Supplemento - B2B24 - Il Sole 24 Ore

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Supplemento - B2B24 - Il Sole 24 Ore

PROGETTI . DETTAGLI . MATERIALI . IMPIANTI

Lighting design

Supplemento 4/2009

Anno 4 – Supplemento 4/2009 – Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in A.P. – D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, com. 1, DCB Milano, mensile


Sommario Supplemento 4/09

Rubriche Progetti. Lighting design

6 Next. Fiere, convegni, corsi e mostre

10 Bookstore. Novità librarie

12 Echi dal Web. Le novità in Internet

16 Rassegna di progetti e di opere.

Nove interventi di lighting design

24 Saggio. Luce e riqualificazione urbana

30 Saggio. Lighting design per una buona qualità dell’habitat

36 Normativa. Prestazioni luminose

80 Contributi a cura di - Gli inserzionisti

42

[

42 Piazza del Torico a Teruel

b720 Arquitectos

Spagna

46 Showroom Stone Italiana a Milano

Arturo Montanelli, Ezio Riva

Italia

50 Aeroporto Changi a Singapore

SOM

Repubblica di Singapore

54 Piazza Zabalburu a Bilbao

IMB arquitectos

Spagna

46


58 Fraunhofer Institute

für Solar Energiesysteme

Dissing + Weitling

Germania

62 Recupero ex Cinema Ambasciatori

a Bologna

RetailDesign

Italia

]

50

54

Prodotti

72 Rassegna

18 apparecchi illuminanti

58

62


Il mensile

d’informazione

per la community

dell’energia

e dell’ambiente

www.b2b24.it www.energia24club.com

Direttore Responsabile/Editor-in-chief: Francesco Demuro

Direttore/Editor: Giuseppe Turchini

Comitato Scientifico/Scientific Committee: Vladimir Bazjanac, Mario Botta,

Gianfranco Carrara, Colin Davidson, Gabriele Del Mese, Nicholas Grimshaw,

Fulvio Irace, Emilio Pizzi, Christer Sjöström, Ettore Zambelli

Direzione artistica e realizzazione/Artistic and creative director: Grafotitoli Bassoli

Coordinatore editoriale/Editorial Coordinator: Donatella Bollani

Collaborazione redazionale/Editorial Editorial staff:

Simone Stefano Deugenio, coordinamento sezione Materiali e Sistemi, sito web

Federica Gasparetto, coordinamento sezione Progetti

Sabrina Piacenza, coordinamento redazione e sezione Impianti

Consulenza scientifica/Scientific consulting services:

Laura Elisabetta Malighetti, Gabriele Masera, Matteo Ruta

Hanno collaborato a questo numero/Contributors to this issue:

Stefano Bernuzzi, Davide Cattaneo, Gianni Forcolini, Francesco Frontini, Federica

Gasparetto, Sabrina Piacenza, Donatella Ravizza, Luigi Schiavon

Foto di/Photos: Carlo Baroni, Peter Bartenbach, Filippo Chiesa, Francesco Frontini,

Duccio Malagamba, Thore Schaier, Marco Zanta, UpO

Traduzioni/Translations: Barbara Marino

Il Sole 24 ORE Arketipo

international review of architecture and building engineering

Il Sole 24 ORE Arketipo

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che ne valuta la possibile pubblicazione. Il Direttore e i consulenti scientifici segnalano al Comitato

Scientifico testi e progetti con dignità di pubblicazione/ Texts and projects received by the editors

are submitted in anonymous form to the Scientific Committee that decides the possible publication.

The Editor and the Scientific Consultants serve to call the attention of the Scientific Committee to texts

and projects worthy of publication

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20099 Sesto San Giovanni (MI)


NEXT [a cura di Sabrina Piacenza

Rimini · 8-10/10/2009

SUN 27°

Salone internazionale dell’esterno. Progettazione, arredamento

e accessori

Fiera di Rimini

Tel. 0541 744111

www.sungiosun.it

www.riminifiera.it

Germania, Francoforte · 11-16/04/2010

LIGHT+BUILDING

Fiera internazionale biennale per l’illuminazione, l’elettrotecnica

e l’automazione della casa e degli edifici

Fiera di Francoforte

www.light-building.com

Francia, Lione · 01-03/06/2010

LUMIVILLE

Salone internazionale dell’illuminazione pubblica per esterno

Fiera Euroexpo di Lione

www.equipville.com/lumiville/

Milano

LED - LIGHT EXHIBITION DESIGN

È caccia aperta agli sponsor

per realizzare le 30 opere vincitrici

del concorso LED - Light

Exhibition Design, indetto dal

Comune di Milano e conclusosi

il 26 maggio scorso. 30 progetti

di un ricco carnet di 200 pervenuti

agli organizzatori, che illumineranno la città e i suoi monumenti

durante il periodo natalizio, dando vita alla prima kermesse d’illuminazione

artistica milanese.

Dei 30 selezionati dalla giuria, 15 sono frutto dell’ingegno di studenti

delle migliori accademie milanesi di architettura come Naba, Domus

Academy, Ied, Politecnico e Spd, mentre i restanti 15 sono espressione

dell’esperienza di giovani professionisti.

La giuria era composta dalla presidente dell’ADI, Luisa Bocchietto, dall’architetto

Piero Castiglioni, dal direttore del Settore Arredo, Verde e

Qualità Urbana, Flora Vallone, dall’architetto e direttore della rivista “Abitare”

Stefano Boeri e dal presidente della Triennale, Davide Rampello.

10 designer di fama internazionale hanno invece partecipato, fuori

concorso, nella categoria “Led special”: Fabio Novembre, Mario Nanni,

Paolo Rizzato, Michele De Lucchi, Italo Rota, Patricia Urquiola, Akari-Lisa

e Carole Ferreri, Paul Cocksedge, Alain Guilhot e Gilbert Moity.

Per maggiori informazioni:

www.comune.milano.it

(settore Arredo Verde e Qualità Urbana)

6 S 4/09 [Next]

FIERE

IN ITALIA

ALL’ESTERO

CONCORSI

MOSTRE

Rimini

DA NIDO A GUSCIO 2° EDIZIONE – OUTDOOR LIGHTING

Illuminazione sostenibile: grandi progettisti e grandi aziende per

un’esposizione unica ed esclusiva nell’intero panorama fieristico internazionale.

Dopo la sperimentazione sull’arredo per esterni trasformista (SUN

2008), SUN, la fiera specializzata nell’outdoor living, in collaborazione

con la rivista Ottagono, per l’edizione 2009 affronta il tema dell’illuminazione

degli spazi esterni, pubblici e privati.

L’attenzione degli studi di architettura, tra i più noti a livello mondiale

e delle aziende coinvolte, sarà rivolta alla realizzazione di prototipi per

soluzioni di luce per l’outdoor.

Una ricerca di altissimo livello non solo dal punto di vista formale ed

estetico, ma che si focalizzerà su contenuti tecnologici e sostenibili

che rispondano o anticipino le richieste attuali e future del mercato.

Fiera di Rimini

www.sungiosun.it

POST

Milano

LE SCULTURE DI LUCE DI ANTHONY MCCALL

Si è conclusa il 21 giugno la bella

mostra, allestita nel suggestivo

spazio Hangar Bicocca di Milano,

dedicata alle straordinarie sculture

di luce di Anthony McCall. Le

opere esposte, in gran parte inedite

e prodotte tra il 2004 e il 2009,

sono proiezioni verticali “Solid Light

Films” che dimostrano la pratica

multi-disciplinare di McCall:

installazioni, film, sculture, luce

che, sovrapponendosi, hanno creato

un intimo dialogo con lo spazio

industriale. In uno spazio oscurato

e riempito di foschia, le proiezioni

di luce hanno generato l’illusione

della tridimensione attraverso figure

astratte che gradualmente

si articolavano nello spazio come

pareti architettoniche effimere.

Milano

LIGHTING INNOVATION

Si è tenuta il 25 giugno scorso al Politecnico di Milano la settima edizione

del convegno Lighting Innovation 2009, importante momento di

incontro sul tema dell’innovazione del progetto di illuminazione tra

l’alta formazione universitaria e le aziende del settore. In particolare,

nell’edizione 2009, sono intervenuti alcuni docenti del Master in Lighting

Design del Politecnico e alcune aziende del settore che partecipano al

Master.

La ricerca nell’ambito del Design avviene anche nei momenti di sperimentazione

didattica del progetto, che i docenti progettisti conducono

con gli studenti in collaborazione con le aziende del settore illuminazione.

Proprio per questo il convegno ha approfondito i nuovi aspetti in-


novativi, tecnologici e di progetto per il settore della illuminazione negli

interni e negli esterni: dalle sorgenti di luce ai materiali, agli aspetti

estetici e culturali.

Per maggiori informazioni:

www.luce.polimi.it

Gewiss

DUE RICONOSCIMENTI PER IL DESIGN

La grande attenzione che Gewiss ripone nel design è stata premiata con

l’attribuzione di due riconoscimenti da parte dell’International Forum

Design; il proiettore Saturno a led e la torretta 68 Q-MC acciaio inox

hanno, infatti, ottenuto l’IF Design Award 2009 rispettivamente nelle

categorie Lighting e Public Design/Interior Design.

Saturno è un proiettore in pressofusione di alluminio che sfrutta gli ultimi

aggiornamenti della tecnologia led per ottenere una resa estremamente

compatta, adatto all’utilizzo in applicazioni dove è richiesta un’estetica

lineare. La versione RGB, inoltre, consente la miscelazione immediata

dei colori, che avviene già in corrispondenza del singolo diodo ottenendo

così una maggiore uniformità e una saturazione dei colori.

Il terminale di distribuzione energia e servizi in acciaio INOX AISI 316L

completa la gamma della serie 68 Q-MC, la proposta di Gewiss per la

distribuzione di energia elettrica e servizi. L’acciaio AISI 316L elettrolucidato,

ideale per le applicazioni di ambienti marini, conferisce al

terminale elevata resistenza meccanica agli urti e doppio isolamento

elettrico dell’involucro, classe II.

Per maggiori informazioni:

www.gewiss.com

FACTORY

Reverberi Enetec

NUOVA LUCE AL DUOMO DI MONZA

Una suggestiva illuminazione scenografica per valorizzare a pieno la

bellezza architettonica della facciata marmorea e dell’austera torre

Teodolinda del Duomo di Monza.

Per ottenere l’illuminazione desiderata, è stato progettato un impianto

complesso, composto da due gruppi di 15 e 18 proiettori ciascuno. I

corpi illuminanti utilizzati, prodotti da Fivep, sono stati equipaggiati

con sorgenti Osram e Venture Lighting, in diverse gradazioni di luce

bianca e colorata.

I particolari effetti luminosi sono ottenuti mediante la gestione separata

dei singoli corpi illuminanti attraverso un modulo LPC e un modulo D/

LPC della gamma Opera di Reverberi Enetec. Ne risulta una scenografia

costituita da una combinazione di luci spente, luci accese e luci opportunamente

dimmerate. Le scenografie vengono comandate dai moduli

LPM e LPMx, contenuti in due quadri Reverberi. Il comando parte da un

PLC che a ogni ora, e in modo casuale, sceglie tra 8 scenografie disponibili,

che cessano ogni notte a mezzanotte.

Per maggiori informazioni:

www.reverberi.it

Foscarini

SUCCESSFUL LIVING FROM DIESEL WITH FOSCARINI

Allo scorso Salone del Mobile di Milano si è accesa una nuova luce targata

Diesel e Foscarini: lampade in movimento e vecchie lanterne si

trasformano, a ritmo di rock, in oggetti di design.

Dal casual al vintage, dal rock al pop, dall’avventura all’emozione. Una collezione

di lampade completamente inedite che parlano molteplici linguaggi

ed esprimono lo stile Diesel in versione ironica, irriverente e creativa.

Una nuova avventura che permette di personalizzare il proprio spazio,

rompere i luoghi comuni e portare alla luce la propria personalità. Una

nuova collezione di lampade forte come il metallo, morbida come il tessuto,

sottile come una gabbia luminosa e brillante come il vetro cromato.

Le lampade della collezione Graf si caratterizzano per le grafiche stampate

sul diffusore che giocano con il linguaggio pop, creando un cromatismo

discreto. I soggetti scelti rimandano a una console da DJ, simbolo

della vita notturna e della cultura pop, come a elementi naturali

cristallizzati in stampe nuove e alternative. Il tessuto è realizzato in

una trama molto coprente, che dona alla lampada un divertente effetto

“vernice fresca”; è sul contrasto bianco/nero che giocano le immagini

che lo caratterizzano. Il fascio luminoso è caldo e discreto e crea un

effetto soffuso. Il modello è disponibile nelle versioni a sospensione,

da terra o da tavolo.

Andromeda

BOLLA DI LUCE FLUTTUANTE

Market è il nuovo ristorante che Jean-Georges Vongerichten ha aperto all’interno

dell’hotel W Buckhead di Atlanta. Progettato da Karim Rashid, vuole

esprimere una nuova frontiera del rapporto tra ricerca gastronomica e design,

[Next] S 4/09 7


Market è l’esempio di un binomio perfetto

tra cibo e design, gusto ed estetica. Lo

spazio è fluido, organico, dominato dall’opera

di vetro realizzata da Andromeda:

una capsula sospesa, un pezzo unico concepito

proprio per questo progetto.

È composta da 2272 Knit, le tessere

di vetro lavorate a mano, in 3 colori:

1132 ambra scuro, 358 ambra chiaro,

782 specchiati. Galleggia a 4 metri dal

soffitto e si specchia su una placca di

metallo che ne riprende la forma. Monta

48 luci G9 da 40 Watt, per un totale

di 1220 Watt. L’opera si specchia in un

suo simmetrico rovescio, da cui pare

discendere per galleggiare sospesa.

Per maggiori informazioni:

www.andromedamurano.it

Philips

EFFICIENZA ENERGETICA DELL’EDILIZIA

In occasione della presentazione di “Trasformare il Mercato: l’Efficienza

Energetica nell’Edilizia”, il report finale pubblicato dal progetto di ricerca

quadriennale Energy Efficiency in Buildings (EEB), Philips, di cui è sponsor

insieme al World Business Council for Sustainable Development (WB-

CSD), ha dichiarato quanto il ricorso a tecnologie più moderne e a basso

consumo beneficerebbe gli utenti di edifici istituzionali su svariati livelli.

Come risultato del modello di utilizzo della nuova tecnologia, il rapporto

indica, infatti, che il consumo energetico negli edifici potrebbe essere

ridotto del 60% entro il 2050.

Con una gamma completa di prodotti e sistemi, Philips è in grado di

fornire agli operatori edili un pacchetto di soluzioni globali per l’installazione

di un’illuminazione a basso consumo, dalle lampade agli apparecchi

per l’illuminazione, alla tecnologia più avanzata e intelligente

per gestire l’uso e l’applicazione della luce.

Per maggiori informazioni:

www.wbcsd.com

www.philips.com

Viabizzuno

VIA...GGIANDO PER COSTRUIRSI

Un padiglione viaggiante su ruote che occupa uno spazio urbano e ne fa una

piazza; due volumi bianchi che si sovrappongono, si intersecano, si muovono

l’uno sull’altro dando vita a spazi sempre nuovi e sempre diversi. Non

solo un camion, ma uno spazio del divenire, che cambia, si muove, viaggia e,

nel momento in cui si ferma, si trasforma in un cuore che attrae, dando vita

a momenti di scambio e di confronto. Insieme al festival arte contemporanea,

il padiglione Via...ggiando si sposta nelle più importanti città europee

che ospitano eventi d’arte e di cultura, cercando sempre nuovi stimoli per

avviare dialoghi e confronti sui temi della progettazione.

Luogo urbano e luogo architettonico si fondono in un unico spazio a

disposizione della città e dei suoi avventori. il camion è un laboratorio,

una casa, un’officina, un cinematografo.

Il camion, progettato da Mario Nanni, è uno spazio pensato come a un’officina

di idee, progetti, intenzioni e azioni, una casa in movimento dove la

protagonista è la luce, il calore dell’accoglienza, la possibilità del confronto,

dello scambio, l’invito ad entrare e a impossessarsi di ogni angolo per

abitarlo. La facciata è un involucro, una lavagna a tre dimensioni, in cui

8 S 4/09 [Next]

le tracce sono i raggi di luce, una superficie concepita per essere letta a

diverse velocità, ritmi che implicano differenti percezioni e riflessioni.

La tecnologia e la sperimentazione muovono la ricerca di questo progetto,

ma ne muovono anche gli ingranaggi, ogni dettaglio diventa

motore di ricerca, ogni dettaglio parla della luce, naturale e artificiale,

seguendo il copione del cantastorie Mario Nanni.

Per maggiori informazioni:

www.viabizzuno.com

Zumtobel

NUOVA COSTRUZIONE DI LUCE DI OLAFUR ELIASSON

Starbrick è un esperimento sulla modulazione della luce e lo spazio. Nel mio

studio, ci siamo concentrati inizialmente sulle difficoltà spaziali legate alla

creazione di un mattone geometrico complesso. Questo ha portato allo sviluppo

dei moduli a forma di stella, impilabili, che danno luogo a tre tipi di spazio:

la struttura solida del modulo stesso, lo spazio negativo al suo nucleo,

con forma di cubo-ottaedro, e le sfere poliedriche che si formano tra i moduli

quando sono impilati. Negli ultimi anni, il mio studio ha condotto numerosi

esperimenti sulla luce in collaborazione con Zumtobel. In uno di questi esperimenti

abbiamo deciso di testare le diverse qualità e colori della luce led,

inserita all’interno dei singoli moduli, e il risultato finale è l’attuale Starbrick.

I led di Starbrick sono disposti in modo da emettere una luce bianca e da

creare contemporaneamente un nucleo luminoso, giallo e caleidoscopico,

con la forma di un cubo-ottaedro. Il corpo del modulo è costituito da due

tipi di policarbonato: un tipo traslucido, che ottimizza la qualità della luce

emessa dai led; un tipo opaco e duraturo, che costituisce il corpo vero

e proprio del modulo e controbilancia, con la sua superficie nera opaca,

i volumi luminosi. Quando

gli Starbrick sono impilati,

le superfici opache si riducono

al punto in cui la luce

bianca genera le sfere poliedriche

tra i mattoni. Poiché

i led sono oscurabili, il

modulo offre svariate impostazioni

di illuminazione,

per una luce funzionale

o ambientale.

Per maggiori informazioni:

www.zumtobel.com


[ BOOKSTORE

a cura di Sabrina Piacenza

DESIGN DELLA LUCE

Maurizio Rossi, Carlotta de Bevilacqua, Alberto Seassaro

Maggioli Editore, 240 pagine, 40 euro

www.maggioli.it

Chi si occupa di progettazione dell’illuminazione sa molto bene che in tale processo

entrano in gioco tre fattori primari: le sorgenti di luce, le superfici degli spazi da illuminare

e gli esseri umani che fruiranno di questi spazi.

La luce può agire sull’essere umano tramite tre sistemi principali: il sistema visivo, per

la valutazione immediata dell’ambiente; il sistema circadiano, che influisce sull’orologio

biologico; il sistema percettivo-cognitivo, che interpreta il messaggio proveniente dall’ambiente

sotto l’influenza dell’illuminazione, influendo sulla psiche.

Sulla base delle esperienze di ricerca condotte con aziende del settore, e di quelle didattiche

in collaborazione con la Facoltà del Design del Politecnico di Milano, il libro fornisce

il suo contributo nella ricerca di elementi di confronto tra le differenti discipline coinvolte

nel Design della luce.

Completano il volume 23 schede progetto e nozioni su come progettare impianti e prodotti

di illuminazione.

ARCHITETTURE IN LUCE. IL PROGETTO D’ILLUMINAZIONE D’ESTERNI

Donatella Ravizza

Franco Angeli Edizioni, 184 pagine, 26,50 euro

www.francoangeli.it

Il progetto d’illuminazione d’esterni si occupa di una visione particolare della città e

delle sue architetture, ovvero quella notturna. La luce artificiale diventa così un potente

segno critico che definisce gli spazi e, nel rispetto delle testimonianze storiche, offre la

possibilità di interpretazioni diverse.

Progettare l’illuminazione di un’architettura o di un ambiente urbano significa lavorare

sull’effetto, sull’intensità e sulle atmosfere che potrà ispirare. Illuminare significa “mettere

in luce” il carattere urbano dell’oggetto della visione, restituire, nel contempo, quel

senso di appartenenza difficilmente percepibili durante il giorno.

Il libro si rivolge ai lighting designer e all’architetto e fornisce indicazioni utili per il progetto

d’illuminazione d’esterni negli aspetti articolati di approccio, criteri e metodologia,

prodotti e tecnologie disponibili. Il tutto è corredato da numerose immagini e disegni

esplicativi, oltre a interessanti casi studio.

10 S 4/09 [Bookstore]


ULTIMATE LIGHTING DESIGN. HERVÉ DESCOTTES / L’OBSERVATOIRE INTERNATIONAL

Sean Weiss e Miina Matsuoka

teNeues Publishing Company, 528 pagine, 39,90 euro

www.teneues.com

Questo volume illustra i progetti di architettura della luce del designer francese Hervé

Descottes e dell’atelier di progettazione l’Observatoire International, che lavora con

lui a New York. La rassegna dei progetti, ben organizzata per macroaree geografiche:

America, Europa, Asia, è rappresentata con l’ausilio di numerose foto e un breve testo

che descrive l’opera e la filosofia del progetto illuminotecnico.

Il libro è un’interessante raccolta di progetti illuminotecnici, ma anche di progetti architettonici,

in quanto Hervé Descottes e l’Observatoire International hanno collaborato

con architetti di fama internazionale (Steven Holl e Jean Nouvel tra i tanti) e anche su

progetti di primissimo rilievo quali, ad esempio, la Walt Disney Concert Hall di Frank

Gehry.

Una breve sezione è dedicata ai sistemi illuminotecnici e alle apparecchiature, non di

serie, progettati da Descottes e la sua squadra.

LUCEPLAN WORLDWIDE

LUCEPLAN

Skira, 296 pagine, 28 euro

www.skira.net

L’azienda milanese Luceplan, da più di trent’anni protagonista del design internazionale,

si racconta attraverso i progetti di illuminazione realizzati in tutto il mondo.

Il volume è una sorta di “album di famiglia”, una raccolta per immagini che descrivono

i sistemi di illuminazione per l’architettura dopo la ricerca e la produzione. Svariate le

realizzazioni: luoghi di lavoro, di studio, di incontro, di vita quotidiana in cui gli apparecchi

Luceplan sono stati ideati e utilizzati caratterizzando lo spazio.

Protagonista di ogni immagine è l’apparecchio illuminotecnico all’interno di un paesaggio

eterogeneo di architetture italiane e straniere, firmate da archistar e da giovani

designer.

[Bookstore] S 4/09 11


[ ECHI DAL WEB

a cura di Stefano Bernuzzi

PER LA FORMAZIONE

LE ASSOCIAZIONI

12 S 4/09 [Echi dal web]

www.lightingacademy.org

La Lighting Academy è il programma formativo dedicato allo studio della luce

e del suo uso architettonico promosso dalla Fondazione Targetti e organizzato

dall’azienda Targetti Sankey Spa. I programmi di insegnamento si suddividono

in Corsi Base e Workshop su specifici argomenti e prevedono lezioni ex

cathedra, prove di laboratorio e studi su casi esemplari. I corsi si avvalgono

della collaborazione con Università italiane e architetti e designer di fama

internazionale. Il sito offre un’enciclopedia interattiva sulla luce e ricchi database

di designer, pubblicazioni, organizzazioni internazionali e programmi formativi.

