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ambientecucina - B2B24 - Il Sole 24 Ore

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212 ANNO 37 FEBBRAIO / MARZO 2013<br />

<strong>ambientecucina</strong><br />

SPECIALE<br />

RETAIL<br />

REPORT BILANCI<br />

Le strategie vincenti<br />

Le tendenze del consumo<br />

Nuove opportunità<br />

Case History eccellenti<br />

CONTRACT<br />

Una sfida possibile<br />

BIMESTRALE IL SOLE <strong>24</strong> ORE SPA - VIA C. PISACANE 1 - 20016 PERO (MI) - POSTE ITALIANE SPA - SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N.46) - ART. 1, COMMA 1, DCB FORLÌ<br />

BIMESTRALE IL SOLE <strong>24</strong> ORE BUSINESS MEDIA SRL - VIA G.PATECCHIO 2 - 20141 MILANO - POSTE ITALIANE SPA -<br />

SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N.46) - ART. 1 - COMMA 1, DCB FORLÌ


Lavello Kubus, miscelatore Oversize, forno Crystal DCT, piano cottura Crystal, cappa Maris<br />

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Da 100 anni Franke persegue l’obiettivo di migliorare la qualità della vita in cucina con soluzioni innovative. Questo impegno si traduce in<br />

modelli creati per interpretare lo stile di vita personale e della propria famiglia. I prodotti Franke sono utilizzati in più di 100 milioni di cucine in<br />

tutto il mondo, ognuno di essi rappresenta stile e qualità senza tempo.<br />

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EDITORIALE<br />

CONOSCERE,<br />

CAPIRE,<br />

CAMBIARE<br />

Raffaella Razzano<br />

Conoscere, capire, cambiare. Tre verbi su cui si gioca la sfida della<br />

distribuzione indipendente del settore che, spinta dalla pressione della crisi,<br />

deve trovare nuove strade per rimanere sul mercato da protagonista. Una sfida<br />

che Ambiente Cucina, attraverso lo Speciale Retail proposto in questo numero,<br />

vuole cogliere e fare propria per dare nuovi strumenti di riflessione a chi, pur<br />

operando da anni con sicura professionalità, oggi ha la consapevolezza che<br />

le logiche del passato siano del tutto tramontate. Un passaggio epocale che<br />

da tempo ci si auspicava ma che oggi si è drammaticamente reso necessario<br />

dalla contrazione dei consumi e dal cambiamento delle logiche e dei processi<br />

che li regolano. Per “conoscere e capire” abbiamo intervistato opinion leader<br />

e operatori del settore, abbiamo segnalato case history particolarmente<br />

significative e abbiamo identificato alcuni temi prioritari. Un’opera che non<br />

esaurisce certo tutte le problematiche legate all’evoluzione della distribuzione,<br />

che continueremo ad affrontare nel corso dell’anno, ma che rappresenta<br />

la volontà di dare spazio e voce al cambiamento. Necessario e urgente.<br />

Secondo gli ultimi dati raccolti da Federmobili nel sondaggio lanciato a fine<br />

2012 per monitorare l’andamento del mercato dell’arredamento, la situazione<br />

critica per la distribuzione indipendente si è ulteriormente aggravata. Oltre il<br />

70% dei rivenditori intervistati ha dichiarato un calo nelle vendite nell’ultimo<br />

anno superiore al -13%, calo che per la maggior parte di questi supera il<br />

-20%. Eppure ci sono casi di successo e di tenuta che tracciano con chiarezza<br />

possibili strade per mantenere integro il presidio della propria area, e non<br />

solo, visto che non sono pochi gli imprenditori della distribuzione che stanno<br />

vendendo sui mercati esteri, anche lontani. Esempi di realtà che sanno dare le<br />

risposte giuste a chi, e quando si parla di cucina sono la maggioranza, desidera<br />

andare oltre le pure questioni di prezzo. Certo, anche leggendo il rapporto<br />

sui Bilanci 2011 di un campione rappresentativo di aziende del settore cucina,<br />

di cui pubblichiamo un estratto a pagina 43, emerge che il fenomeno della<br />

polarizzazione del mercato è sempre più accentuato, e che è ancora in corso<br />

una richiesta verso modelli di fascia inferiore rispetto a quella che gli acquirenti<br />

avrebbero probabilmente scelto solo qualche anno prima o, a parità di fascia<br />

di mercato, verso modelli più semplici, con finiture di minor pregio<br />

e probabilmente meno ricchi di accessori. Ma se si analizza ciò che conta<br />

per il consumatore, e lo fa come sempre con grande puntualità la ricerca<br />

SWG sul mercato delle cucine, emerge che l’affidabilità del negozio, l’estetica,<br />

i materiali, il progetto d’arredo, le modalità di pagamento, i servizi post-vendita<br />

sono ancora gli aspetti premianti per determinare le sue scelte. Non lasciamo<br />

che questi aspetti diventino armi in mano alla grande distribuzione. Con<br />

tutto il rispetto per i colossi del settore, non sono loro i soggetti che possono<br />

sostenere un sistema virtuoso e distintivo come quello del design italiano.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 3


80<br />

SOMMARIO<br />

16<br />

54<br />

96<br />

<strong>ambientecucina</strong> on line<br />

www.living<strong>24</strong>.it<br />

RUBRICHE<br />

NEWS<br />

a cura della Redazione<br />

SHOP<br />

ZOOM<br />

16 Quick<br />

22 People<br />

<strong>24</strong> Events<br />

26 Green<br />

32 Dove di Paola Leone<br />

a cura della Redazione<br />

40 Smart<br />

41 Built-in<br />

IMPRESA<br />

43 Economia I Bilanci della Cucina di Fabio Salvati<br />

48 Contract Cosa si intende per Contract di Giuseppe Segalla<br />

50 Comunicazione Emozioni su misura di Paolo Schianchi<br />

51 LiberaMente A proposito di qualità di Graziano Lazzarotto<br />

53 SPECIALERETAIL<br />

a cura di Carla Cavaliere, Davide Cattaneo, Paola Leone, Raffaella Razzano<br />

54 SCENARI&CONSUMO<br />

60 VISIONI AL FUTURO<br />

64 EXTRA SETTORE, OLTRE CONFINE<br />

72 CONSULENTE A 360°<br />

80 COMUNICARE IN STORE<br />

86 IL VALORE DELL’ELETTRODOMESTICO<br />

92 E-COMMERCE E SERVIZI IN RETE<br />

96 OUTLET. ON LINE E OFF LINE<br />

102 LE DOMANDE DEL RETAIL<br />

<strong>ambientecucina</strong> 212 ANNO 37 FEBBRAIO | MARZO 2013<br />

6 LA COPERTINA<br />

Wega di Arredo3<br />

40


LA COPERTINA<br />

L’ESALTAZIONE<br />

DEI VOLUMI<br />

E DELLA MATERIA<br />

Wega_04 combina con eleganza le finiture: il rovere grigio<br />

impiallacciato scelto per le basi, la penisola e i ripiani,<br />

e il laccato opaco nebbia per le colonne a parete.<br />

Sottolineano il gioco di volumi il top e lo schienale<br />

in Okite gray stone finitura Aida.<br />

La particolare conformazione dell’anta, con gola integrata,<br />

viene esaltata in questa composizione Wega_5, dove lo<br />

sfalsamento della base crea nuovi spazi e volumi inaspettati<br />

che escono dai classici canoni architettonici della cucina.<br />

6 <strong>ambientecucina</strong><br />

WEGA, L’ULTIMA PROPOSTA<br />

DI ARREDO3, È CONCEPITA<br />

PER DARE AL PROGETTISTA<br />

AMPIA LIBERTÀ DI SCELTA.<br />

ELIMINATO OGNI ECCESSO<br />

FORMALE, SI DA SPAZIO ALLA<br />

MATERICITÀ DELLE SUPERFICI<br />

E AL GIOCO DEI VOLUMI.


Segno caratteristico: l’anta con la gola<br />

realizzata direttamente nel pannello, che<br />

elimina la necessità di utilizzare la maniglia.<br />

<strong>Il</strong> gioco progettuale di Wega, una delle ultime<br />

creazioni di Arredo3, parte da qui ma poi si<br />

arricchisce attraverso l’ampia combinazione di<br />

materiali e colori che lo rende estremamente<br />

flessibile. L’anta liscia permette di creare<br />

dei tagli orizzontali, dando vita a geometrie<br />

architettoniche mai banali, rese ancora più vive<br />

dalla forte connotazione tattile dei laminati e<br />

delle finiture a disposizione: Wood Laminates<br />

in bianco, sabbia, pino, legno in bianco poro<br />

aperto e rovere grigio, laccati in 15 colori,<br />

disponibili in opaco e lucido.<br />

Con questo ventaglio di proposte, selezionate<br />

tra quelle più richieste dal mercato, Wega<br />

rende possibile la creazione di innumerevoli<br />

composizioni, dalla più semplice in tinta<br />

unita fino alla combinazione di più materiali<br />

e colori, dando spazio alla più estrema<br />

personalizzazione del proprio ambiente cucina.<br />

Lo dimostra anche il catalogo che suggerisce<br />

sei ambienti attraverso un sapiente mix<br />

di materiali e per ognuno immagina<br />

composizioni che hanno caratteristiche<br />

sempre diverse a dimostrare la grande<br />

flessibilità del programma.<br />

Wega_01, ad esempio, dà risalto alla tattilità<br />

dei materiali combinando il laminato wood<br />

bianco di pensili, mensole e basi con il laccato<br />

bianco lucido delle colonne. <strong>Il</strong> top, in laminato<br />

Panarea terra nella finitura Etna, viene disposto<br />

in due altezze per valorizzare in modo elegante<br />

la zona operativa e quella più conviviale.<br />

L’eleganza delle finiture impiallacciate è invece<br />

INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE<br />

Wega_01 punta sul gioco di<br />

spessori tra il piano cucina<br />

da 40 mm e il piano snack da<br />

80 mm in laminato wood pino,<br />

sostenuto quasi invisibilmente<br />

dalla gamba in plexiglass.<br />

il tema che caratterizza Wega_04 dove<br />

il rovere grigio scelto per le basi, la penisola<br />

e i ripiani si abbina al laccato opaco nebbia<br />

per le colonne a parete. Completano<br />

questo particolare gioco di volumi il top<br />

e lo schienale in Okite gray stone finitura Aida.<br />

<strong>Il</strong> contrasto equilibrato tra le finiture, antracite<br />

lucido per le basi e le colonne, bianco opaco<br />

per i pensili e cobalto opaco dei vani<br />

a giorno, è l’origine della proposta Wega_ 05,<br />

che si presta particolarmente per integrarsi<br />

con lo spazio living. Particolare luminosità<br />

viene conferita dall’utilizzo per il top e lo<br />

schienale dell’Okite Sahara gris finitura Aida.<br />

www.arredo3.com<br />

<strong>ambientecucina</strong> 7


IL LUOGO<br />

LA CONFERENZA STAMPA DE ISALONI È AVVENUTA<br />

A MILANO, IL 7 FEBBRAIO, IN UNA DELLE TOWER<br />

DEI NUOVI UFFICI UNICREDIT DI ZONA GARIBALDI.<br />

UN NUOVO SEGNO DI ECCELLENZA CHE RIDISEGNA<br />

LO SKYLINE DELLA METROPOLI LOMBARDA. UN LUOGO<br />

SIMBOLO PER RILANCIARE LA FORZA DEL DESIGN<br />

ITALIANO E L’INNOVAZIONE DI CUI È CAPACE IL PAESE.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 8<br />

IL NUMERO<br />

> a pagina 25<br />

LA PAROLA<br />

UNICREDIT TOWER


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Design d’interni<br />

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<strong>Il</strong> futuro inizia da qui.<br />

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Tecnologie avveniristiche e design innovativo : a interzum troverete un concentrato di forza innovativa per il successo del Vostro<br />

business futuro. Una grande festa di inaugurazione per le migliori idee e innovazioni del settore dell’industria del mobile e del design<br />

d’interni. interzum, fiera leader a livello internazionale, apre una finestra sul futuro ed è un punto d’incontro per i key player.<br />

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IL LUOGO<br />

> a pagina 43<br />

<strong>ambientecucina</strong> 10<br />

IL NUMERO<br />

LA PAROLA<br />

IL RAPPORTO SUI BILANCI 2011 DI UN CAMPIONE DI<br />

15 AZIENDE, RAPPRESENTATIVO DEL SETTORE CUCINA,<br />

METTE IN EVIDENZA COME IL MERCATO INTERNO<br />

SIA ANCORA DI VITALE IMPORTANZA, RAPPRESENTANDO<br />

PIÙ DEI TRE QUARTI DEL FATTURATO AGGREGATO<br />

DELLE AZIENDE ESAMINATE (76,7%). ANCHE SE<br />

IL DATO MEDIO SULLA PROPENSIONE ALL’EXPORT<br />

NASCONDE OSCILLAZIONI ANCHE NOTEVOLI,<br />

RIMANE IMPERATIVA LA NECESSITÀ DI AUMENTARE<br />

LA QUOTA EXPORT DELLE AZIENDE ITALIANE.<br />

76,7%


modello VIVA<br />

www.maistri.it<br />

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IL LUOGO<br />

RETE<br />

> a pagina 60<br />

<strong>ambientecucina</strong> 12<br />

IL NUMERO<br />

LA PAROLA<br />

DAL WEB AL MONDO REALE:<br />

IL CONCETTO DI RETE DIVENTA<br />

SEMPRE PIÙ IMPORTANTE PER LE<br />

IMPRESE CHE DEVONO AGIRE INSIEME<br />

PER COMPETERE E AVERE SUCCESSO.


NUOVI FORNI SMEG:<br />

RENDERE SEMPLICE LA COTTURA<br />

Intuitività, chiarezza e funzionalità sono le prerogative della nuova gamma<br />

di forni Smeg in cui si fondono performance avanzate, massima praticità<br />

di utilizzo e un design essenziale.<br />

<strong>Il</strong> modello SF140 è dotato dell’innovativo display EasyGuide a colori<br />

che visualizza in modo chiaro e immediatamente comprensibile tutte<br />

le impostazioni. Grazie al Touch Control è possibile gestire con facilità<br />

i 40 programmi di cottura automatica Smart Cooking per chi<br />

è meno esperto e le 10 ricette personalizzabili per i cuochi più abili.<br />

I consumi ridotti del 20% rispetto alla Classe A, il volume interno da 72 lt,<br />

i 5 livelli di cottura, la cavità con smalto Ever Clean e la funzione di pulizia<br />

Vapor Clean completano la dotazione del forno.<br />

Smeg: soluzioni innovative per prestazioni evolute.<br />

SMEG S.p.A. Tel. 0522 8211 www.smeg.it


Forno SF140


NEWS<br />

16 <strong>ambientecucina</strong><br />

QUICK<br />

PEOPLE<br />

EVENTS<br />

GREEN<br />

Tetrix (design by Michael Young)<br />

è stata segnalata dall’Adi Design Index.<br />

SCAVOLINI www.scavolini.it<br />

A QUOTA 80 GLI STORE MONOMARCA<br />

L’ULTIMO È STATO INAUGURATO<br />

A ROVIGO IL 27 GENNAIO<br />

SCORSO. SI RAFFORZA LA RETE<br />

DISTRIBUTIVA E SI POTENZIA<br />

LA COMUNICAZIONE WEB CON<br />

LA CREAZIONE DI UN GRANDE<br />

PORTALE DEL BRAND<br />

Con la nuova apertura a Rovigo dello store<br />

inaugurato il 27 gennaio dalla famiglia<br />

Carazzolo, che da 25 anni collabora con<br />

Scavolini, continua l’espansione degli Scavolini<br />

Store. Ad oggi a quota 80, gli store affiancano<br />

gli oltre 1.000 punti vendita Scavolini distribuiti<br />

capillarmente su tutto il territorio nazionale,<br />

rappresentando un’identità distributiva unica<br />

nel panorama nazionale. Una testimonianza del<br />

profondo impegno aziendale nel potenziamento<br />

della propria rete distributiva che presenta<br />

al meglio tutta la produzione Scavolini. Punti<br />

vendita dalle dimensioni ampie, improntati ai<br />

più innovativi concetti di visual merchandising,<br />

con vetrine dal forte impatto visivo, dove<br />

predomina il colore rosso che contraddistingue<br />

il marchio e dove si mescolano suggestioni<br />

e proposte diversificate sul tema della<br />

cucina. Un’importante leva strategica,<br />

espressione di una volontà aziendale che crede<br />

profondamente che la qualità dell’esperienza<br />

d’acquisto sia fondamentale per trasmettere<br />

al consumatore il valore del brand, su cui<br />

l’azienda investe a 360 gradi, compreso<br />

l’impegno costante nella formazione del profilo<br />

professionale di tutti gli addetti alla vendita.<br />

L’azienda segue personalmente la formazione<br />

del personale dei punti vendita, promuovendo<br />

dal 1994 il progetto pluriennale “Insieme<br />

per crescere”, un ciclo di workshop riservato<br />

ai rivenditori, che ha ottenuto negli anni<br />

grande successo ed è arrivato nel 2012<br />

alla quindicesima edizione.<br />

L’operazione Scavolini Store rientra in una più<br />

ampia strategia distributiva che vede il gruppo<br />

pesarese fortemente impegnato anche oltre<br />

confine, con importanti e costanti investimenti<br />

per il consolidamento della rete distributiva<br />

estera, che attualmente conta 150 punti<br />

vendita in Europa, più di 40 in Russia e nelle<br />

Repubbliche Orientali, 30 nel Nord America,<br />

15 in Centro/Sud America e altrettanti in Asia<br />

e Oceania.<br />

Sul fronte della comunicazione, Scavolini<br />

ha deciso invece di investire ulteriormente sul<br />

proprio sito web creando un grande “portale”<br />

per facilitare la navigazione ai rivenditori e agli<br />

utenti finali. Molteplici sono le novità,<br />

a livello sia di struttura sia di contenuti:<br />

un profondo rinnovamento della veste grafica,<br />

per la quale sono stati scelti un approccio<br />

contemporaneo e importanti aggiornamenti<br />

sulle funzionalità per renderlo ancora più<br />

fruibile. <strong>Il</strong> sito (che nel 2012 ha contato oltre<br />

1 milione di visitatori unici) è ottimizzato anche<br />

per tablet e smartphone e presenta una forte<br />

integrazione con il mondo dei social network<br />

(Facebook, Twitter, Pinterest e YouTube).<br />

Ampio spazio, nell’area Company, viene<br />

riservato al profilo dell’azienda, alle ultime<br />

notizie istituzionali e a tutti i servizi dedicati<br />

ai clienti finali, come per esempio: “Scavolini<br />

no problem”, “10, Scavolini Blu Guarantee”,<br />

“Registra la tua cucina”. Da oggi è inoltre<br />

presente una press room, che raccoglie<br />

una selezione dei principali articoli dedicati<br />

a Scavolini pubblicati dalle più prestigiose<br />

riviste italiane e internazionali, oltre ai report<br />

fotografici delle principali fiere italiane<br />

e internazionali cui l’azienda ha partecipato.<br />

A integrare quest’area, anche tutte le<br />

informazioni legate al progetto Scavolini<br />

GreenMind. E infine, la sezione “lavora con<br />

noi”. I link diretti, presenti alla fine di ogni<br />

pagina del sito, facilitano la navigazione,<br />

la richiesta e la consultazione di cataloghi<br />

e la ricerca dei punti vendita.


PROGETTO WWC www.antoniazzisesini.com<br />

FARE SQUADRA PER<br />

UN WORLD WILDE CONTRACT<br />

<strong>Il</strong> progetto WWC world wide contract nasce da un’idea dello studio associato<br />

Antoniazzisesinidesign (Alessandro Antoniazzi e Ivan Sesini, nella foto): unire in un gruppo<br />

compatto una serie di aziende che abbiano come obiettivo quello di espandere la propria rete di<br />

vendita a livello mondiale. «Siamo convinti che le nostre imprese debbano imparare molto dallo<br />

sport. Abbiamo attinto dalla filosofia che sta alla base dei giochi di squadra: dobbiamo imparare<br />

a lavorare insieme, uniti in un gruppo che pensi, agisca e lavori per uno scopo comune», afferma lo<br />

studio Antoniazzisesinidesign, che si pone come referente unico verso il committente, sviluppando<br />

con il contractor ogni aspetto progettuale, produttivo e logistico. Un servizio che comprende<br />

normative, aspetti tecnici, comfort, design, sicurezza nel tempo, con un’elevata integrazione di<br />

processi. Antoniazzisesinidesign realizza e arreda strutture ricettive, hotel, alberghi, residence,<br />

aparthotel, wellness, centri benessere, campeggi, ristoranti, strutture direzionali e residenziali,<br />

uffici operativi e di rappresentanza, spazi pubblici e spazi commerciali. Alla sua presentazione,<br />

nel salone Happy Business to You di Pordenone, il progetto WWC world wide contract era<br />

rappresentato da una rosa di sei aziende che coprivano i diversi aspetti dell’arredo, dalla cucina<br />

all’illuminazione.<br />

STOCKHOLM FURNITURE & LIGHT FAIR www.stockholmsmassan.se<br />

COMMISSIONE NO COPY PER GLI ESPOSITORI<br />

La Commissione Etica “No Copy” è un mix di<br />

esperti di diritto della proprietà intellettuale e<br />

designer con un’ampia esperienza di decisioni<br />

prese su prodotti al limite dell’originalità.<br />

L’iniziativa, presentata alla fiera Stockholm<br />

Furniture & Light Fair di Stoccolma nel 2012,<br />

ha avuto un’accoglienza positiva e ha suscitato<br />

molto interesse nel pubblico specializzato.<br />

“No Copy” punta ad assicurare un alto<br />

standard etico tra gli espositori e a contrastare<br />

l’evenienza di copie non autorizzate di prodotti<br />

conosciuti o distintivi. «Abbiamo istituito<br />

la Commissione Etica per fornire consigli<br />

imparziali su questioni riguardanti la proprietà»<br />

ha spiegato il segretario di Commissione<br />

Mattias Malmstedt, esperto di diritto della<br />

proprietà intellettuale. La Commissione lavora<br />

in fiera secondo un processo decisionale in due<br />

MADE EXPO www.madeexpo.it<br />

NUOVO COMITATO<br />

E ACCORDO<br />

CON UNICREDIT<br />

Made Expo accresce il suo impegno per supportare<br />

le imprese nella creazione di opportunità commerciali<br />

con i mercati esteri e fonda un Comitato<br />

dedicato all’Internazionalizzazione, la cui presidenza<br />

è affidata a Silvio Santambrogio. <strong>Il</strong> Comitato ha<br />

l’obiettivo di dare sviluppo e continuità ai progetti<br />

di promozione internazionale che si inseriscono<br />

nel nuovo progetto fieristico, che porterà la manifestazione<br />

a essere una biennale dal 2013.<br />

Per questo Made Expo organizza Road Show<br />

e incontri B2B nei diversi mercati di riferimento,<br />

con lo scopo di intensificare occasioni di incontro<br />

e dialogo tra operatori, imprenditori, contractor,<br />

studi di architettura internazionali e delegazioni<br />

istituzionali per accompagnare le aziende in un<br />

continuo processo relazionale, anche al di fuori<br />

del momento fieristico.<br />

Grazie all’accordo stretto con UniCredit, inoltre,<br />

Made Expo mette a disposizione delle aziende<br />

espositrici una linea di credito rotativa, che permette<br />

di erogare, anche in momenti differenti,<br />

singoli finanziamenti utili per fronteggiare spese<br />

e investimenti legati alla gestione produttiva<br />

dell’azienda. Le aziende che scelgono di esporre<br />

a Made Expo potranno contare su un prodotto finanziario<br />

in grado di finanziare non solo la partecipazione<br />

alla fiera, ma anche il loro ciclo produttivo.<br />

Una volta aperta, la linea di credito dura da 3 a<br />

12 mesi anche per singoli utilizzi.<br />

fasi: prima una rapida decisione preliminare<br />

entro <strong>24</strong> ore (per esempio nel caso in cui<br />

un prodotto debba essere rimosso da una<br />

collezione esposta); poi, se richiesto, segue<br />

un esame approfondito su materiale aggiuntivo<br />

della controparte, che ha una settimana a<br />

partire dalla fine della fiera per presentare tale<br />

materiale. La sentenza può essere usata come<br />

prova in un’eventuale disputa in corso.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 17


NEWS<br />

18 <strong>ambientecucina</strong><br />

QUICK<br />

PEOPLE<br />

EVENTS<br />

STOSA CUCINE www.stosacucine.it<br />

GREEN<br />

NUOVA APERTURA IN TOSCANA<br />

Stosa Cucine potenzia ulteriormente la sua<br />

presenza distributiva, con un’apertura in una<br />

delle zone più belle d’Italia. È stato inaugurato<br />

il 10 febbraio scorso il nuovo showroom Punto<br />

Pacema Arredamenti, a Terranuova Bracciolini,<br />

in provincia di Arezzo, esclusivista di Stosa<br />

Cucine. Trecento metri quadrati di negozio<br />

ACIMALL www.acimall.com<br />

PRECONSUNTIVO IN CALO<br />

Annulla il “rimbalzo” segnato<br />

nel 2011, il calo del fatturato<br />

2012 delle macchine italiane<br />

per il legno. I dati del<br />

preconsuntivo 2012 diffusi<br />

da Acimall portano il segno<br />

negativo e confermano<br />

le difficoltà incontrate<br />

dall’industria italiana<br />

di settore che, nel corso<br />

degli ultimi cinque anni,<br />

ha complessivamente perso<br />

circa il 30% del proprio<br />

fatturato. Rispetto al 2011<br />

la produzione è calata del<br />

9,8%, dato sul quale hanno<br />

pesato sia la flessione delle<br />

esportazioni (-8%), sia<br />

l’ulteriore compressione<br />

del mercato interno (-<br />

15%). «Scontiamo la crisi<br />

dei nostri clienti italiani»,<br />

ha commentato Paolo<br />

Zanibon, direttore di Acimall,<br />

l’associazione nazionale<br />

dei costruttori di tecnologie<br />

per il legno. Con l’edilizia,<br />

il mobile e tutti i beni che<br />

nascono dal legno incastrati<br />

in una dinamica negativa,<br />

gli investimenti in beni<br />

strumentali sono bloccati<br />

e, secondo Zanibon, sarà<br />

impossibile invertire la<br />

rotta senza sostegni da<br />

parte del governo, come<br />

l’approvazione di specifici<br />

strumenti normativi, richiesti<br />

congiuntamente da Acimall<br />

e Federmacchine e a costo<br />

zero. Nel segno della<br />

continuità del sostegno alla<br />

promozione del comparto,<br />

Acimall ha recentemente<br />

dagli ampi locali, valorizzato da sei vetrine,<br />

che il titolare Vasco Ceni aggiunge con<br />

orgoglio agli altri “gioielli” di famiglia:<br />

oltre allo showroom generalista di Gaiole<br />

in Chianti, nel Senese, i due negozi Punto<br />

Cucine già attivi a Firenze.<br />

Otto i modelli di cucine Stosa esposti nello<br />

nominato vicedirettore del<br />

proprio Centro Promozionale<br />

(Cepra) Dario Corbetta<br />

(nella foto), un proprio<br />

manager che, giunto<br />

nell’associazione<br />

confindustriale nel 1991,<br />

può vantare una notevole<br />

esperienza nel settore.<br />

showroom (che propone anche zona notte e<br />

living), che colma un’assenza nel territorio<br />

di riferimento. «A nostro avviso in Valdarno<br />

mancava un punto vendita del genere -<br />

spiega il titolare - anche tenendo conto<br />

che oggi i visitatori si spostano sempre più<br />

difficilmente verso i negozi decentrati. E quindi<br />

abbiamo deciso un’apertura che, di questi<br />

tempi, rappresenta sicuramente una scelta<br />

coraggiosa, seppure convinti della qualità<br />

e professionalità della nostra proposta».<br />

Nelle immagini: a sinistra, alcuni momenti<br />

dell’inaugurazione del punto vendita toscano;<br />

a fianco, da sinistra: il titolare Vasco Ceni, il<br />

responsabile alle vendite del negozio Marco<br />

Nannicini, il presidente della provincia di Arezzo<br />

Roberto Vasai, David Sani, Sales Manager Italia<br />

e Product Manager di Stosa Cucine, e Vanessa<br />

Ceni, figlia del titolare.<br />

FINDOMESTIC www. findomestic.it<br />

FIDUCIA CON I SALDI<br />

MA LA CASA È FERMA<br />

Secondo l’Osservatorio Findomestic, a gennaio,<br />

mese dei saldi, sembra essersi risollevato<br />

il grado di fiducia dei consumatori italiani attestatosi<br />

a quota 3,29 punti, che restano però<br />

ben lontani dai 7 che rappresentano la soglia<br />

positiva. Intanto, sono però diminuite le intenzioni<br />

di spesa per i mobili: gli Italiani che pensano<br />

di comprare pezzi d’arredamento nei primi<br />

tre mesi dell’anno sono solo il 14,7%. Anche gli<br />

elettrodomestici non rientrano nei sogni immediati<br />

dei nostri connazionali: per gli apparecchi<br />

bianchi, le intenzioni di spesa scendono da 13,8<br />

a 12,7%. Si riducono di 0,5 punti percentuali gli<br />

interessati ad acquistare piccoli elettrodomestici<br />

nel trimestre (da <strong>24</strong>,9 a <strong>24</strong>,2%). Per ciò che<br />

concerne i livelli massimi di spesa che si intende<br />

sostenere, si registra una piccola inversione:<br />

si registra una crescita per gli elettrodomestici<br />

bianchi, che passano da 713 a 774 euro, mentre<br />

è in calo, seppure lieve, la spesa prevista per i<br />

“piccoli” (da 187 a 175 euro).


L’area giorno e l’area cucina<br />

di Team 7 all’interno<br />

di Archilogo, rispettivamente<br />

al primo e al secondo piano<br />

dello showroom, nel Milanese.<br />

ICA GROUP www.icagroup.it<br />

TRATTAMENTO<br />

VIRTUALE DEL LEGNO<br />

Si chiama Wood Look ed è una tecnologia innovativa,<br />

messa a punto da ICA (il gruppo industriale<br />

di Civitanova Marche attivo nella produzione e<br />

commercializzazione di vernici speciali per legno,<br />

che detiene il 16% della quota nazionale del mercato<br />

di riferimento). Si tratta di un software per<br />

il trattamento virtuale del legno con colori ed effetti<br />

ad alta definizione. Un configuratore in tempo<br />

reale, studiato per presentare colori ed effetti<br />

direttamente sull’immagine 3D creata e utilizzata<br />

dai produttori di mobili. In poche parole, il cliente<br />

può visualizzare il colore dei propri manufatti con<br />

l’applicazione virtuale della nuova linea Natural<br />

Matter, i coloranti ad acqua ICA in 15 nuove tonalità,<br />

studiati per esaltare la naturalezza della<br />

venatura del legno. Tra i vantaggi del sistema<br />

Wood Look, la possibilità di vedere il risultato finale<br />

dell’applicazione di una vernice senza ricorrere<br />

alla realizzazione di prototipi e offrire a chi si occupa<br />

di interior design rendering realistici immediati<br />

di colori, effetti e abbinamenti.<br />

TEAM 7 www.team7.at www.archilogo.it<br />

PRIMO SHOP-IN-SHOP ITALIANO<br />

Reduce dal successo recente della partecipazione<br />

a Living Kitchen, a Colonia, dove ha presentato<br />

la cucina Vao (design Sebastian Desch),<br />

Team 7 ha inaugurato ufficialmente a fine gennaio<br />

il suo primo shop-in-shop italiano. L’zienda<br />

austriaca, leader nella produzione di mobili in<br />

legno massello naturale, ha scelto un raffinato<br />

showroom nel Milanese, Archilogo, come scenario<br />

per presentarsi con un’immagine più completa<br />

e coordinata alla clientela italiana.<br />

<strong>Il</strong> punto vendita di Concorezzo (MB), fondato da<br />

Davide Meani e Cosimo Delli Santi, si trova immerso<br />

nel verde, all’interno di un tipico cascinale<br />

lombardo del ’600, rinnovato secondo i primi<br />

criteri della bioedilizia degli anni ’90. Duecento<br />

mq su due livelli, in un’ambientazione (e con un<br />

concept di approccio alla clientela) che rispecchia<br />

e valorizza appieno i canoni della filosofia<br />

Team 7, che esalta la bellezza del legno massello<br />

(proveniente da produzione propria) e la qualità<br />

della lavorazione, strettamente connesse<br />

alla estrema sostenibilità, al design innovativo<br />

e a un’applicazione tecnologica che ha originato<br />

brevetti di ultima generazione. Un esempio<br />

è il nuovo tavolo Flaye (design Jacob Strobel),<br />

l’unico allungabile “in soli 4 secondi e con una<br />

sola mano”. «Questa apertura segna l’ingresso<br />

ufficiale dell’azienda in questo mercato, che necessita<br />

oggi di un nostro maggiore investimento»<br />

ha dichiarato Georg Emprechtinger, Ceo di<br />

Team7. «La sintonia già collaudata con i soci di<br />

Archilogo - precisa all’inaugurazione Thomas<br />

Lehner, responsabile vendite per la<br />

Svizzera e l’Italia - è determinante per<br />

condividere valori e proposte.<br />

E nonostante il momento congiunturale<br />

non favorevole per il Paese, l’Italia rappresenta<br />

per Team 7 un mercato qualificante<br />

e qualificato, in grado di apprezzare<br />

il connubio di natura, design,<br />

responsabilità e tecnologia dei nostri<br />

prodotti. Lo shop-in-shop presso Archilogo<br />

è il capolista di altre aperture in<br />

programma per il futuro”. (C.C.)<br />

<strong>ambientecucina</strong> 19


NEWS<br />

20 <strong>ambientecucina</strong><br />

QUICK<br />

PEOPLE<br />

EVENTS<br />

GRUPPO COSENTINO www.cosentinogroup.net<br />

GREEN<br />

91 MILIONI DI INVESTIMENTI<br />

PER IL NUOVO DEKTON ®<br />

Innovare e investire, e farlo in misura ingente<br />

in Europa, anzi in Spagna. Una buona,<br />

anzi ottima notizia - in questi tempi -<br />

di buona salute industriale e commerciale,<br />

e in particolare se viene da una multinazionale<br />

quale Cosentino. Leader mondiale nello<br />

sviluppo, produzione e distribuzione di<br />

superfici in quarzo e pietra naturale, Cosentino<br />

ha presentato in anteprima nelle scorse<br />

settimane alla stampa specializzata quella<br />

che definisce come “la più importante sfida<br />

tecnologica e commerciale nel comparto<br />

mondiale dell’industria della pietra”:<br />

la produzione della nuova superficie<br />

ultra-compatta Dekton ® . Un impegno, quello<br />

della multinazionale spagnola, partito con<br />

22mila ore di ricerca, che ha comportato un<br />

investimento di 91 milioni di euro, culminato<br />

nella realizzazione del nuovo stabilimento,<br />

il Cosentino Group Industrial Park, in Almeria<br />

(Cantoria), dove sarà prodotto il Dekton ®<br />

utilizzando l’avanzata tecnologia “PST”<br />

(Particle Sintering Technology), sviluppata<br />

esclusivamente dalla divisione RD&I del<br />

Gruppo. Un investimento ingente, che è stato<br />

utilizzato in buona parte per consolidare<br />

e incrementare la capacità di produzione<br />

e la logistica dell’azienda, raddoppiando<br />

la superficie del Parco Industriale del gruppo<br />

e aggiungendo altri 580mila mq di terreno<br />

industriale per ospitare le nuove istallazioni.<br />

Un impegno con cui Cosentino “vuole<br />

riaffermare l’idea di una strategia basata<br />

sull’innovazione e sulla diversificazione<br />

del prodotto”. Presentato nella sede del<br />

gruppo con una visita dettagliata al nuovo<br />

stabilimento in fase di ultimazione, Dekton ®<br />

by Cosentino sarà lanciato commercialmente<br />

fra poche settimane, in occasione del Salone<br />

milanese di aprile, e si annuncia come “una<br />

rivoluzione nel mercato e un grande aiuto<br />

per gli architetti”. Dekton ® è una superficie<br />

ultra-compatta, ottenuta attraverso un mix<br />

di materiali inorganici, che potrà essere<br />

utilizzata per diverse applicazioni di alto<br />

valore in spazi sia pubblici sia privati, interni<br />

<strong>Il</strong> nuovo stabilimento del Cosentino Group Industrial Park, in<br />

Almeria (Cantoria), dove sarà prodotto l’innovativo Dekton ® ,<br />

e le prime immagini della nuova superficie.<br />

ed esterni: pavimenti, scale, rivestimenti,<br />

facciate per ambienti esterni e piani di lavoro.<br />

Difficile riassumere le qualità tecnologiche,<br />

funzionali ed estetiche di Dekton ® destinate<br />

ad attrarre e favorire i progettisti: la resistenza<br />

termica, chimica e ai raggi UV, le performance<br />

meccaniche, la realizzazione in grandi formati<br />

(lastre di 320x144 cm con spessori di 8 mm,<br />

2 e 3 cm). Inoltre può essere realizzato in colori<br />

simili a pietra naturale, legno, pelle, metallo,<br />

cemento e colori solidi, con finiture ad effetto<br />

increspato, pelle, denim, ardesia, satinato o<br />

verniciato. Un rivoluzionario portfolio<br />

che spalanca nuove possibilità di interior<br />

design e di progettazione e decorazione<br />

architettonica sostanzialmente senza limiti.<br />

A fronte dell’ingente investimento<br />

in Almeria, sede dell’headquarter e delle cave<br />

da cui Cosentino ricava buona parte dei quarzi<br />

utilizzati, è stato annunciato che la crescita<br />

economica del Gruppo (che realizza circa<br />

l’80% del fatturato nei mercati internazionali)<br />

continuerà a basarsi sull’internazionalizzazione<br />

e sulla diversificazione geografica, con<br />

particolare attenzione alla formazione dei<br />

dipendenti e al servizio clienti, “sempre<br />

considerando come pilastro di tutte le<br />

attività lo sviluppo sostenibile del business<br />

e il rispetto delle persone e dell’ambiente”.<br />

Tra le innovazioni logistiche, la sofisticata<br />

“Intelligent Logistics Platform”, un centro di<br />

distribuzione automatico che ha comportato un<br />

investimento di 16 milioni di euro, che fornirà<br />

con potenziata eccellenza i vari prodotti del<br />

Gruppo ai Cosentino Center di tutto il mondo,<br />

raggiungendo, con le 28 aperture pianificate,<br />

un totale di 90 centri nei prossimi due anni.<br />

Complessivamente, l’investimento commerciale<br />

e produttivo del Gruppo, per il periodo 2012-<br />

2014, sarà di 167 milioni di euro, con una<br />

crescita del 17% annuo. Attualmente il Gruppo<br />

Cosentino conta 6 stabilimenti, 15 centri di<br />

produzione per le superfici cucina e bagno<br />

negli Stati Uniti, oltre 70 punti di distribuzione<br />

o Center in tutto il mondo e uno staff di oltre<br />

2.200 unità in tutto il mondo. (C.C.)


