presentazione SER.T. a cura di SER.T Cittadella - DPSS

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presentazione SER.T. a cura di SER.T Cittadella - DPSS

Il Servizio per le Dipendenze è nato in seguito alla legge 685 del

1975. In seguito ad essa sono stati istituiti dei Centri mirati alla presa

in carico delle situazioni di disagio legate all’uso di sostanze

stupefacenti. Attualmente la legge che contiene compiti e ruoli del

Ser.D. è la 309 del 1990.

Le prestazioni terapeutiche, fornite in modo gratuito e nel pieno

rispetto del diritto alla privacy, sono indirizzate ai soggetti portatori di

dipendenza intesa in senso ampio (dipendenza da droghe sia legali

che illegali e gioco d’azzardo, etc.). Come è noto l’uso e l’abuso di

sostanze stupefacenti, compreso l’alcol, è altamente dannoso alla

salute dell’individuo intesa in senso globale, cioè sia fisico che

psicologico, relazionale, sociale. La mission si può riassumere in un

concetto di sostegno e terapia che, oltre alla persona, coinvolge

possibilmente la famiglia ed il contesto sociale. L’équipe è formata da

educatori professionali, medici, infermieri, psicologi ed assistenti

sociali.

L’educatore è una figura in grado di relazionarsi con le parti più sane

e non deteriorate del soggetto e di fare da aggancio e da ponte nei

confronti delle altre figure professionali. Chi si rivolge per la prima

volta al Ser.D. viene accolto proprio dall’ educatore che, dopo averne

esplicato procedure ed offerte, prestabilisce il percorso interno più

idoneo al caso.

Il medico si fa carico della situazione fisica legata all’uso più o meno

protratto di sostanze, in particolare valuta la portata della dipendenza

e dell’astinenza, stabilisce di eseguire gli accertamenti necessari e la

terapia ed invia a chi di competenza le problematiche correlate all’uso

ed alle modalità di assunzione (danni epatici, dell’apparato

respiratorio, infezioni virali, etc.). Egli è affiancato dall’infermiere


professionale che esegue le sue prescrizioni e stabilisce con l’utente

un contatto utile a monitorare l’andamento dei casi.

Lo psicologo si occupa della diagnosi psicologica e della psicoterapia

sia individuale che familiare e gruppale.

L’assistente sociale prende in considerazione la situazione legale della

persona, la sostiene nelle sue relazioni con la famiglia e l’ambiente di

lavoro.

Ciò che è stato descritto si inserisce nella sfera della cura globale del

caso, tuttavia esistono una serie di competenze che si legano a quanto

quest’oggi viene affrontato cioè l’ambito della legalità e della

responsabilità civile.

Si premette comunque che gli interventi del Ser.D. non hanno alcuna

caratteristica di ordine sanzionatorio/punitivo. Come è facilmente

intuibile il consumo di sostanze è incompatibile con la guida, l’uso

delle armi, lo svolgimento di mansioni di lavoro particolarmente

delicate e rischiose. E’ noto che quando le forze dell’ordine fermano

un soggetto mentre guida sotto effetto di sostanze richiedono la

rivalutazione della sua idoneità alla guida. Il conducente viene

pertanto inviato presso la Commissione Medica Locale Patenti che si

avvale, a sua discrezione, della Medicina Legale e/o del Ser.D. di

residenza. In quest’ ultimo caso a chi si presenta viene proposto un

programma di monitoraggio. Rimane inteso che spetta esclusivamente

alla Commissione Medica Locale Patenti esprimersi in merito alla

sussistenza o meno dell’idoneità alla guida.

Simile alla questione patente di guida, è quella dei lavoratori a rischio.

In questo caso è il medico competente dell’azienda che a seguito di

positività alle sostanze stupefacenti, confermata da esami specifici,

invia il lavoratore al Ser.D. per accertamenti.


Anche in questo caso è il medico del lavoro che decide, sulla base

degli elementi raccolti, l’idoneità o meno a svolgere una particolare

mansione a rischio. In questi due casi, nonostante il nostro compito

sia all’apparenza limitato agli accertamenti, si cerca sempre di

promuovere nell’utente il concetto di responsabilità, di necessità di

mantenere comportamenti volti alla sicurezza personale e collettiva.

Questo viene realizzato attraverso i momenti informativi previsti nei

programmi di monitoraggio.

Percorsi di formazione/informazione vengono proposti anche alla

popolazione generale attraverso le attività di prevenzione promosse

dal servizio. Interventi di prevenzione sono rivolti a tutte le scuole di

vario ordine e grado (comprese le scuole primarie con progetti idonei).

Per questo tipo di attività viene offerta una consulenza permanente

attraverso un indirizzo di posta elettronica, accessibile a tutti coloro

che intendono realizzare percorsi ed eventi contro l’alcol, la droga, le

dipendenze.

Un’offerta importante è rappresentata dal servizio “Occhio al tempo”

per l’intercettazione precoce dei primi consumi. Tale servizio,

finanziato con il Fondo Regionale per la lotta alla droga, mira a

diffondere l’importanza degli interventi tempestivi nei confronti dei

ragazzi ai primi consumi di sostanze, non ancora dipendenti. In

questo modo si può evitare che la situazione degeneri in una

condizione di cronicità. Tutti i cittadini, di qualsiasi età, possono

accedere presso le sedi di “Occhio al tempo” esterne al Ser.D. e

richiedere consulenze gratuite ed anonime. Recentemente sono giunte

richieste di sostegno anche da parte di ragazzi preoccupati per le

prime esperienze di amici o coetanei. La filosofia delle nostre attività

di prevenzione, sia primaria che secondaria, considera ogni cittadino

come risorsa e non unicamente come possibile fruitore di servizi. La


collettività beneficia in senso ampio di ogni intervento mirato a

contrastare l’uso e l’abuso di sostanze sia legali che illegali,

considerando che ogni individuo rappresenta una ricchezza per tutti,

concorre al benessere del contesto e, come tale, va tutelato e

sostenuto. In questo senso ognuno ha il dovere di mantenere

comportamenti a proprio ed altrui vantaggio, come non guidare sotto

effetto di sostanze, così come non svolgere mansioni in stato di

alterazione psicofisica. Ha inoltre la responsabilità di dissentire ed

ostacolare le altrui condotte a rischio e di promuovere stili di vita

positivi. Ognuno deve astenersi dal somministrare alcolici a minori, e

dal promuoverne l’abuso a qualsiasi età. Rispetto alle droghe illegali è

bene ricordare che anche l’uso sporadico e ricreazionale è portatore di

alto rischio per la persona e che la vendita o la semplice cessione ad

altri è gravemente lesiva nei confronti della società ed è punita sia con

sanzioni amministrative che penali.

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