A disposizione degli utenti anche la raccolta dei progetti-referenze e un minisito

dedicato al Retail Lighting, una guida multimediale sull’uso della luce negli spazi

commerciali.

www.lrc.rpi.edu

Il Lighting Research Center è il più grande centro di formazione e ricerca dedicato

alla luce a livello mondiale, aperto a tutte le componenti del mondo “luce”,

dalle tecnologie alle applicazioni pratiche, dalla progettazione architettonica

agli studi sulla salute e la visione. Oltre ai corsi universitari, che comprendono

anche master di uno o due anni e un programma di Ph. D., il centro sviluppa,

in collaborazione con enti e amministrazioni locali e nazionali e aziende, una

serie di programmi di ricerca i cui risultati, report e case history sono disponibili

in formato PDF. Sempre a disposizione gratuita numerosi articoli estratti

dalla pubblicistica tecnica di settore, prevalentemente nordamericana, e le

pubblicazioni curate dal Lighting Research Center.

http://aidiluce.nereal.com

AIDI è la principale associazione no-profit nel campo dell’illuminazione in Italia.

Attiva dal 1959 è presente su tutto il territorio nazionale e svolge un'incisiva

e costante azione di informazione scientifica, tecnica e culturale per la

diffusione della conoscenza dei problemi legati ai temi dell’illuminazione.

Gli associati AIDI rappresentano tutta la filiera dell’illuminazione, imprenditori,

aziende di servizi, progettisti, lighting designer, docenti e cultori specialisti

del settore e permettono così all’associazione di mantenere relazioni con

enti, laboratori e centri di ricerca. A disposizione tutte le informazioni relative

agli associati e alle attività, in particolare quella formativa, oltre che alla

pubblicistica, a partire dall’organo ufficiale LUCE, i cui numeri completi sono

scaricabili in formato PDF.

www.assil.it

La ASSIL – Associazione Nazionale Produttori Illuminazione – rappresenta

oltre 100 aziende italiane produttrici di apparecchi, sorgenti luminose e

componenti, con la finalità di sostenere la diffusione della cultura della luce in

tutti i suoi molteplici aspetti. I servizi offerti sono incentrati intorno alle tre aree

principali di intervento – area marketing, area tecnica e area ambiente – con

attività di supporto, ricerca e consulenza legislativa. Oltre alle informazioni

sulle aziende associate sul sito sono disponibili servizi aperti agli utenti,

newsletter, job searching, agenda degli eventi e dei premi e forum, un’accurata

sezione link di associazioni, centri di ricerca e partner, e numerosi materiali

scaricabili in formato PDF comprendenti regolamenti e direttive, report tecnici

e da convegni internazionali, casi studio, libri bianchi e relazioni.


LE AZIENDE

www.cie.co.at

La International Commission on Illumination è l’associazione internazionale,

attiva dal 1913, dedicata alla cooperazione internazionale e allo scambio di

informazioni e conoscenze di tutte le discipline e materie legate alla scienza,

all’arte della luce e delle tecnologie dell’immagine. Basata su rigidi principi

tecnici, scientifici e culturali, la CIE si pone come organo indipendente attivo

in tutto il mondo grazie all’impegno dei circa 40 comitati nazionali e assume

il ruolo di autorità internazionale riconosciuto anche dall’ISO come ente attivo

per la standardizzazione. CIE organizza convegni e simposi internazionali e

cura numerose pubblicazioni acquistabili dal sito, gli abstract sono visibili

a tutti gli utenti, mentre tutti i numeri del bollettino periodico e alcuni

documenti tecnici, report, lo statuto e le linee guida operative redatte dal

comitato tecnico sono scaricabili gratuitamente in formato PDF.

www.concepteurslumieresansfrontieres.org

L’associazione Concepteurs lumière sans frontières nasce in Francia nel

2007 dall’impegno di alcuni lighting designer per promuovere un'efficace ed

ecologicamente corretta diffusione delle migliori tecnologie per l’illuminazione

in aree di emergenza umanitaria. I singoli operatori, in cooperazione con gli

enti pubblici e privati con cui collaborano, operano in caso di situazioni di

crisi e allo stesso tempo l’associazione promuove la diffusione di pratiche e

tecnologie nelle aree più disagiate del pianeta a supporto della popolazione

locale, coerentemente con uno sviluppo sostenibile ed ecocompatibile. Tra gli

interventi il recupero del Cinema Ariana di Kabul e la realizzazione delle Tours

de la libertè a Kliptown in Sudafrica.

www.zumtobel.it

Zumtobel, attiva da oltre cinquant’anni nel settore dell’illuminotecnica,

progetta e realizza soluzioni innovative e personalizzate. Il sito italiano

dell’azienda offre informazioni sull’attualità e gli appuntamenti internazionali,

presenta in modo accurato e completo i prodotti e i sistemi commercializzati,

con la possibilità di scaricare cataloghi, documentazione tecnica e capitolati.

Il service center, inoltre, mette a disposizione brochure sulle applicazioni,

i numeri dell’house organ, un manuale illuminotecnico e le istruzioni di

montaggio dei sistemi, software e plug-in, librerie CAD 2D e 3D e database

di dati fotometrici. Sulle applicazioni pratiche dal sito principale sono

raggiungibili anche minisiti dedicati ai luoghi di studio, commerciali e sulle

case di cura con video, gallerie fotografiche e suggerimenti per la corretta

progettazione degli ambienti.

www.andromedamurano.it

Andromeda inizia la propria attività nel 1972 a Murano sulla scia della tradizione

vetraria locale per poi specializzarsi sempre più sulla produzione di nicchia di

elementi prodotti su misura, creati a partire dagli anni ’90 in collaborazione

con studi di architettura e designer internazionali come Philippe Starck, Karim

Rashid e Tobia Scarpa. Accanto alla produzione Andromeda ha sviluppato

anche un Centro Studi per il Lighting Design riservato e promuove un Concorso

Internazionale quinquennale in collaborazione con lo IUAV e l’ADI. Sul sito è

disponibile la documentazione tecnica di tutti i prodotti delle collezioni e, previa

registrazione gratuita, anche i disegni tecnici e foto in alta risoluzione. Ampio

spazio viene infine riservato ai designer che hanno collaborato con l’azienda e

ai progetti realizzati.

[Echi dal web] S 4/09 13


NUOVO

NUOVA

GRAFICA

PIÙ FOTO

E DETTAGLI

DI PROGETTI

architettura, design

e cultura del progetto

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in anteprima

• “The Italian way” la nuova sezione

dedicata all’architettura italiana

(IÀFLHQ]D energetica: dossier

e approfondimenti scaricabili

gratuitamente

• “Index”: la nuova sezione dedicata

a prodotti e materiali

• “Built”: approfondimenti

su progetti edilizi

• Informazione e servizi

in collaborazione con Edilio.it

• Calendario eventi con motore

di ricerca

E inoltre:

• eventi in diretta streaming

• blog per condividere informazioni

ed esperienze con altri progettisti

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R A S S E G N A

D I P R O G E T T I

E D I O P E R E

Nove realizzazioni selezionate

per la particolare attenzione e cura date

al progetto illuminotecnico, pensato

come parte integrante

del progetto architettonico

Lefay Resort&Spa Lago di Garda a Gargnano

Millennium Bridge a Chicago

SUPER//FLUO Showroom a Roma

Barclays Premier a Milano

Showroom Maxmara a Milano

Nuovi Uffici Generali a Parigi

Negozio Furla a Milano

Parco Bizzozzero a Parma

Lido di Marinelli a Santa Maria di Leuca


RASSEGNA PROGETTI

[A cura di Sabrina Piacenza

16 S 4/09 [Rassegna Progetti]

LEFAY RESORT&SPA LAGO DI GARDA A GARGNANO

Localizzazione: Lago di Garda

Progetto Architettonico: Hugo Demez

Progetto Illuminotecnico: Studio Frasnelli

Azienda: Zumtobel Illuminazione Srl

Apparecchi: Litenet Flexis (sistema di gestione luce), Onlitecps (sistema luce d’emergenza), Tecton

(per i soffitti a volte), Zbox (controllo luce camere)

Il “Lefay Resort&Spa Lago di Garda” è un albergo a cinque stelle che sorge sulle colline di Gargnano,

immerso nel paesaggio intorno al lago di Garda, un luogo ricco di fascino, una straordinaria combinazione

di ripide rupi e colline verdeggianti, di boschetti di ulivi e piantagioni di limoni.

Un edificio articolato, in cui i concetti di lusso e sostenibilità sono combinati al meglio, costruito in

armonia con la natura, impiegando materiali edili ecocompatibili, dalla fase di progettazione fino a una

programmazione sostenibile delle risorse energetiche.

Ispirandosi alle case padronali tipiche della Regione con “limonaia” (un giardino d’inverno in vetro per i

limoni), l’architetto ha progettato l’edificio principale dove si trovano la hall, la reception e il ristorante

coperto da un tetto di vetro filigranato. Entrambi i piani inferiori, con una superficie complessiva di

3000 m 2 , sono riservati al centro termale. I centri di relax e riposo si alternano ai percorsi per il fitness,

tutti quanti distribuiti su un parco di 11 ettari.

Recuperare energie risparmiando scrupolosamente è il filo conduttore di questo centro benessere, che

ha ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001 e la certificazione della qualità secondo la norma

ISO 9001 per la fase “Sviluppo di soluzioni architettoniche per località di villeggiatura innovative ed

ecologiche”.

Le singole strutture del complesso e le superfici delle finestre sono realizzate in modo tale che in

inverno sia possibile ottenere una massima produzione passiva di energia solare, grazie a un efficiente

isolamento termico e all’impiego di vetrature atermiche. Il fabbisogno principale di energia termica

viene soddisfatto da un impianto di riscaldamento a biomassa alimentato a legna.

Ulteriori potenziali di risparmio sono stati resi possibili attraverso un progetto illuminotecnico particolarmente

accurato: mediante una sonda per luce diurna, il sistema di gestione dell’illuminazione rileva

in modo esatto la quantità di luce necessaria negli ambienti pubblici, garantendo così l’illuminazione

ottimale o l’adombramento necessario. I rilevatori di movimento nei corridoi fanno sì che l’illuminazione,

impostata su valori minimi, venga regolata fino a un cosiddetto livello confortevole. La luce e l’ombra

a richiesta creano così un’atmosfera suggestiva e permettono di economizzare sull’energia.

L’ospite può interagire con lo spazio, grazie a un sistema di controllo intuitivo che gli dà la sensazione

che l’illuminazione e la tecnica si adattino ai suoi desideri. Grazie, infatti, a punti di comando (i Circle

Control Points), è possibile accendere e spegnere tutte le lampade delle camere e del terrazzo, nonché

controllare la luminosità di queste mediante regolazione continua. Inoltre, premendo un tasto, è possibile

richiamare delle atmosfere e delle impostazioni predefinite.

Il sistema di controllo offre quindi un importante apporto nel positivo bilancio energetico dell’hotel e

contribuisce al benessere personale di chi lo vive.


MILLENNIUM BRIDGE A CHICAGO

SUPER//FLUO SHOWROOM A ROMA

Localizzazione: Chicago, USA

Progetto Architettonico: Frank Gehry

Azienda: Simes

Apparecchi: EOS

Nel 2008 Frank Gehry, uno dei più celebri architetti contemporanei, ha realizzato il prestigioso progetto del ponte

pedonale che attraversa il Millennium Park di Chicago, importante luogo di esposizione e diffusione dell’architettura

post moderna, oltre che tra i più grandi giardini del mondo.

Il Millennium Bridge è un ponte pedonale di connessione, soprannominato “il serpente” per la sua forma sinuosa e

organica, che attraversa il Millennium Park collegandolo al Daley Bicentennial Plaza.

Per l’illuminazione del camminamento di questa spettacolare e suggestiva opera pubblica sono stati scelti gli

apparecchi illuminotecnici a incasso dalle forme essenziali, in grado di direzionare il fascio luminoso a terra assicurando

così un massimo comfort visivo totalmente privo di abbagliamento e nel pieno rispetto delle leggi contro

l’inquinamento luminoso. Gli apparecchi utilizzati, di ultimissima generazione, sono estremamente robusti e

producono un effetto di luce estremamente piacevole e d’atmosfera, particolarmente adatto ai luoghi con elevato

rischio di urti accidentali, come nel caso di un camminamento pedonale. Questa scelta si è rivelata la soluzione

progettuale ideale per la robustezza, l’ottimo comfort visivo e il design sobrio, pulito ed essenziale, in grado di

integrarsi perfettamente nella struttura moderna del Millennium Bridge. Gli apparecchi, inoltre, non sporgono nè

ingombrano il camminamento, perché installati a filo del muro, permettendo a chi attraversa il ponte di godersi il

paesaggio in tutta sicurezza.

Un progetto illuminotecnico performante, discreto e al tempo stesso confortevole, ottenuto grazie ad apparecchi

dalle ottime caratteristiche tecniche e stilistiche, in grado di rispondere alle più recenti normative in tema di inquinamento

luminoso e di risparmio energetico.

Localizzazione: Roma

Progetto Architettonico: Arkispazio

Azienda: Flos

Apparecchi: Flos Architectural e Light Contract

Un negozio particolarmente innovativo nell’idea, nello spirito e nella progettazione, nel pieno centro storico di Roma,

uno showroom il cui tema progettuale principale gioca sui contrasti delicati, sviluppato con particolare eleganza e

originalità. Lo showroom è il primo punto vendita dell’azienda friulana Super//Fluo, anima dei marchi Super//Fluo e

Brionvega, che espone prodotti di design dell’azienda di nuova generazione, affiancati ai pezzi storici degli anni ’60.

L’obiettivo primario è stato proprio quello di valorizzare entrambi i marchi e i loro diversi stili: un espositore longitudinale

verniciato con smalto semilucido bianco per i televisori Super//Fluo si contrappone ai dieci parallelepipedi

in doghe di rovere annerito con la fiamma che ospitano i prodotti Brionvega.

Per l’illuminazione, fondamentale per ottenere l’armonia d’insieme, sono stati utilizzati degli apparecchi altamente

tecnologici di produzione insieme ad altri “custom made”, che coniugano al meglio l’anima ingegneristica e poetica

della luce. I pezzi di design sono illuminati in modo scenografico da travi d’alluminio nero opaco studiate su misura

dalla Light Contract e dotate di ottiche dall’alta resa e dal comfort visivo. Per i prodotti Super//Fluo l’illuminazione,

invece, si diffonde morbidamente sia verso gli apparecchi televisivi, sia verso l’arco sovrastante: l’utilizzo di un

proiettore (Compass Spot, design by Antares) risponde perfettamente all’esigenza di questa doppia illuminazione

senza troppo palesare o nascondere la fonte illuminante.

Il pavimento dello showroom, di resina cementizia color antracite, e le pareti a intonaco bianco incise con scanalature

orizzontali irregolari sono esaltati ed evidenziati da proiettori Hertz (design Konstantin Grcic) che trasmettono

una luce pulita e gradevole. Il banco della cassa e la parete lucida e nera che nasconde la zona di servizio sono

invece illuminati con incassi a scomparsa Battery Notrim (design by Antares). Per l’illuminazione dell’ingresso,

discreta e sapientemente rispettosa della facciata storica, sono stati utilizzati dei LED.

[Rassegna Progetti] S 4/09 17


BARCLAYS PREMIER A MILANO

Localizzazione: Milano

Progetto Architettonico: Future Brand e Polis Engineering

Progetto Illuminotecnico: Future Brand

Azienda: Helvar, IGuzzini,

Sistema gestione luce: Digidim Router di Helvar

Barclays ha inaugurato a Milano la prima flagship Premier che risponde a un nuovo concetto di banca, consentendo

così all’istituto di credito inglese di proseguire nel suo piano di espansione sul territorio italiano.

Frutto della ristrutturazione radicale di un immobile storico, di cui è stato mantenuto l’involucro esterno,

l’intervento è motivato sia da ragioni di tipo strutturale/impiantistico, sia da ragioni di immagine.

Barclays Premier è caratterizzata da tratti unici: la distribuzione degli spazi, la scelta dei colori, il gusto e

la filosofia di interior design. Al fine di mantenere la massima coerenza possibile tra le filiali, Barclays ha

scelto di affidare il progetto a un unico studio, il londinese Future Brand, supportato, nel caso della flagship

milanese, dallo studio di progettazione integrata Polis Engineering, che ne ha curato il progetto esecutivo,

gli impianti e il coordinamento lavori.

Un cambiamento sostanziale nella relazione tra cliente e banca: zone di attesa confortevoli caratterizzate

da sedute comode, televisori al plasma, letture scelte e spazio ospitality con cantinetta e bar. Gli arredi sono

caratterizzati da tonalità calde, materiali morbidi e ricercati, linee moderne ma mai aggressive, nonché luce

abbondante. Così pure nel riproposto tema del cerchio, riconducibile a un approccio cliente-centrico. In particolare,

nella forma dei setti murari di ingresso, nelle velette del controsoffitto, nella moquette, nonché nelle

forme degli apparecchi di illuminazione, da incasso, a sospensione e da tavolo.

Un crescendo dal primo al quinto piano, attraverso i quali si passa da un’atmosfera ovattata, protetta, caratterizzata

da numerosi salottini che sono ospitati nei primi quattro piani, a un ambiente più aperto, il quinto

piano, dove i progettisti hanno agito per sottrazione, eliminando ogni elemento che potesse precludere lo

sguardo e dove le luci hanno un ruolo fondamentale nella creazione di un continuum tra esterno e interno.

In tutti gli ambienti vi è grande utilizzo del vetro come elemento trasparente che permette alla città di entrare

a far parte del mondo della banca, dando, nello stesso tempo, una sensazione di potenza e di dinamismo.

La luce ha, in questo progetto, il compito fondamentale di offrire sicurezza e positività e di ricreare ambienti

ovattati, piacevoli, quasi domestici.

Di qui la scelta prevalente di apparecchi con lampade alogene dalle tonalità calde in un mix di luce diretta e

luce diffusa. Per ogni piano è stato studiato uno specifico scenario di luce, in sintonia con l’atmosfera che si

voleva ricreare. Il tutto coordinato da una programmazione temporizzata e centralizzata che prevede l’accensione

e la regolazione dell’intensità luminosa a seconda dei diversi momenti della giornata.

Per poter gestire in modo autonomo i singoli apparecchi e nello stesso tempo poter effettuare una programmazione

e un controllo centralizzato, Helvar ha proposto di utilizzare il DIGIDIM ROUTER: 5 router installati,

uno per ogni piano, sono collegati tra loro tramite rete Ethernet, permettendo così il controllo simultaneo di

tutte le reti DALI, a cui sono a loro volta collegati i singoli apparecchi.

18 S 4/08 [Rassegna Progetti]


SHOWROOM MAXMARA A MILANO

Localizzazione: Milano

Progetto Architettonico: Duccio Grassi Architects

Azienda: Viabizzuno

Una delle più importanti firme della moda milanese presenta il nuovo showroom, uno spazio di 1400 m 2 articolato

verticalmente su quattro piani: il negozio Max Mara, recentemente inaugurato a Milano in Corso Vittorio Emanuele,

è una nuova proposta di retail su larga scala.

Il progettista, Duccio Grassi Architects, ha concepito lo sviluppo dello spazio come una narrazione attraverso esperienze

diversificate, nel quale ogni piano abbia una sua specifica identità e possa divenire un nuovo ambiente in

grado di attrarre il visitatore.

Per accentuare il dialogo con la strada e mettere in risalto gli elementi che distribuiscono i flussi nello spazio sono

state eliminate tutte le barriere esterne e sostituite con una membrana trasparente, la struttura portante è stata

ridotta al minimo, mentre le grandi vetrate sono prive di infissi e telaio.

In contrapposizione alle trasparenze del perimetro, all’interno sono stati realizzati volumi importanti e dalla rilevante

consistenza materica: quattro parallelepipedi verticali in rame brunito spazzolato si alternano e dialogano

con altrettante strutture in acciaio riflettente con setti sottili di vetro opalino illuminato, legno e vetro-platino che

schermano parzialmente lo spazio interno. Materiali preziosi che vengono accostati in modo insolito per realizzare

gli arredi, materiali organici, innovativi e antichi, dai colori naturali, dai toni ocra e terra, che concorrono a creare un

ambiente sobrio, accogliente e misurato.

Protagonista assoluto è il legno – il rovere trattato a cenere, il midollino e l’ipe lapacho quasi centenario, riciclato da

uno stadio di Buenos Aires – per comunicare la contaminazione continua di culture e materiali, ma anche per contrapporsi

ai materiali duri selezionati: vetro trattato a foglia di platino, lamiere ramate in ferro, acciaio inox lucido.

La scala che collega tutti i livelli è una scultura dinamica che trasmette, in modo immediato, l’idea di uno spazio

articolato verticalmente su più piani, destinati alla vendita; la forma elicoidale e la continuità sono accentuate da

un fascione metallico curvilineo.

Il piano terra, dedicato ai prodotti di piccole dimensioni e agli accessori, è uno spazio versatile per allestimenti

multifunzionali che possono cambiare con lo svolgersi delle stagioni. Il piano mezzanino, che ospita le collezioni,

è caratterizzato da una scatola rivestita di strisce di vetro a foglia di platino riflettente e brillante, all’interno della

quale lo spazio è rivestito con pannelli verticali imbottiti di seta rosa morbida che si duplica in altezza, grazie al

grande specchio nel soffitto.

Le collezioni più preziose trovano spazio al primo piano, il più ampio, contraddistinto da quattro grandi volumi

rivestiti interamente di legno ipe lapacho, a contrasto ardito con gli inserti di strisce riflettenti di vetro trattato a

foglia di platino.

All’interno, è collocata la zona dedicata alla sposa che si affaccia su una terrazza di 100 m 2 .

Il piano interrato, “The Basement”, è un ambiente grezzo nei materiali e nelle finiture. Uno spazio volutamente

incompiuto dove si snodano le collezioni più casual dell’azienda, Weekend e denim, oltre a una selezione di prodotti

di design.

[Rassegna Progetti] S 4/08 19


Localizzazione: Parigi

Progetto Architettonico: Anthony Béchu

Azienda: Philips

Apparecchi: LED, SpotLed 3KS

20 S 4/08 [Rassegna Progetti]

NUOVI UFFICI GENERALI A PARIGI

Per la prima volta al mondo, un complesso di uffici viene completamente illuminato con soluzioni LED. Lo stabile,

proprietà di Generali, ha sede al civico numero 100 di Avenue des Champs-Elysées a Parigi e rappresenta

una novità importante nel mercato dell’illuminazione. Per la prima volta, infatti, l’illuminazione destinata al

terziario, basata interamente su LED, sposa effetti scenici e d’atmosfera ottenuti tramite l’applicazione della

stessa tecnologia.

Il progetto ha preso vita sotto la guida dell’architetto Anthony Béchu, incaricato da Generali di creare “una

finestra innovativa nel mondo dei LED”. Le soluzioni LED migliorano il benessere delle persone e consentono

agli architetti una maggiore flessibilità nell’ambito della progettazione degli open space e dei soffitti, svincolandoli

dall’orientamento dell’illuminazione troppo spesso imposta dalle lampade fluorescenti tubolari.

Inoltre, grazie alla lunga durata dei LED, i costi di manutenzione sono notevolmente ridotti.

Il progetto prevede che negli uffici l’illuminazione sia fornita da 422 apparecchi integrati in un controsoffitto

dotato di griglie 600x600. Ogni apparecchio è alimentato da 16 o 12 LED ad alta potenza pari a 2,6 W, in base

alla posizione in cui sono collocati all’interno dello spazio. Ciò garantisce una media di 300 lux in ogni punto

dell’ufficio e di 500 lux sui piani di lavoro.

Philips ha dedicato una particolare cura allo sviluppo dell’ottica. Apparecchi SpotLed 3KS, collocati in nicchie

e forniti di 3 LED da 3 W, sono posti nei corridoi. La soluzione studiata è conforme alle norme sull’illuminazione

e agli standard sui consumi energetici, i livelli di illuminazione e il comfort visivo.

Per creare la giusta atmosfera, sono stati selezionati una varietà di effetti luminosi prodotti da LED che

alternano differenti tonalità cromatiche. La facciata di vetro dei due livelli superiori è illuminata in modo spettacolare

e consente all’edificio di apparire all’esterno come una lanterna magica, quasi un faro nella notte.

