ambientecucina - B2B24 - Il Sole 24 Ore
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212 ANNO 37 FEBBRAIO / MARZO 2013<br />
<strong>ambientecucina</strong><br />
SPECIALE<br />
RETAIL<br />
REPORT BILANCI<br />
Le strategie vincenti<br />
Le tendenze del consumo<br />
Nuove opportunità<br />
Case History eccellenti<br />
CONTRACT<br />
Una sfida possibile<br />
BIMESTRALE IL SOLE <strong>24</strong> ORE SPA - VIA C. PISACANE 1 - 20016 PERO (MI) - POSTE ITALIANE SPA - SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N.46) - ART. 1, COMMA 1, DCB FORLÌ<br />
BIMESTRALE IL SOLE <strong>24</strong> ORE BUSINESS MEDIA SRL - VIA G.PATECCHIO 2 - 20141 MILANO - POSTE ITALIANE SPA -<br />
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EDITORIALE<br />
CONOSCERE,<br />
CAPIRE,<br />
CAMBIARE<br />
Raffaella Razzano<br />
Conoscere, capire, cambiare. Tre verbi su cui si gioca la sfida della<br />
distribuzione indipendente del settore che, spinta dalla pressione della crisi,<br />
deve trovare nuove strade per rimanere sul mercato da protagonista. Una sfida<br />
che Ambiente Cucina, attraverso lo Speciale Retail proposto in questo numero,<br />
vuole cogliere e fare propria per dare nuovi strumenti di riflessione a chi, pur<br />
operando da anni con sicura professionalità, oggi ha la consapevolezza che<br />
le logiche del passato siano del tutto tramontate. Un passaggio epocale che<br />
da tempo ci si auspicava ma che oggi si è drammaticamente reso necessario<br />
dalla contrazione dei consumi e dal cambiamento delle logiche e dei processi<br />
che li regolano. Per “conoscere e capire” abbiamo intervistato opinion leader<br />
e operatori del settore, abbiamo segnalato case history particolarmente<br />
significative e abbiamo identificato alcuni temi prioritari. Un’opera che non<br />
esaurisce certo tutte le problematiche legate all’evoluzione della distribuzione,<br />
che continueremo ad affrontare nel corso dell’anno, ma che rappresenta<br />
la volontà di dare spazio e voce al cambiamento. Necessario e urgente.<br />
Secondo gli ultimi dati raccolti da Federmobili nel sondaggio lanciato a fine<br />
2012 per monitorare l’andamento del mercato dell’arredamento, la situazione<br />
critica per la distribuzione indipendente si è ulteriormente aggravata. Oltre il<br />
70% dei rivenditori intervistati ha dichiarato un calo nelle vendite nell’ultimo<br />
anno superiore al -13%, calo che per la maggior parte di questi supera il<br />
-20%. Eppure ci sono casi di successo e di tenuta che tracciano con chiarezza<br />
possibili strade per mantenere integro il presidio della propria area, e non<br />
solo, visto che non sono pochi gli imprenditori della distribuzione che stanno<br />
vendendo sui mercati esteri, anche lontani. Esempi di realtà che sanno dare le<br />
risposte giuste a chi, e quando si parla di cucina sono la maggioranza, desidera<br />
andare oltre le pure questioni di prezzo. Certo, anche leggendo il rapporto<br />
sui Bilanci 2011 di un campione rappresentativo di aziende del settore cucina,<br />
di cui pubblichiamo un estratto a pagina 43, emerge che il fenomeno della<br />
polarizzazione del mercato è sempre più accentuato, e che è ancora in corso<br />
una richiesta verso modelli di fascia inferiore rispetto a quella che gli acquirenti<br />
avrebbero probabilmente scelto solo qualche anno prima o, a parità di fascia<br />
di mercato, verso modelli più semplici, con finiture di minor pregio<br />
e probabilmente meno ricchi di accessori. Ma se si analizza ciò che conta<br />
per il consumatore, e lo fa come sempre con grande puntualità la ricerca<br />
SWG sul mercato delle cucine, emerge che l’affidabilità del negozio, l’estetica,<br />
i materiali, il progetto d’arredo, le modalità di pagamento, i servizi post-vendita<br />
sono ancora gli aspetti premianti per determinare le sue scelte. Non lasciamo<br />
che questi aspetti diventino armi in mano alla grande distribuzione. Con<br />
tutto il rispetto per i colossi del settore, non sono loro i soggetti che possono<br />
sostenere un sistema virtuoso e distintivo come quello del design italiano.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 3
80<br />
SOMMARIO<br />
16<br />
54<br />
96<br />
<strong>ambientecucina</strong> on line<br />
www.living<strong>24</strong>.it<br />
RUBRICHE<br />
NEWS<br />
a cura della Redazione<br />
SHOP<br />
ZOOM<br />
16 Quick<br />
22 People<br />
<strong>24</strong> Events<br />
26 Green<br />
32 Dove di Paola Leone<br />
a cura della Redazione<br />
40 Smart<br />
41 Built-in<br />
IMPRESA<br />
43 Economia I Bilanci della Cucina di Fabio Salvati<br />
48 Contract Cosa si intende per Contract di Giuseppe Segalla<br />
50 Comunicazione Emozioni su misura di Paolo Schianchi<br />
51 LiberaMente A proposito di qualità di Graziano Lazzarotto<br />
53 SPECIALERETAIL<br />
a cura di Carla Cavaliere, Davide Cattaneo, Paola Leone, Raffaella Razzano<br />
54 SCENARI&CONSUMO<br />
60 VISIONI AL FUTURO<br />
64 EXTRA SETTORE, OLTRE CONFINE<br />
72 CONSULENTE A 360°<br />
80 COMUNICARE IN STORE<br />
86 IL VALORE DELL’ELETTRODOMESTICO<br />
92 E-COMMERCE E SERVIZI IN RETE<br />
96 OUTLET. ON LINE E OFF LINE<br />
102 LE DOMANDE DEL RETAIL<br />
<strong>ambientecucina</strong> 212 ANNO 37 FEBBRAIO | MARZO 2013<br />
6 LA COPERTINA<br />
Wega di Arredo3<br />
40
LA COPERTINA<br />
L’ESALTAZIONE<br />
DEI VOLUMI<br />
E DELLA MATERIA<br />
Wega_04 combina con eleganza le finiture: il rovere grigio<br />
impiallacciato scelto per le basi, la penisola e i ripiani,<br />
e il laccato opaco nebbia per le colonne a parete.<br />
Sottolineano il gioco di volumi il top e lo schienale<br />
in Okite gray stone finitura Aida.<br />
La particolare conformazione dell’anta, con gola integrata,<br />
viene esaltata in questa composizione Wega_5, dove lo<br />
sfalsamento della base crea nuovi spazi e volumi inaspettati<br />
che escono dai classici canoni architettonici della cucina.<br />
6 <strong>ambientecucina</strong><br />
WEGA, L’ULTIMA PROPOSTA<br />
DI ARREDO3, È CONCEPITA<br />
PER DARE AL PROGETTISTA<br />
AMPIA LIBERTÀ DI SCELTA.<br />
ELIMINATO OGNI ECCESSO<br />
FORMALE, SI DA SPAZIO ALLA<br />
MATERICITÀ DELLE SUPERFICI<br />
E AL GIOCO DEI VOLUMI.
Segno caratteristico: l’anta con la gola<br />
realizzata direttamente nel pannello, che<br />
elimina la necessità di utilizzare la maniglia.<br />
<strong>Il</strong> gioco progettuale di Wega, una delle ultime<br />
creazioni di Arredo3, parte da qui ma poi si<br />
arricchisce attraverso l’ampia combinazione di<br />
materiali e colori che lo rende estremamente<br />
flessibile. L’anta liscia permette di creare<br />
dei tagli orizzontali, dando vita a geometrie<br />
architettoniche mai banali, rese ancora più vive<br />
dalla forte connotazione tattile dei laminati e<br />
delle finiture a disposizione: Wood Laminates<br />
in bianco, sabbia, pino, legno in bianco poro<br />
aperto e rovere grigio, laccati in 15 colori,<br />
disponibili in opaco e lucido.<br />
Con questo ventaglio di proposte, selezionate<br />
tra quelle più richieste dal mercato, Wega<br />
rende possibile la creazione di innumerevoli<br />
composizioni, dalla più semplice in tinta<br />
unita fino alla combinazione di più materiali<br />
e colori, dando spazio alla più estrema<br />
personalizzazione del proprio ambiente cucina.<br />
Lo dimostra anche il catalogo che suggerisce<br />
sei ambienti attraverso un sapiente mix<br />
di materiali e per ognuno immagina<br />
composizioni che hanno caratteristiche<br />
sempre diverse a dimostrare la grande<br />
flessibilità del programma.<br />
Wega_01, ad esempio, dà risalto alla tattilità<br />
dei materiali combinando il laminato wood<br />
bianco di pensili, mensole e basi con il laccato<br />
bianco lucido delle colonne. <strong>Il</strong> top, in laminato<br />
Panarea terra nella finitura Etna, viene disposto<br />
in due altezze per valorizzare in modo elegante<br />
la zona operativa e quella più conviviale.<br />
L’eleganza delle finiture impiallacciate è invece<br />
INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE<br />
Wega_01 punta sul gioco di<br />
spessori tra il piano cucina<br />
da 40 mm e il piano snack da<br />
80 mm in laminato wood pino,<br />
sostenuto quasi invisibilmente<br />
dalla gamba in plexiglass.<br />
il tema che caratterizza Wega_04 dove<br />
il rovere grigio scelto per le basi, la penisola<br />
e i ripiani si abbina al laccato opaco nebbia<br />
per le colonne a parete. Completano<br />
questo particolare gioco di volumi il top<br />
e lo schienale in Okite gray stone finitura Aida.<br />
<strong>Il</strong> contrasto equilibrato tra le finiture, antracite<br />
lucido per le basi e le colonne, bianco opaco<br />
per i pensili e cobalto opaco dei vani<br />
a giorno, è l’origine della proposta Wega_ 05,<br />
che si presta particolarmente per integrarsi<br />
con lo spazio living. Particolare luminosità<br />
viene conferita dall’utilizzo per il top e lo<br />
schienale dell’Okite Sahara gris finitura Aida.<br />
www.arredo3.com<br />
<strong>ambientecucina</strong> 7
IL LUOGO<br />
LA CONFERENZA STAMPA DE ISALONI È AVVENUTA<br />
A MILANO, IL 7 FEBBRAIO, IN UNA DELLE TOWER<br />
DEI NUOVI UFFICI UNICREDIT DI ZONA GARIBALDI.<br />
UN NUOVO SEGNO DI ECCELLENZA CHE RIDISEGNA<br />
LO SKYLINE DELLA METROPOLI LOMBARDA. UN LUOGO<br />
SIMBOLO PER RILANCIARE LA FORZA DEL DESIGN<br />
ITALIANO E L’INNOVAZIONE DI CUI È CAPACE IL PAESE.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 8<br />
IL NUMERO<br />
> a pagina 25<br />
LA PAROLA<br />
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IL LUOGO<br />
> a pagina 43<br />
<strong>ambientecucina</strong> 10<br />
IL NUMERO<br />
LA PAROLA<br />
IL RAPPORTO SUI BILANCI 2011 DI UN CAMPIONE DI<br />
15 AZIENDE, RAPPRESENTATIVO DEL SETTORE CUCINA,<br />
METTE IN EVIDENZA COME IL MERCATO INTERNO<br />
SIA ANCORA DI VITALE IMPORTANZA, RAPPRESENTANDO<br />
PIÙ DEI TRE QUARTI DEL FATTURATO AGGREGATO<br />
DELLE AZIENDE ESAMINATE (76,7%). ANCHE SE<br />
IL DATO MEDIO SULLA PROPENSIONE ALL’EXPORT<br />
NASCONDE OSCILLAZIONI ANCHE NOTEVOLI,<br />
RIMANE IMPERATIVA LA NECESSITÀ DI AUMENTARE<br />
LA QUOTA EXPORT DELLE AZIENDE ITALIANE.<br />
76,7%
modello VIVA<br />
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Follow us on:
IL LUOGO<br />
RETE<br />
> a pagina 60<br />
<strong>ambientecucina</strong> 12<br />
IL NUMERO<br />
LA PAROLA<br />
DAL WEB AL MONDO REALE:<br />
IL CONCETTO DI RETE DIVENTA<br />
SEMPRE PIÙ IMPORTANTE PER LE<br />
IMPRESE CHE DEVONO AGIRE INSIEME<br />
PER COMPETERE E AVERE SUCCESSO.
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di utilizzo e un design essenziale.<br />
<strong>Il</strong> modello SF140 è dotato dell’innovativo display EasyGuide a colori<br />
che visualizza in modo chiaro e immediatamente comprensibile tutte<br />
le impostazioni. Grazie al Touch Control è possibile gestire con facilità<br />
i 40 programmi di cottura automatica Smart Cooking per chi<br />
è meno esperto e le 10 ricette personalizzabili per i cuochi più abili.<br />
I consumi ridotti del 20% rispetto alla Classe A, il volume interno da 72 lt,<br />
i 5 livelli di cottura, la cavità con smalto Ever Clean e la funzione di pulizia<br />
Vapor Clean completano la dotazione del forno.<br />
Smeg: soluzioni innovative per prestazioni evolute.<br />
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Forno SF140
NEWS<br />
16 <strong>ambientecucina</strong><br />
QUICK<br />
PEOPLE<br />
EVENTS<br />
GREEN<br />
Tetrix (design by Michael Young)<br />
è stata segnalata dall’Adi Design Index.<br />
SCAVOLINI www.scavolini.it<br />
A QUOTA 80 GLI STORE MONOMARCA<br />
L’ULTIMO È STATO INAUGURATO<br />
A ROVIGO IL 27 GENNAIO<br />
SCORSO. SI RAFFORZA LA RETE<br />
DISTRIBUTIVA E SI POTENZIA<br />
LA COMUNICAZIONE WEB CON<br />
LA CREAZIONE DI UN GRANDE<br />
PORTALE DEL BRAND<br />
Con la nuova apertura a Rovigo dello store<br />
inaugurato il 27 gennaio dalla famiglia<br />
Carazzolo, che da 25 anni collabora con<br />
Scavolini, continua l’espansione degli Scavolini<br />
Store. Ad oggi a quota 80, gli store affiancano<br />
gli oltre 1.000 punti vendita Scavolini distribuiti<br />
capillarmente su tutto il territorio nazionale,<br />
rappresentando un’identità distributiva unica<br />
nel panorama nazionale. Una testimonianza del<br />
profondo impegno aziendale nel potenziamento<br />
della propria rete distributiva che presenta<br />
al meglio tutta la produzione Scavolini. Punti<br />
vendita dalle dimensioni ampie, improntati ai<br />
più innovativi concetti di visual merchandising,<br />
con vetrine dal forte impatto visivo, dove<br />
predomina il colore rosso che contraddistingue<br />
il marchio e dove si mescolano suggestioni<br />
e proposte diversificate sul tema della<br />
cucina. Un’importante leva strategica,<br />
espressione di una volontà aziendale che crede<br />
profondamente che la qualità dell’esperienza<br />
d’acquisto sia fondamentale per trasmettere<br />
al consumatore il valore del brand, su cui<br />
l’azienda investe a 360 gradi, compreso<br />
l’impegno costante nella formazione del profilo<br />
professionale di tutti gli addetti alla vendita.<br />
L’azienda segue personalmente la formazione<br />
del personale dei punti vendita, promuovendo<br />
dal 1994 il progetto pluriennale “Insieme<br />
per crescere”, un ciclo di workshop riservato<br />
ai rivenditori, che ha ottenuto negli anni<br />
grande successo ed è arrivato nel 2012<br />
alla quindicesima edizione.<br />
L’operazione Scavolini Store rientra in una più<br />
ampia strategia distributiva che vede il gruppo<br />
pesarese fortemente impegnato anche oltre<br />
confine, con importanti e costanti investimenti<br />
per il consolidamento della rete distributiva<br />
estera, che attualmente conta 150 punti<br />
vendita in Europa, più di 40 in Russia e nelle<br />
Repubbliche Orientali, 30 nel Nord America,<br />
15 in Centro/Sud America e altrettanti in Asia<br />
e Oceania.<br />
Sul fronte della comunicazione, Scavolini<br />
ha deciso invece di investire ulteriormente sul<br />
proprio sito web creando un grande “portale”<br />
per facilitare la navigazione ai rivenditori e agli<br />
utenti finali. Molteplici sono le novità,<br />
a livello sia di struttura sia di contenuti:<br />
un profondo rinnovamento della veste grafica,<br />
per la quale sono stati scelti un approccio<br />
contemporaneo e importanti aggiornamenti<br />
sulle funzionalità per renderlo ancora più<br />
fruibile. <strong>Il</strong> sito (che nel 2012 ha contato oltre<br />
1 milione di visitatori unici) è ottimizzato anche<br />
per tablet e smartphone e presenta una forte<br />
integrazione con il mondo dei social network<br />
(Facebook, Twitter, Pinterest e YouTube).<br />
Ampio spazio, nell’area Company, viene<br />
riservato al profilo dell’azienda, alle ultime<br />
notizie istituzionali e a tutti i servizi dedicati<br />
ai clienti finali, come per esempio: “Scavolini<br />
no problem”, “10, Scavolini Blu Guarantee”,<br />
“Registra la tua cucina”. Da oggi è inoltre<br />
presente una press room, che raccoglie<br />
una selezione dei principali articoli dedicati<br />
a Scavolini pubblicati dalle più prestigiose<br />
riviste italiane e internazionali, oltre ai report<br />
fotografici delle principali fiere italiane<br />
e internazionali cui l’azienda ha partecipato.<br />
A integrare quest’area, anche tutte le<br />
informazioni legate al progetto Scavolini<br />
GreenMind. E infine, la sezione “lavora con<br />
noi”. I link diretti, presenti alla fine di ogni<br />
pagina del sito, facilitano la navigazione,<br />
la richiesta e la consultazione di cataloghi<br />
e la ricerca dei punti vendita.
PROGETTO WWC www.antoniazzisesini.com<br />
FARE SQUADRA PER<br />
UN WORLD WILDE CONTRACT<br />
<strong>Il</strong> progetto WWC world wide contract nasce da un’idea dello studio associato<br />
Antoniazzisesinidesign (Alessandro Antoniazzi e Ivan Sesini, nella foto): unire in un gruppo<br />
compatto una serie di aziende che abbiano come obiettivo quello di espandere la propria rete di<br />
vendita a livello mondiale. «Siamo convinti che le nostre imprese debbano imparare molto dallo<br />
sport. Abbiamo attinto dalla filosofia che sta alla base dei giochi di squadra: dobbiamo imparare<br />
a lavorare insieme, uniti in un gruppo che pensi, agisca e lavori per uno scopo comune», afferma lo<br />
studio Antoniazzisesinidesign, che si pone come referente unico verso il committente, sviluppando<br />
con il contractor ogni aspetto progettuale, produttivo e logistico. Un servizio che comprende<br />
normative, aspetti tecnici, comfort, design, sicurezza nel tempo, con un’elevata integrazione di<br />
processi. Antoniazzisesinidesign realizza e arreda strutture ricettive, hotel, alberghi, residence,<br />
aparthotel, wellness, centri benessere, campeggi, ristoranti, strutture direzionali e residenziali,<br />
uffici operativi e di rappresentanza, spazi pubblici e spazi commerciali. Alla sua presentazione,<br />
nel salone Happy Business to You di Pordenone, il progetto WWC world wide contract era<br />
rappresentato da una rosa di sei aziende che coprivano i diversi aspetti dell’arredo, dalla cucina<br />
all’illuminazione.<br />
STOCKHOLM FURNITURE & LIGHT FAIR www.stockholmsmassan.se<br />
COMMISSIONE NO COPY PER GLI ESPOSITORI<br />
La Commissione Etica “No Copy” è un mix di<br />
esperti di diritto della proprietà intellettuale e<br />
designer con un’ampia esperienza di decisioni<br />
prese su prodotti al limite dell’originalità.<br />
L’iniziativa, presentata alla fiera Stockholm<br />
Furniture & Light Fair di Stoccolma nel 2012,<br />
ha avuto un’accoglienza positiva e ha suscitato<br />
molto interesse nel pubblico specializzato.<br />
“No Copy” punta ad assicurare un alto<br />
standard etico tra gli espositori e a contrastare<br />
l’evenienza di copie non autorizzate di prodotti<br />
conosciuti o distintivi. «Abbiamo istituito<br />
la Commissione Etica per fornire consigli<br />
imparziali su questioni riguardanti la proprietà»<br />
ha spiegato il segretario di Commissione<br />
Mattias Malmstedt, esperto di diritto della<br />
proprietà intellettuale. La Commissione lavora<br />
in fiera secondo un processo decisionale in due<br />
MADE EXPO www.madeexpo.it<br />
NUOVO COMITATO<br />
E ACCORDO<br />
CON UNICREDIT<br />
Made Expo accresce il suo impegno per supportare<br />
le imprese nella creazione di opportunità commerciali<br />
con i mercati esteri e fonda un Comitato<br />
dedicato all’Internazionalizzazione, la cui presidenza<br />
è affidata a Silvio Santambrogio. <strong>Il</strong> Comitato ha<br />
l’obiettivo di dare sviluppo e continuità ai progetti<br />
di promozione internazionale che si inseriscono<br />
nel nuovo progetto fieristico, che porterà la manifestazione<br />
a essere una biennale dal 2013.<br />
Per questo Made Expo organizza Road Show<br />
e incontri B2B nei diversi mercati di riferimento,<br />
con lo scopo di intensificare occasioni di incontro<br />
e dialogo tra operatori, imprenditori, contractor,<br />
studi di architettura internazionali e delegazioni<br />
istituzionali per accompagnare le aziende in un<br />
continuo processo relazionale, anche al di fuori<br />
del momento fieristico.<br />
Grazie all’accordo stretto con UniCredit, inoltre,<br />
Made Expo mette a disposizione delle aziende<br />
espositrici una linea di credito rotativa, che permette<br />
di erogare, anche in momenti differenti,<br />
singoli finanziamenti utili per fronteggiare spese<br />
e investimenti legati alla gestione produttiva<br />
dell’azienda. Le aziende che scelgono di esporre<br />
a Made Expo potranno contare su un prodotto finanziario<br />
in grado di finanziare non solo la partecipazione<br />
alla fiera, ma anche il loro ciclo produttivo.<br />
Una volta aperta, la linea di credito dura da 3 a<br />
12 mesi anche per singoli utilizzi.<br />
fasi: prima una rapida decisione preliminare<br />
entro <strong>24</strong> ore (per esempio nel caso in cui<br />
un prodotto debba essere rimosso da una<br />
collezione esposta); poi, se richiesto, segue<br />
un esame approfondito su materiale aggiuntivo<br />
della controparte, che ha una settimana a<br />
partire dalla fine della fiera per presentare tale<br />
materiale. La sentenza può essere usata come<br />
prova in un’eventuale disputa in corso.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 17
NEWS<br />
18 <strong>ambientecucina</strong><br />
QUICK<br />
PEOPLE<br />
EVENTS<br />
STOSA CUCINE www.stosacucine.it<br />
GREEN<br />
NUOVA APERTURA IN TOSCANA<br />
Stosa Cucine potenzia ulteriormente la sua<br />
presenza distributiva, con un’apertura in una<br />
delle zone più belle d’Italia. È stato inaugurato<br />
il 10 febbraio scorso il nuovo showroom Punto<br />
Pacema Arredamenti, a Terranuova Bracciolini,<br />
in provincia di Arezzo, esclusivista di Stosa<br />
Cucine. Trecento metri quadrati di negozio<br />
ACIMALL www.acimall.com<br />
PRECONSUNTIVO IN CALO<br />
Annulla il “rimbalzo” segnato<br />
nel 2011, il calo del fatturato<br />
2012 delle macchine italiane<br />
per il legno. I dati del<br />
preconsuntivo 2012 diffusi<br />
da Acimall portano il segno<br />
negativo e confermano<br />
le difficoltà incontrate<br />
dall’industria italiana<br />
di settore che, nel corso<br />
degli ultimi cinque anni,<br />
ha complessivamente perso<br />
circa il 30% del proprio<br />
fatturato. Rispetto al 2011<br />
la produzione è calata del<br />
9,8%, dato sul quale hanno<br />
pesato sia la flessione delle<br />
esportazioni (-8%), sia<br />
l’ulteriore compressione<br />
del mercato interno (-<br />
15%). «Scontiamo la crisi<br />
dei nostri clienti italiani»,<br />
ha commentato Paolo<br />
Zanibon, direttore di Acimall,<br />
l’associazione nazionale<br />
dei costruttori di tecnologie<br />
per il legno. Con l’edilizia,<br />
il mobile e tutti i beni che<br />
nascono dal legno incastrati<br />
in una dinamica negativa,<br />
gli investimenti in beni<br />
strumentali sono bloccati<br />
e, secondo Zanibon, sarà<br />
impossibile invertire la<br />
rotta senza sostegni da<br />
parte del governo, come<br />
l’approvazione di specifici<br />
strumenti normativi, richiesti<br />
congiuntamente da Acimall<br />
e Federmacchine e a costo<br />
zero. Nel segno della<br />
continuità del sostegno alla<br />
promozione del comparto,<br />
Acimall ha recentemente<br />
dagli ampi locali, valorizzato da sei vetrine,<br />
che il titolare Vasco Ceni aggiunge con<br />
orgoglio agli altri “gioielli” di famiglia:<br />
oltre allo showroom generalista di Gaiole<br />
in Chianti, nel Senese, i due negozi Punto<br />
Cucine già attivi a Firenze.<br />
Otto i modelli di cucine Stosa esposti nello<br />
nominato vicedirettore del<br />
proprio Centro Promozionale<br />
(Cepra) Dario Corbetta<br />
(nella foto), un proprio<br />
manager che, giunto<br />
nell’associazione<br />
confindustriale nel 1991,<br />
può vantare una notevole<br />
esperienza nel settore.<br />
showroom (che propone anche zona notte e<br />
living), che colma un’assenza nel territorio<br />
di riferimento. «A nostro avviso in Valdarno<br />
mancava un punto vendita del genere -<br />
spiega il titolare - anche tenendo conto<br />
che oggi i visitatori si spostano sempre più<br />
difficilmente verso i negozi decentrati. E quindi<br />
abbiamo deciso un’apertura che, di questi<br />
tempi, rappresenta sicuramente una scelta<br />
coraggiosa, seppure convinti della qualità<br />
e professionalità della nostra proposta».<br />
Nelle immagini: a sinistra, alcuni momenti<br />
dell’inaugurazione del punto vendita toscano;<br />
a fianco, da sinistra: il titolare Vasco Ceni, il<br />
responsabile alle vendite del negozio Marco<br />
Nannicini, il presidente della provincia di Arezzo<br />
Roberto Vasai, David Sani, Sales Manager Italia<br />
e Product Manager di Stosa Cucine, e Vanessa<br />
Ceni, figlia del titolare.<br />
FINDOMESTIC www. findomestic.it<br />
FIDUCIA CON I SALDI<br />
MA LA CASA È FERMA<br />
Secondo l’Osservatorio Findomestic, a gennaio,<br />
mese dei saldi, sembra essersi risollevato<br />
il grado di fiducia dei consumatori italiani attestatosi<br />
a quota 3,29 punti, che restano però<br />
ben lontani dai 7 che rappresentano la soglia<br />
positiva. Intanto, sono però diminuite le intenzioni<br />
di spesa per i mobili: gli Italiani che pensano<br />
di comprare pezzi d’arredamento nei primi<br />
tre mesi dell’anno sono solo il 14,7%. Anche gli<br />
elettrodomestici non rientrano nei sogni immediati<br />
dei nostri connazionali: per gli apparecchi<br />
bianchi, le intenzioni di spesa scendono da 13,8<br />
a 12,7%. Si riducono di 0,5 punti percentuali gli<br />
interessati ad acquistare piccoli elettrodomestici<br />
nel trimestre (da <strong>24</strong>,9 a <strong>24</strong>,2%). Per ciò che<br />
concerne i livelli massimi di spesa che si intende<br />
sostenere, si registra una piccola inversione:<br />
si registra una crescita per gli elettrodomestici<br />
bianchi, che passano da 713 a 774 euro, mentre<br />
è in calo, seppure lieve, la spesa prevista per i<br />
“piccoli” (da 187 a 175 euro).
L’area giorno e l’area cucina<br />
di Team 7 all’interno<br />
di Archilogo, rispettivamente<br />
al primo e al secondo piano<br />
dello showroom, nel Milanese.<br />
ICA GROUP www.icagroup.it<br />
TRATTAMENTO<br />
VIRTUALE DEL LEGNO<br />
Si chiama Wood Look ed è una tecnologia innovativa,<br />
messa a punto da ICA (il gruppo industriale<br />
di Civitanova Marche attivo nella produzione e<br />
commercializzazione di vernici speciali per legno,<br />
che detiene il 16% della quota nazionale del mercato<br />
di riferimento). Si tratta di un software per<br />
il trattamento virtuale del legno con colori ed effetti<br />
ad alta definizione. Un configuratore in tempo<br />
reale, studiato per presentare colori ed effetti<br />
direttamente sull’immagine 3D creata e utilizzata<br />
dai produttori di mobili. In poche parole, il cliente<br />
può visualizzare il colore dei propri manufatti con<br />
l’applicazione virtuale della nuova linea Natural<br />
Matter, i coloranti ad acqua ICA in 15 nuove tonalità,<br />
studiati per esaltare la naturalezza della<br />
venatura del legno. Tra i vantaggi del sistema<br />
Wood Look, la possibilità di vedere il risultato finale<br />
dell’applicazione di una vernice senza ricorrere<br />
alla realizzazione di prototipi e offrire a chi si occupa<br />
di interior design rendering realistici immediati<br />
di colori, effetti e abbinamenti.<br />
TEAM 7 www.team7.at www.archilogo.it<br />
PRIMO SHOP-IN-SHOP ITALIANO<br />
Reduce dal successo recente della partecipazione<br />
a Living Kitchen, a Colonia, dove ha presentato<br />
la cucina Vao (design Sebastian Desch),<br />
Team 7 ha inaugurato ufficialmente a fine gennaio<br />
il suo primo shop-in-shop italiano. L’zienda<br />
austriaca, leader nella produzione di mobili in<br />
legno massello naturale, ha scelto un raffinato<br />
showroom nel Milanese, Archilogo, come scenario<br />
per presentarsi con un’immagine più completa<br />
e coordinata alla clientela italiana.<br />
<strong>Il</strong> punto vendita di Concorezzo (MB), fondato da<br />
Davide Meani e Cosimo Delli Santi, si trova immerso<br />
nel verde, all’interno di un tipico cascinale<br />
lombardo del ’600, rinnovato secondo i primi<br />
criteri della bioedilizia degli anni ’90. Duecento<br />
mq su due livelli, in un’ambientazione (e con un<br />
concept di approccio alla clientela) che rispecchia<br />
e valorizza appieno i canoni della filosofia<br />
Team 7, che esalta la bellezza del legno massello<br />
(proveniente da produzione propria) e la qualità<br />
della lavorazione, strettamente connesse<br />
alla estrema sostenibilità, al design innovativo<br />
e a un’applicazione tecnologica che ha originato<br />
brevetti di ultima generazione. Un esempio<br />
è il nuovo tavolo Flaye (design Jacob Strobel),<br />
l’unico allungabile “in soli 4 secondi e con una<br />
sola mano”. «Questa apertura segna l’ingresso<br />
ufficiale dell’azienda in questo mercato, che necessita<br />
oggi di un nostro maggiore investimento»<br />
ha dichiarato Georg Emprechtinger, Ceo di<br />
Team7. «La sintonia già collaudata con i soci di<br />
Archilogo - precisa all’inaugurazione Thomas<br />
Lehner, responsabile vendite per la<br />
Svizzera e l’Italia - è determinante per<br />
condividere valori e proposte.<br />
E nonostante il momento congiunturale<br />
non favorevole per il Paese, l’Italia rappresenta<br />
per Team 7 un mercato qualificante<br />
e qualificato, in grado di apprezzare<br />
il connubio di natura, design,<br />
responsabilità e tecnologia dei nostri<br />
prodotti. Lo shop-in-shop presso Archilogo<br />
è il capolista di altre aperture in<br />
programma per il futuro”. (C.C.)<br />
<strong>ambientecucina</strong> 19
NEWS<br />
20 <strong>ambientecucina</strong><br />
QUICK<br />
PEOPLE<br />
EVENTS<br />
GRUPPO COSENTINO www.cosentinogroup.net<br />
GREEN<br />
91 MILIONI DI INVESTIMENTI<br />
PER IL NUOVO DEKTON ®<br />
Innovare e investire, e farlo in misura ingente<br />
in Europa, anzi in Spagna. Una buona,<br />
anzi ottima notizia - in questi tempi -<br />
di buona salute industriale e commerciale,<br />
e in particolare se viene da una multinazionale<br />
quale Cosentino. Leader mondiale nello<br />
sviluppo, produzione e distribuzione di<br />
superfici in quarzo e pietra naturale, Cosentino<br />
ha presentato in anteprima nelle scorse<br />
settimane alla stampa specializzata quella<br />
che definisce come “la più importante sfida<br />
tecnologica e commerciale nel comparto<br />
mondiale dell’industria della pietra”:<br />
la produzione della nuova superficie<br />
ultra-compatta Dekton ® . Un impegno, quello<br />
della multinazionale spagnola, partito con<br />
22mila ore di ricerca, che ha comportato un<br />
investimento di 91 milioni di euro, culminato<br />
nella realizzazione del nuovo stabilimento,<br />
il Cosentino Group Industrial Park, in Almeria<br />
(Cantoria), dove sarà prodotto il Dekton ®<br />
utilizzando l’avanzata tecnologia “PST”<br />
(Particle Sintering Technology), sviluppata<br />
esclusivamente dalla divisione RD&I del<br />
Gruppo. Un investimento ingente, che è stato<br />
utilizzato in buona parte per consolidare<br />
e incrementare la capacità di produzione<br />
e la logistica dell’azienda, raddoppiando<br />
la superficie del Parco Industriale del gruppo<br />
e aggiungendo altri 580mila mq di terreno<br />
industriale per ospitare le nuove istallazioni.<br />
Un impegno con cui Cosentino “vuole<br />
riaffermare l’idea di una strategia basata<br />
sull’innovazione e sulla diversificazione<br />
del prodotto”. Presentato nella sede del<br />
gruppo con una visita dettagliata al nuovo<br />
stabilimento in fase di ultimazione, Dekton ®<br />
by Cosentino sarà lanciato commercialmente<br />
fra poche settimane, in occasione del Salone<br />
milanese di aprile, e si annuncia come “una<br />
rivoluzione nel mercato e un grande aiuto<br />
per gli architetti”. Dekton ® è una superficie<br />
ultra-compatta, ottenuta attraverso un mix<br />
di materiali inorganici, che potrà essere<br />
utilizzata per diverse applicazioni di alto<br />
valore in spazi sia pubblici sia privati, interni<br />
<strong>Il</strong> nuovo stabilimento del Cosentino Group Industrial Park, in<br />
Almeria (Cantoria), dove sarà prodotto l’innovativo Dekton ® ,<br />
e le prime immagini della nuova superficie.<br />
ed esterni: pavimenti, scale, rivestimenti,<br />
facciate per ambienti esterni e piani di lavoro.<br />
Difficile riassumere le qualità tecnologiche,<br />
funzionali ed estetiche di Dekton ® destinate<br />
ad attrarre e favorire i progettisti: la resistenza<br />
termica, chimica e ai raggi UV, le performance<br />
meccaniche, la realizzazione in grandi formati<br />
(lastre di 320x144 cm con spessori di 8 mm,<br />
2 e 3 cm). Inoltre può essere realizzato in colori<br />
simili a pietra naturale, legno, pelle, metallo,<br />
cemento e colori solidi, con finiture ad effetto<br />
increspato, pelle, denim, ardesia, satinato o<br />
verniciato. Un rivoluzionario portfolio<br />
che spalanca nuove possibilità di interior<br />
design e di progettazione e decorazione<br />
architettonica sostanzialmente senza limiti.<br />
A fronte dell’ingente investimento<br />
in Almeria, sede dell’headquarter e delle cave<br />
da cui Cosentino ricava buona parte dei quarzi<br />
utilizzati, è stato annunciato che la crescita<br />
economica del Gruppo (che realizza circa<br />
l’80% del fatturato nei mercati internazionali)<br />
continuerà a basarsi sull’internazionalizzazione<br />
e sulla diversificazione geografica, con<br />
particolare attenzione alla formazione dei<br />
dipendenti e al servizio clienti, “sempre<br />
considerando come pilastro di tutte le<br />
attività lo sviluppo sostenibile del business<br />
e il rispetto delle persone e dell’ambiente”.<br />
Tra le innovazioni logistiche, la sofisticata<br />
“Intelligent Logistics Platform”, un centro di<br />
distribuzione automatico che ha comportato un<br />
investimento di 16 milioni di euro, che fornirà<br />
con potenziata eccellenza i vari prodotti del<br />
Gruppo ai Cosentino Center di tutto il mondo,<br />
raggiungendo, con le 28 aperture pianificate,<br />
un totale di 90 centri nei prossimi due anni.<br />
Complessivamente, l’investimento commerciale<br />
e produttivo del Gruppo, per il periodo 2012-<br />
2014, sarà di 167 milioni di euro, con una<br />
crescita del 17% annuo. Attualmente il Gruppo<br />
Cosentino conta 6 stabilimenti, 15 centri di<br />
produzione per le superfici cucina e bagno<br />
negli Stati Uniti, oltre 70 punti di distribuzione<br />
o Center in tutto il mondo e uno staff di oltre<br />
2.200 unità in tutto il mondo. (C.C.)
ELICA www.elica.com<br />
DUE PREMI PER IL DESIGN<br />
<strong>Il</strong> Gruppo Elica, attivo nel mercato delle cappe<br />
da cucina sin dagli anni ’70, apre il 2013 con<br />
due riconoscimenti d’eccezione: l’iF Product<br />
Design Award 2013 conferito dal iF International<br />
Forum Design per le cappe Sweet e Tiffany<br />
e il Good Design Award 2012 assegnato<br />
da The Chicago Athenaeum per i modelli 35CC<br />
e Tiffany (design Fabrizio Crisà di Elica Design<br />
Center). L’iF Product Design Award, premio<br />
annuale tedesco riconosciuto a livello mondiale,<br />
promuove, su oltre tremila progetti candidati,<br />
i migliori progetti scelti da una giuria<br />
di esperti di design provenienti da settori diversi.<br />
Sweet e Tiffany, due nuovi prodotti presentati<br />
da Elica a Eurocucina 2012, sono stati<br />
scelti per la completezza del progetto e il design<br />
innovativo. Anche il Good Design Award<br />
è un prestigioso riconoscimento attribuito da<br />
una giuria internazionale di professionisti ed<br />
esperti riuniti da The Chicago Athenaeum; il<br />
concorso nella sua lunga storia ha sempre<br />
coinvolto e premiato i più importanti designer<br />
SANHUA www.sanhuaeurope.com<br />
SIGLATO ACCORDO<br />
CON AWECO<br />
PER IL BIANCO<br />
È nato un nuovo soggetto tra i protagonisti della<br />
scena mondiale dell’elettrodomestico bianco,<br />
grazie all’accordo tra Zhejiang Sanhua Co.<br />
Ltd. (Ningbo, Cina) e Aweco Appliance Systems<br />
GmbH & Co. KG (Neukirch, Germania). Sanhua,<br />
fornitore di grandi produttori del settore Automotive,<br />
elettrodomestico e HVAC&R, è presente nella<br />
top 100 dei più forti marchi cinesi industriali.<br />
Con questa operazione il gruppo cinese acquisisce<br />
il patrimonio e la base clienti di Aweco (fornitore di<br />
sistemi e componenti energeticamente efficienti<br />
per l’industria di apparecchi per uso domestico<br />
e commerciale), compresi tutti i brevetti, marchi,<br />
produzione e le quote di mercato Aweco in Germania,<br />
Polonia, Austria, Slovacchia e Cina.<br />
mondiali. Le cappe 35CC (nella foto) e Tiffany<br />
che saranno esposte in maniera permanente<br />
presso il Chicago Athenaeum, seguono le orme<br />
di Ola, cappa premiata con il Good Design<br />
2008 e ancora uno dei prodotti di maggiore<br />
successo della gamma Elica.<br />
ELECTROLUX www.electrolux.it<br />
NUOVA GUIDA PER<br />
LA COMUNICAZIONE<br />
Angela Greco è il nuovo Capo della<br />
Comunicazione di Corporate di Electrolux<br />
in Italia. È responsabile della guida e del<br />
coordinamento delle attività italiane di<br />
Corporate Communication, subentrando a<br />
Sebastiano Puglisi. Greco (entrata nel team<br />
comunicazione di Electrolux nel 2001) negli<br />
ultimi quattro anni ha guidato la comunicazione<br />
dell’Electrolux Manufacturing System (EMS)<br />
a livello globale, con sede a Stoccolma.<br />
CONVEGNO www.usl3.toscana.it<br />
ABITARE LA CURA,<br />
PROGETTI SENSIBILI<br />
L’abitare come avere-cura, l’abitare come terapia.<br />
Un tema inedito e importante, quello in<br />
programma a Firenze, il 1 marzo, presso l’ Auditorium<br />
S.Apollonia, con il convegno “Abitare la<br />
Cura”, promosso dalla Regione Toscana a partire<br />
dal progetto di Lilli Bacci, che dopo una personale<br />
esperienza di un familiare ricoverato in vari<br />
luoghi di cura, ha proposto possibili interventi di<br />
umanizzazione nelle stanze all¹interno di strutture<br />
ospedaliere. L’attenzione è focalizzata sullo spazio<br />
della cura che da asettico e squallido possa diventare<br />
luogo da abitare, ritrovandoci una parte di ciò<br />
che fa sentire bene e a proprio agio dentro casa.<br />
La prima parte dell convegno è dedicata all’analisi<br />
di aspetti teorici dell¹abitare e dell¹avere cura con<br />
la partecipazione di intellettuali e professionisti,<br />
mentre la seconda esamina esperienze in atto in<br />
diverse realtà ospedaliere. La Regione Toscana si<br />
pone come punto di incontro e promotore di questa<br />
nuova sensibilità che si auspica sempre più<br />
diffusa, così come sta avvenendo per la Pet Teraphy.<br />
<strong>Il</strong> convegno è a cura di Lilli Bacci e del settore<br />
Diritti e Servizi Socio-Sanitari della persona in<br />
Ospedale della Regione Toscana.<br />
GROHE www.grohe.it<br />
PER LE SCUOLE<br />
DI CONGUSTO<br />
Congusto, il network di scuole di cucina attivo<br />
dal 2003 e presente a Milano, Roma e Catania,<br />
ora impiega nella sede lombarda miscelatori<br />
professionali Grohe. Con 400 metri quadrati<br />
su due piani, la location milanese ospita<br />
una cucina professionale attrezzata secondo<br />
elevati standard e la zona lavaggio dispone<br />
di lavelli con miscelatori K7 Grohe, che offrono<br />
massima praticità e performance elevate.<br />
La leva del miscelatore monocomando K7, ad<br />
esempio, può essere ruotata avanti e indietro,<br />
rispettivamente del 30 e del 70%, agevolando<br />
ogni operazione anche se il miscelatore<br />
è installato molto vicino alla parete.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 21
NEWS<br />
22 <strong>ambientecucina</strong><br />
QUICK<br />
PEOPLE<br />
EVENTS<br />
TECNOGAS www.tecnospa.it<br />
DEFINITO IL NUOVO ASSETTO<br />
SOCIETARIO<br />
LA STORICA AZIENDA PRODUTTRICE DI CUCINE E FORNI È STATA ACQUISITA AL 100%<br />
DA YOUNES ZAREIPOUR, IMPRENDITORE DI ORIGINE IRANIANE E CITTADINO ITALIANO DA 30 ANNI<br />
A gennaio 2013, l’imprenditore Younes Zareipour<br />
ha portato a termine l’acquisto del 100%<br />
di Tecnogas, storica azienda produttrice di cucine<br />
e forni. Di origini iraniane ma cittadino italiano<br />
da oltre 30 anni, Zareipour era stato artefice<br />
nel 2010 dell’acquisizione di Tecnogas dal<br />
Gruppo Antonio Merloni e già deteneva il 25%<br />
del capitale dell’impresa, mentre il restante<br />
75% era in mano alla multinazionale MMD di<br />
Dubai che oggi gli ha ceduto tutte le quote.<br />
«<strong>Il</strong> progetto Tecnogas è stato una sfida appassionante<br />
e da presidente ho vissuto in prima<br />
persona la rinascita di un’importante realtà<br />
industriale italiana. Per questo ho colto con<br />
entusiasmo l’opportunità di guidare al 100%<br />
l’azienda e di scommettere ulteriormente sul<br />
suo futuro».<br />
Quali sono stati i risultati più importanti raggiunti<br />
in questi due anni?<br />
Abbiamo focalizzato la massima attenzione sul<br />
prodotto a marchio Tecnogas senza peraltro<br />
trascurare la parte OEM che nel passato aveva<br />
rappresentato la maggiore quota di fatturato.<br />
L’obiettivo era esplicitare attraverso il prodotto<br />
la vera identità del brand ed affermarlo al posto<br />
che storicamente gli compete, come marchio<br />
di eccellenza nella cottura, caratterizzato<br />
da prodotti robusti e con finiture di pregio.<br />
I risultati ci hanno dato ragione. Nel 2010 Tecnogas<br />
fatturava 30 milioni di euro grazie alla<br />
sua attività come OEM, oggi ne fattura circa<br />
40, di cui il 40% a marchio Tecnogas.<br />
Un cambio di rotta che è stato supportato da<br />
una serie di novità, alcune delle quali sono<br />
esclusive assolute con cui Tecnogas stabilisce<br />
la supremazia tecnologica nel settore, come ad<br />
esempio la cucina Next 90 Grand, con maxiforno<br />
da 150 litri e 4 ventole.<br />
Investire sul prodotto vuol anche dire investi-<br />
GREEN<br />
Younes Zareipour,<br />
imprenditore<br />
e presidente<br />
di Tecnogas.<br />
re sul processo. Quali sono stati i passaggi<br />
più significativi?<br />
Premetto che Tecnogas, o meglio le sue maestranze,<br />
ci hanno riservato delle bellissime sorprese.<br />
Per sviluppare un nuovo prodotto nel<br />
settore ci vogliono in genere due anni.<br />
Noi in quello stesso periodo abbiamo lavorato<br />
su tutta la gamma e contemporaneamente<br />
abbiamo messo a sistema i principi della lean<br />
production. Parlando del personale Tecnogas<br />
si può ben dire che abbiamo scovato sotto la<br />
cenere del carbone ardente, ovvero grandi<br />
competenze e processi industriali di altissimo<br />
livello. Senza il loro apporto non saremmo mai<br />
riusciti a fare quello che abbiamo realizzato in<br />
soli due anni.<br />
Per il 2013 quali sono gli obiettivi?<br />
Dopo aver lavorato sulla nuova piattaforma di<br />
prodotto nel 2011, esteso la gamma del free<br />
standing e quella del built-in nel 2012, per il<br />
2013 l’obiettivo sarà quello di stringere accordi<br />
di partnership o joint venture con aziende che<br />
possano arricchire la gamma offerta soprattutto<br />
nel built-in, con quelle tipologie di prodotto<br />
che non rappresentano il dna dell’azienda.<br />
Penso alla cappa, ad esempio, ma non solo.<br />
Oggi un marchio di pregio deve proporsi con<br />
una gamma completa, stilisticamente coerente<br />
e tecnologicamente all’avanguardia: penso<br />
ad esempio a prodotti come l’abbattitore di<br />
temperatura, la macchina del sottovuoto e il<br />
forno a vapore per cucinare col metodo Sous<br />
Vide, prodotti che abbiamo già inserito a catalogo<br />
e che abbiamo presentato con successo<br />
a Sicam. <strong>Il</strong> 2013 rappresenta un’interessante<br />
opportunità anche per una crescita nel settore<br />
OEM viste le difficoltà che alcuni concorrenti<br />
storici stanno attraversando.<br />
Quali sono oggi i mercati più interessanti per<br />
Tecnogas e quali le opportunità in Italia?<br />
La crescita si è consolidata soprattutto in Medio<br />
Oriente ma ci sono spazi di sviluppo anche<br />
su mercati sofisticati come Francia, Inghilterra,<br />
Olanda, Australia o emergenti come America<br />
Latina e Far East. La massima attenzione<br />
all’export non vuole dire che trascuriamo l’Italia<br />
dove ci sono opportunità di sviluppo per<br />
un brand forte e dalla ottima reputazione, pur<br />
avendo registrato una contrazione nei numeri<br />
impressionante. Nelle cucine free standing il<br />
mercato si è ridotto dai 300mila pezzi del 2008<br />
ai 200mila circa attuali. Numeri che parlano da<br />
soli ma che non sanno raccontare, viceversa, la<br />
reale disponibilità del consumatore a investire<br />
su prodotti che abbiano reali contenuti di qualità.<br />
Ad oggi nella GDO c’è ancora poca chiarezza<br />
nella proposta e le differenze fanno fatica<br />
ad emergere. Per questo noi abbiamo puntato<br />
tanto su un prodotto con un’identità molto<br />
forte, capace di comunicare immediatamente<br />
la propria qualità. Nonostante le difficoltà registriamo<br />
una crescita delle vendite e prevediamo<br />
di rafforzarci ulteriormente nell’anno<br />
in corso grazie al lancio di nuovi prodotti free<br />
standing e built-in sia per il canale eldom sia<br />
per quello dei mobilieri. (R.R.)
