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Speciale - B2B24 - Il Sole 24 Ore

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Automazione Industriale SPECIALE Soluzioni hardware e software per l’efficienza energetica n. 211 anno 24 Aprile 2013

Il Sole 24 ORE S.p.A. – Sede operativa - via Carlo Pisacane 1, ang. SS Sempione - 20016 Pero (Milano) - Rivista mensile, una copia € 5,00

211 Aprile 2013

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applicata

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Assumere le proprie responsabilità è una pratica che normalmente si interiorizza

nell’infanzia, per affinarsi poi con gli anni e l’esperienza. È, si potrebbe dire,

una ‘commodity’, sin troppo banale per esser chiamata in causa. Eppure,

in tempi come questi di economie e politiche a responsabilità limitata, viene

continuamente riscoperta come straordinaria capacità cui fare appello

coinvolgendo esperti di fama mondiale.

È una pratica fondata su pochi, semplici elementi: il rispetto delle persone e delle

regole, il mantenimento di un impegno o della parola dati, la presa in carico delle

conseguenze delle proprie azioni e, in contesti specifici, l’anteposizione degli

interessi del gruppo a quelli del singolo.

È apprezzabile che uno degli approcci più diffusi nel mondo industriale della

produzione, il ben noto ‘lean manufacturing’ di matrice giapponese, abbia tra

i suoi fondamenti proprio questa assunzione di responsabilità che parte dal

basso, dal singolo operatore: nell’ottica di un ‘miglioramento continuo’ di attività

e organizzazione aziendali sono le persone più immerse nel processo, con

la loro autonomia, il loro comportamento e le loro azioni, a farsi leve primarie

dell’efficienza complessiva di un sito produttivo.

Prospettata in questi giorni all’Hannover Messe 2013, la ‘Quarta Rivoluzione

Industriale’ - intesa come l’era dell’Integrated Industry che sancisce l’ingresso

pieno e definitivo di Internet nel mondo dell’industria, e quindi dell’engineering,

della produzione, della logistica - estremizza questo ‘empowerment’ degli

operatori, interfacce essenziali nell’efficientamento e nella messa in sicurezza

della produzione, e porta con sé nuove opportunità di partecipazione attiva e

di responsabilizzazione. Per attuarsi pienamente, la Quarta Rivoluzione dovrà

travolgere anche la parte alta della piramide produttiva, dove si annidano ancora,

nonostante le tecnologie a disposizione, comportamenti a responsabilità limitata.

Editoriale

Verso la quarta

rivoluzione industriale

Valeria Villani

Aprile 2013 - Automazione Industriale ■ 005


Da Panasonic (www.panasonicelectric-works.it),

anteprime europee

per Sps/Ipc/Drives 2013: Piattaforma Plc

FP7 e Servo Brushless A5 in Ethercat,

anche in Realtà Aumentata.

005

010

014

018

022

024

027

Sommario Aprile 2013

Editoriale

Verso la quarta

rivoluzione industriale

di Valeria Villani

Visti dal campo

Tecnologie elettroniche

un passo avanti

di Valeria De Domenico

Visti dal top

E noi continuiamo a innovare

di Virna Bottarelli

Prima fila

In copertina

Servizio e tecnologia secondo

Panasonic

di Livio Giumelli

Attualità

Aziende e soluzioni

Operatori, risorse strategiche

nel processo

di Valeria Villani

Serie F, verticali, veloci

e senza angoli morti

di Valeria Villani

Energia, acqua e cloud, le sfi de

di chi progetta

di Valeria Villani

006 ■ Automazione Industriale - Aprile 2013

030

032

035

036

038

040

044

046

048

050

052

Hms si espande nella

comunicazione industriale

di Alice Alinari

Ricerca e sviluppo

La manifattura italiana rinasce

con intelligenza

di Massimiliano Luce

Security

Progetti a rischio

a cura di Massimiliano Cassinelli

Eventi

A Torino per costruire il futuro

di Giorgia Andrei

Smart City

Scenari

M2M Forum il punto

su effi cienza e smart city

di Roberta Tosi

La parola

ai professionisti

Programmatore

Specialisti in fi rmware

la programmazione

per l’industria

di Valeria De Domenico

Speciale

Soluzioni hardware e software

per l’effi cienza energetica

Ripartire con effi cienza

di Massimiliano Luce

Scenari

Rifasamento e motori

con inverter

a cura di Anie Energia

Quale effi cienza per il settore

metallurgico?

di Alice Alinari

Gestione energetica, innalziamo

gli standard

di Kevin Price

Tecnologie

I vantaggi dei motori lineari

di Andrea Colombo

054

056

058

060

062

064

066

Obiettivo monitoraggio

di Andrea Colombo

Applicazioni

Crescere secondo norma

di Andrea Colombo

L’effi cienza? Parte dal controllo

dei consumi

di Andrea Colombo

Basse temperature, elevata

effi cienza

di Andrea Colombo

La ricetta per risparmiare

di Andrea Colombo

Essere in salute, con energia

di Andrea Colombo

La strada del risparmio

di Andrea Colombo

Prodotti

067 Rassegna

a cura di Andrea Colombo

072

074

076

080

082

Applicazioni

Food & beverage

Alimentare il futuro

di Andrea Colombo

Logistica

Identifi cazione automatica

Il codice da riconoscere

di Massimiliano Cassinelli

Software

Progettazione

Tempi di lavorazione sempre

più brevi

di Andrea Colombo

Automazione

applicata

Farmaceutico

Il farmaceutico sta ancora bene

di Massimiliano Cassinelli

La chimica giusta

di Andrea Colombo


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Per saperne di più

Aziende citate

Abb _______________________023, 070

Affi dabilità & Tecnologie __________ 037

Anie Energia ___________________ 047

Asita _________________________ 068

Automata _____________________ 067

Cognex _______________________ 075

Control Techniques _______________ 066

Csmt - Itmetal __________________ 049

EdaLab _______________________ 067

Electrex (marchio di Akse) _________ 057

Eplan Software & Service __________ 078

Farmindustria __________________ 081

Festo _________________________ 068

Gefran ________________________ 071

GE IP _________________________ 070

Hms _________________________ 031

Infor ______________________051, 068

Ixxat _________________________ 031

Inserzionisti

Abb __________________________ 013

Beckhoff Automation _____________ 055

Cognex _______________________ 053

EPLAN Software & Service _________ 069

HMS Industriale Networks _________ 021

KabelSchlepp __________________ 007

KEBA _________________________ 065

Keller ______________________ III cop.

National Instruments _____________ 003

008 ■ Automazione Industriale - Aprile 2013

Lenze ________________________ 071

M2M Forum ____________________ 039

Mitsubishi Electric _______________ 026

National Instruments _____________ 029

Opem ________________________ 072

Pamoco _______________________ 053

Panasonic Electric Works Italia ___020, 067

Phoenix Contact _________________ 059

Rittal _________________________ 061

Rockwell Automation ______ 063, 067, 082

ServiTecno ____________________ 065

Siei Peterlongo Electric ____________ 069

Sistema di Informazione

per la Sicurezza della Repubblica ____ 035

Sistemi Avanzati Elettronici ________ 071

Tecno Bi ______________________ 070

Zucchetti ______________________ 054

Omron _______________________ II cop.

Pamoco _______________________ 031

Panasonic Electric Works _________ I cop.

Phoenix Contact _________________ 004

Repcom ______________________ 017

Servitecno _____________________ 009

Sew Eurodrive __________________ 073

Siemens ___________________042, 043

Wonderware Italia _____________ IV cop.

anno 24 - numero 211 - Aprile 2013

www.automazioneindustriale.com

DIRETTORE RESPONSABILE: Pierantonio Palerma

REDAZIONE: Valeria Villani (Responsabile di Redazione),

Virna Bottarelli, Massimiliano Luce

COLLABORATORI: Alice Alinari, Giorgia Andrei, Massimiliano Cassinelli,

Andrea Colombo, Valeria De Domenico, Livio Giumelli,

Kevin Price, Roberta Tosi

UFFICIO GRAFICO: Elisabetta Delfini (coordinatore), Walter Tinelli,

Elisabetta Buda, Patrizia Cavallotti, Elena Fusari, Laura Itolli, Silvia Lazzaretti,

Cristina Negri, Diego Poletti, Luca Rovelli

SEGRETERIA DI REDAZIONE BUSINESS MEDIA: Anna Alberti, Donatella Cavallo,

Gabriella Crotti, Rita Galimberti, Laura Marinoni Marabelli, Paola Melis

redazione.automazione@ilsole24ore.com

DIRETTORE EDITORIALE BUSINESS MEDIA: Mattia Losi

PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 ORE S.p.A.

SEDE LEGALE: Via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano

PRESIDENTE: Giancarlo Cerutti

AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu

SEDE OPERATIVA: Via Carlo Pisacane, 1 - 20016 PERO (MI) - Tel. 02/3022.1

UFFICIO TRAFFICO: Tel. +39 02 30226060

STAMPA: FAENZA INDUSTRIE GRAFICHE S.r.l.

Via Vittime Civili di Guerra, 35 - 48018 Faenza (RA)

Prezzo di una copia 5,00 euro

Registrazione Tribunale di Milano n.186 del 14-03-2005

ROC n. 6553 del 10/12/2001

Informativa ex D. Lgs 196/3 (tutela della privacy)

Il Sole 24 ORE S.p.A., Titolare del trattamento, tratta, con modalità connesse ai fini, i Suoi dati personali,

liberamente conferiti al momento della sottoscrizione dell’abbonamento od acquisiti da elenchi

contenenti dati personali relativi allo svolgimento di attività economiche ed equiparate per i quali si

applica l’art. 24, comma 1, lett. d del D.Lgs n. 196/03, per inviarLe la rivista in abbonamento od in

omaggio. Potrà esercitare i diritti dell’ art. 7 del D.Lgs n. 196/03 (accesso, cancellazione, correzione,

ecc.) rivolgendosi al Responsabile del trattamento, che è il Direttore Generale dell’Area Professionale,

presso Il Sole 24 ORE S.p.A., l’Ufficio Diffusione c/o la sede di via Carlo Pisacane 1 - 20016 Pero (Mi)

Gli articoli e le fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Tutti i diritti sono riservati;

nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in nessun

modo o forma, sia essa elettronica, elettrostatica, fotocopia ciclostile, senza il permesso scritto

dall’editore. L’elenco completo ed aggiornato di tutti i Responsabili del trattamento è disponibile

presso l’Ufficio Privacy, Via Monte Rosa 91, 20149 Milano. I Suoi dati potranno essere trattati da

incaricati preposti agli ordini, al marketing, al servizio clienti e all’amministrazione e potranno essere

comunicati alle società di Gruppo 24 ORE per il perseguimento delle medesime finalità della raccolta,

a società esterne per la spedizione della Rivista e per l’invio di nostro materiale promozionale.

Annuncio ai sensi dell’art 2 comma 2 del “Codice di deontologia relativo al trattamento dei

dati personali nell’esercizio della attività giornalistica

“La società Il Sole 24 ORE S.p.A., editore della rivista Automazione Industriale rende noto al pubblico

che esistono banche dati ad uso redazionale nelle quali sono raccolti dati personali. Il luogo dove è

possibile esercitare i diritti previsti dal D.Lg 196/3 è l’ufficio del responsabile del trattamento dei dati

personali, presso il coordinamento delle segreterie redazionali (fax 02 39646095)”


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Visti dal campo

Il nuovo stabilimento Cipierre,

costruito nel 2009, è situato a

Bernareggio e si sviluppa su una

superfi cie di 1.500 m2 Cipierre

Cipierre è una società con sede a

Bernareggio, operativa da più di

vent’anni nel settore della produzione

di schede e apparati elettronici.

Offre servizi di ingegnerizzazione,

progettazione, assemblaggio e

collaudo, puntando a soddisfare i

propri clienti grazie all’esperienza

progettuale, alla competenza tecnica

in campo produttivo e ai continui

investimenti in strumentazione evoluta.

Massimo Ronchi, Ceo di Cipierre

010 Automazione Industriale - Aprile 2013

Tecnologie

elettroniche

un passo avanti

Visitiamo questo mese lo stabilimento Cipierre

Elettronica di Bernareggio, uno degli impianti più evoluti

a livello italiano per il montaggio di schede elettroniche

Sul mercato da vent’anni, Cipierre è

una delle maggiori aziende italiane

dedicate alla produzione di schede

elettroniche HiTech. Ai suoi clienti off re

un servizio di sviluppo, assemblaggio

e collaudo del prodotto, mirando a

soddisfare le esigenze di quei settori del

mercato in cui più dei volumi conta la

qualità e l’alta personalizzazione. Il nuovo

stabilimento, costruito nel 2009, è situato

a Bernareggio, nel cuore della Brianza,

si sviluppa su una superfi cie di 1.500 m 2

e si presenta come esempio di impianto

altamente tecnologico per la produzione di

schede elettroniche.

Massimo Ronchi, Ceo dell’azienda, ci

ha fatto da cicerone nella visita guidata

dell’impianto. “Quando nel 2010 abbiamo

traslocato dalla vecchia sede di Sulbiate,

non ci siamo limitati a trasferire la

fabbrica da uno stabile all’altro, ma

abbiamo progettato un nuovo impianto

produttivo avvalendoci della nostra

decennale esperienza e delle ultimissime

tecnologie disponibili nell’ambito

dell’assemblaggio elettronico. Allo stato

di Valeria De Domenico

attuale ci sarebbe impossibile introdurre

ulteriori aggiornamenti, in quanto qui

abbiamo il top delle apparecchiature

Samsung di ultima generazione. Il

sodalizio con quest’azienda non è stato

motivato solo dagli standard qualitativi

delle apparecchiature da loro prodotte,

ma anche dalla vicinanza alla loro sede

di distribuzione e assistenza tecnica, che

dista pochi chilometri da qui. Tutto ciò ha

determinato un rapporto privilegiato tra

le nostre aziende, per cui loro utilizzano

i nostri impianti come showroom

permanente e, in caso di problemi, noi

possiamo contare su un intervento più che

tempestivo. Circostanza quest’ultima non

trascurabile, che ci permette di limitare i

fermi macchina e i conseguenti disservizi

al minimo”.

Il panorama all’interno dello stabilimento

è futuristico. Un’articolata catena

di macchine assemblatrici, forni e

controllori ottici serpeggia senza

soluzione di continuità, raccordata da

convogliatori, in modo che il processo


sia totalmente automatizzato

e non richieda l’intervento

dell’operatore dal momento in

cui viene introdotto il circuito

stampato vergine, fino a quando

a fine linea non viene fuori la

scheda montata e saldata.

Il processo inizia dalla stesura

della crema saldante sul

circuito stampato per mezzo

di una macchina serigrafica, la

quale deposita questa crema e

contemporaneamente ne controlla

l’omogeneità tramite sistemi ottici.

Dopo di che si passa alle pick

& place, macchine robotizzate

che prelevano i componenti dai

caricatori e li piazzano sulla scheda.

La crema fa da collante, i

convogliatori trasferiscono la

scheda nei forni di rifusione,

all’interno dei quali la fusione della

lega determina la saldatura. Questo

è il processo di assemblaggio della

componentistica a montaggio

superficiale, ovvero Smt, Surface

Mount Technology.

Le schede vengono poi inserite

all’interno di macchine per

ispezione ottica automatica,

apparecchiature con sofisticati

programmi di scansione,

equipaggiate di videocamere ad

alta risoluzione in grado di rilevare

eventuali difetti di assemblaggio

e/o saldatura, che ne eseguono il

controllo automatico.

La fase successiva consiste nel

completamento con eventuali

componenti Pth, Pin Through Hole.

Questi componenti vanno inseriti

in appositi fori - processo che può

avvenire sia manualmente sia con

altre macchine automatiche - e

saldati con altri macchinari.

Quali sono le maggiori criticità

del processo che stiamo

osservando?

L’aspetto fondamentale dei processi

è limitare al minimo i difetti di

produzione. La rilavorazione per

la rimozione degli eventuali difetti

riscontrati durante i controlli

finali può avere un costo piuttosto

sensibile. In quest’ottica diventa

prioritario un processo produttivo

stabile ed estremamente preciso

che consenta di avviare in sicurezza

tutte le varie fasi di lavorazione.

Il mercato delle aziende con cui

collaboriamo richiede un gran

numero di tipologie di schede con

caratteristiche diverse tra loro e ai

Visti dal campo

L’aspetto

fondamentale

dei processi

è limitare al

minimo i difetti

di produzione

limiti delle tecnologie impiegate,

ma con quantità non elevatissime

per lotto. Ci ritroviamo quindi

a dover programmare piuttosto

frequentemente le macchine e

l’intero processo produttivo.

Contemporaneamente i controlli

in linea devono essere super

affidabili, perché gli errori scoperti

alla fine del processo sono sì

riparabili, ma non trasferiscono

una buona immagine qualitativa

dell’azienda. D’altronde le nostre

schede sono sovente destinate a

settori industriali che richiedono

garanzie molto elevate sulla qualità

e sull’affidabilità. Un esempio è

il settore ferroviario che richiede

garanzia di 10 anni sui prodotti.

Altri settori in cui operiamo

(telecomunicazioni, avionico,

navale ecc.) non richiedono questo

tipo di garanzia, ma il contenuto

tecnologico e la difficoltà di

realizzazione potrebbero essere di

gran lunga superiori.

Un apparato produttivo così

flessibile richiede sicuramente un

controllo altrettanto dinamico, ma

anche sicuro...

Noi abbiamo costruito il nostro

sistema di qualità attorno al

software gestionale, che impone

passaggi obbligati permettendo

di controllare step by step lo

stato di ciascun lotto produttivo

dal ricevimento dei componenti

all’imballo delle schede finite.

Nel magazzino la gestione di

componentistica e materiali e

tutte le operazioni di carico e

scarico avvengono in automatico

e tutte le informazioni sono

registrate nel database. A ogni

scheda corrisponde un processo

Aprile 2013 - Automazione Industriale 011


Visti dal campo

Nel nuovo

impianto sono

state adottate

le ultimissime

tecnologie

Samsung

predefinito caratterizzato da un

modulo virtuale all’interno del

quale vengono indicati i dati

che riguardano le caratteristiche

costruttive, i componenti, le

lavorazioni previste, tutte le fasi

che definiscono l’intero processo

ed eventuali note. Viene anche

registrato il codice dell’operatore

che ne ha eseguito ogni singola fase;

a distanza di tempo, se necessario,

siamo in grado risalire a chi ha

realizzato l’oggetto e a ricostruire la

causa di eventuali anomalie.

Per sviluppare questo software ci

siamo avvalsi della collaborazione

di consulenti informatici con

pluriennale esperienza, anche se

il lavoro progettuale lo abbiamo

coordinato internamente e a

tutt’oggi continuiamo a introdurre

aggiornamenti in base alle nostre

esigenze, che possono anche

mutare nel tempo. Cipierre è stata

certificata Iso 9001 sul sistema

gestionale basato su questo

software.

012 Automazione Industriale - Aprile 2013

L’attività principale si svolge quindi

all’interno dell’Ufficio Tecnico di

Produzione, dove i programmi dei

vari processi vengono realizzati e

gestiti tramite una rete di pc. Sono

pochi gli operatori che vediamo

muoversi tra le macchine. Il loro

compito consiste prevalentemente

nel supervisionare che tutti i

processi si svolgano correttamente.

Il processo di assemblaggio Smt si

svolge con apparecchiature molto

veloci: le chip shooter e le pick &

place lavorano in coppia. Le prime

sono velocissime e montano il 95%

dei componenti, mentre le altre sono

specializzate sulla componentistica

di dimensioni maggiori o con

esigenza di maggior accuratezza

di posizionamento, come ad

esempio Bga, Qfn, e completano

l’assemblaggio della scheda a una

velocità inferiore, ma come già

detto con un grado di precisione

elevatissimo. Una linea di questo

tipo può montare fino a 40-50mila

componenti l’ora.

Il valore aggiunto di Cipierre

mi sembra di capire che sia

la fornitura ai propri clienti di

un servizio di progettazione di

alta qualità, ma soprattutto la

capacità di realizzare schede con

una componentistica ad altissima

integrazione. Sono pochissimi

i competitor italiani in grado di

fare altrettanto. Qual è il vostro

segreto?

La caratteristica che

contraddistingue la nostra

azienda è la sinergia tra

esperienza progettuale,

competenza tecnica in campo

produttivo, continui investimenti

in strumentazione evoluta. La

recente integrazione con Ifacard,

da anni attiva nello sviluppo

dei master per la costruzione

delle schede, in corso di

completamento, ha determinato

la possibilità di seguire la clientela

dalla stesura progetto, allo studio

della scheda sino al prodotto

finito migliorando sensibilmente

il time to market e cost reduction.