La continua ricerca tecnologica di Philips si pone l’obiettivo di sfruttare al meglio il potenziale illimitato della

tecnologia LED per il scene setting, per creare particolari atmosfere e illuminare progetti di grande rilevanza

con soluzioni dinamiche e colorate. Ciò si traduce in una vasta gamma di applicazioni per soluzioni di

illuminazione generale, con crescente attenzione per la tipologia degli uffici. Le soluzioni LED sono ormai

penetrate nell’industria di settore, si prevede che il mercato crescerà rapidamente di oltre il 30% l’anno,

grazie all’introduzione dei LED nell’illuminazione generale.


NEGOZIO FURLA A MILANO

PARCO BIZZOZZERO A PARMA

Localizzazione: Milano

Progetto Architettonico: Studio April

Azienda: Erco Illuminazione

Apparecchi: Optec faretto, Quadra faretto direzionale a incasso, Quadra wallwasher a incasso, Starpoint faretto

a incasso, Oseris faretto

Uno spazio suddiviso in diversi ambienti aventi ciascuno una precisa connotazione, una specifica identità sia

nelle caratteristiche dello spazio, sia per i materiali utilizzati e per il tipo di illuminazione proposto: è l’idea guida dei

progettisti, lo Studio April, per il layout del negozio Furla di via Vittorio Emanuele a Milano.

Al piano terra, caratterizzato dall’altezza considerevole di 5 metri, le superfici e le alte pareti sono illuminate uniformemente

dai wallwasher, che consentono di conferire maggiore spazialità all’architettura. Corpi illuminanti dalle

elevate peculiarità tecniche (Optec spotlight e Quadra spotlight a ioduri metallici) sono stati utilizzati per avere

un’illuminazione d’accento sugli espositori in vetrina e sulla lunga e sinuosa onda presente all’interno dello spazio. Il

banco cassa è invece illuminato in modo puntuale con i faretti a incasso Starpoint che utilizza lampade dicroiche.

Il piano interrato è caratterizzato da un’altezza molto inferiore, di circa 3 metri; la sala centrale ha un soffitto a

lamelle nelle quali sono stati nascosti degli Optec Wallwasher da 35 W che consentono di illuminare gli scaffali

lungo tutta la parete.

I tavoli al centro hanno invece una luce d’accento data dai faretti Optec flood da 35 W; la nicchia ricavata nella parete

diventa luminosa grazie agli starpoint a incasso con lampada dicroica.

Una stanza completamente rivestita, sia per le pareti che per il soffitto, di legno è dedicata all’esposizione delle

scarpe. Ha un effetto di illuminazione uniforme sugli scaffali a parete data dai Quadra wallwasher, mentre il lungo

mobile basso ha una luce d’accento uniforme data dagli Optec spot con lente nascosti in una gola a soffitto.

Localizzazione: Parma

Progetto Architettonico: Maurizio Bocchi, Alessandro Vitale

Azienda: Ruud Lighting

Apparecchi: Ledway Street

Il Parco Bizzozzero è uno spazio verde recintato nell’ex podere Bizzozzero, a Parma, di circa 40.000 m 2 , articolato in

differenti zone: l’area giochi circondata da siepi e dotata di giochi anche per i bambini diversamente abili, il “Giardino

dei sensi” dedicato agli ipovedenti, dove i suoni e i profumi saranno più intensi, la pista ciclabile, il percorso di terra

battuta per il footing di 600 metri circa e l’area per i cani.

Le diverse zone sono collegate da pergolati d’uva fragola e rampicanti profumati. Obiettivo del progetto era quello di

migliorare l’illuminazione generale di tutte le aree del parco, sostituendo le lampade esistenti con la nuova tecnologia

Ledway Street, garantendo nel contempo un notevole risparmio energetico (oltre il 55%), derivante dalla minor

potenza impiegata da queste fonti luminose. Il sistema di dissipazione del calore, l’utilizzo dei migliori LED ad alta

efficienza presenti sul mercato e l’applicazione dei rifrattori ottici (NanoOpticTM) direttamente sui diodi fanno di

Ledway Street uno degli apparecchi di illuminazione più efficienti: risparmio energetico, sistema multi ottico per

una varietà di distribuzioni luminose, assenza di costi di manutenzione, vita attesa superiore alle 100.000 ore,

elevato confort visivo. Ledway Street è disponibile a diverse temperature di colore per garantire la migliore resa

cromatica e elevate prestazioni illuminotecniche per ogni tipo di ambiente.

Nel Parco Bizzozzero sono stati impiegati: 25 apparecchi Ledway Street da 20 W (1 light bar con sistema bipotenza),

su pali altezza 3 metri con interdistanza 20 metri (il progetto iniziale prevedeva lampade fluorescenti da 36

W montati su pali ad altezza 90 cm); 28 apparecchi Ledway Street da 40 W (2 light bar) su pali altezza 5 metri con

interdistanza 25 metri (il progetto iniziale prevedeva apparecchi a ioduri metallici da 70 W); 3 apparecchi Ledway

Street da 40 W (2 light bar) su palo da 6 metri, in sostituzione di un apparecchio a ioduri metallici da 100 W; 1

apparecchio Ledway Street da 60 W su palo altezza 7 metri, in sostituzione di una lampada MH 100 W.

[Rassegna Progetti] S 4/08 21


A cura di Sabrina Piacenza

LIDO DI MARINELLI A SANTA MARIA DI LEUCA

Localizzazione: Santa Maria di Leuca

Progetto Illuminotecnico: Francesco Leva

Azienda: Ghidini Illuminazione Srl

Apparecchi: Okto illuminato versione speciale (porta oggetti), Vik proiettore 35 hit, Briss effetto legno

70 Hit, Segno Led, Chip, Tret in Cestino

La valorizzazione e il rispetto per il suggestivo contesto marino pugliese sono i principi che hanno accompagnato

l’intero progetto, nato con l’obiettivo di illuminare uno stabilimento balneare riconvertito in locale notturno.

Tutti gli elementi, compresa l’illuminazione, dovevano sposare questa precisa richiesta. Gli apparecchi illuminotecnici

utilizzati, non invasivi e di raffinato design, sono stati scelti perché si integrassero in perfetta armonia con il

contesto: il risultato ottenuto è stata la creazione di un progetto “entusiasmante, insolito e suggestivo, articolato

sulla scogliera e tecnicamente interessante per il risultato ottenuto”, come lo stesso progettista ha dichiarato.

La progettazione dell’illuminazione ha rappresentato la base dalla quale partire per la realizzazione dell’intero

stabilimento.

Lo studio illuminotecnico è stato pensato per creare una luce artificiale non casuale, che si imponga con personalità

e che sia in grado di assolvere a un compito funzionale e decorativo per creare effetti di luce con chiaroscuri

studiati volti a valorizzare lo spazio all’aperto.

Il progetto ha previsto l’illuminazione di quattro zone ben distinte per tipologia e funzioni.

Per illuminare i camminamenti che portano alle postazioni ombrellone e mare, sono state utilizzate le plafoniere

Chip costituite da un corpo di alluminio pressofuso ad alta resistenza all’ossidazione con diffusore di vetro sodico

calcico temprato 5 mm.

I prodotti di arredo urbano Okto sono stati utilizzati per la loro versatilità: nelle ore diurne come appoggi presso le

postazioni ombrellone e in quelle serali come orientamento visivo diffuso.

Il palo Briss effetto legno 70 Hit, caratterizzato da una solida struttura del palo e da un’ottica che risponde al

basso impatto ambientale e alle più sofisticate tecnologie, è stato posizionato nella zona ombrelloni che, di sera,

si trasforma in pista da ballo.

Per l’intero impianto sono stati utilizzati dei proiettori a suolo costituiti da un corpo di alluminio pressofuso ad alta

resistenza all’ossidazione.

L’apparecchio, dotato di snodi per l’orientabilità verticale e orizzontale con possibilità di bloccaggio del puntamento,

ha la ghiera graduata, che assicura una regolazione accurata ed è dotato di diffusore di vetro sodico calcico

temprato di 15 mm.

Tutte le finiture sono state realizzate con verniciature in polveri poliestere ad alta resistenza ai raggi UV e alla

corrosione.

22 S 4/08 [Rassegna Progetti]


Luce e riqualificazione urbana

L’illuminazione artifi ciale è uno strumento di progettazione della città che, grazie alla sua intrinseca intangibilità, consente

di scrivere sopra il costruito senza bisogno di intervenire in modo invasivo. È un potente segno critico che gioca con lo spazio

e, rispettandone le testimonianze storiche, crea variazioni interpretative. Un’illuminazione non solo funzionale ma fi nalizzata

alla migliore lettura della città ha un ruolo fondamentale nell’identità del centro urbano, nel mettere in relazione gli spazi con

l’ambiente

Testo di Donatella Ravizza

La luce è un elemento fondamentale di connessione

e rivalutazione del paesaggio urbano

ed extraurbano.

Nel progettare gli spazi urbani, l’obiettivo di

un buon progetto d’illuminazione può essere

quello di permettere una sorta di percorso

visivo in cui, rinvenendo la connessione e

le assonanze tra le preesistenze, sia possibile

rintracciare il passato e lo sviluppo urbano,

d’interesse innegabile, perché evita l’idea di

un’evoluzione dominata da una mera casualità

di eventi.

La definizione dell’assetto urbano, che alla luce

del giorno, nel caotico ipersegno metropolitano,

è a volte difficile rintracciare, riguarda

non solo la conoscenza della città antica e del

suo successivo sviluppo, ma anche il disegno

della città contemporanea, il suo carattere, la

sua forma e quindi il modo in cui essa può

essere vissuta e usata dai suoi abitanti.

24 S 4/09 [Saggio]

Sicurezza e accessibilità

Il fine di un buon progetto d’illuminazione

deve essere quello di produrre paesaggi corretti,

non solo da un punto di vista dell’esecuzione

dei compiti visivi, ma anche delle aspettative

emotive dei destinatari finali.

La luce deve mettersi al servizio dell’abitante,

del suo comfort, del suo piacere e delle sue

paure.

Deve, per prima cosa garantire la corretta visione,

agevolare la deambulazione e la sosta,

contribuire alla sicurezza e facilitare l’orientamento.

Attraverso l’illuminazione si può rendere agibile

un’area permettendo di transitare e sostare

in modo facile e sicuro, per esempio rischiarando

i percorsi ed evidenziando gli ostacoli

(dislivelli, gradini, oggetti ecc.).

Garantire la sicurezza significa consentire il

controllo costante di ogni situazione, assicurare

La High Line a New York, una linea

ferroviaria di trasporto merci ormai

in disuso, sospesa a 45 metri sopra

il livello stradale, è stata salvata

dalla demolizione e trasformata in

una sorta di “promenade plantée”

urbana.

Il verde marginale, interstiziale,

i fiori, gli arbusti, le erbacce e le

sterpaglie che hanno continuato

a fiorire, hanno dato lo spunto per

la creazione di un parco urbano

lineare.

Tutti i dispositivi di illuminazione

sono integrati in elementi strutturali,

di arredo urbano e installati sotto

il livello degli occhi, per consentire

ai pedoni di godere del paesaggio

urbano circostante, senza ostruzioni

e senza avere altre luci che quelle

della città e dei suoi grattacieli.

La luce, in gran parte data da

sorgenti LED, seguirà il ritmo delle

stagioni, arancione in autunno,

verde in primavera, bianca in

inverno, gialla in estate.

Progetto: Field Operations e Diller

Scofidio + Renfro

Lighting Design: L’Observatoire

International


il dominio visivo dell’ambiente e il controllo

interpersonale (vedere e essere visti).

Non si tratta semplicemente di rischiarare le

zone maggiormente a rischio o di illuminare

a giorno l’intera volumetria, ma di garantire la

messa in rilievo del contesto fisico, al fine di

dare informazioni precise sull’assetto spaziale.

In ambienti pubblici, dove l’addensarsi di diverse

funzioni crea facilmente disordine e dispersione,

la luce è un mezzo indispensabile per

dare riferimenti chiari e inequivocabili e permettere

di decodificare l’ambiente.

La luce è il più forte segno visivo, può svolgere

la funzione di richiamo e invito, con grande

vantaggio sulla frequentazione dei luoghi.

Un luogo frequentato è più difficilmente degradato

e a rischio di atti vandalici e criminosi.

La luce serve la sicurezza senza ridurne

la permeabilità, ma, anzi, facilitando l’accessibilità,

contrariamente a un concetto diffuso di

sicurezza che pone barriere e limita l’accesso

dei beni.

Nella riqualificazione urbana il progetto d’illuminazione

risulta spesso decisivo, seppure leg-

gero e non-invasivo, permette di ottenere un

risultato forte, anche dal punto di vista della

sicurezza e della prevenzione del degrado.

I quartieri lasciati alla monotonia e all’insicurezza

anziché essere presieduti da “paranoiche”

camere di sorveglianza o essere rischiarati

a giorno da torri faro, possono essere resi più

accoglienti e rassicuranti con un’illuminazione

capace di addolcire la durezza delle loro architetture,

sottolineare o smorzare gli elementi di

messa in forma dello spazio.

Effetto ottenibile con una sapiente illuminazione

puntuale e selettiva, che lascia spazio alla

poetica dell’ombra.

La messa in forma dello spazio

Oggi, spesso, più che di esplosione si parla di

“implosione” dei centri urbani; le città, almeno

quelle europee, non crescono più, aumentano

gli spazi vuoti e i siti abbandonati.

In questa situazione le problematiche sono

quelle di completamento del nucleo esistente,

di riempimento dei buchi lasciati dalle aree dismesse,

di metabolizzazione delle periferie.

A Brunico, per fare confluire nella

piazza i cittadini durante la loro

passeggiata serale, sono stati

utilizzati degli steli ossidati con

incise frasi del poeta brunicense

C. Kaser e illuminati alla loro

sommità da sorgenti g LED

(realizzazione Viabizzuno).Queste

aste inclinate, metaforicamente

simbolo dell’instabilità dei nostri

tempi, sono disposte ad arco lungo

tutto il percorso con funzione di

segnavia mentre di notte sembrano

torce, fiaccole. Le due grandi

panchine di quercia, sottoilluminate

da una luce dalla tonalità calda,

contribuiscono a fare di questa

piazza un punto di sosta distensivo

per la città.

Progetto: Albert Willeit, Mike Feichter

Foto: Heinz Oberarzbacher/Viabizzuno

[Saggio] S 4/09 25


Si tratta in qualche modo di ricucire il tessuto

urbano, di dare un senso a quelle aree senza

qualità, rimaste esterne ai valori della città.

L’attenzione si sposta dagli elementi fisici alle

reti sociali, alla comunicazione, all’immagine.

La luce può essere una risorsa su cui puntare

per la sua capacità di progettare spazi pubblici

in cui riunire la popolazione, spazi non solo

da contemplare, ma atti a cogliere eventi e attività.

Negli sfrangiamenti urbani, la luce può trasformare

aree di risulta in luoghi d’incontro in cui

sia possibile percepire una dimensione diversa

rispetto a un generico “altrove”.

Uno dei grandi valori della “materia luce” è

quello di segnare profondamente luoghi appena

abbozzati, rafforzandone la funzione di spazi di

arrivo o architetture di percorso, riecheggianti

altri spazi, sia pure all’altro capo della città.

Vanno indagati le condizioni di assetto degli

edifici e degli spazi intermedi, i rapporti dimensionali

che ne definiscono l’articolazione

compositiva, per conferire identità notturna

alla complessa morfologia urbana.

Cortine edilizie, sculture, fontane, elementi na-

26 S 4/09 [Saggio]

turalistici, ma anche flussi veicolari e svincoli,

infrastrutture, fabbriche e ciminiere, in qualche

modo i monumenti contemporanei, sono tutti

fattori costitutivi l’immagine, indizi che suggeriscono

possibili priorità visive e opzioni di

messa in luce.

È spesso dalla relazione tra i differenti elementi,

più che dal loro valore in sé, che nasce, oltre

all’impressione estetica, la sensazione di essere

in accordo con il luogo che si abita.

La qualità urbana

La luce non è solo un mezzo per evidenziare

oggetti o architetture, ma è anche un elemento

che fa vivere diversamente l’esperienza dello

spazio, variare il modo di fruire la realtà fisica.

Illuminare vuol dire anche agire sulle emozioni

e sul comportamento che la gente avrà nell’usare

quell’opera o quello spazio.

In una non-piazza di periferia, spostare l’attenzione

dall’oggetto allo spazio tra gli oggetti

può aiutare a trovare un valore là dove valore

non c’è.

In questo caso, l’illuminazione non sarà tanto

attenta agli aspetti formali, quanto all’espe-

Nell’area dimessa della Breda,

alle porte di Milano, il carroponte

assume il valore di memoria

storica della città di Sesto San

Giovanni (la città delle fabbriche),

essendo l’unico corpo di fabbrica

preesistente al rinnovamento

dell’area. Per mettere in evidenza

l’edificio di ferro, con pilastri e travi

reticolari, e permettere la lettura

degli intrecci strutturali, tramite

un segno forte ma allo stesso

tempo discreto, il carroponte è stato

illuminato con apparecchi a LED

che ne hanno esaltato i particolari

costruttivi con lame di luce mirate

di colore rosso. Il colore rosso

saturo e intenso dell’illuminazione

a LED rievoca le lavorazioni che vi si

realizzavano un tempo: fusione

e colatura dell’acciaio.

Foto: Philips Lighting


ienza abitativa, percettiva di chi abita, attraversa,

sosta o passeggia in quella piazza, attenta

alla dimensione umana dell’uso degli spazi cittadini.

Al di là dell’oggetto illuminato, cambiano anche

la relazione fisica con lo spettatore, le tensioni

immateriali che la luce crea tra oggetti e

tra chi quegli oggetti guarda e vive.

Illuminare non è solo lavorare sulle presenze

materiche che costituiscono un ambiente, sull’intensità

che l’architettura trasmette, ma vuol

dire anche, se non proprio progettare, almeno

pensare alle sensazioni visive e non solo, all’incanto

che provoca una determinata situazione

paesaggistica; lavorare sull’appropriazione

emotiva di uno spazio in cui intrattenersi volentieri,

in cui sentirsi bene, perché se ne riesce

a comprendere con chiarezza la forma.

Senza dimenticare che, se è dall’alternanza di

pieno e vuoto, di luce e ombra, come hanno intuito

l’architettura e l’urbanistica nei secoli, che

nasce la qualità urbana, questa alternativa non va

negata, ma, anzi, con la luce si dovrà sottolineare

lo spazio in cui partecipare alla vita cittadina e a

lato, con un sottointeso progetto d’ombra che ne

moduli l’oscurità più diffusa, lo spazio raggiungibile,

ma più appartato e defilato, dove trovare

tranquillità e guardare da maggiore distanza quella

stessa frenetica vita.

Le differenti scale

del paesaggio extraurbano

La luce oggi deve raffrontarsi con i paesaggi

delle metropoli contemporanee e il ridisegno

degli spazi aperti, ponendo una particolare at-

tenzione a tutte quelle aree di margine che

non possono definirsi luoghi di campagna, ma

che non sono neanche parti di città.

Le nuove configurazioni urbane richiedono

un’attenzione specifica.

Di fronte ai grandi territori della città moderna,

l’illuminazione può mettere in scena le

vaste distese e le differenti scale del paesaggio

extraurbano (lontananze, infrastrutture, strutture

urbane, dettagli), con una flessibilità e una

libertà d’azione uniche.

La luce, con il suo essere indicatore, accoglie

il visitatore, pedone o automobilista che sia,

con immagini che restituiscono l’identità del

territorio e degli spazi percorsi.

Può creare associazioni visive, individuare i

diversi gradi di incidenza delle costruzioni nel

paesaggio, può lavorare sul vuoto, valorizzare

una funzione (per esempio quella portuale), tirare

fuori dall’ombra i dismessi siti industriali,

incoraggiare l’appropriazione di aree a lungo

interdette.

I luoghi dimenticati di produzione e di fatica,

le stesse strutture responsabili della cattiva reputazione

paesaggistica della zona (altiforni,

cave ecc.), possono diventare sorgenti di una

nuova immagine, trasformarsi, grazie a installazioni

luminose, in reperti simbolici, acquistare

perfino un carattere eroico.

L’intervento può essere minimale, conservativo

dello stato del luogo, limitarsi al solo progetto

d’illuminazione per rafforzare il ruolo dell’oggetto

infrastrutturale nel suo contesto, il suo

essere segno che connota e qualifica la storia

e, non di meno, la forma del territorio.

L’installazione luminosa dinamica,

durante LUMINALE, ha trasformato

i sollevatori per container del porto

fluviale di Magonza, in Germania,

in gigantesche sculture visibili a

grande distanza, in contemporanei

landscape.

[Saggio] S 4/09 27


Lighting design per una buona

qualità dell’habitat

La luce artificiale è da considerare un vero e proprio materiale di progetto, ovvero uno strumento al servizio della creatività

progettuale per dare allo spazio costruito non solo la piena funzionalità, ma anche qualità estetiche e valenze comunicative

Testo di Gianni Forcolini

La luce è presente in ogni tipo di spazio costruito.

Si può dire che il grado di abitabilità

degli ambienti interni ed esterni sia determinato

anche dalla loro illuminazione. La luce

naturale è controllata dall’organismo architettonico,

in particolare dagli elementi costruttivi

(finestrature, facciate, lucernari, aperture di diverso

genere), che connettono lo spazio interno

con quello esterno.

Ma, in sua assenza - di sera e di notte - occorre

prevedere l’illuminazione artificiale, cioè

prodotta con lampade e apparecchi. La luce diventa

così un “materiale” di progetto, in quanto

energia radiante generata da energia elettrica

che pone le condizioni per la piena abitabilità

dello spazio costruito.

Per ottenere tale risultato, è necessario, dunque,

progettare l’illuminazione. In altre parole, bisogna

sviluppare uno specifico lavoro che consenta

di prefigurare le soluzioni impiantistiche

migliori, caso per caso, ambiente per ambiente.

In questo senso si parla oggi di “lighting design”,

cioè un ambito settoriale del progetto che è dedicato

all’illuminazione degli ambienti interni

ed esterni. Ambito settoriale, ma integrato nel

progetto di architettura.

Lighting Design nel progetto integrato

Se è vero, infatti, che la luce artificiale è un

fattore qualificante dell’habitat umano, l’illuminazione

non può che essere il risultato di una

serie di interazioni tra le fonti di luce installate,

i materiali che ricevono, trasmettono o riflet-

28 S 4/09 [Saggio]

tono le radiazioni luminose, i soggetti che la

percepiscono. Vogliamo dire che l’illuminazione

è una dimensione dello spazio costruito che dipende

dalla sua conformazione e dalle infinite

variabili dei materiali, delle loro forme, superfici,

volumi, che vi sono presenti.

Il progetto di illuminazione, pertanto, è da considerare

come una parte del lavoro complessivo

della progettazione ambientale integrata.

Questo assunto, tuttavia, deve portare il progettista

alla consapevolezza che l’illuminare ha una

sua valenza tecnica che si pone oggi come un

ambito specialistico, al pari di altri ambiti determinanti

per la qualità del progetto come, ad

esempio, quello strutturale e meccanico, quello

climatico o acustico.

Un metodo per progettare l’illuminazione

Volendo, dunque, indicare una procedura, o

metodo, per coniugare il lato creativo e inventivo

della progettazione con quello tecnico ed

esecutivo, crediamo che sia utile proporre una

logica del progetto composta da varie fasi di

lavoro in modo da poterne controllare l’intero

sviluppo.

Si può dire che l’illuminazione sia quel modo

di apparire dello spazio costruito che ne permette

la fruibilità visiva. In prima istanza, dunque,

è necessario svilupparne un’analisi, ossia

ricavarne un rilievo, da intendere come fedele

registrazione di una situazione di fatto, oppure

di un progetto architettonico già sviluppato in

tutte le sue parti o in via di maturazione.