ELICA www.elica.com<br />

DUE PREMI PER IL DESIGN<br />

<strong>Il</strong> Gruppo Elica, attivo nel mercato delle cappe<br />

da cucina sin dagli anni ’70, apre il 2013 con<br />

due riconoscimenti d’eccezione: l’iF Product<br />

Design Award 2013 conferito dal iF International<br />

Forum Design per le cappe Sweet e Tiffany<br />

e il Good Design Award 2012 assegnato<br />

da The Chicago Athenaeum per i modelli 35CC<br />

e Tiffany (design Fabrizio Crisà di Elica Design<br />

Center). L’iF Product Design Award, premio<br />

annuale tedesco riconosciuto a livello mondiale,<br />

promuove, su oltre tremila progetti candidati,<br />

i migliori progetti scelti da una giuria<br />

di esperti di design provenienti da settori diversi.<br />

Sweet e Tiffany, due nuovi prodotti presentati<br />

da Elica a Eurocucina 2012, sono stati<br />

scelti per la completezza del progetto e il design<br />

innovativo. Anche il Good Design Award<br />

è un prestigioso riconoscimento attribuito da<br />

una giuria internazionale di professionisti ed<br />

esperti riuniti da The Chicago Athenaeum; il<br />

concorso nella sua lunga storia ha sempre<br />

coinvolto e premiato i più importanti designer<br />

SANHUA www.sanhuaeurope.com<br />

SIGLATO ACCORDO<br />

CON AWECO<br />

PER IL BIANCO<br />

È nato un nuovo soggetto tra i protagonisti della<br />

scena mondiale dell’elettrodomestico bianco,<br />

grazie all’accordo tra Zhejiang Sanhua Co.<br />

Ltd. (Ningbo, Cina) e Aweco Appliance Systems<br />

GmbH & Co. KG (Neukirch, Germania). Sanhua,<br />

fornitore di grandi produttori del settore Automotive,<br />

elettrodomestico e HVAC&R, è presente nella<br />

top 100 dei più forti marchi cinesi industriali.<br />

Con questa operazione il gruppo cinese acquisisce<br />

il patrimonio e la base clienti di Aweco (fornitore di<br />

sistemi e componenti energeticamente efficienti<br />

per l’industria di apparecchi per uso domestico<br />

e commerciale), compresi tutti i brevetti, marchi,<br />

produzione e le quote di mercato Aweco in Germania,<br />

Polonia, Austria, Slovacchia e Cina.<br />

mondiali. Le cappe 35CC (nella foto) e Tiffany<br />

che saranno esposte in maniera permanente<br />

presso il Chicago Athenaeum, seguono le orme<br />

di Ola, cappa premiata con il Good Design<br />

2008 e ancora uno dei prodotti di maggiore<br />

successo della gamma Elica.<br />

ELECTROLUX www.electrolux.it<br />

NUOVA GUIDA PER<br />

LA COMUNICAZIONE<br />

Angela Greco è il nuovo Capo della<br />

Comunicazione di Corporate di Electrolux<br />

in Italia. È responsabile della guida e del<br />

coordinamento delle attività italiane di<br />

Corporate Communication, subentrando a<br />

Sebastiano Puglisi. Greco (entrata nel team<br />

comunicazione di Electrolux nel 2001) negli<br />

ultimi quattro anni ha guidato la comunicazione<br />

dell’Electrolux Manufacturing System (EMS)<br />

a livello globale, con sede a Stoccolma.<br />

CONVEGNO www.usl3.toscana.it<br />

ABITARE LA CURA,<br />

PROGETTI SENSIBILI<br />

L’abitare come avere-cura, l’abitare come terapia.<br />

Un tema inedito e importante, quello in<br />

programma a Firenze, il 1 marzo, presso l’ Auditorium<br />

S.Apollonia, con il convegno “Abitare la<br />

Cura”, promosso dalla Regione Toscana a partire<br />

dal progetto di Lilli Bacci, che dopo una personale<br />

esperienza di un familiare ricoverato in vari<br />

luoghi di cura, ha proposto possibili interventi di<br />

umanizzazione nelle stanze all¹interno di strutture<br />

ospedaliere. L’attenzione è focalizzata sullo spazio<br />

della cura che da asettico e squallido possa diventare<br />

luogo da abitare, ritrovandoci una parte di ciò<br />

che fa sentire bene e a proprio agio dentro casa.<br />

La prima parte dell convegno è dedicata all’analisi<br />

di aspetti teorici dell¹abitare e dell¹avere cura con<br />

la partecipazione di intellettuali e professionisti,<br />

mentre la seconda esamina esperienze in atto in<br />

diverse realtà ospedaliere. La Regione Toscana si<br />

pone come punto di incontro e promotore di questa<br />

nuova sensibilità che si auspica sempre più<br />

diffusa, così come sta avvenendo per la Pet Teraphy.<br />

<strong>Il</strong> convegno è a cura di Lilli Bacci e del settore<br />

Diritti e Servizi Socio-Sanitari della persona in<br />

Ospedale della Regione Toscana.<br />

GROHE www.grohe.it<br />

PER LE SCUOLE<br />

DI CONGUSTO<br />

Congusto, il network di scuole di cucina attivo<br />

dal 2003 e presente a Milano, Roma e Catania,<br />

ora impiega nella sede lombarda miscelatori<br />

professionali Grohe. Con 400 metri quadrati<br />

su due piani, la location milanese ospita<br />

una cucina professionale attrezzata secondo<br />

elevati standard e la zona lavaggio dispone<br />

di lavelli con miscelatori K7 Grohe, che offrono<br />

massima praticità e performance elevate.<br />

La leva del miscelatore monocomando K7, ad<br />

esempio, può essere ruotata avanti e indietro,<br />

rispettivamente del 30 e del 70%, agevolando<br />

ogni operazione anche se il miscelatore<br />

è installato molto vicino alla parete.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 21


NEWS<br />

22 <strong>ambientecucina</strong><br />

QUICK<br />

PEOPLE<br />

EVENTS<br />

TECNOGAS www.tecnospa.it<br />

DEFINITO IL NUOVO ASSETTO<br />

SOCIETARIO<br />

LA STORICA AZIENDA PRODUTTRICE DI CUCINE E FORNI È STATA ACQUISITA AL 100%<br />

DA YOUNES ZAREIPOUR, IMPRENDITORE DI ORIGINE IRANIANE E CITTADINO ITALIANO DA 30 ANNI<br />

A gennaio 2013, l’imprenditore Younes Zareipour<br />

ha portato a termine l’acquisto del 100%<br />

di Tecnogas, storica azienda produttrice di cucine<br />

e forni. Di origini iraniane ma cittadino italiano<br />

da oltre 30 anni, Zareipour era stato artefice<br />

nel 2010 dell’acquisizione di Tecnogas dal<br />

Gruppo Antonio Merloni e già deteneva il 25%<br />

del capitale dell’impresa, mentre il restante<br />

75% era in mano alla multinazionale MMD di<br />

Dubai che oggi gli ha ceduto tutte le quote.<br />

«<strong>Il</strong> progetto Tecnogas è stato una sfida appassionante<br />

e da presidente ho vissuto in prima<br />

persona la rinascita di un’importante realtà<br />

industriale italiana. Per questo ho colto con<br />

entusiasmo l’opportunità di guidare al 100%<br />

l’azienda e di scommettere ulteriormente sul<br />

suo futuro».<br />

Quali sono stati i risultati più importanti raggiunti<br />

in questi due anni?<br />

Abbiamo focalizzato la massima attenzione sul<br />

prodotto a marchio Tecnogas senza peraltro<br />

trascurare la parte OEM che nel passato aveva<br />

rappresentato la maggiore quota di fatturato.<br />

L’obiettivo era esplicitare attraverso il prodotto<br />

la vera identità del brand ed affermarlo al posto<br />

che storicamente gli compete, come marchio<br />

di eccellenza nella cottura, caratterizzato<br />

da prodotti robusti e con finiture di pregio.<br />

I risultati ci hanno dato ragione. Nel 2010 Tecnogas<br />

fatturava 30 milioni di euro grazie alla<br />

sua attività come OEM, oggi ne fattura circa<br />

40, di cui il 40% a marchio Tecnogas.<br />

Un cambio di rotta che è stato supportato da<br />

una serie di novità, alcune delle quali sono<br />

esclusive assolute con cui Tecnogas stabilisce<br />

la supremazia tecnologica nel settore, come ad<br />

esempio la cucina Next 90 Grand, con maxiforno<br />

da 150 litri e 4 ventole.<br />

Investire sul prodotto vuol anche dire investi-<br />

GREEN<br />

Younes Zareipour,<br />

imprenditore<br />

e presidente<br />

di Tecnogas.<br />

re sul processo. Quali sono stati i passaggi<br />

più significativi?<br />

Premetto che Tecnogas, o meglio le sue maestranze,<br />

ci hanno riservato delle bellissime sorprese.<br />

Per sviluppare un nuovo prodotto nel<br />

settore ci vogliono in genere due anni.<br />

Noi in quello stesso periodo abbiamo lavorato<br />

su tutta la gamma e contemporaneamente<br />

abbiamo messo a sistema i principi della lean<br />

production. Parlando del personale Tecnogas<br />

si può ben dire che abbiamo scovato sotto la<br />

cenere del carbone ardente, ovvero grandi<br />

competenze e processi industriali di altissimo<br />

livello. Senza il loro apporto non saremmo mai<br />

riusciti a fare quello che abbiamo realizzato in<br />

soli due anni.<br />

Per il 2013 quali sono gli obiettivi?<br />

Dopo aver lavorato sulla nuova piattaforma di<br />

prodotto nel 2011, esteso la gamma del free<br />

standing e quella del built-in nel 2012, per il<br />

2013 l’obiettivo sarà quello di stringere accordi<br />

di partnership o joint venture con aziende che<br />

possano arricchire la gamma offerta soprattutto<br />

nel built-in, con quelle tipologie di prodotto<br />

che non rappresentano il dna dell’azienda.<br />

Penso alla cappa, ad esempio, ma non solo.<br />

Oggi un marchio di pregio deve proporsi con<br />

una gamma completa, stilisticamente coerente<br />

e tecnologicamente all’avanguardia: penso<br />

ad esempio a prodotti come l’abbattitore di<br />

temperatura, la macchina del sottovuoto e il<br />

forno a vapore per cucinare col metodo Sous<br />

Vide, prodotti che abbiamo già inserito a catalogo<br />

e che abbiamo presentato con successo<br />

a Sicam. <strong>Il</strong> 2013 rappresenta un’interessante<br />

opportunità anche per una crescita nel settore<br />

OEM viste le difficoltà che alcuni concorrenti<br />

storici stanno attraversando.<br />

Quali sono oggi i mercati più interessanti per<br />

Tecnogas e quali le opportunità in Italia?<br />

La crescita si è consolidata soprattutto in Medio<br />

Oriente ma ci sono spazi di sviluppo anche<br />

su mercati sofisticati come Francia, Inghilterra,<br />

Olanda, Australia o emergenti come America<br />

Latina e Far East. La massima attenzione<br />

all’export non vuole dire che trascuriamo l’Italia<br />

dove ci sono opportunità di sviluppo per<br />

un brand forte e dalla ottima reputazione, pur<br />

avendo registrato una contrazione nei numeri<br />

impressionante. Nelle cucine free standing il<br />

mercato si è ridotto dai 300mila pezzi del 2008<br />

ai 200mila circa attuali. Numeri che parlano da<br />

soli ma che non sanno raccontare, viceversa, la<br />

reale disponibilità del consumatore a investire<br />

su prodotti che abbiano reali contenuti di qualità.<br />

Ad oggi nella GDO c’è ancora poca chiarezza<br />

nella proposta e le differenze fanno fatica<br />

ad emergere. Per questo noi abbiamo puntato<br />

tanto su un prodotto con un’identità molto<br />

forte, capace di comunicare immediatamente<br />

la propria qualità. Nonostante le difficoltà registriamo<br />

una crescita delle vendite e prevediamo<br />

di rafforzarci ulteriormente nell’anno<br />

in corso grazie al lancio di nuovi prodotti free<br />

standing e built-in sia per il canale eldom sia<br />

per quello dei mobilieri. (R.R.)


GRUPPO CUCINE ASSARREDO www.federlegnoarredo.it<br />

UN CONSIGLIO<br />

COMPATTO E UNANIME<br />

I CONSIGLIERI DEL GRUPPO CUCINE DI ASSARREDO SI SONO RIUNITI<br />

A PESARO, L’8 FEBBRAIO, PRESSO LA SEDE DI SCAVOLINI. UNA<br />

RIUNIONE IMPORTANTE IN CUI SI SONO DISCUSSI GLI OBIETTIVI PER<br />

IL PROSSIMO FUTURO E I PROGETTI CONCRETI PER IL 2013. CE NE<br />

PARLA STEFANO DE COLLE, CONSIGLIERE INCARICATO DEL GRUPPO<br />

<strong>Il</strong> consiglio direttivo del Gruppo Cucine-<br />

Assarredo si è riunito l’8 febbraio presso<br />

la sede di Scavolini, a Pesaro, per discutere<br />

e deliberare i programmi per il 2013.<br />

Un incontro che, come dice il consigliere<br />

incaricato Stefano De Colle «si può definire<br />

storico, perché la compattezza di intenti<br />

emersa da parte dei consiglieri, per la prima<br />

volta tutti presenti, ha rafforzato il Gruppo,<br />

il cui ruolo in Assarredo sarà tanto più incisivo<br />

quanto più si sarà uniti».<br />

La necessità di definire progetti concreti<br />

e condivisi è stato il punto di partenza del<br />

consiglio dell’8 febbraio che ha deliberato<br />

il programma di incontri di alto profilo<br />

organizzati in collaborazione con Fabio Salvati<br />

e la sua società di consulenza The Fourge.<br />

<strong>Il</strong> programma di “Pills for thought”, questo<br />

il nome del progetto, prevede una scaletta<br />

ambiziosa ed estremamente stimolante<br />

per offrire, come recita l’introduzione del<br />

programma, “visioni innovative alle imprese,<br />

coinvolgendo relatori che rappresentino<br />

il meglio a livello internazionale per ogni<br />

singolo argomento trattato”.<br />

Secondo la volontà del Gruppo, il debutto<br />

della prima delle otto “pillole per il pensiero”<br />

in programma dovrebbe coincidere con<br />

l’Assemblea annuale di FederlegnoArredo,<br />

così da poter condividere l’appuntamento<br />

con tutti gli associati. «Affrontare temi nuovi,<br />

e con nuovi approcci, per riuscire meglio a<br />

comprendere tempi e contesti economicisociali<br />

è l’obiettivo primario degli incontri.<br />

<strong>Il</strong> benchmark mondiale di riferimento,<br />

per capire la portata e il taglio delle Pillole,<br />

è sicuramente quello rappresentato dai<br />

Ted Talks (www.ted.com), un fenomeno che<br />

ha una straordinaria capacità incisiva nei<br />

diversi settori di riferimento» puntualizza<br />

Stefano De Colle. «Eventi di grande impatto<br />

culturale che possano innestare un processo<br />

di cambiamento per tutto il settore.<br />

Per questo desideriamo che siano incontri<br />

aperti a tutti, anche ai non associati».<br />

Sempre a Pesaro, il presidente di Assarredo<br />

Giovanni Anzani, che rappresenta il Gruppo<br />

in seno alla Federazione, ha presentato<br />

un progetto di comunicazione destinato<br />

alla cucina italiana e alla sua valorizzazione<br />

sui mercati internazionali. <strong>Il</strong> progetto prevede<br />

un piano integrato di comunicazione,<br />

Nella foto, da sinistra: Silvio Fortuna, Edi Snaidero,<br />

Ottorino Magnabosco, Stefano De Colle, Valter<br />

Scavolini, Giovanni Anzani, Denise Archiutti,<br />

Gianmarco Scavolini, Massimo Belligotti,<br />

Dante Cester, Alberto Scavolini.<br />

comprensivo anche di uno spot dedicato e di<br />

un’attività di pubbliche relazioni sui mercati<br />

esteri. Molto ambizioso, e ancora suscettibile<br />

di maggiore definizione, è stato accolto<br />

con interesse e favore dagli imprenditori.<br />

Netto e unanime sfavore si è registrato<br />

invece da parte del Gruppo, ma anche di altri<br />

cucinieri non associati intervenuti all’incontro<br />

organizzato a fine sessione, nei confronti<br />

della decisione del Cosmit di cambiare<br />

il regolamento che fino a maggio scorso<br />

impediva di proporre cucine in fiera al di fuori<br />

di Eurocucina, la manifestazione biennale che<br />

rappresenta il settore.<br />

«Eurocucina è un brand che va difeso e<br />

tutelato. Invieremo una lettera a Cosmit<br />

affinché si possano trovare per le prossime<br />

edizioni del Salone del Mobile delle soluzioni<br />

che preservino la biennalità che la caratterizza<br />

da sempre e che corrisponde alle necessità<br />

della maggioranza degli imprenditori. Una<br />

cadenza che ne rafforza sicuramente il<br />

valore, e che, in questo senso, va mantenuta,<br />

perché Eurocucina è un patrimonio di tutta<br />

l’associazione, e non solo degli imprenditori<br />

del nostro settore». (R.R.)<br />

<strong>ambientecucina</strong> 23


NEWS<br />

<strong>24</strong> <strong>ambientecucina</strong><br />

QUICK<br />

PEOPLE<br />

INTERZUM www.interzum.com<br />

UNA PIAZZA<br />

POLISENSORIALE<br />

Secondo il management della fiera tedesca Interzum<br />

(Colonia 13-16 maggio 2013), le “piazze” tematiche<br />

rappresentano veri e propri eventi nell’evento e sono<br />

aree di attrazione che mettono in scena tendenze<br />

innovative. Quella dedicata al mix tra il legno naturale<br />

e le superfici decorative di rivestimento si intitola<br />

“Materials&Nature” e sarà ubicata nella hall 6. Molti dei<br />

visitatori professionali della fiera utilizzano sia il legno<br />

naturale, sia le superfici decorative e la piazza propone<br />

un’esperienza sensoriale, oltre che informativa, di entrambi<br />

i rivestimenti. Accessibile da tutti i lati, stimola i<br />

cinque sensi e offre una panoramica di utilizzi originali,<br />

colori, decori, finiture da guardare, toccare e, nel caso<br />

delle essenze naturali, anche da annusare.<br />

<strong>Il</strong> tema portante dell’intera manifestazione è, per l’edizione<br />

di quest’anno, quello dei materiali innovativi.<br />

Nella hall 4.2 una piazza presenterà designer, architetti<br />

e produttori che danno vita a progetti “smart”, tra i<br />

quali componenti intelligenti, materiali insoliti, superfici<br />

impensabili come quelle antibatteriche per i bagni, o le<br />

piastrelle per cucina che cambiano colore.<br />

Rooms Moscow, in programma nel centro espositivo<br />

Crocus Expo International dal 21 al 25 maggio 2013,<br />

è il nuovo format fieristico realizzato da Koelnmesse in<br />

collaborazione con Media Globe. A cadenza annuale,<br />

la fiera è dedicata ad aziende internazionali che desiderano<br />

affrontare i mercati dell’arredamento in Russia<br />

e nei paesi dell’Est Europa. Saranno rappresentati tutti<br />

i principali settori, con una gamma espositiva che spazierà<br />

dagli arredi per la casa e l’ufficio alla cucina, dalle<br />

EVENTS<br />

GREEN<br />

LIVING KITCHEN www.livingkitchen-cologne.com<br />

UNA CONFERMA INTERNAZIONALE<br />

Trainata dall’industria tedesca, Living Kitchen 2013 ha mantenuto tutte le promesse della prima edizione,<br />

superandola sia come affluenza di visitatori sia come grado di internazionalità. Atmosfera più che vivace,<br />

costante afflusso di operatori e una maggiore convinzione da parte degli espositori hanno caratterizzato<br />

positivamente la seconda edizione di Living Kitchen che si è conclusa il 20 gennaio. <strong>Il</strong> dato più eloquente<br />

è la crescita dell’internazionalità dei visitatori, che si assesta a +13% rispetto alla precedente edizione,<br />

per un totale di 142mila visitatori, di cui il 42% stranieri. Sono aumentati considerevolmente i buyer<br />

provenienti dall’Europa, soprattutto dalla Federazione Russa e dai paesi europei ed è stato anche registrato<br />

un incremento notevole di visitatori provenienti dall’Asia, in particolare dalla Cina. L’anima tedesca della fiera<br />

si è invece confermata sul fronte espositivo dove è stata l’industria del paese a proporre le maggiori novità<br />

e a presentarsi con massima enfasi. Anche per la maggior parte dei produttori di elettrodomestici presenti<br />

Living Kitchen è stata l’occasione per fare dei lanci importanti. In particolare Mìele ha presentato oltre 200<br />

prodotti nuovi, le nuove gamme PureLine e ContourLine, mentre Electrolux ha utilizzato la piattaforma tedesca<br />

per presentare il nuovo brand Grand Cuisine. Per quanto riguarda gli italiani presenti, è indubbio che Colonia<br />

sia stata un appuntamento interessante ma sicuramente le risorse impiegate sono state minori rispetto<br />

all’appuntamento di Milano. Interessante l’iniziativa “Ambiente Cucina”, promossa da Koelnmesse Italia<br />

per presentare cinque produttori primari (Dada, Ernestomeda, Lago, Minotti Cucine e Riva1920) soprattutto<br />

considerato il ritorno dell’iniziativa registrato dai cinque produttori: «Si è trattato di un’operazione riuscita»<br />

ha sottolineato, ad esempio, Matteo Scrima, export dept. di Ernestomeda. «È stata la nostra prima<br />

esperienza sul mercato tedesco, con interlocutori che spesso a Milano non ci sono, come i Tedeschi<br />

e i Nord Europei e abbiamo riscontrato un’alta qualità di visitatori».<br />

Sul prossimo numero di Ambiente Cucina, il report con le novità più significative presentate a Colonia.<br />

ROOMS MOSCOW www.koelnmesse.it/rooms_moscow<br />

NUOVA PIATTAFORMA PER LA RUSSIA E L’EST EUROPA<br />

soluzioni outdoor fino ai materiali e alla componentistica<br />

per la produzione di mobili, per offrire ai visitatori<br />

una panoramica completa sul design degli ambienti e<br />

la produzione di mobili e arredi d’interni, pavimentazioni,<br />

rivestimenti, soffitti e illuminazione. Koelnmesse<br />

Italia organizzerà per le aziende italiane aree espositive<br />

situate in posizioni strategiche nei vari settori merceologici,<br />

con stand preallestiti di varia metratura, realizzati<br />

da un partner italiano di Koelnmesse, comprensivi di<br />

ogni tipo di servizio. In particolare ci saranno aree dedicate<br />

alle aziende italiane nel settore della cucina (hall<br />

13) e in quello dell’arredamento per la casa e l’ufficio<br />

(hall 15). Un’ulteriore area italiana sarà realizzata nel<br />

settore della componentistica (hall 13) dove, per agevolare<br />

la presenza delle aziende italiane che nel mese di<br />

maggio esporranno a Interzum, Koelnmesse Italia propone<br />

una soluzione particolarmente conveniente da un<br />

punto di vista sia economico sia organizzativo.


I SALONI www.cosmit.it<br />

A MILANO, IL MONDO<br />

CHE ABITEREMO<br />

DAL 9 AL 14 APRILE SI RINNOVA<br />

L’IMPERDIBILE APPUNTAMENTO<br />

INTERNAZIONALE CON IL<br />

DESIGN E L’INNOVAZIONE.<br />

EVENTO 2013: L’UFFICIO<br />

SECONDO JEAN NOUVEL<br />

<strong>Il</strong> pay off della pagina pubblicitaria della<br />

prossima edizione del Salone Internazionale<br />

del Mobile non lascia dubbi: a Milano e solo<br />

a Milano si dettano le tendenze e si vive<br />

l’emozione dell’innovazione. Coerente con tale<br />

concetto, la scelta degli uffici della Unicredit<br />

Tower di zona Garibaldi come sede dove<br />

è stata organizzata il 7 febbraio la conferenza<br />

stampa per il lancio internazionale dei<br />

Saloni. Un luogo che ha cambiato<br />

radicalmente lo skyline di Milano rendendolo<br />

più avveniristico. Proprio sull’importanza<br />

di sapersi rinnovare si è soffermato a lungo<br />

il presidente di Cosmit, Claudio Luti:<br />

«La chiave del nostro successo<br />

è rendere il Salone il luogo per eccellenza<br />

dell’innovazione. Per mantenere la leadership,<br />

l’esposizione dovrà continuare a essere<br />

sinonimo di novità e vetrina di anteprime<br />

assolute. Presentare prodotti nuovi, non solo<br />

può emozionare il pubblico, ma deve anche<br />

motivare la forza vendita. In questo settore,<br />

l’Italia ha profuso la migliore energia. Abbiamo<br />

un nucleo di imprese che sa rischiare e dialoga<br />

con i designer di tutto il mondo». Luti, insieme<br />

a Giuliano Pisapia, sindaco di Milano e a<br />

Stefano Boeri, assessore alla cultura, hanno<br />

anche ricordato che per la prossima edizione<br />

(dal 9 al 14 aprile 2013) ci sarà una maggiore<br />

collaborazione tra città e Salone, con<br />

l’iniziativa “musei aperti” e il biglietto unico<br />

per metro e fiera. Un segnale positivo che<br />

ribadisce l’indissolubile legame tra città e<br />

manifestazione. Un connubio vincente capace<br />

di creare il fenomeno internazionale del Salone<br />

del Mobile, dove sono attesi oltre 300mila<br />

visitatori provenienti da ben 160 paesi.<br />

A richiamare l’attenzione saranno le proposte<br />

degli oltre 2.500 espositori che animeranno<br />

il quartiere fieristico di Rho. Tra loro si segnala<br />

anche il ritorno di alcune aziende storiche<br />

sia al Salone del Mobile sia al SaloneUfficio,<br />

a conferma del ruolo che la manifestazione<br />

milanese riveste per le imprese in termini di<br />

originalità, cambiamento e visibilità. Euroluce,<br />

in posizione strategica tra gli ingressi di Porta<br />

Ovest e Porta Sud, di fronte al SaloneUfficio,<br />

occuperà 38mila mq, ripartiti tra i 4 padiglioni<br />

9-11 e 13-15. Saranno 12mila i mq destinati<br />

ai mobili e agli accessori per gli ambienti di<br />

lavoro all’interno dei padiglioni 22-<strong>24</strong>, tra loro<br />

adiacenti. La 16ª edizione del SaloneSatellite,<br />

la manifestazione nei padiglioni 22-<strong>24</strong><br />

destinata ai progetti degli under 35, è dedicata<br />

al tema “Design e artigianato: insieme per<br />

l’industria” e come ogni anno offre visibilità ai<br />

giovani designer emergenti e la possibilità di<br />

creare contatti con molte aziende espositrici.<br />

Sempre nell’ambito del Satellite, si rinnova il<br />

Concorso che premierà i tre prototipi migliori<br />

tra quelli presentati, relativi alle merceologie<br />

delle manifestazioni biennali di questa<br />

edizione, Euroluce e SaloneUfficio. A proposito<br />

di quest’ultimo, l’evento sarà proprio il<br />

“Progetto: ufficio da abitare” di Jean Nouvel,<br />

archistar Pritzker Prize 2008. In un’area di<br />

1.200 mq, all’interno dei padiglioni dedicati al<br />

SaloneUfficio, l’architetto francese proporrà<br />

diversi scenari sviluppando la sua visione<br />

dello spazio di lavoro (nella foto piccola,<br />

un’anteprima del progetto dell’allestimento).<br />

I SALONI SUI SOCIAL<br />

L’importante manifestazione milanese<br />

potenzia anche la presenza on line e sui social.<br />

Oltre ad avere un blog, una pagina ufficiale sia<br />

su Facebook sia su Twitter, un canale dedicato<br />

su YouTube e una gallery su Flickr, quest’anno<br />

i Saloni incrementeranno la rete professionale<br />

già avviata su Linkedin e apriranno un profilo<br />

anche su Pinterest, social network dedicato<br />

alle immagini di qualità. Ecco gli hashtag<br />

ufficiali per seguire l’edizione 2013 su Twitter<br />

@iSaloniofficial: #iSaloni I, #Euroluce |, #SaloneUfficio<br />

| , #SaloneSatellite.<br />

Da marzo sarà possibile scaricare su smartphone<br />

la App aggiornata dei Saloni, pensata<br />

per agevolare la visita reale in fiera a espositori<br />

e visitatori, disponibile per iPhone, iPad<br />

e per i più diffusi dispositivi Android.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 25


NEWS<br />

26 <strong>ambientecucina</strong><br />

QUICK<br />

PEOPLE<br />

EVENTS<br />

COSTI, VALORI E VANTAGGI COMPETITIVI DELL’ECO-INNOVAZIONE NELL’INTERVISTA A MARCO CAPELLINI,<br />

IDEATORE DI MATREC, LA PRIMA BANCA DATI ITALIANA SUI MATERIALI SOSTENIBILI<br />

GREEN<br />

NON SONO TUTTI UGUALI<br />

MATERIALIRICICLABILI<br />

ACCIAIO E ALLUMINIO<br />

Sono riciclabili all’infinito e in Italia il 70-80% dei<br />

prodotti realizzati con questi materiali sono riciclati.<br />

Si potrebbe arrivare anche al 100% del loro impiego<br />

nazionale ma la difficoltà sta nella raccolta.<br />

VETRO<br />

<strong>Il</strong> vetro riciclato viene impiegato in molte soluzioni<br />

progettuali. Dalle bottiglie, alle pavimentazioni,<br />

ai piani cucina. Non si può dire che le bottiglie in<br />

vetro riciclato costino di più di quelle vergini!<br />

LEGNO<br />

<strong>Il</strong> truciolare italiano impiegato negli arredi e nelle<br />

cucine è tra il 90-95% riciclato. L’alternativa<br />

è il legno massello ma il prezzo è completamente<br />

differente. <strong>Il</strong> pannello ecologico ha una serie di<br />

benefici ambientali enormi che, a cascata, vanno<br />

sulle diverse aziende dell’arredo.<br />

CARTA<br />

Negli ultimi anni le cose sono cambiate moltissimo.<br />

Una volta la carta riciclata, grigia e porosa,<br />

costava più di quella bianca; oggi ci sono delle<br />

carte riciclate bianche che costano quanto la<br />

vergine. <strong>Il</strong> settore è soggetto alla domanda: più<br />

domanda c’è meno costa il prodotto. Se tutti acquistassero<br />

carta riciclata allora il prezzo scenderebbe.<br />

PLASTICA<br />

<strong>Il</strong> riciclo della plastica è soggetto a tanti aspetti<br />

tecnici da tenere in considerazione. Ma anche in<br />

questo settore non è vero che la plastica riciclata<br />

costa sempre di più di quella vergine. Altrimenti<br />

non si spiegherebbe come molte aziende utilizzino<br />

il riciclato in sostituzione del vergine per diversi<br />

componenti.<br />

a cura di Clara Mantica, Giuliana Zoppis - Fondatrici di Best Up circuito dell’abitare sostenibile<br />

Si deve a un’ idea di Marco Capellini la nascita di Matrec, prima banca dati italiana<br />

sui materiali eco-sostenibili, nata nel 2002 con il supporto dei consorzi<br />

nazionali del riciclo (Corepla, Comieco e Cial). Obiettivo, quello di accompagnare<br />

le imprese nello sviluppo<br />

di prodotti eco-innovativi. Si sono<br />

festeggiati di recente i dieci anni<br />

di attività di Matrec (www.matrec.<br />

it), che è diventata protagonista<br />

di molte iniziative a livello internazionale:<br />

dall’Europa alla Cina, alle<br />

Americhe. Oggi la banca dati mette<br />

a disposizione di un fitto network<br />

internazionale informazioni su materiali<br />

riciclati, naturali, e altri am-<br />

LA SOSTENIBILITÀ<br />

COME ELEMENTO<br />

DI SELEZIONE<br />

DEI MERCATI<br />

bientalmente sostenibili, provenienti da tutto il mondo. Le schede che li descrivono<br />

ne riportano la composizione, le caratteristiche, le applicazioni e i riferimenti<br />

alle aziende produttrici.<br />

A Marco Capellini abbiamo riportato le osservazioni di alcuni fra i produttori e i<br />

designer intervistati per Ambiente Cucina circa i costi dei materiali eco-sostenibili.<br />

Dalla domanda di partenza nasce un interessante excursus sulla questione.<br />

L’eco-innovazione pesa sul prezzo del prodotto?<br />

Premetto alcune considerazioni che fanno capire come in molti casi sia un luogo<br />

comune dire che i materiali riciclati costano di più. Intanto, da nessuna parte c’è<br />

scritto che i materiali riciclati devono costare di meno. Molti materiali riciclati<br />

vengono ampiamente utilizzati in diversi prodotti e la gente non sa neanche che<br />

sono riciclati. In alcuni settori il materiale riciclato non ha alternative, come ad<br />

Marco Capellini è il fondatore di Matrec, prima<br />

banca dati italiana sui materiali eco-sostenibili,<br />

che conta dieci anni di attività.


COMUNICARE www.matrec.it<br />

IL CONSUMATORE<br />

VA FORMATO<br />

“Gli aspetti di sostenibilità di un prodotto vanno<br />

comunicati. Anche il consumatore deve essere<br />

responsabile della propria scelta di acquisto.<br />

<strong>Il</strong> consumatore deve essere “informato”<br />

e “formato”. <strong>Il</strong> consumatore deve essere messo<br />

nelle condizioni di saper riconoscere, confrontare<br />

e scegliere anche la valenza socio-ambientale<br />

di un prodotto”. Questa la missione identificata<br />

da Marco Capellini e ricordata nel catalogo<br />

“Macef Sustainable Home”, prima mostra di<br />

eco-design e prodotti ambientalmente sostenibili<br />

per la casa, svoltasi a settembre 2011.<br />

Sul sito www.matrec.it è<br />

possibile accedere a una<br />

serie di informazioni sui<br />

materiali eco-sostenibili.<br />

esempio il legno riciclato per pannelli, dove l’alternativa è il legno massello che<br />

costa molto di più (nel riquadro l’analisi dei materiali per tipologia, ndr).<br />

Va detto che ci sono ancora le aziende che sperano di fare profitti sui prodotti<br />

“eco”, ma questa politica sta cambiando. Se andiamo a fare un bilancio di CO2<br />

tra vergine e riciclato, ci rendiamo conto che nella maggior parte dei casi le emissioni<br />

di CO2 del riciclato sono al di sotto di quelle del vergine.<br />

Quali scenari futuri si prospettano?<br />

I prossimi anni saranno molto orientati ai materiali da fonte rinnovabile, riciclati<br />

e riciclabili. <strong>Il</strong> tema della sostenibilità ambientale sta diventando sempre di più<br />

un aspetto discriminatorio per mercati e prodotti. L’altro aspetto forte in arrivo è<br />

quello sociale, legato all’eticità dell’azienda ma soprattutto alla tracciabilità della<br />

filiera. Ho partecipato con il Ministero dell’Ambiente a un progetto che va in questa<br />

direzione; per saperne di più: www.matrec.it/it/newsletter/2012/luglio.<br />

Quando imprenditori o designer si lamentano dei costi a che cosa si deve?<br />

Non prendiamo i casi isolati di sperimentazioni con materiali che magari arrivano<br />

dall’altra parte del mondo e su cui qualcuno vuole fare profitto… La domanda da<br />

fare è: perché hanno usato quel materiale? È stata la migliore scelta sostenibile?<br />

Prima di utilizzarlo hanno fatto un profilo ambientale? Hanno valutato le diverse<br />

scelte possibili dal punto di vista della sostenibilità ambientale? L’eco-innovazione<br />

non deve e non può essere solo motivo di business; è strumento per raggiungere<br />

benefici ambientali.<br />

Cosa significa fare eco-innovazione?<br />

In molti pensano che fare eco-innovazione voglia dire stravolgere il prodotto e<br />

utilizzare i materiali più strani; qualche volta chi pensa di fare eco-innovazione<br />

fa più danni rispetto a chi non la fa. Le aziende si devono mettere in testa che<br />

perseguire strategie di sostenibilità non vuol dire passare da zero a cento, da<br />

un salone del mobile all’altro. Vuol dire intraprendere percorsi di miglioramento<br />

progressivi dentro e fuori la fabbrica, cercando di raggiungere i migliori risultati<br />

possibili. Talvolta è meglio intervenire sui processi che non sul prodotto, ma molti<br />

vogliono il prodotto green da vendere subito.<br />

Quale messaggio possiamo dare in questa direzione?<br />

Non si guarisce cambiando il vestito. Smettiamola di vedere la parte vuota del<br />

bicchiere: guardiamo quella piena. <strong>Il</strong> mercato giudicherà la qualità del vino. Scusate<br />

se sono duro, ma ora il tema della sostenibilità è elemento di selezione dei<br />

mercati. Le aziende italiane devono intraprendere questo cammino altrimenti si<br />

troveranno spiazzate.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 27


LO SCAVOLINI STORE<br />

PIÙ GRANDE DEL LAZIO<br />

NASCE DALL’INCONTRO<br />

RECENTE TRA DUE GRANDI<br />

STORIE DI FAMIGLIA:<br />

QUELLA DEI TITOLARI DEL<br />

MONOMARCA - BRUNO,<br />

ALESSANDRO E ROBERTO<br />

CECCHINI - E QUELLA<br />

CHE HA DATO VITA AL PIÙ<br />

IMPORTANTE BRAND DI<br />

CUCINE MADE IN ITALY.<br />

UN DOPPIO SUCCESSO<br />

FATTO DI ASPETTATIVE<br />

MANTENUTE, DI RAPPORTO<br />

EQUILIBRATO TRA QUALITÀ,<br />

PREZZO E SERVIZIO.<br />

30 <strong>ambientecucina</strong><br />

APRILIA,<br />

RIUNIONE DI INTENTI<br />

■ Da sinistra: Bruno, Alessandro e Roberto<br />

Cecchini, titolari dello Scavolini Store di Aprilia.<br />

Un’azienda di famiglia che incontra<br />

un’altra grande famiglia: questa<br />

la storia del nuovo Scavolini Store<br />

di Aprilia, in provincia di Latina,<br />

inaugurato nell’ottobre del 2012.<br />

Bruno, Roberto e Alessandro Cecchini<br />

- padre e due figli - sono i titolari<br />

di uno dei più recenti monomarca<br />

Scavolini. Con quarant’anni<br />

di esperienza nella distribuzione<br />

del mobile, i Cecchini hanno incontrato<br />

soltanto due anni fa il brand Scavolini.<br />

Ma l’intesa è stata subito forte<br />

e operativa.<br />

«Un marchio come Scavolini<br />

lo conoscevamo già, naturalmente,<br />

sebbene non l’avessimo mai<br />

trattato» esordisce Roberto Cecchini.<br />

«Mio padre Bruno è nel settore da<br />

quarant’anni e mio fratello Alessandro<br />

e io siamo in azienda da sedici.<br />

L’attività è iniziata prima con un punto<br />

vendita di arredamento nel centro di<br />

Aprilia e poi, vent’anni fa, si è trasferita<br />

in un grande showroom, circa 2mila<br />

mq, nella zona esterna. Due anni fa<br />

abbiamo deciso di presidiare di nuovo<br />

il cuore della città, tornando nel vecchio<br />

punto vendita, ma questa volta con<br />

un monomarca di cucina. E la scelta<br />

qui è caduta su Scavolini».


Cosa vi ha convinto di più e<br />

perché avete deciso di entrare<br />

nel progetto Scavolini Store?<br />

Come ho detto, non avevamo<br />

mai trattato prima Scavolini ma la<br />

reputazione del brand è nota a tutti<br />

e, osservando il mercato, abbiamo<br />

visto che il progetto dei monomarca<br />

di cucina era quello vincente, tra i<br />

tanti che avevano tentato questa<br />

strada. Probabilmente perché diversi<br />

fattori qui coesistono: il prodotto è<br />

all’altezza della sua fama, la gamma<br />

d’offerta è vasta e valida, l’azienda ha<br />

una struttura commerciale solida e<br />

organizzata in maniera estremamente<br />

efficace, l’equilibrio tra qualità, prezzo<br />

e servizio è molto centrato. E infine<br />

con Scavolini c’è un rapporto diretto<br />

tra i distributori e i referenti aziendali,<br />

anche quelli al vertice, e c’è dialogo.<br />

Noi abbiamo incontrato Valter e<br />

Fabiana Scavolini e questa conoscenza<br />

personale è stata importante,<br />

nella nostra decisione.<br />

E così, pochi mesi fa, avete<br />

inaugurato lo Scavolini Store<br />

più grande del Lazio.<br />

Sì, stavamo ristrutturando un edificio<br />

attiguo al nostro showroom e, con<br />

Scavolini, si è pensato di farlo diventare<br />

un grande punto vendita dedicato alla<br />

cucina. Lo store si sviluppa su una<br />

superficie di 1.000 mq (dei quali 100<br />

dedicati al bagno), è affacciato su una<br />

strada provinciale di grande transito,<br />

con comodi parcheggi, e gode della<br />

sinergia con il nostro punto vendita di<br />

arredamento per tutta la casa. Avendo<br />

in esposizione 30 modelli di cucine<br />

Scavolini, attiriamo clientela con le più<br />

svariate esigenze - dal primo impianto<br />

alla cucina super accessoriata e<br />

ricercata - con un bacino geografico<br />

anche molto ampio.<br />

INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE<br />

SCAVOLINI STORE<br />

APRILIA<br />

Titolari<br />

Bruno, Alessandro e Roberto<br />

Cecchini<br />

Data inaugurazione<br />

27 ottobre 2012<br />

Superficie espositiva mq<br />

1.000 (100 bagno)<br />

Sito web<br />

www.aprilia.scavolinistore.net<br />

Alla luce della vostra provata<br />

esperienza, quale vi sembra sia<br />

il fenomeno più evidente, in<br />

questo periodo di crisi, e come<br />

rispondete, con Scavolini, alle<br />

mutate condizioni del mercato?<br />

Direi che salta all’occhio la contrazione<br />

del mercato di fascia media/medioalta.<br />

Sebbene sulla cucina, nonostante<br />

la crisi, il cliente medio sia disposto<br />

a spendere comunque un po’ di più<br />

rispetto ad altri ambienti della casa,<br />

il budget che ha a disposizione<br />

si è ridotto notevolmente, quasi del<br />

40%. Scavolini è un marchio che<br />

ha proposte a 360°, tutte con ottimo<br />

rapporto qualità/prezzo e quindi è in<br />

grado di rispondere rapidamente ed<br />

efficacemente alle richieste più diverse,<br />

anche a quelle di chi, pur vedendo<br />

diminuito il proprio potere d’acquisto,<br />

non rinuncia a un buon prodotto<br />

di marca.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 31


SHOP<br />

32 <strong>ambientecucina</strong><br />

DOVE<br />

LIVE<br />

EXPERIENCE<br />

VETRINA<br />

PARTNERSHIP<br />

E PLUS DI SERVIZI<br />

STOSA POINT - MY KITCHEN<br />

GENOVA<br />

Progettista spazio espositivo<br />

Stosa Cucine e Chiara Zampieri<br />

Titolari Chiara e Giovanni Zampieri<br />

Persone addette alla progettazione<br />

e alla vendita Emiliana Groppi<br />

Marchi cucine Stosa Cucine<br />

Marchi elettrodomestici<br />

Candy, Nardi, Franke, Hotpoint Ariston, Indesit,<br />

Electrolux Rex, Samsung, Scholtès, Siemens,<br />

Smeg, Whirlpool<br />

Marchi componenti<br />

Cm, Franke, Grohe, Okite, Plados<br />

Marchi complementi e oggetti<br />

Eurosedia, Casamania, Pezzani, Stosa Cucine<br />

Superficie totale spazio espositivo 270 mq<br />

Superficie spazio espositivo cucine 250 mq<br />

Numero vetrine 5<br />

Numero composizioni cucine esposte 13<br />

Nasce nel giugno 2012 il negozio Stosa<br />

Point - My Kitchen, a Genova, grazie<br />

alla collaborazione tra Stosa Cucine e<br />

My Kitchen, affermata società nella vendita<br />

di arredamenti di qualità. Un progetto che<br />

potrebbe risultare quanto meno difficile,<br />

dato il momento di congiuntura economica.<br />

Ma i titolari del negozio fondano la nuova<br />

attività su basi salde. Anzitutto, contando<br />

sulla partnership con Stosa, azienda in<br />

costante crescita, che persegue la duplice<br />

strategia dell’aggiornamento incessante<br />

dei modelli e delle linee di produzione,<br />

e del potenziamento della rete vendita<br />

attraverso negozi esclusivi, gli Stosa Point.<br />

Come questo di Genova, che «sorge sulle<br />

ceneri di un punto vendita d’arredo “storico”<br />

per la città» come spiega la responsabile,<br />

Emiliana Groppi. «La vecchia clientela,<br />

o chi sapeva dell’esistenza del precedente<br />

negozio, oggi ha di nuovo uno spazio cui<br />

riferirsi». Un’altra spinta forte, quindi, per<br />

l’incipit della nuova attività. Collocato in una<br />

delle aree commerciali più vivaci della città,<br />

lo showroom si sviluppa su 270 mq e si apre<br />

www.mykitchenstore.it<br />

all’esterno con quattro ampie vetrine;<br />

il layout d’arredo propone tredici modelli<br />

appartenenti alle diverse collezioni Stosa,<br />

da Look System, il segmento dedicato allo<br />

stile moderno e contemporaneo, fino al<br />

Classic Lifestyle. Tra le cucine più note, best<br />

seller come Allegra, Milly, Brillant e Beverly,<br />

e poi Aida, Montecarlo, Ginevra, Bring e la<br />

nuova eco-proposta Malibù apprezzata per<br />

“l’animo green”. Per i piani di lavoro, è da<br />

citare la partnership con Okite, che per<br />

l’inaugurazione ha realizzato uno showcooking<br />

firmato Gambero Rosso. Con questi<br />

presupposti, il pubblico sta già rispondendo<br />

in modo positivo all’offerta del negozio.<br />

I titolari però non si limitano alla selezione<br />

di prodotti e brand speciali, ma hanno scelto<br />

di andare oltre distinguendosi con “plus”<br />

capaci di rendere unico lo spazio e l’offerta,<br />

tra cui: una cucina funzionante per eventi<br />

culinari e una serie di servizi gratuiti, come il<br />

progetto dell’arredo e degli impianti elettrici<br />

e idraulici. <strong>Il</strong> montaggio è compreso nel<br />

prezzo, i finanziamenti sono personalizzati e,<br />

a periodi, promossi anche a tasso zero.


Scopri sul sito tutti i PLUS:<br />

www.gorenjeplus.com<br />

A CONCEPT OF PLUSSES<br />

TO GIVE YOUR LIFE<br />

A GOOD PULSE!<br />

<strong>Il</strong> valore di una cucina è dato dagli<br />

elementi che la compongono.<br />

E gli elettrodomestici fanno<br />

la differenza. Gorenje+ è la novità:<br />

PLUS, il simbolo per dare valore<br />

aggiunto alla tua cucina e alla tua vita.<br />

Vuoi di più? Scegli Gorenje+.