GRUPPO CUCINE ASSARREDO www.federlegnoarredo.it<br />
UN CONSIGLIO<br />
COMPATTO E UNANIME<br />
I CONSIGLIERI DEL GRUPPO CUCINE DI ASSARREDO SI SONO RIUNITI<br />
A PESARO, L’8 FEBBRAIO, PRESSO LA SEDE DI SCAVOLINI. UNA<br />
RIUNIONE IMPORTANTE IN CUI SI SONO DISCUSSI GLI OBIETTIVI PER<br />
IL PROSSIMO FUTURO E I PROGETTI CONCRETI PER IL 2013. CE NE<br />
PARLA STEFANO DE COLLE, CONSIGLIERE INCARICATO DEL GRUPPO<br />
<strong>Il</strong> consiglio direttivo del Gruppo Cucine-<br />
Assarredo si è riunito l’8 febbraio presso<br />
la sede di Scavolini, a Pesaro, per discutere<br />
e deliberare i programmi per il 2013.<br />
Un incontro che, come dice il consigliere<br />
incaricato Stefano De Colle «si può definire<br />
storico, perché la compattezza di intenti<br />
emersa da parte dei consiglieri, per la prima<br />
volta tutti presenti, ha rafforzato il Gruppo,<br />
il cui ruolo in Assarredo sarà tanto più incisivo<br />
quanto più si sarà uniti».<br />
La necessità di definire progetti concreti<br />
e condivisi è stato il punto di partenza del<br />
consiglio dell’8 febbraio che ha deliberato<br />
il programma di incontri di alto profilo<br />
organizzati in collaborazione con Fabio Salvati<br />
e la sua società di consulenza The Fourge.<br />
<strong>Il</strong> programma di “Pills for thought”, questo<br />
il nome del progetto, prevede una scaletta<br />
ambiziosa ed estremamente stimolante<br />
per offrire, come recita l’introduzione del<br />
programma, “visioni innovative alle imprese,<br />
coinvolgendo relatori che rappresentino<br />
il meglio a livello internazionale per ogni<br />
singolo argomento trattato”.<br />
Secondo la volontà del Gruppo, il debutto<br />
della prima delle otto “pillole per il pensiero”<br />
in programma dovrebbe coincidere con<br />
l’Assemblea annuale di FederlegnoArredo,<br />
così da poter condividere l’appuntamento<br />
con tutti gli associati. «Affrontare temi nuovi,<br />
e con nuovi approcci, per riuscire meglio a<br />
comprendere tempi e contesti economicisociali<br />
è l’obiettivo primario degli incontri.<br />
<strong>Il</strong> benchmark mondiale di riferimento,<br />
per capire la portata e il taglio delle Pillole,<br />
è sicuramente quello rappresentato dai<br />
Ted Talks (www.ted.com), un fenomeno che<br />
ha una straordinaria capacità incisiva nei<br />
diversi settori di riferimento» puntualizza<br />
Stefano De Colle. «Eventi di grande impatto<br />
culturale che possano innestare un processo<br />
di cambiamento per tutto il settore.<br />
Per questo desideriamo che siano incontri<br />
aperti a tutti, anche ai non associati».<br />
Sempre a Pesaro, il presidente di Assarredo<br />
Giovanni Anzani, che rappresenta il Gruppo<br />
in seno alla Federazione, ha presentato<br />
un progetto di comunicazione destinato<br />
alla cucina italiana e alla sua valorizzazione<br />
sui mercati internazionali. <strong>Il</strong> progetto prevede<br />
un piano integrato di comunicazione,<br />
Nella foto, da sinistra: Silvio Fortuna, Edi Snaidero,<br />
Ottorino Magnabosco, Stefano De Colle, Valter<br />
Scavolini, Giovanni Anzani, Denise Archiutti,<br />
Gianmarco Scavolini, Massimo Belligotti,<br />
Dante Cester, Alberto Scavolini.<br />
comprensivo anche di uno spot dedicato e di<br />
un’attività di pubbliche relazioni sui mercati<br />
esteri. Molto ambizioso, e ancora suscettibile<br />
di maggiore definizione, è stato accolto<br />
con interesse e favore dagli imprenditori.<br />
Netto e unanime sfavore si è registrato<br />
invece da parte del Gruppo, ma anche di altri<br />
cucinieri non associati intervenuti all’incontro<br />
organizzato a fine sessione, nei confronti<br />
della decisione del Cosmit di cambiare<br />
il regolamento che fino a maggio scorso<br />
impediva di proporre cucine in fiera al di fuori<br />
di Eurocucina, la manifestazione biennale che<br />
rappresenta il settore.<br />
«Eurocucina è un brand che va difeso e<br />
tutelato. Invieremo una lettera a Cosmit<br />
affinché si possano trovare per le prossime<br />
edizioni del Salone del Mobile delle soluzioni<br />
che preservino la biennalità che la caratterizza<br />
da sempre e che corrisponde alle necessità<br />
della maggioranza degli imprenditori. Una<br />
cadenza che ne rafforza sicuramente il<br />
valore, e che, in questo senso, va mantenuta,<br />
perché Eurocucina è un patrimonio di tutta<br />
l’associazione, e non solo degli imprenditori<br />
del nostro settore». (R.R.)<br />
<strong>ambientecucina</strong> 23
NEWS<br />
<strong>24</strong> <strong>ambientecucina</strong><br />
QUICK<br />
PEOPLE<br />
INTERZUM www.interzum.com<br />
UNA PIAZZA<br />
POLISENSORIALE<br />
Secondo il management della fiera tedesca Interzum<br />
(Colonia 13-16 maggio 2013), le “piazze” tematiche<br />
rappresentano veri e propri eventi nell’evento e sono<br />
aree di attrazione che mettono in scena tendenze<br />
innovative. Quella dedicata al mix tra il legno naturale<br />
e le superfici decorative di rivestimento si intitola<br />
“Materials&Nature” e sarà ubicata nella hall 6. Molti dei<br />
visitatori professionali della fiera utilizzano sia il legno<br />
naturale, sia le superfici decorative e la piazza propone<br />
un’esperienza sensoriale, oltre che informativa, di entrambi<br />
i rivestimenti. Accessibile da tutti i lati, stimola i<br />
cinque sensi e offre una panoramica di utilizzi originali,<br />
colori, decori, finiture da guardare, toccare e, nel caso<br />
delle essenze naturali, anche da annusare.<br />
<strong>Il</strong> tema portante dell’intera manifestazione è, per l’edizione<br />
di quest’anno, quello dei materiali innovativi.<br />
Nella hall 4.2 una piazza presenterà designer, architetti<br />
e produttori che danno vita a progetti “smart”, tra i<br />
quali componenti intelligenti, materiali insoliti, superfici<br />
impensabili come quelle antibatteriche per i bagni, o le<br />
piastrelle per cucina che cambiano colore.<br />
Rooms Moscow, in programma nel centro espositivo<br />
Crocus Expo International dal 21 al 25 maggio 2013,<br />
è il nuovo format fieristico realizzato da Koelnmesse in<br />
collaborazione con Media Globe. A cadenza annuale,<br />
la fiera è dedicata ad aziende internazionali che desiderano<br />
affrontare i mercati dell’arredamento in Russia<br />
e nei paesi dell’Est Europa. Saranno rappresentati tutti<br />
i principali settori, con una gamma espositiva che spazierà<br />
dagli arredi per la casa e l’ufficio alla cucina, dalle<br />
EVENTS<br />
GREEN<br />
LIVING KITCHEN www.livingkitchen-cologne.com<br />
UNA CONFERMA INTERNAZIONALE<br />
Trainata dall’industria tedesca, Living Kitchen 2013 ha mantenuto tutte le promesse della prima edizione,<br />
superandola sia come affluenza di visitatori sia come grado di internazionalità. Atmosfera più che vivace,<br />
costante afflusso di operatori e una maggiore convinzione da parte degli espositori hanno caratterizzato<br />
positivamente la seconda edizione di Living Kitchen che si è conclusa il 20 gennaio. <strong>Il</strong> dato più eloquente<br />
è la crescita dell’internazionalità dei visitatori, che si assesta a +13% rispetto alla precedente edizione,<br />
per un totale di 142mila visitatori, di cui il 42% stranieri. Sono aumentati considerevolmente i buyer<br />
provenienti dall’Europa, soprattutto dalla Federazione Russa e dai paesi europei ed è stato anche registrato<br />
un incremento notevole di visitatori provenienti dall’Asia, in particolare dalla Cina. L’anima tedesca della fiera<br />
si è invece confermata sul fronte espositivo dove è stata l’industria del paese a proporre le maggiori novità<br />
e a presentarsi con massima enfasi. Anche per la maggior parte dei produttori di elettrodomestici presenti<br />
Living Kitchen è stata l’occasione per fare dei lanci importanti. In particolare Mìele ha presentato oltre 200<br />
prodotti nuovi, le nuove gamme PureLine e ContourLine, mentre Electrolux ha utilizzato la piattaforma tedesca<br />
per presentare il nuovo brand Grand Cuisine. Per quanto riguarda gli italiani presenti, è indubbio che Colonia<br />
sia stata un appuntamento interessante ma sicuramente le risorse impiegate sono state minori rispetto<br />
all’appuntamento di Milano. Interessante l’iniziativa “Ambiente Cucina”, promossa da Koelnmesse Italia<br />
per presentare cinque produttori primari (Dada, Ernestomeda, Lago, Minotti Cucine e Riva1920) soprattutto<br />
considerato il ritorno dell’iniziativa registrato dai cinque produttori: «Si è trattato di un’operazione riuscita»<br />
ha sottolineato, ad esempio, Matteo Scrima, export dept. di Ernestomeda. «È stata la nostra prima<br />
esperienza sul mercato tedesco, con interlocutori che spesso a Milano non ci sono, come i Tedeschi<br />
e i Nord Europei e abbiamo riscontrato un’alta qualità di visitatori».<br />
Sul prossimo numero di Ambiente Cucina, il report con le novità più significative presentate a Colonia.<br />
ROOMS MOSCOW www.koelnmesse.it/rooms_moscow<br />
NUOVA PIATTAFORMA PER LA RUSSIA E L’EST EUROPA<br />
soluzioni outdoor fino ai materiali e alla componentistica<br />
per la produzione di mobili, per offrire ai visitatori<br />
una panoramica completa sul design degli ambienti e<br />
la produzione di mobili e arredi d’interni, pavimentazioni,<br />
rivestimenti, soffitti e illuminazione. Koelnmesse<br />
Italia organizzerà per le aziende italiane aree espositive<br />
situate in posizioni strategiche nei vari settori merceologici,<br />
con stand preallestiti di varia metratura, realizzati<br />
da un partner italiano di Koelnmesse, comprensivi di<br />
ogni tipo di servizio. In particolare ci saranno aree dedicate<br />
alle aziende italiane nel settore della cucina (hall<br />
13) e in quello dell’arredamento per la casa e l’ufficio<br />
(hall 15). Un’ulteriore area italiana sarà realizzata nel<br />
settore della componentistica (hall 13) dove, per agevolare<br />
la presenza delle aziende italiane che nel mese di<br />
maggio esporranno a Interzum, Koelnmesse Italia propone<br />
una soluzione particolarmente conveniente da un<br />
punto di vista sia economico sia organizzativo.
I SALONI www.cosmit.it<br />
A MILANO, IL MONDO<br />
CHE ABITEREMO<br />
DAL 9 AL 14 APRILE SI RINNOVA<br />
L’IMPERDIBILE APPUNTAMENTO<br />
INTERNAZIONALE CON IL<br />
DESIGN E L’INNOVAZIONE.<br />
EVENTO 2013: L’UFFICIO<br />
SECONDO JEAN NOUVEL<br />
<strong>Il</strong> pay off della pagina pubblicitaria della<br />
prossima edizione del Salone Internazionale<br />
del Mobile non lascia dubbi: a Milano e solo<br />
a Milano si dettano le tendenze e si vive<br />
l’emozione dell’innovazione. Coerente con tale<br />
concetto, la scelta degli uffici della Unicredit<br />
Tower di zona Garibaldi come sede dove<br />
è stata organizzata il 7 febbraio la conferenza<br />
stampa per il lancio internazionale dei<br />
Saloni. Un luogo che ha cambiato<br />
radicalmente lo skyline di Milano rendendolo<br />
più avveniristico. Proprio sull’importanza<br />
di sapersi rinnovare si è soffermato a lungo<br />
il presidente di Cosmit, Claudio Luti:<br />
«La chiave del nostro successo<br />
è rendere il Salone il luogo per eccellenza<br />
dell’innovazione. Per mantenere la leadership,<br />
l’esposizione dovrà continuare a essere<br />
sinonimo di novità e vetrina di anteprime<br />
assolute. Presentare prodotti nuovi, non solo<br />
può emozionare il pubblico, ma deve anche<br />
motivare la forza vendita. In questo settore,<br />
l’Italia ha profuso la migliore energia. Abbiamo<br />
un nucleo di imprese che sa rischiare e dialoga<br />
con i designer di tutto il mondo». Luti, insieme<br />
a Giuliano Pisapia, sindaco di Milano e a<br />
Stefano Boeri, assessore alla cultura, hanno<br />
anche ricordato che per la prossima edizione<br />
(dal 9 al 14 aprile 2013) ci sarà una maggiore<br />
collaborazione tra città e Salone, con<br />
l’iniziativa “musei aperti” e il biglietto unico<br />
per metro e fiera. Un segnale positivo che<br />
ribadisce l’indissolubile legame tra città e<br />
manifestazione. Un connubio vincente capace<br />
di creare il fenomeno internazionale del Salone<br />
del Mobile, dove sono attesi oltre 300mila<br />
visitatori provenienti da ben 160 paesi.<br />
A richiamare l’attenzione saranno le proposte<br />
degli oltre 2.500 espositori che animeranno<br />
il quartiere fieristico di Rho. Tra loro si segnala<br />
anche il ritorno di alcune aziende storiche<br />
sia al Salone del Mobile sia al SaloneUfficio,<br />
a conferma del ruolo che la manifestazione<br />
milanese riveste per le imprese in termini di<br />
originalità, cambiamento e visibilità. Euroluce,<br />
in posizione strategica tra gli ingressi di Porta<br />
Ovest e Porta Sud, di fronte al SaloneUfficio,<br />
occuperà 38mila mq, ripartiti tra i 4 padiglioni<br />
9-11 e 13-15. Saranno 12mila i mq destinati<br />
ai mobili e agli accessori per gli ambienti di<br />
lavoro all’interno dei padiglioni 22-<strong>24</strong>, tra loro<br />
adiacenti. La 16ª edizione del SaloneSatellite,<br />
la manifestazione nei padiglioni 22-<strong>24</strong><br />
destinata ai progetti degli under 35, è dedicata<br />
al tema “Design e artigianato: insieme per<br />
l’industria” e come ogni anno offre visibilità ai<br />
giovani designer emergenti e la possibilità di<br />
creare contatti con molte aziende espositrici.<br />
Sempre nell’ambito del Satellite, si rinnova il<br />
Concorso che premierà i tre prototipi migliori<br />
tra quelli presentati, relativi alle merceologie<br />
delle manifestazioni biennali di questa<br />
edizione, Euroluce e SaloneUfficio. A proposito<br />
di quest’ultimo, l’evento sarà proprio il<br />
“Progetto: ufficio da abitare” di Jean Nouvel,<br />
archistar Pritzker Prize 2008. In un’area di<br />
1.200 mq, all’interno dei padiglioni dedicati al<br />
SaloneUfficio, l’architetto francese proporrà<br />
diversi scenari sviluppando la sua visione<br />
dello spazio di lavoro (nella foto piccola,<br />
un’anteprima del progetto dell’allestimento).<br />
I SALONI SUI SOCIAL<br />
L’importante manifestazione milanese<br />
potenzia anche la presenza on line e sui social.<br />
Oltre ad avere un blog, una pagina ufficiale sia<br />
su Facebook sia su Twitter, un canale dedicato<br />
su YouTube e una gallery su Flickr, quest’anno<br />
i Saloni incrementeranno la rete professionale<br />
già avviata su Linkedin e apriranno un profilo<br />
anche su Pinterest, social network dedicato<br />
alle immagini di qualità. Ecco gli hashtag<br />
ufficiali per seguire l’edizione 2013 su Twitter<br />
@iSaloniofficial: #iSaloni I, #Euroluce |, #SaloneUfficio<br />
| , #SaloneSatellite.<br />
Da marzo sarà possibile scaricare su smartphone<br />
la App aggiornata dei Saloni, pensata<br />
per agevolare la visita reale in fiera a espositori<br />
e visitatori, disponibile per iPhone, iPad<br />
e per i più diffusi dispositivi Android.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 25
NEWS<br />
26 <strong>ambientecucina</strong><br />
QUICK<br />
PEOPLE<br />
EVENTS<br />
COSTI, VALORI E VANTAGGI COMPETITIVI DELL’ECO-INNOVAZIONE NELL’INTERVISTA A MARCO CAPELLINI,<br />
IDEATORE DI MATREC, LA PRIMA BANCA DATI ITALIANA SUI MATERIALI SOSTENIBILI<br />
GREEN<br />
NON SONO TUTTI UGUALI<br />
MATERIALIRICICLABILI<br />
ACCIAIO E ALLUMINIO<br />
Sono riciclabili all’infinito e in Italia il 70-80% dei<br />
prodotti realizzati con questi materiali sono riciclati.<br />
Si potrebbe arrivare anche al 100% del loro impiego<br />
nazionale ma la difficoltà sta nella raccolta.<br />
VETRO<br />
<strong>Il</strong> vetro riciclato viene impiegato in molte soluzioni<br />
progettuali. Dalle bottiglie, alle pavimentazioni,<br />
ai piani cucina. Non si può dire che le bottiglie in<br />
vetro riciclato costino di più di quelle vergini!<br />
LEGNO<br />
<strong>Il</strong> truciolare italiano impiegato negli arredi e nelle<br />
cucine è tra il 90-95% riciclato. L’alternativa<br />
è il legno massello ma il prezzo è completamente<br />
differente. <strong>Il</strong> pannello ecologico ha una serie di<br />
benefici ambientali enormi che, a cascata, vanno<br />
sulle diverse aziende dell’arredo.<br />
CARTA<br />
Negli ultimi anni le cose sono cambiate moltissimo.<br />
Una volta la carta riciclata, grigia e porosa,<br />
costava più di quella bianca; oggi ci sono delle<br />
carte riciclate bianche che costano quanto la<br />
vergine. <strong>Il</strong> settore è soggetto alla domanda: più<br />
domanda c’è meno costa il prodotto. Se tutti acquistassero<br />
carta riciclata allora il prezzo scenderebbe.<br />
PLASTICA<br />
<strong>Il</strong> riciclo della plastica è soggetto a tanti aspetti<br />
tecnici da tenere in considerazione. Ma anche in<br />
questo settore non è vero che la plastica riciclata<br />
costa sempre di più di quella vergine. Altrimenti<br />
non si spiegherebbe come molte aziende utilizzino<br />
il riciclato in sostituzione del vergine per diversi<br />
componenti.<br />
a cura di Clara Mantica, Giuliana Zoppis - Fondatrici di Best Up circuito dell’abitare sostenibile<br />
Si deve a un’ idea di Marco Capellini la nascita di Matrec, prima banca dati italiana<br />
sui materiali eco-sostenibili, nata nel 2002 con il supporto dei consorzi<br />
nazionali del riciclo (Corepla, Comieco e Cial). Obiettivo, quello di accompagnare<br />
le imprese nello sviluppo<br />
di prodotti eco-innovativi. Si sono<br />
festeggiati di recente i dieci anni<br />
di attività di Matrec (www.matrec.<br />
it), che è diventata protagonista<br />
di molte iniziative a livello internazionale:<br />
dall’Europa alla Cina, alle<br />
Americhe. Oggi la banca dati mette<br />
a disposizione di un fitto network<br />
internazionale informazioni su materiali<br />
riciclati, naturali, e altri am-<br />
LA SOSTENIBILITÀ<br />
COME ELEMENTO<br />
DI SELEZIONE<br />
DEI MERCATI<br />
bientalmente sostenibili, provenienti da tutto il mondo. Le schede che li descrivono<br />
ne riportano la composizione, le caratteristiche, le applicazioni e i riferimenti<br />
alle aziende produttrici.<br />
A Marco Capellini abbiamo riportato le osservazioni di alcuni fra i produttori e i<br />
designer intervistati per Ambiente Cucina circa i costi dei materiali eco-sostenibili.<br />
Dalla domanda di partenza nasce un interessante excursus sulla questione.<br />
L’eco-innovazione pesa sul prezzo del prodotto?<br />
Premetto alcune considerazioni che fanno capire come in molti casi sia un luogo<br />
comune dire che i materiali riciclati costano di più. Intanto, da nessuna parte c’è<br />
scritto che i materiali riciclati devono costare di meno. Molti materiali riciclati<br />
vengono ampiamente utilizzati in diversi prodotti e la gente non sa neanche che<br />
sono riciclati. In alcuni settori il materiale riciclato non ha alternative, come ad<br />
Marco Capellini è il fondatore di Matrec, prima<br />
banca dati italiana sui materiali eco-sostenibili,<br />
che conta dieci anni di attività.
COMUNICARE www.matrec.it<br />
IL CONSUMATORE<br />
VA FORMATO<br />
“Gli aspetti di sostenibilità di un prodotto vanno<br />
comunicati. Anche il consumatore deve essere<br />
responsabile della propria scelta di acquisto.<br />
<strong>Il</strong> consumatore deve essere “informato”<br />
e “formato”. <strong>Il</strong> consumatore deve essere messo<br />
nelle condizioni di saper riconoscere, confrontare<br />
e scegliere anche la valenza socio-ambientale<br />
di un prodotto”. Questa la missione identificata<br />
da Marco Capellini e ricordata nel catalogo<br />
“Macef Sustainable Home”, prima mostra di<br />
eco-design e prodotti ambientalmente sostenibili<br />
per la casa, svoltasi a settembre 2011.<br />
Sul sito www.matrec.it è<br />
possibile accedere a una<br />
serie di informazioni sui<br />
materiali eco-sostenibili.<br />
esempio il legno riciclato per pannelli, dove l’alternativa è il legno massello che<br />
costa molto di più (nel riquadro l’analisi dei materiali per tipologia, ndr).<br />
Va detto che ci sono ancora le aziende che sperano di fare profitti sui prodotti<br />
“eco”, ma questa politica sta cambiando. Se andiamo a fare un bilancio di CO2<br />
tra vergine e riciclato, ci rendiamo conto che nella maggior parte dei casi le emissioni<br />
di CO2 del riciclato sono al di sotto di quelle del vergine.<br />
Quali scenari futuri si prospettano?<br />
I prossimi anni saranno molto orientati ai materiali da fonte rinnovabile, riciclati<br />
e riciclabili. <strong>Il</strong> tema della sostenibilità ambientale sta diventando sempre di più<br />
un aspetto discriminatorio per mercati e prodotti. L’altro aspetto forte in arrivo è<br />
quello sociale, legato all’eticità dell’azienda ma soprattutto alla tracciabilità della<br />
filiera. Ho partecipato con il Ministero dell’Ambiente a un progetto che va in questa<br />
direzione; per saperne di più: www.matrec.it/it/newsletter/2012/luglio.<br />
Quando imprenditori o designer si lamentano dei costi a che cosa si deve?<br />
Non prendiamo i casi isolati di sperimentazioni con materiali che magari arrivano<br />
dall’altra parte del mondo e su cui qualcuno vuole fare profitto… La domanda da<br />
fare è: perché hanno usato quel materiale? È stata la migliore scelta sostenibile?<br />
Prima di utilizzarlo hanno fatto un profilo ambientale? Hanno valutato le diverse<br />
scelte possibili dal punto di vista della sostenibilità ambientale? L’eco-innovazione<br />
non deve e non può essere solo motivo di business; è strumento per raggiungere<br />
benefici ambientali.<br />
Cosa significa fare eco-innovazione?<br />
In molti pensano che fare eco-innovazione voglia dire stravolgere il prodotto e<br />
utilizzare i materiali più strani; qualche volta chi pensa di fare eco-innovazione<br />
fa più danni rispetto a chi non la fa. Le aziende si devono mettere in testa che<br />
perseguire strategie di sostenibilità non vuol dire passare da zero a cento, da<br />
un salone del mobile all’altro. Vuol dire intraprendere percorsi di miglioramento<br />
progressivi dentro e fuori la fabbrica, cercando di raggiungere i migliori risultati<br />
possibili. Talvolta è meglio intervenire sui processi che non sul prodotto, ma molti<br />
vogliono il prodotto green da vendere subito.<br />
Quale messaggio possiamo dare in questa direzione?<br />
Non si guarisce cambiando il vestito. Smettiamola di vedere la parte vuota del<br />
bicchiere: guardiamo quella piena. <strong>Il</strong> mercato giudicherà la qualità del vino. Scusate<br />
se sono duro, ma ora il tema della sostenibilità è elemento di selezione dei<br />
mercati. Le aziende italiane devono intraprendere questo cammino altrimenti si<br />
troveranno spiazzate.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 27
LO SCAVOLINI STORE<br />
PIÙ GRANDE DEL LAZIO<br />
NASCE DALL’INCONTRO<br />
RECENTE TRA DUE GRANDI<br />
STORIE DI FAMIGLIA:<br />
QUELLA DEI TITOLARI DEL<br />
MONOMARCA - BRUNO,<br />
ALESSANDRO E ROBERTO<br />
CECCHINI - E QUELLA<br />
CHE HA DATO VITA AL PIÙ<br />
IMPORTANTE BRAND DI<br />
CUCINE MADE IN ITALY.<br />
UN DOPPIO SUCCESSO<br />
FATTO DI ASPETTATIVE<br />
MANTENUTE, DI RAPPORTO<br />
EQUILIBRATO TRA QUALITÀ,<br />
PREZZO E SERVIZIO.<br />
30 <strong>ambientecucina</strong><br />
APRILIA,<br />
RIUNIONE DI INTENTI<br />
■ Da sinistra: Bruno, Alessandro e Roberto<br />
Cecchini, titolari dello Scavolini Store di Aprilia.<br />
Un’azienda di famiglia che incontra<br />
un’altra grande famiglia: questa<br />
la storia del nuovo Scavolini Store<br />
di Aprilia, in provincia di Latina,<br />
inaugurato nell’ottobre del 2012.<br />
Bruno, Roberto e Alessandro Cecchini<br />
- padre e due figli - sono i titolari<br />
di uno dei più recenti monomarca<br />
Scavolini. Con quarant’anni<br />
di esperienza nella distribuzione<br />
del mobile, i Cecchini hanno incontrato<br />
soltanto due anni fa il brand Scavolini.<br />
Ma l’intesa è stata subito forte<br />
e operativa.<br />
«Un marchio come Scavolini<br />
lo conoscevamo già, naturalmente,<br />
sebbene non l’avessimo mai<br />
trattato» esordisce Roberto Cecchini.<br />
«Mio padre Bruno è nel settore da<br />
quarant’anni e mio fratello Alessandro<br />
e io siamo in azienda da sedici.<br />
L’attività è iniziata prima con un punto<br />
vendita di arredamento nel centro di<br />
Aprilia e poi, vent’anni fa, si è trasferita<br />
in un grande showroom, circa 2mila<br />
mq, nella zona esterna. Due anni fa<br />
abbiamo deciso di presidiare di nuovo<br />
il cuore della città, tornando nel vecchio<br />
punto vendita, ma questa volta con<br />
un monomarca di cucina. E la scelta<br />
qui è caduta su Scavolini».
Cosa vi ha convinto di più e<br />
perché avete deciso di entrare<br />
nel progetto Scavolini Store?<br />
Come ho detto, non avevamo<br />
mai trattato prima Scavolini ma la<br />
reputazione del brand è nota a tutti<br />
e, osservando il mercato, abbiamo<br />
visto che il progetto dei monomarca<br />
di cucina era quello vincente, tra i<br />
tanti che avevano tentato questa<br />
strada. Probabilmente perché diversi<br />
fattori qui coesistono: il prodotto è<br />
all’altezza della sua fama, la gamma<br />
d’offerta è vasta e valida, l’azienda ha<br />
una struttura commerciale solida e<br />
organizzata in maniera estremamente<br />
efficace, l’equilibrio tra qualità, prezzo<br />
e servizio è molto centrato. E infine<br />
con Scavolini c’è un rapporto diretto<br />
tra i distributori e i referenti aziendali,<br />
anche quelli al vertice, e c’è dialogo.<br />
Noi abbiamo incontrato Valter e<br />
Fabiana Scavolini e questa conoscenza<br />
personale è stata importante,<br />
nella nostra decisione.<br />
E così, pochi mesi fa, avete<br />
inaugurato lo Scavolini Store<br />
più grande del Lazio.<br />
Sì, stavamo ristrutturando un edificio<br />
attiguo al nostro showroom e, con<br />
Scavolini, si è pensato di farlo diventare<br />
un grande punto vendita dedicato alla<br />
cucina. Lo store si sviluppa su una<br />
superficie di 1.000 mq (dei quali 100<br />
dedicati al bagno), è affacciato su una<br />
strada provinciale di grande transito,<br />
con comodi parcheggi, e gode della<br />
sinergia con il nostro punto vendita di<br />
arredamento per tutta la casa. Avendo<br />
in esposizione 30 modelli di cucine<br />
Scavolini, attiriamo clientela con le più<br />
svariate esigenze - dal primo impianto<br />
alla cucina super accessoriata e<br />
ricercata - con un bacino geografico<br />
anche molto ampio.<br />
INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE<br />
SCAVOLINI STORE<br />
APRILIA<br />
Titolari<br />
Bruno, Alessandro e Roberto<br />
Cecchini<br />
Data inaugurazione<br />
27 ottobre 2012<br />
Superficie espositiva mq<br />
1.000 (100 bagno)<br />
Sito web<br />
www.aprilia.scavolinistore.net<br />
Alla luce della vostra provata<br />
esperienza, quale vi sembra sia<br />
il fenomeno più evidente, in<br />
questo periodo di crisi, e come<br />
rispondete, con Scavolini, alle<br />
mutate condizioni del mercato?<br />
Direi che salta all’occhio la contrazione<br />
del mercato di fascia media/medioalta.<br />
Sebbene sulla cucina, nonostante<br />
la crisi, il cliente medio sia disposto<br />
a spendere comunque un po’ di più<br />
rispetto ad altri ambienti della casa,<br />
il budget che ha a disposizione<br />
si è ridotto notevolmente, quasi del<br />
40%. Scavolini è un marchio che<br />
ha proposte a 360°, tutte con ottimo<br />
rapporto qualità/prezzo e quindi è in<br />
grado di rispondere rapidamente ed<br />
efficacemente alle richieste più diverse,<br />
anche a quelle di chi, pur vedendo<br />
diminuito il proprio potere d’acquisto,<br />
non rinuncia a un buon prodotto<br />
di marca.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 31
SHOP<br />
32 <strong>ambientecucina</strong><br />
DOVE<br />
LIVE<br />
EXPERIENCE<br />
VETRINA<br />
PARTNERSHIP<br />
E PLUS DI SERVIZI<br />
STOSA POINT - MY KITCHEN<br />
GENOVA<br />
Progettista spazio espositivo<br />
Stosa Cucine e Chiara Zampieri<br />
Titolari Chiara e Giovanni Zampieri<br />
Persone addette alla progettazione<br />
e alla vendita Emiliana Groppi<br />
Marchi cucine Stosa Cucine<br />
Marchi elettrodomestici<br />
Candy, Nardi, Franke, Hotpoint Ariston, Indesit,<br />
Electrolux Rex, Samsung, Scholtès, Siemens,<br />
Smeg, Whirlpool<br />
Marchi componenti<br />
Cm, Franke, Grohe, Okite, Plados<br />
Marchi complementi e oggetti<br />
Eurosedia, Casamania, Pezzani, Stosa Cucine<br />
Superficie totale spazio espositivo 270 mq<br />
Superficie spazio espositivo cucine 250 mq<br />
Numero vetrine 5<br />
Numero composizioni cucine esposte 13<br />
Nasce nel giugno 2012 il negozio Stosa<br />
Point - My Kitchen, a Genova, grazie<br />
alla collaborazione tra Stosa Cucine e<br />
My Kitchen, affermata società nella vendita<br />
di arredamenti di qualità. Un progetto che<br />
potrebbe risultare quanto meno difficile,<br />
dato il momento di congiuntura economica.<br />
Ma i titolari del negozio fondano la nuova<br />
attività su basi salde. Anzitutto, contando<br />
sulla partnership con Stosa, azienda in<br />
costante crescita, che persegue la duplice<br />
strategia dell’aggiornamento incessante<br />
dei modelli e delle linee di produzione,<br />
e del potenziamento della rete vendita<br />
attraverso negozi esclusivi, gli Stosa Point.<br />
Come questo di Genova, che «sorge sulle<br />
ceneri di un punto vendita d’arredo “storico”<br />
per la città» come spiega la responsabile,<br />
Emiliana Groppi. «La vecchia clientela,<br />
o chi sapeva dell’esistenza del precedente<br />
negozio, oggi ha di nuovo uno spazio cui<br />
riferirsi». Un’altra spinta forte, quindi, per<br />
l’incipit della nuova attività. Collocato in una<br />
delle aree commerciali più vivaci della città,<br />
lo showroom si sviluppa su 270 mq e si apre<br />
www.mykitchenstore.it<br />
all’esterno con quattro ampie vetrine;<br />
il layout d’arredo propone tredici modelli<br />
appartenenti alle diverse collezioni Stosa,<br />
da Look System, il segmento dedicato allo<br />
stile moderno e contemporaneo, fino al<br />
Classic Lifestyle. Tra le cucine più note, best<br />
seller come Allegra, Milly, Brillant e Beverly,<br />
e poi Aida, Montecarlo, Ginevra, Bring e la<br />
nuova eco-proposta Malibù apprezzata per<br />
“l’animo green”. Per i piani di lavoro, è da<br />
citare la partnership con Okite, che per<br />
l’inaugurazione ha realizzato uno showcooking<br />
firmato Gambero Rosso. Con questi<br />
presupposti, il pubblico sta già rispondendo<br />
in modo positivo all’offerta del negozio.<br />
I titolari però non si limitano alla selezione<br />
di prodotti e brand speciali, ma hanno scelto<br />
di andare oltre distinguendosi con “plus”<br />
capaci di rendere unico lo spazio e l’offerta,<br />
tra cui: una cucina funzionante per eventi<br />
culinari e una serie di servizi gratuiti, come il<br />
progetto dell’arredo e degli impianti elettrici<br />
e idraulici. <strong>Il</strong> montaggio è compreso nel<br />
prezzo, i finanziamenti sono personalizzati e,<br />
a periodi, promossi anche a tasso zero.
Scopri sul sito tutti i PLUS:<br />
www.gorenjeplus.com<br />
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TO GIVE YOUR LIFE<br />
A GOOD PULSE!<br />
<strong>Il</strong> valore di una cucina è dato dagli<br />
elementi che la compongono.<br />
E gli elettrodomestici fanno<br />
la differenza. Gorenje+ è la novità:<br />
PLUS, il simbolo per dare valore<br />
aggiunto alla tua cucina e alla tua vita.<br />
Vuoi di più? Scegli Gorenje+.