Sono poi importantissime

collaborazioni con società

come STMicroelectronics che

ci affidano l’ingegnerizzazione,

lo sviluppo e la realizzazione di

prototipi e preserie delle loro

evaluation board per i nuovi

dispositivi, per i quali dobbiamo

determinare i protocolli dei nuovi

processi, questo ci consente

di sapere in anticipo in che

direzione si muoverà il mercato,

permettendoci di essere sempre

un passo avanti agli altri. In

questi anni abbiamo accumulato

un know-how importante e unico,

che mettiamo a disposizioni dei

nostri clienti.


Controllo totale a portata di mano?

Sicuramente.

Le soluzioni integrate di processo ABB riuniscono nella piattaforma 800xA il

controllo di processo, i sistemi di sicurezza, le telecomunicazioni, la distribuzione e

gestione di potenza e i treni elettrici per le stazioni di compressione e pompaggio,

riducendo la necessità di personale specializzato sugli impianti. ABB è uno dei più

grandi produttori di sistemi e prodotti elettrici e di automazione; l’alta efficienza

della gamma di prodotti forniti soddisfa tutti gli standard dell’industria di processo.

L’elevata affidabilità e le prestazioni delle nostre soluzioni migliorano la produttività

attraverso ridotta manutenzione, basso consumo di energia, minori fermo macchina

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Visti dal top

E noi continuiamo

a innovare

Dalle difficoltà strutturali delle imprese italiane ai temi

di attualità del mondo della progettazione, passando per

un’idea di innovazione continua. Dialogo con Franco Megali,

amministratore delegato di Siemens Industry Software Italia

Anton Huber, Ceo

Industry Automation

Division di Siemens,

ha recentemente dichiarato: “Il

futuro dell’automazione e della

produzione industriale è nel

software e nell’integrazione dei

processi”. La conversazione con

Franco Megali, amministratore

delegato di Siemens Industry

Software Italia, non può che

iniziare con un commento a

questa affermazione: il fatto che

in casa Siemens i riflettori siano

puntati con sempre maggiore

intensità sul software mette

in risalto l’importanza del plm

che, insieme ai software per

l’automazione e il controllo,

è ormai considerato una leva

strategica per il futuro della

produzione industriale.

“L’attenzione di Siemens verso

il software non è uno slogan

e i fatti degli ultimi anni lo

dimostrano”, esordisce Megali.

“Dopo l’acquisizione di Ugs nel

014 Automazione Industriale - Aprile 2013

di Virna Bottarelli

2007, operazione del valore di

3,5 miliardi di dollari, Siemens

ha ulteriormente ampliato

la sua offerta inglobando

applicazioni complementari

alla progettazione e al plm, da

Vistagy, software per l’ingegneria

dei compositi, alle soluzioni per

la simulazione meccatronica di

Lms, solo per citare alcune tra le

acquisizioni più recenti”.

Acquisizioni e ampliamento

dell’offerta a parte, come si è

chiuso il 2012 e che cosa vi

aspettate per l’anno in corso?

Dopo il 2009, anno di profonda

crisi che ha affossato tutto il

mercato, dal 2010 siamo tornati

a crescere. La chiusura 2012

ha visto risultati quasi ai livelli

del 2008. L’elemento positivo

è che in Italia continuiamo a

crescere, tanto che in alcuni

casi registriamo crescite a

doppia cifra. Per l’anno in corso

è, comunque, difficile stilare

previsioni: i tempi decisionali

delle aziende si sono velocizzati

e gli investimenti non hanno

cadenze regolari. In passato,

si sapeva quando l’azienda

avrebbe investito, oggi non è più

così: capita che si porti avanti

un progetto, poi lo si debba

sospendere e poi lo si riprenda

in un momento inaspettato.

Alle vostre performance

positive sul mercato italiano

contribuiscono in modo

consistente automotive e

machinery. Qual è lo stato di

salute di queste industrie oggi?

In ambito automotive si assiste

a un certo dinamismo. Fiat ha

annunciato nuovi modelli per

il 2014 e, nonostante le vendite

attualmente non siano in

aumento, le attività di ricerca &

sviluppo e di implementazione

di nuovi progetti sono in

ripresa. Non dobbiamo poi

dimenticare che l’Italia vanta

delle eccellenze nel comparto

automotive: molti fornitori

di Fiat, quando quest’ultima

ha rallentato il passo, hanno

iniziato a lavorare per i

produttori tedeschi.

Il machinery in Italia,

nonostante alcune contrazioni

in particolari segmenti, rimane

la quarta industria al mondo,

seconda solo alla Germania in


Europa, e rappresenta per noi

un settore strategico, all’interno

del quale abbiamo referenze di

rilievo e abbiamo recentemente

stipulato contratti importanti,

come quello con Sacmi. Certo,

non possiamo ignorare il

problema di struttura delle

nostre aziende: gli ordini di

grandezza sono profondamente

diversi rispetto a quelli tedeschi

e, anche nei casi in cui si tende

verso l’integrazione dei processi,

si tratta di un’integrazione

tra diverse aziende, quasi mai

all’interno della stessa realtà.

Nel variegato panorama di

aziende manifatturiere ci sono

ancora realtà piccole, non molto

avanzate dal punto di vista

dell’educazione tecnologica e del

know-how.

Pensa che fare rete possa

essere una soluzione praticabile

per compensare questa carenza

strutturale delle nostre imprese?

Si può fare rete, ad esempio,

quando un grosso cliente sceglie

di implementare la nostra

soluzione software e attiva

anche tutti i suoi fornitori,

dando vita a un circolo

virtuoso. Non è però semplice

fare filiera; diciamo che si cerca

di agevolarla quando se ne sente

l’esigenza, ma non è una pratica

consolidata a livello di sistema.

Verso quali altri settori si rivolge

la vostra offerta e quali margini

di crescita vede in questi altri

ambiti applicativi?

Seguiamo con attenzione tutti i

settori industriali. Oltre che nel

machinery e nell’automotive,

siamo molto attivi nei settori

Aerospace and Defence,

High-Tech and Electronics,

Shipbuilding and Yachting,

senza dimenticare Energy

and Utilities e il biomedicale.

Anche in questi ambiti l’Italia

vanta delle eccellenze di livello

internazionale, così come sconta

le lacune strutturali delle quali

ho accennato prima.

In un sistema dove fare impresa

è difficile per l’elevato costo

del lavoro, per il peso della

burocrazia e delle tempistiche

che complicano la gestione

delle facility, il manager si

mette sulla difensiva, non

investe. Per questo motivo fare

previsioni su come questi settori

contribuiranno alla nostra

crescita in futuro è difficile.

Siemens Plm Software è

attiva anche sul fronte della

formazione, con la fornitura di

soluzioni a scopo educativo alle

università e alle scuole superiori.

Che cosa può dirci del rapporto

tra scuola e industria?

In particolare, in ambito

automotive aderiamo al

Franco

Megali,

amministratore

delegato

di Siemens

Industry

Software Italia

Visti dal top

progetto Pace - Partners for the

Advancement of Collaborative

Engineering Education, una

rete internazionale, promossa

da General Motors Powertrain

Europe per la formazione

ingegneristica orientata

all’autoveicolo, di cui fa parte

il Politecnico di Torino. In

generale, nel settore della

formazione si dovrebbe fare di

più per colmare la distanza tra

quanto si realizza nel nostro

Paese e quanto si fa, invece, in

Nord Europa, negli Stati Uniti e

nel Far East.

Progettazione e simulazione,

digital manufacturing e plm:

come si stanno evolvendo questi

tre ambiti tecnologici nell’offerta

di Siemens Plm Software?

Occorre premettere che per

Siemens il termine ‘evoluzione’

è sinonimo di innovazione.

La nostra storia si distingue

da quella degli altri player

del settore per la continuità

di innovazione che sottende

alle nostre soluzioni: mentre i

competitor ragionano per ‘salti’

tecnologici, noi reputiamo

che l’innovazione debba

essere continua e improntata

a un’apertura che agevoli

l’integrazione tra soluzioni

e sistemi di diversi vendor.

Proprio l’integrazione è un’altra

parola chiave che identifica la

nostra proposta tecnologica:

il cliente non è vincolato dalla

nostra tecnologia, ma ha la

possibilità di implementare i

sistemi che reputa più adatti

alle sue esigenze e può così

proteggere i suoi investimenti.

Aprile 2013 - Automazione Industriale 015


Visti dal top

Quali sono gli aspetti

tecnologici sui quali puntate per

differenziare la vostra offerta

rispetto a quella dei concorrenti?

Synchronous Technology e

HD3D (High Definition 3D)

sono gli elementi caratterizzanti

la nostra proposta di sviluppo

digitale dei prodotti. La ST,

liberando l’utente dal dover

scegliere tra modellazione

parametrica o esplicita e

consentendo di modificare il

modello cad indipendentemente

dalla sua origine offrendo,

contemporaneamente, ai

progettisti la possibilità di

realizzare il modello senza

pensare in anticipo a quali

riutilizzi o quali modifiche dovrà

fare in futuro.

La tecnologia HD3D, invece, è

un ambiente di visualizzazione

evoluto, con il quale si realizza

un sistema plm più efficiente,

che consente all’utente di

estrarre i dati utili in funzione

del proprio profilo all’interno

dell’azienda.

Per chiudere, le chiedo di

commentare alcuni temi di

attualità nel settore della

progettazione e del plm: il cloud

e la gestione del ciclo di vita del

servizio.

La domanda di tecnologia in

modalità cloud è certamente

in crescita e i motivi sono

comprensibili: con il cloud

computing l’azienda media

abbatte notevolmente i costi

infrastrutturali che dovrebbe

tradizionalmente sostenere per

accedere ai suoi dati e gestirli.

Ancora da capire è, invece,

016 Automazione Industriale - Aprile 2013

quanto le aziende siano pronte

ad affidarsi al cloud. Si tratta,

comunque, di un’opportunità

che Siemens è già pronta a

cogliere, con Amazon, Microsoft

e Ibm come provider. Al

momento, c’è molta richiesta di

informazioni sul tema, ma poca

implementazione e, come per gli

altri ambiti di cui abbiamo già

parlato, è difficile fare previsioni

per il futuro.

Il ciclo di vita del servizio,

invece, non è a mio parere

un’area distinta dal plm e mi

sembra un’espressione coniata

a scopo di marketing: il

servizio è già contemplato in

un sistema plm nel momento in

cui si offre una soluzione che

traccia il prodotto realizzato e

venduto. Quello del servizio è

sicuramente un tema sentito,

sia in quei settori vincolati

da norme stringenti, come

l’aerospace, sia da tutti i settori,

nella misura in cui è utile

abbattere i costi di garanzia.

Infine, anche la meccatronica

è un argomento con il quale il

mondo della progettazione si

confronta da tempo…

Per rispondere alle sfide poste

dai prodotti meccatronici,

le aziende devono adottare

strategie che trascendano

le discipline e trasformino

lo sviluppo, la produzione

e il supporto dei prodotti e

devono affrontare le complesse

problematiche dell’integrazione

che fanno lievitare i costi

nella parte finale del ciclo

di progettazione e in tutte

le fasi del ciclo di vita del

prodotto. Per avere successo,

le aziende manifatturiere

devono implementare una

vasta gamma di processi e

metodi per la modellazione

e l’analisi delle interazioni

tra i requisiti, i sottosistemi,

i vincoli e i componenti che

costituiscono un prodotto

meccatronico. A questo scopo è

necessario un elevato grado di

sincronizzazione, ottimizzazione

e gestione interdisciplinare

raggiungibile solo tramite un

approccio basato sull’ingegneria

dei sistemi applicato all’intero

ciclo di vita del prodotto.

Le nostre soluzioni plm

facilitano lo sviluppo dei

prodotti meccatronici

fornendo funzionalità in

grado di creare modelli e

analizzare le interazioni tra

requisiti, sottosistemi, vincoli

e componenti di prodotti

complessi, che possono

includere elementi meccanici,

elettrici e software. Il plm

consente poi ai progettisti di

creare rapidamente modelli

ed esaminare le alternative

di progetto per assicurare

che i prodotti siano validi da

subito. Il processo decisionale,

in tempo reale, avviene nel

contesto del progetto iniziale e

dell’esperienza reale all’interno

della fabbrica e la tracciabilità

viene supportata lungo l’intero

ciclo di vita del prodotto. Il

nostro focus sulla meccatronica

è testimoniato anche da

partnership che di volta in vola

stringiamo con altre aziende e

dalla più recente acquisizione di

Lms.


Prima fila In copertina

Servizio

e tecnologia

secondo Panasonic

Le ‘soluzioni’, intese come mix di tecnologia e servizio,

saranno il filo conduttore di Sps Italia 2013 per Panasonic

Electric Works, dal motion control alla sensoristica evoluta,

dalla sicurezza al networking

garantire

l’eccellenza nell’offerta

“Per

di soluzioni e

servizi al settore dell’automazione

industriale abbiamo scelto di

interpretare nel mercato una

nostra specificità: non l’eccessiva

specializzazione su una linea

prodotto, inopportuna per un

fornitore di soluzioni integrate

018 Automazione Industriale - Aprile 2013

di Livio Giumelli

di automazione, né la genericità

di un catalogo indifferenziato,

nel quale la proposta si riduce a

un componente, ma l’ambizione

di un’offerta che si distingue per

tecnologia e servizio, spaziando

dal motion control alla sensoristica

evoluta, dalla safety al networking

locale e remoto”. Così si esprime il

management di Panasonic Electric

Works parlando della propria offerta

di automazione, valorizzata da

un’esperienza nazionale e globale di

automazione applicata, che affonda

le sue radici negli anni Ottanta

e che orienta costantemente un

design-in tecnico sempre al fianco

del cliente, portando l’azienda a

riscuotere successi e apprezzamenti

in particolare tra i costruttori di

macchina. E proprio tecnologia e

servizio saranno i focus principali

di Panasonic Electric Works il

prossimo maggio, in occasione

dell’Sps/Ipc/Drives Italia di Parma,

dove l’azienda illustrerà la versatilità

delle proprie tecnologie e i loro più

recenti aggiornamenti, abbinate alla

competenza dei tecnici Panasonic,

in una “combinazione fondamentale

per costruire con il visitatore la

premessa di future soluzioni ad alto

valore aggiunto”.

In particolare, nell’ambito dei

controllori programmabili sarà

presentata in anteprima europea

la nuova piattaforma modulare, il

controller FP7, progettato sulla base

di sette principi fondamentali definiti

‘saving’, punti cardine sui quali si è

sviluppata una serie di funzionalità

rivolte a riduzione, velocità e

flessibilità di programmazione

e di integrazione nell’ambito del

networking e del motion control.


Punto di riferimento della gamma di

plc Panasonic che parte dalle versioni

compatte entry level FP0R e FPX0,

passando per FPSigma e Fpx, il

nuovo controllore FP7 presenta delle

dimensioni compatte, nonostante

sia un plc di fascia superiore. Questa

nuova piattaforma di controllo

presenta ampia capacità di memoria

programma e dati, impostabile

dall’utilizzatore, elevata capacità di

calcolo, interfaccia standard Ethernet,

una seconda porta opzionale per

l’utilizzo dual port Ethernet, Usb

integrata per la programmazione,

uno slot per SD Card per back

up del programma, tracciabilità

delle modifi che di programma e

memorizzazione dati, oltre alla

possibilità di funzionamento senza

batteria. In aggiunta, sono disponibili

moduli I/O digitali e analogici, cassetti

di comunicazione e schede motion

(supporto delle funzionalità Cam

elettronica e gearing). “La serie FP7, la

cui disponibilità sul mercato è prevista

entro il 2013, vivrà ulteriori importanti

sviluppi tecnologici, evoluzioni

uffi cializzate sia in concomitanza

dell’introduzione sia nel corso dei mesi

successivi”.

Nelle soluzioni di connessione

remota applicabili su tutte le serie

di plc, cablata o wireless, applicabili

su tutta la serie plc FP, la novità è la

funzionalità OpenVpn, disponibile

anche con tecnologia Umts, che

amplia notevolmente, facilitandole,

le possibilità di manutenzione da

remoto della macchina. Nell’off erta di

pannelli operatore Panasonic saranno

protagonisti di Sps Italia 2013 i GT32

Tough, touchscreen 5,7”, che possono

essere installati anche in ambienti

ostili e outdoor. Grazie all’elevato

contrasto e alla luminosità del display,

questi pannelli sono caratterizzati

dalle elevate visibilità e leggibilità, dal

frontale IP67 e dal funzionamento

certifi cato per un intervallo esteso di

temperature da -20 a +60 °C.

Automazione green

Nella sezione ‘green automation’,

allo stand Panasonic a Parma sarà

presentato il nuovo contatore di

In copertina Prima fila

energia digitale KW9M per la misura

dei consumi di energia attiva di

utenze monofase e trifase per tensioni

(collegamento diretto) e correnti

rispettivamente fi no a 500 VCA e

4.000 A. Tra le caratteristiche del

contatore, l’azienda segnala la

possibilità di conteggiare i valori

bidirezionali per la totalizzazione

import/export dell’energia (ad

esempio, negli impianti fotovoltaici ed

eolici) e la capacità di leggere correnti

fi no a 1 mA (0,1% del valore del TA)

che consente di rilevare il consumo

di energia elettrica di apparecchiature

in stand-by. Come tutti i contatori

della serie KW di Panasonic, anche il

KW9M può essere collegato a una rete

Lan mediante modulo FPWeb Server

per il monitoraggio dei consumi da

remoto su comune browser.

Piccoli e grandi motion

Anche nel 2013 il motion control

avrà un ruolo importante nello stand

Panasonic in Sps Italia. Quest’anno

sarà declinato attraverso una proposta

che, partendo dal piccolo servoazionamento

brushless Minas Liqi

abbinato al plc compatto, arriva al

controllo di movimento evoluto

tramite bus Ethernet real-time (Rtex o

EtherCat), senza dimenticare i motori

Aprile 2013 - Automazione Industriale 019


Prima fila In copertina

Minas A5 adatti alle applicazioni

che richiedono coppie elevate e

inerzie adeguate. Novità del 2013 è

l’introduzione sul mercato italiano

ed europeo dei nuovi driver Minas

A5B su bus EtherCat. “I nostri clienti

potranno avvantaggiarsi della nostra

esperienza nel bus motion Ethernet

real-time grazie a Minas A5B, che

affi ancherà i Minas A5N (Rtex)

nella nostra proposta per il motion

networking: abbiamo una vasta

esperienza di applicazioni su bus che

si possono ora arricchire grazie alla

disponibilità del bus EtherCat”, dicono

in Panasonic.

“I piccoli servo-azionamenti brushless

Minas Liqi possono sostituire motori

passo passo e sono adatti in tutte quelle

applicazioni che richiedono controlli

di posizione precisi e veloci con

attenzione particolare all’investimento.

I Minas Liqi si abbinano ai plc

compatti FP0R con funzioni motion

a bordo e traggono vantaggio dalla

versatilità della serie FPX0. I driver

Minas Liqi e i motori compatti, da

50 a 750 W, ad alta dinamica, fi no

a 2,4 Nm, off rono caratteristiche e

funzionalità mutuate dalla fascia alta

Minas A5, ad esempio il Real Time

Autotuning e un’ampia gamma di fi ltri

(notch, damping) fondamentali nelle

varie fasi del controllo di movimento

per aumentare la precisione, anche

ad alta velocità, diminuendo lo stress

020 Automazione Industriale - Aprile 2013

meccanico e migliorando l’affi dabilità.

I controllori FP-X0, da 14 a 60 punti

I/O, integrano a bordo analogiche e

Rtc, sono espandibili con le unità di

espansione Fpx e Fpor e coniugano

performance, fl essibilità e funzionalità

avanzate tipiche dei plc di fascia più

alta”, aggiungono in azienda.

Le uscite a transistor consentono un

completo controllo motion a due

assi interpolati linearmente e due

ingressi a encoder bidirezionali. La

frequenza massima Hsc arriva a

50 kHz (un canale) e l’uscita pulse

raggiunge i 50 kHz (due canali). “Il

pacchetto Liqi e FPX0 trova naturale

utilizzo in molteplici ambiti applicativi,

soprattutto dove è necessario superare

i limiti di fl essibilità dell’elettronica

dedicata e tecnologici dei motori

passo passo. Fondamentali infi ne gli

strumenti soft ware quali Panaterm

per i servo-azionamenti e FPWin

Pro tool di sviluppo per tutti i plc

Panasonic conforme allo standard

Iec 61131”, spiegano in Panasonic.