SHOP<br />

34 <strong>ambientecucina</strong><br />

DOVE<br />

LIVE<br />

EXPERIENCE<br />

Riproporsi al mercato in un modo diverso: questa la nuova sfida<br />

affrontata da Alberto Calosso, titolare di Calosso Arredamenti,<br />

di Saluzzo (CN), che ha deciso di rivedere alcuni aspetti di layout<br />

e organizzativi del negozio fondato dalla sua famiglia 95 anni fa.<br />

A partire da un partner d’eccezione: Snaidero. «Anche se il<br />

periodo non è favorevole, nel 2012 ho deciso di dare un nuovo<br />

input all’immagine dello showroom e di propormi con un’offerta<br />

merceologica, per le cucine, di sicuro appeal, che potesse<br />

sorprendere la nostra clientela, che ci percepisce come negozio<br />

tradizionale. Adesso, con un marchio come Snaidero e con la<br />

ristrutturazione dello spazio espositivo, guardiamo al futuro con una<br />

spinta diversa e con maggiore fiducia. Naturalmente mantenendo<br />

saldi i valori che ci hanno condotto fin qui». In questo modo Calosso<br />

Arredamenti, una delle più rinomate esposizioni di mobili presenti<br />

in Piemonte, affronta le prove di un periodo difficile, spiega Alberto<br />

Calosso, «in cui, forse, non servono più migliaia di metri quadri, per i<br />

negozi d’arredo come il nostro, perché tutto è cambiato. Direi invece<br />

che vale la pena rimettersi in gioco con progetti e idee differenti,<br />

che possano far presa sui desideri del pubblico». È dunque questo<br />

lo spirito che da sempre caratterizza il piglio imprenditoriale della<br />

famiglia Calosso e che le ha permesso di mantenersi “giovane” negli<br />

anni: la ricerca di soluzioni e di prodotti in linea con le tendenze e le<br />

richieste della clientela, senza abdicare agli alti standard di qualità<br />

che contraddistinguono l’attività. «In primis, l’assistenza al cliente<br />

per sempre», spiega il titolare. «Soddisfiamo qualsiasi richiesta di<br />

VETRINA<br />

CALOSSO<br />

SALUZZO (CN)<br />

RIPARTIRE CON IL DESIGN<br />

Progettista spazio espositivo Vilma Podio in<br />

collaborazione con studio progettazione Calosso<br />

Titolari Alberto Calosso e Vilma Podio<br />

Persone addette alla progettazione<br />

e alla vendita 4<br />

Marchi cucine Arrex, Snaidero<br />

Marchi elettrodomestici<br />

Aeg, Bosch, Electrolux Rex, Mìele,<br />

KitchenAid, Scholtès, Siemens, Whirlpool<br />

Marchi componenti<br />

Franke, Grohe, Gessi, Jollynox, Newform,<br />

Stone Italiana, Okite<br />

Marchi complementi e oggetti<br />

Calligaris, Doimo Idea, Tonin<br />

Superficie totale spazio espositivo 3.000 mq<br />

Superficie spazio espositivo cucine 400 mq<br />

Numero vetrine 12<br />

Numero composizioni cucine esposte <strong>24</strong><br />

Numero medio preventivi annui 100/110<br />

Numero medio cucine vendute all’anno 40/50<br />

assistenza, anche dopo decenni dall’acquisto». Accanto all’assistenza,<br />

Calosso offre lo smaltimento gratuito della cucina e dei vecchi mobili,<br />

oltre al servizio di consulenza e di progettazione e alla realizzazione<br />

di arredi su misura. Dopo l’inaugurazione nel novembre scorso, il<br />

negozio è quindi “ripartito” proponendo un nuovo brand e un nuovo<br />

spazio, ma continuando ad offrire ai clienti una serie di servizi di<br />

eccezione. Al piano terra dello spazio sono ora in mostra le cucine<br />

Snaidero, mentre i modelli di Arrex sono al piano superiore, selezionati<br />

tra quelli più classici per incontrare le richieste relative l’area di gusto<br />

tradizionale. Dall’esterno dello showroom l’area Snaidero, realizzata<br />

secondo i canoni dei concept store Snaidero, impatta decisamente<br />

per il design e le soluzioni cromatiche dei sistemi di punta del brand:<br />

Ola20, Skyline, Code, Orange, Way e Board, l’ultimo progetto<br />

nato dalla collaborazione con l’architetto Pietro Arosio.<br />

www.calosso.it


Hettich: tecnologia in movimento<br />

La tecnologia della ferramenta Hettich risveglia i vostri mobili. Con un assortimento ineguagliabile che coglie tutte le tendenze internazionali<br />

dell’industria del mobile. Con funzioni innovative che disegnano nuovi scenari. Da Hettich trovate la soluzione perfetta per la ferramenta dei<br />

vostri mobili. Ma anche un servizio ad ampio spettro, che vi assiste giorno dopo giorno.<br />

www.hettich.com


SHOP<br />

MOBILIFICIO 2000<br />

RIETI<br />

36 <strong>ambientecucina</strong><br />

DOVE<br />

Titolare Alessandro Morelli, amministratore<br />

Persone addette alla progettazione<br />

e alla vendita 2<br />

Marchi cucine Scavolini<br />

Marchi elettrodomestici<br />

Aeg, Ariston, KitchenAid, Smeg, Siemens,<br />

Samsung, Electrolux Rex, Scholtès, Whirlpool<br />

Marchi componenti<br />

Apell, Nobili, Gessi, Grohe, Franke, Foster, Telma<br />

Marchi complementi e oggetti Calligaris, Target<br />

Superficie totale spazio espositivo 475 mq<br />

Superficie spazio espositivo cucine 130 mq<br />

Numero vetrine 12<br />

Numero composizioni cucine esposte 11<br />

Numero medio preventivi annui 200<br />

Numero medio cucine vendute all’anno 55-60<br />

LIVE<br />

EXPERIENCE<br />

VETRINA<br />

UNICO BRAND,<br />

TANTE IDEE<br />

Realtà commerciali come quella di Mobilificio<br />

2000 sono veri punti di forza per l’economia<br />

nazionale, sia perché costituiscono un<br />

esempio per chi decida di aprire un negozio<br />

o comunque un’attività imprenditoriale,<br />

sia perché è anche grazie a loro che si<br />

sono fatti strada, in uno specifico contesto<br />

territoriale, marchi celebri del settore arredo.<br />

E spesso brand d’arredo e rivenditore<br />

sono legati da un sodalizio così forte che<br />

addirittura si identificano l’uno con l’altro.<br />

È questo il caso di Scavolini e dello showroom<br />

Mobilificio 2000, di Rieti. «La gente ci assimila<br />

direttamente a Scavolini, quando in realtà<br />

siamo uno dei loro rivenditori. Sarà perché<br />

le nostre insegne riportano il logo in modo<br />

evidente o perché trattiamo Scavolini da oltre<br />

30 anni… », dice Alessandro Morelli, titolare<br />

e amministratore del negozio che fu fondato<br />

dal padre nel 1978 e che già nel 1979 esponeva<br />

Scavolini, inaugurando così un rapporto di<br />

collaborazione senza soluzione di continuità.<br />

«Nel tempo sono mutate le proposte di<br />

Scavolini e anche il gusto del pubblico,<br />

che se prima prediligeva, nel nostro bacino<br />

di utenza, uno stile più classico, oggi<br />

preferisce quello contemporaneo, anche<br />

se la cucina tradizionale è tuttora richiesta»,<br />

spiega il titolare. Su undici modelli esposti<br />

www.mobilificio2000.it<br />

nello showroom, ben nove sono moderni<br />

e appartengono alle collezioni di punta<br />

Scavolini. Al top delle proposte di design<br />

ci sono Tetris e Scenery, e poi Crystal<br />

con gli inserimenti dalle fantasie multicolor<br />

della versione Texture by Karim Rashid.<br />

Venire incontro al mercato sembra quindi<br />

essere la ricetta del successo del negozio.<br />

«Ma anche investire sul prodotto esposto,<br />

sull’immagine globale e sull’organizzazione<br />

interna della struttura», puntualizza<br />

il titolare. «Le cucine sono sempre ricche<br />

di complementi, i modelli scelti con attenzione<br />

e i progetti curati nel dettaglio. Tutto,<br />

con la supervisione e secondo i format<br />

di layout di Scavolini. Da parte nostra,<br />

invece, tutto l’impegno sta nell’assecondare<br />

il cliente anche assistendolo dopo anni<br />

dall’acquisto della cucina. Per completare<br />

l’offerta del brand, abbiamo poi recentemente<br />

inserito anche la linea Arredo Bagno<br />

di Scavolini». In questo caso, affidarsi<br />

ad un unico marchio sembra essere stato<br />

un elemento di sicuro successo per il negozio,<br />

insieme a un servizio accurato e anche<br />

a qualche iniziativa extra: la lista nozze<br />

con arredi ed elettrodomestici.<br />

«Un’idea accolta con entusiasmo,<br />

che continueremo a proporre in futuro».


professional<br />

at home


GK series<br />

GK sorprende da ogni punto di vista. I tratti stilistici e i principi funzionali di Foster si fondono in questa collezione in un mix perfetto. <strong>Il</strong> concept della<br />

cottura in linea si evolve per creare nuovi spazi, mentre i rivoluzionari bruciatori AE garantiscono prestazioni (bruciatore Dual - 5 kW) ed efficienza<br />

(con rendimenti superiori fino al 25% rispetto ai bruciatori standard) che non temono confronti. <strong>Il</strong> lavello GK, che ripropone il tratto distintivo con il<br />

caratteristico invaso inclinato, è corredato da un innovativo set di accessori che lo rende una stazione di lavoro funzionale e flessibile.<br />

GK is surprising from every point of view. Foster stylistic features and functional principles melt perfectly in this collection in a perfect mix. The concept<br />

of in-line cooking evolves to create new spaces, while the innovative AE burners (high efficiency) guarantee unequalled performance (Dual burner - 5<br />

kw) and efficiency (upto 25% gas saving when compared to traditional burners). GK sink, reproducing the stylistic trait of the inclined slope, is equipped<br />

with an innovative set of accessories making it a functional and flexible workstation.<br />

www.fosterspa.com


ZOOM<br />

40 <strong>ambientecucina</strong><br />

SMART<br />

MAIULLARI COOKING BOX<br />

<strong>Il</strong> progetto Cooking Box,<br />

proposto da Maiullari all’ultima<br />

edizione di Abitare il Tempo,<br />

interpreta con intelligenza<br />

il concetto di cucina compatta:<br />

una scatola chiusa che nasconde<br />

al suo interno un’eccezionale<br />

varietà di attrezzature e<br />

soluzioni compositive.<br />

Perfetto in un open space o in un<br />

KITCHEN<br />

BUILT IN<br />

2,5 METRI CUBI<br />

TUTTO COMPRESO<br />

monolocale, Cooking Box può<br />

essere installato a centro stanza<br />

o contro parete, e può essere<br />

utilizzato anche come libreria<br />

per la zona living. Una soluzione<br />

certamente efficiente anche per<br />

progetti contract (alberghi,<br />

complessi residenziali, etc.)<br />

o residenze private, come case<br />

al mare o in campagna in cui<br />

l’adattabilità degli spazi cucina<br />

e living è sempre più ridotta.<br />

<strong>Il</strong> monoblocco è formato da una<br />

parte fissa (prof. 64,5 cm) che può<br />

ospitare frigo, piano cottura,<br />

forno, lavastoviglie, lavello,<br />

e da una parte apribile su ruota<br />

(prof. 32,5 cm) che contiene<br />

la dispensa, con ripiani e<br />

contenitori, e un tavolo ribaltabile.<br />

www.maiullaricooking.it<br />

DESIGN Giovanni Pesce studiodesig<br />

MISURE<br />

chiuso: 129x97x210 cm (lxpxh)<br />

aperto: 258x97x210 cm, con<br />

ingombro tavolo a ribalta p. 194 cm<br />

MATERIALI<br />

Struttura esterna<br />

Pannello in legno massello di Abete<br />

Lamellare a 3 strati con tinteggiatura<br />

ad acqua, nei colori: bianco -<br />

grigio - corda - turchese - verde.<br />

Pannello in legno massello di Abete<br />

Lamellare a 3 strati, impiallacciato<br />

in rovere naturale segato, noce<br />

canaletto, noce canaletto scuro,<br />

rovere affumicato, paldao, teak<br />

rigato, douglas affumicato, ebano<br />

makassar, palissandro santos.<br />

Laccato in listellare di Abete con<br />

copertina in Mdf 3 mm.<br />

Contenitori interni<br />

Pannello in Mdf con laccatura<br />

finitura testurizzata in diversi colori<br />

a cartella per le ante.<br />

Per il top, materiale composito in<br />

prevalenza a base di inerti granulosi<br />

(quarzo, marmo), coloranti organici<br />

e resina strutturale poliestere in<br />

percentuale del 7%. I cassetti sono<br />

realizzati con sponde in acciaio inox<br />

ad estrazione totale, con dispositivo<br />

per la chiusura controllata<br />

del cassetto.<br />

FINITURE<br />

Le ante esterne prevedono<br />

4 possibili varianti di decorazione<br />

incise a pantografo: oriental, trix,<br />

barrè, vertical, ispirate a pattern<br />

grafici in cui si intrecciano linee,<br />

forme geometriche e motivi optical<br />

che creano giochi visivi originali. In<br />

alternativa si può scegliere un’anta<br />

con scaffalatura per poter convertire<br />

il proprio box in una pratica libreria<br />

e personalizzare l’arredamento con<br />

un tocco decisamente innovativo.


ZOOM<br />

SMART<br />

È definita come “un’isola<br />

di piacere personale”<br />

la nuova enoteca domestica<br />

pensata da Míele nei<br />

dettagli tecnici ed estetici per<br />

i “wine lovers”, gli amanti e<br />

raffinati conoscitori del vino.<br />

Suddivisa in tre zone a<br />

temperature differenziabili,<br />

con 13 piani di scaffali,<br />

l’enoteca può contenere<br />

fino a 178 bottiglie, custodite<br />

in un ambiente ideale,<br />

esente da odori e vibrazioni.<br />

Ma il plus assoluto è il Set<br />

per Sommelier: una gamma<br />

completa di dotazioni<br />

esclusive all’insegna della<br />

classe e della professionalità.<br />

Cominciando dalla possibilità<br />

di raffreddare i bicchieri alla<br />

giusta temperatura, per la<br />

degustazione di vini bianchi e<br />

KITCHEN<br />

PER WINE LOVERS<br />

spumanti, che conserveranno<br />

a lungo freschezza e perlage.<br />

La scatola-porta accessori,<br />

all’interno, consente di avere<br />

a portata di mano un<br />

intelligente set di utensili,<br />

come il coltello taglia-capsula<br />

o il cavatappi, per servire<br />

il vino velocemente e in<br />

maniera impeccabile. Infine,<br />

un dettaglio da esperti cool:<br />

la speciale griglia di<br />

decantazione, riservata ai<br />

vini invecchiati che, grazie<br />

a un listello mobile, si inclina<br />

facilmente permettendo ai<br />

residui presenti di depositarsi<br />

lentamente sul fondo,<br />

per apprezzare il vino<br />

in trasparenza. Anche le<br />

bottiglie già aperte godranno<br />

di una conservazione<br />

ottimale: con il ConvinoBox,<br />

BUILT IN<br />

un accessorio che permette<br />

di disporle in verticale,<br />

in posizione stabile fino al<br />

successivo utilizzo. Le griglie<br />

flessibili FlexiFrame offrono<br />

una disposizione sicura per<br />

bottiglie di ogni dimensione,<br />

con la possibilità di spostare<br />

il ripiano per adattarlo allo<br />

spazio disponibile. Per il<br />

piacere di valorizzare i vini<br />

preferiti o i più preziosi,<br />

l’espositore Selector pemette<br />

di riporre le bottiglie in<br />

posizione leggermente<br />

rialzata e di illuminarle con<br />

una luce soffusa, di grande<br />

effetto. E sul NoteBoard,<br />

posizionato sulla parte<br />

anteriore delle griglie<br />

in legno, gli intenditori<br />

potranno annotare<br />

le informazioni enologiche.<br />

NUOVA ENOTECA MIELE<br />

Modello KWT 6832 SGS<br />

Misure (hxlxp) 192x70x74,5 cm<br />

Volume utile netto 505 litri<br />

Capacità max. 178 bottiglie<br />

Bordeaux da 0,75 l<br />

Numero ripiani 13<br />

3 zone a temperature differenziate<br />

Area temperatura<br />

da +5 a +20 °C<br />

Comandi TouchControl<br />

Sportello in vetro infrangibile,<br />

resistente ai raggi UV<br />

Maniglia integrata con ammortizzatore<br />

chiusura “Soft Close”<br />

Particolarità<br />

Luce di presentazione<br />

Espositore di bottiglie Selector 2<br />

NoteBoard<br />

Plus<br />

Set per Sommelier<br />

Griglia decorativa per nicchia<br />

compressore<br />

2 griglie di decantazione inclinabile<br />

Scatola per bottiglie aperte<br />

ConvinoBox<br />

Scatola porta-accessori<br />

Supporto calici<br />

<strong>Il</strong>luminazione interna<br />

www.miele.it<br />

<strong>ambientecucina</strong> 41


INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE<br />

che intende procedere alla vendita dei<br />

seguenti beni accorpati in lotti nello stato di<br />

fatto e di diritto di cui alla documentazione<br />

di procedura in atti che qui viene integralmente<br />

richiamata:<br />

1) compendio industriale atto alla produzione<br />

di mobili da cucina composto da opificio<br />

di recente realizzazione oltre accessori e<br />

pertinenze, ubicato nel comune di Cavriglia<br />

(AR) di circa mq. 16.000,00 coperti che<br />

insistono su una superficie complessiva<br />

di mq. 81.000,00, macchinari, impianti e<br />

attrezzature di produzione a corpo, materie<br />

prime e merci corpo, semilavorati a corpo,<br />

marchio “Laca” e avviamento, esclusi<br />

i mobili e macchine per ufficio e il macchinario<br />

di magazzinaggio automatizzato<br />

in locazione finanziaria, per complessivi<br />

Euro 11.188.000,00;<br />

2) opificio atto alla produzione di mobili da<br />

cucina di recente realizzazione oltre accessori<br />

e pertinenze, ubicato nel comune di<br />

Cavriglia (AR) di circa mq. 16.000,00 coperti<br />

che insistono su una superficie complessiva<br />

di mq. 81.000,00, Euro 10.000.000,00;<br />

3) macchinari, impianti e attrezzature di<br />

produzione a corpo, esclusi i mobili e macchine<br />

per ufficio e il macchinario di magazzinaggio<br />

automatizzato in locazione finanziaria,<br />

Euro 800.000,00;<br />

4) materie prime e merci, quali pannelli<br />

grezzi e nobilitati, maniglie, elettrodomestici,<br />

rubinetti, sedie, tavoli etc. a corpo,<br />

Euro 122.000,00;<br />

5) semilavorati, quali cerniere, fianchi, cappelli,<br />

dietri, ferramenta varia, mensole etc.<br />

a corpo, Euro 266.000,00;<br />

6) marchio “Laca”, Euro 300.000,00.<br />

42 <strong>ambientecucina</strong><br />

CONCORDATO PREVENTIVO<br />

LACA S.P.A. IN LIQUIDAZIONE<br />

PRODUZIONE MOBILI DA CUCINA<br />

(Tribunale di Siena-Decreto di omologazione 8 Giugno 2012 depositato il 15 Giugno 2012)<br />

II sottoscritto Liquidatore Giudiziale Dott. Gabriele Lorini nel concordato preventivo con cessione dei beni “Laca s.p.a. in liquidazione”<br />

AVVISA<br />

Si specifica quanto segue:<br />

- i beni immobili sono attualmente gravati<br />

da ipoteca volontaria a favore dell’istituto di<br />

credito “Medio Credito Centrale”, ipoteca<br />

giudiziale a favore della società “Gruppo<br />

Mauro Saviola s.r.l.”; ipoteca giudiziale<br />

a favore della società “Sitech s.r.l.” che<br />

saranno cancellate nei modi e termini previsti<br />

dalla legge;<br />

- i beni di cui al lotto 1) costituiscono il compendio<br />

industriale comprendente anche gli<br />

assets immateriali, quali marchio e avviamento;<br />

- i beni di cui ai lotti 2), 3), 4), 5) e 6) complessivamente<br />

considerati costituiscono il<br />

lotto n.1).<br />

Sarà possibile visionare i beni previo<br />

accordo con il Liquidatore Giudiziale<br />

(tel. 0577-983408; telefax 0577-981781;<br />

PEC: gabriele.lorini@commercialistisiena.it).<br />

Si invitano gli interessati a consegnare o a<br />

far pervenire a mezzo plico entro il 10 aprile<br />

2013 presso lo studio del Liquidatore<br />

Giudiziale (Via XX Settembre - 53036<br />

Poggibonsi (SI)) la propria offerta irrevocabile,<br />

non inferiore ai sopraindicati prezzi,<br />

con indicazione della denominazione/<br />

ragione sociale, sede legale e generalità<br />

del titolare/legale rappresentante (nome,<br />

cognome, data di nascita, residenza, utenze<br />

telefoniche) complete di Codice Fiscale<br />

e Partita IVA, delle modalità di pagamento<br />

e dell’indicazione dei beni oggetto<br />

dell’offerta, in busta chiusa intestata al<br />

“Concordato Preventivo Laca s.p.a. in<br />

Liquidazione” contenente anche un assegno<br />

circolare non trasferibile intestato al<br />

“Concordato Preventivo Laca s.p.a. in liqui-<br />

dazione”, a titolo di cauzione infruttifera, di<br />

importo corrispondente al 10% del prezzo<br />

indicato. L’apertura delle buste pervenute<br />

avverrà avanti al Cancelliere del Tribunale di<br />

Siena che verrà individuato dal Liquidatore<br />

Giudiziale stesso. Gli offerenti che avranno<br />

formulato l’offerta inferiore alla migliore,<br />

potranno presentare, unitamente al migliore<br />

offerente, offerte al rialzo.<br />

Le modalità di vendita sono comunque<br />

disciplinate, per intero, nelle “Condizioni di<br />

Vendita” tenute nello studio del Liquidatore<br />

Giudiziale a cui l’offerente integralmente<br />

aderisce.<br />

I documenti relativi ai beni di cui al presente<br />

invito e le “Condizioni di Vendita” saranno<br />

visionabili presso o tramite lo studio del<br />

Liquidatore Giudiziale, così come ulteriori<br />

informazioni saranno fruibili presso detto<br />

studio o, comunque, per il tramite di esso<br />

Liquidatore Giudiziale.<br />

<strong>Il</strong> presente “invito ad offrire” non costituisce<br />

promessa di vendita ex art. 1989 c.c.<br />

ovvero “offerta al pubblico” ex art. 1336<br />

c.c. con conseguente riserva di libera determinazione<br />

operativa per esso Liquidatore<br />

Giudiziale a seguito del pervenimento delle<br />

offerte.<br />

Ogni e qualsiasi attività di vendita e assegnazione<br />

saranno comunque subordinate<br />

alla approvazione e/o parere e/o deliberazione<br />

degli organi di procedura in conformità<br />

delle statuizioni giudiziali.<br />

Si rende noto che verrà ritenuta preferenziale<br />

l’offerta riguardante il lotto descritto<br />

al numero 1) di cui sopra.<br />

<strong>Il</strong> Liquidatore Giudiziale<br />

F.to Dott. Gabriele Lorini


IMPRESA<br />

ECONOMIA<br />

I 3 GRUPPI STRATEGICI<br />

Le 15 imprese del campione (le stesse<br />

già esaminate negli anni scorsi) sono<br />

state suddivise - come in precedenza -<br />

in tre gruppi strategici di riferimento distinti<br />

per fascia di prezzo, politiche di prodotto<br />

e strategie commerciali e di marketing.<br />

DESIGN/QUALITÀ DQ<br />

Comprende le imprese attive nella fascia<br />

di prezzo più elevata. I prodotti sono di alta<br />

qualità, per quanto riguarda sia i materiali<br />

e la qualità delle lavorazioni sia il contenuto<br />

di design e di innovazione di stile. I marchi<br />

sono quasi sempre noti a livello internazionale,<br />

anche se più presso operatori professionali<br />

e gruppi di consumatori selezionati che presso<br />

il grande pubblico. Essendo il loro prodotto<br />

di fascia altissima, queste aziende devono<br />

cercare spazi sui mercati globali. Pertanto la<br />

loro propensione all’export è piuttosto elevata.<br />

Le reti di vendita sono molto selezionate<br />

(non più di poche centinaia di pdv fra Italia<br />

e mercati globali). Del gruppo fanno parte<br />

tre imprese: Arclinea, Boffi e Valcucine.<br />

<strong>Il</strong> loro fatturato totale nel 2011 è stato<br />

di € 122,7 ml, quello medio di € 40,9 ml.<br />

MARCHIO/PRODOTTO MP<br />

Comprende le imprese attive nella fascia<br />

di prezzo media, che spazia, a seconda<br />

del posizionamento e delle linee di prodotto,<br />

da quella medio-bassa a quella medio-alta.<br />

<strong>Il</strong> Ioro punto di forza principale è un rapporto<br />

qualità/prezzo equilibrato abbinato a una<br />

buona o, in alcuni casi, elevata notorietà<br />

di marca, quasi sempre limitata al mercato<br />

domestico. La rete di pdv plurimarca è stata<br />

negli ultimi anni oggetto di un processo di<br />

riqualificazione e scrematura. Alcune aziende<br />

hanno già sviluppato un’aggressiva politica<br />

di pdv monomarca (un esempio è Scavolini),<br />

altre hanno dato via al processo con alcune<br />

aperture o hanno annunciato l’intenzione<br />

di volersi muovere in tal senso. Del gruppo<br />

fanno parte sette aziende: Aran, Arrex 1,<br />

Cesar, Cucine Lube, Scavolini, Stosa, Veneta<br />

Cucine. <strong>Il</strong> valore della produzione totale<br />

del gruppo nel 2011 è stato di € 696,5 ml,<br />

quello medio di € 99,5 ml.<br />

PREZZO/PRODOTTO PP<br />

Comprende le imprese attive in una fascia<br />

di prezzo che va da medio-bassa a bassa.<br />

Basano la loro competitività su una notevole<br />

efficienza manifatturiera, che permette di<br />

offrire al cliente finale un buon valore grazie<br />

ad una combinazione efficace fra un prezzo<br />

molto aggressivo e una qualità più che<br />

soddisfacente. Anche se spesso il numero di<br />

linee e di prodotti offerti è più ristretto rispetto<br />

a quello delle imprese degli altri gruppi<br />

strategici di riferimento, in vari casi questi<br />

produttori stanno allargando il portafoglio<br />

prodotti per soddisfare la domanda di<br />

diversi segmenti di mercato. La distribuzione<br />

è spesso estesa e non particolarmente<br />

selezionata. Al suo interno spesso hanno<br />

grande peso le catene della grande<br />

distribuzione. Fanno parte del gruppo 5<br />

aziende. Una è una “new entry” (Effequattro).<br />

Le aziende esaminate sono: Arredo 3, Ar-Due,<br />

Effequattro, Desi e Mobilturi. <strong>Il</strong> valore della<br />

produzione totale del gruppo nel 2011 è stato<br />

di € 225,2 ml, quello medio di € 45,0 ml.<br />

MERCATI<br />

CONTRACT<br />

COMUNICAZIONE<br />

I BILANCI<br />

DELLA CUCINA<br />

IL RAPPORTO SUI PRODUTTORI DI MOBILI DEL SETTORE<br />

RIGUARDANTE L’ANNO 2011 OFFRE UN QUADRO RAPPRESENTATIVO<br />

DEL COMPARTO PRODUTTIVO E DEL MERCATO, FOCALIZZANDO<br />

GLI ANDAMENTI ECONOMICO-FINANZIARI E LE STRATEGIE<br />

DELLE PRINCIPALI IMPRESE. NE PUBBLICHIAMO UNA SINTESI,<br />

MA L’ANALISI INTEGRALE È ACCESSIBILE SUL SITO WWW.LIVING<strong>24</strong>.IT<br />

di Fabio Salvati*<br />

<strong>Il</strong> valore della produzione<br />

totale del<br />

campione di 15<br />

aziende del settore<br />

cucina di cui<br />

sono stati analizzati<br />

i bilanci nel 2011 è stato di 1.044 milioni<br />

di euro, una cifra che rappresenta all’incirca<br />

la metà del mercato italiano calcolato con<br />

prezzi alla produzione. Poiché la rimanente<br />

parte del mercato è coperta da un grande numero<br />

di produttori di piccole dimensioni, il<br />

gruppo di imprese esaminato offre un quadro<br />

sufficientemente attendibile e completo delle<br />

imprese di dimensioni medio-grandi, quelle<br />

maggiormente in grado di sostenere processi<br />

di innovazione di prodotto e di marketing, di<br />

investire in efficienza produttiva e di competere<br />

su scala nazionale e penetrare con efficacia<br />

i mercati internazionali tramite export o presenza<br />

diretta. <strong>Il</strong> campione delle 15 imprese del<br />

settore incluse nell’analisi 2011 è frutto di una<br />

ulteriore revisione rispetto a quella già effettuata<br />

lo scorso anno. Alcuni dei protagonisti<br />

che già erano stati esclusi negli anni scorsi a<br />

causa di situazioni di crisi aziendale rimangono<br />

fuori dal campione, in attesa che i processi<br />

di ristrutturazione e rilancio aziendale in corso<br />

*Economista d’impresa, si occupa di strategia e marketing strategico<br />

e operativo per primarie aziende italiane e multinazionali. Docente<br />

presso l’ISTAO (Strategia nel corso MBA ed Economia e Gestione<br />

dei Canali Distributivi nel Master of International Management) e il<br />

CUOA (Politiche di Promozione e Prezzo della Distribuzione Moderna<br />

nel corso MBA e Leve Strategiche del Retail nel Master in Retail<br />

Management e Marketing).<br />

fab.salvati@gmail.com http://blog.theforge.it<br />

diano risultati visibili a livello economico-finanziario<br />

e permettano di illustrare una situazione<br />

non distorta da fattori gestionali che hanno carattere<br />

di emergenza ed eccezionalità. Si sono<br />

nel frattempo affermati sul mercato nuovi<br />

competitor e un’altra impresa ha completato<br />

un ciclo evolutivo che ci ha portato a collocarla<br />

in un gruppo strategico di riferimento diverso<br />

rispetto a quello di cui faceva parte in precedenza:<br />

Arrex. Essa fino al 2010 ha trovato<br />

collocazione nel gruppo PP (Prezzo/Prodotto)<br />

e dal 2011 passa in quello MP (Marchio/Prodotto)<br />

a coronamento di un’azione di arricchimento<br />

dei contenuti della sua offerta e di rafforzamento<br />

dell’identità di marca durata molti<br />

anni. È stata invece inclusa una nuova azienda<br />

nel gruppo PP (Prezzo/Prodotto): Effequattro.<br />

È stata poi fatta la scelta di non includere nel<br />

campione di riferimento una delle aziende più<br />

importanti per fatturato dell’industria nazionale:<br />

il Gruppo Snaidero. La scelta è dovuta al<br />

fatto che il fatturato del Gruppo è dato non solo<br />

dal marchio Snaidero ma anche dalle aziende<br />

estere acquisite nel corso degli ultimi quindici<br />

anni in Francia, Germania, Belgio e Austria<br />

e proprio per questo una quota della produzione<br />

viene effettuata in questi paesi tramite siti<br />

produttivi dedicati ai rispettivi marchi che servono<br />

questi mercati; di conseguenza il Gruppo<br />

si muove con logiche, formule imprenditoriali<br />

e contesti economici e di consumo piuttosto<br />

diversi da quelli in cui si trovano ad agire tutti<br />

gli altri operatori italiani, che si basano su un<br />

modello di business centrato su soli marchi italiani<br />

e fabbriche localizzate proprio per questo<br />

solo in Italia e che servono i mercati globali solo<br />

tramite esportazioni, facendo leva su marchi<br />

tipicamente italiani.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 43


IMPRESA<br />

44 <strong>ambientecucina</strong><br />

ECONOMIA<br />

MERCATI<br />

CONTRACT<br />

COMUNICAZIONE<br />

TAB. 1 DATI ECONOMICO-FINANZIARI aggregati per gruppo strategico 2009-2011 (€ .000)<br />

DESIGN/QUALITÀ 2011 % 2011/2010 2010 % 2010/2009 2009 %<br />

Valore della produzione 122.692 100,0% -3,1% 126.658 100,0% 6,6% 118.850 100,0%<br />

EBITDA 4.419 3,6% -20,0% 5.523 4,4% -31,7% 8.085 6,8%<br />

EBIT 354 0,3% -79,6% 1.738 1,4% -54,6% 3.825 3,2%<br />

Risultato pre-imposte -1.164 -0,9% -490,6% 298 0,2% -86,3% 2.172 1,8%<br />

Utile netto<br />

MARCHIO/PRODOTTOTTO<br />

-2.067 -1,7% -41,1% -1.465 -1,2% -371,8% 539 0,5%<br />

Valore della produzione 696.492 100,0% -3,5% 721.899 100,0% 6,7% 676.370 100,0%<br />

EBITDA 33.307 4,8% -17,3% 40.271 5,6% 20,1% 33.535 5,0%<br />

EBIT 12.344 1,8% -14,0% 14.353 2,0% 70,2% 8.431 1,2%<br />

Risultato pre-imposte 5.279 0,8% -48,7% 10.292 1,4% 1<strong>24</strong>,9% 4.577 0,7%<br />

Utile netto<br />

PREZZO/PRODOTTO<br />

-659 -0,1% -129,4% 2.<strong>24</strong>0 0,3% 803,2% -<strong>24</strong>8 0,0%<br />

Valore della produzione 225.<strong>24</strong>3 100,0% -8,7% <strong>24</strong>6.679 100,0% 18,1% 208.866 100,0%<br />

EBITDA 13.423 6,0% 1,2% 13.261 5,4% 79,1% 7.406 3,5%<br />

EBIT 7.774 3,5% 0,6% 7.725 3,1% 332,3% 1.787 0,9%<br />

Risultato pre-imposte 5.107 2,3% 5,6% 4.836 2,0% 205,3% -4.594 -2,2%<br />

Utile netto<br />

TOTALE<br />

2.338 1,0% -13,2% 2.693 1,1% 151,8% -5.195 -2,5%<br />

Valore della produzione 1.044.427 100,0% -4,6% 1.095.236 100,0% 9,1% 1.004.086 100,0%<br />

EBITDA 51.149 4,9% -13,4% 59.055 5,4% 20,5% 49.026 4,9%<br />

EBIT 20.472 2,0% -14,0% 23.816 2,2% 69,6% 14.043 1,4%<br />

Risultato pre-imposte 9.222 0,9% -40,2% 15.426 1,4% 615,8% 2.155 0,2%<br />

Utile netto -388 0,0% -111,2% 3.468 0,3% 170,7% -4.904 -0,5%<br />

Fonte: elaborazioni dell’autore sui bilanci aziendali<br />

Diverso è il caso di Poliform, azienda di grandi<br />

dimensioni per la quale si aveva la sensazione<br />

che il peso del comparto cucine sul totale<br />

del fatturato aziendale si fosse notevolmente<br />

abbassato nel corso degli anni. Non avendo<br />

l’azienda, peraltro come era suo diritto, voluto<br />

rendere noto tale peso, si è ritenuto di escluderla<br />

dal campione perché essa avrebbe potuto<br />

distorcere fortemente, date le sue dimensioni,<br />

il risultato del gruppo dei produttori di<br />

fascia alta con il risultato di un’attività, quella<br />

degli altri mobili per la casa, che presenta dinamiche,<br />

panorama competitivo e strategie in<br />

parte differenti.<br />

<strong>Il</strong> risultato della revisione è a nostro giudizio<br />

rappresentativo sia dell’evoluzione del panorama<br />

produttivo italiano sia dei gruppi strategici<br />

di riferimento in cui esso si articola.<br />

2011: IL QUADRO GENERALE<br />

Dopo che il 2010 aveva rappresentato un anno<br />

di discreta ripresa del fatturato e dei margini<br />

a seguito di un biennio durissimo per tutto<br />

il settore, il 2011 vede un riaggravarsi della<br />

crisi del mercato a causa di una congiuntura<br />

economica molto pesante che ha avuto riflessi<br />

particolarmente pesanti sui consumi di beni<br />

durevoli. <strong>Il</strong> calo del mercato riguarda tutte le<br />

fasce di prezzo ma l’impressione è che si confermi<br />

lo spostamento delle preferenze dei<br />

consumatori verso prodotti o combinazioni di<br />

prodotto di prezzo più basso in tutte le fasce<br />

di mercato. La tendenza non è nuova. Già nel<br />

triennio precedente era evidente un crescente<br />

switch degli acquisti verso modelli di fascia<br />

inferiore rispetto a quella che gli acquirenti<br />

avrebbero probabilmente scelto solo qualche<br />

anno prima o, a parità di fascia di mercato, verso<br />

modelli più semplici, con finiture di minor<br />

pregio e probabilmente meno ricchi di accessori.<br />

I cali di fatturato sono dunque il risultato<br />

sia di una diminuzione delle quantità sia di un<br />

mix di vendita più povero.<br />

La propensione all’export delle aziende esaminate<br />

sembra leggermente in aumento rispetto<br />

al 2010. Più che un segnale di maggiore<br />

proiezione sui mercati internazionali questo<br />

risultato è da leggere, pur con alcune eccezioni,<br />

come una conseguenza del crollo dei<br />

consumi interni che hanno fatto aumentare,<br />

per differenza, le quote di fatturato realizzate<br />

all’estero, di per sé in molti casi statiche rispetto<br />

all’anno precedente. Nell’ambito dell’export<br />

rimane comunque sempre alta l’attenzione nei<br />

confronti dei mercati più dinamici e che mostrano<br />

potenziali di crescita di medio-lungo<br />

periodo più elevati, in particolare i cosiddetti<br />

paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) ed<br />

alcune economie in forte sviluppo in Europa,<br />

Asia e Sud America. Si tratta di un’attenzione<br />

che nel corso del 2011 è rimasta più nei desideri<br />

che nelle azioni delle imprese italiane, proprio<br />

a causa della necessità di concentrare le<br />

risorse sul mantenimento dei mercati esistenti.<br />

In un periodo di crisi, sempre più serrata è la<br />

ricerca di una rete di rivenditori di alta qualità<br />

e si moltiplicano le iniziative volte a riqualificare<br />

e potenziare la rete commerciale<br />

e ad allineare la qualità della proposta di marca<br />

dei produttori a quella dei servizi commerciali<br />

e dell’esperienza di acquisto offerte dal<br />

punto vendita. Alla ricerca di qualità professionale<br />

del trade si unisce quella di interlocutori<br />

commerciali finanziariamente solidi, a causa<br />

della crescita del fenomeno dei ritardati pagamenti<br />

e delle insolvenze che creano forti problemi<br />

di redditività e di finanziamento del capitale<br />

circolante. Si conferma l’interesse di quasi<br />

tutte le imprese di fascia medio-alta al business<br />

del contract, in sviluppo e fondamentale<br />

per entrare in maniera significativa in alcuni


I BILANCI DELLA CUCINA<br />

mercati esteri, ad esempio negli Emirati, negli<br />

USA o in alcuni segmenti del mercato cinese e<br />

di altri paesi del Far East.<br />

Nonostante la crisi, non è evidente un processo<br />

di particolare ridimensionamento della<br />

struttura produttiva. Ciò probabilmente perché<br />

tale processo era stato particolarmente intenso<br />

nel biennio 2008-09, periodo in cui molte<br />

imprese hanno ritarato la loro supply chain<br />

su livelli di produttività drasticamente più elevati<br />

e difficilmente innalzabili tramite ulteriore<br />

taglio della manodopera. In questo contesto<br />

sembra che le aziende abbiano fatto un forte<br />

ricorso a misure di aggiustamento temporaneo<br />

dei costi produttivi, in particolare il ricorso alla<br />

cassa integrazione ordinaria e straordinaria.<br />

Come già accennato in precedenza, pur continuando<br />

a manifestarsi lo sforzo di diversi<br />

produttori di fascia media, specie quelli più<br />

orientati al marketing, di spostare verso l’alto<br />

il posizionamento dei loro prodotti per sfuggire<br />

dall’impasse che sembra caratterizzare la<br />

fascia media del mercato, si manifesta con una<br />

certa evidenza una tendenza ad offrire versioni<br />

“di base” dei loro prodotti di punta, ovvero<br />

pacchetti di offerta “preconfezionati” ad un<br />

prezzo fisso e molto competitivo.<br />

Anche i produttori attivi su fasce di prezzo più<br />

basse cercano, come già fatto negli anni precedenti,<br />

di arricchire il contenuto di stile e design<br />

dei loro prodotti cercando di non modificare o<br />

addirittura diminuire il prezzo finale.<br />

VALORE DELLA PRODUZIONE,<br />

REDDITIVITÀ E DIMENSIONI<br />

Dopo una buona risalita nel corso dell’anno<br />

precedente, quando era passato da 1.004 ml<br />

a 1.095 ml di euro (+9,1%), il valore della produzione<br />

delle aziende appartenenti al campione<br />

scende nel corso del 2011 del 4,6%, a<br />

1.044 ml di euro. Se la flessione del fatturato<br />

aggregato è tutto sommato contenuta, molto<br />

più marcata è la caduta dei margini di redditività.<br />

L’EBITDA scende del 13,4% e passa da<br />

€ 59 ml a € 51,1 ml. La sua incidenza sul fatturato<br />

scende di mezzo punto e dal 5,4% ritorna<br />

al 4,9%, lo stesso valore del 2009 che rappresenta<br />

un picco negativo nel decennio. L’EBIT<br />

scende con ritmi all’incirca simili (-14%) e si<br />

attesta su € 20,4 ml dagli € 23,8 ml dell’anno<br />

precedente. La sua incidenza sul fatturato si<br />

attesta al 2% rispetto al 2,2% del 2010 dell’an-<br />

no precedente. In questo caso il dato è migliore<br />

di quello del 2009, quando l’EBIT aggregato<br />

era stato dell’1,4%. <strong>Il</strong> risultato prima delle imposte<br />

è di € 9,2 ml, pari allo 0,9% del fatturato<br />

aggregato, mezzo punto in meno di incidenza<br />

rispetto al 2010, quando era stato pari a € 15,4<br />

ml. In sostanziale pareggio il risultato netto aggregato,<br />

pari a € -0,3 ml.<br />

In pratica il gruppo di imprese considerato nel<br />

suo complesso ha pagato una aliquota fiscale<br />

superiore al 100%, soprattutto a causa dell’effetto<br />

dell’IRAP che, per come è congegnata la<br />

sua base di calcolo, viene pagata anche da imprese<br />

che si ritrovano con un risultato netto finale<br />

in perdita (TAB. 1).<br />

Pur nel peggioramento generale di fatturato e<br />

margini, l’andamento dei tre gruppi strategici<br />

mostra caratteristiche differenziate.<br />

Volendo sintetizzare in poche righe, il gruppo<br />

DQ e quello MP mostrano una maggiore tenuta<br />

dei fatturati, che scendono rispettivamente del<br />

3,1% (da 126,6 ml a 122,7 ml) e del 3,5% (da<br />

721,9 ml a 696,5 ml), rispetto al gruppo PP, che<br />

vede il fatturato scendere dell’8,7% (da <strong>24</strong>6,7<br />

ml a 225,2 ml). Completamente diverso è invece<br />

l’andamento dei margini. Mentre i margini<br />

dei gruppi DQ e MP scendono tutti in maniera<br />

pesantissima, il gruppo PP vede i margini aumentare<br />

sia in termini di incidenza sul fatturato<br />

sia in termini assoluti, cosa quest’ultima<br />

particolarmente significativa, dato il calo delle<br />

vendite percentualmente doppio rispetto a<br />

quello degli altri due gruppi.<br />

TAB. 2 DIMENSIONI E REDDITIVITÀ 2011<br />

“VALORE<br />

PRODUZIONE”<br />

<strong>Il</strong> 2010 aveva mostrato due fenomeni di mercato<br />

in maniera piuttosto evidente: quello<br />

dell’espansione della fascia bassa del mercato<br />

e la minore tenuta del segmento qualificato rispetto<br />

alle capacità di resistenza mostrate negli<br />

anni precedenti. Fino al 2009 era piuttosto<br />

evidente un fenomeno di polarizzazione dei<br />

consumi.<br />

La domanda tendeva a riconoscere un premio<br />

a prodotti in grado di garantire forti valenze<br />

qualitative, di status ed esperienza di acquisto.<br />

Questo accadeva sia nei mercati più maturi<br />

e consolidati, dove una fascia di consumatori<br />

a reddito molto elevato magari rinviava o<br />

semplificava l’acquisto di un bene di fascia alta<br />

ma difficilmente era disponibile a forti compromessi<br />

sulla qualità e sui contenuti di status del<br />

prodotto, sia nei paesi di sviluppo più recente.<br />

In questi ultimi la domanda di prodotti premium<br />

è alimentata dal continuo accesso al<br />

mercato di nuovi consumatori ad elevato potere<br />

di acquisto che ricercano prodotti che “certifichino”<br />

il loro approdo all’agiatezza economica.<br />

<strong>Il</strong> segmento di fascia alta è, non casualmente,<br />

anche quello più fortemente esportatore.<br />

La fascia media in tempi di crisi risultava<br />

penalizzata e soffriva a livello sia di fatturati<br />

sia di redditività, probabilmente perché in varie<br />

circostanze la sua offerta non riusciva a<br />

proporre un vantaggio chiaro in termini di rapporto<br />

qualità/prezzo rispetto ai produttori di<br />

fascia alta e a quelli di fascia bassa.<br />

La fascia bassa beneficiava di quella che è una<br />

EBITDA (%) EBIT (%)<br />

Scavolini 208.198 10.151 4,9% 5.707 2,7%<br />

Cucine Lube 145.543 3.044 2,1% 529 0,4%<br />

Veneta Cucine 138.515 10.123 7,3% 3.337 2,4%<br />

Stosa 78.186 3.285 4,2% 1.117 1,4%<br />

Arredo 3 73.657 6.414 8,7% 4.275 5,8%<br />

Aran World 67.696 3.450 5,1% 591 0,9%<br />

Boffi 61.758 1.594 2,6% -703 -1,1%<br />

Mobilturi 53.736 2.180 4,1% 1.376 2,6%<br />

Desi 53.397 2.380 4,5% 1.268 2,4%<br />

Valcucine 40.316 2.208 5,5% 1.143 2,8%<br />

Cesar 31.432 1.575 5,0% 5<strong>24</strong> 1,7%<br />

Arrex 1 26.922 1.679 6,2% 377 1,4%<br />

Ar-Due 25.991 1.578 6,1% 356 1,4%<br />

Arclinea 20.618 617 3,0% -86 -0,4%<br />

Effequattro 18.462 871 4,7% 499 2,7%<br />

Totale 1.025.965 50.278 4,9% 19.811 1,9%<br />

Fonte: elaborazione dell’autore su dati aziendali<br />

<strong>ambientecucina</strong> 45


IMPRESA<br />

46 <strong>ambientecucina</strong><br />

ECONOMIA<br />

MERCATI<br />

I BILANCI DELLA CUCINA<br />

vera e propria corsa al ribasso della struttura<br />

dei consumi. L’impoverimento di parte della<br />

classe media che tipicamente sarebbe acquirente<br />

di prodotti di fascia media ha provocato<br />

una drastica riduzione dei budget di spesa e<br />

ne ha dirottato la domanda su prodotti meno<br />

costosi anche se caratterizzati da una qualità<br />

accettabile.<br />

L’EFFETTO “SPENDING REVIEW”<br />

Questo processo di polarizzazione sembrava<br />

essersi arrestato nel corso del 2010, soppiantato<br />

da un fenomeno generalizzato di “downtrading”,<br />

ovvero di slittamento della domanda<br />

verso prodotti meno elaborati e meno costosi<br />

in tutte le fasce di mercato prese in considerazione.<br />

<strong>Il</strong> 2011 sembra confermare il fenomeno,<br />

seppure con elementi di novità. Da una<br />

parte probabilmente molti consumatori di fascia<br />

media e alta hanno rotto gli indugi e trovano<br />

normale, in un mondo dove l’acquisto<br />

low cost non è più solo una questione di budget<br />

ma anche un indice di saggezza del consumatore,<br />

rivolgersi a prodotti con un pricing<br />

molto aggressivo. La fascia alta ha tenuto,<br />

seppure con qualche perdita, a livelli di fatturato,<br />

ma a prezzo di fortissimi sacrifici sui<br />

margini, tanto che nel corso del 2011 il segmento<br />

premium è, paradossalmente ma non<br />

troppo, quello con i margini di redditività peg-<br />

CONTRACT<br />

COMUNICAZIONE<br />

giori. Stesso discorso si può fare per i produttori<br />

di fascia media, che perdono poco fatturato<br />

ma sacrificano i margini a causa di una<br />

“discountizzazione” della loro offerta, caratterizzata<br />

ancora più che nel 2010 da politiche<br />

di prezzo molto aggressive sostenute da una<br />

forte comunicazione messe in campo da alcuni<br />

dei maggiori operatori.<br />

<strong>Il</strong> settore MP ha probabilmente beneficiato anche<br />

di fenomeni di downtrading, nell’ambito<br />

dei quali consumatori che in precedenza erano<br />

tendenzialmente clienti del settore DQ hanno<br />

dirottato le proprie scelte sull’offerta più qualificata<br />

del settore MP. Essa è caratterizzata da<br />

contenuti qualitativi e di design elevati a prezzi<br />

inferiori, spesso in maniera sensibile, a quelli<br />

di entrata dei prodotti del settore DQ.<br />

La diminuzione del fatturato del segmento PP<br />

sembra il risultato di più fenomeni il cui impatto<br />

relativo è difficilmente quantificabile.<br />

<strong>Il</strong> primo è il forte calo di potere di acquisto dei<br />

segmenti della popolazione a più basso reddito,<br />

che ha messo molti consumatori nell’impossibilità<br />

di fare qualsiasi tipo di acquisto,<br />

sottraendo quindi domanda potenziale (…).<br />

Ma entra anche in gioco la probabile maggiore<br />

attenzione dei produttori a selezionare il<br />

trade e le vendite, nel tentativo di ridurre sia<br />

insolvenze che ritardati pagamenti e di ottenere<br />

una maggiore redditività a parità di fatturato<br />

grazie a un migliore mix di prodotto.<br />

L’effetto finale è quello osservato: fatturato in<br />

contrazione superiore alla media di sistema e<br />

TAB. 3 SUDDIVISIONE GEOGRAFICA DEL FATTURATO 2011 (€ .000)<br />

FATTURATO<br />

ITALIA<br />

%<br />

FATTURATO<br />

ESTERO<br />

% TOTALE<br />

Scavolini 176.183 86,6% 27.192 13,4% 203.375<br />

Cucine Lube 131.866 90,0% 14.640 10,0% 146.506<br />

Veneta Cucine 119.703 83,6% 23.519 16,4% 143.222<br />

Stosa 65.620 84,0% 12.525 16,0% 78.145<br />

Arredo 3 63.366 86,5% 9.869 13,5% 73.235<br />

Aran World 33.974 51,1% 32.511 48,9% 66.485<br />

Boffi 15.396 25,5% 44.951 74,5% 60.347<br />

Mobilturi ND ND ND ND ND<br />

Desi 48.289 70,9% 19.833 29,1% 68.122<br />

Valcucine 27.400 66,8% 13.589 33,2% 40.989<br />

Cesar 22.115 66,3% 11.216 33,7% 33.331<br />

Arrex 1 21.391 82,1% 4.651 17,9% 26.042<br />

Ar-Due 19.585 77,0% 5.850 23,0% 25.435<br />

Arclinea 10.391 51,7% 9.719 48,3% 20.110<br />

Effequattro ND ND ND ND ND<br />

Totale 755.279 76,7% 230.065 23,3% 985.344<br />

Fonte: elaborazione dell’autore su dati aziendali<br />

margini che invece tengono, sia a livello assoluto<br />

sia di incidenza sulle vendite (TAB. 2).<br />

L’INCIDENZA DELL’EXPORT<br />

Passando a un rapido esame della propensione<br />

all’export delle aziende del campione,<br />

si vede come il mercato interno sia ancora di<br />

vitale importanza, rappresentando più dei tre<br />

quarti del fatturato aggregato delle aziende<br />

esaminate (76,7%). La propensione all’export<br />

è molto minore rispetto a quella del sistema<br />

arredo nel suo complesso, un po’ per la complessità<br />

del prodotto cucina, un po’ perché le<br />

aziende del settore fino a pochi anni fa consideravano<br />

l’export come un’attività meno strategica<br />

rispetto allo sviluppo del mercato interno.<br />

<strong>Il</strong> dato medio sulla propensione all’export<br />

nasconde oscillazioni anche notevoli.<br />

Ci sono infatti aziende come Boffi che esportano<br />

i tre quarti del loro fatturato e altre, come<br />

Scavolini, Cucine Lube, Veneta Cucine, Stosa,<br />

Arredo 3 e Arrex 1 che si collocano abbondantemente<br />

sotto al 20%. Arclinea e Aran si avvicinano<br />

molto al 50% (rispettivamente 48,3% e<br />

48,9%) e un altro paio di operatori, Valcucine e<br />

Cesar, realizzano circa un terzo delle loro vendite<br />

sui mercati esteri (TAB. 3).<br />

In generale le aziende con la maggior propensione<br />

all’export sono quelle appartenenti al<br />

gruppo DQ. La forte propensione all’export dei<br />

produttori di fascia alta si spiega probabilmente<br />

con la forte caratterizzazione dei prodotti<br />

dovuta all’alto livello di qualità e design. L’alto<br />

contenuto stilistico dei prodotti, frutto di un<br />

design apprezzato a livello mondiale e adatto<br />

a un consumatore che ha gusti abbastanza<br />

omogenei a livello globale, fanno del mercato<br />

mondiale lo sbocco naturale di questi produttori,<br />

specie se si tiene conto che si stanno<br />

aprendo una serie di mercati, come ad esempio<br />

quelli asiatici, sudamericani ed est-europei,<br />

caratterizzati da una rapida crescita del<br />

numero di consumatori ad altissimo reddito.<br />

PRODUTTIVITÀ ED ESTERNALIZZAZIONE<br />

DELLA PRODUZIONE<br />

Nel 2011 il valore aggiunto misurato sulla media<br />

del campione è pari al 19,9% (TAB. 4).<br />

La dispersione dei valori intorno alla media è,<br />

come negli anni precedenti, piuttosto elevata<br />

ed è collegata principalmente alla forte diversità<br />

dei modelli di business e di supply chain<br />

adottati dalle aziende. La deviazione standard<br />

è del 5,4% e i valori sono compresi fra il 10,9%<br />

di Mobilturi e il 28,8% di Boffi.