SHOP<br />
34 <strong>ambientecucina</strong><br />
DOVE<br />
LIVE<br />
EXPERIENCE<br />
Riproporsi al mercato in un modo diverso: questa la nuova sfida<br />
affrontata da Alberto Calosso, titolare di Calosso Arredamenti,<br />
di Saluzzo (CN), che ha deciso di rivedere alcuni aspetti di layout<br />
e organizzativi del negozio fondato dalla sua famiglia 95 anni fa.<br />
A partire da un partner d’eccezione: Snaidero. «Anche se il<br />
periodo non è favorevole, nel 2012 ho deciso di dare un nuovo<br />
input all’immagine dello showroom e di propormi con un’offerta<br />
merceologica, per le cucine, di sicuro appeal, che potesse<br />
sorprendere la nostra clientela, che ci percepisce come negozio<br />
tradizionale. Adesso, con un marchio come Snaidero e con la<br />
ristrutturazione dello spazio espositivo, guardiamo al futuro con una<br />
spinta diversa e con maggiore fiducia. Naturalmente mantenendo<br />
saldi i valori che ci hanno condotto fin qui». In questo modo Calosso<br />
Arredamenti, una delle più rinomate esposizioni di mobili presenti<br />
in Piemonte, affronta le prove di un periodo difficile, spiega Alberto<br />
Calosso, «in cui, forse, non servono più migliaia di metri quadri, per i<br />
negozi d’arredo come il nostro, perché tutto è cambiato. Direi invece<br />
che vale la pena rimettersi in gioco con progetti e idee differenti,<br />
che possano far presa sui desideri del pubblico». È dunque questo<br />
lo spirito che da sempre caratterizza il piglio imprenditoriale della<br />
famiglia Calosso e che le ha permesso di mantenersi “giovane” negli<br />
anni: la ricerca di soluzioni e di prodotti in linea con le tendenze e le<br />
richieste della clientela, senza abdicare agli alti standard di qualità<br />
che contraddistinguono l’attività. «In primis, l’assistenza al cliente<br />
per sempre», spiega il titolare. «Soddisfiamo qualsiasi richiesta di<br />
VETRINA<br />
CALOSSO<br />
SALUZZO (CN)<br />
RIPARTIRE CON IL DESIGN<br />
Progettista spazio espositivo Vilma Podio in<br />
collaborazione con studio progettazione Calosso<br />
Titolari Alberto Calosso e Vilma Podio<br />
Persone addette alla progettazione<br />
e alla vendita 4<br />
Marchi cucine Arrex, Snaidero<br />
Marchi elettrodomestici<br />
Aeg, Bosch, Electrolux Rex, Mìele,<br />
KitchenAid, Scholtès, Siemens, Whirlpool<br />
Marchi componenti<br />
Franke, Grohe, Gessi, Jollynox, Newform,<br />
Stone Italiana, Okite<br />
Marchi complementi e oggetti<br />
Calligaris, Doimo Idea, Tonin<br />
Superficie totale spazio espositivo 3.000 mq<br />
Superficie spazio espositivo cucine 400 mq<br />
Numero vetrine 12<br />
Numero composizioni cucine esposte <strong>24</strong><br />
Numero medio preventivi annui 100/110<br />
Numero medio cucine vendute all’anno 40/50<br />
assistenza, anche dopo decenni dall’acquisto». Accanto all’assistenza,<br />
Calosso offre lo smaltimento gratuito della cucina e dei vecchi mobili,<br />
oltre al servizio di consulenza e di progettazione e alla realizzazione<br />
di arredi su misura. Dopo l’inaugurazione nel novembre scorso, il<br />
negozio è quindi “ripartito” proponendo un nuovo brand e un nuovo<br />
spazio, ma continuando ad offrire ai clienti una serie di servizi di<br />
eccezione. Al piano terra dello spazio sono ora in mostra le cucine<br />
Snaidero, mentre i modelli di Arrex sono al piano superiore, selezionati<br />
tra quelli più classici per incontrare le richieste relative l’area di gusto<br />
tradizionale. Dall’esterno dello showroom l’area Snaidero, realizzata<br />
secondo i canoni dei concept store Snaidero, impatta decisamente<br />
per il design e le soluzioni cromatiche dei sistemi di punta del brand:<br />
Ola20, Skyline, Code, Orange, Way e Board, l’ultimo progetto<br />
nato dalla collaborazione con l’architetto Pietro Arosio.<br />
www.calosso.it
Hettich: tecnologia in movimento<br />
La tecnologia della ferramenta Hettich risveglia i vostri mobili. Con un assortimento ineguagliabile che coglie tutte le tendenze internazionali<br />
dell’industria del mobile. Con funzioni innovative che disegnano nuovi scenari. Da Hettich trovate la soluzione perfetta per la ferramenta dei<br />
vostri mobili. Ma anche un servizio ad ampio spettro, che vi assiste giorno dopo giorno.<br />
www.hettich.com
SHOP<br />
MOBILIFICIO 2000<br />
RIETI<br />
36 <strong>ambientecucina</strong><br />
DOVE<br />
Titolare Alessandro Morelli, amministratore<br />
Persone addette alla progettazione<br />
e alla vendita 2<br />
Marchi cucine Scavolini<br />
Marchi elettrodomestici<br />
Aeg, Ariston, KitchenAid, Smeg, Siemens,<br />
Samsung, Electrolux Rex, Scholtès, Whirlpool<br />
Marchi componenti<br />
Apell, Nobili, Gessi, Grohe, Franke, Foster, Telma<br />
Marchi complementi e oggetti Calligaris, Target<br />
Superficie totale spazio espositivo 475 mq<br />
Superficie spazio espositivo cucine 130 mq<br />
Numero vetrine 12<br />
Numero composizioni cucine esposte 11<br />
Numero medio preventivi annui 200<br />
Numero medio cucine vendute all’anno 55-60<br />
LIVE<br />
EXPERIENCE<br />
VETRINA<br />
UNICO BRAND,<br />
TANTE IDEE<br />
Realtà commerciali come quella di Mobilificio<br />
2000 sono veri punti di forza per l’economia<br />
nazionale, sia perché costituiscono un<br />
esempio per chi decida di aprire un negozio<br />
o comunque un’attività imprenditoriale,<br />
sia perché è anche grazie a loro che si<br />
sono fatti strada, in uno specifico contesto<br />
territoriale, marchi celebri del settore arredo.<br />
E spesso brand d’arredo e rivenditore<br />
sono legati da un sodalizio così forte che<br />
addirittura si identificano l’uno con l’altro.<br />
È questo il caso di Scavolini e dello showroom<br />
Mobilificio 2000, di Rieti. «La gente ci assimila<br />
direttamente a Scavolini, quando in realtà<br />
siamo uno dei loro rivenditori. Sarà perché<br />
le nostre insegne riportano il logo in modo<br />
evidente o perché trattiamo Scavolini da oltre<br />
30 anni… », dice Alessandro Morelli, titolare<br />
e amministratore del negozio che fu fondato<br />
dal padre nel 1978 e che già nel 1979 esponeva<br />
Scavolini, inaugurando così un rapporto di<br />
collaborazione senza soluzione di continuità.<br />
«Nel tempo sono mutate le proposte di<br />
Scavolini e anche il gusto del pubblico,<br />
che se prima prediligeva, nel nostro bacino<br />
di utenza, uno stile più classico, oggi<br />
preferisce quello contemporaneo, anche<br />
se la cucina tradizionale è tuttora richiesta»,<br />
spiega il titolare. Su undici modelli esposti<br />
www.mobilificio2000.it<br />
nello showroom, ben nove sono moderni<br />
e appartengono alle collezioni di punta<br />
Scavolini. Al top delle proposte di design<br />
ci sono Tetris e Scenery, e poi Crystal<br />
con gli inserimenti dalle fantasie multicolor<br />
della versione Texture by Karim Rashid.<br />
Venire incontro al mercato sembra quindi<br />
essere la ricetta del successo del negozio.<br />
«Ma anche investire sul prodotto esposto,<br />
sull’immagine globale e sull’organizzazione<br />
interna della struttura», puntualizza<br />
il titolare. «Le cucine sono sempre ricche<br />
di complementi, i modelli scelti con attenzione<br />
e i progetti curati nel dettaglio. Tutto,<br />
con la supervisione e secondo i format<br />
di layout di Scavolini. Da parte nostra,<br />
invece, tutto l’impegno sta nell’assecondare<br />
il cliente anche assistendolo dopo anni<br />
dall’acquisto della cucina. Per completare<br />
l’offerta del brand, abbiamo poi recentemente<br />
inserito anche la linea Arredo Bagno<br />
di Scavolini». In questo caso, affidarsi<br />
ad un unico marchio sembra essere stato<br />
un elemento di sicuro successo per il negozio,<br />
insieme a un servizio accurato e anche<br />
a qualche iniziativa extra: la lista nozze<br />
con arredi ed elettrodomestici.<br />
«Un’idea accolta con entusiasmo,<br />
che continueremo a proporre in futuro».
professional<br />
at home
GK series<br />
GK sorprende da ogni punto di vista. I tratti stilistici e i principi funzionali di Foster si fondono in questa collezione in un mix perfetto. <strong>Il</strong> concept della<br />
cottura in linea si evolve per creare nuovi spazi, mentre i rivoluzionari bruciatori AE garantiscono prestazioni (bruciatore Dual - 5 kW) ed efficienza<br />
(con rendimenti superiori fino al 25% rispetto ai bruciatori standard) che non temono confronti. <strong>Il</strong> lavello GK, che ripropone il tratto distintivo con il<br />
caratteristico invaso inclinato, è corredato da un innovativo set di accessori che lo rende una stazione di lavoro funzionale e flessibile.<br />
GK is surprising from every point of view. Foster stylistic features and functional principles melt perfectly in this collection in a perfect mix. The concept<br />
of in-line cooking evolves to create new spaces, while the innovative AE burners (high efficiency) guarantee unequalled performance (Dual burner - 5<br />
kw) and efficiency (upto 25% gas saving when compared to traditional burners). GK sink, reproducing the stylistic trait of the inclined slope, is equipped<br />
with an innovative set of accessories making it a functional and flexible workstation.<br />
www.fosterspa.com
ZOOM<br />
40 <strong>ambientecucina</strong><br />
SMART<br />
MAIULLARI COOKING BOX<br />
<strong>Il</strong> progetto Cooking Box,<br />
proposto da Maiullari all’ultima<br />
edizione di Abitare il Tempo,<br />
interpreta con intelligenza<br />
il concetto di cucina compatta:<br />
una scatola chiusa che nasconde<br />
al suo interno un’eccezionale<br />
varietà di attrezzature e<br />
soluzioni compositive.<br />
Perfetto in un open space o in un<br />
KITCHEN<br />
BUILT IN<br />
2,5 METRI CUBI<br />
TUTTO COMPRESO<br />
monolocale, Cooking Box può<br />
essere installato a centro stanza<br />
o contro parete, e può essere<br />
utilizzato anche come libreria<br />
per la zona living. Una soluzione<br />
certamente efficiente anche per<br />
progetti contract (alberghi,<br />
complessi residenziali, etc.)<br />
o residenze private, come case<br />
al mare o in campagna in cui<br />
l’adattabilità degli spazi cucina<br />
e living è sempre più ridotta.<br />
<strong>Il</strong> monoblocco è formato da una<br />
parte fissa (prof. 64,5 cm) che può<br />
ospitare frigo, piano cottura,<br />
forno, lavastoviglie, lavello,<br />
e da una parte apribile su ruota<br />
(prof. 32,5 cm) che contiene<br />
la dispensa, con ripiani e<br />
contenitori, e un tavolo ribaltabile.<br />
www.maiullaricooking.it<br />
DESIGN Giovanni Pesce studiodesig<br />
MISURE<br />
chiuso: 129x97x210 cm (lxpxh)<br />
aperto: 258x97x210 cm, con<br />
ingombro tavolo a ribalta p. 194 cm<br />
MATERIALI<br />
Struttura esterna<br />
Pannello in legno massello di Abete<br />
Lamellare a 3 strati con tinteggiatura<br />
ad acqua, nei colori: bianco -<br />
grigio - corda - turchese - verde.<br />
Pannello in legno massello di Abete<br />
Lamellare a 3 strati, impiallacciato<br />
in rovere naturale segato, noce<br />
canaletto, noce canaletto scuro,<br />
rovere affumicato, paldao, teak<br />
rigato, douglas affumicato, ebano<br />
makassar, palissandro santos.<br />
Laccato in listellare di Abete con<br />
copertina in Mdf 3 mm.<br />
Contenitori interni<br />
Pannello in Mdf con laccatura<br />
finitura testurizzata in diversi colori<br />
a cartella per le ante.<br />
Per il top, materiale composito in<br />
prevalenza a base di inerti granulosi<br />
(quarzo, marmo), coloranti organici<br />
e resina strutturale poliestere in<br />
percentuale del 7%. I cassetti sono<br />
realizzati con sponde in acciaio inox<br />
ad estrazione totale, con dispositivo<br />
per la chiusura controllata<br />
del cassetto.<br />
FINITURE<br />
Le ante esterne prevedono<br />
4 possibili varianti di decorazione<br />
incise a pantografo: oriental, trix,<br />
barrè, vertical, ispirate a pattern<br />
grafici in cui si intrecciano linee,<br />
forme geometriche e motivi optical<br />
che creano giochi visivi originali. In<br />
alternativa si può scegliere un’anta<br />
con scaffalatura per poter convertire<br />
il proprio box in una pratica libreria<br />
e personalizzare l’arredamento con<br />
un tocco decisamente innovativo.
ZOOM<br />
SMART<br />
È definita come “un’isola<br />
di piacere personale”<br />
la nuova enoteca domestica<br />
pensata da Míele nei<br />
dettagli tecnici ed estetici per<br />
i “wine lovers”, gli amanti e<br />
raffinati conoscitori del vino.<br />
Suddivisa in tre zone a<br />
temperature differenziabili,<br />
con 13 piani di scaffali,<br />
l’enoteca può contenere<br />
fino a 178 bottiglie, custodite<br />
in un ambiente ideale,<br />
esente da odori e vibrazioni.<br />
Ma il plus assoluto è il Set<br />
per Sommelier: una gamma<br />
completa di dotazioni<br />
esclusive all’insegna della<br />
classe e della professionalità.<br />
Cominciando dalla possibilità<br />
di raffreddare i bicchieri alla<br />
giusta temperatura, per la<br />
degustazione di vini bianchi e<br />
KITCHEN<br />
PER WINE LOVERS<br />
spumanti, che conserveranno<br />
a lungo freschezza e perlage.<br />
La scatola-porta accessori,<br />
all’interno, consente di avere<br />
a portata di mano un<br />
intelligente set di utensili,<br />
come il coltello taglia-capsula<br />
o il cavatappi, per servire<br />
il vino velocemente e in<br />
maniera impeccabile. Infine,<br />
un dettaglio da esperti cool:<br />
la speciale griglia di<br />
decantazione, riservata ai<br />
vini invecchiati che, grazie<br />
a un listello mobile, si inclina<br />
facilmente permettendo ai<br />
residui presenti di depositarsi<br />
lentamente sul fondo,<br />
per apprezzare il vino<br />
in trasparenza. Anche le<br />
bottiglie già aperte godranno<br />
di una conservazione<br />
ottimale: con il ConvinoBox,<br />
BUILT IN<br />
un accessorio che permette<br />
di disporle in verticale,<br />
in posizione stabile fino al<br />
successivo utilizzo. Le griglie<br />
flessibili FlexiFrame offrono<br />
una disposizione sicura per<br />
bottiglie di ogni dimensione,<br />
con la possibilità di spostare<br />
il ripiano per adattarlo allo<br />
spazio disponibile. Per il<br />
piacere di valorizzare i vini<br />
preferiti o i più preziosi,<br />
l’espositore Selector pemette<br />
di riporre le bottiglie in<br />
posizione leggermente<br />
rialzata e di illuminarle con<br />
una luce soffusa, di grande<br />
effetto. E sul NoteBoard,<br />
posizionato sulla parte<br />
anteriore delle griglie<br />
in legno, gli intenditori<br />
potranno annotare<br />
le informazioni enologiche.<br />
NUOVA ENOTECA MIELE<br />
Modello KWT 6832 SGS<br />
Misure (hxlxp) 192x70x74,5 cm<br />
Volume utile netto 505 litri<br />
Capacità max. 178 bottiglie<br />
Bordeaux da 0,75 l<br />
Numero ripiani 13<br />
3 zone a temperature differenziate<br />
Area temperatura<br />
da +5 a +20 °C<br />
Comandi TouchControl<br />
Sportello in vetro infrangibile,<br />
resistente ai raggi UV<br />
Maniglia integrata con ammortizzatore<br />
chiusura “Soft Close”<br />
Particolarità<br />
Luce di presentazione<br />
Espositore di bottiglie Selector 2<br />
NoteBoard<br />
Plus<br />
Set per Sommelier<br />
Griglia decorativa per nicchia<br />
compressore<br />
2 griglie di decantazione inclinabile<br />
Scatola per bottiglie aperte<br />
ConvinoBox<br />
Scatola porta-accessori<br />
Supporto calici<br />
<strong>Il</strong>luminazione interna<br />
www.miele.it<br />
<strong>ambientecucina</strong> 41
INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE<br />
che intende procedere alla vendita dei<br />
seguenti beni accorpati in lotti nello stato di<br />
fatto e di diritto di cui alla documentazione<br />
di procedura in atti che qui viene integralmente<br />
richiamata:<br />
1) compendio industriale atto alla produzione<br />
di mobili da cucina composto da opificio<br />
di recente realizzazione oltre accessori e<br />
pertinenze, ubicato nel comune di Cavriglia<br />
(AR) di circa mq. 16.000,00 coperti che<br />
insistono su una superficie complessiva<br />
di mq. 81.000,00, macchinari, impianti e<br />
attrezzature di produzione a corpo, materie<br />
prime e merci corpo, semilavorati a corpo,<br />
marchio “Laca” e avviamento, esclusi<br />
i mobili e macchine per ufficio e il macchinario<br />
di magazzinaggio automatizzato<br />
in locazione finanziaria, per complessivi<br />
Euro 11.188.000,00;<br />
2) opificio atto alla produzione di mobili da<br />
cucina di recente realizzazione oltre accessori<br />
e pertinenze, ubicato nel comune di<br />
Cavriglia (AR) di circa mq. 16.000,00 coperti<br />
che insistono su una superficie complessiva<br />
di mq. 81.000,00, Euro 10.000.000,00;<br />
3) macchinari, impianti e attrezzature di<br />
produzione a corpo, esclusi i mobili e macchine<br />
per ufficio e il macchinario di magazzinaggio<br />
automatizzato in locazione finanziaria,<br />
Euro 800.000,00;<br />
4) materie prime e merci, quali pannelli<br />
grezzi e nobilitati, maniglie, elettrodomestici,<br />
rubinetti, sedie, tavoli etc. a corpo,<br />
Euro 122.000,00;<br />
5) semilavorati, quali cerniere, fianchi, cappelli,<br />
dietri, ferramenta varia, mensole etc.<br />
a corpo, Euro 266.000,00;<br />
6) marchio “Laca”, Euro 300.000,00.<br />
42 <strong>ambientecucina</strong><br />
CONCORDATO PREVENTIVO<br />
LACA S.P.A. IN LIQUIDAZIONE<br />
PRODUZIONE MOBILI DA CUCINA<br />
(Tribunale di Siena-Decreto di omologazione 8 Giugno 2012 depositato il 15 Giugno 2012)<br />
II sottoscritto Liquidatore Giudiziale Dott. Gabriele Lorini nel concordato preventivo con cessione dei beni “Laca s.p.a. in liquidazione”<br />
AVVISA<br />
Si specifica quanto segue:<br />
- i beni immobili sono attualmente gravati<br />
da ipoteca volontaria a favore dell’istituto di<br />
credito “Medio Credito Centrale”, ipoteca<br />
giudiziale a favore della società “Gruppo<br />
Mauro Saviola s.r.l.”; ipoteca giudiziale<br />
a favore della società “Sitech s.r.l.” che<br />
saranno cancellate nei modi e termini previsti<br />
dalla legge;<br />
- i beni di cui al lotto 1) costituiscono il compendio<br />
industriale comprendente anche gli<br />
assets immateriali, quali marchio e avviamento;<br />
- i beni di cui ai lotti 2), 3), 4), 5) e 6) complessivamente<br />
considerati costituiscono il<br />
lotto n.1).<br />
Sarà possibile visionare i beni previo<br />
accordo con il Liquidatore Giudiziale<br />
(tel. 0577-983408; telefax 0577-981781;<br />
PEC: gabriele.lorini@commercialistisiena.it).<br />
Si invitano gli interessati a consegnare o a<br />
far pervenire a mezzo plico entro il 10 aprile<br />
2013 presso lo studio del Liquidatore<br />
Giudiziale (Via XX Settembre - 53036<br />
Poggibonsi (SI)) la propria offerta irrevocabile,<br />
non inferiore ai sopraindicati prezzi,<br />
con indicazione della denominazione/<br />
ragione sociale, sede legale e generalità<br />
del titolare/legale rappresentante (nome,<br />
cognome, data di nascita, residenza, utenze<br />
telefoniche) complete di Codice Fiscale<br />
e Partita IVA, delle modalità di pagamento<br />
e dell’indicazione dei beni oggetto<br />
dell’offerta, in busta chiusa intestata al<br />
“Concordato Preventivo Laca s.p.a. in<br />
Liquidazione” contenente anche un assegno<br />
circolare non trasferibile intestato al<br />
“Concordato Preventivo Laca s.p.a. in liqui-<br />
dazione”, a titolo di cauzione infruttifera, di<br />
importo corrispondente al 10% del prezzo<br />
indicato. L’apertura delle buste pervenute<br />
avverrà avanti al Cancelliere del Tribunale di<br />
Siena che verrà individuato dal Liquidatore<br />
Giudiziale stesso. Gli offerenti che avranno<br />
formulato l’offerta inferiore alla migliore,<br />
potranno presentare, unitamente al migliore<br />
offerente, offerte al rialzo.<br />
Le modalità di vendita sono comunque<br />
disciplinate, per intero, nelle “Condizioni di<br />
Vendita” tenute nello studio del Liquidatore<br />
Giudiziale a cui l’offerente integralmente<br />
aderisce.<br />
I documenti relativi ai beni di cui al presente<br />
invito e le “Condizioni di Vendita” saranno<br />
visionabili presso o tramite lo studio del<br />
Liquidatore Giudiziale, così come ulteriori<br />
informazioni saranno fruibili presso detto<br />
studio o, comunque, per il tramite di esso<br />
Liquidatore Giudiziale.<br />
<strong>Il</strong> presente “invito ad offrire” non costituisce<br />
promessa di vendita ex art. 1989 c.c.<br />
ovvero “offerta al pubblico” ex art. 1336<br />
c.c. con conseguente riserva di libera determinazione<br />
operativa per esso Liquidatore<br />
Giudiziale a seguito del pervenimento delle<br />
offerte.<br />
Ogni e qualsiasi attività di vendita e assegnazione<br />
saranno comunque subordinate<br />
alla approvazione e/o parere e/o deliberazione<br />
degli organi di procedura in conformità<br />
delle statuizioni giudiziali.<br />
Si rende noto che verrà ritenuta preferenziale<br />
l’offerta riguardante il lotto descritto<br />
al numero 1) di cui sopra.<br />
<strong>Il</strong> Liquidatore Giudiziale<br />
F.to Dott. Gabriele Lorini
IMPRESA<br />
ECONOMIA<br />
I 3 GRUPPI STRATEGICI<br />
Le 15 imprese del campione (le stesse<br />
già esaminate negli anni scorsi) sono<br />
state suddivise - come in precedenza -<br />
in tre gruppi strategici di riferimento distinti<br />
per fascia di prezzo, politiche di prodotto<br />
e strategie commerciali e di marketing.<br />
DESIGN/QUALITÀ DQ<br />
Comprende le imprese attive nella fascia<br />
di prezzo più elevata. I prodotti sono di alta<br />
qualità, per quanto riguarda sia i materiali<br />
e la qualità delle lavorazioni sia il contenuto<br />
di design e di innovazione di stile. I marchi<br />
sono quasi sempre noti a livello internazionale,<br />
anche se più presso operatori professionali<br />
e gruppi di consumatori selezionati che presso<br />
il grande pubblico. Essendo il loro prodotto<br />
di fascia altissima, queste aziende devono<br />
cercare spazi sui mercati globali. Pertanto la<br />
loro propensione all’export è piuttosto elevata.<br />
Le reti di vendita sono molto selezionate<br />
(non più di poche centinaia di pdv fra Italia<br />
e mercati globali). Del gruppo fanno parte<br />
tre imprese: Arclinea, Boffi e Valcucine.<br />
<strong>Il</strong> loro fatturato totale nel 2011 è stato<br />
di € 122,7 ml, quello medio di € 40,9 ml.<br />
MARCHIO/PRODOTTO MP<br />
Comprende le imprese attive nella fascia<br />
di prezzo media, che spazia, a seconda<br />
del posizionamento e delle linee di prodotto,<br />
da quella medio-bassa a quella medio-alta.<br />
<strong>Il</strong> Ioro punto di forza principale è un rapporto<br />
qualità/prezzo equilibrato abbinato a una<br />
buona o, in alcuni casi, elevata notorietà<br />
di marca, quasi sempre limitata al mercato<br />
domestico. La rete di pdv plurimarca è stata<br />
negli ultimi anni oggetto di un processo di<br />
riqualificazione e scrematura. Alcune aziende<br />
hanno già sviluppato un’aggressiva politica<br />
di pdv monomarca (un esempio è Scavolini),<br />
altre hanno dato via al processo con alcune<br />
aperture o hanno annunciato l’intenzione<br />
di volersi muovere in tal senso. Del gruppo<br />
fanno parte sette aziende: Aran, Arrex 1,<br />
Cesar, Cucine Lube, Scavolini, Stosa, Veneta<br />
Cucine. <strong>Il</strong> valore della produzione totale<br />
del gruppo nel 2011 è stato di € 696,5 ml,<br />
quello medio di € 99,5 ml.<br />
PREZZO/PRODOTTO PP<br />
Comprende le imprese attive in una fascia<br />
di prezzo che va da medio-bassa a bassa.<br />
Basano la loro competitività su una notevole<br />
efficienza manifatturiera, che permette di<br />
offrire al cliente finale un buon valore grazie<br />
ad una combinazione efficace fra un prezzo<br />
molto aggressivo e una qualità più che<br />
soddisfacente. Anche se spesso il numero di<br />
linee e di prodotti offerti è più ristretto rispetto<br />
a quello delle imprese degli altri gruppi<br />
strategici di riferimento, in vari casi questi<br />
produttori stanno allargando il portafoglio<br />
prodotti per soddisfare la domanda di<br />
diversi segmenti di mercato. La distribuzione<br />
è spesso estesa e non particolarmente<br />
selezionata. Al suo interno spesso hanno<br />
grande peso le catene della grande<br />
distribuzione. Fanno parte del gruppo 5<br />
aziende. Una è una “new entry” (Effequattro).<br />
Le aziende esaminate sono: Arredo 3, Ar-Due,<br />
Effequattro, Desi e Mobilturi. <strong>Il</strong> valore della<br />
produzione totale del gruppo nel 2011 è stato<br />
di € 225,2 ml, quello medio di € 45,0 ml.<br />
MERCATI<br />
CONTRACT<br />
COMUNICAZIONE<br />
I BILANCI<br />
DELLA CUCINA<br />
IL RAPPORTO SUI PRODUTTORI DI MOBILI DEL SETTORE<br />
RIGUARDANTE L’ANNO 2011 OFFRE UN QUADRO RAPPRESENTATIVO<br />
DEL COMPARTO PRODUTTIVO E DEL MERCATO, FOCALIZZANDO<br />
GLI ANDAMENTI ECONOMICO-FINANZIARI E LE STRATEGIE<br />
DELLE PRINCIPALI IMPRESE. NE PUBBLICHIAMO UNA SINTESI,<br />
MA L’ANALISI INTEGRALE È ACCESSIBILE SUL SITO WWW.LIVING<strong>24</strong>.IT<br />
di Fabio Salvati*<br />
<strong>Il</strong> valore della produzione<br />
totale del<br />
campione di 15<br />
aziende del settore<br />
cucina di cui<br />
sono stati analizzati<br />
i bilanci nel 2011 è stato di 1.044 milioni<br />
di euro, una cifra che rappresenta all’incirca<br />
la metà del mercato italiano calcolato con<br />
prezzi alla produzione. Poiché la rimanente<br />
parte del mercato è coperta da un grande numero<br />
di produttori di piccole dimensioni, il<br />
gruppo di imprese esaminato offre un quadro<br />
sufficientemente attendibile e completo delle<br />
imprese di dimensioni medio-grandi, quelle<br />
maggiormente in grado di sostenere processi<br />
di innovazione di prodotto e di marketing, di<br />
investire in efficienza produttiva e di competere<br />
su scala nazionale e penetrare con efficacia<br />
i mercati internazionali tramite export o presenza<br />
diretta. <strong>Il</strong> campione delle 15 imprese del<br />
settore incluse nell’analisi 2011 è frutto di una<br />
ulteriore revisione rispetto a quella già effettuata<br />
lo scorso anno. Alcuni dei protagonisti<br />
che già erano stati esclusi negli anni scorsi a<br />
causa di situazioni di crisi aziendale rimangono<br />
fuori dal campione, in attesa che i processi<br />
di ristrutturazione e rilancio aziendale in corso<br />
*Economista d’impresa, si occupa di strategia e marketing strategico<br />
e operativo per primarie aziende italiane e multinazionali. Docente<br />
presso l’ISTAO (Strategia nel corso MBA ed Economia e Gestione<br />
dei Canali Distributivi nel Master of International Management) e il<br />
CUOA (Politiche di Promozione e Prezzo della Distribuzione Moderna<br />
nel corso MBA e Leve Strategiche del Retail nel Master in Retail<br />
Management e Marketing).<br />
fab.salvati@gmail.com http://blog.theforge.it<br />
diano risultati visibili a livello economico-finanziario<br />
e permettano di illustrare una situazione<br />
non distorta da fattori gestionali che hanno carattere<br />
di emergenza ed eccezionalità. Si sono<br />
nel frattempo affermati sul mercato nuovi<br />
competitor e un’altra impresa ha completato<br />
un ciclo evolutivo che ci ha portato a collocarla<br />
in un gruppo strategico di riferimento diverso<br />
rispetto a quello di cui faceva parte in precedenza:<br />
Arrex. Essa fino al 2010 ha trovato<br />
collocazione nel gruppo PP (Prezzo/Prodotto)<br />
e dal 2011 passa in quello MP (Marchio/Prodotto)<br />
a coronamento di un’azione di arricchimento<br />
dei contenuti della sua offerta e di rafforzamento<br />
dell’identità di marca durata molti<br />
anni. È stata invece inclusa una nuova azienda<br />
nel gruppo PP (Prezzo/Prodotto): Effequattro.<br />
È stata poi fatta la scelta di non includere nel<br />
campione di riferimento una delle aziende più<br />
importanti per fatturato dell’industria nazionale:<br />
il Gruppo Snaidero. La scelta è dovuta al<br />
fatto che il fatturato del Gruppo è dato non solo<br />
dal marchio Snaidero ma anche dalle aziende<br />
estere acquisite nel corso degli ultimi quindici<br />
anni in Francia, Germania, Belgio e Austria<br />
e proprio per questo una quota della produzione<br />
viene effettuata in questi paesi tramite siti<br />
produttivi dedicati ai rispettivi marchi che servono<br />
questi mercati; di conseguenza il Gruppo<br />
si muove con logiche, formule imprenditoriali<br />
e contesti economici e di consumo piuttosto<br />
diversi da quelli in cui si trovano ad agire tutti<br />
gli altri operatori italiani, che si basano su un<br />
modello di business centrato su soli marchi italiani<br />
e fabbriche localizzate proprio per questo<br />
solo in Italia e che servono i mercati globali solo<br />
tramite esportazioni, facendo leva su marchi<br />
tipicamente italiani.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 43
IMPRESA<br />
44 <strong>ambientecucina</strong><br />
ECONOMIA<br />
MERCATI<br />
CONTRACT<br />
COMUNICAZIONE<br />
TAB. 1 DATI ECONOMICO-FINANZIARI aggregati per gruppo strategico 2009-2011 (€ .000)<br />
DESIGN/QUALITÀ 2011 % 2011/2010 2010 % 2010/2009 2009 %<br />
Valore della produzione 122.692 100,0% -3,1% 126.658 100,0% 6,6% 118.850 100,0%<br />
EBITDA 4.419 3,6% -20,0% 5.523 4,4% -31,7% 8.085 6,8%<br />
EBIT 354 0,3% -79,6% 1.738 1,4% -54,6% 3.825 3,2%<br />
Risultato pre-imposte -1.164 -0,9% -490,6% 298 0,2% -86,3% 2.172 1,8%<br />
Utile netto<br />
MARCHIO/PRODOTTOTTO<br />
-2.067 -1,7% -41,1% -1.465 -1,2% -371,8% 539 0,5%<br />
Valore della produzione 696.492 100,0% -3,5% 721.899 100,0% 6,7% 676.370 100,0%<br />
EBITDA 33.307 4,8% -17,3% 40.271 5,6% 20,1% 33.535 5,0%<br />
EBIT 12.344 1,8% -14,0% 14.353 2,0% 70,2% 8.431 1,2%<br />
Risultato pre-imposte 5.279 0,8% -48,7% 10.292 1,4% 1<strong>24</strong>,9% 4.577 0,7%<br />
Utile netto<br />
PREZZO/PRODOTTO<br />
-659 -0,1% -129,4% 2.<strong>24</strong>0 0,3% 803,2% -<strong>24</strong>8 0,0%<br />
Valore della produzione 225.<strong>24</strong>3 100,0% -8,7% <strong>24</strong>6.679 100,0% 18,1% 208.866 100,0%<br />
EBITDA 13.423 6,0% 1,2% 13.261 5,4% 79,1% 7.406 3,5%<br />
EBIT 7.774 3,5% 0,6% 7.725 3,1% 332,3% 1.787 0,9%<br />
Risultato pre-imposte 5.107 2,3% 5,6% 4.836 2,0% 205,3% -4.594 -2,2%<br />
Utile netto<br />
TOTALE<br />
2.338 1,0% -13,2% 2.693 1,1% 151,8% -5.195 -2,5%<br />
Valore della produzione 1.044.427 100,0% -4,6% 1.095.236 100,0% 9,1% 1.004.086 100,0%<br />
EBITDA 51.149 4,9% -13,4% 59.055 5,4% 20,5% 49.026 4,9%<br />
EBIT 20.472 2,0% -14,0% 23.816 2,2% 69,6% 14.043 1,4%<br />
Risultato pre-imposte 9.222 0,9% -40,2% 15.426 1,4% 615,8% 2.155 0,2%<br />
Utile netto -388 0,0% -111,2% 3.468 0,3% 170,7% -4.904 -0,5%<br />
Fonte: elaborazioni dell’autore sui bilanci aziendali<br />
Diverso è il caso di Poliform, azienda di grandi<br />
dimensioni per la quale si aveva la sensazione<br />
che il peso del comparto cucine sul totale<br />
del fatturato aziendale si fosse notevolmente<br />
abbassato nel corso degli anni. Non avendo<br />
l’azienda, peraltro come era suo diritto, voluto<br />
rendere noto tale peso, si è ritenuto di escluderla<br />
dal campione perché essa avrebbe potuto<br />
distorcere fortemente, date le sue dimensioni,<br />
il risultato del gruppo dei produttori di<br />
fascia alta con il risultato di un’attività, quella<br />
degli altri mobili per la casa, che presenta dinamiche,<br />
panorama competitivo e strategie in<br />
parte differenti.<br />
<strong>Il</strong> risultato della revisione è a nostro giudizio<br />
rappresentativo sia dell’evoluzione del panorama<br />
produttivo italiano sia dei gruppi strategici<br />
di riferimento in cui esso si articola.<br />
2011: IL QUADRO GENERALE<br />
Dopo che il 2010 aveva rappresentato un anno<br />
di discreta ripresa del fatturato e dei margini<br />
a seguito di un biennio durissimo per tutto<br />
il settore, il 2011 vede un riaggravarsi della<br />
crisi del mercato a causa di una congiuntura<br />
economica molto pesante che ha avuto riflessi<br />
particolarmente pesanti sui consumi di beni<br />
durevoli. <strong>Il</strong> calo del mercato riguarda tutte le<br />
fasce di prezzo ma l’impressione è che si confermi<br />
lo spostamento delle preferenze dei<br />
consumatori verso prodotti o combinazioni di<br />
prodotto di prezzo più basso in tutte le fasce<br />
di mercato. La tendenza non è nuova. Già nel<br />
triennio precedente era evidente un crescente<br />
switch degli acquisti verso modelli di fascia<br />
inferiore rispetto a quella che gli acquirenti<br />
avrebbero probabilmente scelto solo qualche<br />
anno prima o, a parità di fascia di mercato, verso<br />
modelli più semplici, con finiture di minor<br />
pregio e probabilmente meno ricchi di accessori.<br />
I cali di fatturato sono dunque il risultato<br />
sia di una diminuzione delle quantità sia di un<br />
mix di vendita più povero.<br />
La propensione all’export delle aziende esaminate<br />
sembra leggermente in aumento rispetto<br />
al 2010. Più che un segnale di maggiore<br />
proiezione sui mercati internazionali questo<br />
risultato è da leggere, pur con alcune eccezioni,<br />
come una conseguenza del crollo dei<br />
consumi interni che hanno fatto aumentare,<br />
per differenza, le quote di fatturato realizzate<br />
all’estero, di per sé in molti casi statiche rispetto<br />
all’anno precedente. Nell’ambito dell’export<br />
rimane comunque sempre alta l’attenzione nei<br />
confronti dei mercati più dinamici e che mostrano<br />
potenziali di crescita di medio-lungo<br />
periodo più elevati, in particolare i cosiddetti<br />
paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) ed<br />
alcune economie in forte sviluppo in Europa,<br />
Asia e Sud America. Si tratta di un’attenzione<br />
che nel corso del 2011 è rimasta più nei desideri<br />
che nelle azioni delle imprese italiane, proprio<br />
a causa della necessità di concentrare le<br />
risorse sul mantenimento dei mercati esistenti.<br />
In un periodo di crisi, sempre più serrata è la<br />
ricerca di una rete di rivenditori di alta qualità<br />
e si moltiplicano le iniziative volte a riqualificare<br />
e potenziare la rete commerciale<br />
e ad allineare la qualità della proposta di marca<br />
dei produttori a quella dei servizi commerciali<br />
e dell’esperienza di acquisto offerte dal<br />
punto vendita. Alla ricerca di qualità professionale<br />
del trade si unisce quella di interlocutori<br />
commerciali finanziariamente solidi, a causa<br />
della crescita del fenomeno dei ritardati pagamenti<br />
e delle insolvenze che creano forti problemi<br />
di redditività e di finanziamento del capitale<br />
circolante. Si conferma l’interesse di quasi<br />
tutte le imprese di fascia medio-alta al business<br />
del contract, in sviluppo e fondamentale<br />
per entrare in maniera significativa in alcuni
I BILANCI DELLA CUCINA<br />
mercati esteri, ad esempio negli Emirati, negli<br />
USA o in alcuni segmenti del mercato cinese e<br />
di altri paesi del Far East.<br />
Nonostante la crisi, non è evidente un processo<br />
di particolare ridimensionamento della<br />
struttura produttiva. Ciò probabilmente perché<br />
tale processo era stato particolarmente intenso<br />
nel biennio 2008-09, periodo in cui molte<br />
imprese hanno ritarato la loro supply chain<br />
su livelli di produttività drasticamente più elevati<br />
e difficilmente innalzabili tramite ulteriore<br />
taglio della manodopera. In questo contesto<br />
sembra che le aziende abbiano fatto un forte<br />
ricorso a misure di aggiustamento temporaneo<br />
dei costi produttivi, in particolare il ricorso alla<br />
cassa integrazione ordinaria e straordinaria.<br />
Come già accennato in precedenza, pur continuando<br />
a manifestarsi lo sforzo di diversi<br />
produttori di fascia media, specie quelli più<br />
orientati al marketing, di spostare verso l’alto<br />
il posizionamento dei loro prodotti per sfuggire<br />
dall’impasse che sembra caratterizzare la<br />
fascia media del mercato, si manifesta con una<br />
certa evidenza una tendenza ad offrire versioni<br />
“di base” dei loro prodotti di punta, ovvero<br />
pacchetti di offerta “preconfezionati” ad un<br />
prezzo fisso e molto competitivo.<br />
Anche i produttori attivi su fasce di prezzo più<br />
basse cercano, come già fatto negli anni precedenti,<br />
di arricchire il contenuto di stile e design<br />
dei loro prodotti cercando di non modificare o<br />
addirittura diminuire il prezzo finale.<br />
VALORE DELLA PRODUZIONE,<br />
REDDITIVITÀ E DIMENSIONI<br />
Dopo una buona risalita nel corso dell’anno<br />
precedente, quando era passato da 1.004 ml<br />
a 1.095 ml di euro (+9,1%), il valore della produzione<br />
delle aziende appartenenti al campione<br />
scende nel corso del 2011 del 4,6%, a<br />
1.044 ml di euro. Se la flessione del fatturato<br />
aggregato è tutto sommato contenuta, molto<br />
più marcata è la caduta dei margini di redditività.<br />
L’EBITDA scende del 13,4% e passa da<br />
€ 59 ml a € 51,1 ml. La sua incidenza sul fatturato<br />
scende di mezzo punto e dal 5,4% ritorna<br />
al 4,9%, lo stesso valore del 2009 che rappresenta<br />
un picco negativo nel decennio. L’EBIT<br />
scende con ritmi all’incirca simili (-14%) e si<br />
attesta su € 20,4 ml dagli € 23,8 ml dell’anno<br />
precedente. La sua incidenza sul fatturato si<br />
attesta al 2% rispetto al 2,2% del 2010 dell’an-<br />
no precedente. In questo caso il dato è migliore<br />
di quello del 2009, quando l’EBIT aggregato<br />
era stato dell’1,4%. <strong>Il</strong> risultato prima delle imposte<br />
è di € 9,2 ml, pari allo 0,9% del fatturato<br />
aggregato, mezzo punto in meno di incidenza<br />
rispetto al 2010, quando era stato pari a € 15,4<br />
ml. In sostanziale pareggio il risultato netto aggregato,<br />
pari a € -0,3 ml.<br />
In pratica il gruppo di imprese considerato nel<br />
suo complesso ha pagato una aliquota fiscale<br />
superiore al 100%, soprattutto a causa dell’effetto<br />
dell’IRAP che, per come è congegnata la<br />
sua base di calcolo, viene pagata anche da imprese<br />
che si ritrovano con un risultato netto finale<br />
in perdita (TAB. 1).<br />
Pur nel peggioramento generale di fatturato e<br />
margini, l’andamento dei tre gruppi strategici<br />
mostra caratteristiche differenziate.<br />
Volendo sintetizzare in poche righe, il gruppo<br />
DQ e quello MP mostrano una maggiore tenuta<br />
dei fatturati, che scendono rispettivamente del<br />
3,1% (da 126,6 ml a 122,7 ml) e del 3,5% (da<br />
721,9 ml a 696,5 ml), rispetto al gruppo PP, che<br />
vede il fatturato scendere dell’8,7% (da <strong>24</strong>6,7<br />
ml a 225,2 ml). Completamente diverso è invece<br />
l’andamento dei margini. Mentre i margini<br />
dei gruppi DQ e MP scendono tutti in maniera<br />
pesantissima, il gruppo PP vede i margini aumentare<br />
sia in termini di incidenza sul fatturato<br />
sia in termini assoluti, cosa quest’ultima<br />
particolarmente significativa, dato il calo delle<br />
vendite percentualmente doppio rispetto a<br />
quello degli altri due gruppi.<br />
TAB. 2 DIMENSIONI E REDDITIVITÀ 2011<br />
“VALORE<br />
PRODUZIONE”<br />
<strong>Il</strong> 2010 aveva mostrato due fenomeni di mercato<br />
in maniera piuttosto evidente: quello<br />
dell’espansione della fascia bassa del mercato<br />
e la minore tenuta del segmento qualificato rispetto<br />
alle capacità di resistenza mostrate negli<br />
anni precedenti. Fino al 2009 era piuttosto<br />
evidente un fenomeno di polarizzazione dei<br />
consumi.<br />
La domanda tendeva a riconoscere un premio<br />
a prodotti in grado di garantire forti valenze<br />
qualitative, di status ed esperienza di acquisto.<br />
Questo accadeva sia nei mercati più maturi<br />
e consolidati, dove una fascia di consumatori<br />
a reddito molto elevato magari rinviava o<br />
semplificava l’acquisto di un bene di fascia alta<br />
ma difficilmente era disponibile a forti compromessi<br />
sulla qualità e sui contenuti di status del<br />
prodotto, sia nei paesi di sviluppo più recente.<br />
In questi ultimi la domanda di prodotti premium<br />
è alimentata dal continuo accesso al<br />
mercato di nuovi consumatori ad elevato potere<br />
di acquisto che ricercano prodotti che “certifichino”<br />
il loro approdo all’agiatezza economica.<br />
<strong>Il</strong> segmento di fascia alta è, non casualmente,<br />
anche quello più fortemente esportatore.<br />
La fascia media in tempi di crisi risultava<br />
penalizzata e soffriva a livello sia di fatturati<br />
sia di redditività, probabilmente perché in varie<br />
circostanze la sua offerta non riusciva a<br />
proporre un vantaggio chiaro in termini di rapporto<br />
qualità/prezzo rispetto ai produttori di<br />
fascia alta e a quelli di fascia bassa.<br />
La fascia bassa beneficiava di quella che è una<br />
EBITDA (%) EBIT (%)<br />
Scavolini 208.198 10.151 4,9% 5.707 2,7%<br />
Cucine Lube 145.543 3.044 2,1% 529 0,4%<br />
Veneta Cucine 138.515 10.123 7,3% 3.337 2,4%<br />
Stosa 78.186 3.285 4,2% 1.117 1,4%<br />
Arredo 3 73.657 6.414 8,7% 4.275 5,8%<br />
Aran World 67.696 3.450 5,1% 591 0,9%<br />
Boffi 61.758 1.594 2,6% -703 -1,1%<br />
Mobilturi 53.736 2.180 4,1% 1.376 2,6%<br />
Desi 53.397 2.380 4,5% 1.268 2,4%<br />
Valcucine 40.316 2.208 5,5% 1.143 2,8%<br />
Cesar 31.432 1.575 5,0% 5<strong>24</strong> 1,7%<br />
Arrex 1 26.922 1.679 6,2% 377 1,4%<br />
Ar-Due 25.991 1.578 6,1% 356 1,4%<br />
Arclinea 20.618 617 3,0% -86 -0,4%<br />
Effequattro 18.462 871 4,7% 499 2,7%<br />
Totale 1.025.965 50.278 4,9% 19.811 1,9%<br />
Fonte: elaborazione dell’autore su dati aziendali<br />
<strong>ambientecucina</strong> 45
IMPRESA<br />
46 <strong>ambientecucina</strong><br />
ECONOMIA<br />
MERCATI<br />
I BILANCI DELLA CUCINA<br />
vera e propria corsa al ribasso della struttura<br />
dei consumi. L’impoverimento di parte della<br />
classe media che tipicamente sarebbe acquirente<br />
di prodotti di fascia media ha provocato<br />
una drastica riduzione dei budget di spesa e<br />
ne ha dirottato la domanda su prodotti meno<br />
costosi anche se caratterizzati da una qualità<br />
accettabile.<br />
L’EFFETTO “SPENDING REVIEW”<br />
Questo processo di polarizzazione sembrava<br />
essersi arrestato nel corso del 2010, soppiantato<br />
da un fenomeno generalizzato di “downtrading”,<br />
ovvero di slittamento della domanda<br />
verso prodotti meno elaborati e meno costosi<br />
in tutte le fasce di mercato prese in considerazione.<br />
<strong>Il</strong> 2011 sembra confermare il fenomeno,<br />
seppure con elementi di novità. Da una<br />
parte probabilmente molti consumatori di fascia<br />
media e alta hanno rotto gli indugi e trovano<br />
normale, in un mondo dove l’acquisto<br />
low cost non è più solo una questione di budget<br />
ma anche un indice di saggezza del consumatore,<br />
rivolgersi a prodotti con un pricing<br />
molto aggressivo. La fascia alta ha tenuto,<br />
seppure con qualche perdita, a livelli di fatturato,<br />
ma a prezzo di fortissimi sacrifici sui<br />
margini, tanto che nel corso del 2011 il segmento<br />
premium è, paradossalmente ma non<br />
troppo, quello con i margini di redditività peg-<br />
CONTRACT<br />
COMUNICAZIONE<br />
giori. Stesso discorso si può fare per i produttori<br />
di fascia media, che perdono poco fatturato<br />
ma sacrificano i margini a causa di una<br />
“discountizzazione” della loro offerta, caratterizzata<br />
ancora più che nel 2010 da politiche<br />
di prezzo molto aggressive sostenute da una<br />
forte comunicazione messe in campo da alcuni<br />
dei maggiori operatori.<br />
<strong>Il</strong> settore MP ha probabilmente beneficiato anche<br />
di fenomeni di downtrading, nell’ambito<br />
dei quali consumatori che in precedenza erano<br />
tendenzialmente clienti del settore DQ hanno<br />
dirottato le proprie scelte sull’offerta più qualificata<br />
del settore MP. Essa è caratterizzata da<br />
contenuti qualitativi e di design elevati a prezzi<br />
inferiori, spesso in maniera sensibile, a quelli<br />
di entrata dei prodotti del settore DQ.<br />
La diminuzione del fatturato del segmento PP<br />
sembra il risultato di più fenomeni il cui impatto<br />
relativo è difficilmente quantificabile.<br />
<strong>Il</strong> primo è il forte calo di potere di acquisto dei<br />
segmenti della popolazione a più basso reddito,<br />
che ha messo molti consumatori nell’impossibilità<br />
di fare qualsiasi tipo di acquisto,<br />
sottraendo quindi domanda potenziale (…).<br />
Ma entra anche in gioco la probabile maggiore<br />
attenzione dei produttori a selezionare il<br />
trade e le vendite, nel tentativo di ridurre sia<br />
insolvenze che ritardati pagamenti e di ottenere<br />
una maggiore redditività a parità di fatturato<br />
grazie a un migliore mix di prodotto.<br />
L’effetto finale è quello osservato: fatturato in<br />
contrazione superiore alla media di sistema e<br />
TAB. 3 SUDDIVISIONE GEOGRAFICA DEL FATTURATO 2011 (€ .000)<br />
FATTURATO<br />
ITALIA<br />
%<br />
FATTURATO<br />
ESTERO<br />
% TOTALE<br />
Scavolini 176.183 86,6% 27.192 13,4% 203.375<br />
Cucine Lube 131.866 90,0% 14.640 10,0% 146.506<br />
Veneta Cucine 119.703 83,6% 23.519 16,4% 143.222<br />
Stosa 65.620 84,0% 12.525 16,0% 78.145<br />
Arredo 3 63.366 86,5% 9.869 13,5% 73.235<br />
Aran World 33.974 51,1% 32.511 48,9% 66.485<br />
Boffi 15.396 25,5% 44.951 74,5% 60.347<br />
Mobilturi ND ND ND ND ND<br />
Desi 48.289 70,9% 19.833 29,1% 68.122<br />
Valcucine 27.400 66,8% 13.589 33,2% 40.989<br />
Cesar 22.115 66,3% 11.216 33,7% 33.331<br />
Arrex 1 21.391 82,1% 4.651 17,9% 26.042<br />
Ar-Due 19.585 77,0% 5.850 23,0% 25.435<br />
Arclinea 10.391 51,7% 9.719 48,3% 20.110<br />
Effequattro ND ND ND ND ND<br />
Totale 755.279 76,7% 230.065 23,3% 985.344<br />
Fonte: elaborazione dell’autore su dati aziendali<br />
margini che invece tengono, sia a livello assoluto<br />
sia di incidenza sulle vendite (TAB. 2).<br />
L’INCIDENZA DELL’EXPORT<br />
Passando a un rapido esame della propensione<br />
all’export delle aziende del campione,<br />
si vede come il mercato interno sia ancora di<br />
vitale importanza, rappresentando più dei tre<br />
quarti del fatturato aggregato delle aziende<br />
esaminate (76,7%). La propensione all’export<br />
è molto minore rispetto a quella del sistema<br />
arredo nel suo complesso, un po’ per la complessità<br />
del prodotto cucina, un po’ perché le<br />
aziende del settore fino a pochi anni fa consideravano<br />
l’export come un’attività meno strategica<br />
rispetto allo sviluppo del mercato interno.<br />
<strong>Il</strong> dato medio sulla propensione all’export<br />
nasconde oscillazioni anche notevoli.<br />
Ci sono infatti aziende come Boffi che esportano<br />
i tre quarti del loro fatturato e altre, come<br />
Scavolini, Cucine Lube, Veneta Cucine, Stosa,<br />
Arredo 3 e Arrex 1 che si collocano abbondantemente<br />
sotto al 20%. Arclinea e Aran si avvicinano<br />
molto al 50% (rispettivamente 48,3% e<br />
48,9%) e un altro paio di operatori, Valcucine e<br />
Cesar, realizzano circa un terzo delle loro vendite<br />
sui mercati esteri (TAB. 3).<br />
In generale le aziende con la maggior propensione<br />
all’export sono quelle appartenenti al<br />
gruppo DQ. La forte propensione all’export dei<br />
produttori di fascia alta si spiega probabilmente<br />
con la forte caratterizzazione dei prodotti<br />
dovuta all’alto livello di qualità e design. L’alto<br />
contenuto stilistico dei prodotti, frutto di un<br />
design apprezzato a livello mondiale e adatto<br />
a un consumatore che ha gusti abbastanza<br />
omogenei a livello globale, fanno del mercato<br />
mondiale lo sbocco naturale di questi produttori,<br />
specie se si tiene conto che si stanno<br />
aprendo una serie di mercati, come ad esempio<br />
quelli asiatici, sudamericani ed est-europei,<br />
caratterizzati da una rapida crescita del<br />
numero di consumatori ad altissimo reddito.<br />
PRODUTTIVITÀ ED ESTERNALIZZAZIONE<br />
DELLA PRODUZIONE<br />
Nel 2011 il valore aggiunto misurato sulla media<br />
del campione è pari al 19,9% (TAB. 4).<br />
La dispersione dei valori intorno alla media è,<br />
come negli anni precedenti, piuttosto elevata<br />
ed è collegata principalmente alla forte diversità<br />
dei modelli di business e di supply chain<br />
adottati dalle aziende. La deviazione standard<br />
è del 5,4% e i valori sono compresi fra il 10,9%<br />
di Mobilturi e il 28,8% di Boffi.
