitato da chiusure verticali e orizzontali, è<br />

vincolato al rispetto delle scelte progettuali unitarie per l'intera area e,<br />

pertanto, i pa<strong>di</strong>glioni sono consentiti solo su chiatta.<br />

Al loro interno dovranno essere garantite adeguate con<strong>di</strong>zioni igienico<br />

sanitarie per la consumazione e la eventuale preparazione <strong>di</strong> cibi e<br />

bevande. La realizzazione <strong>di</strong> zone <strong>di</strong> preparazione <strong>di</strong> cibi e bevande,<br />

all'interno <strong>di</strong> nuove strutture può risultare favorevole in termini igienici e <strong>di</strong><br />

organizzazione rispetto ad analoga destinazione delle arcate interne,<br />

originariamente utilizzate a deposito seminterrato.<br />

2.1.3 chiatta<br />

sia i dehors sia i pa<strong>di</strong>glioni potranno presentare una versione<br />

galleggiante, opportunamente ormeggiata. La chiatta, per<br />

<strong>di</strong>mensioni e collocazione, permette un maggior grado <strong>di</strong> libertà per<br />

la gestione delle attività, a con<strong>di</strong>zione che siano rispettati tutti i<br />

requisiti per la sicurezza posti dagli enti competenti.<br />

2.1.4 elementi <strong>di</strong> protezione e <strong>di</strong> identificazione del luogo:<br />

strutture autoportanti, semplicemente appoggiate, rimovibili, con<br />

funzione <strong>di</strong> protezione da eventi atmosferici (sole, pioggia), e dotati<br />

<strong>di</strong> caratteristiche formali <strong>di</strong> identificazione del luogo, poste dalla<br />

Municipalità a <strong>di</strong>sposizione degli utilizzatori (turisti, visitatori, ...) e<br />

da porre anche al <strong>di</strong> sopra delle scalinate.<br />

Sono sud<strong>di</strong>visibili in:<br />

2.1.4.1 strutture <strong>di</strong> copertura per zone <strong>di</strong> riparo in corrispondenza<br />

degli attracchi. Funzioni e caratteristiche formali riprendono<br />

soluzioni 'storiche' <strong>di</strong> perio<strong>di</strong> nei quali il fiume veniva<br />

maggiormente utilizzato per il lavoro, lo svago e la<br />

navigazione: “le porte del fiume sulla città”<br />

2.1.4.2 elementi <strong>di</strong> identificazione, a livello città, in corrispondenza<br />

delle scalinate <strong>di</strong> accesso al COMPLESSO DEI MURAZZI<br />

DEL PO: “le porte della città sul fiume”<br />

2.1.5 superficie per dehors e pa<strong>di</strong>glioni (definizione dei limiti)<br />

è la superficie massima <strong>di</strong>sponibile per le attrezzature inerenti<br />

a dehors e pa<strong>di</strong>glioni, al netto <strong>di</strong>:<br />

- superfici <strong>di</strong> rispetto<br />

- percorsi<br />

è frammentata e sud<strong>di</strong>visa in parti che definiamo lotti.<br />

2.1.6 superficie <strong>di</strong> rispetto<br />

è la superficie che non deve essere, in alcun caso, occupata<br />

da attrezzature <strong>di</strong> qualsiasi natura (ve<strong>di</strong> schemi grafici in allegato<br />

a e tavola n.1P: "COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO: superfici <strong>di</strong><br />

rispetto").<br />

E' sud<strong>di</strong>visa in superfici:<br />

2.1.6.1 per gli ingressi alle arcate: è la proiezione planimetrica degli<br />

ingressi dalle arcate sino agli argini del fiume al fine <strong>di</strong> costituire<br />

una zona libera, anche visiva, in corrispondenza degli ingressi<br />

alle arcate e che mantiene il collegamento <strong>di</strong>retto arcate - fiume<br />

(ve<strong>di</strong> schema grafico a1)<br />

schema grafico a1<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE<br />

Definizioni<br />

2.1.6.2 per l'argine: è una fascia dell'argine, parallela al fiume, e <strong>di</strong> fatto<br />

coincidente con la larghezza dei blocchi lapidei costituenti l'argine<br />

e comprendenti tutte le scalette e gli scivoli <strong>di</strong> accesso al fiume. Si<br />

assume tale <strong>di</strong>mensione come la minima accettabile per lo<br />

svolgimento delle attività più <strong>di</strong>rettamente legate alla fruizione del<br />

fiume). Date le caratteristiche architettoniche e <strong>di</strong>mensionali tale<br />

fascia non risulta, infatti, idonea al transito <strong>di</strong> carrozzine. (ve<strong>di</strong><br />

schema grafico a2).<br />

schema grafico a2<br />

2.1.6.3 per gli attracchi: sono le superfici corrispondenti alle porzioni <strong>di</strong><br />

area configurate ad attracco (ve<strong>di</strong> schema grafico a3)<br />

schema grafico a3<br />

2.1.6.4 per le scalinate verso la <strong>Città</strong>: sono le superfici corrispondenti ai<br />

blocchi delle scale <strong>di</strong> collegamento tra il COMPLESSO DEI<br />

MURAZZI DEL PO e la città, incrementate, lungo il perimetro del<br />

volume in aggetto, <strong>di</strong> una area, con funzione <strong>di</strong> sicurezza per il<br />

transito pedonale, avente profon<strong>di</strong>tà <strong>di</strong> 1 m sul fronte ed estesa<br />

lateralmente sino alle aperture delle arcate a<strong>di</strong>acenti. (ve<strong>di</strong><br />

schema grafico a4).<br />

schema grafico a4<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

via giolitti 11. 10123 <strong>Torino</strong> . tel 011.548168 . fax 011.5622228 . ailgavac@tin.it<br />

13


Divisione COMMERCIO<br />

Settore URBANISTICA COMMERCIALE<br />

Divisione SERVIZI CULTURALI<br />

Settore ARREDO E IMMAGINE URBANA<br />

2.1.6.5 per le gra<strong>di</strong>nate <strong>di</strong> accesso al fiume: sono le porzioni <strong>di</strong> area <strong>di</strong><br />

fiume ad esse corrispondenti (ve<strong>di</strong> schema grafico a5)<br />

schema grafico a5<br />

2.1.7 limiti esterni <strong>di</strong> pertinenza della attività<br />

sono la proiezione esterna delle linee <strong>di</strong> mezzeria dei fronti murari<br />

posti tra le aperture riferite a due <strong>di</strong>verse attività, tra loro contigue e<br />

delimitano il fronte dell’esercizio. (ve<strong>di</strong> schema grafico b1).<br />