“Infi ne, sarà data enfasi alla qualità e

alla precisione dei servo-azionamenti

e motori brushless Panansonic in

quelle applicazioni dove sono richieste

coppie elevate (oltre 20 Nm) e dove la

gestione delle inerzie dei carichi deve

essere attentamente gestita attraverso la

corretta scelta della motorizzazione: la

serie Minas A5 dispone infatti di una

vasta gamma di motori a bassa e alta

inerzia con alimentazione trifase a

400 V e coppia erogata fi no a 95 Nm”.

Sensori

per il bordo-macchina

La proposta di Panasonic si estende

anche al bordo-macchina, attraverso

diverse tipologie di sensori, dai

fotoelettrici agli induttivi, da quelli di

pressione a quelli di fl usso. Il prossimo

maggio a Parma l’azienda si focalizzerà

in particolare sulla soppressione di

sfondo (Bgs, background suppression)

e sulla sensoristica industriale a fi bra

ottica, presentando alcune soluzioni

applicative dal mondo industriale

(packaging, controllo accessi,

taglio vetro...). “I nostri soppressori

garantiscono stabilità in rivelazione

anche in condizioni ambientali

diffi cili, in tutte le applicazioni in cui

serve rilevare oggetti molto vicini a

uno sfondo, con forte variabilità di

colore”, aggiungono i responsabili di

Panasonic. “La gamma di Panasonic

è adatta al mondo del packaging

(serie CX440) o a quello del controllo

accessi e nella logistica (serie EQ30,

EQ500), mentre per tutti i casi in

cui sono necessarie prestazioni

superiori proponiamo la serie Mqw di

soppressori a triplo raggio”. I sensori

industriali a fi bra ottica di Panasonic

consentono una velocità di risposta

5/10 volte inferiore alle fotocellule

ordinarie e prevedono la separazione

della testa sensore a tecnologia solo

ottica dalla sua parte elettronica, ciò

comporta un’elevata integrazione e

la possibilità di funzionamento in

condizioni anche estreme: nel catalogo

sono inclusi sensori a fi bre speciali per

ambienti sottovuoto, per forti trazioni,

per alte e altissime temperature, fi no a

+350 °C.

Per informazioni

Panasonic Electric Works Italia

www.panasonic-electric-works.it


Il modo più semplice di collegare i vostri

dispositivi alla rete Modbus-TCP






Con il nuovo modulo Anybus X-gateway per Modbus-TCP Client/

Master collegate facilmente i vostri dispositivi per Modbus-TCP a

qualsiasi altra rete industriale e PLC.

Il nuovo X-gateway riduce i costi di manutenzione e permette

di connettersi in tutta semplicità e velocità.


Attualità Aziende e soluzioni

Operatori, risorse

strategiche

nel processo

Una fotografia del livello attuale di efficienza degli

operatori nell’industria di processo e alcune soluzioni per

potenziarla ulteriormente: a proporle è Abb, puntando sulla

combinazione della piattaforma System 800xA e dell’Eow,

Extended Operator Workplace

La sala

controllo Eow

nella sede Abb

di StadtOil, in

Norvegia

Secondo un report di Arc

Advisory Group pubblicato

lo scorso anno, soltanto nel

settore petrolchimico ogni anno si

perdono circa 20 miliardi di dollari

a causa di fermi impianto improvvisi

e non pianificati, che corrispondono

a circa il 5% della produzione

022 Automazione Industriale - Aprile 2013

di Valeria Villani

complessiva annua. Di questi, l’80%

era prevedibile, mentre il 40-42% è

imputabile agli errori umani.

“Errori umani che sono

prevalentemente dovuti al fatto che

gli operatori non sempre hanno a

disposizione le informazioni giuste

né si trovano nelle condizioni

ottimali per effettuare scelte e

interventi adeguati in base a situazioni

improvvise sopraggiunte”, sostiene

Franco Zuccone, Control Technologies

Manager, Process Automation, Abb

Mediterranean Region. “Questo dato

ci spinge a un’importante riflessione:

il grado di efficienza, la possibilità e la

capacità di un operatore di compiere

scelte adeguate e prendere decisioni

giuste, nel momento giusto e con la

massima rapidità, hanno un impatto

enorme sulla redditività complessiva

della produzione”.

Una riflessione che ha indotto

Abb, nel suo ruolo di fornitore di

sistemi di automazione, ad adattare

progressivamente le funzionalità

integrate nelle soluzioni di controllo,

System 800xA in primis, alle differenti

condizioni di funzionamento di un

impianto, in modo tale da contribuire

alla creazione di sale di controllo in

grado di consegnare agli operatori le

informazioni necessarie e l’ambiente

più idoneo per interventi tempestivi e

corretti sugli impianti, con un occhio

di riguardo alle industrie di processo,

uno dei comparti attualmente più

esposti alle criticità del mercato.

“L’industria di processo deve affrontare

nuove sfide legate alla globalizzazione

e all’ingresso di nuovi player sul

mercato, soprattutto dall’area Bric

(Brasile, Russia, India e Cina), che


stanno portando avanti una vera

e propria rivoluzione tecnologica

e tecnica capace di renderli molto

competitivi”, dice infatti Zuccone.

“Per mantenere un ruolo attivo e

competitivo sul mercato occorre

puntare al massimo sull’eccellenza

operativa, il che significa però

affrontare una serie di problematiche

gestionali e tecnologiche, legate

anche al progressivo cambiamento

demografico e sociologico in atto”.

Zuccone si riferisce in particolare alle

nuove tecnologie e alla necessità di

sostituire con nuove leve un personale

operativo ormai prossimo al ritiro dal

mercato del lavoro. “Nelle industrie

di processo queste condizioni sono

particolarmente critiche per gli

operatori di sala manovra, ai quali

è normalmente richiesto un livello

di attenzione piuttosto basso, con

un comportamento monotono

che rischia di essere a tratti noioso,

e che può però repentinamente

trasformarsi in un livello massimo

di attenzione e concentrazione, in

situazioni di emergenza, per prendere

decisioni importanti in tempi brevi

che si ripercuotono sulla sicurezza di

persone e di impianti”.

Eow, per una maggiore

efficienza operativa

Abb ritiene fondamentale che

l’operatore venga messo nelle

condizioni ottimali per mantenere

un’adeguata attenzione utile al normale

funzionamento dell’impianto, ma anche

per essere richiamato e indirizzato

a una maggiore concentrazione nei

momenti di emergenza, in modo

da selezionare nella quantità di

informazioni a disposizione quelle

realmente necessarie per agire

operando scelte tempestive e corrette.

Efficienza degli operatori, non perdere

l’appuntamento on-line dal 1° aprile

Quanto nuocciono alla redditività di un impianto le inefficienze e la mancanza di un

adeguato asset management? Quando e come serve davvero investire nell’efficienza

degli operatori? Quali sono i quattro pilastri dell’efficienza operativa? Negli

Approfondimenti sull’Efficienza, Abb fornisce le risposte e illustra la sua proposta per

l’efficienza operativa, basata sulla combinazione della piattaforma System 800xA con i

sistemi Eow. Per leggere gli Approfondimenti sull’Efficienza, iscriviti alla newsletter di

Automazione Industriale: il primo, di una serie di cinque, sarà on-line dal 1° aprile.

“Da tempo affianchiamo i clienti con

tecnologie sempre più complete e

integrate per trasformare gli operatori

in risorse strategiche dell’industria

di processo”, prosegue Zuccone. “E

quando parlo di operatori, non mi

riferisco semplicemente al personale

della sala manovra: nel senso più

ampio del termine, tutti i dipendenti

sono operatori, dai business manager

ai manutentori, ai responsabili della

qualità, e tutti hanno bisogno di

accedere alle informazioni, partendo

da una comune piattaforma di

raccolta dati, ma in modo diverso

e con informazioni diverse, in base

al loro ruolo; per questo motivo,

con la nostra tecnologia intendiamo

sostenere un accesso modulare ai

dati”.

A questo proposito, aggiunge

Zuccone, “non solo i nostri colleghi

dell’R&D hanno sviluppato diverse

funzionalità software perfettamente

integrate nella nostra piattaforma

Aziende e soluzioni Attualità

Sala controllo, il video è su

automazioneindustriale.com

Se vuoi scoprire com’è organizzata una sala

controllo Eow di Abb, guarda e scarica il video su

www.automazioneindustriale.com.

System 800xA, ma hanno fatto

in modo che queste funzionalità

risultino integrate in postazioni

operatore ‘estese e intelligenti’,

che definiamo Eow (Extended

Operator Workplace), ovvero sistemi

multitecnologici in grado di adeguare

di volta in volta la modalità di

interazione in funzione dell’operatore”.

Zuccone spiega infine che

l’approccio di Abb al miglioramento

dell’efficienza degli operatori include

diverse tecnologie e best practice

di settore, implementate nella

piattaforma di controllo System

800xA, che puntano a ottimizzare

non solo la visualizzazione, attraverso

interfacce uomo-macchina ad alte

prestazioni, ma anche la gestione

delle prestazioni (Kpi) e degli allarmi,

oltre a favorire la comunicazione e

l’addestramento di tutti gli operatori.

Fulcro della proposta di Abb

per l’efficienza degli operatori si

conferma dunque la combinazione

tra la piattaforma System 800xA

e l’Eow, secondo un approccio

all’organizzazione delle sale controllo

studiato per supportare risposta,

interazione e collaborazione

proattive.

Per informazioni

Abb

www.abb.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 023


Attualità Aziende e soluzioni

Serie F, verticali, veloci

e senza

angoli morti

In occasione del lancio della nuova serie di robot industriali

Melfa F di Mitsubishi Electric, parliamo con Michele

Pedretti di mercato, innovazione, aree di lavoro estese,

simulazione e programmazione integrata

Alti e bassi anche nel

mercato dei robot

industriali: mentre l’Ifr

(International Federation of

Robotics) parla di una buona

tenuta dell’installato nel periodo

2011-2012, con 160mila unità a

livello mondiale, e ipotizza una

crescita fino a 200mila installazioni

entro il 2015, Siri, l’Associazione

Italiana di Robotica e

Automazione, rileva una flessione

del comparto antropomorfi pari al

16% nel 2012.

Poche settimane dopo il lancio

dei nuovi robot Melfa Serie F di

Mitsubishi Electric, con Michele

Pedretti, Product Manager Robot

Factory Automation Division

della società, parliamo di

presente e futuro della robotica,

di innovazione, di robot verticali

veloci, collaborativi, che sanno

svolgere il loro lavoro ‘anche dietro

la schiena’.

024 Automazione Industriale - Aprile 2013

L’Italia dei robot perde terreno.

Come sta la robotica di Mitsubishi

Electric?

Sta bene. Nel 2012 abbiamo

ottenuto risultati positivi nel

segmento dei robot ad alte

performance di piccole e medie

dimensioni, Scara e antropomorfi

con payload da 2 a 20 kg. I dati

di Valeria Villani

Michele

Pedretti,

Product

Manager

Robot Factory

Automation

Division di

Mitsubishi

Electric

Siri sono infatti indicativi della

fornitura di robot di grossa

portata destinati principalmente

al mercato automotive (saldatura,

verniciatura…), che sta

indubbiamente soffrendo della crisi

di quel mercato. Questi numeri sono

difficilmente accostabili alla nostra

offerta di robot.

Piccoli robot crescono: sarà così

anche nel 2013?

Sì, ci aspettiamo un’ulteriore

crescita, anche se lenta e progressiva,

nell’installazione di robot di

dimensioni medio-piccole, grazie

alla nostra stretta collaborazione

con system integrator e costruttori

di macchine. Esistono ancora

numerose nicchie applicative da

scoprire. Gli end-user stanno

diventando sempre più consapevoli

di quante potenzialità abbiano

i robot rispetto alle tradizionali

soluzioni meccaniche ad hoc e di

quanto sia ormai semplice utilizzarli.

A quali potenzialità si riferisce

esattamente?

Alla capacità di effettuare operazioni

sempre più complesse, di combinare

velocità, versatilità, semplicità di

gestione e di inserirsi in ambienti

molto compatti in macchine che

‘fanno un po’ tutto’.


Veloci e precisi lo sono ormai

tutti i robot. È suffi ciente?

No, velocità e precisione non

bastano più. Oggi serve anche

l’abilità di prendere e manipolare

ogni tipo di oggetto e di integrarsi

perfettamente con i sistemi di

supervisione di linea, sia a livello di

visione, sia di soft ware Mes. I robot

devono essere collaborativi e aperti,

in grado di comunicare

con sistemi motion, Hmi

e soft ware di controllo,

affi nché sia garantita

la produzione,

controllata e

rintracciabile, di pezzi

sempre conformi.

Un anno fa appena avete

introdotto i nuovi RV-2SD.

Da circa un mese è disponibile

anche in Italia la Serie F: è un

restyling o una reale novità?

No, non si tratta di un semplice

restyling della linea precedente,

ma è il frutto del nostro costante

investimento in R&S che ci ha

portato, anche se a distanza

di poco tempo, a interpretare

nuove esigenze degli utilizzatori

industriali, introducendo ulteriori

funzionalità innovative e la

massima versatilità nei payload.

I nuovi antropomorfi RV-F sono

infatti disponibili in sette modelli

per applicazioni di piccola e

media portata, da 2 a 13 kg, a

braccio lungo e braccio corto

(RV-2F, RV-4F, RV-4FL, RV-7F,

RV-7FL, RV-13F, RV-13FL, ndr).

Tutti i modelli sono gestibili

dalla medesima nuova e l’unità

Aziende e soluzioni Attualità

di controllo compatta CR750,

con un’alimentazione 220 V

monofase studiata in un’ottica

di risparmio energetico. Dotata

di un display per piccole

operazioni di programmazione/

setup e di processore Risc 64

bit potenziato, la nuova unità di

controllo permette operazioni

multitasking, fi no a un massimo

di 32 task paralleli, il controllo

di ulteriori otto assi aggiuntivi

e la gestione di due encoder per

un doppio tracking. È prevista la

versione standalone e l’innovativa

versione Q per iQ Platform, con

la possibilità di collegare fi no a tre

robot su un unico backplane.

Quali sono le principali

innovazioni della nuova

Serie RV-F?

Innanzitutto abbiamo

rivoluzionato la struttura

meccanica del robot, ora

asimmetrica, e il passaggio cavi

completamente interno, inclusi i

cavi Ethernet per la connessione

della telecamera al tool del robot.

Questo ci ha permesso di conferire

una protezione IP67 di base a tutti

i modelli e di massimizzare le aree

di lavoro dei robot, eliminando

Aprile 2013 - Automazione Industriale 025


Attualità Aziende e soluzioni

Collision Avoidance e Force Sensor Set, novità 2013

Tra le novità della Serie F, Michele Pedretti

segnala anche Collision Avoidance e

Force Sensor Set. La prima - funzionalità

disponibile nei robot versione Q per

iQ Platform - permette un checking

automatico delle traiettorie in applicazioni

multirobot e, tramite connessione

diretta al backplane del plc, previene le

collisioni fortuite tra robot, bloccando, se

necessario, il movimento.

La seconda consiste in un pacchetto

gli angoli morti, anche nella parte

posteriore: i nuovi antropomorfi

RV-F possono infatti operare con

estrema velocità (0,32 secondi

è il ciclo standard, ndr) in isole

molto compatte, poiché riescono

a passare attraverso i punti di

singolarità, ruotare su se stessi

intorno alla base, sull’asse J1, con

angolo positivo e negativo di 240°,

e presentano un grado di libertà

dell’asse J4 di 200° (era 160° nei

modelli precedenti, ndr) che

agevola al massimo ogni tipo di

movimentazione.

Poco fa ha parlato di robot

‘collaborativi’ e ‘aperti’:

in che misura lo sono gli RV-F?

La nuova Serie F prevede, nella

sua versione Q per la nostra

piattaforma d’automazione iQ,

una reale e completa integrazione

con plc, sistemi motion, Hmi.

Oltre al ‘dialogo diretto’ tra plc

e robot antropomorfi, grazie

ai Q-controller inclusi nell’iQ

Platform, la Serie FQ prevede

la connessione in ‘transparent

mode’ diretta tra Hmi e robot

su un unico backplane, con la

possibilità di utilizzare il software

026 Automazione Industriale - Aprile 2013

hardware e software che include un

sensore di forza sul polso del robot,

connesso a una centralina esterna e al

controller del robot (FD e FQ), che, tramite

software RT ToolBox 3, mantiene un

controllo costante di coppia sul polso del

robot, garantendo la massima affidabilità

nelle operazioni di assemblaggio

estremamente fini e complesse,

automatiche, ripetitive e costanti,

eliminando l’incidenza di imperfezioni.

di programmazione dei robot RT

ToolBox 3 attraverso l’Hmi per

programmare e gestire movimenti

e mani di presa, monitorare

traiettorie e posizioni direttamente

dall’Hmi, senza pulsanteria o

tastiere di programmazione

aggiuntive. Novità importante

della Serie F, tra l’altro, è la

possibilità di estendere questa

connessione ‘trasparente’ tra

pannelli Hmi e robot anche

nella loro versione standalone. I

modelli F sono collaborativi anche

in termini di programmazione

e simulazione. La versione 3

dell’RT ToolBox prevede gli

add on Melfa Works e Melfa

Vision: il primo, sviluppato in

collaborazione con DS Solidworks

per la programmazione cad/cam,

prevede funzioni potenziate per

la simulazione di traiettorie, mani

di presa e isole di lavoro, mentre il

secondo, creato in collaborazione

con Cognex, permette la gestione

delle telecamere Cognex e la

calibrazione di sistema di visione

e robot, fermo restando che la

Serie F è comunque aperta a ogni

tipo di integrazione con sistemi

di visione tramite Ethernet. Il

software RT ToolBox 3 mantiene

anche la massima compatibilità

con tutti i modelli di robot

precedenti e prevede una funzione

di ‘Calcolo del Tool in automatico’,

in base alla quale le dimensioni di

un tool possono essere calcolate

automaticamente acquisendo lo

stesso punto con diverse posture.

Per quali settori applicativi

è particolarmente indicata

la Serie F?

È indicata in tutti i settori che

presentano cicli di lavorazione

veloci e precisi su macchine

versatili, dalle dimensioni

medio-piccole, come packaging,

food & beverage, life science,

assemblaggio, nei quali sono

richiesti un’estrema velocità, una

protezione IP67, massima libertà

dei movimenti e sfruttamento di

tutte le aree di lavoro, in spazi

compatti, senza angoli morti.

Se volessimo vedere dal vivo

i nuovi Melfa F?

Potete trovarli il prossimo 17

e 18 aprile, al Lingotto Fiere di

Torino, al Salone Affidabilità

& Tecnologie: al nostro stand

esporremo un’applicazione

con quattro robot Serie F per

il settore life science e general

handling, mettendo in risalto la

possibilità di integrazione totale

tra plc e robot su iQ Platform.

In alternativa, i nuovi robot

saranno esposti anche a Parma, in

occasione di Sps/Ipc/Drives Italia,

dal 21 al 23 maggio.

Per informazioni

Mitsubishi Electric

www.mitsubishi-automation.it


Energia, acqua e cloud

le sfi de

di chi progetta

A Milano, Ray Almgren di NI ha parlato ai progettisti

di presente e futuro della progettazione grafi ca di sistemi

senza escludere l’ipotesi di spingere l’acceleratore

su tecnologie emergenti, mobile e cloud computing inclusi

“Complessità,

competizione

globale e necessità

di innovare sono fattori con i quali

quotidianamente noi e la nostra

community di utenti ci confrontiamo

e ci confronteremo. Soft ware ‘aperti’

e hardware fl essibili avranno un

ruolo sempre più determinante in

questo confronto. Per questo NI

continua a investire nella creazione

di piattaforme soft ware aperte

e hardware riconfi gurabili che

potenzino i progettisti nello sviluppo

integrato di qualsiasi sistema che

richieda misura e controllo”. Così

ha esordito Ray Almgren, vice

presidente Core Platforms Product

Marketing di National Instruments,

parlando al MiCo di Milano lo

scorso 27 febbraio, in occasione della

20a edizione di NIDays.

Aziende e soluzioni Attualità

di Valeria Villani

Almgren ha ricordato che le sfi de

attuali di chi progetta sono “nella

riduzione dei consumi energetici

dei dispositivi, nella necessità

di portare più velocemente sul

mercato prodotti sempre più

complessi, massimizzando l’effi cienza

operazionale”. A queste sfi de si

aggiungono, in senso applicativo,

nuovi trend. Ha aggiunto, infatti,

Almgren: “Siamo consapevoli di

come stiano emergendo trend globali

sempre più sfi danti per i progettisti, a

partire da energy management, smart

grid e gestione acque: per questo

intendiamo promuovere in LabView

lo sviluppo di algoritmi e interfacce

sempre più specifi che per queste

applicazioni”.