Come rilevato anche negli anni precedenti, non<br />

sono sempre le aziende che producono più valore<br />

aggiunto ad essere anche quelle più redditizie.<br />

Alcune tra le aziende che hanno i migliori tassi<br />

di redditività mostrano un valore aggiunto inferiore,<br />

a volte anche di molto, alla media.<br />

Alcuni esempi sono Stosa (11,6%), Arredo 3<br />

(16,7%) e Desi (18,6%). Queste aziende solitamente<br />

riescono a compensare il minor valore<br />

aggiunto con una più bassa incidenza del<br />

costo del lavoro sul fatturato, compresa fra il<br />

6,9% di Mobilturi e il 14,2% di Desi.<br />

In aggiunta alcune aziende come Mobilturi,<br />

Desi e Arredo 3 hanno un’incidenza dei servizi<br />

sul fatturato notevolmente inferiore alla media.<br />

Le tre aziende sono non a caso anche fra<br />

le più efficienti nell’utilizzo delle attività.<br />

Una probabile spiegazione è un modello di business<br />

che si basa sul forte utilizzo di forniture<br />

esterne ed operazioni di assemblaggio molto<br />

efficienti all’interno delle fabbriche grazie<br />

al know-how produttivo delle maestranze e ad<br />

organizzazioni produttive molto tese, supportate<br />

da importanti investimenti in tecnologia.<br />

Ciò spiega come esse riescano a compensare<br />

la creazione di una minor quota di valore aggiunto<br />

con una bassa incidenza del costo del<br />

lavoro diretto, cui si aggiunge comunque in diversi<br />

casi anche un costo di servizi di terzi piuttosto<br />

basso e l’assenza di oneri finanziari nel<br />

caso di Scavolini.<br />

GLI ASSET STRATEGICO-COMPETITIVI<br />

I dati analizzati, seppure intorbidati dal forte<br />

impatto della crisi di mercato, confermano come<br />

in questo settore esista un set di elementi<br />

strategico-competitivi che hanno una importanza<br />

fondamentale al fine del conseguimento<br />

di risultati economici soddisfacenti.<br />

Fra questi sono da citare sicuramente:<br />

• dimensione aziendale, sia assoluta sia rapportata<br />

a quella dei concorrenti nel gruppo<br />

strategico di riferimento;<br />

• strategie molto chiare in termini di fascia di<br />

mercato, identità di marca e trasparenza e<br />

comprensibilità delle politiche di prezzo;<br />

• capacità di interpretare il crescente bisogno<br />

di valore del mercato soprattutto con un’offerta<br />

in grado di declinare al meglio la variabile<br />

prezzo;<br />

• focalizzazione della produzione su portafogli<br />

prodotti caratterizzati da un numero sensato<br />

e non troppo elevato di articoli, accessori e<br />

componenti;<br />

• attenuazione del fenomeno di polarizzazione<br />

della domanda sulle fasce estreme del mercato<br />

che aveva caratterizzato lo scorso decennio<br />

a vantaggio delle proposte “deep value” collocate<br />

su un pricing basso e medio-basso.<br />

Come negli anni precedenti, in ogni gruppo<br />

strategico tendenzialmente sono le aziende<br />

di maggiori dimensioni, in mancanza di fattori<br />

straordinari, ad avere la redditività industriale<br />

migliore. (…)<br />

CONCLUSIONI<br />

La dura situazione del mercato nel 2011, che<br />

fa seguito alla selezione degli operatori causata<br />

dalla crisi del 2009 (con l’eliminazione o<br />

la marginalizzazione di una serie di produttori<br />

storici) mostra due cose importanti.<br />

Da un lato le aziende, pur mostrando risultati<br />

in netto peggioramento, sono riuscite a mantenere<br />

nella maggior parte dei casi una redditività<br />

industriale positiva seppure molto compressa.<br />

Dall’altro il comparto mostra una certa<br />

capacità di adattamento al mutamento della<br />

struttura della domanda e, come nel biennio<br />

precedente, sembra capace di inventare qual-<br />

LA VERSIONE INTEGRALE DEL RAPPORTO SUI BILANCI 2011<br />

DEL CAMPIONE DI AZIENDE DEL SETTORE CUCINA, COMPLETA DI NOTA METODOLOGICA,<br />

DATI E TUTTE LE TABELLE, È DISPONIBILE SUL SITO WWW.LIVING<strong>24</strong>.IT<br />

TAB. 4 INDICATORI DI PRODUTTIVITÀ 2011<br />

SERVIZI/<br />

VAL. PRODUZIONE<br />

COSTO LAVORO/<br />

VAL. PRODUZIONE<br />

VALORE AGGIUNTO/<br />

VAL. PRODUZIONE<br />

Scavolini 25,9% 13,7% 18,5%<br />

Cucine Lube 14,0% 9,8% 11,9%<br />

Veneta Cucine 22,3% 14,2% 21,5%<br />

Stosa 15,8% 7,4% 11,6%<br />

Arredo 3 14,3% 8,0% 16,7%<br />

Aran World 23,0% 14,0% 19,1%<br />

Boffi 25,1% 26,2% 28,8%<br />

Mobilturi 14,5% 6,9% 10,9%<br />

Desi 14,8% 14,2% 18,6%<br />

Valcucine 23,5% 19,3% <strong>24</strong>,7%<br />

Cesar 26,6% 16,0% 21,1%<br />

Arrex 1 19,4% 16,4% 22,7%<br />

Ar-Due 17,5% 16,4% 22,4%<br />

Arclinea 25,8% <strong>24</strong>,0% 27,0%<br />

Effequattro 13,9% 17,9% 22,6%<br />

Media 19,8% 15,0% 19,9%<br />

Fonte: elaborazione dell’autore su dati aziendali<br />

cosa di nuovo per restare sul mercato.<br />

Molte imprese, sotto la pressione del mercato,<br />

riescono a muoversi con una velocità e una<br />

flessibilità impensabile fino a due o tre anni fa<br />

e, anche se spesso in maniera non organica o<br />

sistematica, cercano di mettere in pratica una<br />

serie di manovre strategiche ed operative di<br />

breve e medio periodo che permettono loro di<br />

migliorare i livelli di efficienza ed efficacia operativa<br />

e di leggere con maggior efficacia le variazioni<br />

del mercato.<br />

La riconquista di una buona reattività operativa<br />

coniugata ad una aumentata attenzione al mercato<br />

e alla consapevolezza di dover rinnovare le<br />

strategie per competere validamente sono buoni<br />

presupposti per rafforzare la competitività di<br />

medio-lungo periodo.<br />

<strong>Il</strong> vero pericolo è rappresentato dal fatto che<br />

ancora molte imprese non hanno compiuto<br />

l’intero percorso necessario per “mettersi in<br />

sicurezza”. Rimangono ancora molti elementi<br />

di vulnerabilità, a volte forte, dal punto di vista<br />

dei margini e della struttura fi nanziaria che<br />

impongono di raddoppiare gli sforzi, specie in<br />

un momento storico come quello attuale dove<br />

la situazione macroeconomica e l’evoluzione<br />

delle strutture di consumo impongono un ulteriore<br />

salto quantico in termini di effi cienza ed<br />

effi cacia dell’azione aziendale.<br />

Sul prossimo numero è prevista la pubblicazione<br />

della sezione relativa alle strategie delle<br />

aziende, con particolare riferimento a tre casi<br />

di successo: Scavolini, Stosa e Arredo3.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 47


IMPRESA<br />

48 <strong>ambientecucina</strong><br />

ECONOMIA<br />

MERCATI<br />

CONTRACT<br />

COSA SI INTENDE<br />

PER CONTRACT<br />

di Giuseppe Segalla*<br />

Nello scenario attuale<br />

di continua<br />

contrazione del<br />

canale retail nei<br />

mercati tradizionali,<br />

il Contract<br />

rappresenta un’opportunità per le aziende italiane<br />

del sistema arredamento, ma il termine<br />

“contract” risulta ancora nebuloso per molti<br />

imprenditori italiani. Iniziamo quindi a chiarire<br />

cosa si intende per contract.<br />

Per cominciare, possiamo servirci della definizione<br />

“grandi progetti chiavi in mano”, ovvero<br />

la fornitura, su commissione diretta o gara<br />

d’appalto, di un insieme articolato di prodotti,<br />

progettati ad hoc o costumizzati, e dei relativi<br />

servizi necessari per installarli entro la data<br />

stabilita dal contratto esistente fra committente<br />

e azienda, dove la realizzazione di prodotti e<br />

servizi è di norma esternalizzata.<br />

La credibilità dei fornitori è fattore critico di<br />

successo, insieme al prezzo contrattuale.<br />

Responsabile dell’intero progetto e della gestione<br />

delle forniture merceologiche per alberghi,<br />

appartamenti, aeroporti, musei, navi<br />

da crociera, etc., è il general contractor: ruolo<br />

di una complessità tale da non essere alla portata<br />

di tutte le aziende manifatturiere italiane.<br />

<strong>Il</strong> contract, tuttavia, rappresenta una reale opportunità<br />

per le imprese del sistema casa, in<br />

funzione delle diverse attività che sono in grado<br />

di intraprendere - dal general contractor al<br />

semplice fornitore o subfornitore - in base alla<br />

capacità gestionale.<br />

Rispetto al mercato retail, consolidato dal-<br />

COMUNICAZIONE<br />

UN’OPPORTUNITÀ IMPORTANTE PER LE AZIENDE DEL SISTEMA ARREDAMENTO, MA TROPPO SPESSO<br />

LA COMPLESSITÀ GESTIONALE DEL PROGETTO HA LIMITATO L’ESPANSIONE INTERNAZIONALE<br />

DEI PRODUTTORI ITALIANI DI CUCINE. PRIMA PUNTATA DI UNA SERIE DI INTERVENTI SUL TEMA<br />

*Fondatore e senior partner della Società Koinos Management.<br />

Esperto di Strategia, Internazionalizzazione e Direzione di Impresa.<br />

Docente di management presso Unindustria Formazione di Treviso.<br />

le aziende manifatturiere italiane in Italia e<br />

all’estero, il contract è l’unico canale per sviluppare<br />

mercati nei paesi emergenti. Un’opportunità<br />

che tuttavia implica processi gestionali<br />

complessi per il management aziendale.<br />

È dunque utile chiarire cosa non è contract.<br />

Molte imprese scambiano una vendita di mille<br />

tavoli da catalogo come contract, mentre si<br />

tratta di una buona fornitura, non di contract.<br />

Né lo è l’allestimento di un hotel: nel contract<br />

non si forniscono solo prodotti ma si realizzano<br />

interi progetti e i relativi servizi.<br />

Non è una crescita all’estero, senza concorrenti.<br />

Nè una strategia più semplice del retail per<br />

conquistare nuovi mercati. Per intraprendere<br />

il contract, è necessario riformare il concetto<br />

di azienda tradizionale - fondata su ideazione,<br />

produzione e offerta di prodotti a catalogo -<br />

con la consapevolezza che le imprese estere<br />

sono strutturate e hanno capacità finanziarie.<br />

IL PROGETTO CHIAVI IN MANO<br />

La manifattura italiana si è tradizionalmente<br />

rivolta al canale retail per la vendita dei propri<br />

prodotti, ideati e realizzati per essere distribuiti<br />

e venduti a catalogo, attraverso punti vendita<br />

diretti o multimarca. L’impresa contract,<br />

invece, offre “progetti chiavi in mano” ed è,<br />

anche dal punto di vista civile, un’impresa appaltatrice.<br />

La sua attività è il project management.<br />

La progettazione è molto importante<br />

perché da questa dipende gran parte del valore<br />

del contract: il progetto può incidere fino<br />

all’8% sul costo della realizzazione, ma<br />

è responsabile del 70% dei costi. Dinamicità<br />

e flessibilità sono imprescindibili per sostenere<br />

tempi stretti e grandi quantità. Costi fissi e<br />

produzione, dell’integrazione verticale, creano<br />

rigidità e vanno eliminati. Per questo l’impresa<br />

contract non produce al suo interno, ma fa<br />

outsourcing. Retail e contract non vanno contaminati<br />

perché, diversamente, si rischia di de-<br />

molire la reputazione conquistata nel mercato<br />

tradizionale.<br />

Nel “progetto chiavi in mano” sono coinvolti<br />

molteplici attori, ma quali esattamente?<br />

Gli interlocutori sono altri rispetto a rivenditore<br />

(negozio, punto vendita) e utilizzatore finale<br />

cui le aziende si rivolgono abitualmente. Nel<br />

contract, l’azienda dialoga con: studi di architettura,<br />

developer di progetti immobiliari, proprietari<br />

di terreno, general o interior contractor.<br />

L’esempio di un contract alberghiero è utile<br />

per tracciare il profilo degli attori, e in primis<br />

del committente: è il proprietario/owner che<br />

possiede la superficie edificabile e sviluppa un<br />

progetto con il developer, affidandosi anche<br />

all’operator. Architectural firm e interior design<br />

studio sono coinvolti nella definizione delle<br />

specifiche della commessa (capitolato).<br />

<strong>Il</strong> primo si occupa di struttura e architettura, gli<br />

interior design studio di arredamento d’interni.<br />

<strong>Il</strong> general contractor è al vertice e può essere<br />

affiancato da procurement company e cost<br />

controller (che dipende da proprietario e operator).<br />

Infine, ci sono i produttori, i fornitori e i<br />

sub contractor, i quali forniranno, per esempio,<br />

la camera d’albergo: le sample room possono<br />

comprendere solo la zona letto, estendersi<br />

all’ingresso o includere il bagno.<br />

I comparti che interessano il mercato contract<br />

comprendono hotel e ospitalità (aeroporti, stazioni),<br />

spazi commerciali (ristoranti, bar, negozi,<br />

centri commerciali), business (uffici, banche),<br />

edifici pubblici, come teatri, musei, università,<br />

il settore navale, quello ospedaliero e<br />

naturalmente gli edifici residenziali.<br />

Nel Regno Unito e negli Stati Uniti il contract<br />

è l’unico canale di vendita per cucine e bagni.<br />

Questa condizione, unita alla complessità<br />

gestionale del “chiavi in mano”, ha limitato<br />

l’espansione internazionale dei produttori italiani<br />

di cucine.<br />

Variegato in termini di segmenti di mercato, il


contract offre molteplici opportunità, ma implica<br />

un nuovo approccio per le aziende italiane<br />

che intraprendono questo business: migrare<br />

dalla produzione all’impresa di servizi,<br />

dove affidabilità e correttezza delle strategie<br />

di prezzo sono variabili fondamentali nelle decisioni<br />

del committente.<br />

Per attuare questa migrazione, è importante<br />

considerare in anticipo: che impatto ha il<br />

mutamento di ruolo, e di competenze, per le<br />

aziende d’arredamento, in termini di struttura<br />

organizzativa, gestione del progetto, comunicazione<br />

aziendale e di prodotto, interlocutori<br />

nell’ambito della filiera, strategie d’integrazione<br />

verticale, documentazione interna e valutazione<br />

delle performance.<br />

DALLA COMMESSA ALLA CONSEGNA<br />

“Gestire il progetto” significa comprendere<br />

le esigenze del committente, sviluppare il<br />

progetto dialogando con lo studio di architettura,<br />

scegliere fornitori adeguati, soddisfare<br />

requisiti economici, ed eventualmente, rivedere<br />

costi e prezzi, seguire cantiere, logistica, e<br />

servizio post-vendita.<br />

Ogni singolo dettaglio va definito in modo da<br />

rendere capitolato e business plan strumenti<br />

adeguati per finalizzare il progetto. In questo<br />

senso, la parte progettuale diventa predominante<br />

sulla parte esecutiva. In un contratto dove<br />

sono coinvolti attori con obiettivi e interessi<br />

diversi, l’accordo commerciale deve fondarsi<br />

sulla massima garanzia in favore del committente,<br />

il quale “va premunito da ogni rischio”.<br />

Quali sono le aree di miglioramento per intraprendere<br />

il contract?<br />

Innanzitutto comunicare e offrire ai potenziali<br />

clienti-committenti il valore dell’Italian lifestyle,<br />

fatto di qualità di forma, di materiali, e<br />

dell’insieme di dettagli che creano un ambiente<br />

di gusto autenticamente italiano. È necessario<br />

anche adottare competenze adeguate per<br />

essere competitivi nei processi organizzativi e<br />

nel prodotto-servizio offerto. Porre attenzione<br />

ai materiali, alla sostenibilità, all’innovazione.<br />

L’eccellenza della manifattura italiana nasce<br />

dalla lavorazione sapiente di legno, marmo e<br />

ceramica, che deve essere continuamente reinventata<br />

per migliorare la qualità dell’offerta.<br />

I prodotti con le migliori finiture, meno pesanti<br />

e più durature, sono quelli competitivi nei territori<br />

del “progetto chiavi in mano”.<br />

L’obiettivo da porsi è: innovazione continua,<br />

per essere i primi in Italia e all’estero.<br />

Un altro must è l’internazionalizzazione e la<br />

delocalizzazione: produrre solo in Italia, convinti<br />

di salvaguardare il made in Italy, senza affrontare<br />

l’internazionalizzazione e la delocalizzazione<br />

della produzione, non porta certamente<br />

all’acquisizione di commesse contract e non<br />

favorisce questo business.<br />

Le esperienze di successo del contract internazionale<br />

insegnano a: curare in modo maniacale<br />

il servizio post vendita; trovare dei partner affidabili<br />

a partire dai fornitori, isolare le attività<br />

contract da quelle retail; curare i rapporti con<br />

studi di architettura, contractor, hotel operator,<br />

ecc; avere “nodi” locali informati sui progetti<br />

di sviluppo immobiliare e sulle gare d’appalto<br />

nei paesi emergenti. In ultimo, ma non<br />

di minor importanza, assumere ottimi project<br />

manager, necessari alla gestione dei progetti<br />

chiavi in mano, ma ancora carenti in Italia.<br />

CREARE UNA NUOVA DIVISIONE IN AZIENDA?<br />

Operare nel contract non significa creare necessariamente<br />

una nuova divisione contract<br />

in azienda perché sono molteplici i ruoli che<br />

<strong>Il</strong> marchio Snaidero è stato scelto come fornitore<br />

esclusivo per il progetto residenziale Emporia<br />

a Melbourne, in Australia. <strong>Il</strong> progetto ospiterà nei<br />

suoi 140 appartamenti le cucine Snaidero Orange.<br />

un’azienda può rivestire all’interno di un “progetto<br />

chiavi in mano”. È invece necessaria<br />

una netta separazione fra produzione retail<br />

e contract: promiscuità e complessità creano<br />

ostacoli, come la misurazione dei risultati.<br />

In Italia i principali competitor sono raggruppabili<br />

in due categorie: chi ha sdoppiato la propria<br />

natura e produce per entrambi i mercati, e<br />

le imprese contract che non hanno a che fare<br />

con la produzione. Nelle aziende “design based”<br />

è preferibile implementare una divisione<br />

contract per far fronte alla gestione strategica<br />

e operativa necessaria alla nuova attività.<br />

Nelle aziende “brand” che non partecipano a<br />

gare di appalto per non competere sul costo<br />

e svilire il contenuto dell’offerta, la divisione<br />

contract ha funzioni chiave distinte dal retail,<br />

quali: ricerca e sviluppo, acquisti e marketing.<br />

VALUTARE LA REDDITIVITÀ<br />

Analizziamo l’importanza di valutare il guadagno<br />

derivante dal contract non solo per singola<br />

commessa, ma per l’intero comparto contract.<br />

<strong>Il</strong> contract può essere una buona opportunità,<br />

ma per capire se è remunerativo per l’azienda<br />

è necessario strutturare un appropriato sistema<br />

contabile e informativo dedicato alla gestione<br />

delle commesse.<br />

I criteri di valutazione della redditività del<br />

contract devono essere associati alle motivazioni<br />

strategiche che hanno portato ad operare<br />

in questo settore: per diversificare, per<br />

entrare in nuovi mercati o perché è una scelta<br />

obbligatoria in alcuni contesti (per esempio in<br />

America per quanto riguarda cucina e bagno il<br />

contract è una scelta obbligata).<br />

<strong>Il</strong> contract infatti può essere una fonte di redditività<br />

ma a certe condizioni. Per valutarlo è necessario<br />

avere un sistema di contabilità analitica<br />

che ci aiuti a ragionare per commesse: non<br />

è facile, perché in azienda mancano le informazioni<br />

che vanno recuperate in diversi contesti.<br />

Fondamentale è capire quali sono i costi<br />

variabili di progetto, quelli specifici e quelli<br />

condivisi. Se c’è una parte di ricerca e sviluppo<br />

che lavora per il contract e per il retail va scorporata,<br />

per esempio si possono contare le ore/<br />

impegno delle persone o ripartire fatturato.<br />

Bisogna cercare almeno di arrivare a calcolare<br />

un margine netto o un utile di progetto, farlo<br />

almeno all’inizio solo per la parte contract, per<br />

capire se sta rendendo o meno.<br />

I tempi sono già difficili e il settore del contract,<br />

per le sue caratteristiche, aggiunge difficoltà:<br />

i tempi di pagamento sono lunghi, anche<br />

quelli di produzione, e c’è necessità di reperire<br />

risorse finanziarie.<br />

Le committenze contract non producono reddito<br />

nell’immediato, ma lo produrranno successivamente.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 49


IMPRESA<br />

50 <strong>ambientecucina</strong><br />

ECONOMIA<br />

MERCATI<br />

di Paolo Schianchi*<br />

<strong>Il</strong> Visual Marketing<br />

studia il rapporto<br />

che intercorre fra<br />

oggetto, contesto<br />

in cui viene inserito<br />

e immagine,<br />

ponendo al centro della sua analisi critica la<br />

capacità di un prodotto di essere parte integrante<br />

della comunicazione visiva. Questo<br />

principio è applicabile sia nella comunicazione<br />

bidimensionale, una pagina pubblicitaria<br />

o un catalogo, sia in quella tridimensionale,<br />

lo spazio vendita o un’esposizione fieristica.<br />

<strong>Il</strong> prodotto e il contesto in cui viene inserito<br />

diventano così inscindibili e la loro fusione è<br />

la componente che raggiunge il pubblico, influenzandone<br />

e determinandone le scelte, attraverso<br />

la persuasione emotiva.<br />

Al fine di comprendere appieno il Visual Marketing<br />

si deve partire dal principio che vede<br />

oggi il prodotto non più come il risultato tecnico<br />

di risposta a una funzione necessaria o a<br />

un’innovazione, ma come il sunto fra l’immagine,<br />

la funzione e le emozioni che gli vengono<br />

cucite addosso. Ad esempio, non ci si chiede<br />

più se un’automobile funzioni e secondo<br />

quali meccanismi, ma quante e quali risposte<br />

sociali emotive possa soddisfare: salvaguardia<br />

ambientale, libertà di movimento, lusso,<br />

effetto hipster, economia di consumi, ecc. Lo<br />

stesso principio è applicato anche allo studio<br />

dello spazio di vendita, in quanto non è più<br />

il luogo in cui esporre campioni di merce, ma<br />

l’ambiente dove è necessaria la costruzione,<br />

fisica e percorribile, di una messa in scena.<br />

L’oggetto esposto passa così in secondo piano,<br />

perché assume più o meno valore e appetibilità<br />

d’acquisto in funzione del contesto in cui<br />

viene calato, diventando un tuttuno con il lifestyle<br />

sincretico proposto dal brand di vendita.<br />

*Docente presso il Politecnico di Milano e lo IUSVE di Mestre<br />

CONTRACT<br />

COMUNICAZIONE<br />

EMOZIONI SU MISURA<br />

IL VISUAL MARKETING È UNA DISCIPLINA PROGETTUALE, CHE PARTE DAL PRINCIPIO<br />

CHE L’OGGETTO E LO SPAZIO-CONTESTO IN CUI È PRESENTATO SONO INSCINDIBILI.<br />

DAL DESIGN ALLA MITOLOGIA<br />

<strong>Il</strong> Visual Marketing agisce quindi su più livelli<br />

della progettazione di un prodotto: quello<br />

ideativo (serve un oggetto che risponda a certe<br />

funzioni e dalle forme neutre, tonde, spigolose,<br />

eccentriche, ecc.), quello comunicativo<br />

dell’oggetto concreto (per un periodo identificato<br />

con un’area geografica, poi trasformato<br />

in elemento di lusso e subito dopo mascherato<br />

da eco-friendly, ecc.) e infine quello espositivo<br />

in fiera, in sala mostra o ad un happening (l’oggetto<br />

è avvicinabile, ma in un’ambientazione<br />

che lo cala in atmosfere casalinghe, in emozionale<br />

erogatore di funzioni, in oggetto pensato<br />

fra arte e design, ecc.). <strong>Il</strong> percorso che porta<br />

un prodotto a essere idea, comunicazione e<br />

immagine è stato ben espresso da Umberto<br />

Galimberti (“I miti del nostro tempo”, Feltrinelli),<br />

sostenendo che: “ ... il desiderio, ... ,<br />

non si riferisce tanto agli oggetti, quanto alla<br />

mitologia con cui la moda li ha rivestiti, e<br />

spesso è solo quest’ultima ad essere consumata...”.<br />

Chi si occupa di Visual Marketing progetta<br />

tale operazione, passando dal disegno<br />

dell’oggetto alla sua messa in scena e creando<br />

la mitologia che lo riveste. Una mitologia però<br />

a tempo, in quanto il prodotto deve poter tornare<br />

al suo semplice esistere, per poi avere di<br />

nuovo la possibilità di costruirgli un’altra mitologia<br />

e dargli altre occasioni di vendita.<br />

Restano ferme e irrinunciabili però due componenti<br />

fondamentali del progetto: la qualità<br />

tecnica, funzionale ed estetica nella realizzazione<br />

e l’accurata disposizione della sua ambientazione<br />

spaziale. Dando per assodata la<br />

prima come sinonimo, nel nostro caso, di made<br />

in Italy, la seconda assume valenze diverse<br />

in funzione del contesto culturale e del target<br />

di riferimento. Se un’ambientazione deve colpire,<br />

stimolare un ricordo emozionale, attraverso<br />

l’uso della messa in scena, tale effetto lo<br />

si ottiene esprimendo visivamente il desiderio<br />

appartenente a quel determinato target di riferimento,<br />

facendo leva sul suo immaginario<br />

di gruppo d’appartenenza. Le tecniche della<br />

P. Greenaway, Ouverture. Fiato alle trombe!<br />

2000 anni di creatività italiana,<br />

Triennale Design, 2007, foto Fabrizio Marchesi.<br />

disciplina hanno ovviamente delle regole, ma<br />

chiedono una capacità etica di sintesi fra creatività,<br />

ricerca dei trend, analisi dei gruppi di influenza<br />

e osservazione del mercato.<br />

Infatti il Visual Marketing, nella sua evoluzione<br />

storica, ha evidenziato che un prodotto<br />

si trasforma in altro da sé nell’istante in cui<br />

entra nel sistema mercato, allontanandosi<br />

dalla sua essenza di oggetto, proprio perché<br />

diventa il protagonista di un insieme visivo.<br />

Un lavoro di questo tipo necessita di figure in<br />

grado di intercettare le richieste del mercato<br />

per i prossimi anni, estraendo le nuove mitologie<br />

dall’unione fra emozione, linguaggio del<br />

target e analisi del contesto. La prima difficoltà<br />

che incontra chi approccia questa disciplina è<br />

nel capire che: “... L’oggetto è: reale, quello che<br />

vediamo; apparente, la materia di cui è composto;<br />

ideale, la sua identità archetipica; comunicazione,<br />

il suo rapporto con il gusto; forma e<br />

funzione, il suo contenitore e il suo contenuto;<br />

emozione, la storia che può evocare; operazione<br />

critica, il linguaggio che lo consacra svelandolo;<br />

operazione industriale, come renderlo<br />

attivo e produttivo; immagine, il cosa si fa e il<br />

come si fa; anonimo, la sua semplice esistenza...”<br />

(P. Schianchi, “Nuvole di estetica e prodotto”,<br />

ISRE Edizioni). Di tutte queste sfumature,<br />

va scelta ed evidenziata, di volta in volta,<br />

quella più idonea al gruppo di influenza, attraverso<br />

un meccanismo di sintesi creativo-visiva.


IMPRESA ECONOMIA MERCATI CONTRACT COMUNICAZIONE<br />

A PROPOSITO DI QUALITÀ<br />

STANDARD, PERCEPITA, REALE, INTRINSECA.<br />

COME MISURARLA E RACCONTARLA<br />

IN PIENA TRASPARENZA<br />

di Graziano Lazzarotto, Senior Consultant Mastra<br />

<strong>Il</strong> concetto di qualità è vasto e generico, applicabile<br />

a molti ambiti, e il metro di misurazione<br />

è estremamente variabile secondo la<br />

prospettiva usata, ma anche rispetto al periodo<br />

e alla situazione sociale, culturale ed<br />

economica. Conviene riferirsi a un ambito<br />

più vicino e meno vasto, come quello che riguarda i prodotti di consumo,<br />

con un occhio di riguardo a cucine ed elettrodomestici, che conosco<br />

bene. In generale si può dire che la qualità è il grado con cui un insieme<br />

di caratteristiche intrinseche di un prodotto soddisfano i requisiti.<br />

Ciò che viene misurata è la conformità ai requisiti, ad esempio quelli<br />

espressi dall’utilizzatore, o nello specifico quelli di un Ente di certificazione<br />

(vedi Marchi di Qualità).<br />

<strong>Il</strong> prodotto di qualità deve essere comunque rispondente ai principi definiti<br />

dalle normative, deve corrispondere cioè a specifiche e a standard<br />

fissati che riguardano per lo più l’ambito della sicurezza, dei consumi,<br />

dell’ambiente, del benessere e della salute. Oltre al tema della conformità<br />

vera e propria, c’è quello della difettosità, partendo dalle rotture,<br />

passando per la non rispondente e cattiva funzionalità, fino ad arrivare<br />

alle problematiche di non ottimizzazione funzionale di cui si è scritto su<br />

questa rivista citando la case-history iPhone, come esempio in positivo<br />

di “facilità d’uso”.<br />

Dal punto di vista del mercato vale tra gli altri il concetto della qualità intrinseca,<br />

definita e comunicata da chi produce e da chi vende il prodotto,<br />

basata sulla superiorità di tecnologie, prestazioni, aspetti di formafunzione<br />

e anche dei materiali utilizzati.<br />

Contrapposto a quello della qualità intrinseca c’è infine il concetto della<br />

qualità percepita dai consumatori, influenzata dall’immagine e reputazione<br />

dei marchi, dall’estetica dei prodotti, dal tipo di negozio e dal tipo<br />

di servizio, molto spesso anche dal prezzo.<br />

LE 5 CARATTERISTICHE<br />

1 Assenza di difetti del prodotto<br />

2 Prestazioni e contenuti dichiarati<br />

3 Certificata dalle etichette, di rispondenza alle normative<br />

e agli standard<br />

4 Percepita dal consumatore e dall’utilizzatore<br />

5 Reale, cioé legata alla soddisfazione di bisogni<br />

e aspettative della vita vissuta<br />

La soddisfazione del consumatore dipende, a volte, da elementi non<br />

necessariamente definibili come qualità reale. È sotto gli occhi di tutti<br />

la propensione molto italica a perdonare qualche “difettino” alla<br />

Volkswagen appena acquistata mentre si tendeva a non perdonare niente<br />

alla Fiat posseduta in passato. Anche fuori dai nostri confini nazionali<br />

le distorsioni percettive non mancano. Cito a memoria il risultato di una<br />

indagine svolta in Germania qualche anno fa sulle acquirenti di lavatrici,<br />

sulla loro soddisfazione d’uso e sul giudizio finale.<br />

Confrontando le stesse macchine prodotte in Italia, sia con marchio italiano<br />

sia per un terzista tedesco con marchio tedesco, a parità teorica di<br />

prestazioni e difettosità, il giudizio dei consumatori tedeschi risultava<br />

decisamente più positivo per la lavatrice ritenuta “made in Germany”.<br />

Tornando al tema degli standard, gli stessi servono sia per definire con<br />

criteri oggettivi e misurabili la valutazione dei prodotti e la loro evoluzione<br />

nel corso degli anni, sia per confrontare tra loro più prodotti anche<br />

di marchi diversi, come nel caso delle classi di consumo degli elettrodomestici.<br />

Qual è però il problema irrisolto delle classificazioni tipo A o A+?<br />

Per essere oggettivi e comparabili gli standard alla base delle valutazioni<br />

sono obbligati ad utilizzare alcune semplificazioni e non sempre queste<br />

possono aiutare il consumatore a valutare e a scegliere.<br />

Prendiamo d’esempio la lavastoviglie: la classificazione energetica è<br />

relativa ad un solo ciclo di lavaggio economico, nemmeno il più usato, o<br />

al massimo a due. E gli altri cicli? È abbastanza intuibile che alla riduzione<br />

di consumi di acqua ed energia corrispondano in genere inferiori prestazioni<br />

in termini di risultati di lavaggio. In pratica si definisce appositamente<br />

il ciclo in funzione della dichiarazione dei consumi sull’etichetta<br />

energetica, a prescindere dall’uso che di quel ciclo farà il consumatore<br />

e dai risultati effettivi di lavaggio. La cifra della qualità standard prevarica<br />

quella dell’effettiva qualità funzionale e gli aspetti di soddisfazione<br />

d’uso. Non necessariamente classe A vuol dire che tutti i prodotti con la<br />

stessa classe hanno uguale qualità. O che una lavastoviglie A+ è superiore<br />

tout court ad una di classe A. Si tratta semplicemente di una base<br />

di valutazione legata, per esempio, ai consumi. Un altro caso, quello dei<br />

forni da incasso. Per questi il consumo energetico è messo dalle normative<br />

in relazione al volume della muffola, attraverso la divisione in classi<br />

di capacità di cui la maggiore è quella superiore ai 65 lt. A parte il fatto<br />

che probabilmente un volume di 55-60 litri risulta più che sufficiente per<br />

le esigenze di una famiglia media di 2-3 persone. A parte la considerazione<br />

che il consumo di energia che un consumatore prende a riferimento<br />

è quello che corrisponde al costo e al prezzo pagato in bolletta.<br />

Ma che senso ha aumentare il volume del forno da 60 cm fino a 70 -75<br />

litri, sviluppando semplicemente la muffola in altezza e non l’ampiezza<br />

della teglia, solo per “migliorare” la dichiarazione dei consumi?<br />

Di norme e classificazioni non si può fare a meno e per fortuna che ci<br />

sono. Ma chi vende ha il dovere di spiegare a chi consuma, le prestazioni<br />

e la qualità intrinseca e reale di un prodotto, al di là delle classificazioni.<br />

Basarsi soltanto sulle etichette contribuisce di fatto ad appiattire<br />

e omologare i prodotti e a vanificare gli sforzi di miglioramento<br />

degli stessi, rendendo un cattivo servizio alla crescita della qualità<br />

della vita di tutti noi.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 51


www.living<strong>24</strong>.it<br />

DESIGN, CONTENT & NETWORKING.<br />

Living<strong>24</strong> è il portale dedicato al design nato per offrire ai professionisti del settore le informazioni più utili per individuare i nuovi trend e le nuove<br />

strategie di mercato, conoscere il settore del contract, le ultime tecnologie e loro applicazioni, le tendenze emergenti e l’evoluzione del Lifestyle.<br />

Grazie ad Ambiente Cucina, Area, Bagno e Accessori, Casastile e US - Ufficiostile, le autorevoli testate del Gruppo <strong>24</strong> ORE, e alla presenza<br />

sui social network, Living<strong>24</strong> rappresenta il punto di incontro e di confronto per condividere esperienze e competenze e per sviluppare<br />

relazioni di business in ottica di networking.<br />

Newsletter tematiche e flip-magazine contribuiscono a rendere Living<strong>24</strong> un portale articolato e completo in grado di rispondere ai bisogni informativi<br />

e di approfondimento dei professionisti. Interviste ai protagonisti del settore accanto a video e photogallery focalizzati sulle loro esperienze e<br />

su imprese del settore del design garantiscono un aggiornamento costante sulle proposte più all’avanguardia.<br />