2.1.8 superficie esterna <strong>di</strong> pertinenza<br />

è la superficie attribuibile alle singole attività definita dai limiti <strong>di</strong><br />

pertinenza all'interno della superficie per dehors e pa<strong>di</strong>glioni:<br />

corrisponde ad un lotto intero o alla sommatoria <strong>di</strong> frazioni <strong>di</strong> lotti<br />

a<strong>di</strong>acenti. (ve<strong>di</strong> schema grafico b1)<br />

schema grafico b1<br />

2.1.9 percorsi<br />

è la superficie occupata da tutti i flussi <strong>di</strong> transito(ve<strong>di</strong> schema<br />

grafico c1):<br />

2.1.9.1 percorso pedonale (oltre ai pedoni: passeggini, carrozzine,<br />

guar<strong>di</strong>e a cavallo,…).<br />

2.1.9.2 percorso ciclabile (oltre alle biciclette: pattini a rotelle, roller,<br />

skate,..)<br />

2.1.9.3 percorso veicolare (<strong>di</strong>mensione minima <strong>di</strong> 3,5 m). Nonostante che<br />

l’intera zona sia area pedonale occorre considerare l’opportunità<br />

<strong>di</strong> alcuni transiti veicolari<br />

a. <strong>di</strong> emergenza, secondo necessità<br />

b. <strong>di</strong> carico e scarico merci, in orari da stabilire in perio<strong>di</strong> della<br />

giornata <strong>di</strong> scarsa affluenza.<br />

c. <strong>di</strong> automezzi privati per perio<strong>di</strong> limitati della giornata, da<br />

relazionare alle attività future e da limitare con vincoli <strong>di</strong> zone,<br />

<strong>di</strong> quantità, <strong>di</strong> orari, e con sistemi <strong>di</strong> controllo degli accessi.<br />

d. <strong>di</strong> automezzi pubblici o privati utilizzati da <strong>di</strong>sabili<br />

Il posizionamento dei percorsi veicolari e del percorso ciclabile avviene<br />

all’interno <strong>di</strong> una fascia definita dalla superficie <strong>di</strong> rispetto per le scalinate<br />

(come al punto 1.6.4) e dal cambio <strong>di</strong> quota costituito da un gra<strong>di</strong>no <strong>di</strong> circa<br />

20 cm (ve<strong>di</strong> schema grafico c1). Tali percorsi devono essere <strong>di</strong>mensionati<br />

nel rispetto delle misure minime in<strong>di</strong>spensabili (al fine <strong>di</strong> favorire il percorso<br />

pedonale).<br />

schema grafico c1<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE<br />

Definizioni<br />

2.1.10 lotto<br />

è una porzione della superficie per dehors e può essere<br />

occupato da una o più attività(ve<strong>di</strong> schema grafico d1).<br />

Le <strong>di</strong>mensioni del lotto sono determinate dalla interpretazione della<br />

conformazione architettonica del contesto.<br />

schema grafico d1<br />

2.1.11 aree con vincoli <strong>di</strong> utilizzo (tavola n. 2P: "COMPLESSO DEI<br />

MURAZZI DEL PO: aree con vincolo <strong>di</strong> utilizzo")<br />

sono zone, all'interno del percorso pedonale, per le quali si<br />

in<strong>di</strong>viduano una o più destinazioni per attività <strong>di</strong> pubblico<br />

interesse: cioè strutture mobili per attività <strong>di</strong> ven<strong>di</strong>ta, attrezzature<br />

temporanee per lo svago, il tempo libero, lo sport (beach volley,<br />

pista per evoluzioni skate, ...)<br />

2.1.11.1 la superficie compresa tra la superficie <strong>di</strong> rispetto per gli attracchi<br />

e la superficie <strong>di</strong> rispetto per le scalinate. Le zone, già previste nel<br />

progetto originario come i più significativi punti <strong>di</strong> collegamento tra<br />

il fiume e la città, vengono mantenute <strong>di</strong>sponibili per attività <strong>di</strong><br />

pubblico interesse e possono ospitare attrezzature ad esse<br />

pertinenti, fisse e/o mobili, temporanee e/o permanenti. (ve<strong>di</strong><br />

schema grafico e1)<br />

schema grafico e1<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

via giolitti 11. 10123 <strong>Torino</strong> . tel 011.548168 . fax 011.5622228 . ailgavac@tin.it<br />

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Settore ARREDO E IMMAGINE URBANA<br />

2.1.11.2 la superficie <strong>di</strong> libero accesso al pubblico destinata al pic-nic, alla<br />

sosta e che potrà essere dotata <strong>di</strong> attrezzature (tavoli, sedute,<br />

fontanelle,…). (ve<strong>di</strong> schema grafico e2)<br />

schema grafico e2<br />

2.1.11.3 la superficie dell'attuale attracco dei natanti Valentina e Valentino:<br />

le attuali attrezzature ne vincolano, già attualmente, l'uso. (ve<strong>di</strong><br />

schema grafico e3)<br />

schema grafico e3<br />

2.1.11.4 la superficie destinata a sosta per gli automezzi, <strong>di</strong> cui al punto<br />

2.1.9.3.c: parcheggi. (da localizzare, <strong>di</strong>mensionare, regolamentare<br />

e verificare rispetto alla sicurezza) (ve<strong>di</strong> schema grafico e4)<br />

schema grafico e4<br />

2.1.11.5 la superficie delle rampe che deve garantire l’esodo del pubblico<br />

(ve<strong>di</strong> schema grafico e5a)<br />

schema grafico e5a<br />

2.1.11.6 al livello superiore, le superfici <strong>di</strong> accesso al COMPLESSO DEI<br />

MURAZZI DEL PO in corrispondenza sia delle scalinate sia delle<br />

rampe: zone interessate dalla collocazione <strong>di</strong> elementi <strong>di</strong> arredo<br />

che possano rendere visibile gli accessi al fiume da quota <strong>Città</strong>.<br />

(ve<strong>di</strong> schema grafico e5b)<br />

schema grafico e5b<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE<br />

Definizioni<br />

2.1.12 limite per elementi dei dehors posti tra i lotti lungo il fronte del<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO:<br />

il perimetro esterno delle cornici, in blocchi lapidei lavorati 'a bugnato'<br />

intorno agli ingressi, esteso anche al piano orizzontale, in<strong>di</strong>vidua una<br />

superficie all’interno della quale non possono essere collocati gli elementi<br />

complementari <strong>di</strong> copertura e accessori. Tali limiti non sono stati estesi alla<br />

zona lungo l’argine ed interessano elementi dei dehors con rilevanti<br />

sagome <strong>di</strong> ingombro (altezza maggiore <strong>di</strong> 1,6 m. e larghezza, rispetto al<br />

fronte, maggiore <strong>di</strong> 0,2 m.). (ve<strong>di</strong> schema grafico f1)<br />

schema grafico f1<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

via giolitti 11. 10123 <strong>Torino</strong> . tel 011.548168 . fax 011.5622228 . ailgavac@tin.it<br />