Virtual Instrument (VI) e Gsd

(Graphical System Design,

‘progettazione grafi ca di sistemi’,

l’approccio alla progettazione

integrata di sistemi embedded

e sistemi di controllo e misura,

basata su un’unica piattaforma che

include l’hardware NI e il soft ware

LabView, ndr) sono proposte che,

come ha sottolineato Almgren,

“possono sostenere gli utenti

nell’aff rontare meglio queste sfi de,

permettendogli di creare strumenti

modulari e piattaforme integrate

per la progettazione di sistemi”. Del

Aprile 2013 - Automazione Industriale 027


Attualità Aziende e soluzioni

Acquisizione e monitoraggio portatili, ci pensano tablet e smartphone

È sotto gli occhi di tutti che

la diffusione di device mobili

come smartphone e tablet stia

aumentando esponenzialmente.

A NIDays 2013 l’ha puntualizzato

anche Clara Carangio,

Applications Engineer Manager di

NI Italy, citando alcune proiezioni

Gartner che lasciano intuire come

questa crescita esponenziale ci

accompagnerà anche nei prossimi

anni. “Nel 2011 le unità tablet

circolanti a livello mondiale erano

50 milioni, mentre nel 2010 le unità

smartphone si attestavano sui 198

milioni; in previsione, secondo Gartner nel 2016 ci saranno

375 milioni di tablet e, nel 2015, 1,1 miliardi di smartphone”,

ha detto Carangio. “iOS e Android si confermeranno le

piattaforme software più diffuse per i tablet, mentre Android

e Microsoft saranno le principali per gli smartphone”. Un

altro dato interessante, secondo Carangio, riguarda l’elevata

diffusione dei dispositivi di proprietà dei dipendenti negli

ambienti di lavoro. “Secondo Idc, il 55% dei dispositivi

mobili utilizzati dai dipendenti per accedere ad applicazioni

di business è di loro proprietà, con un tacito consenso da

parte delle aziende, propoense soprattutto a considerarne la

potenziale riduzione dei costi, l’incremento di produttività e la

soddisfazione del dipendente”.

Si tratta di proiezioni e trend non trascurabili, anche

nell’ambito della misura, del controllo e della progettazione

di sistemi: la stessa NI ne è consapevole, tanto che esistono

già, come ha ricordato Carangio, diversi casi di utilizzo

resto, ha aggiunto Almgren, “solo

attraverso il soft ware e l’integrazione

della fase di progettazione con quella

di test possiamo pensare di rendere

gli utenti più potenti e performanti”.

Il soft ware, dunque, si conferma

fondamentale nella progettazione,

nella misura e nel testing, come ha

confermato anche Fabio Cortinovis,

Regional Sales Manager NI Italy

and Spain. “Il soft ware sarà sempre

028 Automazione Industriale - Aprile 2013

combinato di tecnologie ‘mobile’ con LabView e sistemi NI.

Citando alcuni esempi di acquisizione dati portatile basata

su tablet - come LabView e NI-Daqmx o CompactDaq-9191

Data Display - e di monitoraggio remoto di sistemi LabView -

come l’invio di Sms di Allarme, il Remote Desktop Software,

LabView Web service, CompactDaq 9191 Web Api - Carangio

si è soffermata sulle applicazioni Hmi Mobile menzionando

l’ultima versione di Data Dashboard per LabView. “Nella

v. 2 abbiamo introdotto caratteristiche che permettono la

creazione di layout personalizzati, con disposizione libera

degli elementi, l’utilizzo di controlli e indicatori, la condivisione

di dashboard via e-mail o su NI Cloud, la connessione ai

dati via ‘secure o non secure web service’ oppure ‘network

published shared variable’, la personalizzazione di singoli

elementi del dashboard, la defi nizione del colore di sfondo,

la creazione di dashboard multipli e singoli multipagina,

l’accesso ai dati da NI Technical Data Cloud”.

più determinante nella carriera di

un progettista: nel corso degli anni

l’astrazione soft ware ha raggiunto

livelli elevatissimi, essa cresce di pari

passo con la complessità dei sistemi e

LabView ne è una prova”.

Astrazioni software

Dotare i progettisti di strumenti

che semplifi chino le complessità e

conferiscano maggiore immediatezza

e automatismo alle attività di

sviluppo resta uno degli obiettivi

fondamentali di NI. Lo provano

non solo alcuni supporti aggiuntivi

come l’inserimento nell’ultima

versione LabView 2012 dei Sample

Project (progetti d’esempio) e dei

Template (modelli) in licenza

open source, con l’indicazione di

architetture consigliate, diverse

pratiche di documentazione e


organizzazione del codice, ma anche

nuove funzionalità di LabView Fpga

2012, che velocizzano compilazioni

e trasferimenti, semplificano

il riutilizzo di IP e di subVI, o,

ancora, soluzioni come il nuovo

NI CompactDaq Standalone, con

processore 1,33 GHz multicore Intel

Corei7, pensato per la distribuzione

di CompactDaq su target senza

l’utilizzo di un computer esterno,

disponibile con sistema operativo

Microsoft Windows Embedded

Standard 7 o con LabView Real-Time,

con connettività verso interfacce Hmi

e con 50 moduli I/O inseribili

a caldo con condizionamento

del segnale integrato.

Altrettanto fondamentale per NI è

sostenere la community di utenti

nella gestione di dati e informazioni

circolanti per qualunque tipo di

applicazione. “Siamo sommersi

da crescenti quantità di Terabyte

di dati da visualizzare, gestire,

immagazzinare”, ha puntualizzato

Almgren. “Per i nostri reparti R&D è

fondamentale continuare a investire

anche nell’integrazione di tecnologie

come il mobile e il cloud computing,

puntando sulla loro combinazione

con gli hardware di acquisizione

dati, allo scopo di creare sistemi

di misura interconnessi e portatili.

Queste tecnologie ci permettono

di creare interfacce utente per il

monitoraggio dei sistemi di misura da

qualsiasi luogo nel mondo”. È questa

Tecnologia e formazione, un mix che funziona

A NIDays 2013 Giuseppe Cioffi,

Application Engineer di NI Italy, si è

soffermato sulla decisione di NI di aver

inserito in LabView 2012 delle best

practice di programmazione nel software

sotto forma di Template e Sample Project.

Tra le principali ha ricordato: Simple State

Machine, Queued Message Handler, Actor

Framework, Finite Measurement e Finite

Measurement NI-Daqmx, Continuous

Measurement and Logging, Feedback

Evaporative Cooler, Fpga Control on

CompactRio, Fpga Waveform Acquisition

and Logging on CompactRio, Real-

Time Control on CompactRio (Rio Scan

Interface), Real-Time Control (NI-Daqmx),

Real-Time Waveform Acquisition and

Logging (NI-Daqmx).

“Rendere i progettisti potenti e

performanti significa per NI non solo

sviluppare piattaforme tecnologiche

sempre più integrate e flessibili, ma

Aziende e soluzioni Attualità

anche investire sulla loro formazione, in

modo che possano trarre il massimo dai

tool che hanno a disposizione”, ha detto

Cioffi, menzionando le nuove risorse NI

per l’apprendimento, focalizzandosi in

particolare sui programmi di formazione

multimediale on-line, accessibile 24/7

in inglese, attualmente disponibile

per LabView Core 1-3, Test Stand 1,

Multisim e Ultiboard, organizzata su

corsi suddivisi in moduli da 5-15 minuti,

con gli stessi argomenti, esercizi e

domande delle tradizionali classi con

istruttore. “Considerando solo i sistemi

embedded, abbiamo stimato che per un

progetto di media complessità, il quale

richiederebbe 12,5 mesi di lavoro e un

team di 11,5 ingegneri, si può scendere

a 6,2 mesi e 4,8 ingegneri seguendo

un approccio di Gsd con personale

adeguatamente formato”, ha concluso

Ciotti.

la direzione seguita con il lancio della

nuova versione Data Dashboard

2.0 for LabView, l’applicazione thin

client disponibile per iPad (esiste un

sottoinsieme di funzioni disponibile

anche per iPhone, telefoni Android e

tablet, ndr) che permette sia di creare

cruscotti personalizzati e portatili di

applicazioni LabView, per visualizzare

i valori di variabili condivise

pubblicate in rete, o servizi web

LabView distribuiti per indicatori

di tipo grafico, misuratori, caselle di

testo e Led, sia di condividere tutte

le dashboard via e-mail o tramite

il service NI Tdc (Technical Data

Cloud).

E che al reparto R&D di NI (gli

investimenti in R&D a livello globale

nel 2012 sono stati di 223 milioni di

dollari, su un fatturato di 1,14 miliardi

di dollari, ndr) stiano già pensando a

una futura versione di LabView che

giri interamente su cloud potrebbe

essere un’ipotesi più che fondata.

“Non esiste alcun ostacolo tecnico

che impedisca, di fatto, di avere una

versione LabView interamente

cloud-based”, ha commentato

Almgren in proposito. “Al momento

ci stiamo focalizzando sull’estensione

al mobile o al cloud di singole

applicazioni, come LabView e

NI-Daqmx, CompactDaq 9191 Data

Display, Remote Desktop Software,

LabView Web Services o Data

Dashboard for LabView. Per proporre

una versione ‘LabView full on the

cloud’ occorre modificare l’intero

business model, e per questo ci vuole

ancora tempo”.

Per informazioni

National Instruments

http://ni.com/italy

http://ni.com/mobile

Aprile 2013 - Automazione Industriale 029


Attualità Aziende e soluzioni

Hms si espande

nella comunicazione

industriale

Con l’acquisizione di Ixxat Automation, Hms si potenzia nel settore

della connettività industriale, rafforzando la presenza in Europa centrale.

Il Gruppo ha raggiunto un organico di 350 dipendenti

e un fatturato di 50 milioni di euro

Il consolidamento del proprio

ruolo nel mercato della

comunicazione industriale e

l’ulteriore rafforzamento nelle zone

dell’Europa centrale sono tra gli

obiettivi dichiarati da Hms Industrial

Networks con la recente acquisizione

dell’azienda tedesca di Weingarten

Ixxat Automation. Con i suoi 25 anni

di esperienza nella comunicazione

per l’automazione industriale, nella

costruzione di macchine e nell’industria

automobilistica, Ixxat porta nel Gruppo

Hms 14 milioni di euro di fatturato e

un team di 85 persone, di cui 50 tecnici

dedicati allo sviluppo di prodotto.

Nel core business di Ixxat rientrano

le tecnologie software e hardware

per Can, le reti standard Ethernet

industriali e Ieee 1588, FlexRay e Lin.

Dell’offerta della società tedesca fanno

parte anche componenti hardware

custom all’interno di sottosistemi

embedded, soluzioni embedded per i

settori industrial, medicale, energetico e

030 Automazione Industriale - Aprile 2013

Paolo

Sartori, direttore

filiale italiana,

direttore

commerciale

e marketing di

Hms

automotive. L’azienda, che ha filiali negli

Stati Uniti e in Francia e si avvale di una

rete di distributori in 25 Paesi, sviluppa

anche piattaforme tecnologiche per

i sistemi di sicurezza secondo le

specifiche Iec 61508.

“Con l’acquisizione di Ixxat, Hms

diventerà il gruppo leader nel settore

della comunicazione industriale, con

di Alice Alinari

350 dipendenti e un fatturato di oltre

50 milioni di euro”, ha commentato

Staffan Dahlström, Ceo di Hms

Industrial Networks, dalla sede centrale

di Halmstad, in Svezia. “Le soluzioni

hi-tech e i servizi Ixxat sono un plus per

il nostro business; le loro soluzioni e il

loro forte posizionamento ci rafforzano

sul mercato, in particolare in aree

geografiche come l’Europa centrale e

in nuovi segmenti come le attrezzature

mediche e l’industria automobilistica”.

Ixxat è conosciuto come uno dei

principali fornitori di connettività per

reti Can-based, EtherCat, Powerlink e

FlexRay, mentre Hms ha una posizione

di leadership nei mercati Profibus/

Profinet e DeviceNet/EtherNet/IP. Con

questa fusione, le due società potranno

sicuramente creare un’offerta più

completa e competitiva di connettività

di rete per il mercato dell’automazione.

La posizione consolidata di Ixxat sul

mercato tedesco potrà ampliare il

portafoglio clienti del gruppo Hms e


consentire il cross-selling delle linee

di prodotto esistenti. Ixxat segue con

attenzione le emergenti funzionalità di

sicurezza per l’automazione industriale,

comprese le soluzioni per OpenSafety,

Cip Safety e sicurezza funzionale basata

su EtherCat. “In combinazione con il

nostro concetto di Anybus Safety che

si basa su Profisafe, il gruppo Hms

vanterà l’offerta più completa per le

soluzioni dotate di funzionalità di

sicurezza”, ha aggiunto Dahlström.

Sulla recente acquisizione e sulle

possibili conseguenze per il mercato

italiano, Paolo Sartori, il direttore

della filiale italiana, nonché direttore

commerciale e marketing di Hms,

si è invece espresso in termini di

“grande stimolo” e “importante

opportunità anche per il nostro Paese”.

Il direttore della filiale italiana ha

infatti commentato: “L’acquisizione di

Ixxat rappresenta uno stimolo molto

importante per Hms. Le soluzioni

Ixxat completano perfettamente le

nostre, ben riconosciute con i nomi

Aziende e soluzioni Attualità

Staffan

Dahlström,

Ceo di Hms

Anybus e Netbiter, permettendoci di

soddisfare in concreto ogni richiesta di

soluzione per la connettività in ambito

industriale”.

Per quanto riguarda l’Italia, ha poi

aggiunto Sartori, “è stata già avviata

la fase d’integrazione dell’attuale rete

commerciale e distributiva di Ixxat

con quella di Hms Italia, allo scopo di

consolidare e rafforzare così la nostra

presenza sul territorio, per offrire il

meglio delle reciproche tecnologie ai

nostri attuali e futuri clienti”.

Per informazioni-

Hms

www.anybus.it

Ixxat

www.ixxat.it

www.ixxat.com

Aprile 2013 - Automazione Industriale 031


Attualità Ricerca e sviluppo

La manifattura

italiana rinasce

con intelligenza

Un manifatturiero avanzato e competitivo è il principale

motore dello sviluppo economico di un Paese. Ecco perché

con l’XI Giornata della Ricerca, Anie ha deciso di accendere

i riflettori sulla smart factory come motore della rinascita

industriale dell’Italia

Le nuove tecnologie

rappresentano il cuore

dell’evoluzione del

manufacturing, dando impulso

all’innovazione di processo e di

032 Automazione Industriale - Aprile 2013

di Massimiliano Luce

prodotto. Ne è profondamente

persuasa Anie, per la quale sono

proprio loro a rappresentare

un tassello cruciale per il

rinascimento manifatturiero del

Paese, soprattutto nella fase attuale

di profonda trasformazione che

l’industria italiana sta attraversando.

Operando in mercati avanzati e

competitivi, infatti, le imprese Anie

investono mediamente ogni anno il

4% del fatturato totale in R&S, un

dato superiore alla media nazionale.

Tuttavia, ha ricordato Pietro Palella,

vice presidente Federazione Anie

per la Ricerca e l’Innovazione, nel

corso dell’XI Giornata della Ricerca,

“la ricerca e l’innovazione non è

nell’agenda del sistema Italia perché

si lavora sempre sull’emergenza,

al contrario di quanto accade in

Germania, Francia e nei Paesi

nordici, dove la ricerca ha garantito

dei vantaggi competitivi sul lungo

periodo”.

La crisi degli ultimi anni ha avuto

paradossalmente il merito di

accrescere la consapevolezza del

ruolo fondamentale che l’industria

svolge come principale motore

dello sviluppo economico. Un

manifatturiero forte e competitivo

è alla base della crescita equilibrata

e continuativa di un territorio. Il

riconoscimento del ruolo ricoperto

dal manifatturiero per uscire

dalla crisi e ridare competitività

all’economia europea è stato

ribadito con forza all’interno della


nuova Agenda comunitaria per

la crescita. L’attualità del tema

in Italia è tra l’altro evidenziato

dalla costituzione nel nostro Paese

del Cluster Nazionale Fabbrica

Intelligente (Cfi) nel quadro del

Bando Miur del 30 maggio 2012

dedicato ai nuovi cluster nazionali.

L’impegno che in Italia si è

assunto Anie è di fare cultura

sull’innovazione, come dimostra la

redazione su richiesta delle stesse

Pmi di una newsletter trimestrale a

loro destinata, su cui si ragiona dei

temi legati alla ricerca. “La nuova

newsletter sarà strutturata in un

formato snello e di rapida fruizione”,

ha spiegato Palella, “rispondendo

alla necessità di raccogliere in un

unico strumento di sintesi per le

imprese le principali informazioni

e iniziative legate al mondo della

ricerca. In particolare, vogliamo

fornire alle aziende medio-piccole

uno strumento che consenta loro di

approcciare e approfondire il tema

della ricrca in maniera guidata e il

più semplice possibile. Crediamo,

infatti, che la complessità del

tema sia un freno importante allo

sviluppo della ricerca in Italia anche

presso le imprese di dimensioni più

piccole che costituiscono invece un

grande motore di innovazione per

il Paese”.

Gli obiettivi di Europa

e Italia

L’XI Giornata della Ricerca Anie

si è distinta dalle precedenti per

la scelta di accendere i riflettori

non sull’innovazione che riguarda

le tecnologie di prodotto, quanto

piuttosto su quelle di processo.

“Questo proprio perché il

manifatturiero è fondamentale”, ha

proseguito Palella. “La crisi europea

ha tagliato tre milioni di posti di

lavoro e ridotto del 10% i volumi

produttivi. Dalla crisi si esce di

conseguenza con un rilancio del

manifatturiero. La Commissione

europea ha perciò posto come

obiettivo per il 2020 di ottenere il

20% del proprio fatturato dal settore

manifatturiero”.

Principale strumento per centrare

gli obiettivi strategici definiti in

ambito europeo è individuato

nel nuovo Programma unitario

di finanziamento per le attività di

ricerca e innovazione Horizon 2020

(2014-2020).

Secondo Confindustria, però, nel

caso specifico del nostro Paese, è

necessario e possibile fare di più.

L’associazione degli imprenditori

italiani ha infatti recentemente

presentato un documento che

anticipa di due anni l’obiettivo

europeo del 20% del Pil proveniente

dal manifatturiero, nel 2018 anziché

nel 2020 (oggi è al 16%). Fra le

priorità per ridare slancio alla

crescita, vengono individuate il

credito d’imposta automatico sugli

investimenti in R&S e l’adozione di

misure favorevoli agli investimenti

in beni strumentali.

Ricerca e sviluppo Attualità

Le tecnologie protagoniste

La gamma di tecnologie interessate

dall’evoluzione della fabbrica

intelligente è sempre più ampia e

trasversale e si caratterizza per un

elevato grado di integrazione con

lo spazio esterno. “Basti pensare

alle tecnologie di generazione

diffusa”, ha sottolineato Palella,

“che si legano strettamente con le

strutture produttive, permettendo

modalità inedite di autoproduzione

di energia. O all’importante ruolo

che le tecnologie per il risparmio

energetico possono ricoprire in

termini di riduzione dei consumi

all’interno degli spazi produttivi

delle imprese più energivore. Un

capitolo importante è rappresentato

dalla ridefinizione in ottica smart

delle tecnologie per l’edificio. Con

la creazione di un’impiantistica

integrata ed evoluta dedicata a un

ambiente non residenziale peculiare

come il factory. Un ruolo centrale

nell’evoluzione della fabbrica

intelligente, poi, è da sempre

ricoperto dalle tecnologie per

l’automazione”.

Non vanno infine dimenticati, ai

fini della smart factory, i concetti di

cloud computing, dell’Internet of

things e del telecontrollo.

Pietro

Palella, vice

presidente

Federazione

Anie per la

Ricerca e

l’Innovazione

Aprile 2013 - Automazione Industriale 033


Attualità Ricerca e sviluppo

Anie ha

dedicato l’XI

Giornata della

Ricerca alla

smart factory

La smart factory non può

prescindere dall’interoperabilità

delle macchine e dei processi

aziendali. Diventa perciò

fondamentale ottenere dati dai

processi produttivi, farne analisi

in modo automatico e ricavarne

informazioni utili su manutenzione,

consumi energetici, costi sui singoli

processi. “L’obiettivo ultimo”, ha

concluso Giambattista Gruosso

del Politecnico di Milano, “è

demandare al sistema le scelte grazie

all’intelligenza embedded”.

Il futuro, perciò, sarà sempre più

all’insegna della capacità di ottenere

dati dai processi produttivi, di

analizzarli in modo automatico,

per ricavare informazioni utili

sulla manutenzione, sui consumi di

energia, sui costi relativi ai singoli

processi. L’intelligenza embedded

consentirà di evitare il rischio

che i report finiscano su qualche

scrivania e lì si fermino. “Inoltre”,

ha proseguito Gruosso, “i dati

devono essere utilizzati in modo

034 Automazione Industriale - Aprile 2013

distribuito, uscire dalla singola

azienda. È importante condividerli,

anche in forma anonima. Oltre alla

concorrenza, tra le aziende deve

esserci anche la collaborazione”.