Come rilevato anche negli anni precedenti, non<br />
sono sempre le aziende che producono più valore<br />
aggiunto ad essere anche quelle più redditizie.<br />
Alcune tra le aziende che hanno i migliori tassi<br />
di redditività mostrano un valore aggiunto inferiore,<br />
a volte anche di molto, alla media.<br />
Alcuni esempi sono Stosa (11,6%), Arredo 3<br />
(16,7%) e Desi (18,6%). Queste aziende solitamente<br />
riescono a compensare il minor valore<br />
aggiunto con una più bassa incidenza del<br />
costo del lavoro sul fatturato, compresa fra il<br />
6,9% di Mobilturi e il 14,2% di Desi.<br />
In aggiunta alcune aziende come Mobilturi,<br />
Desi e Arredo 3 hanno un’incidenza dei servizi<br />
sul fatturato notevolmente inferiore alla media.<br />
Le tre aziende sono non a caso anche fra<br />
le più efficienti nell’utilizzo delle attività.<br />
Una probabile spiegazione è un modello di business<br />
che si basa sul forte utilizzo di forniture<br />
esterne ed operazioni di assemblaggio molto<br />
efficienti all’interno delle fabbriche grazie<br />
al know-how produttivo delle maestranze e ad<br />
organizzazioni produttive molto tese, supportate<br />
da importanti investimenti in tecnologia.<br />
Ciò spiega come esse riescano a compensare<br />
la creazione di una minor quota di valore aggiunto<br />
con una bassa incidenza del costo del<br />
lavoro diretto, cui si aggiunge comunque in diversi<br />
casi anche un costo di servizi di terzi piuttosto<br />
basso e l’assenza di oneri finanziari nel<br />
caso di Scavolini.<br />
GLI ASSET STRATEGICO-COMPETITIVI<br />
I dati analizzati, seppure intorbidati dal forte<br />
impatto della crisi di mercato, confermano come<br />
in questo settore esista un set di elementi<br />
strategico-competitivi che hanno una importanza<br />
fondamentale al fine del conseguimento<br />
di risultati economici soddisfacenti.<br />
Fra questi sono da citare sicuramente:<br />
• dimensione aziendale, sia assoluta sia rapportata<br />
a quella dei concorrenti nel gruppo<br />
strategico di riferimento;<br />
• strategie molto chiare in termini di fascia di<br />
mercato, identità di marca e trasparenza e<br />
comprensibilità delle politiche di prezzo;<br />
• capacità di interpretare il crescente bisogno<br />
di valore del mercato soprattutto con un’offerta<br />
in grado di declinare al meglio la variabile<br />
prezzo;<br />
• focalizzazione della produzione su portafogli<br />
prodotti caratterizzati da un numero sensato<br />
e non troppo elevato di articoli, accessori e<br />
componenti;<br />
• attenuazione del fenomeno di polarizzazione<br />
della domanda sulle fasce estreme del mercato<br />
che aveva caratterizzato lo scorso decennio<br />
a vantaggio delle proposte “deep value” collocate<br />
su un pricing basso e medio-basso.<br />
Come negli anni precedenti, in ogni gruppo<br />
strategico tendenzialmente sono le aziende<br />
di maggiori dimensioni, in mancanza di fattori<br />
straordinari, ad avere la redditività industriale<br />
migliore. (…)<br />
CONCLUSIONI<br />
La dura situazione del mercato nel 2011, che<br />
fa seguito alla selezione degli operatori causata<br />
dalla crisi del 2009 (con l’eliminazione o<br />
la marginalizzazione di una serie di produttori<br />
storici) mostra due cose importanti.<br />
Da un lato le aziende, pur mostrando risultati<br />
in netto peggioramento, sono riuscite a mantenere<br />
nella maggior parte dei casi una redditività<br />
industriale positiva seppure molto compressa.<br />
Dall’altro il comparto mostra una certa<br />
capacità di adattamento al mutamento della<br />
struttura della domanda e, come nel biennio<br />
precedente, sembra capace di inventare qual-<br />
LA VERSIONE INTEGRALE DEL RAPPORTO SUI BILANCI 2011<br />
DEL CAMPIONE DI AZIENDE DEL SETTORE CUCINA, COMPLETA DI NOTA METODOLOGICA,<br />
DATI E TUTTE LE TABELLE, È DISPONIBILE SUL SITO WWW.LIVING<strong>24</strong>.IT<br />
TAB. 4 INDICATORI DI PRODUTTIVITÀ 2011<br />
SERVIZI/<br />
VAL. PRODUZIONE<br />
COSTO LAVORO/<br />
VAL. PRODUZIONE<br />
VALORE AGGIUNTO/<br />
VAL. PRODUZIONE<br />
Scavolini 25,9% 13,7% 18,5%<br />
Cucine Lube 14,0% 9,8% 11,9%<br />
Veneta Cucine 22,3% 14,2% 21,5%<br />
Stosa 15,8% 7,4% 11,6%<br />
Arredo 3 14,3% 8,0% 16,7%<br />
Aran World 23,0% 14,0% 19,1%<br />
Boffi 25,1% 26,2% 28,8%<br />
Mobilturi 14,5% 6,9% 10,9%<br />
Desi 14,8% 14,2% 18,6%<br />
Valcucine 23,5% 19,3% <strong>24</strong>,7%<br />
Cesar 26,6% 16,0% 21,1%<br />
Arrex 1 19,4% 16,4% 22,7%<br />
Ar-Due 17,5% 16,4% 22,4%<br />
Arclinea 25,8% <strong>24</strong>,0% 27,0%<br />
Effequattro 13,9% 17,9% 22,6%<br />
Media 19,8% 15,0% 19,9%<br />
Fonte: elaborazione dell’autore su dati aziendali<br />
cosa di nuovo per restare sul mercato.<br />
Molte imprese, sotto la pressione del mercato,<br />
riescono a muoversi con una velocità e una<br />
flessibilità impensabile fino a due o tre anni fa<br />
e, anche se spesso in maniera non organica o<br />
sistematica, cercano di mettere in pratica una<br />
serie di manovre strategiche ed operative di<br />
breve e medio periodo che permettono loro di<br />
migliorare i livelli di efficienza ed efficacia operativa<br />
e di leggere con maggior efficacia le variazioni<br />
del mercato.<br />
La riconquista di una buona reattività operativa<br />
coniugata ad una aumentata attenzione al mercato<br />
e alla consapevolezza di dover rinnovare le<br />
strategie per competere validamente sono buoni<br />
presupposti per rafforzare la competitività di<br />
medio-lungo periodo.<br />
<strong>Il</strong> vero pericolo è rappresentato dal fatto che<br />
ancora molte imprese non hanno compiuto<br />
l’intero percorso necessario per “mettersi in<br />
sicurezza”. Rimangono ancora molti elementi<br />
di vulnerabilità, a volte forte, dal punto di vista<br />
dei margini e della struttura fi nanziaria che<br />
impongono di raddoppiare gli sforzi, specie in<br />
un momento storico come quello attuale dove<br />
la situazione macroeconomica e l’evoluzione<br />
delle strutture di consumo impongono un ulteriore<br />
salto quantico in termini di effi cienza ed<br />
effi cacia dell’azione aziendale.<br />
Sul prossimo numero è prevista la pubblicazione<br />
della sezione relativa alle strategie delle<br />
aziende, con particolare riferimento a tre casi<br />
di successo: Scavolini, Stosa e Arredo3.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 47
IMPRESA<br />
48 <strong>ambientecucina</strong><br />
ECONOMIA<br />
MERCATI<br />
CONTRACT<br />
COSA SI INTENDE<br />
PER CONTRACT<br />
di Giuseppe Segalla*<br />
Nello scenario attuale<br />
di continua<br />
contrazione del<br />
canale retail nei<br />
mercati tradizionali,<br />
il Contract<br />
rappresenta un’opportunità per le aziende italiane<br />
del sistema arredamento, ma il termine<br />
“contract” risulta ancora nebuloso per molti<br />
imprenditori italiani. Iniziamo quindi a chiarire<br />
cosa si intende per contract.<br />
Per cominciare, possiamo servirci della definizione<br />
“grandi progetti chiavi in mano”, ovvero<br />
la fornitura, su commissione diretta o gara<br />
d’appalto, di un insieme articolato di prodotti,<br />
progettati ad hoc o costumizzati, e dei relativi<br />
servizi necessari per installarli entro la data<br />
stabilita dal contratto esistente fra committente<br />
e azienda, dove la realizzazione di prodotti e<br />
servizi è di norma esternalizzata.<br />
La credibilità dei fornitori è fattore critico di<br />
successo, insieme al prezzo contrattuale.<br />
Responsabile dell’intero progetto e della gestione<br />
delle forniture merceologiche per alberghi,<br />
appartamenti, aeroporti, musei, navi<br />
da crociera, etc., è il general contractor: ruolo<br />
di una complessità tale da non essere alla portata<br />
di tutte le aziende manifatturiere italiane.<br />
<strong>Il</strong> contract, tuttavia, rappresenta una reale opportunità<br />
per le imprese del sistema casa, in<br />
funzione delle diverse attività che sono in grado<br />
di intraprendere - dal general contractor al<br />
semplice fornitore o subfornitore - in base alla<br />
capacità gestionale.<br />
Rispetto al mercato retail, consolidato dal-<br />
COMUNICAZIONE<br />
UN’OPPORTUNITÀ IMPORTANTE PER LE AZIENDE DEL SISTEMA ARREDAMENTO, MA TROPPO SPESSO<br />
LA COMPLESSITÀ GESTIONALE DEL PROGETTO HA LIMITATO L’ESPANSIONE INTERNAZIONALE<br />
DEI PRODUTTORI ITALIANI DI CUCINE. PRIMA PUNTATA DI UNA SERIE DI INTERVENTI SUL TEMA<br />
*Fondatore e senior partner della Società Koinos Management.<br />
Esperto di Strategia, Internazionalizzazione e Direzione di Impresa.<br />
Docente di management presso Unindustria Formazione di Treviso.<br />
le aziende manifatturiere italiane in Italia e<br />
all’estero, il contract è l’unico canale per sviluppare<br />
mercati nei paesi emergenti. Un’opportunità<br />
che tuttavia implica processi gestionali<br />
complessi per il management aziendale.<br />
È dunque utile chiarire cosa non è contract.<br />
Molte imprese scambiano una vendita di mille<br />
tavoli da catalogo come contract, mentre si<br />
tratta di una buona fornitura, non di contract.<br />
Né lo è l’allestimento di un hotel: nel contract<br />
non si forniscono solo prodotti ma si realizzano<br />
interi progetti e i relativi servizi.<br />
Non è una crescita all’estero, senza concorrenti.<br />
Nè una strategia più semplice del retail per<br />
conquistare nuovi mercati. Per intraprendere<br />
il contract, è necessario riformare il concetto<br />
di azienda tradizionale - fondata su ideazione,<br />
produzione e offerta di prodotti a catalogo -<br />
con la consapevolezza che le imprese estere<br />
sono strutturate e hanno capacità finanziarie.<br />
IL PROGETTO CHIAVI IN MANO<br />
La manifattura italiana si è tradizionalmente<br />
rivolta al canale retail per la vendita dei propri<br />
prodotti, ideati e realizzati per essere distribuiti<br />
e venduti a catalogo, attraverso punti vendita<br />
diretti o multimarca. L’impresa contract,<br />
invece, offre “progetti chiavi in mano” ed è,<br />
anche dal punto di vista civile, un’impresa appaltatrice.<br />
La sua attività è il project management.<br />
La progettazione è molto importante<br />
perché da questa dipende gran parte del valore<br />
del contract: il progetto può incidere fino<br />
all’8% sul costo della realizzazione, ma<br />
è responsabile del 70% dei costi. Dinamicità<br />
e flessibilità sono imprescindibili per sostenere<br />
tempi stretti e grandi quantità. Costi fissi e<br />
produzione, dell’integrazione verticale, creano<br />
rigidità e vanno eliminati. Per questo l’impresa<br />
contract non produce al suo interno, ma fa<br />
outsourcing. Retail e contract non vanno contaminati<br />
perché, diversamente, si rischia di de-<br />
molire la reputazione conquistata nel mercato<br />
tradizionale.<br />
Nel “progetto chiavi in mano” sono coinvolti<br />
molteplici attori, ma quali esattamente?<br />
Gli interlocutori sono altri rispetto a rivenditore<br />
(negozio, punto vendita) e utilizzatore finale<br />
cui le aziende si rivolgono abitualmente. Nel<br />
contract, l’azienda dialoga con: studi di architettura,<br />
developer di progetti immobiliari, proprietari<br />
di terreno, general o interior contractor.<br />
L’esempio di un contract alberghiero è utile<br />
per tracciare il profilo degli attori, e in primis<br />
del committente: è il proprietario/owner che<br />
possiede la superficie edificabile e sviluppa un<br />
progetto con il developer, affidandosi anche<br />
all’operator. Architectural firm e interior design<br />
studio sono coinvolti nella definizione delle<br />
specifiche della commessa (capitolato).<br />
<strong>Il</strong> primo si occupa di struttura e architettura, gli<br />
interior design studio di arredamento d’interni.<br />
<strong>Il</strong> general contractor è al vertice e può essere<br />
affiancato da procurement company e cost<br />
controller (che dipende da proprietario e operator).<br />
Infine, ci sono i produttori, i fornitori e i<br />
sub contractor, i quali forniranno, per esempio,<br />
la camera d’albergo: le sample room possono<br />
comprendere solo la zona letto, estendersi<br />
all’ingresso o includere il bagno.<br />
I comparti che interessano il mercato contract<br />
comprendono hotel e ospitalità (aeroporti, stazioni),<br />
spazi commerciali (ristoranti, bar, negozi,<br />
centri commerciali), business (uffici, banche),<br />
edifici pubblici, come teatri, musei, università,<br />
il settore navale, quello ospedaliero e<br />
naturalmente gli edifici residenziali.<br />
Nel Regno Unito e negli Stati Uniti il contract<br />
è l’unico canale di vendita per cucine e bagni.<br />
Questa condizione, unita alla complessità<br />
gestionale del “chiavi in mano”, ha limitato<br />
l’espansione internazionale dei produttori italiani<br />
di cucine.<br />
Variegato in termini di segmenti di mercato, il
contract offre molteplici opportunità, ma implica<br />
un nuovo approccio per le aziende italiane<br />
che intraprendono questo business: migrare<br />
dalla produzione all’impresa di servizi,<br />
dove affidabilità e correttezza delle strategie<br />
di prezzo sono variabili fondamentali nelle decisioni<br />
del committente.<br />
Per attuare questa migrazione, è importante<br />
considerare in anticipo: che impatto ha il<br />
mutamento di ruolo, e di competenze, per le<br />
aziende d’arredamento, in termini di struttura<br />
organizzativa, gestione del progetto, comunicazione<br />
aziendale e di prodotto, interlocutori<br />
nell’ambito della filiera, strategie d’integrazione<br />
verticale, documentazione interna e valutazione<br />
delle performance.<br />
DALLA COMMESSA ALLA CONSEGNA<br />
“Gestire il progetto” significa comprendere<br />
le esigenze del committente, sviluppare il<br />
progetto dialogando con lo studio di architettura,<br />
scegliere fornitori adeguati, soddisfare<br />
requisiti economici, ed eventualmente, rivedere<br />
costi e prezzi, seguire cantiere, logistica, e<br />
servizio post-vendita.<br />
Ogni singolo dettaglio va definito in modo da<br />
rendere capitolato e business plan strumenti<br />
adeguati per finalizzare il progetto. In questo<br />
senso, la parte progettuale diventa predominante<br />
sulla parte esecutiva. In un contratto dove<br />
sono coinvolti attori con obiettivi e interessi<br />
diversi, l’accordo commerciale deve fondarsi<br />
sulla massima garanzia in favore del committente,<br />
il quale “va premunito da ogni rischio”.<br />
Quali sono le aree di miglioramento per intraprendere<br />
il contract?<br />
Innanzitutto comunicare e offrire ai potenziali<br />
clienti-committenti il valore dell’Italian lifestyle,<br />
fatto di qualità di forma, di materiali, e<br />
dell’insieme di dettagli che creano un ambiente<br />
di gusto autenticamente italiano. È necessario<br />
anche adottare competenze adeguate per<br />
essere competitivi nei processi organizzativi e<br />
nel prodotto-servizio offerto. Porre attenzione<br />
ai materiali, alla sostenibilità, all’innovazione.<br />
L’eccellenza della manifattura italiana nasce<br />
dalla lavorazione sapiente di legno, marmo e<br />
ceramica, che deve essere continuamente reinventata<br />
per migliorare la qualità dell’offerta.<br />
I prodotti con le migliori finiture, meno pesanti<br />
e più durature, sono quelli competitivi nei territori<br />
del “progetto chiavi in mano”.<br />
L’obiettivo da porsi è: innovazione continua,<br />
per essere i primi in Italia e all’estero.<br />
Un altro must è l’internazionalizzazione e la<br />
delocalizzazione: produrre solo in Italia, convinti<br />
di salvaguardare il made in Italy, senza affrontare<br />
l’internazionalizzazione e la delocalizzazione<br />
della produzione, non porta certamente<br />
all’acquisizione di commesse contract e non<br />
favorisce questo business.<br />
Le esperienze di successo del contract internazionale<br />
insegnano a: curare in modo maniacale<br />
il servizio post vendita; trovare dei partner affidabili<br />
a partire dai fornitori, isolare le attività<br />
contract da quelle retail; curare i rapporti con<br />
studi di architettura, contractor, hotel operator,<br />
ecc; avere “nodi” locali informati sui progetti<br />
di sviluppo immobiliare e sulle gare d’appalto<br />
nei paesi emergenti. In ultimo, ma non<br />
di minor importanza, assumere ottimi project<br />
manager, necessari alla gestione dei progetti<br />
chiavi in mano, ma ancora carenti in Italia.<br />
CREARE UNA NUOVA DIVISIONE IN AZIENDA?<br />
Operare nel contract non significa creare necessariamente<br />
una nuova divisione contract<br />
in azienda perché sono molteplici i ruoli che<br />
<strong>Il</strong> marchio Snaidero è stato scelto come fornitore<br />
esclusivo per il progetto residenziale Emporia<br />
a Melbourne, in Australia. <strong>Il</strong> progetto ospiterà nei<br />
suoi 140 appartamenti le cucine Snaidero Orange.<br />
un’azienda può rivestire all’interno di un “progetto<br />
chiavi in mano”. È invece necessaria<br />
una netta separazione fra produzione retail<br />
e contract: promiscuità e complessità creano<br />
ostacoli, come la misurazione dei risultati.<br />
In Italia i principali competitor sono raggruppabili<br />
in due categorie: chi ha sdoppiato la propria<br />
natura e produce per entrambi i mercati, e<br />
le imprese contract che non hanno a che fare<br />
con la produzione. Nelle aziende “design based”<br />
è preferibile implementare una divisione<br />
contract per far fronte alla gestione strategica<br />
e operativa necessaria alla nuova attività.<br />
Nelle aziende “brand” che non partecipano a<br />
gare di appalto per non competere sul costo<br />
e svilire il contenuto dell’offerta, la divisione<br />
contract ha funzioni chiave distinte dal retail,<br />
quali: ricerca e sviluppo, acquisti e marketing.<br />
VALUTARE LA REDDITIVITÀ<br />
Analizziamo l’importanza di valutare il guadagno<br />
derivante dal contract non solo per singola<br />
commessa, ma per l’intero comparto contract.<br />
<strong>Il</strong> contract può essere una buona opportunità,<br />
ma per capire se è remunerativo per l’azienda<br />
è necessario strutturare un appropriato sistema<br />
contabile e informativo dedicato alla gestione<br />
delle commesse.<br />
I criteri di valutazione della redditività del<br />
contract devono essere associati alle motivazioni<br />
strategiche che hanno portato ad operare<br />
in questo settore: per diversificare, per<br />
entrare in nuovi mercati o perché è una scelta<br />
obbligatoria in alcuni contesti (per esempio in<br />
America per quanto riguarda cucina e bagno il<br />
contract è una scelta obbligata).<br />
<strong>Il</strong> contract infatti può essere una fonte di redditività<br />
ma a certe condizioni. Per valutarlo è necessario<br />
avere un sistema di contabilità analitica<br />
che ci aiuti a ragionare per commesse: non<br />
è facile, perché in azienda mancano le informazioni<br />
che vanno recuperate in diversi contesti.<br />
Fondamentale è capire quali sono i costi<br />
variabili di progetto, quelli specifici e quelli<br />
condivisi. Se c’è una parte di ricerca e sviluppo<br />
che lavora per il contract e per il retail va scorporata,<br />
per esempio si possono contare le ore/<br />
impegno delle persone o ripartire fatturato.<br />
Bisogna cercare almeno di arrivare a calcolare<br />
un margine netto o un utile di progetto, farlo<br />
almeno all’inizio solo per la parte contract, per<br />
capire se sta rendendo o meno.<br />
I tempi sono già difficili e il settore del contract,<br />
per le sue caratteristiche, aggiunge difficoltà:<br />
i tempi di pagamento sono lunghi, anche<br />
quelli di produzione, e c’è necessità di reperire<br />
risorse finanziarie.<br />
Le committenze contract non producono reddito<br />
nell’immediato, ma lo produrranno successivamente.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 49
IMPRESA<br />
50 <strong>ambientecucina</strong><br />
ECONOMIA<br />
MERCATI<br />
di Paolo Schianchi*<br />
<strong>Il</strong> Visual Marketing<br />
studia il rapporto<br />
che intercorre fra<br />
oggetto, contesto<br />
in cui viene inserito<br />
e immagine,<br />
ponendo al centro della sua analisi critica la<br />
capacità di un prodotto di essere parte integrante<br />
della comunicazione visiva. Questo<br />
principio è applicabile sia nella comunicazione<br />
bidimensionale, una pagina pubblicitaria<br />
o un catalogo, sia in quella tridimensionale,<br />
lo spazio vendita o un’esposizione fieristica.<br />
<strong>Il</strong> prodotto e il contesto in cui viene inserito<br />
diventano così inscindibili e la loro fusione è<br />
la componente che raggiunge il pubblico, influenzandone<br />
e determinandone le scelte, attraverso<br />
la persuasione emotiva.<br />
Al fine di comprendere appieno il Visual Marketing<br />
si deve partire dal principio che vede<br />
oggi il prodotto non più come il risultato tecnico<br />
di risposta a una funzione necessaria o a<br />
un’innovazione, ma come il sunto fra l’immagine,<br />
la funzione e le emozioni che gli vengono<br />
cucite addosso. Ad esempio, non ci si chiede<br />
più se un’automobile funzioni e secondo<br />
quali meccanismi, ma quante e quali risposte<br />
sociali emotive possa soddisfare: salvaguardia<br />
ambientale, libertà di movimento, lusso,<br />
effetto hipster, economia di consumi, ecc. Lo<br />
stesso principio è applicato anche allo studio<br />
dello spazio di vendita, in quanto non è più<br />
il luogo in cui esporre campioni di merce, ma<br />
l’ambiente dove è necessaria la costruzione,<br />
fisica e percorribile, di una messa in scena.<br />
L’oggetto esposto passa così in secondo piano,<br />
perché assume più o meno valore e appetibilità<br />
d’acquisto in funzione del contesto in cui<br />
viene calato, diventando un tuttuno con il lifestyle<br />
sincretico proposto dal brand di vendita.<br />
*Docente presso il Politecnico di Milano e lo IUSVE di Mestre<br />
CONTRACT<br />
COMUNICAZIONE<br />
EMOZIONI SU MISURA<br />
IL VISUAL MARKETING È UNA DISCIPLINA PROGETTUALE, CHE PARTE DAL PRINCIPIO<br />
CHE L’OGGETTO E LO SPAZIO-CONTESTO IN CUI È PRESENTATO SONO INSCINDIBILI.<br />
DAL DESIGN ALLA MITOLOGIA<br />
<strong>Il</strong> Visual Marketing agisce quindi su più livelli<br />
della progettazione di un prodotto: quello<br />
ideativo (serve un oggetto che risponda a certe<br />
funzioni e dalle forme neutre, tonde, spigolose,<br />
eccentriche, ecc.), quello comunicativo<br />
dell’oggetto concreto (per un periodo identificato<br />
con un’area geografica, poi trasformato<br />
in elemento di lusso e subito dopo mascherato<br />
da eco-friendly, ecc.) e infine quello espositivo<br />
in fiera, in sala mostra o ad un happening (l’oggetto<br />
è avvicinabile, ma in un’ambientazione<br />
che lo cala in atmosfere casalinghe, in emozionale<br />
erogatore di funzioni, in oggetto pensato<br />
fra arte e design, ecc.). <strong>Il</strong> percorso che porta<br />
un prodotto a essere idea, comunicazione e<br />
immagine è stato ben espresso da Umberto<br />
Galimberti (“I miti del nostro tempo”, Feltrinelli),<br />
sostenendo che: “ ... il desiderio, ... ,<br />
non si riferisce tanto agli oggetti, quanto alla<br />
mitologia con cui la moda li ha rivestiti, e<br />
spesso è solo quest’ultima ad essere consumata...”.<br />
Chi si occupa di Visual Marketing progetta<br />
tale operazione, passando dal disegno<br />
dell’oggetto alla sua messa in scena e creando<br />
la mitologia che lo riveste. Una mitologia però<br />
a tempo, in quanto il prodotto deve poter tornare<br />
al suo semplice esistere, per poi avere di<br />
nuovo la possibilità di costruirgli un’altra mitologia<br />
e dargli altre occasioni di vendita.<br />
Restano ferme e irrinunciabili però due componenti<br />
fondamentali del progetto: la qualità<br />
tecnica, funzionale ed estetica nella realizzazione<br />
e l’accurata disposizione della sua ambientazione<br />
spaziale. Dando per assodata la<br />
prima come sinonimo, nel nostro caso, di made<br />
in Italy, la seconda assume valenze diverse<br />
in funzione del contesto culturale e del target<br />
di riferimento. Se un’ambientazione deve colpire,<br />
stimolare un ricordo emozionale, attraverso<br />
l’uso della messa in scena, tale effetto lo<br />
si ottiene esprimendo visivamente il desiderio<br />
appartenente a quel determinato target di riferimento,<br />
facendo leva sul suo immaginario<br />
di gruppo d’appartenenza. Le tecniche della<br />
P. Greenaway, Ouverture. Fiato alle trombe!<br />
2000 anni di creatività italiana,<br />
Triennale Design, 2007, foto Fabrizio Marchesi.<br />
disciplina hanno ovviamente delle regole, ma<br />
chiedono una capacità etica di sintesi fra creatività,<br />
ricerca dei trend, analisi dei gruppi di influenza<br />
e osservazione del mercato.<br />
Infatti il Visual Marketing, nella sua evoluzione<br />
storica, ha evidenziato che un prodotto<br />
si trasforma in altro da sé nell’istante in cui<br />
entra nel sistema mercato, allontanandosi<br />
dalla sua essenza di oggetto, proprio perché<br />
diventa il protagonista di un insieme visivo.<br />
Un lavoro di questo tipo necessita di figure in<br />
grado di intercettare le richieste del mercato<br />
per i prossimi anni, estraendo le nuove mitologie<br />
dall’unione fra emozione, linguaggio del<br />
target e analisi del contesto. La prima difficoltà<br />
che incontra chi approccia questa disciplina è<br />
nel capire che: “... L’oggetto è: reale, quello che<br />
vediamo; apparente, la materia di cui è composto;<br />
ideale, la sua identità archetipica; comunicazione,<br />
il suo rapporto con il gusto; forma e<br />
funzione, il suo contenitore e il suo contenuto;<br />
emozione, la storia che può evocare; operazione<br />
critica, il linguaggio che lo consacra svelandolo;<br />
operazione industriale, come renderlo<br />
attivo e produttivo; immagine, il cosa si fa e il<br />
come si fa; anonimo, la sua semplice esistenza...”<br />
(P. Schianchi, “Nuvole di estetica e prodotto”,<br />
ISRE Edizioni). Di tutte queste sfumature,<br />
va scelta ed evidenziata, di volta in volta,<br />
quella più idonea al gruppo di influenza, attraverso<br />
un meccanismo di sintesi creativo-visiva.