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LE TEMATICHE<br />

PIÙ SCOTTANTI<br />

PER LA<br />

DISTRIBUZIONE<br />

E PER LA SUA<br />

EVOLUZIONE.<br />

LA VOCE DI<br />

OPINION LEADER<br />

E OPERATORI<br />

DEL SETTORE,<br />

GLI ESEMPI DI<br />

CASE HISTORY<br />

ECCELLENTI.<br />

LE DOMANDE<br />

DA PORSI PER<br />

CONOSCERE,<br />

CAPIRE E<br />

CAMBIARE<br />

SCENARI&CONSUMO<br />

VISIONI AL FUTURO<br />

EXTRA SETTORE, OLTRE CONFINE<br />

CONSULENTE A 360 GRADI<br />

COMUNICARE IN STORE<br />

IL VALORE DELL’ELETTRODOMESTICO<br />

ECOMMERCE E SERVIZIO IN RETE<br />

OUTLET. ON LINE E OFF LINE<br />

SPECIALE RETAIL <strong>ambientecucina</strong><br />

53


SPECIALERETAIL<br />

Francesco Morace,<br />

sociologo e fondatore<br />

del Future Concept Lab.<br />

di Carla Cavaliere<br />

LA CRISI ATTUALE, SOSTIENE IL SOCIOLOGO<br />

FRANCESCO MORACE, È UN PASSAGGIO<br />

IRREVERSIBILE CHE VA ATTRAVERSATO CON<br />

NUOVI PUNTI DI RIFERIMENTO. IL CONSUMATORE,<br />

NEI SOCIAL COME NEL PUNTO VENDITA,<br />

CERCA UNA NARRAZIONE DA CONDIVIDERE.<br />

DOVE IL PROTAGONISTA NON SIA SOLO IL PREZZO<br />

E LA QUALITÀ SIA ANCHE UN’ESPERIENZA<br />

RACCONTARE LA VITA<br />

NON SOLO VENDERE<br />

Francesco Morace, sociologo e fondatore del<br />

Future Concept Lab, da anni lavora per definire,<br />

anzi continuamente ridefinire, i “paradigmi<br />

del futuro”. Questo anche il titolo del suo ultimo<br />

libro, in cui individua i punti di riferimento<br />

di un cambiamento ormai irreversibile, e che<br />

ci riguarda tutti, al di là dei nostri ruoli, come<br />

individui. L’osservatorio della sua ricerca è particolarmente<br />

ampio: dagli street hunters che<br />

per primo il FCL ha sguinzagliato in giro per il<br />

mondo, a caccia non tanto di tendenze ma di<br />

modi di essere, alle consulenze per importanti<br />

aziende nazionali, internazionali e multinazionali,<br />

alla recente analisi transgenerazionale,<br />

all’esperienza di un’attività in Brasile, paese<br />

emergente che attraversa il presente e guarda<br />

il futuro in un’ottica molto diversa dalle sabbie<br />

mobili della nostra Italia, e più in generale della<br />

vecchia Europa.<br />

Nella sede milanese del FCL, gli abbiamo chiesto<br />

di aiutarci a definire qualche punto di riferimento<br />

per tracciare le mappe del nuovo consumo,<br />

quel consumo che a buona parte del<br />

mondo del retail (e non solo d’arredo) sembra<br />

sfuggire di mano.<br />

È solo una questione di “crisi” economica, o<br />

c’è altro da scoprire, altri elementi di cambiamento<br />

da individuare per rimettersi in rotta?<br />

Si tratta di elementi molto lontani dal modo<br />

consolidato di intendere il consumo e i consumatori,<br />

ancora più lontani da un mondo arroccato<br />

su se stesso. Lo sentiamo e lo ripetiamo<br />

da anni, ma facciamo ancora fatica a capire<br />

che al centro del consumo l’individuo mette<br />

l’esperienza, il bisogno di tracciare, definire e<br />

riconoscere la propria identità. Sappiamo bene<br />

che nessuno ha più “bisogno” di nulla... in<br />

termini di cose e di prodotti... e allora di cosa<br />

abbiamo bisogno? Basta guardarsi attorno,<br />

guardare i nuovi media, come i social, dove<br />

emerge con evidenza il bisogno di disegnare<br />

e vedere riconosciuta la propria identità, come<br />

avviene con Facebook. E allora, il tema oggi è<br />

capire come sostenere le persone e le famiglie<br />

in questo bisogno di dare respiro alla loro dignità,<br />

di dare rilievo e risposta al loro racconto<br />

di vita. Guardando alla novità di questi ultimi<br />

anni, penso proprio all’ultimo biennio, prevale<br />

il bisogno di immagine, di documentare tutto,<br />

per cui anche grazie alle facilità delle nuove<br />

tecnologie siamo diventati tutti fotografi...<br />

tutto è immagine, ma un’ ‘immagine che parla<br />

di noi, e in questo contesto un mondo che non<br />

ci fa sognare non ci interessa. Qui non si tratta<br />

solo di prezzo. Forse abbiamo capito tutti che<br />

la ripresa, più volte annunciata e smentita, non<br />

SCENARI&CONSUMO<br />

54 <strong>ambientecucina</strong>


I nuovi consumatori: le immagini “di strada”<br />

scattate a Milano, Barcellona e Parigi<br />

appartengono all’archivio fotografico<br />

del Future Concept Lab.<br />

ci sarà o almeno non sarà mai più nei termini<br />

consolidati e ormai superati dei modelli di consumo<br />

precedente.<br />

A questo mutamento epocale, come può rapportarsi<br />

il retail, soprattutto il cosiddetto retail<br />

“tradizionale”? Come ripensare la funzione<br />

del punto vendita?<br />

Ecco, occorre davvero ripensare tutto, forse<br />

anche il linguaggio. <strong>Il</strong> termine distribuzione ci<br />

sembra davvero obsoleto: distribuire cosa, a<br />

chi? Quello che vogliamo - tutti noi, i consumatori<br />

siamo noi - è vivere, raccontare la propria<br />

vita, condividerne il racconto. Ecco, l’elemento<br />

dello sharing, della condivisione, è fondamentale<br />

e lo sarà sempre di più. Senza disconoscere<br />

il ruolo del prezzo. Ma siamo disposti a<br />

pagare se riconosciamo l’importanza, il valore<br />

di un’esperienza. Pensiamo a quello che è av-<br />

venuto per la musica, diventata immateriale,<br />

digitale, ma che ha visto aumentare, ad esempio,<br />

la richiesta di concerti dal vivo, da vivere<br />

insieme.<br />

Questo esempio della musica, fa venire in<br />

mente il mondo della cucina: siamo circondati<br />

da immagini, programmi, corsi, format, comunicazioni<br />

che esprimono una voglia di gusto<br />

dilagante, ma si parla sempre e solo di cucina<br />

come gastronomia e non tanto come habitat.<br />

Perché chef e ambiente non hanno lo stesso<br />

appeal sul consumatore?<br />

Certo, le persone sono le stesse e l’esperienza<br />

della cucina, del cibo da cucinare e cucinato, è<br />

un’esperienza intensa, coinvolgente, eppure<br />

non ritroviamo tutto questo nei punti vendita<br />

che propongono cucine. Non ritroviamo questa<br />

narrazione, questa fascinazione, questo<br />

<strong>ambientecucina</strong> 55


SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />

gusto. È una contraddizione inspiegabile e che<br />

non riguarda tanto il consumatore, quanto le<br />

aziende e il retail.<br />

Senza contare che la cucina è un luogo di progetti<br />

generazionali, di progetti di vita (è quello<br />

che più in generale ha capito benissimo la tanto<br />

demonizzata Ikea, con la sua comunicazione<br />

e la sua proposta). Occorre fare anche questo<br />

salto: avere una visione generazionale, capire<br />

che i consumatori, come persone, non sono<br />

tutte uguali. Guardare alle giovani generazioni,<br />

e comprendere che parlare con i trentenni,<br />

i ventenni o i quindicenni non è la stessa cosa.<br />

La qualità che oggi i consumatori cercano e<br />

che il retail può offrire non può essere solo fatta<br />

di prodotto. La qualità quotidiana della nostra<br />

esperienza di consumatori, in questo caso<br />

di arredo, può richiedere livelli diversi di offerta,<br />

ma la freschezza, la comunicatività, la condivisione<br />

devono essere in ogni caso elementi<br />

presenti, da vivere sul punto vendita. Siamo<br />

troppo ancora troppo lontani.<br />

Cosa significa allora per un punto vendita essere<br />

innovativo rispetto ai consumatori che<br />

verranno, ai consumatori post-crisi? Che fare?<br />

L’Italian way è la nostra possibilità, e non solo<br />

in termini di export. La tendenza tutta italia-<br />

na all’autoflagellazione deve essere superata:<br />

abbiamo grandi talenti che troppo spesso non<br />

siamo in grado di autovalorizzare. Eppure, proprio<br />

questa fase così difficile di cambiamento,<br />

con la consapevolezza che si tratta dell’ultima<br />

spiaggia - per noi, per il nostro paese - di uscirne<br />

in maniera positiva, deve spingerci ad agire,<br />

reagire, cambiare. Direi che i giovani hanno<br />

questa consapevolezza. Quanto al retail, preferisco<br />

indicare soprattutto cosa non fare. Non<br />

pensare che sia solo una questione di prezzo,<br />

non pensare che potrebbero ritornare i livelli e<br />

le modalità di consumo precedenti, non mettersi<br />

in una dimensione difensiva. La strada<br />

SCENARI&CONSUMO<br />

56 <strong>ambientecucina</strong>


NUCLEI DI FUTURO www.futureconceptlab.com<br />

TRA FASCINAZIONE E FIDUCIA,<br />

REINVENTARE IL RETAIL<br />

Tra i seminari 2012 del Future Concept Lab dedicati a individuare i “Nuclei di<br />

Futuro”, quello rivolto al mondo della distribuzione, curato da Luisa Aschiero,<br />

ha evidenziato “I territori integrati tra reale e virtuale che plasmano il mercato”.<br />

Terre inesplorate di rapporto con il consumatore e con la competizione, globale<br />

o locale che sia, da reinventare in tempi di crisi. “<strong>Il</strong> tema al centro della riflessione<br />

diventa una nuova produzione del valore: intrecciare la domanda di felicità<br />

individuale e di autenticità con la nostalgia, l’originalità, il talento, la sorpresa, la<br />

capacità di replicare il successo all’insegna di una relazione consapevole. Ripensare<br />

la crescita comporta un nuovo atto di intelligenza, creando nuove condizioni<br />

economiche, sociali, culturali e istituzionali per la conquista dei mercati”. Così,<br />

nel pieno della crisi secondo il FCL “si passa definitivamente dalla fascinazione<br />

alla conquista della credibilità, non solo attraverso il rigore ma anche attraverso<br />

la visione innovativa”. Ecco, tra questi due poli, fascinazione e conquista, si posizionano<br />

le segnalazioni dei nuclei di futuro, tra consumo e retail, cui fa riferimento<br />

Morace e di cui citiamo quelli più assonanti con il nostro mondo settoriale. A<br />

partire da quella “Nostalgic allure”, in cui la competizione diventa seduzione,<br />

attraverso un racconto che utilizza memoria individuale e story telling. Tradotto in<br />

spazio di vendita è un concept store che si rivitalizza con “la capacità creativa di<br />

riscrivere il passato”, per offrire al consumatore un racconto, un progetto “memorabile,<br />

nel tempo e attraverso il tempo”. Come accade nel nuovo store aperto<br />

a settembre 2012 a Milano, in Corso Venezia, di Dolce & Gabbana, a conferma<br />

di un loro primato innovativo nel mondo del lusso. Progettato come una “casa<br />

siciliana”, scenografico nei minimi dettagli, nello showroom persino i cartellini del<br />

prezzo dei capi di abbigliamento sono scritti a mano su vecchi cartoncini.<br />

“(Ad)Vocational training” è definita la tendenza che individua invece la “competizione<br />

come progetto educativo”, cui si indirizza quella parte del mondo del<br />

retail che ha capito le potenzialità dell’Edutainment, “alla ricerca di nuove modalità<br />

per essere sempre più vicino e in sintonia con la vita delle persone e le loro<br />

reali esigenze”. Non solo intrattenimento educativo sul pdv, ma anche tentativi<br />

di supportare i consumatori in un periodo di grave crisi economica attraverso la<br />

nuova è da reiventare insieme, anche uscendo<br />

da una logica individualistica. Una strada può<br />

essere cercare chi è simile a noi, agire in una<br />

logica di affinità anche nel mondo del retail.<br />

E poi guardare alla vita delle persone, non concentrarsi<br />

tanto a vendere un mobile in più, ma<br />

ad essere e capire il mondo in cui ci troviamo.<br />

Come vede il futuro?<br />

Molto aperto. Questa crisi è un passaggio paradigmatico,<br />

un’occasione per attraversare le<br />

frontiere, da tutti i punti di vista. In quest’ottica<br />

va vista anche la tecnologia: non con timore,<br />

ma davvero come un’opportunità.<br />

È vero che si comprerà molto on line, ma il punto<br />

vendita dovrà sempre più proporre e vendere<br />

progetti di vita. La chiave è avere qualcosa<br />

da raccontare, soprattutto ai giovani, ai ragazzi<br />

che abiteranno il mondo e le case di domani.<br />

E sapere che confidenza e fiducia sono oggi<br />

fondamentali per la relazione con il consumatore,<br />

imprescindibili: occorre lavorare più che<br />

mai sul lungo periodo e superare la “furbata”<br />

del momento. Soprattutto occorre una progettualità<br />

meno tattica, e più strategica. Certo,<br />

noi italiani in questo non siamo mai stati molto<br />

bravi. Eppure, questa è la sintesi: avere una<br />

visione di lungo periodo sostenuta da una ge-<br />

proposta di nuove “buone pratiche”,<br />

per le quali è il pdv stesso a fornire<br />

positivamente l’esempio. Come<br />

la mostra itinerante in vari musei di<br />

design organizzata da Muji in occasione<br />

dell’anniversario del terremoto e dello tsunami del 2011 in Giappone, che<br />

ha spinto il brand-no brand nipponico a rivedere il modo in cui il design impatta<br />

sull’utilizzo delle energie. In un ambito confinante, le istituzioni e le aziende più<br />

avanzate “hanno compreso l’importanza di osservare ed eventualmente supportare<br />

o ricreare questi fenomeni di consumo e retail spesso nati “dal basso”.<br />

Sono segnali di “Enabling collection”, che intende la competizione come sostegno<br />

e creazione di legami, guardando ai consumatori anche come a cittadini,<br />

“facendosi carico” di alcune problematiche sociali, e utilizzando l’idea di “prossimità”<br />

sempre più integrata nella vita delle persone. Come accade a Cassinetta<br />

di Biandronno, in provincia di Varese, dove la Whirlpool attua nella propria sede<br />

un innovativo “farmer market” (nella foto). Ogni giovedì, nell’area della portineria,<br />

il mercatino offre a dipendenti e abitanti prodotti alimentari, selezionati a km.<br />

zero, con sconti fino al 50%, grazie all’assenza di intermediari tra produttore e<br />

consumatore. Azioni semplici, sorprendenti, dall’effetto rapido di avvicinamento:<br />

sono quelle che caratterizzano realtà distributive anche molto diverse, che scelgono<br />

di attuare un “Blitz Effect”, traducendo la competizione in una conquista<br />

immediata del consumatore. <strong>Il</strong> riferimento è a esperienze - spesso creative e<br />

originali - che vanno dal couponing on-line alla personalizzazione di sconti e promozioni.<br />

L’esempio citato dal FCL è il più vicino alla quotidianità. La risposta alla<br />

crisi del panificio Arvati, di Stradella di Bigarello, paese del Mantovano, insieme<br />

“semplice e geniale”: dalle ore 18 i prodotti da forno sono venduti a metà prezzo.<br />

Risultati di una piccola grande idea: il boom di vendite e incasso aumentati in un<br />

orario anomalo, la sera non vengono buttate grandi quantità di prodotti da forno,<br />

il recupero di clienti che si recavano al supermercato per risparmiare. Un’esperienza<br />

che conferma che non è mai soltanto una questione di prezzo.<br />

stione del quotidiano. Lo scenario attuale è di<br />

emergenza, certo, ma abbiamo importanti vie<br />

di fuga da individuare e percorrere. La capacità<br />

di esser vicino alle persone, di offrire specificità<br />

artigianali, di creare una convivialità del<br />

consumo, troppo spesso è rimasta appannaggio<br />

della sola GDO, dove troviamo esperienze<br />

di retail innovativo. Senza dimenticare che in<br />

futuro l’elemento post vendita sarà ancora più<br />

fondamentale. E se il racconto del punto vendita<br />

è valido, vero, autentico, credibile e coinvolgente,<br />

non c’è neppure bisogno di grandi costi<br />

di comunicazione. Anche questo ci hanno fatto<br />

scoprire i social: il miglior medium sei tu.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 57


SPECIALERETAIL<br />

MENO CONSUMI, MENO MARCA E TEMPI PIÙ LUNGHI PER DECIDERE. I DATI<br />

MONITORATI DA SWG PER AMBIENTE CUCINA SULL’ANDAMENTO DEL MERCATO<br />

NEGLI ULTIMI ANNI, SINTETIZZATI DAI DUE RESPONSABILI DEL PROGETTO<br />

COME È CAMBIATO IL PROCESSO<br />

DI ACQUISTO<br />

di Raffaella Razzano<br />

La collaborazione con l’istituto di ricerche SWG<br />

e in particolare con il team che segue il progetto<br />

per monitorare il mercato delle cucine componibili<br />

e degli elettrodomestici da incasso ci<br />

ha consentito in questi anni di offrire una visione<br />

puntuale e approfondita dell’andamento ed<br />

evoluzione di tali mercati.<br />

Per questo numero il team di SWG fornisce ad<br />

Ambiente Cucina, con questa intervista ai ricercatori<br />

Paolo Coppo, referente per il progetto, e<br />

a Diego Martone, consulente SWG, un aggiornamento<br />

sugli aspetti più significativi in corso<br />

e alcune analisi che possono aiutare a comprendere<br />

alcuni trend futuri.<br />

La decisa contrazione del mercato delle cucine<br />

componibili e degli elettrodomestici, molto<br />

evidente dal 2009/2010 ad oggi, sta tumultuosamente<br />

provocando cambiamenti tuttora in<br />

corso nei vari soggetti che operano nel settore<br />

delle cucine componibili, mettendo peraltro<br />

a dura prova la capacità di tenuta sia delle<br />

aziende produttrici sia dei punti vendita.<br />

Questo andamento era prevedibile?<br />

In buona parte sì, e ce lo dice il progetto di ricerca<br />

che SWG sta conducendo dal 1998 monitorando<br />

un campione rappresentativo sia del<br />

totale famiglie italiane (due volte all’anno) sia<br />

dei punti vendita (sei volte all’anno). I primi segnali<br />

della crisi si potevano intravedere nel corso<br />

del 2007 e sono stati gradualmente confermati<br />

nella prima metà del 2008. Gli attori che<br />

hanno compreso quel che stava per accadere<br />

sono riusciti ad essere tempestivi e reattivi.<br />

Quali sono stati in questi ultimi due anni i fenomeni<br />

più importanti registrati nel processo<br />

di acquisto di una cucina?<br />

Sono poche le marche che riescono a influenzare la scelta dei consumatori con la loro immagine e con un posizionamento<br />

ben definito, entrambi rafforzati dalla presenza sul territorio di monomarca a insegna propria. Un esempio per tutti<br />

è Scavolini, presente in Italia con ben 80 monomarca. Nella foto, lo store di Milano, corso Sempione.<br />

Dai dati delle ricerche SWG emerge, per il processo<br />

di acquisto, una dilatazione dei tempi,<br />

in particolare per le cucine di secondo o terzo<br />

impianto, mentre per il primo acquisto i tempi<br />

non hanno avuto modifiche significative. L’allungamento<br />

dei tempi riguarda sia la fase di<br />

maturazione della decisione, con raccolta di<br />

informazioni dalle varie fonti, sia la fase operativa<br />

che va dalla prima visita al primo negozio<br />

fino alla decisione d’acquisto che si concretizza<br />

con la formalizzazione dell’ordine. Se fino<br />

a tre anni fa la fase di raccolta di informazioni<br />

poteva durare circa un trimestre, ora la stessa<br />

dura mediamente da un semestre a un anno.<br />

La fase operativa, inoltre, si è prolungata da alcuni<br />

mesi a quasi un semestre. A questo va ag-<br />

giunto l’accesso alle informazioni tramite internet,<br />

in particolare nella fascia di acquirenti più<br />

giovani, spesso identificati come “giovani coppie”.<br />

Sono consumatori che hanno una grande<br />

familiarità con le nuove tecnologie e che raggiungono<br />

i punti vendita avendo già consultato<br />

prodotti e soluzioni tramite web e, nel caso degli<br />

elettrodomestici, considerando l’acquisto<br />

tramite motori di comparazione dei prezzi.<br />

Si registrano differenze significative nelle<br />

principali aree geografiche?<br />

L’allungamento dei tempi riguarda soprattutto<br />

il Nord e in particolare il Nord-Est dove i tempi<br />

del processo d’acquisto erano nel passato più<br />

contenuti rispetto alla media.<br />

SCENARI&CONSUMO<br />

58 <strong>ambientecucina</strong>


Paolo Coppo, referente per il progetto SWG che<br />

quest’anno compie 15 anni, e Diego Martone, consulente<br />

SWG per la ricerca sul mercato delle cucine italiano.<br />

<strong>Il</strong> fenomeno, inoltre, è sicuramente connesso<br />

con la crisi degli investimenti in edilizia residenziale<br />

e delle compra-vendite e quindi con<br />

la generale crisi economica che coinvolge in<br />

particolare le piccole-medie aziende particolarmente<br />

presenti nel Nord dell’Italia. Si assiste<br />

anche in queste aree alla frammentazione<br />

dell’acquisto con un recupero di mobilio o elettrodomestici<br />

non acquistati ex novo.<br />

In che termini la diminuzione del numero di<br />

cucine vendute riguarda anche la fascia alta<br />

e medio-alta?<br />

La crisi del mercato è generalizzata ma sicuramente,<br />

in termini di numero di cucine vendute,<br />

riguarda in particolare la fascia media e<br />

medio-bassa e dall’anno scorso anche la fascia<br />

bassa, e cioè delle cucine componibili al di sotto<br />

dei 3.000 euro al pubblico, elettrodomestici<br />

e montaggio inclusi. Per quanto riguarda le<br />

cucine di fascia medio-alta, c’è stato un calo<br />

nel numero di cucine vendute anche se decisamente<br />

più contenuto mentre quelle nell’ “olimpo”<br />

(al di sopra dei 20.000 euro al pubblico)<br />

non hanno sofferto cali di quantità, riuscendo<br />

anche a mantenere una buona performance in<br />

termini di fatturato e marginalità.<br />

In tempi di low cost, la marca è ancora un valore<br />

importante? È più significativa per gli<br />

arredi o per gli elettrodomestici?<br />

La marca è ancora un valore importante per<br />

quanto riguarda gli elettrodomestici. Anche<br />

se c’è da dire che quando si ricerca il prezzo e<br />

soprattutto nel caso di un primo acquisto di<br />

cucine ed elettrodomestici, la marca tende a<br />

perdere in parte il suo valore di rassicurazione<br />

e garanzia di buon acquisto. Conta però l’insegna<br />

del negozio di grande superficie, la sua<br />

diffusione, la conoscenza e reputazione, che<br />

può fare da garante sia che si tratti di Ikea o di<br />

Mercatone Uno piuttosto che di Mondo Con-<br />

In questi anni di crisi, le cucine<br />

alto di gamma hanno tenuto<br />

meglio delle altre fasce,<br />

riuscendo anche a mantenere<br />

una buona performance in<br />

termini di fatturato e marginalità.<br />

Nella foto, lo showroom<br />

Arclinea di corso Monforte,<br />

inaugurato ad aprile 2012.<br />

Per un negozio di grande<br />

superficie conta molto<br />

l’insegna, la sua diffusione,<br />

la conoscenza e reputazione,<br />

che può fare da garante<br />

sia che si tratti di Ikea,<br />

nella foto, o di Mercatone Uno<br />

piuttosto che di<br />

Mondo Convenienza, realtà<br />

ormai presenti in tutta Italia.<br />

venienza, realtà ormai presenti in tutta Italia.<br />

Per quanto riguarda le cucine componibili la<br />

marca non è mai stata la variabile più importante<br />

nella decisione d’acquisto. Contano molto<br />

di più l’affidabilità del negozio, l’estetica,<br />

i materiali, il progetto d’arredo, le modalità di<br />

pagamento, i servizi post-vendita. Fanno eccezione<br />

alcune, poche, marche di cucine storicamente<br />

molto conosciute da anni, che riescono<br />

a influenzare la scelta dei consumatori con la<br />

loro immagine e con un posizionamento ben<br />

definito, entrambi rafforzati dalla presenza sul<br />

territorio di monomarca a insegna propria.<br />

Concludendo, quali sono le caratteristiche<br />

principali di questo progetto di ricerche SWG<br />

che quest’anno compie 15 anni?<br />

Abbiamo cercato di strutturarlo in modo flessibile<br />

e aggiornabile per fornire informazioni dettagliate<br />

e valutazioni necessarie ed essenziali<br />

per il processo decisionale delle aziende committenti<br />

su aspetti commerciali e di marketing:<br />

• confrontando bimestralmente l’andamento<br />

del venduto presso i punti vendita rispetto allo<br />

stesso periodo degli anni precedenti e deducendone<br />

un trend di breve periodo;<br />

• quantificando semestralmente la dimensione<br />

del totale mercato e le principali segmentazioni<br />

per far emergere la dinamica dei trend in<br />

un ciclo di medio periodo tramite un campione<br />

rappresentativo di famiglie (16mila contatti annui),<br />

campione che consente di dimensionare il<br />

mercato anche per macro e microaree;<br />

• monitorando gli aspetti che influenzano il<br />

processo d’acquisto, la conoscenza delle marche,<br />

l’andamento del prezzo per le macro-aree<br />

e per canale distributivo, primo acquisto e sostituzione,<br />

le quote sul totale mercato e altre<br />

variabili ritenute utili per far emergere le tendenze<br />

in corso.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 59


SPECIALERETAIL<br />

COOPERARE PER AFFRONTARE INSIEME LE CRITICITÀ<br />

DEL SETTORE È UNO DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI<br />

DELLE DUE ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA,<br />

COME SPIEGA STEFANO DE COLLE, CONSIGLIERE INCARICATO<br />

DEL GRUPPO CUCINE IN ASSARREDO di Raffaella Razzano<br />

LAVORARE A<br />

UN TAVOLO COMUNE<br />

Stefano De Colle, ad di Elmar e consigliere incaricato<br />

del Gruppo Cucine in Assarredo.<br />

La necessità di un dialogo tra le associazioni<br />

degli imprenditori della produzione e della<br />

distribuzione ha una priorità che Stefano<br />

De Colle, imprenditore e consigliere incaricato<br />

del Gruppo Cucine dal maggio dello scorso<br />

anno, ha identificato subito fin dall’inizio<br />

del suo mandato. «In Assarredo è già stato<br />

aperto un tavolo tecnico allargato per discutere<br />

insieme a Federmobili progetti concreti<br />

che spazino dalla formazione, puntando sulla<br />

cultura del “retail management”, al reperimento<br />

di dati puntuali sull’andamento dei<br />

consumi e sulla profilazione del consumatore.<br />

Informazioni fondamentali per il punto<br />

vendita, e anche per i produttori. Purtroppo<br />

la pressione che la crisi sta esercitando<br />

su tutti i soggetti rende più difficile attuare<br />

qualsiasi programma, seppure vitale per<br />

l’evoluzione e la sopravvivenza del settore».<br />

A questo proposito, quali sono oggi i maggiori<br />

punti di criticità nella distribuzione<br />

del mobile da cucina in Italia?<br />

Premetto che il sistema è giunto a un punto<br />

di rottura perché fatturati e margini sono<br />

ai minimi storici, per la cucina siamo quasi<br />

al 50% dei fatturati pre crisi, e attualmente<br />

chi è ancora sul mercato tende a scaricare la<br />

forte tensione finanziaria sui fornitori, compromettendo<br />

tutta la filiera. In ogni caso, la<br />

crisi ha messo in luce i punti deboli del sistema<br />

che sono la poca trasparenza e la scarsa<br />

credibilità dell’offerta. Trasparenza e credibilità<br />

che invece la GDO, che continua ad erodere<br />

quote, sta cavalcando come propri punti<br />

di forza. <strong>Il</strong> consumatore ha strumenti potenti<br />

di confronto grazie al web e oggi non si fida<br />

più di un’offerta che può essere, per lo stesso<br />

prodotto, diversa secondo i punti vendita.<br />

D’altro canto gli imprenditori della distribuzione<br />

sono assillati dalla paura di perdere<br />

vendite e molti di loro continuano a puntare<br />

VISIONI AL FUTURO<br />

60 <strong>ambientecucina</strong>


solo sulla leva del prezzo in una competizione<br />

che non giova a nessuno e che sovente è<br />

scorretta. In questo momento più che mai il<br />

sistema arredo, anche attraverso il tavolo di<br />

cui si parlava, ha invece la necessità di definire<br />

delle regole di comportamento etico da<br />

condividere e comunicare al consumatore per<br />

garantirgli quella trasparenza e credibilità<br />

di cui ha pieno diritto. Bisogna partire dalla<br />

consapevolezza che tra gli imprenditori del<br />

settore il gioco tra le due parti, produttori e<br />

distribuzione, deve essere “win-win”.<br />

E soprattutto deve vincere anche un terzo attore<br />

che è il consumatore.<br />

Quale potrebbe essere il ruolo attivo del<br />

trade per accrescere la catena del valore?<br />

<strong>Il</strong> punto di partenza per dare valore al progetto<br />

è mettere al centro del processo di vendita<br />

il consumatore considerando “l’uomo” e<br />

non vedendolo solo come una opportunità<br />

di business. Ancora oggi per il consumatore<br />

l’obiettivo non è il prezzo più basso ma essere<br />

soddisfatto nelle sue necessità. La cultura<br />

del progetto, che fa parte della storia del<br />

nostro sistema e che rimane ancora un’arma<br />

potente, deve partire da qui. Per questo<br />

è fondamentale lavorare sull’ascolto a livello<br />

individuale ma anche condividere la propria<br />

esperienza per attivare un osservatorio comune<br />

dove attingere dati preziosi per tutti.<br />

L’altro aspetto strategico è quello della comunicazione.<br />

Oggi aspettare il cliente nel<br />

proprio negozio vuol dire accettare l’agonia.<br />

Bisogna avere capacità attrattiva, anche utilizzando<br />

sistemi non convenzionali, a partire<br />

da quelli offerti dalla rete. Oltretutto, anche<br />

se le cifre del commercio on line nel settore<br />

arredo sono ancora piccole, sono comunque<br />

in crescita e questo trend rappresenta un’opportunità<br />

anche per la distribuzione così detta<br />

tradizionale.<br />

FEDERMOBILI www.federmobili.it<br />

ALLARME FISCALE<br />

UN APPELLO DEL PRESIDENTE<br />

Con un appello lanciato nel gennaio 2013, Mauro<br />

Tambelli, presidente di Federmobili, ha ricordato alcune<br />

delle maggiori criticità per il settore: dal bilancio<br />

pericolosamente negativo del settore negli ultimi<br />

cinque anni al problema dei nuovi tributi che graveranno<br />

ancora di più sulle gestioni dei punti vendita.<br />

L’anno che si è appena concluso è stato, per gli associati<br />

della Federazione Nazionale dei Negozi di<br />

Arredamento - Federmobili - Confcommercio Imprese<br />

per l’Italia, al limite della sostenibilità.<br />

<strong>Il</strong> bilancio di cinque anni di crisi per la macro filiera<br />

Legno-Arredo, parla chiaro: meno 14 miliardi di fatturato<br />

alla produzione, meno 52mila posti di lavoro,<br />

meno 40% consumo nazionale.<br />

Gli imprenditori commerciali del settore arredo, con<br />

fatturati che nel 2012 si sono contratti anche del<br />

Mauro Tambelli, presidente di Federmobili.<br />

30%, si trovano con un carico fiscale che rischia<br />

seriamente di essere motivo principale delle cessazioni<br />

delle attività. <strong>Il</strong> “colpo di grazia” potrebbe arrivare ad aprile 2013 con la prima rata della Tares,<br />

il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che quest’anno sostituirà Tarsu e Tia. Secondo i<br />

calcoli dell’Ufficio Studi Confcommercio, con il 2013 le tariffe sui rifiuti pagate dalle aziende aumenteranno<br />

in media del 290%, con incrementi superiori al 400% per alcune tipologie di attività.<br />

«Le imposte e le tariffe che gravano sulle nostre imprese - afferma Mauro Tambelli, presidente<br />

Nazionale Federmobili - stanno portando al collasso gli imprenditori del nostro settore. L’introduzione<br />

della Tares, dell’Imu e degli altri balzelli che non dipendono dal fatturato e dalla redditività<br />

dell’azienda sono insostenibili. Siamo consci che per il Fisco l’aumento di un 3,8% delle entrate nei<br />

primi undici mesi del 2012 siano un ottimo risultato, ma non si può non sottolineare che l’aumento<br />

del gettito è dovuto soprattutto all’introduzione dell’Imu e che al risultato positivo fa da contraltare<br />

un calo del gettito Iva, nello stesso periodo, dell’1,8%. Questo nonostante l’aliquota sia stata aumentata<br />

di un punto percentuale lo scorso anno con una ripercussione sui consumi “devastante”<br />

(soprattutto per i beni semi durevoli come l’arredamento)».<br />

«I Comuni, nel calcolo della Tares - continua il presidente Tambelli - devono necessariamente<br />

considerare che le ampie superfici dei locali dove si svolgono le attività lavorative, come nel nostro<br />

caso, non sono direttamente correlabili ad una maggiore produzione di rifiuti. Un’impresa commerciale<br />

che vende mobili è già soggetta ai costi della differenziazione degli imballaggi e a quelli del<br />

conferimento dei rifiuti diversi, con il risultato che nel “cestino” finiscono, esclusivamente, i rifiuti<br />

che si producono con l’attività giornaliera svolta nei soli spazi destinati ad ufficio e, quindi, solo su<br />

queste metrature andrebbe calcolata la tassa».<br />

«Chiedo - conclude Tambelli - un intervento della politica che salvaguardi il nostro settore da una<br />

‘catastrofe annunciata’. Lo scorso dicembre abbiamo rilanciato con forza al Governo (insieme a<br />

FederlegnoArredo, Confartigianato Legno Arredo, Cna Produzione, Ance e i sindacati Feneal Uil,<br />

Filca Cisl, Fillea Cgil) una proposta che garantirebbe un incremento dei consumi nazionali di arredamento<br />

pari a oltre 1 miliardo di euro nel primo semestre 2013, con evidenti benefici a “cascata” su<br />

numerosi altri settori: l’estensione della detrazione Irpef del 50% agli arredi destinati alle abitazioni<br />

oggetto di interventi di ristrutturazione. Se attuata, questa misura, può garantire una ripresa dei<br />

consumi in uno dei settori vitali del Made in Italy salvando decine di migliaia di posti di lavoro e senza<br />

alcun incremento dei costi per lo Stato».<br />

<strong>ambientecucina</strong> 61


SPECIALERETAIL<br />

Vicepresidente vicario di Federmobili, Mauro<br />

Mamoli è anche presidente del Gruppo Leader<br />

e vicepresidente vicario di Innova.com.<br />

Incarichi importanti che testimoniano una conoscenza<br />

e un impegno profondi del settore<br />

e per il settore. Un punto di vista fondamentale<br />

per capire meglio la visione e gli obiettivi<br />

dell’associazione di riferimento per la distribuzione<br />

indipendente dell’arredamento.<br />

Quali sono oggi i maggiori punti di criticità<br />

nella distribuzione indipendente?<br />

La distribuzione tradizionale fa molta fatica a<br />

far percepire, al potenziale cliente, quali sono<br />

le effettive differenze qualitative del prodotto<br />

che vende rispetto alle proposte della grande<br />

distribuzione organizzata. A questo si aggiunge<br />

una seconda difficoltà: quella di non<br />

riuscire a fare comprendere il valore aggiunto<br />

Mauro Mamoli,<br />

vicepresidente vicario<br />

di Federmobili, durante<br />

il convegno “Industria<br />

e distribuzione insieme<br />

per la ripresa” che si è tenuto<br />

a Verona, all’ultima edizione<br />

di Abitare il Tempo<br />

100% Project.<br />

LA CRISI HA POSTO ALLA RIBALTA<br />

IL CONCETTO POCO “ITALIANO”<br />

DI RETE DI IMPRESA. UNA<br />

NECESSITÀ CHE IMPONE ANCHE<br />

UN DIALOGO PIÙ COSTRUTTIVO<br />

TRA ASSOCIAZIONI E ASSOCIATI.<br />

MAURO MAMOLI, VICEPRESIDENTE<br />

VICARIO DI FEDERMOBILI,<br />

INTRODUCE L’ARGOMENTO E<br />

SPIEGA CRITICITÀ E OPPORTUNITÀ<br />

PER LA DISTRIBUZIONE<br />

a cura di Raffaella Razzano<br />

RETI DI IMPRESA,<br />

UNA SFIDA POSSIBILE<br />

dei servizi, generalmente di alto livello, che il<br />

punto vendita di arredamento indipendente offre<br />

rispetto ai concorrenti. Accoglienza, professionalità,<br />

ascolto, tempo dedicato, consulenza,<br />

progettazione, installazione, post vendita sono<br />

alcuni dei “plus” erogati dalla distribuzione<br />

indipendente, ai quali non si riesce a dare il<br />

giusto valore. Un altro punto critico è la trasparenza<br />

dei prezzi e le garanzie offerte. Purtroppo<br />

la comunicazione, nel nostro settore, è monopolizzata<br />

da GDO e grandi catene che fanno<br />

“passare” come unica variabile importante<br />

nell’acquisto di un mobile il prezzo! Inseguire<br />

quel tipo di offerte è un suicidio, ma arrivare<br />

a far comprendere al potenziale cliente che il<br />

prezzo, che gli viene proposto per una cucina,<br />

è adeguato alla qualità del prodotto, del servizio<br />

e delle garanzie che gli si stanno offrendo,<br />

sarebbe già un bel passo avanti.<br />

Quale potrebbe essere il ruolo attivo del trade<br />

per accrescere la catena del valore e per<br />

contrastare la quota sempre più preponderante<br />

della GDO?<br />

Forse servirebbe un cambio di mentalità.<br />

Spesso tra i rivenditori prevale “l’individualismo”<br />

come se fosse sinonimo d’indipendenza.<br />

Aggregazioni tra “simili”, invece, potrebbero<br />

portare benefici e ottimizzazioni, anche dei costi,<br />

che singolarmente sono più difficili da ottenere,<br />

senza rinunciare alla propria insegna e al<br />

proprio nome.<br />

Non mi riferisco soltanto a possibili gruppi di<br />

acquisto o di vendita, ma anche a reti leggere<br />

create per unire tra loro imprenditori della distribuzione<br />

affinché possano condividere campagne<br />

di comunicazione, formazione, servizi,<br />

logistica e magazzini oppure ottimizzare i trasporti<br />

e le consegne.<br />

VISIONI AL FUTURO<br />

62 <strong>ambientecucina</strong>


<strong>Il</strong> vecchio detto che “l’unione fa la forza” andrebbe<br />

ricordato più spesso, soprattutto in<br />

momenti di crisi.<br />

Quali sono le attività prioritarie identificate<br />

dalla federazione per il 2013?<br />

Prioritaria, anche per il 2013, dovrà essere<br />

l’attenzione di Federmobili alle problematiche<br />

della distribuzione indipendente. Continueremo<br />

l’attività “istituzionale” con lo scopo che il<br />

mondo della politica e del governo consideri<br />

anche il nostro settore per quello che è: un asse<br />

portante dell’economia italiana. Continueremo<br />

a lavorare ai nostri progetti di comunicazione<br />

ed aggregazione: le Settimane dell’Arredamento<br />

e Gruppo Leader. Siamo convinti che<br />

la comunicazione nel nostro settore non debba<br />

rimanere monopolio della GDO e delle grandi<br />

catene. Come sempre, anche nel 2013, un’attenzione<br />

particolare sarà riservata alla Formazione.<br />

Infatti, anche quest’anno Innova.com ha<br />

studiato un catalogo di proposta corsi con percorsi<br />

formativi studiati secondo le esigenze degli<br />

imprenditori del settore arredo. Infine, ma<br />

non da ultimo, lavoreremo alla terza edizione<br />

di “Abitare il Tempo - 100% Project”. <strong>Il</strong> meeting<br />

della distribuzione indipendente, che si svolgerà<br />

quest’anno dal 13 al 15 ottobre, è un progetto<br />

Mauro Mamoli, convinto<br />

sostenitore della nuova formula<br />

della manifestazione di Verona,<br />

si auspica “una condivisione<br />

e una collaborazione<br />

anche su Abitare il Tempo<br />

affinché l’appuntamento sia<br />

riconosciuto da tutti<br />

gli attori come un laboratorio<br />

di formazione, idee, proposte,<br />

incontri, relazioni utile<br />

all’intera filiera dell’arredo”.<br />

nel quale crediamo molto e che ci piacerebbe si<br />

consolidasse come appuntamento annuale per<br />

l’incontro e lo scambio di informazioni tra i vari<br />

soggetti della filiera.<br />

<strong>Il</strong> dialogo già in essere tra le associazioni dei<br />

produttori e dei distributori come può tradursi<br />

in progetti concreti?<br />

Un progetto concreto si è realizzato sul finire dello<br />

scorso anno quando con forza e determinazione<br />

Federmobili e FederlegnoArredo hanno presentato<br />

congiuntamente, al Governo, la stessa<br />

richiesta: l’estensione della detrazione Irpef del<br />

50% agli arredi destinati alle abitazioni oggetto<br />

di interventi di ristrutturazione. Misura che può<br />

garantire una ripresa dei consumi in uno dei settori<br />

vitali del Made in Italy salvando decine di migliaia<br />

di posti di lavoro (vedi riquadro “Allarme fiscale”,<br />

ndr). I progetti concreti potrebbero includere<br />

anche la condivisione di campagne di comunicazione<br />

comuni di sistema per il rilancio dei<br />

consumi di arredamento, l’organizzazione di corsi<br />

di formazione che vedano la partecipazione in<br />

aula di imprenditori della produzione e della distribuzione,<br />

tavoli di confronto che portino a soluzioni<br />

concrete da proporre ognuno ai propri associati.<br />

Per quanto riguarda la formazione possiamo<br />

anche parlare di un progetto concreto già<br />

condiviso dalle due Federazioni: la seconda edizione<br />

del Master di primo livello “Interior design<br />

retail management”, che si sta svolgendo al Politecnico<br />

di Milano. Dopo la prima edizione, che si<br />

è conclusa nella primavera dello scorso anno, da<br />

quest’anno FederlegnoArredo è partner del progetto.<br />

Un risultato importante se consideriamo<br />

che il Master pensa al futuro del nostro settore<br />

formando laureati su tematiche specifiche per il<br />

negozio e l’industria di arredamento.<br />

Personalmente mi piacerebbe che si arrivasse a<br />

una condivisione e ad una collaborazione anche<br />

su “Abitare il Tempo” affinché l’appuntamento<br />

di Verona sia riconosciuto da tutti gli attori come<br />

un laboratorio di formazione, idee, proposte, incontri,<br />

relazioni utile all’intera filiera dell’arredo.<br />

Perché i progetti si realizzino, ci vuole la volontà<br />

e noi, come sempre, ce la metteremo tutta.<br />

La vendita on line di arredamento in Italia,<br />

ad oggi, sviluppa un business ancora<br />

limitato. Anche guardando ad altri paesi,<br />

l’e-commerce potrebbe essere invece un<br />

canale interessante anche per la cucina?<br />

E con quali modalità?<br />

Gli acquisti sul canale internet stanno aumentando<br />

per tutti i settori merceologici, nel nostro<br />

caso credo che la componente del “dover<br />

vedere il prodotto reale e poterlo toccare con<br />

mano” sia ancora l’ostacolo più grande da<br />

superare. Parlando di cucine mi sembra che<br />

quest’aspetto sia ancora più evidente.<br />

Sicuramente il canale internet ha delle grosse<br />

potenzialità per pubblicizzare e far conoscere<br />

prodotti destinati alla “svendita”, ma il passaggio<br />

dal rivenditore lo vedo ancora come “irrinunciabile”.<br />

La cucina è un bene complesso<br />

e il “fai da te” al 100%”, a mio parere, non fa<br />

ancora parte della cultura del potenziale acquirente.<br />

Un’ulteriore problematica potrebbe essere<br />

di tipo logistico e di trasporto: le vendite<br />

tramite e-commerce, a differenza di quelle effettuate<br />

attraverso i canali tradizionali, non<br />

hanno come cliente di riferimento il mercato<br />

locale ma quello internazionale (per non dire<br />

globale), quindi richiedono un’organizzazione<br />

puntuale delle consegne e, nel caso di prodotti<br />

da assemblare, una efficiente organizzazione<br />

per i montaggi. In estrema sintesi direi che vedo<br />

uno sviluppo dell’e-commerce nel comparto<br />

cucina, almeno nell’immediato futuro, solo per<br />

composizioni molto semplici e con scelte dimensionali<br />

ridotte e a “blocco”.<br />

Per cucine personalizzate e “progettuali” dovremo<br />

ancora rivolgerci “di persona” alla distribuzione<br />

tradizionale: l’unica, per il momento,<br />

in grado di soddisfare le esigenze e, a volte,<br />

i “capricci” di consumatori sempre più esigenti<br />

e attenti al rapporto qualità/prezzo!<br />

<strong>ambientecucina</strong> 63


SPECIALERETAIL<br />

LE ESPERIENZE GLOBALI AVANZATE CONFERMANO CHE IL CONSUMATORE<br />

È UN GIUDICE NON MANIPOLABILE DELL’EXPERIENCE SUL PUNTO VENDITA.<br />

ATTENTO AL PREZZO SÌ, MA ANCHE A SENSORIALITÀ, SOCIALITÀ E SERVIZIO<br />

SEMPRE PIÙ MULTITASKING<br />

di Cristina Lazzati vicedirettore Area Retail Business Media Gruppo <strong>24</strong> <strong>Ore</strong>*<br />