La parola alle aziende

La giornata della ricerca Anie si

è articolata con la presentazione

di case history aziendali per lo

sviluppo della fabbrica intelligente.

L’intervento di Fiamm, produttrice

di accumulatori, si è concentrato

sull’energy storage. Per uno sviluppo

sostenibile, l’azienda ha introdotto

un gruppo di storage da 230

kWh/60 kW presso lo stabilimento

logistico di Almisano, Vicenza,

in accoppiamento a un campo

fotovoltaico da 180 kWp.

Elmann, realtà 100% made in Italy

e attiva nella realizzazione di stampi

per il settore automotive lighting,

per fronteggiare le richieste sempre

più stringenti e complesse del

mercato, si è orientata su una nuova

idea di sistema d’impresa con la

nascita di un’azienda focalizzata su

R&D, Fcs System, a cui è affidato il

compito di studiare tutte le strutture

necessarie a Elmann per rispondere

efficacemente alle richieste dei

clienti. Fcs System si adopererà al

tempo stesso a esportare le proprie

competenze anche ad altre realtà

produttive.

Micron Italia ha illustrato due

progetti di Manifacturing R&D

per ridurre i costi e rendere

più efficiente la produzione

nell’industria dei semiconduttori.

Infatti, il continuo avanzamento

tecnologico e il miglioramento

richiesto hanno spinto le industrie

dei semiconduttori a introdurre

metodologie più sofisticate.

Nidec-Asi ha invece studiato

soluzioni per lo smart grid ed è

impegnata sul fronte della gestione

integrata dell’energia per un

impianto industriale.

Rockwell Automation ha affrontato

la questione del miglioramento

delle prestazioni produttive tramite

l’analisi di Kpi rilevati direttamente

dai sistemi di campo. Sew-

Eurodrive ha proposto un sistema

innovativo per l’alimentazione

e la comunicazione nei sistemi

Agv (Automatic Guided Vehicle):

è la tecnologia di trasferimento

dell’energia senza contatto

Movitrans, che funziona secondo

un principio induttivo. Infine,

Siemens ha illustrato la sua filosofia

Opp (Optimized Packaging Plant)

per il settore del packaging, basata

su componenti selezionati, dal

bordo macchina fino ai sistemi di

gestione dell’impianto, integrati tra

loro grazie alla rete Profinet, che

garantisce l’accesso a tutti i punti

della linea, anche in wireless.


Progetti a rischio

La ‘Relazione sulla politica dell’informazione

per la sicurezza’ sottolinea come la rete sia sempre

più un possibile strumento per la sottrazione

di segreti industriali

La ‘Relazione sulla politica

dell’informazione per la sicurezza’,

presentata nelle scorse settimane

dalla presidenza del Consiglio dei Ministri,

riporta dati interessanti anche per il mondo

industriale.

In essa si legge che l’Italia presenta

“spazi di incubazione, attecchimento e

moltiplicazione di fattori di rischio” e si

evidenzia il rischio di azioni aggressive

“di gruppi esteri che, con il supporto delle

entità statuali di riferimento, possono

sviluppare mirate strategie acquisitive

di patrimoni industriali, tecnologici e

scientifici nazionali, nonché di marchi

storici del made in Italy”.

Il segnale d’allarme è da tenere in

considerazione da parte delle nostre

aziende che, tra l’altro, sono prese di mira

anche dalla “criminalità organizzata che,

grazie alle ingenti disponibilità di capitali

di provenienza illecita, mira a finalizzare

la presenza strutturata dei sodalizi sul

territorio in occasioni di investimento nelle

economie locali”.

Il rischio, quindi, appare tutt’altro che

remoto. Secondo il rapporto, perdura

l’interesse “da parte di attori esteri nei

confronti del comparto produttivo

nazionale, specialmente delle piccole e

medie imprese, colpito dal prolungato stato

di crisi”.

a cura di Massimiliano Cassinelli

L’ingresso di investitori esteri nel nostro

Paese, quindi, deve essere valutato con

estrema attenzione: “alcune manovre di

acquisizione effettuate da gruppi esteri se,

da una parte, fanno registrare vantaggi

immediati attraverso l’iniezione di

capitali freschi, dall’altra sono apportatrici

nel medio periodo di criticità. Ciò in

dipendenza del rischio di sostituzione,

con operatori di riferimento, delle aziende

italiane attive nell’indotto industriale

interessato dall’investimento diretto

ovvero proprietarie di tecnologie di

nicchia, impiegate nei settori della difesa,

dell’aerospazio e della sicurezza nazionali,

come pure nella gestione di infrastrutture

critiche del Paese”.

In un passaggio, poi, il rapporto è ancora

più esplicito: “Le evidenze raccolte hanno

posto all’attenzione quelle strategie di

investimento estero che, finalizzate al

controllo di talune imprese nazionali attive

nel settore manifatturiero, si sono tradotte

nell’acquisizione di marchi e brevetti,

nell’accaparramento di quote di mercato e,

in un’ottica di contrazione dei costi, nella

delocalizzazione dei siti produttivi ovvero

nel trasferimento oltreconfine dei centri

decisionali. In ciò beneficiando, talvolta, di

mirate politiche di agevolazione fiscale e

amministrative”.

Lo sviluppo tecnologico e la dimensione

Security Attualità

di ipercompetizione hanno accentuato

l’importanza delle informazioni relative alle

innovazioni industriali, ai dati commerciali

e a quelli finanziari, che costituiscono il

vero discriminante concorrenziale delle

imprese. Nell’ambito dell’iter finalizzato

alle operazioni di acquisizione, fusione

e/o partnership, le aziende nazionali,

come già rilevato nella Relazione del 2011,

possono risultare maggiormente esposte

a dispersioni informative di dati sensibili,

attestati per lo più nel cyberspazio.

Le moderne tecnologie informatiche,

inoltre, stanno modificando il rischio di

sottrazione di una serie di segreti aziendali.

Il monitoraggio degli eventi che hanno

caratterizzato il 2012 ha messo in luce

nuove tecniche di hacking. “La grande

diffusione dei dispositivi di comunicazione

mobili con accesso a Internet

(smartphone) ha portato allo sviluppo di

malware che sfruttano le vulnerabilità dei

sistemi operativi dedicati. Questi codici,

generalmente inseriti in applicazioni

disponibili gratuitamente in rete oppure

trasmessi attraverso sms, hanno l’obiettivo

di assumere il controllo del dispositivo per

appropriarsi dei dati memorizzati in esso

e/o delle credenziali di accesso a siti protetti

oppure, più raramente, per renderlo parte

di una botnet (rete di computer controllati

a distanza, ndr) di dispositivi mobili.

L’aumento di questo tipo di attacchi è stato

in parte favorito dalla scarsa disponibilità

sul mercato di prodotti antimalware

specifici”.

Per informazioni

Sistema di Informazione per la

Sicurezza della Repubblica

www.sicurezzanazionale.org.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 035


Attualità Eventi

A Torino per costruire

il futuro

Affidabilità & Tecnologie, la fiera in programma nel capoluogo

piemontese il 17 e 18 aprile, fa proprie le esigenze delle

aziende di oggi, obbligate, in un mondo sempre più globale e

interconnesso, ad adattarsi alle nuove condizioni di mercato

facendo leva, in primo luogo, sull’innovazione

Fare presto e bene è

ormai imperativo per la

sopravvivenza di qualsiasi

realtà produttiva. La rapidità

nell’avviare investimenti e corrette

strategie di sviluppo è, quindi,

fondamentale per garantirsi le

maggiori possibilità di successo. Di

ciò devono tenere conto anche le

manifestazioni fieristiche, oggi alla

ricerca di nuove formule progettuali,

in grado di soddisfare pienamente le

esigenze dei propri clienti. Affidabilità

& Tecnologie, la manifestazione

in programma a Torino il 17 e 18

aprile, è l’esempio di un evento che

sta facendo tesoro dei mutamenti in

atto nella geografia economica. Ne è

convito Luciano Malgaroli, direttore

generale e ideatore della fiera: “A&T

è una manifestazione specialistica,

con un format diverso da quello delle

fiere tradizionali, ed è un progetto

interessante, che sta registrando

risultati in controtendenza rispetto ad

altre rassegne, con un trend costante di

crescita dei visitatori e degli espositori”.

036 Automazione Industriale - Aprile 2013

Il mondo manifatturiero guarda

con crescente attenzione

all’innovazione per individuare

soluzioni competitive. In

quest’ottica, come s’inserisce e

si contraddistingue Affidabilità &

Tecnologie?

Ritengo che A&T sia la più importante

fiera italiana dedicata alle esigenze

del comparto ricerca e progettazione

di un’azienda manifatturiera. L’evento

di Giorgia Andrei

Luciano

Malgaroli,

direttore

generale di

Affidabilità &

Tecnologie

coniuga perfettamente le due principali

esigenze delle aziende: innovare ed essere

affidabili. L’idea della manifestazione

nasce nel 2007 da un’attenta analisi delle

esigenze dei visitatori e degli espositori:

abbiamo preso in considerazione le loro

richieste e cercato di trasformarle in un

progetto moderno. Per gli espositori

è importante abbattere i costi - per

loro abbiamo creato, infatti, un’offerta

professionale ma alla portata di ogni

budget – mentre per i visitatori delle fiere

specialistiche sono importanti, oltre alle

tecnologie, le soluzioni concretamente

utili, applicabili nella loro azienda. A&T

rappresenta la risposta a entrambe le

richieste: a Torino le aziende visitatrici

trovano idee e strumenti innovativi

per abbattere i costi e incrementare

produttività, qualità e affidabilità.

Quali sono i punti di forza della

manifestazione che il 17 e 18 aprile

animerà il Lingotto di Torino?

Concretezza, esposizione specialistica e

autorevolezza sono gli elementi su cui

A&T fa leva. Il primo punto è dato dalle

centinaia di casi applicativi fruibili dai

visitatori, che potranno non solo scoprire

le più attuali novità ma, soprattutto,

individuare la migliore soluzione in

funzione delle specifiche esigenze,

confrontando direttamente diverse

proposte. A&T è poi un’esposizione

specialistica, costruita su tre grandi focus:

progettazione e ricerca, metrologia e

controlli in produzione, tutti e tre ben

rappresentati da centinaia di fornitori


I convegni specialistici

Il programma dei Convegni 2013 di Affidabilità & Tecnologie è organizzato in collaborazione

con Centri Ricerca, Poli dell’Innovazione e industrie di livello internazionale.

Eccolo nel dettaglio:

17 aprile

• Innovazione e Qualità nel

settore automotive

• Controlli e misure innovative

nelle produzioni con macchine

utensili

• Caratterizzazione dei materiali:

una risorsa per innovare ed

essere competitivi

• Advanced Manufacturing

Systems: a cross-cutting

technology, key for the future

• Simulazione e prototipazione

rapida: soluzioni per abbattere

i costi e aumentare la

produttività

• Misure dimensionali con

soluzioni innovative

di tecnologie e servizi per l’industria

e da system integrator. Infine,

l’autorevolezza deriva dall’alto profilo

del Comitato Scientifico e Industriale

della manifestazione, che comprende i

migliori esperti del mondo della Ricerca

e dell’Industria, le cui competenze

sono al servizio di un programma

di aggiornamento e di scambi di

conoscenze realizzato con convegni,

seminari ed easy speech di reale utilità.

Che cosa sarà concretamente

proposto nel corso della ‘due giorni

specialistica’ dell’innovazione

competitiva?

La fiera è caratterizzata da ‘progetti’

dedicati a specifici comparti aziendali.

Chi si occupa di progettazione, ad

esempio, ad A&T può trovare, oltre a un

ampio programma di testimonianze di

grandi aziende, centinaia di tecnologie

e soluzioni di simulazione, testing,

prova, misura, prototipazione rapida.

Per l’edizione 2013 presentiamo, per

primi in Italia, una postazione per

18 aprile

• Qualità e Sicurezza nel settore automotive

• Tecnologie Fotoniche: applicazioni

innovative dalla ricerca per l’industria

Il Testing nelle filiere dei mezzi di trasporto

• Manutenzione industriale: strumento

strategico per abbattere i costi e

incrementare sicurezza e margini economici

• Prove non distruttive: caratteristiche e

confronto dei principali metodi e loro

applicabilità a materiali e componenti

industriali

• Visione Artificiale e Tracciabilità: soluzioni

innovative per incrementare produttività e

affidabilità

• Affidabilità nell’Elettronica: un aspetto

sempre più strategico a tutela del brand

aziendale e dell’innovazione competitiva

la realizzazione di dimostrazioni di

virtual reality, una nuova tecnologia

di simulazione immersiva, con

applicazioni concretamente utili in

molteplici campi, dalla progettazione,

alla formazione del personale,

agli utilizzi in ambito marketing. I

vantaggi offerti al progettista da questa

tecnologia sono intuibili: pensiamo

all’ingegnere che potrà essere dentro

il proprio progetto, ad esempio

camminando nella carlinga di un aereo

o assistendo a un crash test per poi

I numeri di A&T

Ad

Affidabilità &

Tecnologie sarà

allestita una

postazione per

la realizzazione

di dimostrazioni

di virtual reality

Il padiglione occupato da A&T ha una superficie

di circa 10.000 m 2 . Le società espositrici sono

200, per un totale di 700 marchi rappresentati e

oltre 1.000 prodotti. Particolarmente nutrita la

parte convegnistica: 13 convegni, 30 seminari ed

easy speech, 400 casi applicativi.

Eventi Attualità

aprire il cofano dell’auto e verificare

in diretta i risultati o intervenire,

sempre in diretta, sulla modifica di

alcuni aspetti progettuali. Chi invece

è responsabile della produzione, a

Torino trova la più completa offerta di

soluzioni e tecnologie di controllo con

sensori, strumenti, apparecchiature.

A&T è diventata la manifestazione di

riferimento anche per le soluzioni di

visione artificiale, applicate ai controlli,

all’automazione e alla tracciabilità della

produzione. L’edizione 2013 amplifica

la presenza della fotonica e vedrà, a

fianco dei system integrator portatori

di soluzioni, decine di società fornitrici

di tecnologie fotoniche innovative. Si

tratta di una scelta motivata dall’esigenza

delle aziende di essere maggiormente

competitive sostituendo le tecnologie

elettroniche con quelle fotoniche, più

performanti. Infine, una particolare

attenzione è rivolta al tecnico di

laboratorio, sia esso interessato alla

metrologia o alla caratterizzazione

dei materiali. Decine di espositori di

strumentazione di altissimo livello

occupano un terzo dell’area espositiva,

mentre un programma di testimonianze,

organizzate insieme ad Accredia, l’ente

di accreditamento italiano, rispondono

all’esigenza di fornire agli interessati

informazioni corrette, di carattere sia

normativo sia tecnico pratico.

Qual è il messaggio che A&T vuole

offrire alle aziende italiane?

Credo che lo slogan dell’edizione 2013

sia molto in linea con le esigenze di

tutti gli imprenditori: “Il passato non

si cambia … il futuro SI!”. Vorremmo

affermare, in questo modo, che siamo

noi a disegnare il nostro futuro. E

possiamo farcela.

Per informazioni

Affidabilità & Tecnologie

www.affidabilita.eu

Automazione Industriale 037


Smart City Scenari

M2M Forum

il punto su efficienza

e smart city

Il telecontrollo e la telegestione degli impianti green

di micro e cogenerazione e di distribuzione saranno

tra i focus dell’evento dedicato alla comunicazione

tra macchine e all’Internet of Things in programma

il prossimo maggio a Milano

Giunto alla sua 12a edizione,

l’M2M Forum riunirà tutta

la community interessata

ai temi della comunicazione tra

oggetti il prossimo 14 maggio

al Centro Congressi Milanofiori

di Assago, a Milano. Focus

principali dell’edizione 2013 della

manifestazione sono lo sviluppo

delle smart city e l’efficienza

energetica, per i quali sono previsti

approfondimenti sulle soluzioni

M2M dedicate al telecontrollo e alla

telegestione di impianti green di

micro e cogenerazione energetica e

di distribuzione.

“La domanda di energia sta

crescendo a livello mondiale con un

ritmo sostenuto e questo spinge alla

riprogettazione e all’ottimizzazione

dell’intero sistema di produzione e

distribuzione”, dice Gianluigi Ferri,

Ceo di Innovability, organizzatore

del Forum. “La necessità di

sostituire infrastrutture e impianti

038 Automazione Industriale - Aprile 2013

di Roberta Tosi

obsoleti e inefficienti è un fattore

fondamentale che porterà a far

evolvere le attuali infrastrutture

sino a renderle intelligenti, in grado

cioè di ottimizzare i rendimenti

e ridurre consumi e costi. Di

conseguenza, lo sviluppo delle

smart grid deve essere considerato

essenziale per la massimizzazione

dell’efficienza energetica. Altrettanto

fondamentali sono le questioni

legate alla sicurezza”.

Quale contributo può fornire

l’M2M nel risolvere le criticità

legate alla sicurezza?

In questo contesto la nuova

sfida delle tecnologie M2M è

quella di spostare la propria

focalizzazione da singole soluzioni

a soluzioni volte ad assicurare

adeguati livelli di interoperabilità,

standardizzazione e sicurezza tra i

diversi layer tecnologici. Riuscire

in questo porterà a incrementare

l’integrazione tra nuovi apparati,

applicazioni e reti, rispondendo così

velocemente a qualsiasi esigenza

che potrà emergere negli scenari di

sviluppo futuri.

Quali tecnologie innovative

abilitano oggi una concreta

comunicazione M2M?

Tra le piattaforme tecnologiche più

innovative per l’M2M, fondamentali


sono le reti di sensori e i dispositivi

destinati agli utilizzi in ambienti

ostili. I requisiti cui si deve

uniformare la prossima generazione

di moduli embedded, che saranno

diffusi in larga scala nelle reti M2M,

sono infatti fortemente legati alla

convergenza delle funzionalità

di sensoristica, comunicazione

e connettività. Questa sfida

interessa soprattutto i dispositivi

destinati all’utilizzo in condizioni

ambientali e meteorologiche

avverse e ai quali si richiede lunga

durata, basso consumo di energia

e dimensioni ridotte. Se per i

servizi M2M sono indispensabili

sensori e apparecchiature in

grado di funzionare a poco

costo e con diversi tipi di reti di

telecomunicazione, non meno

importante è il ruolo svolto dalle

Carte Sim, semplificazioni in arrivo anche per M2M

Una buona notizia per tutti gli utilizzatori di sistemi M2M: la recente approvazione da

parte della Gsma delle funzionalità di aggiornamento Over-The-Air (Ota) delle carte

Sim contribuirà a semplificare tutte le operazioni di passaggio da un operatore all’altro,

poiché non sarà più necessaria la sostituzione fisica delle carte Sim all’interno degli

apparati installati. Anche la manutenzione con interventi diretti sul campo potrà, nella

maggior parte dei casi, essere evitata. Tra le soluzioni per carte Sim M2M Embedded vi

sono l’attivazione remota on-demand, il trasferimento di abbonamenti da un device a un

altro, la sostituzione degli abbonamenti.

batterie: il consumo energetico

degli apparati M2M per svolgere

le operazioni di data storage

e networking è un aspetto

fondamentale del quale tenere

conto.

In questa edizione 2013 su quali

altri temi vi focalizzerete?

Il programma della manifestazione

non trascurerà quelli che appaiono

Scenari Smart City

sempre più come fattori chiave,

tecnologici e di business, anche in

questo settore: big data e servizi

cloud. Altro tema importante

di questa edizione è il rapporto

tra mondo M2M - in particolare

startup - e la finanza. In questi

ultimi anni nel mondo M2M

italiano si è registrata una certa

difficoltà nell’erogazione dei

finanziamenti sia a causa del credit

crunch sia per il posizionamento

dei player M2M non chiaro tra la

classica automazione industriale e

la nuova Internet economy tanto

amata dai venture capital.

Quali le prossime sfide per

l’M2M?

La vera sfida per l’M2M è

gestire l’energia: ridurre i costi

e ottimizzare i consumi sono

le spinte per l’utilizzo massivo,

magari il tutto con soluzioni M2M

prodotte dalle aziende italiane,

quelle che io chiamo del ‘made

M2M in Italy’. Pochi nel nostro

Paese sanno che l’Italia è pioniere

nel mondo M2M e che le nostre

aziende sono leader mondiali in

questo settore.