15


2.2. SCENARI<br />

Divisione COMMERCIO<br />

Settore URBANISTICA COMMERCIALE<br />

Divisione SERVIZI CULTURALI<br />

Settore ARREDO E IMMAGINE URBANA<br />

2.2.1. In una prima fase, le proposte non sono esprimibili in una sola<br />

soluzione ma da una serie <strong>di</strong> scenari definiti tra le alternative possibili<br />

lasciate dalle superfici <strong>di</strong> vincolo e <strong>di</strong> rispetto. (ve<strong>di</strong> tavola n.6P.)<br />

2.2.2 Gli scenari sono stati verificati e valutati rispetto alle con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong><br />

rischio. Le valutazioni del rischio <strong>di</strong>pendono anche dalle caratteristiche<br />

delle attività presenti. Le espressioni quantificate del rischio danno<br />

orientamenti per le attività da proporre, anche in considerazione dei perio<strong>di</strong><br />

del loro svolgimento rispetto alle ore del giorno ed al periodo dell’anno.<br />

Sono stati eliminati gli scenari con minori garanzie rispetto al rischio<br />

sociale, in particolare quelli che prevedevano il passaggio pedonale tra il<br />

fronte delle arcate e i dehors - pa<strong>di</strong>glioni; due le motivazioni: maggior<br />

pericolo per possibili aggressioni ed esposizione in zona a rischio <strong>di</strong> caduta<br />

oggetti dall'alto.<br />

Si rileva, peraltro, che in assenza <strong>di</strong> dehors o pa<strong>di</strong>glioni lungo l’argine<br />

risultano assenti elementi <strong>di</strong> protezione da cadute, verso il fiume. (ve<strong>di</strong><br />

tavola 7P).<br />

2.2.3. I tre scenari rimasti sono integrabili in una stessa soluzione: il n. 1<br />

può essere eliminato in favore del n. 4 in quanto prevede l'adeguamento<br />

del piano della pedana al gra<strong>di</strong>no preesistente e ciò limita la superficie e la<br />

altezza della pedana da porre lungo l'argine. Tale limitazione implica<br />

inevitabili complicazioni tecniche costruttive. Gli scenari n. 4 e n. 5 possono<br />

contemporaneamente coesistere.<br />

2.2.4. La soluzione prescelta prevede, quin<strong>di</strong>, l'in<strong>di</strong>viduazione degli<br />

spazi per il posizionamento degli arre<strong>di</strong> e delle attrezzature esterne sia<br />

lungo il fronte delle arcate, sia lungo l'argine, sia <strong>di</strong>rettamente sull'acqua e<br />

costituisce la griglia per la definizione delle superfici <strong>di</strong>sponibili<br />

(tavola n.8P).<br />

I <strong>di</strong>versi percorsi (pedonale, ciclabile, veicolare) sono previsti nell'area<br />

compresa tra gli spazi per gli arre<strong>di</strong> lungo il fronte e quelli lungo l'argine.<br />

Date le caratteristiche dell'area e le consuetu<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> fruizione non pare<br />

concretamente realizzabile pensare ad una separazione rigida del<br />

percorso veicolare; peraltro questo è vincolato a specifiche con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong><br />

emergenza, o <strong>di</strong> orario (per esempio: le forniture possono avvenire in<br />

perio<strong>di</strong> della giornata <strong>di</strong> scarsa affluenza).<br />

Relativamente al percorso ciclabile si presentano alternative <strong>di</strong>verse:<br />

a. separazione del medesimo dagli altri percorsi al fine <strong>di</strong> evitare<br />

aumento delle con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> pericolo all'incremento della fruizione <strong>di</strong><br />

quest'area nelle ore <strong>di</strong>urne. Tale ipotesi potrebbe implicare il<br />

trasferimento del percorso al livello superiore: corso Cairoli, e ciò non<br />

risulta però coerente con l'intenzione della continuità <strong>di</strong> fruizione delle<br />

sponde del fiume, né compatibile con il traffico, pedonale e veicolare,<br />

presente al livello superiore.<br />

b. compresenza con gli altri percorsi: la in<strong>di</strong>spensabile riduzione e<br />

controllo della velocità dovrà essere ottenuta con opportune specifiche<br />

da richiedere alla superficie <strong>di</strong> percorrenza, senza, costituire barriere<br />

per gli altri fruitori.<br />

2.3. CONFRONTO TRA ARREDI E ATTREZZATURE<br />

ESTERNE ESISTENTI E GRIGLIA PER LA DEFINIZIONE<br />

DELLE SUPERFICI DISPONIBILI<br />

2.3.1. Rilievo dei dehors esistenti al 20 maggio 2005 (ve<strong>di</strong> tavola n.9P)<br />

2.3.2. Sovrapposizione del rilievo dei dehors alla griglia (ve<strong>di</strong> tavola n. 10P)<br />

2.3.3. Ipotesi <strong>di</strong> ricollocazione delle attività esistenti sulla griglia (ve<strong>di</strong> tavola<br />

n. 11P)<br />

2.3.4. Verifica quantitativa tra le superfici definite dalla griglia e le superfici<br />

dei dehors presenti<br />

Conteggio delle superfici sull’area esterna dei Murazzi del Po oggetto <strong>di</strong> rilievo (con<br />

riferimento alle tavole <strong>di</strong> rilievo e progetto)<br />

NOTA: da rivedere dopo avere Conteggio delle superfici sull’area esterna dei Murazzi del Po<br />

oggetto <strong>di</strong> rilievo (con riferimento alle tavole <strong>di</strong> rilievo e progetto)<br />

Superficie complessiva<br />

Lato a sinistra del ponte <strong>di</strong> attraversamento<br />

(guardando Piazza Vittorio) 8250 mq<br />

Lato a destra del ponte <strong>di</strong> attraversamento<br />

(guardando Piazza Vittorio) 2045 mq<br />

Lato a sinistra del ponte <strong>di</strong> attraversamento<br />

(guardando Piazza Vittorio)<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE<br />

