IL TERMOELETTRICO LANCIA L'ALLARME - B2B24 - Il Sole 24 Ore

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IL TERMOELETTRICO LANCIA L'ALLARME - B2B24 - Il Sole 24 Ore

16%

è l’elettricità

prodotta in

totale dalla fonte idrica

sul nostro Pianeta. Sono

circa 3.500 TWh nel

2010, di cui 694

generati dalla Cina,

il Paese capofila. Alcune

nazioni coprono quasi

tutta la domanda

elettrica con questa

tecnologia, per esempio

la Norvegia (95%)

idroelettrico: 45 GW alla fine del 2011, contro 30 GW in Giappone e 24

in Cina. Gli investimenti proseguiranno, sempre con l’idea di bilanciare il

mix delle fonti. La Germania, per esempio, possiede già 7 GW di pompaggi

e dovrebbe aggiungerne 2,5 GW nei prossimi anni; la Francia

dovrebbe passare da 5 a 8 GW. In questo contesto, assumono rilevanza

pure i nuovi collegamenti con cavi Hvdc (alto voltaggio in corrente continua),

come quelli tra Danimarca e Norvegia. La Danimarca affida all’eolico

il 24% della propria generazione elettrica; la Norvegia viaggia al 95%

con l’idroelettrico. Quindi l’unione fa la forza, perché velocizzando gli

scambi di energia tra questi due Paesi, si può migliorare notevolmente la

sicurezza degli approvvigionamenti, limitando gli sprechi e riducendo il

costo complessivo delle bollette.

Tra gli altri vantaggi dell’idroelettrico, la Iea menziona non solo l’abbattimento

delle emissioni di CO2: un miliardo di tonnellate in meno nello

scenario 2DS rispetto a quello standard, pari al 6% delle riduzioni attese

nel settore energetico. Ci sono anche altri benefici ambientali ed economici,

come il controllo delle inondazioni, l’irrigazione dei campi, i trasporti

fluviali, la lotta contro la siccità. Bisogna poi ricordare che l’idroelettrico

è la fonte più conveniente: servono tra 20 e 230 dollari per produrre

un MWh, perfino meno delle centrali convenzionali, con carbone e gas

che partono da 40 dollari/MWh (anche se poi si fermano al massimo a

90-120 dollari). Il problema, semmai, è che l’investimento iniziale è molto

elevato e si ripaga in parecchi anni. Il costo per costruire tutte le infrastrutture

incide fino all’80% di un progetto idroelettrico, mentre i costi

operativi sono bassi e la vita tecnica degli impianti di almeno 30-40 anni,

80 per le opere civili. La sfida si sposta quindi sul piano finanziario, con

la necessità di trovare nuove alleanze tra investitori pubblici e privati.

Luca Re

costi di produzione

L’acqua batte iL soLe

e iL vento: è La fonte

green più conveniente

Secondo un recente studio dell’agenzia

Irena, con l’idroelettrico si può generare

elettricità anche a due centesimi

di dollaro per kWh

L’ idroelettrico è la fonte rinnovabile più diffusa e

conveniente: anche Irena (International

Renewable Energy Agency) ne è convinta. Ma quanto

costa produrre energia con l’acqua? Nel rapporto

“Renewable power generation costs”, l’Agenzia ha

confrontato le diverse tecnologie green. L’idroelettrico

è la fonte regina, fornendo elettricità da un minimo di

due centesimi di dollaro/kWh, a un massimo di 19

centesimi, con una media di quattro per le centrali di

grandi dimensioni. I costi d’investimento oscillano da

un migliaio a 7.650 dollari/kW, rimanendo solitamente

tra 1.500 e 2.500 dollari/kW. Secondo il rapporto,

l’idroelettrico è più flessibile e programmabile delle

altre rinnovabili. I bacini idrici più ampi, infatti,

possono conservare energia per settimane, mesi e

addirittura anni. Le turbine sommano almeno un paio

di vantaggi: sono rapide nell’attivarsi e possono farlo

anche con una “black start”, una partenza al buio

senza pescare energia dalla rete. L’eolico è un’altra

fonte particolarmente matura, più recente ma ormai

capace di competere con il gas nelle situazioni più

favorevoli, con ventosità intensa e costante. È il caso,

chiarisce Irena, di alcune installazioni negli Stati Uniti,

che riescono a produrre elettricità a quattro-cinque

centesimi di dollaro/kWh, perfino meno del

conveniente metano estratto dai giacimenti non

convenzionali. Il fotovoltaico, per effetto delle forniture

sempre più low cost dei pannelli (-60% negli ultimi due

anni, si legge nel rapporto), si sta avvicinando alla

competitività con le fonti fossili. Irena sostiene che la

grid parity per questo tipo d’installazioni «sarà presto

la norma, piuttosto che l’eccezione, nelle aree con

buona irradiazione solare». Passi in avanti anche per

la tecnologia del solare termodinamico, i cui costi di

generazione variano da 14-17 centesimi di dollaro a un

massimo di 36 per kWh. Infine le biomasse: anche

questo settore è molto competitivo, con una media di

sei centesimi di dollaro/kWh quando gli scarti agricoli

e forestali sono disponibili vicino agli impianti.

scenari e previsioni 29

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