TABELLA 1. INTERVALLI DI VALORI IN LUX DI ILLUMINAMENTI CONSIGLIATI PER VARI TIPI DI AMBIENTI

INTERNI, ATTIVITÀ E COMPITI VISIVI

LIVELLI DI ILLUMINAMENTI

CONSIGLIATI (IX)

AMBIENTI, ATTIVITÀ, COMPITI VISIVI

20 - 50 Locali di deposito, cantine, solai

50 - 100 Aree di transito o per soste di breve periodo

100 - 200

Ingressi, hall, corridoi, scale, locali guardaroba, attività saltuarie, di servizio e pulizia, di

sorveglianza, lavori occasionali in industrie automatizzate

200 - 500

Ambienti di lavoro e di studio, attività con esigenze visive semplici e poco impegnative, lavorazioni

grossolane a macchina

300 - 750

Lavori con esigenze visive medie, lavori con macchine utensili, sale di controllo, uffici operativi,

sale riunioni

750 - 1500

Lavori con esigenze visive elevate, lavori di cucitura, di ispezione e controllo, di prova materiali,

sale da disegno

1000 - 2000 Compiti visivi con dettagli critici, lavori di meccanica fine ed esame dei colori

500 - 3000 Ambienti espositivi, per eventi e di spettacolo (comunicazione, intrattenimento, sport)


È importante che nel rilievo siano compresi

tutti i vincoli, limiti e condizionamenti, di

qualsiasi natura essi siano, che influenzeranno

in vari modi le soluzioni proposte. In questo

senso, il lavoro di progettazione non è mai totalmente

libero e la creatività del progettista

è diretta e orientata. Ed è solo considerando

i limiti e i vincoli posti dall’esistente che si

può misurare la capacità del progettista di raggiungere

gli obiettivi concordati con la committenza.

Si può iniziare dal classico rilievo dimensionale

con la stesura di piante, prospetti e sezioni.

Fondamentali sono i disegni in scala, completi

di quote planimetriche e altimetriche.

Si prosegue con l’esame degli usi e delle funzioni

previste nell’ambiente, ossia la definizione

delle attività che si svolgono in ogni sua

parte o zona, con particolare riferimento alle

mansioni, ai compiti, alle azioni che coinvolgono

la visione, la percezione visiva, o comunque

l’organo della vista.

La comunicazione visiva

Si passa poi all’analisi delle immagini, dei simboli,

delle iconologie. Ogni luogo abitato non

è solo la sede di funzioni pratiche o utilitarie,

classificabili in base ai comportamenti o alle attività

degli occupanti, ma è da analizzare come

un fulcro di comunicazione attraverso le immagini

che sono presenti in esso. Tali immagini

detengono un loro potere comunicativo e questa

potenzialità agisce con il diretto coinvolgimento

della visione e quindi è condizionata

dall’illuminazione.

L’interesse del progettista deve essere attratto

anche dai dati fisici inerenti all’ambiente: presenza

e quantificazione della luce diurna in

diversi momenti del giorno e nelle diverse

stagioni, temperatura e velocità dell’aria, temperatura

di corpi radianti, umidità relativa,

presenza di polveri, di elementi corrosivi e inquinanti

nell’aria, di materiali pericolosi. Sono

dati necessari per la scelta delle varie componenti

del sistema di illuminazione.

È opportuno, inoltre, raccogliere i dati di tipo

fotometrico e illuminotecnico, vale a dire la

definizione e la quantificazione di eventuali

fonti luminose preesistenti o in via di installazione,

nonché dei fattori di riflessione e/o

di trasmissione, dei colori e delle texture riguardanti

tutte le superfici che delimitano e

strutturano lo spazio.

Si prosegue con i dati di tipo elettrotecnico.

Dovendo normalmente l’impianto di illuminazione

essere alimentato con energia elettrica,

si rende necessario conoscere le caratteristiche

e la potenzialità limite dell’impianto elettrico

esistente, oppure le condizioni della fornitura

elettrica (tipo di distribuzione dell’energia,

potenza massima disponibile, frequenza di alimentazione,

ubicazione del punto di consegna

dell’energia elettrica).

Conviene rilevare i dati sulla presenza di vincoli

fisici dovuti alla presenza di componenti

e reti impiantistiche di vario tipo che possono

interferire con nuovi impianti (linee elettriche,

linee telefoniche incassate nelle murature,

interrate o aeree, sistemi idraulici, tubazioni e

serbatoi di gas o carburanti, altri ostacoli fisici).

Ultima operazione: la consultazione di leggi,

decreti legge, regolamenti, norme, raccomandazioni,

per lo specifico ambito di intervento,

definibili, in sintesi, come vincoli istituzionali

del progetto, per distinguerli da quelli sopra

descritti di natura fisica e ambientale.

Finalità e obiettivi del progetto

Analizzato e sezionato, in una parola “fotografato”,

il luogo dell’intervento, si inizia a ragionare

sugli obiettivi del progetto, ovvero sulle

finalità che si intende perseguire, seguendo le

indicazioni della committenza. Ogni luogo

pone le sue esigenze, dalle più elementari a

quelle complesse, talvolta difficili da definire e

comunicare. Già il semplice bisogno di vedere,

a cui ovviamente l’illuminazione deve puntual-

Sistema modulare a sospensione

con ottiche dark-light. g

(modello LightAir, g pproduzione

e

documentazione iGuzzini)

[Saggio] S 4/09 29


mente rispondere, va declinato in base al tipo di

attività, ai tempi e ai ritmi del suo svolgimento,

tenendo conto dell’età e delle condizioni fisiche

delle persone.

Rimane comunque uno degli obiettivi principali:

garantire la migliore visione. E il vedere

deve essere agevole, comodo, confortevole, efficiente;

deve contribuire a dare sicurezza alle

persone e senso di protezione, non deve essere

causa o concausa di affaticamenti, risultare disturbante

o generare disagi.

L’illuminazione deve conferire all’ambiente

un potere di ordine comunicativo, attraverso

le immagini che esso esprime e ospita, a impianto

attivo (estetica della luce) e a impianto

disattivo (estetica delle fonti luminose), il che

significa un corretto inserimento ambientale

dell’impianto.

Altri importanti obiettivi riguardano la sicurezza

degli utilizzatori, la facilità, la rapidità, la

sicurezza e l’economicità di tutte le operazioni

necessarie per l’installazione e la manutenzione

ordinaria delle fonti luminose e della relativa

rete di alimentazione elettrica. Si deve considerare,

altresì, l’incidenza della spesa energetica,

cioè il consumo di energia elettrica per

l’alimentazione degli apparecchi e, secondariamente,

per il funzionamento dell’impianto di

climatizzazione (ossia il consumo dovuto allo

smaltimento del calore prodotto dalle fonti luminose

e dai dispositivi ausiliari di alimentazione).

30 S 4/09 [Saggio]

Qualità, caratteristiche, requisiti dell’impianto

Dopo la definizione degli obiettivi, si apre la

fase del progetto che coinvolge direttamente le

competenze e l’esperienza del progettista. Occorre,

infatti, creare una corrispondenza tra gli

obiettivi posti e una serie cospicua di caratteristiche,

qualità e requisiti dell’impianto.

Per esempio, occorre rispondere alla domanda:

quanta luce è necessaria per garantire una corretta

e confortevole visione? Oppure: come dovrà

essere distribuita la luce tra le varie componenti

dell’ambiente per ottenere una “scena”

luminosa capace di catturare l’attenzione di un

certo pubblico? Che tonalità dovrà avere la luce

generata da una lampada per dare il massimo

risalto a una gamma di colori?

Per rispondere a queste domande è necessario padroneggiare

un complesso di requisiti fondamentali.

In sintesi, sono così defi nibili: innanzitutto, la

quantità di luce, valutata in lux (cioè come luce

incidente), l’unità di misura fotometrica degli illuminamenti,

per ogni zona, area, punto di interesse

(nella Tabella 1 sono raccolti i valori consigliati

di illuminamento per ambienti interni).

È importante stimare la sua distribuzione con

opportuni rapporti tra gli illuminamenti, ossia

la loro uniformità o disuniformità. In proposito,

è bene considerare anche gli effetti delle direzioni

assunte dalla luce che esce dagli apparecchi.

La luce diffusa, prodotta da radiazioni che

seguono molte direzioni, tende ad attenuare le

Illuminazione della facciata

principale del Teatro alla Scala

e della piazza p

antistante, Milano.

(lighting design: Gianni Forcolini)


ombre proprie e portate. Quando le radiazioni

sono orientate, cioè si propagano seguendo poche

direzioni, le ombre risultano maggiormente

marcate e scure, perché si riduce l’effetto attenuante

dovuto alla diffusione della luce.

Altro requisito di grande rilievo riguarda la

composizione spettrale delle radiazioni presenti

nella luce emessa, ai fini della resa dei

colori. Come è noto, la luce che i nostri occhi

percepiscono di colore bianco in realtà è

composta da radiazioni di differente colore. La

restituzione dei colori per riflessione dipende

dalla presenza e dalla potenza delle singole

radiazioni cromatiche. Si valutano, inoltre, il

grado di flessibilità dell’impianto e la sua pra-

ticità d’uso nella gestione corrente e nella manutenzione.

Il lavoro di progetto entra poi nella fase creativa e

inventiva. Occorre a questo punto superare l’ambito

analitico e andare alla ricerca delle migliori

soluzioni tecniche ed estetiche, in altre parole, inventare

quell’impianto che risponde in pieno, al

massimo grado possibile, a tutte le condizioni poste

nel rispetto dei vincoli assegnati. E questa risposta

sarà verificata non solo con i calcoli illuminotecnici

(prevalentemente condotti con l’ausilio

del computer), ma anche con le rappresentazioni

grafiche ad alto realismo (i cosiddetti “rendering”),

che permettono di prefigurare l’ambiente

illuminato così come dovrà essere realizzato.

Illuminazione della mostra delle opere di Giacomo

Manzù nelle sale della Galleria d’Arte Moderna

e Contemporanea GAMEC di Bergamo.

(lighting design: Gianni Forcolini)

[Saggio] S 4/09 31


Prestazioni luminose

Per gli apparecchi di illuminazione, l’efficienza non è l’unico parametro essenziale di valutazione, infatti è importante non

solo la quantità di luce uscente dall’apparecchio, ma anche come questa viene distribuita nello spazio. Una corretta distribuzione

luminosa garantisce un buon livello di illuminamento nei piani desiderati, un adeguato controllo dell’abbagliamento

e un corretto equilibrio dei contrasti fra l’oggetto della visione e lo sfondo. È quindi il progettista illuminotecnico che

deve valutare l’efficienza, considerando complessivamente l’impianto di illuminazione, piuttosto che il singolo apparecchio

o addirittura la singola sorgente

Testo di Luigi Schiavon

Le norme nel campo illuminotecnico sono numerose:

alcune prescrivono le prestazioni “luminose”

degli impianti di illuminazione, altre invece le prestazioni

energetiche. Altre ancora sono relative alle

procedure da adottare nei laboratori fotometrici

per la misura e la presentazione dei dati che descrivono

le prestazioni illuminotecniche degli apparecchi

di illuminazione e/o delle lampade.

Le prestazioni illuminotecniche ed energetiche degli

impianti di illuminazione assumono ormai particolare

importanza per i progettisti illuminotecnici, in

quanto sono uno strumento fondamentale per conseguire

i possibili massimi risparmi energetici.

Le norme che interessano i progettisti illuminotecnici

sono suddivisibili per i diversi ambiti di

utilizzo: precisamente, questi sono per illuminazione

dei posti di lavoro interni, dei posti di lavoro

esterni, per le aree esterne a traffico veicolare, ciclabile,

pedonale e per gli impianti sportivi.

In dettaglio, le norme prestazionali, suddivise per

illuminazione ambiti, sono:

Illuminazione dei posti di lavoro interni

UNI EN 12464-1:2004 Luce e illuminazione - Illuminazione

dei posti di lavoro - Parte 1: Posti di

lavoro in interni

Prescrive i requisiti illuminotecnici per l’illuminazione

dei posti di lavoro interni. I parametri illuminotecnici

da garantire sono il livello di illuminamento

(in lux) delle aree del compito visivo (che

è l’area dove il lavoro viene effettivamente svolto),

l’uniformità di illuminamento e la prevenzione

dell’abbagliamento per ciascuna delle possibili posizioni

dell’osservatore (convenzionalmente, l’osservatore

è posto a 1,2 m dal pavimento e la direzione

di osservazione è orizzontale). In locali con

videoterminali, e per i soli apparecchi che possono

creare delle macchie luminose sui video, si verifica

che la luminanza degli apparecchi sia inferiore a

1000 cd/m 2 per determinati angoli rispetto l’asse

verticale uguali sopra i 65°. Attualmente, a livello

europeo, la norma è in fase di aggiornamento.

UNI 10840:2007 Luce e illuminazione - Locali

scolastici - Criteri generali per l’illuminazione artificiale

e naturale

Prescrive, oltre ai requisiti richiesti per l’illuminazione

artificiale (richiama per questo la UNI EN

12464-1), anche i requisiti per la valutazione dell’illuminazione

naturale dei locali scolastici.

UNI 11165:2005 Luce e illuminazione - Illuminazione

di interni - Valutazione dell’abbagliamento

molesto con il metodo UGR

Prescrive i metodi per il calcolo dell’indice uni-

32 S 4/09 [Saggio]

ficato di abbagliamento UGR, parametro necessario

per i progettare secondo la norma UNI EN

12464-1.

UNI 15193:2008 Prestazione energetica degli edifici

- Requisiti energetici per illuminazione

Questa norma prescrive le procedure di calcolo

per la valutazione della prestazione energetica degli

edifici considerando solo i requisiti energetici

per l’illuminazione realizzata in ottemperanza ai

requisiti di cui alla UNI EN 12464-1.

UNI EN 1838:2000 Applicazione dell’illuminotecnica

- Illuminazione di emergenza

Prescrive i criteri per l’illuminazione di emergenza

che comprende l’illuminazione di riserva

(utile a continuare a svolgere la normale attività

in caso di black-out) e l’illuminazione di sicurezza

per l’esodo, antipanico e delle aree ad alto rischio,

in caso di incendio o altre emergenze.

UNI EN 1837:2001 Sicurezza del macchinario -

Illuminazione integrata alle macchine

Prescrive i criteri per l’illuminazione quando è integrata

nelle macchine operatrici, volti a garantire

la sicurezza dei lavoratori.

Illuminazione dei posti di lavoro esterni

UNI EN 12464-2:2008 Luce e illuminazione -

Illuminazione dei posti di lavoro - Parte 2: Posti

di lavoro in esterno

Questa norma prescrive i requisiti illuminotecnici

per l’illuminazione dei posti di lavoro all’esterno.

I parametri illuminotecnici da garantire sono il

livello di illuminamento (in lux) delle aree del

compito visivo (che è l’area dove il lavoro viene

effettivamente svolto), l’uniformità di illuminamento

e la prevenzione dell’abbagliamento

(utilizzando l’indice GR). Sono riportate anche

alcune prescrizioni per la valutazione della luce

molesta prodotta dall’impianto di illuminazione

fuori dal compito visivo. Per luce molesta s’intende

tutta la luce che può determinare problemi

fisiologici e/o ecologici all’ambiente circostante

e alle persone (come anche detto inquinamento

luminoso).

Illuminazione di aree esterne, di strade a

traffico veicolare, piste ciclabili, piste e aree

pedonali

UNI 11248:2007 Illuminazione stradale - Selezione

delle categorie illuminotecniche

Questa norma permette di stabilire la categoria

illuminotecnica delle strade, partendo dalla classificazione

stabilita nel D. Lgs. 30 aprile 1992,

Le prestazioni

illuminotecniche

ed energetiche

degli impianti

di illuminazione

hanno assunto estrema

importanza, perché

sono uno strumento

fondamentale per

conseguire i possibili

massimi risparmi

energetici


n.285 - “Nuovo Codice della Strada” e successive

integrazioni e modifiche. Dalla categoria illuminotecnica

di riferimento, attraverso l’analisi

dei rischi, è possibile ottenere la categoria illuminotecnica

di progetto (potenziale massimo) e

una o più categorie illuminotecniche di esercizio

(necessità reali). I requisiti prestazionali, le

metodologie di calcolo e i metodi di misura

delle prestazioni fotometriche degli impianti di

illuminazione sono descritti nelle tre norme seguenti:

UNI EN 13201-2:2004 Illuminazione stradale -

Parte 2: Requisiti prestazionali;

UNI EN 13201-3:2004 Illuminazione stradale -

Parte 3: Calcolo delle prestazioni;

UNI EN 13201-4: 2004 Illuminazione stradale -

Parte 4: Metodi di misurazione delle prestazioni

fotometriche.

UNI 10819:1999 Luce e illuminazione - Impianti

di illuminazione esterna - Requisiti per la limitazione

della dispersione verso l’alto del flusso luminoso

Prescrive i criteri per il calcolo e la verifica del

flusso disperso verso il cielo da impianti di illuminazione

esterna.

UNI 11095:2003 Luce e illuminazione - Illuminazione

delle gallerie

Questa norma prescrive i requisiti illuminotecnici

per l’illuminazione delle gallerie stradali. È in fase

avanzata, presso l’UNI, una sua revisione e aggiornamento.

Illuminazione degli impianti sportivi

UNI EN 12193:2008 Luce e illuminazione - Illuminazione

di installazioni sportive

Questa norma prescrive i requisiti illuminotecnici

per l’illuminazione degli impianti sportivi

sia al chiuso, sia all’aperto, considerando anche

l’illuminazione necessaria a effettuare le riprese

televisive.

Prestazioni degli apparecchi di illuminazione

La valutazione delle prestazioni degli apparecchi

di illuminazione è molto complessa e può anche

variare notevolmente in funzione delle varie tipologie

di impianti di illuminazione.

Prima di addentrarci nelle valutazioni relative alle

prestazioni degli impianti di illuminazione, è opportuno

definire con chiarezza alcuni parametri

fondamentali:

- Efficienza luminosa H

Questo è un parametro legato direttamente alle

sorgenti luminose (lampade) ed è definito dal

rapporto tra il flusso luminoso emesso dalla sorgente,

che si misura in lumen (lm), e la potenza

elettrica assorbita, che si misura in watt (W).

L’unità di misura che definisce la efficienza luminosa

è il lumen/watt (lm/W).

- Temperatura di colore Tc

La temperatura di colore di una sorgente di

luce si misura in gradi assoluti o gradi Kelvin

(K). Essa definisce se la luce prodotta da una

sorgente è calda o fredda. Un elevato valore

della temperatura di colore definisce una luce

fredda e ricca di tonalità blu, mentre una bassa

temperatura di colore definisce una luce calda

e ricca di tonalità rosse.

- Indice di resa dei colori Ra

L’indice di resa dei colori indica quanto fedelmente

la nostra sorgente di luce riproduce un

certo numero di colori rispetto a una sorgente

di riferimento (illuminante) alla stessa temperatura

di colore della sorgente in esame. Il valore

massimo di Ra è 100.

- Vita luminosa delle lampade

La vita luminosa di una lampada è data dalle ore

di funzionamento quando il decadimento del

flusso luminoso iniziale non è superiore del 20%.

- Rendimento di un apparecchio di illuminazione

(LOR)

Rapporto tra il flusso uscente dall’apparecchio, funzionante

con la sua lampada e i suoi componenti

elettrici, e il flusso emesso della stessa lampada nuda

misurato con gli stessi componenti elettrici.

L’efficienza luminosa è solitamente riferita alle

sorgenti di luce (lampade). Le efficienze luminose

delle varie sorgenti sono:

- Lampade a vapori di mercurio con alogenuri (alogenuri

metallici)

Efficienza: buona, può arrivare fino a 100 lm/W e

per potenze molto elevate, 2000 W con alogenuri

di sodio, si può arrivare a 120 lm/W.

Temperatura di colore: queste lampade possono avere

diverse temperature di colore, ~3000 K (luce

calda), ~4000 K (luce intermedia) e ~5500 K (luce

fredda).

Indice di resa dei colori Ra: elevata, di solito superiore

a 80, alcune possono superare 90.

Vita luminosa: per circa 8000 ore il flusso luminoso

è almeno 80% del flusso luminoso iniziale.

Accensione e riaccensione: non immediata, ci vogliono

alcuni minuti per andare a regime e, nel caso di

spegnimento improvviso, per riaccendersi bisogna

aspettare alcuni minuti.

- Lampade a vapori di sodio ad alta pressione

Efficienza: buona, può arrivare fino a 132 lm/W e

per le potenze più elevate.

Temperatura di colore: queste lampade hanno una

La valutazione

delle prestazioni

degli apparecchi

di illuminazione

è molto complessa

e varia notevolmente

in funzione delle varie

tipologie di impianti

[Saggio] S 4/09 33


temperatura di colore molto bassa, circa 2000 K.

Indice di resa dei colori Ra: molto bassa, inferiore

a 30.

Vita luminosa: molto elevata, per alcuni tipi a

32.000 ore di funzionamento la perdita è di circa il

10% del flusso luminoso iniziale.

Accensione e riaccensione: non immediata, ci vogliono

alcuni minuti per andare a regime e, nel

caso di spegnimento improvviso, per riaccendersi

bisogna aspettare alcuni minuti.

Esistono anche lampade al sodio ad alta pressione

a luce corretta di bassa potenza con un valore di

Ra che può arrivare a 83. Naturalmente l’efficienza

si abbassa notevolmente, per una lampada

di 100 W scende a 52 lm/W.

- Lampade fluorescenti T5 (diametro 16 mm)

Efficienza: buona, può arrivare fino a 104 lm/W.

Temperatura di colore: queste lampade possono

avere diverse temperature di colore, ~3000 K

(luce calda), ~4000 K (luce intermedia) e ~5500

K (luce fredda).

Indice di resa dei colori Ra: elevata, di solito superiore

a 85, alcune possono superare 90.

Vita luminosa: elevata, per alcuni tipi a 16.000 ore

di funzionamento la perdita è di circa il 10% del

flusso luminoso iniziale.

Esistono anche lampade fluorescenti compatte

che hanno un’efficienza più bassa rispetto alle

34 S 4/09 [Saggio]

lampade fluorescenti T5 e hanno, in molti casi,

attacchi Edison da E14 o E27 e possono essere

montate sui normali portalampada delle lampade

a incandescenza.

Queste lampade possono funzionare con alimentatori

che permettono la regolazione del flusso

luminoso emesso, che, per alcuni tipi, può variare

dall’1 al 100%.

- Lampade a led

Efficienza: buona, può arrivare, per gli ultimi tipi di

sorgenti led, fino a 100 lm/W.

Temperatura di colore: queste lampade possono

avere diverse temperature di colore, ~3000 K

(luce calda), ~4000 K (luce intermedia) e ~5500

K (luce fredda).

Indice di resa dei colori Ra: buona, di solito tra 70

e 90.

Vita luminosa: elevata, i costruttori danno una vita

media di 50.000 ore con un flusso che è almeno il

70% del flusso luminoso iniziale.

Il funzionamento del led è influenzato dalla temperatura

di giunzione, quindi un’attenta progettazione

va fatta per l’apparecchio contenente sorgenti a led.

Inoltre, la costanza della temperatura di colore non

è garantita, a causa della difficoltà di una drogatura

costante del wafer al silicio.

I led possono montare diversi sistemi ottici per ottenere

fasci luminosi di diversa apertura.

Il 24 marzo 2009 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento (CE) N. 245/2009 della

Commissione relativo alla Misura di implementazione per l’illuminazione nel settore terziario. Questo regolamento

stabilisce i requisiti di progettazione ecocompatibile di lampade fluorescenti senza alimentatore integrato, lampade a

scarica ad alta intensità e alimentatori e apparecchi di illuminazione in grado di far funzionare tali lampade, anche quando

questi prodotti sono integrati in altri prodotti che consumano energia.

La misura di implementazione propone, inoltre, una serie di parametri indicativi di riferimento per i prodotti destinati a

essere utilizzati nell’illuminazione per ufficio e nell’illuminazione pubblica stradale.