Scenari<br />

Superficie attualmente occupata da dehors e pa<strong>di</strong>glioni<br />

Lato a sinistra del ponte <strong>di</strong> attraversamento<br />

(guardando Piazza Vittorio)<br />

Lungo il fronte dei Murazzi 1223 mq<br />

Lungo l’argine del fiume 866 mq<br />

Totale 2089 mq<br />

Lato a destra del ponte <strong>di</strong> attraversamento<br />

(guardando Piazza Vittorio)<br />

Lungo il fronte dei Murazzi 150 mq<br />

Superficie per dehors e pa<strong>di</strong>glioni definita dalla griglia <strong>di</strong> <strong>di</strong>stribuzione<br />

Lato a sinistra del ponte <strong>di</strong> attraversamento<br />

(guardando Piazza Vittorio)<br />

Lungo il fronte dei Murazzi 1200 mq<br />

Lungo l’argine del fiume 1275 mq<br />

Totale 2475 mq<br />

Lato a destra del ponte <strong>di</strong> attraversamento<br />

(guardando Piazza Vittorio)<br />

Lungo il fronte dei Murazzi 144 mq<br />

Lungo l’argine del fiume 21 mq<br />

Totale 165 mq<br />

Lato a destra del ponte <strong>di</strong> attraversamento<br />

(guardando Piazza Vittorio)<br />

Lungo il fronte dei Lungo l’argine del Totale Lungo il fronte dei Lungo l’argine del Totale<br />

Murazzi<br />

fiume<br />

Murazzi<br />

fiume<br />

[mq]<br />

[mq]<br />

[mq] [mq]<br />

[mq]<br />

[mq]<br />

Superficie complessiva<br />

Superficie attualmente<br />

8250 2045<br />

occupata da dehors e<br />

pa<strong>di</strong>glioni<br />

1223 866 2089 150 150<br />

Superficie <strong>di</strong>sponibile definita<br />

1200<br />

dalla griglia <strong>di</strong> <strong>di</strong>stribuzione<br />

1275 2475 144 21 165<br />

Si può notare come la Superficie totale <strong>di</strong>sponibile in progetto è superiore a quella attualmente utilizzata (estate 2005).<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

via giolitti 11. 10123 <strong>Torino</strong> . tel 011.548168 . fax 011.5622228 . ailgavac@tin.it<br />

16


2.4. REGOLE<br />

Divisione COMMERCIO<br />

Settore URBANISTICA COMMERCIALE<br />

Divisione SERVIZI CULTURALI<br />

Settore ARREDO E IMMAGINE URBANA<br />

Quanto segue rappresenta un insieme <strong>di</strong> regole per la progettazione:<br />

esprimono i vincoli che provengono dall'analisi del luogo, le potenzialità del<br />

medesimo, le criticità rispetto alle destinazioni d'uso dell’occupazione del<br />

suolo pubblico. Le attività dovranno avere attrezzature ed arre<strong>di</strong> che si<br />

adattino all’ambiente naturale ed architettonico, e non viceversa. Le<br />

regole che seguono, pur nella necessità <strong>di</strong> un insieme <strong>di</strong> <strong>di</strong>vieti ed obblighi,<br />

sono definite con lo scopo <strong>di</strong> promuovere la progressiva crescita della<br />

qualità degli interventi per una maggiore adeguatezza alle caratteristiche<br />

del luogo.<br />

2.4.1 Regole per la collocazione <strong>di</strong> dehors, pa<strong>di</strong>glioni, chiatte<br />

2.4.1.1. i dehors possono essere collocati:<br />

- lungo il fronte del COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

- lungo l'argine del fiume PO<br />

2.4.1.2. i pa<strong>di</strong>glioni non possono essere collocati lungo il fronte del<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO né lungo l’argine del fiume<br />

Po.<br />

2.4.1.3. le chiatte possono esser collocate:<br />

sulle aree <strong>di</strong> fiume non corrispondenti alla superficie <strong>di</strong> rispetto per<br />

le gra<strong>di</strong>nate <strong>di</strong> accesso al fiume. Possono assolvere alla funzione<br />

corrispondente ai pa<strong>di</strong>glioni ed, inoltre, alla preparazione <strong>di</strong> cibi e<br />

bevande.<br />

2.4.1.4. ogni attività ha <strong>di</strong>ritto ad occupare la superficie per dehors ad<br />

essa attribuibile e dotarsi <strong>di</strong> chiatta nei limiti <strong>di</strong> <strong>di</strong>sponibilità<br />

dell’area <strong>di</strong> fiume ad essa antistante. Per le chiatte è comunque<br />

in<strong>di</strong>spensabile l’assegnazione <strong>di</strong>retta ed esclusiva <strong>di</strong> una o più<br />

arcate. In assenza <strong>di</strong> tale <strong>di</strong>sponibilità non è consentito l’ormeggio<br />

della chiatta.<br />

2.4.1.5. la porzione <strong>di</strong> lotto non occupata dalla attività <strong>di</strong> pertinenza può<br />

essere ceduta unicamente alle attività contigue. Analoghi criteri<br />

dovranno essere definiti per le chiatte, previa verifica del regime<br />

giuri<strong>di</strong>co cui esse sono sottoposte.<br />

2.4.1.6. gli accessi ai dehors (sia sul fronte, sia lungo l'argine) e alle<br />

chiatte devono essere localizzati in corrispondenza delle superfici<br />

<strong>di</strong> rispetto per gli ingressi alle arcate e non devono costituire<br />

barriera architettonica. Vietato l’accesso ai dehors <strong>di</strong>retto dal<br />

percorso pedonale in posizioni non corrispondenti alle sopracitate<br />

superfici <strong>di</strong> rispetto. (ve<strong>di</strong> schema grafico g1).<br />