IMPRESA ECONOMIA MERCATI CONTRACT COMUNICAZIONE<br />
A PROPOSITO DI QUALITÀ<br />
STANDARD, PERCEPITA, REALE, INTRINSECA.<br />
COME MISURARLA E RACCONTARLA<br />
IN PIENA TRASPARENZA<br />
di Graziano Lazzarotto, Senior Consultant Mastra<br />
<strong>Il</strong> concetto di qualità è vasto e generico, applicabile<br />
a molti ambiti, e il metro di misurazione<br />
è estremamente variabile secondo la<br />
prospettiva usata, ma anche rispetto al periodo<br />
e alla situazione sociale, culturale ed<br />
economica. Conviene riferirsi a un ambito<br />
più vicino e meno vasto, come quello che riguarda i prodotti di consumo,<br />
con un occhio di riguardo a cucine ed elettrodomestici, che conosco<br />
bene. In generale si può dire che la qualità è il grado con cui un insieme<br />
di caratteristiche intrinseche di un prodotto soddisfano i requisiti.<br />
Ciò che viene misurata è la conformità ai requisiti, ad esempio quelli<br />
espressi dall’utilizzatore, o nello specifico quelli di un Ente di certificazione<br />
(vedi Marchi di Qualità).<br />
<strong>Il</strong> prodotto di qualità deve essere comunque rispondente ai principi definiti<br />
dalle normative, deve corrispondere cioè a specifiche e a standard<br />
fissati che riguardano per lo più l’ambito della sicurezza, dei consumi,<br />
dell’ambiente, del benessere e della salute. Oltre al tema della conformità<br />
vera e propria, c’è quello della difettosità, partendo dalle rotture,<br />
passando per la non rispondente e cattiva funzionalità, fino ad arrivare<br />
alle problematiche di non ottimizzazione funzionale di cui si è scritto su<br />
questa rivista citando la case-history iPhone, come esempio in positivo<br />
di “facilità d’uso”.<br />
Dal punto di vista del mercato vale tra gli altri il concetto della qualità intrinseca,<br />
definita e comunicata da chi produce e da chi vende il prodotto,<br />
basata sulla superiorità di tecnologie, prestazioni, aspetti di formafunzione<br />
e anche dei materiali utilizzati.<br />
Contrapposto a quello della qualità intrinseca c’è infine il concetto della<br />
qualità percepita dai consumatori, influenzata dall’immagine e reputazione<br />
dei marchi, dall’estetica dei prodotti, dal tipo di negozio e dal tipo<br />
di servizio, molto spesso anche dal prezzo.<br />
LE 5 CARATTERISTICHE<br />
1 Assenza di difetti del prodotto<br />
2 Prestazioni e contenuti dichiarati<br />
3 Certificata dalle etichette, di rispondenza alle normative<br />
e agli standard<br />
4 Percepita dal consumatore e dall’utilizzatore<br />
5 Reale, cioé legata alla soddisfazione di bisogni<br />
e aspettative della vita vissuta<br />
La soddisfazione del consumatore dipende, a volte, da elementi non<br />
necessariamente definibili come qualità reale. È sotto gli occhi di tutti<br />
la propensione molto italica a perdonare qualche “difettino” alla<br />
Volkswagen appena acquistata mentre si tendeva a non perdonare niente<br />
alla Fiat posseduta in passato. Anche fuori dai nostri confini nazionali<br />
le distorsioni percettive non mancano. Cito a memoria il risultato di una<br />
indagine svolta in Germania qualche anno fa sulle acquirenti di lavatrici,<br />
sulla loro soddisfazione d’uso e sul giudizio finale.<br />
Confrontando le stesse macchine prodotte in Italia, sia con marchio italiano<br />
sia per un terzista tedesco con marchio tedesco, a parità teorica di<br />
prestazioni e difettosità, il giudizio dei consumatori tedeschi risultava<br />
decisamente più positivo per la lavatrice ritenuta “made in Germany”.<br />
Tornando al tema degli standard, gli stessi servono sia per definire con<br />
criteri oggettivi e misurabili la valutazione dei prodotti e la loro evoluzione<br />
nel corso degli anni, sia per confrontare tra loro più prodotti anche<br />
di marchi diversi, come nel caso delle classi di consumo degli elettrodomestici.<br />
Qual è però il problema irrisolto delle classificazioni tipo A o A+?<br />
Per essere oggettivi e comparabili gli standard alla base delle valutazioni<br />
sono obbligati ad utilizzare alcune semplificazioni e non sempre queste<br />
possono aiutare il consumatore a valutare e a scegliere.<br />
Prendiamo d’esempio la lavastoviglie: la classificazione energetica è<br />
relativa ad un solo ciclo di lavaggio economico, nemmeno il più usato, o<br />
al massimo a due. E gli altri cicli? È abbastanza intuibile che alla riduzione<br />
di consumi di acqua ed energia corrispondano in genere inferiori prestazioni<br />
in termini di risultati di lavaggio. In pratica si definisce appositamente<br />
il ciclo in funzione della dichiarazione dei consumi sull’etichetta<br />
energetica, a prescindere dall’uso che di quel ciclo farà il consumatore<br />
e dai risultati effettivi di lavaggio. La cifra della qualità standard prevarica<br />
quella dell’effettiva qualità funzionale e gli aspetti di soddisfazione<br />
d’uso. Non necessariamente classe A vuol dire che tutti i prodotti con la<br />
stessa classe hanno uguale qualità. O che una lavastoviglie A+ è superiore<br />
tout court ad una di classe A. Si tratta semplicemente di una base<br />
di valutazione legata, per esempio, ai consumi. Un altro caso, quello dei<br />
forni da incasso. Per questi il consumo energetico è messo dalle normative<br />
in relazione al volume della muffola, attraverso la divisione in classi<br />
di capacità di cui la maggiore è quella superiore ai 65 lt. A parte il fatto<br />
che probabilmente un volume di 55-60 litri risulta più che sufficiente per<br />
le esigenze di una famiglia media di 2-3 persone. A parte la considerazione<br />
che il consumo di energia che un consumatore prende a riferimento<br />
è quello che corrisponde al costo e al prezzo pagato in bolletta.<br />
Ma che senso ha aumentare il volume del forno da 60 cm fino a 70 -75<br />
litri, sviluppando semplicemente la muffola in altezza e non l’ampiezza<br />
della teglia, solo per “migliorare” la dichiarazione dei consumi?<br />
Di norme e classificazioni non si può fare a meno e per fortuna che ci<br />
sono. Ma chi vende ha il dovere di spiegare a chi consuma, le prestazioni<br />
e la qualità intrinseca e reale di un prodotto, al di là delle classificazioni.<br />
Basarsi soltanto sulle etichette contribuisce di fatto ad appiattire<br />
e omologare i prodotti e a vanificare gli sforzi di miglioramento<br />
degli stessi, rendendo un cattivo servizio alla crescita della qualità<br />
della vita di tutti noi.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 51
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SPECIALE RETAIL <strong>ambientecucina</strong><br />
53
SPECIALERETAIL<br />
Francesco Morace,<br />
sociologo e fondatore<br />
del Future Concept Lab.<br />
di Carla Cavaliere<br />
LA CRISI ATTUALE, SOSTIENE IL SOCIOLOGO<br />
FRANCESCO MORACE, È UN PASSAGGIO<br />
IRREVERSIBILE CHE VA ATTRAVERSATO CON<br />
NUOVI PUNTI DI RIFERIMENTO. IL CONSUMATORE,<br />
NEI SOCIAL COME NEL PUNTO VENDITA,<br />
CERCA UNA NARRAZIONE DA CONDIVIDERE.<br />
DOVE IL PROTAGONISTA NON SIA SOLO IL PREZZO<br />
E LA QUALITÀ SIA ANCHE UN’ESPERIENZA<br />
RACCONTARE LA VITA<br />
NON SOLO VENDERE<br />
Francesco Morace, sociologo e fondatore del<br />
Future Concept Lab, da anni lavora per definire,<br />
anzi continuamente ridefinire, i “paradigmi<br />
del futuro”. Questo anche il titolo del suo ultimo<br />
libro, in cui individua i punti di riferimento<br />
di un cambiamento ormai irreversibile, e che<br />
ci riguarda tutti, al di là dei nostri ruoli, come<br />
individui. L’osservatorio della sua ricerca è particolarmente<br />
ampio: dagli street hunters che<br />
per primo il FCL ha sguinzagliato in giro per il<br />
mondo, a caccia non tanto di tendenze ma di<br />
modi di essere, alle consulenze per importanti<br />
aziende nazionali, internazionali e multinazionali,<br />
alla recente analisi transgenerazionale,<br />
all’esperienza di un’attività in Brasile, paese<br />
emergente che attraversa il presente e guarda<br />
il futuro in un’ottica molto diversa dalle sabbie<br />
mobili della nostra Italia, e più in generale della<br />
vecchia Europa.<br />
Nella sede milanese del FCL, gli abbiamo chiesto<br />
di aiutarci a definire qualche punto di riferimento<br />
per tracciare le mappe del nuovo consumo,<br />
quel consumo che a buona parte del<br />
mondo del retail (e non solo d’arredo) sembra<br />
sfuggire di mano.<br />
È solo una questione di “crisi” economica, o<br />
c’è altro da scoprire, altri elementi di cambiamento<br />
da individuare per rimettersi in rotta?<br />
Si tratta di elementi molto lontani dal modo<br />
consolidato di intendere il consumo e i consumatori,<br />
ancora più lontani da un mondo arroccato<br />
su se stesso. Lo sentiamo e lo ripetiamo<br />
da anni, ma facciamo ancora fatica a capire<br />
che al centro del consumo l’individuo mette<br />
l’esperienza, il bisogno di tracciare, definire e<br />
riconoscere la propria identità. Sappiamo bene<br />
che nessuno ha più “bisogno” di nulla... in<br />
termini di cose e di prodotti... e allora di cosa<br />
abbiamo bisogno? Basta guardarsi attorno,<br />
guardare i nuovi media, come i social, dove<br />
emerge con evidenza il bisogno di disegnare<br />
e vedere riconosciuta la propria identità, come<br />
avviene con Facebook. E allora, il tema oggi è<br />
capire come sostenere le persone e le famiglie<br />
in questo bisogno di dare respiro alla loro dignità,<br />
di dare rilievo e risposta al loro racconto<br />
di vita. Guardando alla novità di questi ultimi<br />
anni, penso proprio all’ultimo biennio, prevale<br />
il bisogno di immagine, di documentare tutto,<br />
per cui anche grazie alle facilità delle nuove<br />
tecnologie siamo diventati tutti fotografi...<br />
tutto è immagine, ma un’ ‘immagine che parla<br />
di noi, e in questo contesto un mondo che non<br />
ci fa sognare non ci interessa. Qui non si tratta<br />
solo di prezzo. Forse abbiamo capito tutti che<br />
la ripresa, più volte annunciata e smentita, non<br />
SCENARI&CONSUMO<br />
54 <strong>ambientecucina</strong>
I nuovi consumatori: le immagini “di strada”<br />
scattate a Milano, Barcellona e Parigi<br />
appartengono all’archivio fotografico<br />
del Future Concept Lab.<br />
ci sarà o almeno non sarà mai più nei termini<br />
consolidati e ormai superati dei modelli di consumo<br />
precedente.<br />
A questo mutamento epocale, come può rapportarsi<br />
il retail, soprattutto il cosiddetto retail<br />
“tradizionale”? Come ripensare la funzione<br />
del punto vendita?<br />
Ecco, occorre davvero ripensare tutto, forse<br />
anche il linguaggio. <strong>Il</strong> termine distribuzione ci<br />
sembra davvero obsoleto: distribuire cosa, a<br />
chi? Quello che vogliamo - tutti noi, i consumatori<br />
siamo noi - è vivere, raccontare la propria<br />
vita, condividerne il racconto. Ecco, l’elemento<br />
dello sharing, della condivisione, è fondamentale<br />
e lo sarà sempre di più. Senza disconoscere<br />
il ruolo del prezzo. Ma siamo disposti a<br />
pagare se riconosciamo l’importanza, il valore<br />
di un’esperienza. Pensiamo a quello che è av-<br />
venuto per la musica, diventata immateriale,<br />
digitale, ma che ha visto aumentare, ad esempio,<br />
la richiesta di concerti dal vivo, da vivere<br />
insieme.<br />
Questo esempio della musica, fa venire in<br />
mente il mondo della cucina: siamo circondati<br />
da immagini, programmi, corsi, format, comunicazioni<br />
che esprimono una voglia di gusto<br />
dilagante, ma si parla sempre e solo di cucina<br />
come gastronomia e non tanto come habitat.<br />
Perché chef e ambiente non hanno lo stesso<br />
appeal sul consumatore?<br />
Certo, le persone sono le stesse e l’esperienza<br />
della cucina, del cibo da cucinare e cucinato, è<br />
un’esperienza intensa, coinvolgente, eppure<br />
non ritroviamo tutto questo nei punti vendita<br />
che propongono cucine. Non ritroviamo questa<br />
narrazione, questa fascinazione, questo<br />
<strong>ambientecucina</strong> 55
SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />
gusto. È una contraddizione inspiegabile e che<br />
non riguarda tanto il consumatore, quanto le<br />
aziende e il retail.<br />
Senza contare che la cucina è un luogo di progetti<br />
generazionali, di progetti di vita (è quello<br />
che più in generale ha capito benissimo la tanto<br />
demonizzata Ikea, con la sua comunicazione<br />
e la sua proposta). Occorre fare anche questo<br />
salto: avere una visione generazionale, capire<br />
che i consumatori, come persone, non sono<br />
tutte uguali. Guardare alle giovani generazioni,<br />
e comprendere che parlare con i trentenni,<br />
i ventenni o i quindicenni non è la stessa cosa.<br />
La qualità che oggi i consumatori cercano e<br />
che il retail può offrire non può essere solo fatta<br />
di prodotto. La qualità quotidiana della nostra<br />
esperienza di consumatori, in questo caso<br />
di arredo, può richiedere livelli diversi di offerta,<br />
ma la freschezza, la comunicatività, la condivisione<br />
devono essere in ogni caso elementi<br />
presenti, da vivere sul punto vendita. Siamo<br />
troppo ancora troppo lontani.<br />
Cosa significa allora per un punto vendita essere<br />
innovativo rispetto ai consumatori che<br />
verranno, ai consumatori post-crisi? Che fare?<br />
L’Italian way è la nostra possibilità, e non solo<br />
in termini di export. La tendenza tutta italia-<br />
na all’autoflagellazione deve essere superata:<br />
abbiamo grandi talenti che troppo spesso non<br />
siamo in grado di autovalorizzare. Eppure, proprio<br />
questa fase così difficile di cambiamento,<br />
con la consapevolezza che si tratta dell’ultima<br />
spiaggia - per noi, per il nostro paese - di uscirne<br />
in maniera positiva, deve spingerci ad agire,<br />
reagire, cambiare. Direi che i giovani hanno<br />
questa consapevolezza. Quanto al retail, preferisco<br />
indicare soprattutto cosa non fare. Non<br />
pensare che sia solo una questione di prezzo,<br />
non pensare che potrebbero ritornare i livelli e<br />
le modalità di consumo precedenti, non mettersi<br />
in una dimensione difensiva. La strada<br />
SCENARI&CONSUMO<br />
56 <strong>ambientecucina</strong>
NUCLEI DI FUTURO www.futureconceptlab.com<br />
TRA FASCINAZIONE E FIDUCIA,<br />
REINVENTARE IL RETAIL<br />
Tra i seminari 2012 del Future Concept Lab dedicati a individuare i “Nuclei di<br />
Futuro”, quello rivolto al mondo della distribuzione, curato da Luisa Aschiero,<br />
ha evidenziato “I territori integrati tra reale e virtuale che plasmano il mercato”.<br />
Terre inesplorate di rapporto con il consumatore e con la competizione, globale<br />
o locale che sia, da reinventare in tempi di crisi. “<strong>Il</strong> tema al centro della riflessione<br />
diventa una nuova produzione del valore: intrecciare la domanda di felicità<br />
individuale e di autenticità con la nostalgia, l’originalità, il talento, la sorpresa, la<br />
capacità di replicare il successo all’insegna di una relazione consapevole. Ripensare<br />
la crescita comporta un nuovo atto di intelligenza, creando nuove condizioni<br />
economiche, sociali, culturali e istituzionali per la conquista dei mercati”. Così,<br />
nel pieno della crisi secondo il FCL “si passa definitivamente dalla fascinazione<br />
alla conquista della credibilità, non solo attraverso il rigore ma anche attraverso<br />
la visione innovativa”. Ecco, tra questi due poli, fascinazione e conquista, si posizionano<br />
le segnalazioni dei nuclei di futuro, tra consumo e retail, cui fa riferimento<br />
Morace e di cui citiamo quelli più assonanti con il nostro mondo settoriale. A<br />
partire da quella “Nostalgic allure”, in cui la competizione diventa seduzione,<br />
attraverso un racconto che utilizza memoria individuale e story telling. Tradotto in<br />
spazio di vendita è un concept store che si rivitalizza con “la capacità creativa di<br />
riscrivere il passato”, per offrire al consumatore un racconto, un progetto “memorabile,<br />
nel tempo e attraverso il tempo”. Come accade nel nuovo store aperto<br />
a settembre 2012 a Milano, in Corso Venezia, di Dolce & Gabbana, a conferma<br />
di un loro primato innovativo nel mondo del lusso. Progettato come una “casa<br />
siciliana”, scenografico nei minimi dettagli, nello showroom persino i cartellini del<br />
prezzo dei capi di abbigliamento sono scritti a mano su vecchi cartoncini.<br />
“(Ad)Vocational training” è definita la tendenza che individua invece la “competizione<br />
come progetto educativo”, cui si indirizza quella parte del mondo del<br />
retail che ha capito le potenzialità dell’Edutainment, “alla ricerca di nuove modalità<br />
per essere sempre più vicino e in sintonia con la vita delle persone e le loro<br />
reali esigenze”. Non solo intrattenimento educativo sul pdv, ma anche tentativi<br />
di supportare i consumatori in un periodo di grave crisi economica attraverso la<br />
nuova è da reiventare insieme, anche uscendo<br />
da una logica individualistica. Una strada può<br />
essere cercare chi è simile a noi, agire in una<br />
logica di affinità anche nel mondo del retail.<br />
E poi guardare alla vita delle persone, non concentrarsi<br />
tanto a vendere un mobile in più, ma<br />
ad essere e capire il mondo in cui ci troviamo.<br />
Come vede il futuro?<br />
Molto aperto. Questa crisi è un passaggio paradigmatico,<br />
un’occasione per attraversare le<br />
frontiere, da tutti i punti di vista. In quest’ottica<br />
va vista anche la tecnologia: non con timore,<br />
ma davvero come un’opportunità.<br />
È vero che si comprerà molto on line, ma il punto<br />
vendita dovrà sempre più proporre e vendere<br />
progetti di vita. La chiave è avere qualcosa<br />
da raccontare, soprattutto ai giovani, ai ragazzi<br />
che abiteranno il mondo e le case di domani.<br />
E sapere che confidenza e fiducia sono oggi<br />
fondamentali per la relazione con il consumatore,<br />
imprescindibili: occorre lavorare più che<br />
mai sul lungo periodo e superare la “furbata”<br />
del momento. Soprattutto occorre una progettualità<br />
meno tattica, e più strategica. Certo,<br />
noi italiani in questo non siamo mai stati molto<br />
bravi. Eppure, questa è la sintesi: avere una<br />
visione di lungo periodo sostenuta da una ge-<br />
proposta di nuove “buone pratiche”,<br />
per le quali è il pdv stesso a fornire<br />
positivamente l’esempio. Come<br />
la mostra itinerante in vari musei di<br />
design organizzata da Muji in occasione<br />
dell’anniversario del terremoto e dello tsunami del 2011 in Giappone, che<br />
ha spinto il brand-no brand nipponico a rivedere il modo in cui il design impatta<br />
sull’utilizzo delle energie. In un ambito confinante, le istituzioni e le aziende più<br />
avanzate “hanno compreso l’importanza di osservare ed eventualmente supportare<br />
o ricreare questi fenomeni di consumo e retail spesso nati “dal basso”.<br />
Sono segnali di “Enabling collection”, che intende la competizione come sostegno<br />
e creazione di legami, guardando ai consumatori anche come a cittadini,<br />
“facendosi carico” di alcune problematiche sociali, e utilizzando l’idea di “prossimità”<br />
sempre più integrata nella vita delle persone. Come accade a Cassinetta<br />
di Biandronno, in provincia di Varese, dove la Whirlpool attua nella propria sede<br />
un innovativo “farmer market” (nella foto). Ogni giovedì, nell’area della portineria,<br />
il mercatino offre a dipendenti e abitanti prodotti alimentari, selezionati a km.<br />
zero, con sconti fino al 50%, grazie all’assenza di intermediari tra produttore e<br />
consumatore. Azioni semplici, sorprendenti, dall’effetto rapido di avvicinamento:<br />
sono quelle che caratterizzano realtà distributive anche molto diverse, che scelgono<br />
di attuare un “Blitz Effect”, traducendo la competizione in una conquista<br />
immediata del consumatore. <strong>Il</strong> riferimento è a esperienze - spesso creative e<br />
originali - che vanno dal couponing on-line alla personalizzazione di sconti e promozioni.<br />
L’esempio citato dal FCL è il più vicino alla quotidianità. La risposta alla<br />
crisi del panificio Arvati, di Stradella di Bigarello, paese del Mantovano, insieme<br />
“semplice e geniale”: dalle ore 18 i prodotti da forno sono venduti a metà prezzo.<br />
Risultati di una piccola grande idea: il boom di vendite e incasso aumentati in un<br />
orario anomalo, la sera non vengono buttate grandi quantità di prodotti da forno,<br />
il recupero di clienti che si recavano al supermercato per risparmiare. Un’esperienza<br />
che conferma che non è mai soltanto una questione di prezzo.<br />
stione del quotidiano. Lo scenario attuale è di<br />
emergenza, certo, ma abbiamo importanti vie<br />
di fuga da individuare e percorrere. La capacità<br />
di esser vicino alle persone, di offrire specificità<br />
artigianali, di creare una convivialità del<br />
consumo, troppo spesso è rimasta appannaggio<br />
della sola GDO, dove troviamo esperienze<br />
di retail innovativo. Senza dimenticare che in<br />
futuro l’elemento post vendita sarà ancora più<br />
fondamentale. E se il racconto del punto vendita<br />
è valido, vero, autentico, credibile e coinvolgente,<br />
non c’è neppure bisogno di grandi costi<br />
di comunicazione. Anche questo ci hanno fatto<br />
scoprire i social: il miglior medium sei tu.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 57
SPECIALERETAIL<br />
MENO CONSUMI, MENO MARCA E TEMPI PIÙ LUNGHI PER DECIDERE. I DATI<br />
MONITORATI DA SWG PER AMBIENTE CUCINA SULL’ANDAMENTO DEL MERCATO<br />
NEGLI ULTIMI ANNI, SINTETIZZATI DAI DUE RESPONSABILI DEL PROGETTO<br />
COME È CAMBIATO IL PROCESSO<br />
DI ACQUISTO<br />
di Raffaella Razzano<br />
La collaborazione con l’istituto di ricerche SWG<br />
e in particolare con il team che segue il progetto<br />
per monitorare il mercato delle cucine componibili<br />
e degli elettrodomestici da incasso ci<br />
ha consentito in questi anni di offrire una visione<br />
puntuale e approfondita dell’andamento ed<br />
evoluzione di tali mercati.<br />
Per questo numero il team di SWG fornisce ad<br />
Ambiente Cucina, con questa intervista ai ricercatori<br />
Paolo Coppo, referente per il progetto, e<br />
a Diego Martone, consulente SWG, un aggiornamento<br />
sugli aspetti più significativi in corso<br />
e alcune analisi che possono aiutare a comprendere<br />
alcuni trend futuri.<br />
La decisa contrazione del mercato delle cucine<br />
componibili e degli elettrodomestici, molto<br />
evidente dal 2009/2010 ad oggi, sta tumultuosamente<br />
provocando cambiamenti tuttora in<br />
corso nei vari soggetti che operano nel settore<br />
delle cucine componibili, mettendo peraltro<br />
a dura prova la capacità di tenuta sia delle<br />
aziende produttrici sia dei punti vendita.<br />
Questo andamento era prevedibile?<br />
In buona parte sì, e ce lo dice il progetto di ricerca<br />
che SWG sta conducendo dal 1998 monitorando<br />
un campione rappresentativo sia del<br />
totale famiglie italiane (due volte all’anno) sia<br />
dei punti vendita (sei volte all’anno). I primi segnali<br />
della crisi si potevano intravedere nel corso<br />
del 2007 e sono stati gradualmente confermati<br />
nella prima metà del 2008. Gli attori che<br />
hanno compreso quel che stava per accadere<br />
sono riusciti ad essere tempestivi e reattivi.<br />
Quali sono stati in questi ultimi due anni i fenomeni<br />
più importanti registrati nel processo<br />
di acquisto di una cucina?<br />
Sono poche le marche che riescono a influenzare la scelta dei consumatori con la loro immagine e con un posizionamento<br />
ben definito, entrambi rafforzati dalla presenza sul territorio di monomarca a insegna propria. Un esempio per tutti<br />
è Scavolini, presente in Italia con ben 80 monomarca. Nella foto, lo store di Milano, corso Sempione.<br />
Dai dati delle ricerche SWG emerge, per il processo<br />
di acquisto, una dilatazione dei tempi,<br />
in particolare per le cucine di secondo o terzo<br />
impianto, mentre per il primo acquisto i tempi<br />
non hanno avuto modifiche significative. L’allungamento<br />
dei tempi riguarda sia la fase di<br />
maturazione della decisione, con raccolta di<br />
informazioni dalle varie fonti, sia la fase operativa<br />
che va dalla prima visita al primo negozio<br />
fino alla decisione d’acquisto che si concretizza<br />
con la formalizzazione dell’ordine. Se fino<br />
a tre anni fa la fase di raccolta di informazioni<br />
poteva durare circa un trimestre, ora la stessa<br />
dura mediamente da un semestre a un anno.<br />
La fase operativa, inoltre, si è prolungata da alcuni<br />
mesi a quasi un semestre. A questo va ag-<br />
giunto l’accesso alle informazioni tramite internet,<br />
in particolare nella fascia di acquirenti più<br />
giovani, spesso identificati come “giovani coppie”.<br />
Sono consumatori che hanno una grande<br />
familiarità con le nuove tecnologie e che raggiungono<br />
i punti vendita avendo già consultato<br />
prodotti e soluzioni tramite web e, nel caso degli<br />
elettrodomestici, considerando l’acquisto<br />
tramite motori di comparazione dei prezzi.<br />
Si registrano differenze significative nelle<br />
principali aree geografiche?<br />
L’allungamento dei tempi riguarda soprattutto<br />
il Nord e in particolare il Nord-Est dove i tempi<br />
del processo d’acquisto erano nel passato più<br />
contenuti rispetto alla media.<br />
SCENARI&CONSUMO<br />
58 <strong>ambientecucina</strong>
Paolo Coppo, referente per il progetto SWG che<br />
quest’anno compie 15 anni, e Diego Martone, consulente<br />
SWG per la ricerca sul mercato delle cucine italiano.<br />
<strong>Il</strong> fenomeno, inoltre, è sicuramente connesso<br />
con la crisi degli investimenti in edilizia residenziale<br />
e delle compra-vendite e quindi con<br />
la generale crisi economica che coinvolge in<br />
particolare le piccole-medie aziende particolarmente<br />
presenti nel Nord dell’Italia. Si assiste<br />
anche in queste aree alla frammentazione<br />
dell’acquisto con un recupero di mobilio o elettrodomestici<br />
non acquistati ex novo.<br />
In che termini la diminuzione del numero di<br />
cucine vendute riguarda anche la fascia alta<br />
e medio-alta?<br />
La crisi del mercato è generalizzata ma sicuramente,<br />
in termini di numero di cucine vendute,<br />
riguarda in particolare la fascia media e<br />
medio-bassa e dall’anno scorso anche la fascia<br />
bassa, e cioè delle cucine componibili al di sotto<br />
dei 3.000 euro al pubblico, elettrodomestici<br />
e montaggio inclusi. Per quanto riguarda le<br />
cucine di fascia medio-alta, c’è stato un calo<br />
nel numero di cucine vendute anche se decisamente<br />
più contenuto mentre quelle nell’ “olimpo”<br />
(al di sopra dei 20.000 euro al pubblico)<br />
non hanno sofferto cali di quantità, riuscendo<br />
anche a mantenere una buona performance in<br />
termini di fatturato e marginalità.<br />
In tempi di low cost, la marca è ancora un valore<br />
importante? È più significativa per gli<br />
arredi o per gli elettrodomestici?<br />
La marca è ancora un valore importante per<br />
quanto riguarda gli elettrodomestici. Anche<br />
se c’è da dire che quando si ricerca il prezzo e<br />
soprattutto nel caso di un primo acquisto di<br />
cucine ed elettrodomestici, la marca tende a<br />
perdere in parte il suo valore di rassicurazione<br />
e garanzia di buon acquisto. Conta però l’insegna<br />
del negozio di grande superficie, la sua<br />
diffusione, la conoscenza e reputazione, che<br />
può fare da garante sia che si tratti di Ikea o di<br />
Mercatone Uno piuttosto che di Mondo Con-<br />
In questi anni di crisi, le cucine<br />
alto di gamma hanno tenuto<br />
meglio delle altre fasce,<br />
riuscendo anche a mantenere<br />
una buona performance in<br />
termini di fatturato e marginalità.<br />
Nella foto, lo showroom<br />
Arclinea di corso Monforte,<br />
inaugurato ad aprile 2012.<br />
Per un negozio di grande<br />
superficie conta molto<br />
l’insegna, la sua diffusione,<br />
la conoscenza e reputazione,<br />
che può fare da garante<br />
sia che si tratti di Ikea,<br />
nella foto, o di Mercatone Uno<br />
piuttosto che di<br />
Mondo Convenienza, realtà<br />
ormai presenti in tutta Italia.<br />
venienza, realtà ormai presenti in tutta Italia.<br />
Per quanto riguarda le cucine componibili la<br />
marca non è mai stata la variabile più importante<br />
nella decisione d’acquisto. Contano molto<br />
di più l’affidabilità del negozio, l’estetica,<br />
i materiali, il progetto d’arredo, le modalità di<br />
pagamento, i servizi post-vendita. Fanno eccezione<br />
alcune, poche, marche di cucine storicamente<br />
molto conosciute da anni, che riescono<br />
a influenzare la scelta dei consumatori con la<br />
loro immagine e con un posizionamento ben<br />
definito, entrambi rafforzati dalla presenza sul<br />
territorio di monomarca a insegna propria.<br />
Concludendo, quali sono le caratteristiche<br />
principali di questo progetto di ricerche SWG<br />
che quest’anno compie 15 anni?<br />
Abbiamo cercato di strutturarlo in modo flessibile<br />
e aggiornabile per fornire informazioni dettagliate<br />
e valutazioni necessarie ed essenziali<br />
per il processo decisionale delle aziende committenti<br />
su aspetti commerciali e di marketing:<br />
• confrontando bimestralmente l’andamento<br />
del venduto presso i punti vendita rispetto allo<br />
stesso periodo degli anni precedenti e deducendone<br />
un trend di breve periodo;<br />
• quantificando semestralmente la dimensione<br />
del totale mercato e le principali segmentazioni<br />
per far emergere la dinamica dei trend in<br />
un ciclo di medio periodo tramite un campione<br />
rappresentativo di famiglie (16mila contatti annui),<br />
campione che consente di dimensionare il<br />
mercato anche per macro e microaree;<br />
• monitorando gli aspetti che influenzano il<br />
processo d’acquisto, la conoscenza delle marche,<br />
l’andamento del prezzo per le macro-aree<br />
e per canale distributivo, primo acquisto e sostituzione,<br />
le quote sul totale mercato e altre<br />
variabili ritenute utili per far emergere le tendenze<br />
in corso.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 59
SPECIALERETAIL<br />
COOPERARE PER AFFRONTARE INSIEME LE CRITICITÀ<br />
DEL SETTORE È UNO DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI<br />
DELLE DUE ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA,<br />
COME SPIEGA STEFANO DE COLLE, CONSIGLIERE INCARICATO<br />
DEL GRUPPO CUCINE IN ASSARREDO di Raffaella Razzano<br />
LAVORARE A<br />
UN TAVOLO COMUNE<br />
Stefano De Colle, ad di Elmar e consigliere incaricato<br />
del Gruppo Cucine in Assarredo.<br />
La necessità di un dialogo tra le associazioni<br />
degli imprenditori della produzione e della<br />
distribuzione ha una priorità che Stefano<br />
De Colle, imprenditore e consigliere incaricato<br />
del Gruppo Cucine dal maggio dello scorso<br />
anno, ha identificato subito fin dall’inizio<br />
del suo mandato. «In Assarredo è già stato<br />
aperto un tavolo tecnico allargato per discutere<br />
insieme a Federmobili progetti concreti<br />
che spazino dalla formazione, puntando sulla<br />
cultura del “retail management”, al reperimento<br />
di dati puntuali sull’andamento dei<br />
consumi e sulla profilazione del consumatore.<br />
Informazioni fondamentali per il punto<br />
vendita, e anche per i produttori. Purtroppo<br />
la pressione che la crisi sta esercitando<br />
su tutti i soggetti rende più difficile attuare<br />
qualsiasi programma, seppure vitale per<br />
l’evoluzione e la sopravvivenza del settore».<br />
A questo proposito, quali sono oggi i maggiori<br />
punti di criticità nella distribuzione<br />
del mobile da cucina in Italia?<br />
Premetto che il sistema è giunto a un punto<br />
di rottura perché fatturati e margini sono<br />
ai minimi storici, per la cucina siamo quasi<br />
al 50% dei fatturati pre crisi, e attualmente<br />
chi è ancora sul mercato tende a scaricare la<br />
forte tensione finanziaria sui fornitori, compromettendo<br />
tutta la filiera. In ogni caso, la<br />
crisi ha messo in luce i punti deboli del sistema<br />
che sono la poca trasparenza e la scarsa<br />
credibilità dell’offerta. Trasparenza e credibilità<br />
che invece la GDO, che continua ad erodere<br />
quote, sta cavalcando come propri punti<br />
di forza. <strong>Il</strong> consumatore ha strumenti potenti<br />
di confronto grazie al web e oggi non si fida<br />
più di un’offerta che può essere, per lo stesso<br />
prodotto, diversa secondo i punti vendita.<br />
D’altro canto gli imprenditori della distribuzione<br />
sono assillati dalla paura di perdere<br />
vendite e molti di loro continuano a puntare<br />
VISIONI AL FUTURO<br />
60 <strong>ambientecucina</strong>
solo sulla leva del prezzo in una competizione<br />
che non giova a nessuno e che sovente è<br />
scorretta. In questo momento più che mai il<br />
sistema arredo, anche attraverso il tavolo di<br />
cui si parlava, ha invece la necessità di definire<br />
delle regole di comportamento etico da<br />
condividere e comunicare al consumatore per<br />
garantirgli quella trasparenza e credibilità<br />
di cui ha pieno diritto. Bisogna partire dalla<br />
consapevolezza che tra gli imprenditori del<br />
settore il gioco tra le due parti, produttori e<br />
distribuzione, deve essere “win-win”.<br />
E soprattutto deve vincere anche un terzo attore<br />
che è il consumatore.<br />
Quale potrebbe essere il ruolo attivo del<br />
trade per accrescere la catena del valore?<br />
<strong>Il</strong> punto di partenza per dare valore al progetto<br />
è mettere al centro del processo di vendita<br />
il consumatore considerando “l’uomo” e<br />
non vedendolo solo come una opportunità<br />
di business. Ancora oggi per il consumatore<br />
l’obiettivo non è il prezzo più basso ma essere<br />
soddisfatto nelle sue necessità. La cultura<br />
del progetto, che fa parte della storia del<br />
nostro sistema e che rimane ancora un’arma<br />
potente, deve partire da qui. Per questo<br />
è fondamentale lavorare sull’ascolto a livello<br />
individuale ma anche condividere la propria<br />
esperienza per attivare un osservatorio comune<br />
dove attingere dati preziosi per tutti.<br />
L’altro aspetto strategico è quello della comunicazione.<br />
Oggi aspettare il cliente nel<br />
proprio negozio vuol dire accettare l’agonia.<br />
Bisogna avere capacità attrattiva, anche utilizzando<br />
sistemi non convenzionali, a partire<br />
da quelli offerti dalla rete. Oltretutto, anche<br />
se le cifre del commercio on line nel settore<br />
arredo sono ancora piccole, sono comunque<br />
in crescita e questo trend rappresenta un’opportunità<br />
anche per la distribuzione così detta<br />
tradizionale.<br />
FEDERMOBILI www.federmobili.it<br />
ALLARME FISCALE<br />
UN APPELLO DEL PRESIDENTE<br />
Con un appello lanciato nel gennaio 2013, Mauro<br />
Tambelli, presidente di Federmobili, ha ricordato alcune<br />
delle maggiori criticità per il settore: dal bilancio<br />
pericolosamente negativo del settore negli ultimi<br />
cinque anni al problema dei nuovi tributi che graveranno<br />
ancora di più sulle gestioni dei punti vendita.<br />
L’anno che si è appena concluso è stato, per gli associati<br />
della Federazione Nazionale dei Negozi di<br />
Arredamento - Federmobili - Confcommercio Imprese<br />
per l’Italia, al limite della sostenibilità.<br />
<strong>Il</strong> bilancio di cinque anni di crisi per la macro filiera<br />
Legno-Arredo, parla chiaro: meno 14 miliardi di fatturato<br />
alla produzione, meno 52mila posti di lavoro,<br />
meno 40% consumo nazionale.<br />
Gli imprenditori commerciali del settore arredo, con<br />
fatturati che nel 2012 si sono contratti anche del<br />
Mauro Tambelli, presidente di Federmobili.<br />
30%, si trovano con un carico fiscale che rischia<br />
seriamente di essere motivo principale delle cessazioni<br />
delle attività. <strong>Il</strong> “colpo di grazia” potrebbe arrivare ad aprile 2013 con la prima rata della Tares,<br />
il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che quest’anno sostituirà Tarsu e Tia. Secondo i<br />
calcoli dell’Ufficio Studi Confcommercio, con il 2013 le tariffe sui rifiuti pagate dalle aziende aumenteranno<br />
in media del 290%, con incrementi superiori al 400% per alcune tipologie di attività.<br />
«Le imposte e le tariffe che gravano sulle nostre imprese - afferma Mauro Tambelli, presidente<br />
Nazionale Federmobili - stanno portando al collasso gli imprenditori del nostro settore. L’introduzione<br />
della Tares, dell’Imu e degli altri balzelli che non dipendono dal fatturato e dalla redditività<br />
dell’azienda sono insostenibili. Siamo consci che per il Fisco l’aumento di un 3,8% delle entrate nei<br />
primi undici mesi del 2012 siano un ottimo risultato, ma non si può non sottolineare che l’aumento<br />
del gettito è dovuto soprattutto all’introduzione dell’Imu e che al risultato positivo fa da contraltare<br />
un calo del gettito Iva, nello stesso periodo, dell’1,8%. Questo nonostante l’aliquota sia stata aumentata<br />
di un punto percentuale lo scorso anno con una ripercussione sui consumi “devastante”<br />
(soprattutto per i beni semi durevoli come l’arredamento)».<br />
«I Comuni, nel calcolo della Tares - continua il presidente Tambelli - devono necessariamente<br />
considerare che le ampie superfici dei locali dove si svolgono le attività lavorative, come nel nostro<br />
caso, non sono direttamente correlabili ad una maggiore produzione di rifiuti. Un’impresa commerciale<br />
che vende mobili è già soggetta ai costi della differenziazione degli imballaggi e a quelli del<br />
conferimento dei rifiuti diversi, con il risultato che nel “cestino” finiscono, esclusivamente, i rifiuti<br />
che si producono con l’attività giornaliera svolta nei soli spazi destinati ad ufficio e, quindi, solo su<br />
queste metrature andrebbe calcolata la tassa».<br />
«Chiedo - conclude Tambelli - un intervento della politica che salvaguardi il nostro settore da una<br />
‘catastrofe annunciata’. Lo scorso dicembre abbiamo rilanciato con forza al Governo (insieme a<br />
FederlegnoArredo, Confartigianato Legno Arredo, Cna Produzione, Ance e i sindacati Feneal Uil,<br />
Filca Cisl, Fillea Cgil) una proposta che garantirebbe un incremento dei consumi nazionali di arredamento<br />
pari a oltre 1 miliardo di euro nel primo semestre 2013, con evidenti benefici a “cascata” su<br />
numerosi altri settori: l’estensione della detrazione Irpef del 50% agli arredi destinati alle abitazioni<br />
oggetto di interventi di ristrutturazione. Se attuata, questa misura, può garantire una ripresa dei<br />
consumi in uno dei settori vitali del Made in Italy salvando decine di migliaia di posti di lavoro e senza<br />
alcun incremento dei costi per lo Stato».<br />
<strong>ambientecucina</strong> 61
SPECIALERETAIL<br />
Vicepresidente vicario di Federmobili, Mauro<br />
Mamoli è anche presidente del Gruppo Leader<br />
e vicepresidente vicario di Innova.com.<br />
Incarichi importanti che testimoniano una conoscenza<br />
e un impegno profondi del settore<br />
e per il settore. Un punto di vista fondamentale<br />
per capire meglio la visione e gli obiettivi<br />
dell’associazione di riferimento per la distribuzione<br />
indipendente dell’arredamento.<br />
Quali sono oggi i maggiori punti di criticità<br />
nella distribuzione indipendente?<br />
La distribuzione tradizionale fa molta fatica a<br />
far percepire, al potenziale cliente, quali sono<br />
le effettive differenze qualitative del prodotto<br />
che vende rispetto alle proposte della grande<br />
distribuzione organizzata. A questo si aggiunge<br />
una seconda difficoltà: quella di non<br />
riuscire a fare comprendere il valore aggiunto<br />
Mauro Mamoli,<br />
vicepresidente vicario<br />
di Federmobili, durante<br />
il convegno “Industria<br />
e distribuzione insieme<br />
per la ripresa” che si è tenuto<br />
a Verona, all’ultima edizione<br />
di Abitare il Tempo<br />
100% Project.<br />
LA CRISI HA POSTO ALLA RIBALTA<br />
IL CONCETTO POCO “ITALIANO”<br />
DI RETE DI IMPRESA. UNA<br />
NECESSITÀ CHE IMPONE ANCHE<br />
UN DIALOGO PIÙ COSTRUTTIVO<br />
TRA ASSOCIAZIONI E ASSOCIATI.<br />
MAURO MAMOLI, VICEPRESIDENTE<br />
VICARIO DI FEDERMOBILI,<br />
INTRODUCE L’ARGOMENTO E<br />
SPIEGA CRITICITÀ E OPPORTUNITÀ<br />
PER LA DISTRIBUZIONE<br />
a cura di Raffaella Razzano<br />
RETI DI IMPRESA,<br />
UNA SFIDA POSSIBILE<br />
dei servizi, generalmente di alto livello, che il<br />
punto vendita di arredamento indipendente offre<br />
rispetto ai concorrenti. Accoglienza, professionalità,<br />
ascolto, tempo dedicato, consulenza,<br />
progettazione, installazione, post vendita sono<br />
alcuni dei “plus” erogati dalla distribuzione<br />
indipendente, ai quali non si riesce a dare il<br />
giusto valore. Un altro punto critico è la trasparenza<br />
dei prezzi e le garanzie offerte. Purtroppo<br />
la comunicazione, nel nostro settore, è monopolizzata<br />
da GDO e grandi catene che fanno<br />
“passare” come unica variabile importante<br />
nell’acquisto di un mobile il prezzo! Inseguire<br />
quel tipo di offerte è un suicidio, ma arrivare<br />
a far comprendere al potenziale cliente che il<br />
prezzo, che gli viene proposto per una cucina,<br />
è adeguato alla qualità del prodotto, del servizio<br />
e delle garanzie che gli si stanno offrendo,<br />
sarebbe già un bel passo avanti.<br />
Quale potrebbe essere il ruolo attivo del trade<br />
per accrescere la catena del valore e per<br />
contrastare la quota sempre più preponderante<br />
della GDO?<br />
Forse servirebbe un cambio di mentalità.<br />
Spesso tra i rivenditori prevale “l’individualismo”<br />
come se fosse sinonimo d’indipendenza.<br />
Aggregazioni tra “simili”, invece, potrebbero<br />
portare benefici e ottimizzazioni, anche dei costi,<br />
che singolarmente sono più difficili da ottenere,<br />
senza rinunciare alla propria insegna e al<br />
proprio nome.<br />
Non mi riferisco soltanto a possibili gruppi di<br />
acquisto o di vendita, ma anche a reti leggere<br />
create per unire tra loro imprenditori della distribuzione<br />
affinché possano condividere campagne<br />
di comunicazione, formazione, servizi,<br />
logistica e magazzini oppure ottimizzare i trasporti<br />
e le consegne.<br />
VISIONI AL FUTURO<br />
62 <strong>ambientecucina</strong>
<strong>Il</strong> vecchio detto che “l’unione fa la forza” andrebbe<br />
ricordato più spesso, soprattutto in<br />
momenti di crisi.<br />
Quali sono le attività prioritarie identificate<br />
dalla federazione per il 2013?<br />
Prioritaria, anche per il 2013, dovrà essere<br />
l’attenzione di Federmobili alle problematiche<br />
della distribuzione indipendente. Continueremo<br />
l’attività “istituzionale” con lo scopo che il<br />
mondo della politica e del governo consideri<br />
anche il nostro settore per quello che è: un asse<br />
portante dell’economia italiana. Continueremo<br />
a lavorare ai nostri progetti di comunicazione<br />
ed aggregazione: le Settimane dell’Arredamento<br />
e Gruppo Leader. Siamo convinti che<br />
la comunicazione nel nostro settore non debba<br />
rimanere monopolio della GDO e delle grandi<br />
catene. Come sempre, anche nel 2013, un’attenzione<br />
particolare sarà riservata alla Formazione.<br />
Infatti, anche quest’anno Innova.com ha<br />
studiato un catalogo di proposta corsi con percorsi<br />
formativi studiati secondo le esigenze degli<br />
imprenditori del settore arredo. Infine, ma<br />
non da ultimo, lavoreremo alla terza edizione<br />
di “Abitare il Tempo - 100% Project”. <strong>Il</strong> meeting<br />
della distribuzione indipendente, che si svolgerà<br />
quest’anno dal 13 al 15 ottobre, è un progetto<br />
Mauro Mamoli, convinto<br />
sostenitore della nuova formula<br />
della manifestazione di Verona,<br />
si auspica “una condivisione<br />
e una collaborazione<br />
anche su Abitare il Tempo<br />
affinché l’appuntamento sia<br />
riconosciuto da tutti<br />
gli attori come un laboratorio<br />