Per informazioni

M2M Forum

www.m2mforum.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 039


La parola ai professionisti Programmatore

Specialisti in firmware

la programmazione

per l’industria

Claudio Pino, classe 1961, lavora nel campo della

progettazione elettronica da quasi trent’anni. Oggi è

responsabile della ricerca e sviluppo di Metodo2, una

piccola società con sede in Lombardia specializzata nello

sviluppo di sistemi elettronici basati su microprocessori

Un percorso professionale

lungo e complesso, quello

di Claudio Pino, prima

di arrivare a Metodo2. “La mia

carriera è iniziata come tecnico

di laboratorio negli anni Ottanta,

quando, ancora studente, sono stato

assunto da un’azienda produttrice

di sistemi antincendio. All’epoca

il software per uso industriale

iniziava a diffondersi, tutto quello

che c’era da imparare sull’argomento

lo si vedeva nascere sotto i propri

occhi. Per parecchi anni poi ho

lavorato come consulente per

diverse aziende di medio e grosso

taglio, fino a essere assunto come

Senior Software Engineer da Cisco

Systems per la divisione Photonics

di Monza, unico sito di sviluppo

italiano della multinazionale. A

me è sempre piaciuto variare. Le

grandi e le piccole società offrono

040 Automazione Industriale - Aprile 2013

di Valeria De Domenico

prospettive diverse che val la

pena sperimentare. Un gigante

delle telecomunicazioni come

Cisco consente di imparare tanto

ed entrare in contatto con realtà

imprenditoriali internazionali,

ma le dimensioni dei progetti

sono tali che il gruppo in cui

lavori può essere composto anche

da centinaia di programmatori.

La piccola azienda, invece, offre

maggiori gratificazioni, perché puoi

occuparti di un progetto di cui hai

una visibilità totale, per tutta la sua

durata. Lavorare in piccole aziende

comporta però, in genere, maggiori

carichi di lavoro e di stress”.

In Cisco in ogni caso Pino

consolida le proprie competenze,

specializzandosi nel settore

firmware, ovvero un tipo di

programmazione destinata a sistemi

embedded.

Capiamo quindi che il ruolo

del programmatore può avere

parecchie declinazioni, ma quali

sono le caratteristiche generali

che bisogna possedere per fare

questo lavoro?

Fondamentale è la passione, ma

anche la tenacia. Scrivere un

programma applicativo ha delle

analogie con la stesura di un libro.

Si tratta di strutturare un sistema

simile a un racconto, con un

asse portante che va articolato in

sequenze e la necessità di mettere

queste ultime in successione logica.

Un processo che richiede tempo,

capacità di concentrazione e visione

d’insieme. Come accade per gli

scrittori, anche il programmatore

dispone di parecchie alternative per

realizzare lo stesso progetto. I fattori

di scelta sono tanti e dipendono dal

proprio know-how.

Quali sono i canali di

aggiornamento più utili?

Ormai tutta la documentazione

davvero aggiornata è on-line,

perché nasce sul web. Ovviamente

il tempo da dedicare allo studio

fine a se stesso è difficile da

trovare, ma un buon modo per

ovviare al problema è quello di

imporsi, quando è possibile e

opportuno, l’uso di una nuova


Programmatore La parola ai professionisti

tecnologia, pur sapendo che questo

comporterà un impegno maggiore

per l’apprendimento. In questo

modo ci si crea un’opportunità di

crescita e lo sforzo viene ripagato

dalla soddisfazione, specie per i

clienti che si ritrovano un prodotto

innovativo e pronto alle sfide del

mercato. Nel nostro lavoro avere

questa tensione all’aggiornamento

è importantissima, perché siamo

come gli atleti, che devono allenarsi

con continuità altrimenti perdono

la forma e poi fanno il doppio della

fatica per recuperarla!

Veniamo a oggi. Qual è nello

specifico il suo ruolo all’interno di

Metodo2?

Metodo2, come si diceva, è

un’azienda piuttosto piccola,

che vanta però collaborazioni

importanti con aziende del

calibro di Atmel Corporation,

società americana che si occupa

di progettazione e produzione di

microcontrollori, touch capacitivi

e componenti a radiofrequenza. Di

costoro siamo consulenti ufficiali

per le famiglie di controllori Avr e

Arm. Poi ci sono Redpine, azienda

specializzata in sistemi wireless,

e Arrow Electronics, fornitore di

prodotti e soluzioni elettroniche

per l’industria a livello globale.

Siamo quindi spesso chiamati a

sviluppare progetti che richiedono

un altissimo livello di complessità

e quindi competenza tecnologica.

In buona sostanza, noi puntiamo

su innovazione e qualità. I nostri

campi di applicazione sono i più

svariati, e vanno dall’industriale

al medicale, alla domotica. Per

citare alcune tipologie di apparati,

abbiamo realizzato interfacce

Claudio

Pino lavora nel

campo della

progettazione

elettronica

da quasi

trent’anni. Oggi

è responsabile

R&S di Metodo2

uomo macchina (Hmi) con Lcd e

touchscreen di varie dimensioni,

sistemi di controllo con connettività

(Ethernet, Zigbee, Wi-Fi, Can),

apparecchi di misura, rilevamento

e sensori ottici per la sicurezza di

impianto e nell’ambito medicale

sistemi radiografici mobili.

Ovviamente ogni volta dobbiamo

intraprendere un lavoro di

‘immedesimazione’ nel problema

che il cliente ci sottopone, quindi

ognuno di noi segue un progetto dai

primi colloqui con il cliente, fino

alla consegna del prodotto.

Quali sono gli strumenti quotidiani

nel vostro lavoro?

Oltre ai pc, utilizziamo emulatori

(Ice) per sviluppare e testare il

firmware, oscilloscopi e analizzatori

di stati logici e di protocollo.

Dovendoci riferire sempre ad

ambiti embedded, i codici di

scrittura cui preferibilmente

ricorriamo sono C e C++, ma

ci serviamo anche di Python e

Java. Come sistema operativo

per le schede più complesse

usiamo Linux, nelle distribuzioni

embedded come OpenEmbedded/

Buildroot, in grado di ottenere un

immagine customizzata e adatta alle

esigenze del sistema. In sistemi più

semplici usiamo sistemi operativi

come FreeRtos o dei semplici

schedulatori.

Qual è il progetto di cui andate

più orgogliosi?

Sono diversi i casi che mi

piacerebbe citare. A Embedded

World 2012 di Norimberga, ad

esempio, presso gli stand di Atmel

e Arrow è stato esposto il nostro

sistema display a 10,4” dotato di

touch capacitivo e Wi-Fi. Il sistema

è basato su un modulo SoM di

nostra produzione in cui sono stati

integrati un core Arm9 di Atmel e

un chip Wi-Fi di Redpine. Linux

è il sistema operativo utilizzato

sul modulo che ci ha permesso

di integrare i driver necessari

per gestire il touch capacitivo e il

modulo Wi-Fi.

Molto significativo è anche il

progetto realizzato insieme ad

Arduino, azienda italiana nota

per il suo hardware/software open

source distribuito in tutto il mondo:

con loro abbiamo collaborato alla

realizzazione dell’hardware e del

firmware dello shield Wi-Fi basato

su un microcontrollore Atmel a

32 bit a un chip Wi-Fi di H&D

wireless.

Nel primo caso la sfida è stata

integrare insieme e armonizzare la

coesistenza di più blocchi software

(touch, Wi-Fi, display, networking)

in Linux, nel secondo quello di

integrare in un ambiente open

source, con delle precise regole e

interfacce, un nuovo componente (lo

shield Wi-Fi) e un nuovo sistema di

comunicazione tra i due in grado di

scambiarsi comandi e dati.

Aprile 2013 - Automazione Industriale 041


Informazione aziendale

Sinamics V20, l’inverter

in versione basic

S

























042 Automazione Industriale - Aprile 2013


























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Answers for industry.


Speciale Soluzioni hardware e software per l’efficienza energetica

Costruire un’economia

a bassa intensità

energetica è diventata

oggi una sfida non più

rinviabile. L’urgenza dipende

da un nutrito numero di fattori:

dalla maggiore dipendenza

dalle importazioni rispetto al

passato, alle preoccupazioni

sull’approvvigionamento dei

combustibili fossili a livello

mondiale, fino agli effetti del

cambiamento climatico. A

rendere la sfida ancora più

complessa, si è aggiunta la

crisi che da ormai cinque

anni colpisce l’economia

internazionale e in particolare

modo l’Unione europea.

Crisi che ha portato in auge

un concetto come quello di

efficienza declinato in ogni

direzione, compresa quella

energetica.

Proprio per questo motivo,

rappresentanti politici,

esponenti della società

civile e operatori di mercato

sono tutti impegnati in una

trasformazione del mercato

interno dell’energia per fornire

044 Automazione Industriale - Aprile 2013

ai cittadini infrastrutture,

edifici, elettrodomestici

e mezzi di trasporto che

utilizzino meno energia, ma

consentano loro di fruire della

stessa qualità di vita.

Ragionare di efficienza

energetica, perciò, significa

portare avanti due temi

convergenti: uno di tipo

prettamente tecnologico,

l’altro che spinge

contemporaneamente a

Ripartire

con efficienza

interrogarsi sui comportamenti

consapevoli e responsabili

verso gli usi energetici.

Ogni settore - industria,

residenziale e non, trasporti

e così via - deve fare la sua

parte. Da un lato, nell’essere

funzionale alla costruzione di

un quadro nazionale organico,

con un orizzonte di medio e

lungo periodo; dall’altro, nel

non perdere mai di vista la

questione della praticabilità


Soluzioni hardware e software per l’efficienza energetica Speciale

Tecnologie, normative, comportamenti, approcci. La sfida

dell’efficientamento energetico, in tutte le sue sfaccettature, è aperta.

E, soprattutto, è improrogabile per riconquistare competitività

di Massimiliano Luce

tecnica, finanziaria e socioeconomica

dei progetti per

l’efficienza energetica.

E, a proposito di settori,

grazie all’efficientamento

energetico, per l’industria si

apre una possibilità di rilancio

straordinaria. Se è vero che

in Italia il costo dell’energia è

del 25% superiore rispetto alla

media europea, è altrettanto

opportuno sottolineare che

con l’efficienza energetica

si potrebbero dimezzare i

consumi dell’industria entro il

2020, come spiega la seconda

edizione dell’Energy Efficiency

Report redatto dall’Energy &

Strategy Group del Politecnico

di Milano e presentato a

fine 2012. Gli ostacoli ad

abbracciare a pieno titolo tale

rivoluzione risiedono in alcuni

ritardi del quadro normativo

del nostro Paese e di mentalità

(ad esempio, secondo il Report

del Politecnico di Milano, solo

un’azienda su sette dispone di

un energy manager).

Tuttavia, secondo lo studio,

quasi tutte le tecnologie per

l’efficientamento energetico

nell’industria (inverter,

rifasamento dei carichi elettrici

e interventi sul sistema ad

aria compressa, Ups ad alta

efficienza, tecnologie di

accumulo nel sistema ad

aria compressa, sistemi per

il controllo dinamico della

pressione in un impianto di

refrigerazione, cogenerazione

con turbina a gas o motore a

combustione interna, sistemi

efficienti di combustione)

risultano economicamente

sostenibili in tutte le

condizioni e anche in assenza

di sistemi di incentivazione.

È proprio il caso di affermare

che il settore dell’industria, in

tutti i suoi attori e nonostante i

limiti a cui abbiamo accennato,

ha davanti a sé un mondo

da conquistare. E pure più

efficiente.

Aprile 2013 - Automazione Industriale 045


Speciale Scenari

Rifasamento e motori

con inverter

Una panoramica sulle soluzioni e i sistemi per l’efficienza

energetica, con particolare riferimento al rifasamento

dei carichi degli impianti e all’utilizzo di motori elettrici

con le nuove classi di rendimento a maggiore efficienza

abbinati agli inverter

Nell’ambito della

distribuzione di energia

elettrica, a parità di

potenza attiva trasmessa, un

miglioramento del fattore di

potenza (cosφ), ottenibile tramite

l’installazione di condensatori di

rifasamento, significa una riduzione

della corrente in linea e, quindi,

delle perdite. Ad esempio, passando

da cosφ 0,9 a cosφ 0,95, le perdite

di trasporto si riducono del 10%. La

regolamentazione attuale prevede

un sistema di penali per gli utenti

della rete con cosφ inferiore a 0,9.

Dalle informazioni rese disponibili

dalla Cassa Conguaglio Settore

Elettrico relative all’applicazione dei

corrispettivi per assorbimenti di

a cura di Anie Energia

energia reattiva previsti dall’Aeeg,

risulta che circa 4,5 Tvarh sono stati

oggetto dei corrispettivi previsti per

cosφ compreso tra circa 0,8 e 0,9

e circa 1,5 Tvarh dei corrispettivi

previsti per cosφ non superiore a 0,8.

Tali volumi di energia reattiva oggetto

di penale sono da attribuire ai clienti

finali con contratti per usi diversi da

abitazione e con potenza disponibile

superiore a 16,5 kW.

Si evince che il problema del

miglioramento del fattore di potenza

è ancora oggi scarsamente sentito da

una quota significativa di utenti. Le

cause sono imputabili a vari fattori,

quali l’insufficiente conoscenza del

sistema tariffario, la scarsa percezione

dell’incidenza del costo dell’energia

TABELLA 1. CORRISPETTIVI TARIFFARI ENERGIA REATTIVA (C€/KVARH) PER L’ANNO 2012

Tipologie di contatto

Energia reattiva tra 50% e 75%

dell’energia attiva

Energia reattiva eccedente il

75% dell’energia attiva

Utenze in bassa tensione 3,23 4,21

Utenze in media tensione 1,51 1,89

Utenze in alta e altissima

tensione

0,86 1,10

Fonte: Enel Distribuzione

046 Automazione Industriale - Aprile 2013

sul prodotto finito, la limitata

conoscenza dell’argomento e dei mezzi

tecnici per risolvere il problema. È

importante quindi che l’utente sappia,

direttamente tramite la bolletta, che il

pagamento dell’energia reattiva non è

ineluttabile e che, con l’installazione di

un’opportuna batteria di condensatori,

è possibile evitare la penale.

L’investimento rientra dopo circa un

anno, vale a dire dopo un anno il costo

dell’energia reattiva (penale applicata)

equivale a quello dell’impianto di

rifasamento da installare.

Il rifasamento di un impianto porta

notevoli benefici, sia dal punto di

vista del risparmio energetico sia da

quello di ottimizzazione della rete

energetica stessa. In questo senso

un’informazione più trasparente

promossa dalle utility direttamente

nella bolletta dei propri clienti,

nella quale si evidenzi che con il

rifasamento non si pagherebbe più

l’energia reattiva, costituirebbe sia per

il momento attuale sia per il futuro

una chiara strategia per la promozione

del sistema di rifasamento visto come

risparmio energetico. Passare da

cosφ 0,9 a cosφ 0,95 comporterebbe

per l’utente un impegno finanziario

modesto, poiché non sarebbe

necessario rinnovare la batteria di

condensatori già presente, ma sarebbe

sufficiente aggiungere una batteria per

portare il cosφ a 0,95; con le penali i

ritorni degli investimenti sarebbero

molto rapidi.


Sulla potenza reattiva prelevata

in eccesso, nel caso di potenza

impegnata superiore a 16,5 kW

e cosφ inferiore a 0,9, i valori dei

corrispettivi tariffari applicati dai

distributori alle utenze sono riportati

in Tabella 1.

I sistemi di rifasamento consentono

risparmi economici sull’energia

reattiva prelevata quantificabili in

funzione dell’applicazione.

Di seguito alcuni esempi di interventi

di rifasamento, di tipo distribuito

per carico da 7,5 kW e 30 kW e

centralizzato per un carico da 300

kW con rispettivi tempi di pay-back

(Tabella 2 e 3, fonte Energy Efficiency

Report, Politecnico di Milano).

Motori e inverter

Il Regolamento 640/2009 del 22

luglio 2009 fornisce le modalità di

applicazione della Direttiva 2005/32/

CE del Parlamento europeo e del

Consiglio in merito alle specifiche

per la progettazione ecocompatibile

dei motori elettrici, mentre la nuova

Norma Cei EN 60034-30 - Classi

di rendimento dei motori asincroni

trifase con rotore a gabbia a una

sola velocità (Codice IE) - definisce

le classi di rendimento dei motori

asincroni trifase.

Un inverter, detto anche azionamento

a velocità variabile, è un dispositivo

che modula la frequenza di

alimentazione di un motore elettrico

e quindi la sua velocità in funzione

del carico. Tale velocità, in assenza

di inverter, risulta fissa e dipende dal

numero di poli del motore e dalla

frequenza di alimentazione. L’utilizzo

di un inverter permette di variare

la velocità del motore in funzione

dell’effettivo bisogno e di conseguenza

la potenza elettrica da esso assorbita,

TABELLA 2. TEMPO DI PAY-BACK (ANNI) ASSOCIATO ALL’INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA

DI RIFASAMENTO (NEL CASO DI COS INIZIALE PARI 0,75)

Potenza kW / ore di

funzionamento h/anno

7,5 distribuito 30 distribuito 300 centralizzato

2.000 8 1,9 1

4.000 2,8 0,8 0,5

7.680 1,26 0,38 0,23

TABELLA 3. TEMPO DI PAY-BACK (ANNI) ASSOCIATO ALL’INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA

DI RIFASAMENTO (NEL CASO DI COS INIZIALE PARI 0,85)

Potenza kW / ore di

funzionamento h/anno

7,5 distribuito 30 distribuito 300 centralizzato

2.000 virtuale 7,1 1,34

4.000 14 2,45 0,6

7.680 5,10 1,1 0,3

ottenendo importanti vantaggi in

termini di energia elettrica.

Il Regolamento 640/2009 prevede

alcune scadenze temporali per la

progressiva introduzione sul mercato

di motori ad alta efficienza (IE2 e

IE3) e il divieto di immissione sul

mercato di motori energeticamente

inefficienti:

• a partire dal 16 giugno 2011 i nuovi

motori che entrano in funzione

devono avere come minimo un

livello di efficienza IE2 (da tale

data non possono essere immessi

sul mercato motori in classe di

rendimento IE1 nemmeno se

alimentati da controllo elettronico

della velocità);

• a partire dal 1° gennaio 2015 i

motori con una potenza nominale

compresa tra 7,5 e 375 kW devono

avere come minimo il livello di

efficienza IE3, oppure il livello di

efficienza IE2 se abbinati con un

variatore di velocità;

• a partire dal 1° gennaio 2017 tutti i

motori con una potenza nominale

compresa tra 0,75 e 375 kW devono

avere come minimo il livello di

efficienza IE3, oppure il livello di

Scenari Speciale

efficienza IE2 se abbinati con un

variatore di velocità.

La nuova norma Cei EN 60034-30

classifica anche i motori in tre livelli

di efficienza energetica:

• IE1 (efficienza standard),

equiparabile al livello di efficienza

Eff2 della precedente normativa;

• IE2 (efficienza alta), equiparabile

al livello di efficienza Eff1 della

precedente normativa;

• IE3 (efficienza premium).

La capillare diffusione dei motori

a livello industriale, nell’ordine di

oltre 19 milioni di unità installate

ad oggi in Italia, fa sì che i tre quarti

dell’energia elettrica consumata

nel settore industriale in Italia

sia attribuibile al funzionamento

dei motori elettrici, valore che

corrisponde a circa il 40% del

consumo elettrico nazionale.

Considerati questi dati, il tema

dell’efficienza energetica assume

un’importanza preponderante.

Per informazioni

Anie Energia

www.anie.it

www.elettronet.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 047


Speciale Scenari

Quale efficienza

per il settore metallurgico?

Un’indagine del Csmt di Brescia e

di Itmetal propone un’analisi degli

interventi tecnologici e gestionali

per l’efficienza energetica nel

comparto metal

di Alice Alinari

Da anni è ormai in atto

una presa di coscienza

da parte delle aziende

sull’impatto ambientale delle

proprie attività e sull’importanza

di un’adeguata politica di efficienza

energetica per ridurre la quota di

energia consumata. Diverse aziende

adottano l’approccio di retrofittare gli

impianti, mentre altre investono, ad

esempio, in alcuni interventi di breve

ritorno come il recupero di calore o

la riduzione delle perdite. Quasi tutti

Un business di ferro

Globalmente sono 3.334 le aziende che operano

in Italia nel settore dei metalli ferrosi e non ferrosi.

Di queste, 1.064 si occupano di trattamento

e rivestimento metalli, 917 di fucinatura,

imbutitura, stampaggio o profilatura di metalli

o metallurgia delle polveri, mentre 509 sono

fonderie. Il comparto genera un volume d’affari di

52,4 miliardi di euro e dà lavoro a circa 128.851

dipendenti (dati Istat, cit. Rapporto Itmetal 2012).