2.4.1.7. gli ingressi alle arcate sono anche le uscite <strong>di</strong> sicurezza delle<br />

attività poste all'interno. Gli accessi ai dehors dovranno favorire<br />

l'esodo ed essere in numero adeguato rispetto al numero delle<br />

arcate occupate dalle attività.<br />

2.4.1.8. solo in presenza <strong>di</strong> rampa sono consentiti ulteriori ingressi con<br />

gra<strong>di</strong>ni.<br />

2.4.1.9. nelle superfici <strong>di</strong> rispetto per gli ingressi alle arcate, poiché<br />

costituenti il collegamento <strong>di</strong>retto tra arcate, percorso pedonale e<br />

fiume, non possono essere collocate attrezzature, fisse o semi<br />

fisse, inerenti a dehors, né essere realizzati collegamenti tra<br />

attrezzature contigue, anche alle quote superiori (insegne,<br />

luminarie, ...) salvo quanto previsto al successivo punto 2.4.3.4.<br />

Tale <strong>di</strong>vieto non vale per pedane e rampe che, comunque, non<br />

dovranno ostacolare il transito e la percezione visiva del fiume.<br />

2.4.1.10. la collocazione delle attrezzature <strong>di</strong> attività <strong>di</strong>verse nel medesimo<br />

lotto può avvenire secondo accor<strong>di</strong> tra i privati, fermo restando<br />

che la eventuale delimitazione dovrà avere caratteristiche<br />

<strong>di</strong>mensionali e formali analoghe alle contigue e dovrà rispettare le<br />

specifiche inerenti le delimitazioni.<br />

2.4.1.11. qualora l'attività occupi più lotti contigui i dehors corrispondenti a<br />

ciascun lotto potranno essere tra loro collegati tramite la pedana,<br />

comprensiva <strong>di</strong> rampa.<br />

2.4.2. Regole per la collocazione dei dehors da porre in<br />

corrispondenza del fronte del COMPLESSO DEI MURAZZI DEL<br />

PO<br />

2.4.2.1. la superficie per i dehors è stata delimitata in corrispondenza delle<br />

arcate aperte, attualmente accessibili e aventi come estremità, sia<br />

a nord sia a sud, il limite rappresentato dagli elementi<br />

architettonici in<strong>di</strong>canti l'inizio delle rampe (blocchi monolitici del<br />

parapetto <strong>di</strong> pietra) al fine <strong>di</strong> mantenere libero da ingombri le<br />

rampe (costituenti, insieme alle scale, le vie <strong>di</strong> esodo).<br />

2.4.2.2. si assume il limite per elementi dei dehors (ve<strong>di</strong> schema grafico<br />

f1) come vincolante per la collocazione <strong>di</strong> qualsiasi attrezzatura<br />

che possa essere considerata fissa o semi-fissa, con rilevante<br />

sagoma <strong>di</strong> ingombro (altezza maggiore <strong>di</strong> 1,6 m, larghezza verso<br />

il fronte maggiore <strong>di</strong> 0,20 m) con esclusione delle eventuali<br />

pedane e delle delimitazioni (se <strong>di</strong> altezza non superiore a 1,20 m<br />

da piano strada).<br />

Schema grafico f1<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE<br />

Regole<br />

2.4.3. Regole per la collocazione dei dehors da porre lungo l'argine<br />

2.4.3.1. il collegamento <strong>di</strong>retto verso il fiume, in corrispondenza delle<br />

superfici <strong>di</strong> rispetto, rimane in essere quando separa due attività<br />

<strong>di</strong>verse ed è sede degli accessi alle medesime. (ve<strong>di</strong> schema<br />

grafico g1).<br />

2.4.3.2 nel caso previsto al punto 2.4.1.11. il collegamento <strong>di</strong>retto con il<br />

fiume (in corrispondenza delle superfici <strong>di</strong> rispetto), potrà essere<br />

interrotto, qualora si trovi tra lotti occupati dalla medesima attività,<br />

al fine <strong>di</strong> dare continuità all'esercizio. L’elemento <strong>di</strong> delimitazione<br />

corrispondente all’interruzione dell’accesso <strong>di</strong>retto al fiume dovrà<br />

essere arretrato <strong>di</strong> almeno 0,50 m rispetto alla delimitazione dei<br />

dehors verso il fiume e dovrà avere caratteristiche tali da potere<br />

essere prontamente rimosso in caso <strong>di</strong> necessità.<br />

schema grafico g1<br />

2.4.4. Regole per la collocazione delle chiatte<br />

2.4.4.1. pur nel rispetto delle proprie specificità sono da preferire chiusure<br />

tali da consentire la miglior percezione dell’ambiente esterno.<br />

Perciò i tamponamenti perimetrali (sia verticali sia <strong>di</strong> copertura)<br />

dovranno essere prevalentemente trasparenti.<br />

2.4.4.2. insieme alla chiatta possono trovare collocazione anche<br />

attrezzature per attività che si relazionano in modo <strong>di</strong>retto con<br />

l’acqua ( piscine,.ecc.)<br />

2.4.4.3. le chiatte possono essere attrezzate anche a dehors: in tal caso<br />

valgono le medesime specifiche per le attrezzature previste per i<br />

dehors lungo l’argine.<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

via giolitti 11. 10123 <strong>Torino</strong> . tel 011.548168 . fax 011.5622228 . ailgavac@tin.it<br />

17


Divisione COMMERCIO<br />

Settore URBANISTICA COMMERCIALE<br />

Divisione SERVIZI CULTURALI<br />

Settore ARREDO E IMMAGINE URBANA<br />

2.4.5. Regole per la progettazione <strong>di</strong> attrezzature per dehors e<br />

chiatte<br />

Le attrezzature <strong>di</strong> seguito considerate sono relative alle attività ora presenti<br />

nell’area. Poiché è prevista la collocazione <strong>di</strong> nuove attività, queste<br />

potranno comportare la necessità <strong>di</strong> attrezzature ora non considerate.<br />

La proposta <strong>di</strong> nuove attività e, <strong>di</strong> conseguenza, <strong>di</strong> nuove attrezzature<br />

dovrà essere oggetto <strong>di</strong> specifica accettazione da parte della<br />

Amministrazione a seguito della presentazione <strong>di</strong> un progetto motivato.<br />

2.4.5.1. gli elementi costituenti le attrezzature dei dehors dovranno essere<br />

progettati e/o scelti con riferimento alle allegate specifiche per la<br />

progettazione: non sono ammessi elementi in contrasto con le<br />

specifiche.<br />

2.4.5.2. le delimitazioni non devono costituire barriera visiva e, pertanto,<br />

risultano esclusi tamponamenti ciechi continui e qualsiasi tipo <strong>di</strong><br />

schermatura vegetale (al fine <strong>di</strong> favorire con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> maggiore<br />

sicurezza sociale). L'altezza massima consentita e <strong>di</strong> 1,20 m<br />

rispetto al piano stradale e comprensiva della altezza della<br />

pedana. Eventuali ulteriori protezioni dal vento, comunque con<br />

altezza non superiore a 2,00 m, sono consentite solo per i dehors<br />

posti lungo il fronte del COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO, a<br />

con<strong>di</strong>zione che le medesime risultino completamente integrate,<br />