di formazione, idee, proposte,<br />
incontri, relazioni utile<br />
all’intera filiera dell’arredo”.<br />
nel quale crediamo molto e che ci piacerebbe si<br />
consolidasse come appuntamento annuale per<br />
l’incontro e lo scambio di informazioni tra i vari<br />
soggetti della filiera.<br />
<strong>Il</strong> dialogo già in essere tra le associazioni dei<br />
produttori e dei distributori come può tradursi<br />
in progetti concreti?<br />
Un progetto concreto si è realizzato sul finire dello<br />
scorso anno quando con forza e determinazione<br />
Federmobili e FederlegnoArredo hanno presentato<br />
congiuntamente, al Governo, la stessa<br />
richiesta: l’estensione della detrazione Irpef del<br />
50% agli arredi destinati alle abitazioni oggetto<br />
di interventi di ristrutturazione. Misura che può<br />
garantire una ripresa dei consumi in uno dei settori<br />
vitali del Made in Italy salvando decine di migliaia<br />
di posti di lavoro (vedi riquadro “Allarme fiscale”,<br />
ndr). I progetti concreti potrebbero includere<br />
anche la condivisione di campagne di comunicazione<br />
comuni di sistema per il rilancio dei<br />
consumi di arredamento, l’organizzazione di corsi<br />
di formazione che vedano la partecipazione in<br />
aula di imprenditori della produzione e della distribuzione,<br />
tavoli di confronto che portino a soluzioni<br />
concrete da proporre ognuno ai propri associati.<br />
Per quanto riguarda la formazione possiamo<br />
anche parlare di un progetto concreto già<br />
condiviso dalle due Federazioni: la seconda edizione<br />
del Master di primo livello “Interior design<br />
retail management”, che si sta svolgendo al Politecnico<br />
di Milano. Dopo la prima edizione, che si<br />
è conclusa nella primavera dello scorso anno, da<br />
quest’anno FederlegnoArredo è partner del progetto.<br />
Un risultato importante se consideriamo<br />
che il Master pensa al futuro del nostro settore<br />
formando laureati su tematiche specifiche per il<br />
negozio e l’industria di arredamento.<br />
Personalmente mi piacerebbe che si arrivasse a<br />
una condivisione e ad una collaborazione anche<br />
su “Abitare il Tempo” affinché l’appuntamento<br />
di Verona sia riconosciuto da tutti gli attori come<br />
un laboratorio di formazione, idee, proposte, incontri,<br />
relazioni utile all’intera filiera dell’arredo.<br />
Perché i progetti si realizzino, ci vuole la volontà<br />
e noi, come sempre, ce la metteremo tutta.<br />
La vendita on line di arredamento in Italia,<br />
ad oggi, sviluppa un business ancora<br />
limitato. Anche guardando ad altri paesi,<br />
l’e-commerce potrebbe essere invece un<br />
canale interessante anche per la cucina?<br />
E con quali modalità?<br />
Gli acquisti sul canale internet stanno aumentando<br />
per tutti i settori merceologici, nel nostro<br />
caso credo che la componente del “dover<br />
vedere il prodotto reale e poterlo toccare con<br />
mano” sia ancora l’ostacolo più grande da<br />
superare. Parlando di cucine mi sembra che<br />
quest’aspetto sia ancora più evidente.<br />
Sicuramente il canale internet ha delle grosse<br />
potenzialità per pubblicizzare e far conoscere<br />
prodotti destinati alla “svendita”, ma il passaggio<br />
dal rivenditore lo vedo ancora come “irrinunciabile”.<br />
La cucina è un bene complesso<br />
e il “fai da te” al 100%”, a mio parere, non fa<br />
ancora parte della cultura del potenziale acquirente.<br />
Un’ulteriore problematica potrebbe essere<br />
di tipo logistico e di trasporto: le vendite<br />
tramite e-commerce, a differenza di quelle effettuate<br />
attraverso i canali tradizionali, non<br />
hanno come cliente di riferimento il mercato<br />
locale ma quello internazionale (per non dire<br />
globale), quindi richiedono un’organizzazione<br />
puntuale delle consegne e, nel caso di prodotti<br />
da assemblare, una efficiente organizzazione<br />
per i montaggi. In estrema sintesi direi che vedo<br />
uno sviluppo dell’e-commerce nel comparto<br />
cucina, almeno nell’immediato futuro, solo per<br />
composizioni molto semplici e con scelte dimensionali<br />
ridotte e a “blocco”.<br />
Per cucine personalizzate e “progettuali” dovremo<br />
ancora rivolgerci “di persona” alla distribuzione<br />
tradizionale: l’unica, per il momento,<br />
in grado di soddisfare le esigenze e, a volte,<br />
i “capricci” di consumatori sempre più esigenti<br />
e attenti al rapporto qualità/prezzo!<br />
<strong>ambientecucina</strong> 63
SPECIALERETAIL<br />
LE ESPERIENZE GLOBALI AVANZATE CONFERMANO CHE IL CONSUMATORE<br />
È UN GIUDICE NON MANIPOLABILE DELL’EXPERIENCE SUL PUNTO VENDITA.<br />
ATTENTO AL PREZZO SÌ, MA ANCHE A SENSORIALITÀ, SOCIALITÀ E SERVIZIO<br />
SEMPRE PIÙ MULTITASKING<br />
di Cristina Lazzati vicedirettore Area Retail Business Media Gruppo <strong>24</strong> <strong>Ore</strong>*<br />
EXTRA SETTORE. OLTRE<br />
64 <strong>ambientecucina</strong>
<strong>Il</strong> retail ha sicuramente vissuto e sta vivendo<br />
una forte evoluzione, anche se, in molti casi,<br />
si tratta di un’evoluzione forzata da un consumatore<br />
che, dall’essere preveduto e prevedibile,<br />
è diventato protagonista dei suoi<br />
momenti di consumo, anticipando spesso le<br />
decisioni del marketing di aziende e retailer.<br />
L’alleato del nuovo consumatore è senz’altro<br />
il web, in tutte le sue forme, da quelle ormai<br />
più assodate della ricerca su Google a quelle<br />
più evolute dei twitt, oggi il consumatore è<br />
ormai un giudice poco manipolabile dell’experience<br />
che vive nel negozio e con la marca.<br />
Colpito nelle sue sicurezze, cerca sempre più<br />
convenienza, è attento al prezzo e soprattutto<br />
non ama essere turlupinato. I più avanzati<br />
non solo leggono etichette e brochure esplicative,<br />
non solo testano prodotti per poi cercare<br />
gli stessi su internet, sicuri (spesso con<br />
ragione) di trovare prezzi migliori, ma oggi<br />
sempre più consumatori ficcano il naso anche<br />
negli affari delle aziende per capire con<br />
quale eticità queste si muovono, quale attenzione<br />
rivolgono ai propri lavoratori, all’ambiente,<br />
alla sicurezza dei prodotti.<br />
Un ambito che fino a pochi mesi fa sembrava<br />
un “grattacapo” solo per l’alimentare, ma<br />
che ora non è più così. La ricerca effettuata<br />
da Greenpeace sui capi di abbigliamento e<br />
sull’utilizzo di elementi potenzialmente nocivi<br />
per la salute ha coinvolto moltissimi brand<br />
della moda, dal fast fashion alle griffe, che in<br />
men che non si dica hanno dovuto correre ai<br />
ripari, pena le mancate vendite causate da un<br />
calo di fiducia.<br />
Oggi, anche i consumatori abbienti sono diventati<br />
più attenti a quanto spendono e più<br />
sobri: preferiscono acquistare “valore” a<br />
prescindere dalla griffe. Un discorso che si<br />
estende a tutti i prodotti, dai beni durevoli a<br />
quelli più d’impulso. In sintesi, a chi oggi si<br />
occupa di retail è richiesto di essere sempre<br />
più multitasking, in grado quindi di sviluppa-<br />
LA CULTURA DEL GUSTO L’architettura dell’Air<br />
Terminal di Roma Ostiense, progettata da Julio La Fuente<br />
per i Mondiali di Italia ’90, è tornata a nuova vita con<br />
Eataly, che si propone non solo di diffondere nel mondo<br />
la cultura del cibo italiano, ma anche di rivitalizzare<br />
ex immobili industriali.<br />
CONFINE<br />
ABBIAMO INDIVIDUATO NUOVI<br />
TREND EMERSI NEL 2012<br />
DI CUI SI PREVEDE<br />
LO SVILUPPO NEL 2013.<br />
PER OGNUNO PROPONIAMO<br />
ALCUNI ESEMPI DI STORE<br />
EVOLUTI E INNOVATIVI,<br />
CATTURATI IN ITALIA E NEL<br />
MONDO IN DIVERSI SETTORI.<br />
NIENTE CUCINA, È VERO,<br />
MA IDEE E PRATICHE<br />
ECCELLENTI, CURIOSE,<br />
INTERESSANTI, COMUNQUE<br />
STIMOLANTI PER CAPIRE -<br />
E MAGARI AIUTARCI A CREARE -<br />
IL FUTURO DEL RETAIL<br />
re politiche di marketing, di brand e di sviluppo<br />
coerenti tra loro e coerenti con l’evoluzione<br />
dello shopper. Oggi l’experience nel punto<br />
di vendita è ancora più importante del passato:<br />
la multisensorialità, tema dibattuto da<br />
tempo, è diventata una delle armi di riconoscibilità<br />
del brand. Pensiamo all’esperienza<br />
sensoriale che si prova entrando in uno store<br />
Abercrombie. Ovunque luci basse, fari puntati,<br />
diffusori di profumo (sempre lo stesso)<br />
identificabile e facile da ricordare (l’olfatto è<br />
il senso con la memoria più lunga) e poi, non<br />
dimentichiamolo, la musica assordante, pulsante:<br />
Abercrombie punta quindi su un’experience<br />
legata ai sensi, primaria, avvincente e<br />
targettizzata.<br />
Passiamo al food. Qui la sensorialità è connaturata<br />
al core business, con gli aromi del<br />
pane appena sfornato, gli odori pungenti del<br />
banco formaggi, il mare nella pescheria, i<br />
colori dell’ortofrutta: una ribalta, quella del<br />
mercato, che oggi è riscoperta da molti concept<br />
di nuova ideazione. Uno per tutti Coop.<br />
Fi, disegnata dall’architetto Paolo Lucchetta;<br />
ma anche il nuovo concept Simply, lanciato a<br />
Milano, a fine 2012. Botteghe, mercato, una<br />
riscoperta della tradizione sinonimo di originalità<br />
e di genuinità, ma anche di made in<br />
Italy. Infatti, al mercato all’italiana sono dedicati<br />
anche molti concept nati all’estero, dalle<br />
catene britanniche come Waitrose o Marks &<br />
Spencer a quelle americane come Trader’s Joe<br />
o Whole Foods.<br />
Non dimentichiamo poi l’experience della socialità,<br />
la voglia del servizio, della cura del<br />
cliente, non più appannaggio solo delle cate-<br />
ne del lusso. Così se nell’alimentare il cliente<br />
apprezza il macellaio che consiglia come cucinare<br />
questa o quella carne, che “fa spettacolo”<br />
del suo saper fare - bellissimo il banco della<br />
carne da Eat’s, al livello meno 1 di Excelsior,<br />
a Milano -, nel flagship italiano di Banana Republic<br />
c’è la possibilità di prenotare un personal<br />
shopper che consiglia e aiuta nella scelta<br />
le clienti indecise o con poco tempo a disposizione:<br />
un servizio gratuito e fidelizzante.<br />
Certo ci sono settori più “predisposti” alla<br />
creazione di un’experience; pensiamo all’elettronica<br />
di consumo, dove “far provare” vale<br />
più di mille spiegazioni, dove il servizio richiesto<br />
dal cliente è fatto di esperienza e conoscenza<br />
del prodotto; un nome per tutti sono<br />
gli Apple Store, esempio completo e pregnante<br />
di che cosa significa costruire un marchio<br />
anche (e soprattutto) attraverso il retail, comunicando<br />
dall’architettura del negozio alla<br />
sua location, le scelte cromatiche, le comunicazioni<br />
visive fatte di immagini, emozionali.<br />
Con la possibilità di fruire dei prodotti in<br />
diretta semplicemente accostandosi ad uno<br />
dei tanti banchi di prova. Tutto da ammirare<br />
il servizio: l’assistenza al genius bar, per trovare<br />
soluzioni ai problemi o per capire nuove<br />
potenzialità di un prodotto, i corsi gratuiti o a<br />
pagamento da fare in store, su appuntamento<br />
o “on the spot”; l’eliminazione delle code alle<br />
casse: se si usa la carta di credito, basta fermare<br />
uno dei tanti commessi che girano per il<br />
punto di vendita e si può pagare seduta stante,<br />
con ricevuta inviata via mail.<br />
I numeri di Apple rassicurano che la strada<br />
è quella giusta. <strong>Il</strong> retail oggi può fare per un<br />
brand molto di più di quanto può fare una<br />
campagna pubblicitaria. Ovviamente è una<br />
potenza che non va sottovalutata perché funziona<br />
in senso positivo, ma anche in senso<br />
negativo, poiché un’esperienza sgradevole<br />
rimane nel ricordo e probabilmente circolerà<br />
attraverso il passaparola potenziato ancora<br />
di più dal web. Quindi, attenzione a chi vuole<br />
intraprendere questa strada: è un lavoro per<br />
professionisti e non per amatori.<br />
*Si ringrazia per la collaborazione<br />
la redazione di GDOWEEK (Gruppo <strong>24</strong> <strong>Ore</strong>)<br />
<strong>ambientecucina</strong> 65
SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />
NEO-ARTIGIANALITÀ<br />
STORIA, TRADIZIONI, MESTIERI<br />
IN STILE LOCALE Evidenziando il legame con il territorio,<br />
Ted Baker, retailer di abbigliamento maschile del Regno Unito,<br />
ha aperto un punto vendita a insegna Tedbury che interpreta lo<br />
stile del Kent. Strutturato in quattro shop-in-shop (pub, farmacia,<br />
macelleria e tea shop) di atmosfera old British.<br />
IL BELLO DELLE ISOLE Nell’ex area industriale Novoli<br />
Unicoop Firenze ha realizzato un prototipo<br />
di supermercato (firmato Paolo Lucchetta, Retail Design)<br />
concepito con un layout ad isole per enfatizzare<br />
la qualità di un assortimento di prodotti toscani.<br />
ECCELLENZA DI FILIERA La Bottega Campagna<br />
Amica è il nuovo concept store (300 mq) del Consorzio Agrario<br />
di Siena, risultato di una ristrutturazione curata da Costa Group,<br />
in un edificio storico. Espressione della mission di sostenere<br />
l’agricoltura italiana, nel rispetto della filiera e dell’ambiente,<br />
creando un contatto diretto tra consumatori e produttori.<br />
EXTRA SETTORE. OLTRE<br />
66 <strong>ambientecucina</strong>
SOSTENIBILITÀ<br />
ASSORTIMENTI, PRIVATE LABEL<br />
A EMISSIONI ZERO Veicoli elettrici, kit per il risparmio idrico e strumenti hi-tech per il risparmio energetico, alimenti biologici e a km<br />
zero. Sono alcuni dei prodotti-servizi proposti nel primo Zew Store (Zero Emission Way Store) aperto a Jesi (An) da Energy Resources.<br />
Anche il punto vendita è ad emissioni zero: climatizzazione con impianto geotermico ed energia elettrica fornita da impianto fotovoltaico.<br />
ON LINE PERSONALIZZATO Lo spazio Desigual in calle Caspe a Barcellona<br />
propone 1.200 modelli in un solo esemplare per taglia, per favorire l’ordine via web<br />
assicurando la consegna a domicilio entro 48 ore. Ma lo store offre anche servizi<br />
su misura e personal shopper.<br />
CONFINE<br />
TUTTO BIO E TANTO GREEN È completamente<br />
dedicato al biologico il nuovo format di Auchan<br />
a insegna Coeur de Nature di Brétigny-sur-Orge.<br />
Si sviluppa su una superficie di 1.000 mq adottando<br />
un’ambientazione in stile mercato ambulante con<br />
reparti dai nomi evocativi come <strong>Il</strong> Mulino, La Fattoria,<br />
Casa Responsabile, Dolce e Salato, Fresco e Goloso.<br />
MOBILITÀ 2.0<br />
TRA VIRTUALE E REALE<br />
PROFUMO MULTIMEDIALE Woolite Washed Boutique<br />
è il temporary store dedicato a Woolite, il brand di Reckitt<br />
Benckiser, aperto in occasione della New York City’s Fashion<br />
Week. <strong>Il</strong> coinvolgimento sensoriale dei visitatori alternava<br />
elementi del passato (il brand è nato nel 1952) e della<br />
contemporaneità (interattività e social).<br />
<strong>ambientecucina</strong> 67
SPECIALERETAIL<br />
CASE HISTORY<br />
BRAND A EFFETTI SPECIALI<br />
Progettato dallo studio giapponese<br />
Shigeru Ban, lo store Camper di<br />
New York, situato nel quartiere di Soho,<br />
sfrutta la particolare conformazione degli<br />
arredi per creare un effetto ottico di alto<br />
impatto. Una parete lenticolare composta<br />
da una decina di tramezze verticali si<br />
snoda da un capo all’altro del negozio.<br />
A seconda della prospettiva da cui<br />
si guarda il wall, l’osservatore ottiene<br />
una doppia visione: dall’esterno dello store<br />
spicca il logo Camper in lettere cubitali,<br />
dal lato opposto rispetto all’entrata<br />
si nota che ogni tramezzo funge in realtà<br />
da pratico espositore per le calzature.<br />
UN’ONDA DI PANE A Carlton, nell’estremo<br />
sud dell’Australia, Baker D Chirico rivisita<br />
in maniera creativa la panetteria. Utilizzando<br />
il legno in funzione evocativa: trasmettere<br />
le caratteristiche del prodotto (calore, profumo,<br />
naturalità) esasperando le forme.<br />
COOLNESS<br />
DESIGN E INNOVAZIONE<br />
MOVIMENTO CIRCOLARE Placebo Pharmacy,<br />
progetto realizzato ad Atene da KLab Architecture<br />
(55 mq), presenta una forma perimetrale circolare<br />
contrapponendo al suo interno un layout a raggiera.<br />
A rifinire la struttura cilindrica esterna un pannello<br />
metallico, il cui traforo richiama l’alfabeto Braille del<br />
packaging in uso sui prodotti farmaceutici.<br />
EXTRA SETTORE. OLTRE<br />
68 <strong>ambientecucina</strong>
LEGGI, MANGIA, NAVIGA<br />
Red, acronimo di “read, eat, dream”<br />
(leggi, mangia, sogna), inaugurato a Roma<br />
da Feltrinelli, vuole abbinare cultura e cibo nel nome<br />
della socialità. Puntando all’integrazione tra punto<br />
vendita fisico e virtuale: i clienti possono navigare<br />
con i propri dispositivi mobili usufruendo del wi-fi<br />
gratuito oppure utilizzare gli iPad disponibili<br />
ai tavoli e alle pareti.<br />
IL CLIENTE GIOCA A FARE LA STAR<br />
Quindici secondi di celebrità: con il suo flagship store<br />
di Times Square, a New York, American Eagle realizza<br />
la profezia di Andy Warhol. Chi acquista un capo di<br />
abbigliamento, può accomodarsi in un piccolo studio<br />
fotografico ricavato all’interno dello store (progetto<br />
Bar Architects) e vedere subito dopo la propria immagine<br />
proiettata per quindici secondi, appunto, su uno dei<br />
12 enormi pannelli posti sulla facciata esterna.<br />
CONFINE<br />
EXPERIENCE 100%<br />
MIX MERCEOLOGICI,<br />
COINVOLGIMENTO, EVENTI<br />
IL LUSSO DELLA FRUTTA SECCA <strong>Il</strong> monomarca Noberasco di Milano si propone con lo stile di una pasticceria di<br />
fascia luxury. <strong>Il</strong> negozio (200 mq su due piani) offre più di 100 tipologie della migliore frutta secca e disidratata proveniente<br />
da tutto il mondo. Al piano terra l’esposizione dei prodotti, venduti a peso, mentre l’interrato ospita incontri, eventi, corsi di<br />
cucina. <strong>Il</strong> negozio è destinato agli acquisti dei gourmand milanesi, ma anche a turisti in cerca di food shopping experience.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 69
CONCEPT STORE FEBAL<br />
DALLA CUCINA ALLA CASA<br />
FEBAL HA INTRAPRESO<br />
LA NUOVA STRATEGIA<br />
CHE PORTERÀ IL BRAND<br />
A SVILUPPARE PROGRAMMI<br />
D’ARREDO COMPLETI<br />
PER OGNI AMBIENTE,<br />
DANDO VITA AL NUOVO<br />
RETAIL CONCEPT FEBAL CASA<br />
70 <strong>ambientecucina</strong><br />
Di fronte a un mercato sempre più maturo ed esigente,<br />
Febal, che dal 2009 fa parte dello storico<br />
Gruppo Colombini leader da quasi 50 anni nel<br />
settore dell’arredamento, continua a scommettere<br />
sul futuro dando vita a un nuovo retail concept<br />
battezzato Febal Casa: un’idea innovativa, per un<br />
diverso modo di interpretare l’arredamento per tutta<br />
la casa. «Da tempo - puntualizza l’ad del Gruppo,<br />
Emanuel Colombini, - si parla della necessità di<br />
un’evoluzione e modernizzazione della distribuzione<br />
indipendente. Un giro d’affari che la crisi ha eroso in<br />
modo significativo e che sta accelerando tutti i processi<br />
di cambiamento».<br />
Innovazione, collaborazione, investimenti sono le<br />
Emanuel Colombini,<br />
ad di Febal e del Gruppo Colombini.
Alicante, disegnata da Matteo Beraldi, è una delle<br />
ultime novità presentate da Febal. La collezione,<br />
che comprende anche soluzioni per l’area living,<br />
qui è proposta nella versione “Mini&Functionality”.<br />
parole chiave con cui Febal risponde a tale esigenza<br />
e congiuntura economica.<br />
L’obiettivo è quello di creare un’insegna di successo,<br />
una boutique dell’arredamento che venga valorizzata<br />
da un brand molto noto, in cui tutto parla di<br />
qualità, dal prodotto al servizio, alla gestione.<br />
<strong>Il</strong> concept store Febal Casa significa accoglienza,<br />
personalizzazione delle soluzioni, anche grazie<br />
all’ampia area tecnica dedicata, e poi immagini,<br />
suoni, colori, profumi, e soprattutto soluzioni d’arredo<br />
per far vivere alla propria abitazione una coerenza<br />
stilistica autenticamente Made in Italy.<br />
«Ciò che distingue la nostra formula di retail da<br />
quelle proposte fino ad oggi - prosegue Colombini<br />
- è sicuramente il controllo su tutta la filiera produttiva.<br />
I prodotti che offriamo ai nostri potenziali partner<br />
sono interamente realizzati all’interno del nostro<br />
Gruppo. Ciò permette di attuare una programmazione<br />
mirata e fortemente orientata alla qualità, migliorando<br />
la gestione dei flussi e delle informazioni,<br />
finalizzata a ridurre i tempi e i costi dell’approvvigionamento,<br />
oltre ad accrescere l’efficacia nel soddisfare<br />
le domande dei consumatori».<br />
Ma non solo. Ogni anno, le 10 collezioni e le oltre<br />
20 uscite di nuovi prodotti garantisco un’offerta costante<br />
di proposte e servizi “up-to-date” in grado di<br />
rispondere alla domanda del consumatore moderno,<br />
sempre più dinamico ed esigente.<br />
Una formula di retail dove i valori sia estetici sia di<br />
contenuto, propri del Gruppo, possano essere veicolati<br />
con completezza: Febal Casa si presenta<br />
come la riproduzione di un reale spazio abitativo,<br />
in cui un percorso tematico guidato conduce il visitatore<br />
attraverso una casa pensata, suggerita secondo<br />
le idee di uno stile inedito, capace di emozionare.<br />
«Febal Casa - spiega l’ad del Gruppo, - non si limita<br />
semplicemente ad essere un’insegna, ma è<br />
un sistema, una formula condivisa con tutti i nostri<br />
partner per la messa in atto anche di un piano di<br />
comunicazione comune, a livello nazionale e loca-<br />
INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE<br />
La reception è uno dei punti focali<br />
su cui si concentra l’attenzione<br />
del concept. Importante anche l’area<br />
tecnica dove il cliente può scegliere<br />
le finiture e i materiali, trasversali alla<br />
collezione casa.<br />
Concept a cura dello Studio Venturi<br />
le, che comprende investimenti in campagne adv,<br />
web marketing ed eventi. Ai nostri partner, inoltre,<br />
offriamo un servizio di formazione continua, appoggiandoci<br />
alla nostra divisione Colombini Academy,<br />
per garantire un affiancamento personalizzato ai<br />
venditori e renderli sempre più competenti in merito<br />
al prodotto, alle più efficaci tecniche di vendita e<br />
sull’utilizzo dei più moderni e specifici software del<br />
settore. Prima dell’apertura».<br />
<strong>Il</strong> progetto, studiato in ogni minimo dettaglio e forte<br />
dell’esperienza già rodata negli showroom monomarca<br />
presenti all’estero, è stato oggetto di presentazioni<br />
su invito riservate agli operatori del settore, a<br />
partire dai clienti Febal.<br />
«Le due convention, che abbiamo organizzato a Bologna<br />
e Milano, hanno generato moltissimo interesse<br />
e stiamo già concretamente lavorando all’apertura<br />
dei primi Febal Casa» conclude Emanuel Colombini.<br />
«Gli imprenditori più dinamici hanno capito<br />
subito che per affrontare un mercato le cui regole<br />
sono completamente cambiate il concept è una valida<br />
opportunità». Una formula coraggiosa e una risposta<br />
concreta alla necessità di cambiamento della<br />
distribuzione del settore.<br />
www.febal.com<br />
<strong>ambientecucina</strong> 71
SPECIALERETAIL<br />
TRA LE DIVERSE COMPETENZE<br />
E ATTIVITÀ CHE DEVE<br />
SVILUPPARE UNO SPAZIO<br />
VENDITA “EVOLUTO”,<br />
È CRUCIALE IL RAPPORTO<br />
CON GLI ARCHITETTI,<br />
SEMPRE PIÙ CONSULENTI<br />
DI UNA CLIENTELA DI ALTO<br />
LIVELLO. NE ABBIAMO PARLATO<br />
CON MASSIMO CASTAGNA,<br />
PROGETTISTA E ART DIRECTOR<br />
di Davide Cattaneo<br />
IL DIALOGO<br />
DEL PROGETTO<br />
Massimo Castagna è architetto, interior designer<br />
ma anche art director di aziende del settore<br />
arredamento, oltre che consulente di punti<br />
vendita. È il direttore artistico di Rossana Cucine<br />
e da dieci anni docente ai master di Federmobili<br />
al Polidesign Politecnico di Milano sui<br />
temi della formazione del punto vendita di arredamento.<br />
A lui chiediamo quali siano le modalità<br />
di approccio e come si alimenti una reciproca<br />
fiducia tra progettista/titolare del punto<br />
vendita e gli architetti che possa portare a un<br />
rapporto costruttivo per entrambi e soprattutto<br />
per il committente finale.<br />
Come è cambiato negli ultimi anni questo<br />
rapporto?<br />
Progettisti e architetti sono senza dubbio interlocutori<br />
privilegiati per i rivenditori d’arredamento,<br />
diventati indispensabili soprattutto in<br />
un momento come questo nel quale il fatturato<br />
legato alla “vendita tradizionale” è decisamente<br />
calato. Se è infatti vero che per una fascia di<br />
mercato medio-bassa la gestione del rapporto<br />
con il cliente è prerogativa esclusiva del punto<br />
vendita, per la fascia più alta la mediazione del<br />
progettista diventa fondamentale. Un rapporto,<br />
quello tra professionista e rivendita, che si<br />
è notevolmente trasformato negli ultimi anni.<br />
In passato i progettisti si rivolgevano al rivenditore<br />
di mobili quando l’architettura dello spazio<br />
era pressoché definita, quando cioè si trattava<br />
di scegliere unicamente l’arredo di uno<br />
spazio ormai immutabile. Oggi, perché il rapporto<br />
diventi proficuo per entrambi, è necessario<br />
“parlare la stessa lingua”, è indispensabile<br />
che l’offerta sia adeguata a chi progetta architettura<br />
d’interni, a partire da tutte quelle componenti<br />
che costituiscono “l’edilizia leggera”<br />
ossia superfici, finiture, porte… Una connessione<br />
tra l’attività edilizia propriamente detta<br />
e l’arredamento che comporta un ruolo diverso<br />
anche per il rivenditore, che diventa un vero e<br />
proprio project manager chiamato a dialogare<br />
con il progettista quando l’architettura è ancora<br />
“al rustico”, quando cioè si può ancora intervenire<br />
su molti aspetti della progettazione. Ovviamente<br />
ciò comporta l’acquisizione di nuove<br />
competenze da parte del personale del negozio<br />
che passa attraverso una importante attività<br />
di formazione, puntuale e approfondita.<br />
Massimo Castagna, architetto e designer.<br />
CONSULENTE A 360°<br />
72 <strong>ambientecucina</strong>
<strong>Il</strong> rapporto con il professionista rimane incentrato<br />
in ogni caso sulla credibilità, ossia sulla<br />
sua capacità di offrire soluzioni e servizi in risposta<br />
alle diverse specifiche di ogni progetto.<br />
Lavorare sul brand è una strada da percorrere<br />
per consolidare questa credibilità, soprattutto<br />
perché architetti e progettisti che si appoggiano<br />
a un rivenditore danno oggi per scontato<br />
una profondità dell’offerta che va al di là di<br />
quanto il rivenditore propone abitualmente.<br />
Quali servizi può offrire il punto vendita agli<br />
architetti e fino a che punto invece questi<br />
possono diventare consulenti privilegiati del<br />
rivenditore?<br />
È sicuramente un rapporto di dare-avere. Se è<br />
senza dubbio vero che il rivenditore ha accesso<br />
a più informazioni specifiche su un determinato<br />
prodotto rispetto al progettista, viceversa<br />
è il progettista, lavorando sul campo, a poter<br />
suggerire nuove soluzioni o a incentivare la ricerca<br />
di prodotti innovativi. Troppo spesso i rivenditori<br />
scelgono i propri prodotti basandosi<br />
esclusivamente sul brand e sul prestigio delle<br />
aziende produttrici, senza entrare nel dettaglio<br />
dei contenuti tecnici e di analisi più approfondite.<br />
L’applicazione di un prodotto in un progetto<br />
reale può confermare la validità di questa<br />
scelta o al contrario minare certe convinzioni<br />
sulla validità della soluzione proposta e solo<br />
il progettista può fare una valutazione corretta<br />
in questo senso.<br />
All’interno di uno showroom, inoltre, non sempre<br />
l’esposizione dei prodotti valorizza l’identità<br />
di ciascuno di essi, anzi su questo tema c’è<br />
ancora molto da lavorare.<br />
Un progettista, che diventa partner o consulente<br />
del punto vendita, può intervenire in<br />
modo significativo anche su questo aspetto.<br />
Spesso mi trovo a fare presentazioni di prodot-<br />
Lo showroom Rossana,<br />
inaugurato lo scorso anno<br />
a Milano, in via Turati,<br />
è stato progettato<br />
da Massimo Castagna<br />
anche per essere un punto<br />
di riferimento per i progettisti<br />
di interni.<br />
to presso i rivenditori e cerco sempre di entrare<br />
nel dettaglio delle caratteristiche di ogni nuova<br />
soluzione spiegando concretamente come il<br />
prodotto possa essere impiegato e in quali situazioni<br />
è preferibile utilizzarlo.<br />
Trovo purtroppo in molti casi diffidenza e perplessità<br />
di fronte alle novità; prima ancora di<br />
verificare e testare il prodotto mi viene chiesto<br />
di aumentarne il livello di commercializzazione,<br />
semplificandone contenuti e possibilità di<br />
declinazione. I temi propri della progettazione<br />
devono tornare ad essere al centro dell’attività<br />
di comunicazione e di scelta dei prodotti da<br />
parte di ogni rivenditore.<br />
La sua attività di architetto di interni ha influenzato,<br />
e in che modo, il suo ruolo di designer<br />
e art director di una nota azienda di<br />
cucine? In questa veste, qual è la forma di<br />
dialogo che ha scelto per comunicare con gli<br />
architetti?<br />
Certamente la mia attività di progettista ha<br />
influenzato molto i miei progetti di design e<br />
l’attività di art director che ho svolto per alcune<br />
aziende, ma è avvenuto anche il contrario.<br />
In linea generale ho cercato di sviluppare nel<br />
tempo una relazione sempre più stretta tra<br />
prodotto e architettura, per evitare di realizzare<br />
soluzioni poco flessibili, ma che al contrario<br />
tengano conto delle infinite situazioni che ogni<br />
progetto ci propone.<br />
Per Rossana ad esempio, ma anche per altre<br />
aziende, ho cercato di colmare il gap che esiste<br />
tra prodotto, costruito a tavolino dalle aziende,<br />
e contesto progettuale nel quale ci si trova ad<br />
intervenire. Ho cercato di realizzare prodotti<br />
che abbiano una “concezione architettonica”,<br />
capaci cioè di dialogare attraverso piccoli accorgimenti<br />
e dettagli intelligenti con l’architettura<br />
dello spazio nel quale si inseriscono.<br />
Prodotto e architettura si devono integrare<br />
in fase progettuale. Ogni tipologia di sistema<br />
d’arredo, dai mobili del living alla cucina,<br />
dal bagno agli elementi fissi devono garantire<br />
la massima flessibilità e versatilità, caratteristiche<br />
imprescindibili, ad esempio, nel settore<br />
contract.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 73
SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />
GHIRARDELLI ARREDARE<br />
Bergamo<br />
Anno di apertura 2011<br />
(nuova sede e nuovo layout)<br />
Progetto Studio di progettazione interno<br />
Superficie espositiva 500 mq<br />
www.ghirardelliarredare.com<br />
UNO STORICO<br />
RIVENDITORE DI<br />
BULTHAUP, CAPACE<br />
DI RINNOVARSI<br />
OFFRENDO UN SERVIZIO<br />
APPROFONDITO, IN<br />
SPAZI INTEGRATI<br />
CHE NON SOLO<br />
ESPONGONO,<br />
MA ACCOLGONO<br />
di Davide Cattaneo<br />
DOVE TUTTO GIRA<br />
INTORNO ALLA CUCINA<br />
Raffinate ed esclusive, le superfici e i materiali del sistema b3 sottolineano la capacità artigianale<br />
di personalizzare ogni dettaglio su richiesta del cliente.<br />
Un nuovo modo di intendere lo spazio retail,<br />
un concept innovativo che ha l’obiettivo di<br />
coinvolgere totalmente il cliente, renderlo effettivo<br />
protagonista delle proprie scelte attenuando<br />
quella tipica soggezione che troppe<br />
volte finisce per allontanarlo dal negozio di<br />
mobili concepito in modo tradizionale.<br />
Ghiradelli Square è una piazza interamente<br />
dedicata alla casa, un luogo semi-pubblico incorniciato<br />
dalle facciate storiche ed eleganti di<br />
Palazzo Zanchi a Bergamo, attorno al quale si<br />
sviluppa lo spazio espositivo di Ghirardelli Arredare<br />
in cui vengono riproposti veri e propri<br />
modelli di abitazioni. Ma anche uno showroom<br />
pieno di storia e con un forte legame con il<br />
territorio, nel quale opera uno staff che mette<br />
al centro l’attenzione al cliente e alla sua piena<br />
soddisfazione. Ghirardelli vanta una colla-<br />
CONSULENTE A 360°<br />
74 <strong>ambientecucina</strong>
Le linee semplici e compatte del sistema b1 definiscono il fulcro della “casa dinamica”:<br />
per un cliente giovane, cosmopolita, attento alle ultime tendenze dell’interior design.<br />
borazione più che trentennale con Bulthaup,<br />
l’azienda di cucine che fa della qualità a 360°<br />
gradi la propria caratteristica vincente: precisione,<br />
competenza progettuale, individualità,<br />
personalizzazione e lavorazioni artigianali si<br />
fondono perfettamente nei modelli di cucina<br />
proposti. Proprio questa attenzione ai dettagli<br />
e alla personalizzazione estrema devono necessariamente<br />
trovare un interlocutore professionale,<br />
affidabile, competente, per poter essere<br />
trasmesse. Proprio per questo Ghirardelli,<br />
che è stato il primo rivenditore di Bulthaup in<br />
Italia, rinnova continuamente la propria collaborazione<br />
e lo scambio proficuo con l’azienda<br />
tedesca, proponendo installazioni domestiche<br />
ambientate di stile diverso, nelle quali la<br />
cucina è il fulcro dello spazio, a conferma ulteriore<br />
di come proprio la cucina possa essere<br />
l’espressione dello stile di vita di ciascuno di<br />
noi. Un percorso che consente di valorizzare al<br />
meglio le proposte che Bulthaup, e Ghirardelli<br />
di conseguenza, hanno voluto modellare nel<br />
tempo attorno all’individuo, trasformando la<br />
cucina in “Ambiente di Vita” nei quali i sistemi<br />
proposti non seguono mode e tendenze<br />
temporanee, ma sono prodotti senza tempo<br />
e sempre di grande attualità, spazi living personalizzati,<br />
che conciliano le conoscenze tecniche<br />
più avanzate con la massima funzionalità<br />
proponendo soluzioni in linea con i nuovi<br />
stili di vita. Due ambienti moderni e innovativi<br />
sono nati accanto al già esistente showroom<br />
completamente dedicato al sistema bulthaup<br />
b3, in cui l’individualismo e la razionalità vengono<br />
esaltati in diverse proposte di eccellente<br />
fattura. La “Casa domotica”, ospitata nell’ala<br />
destra della corte, vede protagonista il sistema<br />
bulthaup b2 che grazie al suo concept compatto<br />
e innovativo e alle sue linee moderne, ben si<br />
inserisce in uno spazio nel quale le più avanzate<br />
tecnologie video, audio e illuminotecnica si<br />
integrano per dar vita a scenari abitativi diversi,<br />
accentuando il comfort della casa e potenziando<br />
le occasioni di svago e intrattenimento.<br />
Gli ambienti dallo stile classico ed elegante<br />
presentano soffitti affrescati e pavimenti preziosi,<br />
che ospitano cucine e arredi dal design<br />
essenziale e contemporaneo.<br />
Gli spazi espositivi di Ghirardelli Arredare<br />
sono incorniciati dalle imponenti colonne<br />
di Palazzo Zanchi e si dispongono lungo<br />
il perimetro della piazza interna.<br />
Sul lato opposto è stato invece ricreato un piccolo<br />
loft dallo stile metropolitano, denominato<br />
“Casa dinamica”, nel quale le forme minimali<br />
del sistema bulthaup b1 esaltano l’idoneità dei<br />
materiali, la qualità e la precisione artigianale<br />
dedicati a chi è alla ricerca di una soluzione<br />
unica al giusto prezzo.<br />
Tre proposte complete nelle quali, accanto alla<br />
cucina, Ghirardelli espone arredi, complementi<br />
e finiture dei migliori marchi italiani e internazionali,<br />
per dar vita a spazi integrati accoglienti,<br />
ad atmosfere coinvolgenti nel quale trascorrere<br />
un’esperienza completamente nuova<br />
in cui il cliente non è più semplice spettatore,<br />
ma ne diventa assoluto protagonista.<br />
Un approccio focalizzato all’individuo perché<br />
possa vivere un’esperienza speciale, non solo<br />
nel momento della consulenza o dell’acquisto,<br />
che può prevedere anche la degustazione di<br />
un drink offerto dal bistrot interno, una pausa<br />
caffè sui divanetti della piazzetta, oppure un<br />
aperitivo tra oggetti di design e opere d’arte.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 75
SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />
SCOUTING DI PRODOTTI<br />
E PROGETTI, AGAPE 12<br />
A MILANO OFFRE<br />
A OGNI TIPOLOGIA<br />
DI CLIENTE LA<br />
POSSIBILITÀ DI<br />
TROVARE TUTTI<br />
GLI ARREDI PER<br />
OGNI AMBIENTE E DI<br />
DIALOGARE CON<br />
LE AZIENDE PARTNER<br />
AGAPE 12<br />
Milano<br />
Anno di apertura 2012<br />
Progetto Benedini&Partners<br />
Superficie espositiva 850 mq<br />
www.agapedesign.it/agape12<br />
Le proposte di Agape12 si caratterizzano per i materiali<br />
naturali, le trame preziose e delicate, i colori neutri.<br />
UN INCUBATORE<br />
DI CREATIVITÀ<br />
di Davide Cattaneo<br />
Collocato in Brera nel cuore di Milano, in<br />
una zona che negli ultimi anni ha accentuato<br />
la propria identità di catalizzatrice<br />
di tutto ciò che ruota attorno al mondo del<br />
design e del progetto, Agape 12 rappresenta<br />
anche una location ideale per l’organizzazione<br />
di servizi di moda, design<br />
e lifestyle. Inaugurato durante la scorsa<br />
Design Week milanese, il nuovo conceptstore<br />
propone un percorso progettuale ed<br />
espositivo che si sviluppa su quattro livelli<br />
dall’identità e dalle caratteristiche architettoniche<br />
diverse, che offrono al visitatore<br />
atmosfere e proposte di stile differente<br />
per i diversi spazi della casa. Dalla cucina<br />
al living, fino al pranzo. Dal bagno alla zona<br />
notte, fino ai materiali.<br />
<strong>Il</strong> piano terra e il primo piano ospitano più<br />
propriamente l’esposizione, mentre il piano<br />
interrato è dedicato alla formazione e<br />
all’area di progettazione. All’ultimo piano,<br />
inoltre, un appartamento campione, accessoriato<br />
e funzionante, diventa la sede ideale<br />
per piccoli eventi e presentazioni, oltre<br />
a valorizzare l’esposizione dei prodotti in<br />
un contesto reale, completo e pensato organicamente.<br />
L’allestimento dell’appartamento<br />
viene periodicamente rivisto mante-<br />
CONSULENTE A 360°<br />
76 <strong>ambientecucina</strong>
nendo alcuni punti fermi, come la cucina di<br />
Alpes Inox. Agape 12 offre una consulenza<br />
a 360°, una capacità di affiancare il cliente<br />
tanto nella scelta degli arredi, quanto<br />
nell’attività di progettazione dello spazio.<br />
Attraverso una costante attività di scouting,<br />
lo staff di Agape 12 seleziona in tutto<br />
il mondo i migliori marchi e le più interessanti<br />
proposte internazionali, per proporre<br />
unicamente complementi architettonici,<br />
prodotti, finiture e accessori per la casa<br />
che siano effettiva espressione di una qualità<br />
totale, dal punto di vista sia estetico<br />
sia funzionale, progetti che nascano da un<br />
vero percorso di ricerca, da un’attenzione<br />
all’ambiente e alle sue risorse, che si traducano<br />
in elementi che possano durare nel<br />
tempo.<br />
Marchi importanti e conosciuti si affiancano<br />
a realtà emergenti italiane o internazionali,<br />
produttori industriali o con un’identità<br />
più artigianale convivono accumunati<br />
dal filo conduttore della bellezza, sia che<br />
si tratti di finiture o prodotti importan-<br />
Al piano interrato sono stati creati piccoli spazi<br />
di incontro, per consulenze e sviluppo di progetti ad hoc<br />
con il cliente in un contesto riservato e tranquillo.<br />
All’ultimo piano un piccolo appartamento che si rinnova<br />
periodicamente mostra come gli arredi e le soluzioni<br />
proposte possano convivere in uno spazio<br />
dalle dimensioni ridotte.<br />
ti, sia per gli oggetti semplici per la vita<br />
di ogni giorno. Ecco allora che i cataloghi<br />
delle aziende partner si fondono di fatto in<br />
un’offerta unica per originalità e coerenza.<br />
Anche grazie a questa metodologia di lavoro,<br />
Agape 12 è in grado di offrire, ad ogni<br />
tipologia di cliente ma anche a progettisti,<br />
interior designer e contractor, l’opportunità<br />
di scegliere, in un’unica sede, tutti<br />
gli elementi necessari per progettare gli<br />
ambienti dell’abitare e di dialogare direttamente<br />
con i responsabili delle aziende<br />
partner.<br />
All’attività quotidiana di vendita e consulenza,<br />
Agape 12 affianca un fitto programma<br />
di eventi e incontri per i professionisti<br />
del settore, oltre ad appuntamenti rivolti al<br />
pubblico per occasioni particolari come anteprime<br />
e presentazioni.<br />
In sintesi, un incubatore di proposte creative,<br />
uno spazio che è contemporaneamente<br />
galleria espositiva e centro di progettazione,<br />
un nuovo punto di riferimento per creativi<br />
e amanti delle belle cose.<br />
Atmosfere coinvolgenti, installazioni complete per mostrare<br />
ai clienti come elementi e arredi possano dialogare<br />
con le superfici e i materiali.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 77
LUBE<br />
TRA LE AZIENDE LEADER DI CUCINE, LUBE HA COSTRUITO IL SUO SUCCESSO<br />
SU UNA FORMULA CHE PREVEDE, DA SEMPRE, ATTENZIONE E RISPETTO<br />
TOTALE PER LA PROPRIA DISTRIBUZIONE.<br />
CRESCERE INSIEME<br />
Presente in Italia con circa 1.400 punti vendita, Lube<br />
è uno dei brand più noti nel nostro paese e il suo<br />
successo sfida anche le difficoltà del mercato grazie<br />
a una politica industriale, produttiva e distributiva di<br />
grande qualità, in cui prevale il gioco di squadra.<br />
Fabio Giulianelli, amministratore delegato e socio di<br />
Lube insieme al fondatore Luciano Sileoni, ha le idee<br />
molto chiare a proposito: «Lube è cresciuta investendo<br />
tutto sul prodotto e sulla distribuzione. Lo sviluppo di<br />
quest’ultima e il passaparola hanno contribuito a far<br />
conoscere il nostro marchio in tutta Italia. Un brand<br />
che l’azienda ha supportato ulteriormente con la comunicazione<br />
istituzionale e anche con i successi della<br />
squadra di pallavolo. Anzi si può dire che la strada di<br />
Fabio Giulianelli, amministratore delegato e socio<br />
di Lube, insieme al fondatore Luciano Sileoni.<br />
78 <strong>ambientecucina</strong><br />
Adele, uno degli ultimi<br />
successi Lube, in una<br />
composizione che racconta<br />
bene come sia una proposta<br />
flessibile e aperta al living.<br />
successo percorsa dalla Lube Volley sia una metafora<br />
di ciò che è accaduto all’azienda. Anche lo sport ci<br />
insegna a fare squadra: con la pallavolo abbiamo fatto<br />
innamorare dipendenti e clienti e abbiamo creato legami<br />
più stretti».<br />
Nonostante la crisi ci sono ancora margini di<br />
crescita?<br />
Premetto che dal 2006 al 2011 il fatturato Lube è aumentato<br />
del 2-3%, così come la penetrazione.<br />
Essere riusciti a crescere in quest’arco di tempo penso<br />
che sia un risultato straordinario. Nel primo semestre<br />
2012 abbiamo registrato un +2%, senza aumentare<br />
il numero dei clienti e in un settore in netta crisi,<br />
riuscendo a chiudere l’anno con un segno positivo. Per<br />
quanto riguarda il futuro, siamo certi di avere ancora<br />
margini significativi di crescita, perché intendiamo<br />
premere ancora di più sull’acceleratore della comunicazione.<br />
Tali investimenti completano quelli destinati<br />
all’ampliamento del catalogo per coprire ogni fascia di<br />
prezzo, compresa quella medio-alta che ci ha permesso<br />
di conquistare una fetta di mercato che prima non<br />
presidiavamo. Contestualmente, abbiamo potenziato<br />
anche le proposte in fascia bassa. Questa completezza<br />
ci ha reso trasversali e, direi, vincenti e ha infuso<br />
maggiore forza e visibilità ai punti vendita monomarca,<br />
che stiamo aprendo a più riprese, ma anche ai negozi<br />
plurimarca.