Il Regolamento si applica alle seguenti tipologie di prodotti:

a) lampade a scarica ad alta intensità (HID) a luce bianca, con attacchi E27, E40, PGZ12; per luce bianca si intende quella

con coordinate cromatiche comprese nelle seguenti variabili di x e y:

-2.3172 x ² + 2.3653 x -0.2199 < y < -2.3172 x ² + 2.3653 x -0.1595

270.270 < x < 0.530

b) lampade al sodio ad alta pressione con attacchi E27, E40 PGZ12

c) lampade fluorescenti senza alimentatore integrato

d) alimentatori per lampade fluorescenti e per lampade a scarica

e) apparecchi per lampade fluorescenti e HID

A partire dall’entrata in vigore della misura di implementazione (13 aprile 2009), sono state fissate 3 fasi che

introdurranno, gradualmente, i requisiti di Eco-Design:

1ª fase: 13 aprile 2010 (1 anno dopo l’entrata in vigore del Regolamento)

2ª fase: 13 aprile 2012 (3 anni dopo l’entrata in vigore del Regolamento)

3ª fase: 13 aprile 2017 (8 anni dopo l’entrata in vigore del Regolamento)

L’opuscolo esplicativo relativo ai Regolamenti attuativi della Direttiva EuP, sia per il settore domestico sia per il settore

terziario, è scaricabile sul sito di ASSIL - Associazione Nazionale Produttori Illuminazione - al link http://www.assil.it/

assilweb/admin/upload-images/Direttiva_EuP.pdf

Chiunque fosse interessato ad avere ulteriori informazioni o chiarimenti in merito può contattare ASSIL al numero

02.97373352.

L’efficienza luminosa

è un parametro legato

direttamente alle sorgenti

luminose ed è definita

dal rapporto tra il flusso

luminoso emesso

dalla sorgente

e la potenza elettrica

assorbita


VIA FAX (02 oppure 06) 3022.5402

Attenzione: se effettuerà l’ordine tramite fax non invii l’originale per posta.

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rivista di architettura e arti del progetto

INTERNET

Direttamente dal sito: offerte.ilsole24ore.com/area

COME ABBONARSI

COUPON DI ABBONAMENTO SPECIALE

Sì, desidero abbonarmi ad AREA per un anno (7 numeri).

Pagherò solo 75,00 euro anziché 84,00 euro.

Ragione sociale

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: Altro Ente privato : Ente Pubblico : Ente Pubblico non commerciale : Ente non commerciale

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BILINGUE

7 NUMERI L’ANNO

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titolare del trattamento, tratta i dati personali liberamente conferiti

per fornire i servizi indicati e, se lo desidera, per aggiornarLa su

iniziative e offerte del gruppo. Potrà esercitare i diritti dell’art. 7, del

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che è il Responsabile del Coordinamento Commerciale, presso Il

Sole 24 ORE S.p.A. - Database Marketing V.le Monterosa, 91 -

20149 Milano. L’elenco completo e aggiornato di tutti i Responsabili

del trattamento è disponibile presso l’Ufficio Privacy, V.le

Monterosa, 91, 20149 Milano. I dati potranno essere trattati da

incaricati preposti agli ordini, al marketing, all’amministrazione,

al servizio clienti e potranno essere comunicati alle Società del

Gruppo per gli stessi fini della raccolta, a società esterne dell’ordine

e per l’invio di materiale promozionale ed agli istituti bancari.

Consenso. Attraverso il conferimento del Suo indirizzo e-mail, del

numero di telefax e/o di telefono (del tutto facoltativi) esprime

il Suo specifico consenso all’utilizzo detti strumenti per l’invio di

informazioni commerciali.

Clausola contrattuale: La sottoscrizione

dell’ordine dà diritto di ricevere offerte di prodotti

e servizi delle società del Gruppo Il Sole 24 ORE.

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47413

Servizio Clienti - Tel. 02 4587010

servizioclienti.periodici@ilsole24ore.com

Rivista internazionale di cultura

e informazione sul progetto, dedicata

ad architetti, ingegneri,

designer, enti, musei, aziende di

produzione, imprese di costruzione,

amministrazioni pubbliche e

università. area attraverso

l’attenta selezione dei progetti e la

costante ricerca di qualità e attendibilità

scientifica si è guadagnata

in questi anni un posto di primo

piano nel panorama delle principali

testate dedicate all'architettura.

Ogni numero è tematico e sviluppa

un preciso argomento disciplinare:

dalla costruzione dell’edificio, al disegno

del territorio attraverso una

serie ragionata di progetti e realizzazioni

pertinenti al tema che può

spaziare dalla casa d’abitazione al

grattacielo e agli spazi collettivi.

Il piano editoriale di quest’anno

prevede un numero interamente

dedicato alla città di Parigi, un

“numero +” speciale sul design

dedicato al “Contract” intendendo

la scelta di contrattualizzare la realizzazione

dei manufatti, un numero

monografico dedicato ad un

architetto di fama internazionale.

Tra i temi che verranno affrontati

negli altri numeri: “architettura

per lo svago”, “architettura introversa”,

“paesaggi artificiali”,

“semplicità”.

area

rivista di architettura e arti del progetto aprile 2008

97+

www.area-arch.it

supplemento

1968 2008

quarant’anni di design

tra continuità e discontinuità

MARK® Direct Marketing


Rivista di cultura italiana e

del progetto, è uno strumento

che si occupa esclusivamente

e con attenzione della condizione

italiana con una finalità

che non vuol essere in alcun

modo corporativa. Esprime la

volontà degli architetti italiani

delle nuove generazioni di

dare alla disciplina e alla pratica

quella dignità e quell’interesse

che è riscontrabile

negli altri paesi. Lo scopo è

contribuire al rinnovamento

dell’architettura italiana con

la consapevolezza che questo

passi attraverso il dialogo

costante con il mondo della

produzione.

Il piano editoriale di

quest’anno prevede di affrontare

alcuni temi al centro del

dibattito culturale italiano:

la sostenibilità nel numero

intitolato “L’inganno della

sostenibilità”, l’interesse

che l’architettura italiana con

i suoi grandi studi suscita

all’estero nel numero “Specifico

italiano” e il tema dei

luoghi e delle architetture legate

alla memoria nel numero

“Rammemorare”.

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d’Architettura

rivista di cultura italiana del progetto

d’Architettura

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QUADRIMESTRALE

BILINGUE

3 NUMERI L’ANNO

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numero 35 - aprile 2008

rivista quadrimestrale

euro 14,00

Motta Architettura

numero 37 - dicembre 2008

rivista quadrimestrale

euro 14,00

Motta Architettura

35

qualità dell’abitare

quality of living

37

in forma di commento

by way of comment

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Tuiavii di Tiavea, il capo villaggio polinesiano reso

famoso da Erich Scheurmann, era abituato a

vivere nelle capanne tipiche della sua cultura che,

garantivano un mirabile equilibrio tra le condizioni

ambientali delle isole Samoa e le esigenze della

vita umana. Venuto in Europa, dopo aver visto,

e probabilmente ammirato anche con un po’ di

timore, le imponenti realizzazioni dell’architettura

ottocentesca, arrivò a una stupefacente conclusione:

l’uomo bianco è matto. Vive in cassoni chiusi per

difendersi dal mondo esterno. Poi, per vederci, vi

apre dei buchi che poi chiude con una finestra. Ma

così manca l’aria e allora la finestra deve essere

apribile e deve essere trasparente per fare entrare

la luce; ma se questa è troppo intensa, bisogna

impedirne l’ingresso con le persiane o con altri

schermi. Quanta complicazione! A casa sua il nostro

indigeno viveva in una casa con muri di canne, che

P R O G E T T I

Lighting

design

Piazza del Torico a Teruel - B720 Arquitectos - Spagna

Showroom Stone - Arturo Montanelli ed Ezio Riva - Italia

Aeroporto Changi a Singapore - SOM - Singapore

Piazza Zabalburu a Bilbao - IMB arquitectos - Spagna

Fraunhofer Institute für solar energiesysteme - Dissing + Weitling - Germania

Recupero ex cinema Ambasciatori a Bologna - Retaildesign - Italia

fungevano splendidamente da mediatori internoesterno

e che avevano una sola apertura: la porta.

Naturalmente, ciò era possibile nelle condizioni

ambientali delle isole del Pacifico, mentre le

nostre complicazioni derivano dalla tradizione

costruttiva dei nostri climi. Ma siamo sicuri che

le uniche o le migliori forme di sfruttamento della

luce naturale siano ancora e solo quelle cui siamo

tradizionalmente abituati?

La luce naturale è troppo importante oggi perché

venga trascurata o trattata solo in termini

di rispetto di regolamenti, di indici, di rapporti

aeroilluminanti. È necessario, invece, che la ricerca

e la progettazione affrontino in modo originale il

trattamento della luce naturale ogni volta che il

progetto lo richiede, così come in modo originale

si ricercano ogni volta le soluzioni architettoniche.

Può, infatti, essere necessario coinvolgere l’intera

geometria dell’opera architettonica per garantire

l’illuminazione ottimale degli ambienti interni;

oppure ricorrere all’invenzione di componenti

innovativi appositi per regolare la trasmissione

solare a seconda del periodo dell'anno e

dell'ora del giorno, in modo da garantire sempre

un’illuminazione costante e omogenea; infine,

studiare gli interventi di recupero in modo da

ottimizzare l’apporto luminoso a seconda delle

nuove funzioni cui l’edificio viene destinato.

Non sono da sottovalutare, inoltre, i sistemi di

illuminazione artificiale che, se ben integrati nel

progetto, possono contribuire in modo molto

positivo al raggiungimento di risultati ottimali

sia sotto il profilo energetico sia, soprattutto, per

garantire i funzionamenti voluti.

Giuseppe Turchini, Direttore


Testo di Federica Gasparetto

Foto di Duccio Malagamba

La Piazza del Torico, nel centro della cittadina di

Teruel, è caratterizzata da una forma irregolare

molto allungata dovuta, da principio, alle curve

di livello naturali del terreno e amplificata, con

il trascorrere degli anni, dallo scorrimento delle

acque meteoriche.

Sotto di essa si trovano, infatti, gli antichi depositi

dell’acqua piovana, ivi convogliata, attraverso canalizzazioni,

dai tetti degli edifici e dal suolo; gli

ambienti ipogei, ormai in disuso, sono costruiti

di mattoni e malta e rivestiti da una miscela di

calce, sabbia, ossido di ferro e resina per impedire

le infiltrazioni.

L’intervento proposto dallo studio barcellonese

b720 Arquitectos rinnova completamente la

38 S 3/09 [Lighting [Urban landscape] design]

PIAZZA DEL TORICO A TERUEL - B720 ARQUITECTOS - WWW.B720.COM

morfologia del luogo: al recupero a spazio espositivo

degli antichi depositi, si accosta un attento

progetto illuminotecnico che interessa sia gli antri

ipogei sia le facciate e i portici degli edifici prospicienti

sia la stessa pavimentazione della piazza.

Nel sottosuolo, i due principali depositi, coperti

da volte con una marcata spinta verso l’alto per

contrastare il peso del terreno soprastante, sono

stati restaurati e integrati con un percorso che asseconda

le pendenze delle curve di livello. È stato,

invece, necessario un intervento più incisivo nelle

connessioni e negli ambienti più piccoli: le murature

ammalorate sono state ripristinate con tamponamenti

interni isolati e rivestiti di intonaco

bianco. Per enfatizzarne la sontuosità, gli ambienti

maggiori vengono illuminati dal basso, da led incassati

a pavimento posizionati a raso delle pareti

perimetrali, e, lungo il cammino espositivo, si

aprono poi “finestre”, vedute su porzioni preesistenti

conservate e illuminate ad hoc da faretti

posizionati lateralmente ai controsoffitti.

In superficie, a punti luce singoli che danno visibilità

alle facciate, si integrano apparecchi lineari

incassati nel nuovo controsoffitto dei portici; per

finire, la piazza, acquista una ricchezza particolare

grazie a un sistema di led dalla forma allungata

che possono assumere colorazioni differenti; il

loro il disegno è ispirato all’antico percorso delle

acque piovane, nel loro tragitto dal suolo ai depositi

sotterranei, e ai percorsi degli abitanti.

Duccio Malagamba


Uno dei depositi ipogei principali

Vista della piazza dal camminamento sotto i portici

LOCALIZZAZIONE:

TERUEL, SPAGNA

PROGETTO ARCHITETTONICO:

B720 ARQUITECTOS - FERMÍN VÁZQUEZ

COLLABORATORI:

AGUSTÍN MIRANDA, PEDRO BALTAR,

SEBASTIÁN KHOURIAN,

MARÍA BARBEITO, ANA CAFFARO, LEYRE

CIRIZA, ÁNGEL CORSINO,

Duccio Malagamba

Duccio Malagamba

PEDRO GARCÍA, PABLO GARRIDO,

GUSTAVO GAUDEOSO, GUILLERMO

GUTIÉRREZ, MARKUS JACOBI,

PAULO MOREIRA, MAGDALENA

OSTORNOL, JAVIER PIEDRA,

ANDREA RODRÍGUEZ, MARTA SORRIBES,

ALESANDRO ZANCHETTA

COMMITTENTE:

SOCIEDAD MUNICIPAL URBAN TERUEL

b 720 Arquitectos

b 720 Arquitectos

b 720 Arquitectos

Pianta dei depositi delle acque sotterranei. Scala 1:1000

Planimetria della Piazza del Torico. Scala 1:1000

Sezione longitudinale complessiva. Scala 1:1000

PROMOTORE:

DIPUTACIÓN GENERAL DE ARAGÓN

IMPRESA:

ACCIONA

PROGETTO STRUTTURE:

VALLADARES

PROGETTO IMPIANTI:

INARSE

CONSULENTI PER L’ILLUMINAZIONE:

ARTEC3 LIGHTING - MAURICI GINÉS,

JOSÉ CARDONA, JESÚS GONZÁLEZ,

JOSÉ Mª DEZA

LUCI:

LIGHTLED, PHILIPS, LDI

CONTROLLO ILLUMINOTECNICO:

LUTRON, CRALTECH

PERIODO DI COSTRUZIONE:

OTTOBRE 2006-DICEMBRE 2007

[Lighting design] S 4/09 39


Flussi luminosi

Il progetto illuminotecnico prevede un piano di illuminazione integrata

in superficie e fra suolo e sottosuolo. Negli spazi sotterranei, la luce

artificiale diviene la protagonista nella modellazione dello spazio, i corpi

illuminanti, incassati a pavimento o a soffitto, emanano una luce calda

e diffusa che enfatizza la particolarità dei cunicoli e dà importanza alle

due sale principali; gli antichi muri che collegavano i depositi sono illuminati

con luce indiretta e i passaggi sono sottolineati da led lineari di

un colore leggermente azzurrato posti lungo un lato del percorso.

In superficie, il lavoro ha compreso, nel rispetto delle preesistenze, l’illuminazione

delle facciate degli edifici dall’alto verso il basso per enfa-

I led, orientati secondo il flusso delle acque meteoriche, hanno normalmente una colorazione bianca uniforme

40 S 4/09 [Lighting design]

tizzare le caratteristiche architettoniche; in particolare, il monumento

del Torico, che, posto in posizione centrale, dà il nome alla piazza, riceve

fasci diretti, ma non eccessivamente intensi, dalle facciate circostanti.

I portici sono stati reinterpretati con la costruzione di un controsoffitto

che permette l’attualizzazione dei corpi illuminanti puntuali appesi agli

architravi esterni. Nella rinnovata copertura interna vengono incassati

corpi illuminanti lungo il lato verso lo spazio esterno, orientati seguendo

la direzione del camminamento, ma leggermente fuori asse l’uno rispetto

all’altro per evitare la sensazione di un ambiente troppo uniforme,

che diffondono una luce calda e indiretta che lambisce le facciate degli

edifici e illumina la cornice dei portici.

Duccio Malagamba

b 720 Arquitectos

Studi preliminari sull’illuminazione

della piazza e dei portici


720 Arquitectos

La pavimentazione di blocchi di pietra naturale della piazza viene integrata

da corpi illuminanti lineari a led di colori, lunghezze e orientamenti

differenti, completamente incassati. La loro particolare dislocazione e

orientamento deriva dal diagramma di scorrimento delle acque che si

traduce in linee di forza, direzioni principali e secondarie, biforcazioni,

incroci, pendenze all’incontro di differenti ostacoli: in superficie, la fontana

del Torico, dove si incontra un punto di concentrazione luminosa;

nel sottosuolo, gli antichi depositi, in corrispondenza dei quali l’intensità

dei led superficiali si riduce alla metà circa.

I corpi illuminanti, disegnati ad hoc per questa realizzazione, sono

completamente incassati nella pavimentazione e hanno resistenza

Pianta di un settore centrale della piazza con indicate le posizioni dei led e la rete di connessione

b 720 Arquitectos

9

6

Sezione verticale e orizzontale di un corpo illuminante incassato

1. pavimentazione di blocchi di pietra locale

2. calotta trasparente carrabile

3. corpo illuminante a Led

4. canali di ventilazione

5. cassetta di contenimento

4

3

2

5

8

1

7

6. profilo per incasso corpo illuminante

7. cavi

8. scarico acque

9. distanza di sicurezza dall’acqua

meccanica e agli urti tale da garantirne la durabilità e la funzionalità per

il passaggio costante degli autoveicoli e, soprattutto, dei tori durante

una famosa celebrazione annuale.

Le loro dimensioni variano da 46 a 77 cm di lunghezza per una larghezza

costante di 3,5 cm. La tecnologia led utilizzata consente la

generazione di colori differenti e effetti particolari nell’arco della

giornata e delle stagioni o composizioni varianti per eventi speciali,

l’uso abituale prevede una luce bianca uniforme. Un software specifico

consente il controllo dell’intensità luminosa e delle sue colorazioni a

distanza, permettendo di adeguarlo a seconda dell’ora e del tempo

atmosferico.

1

7

4

6

7

[Lighting design] S 4/09 41

1

4


SHOWROOM STONE ITALIANA - ARTURO MONTANELLI ED EZIO RIVA - WWW.ARTUROMONTANELLI.COM

Testo di Davide Cattaneo

Foto di Carlo Baroni e Thore Schaier

La materia quarzo diventa protagonista assoluta

nel nuovo spazio espositivo di Stone

Italiana a Milano.

Sviluppato su due livelli, lo showroom si configura

come un unico e ampio spazio dedicato

all’esposizione dei diversi prodotti. Proprio

per mettere in risalto caratteristiche e peculiarità

dei materiali esposti, il progetto tende

alla realizzazione di un ambiente rigoroso e

neutro di colore grigio caldo che enfatizza

l’essenza della materia prima. Questa, infatti,

non è stata usata semplicemente come rivestimento,

ma come massa, come elemento architettonico:

il quarzo è stato impiegato come

pavimento, come controsoffitto, come rive-

42 S 4/09 [Lighting design]

stimento verticale e anche come elemento

d’arredo.

Per il pavimento e il controsoffitto sono state

utilizzate in maniera innovativa lastre di lunghezza

3 m e larghezza variabile, con uno

stesso colore, il Grigio Default Milano. Differente

è, invece, la finitura: dalla superficie

lucida del controsoffitto a quella completamente

grezza al suolo con un interessante “effetto

travertino”. Un intonaco a base quarzo

dell’esatto colore del pavimento e del soffitto

riveste le superfici verticali, generando l’immagine

di uno spazio continuo e uniforme.

Il piano terra ospita l’esposizione di oggetti di

pietra ricomposta. Il piano interrato è, invece,

dedicato alla presentazione della gamma di

produzione attraverso due elementi operativi:

un Sample Wall, studiato con un sistema personalizzato

di scorrimento in cui sono inserite

lastre di grandi dimensioni, e CasaStone,

un’esposizione temporanea rinnovabile continuamente

con le novità tecnologiche ed

estetiche dell’azienda.

I due livelli sono collegati da una grande scala

di colore verde che contrasta con la neutralità

di tutto lo spazio: un elemento dalla geometria

rigorosa caratterizzato anche da un additivo

luminescente inserito nell’impasto e dalle

pedate di quarzo realizzate appositamente a

bassorilievo con elementi a bolli.

Thore Schaier


Pianta piano interrato. Scala 1:300 Pianta piano terra. Scala 1:300

LOCALIZZAZIONE:

MILANO, ITALIA

PROGETTO ARCHITETTONICO:

ARTURO MONTANELLI

(STUDIO AR.DE.A.),

EZIO RIVA ARCHITETTO

COMMITTENTE:

STONE ITALIANA SPA

PROGETTO ILLUMINOTECNICO:

STUDIO TECNICO LUCA AFRICH

PRODUZIONE E INSTALLAZIONE

Il piano superiore con le ampie vetrine verso strada

DEI CORPI ILLUMINANTI:

LUCE5

PERIODO DI PROGETTAZIONE:

2008-2009

PERIODO DI COSTRUZIONE:

APRILE 2009

SUPERFICIE:

410 M 2

COSTO:

820 MILA EURO

Studio ar.de.a.

Sezione longitudinale

Scala 1:300

Studio ar.de.a.

Studio ar.de.a.

Thore Schaier

[Lighting design] S 4/09 43


Illuminazione integrata

I due livelli del negozio hanno caratteristiche illuminotecniche completamente

differenti: il piano interrato è completamente privo di superfici

finestrate, quello superiore è dotato di vetrine di notevole ampiezza che

occupano quasi completamente le chiusure perimetrali esterne.

Il progetto illuminotecnico generale prevede l’installazione di strutture

luminose da incasso, complete di binario elettrificato e di faretto

con scala graduata per una precisa orientabilità realizzato specificatamente

per questo progetto. Le strutture luminose sono raccolte in

blocchi disposti in linea comandati da sensori di prossimità temporizzati

coordinati con sensori crepuscolari. Il singolo blocco è composto

da un’alternanza di faretti con lampade alogene e master colour, in

modo da generare una luce particolarmente brillante e dall’elevata

Il “muro espositivo” per le lastre di grandi dimensioni al piano interrato: grazie a particolari sensori, la lastra estratta viene retroilluminata e il corpo illuminante corrispondente

nel controsoffitto aumenta l’intensità luminosa

Le vetrine a piano terreno modulano l’ingresso della luce naturale

44 S 4/09 [Lighting design]

Carlo Baroni

resa luminosa, che dia risalto al materiale pietra. Al piano interrato, per

illuminare e valorizzare in maniera specifica i 120 pannelli espositivi

al momento dell’estrazione, le strutture luminose a soffitto davanti

al Sample Wall sono dotate di ulteriori lampade alogene dicroiche con

un sistema bus, che illuminano in dimmerazione da zero al massimo

della potenza.

Le lastre dell’esposizione CasaStone, composte da materiali semitrasparenti,

sono, inoltre, retroilluminate, grazie a neon a catodo freddo che

garantiscono una buona durabilità e una manutenzione praticamente

nulla. Questa soluzione è adottata anche sul pavimento della zona sottoscala,

che proietta sulla scala stessa un effetto cielo stellato, e per

l’illuminazione interna delle vetrine al piano terreno, sfruttando direttamente

la luce emessa dalle strutture luminose a soffitto.

Carlo Baroni

Thore Schaier


Assonometria e immagine della struttura illuminante

a incasso delle vetrine a piano terra

Assonometria e immagine della struttura illuminante

a incasso nel controsoffitto

Studio ar.de.a.

Studio ar.de.a. Stone Italiana

Stone Italiana

Sezione lungo la vetrina che affaccia sul cortile laterale. Scala 1:20

[Lighting design] S 4/09 45

Studio ar.de.a.


Testo di Francesco Frontini

Foto di Peter Bartenbach

Il nuovo Terminal 3 dell’aereoporto di Singapore

è stato disegnato per portare la capacità

ricettiva di tutto il sud est asiatico a 70

milioni di passeggeri l’anno.

Il concorso è stato indetto dal Civil Aviation

Authority di Singapore (CAAS) e ha

richiamato l’attenzione di numerosi architetti

di fama mondiale. Alla fine ha vinto

lo studio newyorkese di SOM (Skidmore,

Owings and Merril) con un progetto

unico, e ricco di innovazioni tecnologiche

per l’ottimizzazione del comfort termico

e visivo.