<strong>di</strong>mensionalmente e formalmente, con gli elementi della<br />

delimitazione; a meno che non ne costituiscano la completa<br />

sostituzione.<br />

2.4.5.3. per i dehors lungo il fronte del COMPLESSO DEI MURAZZI DEL<br />

PO: non sono consentiti elementi <strong>di</strong> copertura <strong>di</strong>versi dalla grande<br />

struttura unitaria prevista dalla Amministrazione mentre per i<br />

dehors lungo l'argine gli elementi <strong>di</strong> copertura consentiti devono<br />

avere <strong>di</strong>mensioni limitate, non contigui né collegabili tra loro.<br />

2.4.5.4. per i dehors lungo l’argine non sono consentiti ancoraggi e<br />

fissaggi sugli elementi lapidei.<br />

2.4.5.5 l'illuminazione dell'area e dei singoli spazi deve essere realizzata<br />

in modo da non aumentare il livello <strong>di</strong> inquinamento luminoso<br />

dell'ambiente circostante, anche in considerazione della<br />

collocazione degli e<strong>di</strong>fici soprastanti. Eventuali deroghe potranno<br />

essere accolte solo per eventi eccezionali e limitati nel tempo.<br />

Sono comunque vietati fasci luminosi e proiezioni verso l'alto.<br />

2.4.5.6 i dehors lungo l’argine devono obbligatoriamente essere dotati <strong>di</strong><br />

elementi <strong>di</strong> delimitazione verso il fiume che fungano anche da<br />

protezione da cadute. Tali elementi dovranno essere solidali alle<br />

pedane, al fine <strong>di</strong> evitare fissaggi <strong>di</strong>retti al suolo.<br />

2.4.5.7 qualora si rendessero necessarie protezioni da cadute per le aree<br />

<strong>di</strong> vincolo lungo il fiume, queste dovranno essere collocate<br />

arretrate, fuori dalle aree <strong>di</strong> rispetto, e, comunque, realizzate in<br />

modo tale che possano essere rimosse secondo le procedure<br />

previste per la evacuazione dell’intera zona.<br />

2.4.5.8 eventuali attrezzature per attività mercatali (da collocare nelle<br />

aree <strong>di</strong> vincolo), concordate per perio<strong>di</strong> definiti con<br />

l’Amministrazione, devono corrispondere alla configurazione della<br />

semplice bancarella e comunque rispettare le regole per le<br />

attrezzature dei dehors.<br />

2.4.5.9 è vietata ogni forma <strong>di</strong> pubblicità generale collocata sulle<br />

attrezzature. In deroga, la pubblicità è consentita a con<strong>di</strong>zione<br />

che venga presentato agli uffici competenti un progetto specifico<br />

per il dehors con soluzioni da concordare per la necessaria<br />

approvazione<br />

2.4.5.10 tutti gli elementi costituenti i dehors, sia lungo il fronte del<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO sia lungo l’argine del fiume<br />

Po dovranno essere rimossi in presenza <strong>di</strong> all’erta nei tempi e<br />

secondo le procedure previste dalla Protezione Civile o dagli altri<br />

organi competenti. Eventuali trasgressioni costituiranno motivo <strong>di</strong><br />

imme<strong>di</strong>ata ed inderogabile cessazione <strong>di</strong> ogni uso concordato del<br />

suolo pubblico pertinente alla attività responsabile<br />

2.4.5.11 sono previste perio<strong>di</strong>che esercitazioni per la verifica del corretto<br />

svolgimento delle procedure <strong>di</strong> cui al comma 2.4.5.10, <strong>di</strong><br />

smontaggio ed evacuazione dell’intera zona del COMPLESSO<br />

DEI MURAZZI DEL PO.<br />

2.4.5.12 i dehors, in orario <strong>di</strong> chiusura delle attivit, devono risultare sgombri<br />

dalle attrezzature, con esclusione delle pedane, delle delimitazioni<br />

e degli eventuali elementi <strong>di</strong> copertura.<br />

2.4.5.13 il permanere, nei dehors, delle attrezzature è consentito solo negli<br />

orari <strong>di</strong> servizio delle attività: ciò al fine <strong>di</strong> favorire la presenza <strong>di</strong><br />

attività anche durante il giorno.<br />

2.4.5.14 l'organizzazione delle attività dovrà rendere possibile la pulizia<br />

generale dell’area <strong>di</strong> spettanza dell’Amiat, entro le sei della<br />

mattina; ciò allo scopo <strong>di</strong> promuovere attività anche <strong>di</strong>urne. Da<br />

favorire le iniziative volte alla raccolta <strong>di</strong>fferenziata con la<br />

possibilità della eliminazione dei cassonetti per l’intera area.<br />

2.4.5.15 non è consentita la collocazione <strong>di</strong> reti e canalizzazioni visibili sul<br />

fronte del COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO.<br />

2.4.5.16 per la pavimentazione dell'intera area devono essere considerate:<br />

la compresenza <strong>di</strong> flussi <strong>di</strong> traffico <strong>di</strong>versi ( pedoni, ciclisti, veicoli<br />

ecc.), le intenzioni espresse nel progetto per ' non vedenti', la<br />

salvaguar<strong>di</strong>a e valorizzazione delle pavimentazioni lapidee<br />

preesistenti, la raccolta e smaltimento dell'acqua piovana ( con<br />

particolare riferimento alla presenza della copertura generale.<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE<br />

Regole<br />

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18


2.5. SPECIFICHE<br />

Di seguito vengono elencate le specifiche, ritenute in<strong>di</strong>spensabili, per la<br />

scelta o per la progettazione delle attrezzature per dehors relative alle<br />

attività ora presenti.<br />

Nella impossibilità <strong>di</strong> prevedere, in termini esaustivi, attrezzature<br />

<strong>di</strong>verse per attività ora non considerate, si rimanda l'analisi dei<br />

singoli casi, che si prospetteranno, al parere della Commissione<br />

preposta all'esame dei progetti.<br />

Al <strong>di</strong> fuori dell'area occupata dai dehors altre attrezzature potranno essere<br />

collocate solo dalla Amministrazione Comunale e dovranno avere<br />

caratteristiche adeguate alle con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> vincolo derivanti<br />

dall'esondazione e dalla necessità della loro completa rimozione in tempi<br />

definiti (portabiciclette, panchine, cestini per rifiuti, elementi per<br />

l'informazione turistica, ecc.).<br />

2.5.1. elementi <strong>di</strong> copertura e riparo<br />

2.5.1.1 lungo il fronte del COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO:<br />

il Comune si fa carico della progettazione <strong>di</strong> una copertura<br />

unitaria , per tutta l'area tale da garantire la protezione dei lotti<br />

previsti per i dehors.<br />

Poiché la copertura ha anche funzione <strong>di</strong> protezione da lancio <strong>di</strong><br />

oggetti, sarà continua e sarà posizionata al <strong>di</strong> sopra delle<br />

aperture <strong>di</strong> facciata, ad una quota idonea, sia per il co<strong>di</strong>ce della<br />

strada sia per il margine richiesto rispetto alla massima quota <strong>di</strong><br />

esondabilità.(ve<strong>di</strong> tavola 12P).<br />

2.5.1.2 lungo l'argine:<br />

.<br />

Divisione COMMERCIO<br />

Settore URBANISTICA COMMERCIALE<br />

Divisione SERVIZI CULTURALI<br />

Settore ARREDO E IMMAGINE URBANA<br />

- gli elementi <strong>di</strong> copertura dei dehors dovranno essere <strong>di</strong> piccole<br />