A proposito di monomarca, qual è la strategia<br />
dell’azienda?<br />
Sicuramente il progetto dei monomarca è una scelta<br />
che può portare vantaggi sia all’azienda sia ai partner<br />
che la sposano. La nostra peculiarità, però, è il pieno<br />
rispetto della storicità e della competenza dei nostri<br />
clienti. L’insegna, ad esempio, riporta sempre il nome<br />
del partner affiancato al nostro. <strong>Il</strong> consumatore è alla<br />
ricerca di certezze e crediamo fermamente che il<br />
messaggio sia più forte se il nostro brand si accosta<br />
a quello di imprenditori che hanno maturato nel tempo<br />
una grande credibilità. Vogliamo garantire continuità<br />
alla loro storia e rispettare la loro indipendenza e professionalità.<br />
In tal senso non imporremo mai un prez-<br />
zo al pubblico, perché siamo consapevoli che i costi di<br />
gestione cambiano per ogni realtà distributiva.<br />
Vista l’ampiezza della gamma offerta da Lube,<br />
come avete organizzato la formazione dei vostri<br />
partner?<br />
Riteniamo un investimento fondamentale ospitare da<br />
noi i clienti, e anche i loro addetti alle vendite, per fare<br />
formazione. <strong>Il</strong> nostro showroom interno è la prima tappa<br />
del processo formativo che deve partire dalla conoscenza<br />
profonda del prodotto. Puntiamo molto sulla<br />
valorizzare di quegli aspetti tecnici sui quali abbiamo<br />
scommesso tanto, come per esempio i pannelli ecologici<br />
e i piani antibatterici, fattori che danno certezza<br />
Un’immagine dello showroom aziendale<br />
dove Lube inizia il percorso formativo<br />
dedicato ai suoi rivenditori.<br />
CUCINE LUBE<br />
Anno di fondazione 1967<br />
Sede Treia (Mc)<br />
Sito produttivo 100mila mq<br />
N° dipendenti e collaboratori 550<br />
Fatturato 2011 144,5 milioni di euro<br />
Trend fatturato 1° semestre 2012 +2%<br />
Punti vendita plurimarca in Italia 1.400<br />
Punti vendita monomarca in Italia 60<br />
INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE<br />
di qualità. Tutto ciò è necessario perché oggi chi entra<br />
in negozio si è già documentato profondamente e ha<br />
delle richieste molto specifiche, alle quali il rivenditore<br />
deve poter rispondere sempre con competenza.<br />
Come viene gestita l’immagine del brand Lube<br />
nei punti vendita?<br />
Essendo un aspetto fondamentale, investiamo tantissimo<br />
nella progettazione degli allestimenti. Ci sono<br />
punti vendita che crescono del 20-30% proprio perché<br />
rinnovano costantemente il negozio, operazione<br />
che noi sosteniamo fortemente. La crisi, da questo<br />
punto di vista, ci ha dato una lezione enorme: non<br />
vendi se non riesci a offrire qualcosa di diverso.<br />
www.cucinelube.it<br />
Punti vendita che trattano Lube come unico<br />
marchio di cucine 200-250<br />
<strong>ambientecucina</strong> 79
SPECIALERETAIL<br />
INTERVISTA A<br />
VITTORIO ZARDINI,<br />
VICEPRESIDENTE E<br />
SOCIO DI ASSO SPA,<br />
AZIENDA SPECIALIZZATA<br />
NELL’ALLESTIMENTO DI<br />
PUNTI VENDITA ITALIANI<br />
E INTERNAZIONALI<br />
di Davide Cattaneo<br />
Al suo attivo vanta una esperienza ventennale<br />
nel settore della produzione, realizzazione<br />
e vendita di negozi, a livello internazionale e<br />
mondiale, in particolare nel mondo della moda.<br />
Asso ha il suo “cuore” in Valpolicella (dove<br />
è nata nel 1993) a San Pietro in Cariano, dove<br />
l’azienda ha la sua sede principale. Ma la società,<br />
che ha nel suo dna la vocazione all’innovazione,<br />
opera in tutto il mondo, seppure<br />
principalmente a livello europeo (tra i suoi<br />
clienti fidelizzati Calzedonia, Benetton, Guess),<br />
essendo specializzata in tutte le tipologie di<br />
arredo dei punti vendita: dal corner (angoli di<br />
abbigliamento monomarca) al megastore, passando<br />
per la realizzazione di pacchetti “chiavi<br />
in mano”, operando quindi come general contractor<br />
in grado di seguire ogni singola fase<br />
della realizzazione degli spazi.<br />
Radicata nel territorio, cresciuta sui due “assi<br />
familiari” dei soci dirigenti, Giovanni Venturini<br />
e Vittorio Zardini, rispettivamente presidente<br />
e vicepresidente, Asso ha un team interno (56<br />
dipendenti) e si avvale inoltre di una serie di<br />
collaboratori esterni, produttori e artigiani che<br />
collaborano sia nella fase produttiva degli ele-<br />
Da sinistra: Giovanni Venturini,<br />
presidente di Asso Spa, e<br />
Vittorio Zardini, ad Maistri International<br />
e vicepresidente Asso Spa.<br />
CONCEPT TRADOTTO<br />
IN ARREDO<br />
menti d’arredo sia in quella dell’allestimento.<br />
Al vicepresidente Vittorio Zardini abbiamo<br />
chiesto di indicarci quali sono i criteri principali<br />
con cui si opera per creare una nuova tipologia<br />
di negozio. Dal concetto all’insegna.<br />
Asso realizza allestimenti per punti vendita<br />
chiavi in mano. Come si sviluppa il rapporto<br />
con il cliente e quali sono gli step che scandiscono<br />
lo sviluppo del progetto, dalla stipula<br />
dell’accordo alla consegna del negozio?<br />
<strong>Il</strong> rapporto con il cliente si sviluppa attraverso<br />
un percorso consolidato tra committente e<br />
azienda. Si studia un layout nel quale vengono<br />
definite tutte le particolarità di un progetto che<br />
deve rappresentare l’immagine e il messaggio<br />
che il brand azienda vuole indirizzare al pubblico<br />
per lo sviluppo del marchio. Questo primo<br />
step è una delle fasi più complesse e delicate:<br />
la sinergia con il committente dev’essere totale<br />
e costruttiva. Per questo, prima di entrare<br />
nel vivo dei lavori, focalizziamo l’attenzione su<br />
un’altra fase cruciale che segue il progetto e<br />
lo studio “su carta”, ossia quella della verifica<br />
su materiali e campionature da sottoporre al<br />
COMUNICARE IN STORE<br />
80 <strong>ambientecucina</strong>
cliente. L’obiettivo è quello di cercare il perfetto<br />
prototipo di quanto richiesto dal committente,<br />
sempre con la visione finale dell’industrializzazione<br />
del prodotto.<br />
Quali sono gli aspetti fondamentali da considerare<br />
nella definizione del layout?<br />
Una volta definito il concept che il brand vuole<br />
esprimere, si procede alla preventivazione<br />
economica del progetto. E dunque può partire<br />
a pieno ritmo la produzione degli arredamenti<br />
nel nostro stabilimento veronese, per poi passare<br />
successivamente all’allestimento del negozio.<br />
Le esigenze cambiano di continuo anche<br />
per quanto riguarda diversi punti vendita di<br />
una stessa catena. In questo caso, le linee guida<br />
che portano alla realizzazione del negozio<br />
sono sempre le stesse, anzi necessariamente<br />
devono essere immediatamente riconoscibili.<br />
Ma gli spazi vanno studiati di volta in volta, così<br />
come peculiarità e criticità che determinate<br />
metrature e disposizioni possiedono. Dobbia-<br />
mo perciò capire e concordare con il cliente come<br />
sfruttarle e trattarle per ottenere il meglio;<br />
per questo vengono effettuati specifici e dettagliati<br />
rilievi del locale, per determinare dimensioni<br />
e altezze e tutto lo specifico dello spazio.<br />
Su questa base si adatta poi il progetto del PV.<br />
In che modo gestite il brand del cliente<br />
nel punto vendita? Quanto deve essere<br />
visibile-riconoscibile il marchio-logo?<br />
Sono aspetti prioritari, focalizzati ovviamente<br />
nelle insegne visibili all’esterno e immediatamente<br />
identificabili appena si entra in negozio,<br />
ma che si rincorrono anche lungo tutte le superfici<br />
arredate. Le immagini e le grafiche sono<br />
studiate ad hoc per dare la massima comunicazione<br />
al marchio e al prodotto. Tuttavia, non è<br />
solo il logo-marchio ad avere importanza, ma<br />
è il concetto stesso dell’arredamento e dello<br />
spazio vendita, negozio o corner che sia, ad essere<br />
studiato in ogni minimo dettaglio per trasmettere<br />
l’idea che il cliente ha del proprio pro-<br />
Esterno e interno del negozio<br />
Guess di Lisbona: logo,<br />
immagine e arredo devono<br />
essere in sintonia con la<br />
comunicazione del marchio.<br />
Sotto, due punti vendita<br />
Benetton, di Chicago e Miami,<br />
allestiti da Asso SpA, che<br />
opera particolarmente nel retail<br />
della moda, in costante<br />
e veloce evoluzione.<br />
dotto e della sua collocazione nel mercato e di<br />
come intende comunicarla visivamente.<br />
E dunque colori, materiali, illuminazione, piuttosto<br />
che la disposizione “pieno” e “vuoto”,<br />
sono tutti elementi altrettanto rilevanti e calibrati<br />
sul marketing del prodotto e sul marchio.<br />
Come sono cambiate in questi anni le esigenze<br />
relative allo spazio retail?<br />
In questo momento il retail sta attraversando<br />
un periodo di indubbia difficoltà. Le aziende<br />
primarie stanno cercando di incentivare le<br />
aziende retail per mantenere quote e spazi di<br />
mercato, spesso intervenendo direttamente<br />
con soluzioni di sostegno. Ciò premesso,<br />
si tratta comunque di un settore in costante<br />
evoluzione. Penso che la carta vincente, nel<br />
nostro ambito in generale e per Asso in particolare,<br />
sia proprio questo continuo rinnovamento:<br />
ogni nuovo negozio è un passo avanti<br />
rispetto al precedente. Ce lo impone non solo<br />
la tecnologia, ma anche il marketing delle varie<br />
aziende, in necessaria, continua e costante<br />
rivoluzione. In quest’ottica, e in funzione di un<br />
normale iter di passaggio generazionale esistente<br />
all’interno dell’azienda, come amministratore<br />
di Asso SpA, da qualche tempo sto delegando<br />
a figli e nipoti la gestione ordinaria di<br />
quello che è l’aspetto della realizzazione e del<br />
rapporto che abbiamo con i vari clienti e fornitori.<br />
Avere una squadra giovane e coesa, sia<br />
dirigenziale sia operativa, ritengo che costituisca<br />
una preziosa marcia in più. E il concetto di<br />
squadra e di sinergia è anche quello che anima<br />
il nostro rilancio di Maistri (l’azienda veronese<br />
di cucine recentemente acquisita e ribattezzata<br />
Maistri Innovation). Maistri Innovation può<br />
offrire quindi il miglior servizio completo, dalla<br />
progettazione alla realizzazione e montaggio,<br />
a partire dal singolo cliente fino al contract, appoggiandosi<br />
ad Asso per la realizzazione del<br />
comparto bagni e sanitari in materiale laminato,<br />
una novità e una nuova sfida recentemente<br />
intrapresa dall’azienda.<br />
www.assospa.com<br />
<strong>ambientecucina</strong> 81
SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />
UN ALLESTIMENTO<br />
IMMAGINIFICO,<br />
DALL’ORIGINALE<br />
CIFRA STILISTICA,<br />
CHE METTE IN SCENA<br />
UN MODO DI VIVERE<br />
CONTEMPORANEO<br />
CAPACE DI FAR RIVIVERE<br />
ANCHE ATMOSFERE E<br />
OGGETTI D’EPOCA<br />
di Davide Cattaneo LO<br />
STILE RITROVATO<br />
RAW BRERA<br />
Milano<br />
Anno di apertura 2012<br />
Progetto Paolo Badesco e Costantino Affuso<br />
Superficie espositiva 150 mq<br />
RAW MAGENTA<br />
Milano<br />
Anno di apertura 1996<br />
Progetto Paolo Badesco<br />
Superficie espositiva 50 mq<br />
www.rawmilano.it<br />
Tutto nasce da una passione viscerale per l’interior<br />
design e l’architettura che si alimenta<br />
continuamente e si traduce nella ricerca e selezione<br />
di arredi e complementi, ma anche in<br />
un supporto tecnico e stilistico a cura di uno<br />
staff di architetti e designer. Paolo Badesco<br />
è da sempre l’anima di Raw, la boutique che<br />
propone un design indipendente dalle mode<br />
e dalle tendenze, e incarna un’identità fatta di<br />
sfumature e suggestioni, per uno stile volutamente<br />
nostalgico ma ben ancorato al gusto<br />
contemporaneo. A Badesco si è recentemente<br />
affiancato l’architetto Costantino Affuso, e la<br />
presenza dello “stile Raw”, nella metropoli milanese,<br />
si è raddoppiata: allo scenografico negozio<br />
di corso Magenta 96, una “wunderkammer”<br />
dove l’allestimento cambia ciclicamente,<br />
si aggiunge il nuovo spazio in via Palermo 1,<br />
nel cuore di Brera, che conferma la precisa cifra<br />
stilistica e il gusto spiccato per oggetti e atmosfere<br />
decisamente espressivi.<br />
COMUNICARE IN STORE<br />
82 <strong>ambientecucina</strong>
All’interno sono evidenti i riferimenti a lontane provenienze,<br />
al concetto di viaggio attraverso i tempi: proposte inedite<br />
ma di gusto contemporaneo, mai nostalgico.<br />
Una sorta di cabinet de curiosités, un luogo<br />
originale e accogliente, nel quale l’armonia<br />
dell’ambiente è ottenuta attraverso le finiture<br />
ricercate che mettono in risalto l’accostamento<br />
equilibrato di oggetti e complementi d’arredo<br />
diversi, per provenienza ed epoca, scelti con<br />
l’entusiasmo e la curiosità dei due proprietari,<br />
che li porta a cercare continuamente cose nuove<br />
in giro per il mondo.<br />
Oggetti insoliti, poetici, volutamente non restaurati,<br />
che recano in sé le tracce del tempo,<br />
che mostrano le stratificazioni e la memoria di<br />
chi li ha vissuti, utilizzati, amati.<br />
Elementi spesso utilizzati in modo inedito rispetto<br />
alla loro funzione originale, secondo<br />
un processo di conversione o ready made di<br />
stampo duchampiano, che sposta il significato<br />
delle cose e trasforma la loro funzione per dar<br />
vita ad un personalissimo codice stilistico in<br />
ogni casa, per ogni cliente.<br />
Proprio in questo contesto è stata temporane-<br />
amente esposta una cucina ad isola Minà, firmata<br />
Minacciolo, che si è inserita nello spazio<br />
con gusto e armonia. Lamiera di metallo spessorato,<br />
manopole idrauliche, ripiano in coccio<br />
pesto: la cucina riporta in vita immagini evocative,<br />
interpretando allo stesso tempo l’evoluzione<br />
dei tempi, per un gusto contemporaneo<br />
che non dimentica il passato, proprio come<br />
avviene per le proposte di Raw.<br />
Accanto agli “oggetti trovati”, Raw propone alcune<br />
collezioni esclusive, raffinate ed eleganti<br />
come i découpage di John Derian, le ceramiche<br />
berlinesi di Kuhn Keramik, le creazioni dello<br />
studio Patch NYC, i pezzi squisitamente francesi<br />
di Astier de Villatte, e gli elementi ideati<br />
dall’interior designer Jonathan Adler.<br />
Raw ha inoltre una speciale collaborazione<br />
con il brand di carte da parati Wall&Deco, che<br />
rompendo con il concetto puramente decorativo<br />
dell’elemento d’arredo, lo rende parte integrante<br />
dell’architettura della casa.<br />
<strong>Il</strong> contesto ideale per esporre temporaneamente una<br />
proposta Minacciolo, che si sposa perfettamente con<br />
l’identità raffinata e originale del negozio.<br />
Sotto: layout raffinato, colori di tendenza, apparente<br />
casualità per creare zone attrattive che raccontano la<br />
personalità del punto vendita e delle proposte.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 83
SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />
UN RAFFINATO PROGETTO ARCHITETTONICO NEL LECCESE DIVENTA<br />
IL FULCRO DI UNA CONTESTUALIZZAZIONE COMUNICATIVA DEI PRODOTTI.<br />
DOVE SI RACCONTA UNA STORIA COERENTE DI GUSTO E CULTURA<br />
di Rossella Conte<br />
Assoluta coerenza estetica anche<br />
tra mobili e accessori (in primo piano<br />
oggetti Sambonet), e tra il contesto<br />
locale-culturale e gli eventi in store.<br />
I’M WHERE I LIVE<br />
Muro Leccese (LE)<br />
Data di apertura 2010<br />
Superficie espositiva 300 mq + 100 mq<br />
www.emanuelespano.it<br />
Tutto è in piena sintonia tra<br />
il dentro e il fuori del punto vendita:<br />
il trait d’union è la pietra leccese,<br />
anche nella cucina funzionante,<br />
dove domina la cappa Elica.<br />
Le diverse aree dello store sono<br />
concepite come parte dello stesso<br />
progetto estetico-culturale:<br />
nella foto, la zona dedicata al bagno.<br />
DENTRO, FUORI<br />
E ON LINE<br />
Uno spazio polifunzionale dove fantasia e design<br />
si incontrano, nel cuore del basso Salento,<br />
nell’antico borgo di Muro Leccese. Un edificio<br />
moderno eco friendly, quello di Emanuele Spano<br />
& C., perché realizzato in biocalce e pietra<br />
naturale, ricolmo di oggetti di design forniti<br />
dalle aziende che lo sponsorizzano, ristrutturato<br />
però in modo da rievocare il modello della<br />
Torre Saracena, un pezzo cruciale dell’identità<br />
architettonica del Salento. Si tratta di “I’m<br />
where I live” (un nome che è già una dichiarazione<br />
di intenti), uno spazio di 300 mq inaugurato<br />
nel 2010 e suddiviso in due ambienti, uno<br />
interno e uno esterno, quest’ultimo aperto solo<br />
durante la stagione del sole. Arredi e piccoli<br />
complementi, oggettistica e profumazioni, si<br />
accomodano su corner aziendali che focalizzano<br />
l’attenzione sull’articolo o sono raccontati<br />
in ambienti che simulano quelli di vere e proprie<br />
case, come la zona notte, l’area benessere<br />
e la cucina. L’illuminazione è garantita dai<br />
prodotti in esposizione: giochi di luce ed effetti<br />
scenografici sono creati dagli originali, a volte<br />
unici, pezzi firmati Artemide o Pimar. Lo spazio<br />
esterno, tutto in pietra leccese seguendo i canoni<br />
della tradizione, durante i mesi estivi è un<br />
vero e proprio punto di incontro per eccellenze<br />
nazionali e internazionali: qui si ritrovano professionisti<br />
del settore ed esperti di design, qui<br />
vengono anticipate le tendenze e raccontato il<br />
presente. <strong>Il</strong> giardino ospita, con cadenza almeno<br />
quindicennale, eventi di grande importanza,<br />
come per esempio ‘Salento in (s)cena’<br />
dedicato alla cucina e alla tradizione salentina.<br />
Non mancano mostre di fotografia, di interior<br />
design, accompagnate spesso da performance<br />
musicali o incontri culturali. Vengono<br />
organizzate anche presentazioni di prodotti<br />
in partnership con le aziende fornitrici, eventi<br />
legati a feste e manifestazioni locali, e talvolta<br />
lo spazio diventa set di shooting fotografici.<br />
La comunicazione continua anche online, tramite<br />
la presenza sui maggiori social, con il sito<br />
e una newsletter che raggiunge circa 20mila<br />
utenti (grazie ai quali lo store si è aggiudicato<br />
il premio speciale My Store alla selezione italiana<br />
per il GIA - Global Innovator Award, quale<br />
punto vendita più votato dagli internauti).<br />
COMUNICARE IN STORE<br />
84 <strong>ambientecucina</strong>
UN INNOVATIVO STORE VERONESE, CREATO<br />
DA DUE IMPRENDITORI IMMOBILIARI, PROPONE<br />
UN LAYOUT ARTICOLATO IN MODEL UNIT<br />
ABITATIVE COMPLETE. CHE PARLANO<br />
A GENERAZIONI E TARGET DIVERSI CON<br />
ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE. DAI CORSI<br />
CON I PANIFICATORI A QUELLI DI BON TON<br />
di Marina Bellati<br />
DAI MURI DI CASA<br />
ALLA PENTOLA<br />
Sede locale di Slow Food, il punto vendita<br />
ha come fulcro proprio la cucina<br />
e i numerosi corsi ed eventi dedicati<br />
al mondo gastronomico. A disposizione<br />
dei clienti-visitatori anche una biblioteca<br />
e un’emeroteca dedicate a design<br />
e architettura, dove si svolgono<br />
corsi di arte e del ricevere.<br />
QUALITY LIVING<br />
Verona<br />
Data di apertura ottobre 2012<br />
Superficie espositiva 5 piani,<br />
450 mq totali su 5 piani<br />
www.qualitylivingverona.it<br />
Un intero palazzo storico di cinque piani nel<br />
centro di Verona è la sede del concept store<br />
Quality Living, dove è possibile acquistare non<br />
solo oggetti e arredi, ma addirittura soluzioni<br />
immobiliari abitative. Inaugurato lo scorso<br />
anno (e subito primo classificato alla selezione<br />
italiana per il GIA - Global Innovator Award,<br />
premio internazionale dedicato all’eccellenza<br />
del Retail), è nato dall’iniziativa di Paolo Zanza<br />
e Mario Fedrigoli, imprenditori da due generazioni<br />
nel campo dello sviluppo e della costruzione<br />
di immobili. «Abbiamo pensato a un nuovo<br />
concept in cui mettere in mostra la qualità<br />
del vivere; non solo un modello molto più accattivante<br />
e realistico delle varie soluzioni abitative<br />
del nostro portfolio immobiliare, ma anche<br />
di tutto quello che è necessario per rendere<br />
le case confortevoli e personali. Per questo<br />
nei vari piani sono sviluppati model unit di appartamenti<br />
di varia tipologia, completi di ogni<br />
finitura e accessorio». L’esposizione è pensata<br />
per comunicare ed emozionare al tempo stesso:<br />
dall’aroma diffuso in ogni piano e diverso<br />
per ogni ambiente, alle installazioni di monitor<br />
e videowall, fino alla diffusione sonora differenziata.<br />
Tutto, naturalmente, è in vendita.<br />
Due i segmenti specifici di mercato sviluppati<br />
nello store: “Easy Home” e “Prestige Collection”.<br />
La prima formula interpreta l’abitare giovane,<br />
imperniato sui concetti di essenzialità e<br />
attenzione all’ambiente, eccellente rapporto<br />
qualità/prezzo, innovazione e design, che corrisponde<br />
anche a una precisa tipologia di appartamenti<br />
di taglio e prezzo, indirizzati a una<br />
coppia giovane in cerca di prima casa.<br />
“Prestige Collection” rispecchia invece un’idea<br />
di abitare ricercata ed esclusiva, personalizzata<br />
in ogni dettaglio, la cui model unit corrisponde<br />
ad appartamenti in palazzi storici,<br />
complessi residenziali di lusso, caratterizzati<br />
da arredi che spiccano per artigianalità e unicità.<br />
Le diverse tipologie di arredi vengono ambientate<br />
sia all’interno delle unità abitative sia<br />
secondo logiche più retail, per aree tematiche.<br />
<strong>Il</strong> tutto in un’atmosfera estremamente friendly,<br />
con l’obiettivo di attrarre target di clienti<br />
differenti, per età ed esigenze. Che hanno<br />
a disposizione una biblioteca, una emeroteca<br />
e una caffetteria, oltre a corsi sul design<br />
e sull’arte del ricevere. Non solo. Al primo<br />
piano, una cucina attrezzata ospita uno<br />
chef che interagisce con i visitatori. Qui si<br />
tengono anche i corsi gratuiti del Master of<br />
Food, perché il punto vendita è sede di Slow<br />
Food Verona, e gli incontri con i panificatori.<br />
Nei progetti anche un concorso di design con<br />
l’obiettivo di coinvolgere nella produzione gli<br />
artigiani locali, un magazine house organ e<br />
l’apertura di un temporary dedicato di volta in<br />
volta a un brand differente.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 85
SPECIALERETAIL<br />
COME VALORIZZARE<br />
UNA CUCINA<br />
ATTRAVERSO<br />
UNA SCELTA GUIDATA<br />
E CONSAPEVOLE<br />
DELL’AREA TECNICA.<br />
UN’OPPORTUNITÀ<br />
ANCORA POCO<br />
SFRUTTATA<br />
di Raffaella Razzano<br />
Lamberto Gentili,<br />
direttore commerciale<br />
built-in Mercato Italia<br />
Indesit Company,<br />
e Andrea Marino,<br />
direttore marketing<br />
Mercato Italia<br />
Indesit Company.<br />
CONOSCERE, INFORMARE<br />
E VENDERE CULTURA<br />
Andrea Marino, insieme a Lamberto Gentili,<br />
rispettivamente direttore marketing e direttore<br />
commerciale built-in, Mercato Italia Indesit<br />
Company, affrontano il tema cruciale della vendita<br />
dell’elettrodomestico da incasso e del suo<br />
ruolo nella creazione del valore di una cucina.<br />
Un osservatorio importante per capire quali<br />
possano essere le evoluzioni di un settore che<br />
sembrava “protetto” e immune da cambiamenti<br />
radicali.<br />
Quali sono i maggiori punti di criticità nella<br />
distribuzione dell’elettrodomestico da incasso<br />
nel canale dell’arredamento?<br />
<strong>Il</strong> calo dei consumi registrato negli ultimi due<br />
anni è stato tale da creare uno sconvolgimento<br />
dell’equilibrio tra la distribuzione indipendente<br />
e le catene di GDO. La grande crescita di<br />
quest’ultime (Ikea, Mondo Convenienza, Mercatone<br />
Uno) è un fenomeno che ha determinato<br />
un autentico panico nel settore ma è chiaro<br />
che la concorrenza dei prezzi è una battaglia<br />
persa. Anche perché in molti casi il prezzo più<br />
basso non è quello che cerca il consumatore<br />
che, invece, ha sempre bisogno di capire a fondo<br />
il valore di ciò che acquista.<br />
Quale potrebbe essere invece il ruolo attivo<br />
del trade per accrescere la catena del valore?<br />
Premetto che la pressione creditizia e fiscale,<br />
che in generale condiziona pesantemente il<br />
calo dei consumi, ha già operato una selezio-<br />
ne durissima nel settore. Secondo una nostra<br />
ricerca, negli ultimi due anni in Italia si sono<br />
perse 50 aziende produttrici di cucine e hanno<br />
chiuso circa 3.000 punti vendita. È chiaro che<br />
non si tornerà più indietro e che il mercato si<br />
sta assestando su nuovi equilibri, ma sicuramente<br />
c’è ancora spazio per la distribuzione<br />
indipendente. In particolare per chi riesce a<br />
capire i veri bisogni informativi di un consumatore<br />
che sicuramente è sempre più sensibile<br />
alla qualità dell’elettrodomestico. L’industria<br />
ha continuato a fare grandi passi investendo<br />
sulla ricerca ma non riesce a trasferire il valore<br />
dell’innovazione. Come si diceva, si parla sempre<br />
troppo di prezzo e troppo poco di tecnologia<br />
con il giusto linguaggio. Un esempio? Quasi<br />
nessuno ancora oggi sa cos’è il forno pirolitico,<br />
che ha un valore pratico molto elevato e semplice<br />
da comprendere perché elimina tutta la<br />
fatica legata alla pulizia del forno. Oppure nessuno<br />
sa che ogni famiglia mediamente spreca<br />
500 euro all’anno per la cattiva conservazione<br />
degli alimenti, mentre un addetto alla vendita<br />
dovrebbe saper spiegare che, se si opta per un<br />
frigorifero della nostra linea Active Oxigen, il<br />
cibo si mantiene fino a 9 giorni in più.<br />
Quali sono le attività di trade marketing che<br />
l’azienda sta sviluppando per promuovere<br />
vendita e cultura del prodotto?<br />
Da sempre svolgiamo un’attività di formazione<br />
rivolta ai nostri clienti, sia produttori di cu-<br />
IL VALORE DELL’ELETTROD<br />
86 <strong>ambientecucina</strong>
CANALI DI ACQUISTO DEGLI ELETTRODOMESTICI<br />
% consumatori che possiedono i diversi eldom - indicazioni relative all’ultimo acquisto - aprile 2012<br />
TIPOLOGIE<br />
ELETTRODOMESTICI<br />
punto vendita<br />
eldom<br />
negozio tradizionale<br />
arredo/cucine<br />
VANTAGGI PERCEPITI LEGATI ALL’ACQUISTO DEGLI ELETTRODOMESTICI BUILT-IN<br />
NEI DIVERSI CANALI DI VENDITA % consumatori - aprile 2012<br />
OMESTICO<br />
gdo del<br />
mobile<br />
ipermercato internet altro<br />
FRIGORIFERO 38,7 44,4 7,4 3,5 0,3 5,7<br />
LAVASTOVIGLIE 29,9 53,3 6,2 2,2 0,7 7,7<br />
FORNO 21,5 64,3 7,7 0,9 0,3 5,2<br />
PIANO COTTURA 16,3 69,0 8,3 0,6 0,3 5,4<br />
BLOCCO COTTURA 20,3 57,0 14,1 0,8 - 7,8<br />
CAPPA 14,5 69,9 9,6 0,6 0,3 5,2<br />
CONGELATORE/FREEZER 43,0 40,6 7,1 3,4 - 5,9<br />
LAVATRICE 67,4 18,5 2,5 5,2 0,8 5,5<br />
MICROONDE 56,8 17,3 5,4 11,9 0,5 8,1<br />
MEDIA 34,7 48,7 7,2 3,0 0,4 6,0<br />
TIPOLOGIE DI POSSIBILI VANTAGGI LEGATI<br />
ALL’ACQUISTO NEI DIVERSI CANALI<br />
negozi tradizionali<br />
arredo/cucine<br />
gdo del mobile punti vendita<br />
eldom<br />
CONVENIENZA DEI PREZZI 37,6 89,1 90,5<br />
VARIETÀ DELLE MARCHE/DEI MODELLI 44,6 75,5 90,3<br />
QUALITÀ/ESCLUSIVITÀ DELLE MARCHE 62,2 39,8 63,5<br />
GENTILEZZA/SIMPATIA DEL PERSONALE 67,3 46,3 55,1<br />
PREPARAZIONE/COMPETENZA TECNICA DEL PERSONALE 74,6 53,8 72,2<br />
GARANZIA DELL’ASSISTENZA POST-VENDITA 78,3 51,2 68,4<br />
QUALITÀ SERVIZIO MONTAGGIO/INSTALLAZIONE 90,0 53,1 57,0<br />
POSSIBILITÀ DI SFRUTTARE PROMOZIONI INTERESSANTI 49,5 88,8 91,4<br />
FACILITÀ DI ACCESSO AL PUNTO VENDITA 49,2 84,5 84,6<br />
PESO DELLE SITUAZIONI DI SWITCHING TRA INCASSO E FREE STANDING<br />
% consumatori che hanno sostituito almeno una volta i diversi prodotti - aprile 2012<br />
TIPOLOGIE ELETTRODOMESTICI % possessori di INCASSO<br />
passati a FREE STANDING<br />
% possessori di FREE STANDING<br />
passati a INCASSO<br />
% possessori che hanno confermato<br />
modello INCASSO o FREE STANDING<br />
FRIGORIFERO 21,4 12,5 66,1<br />
LAVASTOVIGLIE 2,7 7,2 90,1<br />
CAPPA 7,1 10,2 82,7<br />
CONGELATORE/FREEZER 12,7 13,4 73,9<br />
LAVATRICE 4,6 4,1 91,3<br />
MICROONDE 2,7 4,3 93,0<br />
cina sia distributori, che poi a loro volta hanno<br />
il compito cruciale di diffondere in modo capillare<br />
sul territorio una corretta e completa cultura<br />
del prodotto built-in. Stiamo potenziando<br />
ulteriormente tale attività di formazione e<br />
soprattutto stiamo predisponendo una serie<br />
di materiali informativi ancora più efficaci e di<br />
immediata accessibilità, grazie all’utilizzo delle<br />
nuove tecnologie (dai video ai cataloghi on<br />
line, sino alle applicazioni per dispositivi Apple<br />
e Android). Materiali che possono essere facilmente<br />
messi a disposizione anche del consumatore<br />
finale, attraverso il nostro sito e i siti<br />
dei nostri clienti.<br />
A proposito di web, quali sono le prospettive<br />
delle vendite on line del built-in?<br />
In Italia le attività di e-commerce sono decisamente<br />
minori rispetto ad altri paesi europei,<br />
a partire dall’Inghilterra che è la più avanzata.<br />
Se parliamo di elettrodomestici in generale,<br />
nel nostro paese si sviluppa on line circa il<br />
2-2,3% del fatturato, percentuali che non sono<br />
molto più alte anche in settori più evoluti,<br />
come la telefonia. Se guardiamo ai trend, però,<br />
le crescite sono a due cifre e questo le rende<br />
comunque un fenomeno molto interessante<br />
da monitorare, anche se il built-in, per ovvie<br />
ragioni di installazione, è più problematico.<br />
CECED<br />
INCASSO, SEGNI<br />
DI MUTAMENTO<br />
La ricerca sul mercato degli elettrodomestici<br />
da incasso nei mobili<br />
da cucina commissionata da Confindustria<br />
Ceced Italia al Cermes-<br />
Università Bocconi (Centro di Ricerca<br />
su Marketing e Servizi) ha<br />
rilevato l’approccio del consumatore,<br />
l’assortimento delle aziende<br />
e il mondo della distribuzione<br />
(intervistando un panel significativo<br />
di circa 500 famiglie italiane).<br />
Valutando gli atteggiamenti d’acquisto<br />
degli ultimi 5 anni, ha evidenziato<br />
i segni di un mutamento,<br />
anche nel canale di acquisto, che<br />
va in parallelo con gli stili di vita e<br />
di consumo, soprattutto dei consumatori<br />
più giovani.<br />
www.ceceditalia.it<br />
Fonte: CERMES - Università Bocconi<br />
Nella nostra strategia aziendale non è comunque<br />
prevista la vendita diretta on line e non<br />
serviamo direttamente neppure quei soggetti,<br />
i cosiddetti “cavalli pazzi del web”, che stanno<br />
operando con una politica di pricing incontrollata<br />
che sta generando molta confusione e che<br />
purtroppo risulta difficile contrastare.<br />
Per fortuna il principale canale di vendita on line<br />
sono i siti delle catene specializzate in elettrodomestici<br />
con cui è possibile impostare delle<br />
serie politiche di gamma che possano soddisfare<br />
tutti, a partire dal consumatore che ha<br />
bisogno di trasparenza, coerenza e di una corretta<br />
informazione.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 87
SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />
UN PUNTO VENDITA DI ARREDO IN CUI NIENTE<br />
È SOLO IN ESPOSIZIONE, MA TUTTO È DA VIVERE.<br />
QUI CI SI PUÒ SEDERE DAVANTI ALLA TV ACCESA,<br />
E PIANI COTTURA E FORNI SONO FUNZIONANTI di Lilli Bacci e Elisabetta Scheggi<br />
Lo showroom Sangiorgio Mobili<br />
è impostato come una casa in cui<br />
si possono mostrare ma anche<br />
sperimentare arredi e tecnologie<br />
per i diversi ambienti.<br />
PROPRIO COME<br />
IN UNA CASA<br />
Uno showroom che è una casa e una casa che<br />
è uno showroom. Un punto vendita giovane,<br />
e questo è già eroico, no? La storia di Sangiorgio<br />
Mobili ha le radici nell’incontro tra Germana<br />
e Alessandro, che lavoravano nella stessa<br />
azienda, una come impiegata nell’ufficio<br />
amministrativo, l’altro in quello informatico.<br />
E decidono insieme di buttarsi in un’altra avventura,<br />
oltre a quella dell’amore: aprire, nel<br />
1996 - ossia in anni già non più troppo rosei<br />
per il settore, per chi doveva come loro cominciare<br />
ex novo - uno showroom di arredamento<br />
che da subito avesse caratteristiche innovative.<br />
Ma di quale innovazione si poteva parlare<br />
in quegli anni dove tutto sembrava già visto,<br />
pensato, sperimentato, dove tutto ruotava<br />
intorno a marchi, strategie di marketing, sta-<br />
tus symbol ma già sull’orlo della decadenza?<br />
Uno showroom non gigantesco e non al centro<br />
della cittadina di S. Giorgio in Salici (paese immerso<br />
tra tranquille colline e vigne della campagna<br />
veneta, a pochi chilometri da Peschiera<br />
del Garda da una parte e Bussolengo dall’altra,<br />
punto di convergenza tra il mobile classico di<br />
Bovolone e il turismo europeo del lago), che<br />
accoglie come in una casa confortevole e che è<br />
tutto centrato sul servizio al cliente.<br />
Qui si punta sulla qualità: del servizio, dei<br />
materiali, della tecnologia, dell’efficienza dei<br />
professionisti, che collaborano in armonia.<br />
La collaborazione è il primo fondamentale<br />
punto di forza: con le aziende disegnando prodotti<br />
personalizzati (divani, cucine, rubinetti,<br />
cappe), con quelle ad alta tecnologia che al-<br />
IL VALORE DELL’ELETTROD<br />
88 <strong>ambientecucina</strong>
Nell’area dedicata alla cucina<br />
tutto è attivo e funzionante,<br />
dal rubinetto al piano di cottura.<br />
lestiscono insieme a loro corsi di cucina con<br />
chef di prim’ordine, con i professionisti coinvolti<br />
nei progetti, dall’architetto all’elettricista,<br />
dal parquettista all’imbianchino e all’idraulico,<br />
con locali food companies per le degustazioni<br />
sul posto. Tutto ha preso forma per un unico<br />
obiettivo: il cliente, meglio, davvero più che il<br />
“cliente” la persona che a loro si affida.<br />
Viene da dire che la vita stessa di Germana<br />
Rigo e Alessandro Bensi è dedicata a queste<br />
persone reali e ipotetiche, loro che vivono in<br />
una casa-showroom messa a disposizione per<br />
mostrare e sperimentare i prodotti che vendono<br />
e in uno showroom-casa dove si è ospitati<br />
davanti a una tv e ad un caffè (tutto è funzionante<br />
nel punto vendita, niente è lì solo “in<br />
mostra” come nella maggior parte dei negozi<br />
OMESTICO<br />
Tanti gli eventi e le dimostrazioni<br />
dal vivo in programma<br />
da Sangiorgio Mobili.<br />
Momenti conviviali che si<br />
rivelano fondamentali per<br />
spiegare le potenzialità di un<br />
elettrodomestico.<br />
di arredamento). Nel 2011 hanno ristrutturato<br />
una villetta in un’altra zona della cittadina,<br />
sono andati ad abitarci decidendo di aprirla ai<br />
clienti invitandoli a provare e “vivere” i materiali,<br />
gli arredi, le tecnologie, un po’ sul concetto<br />
degli “appartamenti Lago”: una casashowroom.<br />
Quando hanno iniziato questa avventura Germana<br />
e Alessandro hanno osservato che era<br />
diffusa nell’aria una richiesta di cura e di attenzione<br />
che in genere nella progettazione da<br />
parte dell’architetto viene perduta. La casa è<br />
perfetta, nuova e scintillante, ma è come se<br />
appartenesse a qualcun altro, sulla base di esigenze<br />
pensate, sì, ma spesso generalizzate.<br />
Si parte dalla persona, quindi, e dalle sue più<br />
specifiche esigenze. Si propongono soluzioni<br />
di arredo uniche che si basano sulla qualità,<br />
sulla funzionalità, sul benessere, senza tralasciare<br />
l’eleganza, ma fuori dal concetto di moda<br />
e di trend. La partnership con le aziende è<br />
super-selezionata sulla base della qualità dei<br />
prodotti, le marche sono poche (Caccaro e<br />
Permaflex per la zona notte, Besana e Cattelan<br />
per la zona giorno, Aeg, Scholtès, Smalvic<br />
per gli elettrodomestici, Steeltime per i lavelli,<br />
O luce per l’illuminazione, Loewe per le televisioni)<br />
e hanno un rapporto molto stretto con i<br />
titolari che in sinergia creano con loro prodotti<br />
ed eventi. <strong>Il</strong> loro “programma in sette punti”<br />
(In cucina; Creati per voi; <strong>Il</strong> bagno; La luce;<br />
A tavola; Object) lo spiega molto bene: “diamo<br />
soluzioni per ogni stanza della casa, dalla<br />
cucina al tendaggio, dalle porte al pavimento,<br />
vivendo il Giorno e illuminando la Notte, con<br />
assistenza e montaggio assicurati dal personale<br />
interno, con progetti personalizzati per ogni<br />
spazio e per ogni stile”.<br />
QUATTRO<br />
REGOLE D’ORO<br />
Progettazione globale<br />
Per i due titolari è stato chiaro fin dall’inizio che la<br />
chiave del successo stava nell’offerta del servizio<br />
di progettazione globale, a 360 gradi.<br />
Convincenti nella proposta di affidarsi a loro, che<br />
con una squadra di lavoro efficiente e affiatata sono<br />
in grado di risolvere tutte le problematiche relative<br />
all’arredo, al montaggio, alla messa in opera,<br />
all’assistenza e alla manutenzione.<br />
Personalizzazione<br />
e superamento del logo<br />
Progettazione su misura quindi: dal divano alla cucina,<br />
dalla cappa al rubinetto, Alessandro Bensi<br />
disegna con l’azienda fornitrice quello che secondo<br />
la sua interpretazione desidera la persona che<br />
ha commissionato il lavoro. Sono progetti dedicati<br />
e unici, che hanno fatto emergere la sua anima<br />
creativa. Una formula che ha spiazzato il falso bisogno<br />
dei marchi legati all’immagine e alla moda<br />
per orientarsi verso prodotti di design e di qualità.<br />
Tecnologia sperimentata<br />
La passione e l’attenzione per la cucina hanno<br />
portato i titolari alla scelta di una partnership con<br />
aziende molto serie, per le quali all’estetica si aggiunge<br />
l’alta professionalità, realmente dimostrata<br />
nello showroom, dove appunto non ci si limita<br />
semplicemente a esporre ma dove si dimostrano<br />
e si sperimentano insieme le funzioni, con eventi<br />
di cucina e degustazioni. Così si può capire il ruolo<br />
fondamentale di un abbattitore, le possibilità di<br />
un forno areato, i risultati dell’utilizzo di un forno<br />
a microonde, la capacità della conservazione con<br />
il sottovuoto, il comfort di un lavello coordinato,<br />
il lusso di un rubinetto che sembra azionato col<br />
pensiero.<br />
Passaparola<br />
<strong>Il</strong> sito e la pagina facebook servono per farsi conoscere<br />
e comunicare i servizi e gli eventi.<br />
La migliore pubblicità resta comunque ancora il<br />
passaparola. Coerentemente ai personaggi che<br />
animano il negozio, così “umani”, ospitali e affidabili<br />
come gli artigiani di una volta.<br />
www.sangiorgiomobilisas.it<br />
<strong>ambientecucina</strong> 89
La sede della CDE a Lissone offre la più vasta esposizione europea dedicata all’incasso, con oltre 5.000 referenze per la cucina.<br />
CDE<br />
UNA STORIA DI ESPERIENZA<br />
ED ENTUSIASMO<br />
DAL 1991 A OGGI LA CDE<br />
DI LISSONE È UN PUNTO DI<br />
RIFERIMENTO PER IL MERCATO<br />
DELL’ELETTRODOMESTICO DA<br />
INCASSO. PROFESSIONALITÀ,<br />
COMPETENZA E PASSIONE<br />
LE CHIAVI DI UN SUCCESSO<br />
ULTRAVENTENNALE, SEMPRE<br />
IN SINTONIA CON IL MERCATO.<br />
Non è solo il giusto mix di competenza, affidabilità<br />
e capacità di comprendere le necessità<br />
dei propri interlocutori ciò che ha accompagnato<br />
e favorito, fin dagli esordi nel lontano<br />
1991, la costante crescita della CDE di Lissone<br />
in un ambito altamente competitivo ed<br />
esigente come quello del mercato della distribuzione<br />
dell’ “incasso”. <strong>Il</strong> segreto del succes-<br />
90 <strong>ambientecucina</strong><br />
so di CDE è racchiuso in una “filosofia” fondata<br />
su un coacervo di professionalità, esperienza<br />
e un irriducibile entusiasmo, incarnato<br />
dai fondatori e gestori Chicca e Ruggero,<br />
coadiuvati negli ultimi anni dal prezioso sostegno<br />
di Fulvio Brandino. Elementi che hanno<br />
accompagnato la costante crescita della CDE<br />
attraverso un ventennio ricco di soddisfazioni,<br />
nel quale sono stati toccati risultati importanti,<br />
come il traguardo dei 70mila pezzi consegnati<br />
nel 2012 a ben 2.500 clienti.<br />
Un successo concretizzatosi grazie allo stretto<br />
legame di fattiva collaborazione con partner<br />
commerciali di spessore internazionale<br />
quali Indesit Company (produttore italiano di<br />
marchi di eccellenza quali Hotpoint, Scholtès
L’interno della sede della CDE. A destra, alcuni momenti delle iniziative organizzate nello showroom, spesso “laboratorio” gastronomico.<br />
I MARCHI<br />
CDE Srl è distributore ufficiale<br />
Espone e propone anche i prodotti<br />
W<br />
WEBERT<br />
CDE progetta e realizza anche top in inox, quarzo, HPL.<br />
e Indesit) e BSH (produttore tedesco delle apparecchiature<br />
Siemens e Bosch).<br />
5.000 prodotti per ogni tipo di cucina<br />
Dal primo magazziniere all’ultimo dirigente,<br />
a tutte le donne e gli uomini che da collaboratori<br />