Il progetto è nato seguendo quattro principi

basilari. “Chiarezza”: l’aeroporto è per defi-

46 S 4/09 [Lighting design]

AEROPORTO CHANGI A SINGAPORE - SOM - WWW.SOM.COM

nizione un luogo di passaggio in cui l’utente

passa, o perché arriva o perché parte, per questo

sono fondamentali l’organizzazione dei

percorsi e la linearità degli spazi. Materiali

differenti e texture variopinte sono stati adottati

per permettere al viaggiatore di orientarsi

facilmente tra gli spazi e per godersi il

tempo di attesa. “Trasparenza verso l’esterno”:

le persone hanno sempre un contatto con il

contesto esterno. Il paesaggio tipico di Singapore

“entra” nell´aeroporto, gli arrivi e le

partenze sono collegati da quattro cascate di

cristallo e da giardini verticali a parete; sopra

il bar scorre un piccolo corso d’acqua che,

dopo vari balzi e salti, termina in uno stagno

artificiale creando un’interessante zona relax.

“Durabilità e manutenzione”: tutti i materiali

e gli arredi sono pensati per una facile manutenzione

e gestione. “Daylighting”, il più

significativo: originali e funzionali lucernari,

progettati con la collaborazione dello studio

Bartenbach und Licht Labor, rendono la copertura

completamente trasparente, quando

serve, alla luce del giorno, proteggendo allo

stesso tempo gli spazi dagli agenti atmosferici

e dai carichi termici eccessivi durante la stagione

dei monsoni.

Il nuovo Terminal 3 (T3), aperto nel giugno

2008, è diventato un punto di riferimento per

i futuri aeroporti in tutto il mondo.

Peter Bartenbach


Pianta piano terra

Sezione trasversale

LOCALIZZAZIONE:

REPUBBLICA DI SINGAPORE

PROGETTO ARCHITETTONICO:

CONCEPT AND DESIGN: SOM, NEW YORK, USA; BUILDING DESIGN: CPG CONSULTANTS

PTY. LTD, SINGAPORE

COMMITTENTE:

CAAS - CIVIL AVIATION AUTHORITY SINGAPORE

PROGETTO ILLUMINOTECNICO:

BARTENBACH LICHTLABOR, ALDRANS, AUSTRIA

FORNITORI:

DURLUM-LEUCHTEN GMBH, SCHOPFHEIM, GERMANY; COMMISSIONING

PERMASTEELISA PACIFIC HOLDINGS LTD, SINGAPORE

FINE COSTRUZIONE:

2007

AREA:

380.000 M 2

COSTO:

1.25 MILIARDI DI EURO

L’interno dell’aeroporto Peter Bartenbach

[Lighting design] S 4/09 47

SOM

SOM


Ali di luce

La caratteristica più importante del Terminal 3 è l’architettura unica del

suo tetto. La particolare morfologia e la tecnologia permettono alla luce

naturale di penetrare nella costruzione bloccando contemporaneamente

il calore tropicale. La copertura è realizzata da una struttura di acciaio

e ha uno spessore di circa 4 metri.

La copertura è composta da più di 900 lucernari, chiamati butterfly

(farfalla) per l’originale forma. Le ali sono pannelli mobili riflettenti e

microforati (la superficie forata è circa il 20% del pannello) che regolano

la trasmissione solare a seconda del periodo dell’anno e dell’ora del giorno,

in modo da garantire sempre un’illuminazione costante e omogenea.

I lucernari visti dall’esterno in una delle configurazioni semiaperte e quando sono chiusi

48 S 4/09 [Lighting design]

I lucernari butterfly regolano la trasmissione della luce negli spazi interni

Peter Bartenbach

I pannelli sono stati posizionati sia esternamente, sia internamente, in

modo da poter aumentare il numero di configurazioni possibili.

La progettazione è avvenuta in stretta collaborazione con gli architetti e

gli impiantisti, in modo da riuscire a garantire non solo un prodotto efficiente

,ma anche una perfetta integrazione architettonica. Senza questo

dialogo, non si sarebbe riusciti a garantire gli obiettivi prefigurati: sfruttamento

della luce naturale, riduzione dei carichi solari, adeguato illuminamento

interno senza l’utilizzo dell’illuminazione artificiale, contatto visivo

verso l’esterno, facile manutenzione dei componenti e lunga durata.

I lucernari sono inseriti in una griglia da 2x2,5 m e il lato lungo è rivolto

sull’asse nord-sud. Verso l’interno, sono stati posti dei riflettori paraboli-

Peter Bartenbach

Peter Bartenbach


Bartenbach LichtLabor GmbH Bartenbach LichtLabor GmbH

ci che garantiscono una distribuzione omogenea della luce e proteggono

dalla possibiltà di abbagliamento.

Sono possibili quattro configurazioni a seconda delle condizioni esterne.

La prima, ali aperte, garantisce la massima trasparenza alla radiazione

solare. Per questo viene utilizzata solo con condizioni di cielo coperto,

per non avere eccessivi carichi solari diretti. In caso di radiazione diretta

non zenitale, una delle due ali può essere abbassata per bloccare i raggi

solari, il secondo pannello, che resta verticale, scherma la restante

parte del lucernario lasciando penetrare solo la radiazione diffusa.

Quando il sole si trova prossimo allo zenit, le due ali vengono abbassate

contemporaneamete per avere la massima schermatura possibile.

Alcune delle possibili configurazioni dei lucernari

Questa configurazione viene adottata anche durante il periodo dei monsoni,

in cui le alte velocità dei venti non permettono ai pannelli di restare

in posizione verticale.

L’ultima è quella notturna: le ali vengono chiuse completamente diventando

dei riflettori per la luce artificiale nascosta al di sotto di essi,

all’interno del lucernario. Ogni lucernario cela al suo interno 20 lampade

da 54 W dal colore neutro (numero 830).

Anche quando le ali vengono chiuse, la microforatura permette al 20%

della radiazione luminosa di entrare, garantendo un fattore solare del

5%. Il livello di illuminamento resta così sempre compreso tra i 750 lux

durante il giorno e i 350 lux di notte.

Bartenbach LichtLabor GmbH Bartenbach LichtLabor GmbH

Cielo nuvoloso - giorno Cielo sereno - mattina

Cielo sereno - mezzogiorno Cielo sereno - notte

[Lighting design] S 4/09 49


Testo di Sabrina Piacenza

Foto di Filippo Chiesa e UpO

Un luogo di sosta, ma, allo stesso tempo, un importante

crocevia di direttrici principali, uno

spazio di pausa, ma anche punto di convergenza

di prospettive urbane generate dalle strade che

vi convergono: Piazza Zabalburu a Bilbao è un

luogo urbano eclettico, all’interno del quale si trovano

a dialogare pedoni e automobilisti, residenti

e turisti di passaggio, dove transitano auto, mezzi

pubblici e biciclette. Uno spazio che, da un banale

crocevia di cemento, è diventato un luogo eterogeneo

e diversificato, nel quale convivono aree

verdi e zone lastricate, giochi per bambini, punti

di sosta ed edifici di edilizia popolare.

Il progetto di illuminazione della piazza si avvale

dell’utilizzo di un segno fortemente evocativo

50 S 4/09 [Lighting design]

PIAZZA ZABALBURU A BILBAO - IMB ARQUITECTOS

e funzionale al tempo stesso, il faro. L’idea del

segno verticale iconico che rende riconoscibile

un luogo, una città, una porzione di territorio, è

uno degli approcci progettuali più frequenti nell’architettura

contemporanea, nella quale questi

landmark diventano veri punti di riferimento in

un ambiente costruito piuttosto caotico, confuso

e spesso privo di eccellenze significative.

Il palo luminoso si connota, dunque, come un

gesto forte e appropriato proprio per una città

come Bilbao, che ha fatto dei suoi spazi e dei

suoi segni architettonici un’occasione di attrazione

e di turismo.

Piazza Zabalburu è caratterizzata dalla presenza

di otto segni verticali inclinati che si ergono dal

suolo come fari guida, otto “termometri di luce”.

La loro disposizione, apparentemente casuale all’interno

dello spazio aperto, consente di illuminare

efficacemente tutte le aree presenti, distribuendo

la luce tanto al centro, quanto lungo il

limite e negli angoli della piazza, spesso trascurati

nella progettazione di spazi pubblici. Oltre a illuminare

il parco e la piazza, i proiettori diventano

veri fari guida nella notte e offrono una luce in

grado di creare differenti atmosfere notturne.

Il progetto trasforma la piazza in uno spazio

aperto luminoso, dinamico, sorprendente e mai

uguale a se stesso, un luogo urbano caratterizzato

da una luce in grado di comunicare ed

emozionare.

Filippo Chiesa


LOCALIZZAZIONE:

BILBAO, SPAGNA

PROGETTO ARCHITETTONICO:

IMB ARQUITECTOS - GLORIA IRIARTE,

BILBAO

COMMITTENTE:

COMUNE DI BILBAO

SUPERFICIE:

2437 M² (ZONA PAVIMENTO E ZONA

GIARDINO); 1672 M² (MARCIAPIEDE

ANELLO PERIMETRALE); 353 M² (AREA

RICREATIVA)

PROGETTO ILLUMINOTECNICO:

MARIO NANNI

LUCI:

VIABIZZUNO

Schizzo di progetto

Gloria Iriarte

Vista dell’area gioco destinata ai bambini

Planimetria generale; in giallo, la piazza dell’intervento. Scala 1:1000

Filippo Chiesa

[Lighting design] S 4/09 51

IMB Arquitectos


Termometri di luce

La sinuosa sagoma dei proiettori permette alla luce diurna di insinuarsi

tra le ombre generate dalle curve, rendendo così questi elementi in

grado di comunicare e di vivere anche senza luce artificiale.

I termometri di luce, dalla silhouette morbida che si confonde di giorno

tra le forme naturali degli alberi ed emerge nella notte con i suoi flessibili

giochi scenografici, sono vere e proprie sculture alte 15 metri e realizzate

con un profilo tubolare di acciaio del diametro di 460 mm, variamente

forato per accogliere i corpi illuminanti (bilbo-g a ioduri metallici da 150

W), rivestito da un involucro sinuoso di fibra di resina.

Al loro interno sono dotati di un sofisticato sistema di illuminazione a

led, controllato da un software sviluppato per questa singola applicazione,

che consente di modificare la colorazione della luce in funzione della

temperatura ambientale e dell’umidità relativa.

Filippo Chiesa

52 S 4/09 [Lighting design]

Proprio per questo, dopo aver rilevato le temperature massime e minime

della città di Bilbao, i proiettori, a una temperatura massima di 25°C, si

illuminano di un intenso colore rosso e, passando attraverso tutte le

diverse sfumature, la colorazione dei termometri diventa bianca alla

temperatura di 20°C, fino a colorarsi di un tono verde freddo al raggiungimento

di 0°C. Lo stesso software, in funzione dell’umidità relativa,

consente ai termometri di cambiare colorazione fino a diventare di un

blu intenso nelle giornate di pioggia.

I led sono posizionati in un’unica zona, all’interno dei volumi di resina,

come a tracciarne un’armonica spina dorsale che evidenzia morbidamente

le sinuosità delle forme; le fonti di luce sembrano provenire da

fuori, da altrove, per appoggiarsi sulle schiene dei pali inclinati.

L’effetto ottenuto è scenografico e corposo e ripropone le sfumature

della luce solare che investe i volumi, evidenziandone forme e spigoli.

Uno dei proiettori all’interno del faro di luce

UpO

La piazza durante una serata estiva:

i fari si illuminano di un rosso intenso quando

la temperatura esterna raggiunge i 25° C


dei fasci luminosi

Viabizzuno Schema della proiezione e dell’orientamento

Sezione verticale

[Lighting design] S 4/09 53


FRAUNHOFER INSTITUTE FÜR SOLAR ENERGIESYSTEME - DISSING + WEITLING - WWW.DW.DK

Testo e foto di Francesco Frontini

La sede principale del Fraunhofer Institute für

Solar energiesysteme ISE, uno dei più importanti

centri di ricerca al mondo, sorge a nord

ovest della città di Freiburg im Breisegau. L’edificio

è stato ultimato nel luglio 2001 per ospitare

tutti i laboratori, i workshop e gli uffici amministrativi

prima distribuiti in più di sei edifici

dislocati nella città. Il sito di progetto è molto

allungato e orientato sull’asse nord-sud: queste

due premesse dettano la geometria finale dell’edificio,

che si sviluppa su tre livelli ed è suddiviso

in tre ali parallele connesse da un corpo trasversale

lungo l’asse principale. La strutturazione

in tre corpi connessi deriva dalla simulazione e

dalla verifica di altre possibili morfologie. La so-

54 S 3/09 [Urban landscape]

luzione finale garantisce il maggior risparmio

energetico senza ridurre il comfort interno e

riesce a coprire tutto il terreno, dislocando gli

uffici, non climatizzati, sui fronti sud delle ali e

lasciando i locali da climatizzare (come i laboratori)

verso nord.

La struttura portante è realizzata con un telaio

di calcestruzzo armato misto a travi e pilastri di

acciaio. Tutta la costruzione nasce nel rispetto

dell’ambiente, così i materiali sono riciclabili

e non tossici; per questo, il rivestimento di facciata

(curtain wall con sottostruttura di legno),

che inizialmente era stato pensato di alluminio

(poco efficiente e solo parzialmente riciclabile)

è realizzato con pannelli di acciaio. I serramenti

sono lignei rivestiti di alluminio e i vetri sono altamente

performanti (U=1,1W/m 2 K). Le chiusure

verticali opache sono isolate termicamente

da un cappotto da 16 cm. Per ridurre i consumi

invernali, vengono inoltre utilizzati recuperatori

di calore, utili anche per la deumidificazione

dell’aria. Infine, la copertura vetrata dell’atrio

di ingresso e la facciata a sud sono coperte per

200 m 2 da celle fotovoltaiche; a questo vengono

aggiunti 20 m 2 di collettori solari termici che

scaldano l´acqua a uso della cucina.

Tutto ciò ha contribuito, insieme alla progettazione

dell’illuminazione artificiale e del daylighting

interno, a ridurre del 35% i consumi fissati

dalla normativa allora vigente.

Francesco Frontini


Prospetto est

Vista aerea del complesso

LOCALIZZAZIONE:

FREIBURG IN BREISEGAU, GERMANIA

PROGETTO ARCHITETTONICO:

DISSING + WEITLING, COPENAGHEN

COMMITTENTE:

FRAUNHOFER ISE, GERMANIA

IMPRESA:

ED. ZÜBLIN AG, STUTTGARRT

CONSULENZA ENERGETICA:

FRAUNHOFER ISE, GRUPPE SOLARES

BAUEN

PROGETTO STRUTTURE:

STOELCKER, THEOBALD, VON LAMPE,

KICHZARTEN, GERMANIA

PROGETTO IMPIANTISTICO:

RENTSCHLER & RIEDESSER,

FILDERSTADT, GERMANIA

PERIODO DI PROGETTAZIONE:

1998-2000

PERIODO DI COSTRUZIONE:

2000-2001

SUPERFICIE LORDA:

6424

COSTO:

11 MILIONI DI EURO

COMPARAZIONE FRA LE TRE SOLUZIONI

VOLUMETRICHE CONSIDERATE

1 2 3

energia + - 0

daylight - 0 +

comfort - 0 +

Technikum

Flügel

Planimetria generale; in evidenza le aree destinate ai laboratori tecnici (Technikum), le tre ali

che ospitano gli uffici (Flügel) e il corridoio trasversale che unisce le ali (Magistrale)

1 2 3

DISSING + WEITLING

Magistrale

Schizzi preliminari per la valutazione della

volumetria ottimale; la soluzione scelta sfrutta

al meglio il daylighting, i guadagni solari e riduce

le dispersioni energetiche

Studio architettura Marco Castelletti

DISSING + WEITLING

[Lighting design] S 4/09 55

DISSING + WEITLING

DISSING + WEITLING


DISSING + WEITLING

Daylighting e luce artificiale

La scelta delle geometrie dell’edificio e delle strategie per l’illuminazione

degli ambienti interni sono state supportate da una costante

verifica attraverso simulazioni con i software Radiance e Daysim.

Dopo aver studiato come disporre i vari spazi e i volumi in modo da

ridurre le ore di ombreggiamento durante l’anno, l’attenzione si è

sposta sul layout degli uffici e sui materiali da usare.

Il daylighting interno deve essere controllabile dall’utente in modo da

evitare fenomeni di abbagliamento ed eccessivi consumi estivi. Per

questo gli uffici sono stati progettati poco profondi (con una lunghezza

inferiore a 5 m) e sufficientemente alti (altezza maggiore 2,7 m).

In fase di progetto, sono state studiate tre tipologie possibili di facciata.

Studi sulla facciata:

1. schermatura selettiva

2. schermatura con aggetto fisso

3. schermatura con fascia opaca isolata

4. partizione interna con sopraluce trasparente

Francesco Frontini

3,3 m

Sezione caratteristica di un ufficio tipo. Le schermature hanno un diverso

sistema di controllo per la parte alta e quella bassa: le lamelle superiori

ridirezionano la luce verso il soffitto, le lamelle inferiori (più chiuse) riflettono la

radiazione solare

56 S 4/09 [Lighting design]

La prima presenta una superficie vetrata pari al 70% con due sistemi

indipendenti di ombreggiamento: veneziane esterne per il controllo

della radiazione solare e tende interne per ridurre l’abbagliamento

durante la stagione invernale.

La seconda propone un aggetto fisso a protezione della finestra,

che permette una costante percezione dell’esterno riducendo anche

il rischio di errore di gestione dei sistemi di schermatura da parte

dell’utente.

L’ultima, quella poi adottata, riduce la superficie trasparente al

50% inserendo una fascia opaca (termicamente isolata) tra le due

chiusure trasparenti. Le simulazioni energetiche e i successivi

monitoraggi hanno mostrato come con questa tipologia di facciata

1 2 3 4

2 m 5 m

50 Lux

75 Lux

VETRO

500 Lux

LUCE

REINDIRIZZATA

LUCE

RIFLESSA

Francesco Frontini

Il corridoio nell’ala B: i sopraluce trasparenti garantiscono un livello di

illuminamento minimo dei corridoi


le ore totali annue con una temperatura interna superiore ai 26° C si

riducono del 36% (con la seconda tipologia, invece, le ore simulate di

discomfort aumentano).

Per migliorare il livello di illuminamento naturale anche negli spazi

connettivi, sono stati posizionati vetri singoli in corrispondenza

della parte alta della partizione che separa l’ufficio dal corridoio. In

più, un sistema di schermatura indipendente (veneziane esterne di

alluminio) permette di ridirigere la radiazione luminosa sul soffitto e

di proiettarla negli spazi più lontani dalla facciata esterna.

Il progetto si basa su un’illuminazione artificiale a due componenti,

individualmente sviluppati nel contesto del progetto.

L’illuminazione di base (75 lux) è garantita da lampade a pavi-

1. chiusura verticale opaca:

- facciata continua lignea

- pannelli di rivestimento di acciaio

verniciato di bianco fissati a secco

- isolamento di lana di roccia, 160 mm

2. soletta di calcestruzzo armato con

pavimento di PVC

Vista del fronte sud

Sezione verticale della chiusura esposta a sud

3. pannelli fotovoltaici

4. serramento ligneo rivestito di alluminio

con vetrocamera basso emissivo

5. sistema di schermatura esterno

che scorre tra lo strato di isolante e la

pannellatura esterna

6. fascia opaca isolata

Francesco Frontini

mento a luce indiretta (proiettata verso il soffitto), regolate per

piano e a seconda della disponibilità di luce naturale. Lampade

da tavolo individuali sono usate per l’illuminazione diretta degli

spazi di lavoro (500 lux) e vengono controllate localmente negli

uffici quando la quantità di luce naturale non è più sufficiente.

L’illuminazione artificiale, necessaria a mantenere un livello di illuminamento

confortevole, è controllata da un sistema di presenza di

persona (per ridurre i consumi dovuti a negligenze degli utenti) e da

luxmetri posizionati nei corridoi.

Tutti gli apparecchi illuminanti sono dotati di tubi fluorescenti e

riempimenti elettronici fluorescenti. Un semplice timer automatico

spegne le luci a soffitto dopo un periodo di inutilizzo.

3

1

5

6

4

2

DISSING + WEITLING

[Lighting design] S 4/09 57


RECUPERO EX CINEMA AMBASCIATORI A BOLOGNA - RETAILDESIGN SRL - WWW.RETAILDESIGNWEB.IT

Testo di Federica Gasparetto

Foto di Marco Zanta

Il recupero dell’ex cinema a luci rosse Ambasciatori,

nel cuore di Bologna, ha permesso la

costruzione di un nuovo spazio che, grazie alla

sensibilità dei progettisti, ha saputo coniugare

l’inserimento di nuove attività al rispetto per la

struttura esistente. Con una particolare, anche

se ormai non troppo insolita, commistione funzionale

che fonde in un unico spazio cultura e

cibo, nel rinnovato edificio hanno trovato luogo

una libreria, uno spazio per mostre ed eventi, un

caffè, un’osteria e un’enoteca.

Il lotto in origine ospitava una strada, chiusa nell’Ottocento

per essere trasformata in mercato coperto

(Mercato di Mezzo), e divenuto poi cinema

alla fine degli anni Quaranta. Lo spazio, rimasto

58 S 3/09 [Urban landscape]

incastonato nell’isolato, presenta una forma composita;

si distribuisce infatti in un'unica navata, con

copertura a doppia falda impostata su una capriata

di tipo misto ferro-legno vetrata al colmo, e in

un corpo minore agganciato nella parte laterale.

La struttura è di mattoni faccia-vista; lungo il lato

cieco interno alla navata sono rimaste in evidenza

le tracce dell’abside della scomparsa chiesa trecentesca

di San Matteo degli Accarisi.

Lo studio Retaildesign inserisce in questo spazio

le nuove funzioni previste dal bando comunale

nel rispetto della preesistenza: una nuova struttura

autoportante di acciaio e calcestruzzo articolata

su tre livelli si inserisce nella scatola esistente rimanendo

distaccata dalle murature di mattoni;

solo i pilastri laterali (profilo IPE) sono legati in

alcuni punti al perimetro per garantirne la stabilità.

Sui muri di mattoni rimangono così a vista le

tracce delle aggregazioni funzionali stratificatesi

nel tempo, non coperte nemmeno dagli arredi,

lasciati volutamente senza la chiusura posteriore.

I pilastri centrali sono invece a sezione circolare

cava di acciaio, riempiti di calcestruzzo, e presentano

un insolito capitello superiore “allargato”

che aumenta la superficie di appoggio dei solai e

permette di ridurne lo spessore.

I collegamenti verticali sono affidati, oltre a un

blocco scala-ascensore adiacente a via Orefici, a

una scalinata centrale a rampa unica dalla leggera

struttura di acciaio e vetro.

Marco Zanta


Schema assonometrico dello sviluppo della nuova struttura di acciaio e

calcestruzzo armato all’interno della scatola di mattoni esistente

LOCALIZZAZIONE:

BOLOGNA, ITALIA

PROGETTO ARCHITETTONICO:

RETAILDESIGN SRL - PAOLO LUCCHETTA

CON MAURO CAZZARO, MICHELA

TESSARI, FILIPPO GAMBAROTTO

COMMITTENTE:

COOP ADRIATICA

PROGETTO STRUTTURE:

TECNOPOLIS - ALESSANDRO COTTI CON

LAURA ASCANELLI

Una fase del cantiere

PROGETTO RESTAURO:

G.R.R.A.S. - GIANOBERTO GALLIERI

IMPRESA:

COOP COSTRUZIONI

LUCI:

MARTINI LIGHT

SUPERFICIE COSTRUITA:

1450 M 2

COSTO:

3.5 MILIONI DI EURO

Retaildesign

Marco Zanta

VIA OREFICI

ALTRA

PROPRIETÀ

VIA DRAPPERIE

ALTRA

PROPRIETÀ

ALTRA PROPRIETÀ

Piante del piano terra, primo, secondo e della copertura. Scala 1:400

Retaildesign

Retaildesign

Retaildesign

VIA PESCHERIE

Retaildesign

[Lighting design] S 4/09 59


Pioggia di luce

Il sistema di illuminazione rispecchia esattamente le intenzioni del progetto:

enfatizzare la struttura esistente e creare zone diversificate per sfruttare

al massimo la rinnovata commistione funzionale, integrando illuminazione

naturale e artificiale.