<strong>di</strong>mensioni (<strong>di</strong> <strong>di</strong>ametro o lato non superiore a 2,5 m), leggeri,<br />

facilmente rimovibili, non collegati tra loro. Sono consigliati<br />

ombrelloni a sostegno centrale.<br />

- eventuali elementi <strong>di</strong> copertura con caratteristiche <strong>di</strong>verse dai<br />

precedenti possono essere adottati solo a protezione<br />

dall'irraggiamento solare, per attrezzature <strong>di</strong> servizio e relativi<br />

addetti (banchi gelateria, somministrazione ecc.). Solo se<br />

utilizzati durante il giorno tali elementi potranno rimanere<br />

anche nelle ore serali e notturne, a con<strong>di</strong>zione che nelle aree<br />

in oggetto lo svolgimento <strong>di</strong> una attività sia in corso.<br />

- nelle aree <strong>di</strong> vincolo, l'Amministrazione potrà consentire<br />

l'installazione temporanea <strong>di</strong> strutture a modello, nel rispetto<br />

della tra<strong>di</strong>zione storica documentata (elementi <strong>di</strong> protezione e<br />

<strong>di</strong> identificazione del luogo).<br />

2.5.2. pedane<br />

2.5.2.1 funzioni:<br />

- controventatura e ancoraggio per altri elementi (delimitazioni,<br />

protezioni ecc. )<br />

- riservazione (delimitazione e occultamento) per passaggio<br />

impianti<br />

- realizzazione <strong>di</strong> planarità rispetto alla pendenza dell'area<br />

- collegamento con la quota interna alle arcate<br />

2.5.2.2. caratteristiche tecniche costruttive:<br />

- autoportanza senza fissaggi <strong>di</strong>retti al suolo<br />

- facilità e rapi<strong>di</strong>tà <strong>di</strong> smontaggio, rimozione e trasporto nei<br />

tempi consentiti dalle procedure <strong>di</strong> evacuazione<br />

- integrazione con gli elementi <strong>di</strong> delimitazione<br />

2.5.2.3. caratteristiche <strong>di</strong>mensionali e formali:<br />

- altezza della pedana: verso il fronte del COMPLESSO DEI<br />

MURAZZI DEL PO è me<strong>di</strong>amente quantificabile in un intervallo<br />

compreso tra 0.30-0,35 m, mentre lungo l'argine è<br />

me<strong>di</strong>amente quantificabile in un intervallo compreso tra gli<br />

0,10-0,20 m rispetto alle quote <strong>di</strong> piano stradale in<br />

corrispondenza degli accessi<br />

- lunghezza e larghezza della rampa <strong>di</strong> ingresso: in ragione del<br />

<strong>di</strong>slivello e della conformità alla legge 13/89<br />

- piano <strong>di</strong> calpestio: tale da garantire con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> sicurezza per<br />

l’appoggio delle sedute e per il passaggio dei fruitori (tacchi<br />

della calzature, ecc.), con<strong>di</strong>zioni <strong>di</strong> gradevolezza percettiva e<br />

garanzia <strong>di</strong> facile gestione e pulizia.<br />

2.5.3 delimitazioni, protezioni, separazioni<br />

2.5.3.1. funzioni:<br />

- sono in<strong>di</strong>spensabili, in presenza <strong>di</strong> pedana e lungo l'argine, nel<br />

rispetto delle normative per protezione da cadute;<br />

- delimitano l'area del lotto e possono separare attività contigue<br />

all'interno dello stesso lotto.<br />

2.5.3.2. caratteristiche tecnico costruttive:<br />

sono strutturalmente collegate alla pedana, ai fini <strong>di</strong> non<br />

danneggiare la sottostante pavimentazione lapidea ove esistente<br />

e <strong>di</strong> ottimizzare le operazioni <strong>di</strong> montaggio e smontaggio in caso<br />

<strong>di</strong> piena; sono da prevedere opportuni accorgimenti affinchè lo<br />

smontaggio possa avvenire facilmente solo se eseguito da addetti<br />

con specifiche attrezzature, per evitare l'uso improprio degli<br />

elementi costituenti ( corpi contundenti ecc.).<br />

2.5.3.3. caratteristiche <strong>di</strong>mensionali e formali:<br />

al fine <strong>di</strong> favorire la identificazione degli spazi proprii non ci sono<br />

vincoli per tipologie, materiali e colori purchè le soluzioni adottate<br />

siano nel rispetto delle regole generali.<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE<br />

Specifiche<br />

2.5.4 impianti<br />

2.5.4.1 illuminazione generale dell'area:<br />

a. illuminazione del percorso pedonale: intervento unitario<br />

eseguito dalla Amministrazione, ed è da realizzarsi tramite:<br />

apparecchi illuminanti collocati sulla struttura unitaria della<br />

copertura generale dell'area (al <strong>di</strong> sopra della massima<br />

quota <strong>di</strong> esondazione) sul fronte del COMPLESSO DEI<br />

MURAZZI DEL PO.<br />

b. illuminazione <strong>di</strong> emergenza e <strong>di</strong> sicurezza sociale (con<br />

utilizzo solo a necessità): da realizzarsi con modalità<br />

analoghe al punto precedente.<br />

c. illuminazione dei dehors lungo il fronte del COMPLESSO<br />

DEI MURAZZI DEL PO:<br />

illuminazione riflessa dall'intradosso della copertura generale<br />

tramite apparecchi collocati in corrispondenza dell'architrave<br />

delle aperture <strong>di</strong> facciata<br />

2.5.4.2. illuminazione specifica dei dehors:<br />

sia lungo il fronte, sia lungo l'argine ulteriori sistemi ed apparecchi<br />

per l'illuminazione potranno essere collocati dalle singole attività<br />

secondo necessità, purchè nel rispetto delle normative, sicuri e<br />

facilmente rimovibili nei tempi e secondo procedure previste.<br />

2.5.4.3 reti e canalizzazioni:<br />

2.5.5 insegne<br />

a. forniture <strong>di</strong> elettricità, reti a bassa tensione, adduzione<br />