interni o esterni sono stati partecipi di<br />
questa avventura è stato chiesto di trasmettere<br />
i valori positivi che rappresentano l’energia<br />
indispensabile di questa azienda allo stesso<br />
tempo “anomala”, ma anche così simile a<br />
molte altre realtà lombarde grandi e piccole.<br />
Oltre alla preparazione necessaria a illustrare<br />
le caratteristiche dei 5.000 prodotti selezionati<br />
per ogni tipo di cucina, dalla più tecnologica<br />
alla più tradizionale, dalla più sofisticata<br />
alla più economica, ciò che ha fatto la diffe-<br />
ALLA CONQUISTA<br />
DEL WEB 2.0<br />
Per celebrare il ventennale di attività<br />
CDE Srl ha avviato il completo<br />
rinnovamento del portale internet<br />
(www.cdesrl.com), implementando<br />
in particolare gli strumenti web<br />
2.0. Attraverso i social network<br />
come Facebook, Twitter, Google<br />
Plus e Pinterest, utilizzando una<br />
serie di finestre interattive i clienti<br />
CDE possono consultare le novità<br />
sull’arredamento da cucina e sugli<br />
elettrodomestici, ma anche scoprire<br />
ricette originali e utili consigli per<br />
risparmiare e proteggere l’ambiente.<br />
renza per CDE è la capacità di comprendere<br />
le necessità degli interlocutori e di offrire<br />
loro soluzioni personalizzate. Una volontà di<br />
dialogo, in particolare con arredatori e architetti,<br />
che ha portato CDE anche allo studio<br />
e alla realizzazione di una documentazione<br />
completa e precisa di tutti i prodotti, che oltre<br />
all’aspetto estetico fornisce i dati essenziali<br />
per procedere nella progettazione dell’ambiente<br />
cucina.<br />
Uno showroom da primato<br />
La più grande esposizione europea dedicata<br />
agli elettrodomestici da incasso, lavelli inox e<br />
in composito, cappe e accessori per la cucina<br />
è ospitata nello showroom CDE di Lissone.<br />
Sviluppato attraverso un percorso su più<br />
PORTE APERTE<br />
La sede e lo showroom CDE,<br />
in via Catalani 5 a Lissone (Mb),<br />
sono aperti tutti i giorni feriali dalle<br />
8.30 alle 12 e dalle 14 alle 18,<br />
e anche il sabato dalle 9 alle 12.<br />
Tel. 039.<strong>24</strong>57981<br />
Fax 039.<strong>24</strong>58698<br />
www.cdesrl.com<br />
info@cdesrl.com<br />
commerciale@cdesrl.com<br />
amministrazione@cdesrl.com<br />
assistenza@cdesrl.com<br />
speciali@cdesrl.com<br />
livelli, nei quali è possibile ammirare la bellezza<br />
dei prodotti e apprezzarne la funzionalità,<br />
lo spazio espositivo è rivolto principalmente<br />
agli operatori specializzati, ovvero la piccola<br />
industria, gli artigiani, i rivenditori di mobili e<br />
di cucine, i kitchen specialist, gli architetti, arredatori<br />
e installatori, ma è fruibile a tutti gli<br />
interessati negli orari di apertura. Lo showroom<br />
CDE ospita anche un vero “laboratorio” di<br />
cucina, dove i giovani talenti della gastronomia<br />
italiana sono supportati dalle più moderne<br />
tecnologie, come la vasca di cottura Multiplo<br />
e i piani di cottura a induzione. L’azienda<br />
è dotata di una sala conferenze nella quale si<br />
svolgono riunioni e meeting di aggiornamento,<br />
dove le ultime novità del settore vengono<br />
presentate sia al personale sia al pubblico.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 91<br />
INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE
SPECIALERETAIL<br />
IL RAPPORTO CON<br />
IL CONSUMATORE NASCE E SI SVILUPPA<br />
A PARTIRE DALLA RETE. IL PARERE DI MARIO ABIS,<br />
SOCIOLOGO E FONDATORE DI MAKNO, CHE CON IL<br />
POLITECNICO DI MILANO STA CONDUCENDO<br />
UNA RICERCA SULL’IMPATTO DEI MEDIA DIGITALI<br />
NEL PROCESSO DI ACQUISTO<br />
di Carla Cavaliere<br />
LE RELAZIONI<br />
TECNOLOGICHE<br />
Ben più della crisi, può la convergenza.<br />
Abituiamoci a sentire e utilizzare questo termine,<br />
ma soprattutto a comprendere che cosa<br />
comporta nell’impatto sulla vita di tutti noi.<br />
Per convergenza si intende la coesistenza di<br />
sistemi mediatici multipli, che agiscono con<br />
una serie di interazioni. Così è di fatto la nostra<br />
odierna modalità di fruizione mediale, in<br />
cui appunto “convergono”, convivono, si intersecano<br />
i media tradizionali con il 2.0, con gli<br />
smartphone, i tablet, ecc.. L’impatto di questa<br />
fluidità mediatica non influenza solo la fruizione<br />
di contenuti, ma sta modificando i comportamenti<br />
socio-culturali. Siamo tutti immersi in<br />
una cultura convergente, per cui sentiamo e<br />
applichiamo sempre più spesso una logica che<br />
comprende e applica concetti quali: partecipazione,<br />
personalizzazione, globalizzazione e<br />
frammentazione dei contenuti.<br />
Un cambiamento che contagia il nostro modo<br />
di pensare, vivere, scegliere, comprare.<br />
Le nuove tecnologie e i nuovi media si trasformano<br />
in vere e proprie strutture comportamentali.<br />
Ce lo conferma anche un sociologo<br />
come Mario Abis che, con la collaudata ricerca<br />
NUOVE DIMENSIONI DEL<br />
CONSUMO Le slide appartengono alla<br />
presentazione “Oltre la crisi, un nuovo<br />
consumatore: informato, selettivo,<br />
razionale” proposta da Mario Abis<br />
in occasione di Abitare il Tempo<br />
e basata sull’indagine europea<br />
2012 Housing Evolution.<br />
Mario Abis,<br />
fondatore dell’istituto<br />
di ricerca Makno - Abis<br />
Analisi e Strategie.<br />
Housing Evolution curata ogni anno da Makno,<br />
la società da lui fondata, analizza da tempo le<br />
relazioni che i consumatori hanno con la propria<br />
casa e le tendenze del consumo d’arredo.<br />
Attualmente, in collaborazione con il Politecnico<br />
di Milano, Abis sta realizzando uno studio<br />
sull’impatto dei nuovi media nella relazione tra<br />
prodotto, marca e processo d’acquisto.<br />
Prof. Abis, queste inedite relazioni tecnologiche<br />
che tutti noi intratteniamo con i nuovi<br />
media, in particolare con quelli 2.0, come<br />
stanno cambiando i modelli di consumo?<br />
Le tecnologie della convergenza hanno innescato<br />
un cambiamento profondo, determinan-<br />
ESTETICA QUALITÀ<br />
SOSTENIBILITÀ<br />
SELETTIVITÀ<br />
CONSUMO<br />
RAZIONALITÀ<br />
RESPONSABILITÀ<br />
te e veloce anche<br />
sul processo di<br />
acquisto. Oggi la<br />
realtà è che in Italia<br />
sono ben 18 milioni i consumatori che vivono<br />
in ambiente convergente, il che significa che<br />
utilizzano la rete prima, durante e dopo l’acquisto.<br />
<strong>Il</strong> consumatore che noi oggi definiamo<br />
come più informato, selettivo e razionale, è<br />
tale anche perché è frutto di una serie di trasformazioni<br />
e fruizioni tecnologiche. Quando<br />
arriva sul punto vendita, il suo ingresso è solo<br />
l’ultimo atto di un processo decisionale che<br />
in realtà è diventato molto più lungo e articolato.<br />
Su questo processo incide notevolmente<br />
E-COMMERCE E SERVIZI<br />
92 <strong>ambientecucina</strong>
I SITI DEDICATI ALLA MARCA SUL WEB I SOCIAL NETWORK E LA MARCA PREFERITA<br />
Per seguire la sua marca preferita, con che frequenza<br />
le capita di visitare su internet le diverse tipologie di siti?<br />
l’approccio on line, la possibilità e la facilità di<br />
reperire “prima”, la moltiplicazione di punti di<br />
contatto tra marca e consumatore.<br />
La rete ha cambiato, possiamo dire così, le “regole<br />
di ingaggio” nella relazione tra consumatore<br />
e azienda, ma anche tra consumatore e retail,<br />
introducendo tra l’altro anche una comunicazione<br />
orizzontale tra consumatori.<br />
In generale, la comunicazione oggi dovrebbe<br />
essere intesa come un processo di accompagnamento<br />
del consumatore all’acquisto, che<br />
ovviamente non può più avere le caratteristiche<br />
unidirezionali precedenti.<br />
Qual è l’elemento di maggiore cambiamento<br />
mediatico?<br />
<strong>Il</strong> vero punto di svolta è stato il mobile la mobilità<br />
delle informazioni e delle relazioni innescata<br />
dagli smartphone prima e dai tablet<br />
poi (l’utilizzo di questi dispositivi in Italia solo<br />
nell’ultimo anno è aumentato del 50%), che ha<br />
modificato il nostro modo di essere nel mondo,<br />
oggi in perenne connessione con gli altri,<br />
e con qualsiasi tipo di informazione. Tutti noi<br />
abbiamo aumentato il nostro “tempo tecnologico”<br />
e questo innesca il processo d’acquisto<br />
molto prima e in maniera molto più articolata<br />
rispetto all’atto finale vero e proprio. Si comin-<br />
IN RETE<br />
cia a consultare un sito aziendale (sempre più<br />
determinante nella relazione con la marca) poi<br />
magari un social o una community, per conoscere<br />
e confrontare, poi scegliere. <strong>Il</strong> consumatore<br />
raccoglie una serie di informazioni che lo<br />
accompagneranno fin dentro il punto vendita.<br />
Per dare risposte a questo consumatore<br />
“convergente” come può attrezzarsi il retail?<br />
Va considerato innanzitutto che i punti vendita<br />
sono già stati “ridisegnati” nella mente<br />
del consumatore. Parte finale di un processo<br />
comunicativo, anche il punto vendita reale<br />
potrebbe riprogettarsi, offrendo una serie di<br />
servizi informativi e, nel caso di beni durevoli<br />
come l’arredo, potrebbe addirittura essere favorito<br />
da questi tempi più lunghi e complessi.<br />
Avendo come riferimento cosa il consumatore<br />
vede e cerca sul web, come sono cambiate le<br />
modalità di approccio e di ricerca, il punto vendita<br />
potrebbe avere un ruolo nella co-creation<br />
di cui il consumatore è uno dei protagonisti.<br />
Cosa si intende per co-creation e come il retail<br />
può utilizzare la rete in questa chiave?<br />
Co-creation significa interagire con il prodotto,<br />
generare una serie di domande e avere le<br />
risposte. L’innovazione oggi non può prescin-<br />
Con che frequenza le capita di seguire sui social network<br />
la sua marca preferita?<br />
% SPESSO + ABBASTANZA DI FREQUENTE % SPESSO + ABBASTANZA DI FREQUENTE,<br />
SUL TOTALE DI CHI FREQUENTA SOCIAL NETWORK<br />
Prodotti alimentari Informatica ed elettronica di consumo Abbigliamento ed accessori Cura della persona<br />
IL SITO UFFICIALE<br />
DELLA MARCA<br />
PREFERITA<br />
SITI DI COMMUNITY<br />
DI FAN DELLA<br />
MARCA PREFERITA<br />
19,3<br />
18,7<br />
26,7<br />
25,3<br />
33,9<br />
49,0<br />
47,7<br />
52,4<br />
Base: coloro che sono interessati, seguono la categoria indicata<br />
e la pubblicità - dati %<br />
Fonte: Laboratorio ConMe 2012<br />
IL PROFILO<br />
UFFICIALE<br />
DELLA MARCA<br />
PREFERITA<br />
LE FAN-PAGE,<br />
I GRUPPI CREATI<br />
DAI FAN SULLA<br />
MARCA PREFERITA<br />
40,0<br />
45,6<br />
45,4<br />
50,9<br />
53,7<br />
Base: coloro che sono interessati, seguono la categoria indicata<br />
e partecipano ai social network - dati %<br />
62,8<br />
61,2<br />
65,0<br />
% SUL TOTALE<br />
25,5<br />
21,0<br />
33,5<br />
25,3<br />
35,7<br />
23,0<br />
34,0<br />
<strong>24</strong>,4<br />
dere da questo scambio con il consumatore<br />
convergente. Ritengo che si apra una grande<br />
opportunità proprio per il settore dell’arredamento,<br />
ma occorre lavorare molto partendo<br />
dalle piattaforme tecnologiche. I siti aziendali<br />
devono permettere di interagire. Si tratta di<br />
una modalità di relazione fondamentale: le<br />
belle vetrine, reali o digitali che siano, sono<br />
molto arretrate, non bastano più. Bisogna, invece,<br />
saper utilizzare diverse leve mediatiche.<br />
Non sempre però i nuovi media sono visti come<br />
un’opportunità nella relazione con il consumatore<br />
dalla distribuzione tradizionale...<br />
La casa è in cima ai livelli valoriali del consumatore,<br />
come confermano le nostre ricerche<br />
per Housing Evolution. E questo permette una<br />
serie di applicazioni - di co-creating - che difficilmente<br />
si riscontra in altri ambiti. In pochi<br />
settori, come in quello dell’arredo, la rete può<br />
essere utilizzata a doppio senso, anche per reperire<br />
informazioni su prodotti e servizi che il<br />
consumatore vorrebbe trovare. <strong>Il</strong> processo di<br />
crescita della rete può offrire grandi opportunità<br />
di valorizzazione e di relazione, anche per<br />
il retail. Purché si comprenda che il punto vendita<br />
è il terminale di una relazione che non è<br />
più - non sarà mai più - a senso unico.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 93
SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />
BILANCIO DOPO QUATTRO ANNI DI ATTIVITÀ ON LINE PER UNO SHOWROOM<br />
DI PIONIERI NEL SETTORE. CRESCENTE IL PESO DELLE VENDITE IN RETE,<br />
MA PER LA CUCINA SOLO ACCESSORI E COMPLEMENTI di Paola Leone<br />
WEB CUSTOMER<br />
SATISFACTION<br />
ABITARE<br />
San Vito dei Normanni (BR)<br />
Data di apertura 1989<br />
Superficie totale spazio espositivo<br />
1.400 mq<br />
Sito web - numero medio contatti mensili<br />
19mila circa<br />
www.abitarearreda.it<br />
Un intero edificio per 1.400 mq<br />
di superficie espositiva identificano<br />
lo showroom Abitare, a San Vito dei<br />
Normanni (BR). I marchi di cucine<br />
Aran, Gatto e Lube si affiancano<br />
a diversi brand per l’arredo di tutta<br />
la casa e alla vendita on line.<br />
Lo avevamo intervistato qualche anno fa Vincenzo<br />
Russo, amministratore delegato dell’attività<br />
di famiglia, lo showroom Abitare, di Brindisi,<br />
che tratta tre noti marchi di cucine come<br />
Aran, Gatto e Lube. All’epoca aveva appena<br />
intrapreso la strada della vendita on line di<br />
mobili e oggetti. Oggi Russo ci ha confermato<br />
il successo di quella che, quattro anni fa, era<br />
solo una sorta di sfida e che invece oggi rappresenta<br />
una quota significativa del fatturato.<br />
Cliccando sul sito, nell’area “shop”, si trova<br />
un ampio range di arredi per la zona giorno e<br />
notte, materassi, tendaggi e, per la cucina, rubinetteria<br />
e complementi. Lo showroom brindisino<br />
è stato tra i primi nel settore in Italia a<br />
sviluppare l’e-commerce. «Fortunatamente il<br />
nostro mercato on line è sempre in crescita -<br />
risponde Russo - sia in valore assoluto sia in<br />
percentuale rispetto al fatturato globale. Per<br />
quando riguarda l’arredo cucina, riteniamo<br />
che non sia idoneo alla vendita in rete proprio<br />
per le sue caratteristiche, che non possono<br />
prescindere da consulenza e progettazione.<br />
Ma si deve sottolineare come l’attività dello<br />
shopping on line abbia incrementato anche il<br />
numero di clienti interessati alla cucina. «La logistica<br />
è un punto critico del mobile on line -<br />
precisa Russo - e per questo merita particolare<br />
attenzione, a cominciare dalla scelta dei corrieri<br />
fino al controllo della merce a magazzino e<br />
degli imballaggi. Una serie di attenzioni a mio<br />
avviso indispensabili, grazie alle quali abbiamo<br />
avuto solamente il 2% di merce danneggiata.<br />
Offriamo inoltre un servizio di consulenza<br />
d’arredo via chat, in tempo reale, attraverso<br />
cui il cliente può contattarci e richiedere aiuto<br />
e consigli. I nostri arredatori a turno rispondono<br />
alle più svariate richieste». Dall’osservatorio<br />
del sito, emergono anche differenze sostanziali<br />
di approccio tra i clienti italiani e stranieri.<br />
Tra i primi, c’è ancora il timore della truffa<br />
o dello scarso servizio. «Per il futuro, la vera<br />
sfida starà proprio nella capacità di accrescere<br />
la customer satisfaction, per avvicinare l’esperienza<br />
di acquisto on line a quella in negozio.<br />
Ad esempio, mostrando sempre meglio il prodotto,<br />
le finiture, i colori, migliorando la procedura<br />
d’acquisto e rendendola adatta a tutti,<br />
all’architetto come alla casalinga. Un aspetto,<br />
questo dell’accessibilità, che stiamo affrontando<br />
con il nostro nuovo sito, attivo da fine di<br />
febbraio, incentrato sulla facilità delle operazioni<br />
per accedere all’acquisto». Confermando<br />
che nel negozio virtuale, come in quello reale,<br />
lavora uno staff di professionisti del settore.<br />
E- COMMERCE E SERVIZI<br />
94 <strong>ambientecucina</strong>
DALLA CONSULENZA ALLA RISTRUTTURAZIONE,<br />
SINO AI CONSIGLI PER L’ACQUISTO:<br />
COSÌ IL SITO DIVENTA LA PORTA DI INGRESSO<br />
NELLO SHOWROOM. VIRTUALE O REALE,<br />
LA PROFESSIONALITÀ È LA STESSA di Paola Leone<br />
IL PROGETTO<br />
DISEGNATO ON LINE<br />
Pratmar Milano è uno spazio multifunzionale<br />
dedicato alla progettazione di cucine, alla vendita<br />
di elementi arredo, attrezzature e accessori<br />
per cucina, e a corsi di formazione per cuochi<br />
professionisti e privati. La quasi totalità<br />
del fatturato è realizzata on line.<br />
PRATMAR MILANO<br />
Milano<br />
Data di apertura 1982<br />
Superficie totale spazio espositivo 100 mq<br />
Sito web - numero medio contatti mensili<br />
5.386<br />
www.pratmarmilano.it<br />
IN RETE<br />
Nasceva nel 1982 lo showroom Pratmar, e già<br />
allora dimostrava la propria unicità rispetto ai<br />
normali negozi d’arredo per un motivo sopra a<br />
tutti: l’approccio al mercato. Merito di Stefano<br />
Bizziccheri, un esempio di imprenditore moderno<br />
nel senso stretto del termine. Nell’attuale<br />
Pratmar Milano solo una parte della<br />
superficie è dedicata all’esposizione di complementi,<br />
attrezzature, utensili per cucina di<br />
alta gamma, per appassionati e professionisti.<br />
<strong>Il</strong> resto è spazio di progetto e di “pensiero”,<br />
dove Bizziccheri e i suoi nove collaboratori lavorano<br />
per sviluppare il core business dell’attività:<br />
la selezione di arredi, complementi e<br />
di accessori per la casa, l’ufficio e il contract,<br />
e la progettazione di ambienti cucina, assecondando<br />
così le molteplici richieste che provengono<br />
quasi interamente dal sito web. Ma,<br />
come tiene a specificare il titolare, non si tratta<br />
propriamente di e-commerce. «Io la chiamo<br />
“vendita gestita”. Perché chi decide di non recarsi<br />
direttamente in negozio, ma di acquistare<br />
un prodotto sul web, può, con il nostro aiuto,<br />
orientarsi ed essere rassicurato sulle proprie<br />
scelte. Per quanto riguarda gli acquisti on line,<br />
il cliente desidera soprattutto la sicurezza.<br />
Noi siamo, in tal senso, un punto di riferimento,<br />
rappresentiamo quella sicurezza che un<br />
qualsiasi sito di e-commerce non può per sua<br />
natura offrire. Infatti, attraverso il contatto con<br />
uno showroom reale, gestito da professionisti<br />
consultabili con una telefonata o via mail, il<br />
cliente acquisisce fiducia e può inoltre contare<br />
sulla consulenza per la scelta dei prodotti.<br />
E questo vale in particolar modo per il progetto<br />
d’arredo per cucina, per cui è sempre indispensabile<br />
l’intervento tecnico di un progettista».<br />
<strong>Il</strong> servizio di progettazione è da sempre un<br />
punto di forza dell’attività, quasi una passione<br />
personale per il titolare, che ha messo a punto<br />
un metodo semplice e immediato: un modulo<br />
da compilare, in cui il cliente può scegliere tra<br />
vari livelli di prestazioni offerte dal negozio,<br />
che vanno dalla semplice consulenza fino al<br />
progetto d’arredo o al progetto di ristrutturazione<br />
dello spazio cucina, completo di impianti.<br />
Nel sito, alla voce “progettazione” si può<br />
scaricare il modulo Arredocucina che prevede<br />
la raccolta di tutti i dati utili per creare la cucina<br />
desiderata: materiali e colori di ante, top<br />
e finiture; stile dell’arredo; tipologia di cucina<br />
(ad isola, a parete, ecc.) e di elettrodomestici.<br />
«Una volta che il cliente ci comunica via mail i<br />
dati necessari - spiega Bizziccheri - procediamo<br />
con l’erogazione del servizi. Se viene richiesto<br />
anche l’acquisto, lo mettiamo in contatto<br />
con il rivenditore più vicino del marchio<br />
cucina da lui scelto. Da parte nostra, per questo<br />
tipo di servizio, è importantissima la disponibilità,<br />
la competenza e la velocità». Pratmar<br />
Milano, per l’arredo cucina, propone marchi<br />
quali Alpex Inox, Binova, Key, Riva 1920. È stato<br />
però deciso di non esporre le composizioni,<br />
come avviene nei tradizionali negozi, ma solo i<br />
campioni delle ante e dei top e alcuni componenti.<br />
«In showroom esponiamo solamente alcuni<br />
degli articoli che proponiamo nel sito, alla<br />
voce “prodotti”: carrelli, piccoli elettrodomestici,<br />
pentole, prodotti per chef e appassionati.<br />
Teniamo inoltre corsi di cucina e di formazione<br />
per l’utilizzo di nuove apparecchiature, rivolti a<br />
professionisti e a privati».<br />
<strong>ambientecucina</strong> 95
SPECIALERETAIL<br />
Paolo Vismara, fondatore del sito<br />
mobilidesignoccasioni.com<br />
LE OCCASIONI CORRONO<br />
SUL WEB<br />
LA RETE SI È DIMOSTRATA LA MIGLIOR ALLEATA<br />
DEI PUNTI VENDITA PER VELOCIZZARE E RISOLVERE<br />
IL PROBLEMA DELLE CAMPIONATURE E PER<br />
OFFRIRE AL CONSUMATORE UN CATALOGO<br />
ON LINE DELLE MIGLIORI OPPORTUNITÀ.<br />
NE PARLA PAOLO VISMARA, FONDATORE<br />
DEL SITO MOBILIDESIGNOCCASIONI.COM<br />
di Paola Leone<br />
È attivo da marzo 2008 il sito www.mobilidesignoccasioni.com<br />
e persegue un unico obiettivo:<br />
offrire ai negozi di arredo la possibilità di<br />
velocizzare la vendita delle campionature attraverso<br />
la divulgazione delle proprie offerte.<br />
Notevoli i vantaggi per i negozi inserzionisti<br />
del sito: in primis, l’incremento delle possibilità<br />
di vendita delle campionature e, più generale,<br />
del numero di clienti.<br />
Artefice e titolare di questo innovativo sistema<br />
di facility management per i rivenditori è<br />
Paolo Vismara, 35 anni di esperienza nel settore<br />
arredo come agente di note aziende, tra<br />
cui il Gruppo Industriale Busnelli e Movi.<br />
Quando e perché ha concretizzato l’dea di<br />
realizzare un sito completamente dedicato<br />
ai rivenditori?<br />
Durante la mia lunga attività ho sempre avuto<br />
sott’occhio il problema delle vendite delle<br />
campionature. Quando ho “scoperto” internet,<br />
nel 2005, ho intuito che la risoluzione del<br />
OUTLET. ON LINE E OFF<br />
96 <strong>ambientecucina</strong>
Dall’home page<br />
è possibile entrare<br />
nelle diverse “stanze”<br />
della casa per<br />
cogliere le occasioni<br />
di maggiore interesse.<br />
L’area della cucina è una<br />
delle più frequentate<br />
e ricche di offerte.<br />
Di ogni cucina proposta<br />
è disponibile il disegno<br />
con le misure e la<br />
segnalazione di dove<br />
è possibile acquistarla.<br />
problema poteva passare proprio dal web.<br />
All’inizio del 2008 ho dato il via al sito che si<br />
è man mano sviluppato grazie alla partecipazione<br />
dei negozi che ci hanno dato fiducia.<br />
Oggi il sito conta 772.002 visite annue (nel<br />
2012) ed è il riferimento per decine di rivenditori<br />
che incrementano non solo le vendite dei<br />
prodotti-campione, ma anche il proprio giro<br />
d’affari, grazie alla visibilità che il web, e il nostro<br />
sito, può assicurare.<br />
GEOLOCALIZZAZIONE<br />
Un ponte dalla rete<br />
LINE<br />
Come si diventa inserzionisti di mobilidesignoccasioni.com?<br />
E quali sono le condizioni<br />
per aderire al sito?<br />
Anzitutto essendo un rivenditore d’arredo: i<br />
nostri clienti sono solo i negozi. <strong>Il</strong> sito è, insomma,<br />
una sorta di outlet virtuale o, se si<br />
preferisce, un giornale on line che, in questo<br />
caso, divulga le novità e le offerte proposte<br />
dagli inserzionisti. Le altre condizioni per<br />
aderire al sito riguardano i prodotti offer-<br />
<strong>Il</strong> concetto di outlet è cavalcato da molti<br />
punti vendita in prima persona. Attraverso<br />
il proprio sito, sono messe in “vetrina” le<br />
occasioni disponibili. Alcuni, attraverso<br />
newsletter, attivano azioni di promozione<br />
che generano traffico nel negozio e aiutano<br />
a innescare una maggiore rotazione del<br />
prodotto. È evidente, però, che la rete<br />
premia la forza di un portale che può offrire<br />
una visione immediata di quanto in quel<br />
momento è disponibile sul territorio. Da<br />
questa esigenza è nato anche outletmobiliitalia.it,<br />
un progetto che favorisce, anche a<br />
livello di geolocalizzazione, un ponte virtuale<br />
tra chi offre mobili e chi è interessato al loro acquisto. Grazie alla geolocalizzazione, ognuno può verificare online<br />
il mobilificio più vicino e trovare proposte a prezzi scontati; nello stesso tempo lo showroom virtuale permette ai<br />
professionisti del settore arredamento di creare la propria vetrina, aggiornarla in tempo reale ed essere facilmente<br />
raggiunti dai clienti sia in base alla provincia (geolocalizzazione) sia alla categoria di prodotti. Cucine, soggiorni,<br />
divani e poltrone, complementi, camere da letto e camerette: su Outletmobili-italia.it si trovano tutte le categorie,<br />
compresi armadi e cabine armadio, arredo bagno, elettrodomestici, illuminazione, arredo da esterno e perfino tappeti.<br />
Sempre più spesso infatti chi cerca un outlet del mobile oggi lo trova in rete, contatta il venditore e si reca poi di<br />
persona in negozio per l’acquisto. Per promuovere il portale, Outletmobili-italia punta su una notevole visibilità sui<br />
motori di ricerca e sui canali sociali (Facebook, Twitter, Google+).<br />
www.outletmobili-italia.it<br />
MOBILIDESIGNOCCASIONI.COM<br />
Anno di fondazione 2008<br />
Report anno 2012<br />
Visite: 772.002<br />
Visitatori assoluti: 484.028<br />
Pagine visualizzate: 6.792.909<br />
Media visite al giorno: 2.115<br />
Report visite dall’1 al 15 gennaio 2013<br />
Visite 55.580<br />
Visitatori unici: 41.925<br />
Pagine visualizzate: 408.427 mq<br />
Media visite al giorno: 3.705<br />
www.mobilidesignoccasioni.com<br />
ti, che devono essere gli stessi che trovano<br />
posto negli spazi degli showroom. Gli inserzionisti<br />
devono poi condividere un “codice<br />
deontologico”, per rispettare le promesse<br />
comunicate sul sito. Inoltre, tutti gli arredi e<br />
le cucine pubblicati devono essere nuovi e<br />
scontati almeno del 40% rispetto al listino,<br />
esclusi trasporto e montaggio, che sono invece<br />
oggetto di accordi tra cliente e rivenditore.<br />
Noi infatti non abbiamo nulla a che fare<br />
con le trattative commerciali tra cliente e<br />
negozio; il sito non si occupa in alcun modo<br />
della vendita, ma ha solo lo scopo di far affluire,<br />
nei negozi, gli acquirenti interessati ai<br />
prodotti pubblicati su mobilidesignoccasioni.com.<br />
Quali sono i vantaggi per chi rivende arredo<br />
cucina?<br />
Vendere più velocemente le composizioni cucina<br />
in negozio. <strong>Il</strong> che comporta la possibilità<br />
di introdurre con maggior frequenza nuove<br />
soluzioni migliorando così l’immagine globale<br />
del negozio. Che risulterà più innovativo, propositivo<br />
e attraente.<br />
In che cosa consiste il vostro impegno, una<br />
volta che il punto vendita diventa un inserzionista?<br />
Migliorare di continuo le prestazioni del sito;<br />
la nostra mission consiste nel promuovere<br />
i prodotti in offerta fornendo al contempo<br />
maggiore visibilità ai negozi. Ci impegnano<br />
quindi a rendere facile la navigazione e chiare<br />
le inserzioni per essere, sempre di più, un<br />
punto di riferimento per i consumatori.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 97
SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />
Un complesso architettonico articolato,<br />
con passaggi e percorsi porticati,<br />
fanno del DOit - Riviera Adriatica (20mila mq totali),<br />
un luogo piacevole anche da vivere,<br />
capace di rendere lo shopping un’esperienza<br />
coinvolgente. È stato aperto il 19 dicembre 2012.<br />
DESIGN OUTLET ITALIANO,<br />
IDEATO DA MARIO<br />
ESPOSITO, PRESIDENTE<br />
DI RETAIL-INPROGRESS,<br />
È UNA SFIDA TUTTA<br />
ITALIANA IN CUI I MARCHI<br />
DI CUCINE SELEZIONATI<br />
SONO PROPOSTI CON<br />
SHOP IN SHOP<br />
di Paola Leone<br />
SOLO DESIGN ITALIANO<br />
E DEMOCRATICO DOit<br />
Riviera Adriatica<br />
Colonnella (TE)<br />
Data apertura 19 dicembre 2012<br />
Spazio totale cucine, elettrodomestici<br />
e componenti 1.600 mq<br />
www.designoutletitaliano.com<br />
Pensare alla distribuzione d’arredo secondo<br />
una logica completamente diversa da quella<br />
tradizionale dei classici negozi: questo è stato<br />
il primo passo che ha condotto Mario Esposito<br />
alla creazione del brand Design Outlet Italiano,<br />
DOit, concept unico e innovativo ideato per avvicinare<br />
il consumatore al settore dell’arredo e<br />
del complemento Made in Italy offrendo prodotti<br />
provenienti da fiere, overstock e servizi<br />
fotografici. «In Italia non esisteva - a parte<br />
Ikea - un luogo dove poter trovare tutto per la<br />
casa, uno spazio gioioso e bello da vivere, con<br />
oggetti e prodotti da capire e da toccare», dice<br />
OUTLET. ON LINE E OFF<br />
98 <strong>ambientecucina</strong>
LINE<br />
Nello spazio The Italian Mall sono in vendita<br />
casalinghi, complementi e utensili di una selezione<br />
di aziende del settore complemento.<br />
<strong>Il</strong> Centro accoglie anche un punto ristoro veloce<br />
come il Caffè Design, arredato secondo il mood del luogo,<br />
e il ristorante La Cantina.<br />
<strong>Il</strong> negozio TM Italia, che si apre attorno alla “piazza”<br />
centrale assieme agli altri tre negozi di cucine:<br />
Aran, Arrex Le Cucine, Gruppo Del Tongo.<br />
In primo piano, la composizione a prezzo outlet<br />
e, dietro, la zona dedicata ai materiali di ante e top.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 99
SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />
Lo stile curato e accattivante del DOit Welchome<br />
di Santhià (13mila mq totali), il primo Centro<br />
DOit, inaugurato ad aprile 2012. <strong>Il</strong> Centro offre,<br />
oltre ai prodotti di design a prezzi outlet,<br />
una serie di servizi: progettazione, trasporto<br />
e montaggio, consulenza per i finanziamenti con<br />
Relo Services, info point, assistenza logistica.<br />
Smeg propone i prodotti outlet nel suo spazio<br />
di vendita. <strong>Il</strong> brand ha un proprio negozio<br />
anche nel Centro DOit di Colonnella.<br />
Esposito, presidente di Retailinprogress (la società<br />
che sviluppa e commercializza i centri Design<br />
Outlet Italiano) e proveniente da una lunga<br />
carriera nel settore moda e beauty ai vertici<br />
di aziende come Sephora Italia e Fiorucci.<br />
«L’idea di base era concepire un luogo piace-<br />
II negozio Stosa offre soluzioni cucina con modelli al top di gamma scontati anche del 40 o del 50%,<br />
come il modello color vinaccia nella foto.<br />
vole e poi riempirlo di contenuti, eliminando il<br />
preconcetto che il prodotto di design italiano<br />
debba essere costoso. Abbiamo realizzato così<br />
i primi due Centri Design Outlet Italiano, che<br />
sono costati, ognuno, 35 milioni di euro circa.<br />
Un lavoro e un investimento imponenti, durati<br />
quattro anni, e che hanno visto, quali protagonisti<br />
dell’impresa, la nostra società Retailinprogress<br />
(che si è occupata, e si occupa,<br />
di quasi tutti gli aspetti dell’operazione, dalla<br />
progettazione fino alla commercializzazione<br />
degli spazi e della loro gestione), un investitore<br />
immobiliare “puro” e poi le diverse aziende italiane<br />
del settore design arredo». <strong>Il</strong> primo DOit<br />
in ordine di apertura è quello di Santhià (VC),<br />
con 13mila mq espositivi, attivo da aprile 2012,<br />
mentre il più recente è a Colonnella (TE), megastore<br />
di ben 20mila mq inaugurato a dicembre<br />
2012. Entrambi trattano mobili, oggetti e<br />
complementi di oltre 80 marchi italiani commercializzati<br />
con un prezzo “outlet”, ovvero<br />
con uno sconto minimo e imposto del 30%.<br />
Ma i due Centri sembrano essere solo gli step<br />
iniziali di una lunga “avventura”.<br />
Perché sono in programma già nuove aperture:<br />
Brescia, Catania, Venezia e Roma-Val<br />
Montone. Uno futuro tracciato, quindi, che si<br />
basa sul grande successo che ha riscosso l’intera<br />
iniziativa: lo confermano sia gli importan-<br />
OUTLET. ON LINE E OFF<br />
100 <strong>ambientecucina</strong>
DOit WelcHome Santhià<br />
Santhià (VC)<br />
Data apertura 20 aprile 2012<br />
Spazio totale cucine, elettrodomestici<br />
e componenti 1.000 mq<br />
www.designoutletitaliano.com<br />
Le composizioni in offerta nel negozio Del Tongo, che confina con lo spazio di Stosa.<br />
LINE<br />
La gamma dei prodotti DOit arriva fino all’arredo per esterni.<br />
Anche per questo settore i prezzi devono partire da uno sconto minimo del 30%.<br />
ti fatturati registrati sia l’afflusso di pubblico<br />
che, solo nel nuovo Centro di Colonnella, dal<br />
19 dicembre a metà gennaio, è stato di oltre<br />
100mila ingressi. «Con questo dato, possiamo<br />
confermare la previsione iniziale di circa<br />
un milione di afflussi per Colonnella - che può<br />
contare su un contesto commerciale vivace - e<br />
di qualche punto percentuale in meno per Santhià,<br />
date le minori dimensioni dello spazio totale<br />
e l’inferiore densità di attività commerciali<br />
“attrattive” dei dintorni».<br />
Nei due centri, i maggiori marchi del settore<br />
design e arredo italiano si propongono quindi<br />
con prodotti a prezzi outlet; lo stesso vale per<br />
il settore cucine, rappresentato da aziende<br />
top: Aran, Arrex Le Cucine, Gruppo Del Tongo,<br />
Stosa Cucine, TM Italia; Stone Italiana,<br />
per i piani di lavoro; Smeg, per gli elettrodomestici.<br />
Ognuna di queste aziende possiede<br />
un suo spazio, un vero negozio con un ingresso<br />
indipendente e il logo del marchio ben in<br />
vista. All’area cucine sono dedicati, in tutto,<br />
1.000 mq nel Centro di Santhià e 1.600 mq nel<br />
Centro di Colonnella. «È di sicuro uno dei maggiori<br />
poli di attrazione dei Centri, il comparto<br />
cucine», continua Esposito. Che, quando parlava<br />
di “contenuti”, si riferiva sì alla qualità<br />
dei prodotti, ma anche al tipo di gestione dello<br />
spazio. <strong>Il</strong> concept dei Design Outlet Italiano<br />
non si identifica infatti con un contenitore indifferenziato,<br />
ma con una struttura articolata<br />
e concepita sulla linea di un centro commerciale,<br />
con percorsi studiati, aree di ristoro, spazi<br />
dedicati e raggruppati per settore merceologico,<br />
e anche un centro servizi, con un ufficio<br />
riservato alla progettazione, offerta a tutti i<br />
clienti che, sempre su richiesta, possono fruire<br />
del trasporto e montaggio di cucine e arredi.<br />
I vari negozi si affiancano inoltre ad altri<br />
concept di showroom: Officina 42 (www.facebook.com/Officina42),<br />
dedicato ai designer<br />
di talento, dove si svolgono anche workshop<br />
e contest e si acquistano pezzi unici, spesso<br />
autoprodotti, o progetti personalizzati; The<br />
Italian Mall (www.theitalianmall.it), lo store<br />
multibrand con marchi selezionati del complemento,<br />
tessuto d’arredo, illuminazione e<br />
casalinghi tra cui Sambonet, Pentole Agnelli,<br />
Seletti, Slide; diversi temporary shop come<br />
A Casa, aperto a Santhià, dedicato all’eccellenza<br />
del design italiano, con i pezzi dei maestri<br />
del design internazionale. Non ultimo, a Colonnella,<br />
un nuovo spazio, di ben 900 mq e di<br />
forte attrattiva, dedicato al modernariato e al<br />
mobile vintage.<br />
<strong>ambientecucina</strong> 101
<strong>Il</strong> primo passo verso il fu-<br />
turo e il cambiamento par-<br />
te da una riflessione sulla<br />
propria storia. Per questo<br />
abbiamo voluto chiudere lo<br />
Speciale Retail, speriamo<br />
ricco di suggestioni e sti-<br />
moli, con una serie di do-<br />
mande che possa aiutare<br />
a capire meglio la propria<br />
identità, qual è la direzione<br />
verso cui si vuole andare<br />
e come intraprendere una<br />
nuova strada<br />
ACCOGLIENZA<br />
• <strong>Il</strong> tuo punto vendita ha<br />
le “porte aperte” o invoglia<br />
in qualche modo all’ingresso<br />
di impulso?<br />
• Sei in grado di valutare la<br />
qualità della tua accoglienza<br />
sul punto vendita?<br />
• Qual è il tuo primo approccio<br />
alla clientela?<br />
• Cosa chiedi al cliente rispetto<br />
alle sue esigenze di arredo<br />
e al suo stile di vita<br />
e di convivialità?<br />
CLIENTELA<br />
• Hai monitorato la tua<br />
clientela (movimento sul<br />
punto vendita, età, rapporto<br />
visite-acquisto, ecc)?<br />
• A quale tipologia di clientela<br />
ti rivolgi?<br />
• Qual è l’età media<br />
della tua clientela?<br />
• Favorisci l’approccio di una<br />
clientela giovane? Come?<br />
LAYOUT<br />
• Come definiresti il tuo visual<br />
merchandising?<br />
• Con quale frequenza cambi<br />
la vetrina e il layout interno?<br />
• Hai tavoli touch, totem<br />
infomatici o altri mezzi che<br />
possano invogliare a una<br />
consultazione in store?<br />
• Hai un’area dedicata agli<br />
elettrodomestici?<br />
• Vendi anche accessori,<br />
oggetti e complementi<br />
per la cucina?<br />
• Sul tuo punto vendita<br />
proponi anche libri o riviste<br />
di arredo (in vendita o in<br />
consultazione)?<br />
• Hai un piccolo punto ristoro e<br />
conversazione per i clienti?<br />
• Utilizzi musica d’ambiente<br />
o profumazioni gourmet (o<br />
altro) sul tuo punto vendita?<br />
• Hai studiato i percorsi sul<br />
punto vendita?<br />
• Utilizzi segnalazioni<br />
o comunicazioni in store?<br />
Di che tipo?<br />
SERVIZIO<br />
• Offri un servizio di<br />
progettazione ai tuoi clienti?<br />
• Consegni copia del primo<br />
progetto cucina ai tuoi clienti,<br />
anche se non è assicurato<br />
l’acquisto?<br />
• Comunichi in modo<br />
trasparente il prezzo e le<br />
caratteristiche del prodotto?<br />
• Comunichi sempre<br />
i vantaggi/svantaggi<br />
del materiale scelto?<br />
• E i criteri di manutenzione?<br />
• Effettui visite o controlli<br />
(anche telefonici) a domicilio<br />
per verificare gradimento e<br />
riuscita del prodotto arredo<br />
venduto?<br />
• Lavori con un’unica squadra<br />
di montaggisti?<br />
• Per i fuori misura hai una<br />
falegnameria di appoggio?<br />
EVENTI<br />
• Quanti eventi organizzi<br />
nell’anno?<br />
• Di che tipo?<br />
• A chi si rivolgono?<br />
• Hai una cucina attiva?<br />
La utilizzi solo in occasione<br />
di eventi?<br />
• Organizzi eventi o attività in<br />
partnership con punti vendita,<br />
professioni o aziende di altri<br />
settori (ad esempio fioristi,<br />
pasticceri, wedding planner,<br />
ecc.)?<br />
• Tieni aperto il punto vendita<br />
oltre il consueto orario o il<br />
calendario abituale?<br />
PROMOZIONE<br />
• Organizzi iniziative<br />
o vendite promozionali?<br />
• Hai un outlet o un corner<br />
outlet?<br />
• Utilizzi anche i social per<br />
organizzare le tue attività?<br />
Quali?<br />
• Hai una newsletter dedicata<br />
ai tuoi clienti?<br />
• Sei attivo sull’e-commerce?<br />
Come?<br />
• Che rapporto hai con la realtà<br />
locale (quartiere e città) in cui<br />
si trova la tua attività?<br />
• Fai pubblicità o altre attività<br />
di comunicazione?<br />
PARTNER<br />
• Con quanti fornitori lavori?<br />
• Nel progettare utilizzi al 100%<br />
il catalogo dell’azienda?<br />
• Partecipi ai corsi di<br />
formazione delle aziende<br />
fornitori?<br />
• Conosci tutte le<br />
caratteristiche degli<br />
elettrodomestici proposti?<br />
INFORMAZIONE<br />
• Ritieni utile partecipare<br />
alle fiere?<br />
• A quali e quante fiere<br />
partecipi?<br />
• Quali sono i siti internet che<br />
consulti per la tua attività?<br />
• Quali sono le riviste cartacee<br />
di arredo, design o altro che<br />
consulti per la tua attività?<br />
PERSONALE<br />
• Quanto personale impieghi<br />
nel tuo punto vendita?<br />
• Che tipo di formazione<br />
o di curriculum ha?<br />
Qual è l’età media?<br />
• Che tipo di<br />
contrattualizzazione ha?<br />
• Favorisci la partecipazione<br />
a corsi di aggiornamento?<br />
• Sei in grado di definire con<br />
chiarezza i punti di forza<br />
e di debolezza della tua<br />
attività?<br />
LE DOMANDE DEL RETAIL<br />
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Carla Cavaliere (caposervizio)<br />
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Hanno collaborato a questo numero<br />
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Rossella Conte, Graziano Lazzarotto, Cristina<br />
Lazzati, Paola Leone, Clara Mantica, Monica<br />
Molteni, Fabio Salvati, Elisabetta Scheggi, Paolo<br />
Schianchi, Giuseppe Segalla, Giuliana Zoppis<br />
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104 <strong>ambientecucina</strong><br />
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materiale promozionale.
“Ho scelto la musica un giorno in cui le parole non mi erano bastate.<br />
<strong>Il</strong> tempo che ho passato a guardare, osservare, e sentire.<br />
E tutta la bellezza che ho amato. Vanità forse.<br />
Ma avevo voglia di amarla lo stesso”.<br />
Ho cambiato cucina. E non so cucinare.<br />
I’ve changed my kitchen. And I don’t even cook.