EXTRA SETTORE. OLTRE<br />

64 <strong>ambientecucina</strong>


<strong>Il</strong> retail ha sicuramente vissuto e sta vivendo<br />

una forte evoluzione, anche se, in molti casi,<br />

si tratta di un’evoluzione forzata da un consumatore<br />

che, dall’essere preveduto e prevedibile,<br />

è diventato protagonista dei suoi<br />

momenti di consumo, anticipando spesso le<br />

decisioni del marketing di aziende e retailer.<br />

L’alleato del nuovo consumatore è senz’altro<br />

il web, in tutte le sue forme, da quelle ormai<br />

più assodate della ricerca su Google a quelle<br />

più evolute dei twitt, oggi il consumatore è<br />

ormai un giudice poco manipolabile dell’experience<br />

che vive nel negozio e con la marca.<br />

Colpito nelle sue sicurezze, cerca sempre più<br />

convenienza, è attento al prezzo e soprattutto<br />

non ama essere turlupinato. I più avanzati<br />

non solo leggono etichette e brochure esplicative,<br />

non solo testano prodotti per poi cercare<br />

gli stessi su internet, sicuri (spesso con<br />

ragione) di trovare prezzi migliori, ma oggi<br />

sempre più consumatori ficcano il naso anche<br />

negli affari delle aziende per capire con<br />

quale eticità queste si muovono, quale attenzione<br />

rivolgono ai propri lavoratori, all’ambiente,<br />

alla sicurezza dei prodotti.<br />

Un ambito che fino a pochi mesi fa sembrava<br />

un “grattacapo” solo per l’alimentare, ma<br />

che ora non è più così. La ricerca effettuata<br />

da Greenpeace sui capi di abbigliamento e<br />

sull’utilizzo di elementi potenzialmente nocivi<br />

per la salute ha coinvolto moltissimi brand<br />

della moda, dal fast fashion alle griffe, che in<br />

men che non si dica hanno dovuto correre ai<br />

ripari, pena le mancate vendite causate da un<br />

calo di fiducia.<br />

Oggi, anche i consumatori abbienti sono diventati<br />

più attenti a quanto spendono e più<br />

sobri: preferiscono acquistare “valore” a<br />

prescindere dalla griffe. Un discorso che si<br />

estende a tutti i prodotti, dai beni durevoli a<br />

quelli più d’impulso. In sintesi, a chi oggi si<br />

occupa di retail è richiesto di essere sempre<br />

più multitasking, in grado quindi di sviluppa-<br />

LA CULTURA DEL GUSTO L’architettura dell’Air<br />

Terminal di Roma Ostiense, progettata da Julio La Fuente<br />

per i Mondiali di Italia ’90, è tornata a nuova vita con<br />

Eataly, che si propone non solo di diffondere nel mondo<br />

la cultura del cibo italiano, ma anche di rivitalizzare<br />

ex immobili industriali.<br />

CONFINE<br />

ABBIAMO INDIVIDUATO NUOVI<br />

TREND EMERSI NEL 2012<br />

DI CUI SI PREVEDE<br />

LO SVILUPPO NEL 2013.<br />

PER OGNUNO PROPONIAMO<br />

ALCUNI ESEMPI DI STORE<br />

EVOLUTI E INNOVATIVI,<br />

CATTURATI IN ITALIA E NEL<br />

MONDO IN DIVERSI SETTORI.<br />

NIENTE CUCINA, È VERO,<br />

MA IDEE E PRATICHE<br />

ECCELLENTI, CURIOSE,<br />

INTERESSANTI, COMUNQUE<br />

STIMOLANTI PER CAPIRE -<br />

E MAGARI AIUTARCI A CREARE -<br />

IL FUTURO DEL RETAIL<br />

re politiche di marketing, di brand e di sviluppo<br />

coerenti tra loro e coerenti con l’evoluzione<br />

dello shopper. Oggi l’experience nel punto<br />

di vendita è ancora più importante del passato:<br />

la multisensorialità, tema dibattuto da<br />

tempo, è diventata una delle armi di riconoscibilità<br />

del brand. Pensiamo all’esperienza<br />

sensoriale che si prova entrando in uno store<br />

Abercrombie. Ovunque luci basse, fari puntati,<br />

diffusori di profumo (sempre lo stesso)<br />

identificabile e facile da ricordare (l’olfatto è<br />

il senso con la memoria più lunga) e poi, non<br />

dimentichiamolo, la musica assordante, pulsante:<br />

Abercrombie punta quindi su un’experience<br />

legata ai sensi, primaria, avvincente e<br />

targettizzata.<br />

Passiamo al food. Qui la sensorialità è connaturata<br />

al core business, con gli aromi del<br />

pane appena sfornato, gli odori pungenti del<br />

banco formaggi, il mare nella pescheria, i<br />

colori dell’ortofrutta: una ribalta, quella del<br />

mercato, che oggi è riscoperta da molti concept<br />

di nuova ideazione. Uno per tutti Coop.<br />

Fi, disegnata dall’architetto Paolo Lucchetta;<br />

ma anche il nuovo concept Simply, lanciato a<br />

Milano, a fine 2012. Botteghe, mercato, una<br />

riscoperta della tradizione sinonimo di originalità<br />

e di genuinità, ma anche di made in<br />

Italy. Infatti, al mercato all’italiana sono dedicati<br />

anche molti concept nati all’estero, dalle<br />

catene britanniche come Waitrose o Marks &<br />

Spencer a quelle americane come Trader’s Joe<br />

o Whole Foods.<br />

Non dimentichiamo poi l’experience della socialità,<br />

la voglia del servizio, della cura del<br />

cliente, non più appannaggio solo delle cate-<br />

ne del lusso. Così se nell’alimentare il cliente<br />

apprezza il macellaio che consiglia come cucinare<br />

questa o quella carne, che “fa spettacolo”<br />

del suo saper fare - bellissimo il banco della<br />

carne da Eat’s, al livello meno 1 di Excelsior,<br />

a Milano -, nel flagship italiano di Banana Republic<br />

c’è la possibilità di prenotare un personal<br />

shopper che consiglia e aiuta nella scelta<br />

le clienti indecise o con poco tempo a disposizione:<br />

un servizio gratuito e fidelizzante.<br />

Certo ci sono settori più “predisposti” alla<br />

creazione di un’experience; pensiamo all’elettronica<br />

di consumo, dove “far provare” vale<br />

più di mille spiegazioni, dove il servizio richiesto<br />

dal cliente è fatto di esperienza e conoscenza<br />

del prodotto; un nome per tutti sono<br />

gli Apple Store, esempio completo e pregnante<br />

di che cosa significa costruire un marchio<br />

anche (e soprattutto) attraverso il retail, comunicando<br />

dall’architettura del negozio alla<br />

sua location, le scelte cromatiche, le comunicazioni<br />

visive fatte di immagini, emozionali.<br />

Con la possibilità di fruire dei prodotti in<br />

diretta semplicemente accostandosi ad uno<br />

dei tanti banchi di prova. Tutto da ammirare<br />

il servizio: l’assistenza al genius bar, per trovare<br />

soluzioni ai problemi o per capire nuove<br />

potenzialità di un prodotto, i corsi gratuiti o a<br />

pagamento da fare in store, su appuntamento<br />

o “on the spot”; l’eliminazione delle code alle<br />

casse: se si usa la carta di credito, basta fermare<br />

uno dei tanti commessi che girano per il<br />

punto di vendita e si può pagare seduta stante,<br />

con ricevuta inviata via mail.<br />

I numeri di Apple rassicurano che la strada<br />

è quella giusta. <strong>Il</strong> retail oggi può fare per un<br />

brand molto di più di quanto può fare una<br />

campagna pubblicitaria. Ovviamente è una<br />

potenza che non va sottovalutata perché funziona<br />

in senso positivo, ma anche in senso<br />

negativo, poiché un’esperienza sgradevole<br />

rimane nel ricordo e probabilmente circolerà<br />

attraverso il passaparola potenziato ancora<br />

di più dal web. Quindi, attenzione a chi vuole<br />

intraprendere questa strada: è un lavoro per<br />

professionisti e non per amatori.<br />

*Si ringrazia per la collaborazione<br />

la redazione di GDOWEEK (Gruppo <strong>24</strong> <strong>Ore</strong>)<br />

<strong>ambientecucina</strong> 65


SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />

NEO-ARTIGIANALITÀ<br />

STORIA, TRADIZIONI, MESTIERI<br />

IN STILE LOCALE Evidenziando il legame con il territorio,<br />

Ted Baker, retailer di abbigliamento maschile del Regno Unito,<br />

ha aperto un punto vendita a insegna Tedbury che interpreta lo<br />

stile del Kent. Strutturato in quattro shop-in-shop (pub, farmacia,<br />

macelleria e tea shop) di atmosfera old British.<br />

IL BELLO DELLE ISOLE Nell’ex area industriale Novoli<br />

Unicoop Firenze ha realizzato un prototipo<br />

di supermercato (firmato Paolo Lucchetta, Retail Design)<br />

concepito con un layout ad isole per enfatizzare<br />

la qualità di un assortimento di prodotti toscani.<br />

ECCELLENZA DI FILIERA La Bottega Campagna<br />

Amica è il nuovo concept store (300 mq) del Consorzio Agrario<br />

di Siena, risultato di una ristrutturazione curata da Costa Group,<br />

in un edificio storico. Espressione della mission di sostenere<br />

l’agricoltura italiana, nel rispetto della filiera e dell’ambiente,<br />

creando un contatto diretto tra consumatori e produttori.<br />

EXTRA SETTORE. OLTRE<br />

66 <strong>ambientecucina</strong>


SOSTENIBILITÀ<br />

ASSORTIMENTI, PRIVATE LABEL<br />

A EMISSIONI ZERO Veicoli elettrici, kit per il risparmio idrico e strumenti hi-tech per il risparmio energetico, alimenti biologici e a km<br />

zero. Sono alcuni dei prodotti-servizi proposti nel primo Zew Store (Zero Emission Way Store) aperto a Jesi (An) da Energy Resources.<br />

Anche il punto vendita è ad emissioni zero: climatizzazione con impianto geotermico ed energia elettrica fornita da impianto fotovoltaico.<br />

ON LINE PERSONALIZZATO Lo spazio Desigual in calle Caspe a Barcellona<br />

propone 1.200 modelli in un solo esemplare per taglia, per favorire l’ordine via web<br />

assicurando la consegna a domicilio entro 48 ore. Ma lo store offre anche servizi<br />

su misura e personal shopper.<br />

CONFINE<br />

TUTTO BIO E TANTO GREEN È completamente<br />

dedicato al biologico il nuovo format di Auchan<br />

a insegna Coeur de Nature di Brétigny-sur-Orge.<br />

Si sviluppa su una superficie di 1.000 mq adottando<br />

un’ambientazione in stile mercato ambulante con<br />

reparti dai nomi evocativi come <strong>Il</strong> Mulino, La Fattoria,<br />

Casa Responsabile, Dolce e Salato, Fresco e Goloso.<br />

MOBILITÀ 2.0<br />

TRA VIRTUALE E REALE<br />

PROFUMO MULTIMEDIALE Woolite Washed Boutique<br />

è il temporary store dedicato a Woolite, il brand di Reckitt<br />

Benckiser, aperto in occasione della New York City’s Fashion<br />

Week. <strong>Il</strong> coinvolgimento sensoriale dei visitatori alternava<br />

elementi del passato (il brand è nato nel 1952) e della<br />

contemporaneità (interattività e social).<br />

<strong>ambientecucina</strong> 67


SPECIALERETAIL<br />

CASE HISTORY<br />

BRAND A EFFETTI SPECIALI<br />

Progettato dallo studio giapponese<br />

Shigeru Ban, lo store Camper di<br />

New York, situato nel quartiere di Soho,<br />

sfrutta la particolare conformazione degli<br />

arredi per creare un effetto ottico di alto<br />

impatto. Una parete lenticolare composta<br />

da una decina di tramezze verticali si<br />

snoda da un capo all’altro del negozio.<br />

A seconda della prospettiva da cui<br />

si guarda il wall, l’osservatore ottiene<br />

una doppia visione: dall’esterno dello store<br />

spicca il logo Camper in lettere cubitali,<br />

dal lato opposto rispetto all’entrata<br />

si nota che ogni tramezzo funge in realtà<br />

da pratico espositore per le calzature.<br />

UN’ONDA DI PANE A Carlton, nell’estremo<br />

sud dell’Australia, Baker D Chirico rivisita<br />

in maniera creativa la panetteria. Utilizzando<br />

il legno in funzione evocativa: trasmettere<br />

le caratteristiche del prodotto (calore, profumo,<br />

naturalità) esasperando le forme.<br />

COOLNESS<br />

DESIGN E INNOVAZIONE<br />

MOVIMENTO CIRCOLARE Placebo Pharmacy,<br />

progetto realizzato ad Atene da KLab Architecture<br />

(55 mq), presenta una forma perimetrale circolare<br />

contrapponendo al suo interno un layout a raggiera.<br />

A rifinire la struttura cilindrica esterna un pannello<br />

metallico, il cui traforo richiama l’alfabeto Braille del<br />

packaging in uso sui prodotti farmaceutici.<br />

EXTRA SETTORE. OLTRE<br />

68 <strong>ambientecucina</strong>


LEGGI, MANGIA, NAVIGA<br />

Red, acronimo di “read, eat, dream”<br />

(leggi, mangia, sogna), inaugurato a Roma<br />

da Feltrinelli, vuole abbinare cultura e cibo nel nome<br />

della socialità. Puntando all’integrazione tra punto<br />

vendita fisico e virtuale: i clienti possono navigare<br />

con i propri dispositivi mobili usufruendo del wi-fi<br />

gratuito oppure utilizzare gli iPad disponibili<br />

ai tavoli e alle pareti.<br />

IL CLIENTE GIOCA A FARE LA STAR<br />

Quindici secondi di celebrità: con il suo flagship store<br />

di Times Square, a New York, American Eagle realizza<br />

la profezia di Andy Warhol. Chi acquista un capo di<br />

abbigliamento, può accomodarsi in un piccolo studio<br />

fotografico ricavato all’interno dello store (progetto<br />

Bar Architects) e vedere subito dopo la propria immagine<br />

proiettata per quindici secondi, appunto, su uno dei<br />

12 enormi pannelli posti sulla facciata esterna.<br />

CONFINE<br />

EXPERIENCE 100%<br />

MIX MERCEOLOGICI,<br />

COINVOLGIMENTO, EVENTI<br />

IL LUSSO DELLA FRUTTA SECCA <strong>Il</strong> monomarca Noberasco di Milano si propone con lo stile di una pasticceria di<br />

fascia luxury. <strong>Il</strong> negozio (200 mq su due piani) offre più di 100 tipologie della migliore frutta secca e disidratata proveniente<br />

da tutto il mondo. Al piano terra l’esposizione dei prodotti, venduti a peso, mentre l’interrato ospita incontri, eventi, corsi di<br />

cucina. <strong>Il</strong> negozio è destinato agli acquisti dei gourmand milanesi, ma anche a turisti in cerca di food shopping experience.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 69


CONCEPT STORE FEBAL<br />

DALLA CUCINA ALLA CASA<br />

FEBAL HA INTRAPRESO<br />

LA NUOVA STRATEGIA<br />

CHE PORTERÀ IL BRAND<br />

A SVILUPPARE PROGRAMMI<br />

D’ARREDO COMPLETI<br />

PER OGNI AMBIENTE,<br />

DANDO VITA AL NUOVO<br />

RETAIL CONCEPT FEBAL CASA<br />

70 <strong>ambientecucina</strong><br />

Di fronte a un mercato sempre più maturo ed esigente,<br />

Febal, che dal 2009 fa parte dello storico<br />

Gruppo Colombini leader da quasi 50 anni nel<br />

settore dell’arredamento, continua a scommettere<br />

sul futuro dando vita a un nuovo retail concept<br />

battezzato Febal Casa: un’idea innovativa, per un<br />

diverso modo di interpretare l’arredamento per tutta<br />

la casa. «Da tempo - puntualizza l’ad del Gruppo,<br />

Emanuel Colombini, - si parla della necessità di<br />

un’evoluzione e modernizzazione della distribuzione<br />

indipendente. Un giro d’affari che la crisi ha eroso in<br />

modo significativo e che sta accelerando tutti i processi<br />

di cambiamento».<br />

Innovazione, collaborazione, investimenti sono le<br />

Emanuel Colombini,<br />

ad di Febal e del Gruppo Colombini.


Alicante, disegnata da Matteo Beraldi, è una delle<br />

ultime novità presentate da Febal. La collezione,<br />

che comprende anche soluzioni per l’area living,<br />

qui è proposta nella versione “Mini&Functionality”.<br />

parole chiave con cui Febal risponde a tale esigenza<br />

e congiuntura economica.<br />

L’obiettivo è quello di creare un’insegna di successo,<br />

una boutique dell’arredamento che venga valorizzata<br />

da un brand molto noto, in cui tutto parla di<br />

qualità, dal prodotto al servizio, alla gestione.<br />

<strong>Il</strong> concept store Febal Casa significa accoglienza,<br />

personalizzazione delle soluzioni, anche grazie<br />

all’ampia area tecnica dedicata, e poi immagini,<br />

suoni, colori, profumi, e soprattutto soluzioni d’arredo<br />

per far vivere alla propria abitazione una coerenza<br />

stilistica autenticamente Made in Italy.<br />

«Ciò che distingue la nostra formula di retail da<br />

quelle proposte fino ad oggi - prosegue Colombini<br />

- è sicuramente il controllo su tutta la filiera produttiva.<br />

I prodotti che offriamo ai nostri potenziali partner<br />

sono interamente realizzati all’interno del nostro<br />

Gruppo. Ciò permette di attuare una programmazione<br />

mirata e fortemente orientata alla qualità, migliorando<br />

la gestione dei flussi e delle informazioni,<br />

finalizzata a ridurre i tempi e i costi dell’approvvigionamento,<br />

oltre ad accrescere l’efficacia nel soddisfare<br />

le domande dei consumatori».<br />

Ma non solo. Ogni anno, le 10 collezioni e le oltre<br />

20 uscite di nuovi prodotti garantisco un’offerta costante<br />

di proposte e servizi “up-to-date” in grado di<br />

rispondere alla domanda del consumatore moderno,<br />

sempre più dinamico ed esigente.<br />

Una formula di retail dove i valori sia estetici sia di<br />

contenuto, propri del Gruppo, possano essere veicolati<br />

con completezza: Febal Casa si presenta<br />

come la riproduzione di un reale spazio abitativo,<br />

in cui un percorso tematico guidato conduce il visitatore<br />

attraverso una casa pensata, suggerita secondo<br />

le idee di uno stile inedito, capace di emozionare.<br />

«Febal Casa - spiega l’ad del Gruppo, - non si limita<br />

semplicemente ad essere un’insegna, ma è<br />

un sistema, una formula condivisa con tutti i nostri<br />

partner per la messa in atto anche di un piano di<br />

comunicazione comune, a livello nazionale e loca-<br />

INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE<br />

La reception è uno dei punti focali<br />

su cui si concentra l’attenzione<br />

del concept. Importante anche l’area<br />

tecnica dove il cliente può scegliere<br />

le finiture e i materiali, trasversali alla<br />

collezione casa.<br />

Concept a cura dello Studio Venturi<br />

le, che comprende investimenti in campagne adv,<br />

web marketing ed eventi. Ai nostri partner, inoltre,<br />

offriamo un servizio di formazione continua, appoggiandoci<br />

alla nostra divisione Colombini Academy,<br />

per garantire un affiancamento personalizzato ai<br />

venditori e renderli sempre più competenti in merito<br />

al prodotto, alle più efficaci tecniche di vendita e<br />

sull’utilizzo dei più moderni e specifici software del<br />

settore. Prima dell’apertura».<br />

<strong>Il</strong> progetto, studiato in ogni minimo dettaglio e forte<br />

dell’esperienza già rodata negli showroom monomarca<br />

presenti all’estero, è stato oggetto di presentazioni<br />

su invito riservate agli operatori del settore, a<br />

partire dai clienti Febal.<br />

«Le due convention, che abbiamo organizzato a Bologna<br />

e Milano, hanno generato moltissimo interesse<br />

e stiamo già concretamente lavorando all’apertura<br />

dei primi Febal Casa» conclude Emanuel Colombini.<br />

«Gli imprenditori più dinamici hanno capito<br />

subito che per affrontare un mercato le cui regole<br />

sono completamente cambiate il concept è una valida<br />

opportunità». Una formula coraggiosa e una risposta<br />

concreta alla necessità di cambiamento della<br />

distribuzione del settore.<br />

www.febal.com<br />

<strong>ambientecucina</strong> 71


SPECIALERETAIL<br />

TRA LE DIVERSE COMPETENZE<br />

E ATTIVITÀ CHE DEVE<br />

SVILUPPARE UNO SPAZIO<br />

VENDITA “EVOLUTO”,<br />

È CRUCIALE IL RAPPORTO<br />

CON GLI ARCHITETTI,<br />

SEMPRE PIÙ CONSULENTI<br />

DI UNA CLIENTELA DI ALTO<br />

LIVELLO. NE ABBIAMO PARLATO<br />

CON MASSIMO CASTAGNA,<br />

PROGETTISTA E ART DIRECTOR<br />

di Davide Cattaneo<br />

IL DIALOGO<br />

DEL PROGETTO<br />

Massimo Castagna è architetto, interior designer<br />

ma anche art director di aziende del settore<br />

arredamento, oltre che consulente di punti<br />

vendita. È il direttore artistico di Rossana Cucine<br />

e da dieci anni docente ai master di Federmobili<br />

al Polidesign Politecnico di Milano sui<br />

temi della formazione del punto vendita di arredamento.<br />

A lui chiediamo quali siano le modalità<br />

di approccio e come si alimenti una reciproca<br />

fiducia tra progettista/titolare del punto<br />

vendita e gli architetti che possa portare a un<br />

rapporto costruttivo per entrambi e soprattutto<br />

per il committente finale.<br />

Come è cambiato negli ultimi anni questo<br />

rapporto?<br />

Progettisti e architetti sono senza dubbio interlocutori<br />

privilegiati per i rivenditori d’arredamento,<br />

diventati indispensabili soprattutto in<br />

un momento come questo nel quale il fatturato<br />

legato alla “vendita tradizionale” è decisamente<br />

calato. Se è infatti vero che per una fascia di<br />

mercato medio-bassa la gestione del rapporto<br />

con il cliente è prerogativa esclusiva del punto<br />

vendita, per la fascia più alta la mediazione del<br />

progettista diventa fondamentale. Un rapporto,<br />

quello tra professionista e rivendita, che si<br />

è notevolmente trasformato negli ultimi anni.<br />

In passato i progettisti si rivolgevano al rivenditore<br />

di mobili quando l’architettura dello spazio<br />

era pressoché definita, quando cioè si trattava<br />

di scegliere unicamente l’arredo di uno<br />

spazio ormai immutabile. Oggi, perché il rapporto<br />

diventi proficuo per entrambi, è necessario<br />

“parlare la stessa lingua”, è indispensabile<br />

che l’offerta sia adeguata a chi progetta architettura<br />

d’interni, a partire da tutte quelle componenti<br />

che costituiscono “l’edilizia leggera”<br />

ossia superfici, finiture, porte… Una connessione<br />

tra l’attività edilizia propriamente detta<br />

e l’arredamento che comporta un ruolo diverso<br />

anche per il rivenditore, che diventa un vero e<br />

proprio project manager chiamato a dialogare<br />

con il progettista quando l’architettura è ancora<br />

“al rustico”, quando cioè si può ancora intervenire<br />

su molti aspetti della progettazione. Ovviamente<br />

ciò comporta l’acquisizione di nuove<br />

competenze da parte del personale del negozio<br />

che passa attraverso una importante attività<br />

di formazione, puntuale e approfondita.<br />

Massimo Castagna, architetto e designer.<br />

CONSULENTE A 360°<br />

72 <strong>ambientecucina</strong>


<strong>Il</strong> rapporto con il professionista rimane incentrato<br />

in ogni caso sulla credibilità, ossia sulla<br />

sua capacità di offrire soluzioni e servizi in risposta<br />

alle diverse specifiche di ogni progetto.<br />

Lavorare sul brand è una strada da percorrere<br />

per consolidare questa credibilità, soprattutto<br />

perché architetti e progettisti che si appoggiano<br />

a un rivenditore danno oggi per scontato<br />

una profondità dell’offerta che va al di là di<br />

quanto il rivenditore propone abitualmente.<br />

Quali servizi può offrire il punto vendita agli<br />

architetti e fino a che punto invece questi<br />

possono diventare consulenti privilegiati del<br />

rivenditore?<br />

È sicuramente un rapporto di dare-avere. Se è<br />

senza dubbio vero che il rivenditore ha accesso<br />

a più informazioni specifiche su un determinato<br />

prodotto rispetto al progettista, viceversa<br />

è il progettista, lavorando sul campo, a poter<br />

suggerire nuove soluzioni o a incentivare la ricerca<br />

di prodotti innovativi. Troppo spesso i rivenditori<br />

scelgono i propri prodotti basandosi<br />

esclusivamente sul brand e sul prestigio delle<br />

aziende produttrici, senza entrare nel dettaglio<br />

dei contenuti tecnici e di analisi più approfondite.<br />

L’applicazione di un prodotto in un progetto<br />

reale può confermare la validità di questa<br />

scelta o al contrario minare certe convinzioni<br />

sulla validità della soluzione proposta e solo<br />

il progettista può fare una valutazione corretta<br />

in questo senso.<br />

All’interno di uno showroom, inoltre, non sempre<br />

l’esposizione dei prodotti valorizza l’identità<br />

di ciascuno di essi, anzi su questo tema c’è<br />

ancora molto da lavorare.<br />

Un progettista, che diventa partner o consulente<br />

del punto vendita, può intervenire in<br />

modo significativo anche su questo aspetto.<br />

Spesso mi trovo a fare presentazioni di prodot-<br />

Lo showroom Rossana,<br />

inaugurato lo scorso anno<br />

a Milano, in via Turati,<br />

è stato progettato<br />

da Massimo Castagna<br />

anche per essere un punto<br />

di riferimento per i progettisti<br />

di interni.<br />

to presso i rivenditori e cerco sempre di entrare<br />

nel dettaglio delle caratteristiche di ogni nuova<br />

soluzione spiegando concretamente come il<br />

prodotto possa essere impiegato e in quali situazioni<br />

è preferibile utilizzarlo.<br />

Trovo purtroppo in molti casi diffidenza e perplessità<br />

di fronte alle novità; prima ancora di<br />

verificare e testare il prodotto mi viene chiesto<br />

di aumentarne il livello di commercializzazione,<br />

semplificandone contenuti e possibilità di<br />

declinazione. I temi propri della progettazione<br />

devono tornare ad essere al centro dell’attività<br />

di comunicazione e di scelta dei prodotti da<br />

parte di ogni rivenditore.<br />

La sua attività di architetto di interni ha influenzato,<br />

e in che modo, il suo ruolo di designer<br />

e art director di una nota azienda di<br />

cucine? In questa veste, qual è la forma di<br />

dialogo che ha scelto per comunicare con gli<br />

architetti?<br />

Certamente la mia attività di progettista ha<br />

influenzato molto i miei progetti di design e<br />

l’attività di art director che ho svolto per alcune<br />

aziende, ma è avvenuto anche il contrario.<br />

In linea generale ho cercato di sviluppare nel<br />

tempo una relazione sempre più stretta tra<br />

prodotto e architettura, per evitare di realizzare<br />

soluzioni poco flessibili, ma che al contrario<br />

tengano conto delle infinite situazioni che ogni<br />

progetto ci propone.<br />

Per Rossana ad esempio, ma anche per altre<br />

aziende, ho cercato di colmare il gap che esiste<br />

tra prodotto, costruito a tavolino dalle aziende,<br />

e contesto progettuale nel quale ci si trova ad<br />

intervenire. Ho cercato di realizzare prodotti<br />

che abbiano una “concezione architettonica”,<br />

capaci cioè di dialogare attraverso piccoli accorgimenti<br />

e dettagli intelligenti con l’architettura<br />

dello spazio nel quale si inseriscono.<br />

Prodotto e architettura si devono integrare<br />

in fase progettuale. Ogni tipologia di sistema<br />

d’arredo, dai mobili del living alla cucina,<br />

dal bagno agli elementi fissi devono garantire<br />

la massima flessibilità e versatilità, caratteristiche<br />

imprescindibili, ad esempio, nel settore<br />

contract.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 73


SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />

GHIRARDELLI ARREDARE<br />

Bergamo<br />

Anno di apertura 2011<br />

(nuova sede e nuovo layout)<br />

Progetto Studio di progettazione interno<br />

Superficie espositiva 500 mq<br />

www.ghirardelliarredare.com<br />

UNO STORICO<br />

RIVENDITORE DI<br />

BULTHAUP, CAPACE<br />

DI RINNOVARSI<br />

OFFRENDO UN SERVIZIO<br />

APPROFONDITO, IN<br />

SPAZI INTEGRATI<br />

CHE NON SOLO<br />

ESPONGONO,<br />

MA ACCOLGONO<br />

di Davide Cattaneo<br />

DOVE TUTTO GIRA<br />

INTORNO ALLA CUCINA<br />

Raffinate ed esclusive, le superfici e i materiali del sistema b3 sottolineano la capacità artigianale<br />

di personalizzare ogni dettaglio su richiesta del cliente.<br />

Un nuovo modo di intendere lo spazio retail,<br />

un concept innovativo che ha l’obiettivo di<br />

coinvolgere totalmente il cliente, renderlo effettivo<br />

protagonista delle proprie scelte attenuando<br />

quella tipica soggezione che troppe<br />

volte finisce per allontanarlo dal negozio di<br />

mobili concepito in modo tradizionale.<br />

Ghiradelli Square è una piazza interamente<br />

dedicata alla casa, un luogo semi-pubblico incorniciato<br />

dalle facciate storiche ed eleganti di<br />

Palazzo Zanchi a Bergamo, attorno al quale si<br />

sviluppa lo spazio espositivo di Ghirardelli Arredare<br />

in cui vengono riproposti veri e propri<br />

modelli di abitazioni. Ma anche uno showroom<br />

pieno di storia e con un forte legame con il<br />

territorio, nel quale opera uno staff che mette<br />

al centro l’attenzione al cliente e alla sua piena<br />

soddisfazione. Ghirardelli vanta una colla-<br />

CONSULENTE A 360°<br />

74 <strong>ambientecucina</strong>


Le linee semplici e compatte del sistema b1 definiscono il fulcro della “casa dinamica”:<br />

per un cliente giovane, cosmopolita, attento alle ultime tendenze dell’interior design.<br />

borazione più che trentennale con Bulthaup,<br />

l’azienda di cucine che fa della qualità a 360°<br />

gradi la propria caratteristica vincente: precisione,<br />

competenza progettuale, individualità,<br />

personalizzazione e lavorazioni artigianali si<br />

fondono perfettamente nei modelli di cucina<br />

proposti. Proprio questa attenzione ai dettagli<br />

e alla personalizzazione estrema devono necessariamente<br />

trovare un interlocutore professionale,<br />

affidabile, competente, per poter essere<br />

trasmesse. Proprio per questo Ghirardelli,<br />

che è stato il primo rivenditore di Bulthaup in<br />

Italia, rinnova continuamente la propria collaborazione<br />

e lo scambio proficuo con l’azienda<br />

tedesca, proponendo installazioni domestiche<br />

ambientate di stile diverso, nelle quali la<br />

cucina è il fulcro dello spazio, a conferma ulteriore<br />

di come proprio la cucina possa essere<br />

l’espressione dello stile di vita di ciascuno di<br />

noi. Un percorso che consente di valorizzare al<br />

meglio le proposte che Bulthaup, e Ghirardelli<br />

di conseguenza, hanno voluto modellare nel<br />

tempo attorno all’individuo, trasformando la<br />

cucina in “Ambiente di Vita” nei quali i sistemi<br />

proposti non seguono mode e tendenze<br />

temporanee, ma sono prodotti senza tempo<br />

e sempre di grande attualità, spazi living personalizzati,<br />

che conciliano le conoscenze tecniche<br />

più avanzate con la massima funzionalità<br />

proponendo soluzioni in linea con i nuovi<br />

stili di vita. Due ambienti moderni e innovativi<br />

sono nati accanto al già esistente showroom<br />

completamente dedicato al sistema bulthaup<br />

b3, in cui l’individualismo e la razionalità vengono<br />

esaltati in diverse proposte di eccellente<br />

fattura. La “Casa domotica”, ospitata nell’ala<br />

destra della corte, vede protagonista il sistema<br />

bulthaup b2 che grazie al suo concept compatto<br />

e innovativo e alle sue linee moderne, ben si<br />

inserisce in uno spazio nel quale le più avanzate<br />

tecnologie video, audio e illuminotecnica si<br />

integrano per dar vita a scenari abitativi diversi,<br />

accentuando il comfort della casa e potenziando<br />

le occasioni di svago e intrattenimento.<br />

Gli ambienti dallo stile classico ed elegante<br />

presentano soffitti affrescati e pavimenti preziosi,<br />

che ospitano cucine e arredi dal design<br />

essenziale e contemporaneo.<br />

Gli spazi espositivi di Ghirardelli Arredare<br />

sono incorniciati dalle imponenti colonne<br />

di Palazzo Zanchi e si dispongono lungo<br />

il perimetro della piazza interna.<br />

Sul lato opposto è stato invece ricreato un piccolo<br />

loft dallo stile metropolitano, denominato<br />

“Casa dinamica”, nel quale le forme minimali<br />

del sistema bulthaup b1 esaltano l’idoneità dei<br />

materiali, la qualità e la precisione artigianale<br />

dedicati a chi è alla ricerca di una soluzione<br />

unica al giusto prezzo.<br />

Tre proposte complete nelle quali, accanto alla<br />

cucina, Ghirardelli espone arredi, complementi<br />

e finiture dei migliori marchi italiani e internazionali,<br />

per dar vita a spazi integrati accoglienti,<br />

ad atmosfere coinvolgenti nel quale trascorrere<br />

un’esperienza completamente nuova<br />

in cui il cliente non è più semplice spettatore,<br />

ma ne diventa assoluto protagonista.<br />

Un approccio focalizzato all’individuo perché<br />

possa vivere un’esperienza speciale, non solo<br />

nel momento della consulenza o dell’acquisto,<br />

che può prevedere anche la degustazione di<br />

un drink offerto dal bistrot interno, una pausa<br />

caffè sui divanetti della piazzetta, oppure un<br />

aperitivo tra oggetti di design e opere d’arte.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 75


SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />

SCOUTING DI PRODOTTI<br />

E PROGETTI, AGAPE 12<br />

A MILANO OFFRE<br />

A OGNI TIPOLOGIA<br />

DI CLIENTE LA<br />

POSSIBILITÀ DI<br />

TROVARE TUTTI<br />

GLI ARREDI PER<br />

OGNI AMBIENTE E DI<br />

DIALOGARE CON<br />

LE AZIENDE PARTNER<br />

AGAPE 12<br />

Milano<br />

Anno di apertura 2012<br />

Progetto Benedini&Partners<br />

Superficie espositiva 850 mq<br />

www.agapedesign.it/agape12<br />

Le proposte di Agape12 si caratterizzano per i materiali<br />

naturali, le trame preziose e delicate, i colori neutri.<br />

UN INCUBATORE<br />

DI CREATIVITÀ<br />

di Davide Cattaneo<br />

Collocato in Brera nel cuore di Milano, in<br />

una zona che negli ultimi anni ha accentuato<br />

la propria identità di catalizzatrice<br />

di tutto ciò che ruota attorno al mondo del<br />

design e del progetto, Agape 12 rappresenta<br />

anche una location ideale per l’organizzazione<br />

di servizi di moda, design<br />

e lifestyle. Inaugurato durante la scorsa<br />

Design Week milanese, il nuovo conceptstore<br />

propone un percorso progettuale ed<br />

espositivo che si sviluppa su quattro livelli<br />

dall’identità e dalle caratteristiche architettoniche<br />

diverse, che offrono al visitatore<br />

atmosfere e proposte di stile differente<br />

per i diversi spazi della casa. Dalla cucina<br />

al living, fino al pranzo. Dal bagno alla zona<br />

notte, fino ai materiali.<br />

<strong>Il</strong> piano terra e il primo piano ospitano più<br />

propriamente l’esposizione, mentre il piano<br />

interrato è dedicato alla formazione e<br />

all’area di progettazione. All’ultimo piano,<br />

inoltre, un appartamento campione, accessoriato<br />

e funzionante, diventa la sede ideale<br />

per piccoli eventi e presentazioni, oltre<br />

a valorizzare l’esposizione dei prodotti in<br />

un contesto reale, completo e pensato organicamente.<br />

L’allestimento dell’appartamento<br />

viene periodicamente rivisto mante-<br />

CONSULENTE A 360°<br />

76 <strong>ambientecucina</strong>


nendo alcuni punti fermi, come la cucina di<br />

Alpes Inox. Agape 12 offre una consulenza<br />

a 360°, una capacità di affiancare il cliente<br />

tanto nella scelta degli arredi, quanto<br />

nell’attività di progettazione dello spazio.<br />

Attraverso una costante attività di scouting,<br />

lo staff di Agape 12 seleziona in tutto<br />

il mondo i migliori marchi e le più interessanti<br />

proposte internazionali, per proporre<br />

unicamente complementi architettonici,<br />

prodotti, finiture e accessori per la casa<br />

che siano effettiva espressione di una qualità<br />

totale, dal punto di vista sia estetico<br />

sia funzionale, progetti che nascano da un<br />

vero percorso di ricerca, da un’attenzione<br />

all’ambiente e alle sue risorse, che si traducano<br />

in elementi che possano durare nel<br />

tempo.<br />

Marchi importanti e conosciuti si affiancano<br />

a realtà emergenti italiane o internazionali,<br />

produttori industriali o con un’identità<br />

più artigianale convivono accumunati<br />

dal filo conduttore della bellezza, sia che<br />

si tratti di finiture o prodotti importan-<br />

Al piano interrato sono stati creati piccoli spazi<br />

di incontro, per consulenze e sviluppo di progetti ad hoc<br />

con il cliente in un contesto riservato e tranquillo.<br />

All’ultimo piano un piccolo appartamento che si rinnova<br />

periodicamente mostra come gli arredi e le soluzioni<br />

proposte possano convivere in uno spazio<br />

dalle dimensioni ridotte.<br />

ti, sia per gli oggetti semplici per la vita<br />

di ogni giorno. Ecco allora che i cataloghi<br />

delle aziende partner si fondono di fatto in<br />

un’offerta unica per originalità e coerenza.<br />

Anche grazie a questa metodologia di lavoro,<br />

Agape 12 è in grado di offrire, ad ogni<br />

tipologia di cliente ma anche a progettisti,<br />

interior designer e contractor, l’opportunità<br />

di scegliere, in un’unica sede, tutti<br />

gli elementi necessari per progettare gli<br />

ambienti dell’abitare e di dialogare direttamente<br />

con i responsabili delle aziende<br />

partner.<br />

All’attività quotidiana di vendita e consulenza,<br />

Agape 12 affianca un fitto programma<br />

di eventi e incontri per i professionisti<br />

del settore, oltre ad appuntamenti rivolti al<br />

pubblico per occasioni particolari come anteprime<br />

e presentazioni.<br />

In sintesi, un incubatore di proposte creative,<br />

uno spazio che è contemporaneamente<br />

galleria espositiva e centro di progettazione,<br />

un nuovo punto di riferimento per creativi<br />

e amanti delle belle cose.<br />

Atmosfere coinvolgenti, installazioni complete per mostrare<br />

ai clienti come elementi e arredi possano dialogare<br />

con le superfici e i materiali.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 77


LUBE<br />

TRA LE AZIENDE LEADER DI CUCINE, LUBE HA COSTRUITO IL SUO SUCCESSO<br />

SU UNA FORMULA CHE PREVEDE, DA SEMPRE, ATTENZIONE E RISPETTO<br />

TOTALE PER LA PROPRIA DISTRIBUZIONE.<br />

CRESCERE INSIEME<br />

Presente in Italia con circa 1.400 punti vendita, Lube<br />

è uno dei brand più noti nel nostro paese e il suo<br />

successo sfida anche le difficoltà del mercato grazie<br />

a una politica industriale, produttiva e distributiva di<br />

grande qualità, in cui prevale il gioco di squadra.<br />

Fabio Giulianelli, amministratore delegato e socio di<br />

Lube insieme al fondatore Luciano Sileoni, ha le idee<br />

molto chiare a proposito: «Lube è cresciuta investendo<br />

tutto sul prodotto e sulla distribuzione. Lo sviluppo di<br />

quest’ultima e il passaparola hanno contribuito a far<br />

conoscere il nostro marchio in tutta Italia. Un brand<br />

che l’azienda ha supportato ulteriormente con la comunicazione<br />

istituzionale e anche con i successi della<br />

squadra di pallavolo. Anzi si può dire che la strada di<br />

Fabio Giulianelli, amministratore delegato e socio<br />

di Lube, insieme al fondatore Luciano Sileoni.<br />

78 <strong>ambientecucina</strong><br />

Adele, uno degli ultimi<br />

successi Lube, in una<br />

composizione che racconta<br />

bene come sia una proposta<br />

flessibile e aperta al living.<br />

successo percorsa dalla Lube Volley sia una metafora<br />

di ciò che è accaduto all’azienda. Anche lo sport ci<br />

insegna a fare squadra: con la pallavolo abbiamo fatto<br />

innamorare dipendenti e clienti e abbiamo creato legami<br />

più stretti».<br />

Nonostante la crisi ci sono ancora margini di<br />

crescita?<br />

Premetto che dal 2006 al 2011 il fatturato Lube è aumentato<br />

del 2-3%, così come la penetrazione.<br />

Essere riusciti a crescere in quest’arco di tempo penso<br />

che sia un risultato straordinario. Nel primo semestre<br />

2012 abbiamo registrato un +2%, senza aumentare<br />

il numero dei clienti e in un settore in netta crisi,<br />

riuscendo a chiudere l’anno con un segno positivo. Per<br />

quanto riguarda il futuro, siamo certi di avere ancora<br />

margini significativi di crescita, perché intendiamo<br />

premere ancora di più sull’acceleratore della comunicazione.<br />

Tali investimenti completano quelli destinati<br />

all’ampliamento del catalogo per coprire ogni fascia di<br />

prezzo, compresa quella medio-alta che ci ha permesso<br />

di conquistare una fetta di mercato che prima non<br />

presidiavamo. Contestualmente, abbiamo potenziato<br />

anche le proposte in fascia bassa. Questa completezza<br />

ci ha reso trasversali e, direi, vincenti e ha infuso<br />

maggiore forza e visibilità ai punti vendita monomarca,<br />

che stiamo aprendo a più riprese, ma anche ai negozi<br />

plurimarca.