e scarico acqua e fognature:<br />

la posizione e l'inserimento dei contatori, dei quadri <strong>di</strong><br />

alimentazione e dei pozzetti <strong>di</strong> scarico dovranno essere<br />

oggetto <strong>di</strong> un progetto unitario per tutta l'area.<br />

b. reti <strong>di</strong> <strong>di</strong>stribuzione e smaltimento per dehors e chiatte:<br />

possono essere previste al <strong>di</strong> sotto delle pedane e con<br />

terminali stagni posizionati in corrispondenza dei limiti delle<br />

aree <strong>di</strong> rispetto per l'ingresso alle arcate.<br />

2.5.5.1. collocazioni previste:<br />

- in appoggio: sull'architrave delle aperture <strong>di</strong> facciate e sugli<br />

elementi <strong>di</strong> delimitazione dei lotti (solo per insegne <strong>di</strong> limitate<br />

<strong>di</strong>mensioni, cioè tali da non precludere la vista dell'interno dei<br />

dehors).<br />

- sospese alla struttura della copertura generale<br />

- autoportanti: solo se mobili, <strong>di</strong> modeste <strong>di</strong>mensioni, per la<br />

lettura da vicino<br />

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2.5.6 attrezzature mobili (tavoli, sedute, banconi, altro..) dovranno<br />

essere definite formalmente e documentate nel progetto da<br />

sottoporre al parere della Commissione al fine <strong>di</strong> controllare il<br />

risultato qualitativo in funzione dell'obiettivo <strong>di</strong> riqualificazione<br />

dell'intera area.<br />

2.5.6.1 tavoli<br />

2.5.6.2 sedute<br />

2.5.6.3 banconi<br />

2.5.6.4 cestini porta – rifiuti<br />

2.5.6.5 leggii porta-menu e piccole insegne autoportanti<br />

2.5.6.6<br />

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2.5.6.7 altro:<br />

- attrezzature mobili quali supporto <strong>di</strong> pubblicità non possono<br />

essere utilizzate per l'area a meno che siano oggetto <strong>di</strong> un<br />

progetto da sottoporre al parere della Commissione<br />

- cestini<br />

- ……………..<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE<br />

Specifiche<br />

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2.6. PROPOSTE DI SVILUPPO PER IL PROGETTO<br />

INTEGRATO D'AMBITO<br />

Si propone, <strong>di</strong> seguito, un elenco <strong>di</strong> possibili approfon<strong>di</strong>menti sia per<br />

pre<strong>di</strong>sporre la fase esecutiva del progetto, sia per delineare un programma<br />

articolato <strong>di</strong> iniziative volte alla conoscenza e valorizzazione del<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO.<br />

2.6.1. rilievo delle arcate interne<br />

tale indagine risulta opportuna sia ai fini della conoscenza della<br />

consistenza degli spazi esistenti ed in parte attualmente utilizzati,<br />

sia per la collocazione <strong>di</strong> nuove attività; in tal senso particolare<br />

attenzione è da porre alle arcate che ora risultano murate<br />

2.6.2. coor<strong>di</strong>namento tra<br />

i <strong>di</strong>versi Enti coinvolti per responsabilità istituzionale<br />

i <strong>di</strong>versi progetti in corso da parte dell’Amministrazione (non<br />

vedenti, attracchi, pista ciclabile, altri)<br />

con le scuole: per visive con finalità <strong>di</strong>dattica<br />

2.6.3. progetti esecutivi arre<strong>di</strong> esterni<br />

2.6.3.1 per favorire lo sviluppo del progetto alleghiamo una tavola<br />

con una proposta, molto contenuta e leggera, orientata al<br />

criterio <strong>di</strong> minor invasività rispetto al contesto<br />

architettonico; tale proposta prevede l’inserimento <strong>di</strong> una<br />

copertura continua da porre al <strong>di</strong> sopra delle superfici<br />

<strong>di</strong>sponibili lungo il fronte del COMPLESSO DEI MURAZZI<br />

DEL PO (ve<strong>di</strong> tavola n. 12P)<br />

2.6.3.2 analoghi progetti potranno essere sviluppati per la<br />

copertura delle superfici <strong>di</strong>sponibili per i dehors lungo<br />

l’argine, per gli elementi <strong>di</strong> protezione e <strong>di</strong> identificazione<br />

del luogo<br />

2.6.4 regolamento per<br />

l’installazione e per la manutenzione degli arre<strong>di</strong> esterni<br />

2.6.5 regolamento per<br />

messa a regime e gestione <strong>di</strong> procedure<br />

sfollamento rapido<br />

rimozione delle attrezzature<br />

2.6.6 interventi <strong>di</strong><br />

bonifica: rimozione reti e canalizzazioni abbandonate ed<br />

invasive<br />

razionalizzazione reti e canalizzazioni sottoservizi secondo<br />

progetto specifico<br />

restauro: infissi, rivestimenti, …<br />

2.6.7 comunicazione:<br />

visite guidate per i turisti: in collegamento con le iniziative per la<br />

conoscenza della città<br />

libro sul COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO: allo scopo <strong>di</strong><br />

portare alla conoscenza l'identità, la storia, la straor<strong>di</strong>narietà<br />

costruttiva per proseguire le azioni <strong>di</strong> valorizzazione<br />

calendario <strong>di</strong> manifestazioni: a sostegno delle iniziative ed<br />

attività finalizzate alla valorizzazione del COMPLESSO DEI<br />

MURAZZI del PO. A questo proposito si fa notare che nel 2006 si<br />

verifica l'0ttantesimo anno dalla prima linea aerea civile<br />

italiana: idrovolante <strong>Torino</strong> – Pavia – Venezia – Trieste (1 aprile<br />

1926).<br />

Criteri <strong>di</strong> impostazione del Progetto Integrato d’Ambito<br />

COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO<br />

TORINO<br />

LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE<br />

Proposte <strong>di</strong> sviluppo<br />

Gianfranco Cavaglià. Milena Bertotto Rosso. ARCHITETTI collaborazioni: arch.i Cristina Azzolino, Andrea Bocco, Angela Lacirignola torino, novembre 2005<br />

via giolitti 11. 10123 <strong>Torino</strong> . tel 011.548168 . fax 011.5622228 . ailgavac@tin.it<br />

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