Appositi faretti orientabili montati su binari fissi a parete generano una

luce radente al muro di mattoni enfatizzando la sua continuità per tutti e

tre i livelli; i due lucernari centrali, che interessano la parte più vicina al

colmo di entrambe le falde della copertura, generano una luce zenitale non

abbagliante che pervade interamente lo spazio; una griglia di binari agganciati

all’intradosso delle solette e della capriata, nella sua parte opaca, con

faretti orientabili, creano un’illuminazione diffusa, ma non priva di contrasti,

nell’intero ambiente.

Marco Zanta

Il lucernario a doppia falda “distaccato” dalla capriata ne pone la struttura in evidenza

60 S 4/09 [Lighting design]

A questo “layer” di illuminazione di base fanno da contraltare corpi illuminanti

specifici e caratterizzanti le singole zone: elementi da tavolo per le

zone dedicate alla libreria, che puntualizzano zone di maggior interesse,

diffusori sospesi a emissione diretta che illuminano la zona del ristorante,

le casse e i tavoli per la lettura e corpi illuminanti a stelo con punti luce

posizionati ad altezze differenti lungo la scala e per irradiare i libri in mostra

su appositi leggii.

Il lucernario (serramento di alluminio e vetrocamera), impostato sulla

capriata di legno e acciaio, si discosta da essa grazie a una sottostruttura

di puntoni di acciaio. L’artificio permette sia di ampliare la superficie trasparente

(e il conseguente ingresso della luce naturale) sia di enfatizzare la

presenza della capriata, distaccata in modo anomalo dal manto di copertura

(vetro in questo caso) superiore.


D3

Retaildesign

Retaildesign

Retaildesign

Pianta del lucernario maggiore. Scala 1:50

Sezione trasversale AA. Scala 1:50

Sezione trasversale BB. Scala 1:50

D3

Il giunto che permette la sopraelevazione del lucernario

rispetto alla capriata sottostante

D1

C

C

Retaildesign

A B

A B

D2

D1

1. trabeazione di legno

2. puntoni di acciaio imbullonati alla trave

di legno

3. profilo di acciaio a I

4. serramento di alluminio e vetrocamera

Il colmo in corrispondenza della parte

di lucernario apribile

4

3

D2

Sezione longitudinale CC. Scala 1:50

L’attacco del serramento alla struttura

esistente Retaildesign

[Lighting design] S 4/09 61

2

Retaildesign

Retaildesign


ENGLISH WAY

Lighting design

Torico square, in the centre of the town of Teruel, is characterized by an irregular and very

elongated shape generated, at the very beginning, by the natural topography of the site and

then amplified through the years by the flowing of rain water. Under the square itself there

are the old rain water storage tanks where water was collected from roofs and from the

ground via channels; the hypogeous spaces, now left unused, have been built with brick

and mortar and covered with a mix of lime, sand, iron oxide and resin to avoid infiltrations.

The intervention proposed by the Barcelona practice b720 Arquitectos completely renews

the site’s morphology: the renovation of the exhibition spaces of old storage spaces is

accompanied by a careful lighting design that affects both the hypogeous caves, the facades

and the arcades of the overlooking buildings and the square’s pavement itself. The

two main storage rooms underground are covered by vaults with a marked upward push

to fight the load of the ground above and they have been restored and integrated with a

path that follows the inclination of the contour lines. However a different intervention was

needed in order to be more incisive on the connections and in the smaller environments:

the damaged walls have been restores with insulated internal partitions covered by white

plaster. The larger spaces are lit from below in order to emphasize their sumptuousness

Quartz becomes the absolute main character of Stone Italia’s new exhibition space

which is a sector leader in the production of marble, quartz and reconstituted clay located

near Duomo square in Milan. The showroom, arranged over two levels, is a single

large space dedicated a to the display of company’s products. In order to enhance

properties and peculiarities of the displayed materials the design tends to create a

rigorous and neutral environment defined by a warm grey colour that enhances the

elements and the essence of the raw materials. The designers’ concept consisted

of using materials not only as a cladding but like matter, mass, like an architectural

element: quartz has been used as flooring, suspended ceiling, vertical finish and

furniture, 3m slabs have been used in an innovative way for floors and suspended ceilings

and they have variable width and a special colour called the Milan Default Grey.

The finishes are different: the bright finish of the suspended ceiling is opposed to the

floor’s rough one with an innovative travertine effect. A quartz based plaster, of the

exact colour a of floors and the ceilings, covers the vertical surfaces whilst generating

the image of continuous space which is uniform and neutral. The area adjacent to the

entrance on the ground floor is dedicated to the display of those products made of

reconstituted stone whilst in the most inner part there is a food area with kitchen and

The new Terminal 3 of the Singapore airport has been designed in order to extend

the south-east Asia capacity to 70 million passengers per year. The competition was

called by the Civil Aviation Authority of Singapore (CAAS) and it has attracted the

attention of many famous world architects. In the end the New York practice SOM

(Skidmore, Owings and Merril) won the competition with a unique project with an

innovative design that is rich of innovative technologies for the optimisation of thermal

and visual comfort. The project was developed following four basic principles.

“Clarity”: the airport is by definition a transit place in which the users pass by because

they arrive or leave and therefore the organization of paths and space linearity is

essential. Different material and multi-coloured textures have been adopted to allow

the traveller to easily find his bearings and to enjoy the waiting time. “Transparency

towards the outside”: people have always contact with the external context . the

typical Singapore’s landscape enters into the airport, arrivals and departures are

linked by four crystal waterfalls and vertical gardens; a small river runs above the bar

that, after jumps and falls, ends in an artificial pond creating an interesting relax area.

62 S 4/09 [Lighting design]

Torico square in Teruel - b720 Arquitectos - www.b720.com

Location TERUEL, SPAIN

Architectural design B720 ARQUITECTOS - FERMÍN VÁZQUEZ

Client SOCIEDAD MUNICIPAL URBAN TERUEL

Lighting consultants ARTEC3 LIGHTING

Lights LIGHTLED, PHILIPS, LDI

Lighting control LUTRON, CRALTECH

Constuction period OCTOBER 2006-DECEMBER 2007

and for this purpose led lights sunk in the floor at the bottom of the perimeter walls and

along the exhibition path have been used; subsequently windows open up overlooking

existing and preserved portions that are ad-hoc lit by spotlights positioned at the side of

the suspended ceilings. On the surface single spotlights, that give visibility to the facades,

are integrated with linear lights sunk in the new suspended ceiling of the portico; finally the

square gathers a particular luxury thanks to an elongated led system where lights can have

different colours; their design is inspired to the old path of the rain waters from the ground

to the underground storage as well as following the pedestrian paths.

Stone Italiana showroom in Milan - Arturo Montanelli and Ezio Riva

Location MILAN, ITALY

Architectural design

ARTURO MONTANELLI (STUDIO AR.DE.A.),

EZIO RIVA ARCHITETTO

Client STONE ITALIANA SPA

Electrical systems design STUDIO TECNICO AFRICH

Lights design and installation LUCE5

Construction period APRIL 2009

a serviced partition. The basement is instead dedicated to the most complete presentation

of the production range through two work operational elements: a Sample

Wall studied with a personalized sliding system in which large slabs are inserted and

CasaStone a real flexible and temporary display that can be continuously updated with

the new aesthetic and technological products. The two levels are linked by a large

staircase of a rigorous geometry and of a burnt green colour that is in contrast with

the neutrality of the whole space; this is an element of a strong formal connotation

which is generated by the lighting insert within the mix and the quartz steps specifically

manufactured in bassorilievo with bubble-like elements.

Singapore Changi Airport - SOM - www.som.com

Location REPUBBLICA DI SINGAPORE

Architectural design

CONCEPT AND DESIGN: SOM, NEW YORK, USA; BUILDING

DESIGN: CPG CONSULTANTS PTY. LTD, SINGAPORE

Client CAAS - CIVIL AVIATION AUTHORITY SINGAPORE

Lighting design BARTENBACH LICHTLABOR, ALDRANS, AUSTRIA

End of construction 2007

Cost 1.25 MILLIONS EURO

“Durability and maintenance”: all the materials and furniture have been conceived for

an easy maintenance and management. “Daylighting”, the most significant principle:

original and functional skylights, designed with the collaboration of the Bartenbach

und Licht Labor practice, make the roof completely transparent, when needed, whilst

protecting at the same time from the weather and the excessive thermal loads during

the monsoon season. The new Terminal 3, opened in June 2008, has become a point

of reference for future airports worldwide.


A rest area but at the same time an important crossroads of main directions, a

break-out space but also a converging point for urban perspectives generated by

those road which come together: Zubalburu square in Bilbao is an eclectic urban

space inside which pedestrians and drivers, residents and tourists can meet and

where cars, public transports and bicycles transit. It a space that, from a common

concrete crossroad, has become an heterogeneous and diversified place in which

green and paved area coexist as well as play areas and affordable housing. The

square’s lighting design uses a strong functional landmark: the houselight. The idea

of the iconic vertical sign that identifies a location, a city, a portion of the territory

is one of the most frequent design approach in contemporary architecture in which

landmarks become real points of reference for a quite chaotic environment which is

confused and often lacking of significant elements.

The lighting post then becomes a strong and powerful act for a city like Bilbao

which transformed its spaces and architectural signs into an opportunity to attract

visitors and tourism in general. Zubalburu square is characterised by the presence

of eight inclined vertical signs that emerge from the ground like guiding lights:

The headquarters of the Fraunhofer Institute für Solar energiesysteme ISE in Fraunhofer

is one of the most important research centre in world and it is located north west of the

city of Freiburg in Breisegau. The building was completed in July 2001 to house all the

laboratories, workshops and administrative offices that used to be scattered in more

than six buildings across town. The project site is very elongated and oriented in the

north-south direction: these two elements have influenced the final geometry of the

building that is arranged over three levels and it is divided in three parallel wings which

are connected by a volume that is perpendicular to the main axis. The structure consisting

in three connecting volumes is the result of tests and simulations of other possible

lay outs, the final solution guarantees the largest energy saving without reducing the

internal comfort and it occupies the whole grounds placing the offices, which are not

air-conditioned, on the wings’ south elevation and leaving air-conditioned rooms (such

as the laboratories) in the north. The main structure consists of a reinforced concrete

frame with steel beams and columns. All the construction has been developed in full respect

of the environment therefore materials are recyclable and not toxic; for this reason

the façade’s cladding (curtain wall over a timber frame), that originally was conceived

as an of aluminium enclosure (with low efficiency and only partially recyclable) is made

The restoration of the adults movie cinema Ambasciatori in the heart of Bologna enabled the

construction of a new space that, thanks to the designers’ sensibility, managed to combine

new activities with the respect for the existing structure. With a particular, even if now not too

unusual, functional mixture that melts culture and food in one single space, the restored building

includes a bookstore, an exhibition and events space, a café, a restaurant and a winetasting

bar. The site originally included a road, closed in the 1800’s to be transformed into a

covered market (Mercato di Mezzo) and it then became a cinema at the end of the 1940’s.

The space, which is set into the block, presents a composite shape; it is distributed over one

single nave with a double-sloped roof placed over a mixed steel-timber truss with a glass on

the ridge and over a smaller volume connected to the side. The structure is made of fair-faced

bricks; along the nave’s blind wall signs of the apse of the gone 1300’s church of San Matteo

degli Accarisi can still be seen. The Retaildesign practice has inserted in this space the new

functions required by the bid which has taken into consideration the existing structure: a new

self-supporting steel and concrete structure, arranged over three levels, is included in the

existing structural box but it remains detached from the brick walls; only the side columns (IPE

Zubalburu square in Bilbao - IMB Arquitectos

Location BILBAO, SPAIN

Architectural design IMB ARQUITECTOS, BILBAO

Client MUNICIPALITY OF BILBAO

Lighting design MARIO NQ

Lights VIABIZZUNO

eight light “thermometers”. Their apparently random arrangement within the open

space allows to efficiently give light to all the existing areas whilst distributing light

both in the centre and in the borders and corners of the square which are normally

neglected in the design for public spaces. In addition to giving light to the park and

to the square the projectors become real lighthouses in the night and they offer a

light capable of creating different night atmospheres. The project has transformed

the square in a open, bright and dynamic space which is surprising and never the

same as itself; a urban space characterized by a light that can communicate and

give emotions.

Fraunhofer Institute für Solar Energiesysteme - Dissing + Weitling - www.dw.dk

Location FREIBURG IN BREISEGAU, GERMANY

Architectural design DISSING + WEITLING, COPENHAGEN

Client FRAUNHOFER ISE, GERMANY

Contractor ED. ZÜBLIN AG, STUTTGARRT

Energy consultant FRAUNHOFER ISE, GRUPPE SOLARES BAUEN

Construction period 2000-2001

Cost 11 MILLIONS EURO

of steel panels. Windows are made of timber and clad with aluminium and with highperformance

glasses (U=1,1W/m 2 K). The opaque vertical enclosures are insulated by a

16 cm coat. Heat recovers are used to limit winter consumptions and they are also useful

as air dehumidifiers. Finally the entrance atrium’s glazed roof and the south façade are

covered by 200 m 2 of photovoltaic cells; 20 m 2 of sun collectors are added to the above

to heat up the water used by the kitchen. All this has contributed together with the

daylighting and the internal artificial lighting design to reduce of 35% the expenditure

estabulished by the then existing legilslation.

Refurbishment old cinema Ambasciatori in Bologna - Retaildesign Srl - www.retaildesignweb.it

Location BOLOGNA, ITALY

Architectural design RETAILDESIGN SRL

Client COOP ADRIATICA

Contractor COOP COSTRUZIONI

Lights MARTINI LIGHT

Cost 3.5 MILLIONS EURO

profiles) are connected to the perimeter in few points to ensure its stability. The signs of the

layers of functions accumulated through the years are therefore still visible on the brick walls

which have been purposely left without back enclosure and not even covered by any furniture.

The central steel columns have a hollow section and they are filled with concrete and they

present an unusually enlarged capital that increases the surface on which the slabs rest

reducing their thickness. The vertical connections consist of a single ramp central staircase

made of a light steel and glass structure and of a stairs-lift core adjacent to via Orefici.

[Lighting design] S 4/09 63


1%8)6-%

Materie complesse

58 Complex materials

Giugno 2008

€ 11,00 (in Italia)

Rivista Trimestrale King Kong, Herzog & de Meuron,

Motta Architettura

Poste Italiane SpA Studio M + Faulders Architecture, GTP,

spedizione in abb. postale

D.L. 353/2003

(conv. 27/02/2004 n°46) ECDM, Giny Vos, Pei Zhu, Barkow Leibinger

art. 1 comma 1, DCB Milano

ISSN 1121 - 0516

9 771121 051004 80058>

Sì, desidero abbonarmi a MATERIA per un anno

(4 numeri). Pagherò solo 39,00 euro anziché 44,00 euro.

Ragione sociale

MATERIA

Architetture di luce

59 Architectures made of light

Settembre 2008

} 11,00 (in Italia)

Rivista Trimestrale Moneo, Grafton Architects, Leiviskä, EMBAIXADA, SANAA,

Motta Architettura

Poste Italiane SpA Tham & Videgärd, Wandel Hoefer Lorch, Adjaye

spedizione in abb. postale

D.L. 353/2003

(conv. 27/02/2004 n°46)

art. 1 comma 1, DCB Milano

ISSN 1121 - 0516

9 771121 051004 70059>

COUPON DI ABBONAMENTO SPECIALE

Cortese attenzione

: Persona fisica : Impresa individuale/Professionista : Studio associato : Società commerciale

: Altro Ente privato : Ente Pubblico : Ente Pubblico non commerciale : Ente non commerciale

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Clausola contrattuale: La sottoscrizione

dell’ordine dà diritto di ricevere offerte di

prodotti e servizi delle società del Gruppo Il

Sole 24 ORE. Se non desidera riceverle barri

la seguente casella

47414

"Materia" collega le logiche della

produzione industriale con quelle

dell'ideazione e creazione del progetto

architettonico e indaga sui percorsi

che trasformano la "materia"

in materiale, i materiali in elementi

architettonici e questi ultimi in architettura.

La rivista nasce con l'obbiettivo

di perseguire l'interazione fra la

cultura di produzione industriale e il

mondo complesso della produzione

culturale, attraverso l'analisi dei

processi di studio, progettazione e

costruzione dell'architettura.

Il piano editoriale di quest’anno

prevede un numero dedicato alle

trame e alle tessiture intitolato

“Texture”, uno ai “Materiali biocompatibili”,

uno “Conglomerati

e cementi” volto a fornire una

panoramica sull’architettura in

cemento e conglomerati e infine

un numero “Grandi formati” dedicato

ai formati eccezionalmente

grandi degli elementi compositivi

dell’edificio.

COME ABBONARSI

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(02 oppure 06)

3022.5402

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R A S S E G N A

T E C N O L O G I C A

Radiazioni luminose

a basso consumo

Prodotti. 18 apparecchi illuminanti


ENERGY & DESIGN

FLEX

Ing. Castaldi Illuminazione Srl

Via Carlo Goldoni 18 - 20090 Trezzano sul Naviglio - MI

Telefono 024457771 - Fax 024456946

info@castaldilluminazione.com - www.castaldilluminazione.com

La continua e rapida evoluzione verso la miniaturizzazione

delle sorgenti luminose, alogenuri metallici e LED in

particolare, e l’introduzione dell’alimentazione elettronica

consentono oggi lo sviluppo di apparecchi con dimensioni

molto contenute e geometrie innovative. Apparecchi facili da

inserire nei più diversi contesti ambientali esterni e interni.

Queste sono le peculiarità che caratterizzano la serie assieme

al design ricercato, l’impianto costruttivo, l’attenzione e

la cura del particolare oltre alla grande flessibilità operativa.

POWERCAST

ERCO Illuminazione Srl

Viale Sarca 336/F - 20126 Milano - MI

Telefono 0236587284 - Fax 026437831

g.caprotti@erco.com - www.erco.com

La famiglia di proiettori e di washer a utilizzo universale è supportata

da tecnologie LED o Spherolit per aumentare il comfort

visivo e renderlo efficiente. In un corpo di forma esteticamente

unitaria, il design del sistema presenta una distribuzione

della luce simmetrica per l’illuminazione d’accento e diffusa

(narrow spot - wide flood). La gamma di faretti risulta versatile

e flessibile, adatta all'illuminazione di dettagli delle facciate, di

cartelli o di vegetazione. Il corpo quadrangolare con grado di

protezione IP65 racchiude l'illuminotecnica e gli alimentatori.

WALL FLAWER

Flos Spa

Via A.Faini 2 - 25073 Bovezzo - BS

Telefono 03024381 - Fax 0302711578

info@flos.com - www.flos.com

Disegnata da Marcel Wanders, dalla forma essenziale, la

lampada da parete o da soffitto è il tipico esempio di una

creazione che sembra esistere da sempre. Il suo uso è legato

agli ambienti interni ed è in grado di donare un’atmosfera

suggestiva e coinvolgente. La forma è di fiore e il materiale

è il vetro stampato mentre l’effetto è la luce diffusa creato

dalla nuova generazione di Power LED a fosfori remoti.

La lampada è prodotta in due versioni: in cristallo opaco

emana un alone luminoso continuo e diffuso, mentre nella

66 S 4/09 [Rassegna tecnologica]

Veloce e pratica, l’operazione d’installazione per mezzo

di una basetta indipendente che si predispone tramite

fissaggio meccanico e collegamento con il cavo di arrivo

alla linea. Successivamente si fissa il proiettore che si collega

elettricamente tramite un sezionatore. La costruzione

in moduli separati consente l’ottimizzazione dei volumi,

una migliore dispersione termica e apre alla possibilità di

sviluppare un sistema formalmente coerente per diverse

configurazioni funzionali e applicative.

Le superfici verniciate a polvere a più strati con

trattamento no rinse anticorrosione, un giunto articolato

fissabile, la staffa di montaggio stabile e due

entrate cavi per il cablaggio passante, qualificano il

faretto come strumento d’illuminazione con installazione

razionale, di grande resistenza agli agenti atmosferici.

In caso di speciali esigenze di comfort visivo, un cilindro di

schermatura opzionale posto all'interno, migliora la protezione

anti-abbagliamento. I modelli con lampade alogene a bassa

versione in cristallo lucido, produce piccoli raggi soffusi.

La fonte luminosa è in grado di decorare spazi lavorativi

e domestici. Attacco a muro e grado di protezione IP55.

Alimentatore in scatola di derivazione remota. Il diametro è

di 157 mm per una profondità di 56 mm. La fonte luminosa

è costituita da un LED side emitting 2.700 °K e 65 lumen.

tensione hanno il vantaggio di essere dimmerabili.

Come per i faretti con riflettori Spherolit

per interni, anche i riflettori possono essere sostituiti

senza attrezzi, permettendo così di adattare

la distribuzione luminosa all'impiego effettivo. Gli

apparecchi con tecnica a LED sono dotati di sistemi lenticolari

composti da un collimatore ottico appositamente progettato e

da varie lenti per le caratteristiche da spot a wide flood per un

orientamento ottimale della luce.


TATTO

Ghidini Illuminazione Srl

Via Monsuello 211 - 25065 Lumezzane - BS

Telefono 0308925625 - Fax 0308925626

customerservice@ghidini.it - www.ghidini.it

Sistema d’illuminazione a incasso al suolo per esterni calpestabile.

Tra i suoi pregi, elettrificazioni 20W hit e 35W hit con

temperatura superficiale massima inferiore ai 70 °C e la ridotta

profondità. Gli apparecchi sono disponibili in due versioni: con

anello di acciaio inox A4 o finitura tutto vetro. Il corpo del faretto

è di alluminio pressofuso EN AB 47100 ad alta resistenza

all’ossidazione con controcassa in materiale termoplastico.

Il diffusore di vetro temprato è trasparente. I proiettori sono

particolarmente adatti per tutte le applicazioni in cui è richiesta

iPRO

iGuzzini Illuminazione spa

Via Mariano Guzzini 37 - 62019 Recanati - MC

Telefono 07175881 - Fax 0717588295

iguzzini@iguzzini.it - www.iguzzini.com

Proiettore in pressofusione di alluminio di ultima generazione,

dal design rigoroso e forma squadrata, nato per illuminare le

architetture esterne. Disegnato da Mario Cucinella, il sistema

illuminante è previsto in tre misure di corpo e può accogliere

diverse sorgenti luminose ottenendo così un’elevata resa

luminosa e contenuti consumi energetici. Combinando opportunamente

la molteplicità di ottiche disponibili (super spot,

spot, flood, asimmetrica trasversale o longitudinale) è possibile

realizzare fasci luminosi uniformi, di precisione. I dettagli

MERLINO

Ivela Spa - Divisione Illumina

Via B. Buozzi 15 - 20060 Liscate - MI

Telefono 029500121 - Fax 0295350596

sales1@ivela.it - www.ivela.it

Disegnata da Lorenzo Gecchelin, la gamma di proiettori

dalla linea compatta si caratterizza dall’alto rendimento

luminoso, dai bassi consumi e in grado di integrarsi armoniosamente

nell’architettura d’interni.