A proposito di monomarca, qual è la strategia<br />

dell’azienda?<br />

Sicuramente il progetto dei monomarca è una scelta<br />

che può portare vantaggi sia all’azienda sia ai partner<br />

che la sposano. La nostra peculiarità, però, è il pieno<br />

rispetto della storicità e della competenza dei nostri<br />

clienti. L’insegna, ad esempio, riporta sempre il nome<br />

del partner affiancato al nostro. <strong>Il</strong> consumatore è alla<br />

ricerca di certezze e crediamo fermamente che il<br />

messaggio sia più forte se il nostro brand si accosta<br />

a quello di imprenditori che hanno maturato nel tempo<br />

una grande credibilità. Vogliamo garantire continuità<br />

alla loro storia e rispettare la loro indipendenza e professionalità.<br />

In tal senso non imporremo mai un prez-<br />

zo al pubblico, perché siamo consapevoli che i costi di<br />

gestione cambiano per ogni realtà distributiva.<br />

Vista l’ampiezza della gamma offerta da Lube,<br />

come avete organizzato la formazione dei vostri<br />

partner?<br />

Riteniamo un investimento fondamentale ospitare da<br />

noi i clienti, e anche i loro addetti alle vendite, per fare<br />

formazione. <strong>Il</strong> nostro showroom interno è la prima tappa<br />

del processo formativo che deve partire dalla conoscenza<br />

profonda del prodotto. Puntiamo molto sulla<br />

valorizzare di quegli aspetti tecnici sui quali abbiamo<br />

scommesso tanto, come per esempio i pannelli ecologici<br />

e i piani antibatterici, fattori che danno certezza<br />

Un’immagine dello showroom aziendale<br />

dove Lube inizia il percorso formativo<br />

dedicato ai suoi rivenditori.<br />

CUCINE LUBE<br />

Anno di fondazione 1967<br />

Sede Treia (Mc)<br />

Sito produttivo 100mila mq<br />

N° dipendenti e collaboratori 550<br />

Fatturato 2011 144,5 milioni di euro<br />

Trend fatturato 1° semestre 2012 +2%<br />

Punti vendita plurimarca in Italia 1.400<br />

Punti vendita monomarca in Italia 60<br />

INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE<br />

di qualità. Tutto ciò è necessario perché oggi chi entra<br />

in negozio si è già documentato profondamente e ha<br />

delle richieste molto specifiche, alle quali il rivenditore<br />

deve poter rispondere sempre con competenza.<br />

Come viene gestita l’immagine del brand Lube<br />

nei punti vendita?<br />

Essendo un aspetto fondamentale, investiamo tantissimo<br />

nella progettazione degli allestimenti. Ci sono<br />

punti vendita che crescono del 20-30% proprio perché<br />

rinnovano costantemente il negozio, operazione<br />

che noi sosteniamo fortemente. La crisi, da questo<br />

punto di vista, ci ha dato una lezione enorme: non<br />

vendi se non riesci a offrire qualcosa di diverso.<br />

www.cucinelube.it<br />

Punti vendita che trattano Lube come unico<br />

marchio di cucine 200-250<br />

<strong>ambientecucina</strong> 79


SPECIALERETAIL<br />

INTERVISTA A<br />

VITTORIO ZARDINI,<br />

VICEPRESIDENTE E<br />

SOCIO DI ASSO SPA,<br />

AZIENDA SPECIALIZZATA<br />

NELL’ALLESTIMENTO DI<br />

PUNTI VENDITA ITALIANI<br />

E INTERNAZIONALI<br />

di Davide Cattaneo<br />

Al suo attivo vanta una esperienza ventennale<br />

nel settore della produzione, realizzazione<br />

e vendita di negozi, a livello internazionale e<br />

mondiale, in particolare nel mondo della moda.<br />

Asso ha il suo “cuore” in Valpolicella (dove<br />

è nata nel 1993) a San Pietro in Cariano, dove<br />

l’azienda ha la sua sede principale. Ma la società,<br />

che ha nel suo dna la vocazione all’innovazione,<br />

opera in tutto il mondo, seppure<br />

principalmente a livello europeo (tra i suoi<br />

clienti fidelizzati Calzedonia, Benetton, Guess),<br />

essendo specializzata in tutte le tipologie di<br />

arredo dei punti vendita: dal corner (angoli di<br />

abbigliamento monomarca) al megastore, passando<br />

per la realizzazione di pacchetti “chiavi<br />

in mano”, operando quindi come general contractor<br />

in grado di seguire ogni singola fase<br />

della realizzazione degli spazi.<br />

Radicata nel territorio, cresciuta sui due “assi<br />

familiari” dei soci dirigenti, Giovanni Venturini<br />

e Vittorio Zardini, rispettivamente presidente<br />

e vicepresidente, Asso ha un team interno (56<br />

dipendenti) e si avvale inoltre di una serie di<br />

collaboratori esterni, produttori e artigiani che<br />

collaborano sia nella fase produttiva degli ele-<br />

Da sinistra: Giovanni Venturini,<br />

presidente di Asso Spa, e<br />

Vittorio Zardini, ad Maistri International<br />

e vicepresidente Asso Spa.<br />

CONCEPT TRADOTTO<br />

IN ARREDO<br />

menti d’arredo sia in quella dell’allestimento.<br />

Al vicepresidente Vittorio Zardini abbiamo<br />

chiesto di indicarci quali sono i criteri principali<br />

con cui si opera per creare una nuova tipologia<br />

di negozio. Dal concetto all’insegna.<br />

Asso realizza allestimenti per punti vendita<br />

chiavi in mano. Come si sviluppa il rapporto<br />

con il cliente e quali sono gli step che scandiscono<br />

lo sviluppo del progetto, dalla stipula<br />

dell’accordo alla consegna del negozio?<br />

<strong>Il</strong> rapporto con il cliente si sviluppa attraverso<br />

un percorso consolidato tra committente e<br />

azienda. Si studia un layout nel quale vengono<br />

definite tutte le particolarità di un progetto che<br />

deve rappresentare l’immagine e il messaggio<br />

che il brand azienda vuole indirizzare al pubblico<br />

per lo sviluppo del marchio. Questo primo<br />

step è una delle fasi più complesse e delicate:<br />

la sinergia con il committente dev’essere totale<br />

e costruttiva. Per questo, prima di entrare<br />

nel vivo dei lavori, focalizziamo l’attenzione su<br />

un’altra fase cruciale che segue il progetto e<br />

lo studio “su carta”, ossia quella della verifica<br />

su materiali e campionature da sottoporre al<br />

COMUNICARE IN STORE<br />

80 <strong>ambientecucina</strong>


cliente. L’obiettivo è quello di cercare il perfetto<br />

prototipo di quanto richiesto dal committente,<br />

sempre con la visione finale dell’industrializzazione<br />

del prodotto.<br />

Quali sono gli aspetti fondamentali da considerare<br />

nella definizione del layout?<br />

Una volta definito il concept che il brand vuole<br />

esprimere, si procede alla preventivazione<br />

economica del progetto. E dunque può partire<br />

a pieno ritmo la produzione degli arredamenti<br />

nel nostro stabilimento veronese, per poi passare<br />

successivamente all’allestimento del negozio.<br />

Le esigenze cambiano di continuo anche<br />

per quanto riguarda diversi punti vendita di<br />

una stessa catena. In questo caso, le linee guida<br />

che portano alla realizzazione del negozio<br />

sono sempre le stesse, anzi necessariamente<br />

devono essere immediatamente riconoscibili.<br />

Ma gli spazi vanno studiati di volta in volta, così<br />

come peculiarità e criticità che determinate<br />

metrature e disposizioni possiedono. Dobbia-<br />

mo perciò capire e concordare con il cliente come<br />

sfruttarle e trattarle per ottenere il meglio;<br />

per questo vengono effettuati specifici e dettagliati<br />

rilievi del locale, per determinare dimensioni<br />

e altezze e tutto lo specifico dello spazio.<br />

Su questa base si adatta poi il progetto del PV.<br />

In che modo gestite il brand del cliente<br />

nel punto vendita? Quanto deve essere<br />

visibile-riconoscibile il marchio-logo?<br />

Sono aspetti prioritari, focalizzati ovviamente<br />

nelle insegne visibili all’esterno e immediatamente<br />

identificabili appena si entra in negozio,<br />

ma che si rincorrono anche lungo tutte le superfici<br />

arredate. Le immagini e le grafiche sono<br />

studiate ad hoc per dare la massima comunicazione<br />

al marchio e al prodotto. Tuttavia, non è<br />

solo il logo-marchio ad avere importanza, ma<br />

è il concetto stesso dell’arredamento e dello<br />

spazio vendita, negozio o corner che sia, ad essere<br />

studiato in ogni minimo dettaglio per trasmettere<br />

l’idea che il cliente ha del proprio pro-<br />

Esterno e interno del negozio<br />

Guess di Lisbona: logo,<br />

immagine e arredo devono<br />

essere in sintonia con la<br />

comunicazione del marchio.<br />

Sotto, due punti vendita<br />

Benetton, di Chicago e Miami,<br />

allestiti da Asso SpA, che<br />

opera particolarmente nel retail<br />

della moda, in costante<br />

e veloce evoluzione.<br />

dotto e della sua collocazione nel mercato e di<br />

come intende comunicarla visivamente.<br />

E dunque colori, materiali, illuminazione, piuttosto<br />

che la disposizione “pieno” e “vuoto”,<br />

sono tutti elementi altrettanto rilevanti e calibrati<br />

sul marketing del prodotto e sul marchio.<br />

Come sono cambiate in questi anni le esigenze<br />

relative allo spazio retail?<br />

In questo momento il retail sta attraversando<br />

un periodo di indubbia difficoltà. Le aziende<br />

primarie stanno cercando di incentivare le<br />

aziende retail per mantenere quote e spazi di<br />

mercato, spesso intervenendo direttamente<br />

con soluzioni di sostegno. Ciò premesso,<br />

si tratta comunque di un settore in costante<br />

evoluzione. Penso che la carta vincente, nel<br />

nostro ambito in generale e per Asso in particolare,<br />

sia proprio questo continuo rinnovamento:<br />

ogni nuovo negozio è un passo avanti<br />

rispetto al precedente. Ce lo impone non solo<br />

la tecnologia, ma anche il marketing delle varie<br />

aziende, in necessaria, continua e costante<br />

rivoluzione. In quest’ottica, e in funzione di un<br />

normale iter di passaggio generazionale esistente<br />

all’interno dell’azienda, come amministratore<br />

di Asso SpA, da qualche tempo sto delegando<br />

a figli e nipoti la gestione ordinaria di<br />

quello che è l’aspetto della realizzazione e del<br />

rapporto che abbiamo con i vari clienti e fornitori.<br />

Avere una squadra giovane e coesa, sia<br />

dirigenziale sia operativa, ritengo che costituisca<br />

una preziosa marcia in più. E il concetto di<br />

squadra e di sinergia è anche quello che anima<br />

il nostro rilancio di Maistri (l’azienda veronese<br />

di cucine recentemente acquisita e ribattezzata<br />

Maistri Innovation). Maistri Innovation può<br />

offrire quindi il miglior servizio completo, dalla<br />

progettazione alla realizzazione e montaggio,<br />

a partire dal singolo cliente fino al contract, appoggiandosi<br />

ad Asso per la realizzazione del<br />

comparto bagni e sanitari in materiale laminato,<br />

una novità e una nuova sfida recentemente<br />

intrapresa dall’azienda.<br />

www.assospa.com<br />

<strong>ambientecucina</strong> 81


SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />

UN ALLESTIMENTO<br />

IMMAGINIFICO,<br />

DALL’ORIGINALE<br />

CIFRA STILISTICA,<br />

CHE METTE IN SCENA<br />

UN MODO DI VIVERE<br />

CONTEMPORANEO<br />

CAPACE DI FAR RIVIVERE<br />

ANCHE ATMOSFERE E<br />

OGGETTI D’EPOCA<br />

di Davide Cattaneo LO<br />

STILE RITROVATO<br />

RAW BRERA<br />

Milano<br />

Anno di apertura 2012<br />

Progetto Paolo Badesco e Costantino Affuso<br />

Superficie espositiva 150 mq<br />

RAW MAGENTA<br />

Milano<br />

Anno di apertura 1996<br />

Progetto Paolo Badesco<br />

Superficie espositiva 50 mq<br />

www.rawmilano.it<br />

Tutto nasce da una passione viscerale per l’interior<br />

design e l’architettura che si alimenta<br />

continuamente e si traduce nella ricerca e selezione<br />

di arredi e complementi, ma anche in<br />

un supporto tecnico e stilistico a cura di uno<br />

staff di architetti e designer. Paolo Badesco<br />

è da sempre l’anima di Raw, la boutique che<br />

propone un design indipendente dalle mode<br />

e dalle tendenze, e incarna un’identità fatta di<br />

sfumature e suggestioni, per uno stile volutamente<br />

nostalgico ma ben ancorato al gusto<br />

contemporaneo. A Badesco si è recentemente<br />

affiancato l’architetto Costantino Affuso, e la<br />

presenza dello “stile Raw”, nella metropoli milanese,<br />

si è raddoppiata: allo scenografico negozio<br />

di corso Magenta 96, una “wunderkammer”<br />

dove l’allestimento cambia ciclicamente,<br />

si aggiunge il nuovo spazio in via Palermo 1,<br />

nel cuore di Brera, che conferma la precisa cifra<br />

stilistica e il gusto spiccato per oggetti e atmosfere<br />

decisamente espressivi.<br />

COMUNICARE IN STORE<br />

82 <strong>ambientecucina</strong>


All’interno sono evidenti i riferimenti a lontane provenienze,<br />

al concetto di viaggio attraverso i tempi: proposte inedite<br />

ma di gusto contemporaneo, mai nostalgico.<br />

Una sorta di cabinet de curiosités, un luogo<br />

originale e accogliente, nel quale l’armonia<br />

dell’ambiente è ottenuta attraverso le finiture<br />

ricercate che mettono in risalto l’accostamento<br />

equilibrato di oggetti e complementi d’arredo<br />

diversi, per provenienza ed epoca, scelti con<br />

l’entusiasmo e la curiosità dei due proprietari,<br />

che li porta a cercare continuamente cose nuove<br />

in giro per il mondo.<br />

Oggetti insoliti, poetici, volutamente non restaurati,<br />

che recano in sé le tracce del tempo,<br />

che mostrano le stratificazioni e la memoria di<br />

chi li ha vissuti, utilizzati, amati.<br />

Elementi spesso utilizzati in modo inedito rispetto<br />

alla loro funzione originale, secondo<br />

un processo di conversione o ready made di<br />

stampo duchampiano, che sposta il significato<br />

delle cose e trasforma la loro funzione per dar<br />

vita ad un personalissimo codice stilistico in<br />

ogni casa, per ogni cliente.<br />

Proprio in questo contesto è stata temporane-<br />

amente esposta una cucina ad isola Minà, firmata<br />

Minacciolo, che si è inserita nello spazio<br />

con gusto e armonia. Lamiera di metallo spessorato,<br />

manopole idrauliche, ripiano in coccio<br />

pesto: la cucina riporta in vita immagini evocative,<br />

interpretando allo stesso tempo l’evoluzione<br />

dei tempi, per un gusto contemporaneo<br />

che non dimentica il passato, proprio come<br />

avviene per le proposte di Raw.<br />

Accanto agli “oggetti trovati”, Raw propone alcune<br />

collezioni esclusive, raffinate ed eleganti<br />

come i découpage di John Derian, le ceramiche<br />

berlinesi di Kuhn Keramik, le creazioni dello<br />

studio Patch NYC, i pezzi squisitamente francesi<br />

di Astier de Villatte, e gli elementi ideati<br />

dall’interior designer Jonathan Adler.<br />

Raw ha inoltre una speciale collaborazione<br />

con il brand di carte da parati Wall&Deco, che<br />

rompendo con il concetto puramente decorativo<br />

dell’elemento d’arredo, lo rende parte integrante<br />

dell’architettura della casa.<br />

<strong>Il</strong> contesto ideale per esporre temporaneamente una<br />

proposta Minacciolo, che si sposa perfettamente con<br />

l’identità raffinata e originale del negozio.<br />

Sotto: layout raffinato, colori di tendenza, apparente<br />

casualità per creare zone attrattive che raccontano la<br />

personalità del punto vendita e delle proposte.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 83


SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />

UN RAFFINATO PROGETTO ARCHITETTONICO NEL LECCESE DIVENTA<br />

IL FULCRO DI UNA CONTESTUALIZZAZIONE COMUNICATIVA DEI PRODOTTI.<br />

DOVE SI RACCONTA UNA STORIA COERENTE DI GUSTO E CULTURA<br />

di Rossella Conte<br />

Assoluta coerenza estetica anche<br />

tra mobili e accessori (in primo piano<br />

oggetti Sambonet), e tra il contesto<br />

locale-culturale e gli eventi in store.<br />

I’M WHERE I LIVE<br />

Muro Leccese (LE)<br />

Data di apertura 2010<br />

Superficie espositiva 300 mq + 100 mq<br />

www.emanuelespano.it<br />

Tutto è in piena sintonia tra<br />

il dentro e il fuori del punto vendita:<br />

il trait d’union è la pietra leccese,<br />

anche nella cucina funzionante,<br />

dove domina la cappa Elica.<br />

Le diverse aree dello store sono<br />

concepite come parte dello stesso<br />

progetto estetico-culturale:<br />

nella foto, la zona dedicata al bagno.<br />

DENTRO, FUORI<br />

E ON LINE<br />

Uno spazio polifunzionale dove fantasia e design<br />

si incontrano, nel cuore del basso Salento,<br />

nell’antico borgo di Muro Leccese. Un edificio<br />

moderno eco friendly, quello di Emanuele Spano<br />

& C., perché realizzato in biocalce e pietra<br />

naturale, ricolmo di oggetti di design forniti<br />

dalle aziende che lo sponsorizzano, ristrutturato<br />

però in modo da rievocare il modello della<br />

Torre Saracena, un pezzo cruciale dell’identità<br />

architettonica del Salento. Si tratta di “I’m<br />

where I live” (un nome che è già una dichiarazione<br />

di intenti), uno spazio di 300 mq inaugurato<br />

nel 2010 e suddiviso in due ambienti, uno<br />

interno e uno esterno, quest’ultimo aperto solo<br />

durante la stagione del sole. Arredi e piccoli<br />

complementi, oggettistica e profumazioni, si<br />

accomodano su corner aziendali che focalizzano<br />

l’attenzione sull’articolo o sono raccontati<br />

in ambienti che simulano quelli di vere e proprie<br />

case, come la zona notte, l’area benessere<br />

e la cucina. L’illuminazione è garantita dai<br />

prodotti in esposizione: giochi di luce ed effetti<br />

scenografici sono creati dagli originali, a volte<br />

unici, pezzi firmati Artemide o Pimar. Lo spazio<br />

esterno, tutto in pietra leccese seguendo i canoni<br />

della tradizione, durante i mesi estivi è un<br />

vero e proprio punto di incontro per eccellenze<br />

nazionali e internazionali: qui si ritrovano professionisti<br />

del settore ed esperti di design, qui<br />

vengono anticipate le tendenze e raccontato il<br />

presente. <strong>Il</strong> giardino ospita, con cadenza almeno<br />

quindicennale, eventi di grande importanza,<br />

come per esempio ‘Salento in (s)cena’<br />

dedicato alla cucina e alla tradizione salentina.<br />

Non mancano mostre di fotografia, di interior<br />

design, accompagnate spesso da performance<br />

musicali o incontri culturali. Vengono<br />

organizzate anche presentazioni di prodotti<br />

in partnership con le aziende fornitrici, eventi<br />

legati a feste e manifestazioni locali, e talvolta<br />

lo spazio diventa set di shooting fotografici.<br />

La comunicazione continua anche online, tramite<br />

la presenza sui maggiori social, con il sito<br />

e una newsletter che raggiunge circa 20mila<br />

utenti (grazie ai quali lo store si è aggiudicato<br />

il premio speciale My Store alla selezione italiana<br />

per il GIA - Global Innovator Award, quale<br />

punto vendita più votato dagli internauti).<br />

COMUNICARE IN STORE<br />

84 <strong>ambientecucina</strong>


UN INNOVATIVO STORE VERONESE, CREATO<br />

DA DUE IMPRENDITORI IMMOBILIARI, PROPONE<br />

UN LAYOUT ARTICOLATO IN MODEL UNIT<br />

ABITATIVE COMPLETE. CHE PARLANO<br />

A GENERAZIONI E TARGET DIVERSI CON<br />

ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE. DAI CORSI<br />

CON I PANIFICATORI A QUELLI DI BON TON<br />

di Marina Bellati<br />

DAI MURI DI CASA<br />

ALLA PENTOLA<br />

Sede locale di Slow Food, il punto vendita<br />

ha come fulcro proprio la cucina<br />

e i numerosi corsi ed eventi dedicati<br />

al mondo gastronomico. A disposizione<br />

dei clienti-visitatori anche una biblioteca<br />

e un’emeroteca dedicate a design<br />

e architettura, dove si svolgono<br />

corsi di arte e del ricevere.<br />

QUALITY LIVING<br />

Verona<br />

Data di apertura ottobre 2012<br />

Superficie espositiva 5 piani,<br />

450 mq totali su 5 piani<br />

www.qualitylivingverona.it<br />

Un intero palazzo storico di cinque piani nel<br />

centro di Verona è la sede del concept store<br />

Quality Living, dove è possibile acquistare non<br />

solo oggetti e arredi, ma addirittura soluzioni<br />

immobiliari abitative. Inaugurato lo scorso<br />

anno (e subito primo classificato alla selezione<br />

italiana per il GIA - Global Innovator Award,<br />

premio internazionale dedicato all’eccellenza<br />

del Retail), è nato dall’iniziativa di Paolo Zanza<br />

e Mario Fedrigoli, imprenditori da due generazioni<br />

nel campo dello sviluppo e della costruzione<br />

di immobili. «Abbiamo pensato a un nuovo<br />

concept in cui mettere in mostra la qualità<br />

del vivere; non solo un modello molto più accattivante<br />

e realistico delle varie soluzioni abitative<br />

del nostro portfolio immobiliare, ma anche<br />

di tutto quello che è necessario per rendere<br />

le case confortevoli e personali. Per questo<br />

nei vari piani sono sviluppati model unit di appartamenti<br />

di varia tipologia, completi di ogni<br />

finitura e accessorio». L’esposizione è pensata<br />

per comunicare ed emozionare al tempo stesso:<br />

dall’aroma diffuso in ogni piano e diverso<br />

per ogni ambiente, alle installazioni di monitor<br />

e videowall, fino alla diffusione sonora differenziata.<br />

Tutto, naturalmente, è in vendita.<br />

Due i segmenti specifici di mercato sviluppati<br />

nello store: “Easy Home” e “Prestige Collection”.<br />

La prima formula interpreta l’abitare giovane,<br />

imperniato sui concetti di essenzialità e<br />

attenzione all’ambiente, eccellente rapporto<br />

qualità/prezzo, innovazione e design, che corrisponde<br />

anche a una precisa tipologia di appartamenti<br />

di taglio e prezzo, indirizzati a una<br />

coppia giovane in cerca di prima casa.<br />

“Prestige Collection” rispecchia invece un’idea<br />

di abitare ricercata ed esclusiva, personalizzata<br />

in ogni dettaglio, la cui model unit corrisponde<br />

ad appartamenti in palazzi storici,<br />

complessi residenziali di lusso, caratterizzati<br />

da arredi che spiccano per artigianalità e unicità.<br />

Le diverse tipologie di arredi vengono ambientate<br />

sia all’interno delle unità abitative sia<br />

secondo logiche più retail, per aree tematiche.<br />

<strong>Il</strong> tutto in un’atmosfera estremamente friendly,<br />

con l’obiettivo di attrarre target di clienti<br />

differenti, per età ed esigenze. Che hanno<br />

a disposizione una biblioteca, una emeroteca<br />

e una caffetteria, oltre a corsi sul design<br />

e sull’arte del ricevere. Non solo. Al primo<br />

piano, una cucina attrezzata ospita uno<br />

chef che interagisce con i visitatori. Qui si<br />

tengono anche i corsi gratuiti del Master of<br />

Food, perché il punto vendita è sede di Slow<br />

Food Verona, e gli incontri con i panificatori.<br />

Nei progetti anche un concorso di design con<br />

l’obiettivo di coinvolgere nella produzione gli<br />

artigiani locali, un magazine house organ e<br />

l’apertura di un temporary dedicato di volta in<br />

volta a un brand differente.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 85


SPECIALERETAIL<br />

COME VALORIZZARE<br />

UNA CUCINA<br />

ATTRAVERSO<br />

UNA SCELTA GUIDATA<br />

E CONSAPEVOLE<br />

DELL’AREA TECNICA.<br />

UN’OPPORTUNITÀ<br />

ANCORA POCO<br />

SFRUTTATA<br />

di Raffaella Razzano<br />

Lamberto Gentili,<br />

direttore commerciale<br />

built-in Mercato Italia<br />

Indesit Company,<br />

e Andrea Marino,<br />

direttore marketing<br />

Mercato Italia<br />

Indesit Company.<br />

CONOSCERE, INFORMARE<br />

E VENDERE CULTURA<br />

Andrea Marino, insieme a Lamberto Gentili,<br />

rispettivamente direttore marketing e direttore<br />

commerciale built-in, Mercato Italia Indesit<br />

Company, affrontano il tema cruciale della vendita<br />

dell’elettrodomestico da incasso e del suo<br />

ruolo nella creazione del valore di una cucina.<br />

Un osservatorio importante per capire quali<br />

possano essere le evoluzioni di un settore che<br />

sembrava “protetto” e immune da cambiamenti<br />

radicali.<br />

Quali sono i maggiori punti di criticità nella<br />

distribuzione dell’elettrodomestico da incasso<br />

nel canale dell’arredamento?<br />

<strong>Il</strong> calo dei consumi registrato negli ultimi due<br />

anni è stato tale da creare uno sconvolgimento<br />

dell’equilibrio tra la distribuzione indipendente<br />

e le catene di GDO. La grande crescita di<br />

quest’ultime (Ikea, Mondo Convenienza, Mercatone<br />

Uno) è un fenomeno che ha determinato<br />

un autentico panico nel settore ma è chiaro<br />

che la concorrenza dei prezzi è una battaglia<br />

persa. Anche perché in molti casi il prezzo più<br />

basso non è quello che cerca il consumatore<br />

che, invece, ha sempre bisogno di capire a fondo<br />

il valore di ciò che acquista.<br />

Quale potrebbe essere invece il ruolo attivo<br />

del trade per accrescere la catena del valore?<br />

Premetto che la pressione creditizia e fiscale,<br />

che in generale condiziona pesantemente il<br />

calo dei consumi, ha già operato una selezio-<br />

ne durissima nel settore. Secondo una nostra<br />

ricerca, negli ultimi due anni in Italia si sono<br />

perse 50 aziende produttrici di cucine e hanno<br />

chiuso circa 3.000 punti vendita. È chiaro che<br />

non si tornerà più indietro e che il mercato si<br />

sta assestando su nuovi equilibri, ma sicuramente<br />

c’è ancora spazio per la distribuzione<br />

indipendente. In particolare per chi riesce a<br />

capire i veri bisogni informativi di un consumatore<br />

che sicuramente è sempre più sensibile<br />

alla qualità dell’elettrodomestico. L’industria<br />

ha continuato a fare grandi passi investendo<br />

sulla ricerca ma non riesce a trasferire il valore<br />

dell’innovazione. Come si diceva, si parla sempre<br />

troppo di prezzo e troppo poco di tecnologia<br />

con il giusto linguaggio. Un esempio? Quasi<br />

nessuno ancora oggi sa cos’è il forno pirolitico,<br />

che ha un valore pratico molto elevato e semplice<br />

da comprendere perché elimina tutta la<br />

fatica legata alla pulizia del forno. Oppure nessuno<br />

sa che ogni famiglia mediamente spreca<br />

500 euro all’anno per la cattiva conservazione<br />

degli alimenti, mentre un addetto alla vendita<br />

dovrebbe saper spiegare che, se si opta per un<br />

frigorifero della nostra linea Active Oxigen, il<br />

cibo si mantiene fino a 9 giorni in più.<br />

Quali sono le attività di trade marketing che<br />

l’azienda sta sviluppando per promuovere<br />

vendita e cultura del prodotto?<br />

Da sempre svolgiamo un’attività di formazione<br />

rivolta ai nostri clienti, sia produttori di cu-<br />

IL VALORE DELL’ELETTROD<br />

86 <strong>ambientecucina</strong>


CANALI DI ACQUISTO DEGLI ELETTRODOMESTICI<br />

% consumatori che possiedono i diversi eldom - indicazioni relative all’ultimo acquisto - aprile 2012<br />

TIPOLOGIE<br />

ELETTRODOMESTICI<br />

punto vendita<br />

eldom<br />

negozio tradizionale<br />

arredo/cucine<br />

VANTAGGI PERCEPITI LEGATI ALL’ACQUISTO DEGLI ELETTRODOMESTICI BUILT-IN<br />

NEI DIVERSI CANALI DI VENDITA % consumatori - aprile 2012<br />

OMESTICO<br />

gdo del<br />

mobile<br />

ipermercato internet altro<br />

FRIGORIFERO 38,7 44,4 7,4 3,5 0,3 5,7<br />

LAVASTOVIGLIE 29,9 53,3 6,2 2,2 0,7 7,7<br />

FORNO 21,5 64,3 7,7 0,9 0,3 5,2<br />

PIANO COTTURA 16,3 69,0 8,3 0,6 0,3 5,4<br />

BLOCCO COTTURA 20,3 57,0 14,1 0,8 - 7,8<br />

CAPPA 14,5 69,9 9,6 0,6 0,3 5,2<br />

CONGELATORE/FREEZER 43,0 40,6 7,1 3,4 - 5,9<br />

LAVATRICE 67,4 18,5 2,5 5,2 0,8 5,5<br />

MICROONDE 56,8 17,3 5,4 11,9 0,5 8,1<br />

MEDIA 34,7 48,7 7,2 3,0 0,4 6,0<br />

TIPOLOGIE DI POSSIBILI VANTAGGI LEGATI<br />

ALL’ACQUISTO NEI DIVERSI CANALI<br />

negozi tradizionali<br />

arredo/cucine<br />

gdo del mobile punti vendita<br />

eldom<br />

CONVENIENZA DEI PREZZI 37,6 89,1 90,5<br />

VARIETÀ DELLE MARCHE/DEI MODELLI 44,6 75,5 90,3<br />

QUALITÀ/ESCLUSIVITÀ DELLE MARCHE 62,2 39,8 63,5<br />

GENTILEZZA/SIMPATIA DEL PERSONALE 67,3 46,3 55,1<br />

PREPARAZIONE/COMPETENZA TECNICA DEL PERSONALE 74,6 53,8 72,2<br />

GARANZIA DELL’ASSISTENZA POST-VENDITA 78,3 51,2 68,4<br />

QUALITÀ SERVIZIO MONTAGGIO/INSTALLAZIONE 90,0 53,1 57,0<br />

POSSIBILITÀ DI SFRUTTARE PROMOZIONI INTERESSANTI 49,5 88,8 91,4<br />

FACILITÀ DI ACCESSO AL PUNTO VENDITA 49,2 84,5 84,6<br />

PESO DELLE SITUAZIONI DI SWITCHING TRA INCASSO E FREE STANDING<br />

% consumatori che hanno sostituito almeno una volta i diversi prodotti - aprile 2012<br />

TIPOLOGIE ELETTRODOMESTICI % possessori di INCASSO<br />

passati a FREE STANDING<br />

% possessori di FREE STANDING<br />

passati a INCASSO<br />

% possessori che hanno confermato<br />

modello INCASSO o FREE STANDING<br />

FRIGORIFERO 21,4 12,5 66,1<br />

LAVASTOVIGLIE 2,7 7,2 90,1<br />

CAPPA 7,1 10,2 82,7<br />

CONGELATORE/FREEZER 12,7 13,4 73,9<br />

LAVATRICE 4,6 4,1 91,3<br />

MICROONDE 2,7 4,3 93,0<br />

cina sia distributori, che poi a loro volta hanno<br />

il compito cruciale di diffondere in modo capillare<br />

sul territorio una corretta e completa cultura<br />

del prodotto built-in. Stiamo potenziando<br />

ulteriormente tale attività di formazione e<br />

soprattutto stiamo predisponendo una serie<br />

di materiali informativi ancora più efficaci e di<br />

immediata accessibilità, grazie all’utilizzo delle<br />

nuove tecnologie (dai video ai cataloghi on<br />

line, sino alle applicazioni per dispositivi Apple<br />

e Android). Materiali che possono essere facilmente<br />

messi a disposizione anche del consumatore<br />

finale, attraverso il nostro sito e i siti<br />

dei nostri clienti.<br />

A proposito di web, quali sono le prospettive<br />

delle vendite on line del built-in?<br />

In Italia le attività di e-commerce sono decisamente<br />

minori rispetto ad altri paesi europei,<br />

a partire dall’Inghilterra che è la più avanzata.<br />

Se parliamo di elettrodomestici in generale,<br />

nel nostro paese si sviluppa on line circa il<br />

2-2,3% del fatturato, percentuali che non sono<br />

molto più alte anche in settori più evoluti,<br />

come la telefonia. Se guardiamo ai trend, però,<br />

le crescite sono a due cifre e questo le rende<br />

comunque un fenomeno molto interessante<br />

da monitorare, anche se il built-in, per ovvie<br />

ragioni di installazione, è più problematico.<br />

CECED<br />

INCASSO, SEGNI<br />

DI MUTAMENTO<br />

La ricerca sul mercato degli elettrodomestici<br />

da incasso nei mobili<br />

da cucina commissionata da Confindustria<br />

Ceced Italia al Cermes-<br />

Università Bocconi (Centro di Ricerca<br />

su Marketing e Servizi) ha<br />

rilevato l’approccio del consumatore,<br />

l’assortimento delle aziende<br />

e il mondo della distribuzione<br />

(intervistando un panel significativo<br />

di circa 500 famiglie italiane).<br />

Valutando gli atteggiamenti d’acquisto<br />

degli ultimi 5 anni, ha evidenziato<br />

i segni di un mutamento,<br />

anche nel canale di acquisto, che<br />

va in parallelo con gli stili di vita e<br />

di consumo, soprattutto dei consumatori<br />

più giovani.<br />

www.ceceditalia.it<br />

Fonte: CERMES - Università Bocconi<br />

Nella nostra strategia aziendale non è comunque<br />

prevista la vendita diretta on line e non<br />

serviamo direttamente neppure quei soggetti,<br />

i cosiddetti “cavalli pazzi del web”, che stanno<br />

operando con una politica di pricing incontrollata<br />

che sta generando molta confusione e che<br />

purtroppo risulta difficile contrastare.<br />

Per fortuna il principale canale di vendita on line<br />

sono i siti delle catene specializzate in elettrodomestici<br />

con cui è possibile impostare delle<br />

serie politiche di gamma che possano soddisfare<br />

tutti, a partire dal consumatore che ha<br />

bisogno di trasparenza, coerenza e di una corretta<br />

informazione.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 87


SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />

UN PUNTO VENDITA DI ARREDO IN CUI NIENTE<br />

È SOLO IN ESPOSIZIONE, MA TUTTO È DA VIVERE.<br />

QUI CI SI PUÒ SEDERE DAVANTI ALLA TV ACCESA,<br />

E PIANI COTTURA E FORNI SONO FUNZIONANTI di Lilli Bacci e Elisabetta Scheggi<br />

Lo showroom Sangiorgio Mobili<br />

è impostato come una casa in cui<br />

si possono mostrare ma anche<br />

sperimentare arredi e tecnologie<br />

per i diversi ambienti.<br />

PROPRIO COME<br />

IN UNA CASA<br />

Uno showroom che è una casa e una casa che<br />

è uno showroom. Un punto vendita giovane,<br />

e questo è già eroico, no? La storia di Sangiorgio<br />

Mobili ha le radici nell’incontro tra Germana<br />

e Alessandro, che lavoravano nella stessa<br />

azienda, una come impiegata nell’ufficio<br />

amministrativo, l’altro in quello informatico.<br />

E decidono insieme di buttarsi in un’altra avventura,<br />

oltre a quella dell’amore: aprire, nel<br />

1996 - ossia in anni già non più troppo rosei<br />

per il settore, per chi doveva come loro cominciare<br />

ex novo - uno showroom di arredamento<br />

che da subito avesse caratteristiche innovative.<br />

Ma di quale innovazione si poteva parlare<br />

in quegli anni dove tutto sembrava già visto,<br />

pensato, sperimentato, dove tutto ruotava<br />

intorno a marchi, strategie di marketing, sta-<br />

tus symbol ma già sull’orlo della decadenza?<br />

Uno showroom non gigantesco e non al centro<br />

della cittadina di S. Giorgio in Salici (paese immerso<br />

tra tranquille colline e vigne della campagna<br />

veneta, a pochi chilometri da Peschiera<br />

del Garda da una parte e Bussolengo dall’altra,<br />

punto di convergenza tra il mobile classico di<br />

Bovolone e il turismo europeo del lago), che<br />

accoglie come in una casa confortevole e che è<br />

tutto centrato sul servizio al cliente.<br />

Qui si punta sulla qualità: del servizio, dei<br />

materiali, della tecnologia, dell’efficienza dei<br />

professionisti, che collaborano in armonia.<br />

La collaborazione è il primo fondamentale<br />

punto di forza: con le aziende disegnando prodotti<br />

personalizzati (divani, cucine, rubinetti,<br />

cappe), con quelle ad alta tecnologia che al-<br />

IL VALORE DELL’ELETTROD<br />

88 <strong>ambientecucina</strong>


Nell’area dedicata alla cucina<br />

tutto è attivo e funzionante,<br />

dal rubinetto al piano di cottura.<br />

lestiscono insieme a loro corsi di cucina con<br />

chef di prim’ordine, con i professionisti coinvolti<br />

nei progetti, dall’architetto all’elettricista,<br />

dal parquettista all’imbianchino e all’idraulico,<br />

con locali food companies per le degustazioni<br />

sul posto. Tutto ha preso forma per un unico<br />

obiettivo: il cliente, meglio, davvero più che il<br />

“cliente” la persona che a loro si affida.<br />

Viene da dire che la vita stessa di Germana<br />

Rigo e Alessandro Bensi è dedicata a queste<br />

persone reali e ipotetiche, loro che vivono in<br />

una casa-showroom messa a disposizione per<br />

mostrare e sperimentare i prodotti che vendono<br />

e in uno showroom-casa dove si è ospitati<br />

davanti a una tv e ad un caffè (tutto è funzionante<br />

nel punto vendita, niente è lì solo “in<br />

mostra” come nella maggior parte dei negozi<br />

OMESTICO<br />

Tanti gli eventi e le dimostrazioni<br />

dal vivo in programma<br />

da Sangiorgio Mobili.<br />

Momenti conviviali che si<br />

rivelano fondamentali per<br />

spiegare le potenzialità di un<br />

elettrodomestico.<br />

di arredamento). Nel 2011 hanno ristrutturato<br />

una villetta in un’altra zona della cittadina,<br />

sono andati ad abitarci decidendo di aprirla ai<br />

clienti invitandoli a provare e “vivere” i materiali,<br />

gli arredi, le tecnologie, un po’ sul concetto<br />

degli “appartamenti Lago”: una casashowroom.<br />

Quando hanno iniziato questa avventura Germana<br />

e Alessandro hanno osservato che era<br />

diffusa nell’aria una richiesta di cura e di attenzione<br />

che in genere nella progettazione da<br />

parte dell’architetto viene perduta. La casa è<br />

perfetta, nuova e scintillante, ma è come se<br />

appartenesse a qualcun altro, sulla base di esigenze<br />

pensate, sì, ma spesso generalizzate.<br />

Si parte dalla persona, quindi, e dalle sue più<br />

specifiche esigenze. Si propongono soluzioni<br />

di arredo uniche che si basano sulla qualità,<br />

sulla funzionalità, sul benessere, senza tralasciare<br />

l’eleganza, ma fuori dal concetto di moda<br />

e di trend. La partnership con le aziende è<br />

super-selezionata sulla base della qualità dei<br />

prodotti, le marche sono poche (Caccaro e<br />

Permaflex per la zona notte, Besana e Cattelan<br />

per la zona giorno, Aeg, Scholtès, Smalvic<br />

per gli elettrodomestici, Steeltime per i lavelli,<br />

O luce per l’illuminazione, Loewe per le televisioni)<br />

e hanno un rapporto molto stretto con i<br />

titolari che in sinergia creano con loro prodotti<br />

ed eventi. <strong>Il</strong> loro “programma in sette punti”<br />

(In cucina; Creati per voi; <strong>Il</strong> bagno; La luce;<br />

A tavola; Object) lo spiega molto bene: “diamo<br />

soluzioni per ogni stanza della casa, dalla<br />

cucina al tendaggio, dalle porte al pavimento,<br />

vivendo il Giorno e illuminando la Notte, con<br />

assistenza e montaggio assicurati dal personale<br />

interno, con progetti personalizzati per ogni<br />

spazio e per ogni stile”.<br />

QUATTRO<br />

REGOLE D’ORO<br />

Progettazione globale<br />

Per i due titolari è stato chiaro fin dall’inizio che la<br />

chiave del successo stava nell’offerta del servizio<br />

di progettazione globale, a 360 gradi.<br />

Convincenti nella proposta di affidarsi a loro, che<br />

con una squadra di lavoro efficiente e affiatata sono<br />

in grado di risolvere tutte le problematiche relative<br />

all’arredo, al montaggio, alla messa in opera,<br />

all’assistenza e alla manutenzione.<br />

Personalizzazione<br />

e superamento del logo<br />

Progettazione su misura quindi: dal divano alla cucina,<br />

dalla cappa al rubinetto, Alessandro Bensi<br />

disegna con l’azienda fornitrice quello che secondo<br />

la sua interpretazione desidera la persona che<br />

ha commissionato il lavoro. Sono progetti dedicati<br />

e unici, che hanno fatto emergere la sua anima<br />

creativa. Una formula che ha spiazzato il falso bisogno<br />

dei marchi legati all’immagine e alla moda<br />

per orientarsi verso prodotti di design e di qualità.<br />

Tecnologia sperimentata<br />

La passione e l’attenzione per la cucina hanno<br />

portato i titolari alla scelta di una partnership con<br />

aziende molto serie, per le quali all’estetica si aggiunge<br />

l’alta professionalità, realmente dimostrata<br />

nello showroom, dove appunto non ci si limita<br />

semplicemente a esporre ma dove si dimostrano<br />

e si sperimentano insieme le funzioni, con eventi<br />

di cucina e degustazioni. Così si può capire il ruolo<br />

fondamentale di un abbattitore, le possibilità di<br />

un forno areato, i risultati dell’utilizzo di un forno<br />

a microonde, la capacità della conservazione con<br />

il sottovuoto, il comfort di un lavello coordinato,<br />

il lusso di un rubinetto che sembra azionato col<br />

pensiero.<br />

Passaparola<br />

<strong>Il</strong> sito e la pagina facebook servono per farsi conoscere<br />

e comunicare i servizi e gli eventi.<br />

La migliore pubblicità resta comunque ancora il<br />

passaparola. Coerentemente ai personaggi che<br />

animano il negozio, così “umani”, ospitali e affidabili<br />

come gli artigiani di una volta.<br />

www.sangiorgiomobilisas.it<br />

<strong>ambientecucina</strong> 89


La sede della CDE a Lissone offre la più vasta esposizione europea dedicata all’incasso, con oltre 5.000 referenze per la cucina.<br />

CDE<br />

UNA STORIA DI ESPERIENZA<br />

ED ENTUSIASMO<br />

DAL 1991 A OGGI LA CDE<br />

DI LISSONE È UN PUNTO DI<br />

RIFERIMENTO PER IL MERCATO<br />

DELL’ELETTRODOMESTICO DA<br />

INCASSO. PROFESSIONALITÀ,<br />

COMPETENZA E PASSIONE<br />

LE CHIAVI DI UN SUCCESSO<br />

ULTRAVENTENNALE, SEMPRE<br />

IN SINTONIA CON IL MERCATO.<br />

Non è solo il giusto mix di competenza, affidabilità<br />

e capacità di comprendere le necessità<br />

dei propri interlocutori ciò che ha accompagnato<br />

e favorito, fin dagli esordi nel lontano<br />

1991, la costante crescita della CDE di Lissone<br />

in un ambito altamente competitivo ed<br />

esigente come quello del mercato della distribuzione<br />

dell’ “incasso”. <strong>Il</strong> segreto del succes-<br />

90 <strong>ambientecucina</strong><br />

so di CDE è racchiuso in una “filosofia” fondata<br />

su un coacervo di professionalità, esperienza<br />

e un irriducibile entusiasmo, incarnato<br />

dai fondatori e gestori Chicca e Ruggero,<br />

coadiuvati negli ultimi anni dal prezioso sostegno<br />

di Fulvio Brandino. Elementi che hanno<br />

accompagnato la costante crescita della CDE<br />

attraverso un ventennio ricco di soddisfazioni,<br />

nel quale sono stati toccati risultati importanti,<br />

come il traguardo dei 70mila pezzi consegnati<br />

nel 2012 a ben 2.500 clienti.<br />

Un successo concretizzatosi grazie allo stretto<br />

legame di fattiva collaborazione con partner<br />

commerciali di spessore internazionale<br />

quali Indesit Company (produttore italiano di<br />

marchi di eccellenza quali Hotpoint, Scholtès


L’interno della sede della CDE. A destra, alcuni momenti delle iniziative organizzate nello showroom, spesso “laboratorio” gastronomico.<br />

I MARCHI<br />

CDE Srl è distributore ufficiale<br />

Espone e propone anche i prodotti<br />

W<br />

WEBERT<br />

CDE progetta e realizza anche top in inox, quarzo, HPL.<br />

e Indesit) e BSH (produttore tedesco delle apparecchiature<br />

Siemens e Bosch).<br />

5.000 prodotti per ogni tipo di cucina<br />

Dal primo magazziniere all’ultimo dirigente,<br />

a tutte le donne e gli uomini che da collaboratori<br />

interni o esterni sono stati partecipi di<br />

questa avventura è stato chiesto di trasmettere<br />

i valori positivi che rappresentano l’energia<br />

indispensabile di questa azienda allo stesso<br />

tempo “anomala”, ma anche così simile a<br />

molte altre realtà lombarde grandi e piccole.<br />

Oltre alla preparazione necessaria a illustrare<br />

le caratteristiche dei 5.000 prodotti selezionati<br />

per ogni tipo di cucina, dalla più tecnologica<br />

alla più tradizionale, dalla più sofisticata<br />

alla più economica, ciò che ha fatto la diffe-<br />

ALLA CONQUISTA<br />

DEL WEB 2.0<br />

Per celebrare il ventennale di attività<br />

CDE Srl ha avviato il completo<br />

rinnovamento del portale internet<br />

(www.cdesrl.com), implementando<br />

in particolare gli strumenti web<br />

2.0. Attraverso i social network<br />

come Facebook, Twitter, Google<br />

Plus e Pinterest, utilizzando una<br />

serie di finestre interattive i clienti<br />

CDE possono consultare le novità<br />

sull’arredamento da cucina e sugli<br />

elettrodomestici, ma anche scoprire<br />

ricette originali e utili consigli per<br />

risparmiare e proteggere l’ambiente.<br />

renza per CDE è la capacità di comprendere<br />

le necessità degli interlocutori e di offrire<br />

loro soluzioni personalizzate. Una volontà di<br />

dialogo, in particolare con arredatori e architetti,<br />

che ha portato CDE anche allo studio<br />

e alla realizzazione di una documentazione<br />

completa e precisa di tutti i prodotti, che oltre<br />

all’aspetto estetico fornisce i dati essenziali<br />

per procedere nella progettazione dell’ambiente<br />

cucina.<br />

Uno showroom da primato<br />

La più grande esposizione europea dedicata<br />

agli elettrodomestici da incasso, lavelli inox e<br />

in composito, cappe e accessori per la cucina<br />

è ospitata nello showroom CDE di Lissone.<br />

Sviluppato attraverso un percorso su più<br />

PORTE APERTE<br />

La sede e lo showroom CDE,<br />

in via Catalani 5 a Lissone (Mb),<br />

sono aperti tutti i giorni feriali dalle<br />

8.30 alle 12 e dalle 14 alle 18,<br />

e anche il sabato dalle 9 alle 12.<br />

Tel. 039.<strong>24</strong>57981<br />

Fax 039.<strong>24</strong>58698<br />

www.cdesrl.com<br />

info@cdesrl.com<br />

commerciale@cdesrl.com<br />

amministrazione@cdesrl.com<br />

assistenza@cdesrl.com<br />

speciali@cdesrl.com<br />

livelli, nei quali è possibile ammirare la bellezza<br />

dei prodotti e apprezzarne la funzionalità,<br />

lo spazio espositivo è rivolto principalmente<br />

agli operatori specializzati, ovvero la piccola<br />

industria, gli artigiani, i rivenditori di mobili e<br />

di cucine, i kitchen specialist, gli architetti, arredatori<br />

e installatori, ma è fruibile a tutti gli<br />

interessati negli orari di apertura. Lo showroom<br />

CDE ospita anche un vero “laboratorio” di<br />

cucina, dove i giovani talenti della gastronomia<br />

italiana sono supportati dalle più moderne<br />

tecnologie, come la vasca di cottura Multiplo<br />

e i piani di cottura a induzione. L’azienda<br />

è dotata di una sala conferenze nella quale si<br />

svolgono riunioni e meeting di aggiornamento,<br />

dove le ultime novità del settore vengono<br />

presentate sia al personale sia al pubblico.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 91<br />