048 Automazione Industriale - Aprile 2013

nel mondo industriale sono ormai

consapevoli dell’importanza delle

leve tecnologiche a disposizione

per ‘fare efficienza energetica’,

meno invece lo sono di quelle

gestionali. È stata questa la premessa

dell’incontro ‘Leve Gestionali per

il risparmio energetico’, tenutosi

lo scorso dicembre presso il Csmt

di Brescia, durante il quale è stata

mostrata un’interessante fotografia

dell’efficienza energetica nel settore

metallurgico, uno tra i più energivori

del panorama industriale mondiale,

contenuta nel ‘Rapporto di Ricerca

2012 - Ridurre il costo dell’energia

nel settore metal’.

La ricerca (la versione integrale del

documento è consultabile sul sito web

www.itmetal.it), curata da Stefano

Bonetti e Andrea Pasotti per il Centro

di Competenza sull’Innovazione dei

processi gestionali del Csmt Gestione

S.c.a.r.l. di Brescia nell’ambito della

community di Itmetal, contiene

un’indagine su un campione di

pmi concentrate in prevalenza in

Lombardia e Triveneto, con un

rapporto fatturato/addetto inferiore a

500mila euro/addetto, che realizzano

principalmente lavorazioni per

fusione (fonderie) o deformazione

plastica a caldo e freddo, i cui risultati,

sebbene non siano statisticamente

generalizzabili all’intero settore

metallurgico, rappresentano un

interessante benchmark di riferimento

per tutto il comparto.

Gli intervistati, in maggioranza

appartenenti a direzione, produzione,

ufficio acquisti ed energy management,

fanno capo ad aziende caratterizzate

da un consumo di energia elettrica

inferiore a 60 GWh/anno, da una

potenza elettrica inferiore a 40 MW, che

presentano diversi picchi di consumo

giornalieri e quasi tutte adottano un

fattore di rifasamento superiore a 0,9

cosφ. Dall’indagine emerge che soltanto

il 30% delle aziende intervistate ha

un Energy Manager, o comunque

un’area aziendale dedicata alla gestione

dell’energia, e che la diffusione

degli Energy Manager diminuisce

sensibilmente passando dalle grandi

aziende (81%) a quelle di medie

dimensioni (35%), mentre quelle più

piccole risultano prive di un Energy

Manager, il cui ruolo è in genere svolto

da una o più persone già dedicate ad

altre mansioni (gestione produzione,

approvvigionamenti, amministrazione

aziendale ecc.).

Nel triennio 2008-2010 le aziende

interpellate hanno mostrato

una crescita considerevole degli

investimenti globali in efficienza

energetica, che sono quasi quintuplicati,

passando da 9 a 43 milioni di euro in

tre anni, con un orizzonte temporale

di obiettivi strategici di risparmio

energetico che tende ad abbreviarsi al

crescere delle dimensioni aziendali,

confermando la maggiore sensibilità

all’efficienza da parte delle aziende

medio-grandi.


Questioni di tecnologia

e di gestione

Nel Rapporto 2012 di Itmetal le leve

tecnologiche che il campione appare più

propenso a sfruttare sono classificate

in due sottoinsiemi. Il primo include

le leve standard, che risultano le più

intensamente utilizzate e caratterizzate

da con un costo di implementazione

relativamente moderato, cui fanno parte

l’installazione di inverter, la sostituzione

di macchinari obsoleti e l’installazione

di apparecchiature per il controllo dei

consumi elettrici. Il secondo riguarda le

leve evolute, meno diffuse, caratterizzate

da costi di implementazione

relativamente alti e che permettono

un controllo più avanzato dei

consumi energetici: apparecchiature

per il controllo dei consumi termici,

sistemi per il controllo dei servizi

d’impianto e soluzioni per il controllo

intelligente della qualità dell’energia,

oltre all’installazione di impianti di

autoproduzione dell’energia, di recupero

del calore e di cogenerazione. Anche

sul fronte delle strategie gestionali,

nel Rapporto sono stati individuati

due sottoinsiemi, caratterizzati da una

diversa intensità di sfruttamento. Fra

le leve gestionali standard, che sono

quelle maggiormente sfruttate dal

campione dell’indagine, rientrano

la riduzione delle fermate per guasti

e manutenzioni, la riduzione dei

setup, delle attese e degli stand-by a

consumo energetico, l’aumento della

saturazione delle risorse e la revisione

dei cicli di produzione: si tratta di

interventi che agiscono più direttamente

sull’aumento dell’efficienza produttiva

di reparto. Al contrario risultano

ancora caratterizzate da un’intensità

di sfruttamento medio-bassa le

cosiddette leve evolute, che agiscono sui

processi di supporto alla produzione

La casa della sostenibilità ha quattro stanze

“L’industria è tra le attività che nel mondo

consuma più energia e assorbe circa il 37%

di quella prodotta. Lo sviluppo industriale

ha comportato e comporterà un incremento

della domanda di energia a livello mondiale,

accrescendo di conseguenza anche le

emissioni (anidride carbonica, anidride

solforosa, ossidi di idrogeno, monossido

di carbonio)” si legge nel Rapporto Itmetal.

“L’istituto Intergovernmental Panel on

Climate Change (Ipcc) comunica che le

continue emissioni porteranno a un innalzo

di temperatura tra 1,4 e 5,8 °C nel primo

secolo del 2000, mentre il Department of

Energy negli Stati Uniti ha evidenziato che le

emissioni a base di carbonio aumentano più

del 2% all’anno ed entro il 2015 potrebbero

raddoppiare il livello del 1997. Tutto questo

in conseguenza dell’aumento della domanda

di energia”. Con il Rapporto 2012 anche

(approvvigionamento energetico,

organizzazione, infrastruttura

aziendale) e che riguardano l’utilizzo

di dati di produzione e di consumo

energetico dal campo e il loro

controllo attraverso Ict, il controllo

informatizzato del workflow, l’adesione

a gruppi di acquisto dell’energia, la

formazione del personale al risparmio

energetico, lo spostamento di picchi

di consumo energetico in fasce orarie

meno costose e la creazione di un team

di lavoro per revisionare il processo

produttivo. Ferme restando la maggiore

intensità di sfruttamento delle leve per

il risparmio energetico e la tendenza

a porsi obiettivi di riduzione dei

costi energetici nel breve periodo, è

interessante sottolineare, infine, come

nel Rapporto 2012 Itmetal sia stato

valutato se esistono ulteriori elementi

di differenziazione tra le aziende più

o meno ‘energeticamente sensibili’

Scenari Speciale

Itmetal ha voluto contribuire allo sviluppo

del concetto di sostenibilità, proponendo

un nuovo modello di classificazione

delle politiche e degli interventi aziendali

cosiddetti sostenibili, definito ‘Casa della

Sostenibilità’ (CS), che si ispira, con

opportune modifiche, alla casa della qualità

della teoria del Quality Function Deployment

(Qfd). “La CS ha quattro stanze che

pongono in reciproca relazione il concetto di

sostenibilità con altri driver di classificazione

di una politica, un intervento o una specifica

azione che si possano definire sostenibili,

contribuendo a fare ordine quando si tratta

questo tema in relazione alle aziende”, è

illustrato nel Rapporto. “Le stanze, o driver

di riferimento, sono in sintesi: il paradigma

della sostenibilità, il tipo di intervento, l’area

funzionale in cui viene realizzato l’intervento,

la scala di applicazione nella supply chain”.

prendendo in considerazione, oltre

alla propensione a investire negli

interventi di risparmio energetico, la

diffusione e il grado di consolidamento

degli Energy Manager all’interno delle

aziende. A questo proposito è emerso

che esiste una relazione direttamente

proporzionale tra efficienza energetica

di un’azienda e presenza, più o meno

consolidata, di un Energy Manager al

suo interno: l’introduzione di una figura

responsabile dei consumi energetici

aziendali, pur con un’esperienza e un

posizionamento organizzativo ancora

in fase di consolidamento, può dare un

importante contributo all’attuazione di

politiche di sostenibilità energetica nel

settore metal.

Per informazioni

Csmt - Itmetal

www.csmt.it

www.itmetal.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 049


Speciale Scenari

Gestione

energetica

innalziamo gli standard

L’energia rappresenta la

maggior spesa operativa e di

manutenzione per le aziende

che operano nel settore

manifatturiero. Lo standard

Iso 50001 guida

l’implementazione e l’efficacia

di programmi per la gestione

energetica nell’industria

elettronica

I

driver economici per ridurre

lo spreco di energia sono

indiscutibili. La spesa relativa

all’energia costituisce il 60% di un

tipico budget O&M (Operations and

Maintenance), escludendo la forza

lavoro. Inoltre, una ricerca mostra

come l’80% di questa energia venga

sprecata. Per quantificarla questo

significa, nella peggiore delle ipotesi,

che ogni 100 euro di budget O&M,

48 euro andranno persi. Con il costo

dell’elettricità in aumento del 30% dal

2003 e in crescita fino al 27% entro il

di Kevin Price*

050 Automazione Industriale - Aprile 2013

2020 (fonte: Department of Energy &

Climate Change), non accettare e non

affrontare la relazione che esiste fra

spreco dell’energia e profittabilità può

avere importanti conseguenze.

Introdurre la sostenibilità

degli asset

La buona notizia è che oggi

i tradizionali programmi di

asset management includono la

sostenibilità e l’efficienza energetica

e contribuiscono a contrastare gli

sprechi di energia e le perdite di

profitto associate. Le best practice

per la sostenibilità degli asset si

sviluppano attraverso l‘identificazione

e l’elaborazione di grandi quantità

di dati dinamici necessari a valutare

quanto efficiente sia un asset che

opera 24/7 (ad esempio, macchinari,

sistemi, strutture, facility o aziende).

Una volta applicate identificano la

reale quantità di energia impiegata

durante le attività operative o di

produzione, e le facility, i sistemi,

i componenti o i processi che

consumano in modo eccessivo.


Rilevando quali sono le facility che

spendono più del previsto al metro

quadrato per anno o più energia

per unità di prodotto di quanto sia

previsto e monitorando e misurando

l’intensità di energia, in termini di

qualità, consumo ed efficienza, è

possibile disporre di una panoramica

completa delle performance

energetiche. Per anni i miglioramenti

offerti da questo approccio sono stati

ostacolati da una mancanza di policy

o da un management poco sensibile a

questi temi.

Assicurare la

partecipazione e

l’interesse del

board è

fondamentale

per lo sviluppo e

l’implementazione

di una strategia

di gestione del

consumo

energetico in

azienda

Standardizzare l’impegno

In molti casi la gestione energetica

avviene in silos, coordinati da diversi

responsabili e dipartimenti. Se non vi

è comunicazione tra queste parti, la

relazione essenziale tra responsabilità

energetica (pagare i costi) e

rendicontabilità (sapere cosa genera

i costi) può non essere riconosciuta

o capitalizzata. Assicurare la

partecipazione e l’interesse del board

è fondamentale per lo sviluppo e

l’implementazione di una strategia

di gestione del consumo energetico

in azienda. Coinvolgendo il board,

entrano in gioco responsabilità e

rendicontabilità che assicurano che

la strategia sia coerente e in linea con

gli obiettivi aziendali. Supportate

anche da una policy sul consumo di

energia, fondamentale per applicare

practices di gestione, i programmi

e i processi possono essere misurati

efficacemente. Fino a poco tempo

fa mancavano best practices per

stabilire policy realistiche sul consumo

dell’energia, identificare, implementare

e monitorare programmi di riduzione

del consumo energetico e affrontarne

sistematicamente lo spreco nelle

attività quotidiane.

Ciò nonostante l’Iso 50001, uno

standard che stabilisce linee guida per

un modo sistematico e affidabile per

approfondire la relazione tra consumo

dell’energia e gestione degli asset, dalle

policy alla realizzazione, è destinato a

colmare questo vuoto.

L’energia si può controllare

Iso 50001 specifica i requisiti per

“stabilire, implementare, mantenere

e migliorare un sistema di gestione

dell’energia, il cui scopo è consentire

alle imprese di adottare un approccio

sistematico per ottenere continui

Scenari Speciale

miglioramenti delle performance

energetiche, inclusi efficienza,

utilizzo e consumo”. Affronta

anche i problemi legati ai costi

del consumo, dimostrando sia i

vantaggi finanziari sia ambientali

che possono essere realizzati

attraverso una gestione sistematica

dell’energia. Fornendo un framework

per la definizione e la realizzazione

di obiettivi e target energetici, lo

standard aiuta ad allinearsi con gli

obiettivi aziendali; fornisce processi

formali per la revisione energetica;

stabilisce misurazioni di riferimento;

evidenzia indicatori di performance;

definisce obiettivi, target e piani

d’azione; elenca controlli operativi

e procedure; stabilisce linee guida

per la misurazione, la verifica e la

documentazione usate per valutare

i programmi; ed elenca i controlli

di gestione necessari per tenere i

programmi in funzione.

Questo approccio fornisce numerosi

vantaggi, dal rafforzare l’impegno

delle aziende in questo ambito fino

a favorire una ‘disciplina’ tra i silos

all’interno dell’azienda. Rappresenta

un’opportunità per il cambiamento

necessario da attuarsi e incoraggia

il commitment nei programmi

aziendali. Inoltre, in modo

determinante, collega gli obiettivi di

riduzione del consumo di energia

direttamente con i margini di profitto

dell’impresa, migliorando i risultati e

fornendo un vantaggio competitivo

nel mercato incerto di oggi.

*Kevin Price è Senior Product Manager,

Eam, Infor

Per informazioni

Infor

http://it.infor.com

Aprile 2013 - Automazione Industriale 051


Speciale Tecnologie

I vantaggi

dei motori lineari

L’argomento risparmio energetico non è

nuovo, ma solo negli ultimi tempi ha subito

un’accelerazione e questo grazie anche

all’introduzione del recente protocollo di Kyoto

per la riduzione delle emissione di CO e alla

2

maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica

I

produttori di macchine

automatiche hanno sempre

prestato la massima

attenzione all’ottenimento delle

migliori prestazioni possibili

con la soluzione più economica

in assoluto e la scelta è quindi

caduta principalmente sulla

tecnologia pneumatica. In

effetti la pneumatica permette

di ridurre notevolmente i costi

della macchina a discapito

però dei consumi energetici. I

costruttori sono sempre stati

riluttanti all’utilizzo di motori

elettrici con elevati rendimenti

fondamentalmente per timore di

inserire costi aggiuntivi e perdere

quindi competitività sul mercato.

Sino agli anni Ottanta, quando

si parlava di motori elettrici,

si identificava la categoria dei

motori asincroni in corrente

alternata, anche perché questa

052 Automazione Industriale - Aprile 2013

di Andrea Colombo

era la tecnologia più diffusa nel

mondo industriale; tutti sanno

che i motori asincroni hanno

rendimenti molto bassi e che

quindi buona parte dell’energia

impiegata per azionarli viene

irrimediabilmente persa. Ci

sono voluti trent’anni per far

Francesco

Girardi,

direttore vendite

di Pamoco

comprendere che con l’utilizzo

di motori brushless (lineari o

rotativi), inverter rigenerativi

e riduttori di velocità ad alto

rendimento si potevano ottenere

macchine più compatte con

maggiori prestazioni e minori

consumi energetici.

Oggi il processo di conversione

di queste macchine è in corso,

ma se consideriamo quante

di queste vengono ancora

realizzate con concetti obsoleti

c’è da chiedersi quanto margine

percentuale ci sia per una

grande riduzione dei consumi.

Se consideriamo che una

macchina equipaggiata con

cilindri pneumatici richiede

una continua produzione di aria

compressa, anche quando gli

attuatori non devono svolgere

compiti di posizionamento, si

può facilmente comprendere

quanta energia venga sprecata.

Si pensi a macchine che

dispongono a volte di decine di

movimentazioni, ad esempio

nel settore dell’imballaggio, e

si potrà comprendere quanta

energia viene erogata per

garantirne il funzionamento.

Soltanto per dare un’idea,

la movimentazione di un

piccolo cilindro pneumatico

con un duty cycle del 50%

produce in un anno sino a

circa 20 tonnellate di CO 2 . Si


moltiplichi questa cifra per il

numero di assi in circolazione

e risulteranno numeri

impressionanti.

Una spinta

dal basso

La vera spinta all’utilizzo di

tecnologie atte alla riduzione

dei consumi energetici è

stata fornita dai clienti finali,

cioè dagli utilizzatori delle

macchine. Ovviamente la giusta

medicina non è solo l’oculata

scelta dei componenti quanto il

corretto dimensionamento dei

motori elettrici che risultano

a volte sovradimensionati.

Pamoco si occupa di

automazione da molti anni

e ha sempre consigliato agli

utilizzatori un’oculata scelta

delle motorizzazioni destinate

all’equipaggiamento delle

macchine.

“Pamoco ha avuto esperienza

negli ultimi anni di applicazioni

ad alta dinamica, in particolare

nel settore del confezionamento

di prodotti, che ha risolto

inserendo i motori lineari di

LinMot; in questo caso si è

ottenuta una riduzione degli

ingombri, un aumento delle

prestazioni e dell’affidabilità

della macchina oltre a una

drastica riduzione dei consumi

energetici”, spiega Francesco

Girardi, direttore vendite di

Pamoco. “Oggi questo tipo di

Tecnologie Speciale

prodotto è ormai maturo e negli

ultimi due anni si è notata una

maggiore sensibilizzazione

da parte delle aziende per

investire su questo tipo di

componente, ben sapendo

che i costi di investimento

vengono ripagati in 12/24 mesi.

Esistono comunque molti altri

accorgimenti per la riduzione

dei consumi sulle macchine

automatiche, non ultimo

l’utilizzo e la progettazione

di organi di trasmissione

meccanica con rendimenti più

elevati”.

Per informazioni

Pamoco

www.pamoco.it


Speciale Tecnologie

Obiettivo monitoraggio

Secondo l’Energy & Efficiency Report del Politecnico

di Milano, razionalizzare i consumi energetici migliora

le prestazioni economiche aziendali. Un obiettivo

che può essere raggiunto grazie a Zucchetti Energy

& Efficiency

Report, elaborato a fine

L’Energy

2012 dall’Energy &

Strategy Group del Politecnico

di Milano, ha mostrato che per

le imprese italiane la limitazione

degli sprechi e l’ottimizzazione

dei consumi nella propria attività

produttiva è un’esigenza sempre più

sentita, ma non ancora una priorità.

Sussiste un alto potenziale di

risparmio energetico non sfruttato.

Specialmente in tempi di crisi,

razionalizzare i consumi energetici

può costituire una leva importante per

aumentare le performance aziendali:

i ricercatori del Politecnico di Milano

hanno stimato che una riduzione del

10% sulla spesa in energia produce

miglioramenti compresi tra il 2% e

il 6% dell’Ebitda aziendale. C’è un

problema culturale in Italia: nel

054 Automazione Industriale - Aprile 2013

Zem

rappresenta

la soluzione

ideale di energy

management

per svolgere

tutte le azioni

finalizzate alla

forte riduzione

di consumi e

costi

di Andrea Colombo

campione analizzato poco meno del

17% delle industrie non soggette a

obbligo di nomina (Legge 10/91)

dispone di un Energy Manager,

mentre solo il 22% delle aziende adotta

un approccio strutturato alla gestione

dell’energia, a fronte di un 69% che

adotta approcci non strutturati.

La Z di… Zem

Zucchetti Energy, società del

gruppo Zucchetti, ha messo a punto

una soluzione completa per la

razionalizzazione e il monitoraggio

dei consumi energetici. Zem, che sta

per Zucchetti Energy Management,

è un sistema composto da una parte

hardware, ossia contatori, sensori

e centraline, e da una componente

software per l’elaborazione dei dati

che rappresenta un servizio di misura

e contabilizzazione dell’efficienza

energetica e di monitoraggio della

qualità ambientale, all’interno degli

edifici, seguendo i parametri dettati dai

principi dell’edilizia sostenibile.

Le diverse tipologie di sensori

vengono installati sui quadri elettrici,

sugli impianti e nei diversi ambienti

di lavoro per la contabilizzazione

analitica dei dati di consumo.

Attraverso l’utilizzo di centraline

elettroniche, i consumi rilevati

vengono trasmessi a un server remoto.

Il server gestisce i dati via web e li

elabora grazie a specifici algoritmi, che

permettono a Zem di soddisfare ogni

tipo di esigenza.

Il cliente può inoltre definire le

aree di analisi e di elaborazione

dati ed eventualmente segnalare

l’esigenza di creare modelli energetici

personalizzati, tramite il personale

Zucchetti Energy dedicato.