Proposto in 4 dimensioni per soluzioni illuminotecniche

versatili, il sistema coniuga effetti luminosi d’accento grazie

all’utilizzo dell’alimentazione elettronica su tutte le versioni

ed è disponibile con lampade a ioduri metallici, alogene

e versione con modulo a LED ad alta efficienza. I proiet-

una ridotta profondità d’incasso. Inoltre sono in grado di rispondere

alla necessità di illuminare con ottiche asimmetriche muri

e particolari architettonici moderni, tipo spot e wall-washer,

oppure con ottiche simmetriche, tipo flood, con lampade a fluorescenza

per l’illuminazione omogenea di, ad essempio, muri

storici. Tutte le elettrificazioni (ioduri metallici e fluorescenti)

sono scelte e studiate per garantire la massima efficienza

luminosa con un occhio di riguardo al risparmio energetico. Il

sistema anti-abbagliamento incluso per le versioni hit.

vengono sottolineati, le facciate valorizzate,

i volumi architettonici, siano essi a sviluppo

orizzontale o verticale, trovano una corretta

lettura visiva. La finitura è proposta in grigio e

in bianco, un colore scelto proprio per lasciare

che il prodotto scompaia nelle facciate degli edifici lasciando la

luce a rivelarlo. Le operazioni di installazione e di manutenzione

sono semplificate, l’apertura del prodotto e l’inserimento degli

accessori richiedono un unico utensile. Un cavetto di sicurezza

tori trovano

ideale applicazione

in negozi, showroom,

esposizioni, centri commerciali e

spazi interni destinati al pubblico

in genere. L’apparecchio può

essere orientato fino ad un’ampiezza

di rotazione di 350° rispetto agli assi

orizzontale e verticale consentendo una

sostiene la cornice di vetro e gli eventuali

elementi integrati facilitando le operazioni

e lasciando le mani libere di svolgere le

diverse azioni. La cornice porta accessori

consente di sostituire la lampada velocemente

e senza spostare gli elementi già presenti. Le caratteristiche

tecniche dell’apparecchio sono conformi alle norme EN

60598-1 e particolari. Tra le caratteristiche: IP65; marchio F;

omologazione IMQ-ENEC; classe di isolamento I/II.

migliore gestione della regia luminosa nei diversi

contesti di installazione.

I proiettori possono essere installati su binari

trifase LKM completi di adattatore elettro/meccanico,

su binario monofase completo di adattatore

elettro/meccanico oppure tramite basetta per parete

o soffitto.

[Rassegna tecnologica] S 4/09 67


AURA

Leonardo Luce Italia Spa

Via del Commercio 11 - 20090 Buccinasco - MI

Telefono 024886161 - Fax. 0245712270

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La lampada da sospensione per interni, disegnata da

Giancarlo Tintor, si presenta come un sistema di illuminazione

a LED per luce sia diretta che indiretta con

corpo di acciaio satinato e cavi di sospensione di acciaio.

L’apparecchio è dotato di alimentatore elettronico integrato

Relco ed è disponibile in due dimensioni: con diametro

da 100 cm (Aura 100) o di 150 cm (Aura 150). La

forma ad anello conferisce leggerezza e semplicità alla

lampada per illuminare gli ambienti integrandosi con ogni

FAIRY

Leucos Spa

Via Moglianese 29/31 - 30037 Scorzè - VE

Telefono 0415859111 - Fax 041447598

info@leucos.it - www.leucos.it

Lampada da terra o da sospensione unisce alla linearità

del design il pregio di un materiale altamente termoresistente

che è il vetro cilindrico borosilicato. La versione a

sospensione offre la possibilità di personalizzazione grazie

a tre varianti di formato per il diffusore (sfera, cilindro

o geoide) e alla soluzione compositiva che può essere a

rosone, tre o cinque elementi, o con decentramento a due

o tre elementi. La montatura può essere su una struttura

metallica cromata o dorata. Nella versione da terra invece

SEGMENT

Lucifero’s

Via Collamarini 4 - 40138 Bologna - BO

Telefono 0516014276 - Fax 0516025190

info@luciferos.it - www.luciferos.com

Sistema modulare di illuminazione a luce di proiezione diretta

e indiretta, studiata e disegnata da Alessandro Duranti.

L’apparecchio può essere impiegato in interni a parete, angolo,

soffitto oppure a sospensione e, grazie alla sua modularità, è in

grado di assemblarsi a seconda di configurazioni personalizzate.

Il sistema dal design compatto e minimalista consente, in un

unico prodotto, l’integrazione di elementi come la luce, il suono e

il tempo per soddisfare sia esigenze domestiche che lavorative.

Gli apparecchi, realizzati in estruso di alluminio verniciato od

68 S 4/09 [Rassegna tecnologica]

tipo di stile e arredo. L’illuminazione utilizza le più recenti

fonti a LED e garantisce un colore della luce ideale per il

concept algido.

l’elemento illuminate accosta al vetro

cilindrico borosilicato con decoro in

tubo rigato una montatura in metallo

cromata e verniciata nero opaco.

La rigatura interna del tubo, rifrangendo

la luce, evita l’abbagliamento.

L’abbinamento con la luce colorata

della dicroica crea piacevoli effetti

cromatici. Disegnata da Toso, Massari

ossidato, possono lavorare con sorgenti a

fluorescenza diretta o indiretta, con strip

LED monocolore o RGB e possono ospitare

proiettori con sorgenti a LED, alogene o HQI

che possono essere agganciati, in qualsiasi

posizione, per tutta la sua estensione. È

possibile integrare all’apparecchio anche

un modulo con display a tecnologia Dali Touchpanel che consente

l’accensione, lo spegnimento, la dimmerazione e di richia-

& Associati con Giusto Toso. Le emissioni

per gli apparecchi a sospensione

è da 1x35 W, 12 V GU4 mentre a terra

è di HQI da 35W - brite spot. I diametri

delle lampade a sospensione variano

da 14 cm (Fairy S), 18x11 (h) cm

(Fairy G) e 8x33 (h) cm per (Fairy C).

Il diametro dell’elemento a terra (Fairy

C) è di 8x180 (h) cm.

mare scenari luminosi settati in precedenza.

La struttura presenta un vano

per il passaggio di cavi e può supportare

moduli che integrano casse acustiche

middle e tweeter oppure predisposti per

ospitare lettori mp3. Per essere sempre

aggiornati su ora e condizioni atmosferiche,

Segment mette a disposizione anche elementi luminosi

completi di orologio e barometro su display digitali.


MORSE

Luxit - FDV Group Spa

Via delle industrie 16/c - 30030 Salzano - VE

Telefono 0415741111 - Fax 041482691

office@luxit.it - www.fdvgroup.com

Disegnata da P. King e S. Miranda, la famiglia di apparecchi

è realizzata in alluminio estruso con terminali

di alluminio pressofuso. La montatura è costituita da

elementi di alluminio estruso con terminali di alluminio

pressofuso mentre uno schermo di metacrilato trasparente

microprismato e serigrafato, costituisce il diffusore

e controlla l’emissione diretta. Un doppio tratteggio

azzurro posto sui lati dell’apparecchio ne caratterizza

l’immagine. I sistemi d’illuminazione sono appositamen-

RIGA

Nord Light Spa

SS Aretina 29/n - 50065 Sieci

Telefono 0558309912 - Fax 0558328369

info@nordlight.it - www.nordlight.eu

Sistema illuminante realizzato con profilo di policarbonato

trasparente. Il minimo ingombro derivante dalle sue misure

ridotte di 1x1 cm, lo rende sicuramente adatto per illuminazione

di scalini, segnaletica di corridoi, sia interni che

esterni. Lo strumento è particolarmente apprezzato per

l’illuminazione di cortesia per cinema, teatri, auditorium

e in tutti quegli ambienti che necessitano l’evidenziazione

di percorsi sensoriali. Le caratteristiche tecniche che

contraddistinguono il prodotto oltre alla dimensioni sono

LED BEAMER

Philips Spa Divisione Lighting

Via Casati 23 - 20052 Monza - MO

Telefono 0392031 - Fax 0392036119

www.illuminazione.philips.it

Proiettore destinato ad applicazioni di illuminazione

architettonica per esterni, dotato di un unico LED ad alta

potenza destinato alla proiezione del fascio luminoso

fino a distanze di 30 m, con un eccellente controllo

del flusso luminoso. Il corpo e la staffa a U di alluminio

pressofuso, rivestiti di vernice grigia anodica RAL 9006,

garantiscono una struttura solida al sistema consentendo

al proiettore di resistere alle condizioni più impervie

in ambienti esterni. Il proiettore garantisce la flessibilità

te studiati per l’installazione a sospensione, a parete,

a soffitto, a incasso, a terra e sono cablati per sorgenti

fluorescenti lineari T5 o compatte 2G11. Disponibili

anche in versione dimmerabile. Le dimensioni variano

in funzione della tipologia. Per il sistema a terra sono

di 760x280x1920 mm, di 458x280 mm per quello a

parete e di 760x280x2000 (max) mm per la versione

a sospensione.

la lunghezza variabile da 580/600 a 1420/1440 mm con

un numero di LED da 18 a 30 a seconda della tipologia. La

lente possiede un angolo di apertura di 140°. La temperatura

colore è disponibile con valore di 3000°K-5000°K.

L’alimentazione del sistema è di 24 Vdc. La potenza per

singolo elemento è da 3 W a 7,5 W. Il grado di protezione è

di IP 40/65. L’alimentazione per connessione in parallelo

dei sistemi è a tensione costante mentre l’alimentazione

in serie avviene con cavo standard da 6 m.

di puntamento e la regolazione del fascio Zoomspot

orientabile. Oltre ai colori tradizionali (bianco e colori

saturi), la nuova tecnologia con filtro Solgel consente di

realizzare anche le tonalità azzurro e giallo oro. Il sistema

può essere installato a plafone, a parete e su palo

E. Il proiettore ha una larghezza di 283 mm, altezza di

310 mm e profondità 147 mm per un peso di 4,7 kg. La

classe di isolamento è regolata secondo IEC EN60598 e

il grado di protezione è di IP66.

[Rassegna tecnologica] S 4/09 69


PAL

Regent Beleuchtungskörper AG

Dornacherstrasse 390, P.O. Box 246 CH-4018 Basel Switzerland

Telefono +41 61 335 54 89 - Fax +41 61 335 55 96

export.bs@regent.ch - www.regent.ch

Sorgente luminosa ad alta efficienza con LED a luce

bianca di precisione ed una temperatura del colore modificabile,

secondo le specificazioni dell’azienda. Il sistema

è stato studiato per soddisfare le esigenze in materia di

illuminazione museale e conservazione dei beni culturali.

L’apparecchio consente di congiungere i vantaggi della

tecnologia LED che non genera nessun raggio UV/IR, con

un indice elevato di resa cromatica, in modo da riprodurre

i colori con assoluta fedeltà e in una luce “autentica”. La

GYROS

Reggiani Spa Illuminazione

Viale Monza 16 - 20050 Sovico - MI

Telefono 03920711 - Fax 0392071999

point@reggiani.net - www.reggiani.net

Il movimento è alla base dell’apparecchio grazie ad un

sistema di sospensione adatto a piccoli e grandi spazi.

Il corpo centrale che ospita il vano ottico e le tecnologie

di alimentazione è sostenuto da una serie di anelli strutturali

di acciaio che consentono di orientare liberamente

il proiettore IOS contenuto nel vano ottico. Il corpo centrale

di metallo è contenuto in una struttura ad anelli

con ottica IOS, Interchangeable Optical System. Sono

disponibili 4 diversi fasci luminosi, 10 differenti colori e

LEDWAY STREET

Ruud Lighting Europe srl a S.U.

Via de’ Giunchi 52/54 - 50145 Firenze - FI

Telefono 0553430821 - Fax 05534308200

info@ruudlighting.net - www.ruudlighting.net

Sistema per l’illuminazione a basso consumo e impatto

ambientale di strade, piazze, parcheggi e aree verdi. Ogni

componente dell’apparecchio è stato appositamente progettato

al fine di cogliere e sfruttare a pieno tutti i vantaggi offerti

dalla tecnologia LED, la cui evoluzione ne ha permesso l’applicazione

anche nel campo dell’illuminotecnica tradizionale.

Il sistema di dissipazione del calore, l’utilizzo di LED ad alta

efficienza e l’applicazione dei rifrattori ottici (NanoOptic TM )

direttamente sui diodi contribuiscono a realizzare un prodot-

70 S 4/09 [Rassegna tecnologica]

tecnologia PAL (Perception Adaptive Led-Light source)

non si basa sul principio RGB o sul concetto tradizionale

dei LED bianchi, bensì su una sorgente luminosa che

simula la qualità della luce diurna. L’indice di resa cromatica

(Ra) è sempre maggiore di 90 sull’intero spettro

dei colori da 2700 K a 6500 K. La resa cromatica e la

temperatura del colore rimangono costanti nell’intero

ambito di dimmerabilità (1%-100%) e per l’intera durata di

vita della lampada.

lampade ad alogenuri metallici G 12 da 20/35/70/150

W. L’apparecchio di illuminazione è studiato e disegnato

in collaborazione con Foreign Office Architects (FOA),

vincitori nel 2004 del Premio Speciale alla 9a Biennale

d’Architettura di Venezia. Tra i più recenti progetti il BBC

Music Centre, il Technological Research Center de la Rioja,

Zona Franca Office Park.

to performante sia da un punto di vista illuminotecnico che

energetico. La varietà di distribuzioni luminose, l’assenza di

costi di manutenzione, la vita attesa superiore alle 100.000

ore e l’elevato comfort visivo sono caratteristiche che testimoniano

come sia possibile ottenere, anche in applicazioni

eterogenee, risparmi energetici minimi del 40% nel pieno

rispetto dei livelli di illuminamento richiesti dalla normativa

vigente. Il sistema è disponibile a diverse temperature di

colore per garantire la migliore resa cromatica.


SHERAZADE

Targetti Sankey Spa

Via Pratese 164 - 50145 Firenze - FI

Telefono 05537911 - Fax 0553791366

info@targetti.it- www.targetti.com

Il sistema modulare d’illuminazione si sviluppa tridimensionalmente

nello spazio creando configurazioni sempre diverse con

la massima libertà compositiva. I diversi moduli sono combinabili

con tutte le sorgenti utilizzate nell’illuminazione di interni

(lampade alogene, a scarica, fluorescenti lineari e circolari, LED)

e abbinabili con la gamma di ottiche, comprese quelle a geometria

differenziata realizzate di alluminio ad alta specularità

con trattamento riflettente ottenuto per anodizzazione lucida,

appositamente studiate per ottimizzare il rendimento della sor-

OPERA

Tre Ci Luce Spa

C.so Europa 8 - 20020 Cesate - MI

Telefono 02990871 - Fax 0299489062

info@treciluce.com - www.treciluce.com

L’apparecchio a sospensione con emissione di luce diretta

e diretta/indiretta, disegnata da Davide Maggioni del CS&R

Tre Ci Luce, trova applicazione e si adatta ad ambienti quali

centri commerciali, hotel, aeroporti, ristoranti, biblioteche,

spazi collettivi, domestico ecc. La famiglia si compone di

corpi illuminanti con diametri variabili da 180, 120, 60 e 45

cm, con disponibilità di installazione a plafone. Lo schermo

diffusore è di policarbonato infrangibile, con protezione

UV e con superficie trattata per un’ottimale distribuzione

AERO HYBRID II

Zumtobel Illuminazione Srl

Via Isarco 1 - 39040 Varna - BZ

Telefono 0472273300 - Fax 0472837551

evi.leitner@zumtobel.com - www.zumtobel.it

Apparecchio a sospensione ideale per gli uffici, ideato dallo studio

Sottsass e sviluppato in funzione della precedente versione

Aereo dal design lineare, è in grado di combinare in un unico

sistema due delle sorgenti luminose più efficienti sul mercato. La

soluzione che ne deriva è un sistema che contiene LED inorganici

per una brillante luce diretta e da lampade fluorescenti T16 per

l’illuminazione indiretta. Dall’abbinamento delle due tecniche

nasce una soluzione ibrida in grado di migliorare l’efficienza

generale del sistema di oltre il 10% a confronto degli apparecchi

gente a scarica e per ottenere fasci di luce puliti e precisi anche

con alti rendimenti. Il sistema giroscopico brevettato da Targetti

ne aumenta la versatilità. Disegnato da un team di quattro

progettisti (Gigli, Materassi, Paolo Targetti, Lorenzo Querci), l’apparecchio

è interamente realizzato di polimetacrilato riciclabile

(PMMA) è caratterizzato da un’eccezionale brillantezza sia nella

versione bianca che in quella nera a finitura lucida. I moduli base

del sistema sono utilizzabili come elementi singoli per mezzo di

un kit di sospensione e di alimentazione in aggiunta.

luminosa. La struttura esterna è di

legno lamellare, con finitura laccata

lucida o opaca, rivestita in cuoio

oppure in pregiato noce canaletto.

La struttura interna invece è

rivestita di laminato HPL ignifugo,

con classe di reazione al fuoco 1. Nelle versioni 180 e

120, l’illuminazione diretta è realizzata attraverso l’impiego

di lampade fluorescenti con alimentazione elettronica

tradizionali. L’ottica a micropiramidi MPO+ garantisce una perfetta

distribuzione fotometrica e una schermatura ideale per i posti

di lavoro con computer. La luce delle sorgenti LED viene diffusa

sulla superficie utile passando attraverso una struttura a microprismi

di estrema precisione in modo che l’abbagliamento diretto

e quello riflesso si riducono al minimo. La separazione della luce

diretta e di quella indiretta comporta anche vantaggi qualitativi

come la possibilità di comandare autonomamente le due componenti

e scelta individuale a seconda delle scene di luce.

anche dimmerabile, sia analogica

che digitale, mentre l’illuminazione

indiretta è resa attraverso sorgenti

a scarica a ioduri metallici.

Nelle versioni di diametro 60 e 45,

sia a sospensione che a plafone,

l’illuminazione diretta/indiretta è data dalle medesime

lampade fluorescenti, fornite di alimentazione elettronica

anche dimmerabile, sia analogica che digitale.

[Rassegna tecnologica] S 4/09 71


Contributi a cura di

STEFANO BERNUZZI

Laureato in storia dell’arte contemporanea presso l’Università di

Pavia, ha ottenuto un Master di specializzazione all’Accademia di

Belle Arti di Brera. Giornalista dal 2007, è responsabile del portale di

architettura e design www.archinfo.it. Cultore della materia in Storia

dell’Architettura Contemporanea al Politecnico di Milano, è stato redattore

dei siti www.domusweb.it, della rivista Domus e www.undo.

net, collaboratore free lance del settore architettura della rivista

Mousse Magazine e curatore di mostre di arte contemporanea.

DAVIDE CATTANEO

Architetto, si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel

2003, presso il quale, dal 2005, è cultore della Materia di Storia

dell’Architettura Contemporanea. Redattore della rivista Area,

collabora con le riviste Materia, d’Architettura e con il portale web

Archinfo. Ha pubblicato con Motta Architettura la collana Architetture

d’autore e, in particolare, i volumi Interni, Loft e Attici, Ville e

Cottage, Giardini e piscine.

GIANNI FORCOLINI

È Consigliere AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione) dal

1998 e Membro dell’Osservatorio Permanente del Design ADI (Associazione

per il Disegno Industriale) dal 2001. Nel 1983 fonda lo

STUDIOFORCOLINI light & lighting in cui si occupa di progettazione

di impianti e di apparecchi di illuminazione. Ha progettato la luce

per musei, gallerie d’arte, negozi, show-room, uffici, residenze,

impianti sportivi, parchi e giardini, aree urbane, complessi monumentali.

È autore di libri sul design della luce, saggi, seminari

e congressi e dal 1982 collabora con riviste di architettura, tecnologie

edilizie, illuminotecnica ed elettrotecnica. Svolge attività

di docenza e comunicazione in corsi, seminari e workshop e dal

1996 è docente e ricercatore di Lighting Design presso la Facoltà

del Design del Politecnico di Milano.

www.ediliziaterritorio.ilsole24ore.com

www.ilsole24ore.com

FRANCESCO FRONTINI

Laureato in Ingegneria Edile-Architettura nel 2005 presso il Politecnico

di Milano, frequenta la scuola di dottorato presso il dipartimento

BEST. Il suo campo di ricerca è l’innovazione tecnologica

con particolare attenzione allo studio di nuove tecnologie per il

daylighting e il controllo della radiazione solare.

Attualmente collabora con il Fraunhofer Insitute for Solar Energy

System di Freiburg per la realizzazione di nuovi sistemi di controllo

solare. È esperto in simulazione energetica e illuminotecnica.

FEDERICA GASPARETTO

Architetto, svolge la libera professione e attività di consulenza

presso studi di architettura. Partecipa ad alcuni gruppi di lavoro

e di ricerca attivi presso il dipartimento BEST del Politecnico di

Milano che si occupano della definizione di strategie e strumenti

per la progettazione e il recupero funzionale e spaziale di edilizia

residenziale.

SABRINA PIACENZA

Architetto, si è laureata in Architettura al Politecnico di Milano nel

2002, presso il quale, dal 2005, è cultore della Materia di Storia

dell’Architettura Contemporanea. Dal 2004 svolge attività redazionale

collaborando con alcune riviste quali d’Architettura, Recuperare

l’Edilizia, Arketipo-Il Sole 24 ORE e con il portale di architettura

e design www.archinfo.it. Ha pubblicato con Motta Architettura la

collana Architetture d’autore e, in particolare, i volumi Interni, Loft

e Attici, Ville e Cottage, Giardini e piscine.

VENITE A VEDERLI

vetrina.ilsole24ore.com/ediliziaterritorio

DONATELLA RAVIZZA

Laureata nel 1990 in Architettura presso il Politecnico, ha lavorato

per AEM, Comune di Milano, Sovrintendenza dei Monumenti e

dei Beni Architettonici, Spazio: Ricerca & Design, Atelier Rogora,

Osram. Dal 2003 segue, all’interno dei corsi di Bioarchitettura

dell’Anab, cicli di lezioni sulle tecniche e i metodi per il controllo

dell’illuminazione naturale e artificiale in architettura in vari atenei

d’Italia. Dal 1996 al 2002 è stata docente del corso Lighting

Design per l’Istituto Europeo di Design di Milano. Dal 1992 al 1997

è stata componente dell’Unità Operativa del CNR (Centro Nazionale

Ricerche) per il Progetto Finalizzato Edilizia “Illuminazione

del terziario” e per il Progetto Finalizzato Beni culturali “Illuminazione

degli ambienti museali e degli spazi espositivi”. E è autrice

di molte pubblicazioni su riviste del settore e di libri; fra questi:

“Architetture in luce” e “Progettare con la luce”, entrambi Franco

Angeli Editore.

LUIGI SCHIAVON

Si è occupato di illuminazione in qualità di Responsabile per la

Progettazione Illuminotecnica, Progettazione Ottiche per apparecchi

di illuminazione, Gestione del Laboratorio Fotometrico presso

un’importante azienda del settore. Attualmente svolge attività di

consulenza per la progettazione di apparati ottici (riflettori, rifrattori,

lenti) per apparecchi di illuminazione e sulle normative

in ambito illuminotecnico. Da tempo collabora con ASSIL (Associazione

Italiana Produttori Illuminazione) nella realizzazione di

corsi sulle Prestazioni Fotometriche degli Apparecchi di Illuminazione

e nella formazione dei tecnici delle Aziende Associate.

ABBIAMO RINNOVATO LA FACCIATA E ANCHE GLI INTERNI

Preparatevi a un Sistema Edilizia e Territorio completamente rinnovato...

con NUOVA VESTE GRAFICA, più chiara e più leggibile e NUOVI CONTENUTI

di aggiornamento e approfondimento, più vicini alle esigenze dei protagonisti

dell’edilizia e della progettazione. E poi SPECIALI TEMATICI, dossier mensili,

le ultime novità sulla normativa e sulla sua applicazione. Tutto questo ogni

settimana con la rivista, agile e tempestiva, la Guida di approfondimento

normativo e il giornale Progetti e concorsi, interamente dedicato al mondo

della progettazione. In più GRATIS per gli abbonati, informazioni on line e una

preziosa newsletter settimanale per i progettisti che vogliono sfruttare tutte le

opportunità proposte dal mercato.

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