INFORMAZIONE PUBBLIREDAZIONALE


SPECIALERETAIL<br />

IL RAPPORTO CON<br />

IL CONSUMATORE NASCE E SI SVILUPPA<br />

A PARTIRE DALLA RETE. IL PARERE DI MARIO ABIS,<br />

SOCIOLOGO E FONDATORE DI MAKNO, CHE CON IL<br />

POLITECNICO DI MILANO STA CONDUCENDO<br />

UNA RICERCA SULL’IMPATTO DEI MEDIA DIGITALI<br />

NEL PROCESSO DI ACQUISTO<br />

di Carla Cavaliere<br />

LE RELAZIONI<br />

TECNOLOGICHE<br />

Ben più della crisi, può la convergenza.<br />

Abituiamoci a sentire e utilizzare questo termine,<br />

ma soprattutto a comprendere che cosa<br />

comporta nell’impatto sulla vita di tutti noi.<br />

Per convergenza si intende la coesistenza di<br />

sistemi mediatici multipli, che agiscono con<br />

una serie di interazioni. Così è di fatto la nostra<br />

odierna modalità di fruizione mediale, in<br />

cui appunto “convergono”, convivono, si intersecano<br />

i media tradizionali con il 2.0, con gli<br />

smartphone, i tablet, ecc.. L’impatto di questa<br />

fluidità mediatica non influenza solo la fruizione<br />

di contenuti, ma sta modificando i comportamenti<br />

socio-culturali. Siamo tutti immersi in<br />

una cultura convergente, per cui sentiamo e<br />

applichiamo sempre più spesso una logica che<br />

comprende e applica concetti quali: partecipazione,<br />

personalizzazione, globalizzazione e<br />

frammentazione dei contenuti.<br />

Un cambiamento che contagia il nostro modo<br />

di pensare, vivere, scegliere, comprare.<br />

Le nuove tecnologie e i nuovi media si trasformano<br />

in vere e proprie strutture comportamentali.<br />

Ce lo conferma anche un sociologo<br />

come Mario Abis che, con la collaudata ricerca<br />

NUOVE DIMENSIONI DEL<br />

CONSUMO Le slide appartengono alla<br />

presentazione “Oltre la crisi, un nuovo<br />

consumatore: informato, selettivo,<br />

razionale” proposta da Mario Abis<br />

in occasione di Abitare il Tempo<br />

e basata sull’indagine europea<br />

2012 Housing Evolution.<br />

Mario Abis,<br />

fondatore dell’istituto<br />

di ricerca Makno - Abis<br />

Analisi e Strategie.<br />

Housing Evolution curata ogni anno da Makno,<br />

la società da lui fondata, analizza da tempo le<br />

relazioni che i consumatori hanno con la propria<br />

casa e le tendenze del consumo d’arredo.<br />

Attualmente, in collaborazione con il Politecnico<br />

di Milano, Abis sta realizzando uno studio<br />

sull’impatto dei nuovi media nella relazione tra<br />

prodotto, marca e processo d’acquisto.<br />

Prof. Abis, queste inedite relazioni tecnologiche<br />

che tutti noi intratteniamo con i nuovi<br />

media, in particolare con quelli 2.0, come<br />

stanno cambiando i modelli di consumo?<br />

Le tecnologie della convergenza hanno innescato<br />

un cambiamento profondo, determinan-<br />

ESTETICA QUALITÀ<br />

SOSTENIBILITÀ<br />

SELETTIVITÀ<br />

CONSUMO<br />

RAZIONALITÀ<br />

RESPONSABILITÀ<br />

te e veloce anche<br />

sul processo di<br />

acquisto. Oggi la<br />

realtà è che in Italia<br />

sono ben 18 milioni i consumatori che vivono<br />

in ambiente convergente, il che significa che<br />

utilizzano la rete prima, durante e dopo l’acquisto.<br />

<strong>Il</strong> consumatore che noi oggi definiamo<br />

come più informato, selettivo e razionale, è<br />

tale anche perché è frutto di una serie di trasformazioni<br />

e fruizioni tecnologiche. Quando<br />

arriva sul punto vendita, il suo ingresso è solo<br />

l’ultimo atto di un processo decisionale che<br />

in realtà è diventato molto più lungo e articolato.<br />

Su questo processo incide notevolmente<br />

E-COMMERCE E SERVIZI<br />

92 <strong>ambientecucina</strong>


I SITI DEDICATI ALLA MARCA SUL WEB I SOCIAL NETWORK E LA MARCA PREFERITA<br />

Per seguire la sua marca preferita, con che frequenza<br />

le capita di visitare su internet le diverse tipologie di siti?<br />

l’approccio on line, la possibilità e la facilità di<br />

reperire “prima”, la moltiplicazione di punti di<br />

contatto tra marca e consumatore.<br />

La rete ha cambiato, possiamo dire così, le “regole<br />

di ingaggio” nella relazione tra consumatore<br />

e azienda, ma anche tra consumatore e retail,<br />

introducendo tra l’altro anche una comunicazione<br />

orizzontale tra consumatori.<br />

In generale, la comunicazione oggi dovrebbe<br />

essere intesa come un processo di accompagnamento<br />

del consumatore all’acquisto, che<br />

ovviamente non può più avere le caratteristiche<br />

unidirezionali precedenti.<br />

Qual è l’elemento di maggiore cambiamento<br />

mediatico?<br />

<strong>Il</strong> vero punto di svolta è stato il mobile la mobilità<br />

delle informazioni e delle relazioni innescata<br />

dagli smartphone prima e dai tablet<br />

poi (l’utilizzo di questi dispositivi in Italia solo<br />

nell’ultimo anno è aumentato del 50%), che ha<br />

modificato il nostro modo di essere nel mondo,<br />

oggi in perenne connessione con gli altri,<br />

e con qualsiasi tipo di informazione. Tutti noi<br />

abbiamo aumentato il nostro “tempo tecnologico”<br />

e questo innesca il processo d’acquisto<br />

molto prima e in maniera molto più articolata<br />

rispetto all’atto finale vero e proprio. Si comin-<br />

IN RETE<br />

cia a consultare un sito aziendale (sempre più<br />

determinante nella relazione con la marca) poi<br />

magari un social o una community, per conoscere<br />

e confrontare, poi scegliere. <strong>Il</strong> consumatore<br />

raccoglie una serie di informazioni che lo<br />

accompagneranno fin dentro il punto vendita.<br />

Per dare risposte a questo consumatore<br />

“convergente” come può attrezzarsi il retail?<br />

Va considerato innanzitutto che i punti vendita<br />

sono già stati “ridisegnati” nella mente<br />

del consumatore. Parte finale di un processo<br />

comunicativo, anche il punto vendita reale<br />

potrebbe riprogettarsi, offrendo una serie di<br />

servizi informativi e, nel caso di beni durevoli<br />

come l’arredo, potrebbe addirittura essere favorito<br />

da questi tempi più lunghi e complessi.<br />

Avendo come riferimento cosa il consumatore<br />

vede e cerca sul web, come sono cambiate le<br />

modalità di approccio e di ricerca, il punto vendita<br />

potrebbe avere un ruolo nella co-creation<br />

di cui il consumatore è uno dei protagonisti.<br />

Cosa si intende per co-creation e come il retail<br />

può utilizzare la rete in questa chiave?<br />

Co-creation significa interagire con il prodotto,<br />

generare una serie di domande e avere le<br />

risposte. L’innovazione oggi non può prescin-<br />

Con che frequenza le capita di seguire sui social network<br />

la sua marca preferita?<br />

% SPESSO + ABBASTANZA DI FREQUENTE % SPESSO + ABBASTANZA DI FREQUENTE,<br />

SUL TOTALE DI CHI FREQUENTA SOCIAL NETWORK<br />

Prodotti alimentari Informatica ed elettronica di consumo Abbigliamento ed accessori Cura della persona<br />

IL SITO UFFICIALE<br />

DELLA MARCA<br />

PREFERITA<br />

SITI DI COMMUNITY<br />

DI FAN DELLA<br />

MARCA PREFERITA<br />

19,3<br />

18,7<br />

26,7<br />

25,3<br />

33,9<br />

49,0<br />

47,7<br />

52,4<br />

Base: coloro che sono interessati, seguono la categoria indicata<br />

e la pubblicità - dati %<br />

Fonte: Laboratorio ConMe 2012<br />

IL PROFILO<br />

UFFICIALE<br />

DELLA MARCA<br />

PREFERITA<br />

LE FAN-PAGE,<br />

I GRUPPI CREATI<br />

DAI FAN SULLA<br />

MARCA PREFERITA<br />

40,0<br />

45,6<br />

45,4<br />

50,9<br />

53,7<br />

Base: coloro che sono interessati, seguono la categoria indicata<br />

e partecipano ai social network - dati %<br />

62,8<br />

61,2<br />

65,0<br />

% SUL TOTALE<br />

25,5<br />

21,0<br />

33,5<br />

25,3<br />

35,7<br />

23,0<br />

34,0<br />

<strong>24</strong>,4<br />

dere da questo scambio con il consumatore<br />

convergente. Ritengo che si apra una grande<br />

opportunità proprio per il settore dell’arredamento,<br />

ma occorre lavorare molto partendo<br />

dalle piattaforme tecnologiche. I siti aziendali<br />

devono permettere di interagire. Si tratta di<br />

una modalità di relazione fondamentale: le<br />

belle vetrine, reali o digitali che siano, sono<br />

molto arretrate, non bastano più. Bisogna, invece,<br />

saper utilizzare diverse leve mediatiche.<br />

Non sempre però i nuovi media sono visti come<br />

un’opportunità nella relazione con il consumatore<br />

dalla distribuzione tradizionale...<br />

La casa è in cima ai livelli valoriali del consumatore,<br />

come confermano le nostre ricerche<br />

per Housing Evolution. E questo permette una<br />

serie di applicazioni - di co-creating - che difficilmente<br />

si riscontra in altri ambiti. In pochi<br />

settori, come in quello dell’arredo, la rete può<br />

essere utilizzata a doppio senso, anche per reperire<br />

informazioni su prodotti e servizi che il<br />

consumatore vorrebbe trovare. <strong>Il</strong> processo di<br />

crescita della rete può offrire grandi opportunità<br />

di valorizzazione e di relazione, anche per<br />

il retail. Purché si comprenda che il punto vendita<br />

è il terminale di una relazione che non è<br />

più - non sarà mai più - a senso unico.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 93


SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />

BILANCIO DOPO QUATTRO ANNI DI ATTIVITÀ ON LINE PER UNO SHOWROOM<br />

DI PIONIERI NEL SETTORE. CRESCENTE IL PESO DELLE VENDITE IN RETE,<br />

MA PER LA CUCINA SOLO ACCESSORI E COMPLEMENTI di Paola Leone<br />

WEB CUSTOMER<br />

SATISFACTION<br />

ABITARE<br />

San Vito dei Normanni (BR)<br />

Data di apertura 1989<br />

Superficie totale spazio espositivo<br />

1.400 mq<br />

Sito web - numero medio contatti mensili<br />

19mila circa<br />

www.abitarearreda.it<br />

Un intero edificio per 1.400 mq<br />

di superficie espositiva identificano<br />

lo showroom Abitare, a San Vito dei<br />

Normanni (BR). I marchi di cucine<br />

Aran, Gatto e Lube si affiancano<br />

a diversi brand per l’arredo di tutta<br />

la casa e alla vendita on line.<br />

Lo avevamo intervistato qualche anno fa Vincenzo<br />

Russo, amministratore delegato dell’attività<br />

di famiglia, lo showroom Abitare, di Brindisi,<br />

che tratta tre noti marchi di cucine come<br />

Aran, Gatto e Lube. All’epoca aveva appena<br />

intrapreso la strada della vendita on line di<br />

mobili e oggetti. Oggi Russo ci ha confermato<br />

il successo di quella che, quattro anni fa, era<br />

solo una sorta di sfida e che invece oggi rappresenta<br />

una quota significativa del fatturato.<br />

Cliccando sul sito, nell’area “shop”, si trova<br />

un ampio range di arredi per la zona giorno e<br />

notte, materassi, tendaggi e, per la cucina, rubinetteria<br />

e complementi. Lo showroom brindisino<br />

è stato tra i primi nel settore in Italia a<br />

sviluppare l’e-commerce. «Fortunatamente il<br />

nostro mercato on line è sempre in crescita -<br />

risponde Russo - sia in valore assoluto sia in<br />

percentuale rispetto al fatturato globale. Per<br />

quando riguarda l’arredo cucina, riteniamo<br />

che non sia idoneo alla vendita in rete proprio<br />

per le sue caratteristiche, che non possono<br />

prescindere da consulenza e progettazione.<br />

Ma si deve sottolineare come l’attività dello<br />

shopping on line abbia incrementato anche il<br />

numero di clienti interessati alla cucina. «La logistica<br />

è un punto critico del mobile on line -<br />

precisa Russo - e per questo merita particolare<br />

attenzione, a cominciare dalla scelta dei corrieri<br />

fino al controllo della merce a magazzino e<br />

degli imballaggi. Una serie di attenzioni a mio<br />

avviso indispensabili, grazie alle quali abbiamo<br />

avuto solamente il 2% di merce danneggiata.<br />

Offriamo inoltre un servizio di consulenza<br />

d’arredo via chat, in tempo reale, attraverso<br />

cui il cliente può contattarci e richiedere aiuto<br />

e consigli. I nostri arredatori a turno rispondono<br />

alle più svariate richieste». Dall’osservatorio<br />

del sito, emergono anche differenze sostanziali<br />

di approccio tra i clienti italiani e stranieri.<br />

Tra i primi, c’è ancora il timore della truffa<br />

o dello scarso servizio. «Per il futuro, la vera<br />

sfida starà proprio nella capacità di accrescere<br />

la customer satisfaction, per avvicinare l’esperienza<br />

di acquisto on line a quella in negozio.<br />

Ad esempio, mostrando sempre meglio il prodotto,<br />

le finiture, i colori, migliorando la procedura<br />

d’acquisto e rendendola adatta a tutti,<br />

all’architetto come alla casalinga. Un aspetto,<br />

questo dell’accessibilità, che stiamo affrontando<br />

con il nostro nuovo sito, attivo da fine di<br />

febbraio, incentrato sulla facilità delle operazioni<br />

per accedere all’acquisto». Confermando<br />

che nel negozio virtuale, come in quello reale,<br />

lavora uno staff di professionisti del settore.<br />

E- COMMERCE E SERVIZI<br />

94 <strong>ambientecucina</strong>


DALLA CONSULENZA ALLA RISTRUTTURAZIONE,<br />

SINO AI CONSIGLI PER L’ACQUISTO:<br />

COSÌ IL SITO DIVENTA LA PORTA DI INGRESSO<br />

NELLO SHOWROOM. VIRTUALE O REALE,<br />

LA PROFESSIONALITÀ È LA STESSA di Paola Leone<br />

IL PROGETTO<br />

DISEGNATO ON LINE<br />

Pratmar Milano è uno spazio multifunzionale<br />

dedicato alla progettazione di cucine, alla vendita<br />

di elementi arredo, attrezzature e accessori<br />

per cucina, e a corsi di formazione per cuochi<br />

professionisti e privati. La quasi totalità<br />

del fatturato è realizzata on line.<br />

PRATMAR MILANO<br />

Milano<br />

Data di apertura 1982<br />

Superficie totale spazio espositivo 100 mq<br />

Sito web - numero medio contatti mensili<br />

5.386<br />

www.pratmarmilano.it<br />

IN RETE<br />

Nasceva nel 1982 lo showroom Pratmar, e già<br />

allora dimostrava la propria unicità rispetto ai<br />

normali negozi d’arredo per un motivo sopra a<br />

tutti: l’approccio al mercato. Merito di Stefano<br />

Bizziccheri, un esempio di imprenditore moderno<br />

nel senso stretto del termine. Nell’attuale<br />

Pratmar Milano solo una parte della<br />

superficie è dedicata all’esposizione di complementi,<br />

attrezzature, utensili per cucina di<br />

alta gamma, per appassionati e professionisti.<br />

<strong>Il</strong> resto è spazio di progetto e di “pensiero”,<br />

dove Bizziccheri e i suoi nove collaboratori lavorano<br />

per sviluppare il core business dell’attività:<br />

la selezione di arredi, complementi e<br />

di accessori per la casa, l’ufficio e il contract,<br />

e la progettazione di ambienti cucina, assecondando<br />

così le molteplici richieste che provengono<br />

quasi interamente dal sito web. Ma,<br />

come tiene a specificare il titolare, non si tratta<br />

propriamente di e-commerce. «Io la chiamo<br />

“vendita gestita”. Perché chi decide di non recarsi<br />

direttamente in negozio, ma di acquistare<br />

un prodotto sul web, può, con il nostro aiuto,<br />

orientarsi ed essere rassicurato sulle proprie<br />

scelte. Per quanto riguarda gli acquisti on line,<br />

il cliente desidera soprattutto la sicurezza.<br />

Noi siamo, in tal senso, un punto di riferimento,<br />

rappresentiamo quella sicurezza che un<br />

qualsiasi sito di e-commerce non può per sua<br />

natura offrire. Infatti, attraverso il contatto con<br />

uno showroom reale, gestito da professionisti<br />

consultabili con una telefonata o via mail, il<br />

cliente acquisisce fiducia e può inoltre contare<br />

sulla consulenza per la scelta dei prodotti.<br />

E questo vale in particolar modo per il progetto<br />

d’arredo per cucina, per cui è sempre indispensabile<br />

l’intervento tecnico di un progettista».<br />

<strong>Il</strong> servizio di progettazione è da sempre un<br />

punto di forza dell’attività, quasi una passione<br />

personale per il titolare, che ha messo a punto<br />

un metodo semplice e immediato: un modulo<br />

da compilare, in cui il cliente può scegliere tra<br />

vari livelli di prestazioni offerte dal negozio,<br />

che vanno dalla semplice consulenza fino al<br />

progetto d’arredo o al progetto di ristrutturazione<br />

dello spazio cucina, completo di impianti.<br />

Nel sito, alla voce “progettazione” si può<br />

scaricare il modulo Arredocucina che prevede<br />

la raccolta di tutti i dati utili per creare la cucina<br />

desiderata: materiali e colori di ante, top<br />

e finiture; stile dell’arredo; tipologia di cucina<br />

(ad isola, a parete, ecc.) e di elettrodomestici.<br />

«Una volta che il cliente ci comunica via mail i<br />

dati necessari - spiega Bizziccheri - procediamo<br />

con l’erogazione del servizi. Se viene richiesto<br />

anche l’acquisto, lo mettiamo in contatto<br />

con il rivenditore più vicino del marchio<br />

cucina da lui scelto. Da parte nostra, per questo<br />

tipo di servizio, è importantissima la disponibilità,<br />

la competenza e la velocità». Pratmar<br />

Milano, per l’arredo cucina, propone marchi<br />

quali Alpex Inox, Binova, Key, Riva 1920. È stato<br />

però deciso di non esporre le composizioni,<br />

come avviene nei tradizionali negozi, ma solo i<br />

campioni delle ante e dei top e alcuni componenti.<br />

«In showroom esponiamo solamente alcuni<br />

degli articoli che proponiamo nel sito, alla<br />

voce “prodotti”: carrelli, piccoli elettrodomestici,<br />

pentole, prodotti per chef e appassionati.<br />

Teniamo inoltre corsi di cucina e di formazione<br />

per l’utilizzo di nuove apparecchiature, rivolti a<br />

professionisti e a privati».<br />

<strong>ambientecucina</strong> 95


SPECIALERETAIL<br />

Paolo Vismara, fondatore del sito<br />

mobilidesignoccasioni.com<br />

LE OCCASIONI CORRONO<br />

SUL WEB<br />

LA RETE SI È DIMOSTRATA LA MIGLIOR ALLEATA<br />

DEI PUNTI VENDITA PER VELOCIZZARE E RISOLVERE<br />

IL PROBLEMA DELLE CAMPIONATURE E PER<br />

OFFRIRE AL CONSUMATORE UN CATALOGO<br />

ON LINE DELLE MIGLIORI OPPORTUNITÀ.<br />

NE PARLA PAOLO VISMARA, FONDATORE<br />

DEL SITO MOBILIDESIGNOCCASIONI.COM<br />

di Paola Leone<br />

È attivo da marzo 2008 il sito www.mobilidesignoccasioni.com<br />

e persegue un unico obiettivo:<br />

offrire ai negozi di arredo la possibilità di<br />

velocizzare la vendita delle campionature attraverso<br />

la divulgazione delle proprie offerte.<br />

Notevoli i vantaggi per i negozi inserzionisti<br />

del sito: in primis, l’incremento delle possibilità<br />

di vendita delle campionature e, più generale,<br />

del numero di clienti.<br />

Artefice e titolare di questo innovativo sistema<br />

di facility management per i rivenditori è<br />

Paolo Vismara, 35 anni di esperienza nel settore<br />

arredo come agente di note aziende, tra<br />

cui il Gruppo Industriale Busnelli e Movi.<br />

Quando e perché ha concretizzato l’dea di<br />

realizzare un sito completamente dedicato<br />

ai rivenditori?<br />

Durante la mia lunga attività ho sempre avuto<br />

sott’occhio il problema delle vendite delle<br />

campionature. Quando ho “scoperto” internet,<br />

nel 2005, ho intuito che la risoluzione del<br />

OUTLET. ON LINE E OFF<br />

96 <strong>ambientecucina</strong>


Dall’home page<br />

è possibile entrare<br />

nelle diverse “stanze”<br />

della casa per<br />

cogliere le occasioni<br />

di maggiore interesse.<br />

L’area della cucina è una<br />

delle più frequentate<br />

e ricche di offerte.<br />

Di ogni cucina proposta<br />

è disponibile il disegno<br />

con le misure e la<br />

segnalazione di dove<br />

è possibile acquistarla.<br />

problema poteva passare proprio dal web.<br />

All’inizio del 2008 ho dato il via al sito che si<br />

è man mano sviluppato grazie alla partecipazione<br />

dei negozi che ci hanno dato fiducia.<br />

Oggi il sito conta 772.002 visite annue (nel<br />

2012) ed è il riferimento per decine di rivenditori<br />

che incrementano non solo le vendite dei<br />

prodotti-campione, ma anche il proprio giro<br />

d’affari, grazie alla visibilità che il web, e il nostro<br />

sito, può assicurare.<br />

GEOLOCALIZZAZIONE<br />

Un ponte dalla rete<br />

LINE<br />

Come si diventa inserzionisti di mobilidesignoccasioni.com?<br />

E quali sono le condizioni<br />

per aderire al sito?<br />

Anzitutto essendo un rivenditore d’arredo: i<br />

nostri clienti sono solo i negozi. <strong>Il</strong> sito è, insomma,<br />

una sorta di outlet virtuale o, se si<br />

preferisce, un giornale on line che, in questo<br />

caso, divulga le novità e le offerte proposte<br />

dagli inserzionisti. Le altre condizioni per<br />

aderire al sito riguardano i prodotti offer-<br />

<strong>Il</strong> concetto di outlet è cavalcato da molti<br />

punti vendita in prima persona. Attraverso<br />

il proprio sito, sono messe in “vetrina” le<br />

occasioni disponibili. Alcuni, attraverso<br />

newsletter, attivano azioni di promozione<br />

che generano traffico nel negozio e aiutano<br />

a innescare una maggiore rotazione del<br />

prodotto. È evidente, però, che la rete<br />

premia la forza di un portale che può offrire<br />

una visione immediata di quanto in quel<br />

momento è disponibile sul territorio. Da<br />

questa esigenza è nato anche outletmobiliitalia.it,<br />

un progetto che favorisce, anche a<br />

livello di geolocalizzazione, un ponte virtuale<br />

tra chi offre mobili e chi è interessato al loro acquisto. Grazie alla geolocalizzazione, ognuno può verificare online<br />

il mobilificio più vicino e trovare proposte a prezzi scontati; nello stesso tempo lo showroom virtuale permette ai<br />

professionisti del settore arredamento di creare la propria vetrina, aggiornarla in tempo reale ed essere facilmente<br />

raggiunti dai clienti sia in base alla provincia (geolocalizzazione) sia alla categoria di prodotti. Cucine, soggiorni,<br />

divani e poltrone, complementi, camere da letto e camerette: su Outletmobili-italia.it si trovano tutte le categorie,<br />

compresi armadi e cabine armadio, arredo bagno, elettrodomestici, illuminazione, arredo da esterno e perfino tappeti.<br />

Sempre più spesso infatti chi cerca un outlet del mobile oggi lo trova in rete, contatta il venditore e si reca poi di<br />

persona in negozio per l’acquisto. Per promuovere il portale, Outletmobili-italia punta su una notevole visibilità sui<br />

motori di ricerca e sui canali sociali (Facebook, Twitter, Google+).<br />

www.outletmobili-italia.it<br />

MOBILIDESIGNOCCASIONI.COM<br />

Anno di fondazione 2008<br />

Report anno 2012<br />

Visite: 772.002<br />

Visitatori assoluti: 484.028<br />

Pagine visualizzate: 6.792.909<br />

Media visite al giorno: 2.115<br />

Report visite dall’1 al 15 gennaio 2013<br />

Visite 55.580<br />

Visitatori unici: 41.925<br />

Pagine visualizzate: 408.427 mq<br />

Media visite al giorno: 3.705<br />

www.mobilidesignoccasioni.com<br />

ti, che devono essere gli stessi che trovano<br />

posto negli spazi degli showroom. Gli inserzionisti<br />

devono poi condividere un “codice<br />

deontologico”, per rispettare le promesse<br />

comunicate sul sito. Inoltre, tutti gli arredi e<br />

le cucine pubblicati devono essere nuovi e<br />

scontati almeno del 40% rispetto al listino,<br />

esclusi trasporto e montaggio, che sono invece<br />

oggetto di accordi tra cliente e rivenditore.<br />

Noi infatti non abbiamo nulla a che fare<br />

con le trattative commerciali tra cliente e<br />

negozio; il sito non si occupa in alcun modo<br />

della vendita, ma ha solo lo scopo di far affluire,<br />

nei negozi, gli acquirenti interessati ai<br />

prodotti pubblicati su mobilidesignoccasioni.com.<br />

Quali sono i vantaggi per chi rivende arredo<br />

cucina?<br />

Vendere più velocemente le composizioni cucina<br />

in negozio. <strong>Il</strong> che comporta la possibilità<br />

di introdurre con maggior frequenza nuove<br />

soluzioni migliorando così l’immagine globale<br />

del negozio. Che risulterà più innovativo, propositivo<br />

e attraente.<br />

In che cosa consiste il vostro impegno, una<br />

volta che il punto vendita diventa un inserzionista?<br />

Migliorare di continuo le prestazioni del sito;<br />

la nostra mission consiste nel promuovere<br />

i prodotti in offerta fornendo al contempo<br />

maggiore visibilità ai negozi. Ci impegnano<br />

quindi a rendere facile la navigazione e chiare<br />

le inserzioni per essere, sempre di più, un<br />

punto di riferimento per i consumatori.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 97


SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />

Un complesso architettonico articolato,<br />

con passaggi e percorsi porticati,<br />

fanno del DOit - Riviera Adriatica (20mila mq totali),<br />

un luogo piacevole anche da vivere,<br />

capace di rendere lo shopping un’esperienza<br />

coinvolgente. È stato aperto il 19 dicembre 2012.<br />

DESIGN OUTLET ITALIANO,<br />

IDEATO DA MARIO<br />

ESPOSITO, PRESIDENTE<br />

DI RETAIL-INPROGRESS,<br />

È UNA SFIDA TUTTA<br />

ITALIANA IN CUI I MARCHI<br />

DI CUCINE SELEZIONATI<br />

SONO PROPOSTI CON<br />

SHOP IN SHOP<br />

di Paola Leone<br />

SOLO DESIGN ITALIANO<br />

E DEMOCRATICO DOit<br />

Riviera Adriatica<br />

Colonnella (TE)<br />

Data apertura 19 dicembre 2012<br />

Spazio totale cucine, elettrodomestici<br />

e componenti 1.600 mq<br />

www.designoutletitaliano.com<br />

Pensare alla distribuzione d’arredo secondo<br />

una logica completamente diversa da quella<br />

tradizionale dei classici negozi: questo è stato<br />

il primo passo che ha condotto Mario Esposito<br />

alla creazione del brand Design Outlet Italiano,<br />

DOit, concept unico e innovativo ideato per avvicinare<br />

il consumatore al settore dell’arredo e<br />

del complemento Made in Italy offrendo prodotti<br />

provenienti da fiere, overstock e servizi<br />

fotografici. «In Italia non esisteva - a parte<br />

Ikea - un luogo dove poter trovare tutto per la<br />

casa, uno spazio gioioso e bello da vivere, con<br />

oggetti e prodotti da capire e da toccare», dice<br />

OUTLET. ON LINE E OFF<br />

98 <strong>ambientecucina</strong>


LINE<br />

Nello spazio The Italian Mall sono in vendita<br />

casalinghi, complementi e utensili di una selezione<br />

di aziende del settore complemento.<br />

<strong>Il</strong> Centro accoglie anche un punto ristoro veloce<br />

come il Caffè Design, arredato secondo il mood del luogo,<br />

e il ristorante La Cantina.<br />

<strong>Il</strong> negozio TM Italia, che si apre attorno alla “piazza”<br />

centrale assieme agli altri tre negozi di cucine:<br />

Aran, Arrex Le Cucine, Gruppo Del Tongo.<br />

In primo piano, la composizione a prezzo outlet<br />

e, dietro, la zona dedicata ai materiali di ante e top.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 99


SPECIALERETAIL CASE HISTORY<br />

Lo stile curato e accattivante del DOit Welchome<br />

di Santhià (13mila mq totali), il primo Centro<br />

DOit, inaugurato ad aprile 2012. <strong>Il</strong> Centro offre,<br />

oltre ai prodotti di design a prezzi outlet,<br />

una serie di servizi: progettazione, trasporto<br />

e montaggio, consulenza per i finanziamenti con<br />

Relo Services, info point, assistenza logistica.<br />

Smeg propone i prodotti outlet nel suo spazio<br />

di vendita. <strong>Il</strong> brand ha un proprio negozio<br />

anche nel Centro DOit di Colonnella.<br />

Esposito, presidente di Retailinprogress (la società<br />

che sviluppa e commercializza i centri Design<br />

Outlet Italiano) e proveniente da una lunga<br />

carriera nel settore moda e beauty ai vertici<br />

di aziende come Sephora Italia e Fiorucci.<br />

«L’idea di base era concepire un luogo piace-<br />

II negozio Stosa offre soluzioni cucina con modelli al top di gamma scontati anche del 40 o del 50%,<br />

come il modello color vinaccia nella foto.<br />

vole e poi riempirlo di contenuti, eliminando il<br />

preconcetto che il prodotto di design italiano<br />

debba essere costoso. Abbiamo realizzato così<br />

i primi due Centri Design Outlet Italiano, che<br />

sono costati, ognuno, 35 milioni di euro circa.<br />

Un lavoro e un investimento imponenti, durati<br />

quattro anni, e che hanno visto, quali protagonisti<br />

dell’impresa, la nostra società Retailinprogress<br />

(che si è occupata, e si occupa,<br />

di quasi tutti gli aspetti dell’operazione, dalla<br />

progettazione fino alla commercializzazione<br />

degli spazi e della loro gestione), un investitore<br />

immobiliare “puro” e poi le diverse aziende italiane<br />

del settore design arredo». <strong>Il</strong> primo DOit<br />

in ordine di apertura è quello di Santhià (VC),<br />

con 13mila mq espositivi, attivo da aprile 2012,<br />

mentre il più recente è a Colonnella (TE), megastore<br />

di ben 20mila mq inaugurato a dicembre<br />

2012. Entrambi trattano mobili, oggetti e<br />

complementi di oltre 80 marchi italiani commercializzati<br />

con un prezzo “outlet”, ovvero<br />

con uno sconto minimo e imposto del 30%.<br />

Ma i due Centri sembrano essere solo gli step<br />

iniziali di una lunga “avventura”.<br />

Perché sono in programma già nuove aperture:<br />

Brescia, Catania, Venezia e Roma-Val<br />

Montone. Uno futuro tracciato, quindi, che si<br />

basa sul grande successo che ha riscosso l’intera<br />

iniziativa: lo confermano sia gli importan-<br />

OUTLET. ON LINE E OFF<br />

100 <strong>ambientecucina</strong>


DOit WelcHome Santhià<br />

Santhià (VC)<br />

Data apertura 20 aprile 2012<br />

Spazio totale cucine, elettrodomestici<br />

e componenti 1.000 mq<br />

www.designoutletitaliano.com<br />

Le composizioni in offerta nel negozio Del Tongo, che confina con lo spazio di Stosa.<br />

LINE<br />

La gamma dei prodotti DOit arriva fino all’arredo per esterni.<br />

Anche per questo settore i prezzi devono partire da uno sconto minimo del 30%.<br />

ti fatturati registrati sia l’afflusso di pubblico<br />

che, solo nel nuovo Centro di Colonnella, dal<br />

19 dicembre a metà gennaio, è stato di oltre<br />

100mila ingressi. «Con questo dato, possiamo<br />

confermare la previsione iniziale di circa<br />

un milione di afflussi per Colonnella - che può<br />

contare su un contesto commerciale vivace - e<br />

di qualche punto percentuale in meno per Santhià,<br />

date le minori dimensioni dello spazio totale<br />

e l’inferiore densità di attività commerciali<br />

“attrattive” dei dintorni».<br />

Nei due centri, i maggiori marchi del settore<br />

design e arredo italiano si propongono quindi<br />

con prodotti a prezzi outlet; lo stesso vale per<br />

il settore cucine, rappresentato da aziende<br />

top: Aran, Arrex Le Cucine, Gruppo Del Tongo,<br />

Stosa Cucine, TM Italia; Stone Italiana,<br />

per i piani di lavoro; Smeg, per gli elettrodomestici.<br />

Ognuna di queste aziende possiede<br />

un suo spazio, un vero negozio con un ingresso<br />

indipendente e il logo del marchio ben in<br />

vista. All’area cucine sono dedicati, in tutto,<br />

1.000 mq nel Centro di Santhià e 1.600 mq nel<br />

Centro di Colonnella. «È di sicuro uno dei maggiori<br />

poli di attrazione dei Centri, il comparto<br />

cucine», continua Esposito. Che, quando parlava<br />

di “contenuti”, si riferiva sì alla qualità<br />

dei prodotti, ma anche al tipo di gestione dello<br />

spazio. <strong>Il</strong> concept dei Design Outlet Italiano<br />

non si identifica infatti con un contenitore indifferenziato,<br />

ma con una struttura articolata<br />

e concepita sulla linea di un centro commerciale,<br />

con percorsi studiati, aree di ristoro, spazi<br />

dedicati e raggruppati per settore merceologico,<br />

e anche un centro servizi, con un ufficio<br />

riservato alla progettazione, offerta a tutti i<br />

clienti che, sempre su richiesta, possono fruire<br />

del trasporto e montaggio di cucine e arredi.<br />

I vari negozi si affiancano inoltre ad altri<br />

concept di showroom: Officina 42 (www.facebook.com/Officina42),<br />

dedicato ai designer<br />

di talento, dove si svolgono anche workshop<br />

e contest e si acquistano pezzi unici, spesso<br />

autoprodotti, o progetti personalizzati; The<br />

Italian Mall (www.theitalianmall.it), lo store<br />

multibrand con marchi selezionati del complemento,<br />

tessuto d’arredo, illuminazione e<br />

casalinghi tra cui Sambonet, Pentole Agnelli,<br />

Seletti, Slide; diversi temporary shop come<br />

A Casa, aperto a Santhià, dedicato all’eccellenza<br />

del design italiano, con i pezzi dei maestri<br />

del design internazionale. Non ultimo, a Colonnella,<br />

un nuovo spazio, di ben 900 mq e di<br />

forte attrattiva, dedicato al modernariato e al<br />

mobile vintage.<br />

<strong>ambientecucina</strong> 101


<strong>Il</strong> primo passo verso il fu-<br />

turo e il cambiamento par-<br />

te da una riflessione sulla<br />

propria storia. Per questo<br />

abbiamo voluto chiudere lo<br />

Speciale Retail, speriamo<br />

ricco di suggestioni e sti-<br />

moli, con una serie di do-<br />

mande che possa aiutare<br />

a capire meglio la propria<br />

identità, qual è la direzione<br />

verso cui si vuole andare<br />

e come intraprendere una<br />

nuova strada<br />

ACCOGLIENZA<br />

• <strong>Il</strong> tuo punto vendita ha<br />

le “porte aperte” o invoglia<br />

in qualche modo all’ingresso<br />

di impulso?<br />

• Sei in grado di valutare la<br />

qualità della tua accoglienza<br />

sul punto vendita?<br />

• Qual è il tuo primo approccio<br />

alla clientela?<br />

• Cosa chiedi al cliente rispetto<br />

alle sue esigenze di arredo<br />

e al suo stile di vita<br />

e di convivialità?<br />

CLIENTELA<br />

• Hai monitorato la tua<br />

clientela (movimento sul<br />

punto vendita, età, rapporto<br />

visite-acquisto, ecc)?<br />

• A quale tipologia di clientela<br />

ti rivolgi?<br />

• Qual è l’età media<br />

della tua clientela?<br />

• Favorisci l’approccio di una<br />

clientela giovane? Come?<br />

LAYOUT<br />

• Come definiresti il tuo visual<br />

merchandising?<br />

• Con quale frequenza cambi<br />

la vetrina e il layout interno?<br />

• Hai tavoli touch, totem<br />

infomatici o altri mezzi che<br />

possano invogliare a una<br />

consultazione in store?<br />

• Hai un’area dedicata agli<br />

elettrodomestici?<br />

• Vendi anche accessori,<br />

oggetti e complementi<br />

per la cucina?<br />

• Sul tuo punto vendita<br />

proponi anche libri o riviste<br />

di arredo (in vendita o in<br />

consultazione)?<br />

• Hai un piccolo punto ristoro e<br />

conversazione per i clienti?<br />

• Utilizzi musica d’ambiente<br />

o profumazioni gourmet (o<br />

altro) sul tuo punto vendita?<br />

• Hai studiato i percorsi sul<br />

punto vendita?<br />

• Utilizzi segnalazioni<br />

o comunicazioni in store?<br />

Di che tipo?<br />

SERVIZIO<br />

• Offri un servizio di<br />

progettazione ai tuoi clienti?<br />

• Consegni copia del primo<br />

progetto cucina ai tuoi clienti,<br />

anche se non è assicurato<br />

l’acquisto?<br />

• Comunichi in modo<br />

trasparente il prezzo e le<br />

caratteristiche del prodotto?<br />

• Comunichi sempre<br />

i vantaggi/svantaggi<br />

del materiale scelto?<br />

• E i criteri di manutenzione?<br />

• Effettui visite o controlli<br />

(anche telefonici) a domicilio<br />

per verificare gradimento e<br />

riuscita del prodotto arredo<br />

venduto?<br />

• Lavori con un’unica squadra<br />

di montaggisti?<br />

• Per i fuori misura hai una<br />

falegnameria di appoggio?<br />

EVENTI<br />

• Quanti eventi organizzi<br />

nell’anno?<br />

• Di che tipo?<br />

• A chi si rivolgono?<br />

• Hai una cucina attiva?<br />

La utilizzi solo in occasione<br />

di eventi?<br />

• Organizzi eventi o attività in<br />

partnership con punti vendita,<br />

professioni o aziende di altri<br />

settori (ad esempio fioristi,<br />

pasticceri, wedding planner,<br />

ecc.)?<br />

• Tieni aperto il punto vendita<br />

oltre il consueto orario o il<br />

calendario abituale?<br />

PROMOZIONE<br />

• Organizzi iniziative<br />

o vendite promozionali?<br />

• Hai un outlet o un corner<br />

outlet?<br />

• Utilizzi anche i social per<br />

organizzare le tue attività?<br />

Quali?<br />

• Hai una newsletter dedicata<br />

ai tuoi clienti?<br />

• Sei attivo sull’e-commerce?<br />

Come?<br />

• Che rapporto hai con la realtà<br />

locale (quartiere e città) in cui<br />

si trova la tua attività?<br />

• Fai pubblicità o altre attività<br />

di comunicazione?<br />

PARTNER<br />

• Con quanti fornitori lavori?<br />

• Nel progettare utilizzi al 100%<br />

il catalogo dell’azienda?<br />

• Partecipi ai corsi di<br />

formazione delle aziende<br />

fornitori?<br />

• Conosci tutte le<br />

caratteristiche degli<br />

elettrodomestici proposti?<br />

INFORMAZIONE<br />

• Ritieni utile partecipare<br />

alle fiere?<br />

• A quali e quante fiere<br />

partecipi?<br />

• Quali sono i siti internet che<br />

consulti per la tua attività?<br />

• Quali sono le riviste cartacee<br />

di arredo, design o altro che<br />

consulti per la tua attività?<br />

PERSONALE<br />

• Quanto personale impieghi<br />

nel tuo punto vendita?<br />

• Che tipo di formazione<br />

o di curriculum ha?<br />

Qual è l’età media?<br />

• Che tipo di<br />

contrattualizzazione ha?<br />

• Favorisci la partecipazione<br />

a corsi di aggiornamento?<br />

• Sei in grado di definire con<br />

chiarezza i punti di forza<br />

e di debolezza della tua<br />

attività?<br />

LE DOMANDE DEL RETAIL<br />

102 <strong>ambientecucina</strong>


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<strong>ambientecucina</strong><br />

Direttore responsabile<br />

Mattia Losi<br />

Direttore di redazione<br />

Raffaella Razzano<br />

raffaella.razzano@ilsole<strong>24</strong>ore.com<br />

Redazione<br />

Carla Cavaliere (caposervizio)<br />

carla.cavaliere@ilsole<strong>24</strong>ore.com<br />

Segreteria di redazione<br />

Anna Alberti, Donatella Cavallo,<br />

Gabriella Crotti, Rita Galimberti,<br />

Laura Marinoni Marabelli, Paola Melis<br />

redazione.<strong>ambientecucina</strong>@ilsole<strong>24</strong>ore.com<br />

Hanno collaborato a questo numero<br />

Lilli Bacci, Marina Bellati, Davide Cattaneo,<br />

Rossella Conte, Graziano Lazzarotto, Cristina<br />

Lazzati, Paola Leone, Clara Mantica, Monica<br />

Molteni, Fabio Salvati, Elisabetta Scheggi, Paolo<br />

Schianchi, Giuseppe Segalla, Giuliana Zoppis<br />

Ufficio grafico<br />

Elisabetta Delfini (coordinatore), Walter Tinelli,<br />

Elisabetta Buda, Patrizia Cavallotti,<br />

Elena Fusari, Laura Itolli, Silvia Lazzaretti,<br />

Cristina Negri, Diego Poletti, Luca Rovelli<br />

Direttore Editoriale Business Media<br />

Mattia Losi<br />

104 <strong>ambientecucina</strong><br />

Proprietario ed Editore<br />

<strong>Il</strong> <strong>Sole</strong> <strong>24</strong> ORE S.p.A.<br />

Sede legale<br />

via Monte Rosa 91 - 20149 Milano<br />

Presidente<br />

Giancarlo Cerutti<br />

Amministratore Delegato<br />

Donatella Treu<br />

Sede operativa<br />

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Segreteria Commerciale<br />

e Ufficio Traffico<br />

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Ambiente Cucina,<br />

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Registrazione Tribunale Milano<br />

n. 169 del <strong>24</strong>.4.1977<br />

copyright <strong>Il</strong> <strong>Sole</strong> <strong>24</strong> <strong>Ore</strong> S.p.A.,<br />

Milano - Italia<br />

R.O.C. n. 6553 del 10.12.2001<br />

Stampa<br />

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di Gruppo <strong>24</strong> ORE per il perseguimento<br />

delle medesime finalità della raccolta,<br />

a società esterne per la spedizione<br />

della Rivista e per l’invio di nostro<br />

materiale promozionale.


“Ho scelto la musica un giorno in cui le parole non mi erano bastate.<br />

<strong>Il</strong> tempo che ho passato a guardare, osservare, e sentire.<br />

E tutta la bellezza che ho amato. Vanità forse.<br />

Ma avevo voglia di amarla lo stesso”.<br />

Ho cambiato cucina. E non so cucinare.<br />

I’ve changed my kitchen. And I don’t even cook.

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