Zem consente anche di configurare

dispositivi in grado di monitorare

parametri quali temperatura,

pressione, umidità, luminosità,

radiazione solare. Sono utilizzati sia

per il controllo della qualità dell’aria,

delle condizioni meteo e di comfort

all’interno dell’edificio, sia per la

creazione dei modelli energetici di

controllo e di budget. Il sistema è

multi-site e multi-utente, con diversi

permessi in base al tipo di accesso. È

possibile gestire, tramite i comandi di

configurazione, gli utenti, gli accessi e

le classi di allarme e report. Gli utenti

con permesso di accesso passano

attraverso una fase di creazione del

profilo.

Per informazioni

Zucchetti

www.zucchetti.it


Speciale Applicazioni

Crescere secondo

norma

Da realtà energivora il Gruppo Amadori è diventato oggi

una società per la quale l’energia rappresenta finalmente

una risorsa strategica che sostiene la crescita. Merito delle

certificazioni ottenute e, soprattutto, dei sistemi Electrex

Il Gruppo Amadori è una delle

principali realtà nel settore

agroalimentare italiano e un

punto di riferimento per i piatti

a base di carne: fondato a San

Vittore di Cesena oltre 40 anni

fa, è presente oggi sul territorio

nazionale con stabilimenti

industriali, filiali e agenzie,

contando sulla collaborazione di

oltre 7mila lavoratori.

Il percorso intrapreso dal

Gruppo Amadori nasce dalla

consapevolezza di essere un’azienda

energivora. Con il recente

raggiungimento della certificazione

secondo la norma Iso 50001,

questo percorso si è arricchito di

un metodo che abbraccia risorse

e processi in modo sistematico. Il

Sistema di gestione dell’Energia

secondo la norma Iso 50001 è stato

integrato con il Sistema Qualità

Iso9001 e quello Ambientale Iso

14001, già presenti in azienda.

Il raggiungimento della

certificazione Iso 50001 per lo

056 Automazione Industriale - Aprile 2013

La gamma

dei prodotti

Electrex è

composta anche

da software per

la rilevazione

e la gestione

dell’energia

di Andrea Colombo

stabilimento Avicoop di Cesena

è una tappa fondamentale per

Amadori: non il fine ma il mezzo

per rendere più strutturato

ed efficace l’insieme degli

atteggiamenti e delle azioni nei

confronti degli aspetti energetici.

Più precisamente, lo stabilimento di

Cesena nasce nel 1968 ed è il primo

stabilimento di trasformazione

del gruppo. Nello stabilimento

è stato installato un sistema di

monitoraggio Electrex composto

da più di 100 apparati che rilevano

i dati energetici (energia elettrica,

acqua e gas) di varie utenze e

alcuni software che consentono la

rilevazione continua dei dati e la

generazione automatica di report.

L’analisi effettuata nel corso

della certificazione Iso 50001 ha

individuato le seguenti criticità

iniziali: la mappatura dei processi

in termini energetici non era

organizzata, erano già presenti

numerosi misuratori di energia

sul campo, ma non era presente

un’adeguata organizzazione

interna all’azienda per la gestione

del dato raccolto e la relativa

analisi; in generale c’era una scarsa

consapevolezza sugli aspetti

energetici e non veniva data la

giusta importanza alla gestione

del dato energetico né da parte

del management né da parte degli

operativi addetti ai processi.

Da dove si è partiti

Da alcuni anni il Gruppo Amadori

ha installato nei suoi stabilimenti

dei sistemi di misura dei consumi

energetici (elettrici e termici) e

dell’acqua. Nello stabilimento

di Cesena sono in funzione vari


dispositivi Electrex che raccolgono

i dati relativi ai consumi di energia

elettrica (compresa l’analisi della

qualità dell’energia), di gas e acqua.

I dati raccolti sono trasmessi ai

server locali attraverso le reti

Ethernet e Modbus RS485 e raccolti

in un database centrale.

Prima dell’implementazione del

Sistema di Gestione dell’Energia

la gestione dei dati era

prevalentemente di tipo economico,

cioè dava una visione globale dei

consumi.

Il percorso seguito per conseguire

la certificazione Iso 50001 ha

comportato l’organizzazione del

Sistema di Gestione dell’Energia

(Sge) e la nomina del Responsabile

del Sistema di Gestione dell’Energia

(Rsge). Il Sistema di Gestione

Ambientale ha aumentato la

consapevolezza di attivare degli

indicatori di performance energetici

come strumenti di miglioramento e

la necessità di avere dei dati analitici

e quindi misurabili.

Gli aspetti principali sui quali il

team di Amadori ha lavorato sono

la ridefinizione capillare della

mappatura dei principali processi

produttivi in termini energetici,

l’implementazione del sistema di

misura e l’analisi energetica con

generazione automatica di report.

Dal punto di vista dell’efficienza

energetica i benefici ottenuti sono

vari, si va dall’organizzazione dei

dati per linea produttiva e per

singola utility per poter gestire i

processi produttivi e i centri di

costo all’ individuazione immediata

di assorbimenti anomali o trend

negativi, sui quali è necessario

operare prontamente. Tra gli

altri vantaggi vanno ricordati la

possibilità di intervenire anche in

termini di manutenzione predittiva;

la storicizzazione dei dati e gli

scostamenti rispetto a situazioni

produttive analoghe dello stesso

stabilimento o altri stabilimenti

del gruppo; l’individuazione delle

inefficienze energetiche, degli

sprechi, nonché la valutazione e

l’individuazione degli interventi

tecnico/gestionali per la riduzione

dei consumi; la valutazione dei

progetti di energy saving.

I prossimi passi

L’analisi effettuata sui dati raccolti

ha consentito di individuare diverse

opportunità di miglioramento e ha

portato alla definizione di un piano

strategico che prevede lo sviluppo di

Applicazioni Speciale

I prodotti

Electrex sono

interamente

pensati,

progettati e

prodotti in Italia

alcuni progetti che comporteranno

un investimento di oltre 7 milioni

di euro.

I settori di intervento riguardano

le energie rinnovabili (si prospetta

una soluzione di cogenerazione a

biogas da 1 MWe), l’efficienza nella

trasformazione dell’energia (con una

nuova centrale termica da 7 MWt e

nuovi impianti di cogenerazione 3

e 4 MWe) e l’efficienza nell’utilizzo

finale dell’energia, con il passaggio

dalla gestione passiva alla gestione

attiva dell’energia tramite utilizzo di

inverter.

Tra gli altri interventi programmati,

spicca l’ampliamento del sistema di

monitoraggio dei consumi Electrex,

la sensibilizzazione attraverso la

formazione sia dei lavoratori sia dei

fornitori e il consolidamento delle

regole definite con la norma Iso

50001.

La quantificazione dei tempi di

rientro degli investimenti è stata

possibile grazie alla disponibilità

dalle misure storiche dettagliate

e continuative delle varie utenze.

Questi dati hanno consentito di

effettuare calcoli e simulazioni

fondamentali nella valutazione

degli investimenti. La misurazione

continuativa consentirà poi di

monitorarne il rendimento in

termini di efficienza delle azioni

intraprese.

Gli obiettivi che il Gruppo Amadori

si è posto per i prossimi anni,

infine, sono il consolidamento del

sistema di gestione dell’energia e la

riduzione dei consumi del 10% nei

prossimi due anni.

Per informazioni

Electrex (marchio di Akse)

www.electrex.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 057


Speciale Applicazioni

L’efficienza?

Parte dal controllo

dei consumi

Come si può realizzare una linea di produzione per carrozzerie orientata ai costi

e alle prestazioni e, nello stesso tempo, ridurre del 50% il fabbisogno energetico

e di risorse? All’ardua sentenza risponde il progetto di ricerca Innovationsallianz

Green Carbody Technologies

Innovationsallianz Green

Carbody Technologies

è un progetto di ricerca

al quale partecipano oltre 60

allestitori e fornitori dell’industria

automobilistica, sotto il

coordinamento di Volkswagen AG e

dell’istituto Chemnitzer Fraunhofer-

Institut für Werkzeugmaschinen und

Umformtechnik.

Il progetto Innovationsallianz Green

Carbody Technologies ha come

obiettivo lo sviluppo di soluzioni

automatizzate per l’attivazione di

stati operativi orientati al fabbisogno,

per impianti e relativi componenti.

La base per lo sviluppo di un

sistema di gestione dell’energia è

la modellazione del fabbisogno di

risorse in funzione della tecnica

di produzione utilizzata in varie

condizioni operative, così da

simulare e quindi prevedere il

comportamento dell’impianto. Lo

sviluppo e la parametrizzazione dei

058 Automazione Industriale - Aprile 2013

modelli richiedono una raccolta

esaustiva dei valori d’energia

necessari nei sistemi di processo

e d’automazione con misuratori

e contatori dei consumi installati

nell’impianto. Inoltre, i valori

misurati vanno correlati alle

condizioni operative.

La sfida della raccolta dati

Il progetto di ricerca andrebbe

eseguito in un ambiente industriale

Nel settore

carrozzeria di

Volkswagen AG

a Wolfsburg

sono utilizzati

i Remote Field

Controller (Rfc)

di Phoenix

Contact

di Andrea Colombo

il più possibile reale. Pertanto, i

partner di progetto hanno scelto

un impianto di produzione per la

portiera della Golf VI nel settore

carrozzeria di Volkswagen AG a

Wolfsburg: qui vengono registrati

e archiviati i flussi d’energia rilevati

tramite la misurazione dei valori di

potenza elettrica, portata, pressione

e temperatura dei sistemi di processo

esistenti. Per creare una base di dati

dettagliata e significativa, tutti i

sistemi di processo e d’automazione

sono dotati di contatori. In totale si

contano oltre 420 punti di misura

tramite i rilevatori supplementari

installati.

L’impianto di produzione per la

portiera della Golf VI comprende

le funzioni di processo saldatura

laser e saldatura a punti, saldatura

Mig (Metal Insert Gas), incollaggio,

tranciatura e piegatura. Dei robot

di movimentazione forniscono

alle stazioni di processo i


componenti provenienti dalle

stazioni di deposito. Pertanto tutti

i tipici processi di produzione

automobilistica (assemblaggio,

montaggio e movimentazione) sono

inclusi nell’impianto e vengono

tenuti in considerazione a livello

progettuale. In particolare, i processi

di saldatura laser e saldatura a punti

sono processi altamente dinamici,

in quanto le correnti di saldatura

aumentano notevolmente per

intervalli di tempo molto brevi. Per

ottenere un quadro rappresentativo

del consumo energetico anche

in tali condizioni di processo

relativamente brevi, tutti i dati di

questi punti di misura dovrebbero

essere registrati e memorizzati

a distanza di dieci millisecondi.

Questo impone particolari requisiti

in termini di sistema di misurazione

e topologia da realizzare, architetture

di comunicazione e potenza

dell’hardware utilizzato.

Per la raccolta dati, i rilevatori

dei mezzi di misurazione, i

contatori volumetrici e i sensori

di pressione per l’aria compressa,

gli amperometri e i rilevatori

di temperatura per l’acqua di

raffreddamento nonché i contatori

per l’energia elettrica sono stati

collegati a stazioni Interbus

decentrate (box di misurazione)

tramite specifiche interfacce. Dato

che la struttura della stazione e la

lunghezza della linea sono noti,

il sistema Interbus permette di

calcolare il tempo di ciclo del bus.

Questa è la premessa per leggere

i dati attuali dei sensori mediante

la pianificazione di una topologia

specifica, dati che Interbus può

fornire a distanza di sei millisecondi.

In totale sono stati installati 29

box di misurazione, collegati ai

Remote Field Controller (Rfc) di

Phoenix Contact. Per soddisfare

i requisiti temporali, cinque di

Applicazioni Speciale

Innovationsallianz

Green

Carbody

Technologies

è un progetto

di ricerca che

coinvolge oltre

60 allestitori

e fornitori

dell’industria

automobilistica

questi controllori fungono anche da

database manager, assegnando ai

dati misurati un timbro temporale e

scrivendoli direttamente via Ehernet

in un database Microsoft Sql.

Si guarda già oltre

Contemporaneamente alla

registrazione dei valori di misura,

occorre determinare le condizioni

operative attive dell’impianto e lo

stato delle funzioni di processo

attuali. Per questo i sistemi di

controllo dell’impianto sono

collegati a un Rfc. I partner di

progetto non potevano infatti

modificare il programma di

controllo dell’impianto, quindi

le informazioni di processo dei

sistemi di controllo vengono solo

recepite, contrassegnate con un

timbro temporale e archiviate nel

database Microsoft Sql. Per ottenere

una sintesi del fabbisogno d’energia

e di risorse riferito alle condizioni

di processo, i partner di progetto

mettono in correlazione i valori

misurati nella successiva analisi

utilizzando i timbri temporali con i

segnali di processo.

Obiettivo del progetto di

Innovationsallianz è poter integrare

le conoscenze acquisite, in un

prossimo futuro, come ampliamento

funzionale del sistema d’automazione

esistente. La premessa fondamentale

è lo sviluppo di soluzioni di validità

generale, trasferibili e rappresentabili

in scala, per semplificare il sistema

nonostante l’aumento della

complessità e ridurre così i costi di

progettazione.

Per informazioni

Phoenix Contact

www.phoenixcontact.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 059


Speciale Applicazioni

Basse temperature

elevata efficienza

L’energy saving è un tema di grande importanza nel mondo industriale attuale, sia

esso riferito a grandi impianti o a singole macchine. Per questo, numerosi produttori

hanno analizzato i propri dispositivi per ottimizzarne la resa

Comau ha ottimizzato

l’efficienza dei suoi

centri di lavoro con gli

scambiatori acqua - aria di Rittal.

Comau nasce nel 1973 come

consorzio che riunisce i principali

costruttori di macchine utensili

dell’area torinese (il nome è

infatti un acronimo di Consorzio

Macchine Utensili) e diventa società

nel 1977. Da allora il gruppo,

con sede principale a Grugliasco,

si è notevolmente ingrandito,

raggiungendo un livello globale nel

campo dell’automazione industriale

e arrivando a operare in tutto il

mondo, con una rete di 26 sedi in

15 Paesi, grazie a cui è in grado di

fornire ai propri clienti i più alti

standard di supporto in ogni angolo

del globo.

L’attività di Comau si articola

in quattro segmenti produttivi

principali, seguiti ciascuno da

un’apposita divisione: Aerospace

Production and Systems, Body

Welding and Assembly, Powertrain

Machining and Assembly e

Robotics and Maintenance Services.

060 Automazione Industriale - Aprile 2013

La

configurazione

modulare

di Comau

Smartdrive

SD700L

consente di

far fronte

a esigenze

di mercato

differenti

Come risparmiare energia

Grazie alla competenza nella

produzione di soluzioni per

l’industria automotive, la divisione

Powertrain Machining and

Assembly di Comau ha ricevuto

da un importante gruppo

automobilistico americano

l’incarico di realizzare i centri di

lavoro destinati a essere inseriti

nelle linee produttive di un

impianto situato in uno stato

dell’Europa dell’Est allo scopo di

realizzare i blocchi motore degli

autoveicoli.

di Andrea Colombo

Per questa applicazione, l’azienda

ha scelto di adottare i cnc Comau

Smartdrive SD700S e SD700L, la cui

configurazione modulare è capace

di far fronte a esigenze di mercato

differenti in termini di flessibilità

e scalabilità di produzione e di

garantire un’elevata produttività,

prestazioni e bassi costi d’utilizzo

durante tutto il ciclo di vita.

L’esigenza di massimizzare

l’efficienza energetica è stato un

vincolo imprescindibile nella

realizzazione di questa macchina,

sia come conseguenza dei concetti

energy saving dettati dalla nuova

Product Line eComau, sia per

specifiche esigenze in termini

di risparmio energetico presenti

all’interno del capitolato del cliente

finale.

Per rispondere al meglio a tali

richieste, Comau ha analizzato la

propria applicazione per identificare

gli elementi a maggior consumo

e agire su di essi, riducendo così

il dispendio energetico totale.

Nel caso specifico, le analisi

hanno evidenziato la possibilità


di intervenire per abbattere la

richiesta energetica legata al

sistema di refrigeramento delle

apparecchiature elettriche contenute

nel centro di lavoro.

Nelle precedenti versioni della

macchina tale funzione era svolta da

un condizionatore dedicato, che in

questa nuova applicazione Comau

ha deciso di sostituire con uno

scambiatore acqua-aria in grado

di sfruttare il Chiller già presente a

bordo macchina. In tal modo, non

sono necessari ulteriori apparati per

abbattere la temperatura del liquido

di refrigerazione presente nello

scambiatore: Comau ha potuto

così ridurre in modo sensibile la

richiesta di energia per il corretto

mantenimento delle temperature di

lavorazione.

La risposta è sul listino

L’ampiezza di catalogo Rittal ha

permesso a Comau di trovare

risposta alla sua esigenza,

individuando un prodotto a listino

che fosse in grado di integrare le

esigenze del progetto con quelle

della macchina e di un’architettura

standard, permettendo al contempo

di evitare le difficoltà riscontrate in

precedenza con altre tipologie di

condizionatori e scambiatori.

Per l’applicazione in esame è stato

quindi adottato uno scambiatore

SK3375.100, adatto a essere

montato sulle pareti o sulla porta

dell’armadio. Questa famiglia di

scambiatori è caratterizzata da una

resa termica particolarmente elevata

rispetto alla media dei prodotti

presenti sul mercato ed è in grado

di operare per asportare il calore

dissipato all’interno degli armadi di

comando in presenza di temperature

comprese tra 1 e 70 °C.

Un’analisi del layout del modulo

e una verifica corretta modalità

ricircolazione aria hanno permesso

di identificare la migliore posizione

di montaggio del modulo

scambiatore, in grado di consentire

buone condizioni di aspirazione e

ventilazione. Il tutto è stato calato

all’interno di una nuova architettura

di macchina che sfrutta al meglio

le caratteristiche di dissipazione

determinate dall’installazione dello

scambiatore nelle zona posteriore

dell’armadio elettrico.

Grazie ai componenti specifici per

l’indirizzamento dell’aria offerti

da Rittal come accessori a tale

prodotto, Comau ha potuto infatti

realizzare un raffreddamento

mirato, facendo circolare l’aria

secondo percorsi precisi che la

convogliano direttamente sulle

utenze da raffreddare. In questo

modo si assicura una temperatura

ottimale uniformemente distribuita

per tutta l’altezza dell’armadio e

si riduce contemporaneamente

il volume d’aria da raffreddare: il

risultato è un ulteriore aumento

l’efficienza energetica del sistema.

Al termine del percorso, l’aria ormai

riscaldata viene spinta sulla batteria

di scambio, dove il calore dissipato

nell’armadio viene assorbito dal

liquido tramite uno scambiatore

a pacco alettato. La potenza

frigorifera è regolata in base alla

temperatura nominale all’interno

dell’armadio e alla temperatura

dell’acqua in entrata. L’impiego di

acqua industriale fornita dal cliente

finale costituisce un ultimo esempio

della massimizzazione dell’efficienza

prodotta dalla macchina. Oltre

alla possibilità di gestire in modo

Applicazioni Speciale

L’esigenza di

massimizzare

l’efficienza

energetica è

stato un vincolo

imprescindibile

nella

realizzazione

di Comau

Smartdrive

SD700L

mirato la circolazione dell’aria e di

installare il chiller sul retro degli

armadi, la scelta di adottare prodotti

Rittal ha permesso a Comau di

potersi avvalere di un partner

presente nei capitolati del cliente

finale e in grado di assicurare

assistenza e supporto tecnico in

tutto il mondo, grazie a una fitta

rete di centri di service.

Inoltre, adottando lo scambiatore

SK3375.100, Comau ha potuto

giovarsi di un prodotto rispondente

alle certificazioni UL e quindi

ampiamente utilizzabile in tutto il

mondo.

Per informazioni

Rittal

www.rittal.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 061


Speciale Applicazioni

La ricetta

per risparmiare

Un sistema aperto che supera i limiti della tradizionali

soluzioni Hvac in uso e permette un risparmio fino al 25%

dei costi energetici. È quanto ha sviluppato un’innovativa

società di automazione svedese

svedese SNoK

AB ha sviluppato

L’azienda

una soluzione per il

controllo dei sistemi Hvac, di

raffreddamento/congelamento e di

monitoraggio climatico specifica

per il settore farmaceutico. Queste

Il controllo

ambientale

nel settore

farmaceutico

è molto

importante

062 Automazione Industriale - Aprile 2013

di Andrea Colombo

soluzioni, che prevedono l’utilizzo

di hardware e software di Rockwell

Automation, non solo permettono

di risparmiare notevoli quantità di

energia, ma anche di controllare con

maggior precisione le condizioni

ambientali critiche.

Cosa serve agli impianti

Il controllo della temperatura

e dell’umidità in un impianto

farmaceutico è di fondamentale

importanza”, spiega Liam Kennedy,

co-fondatore e responsabile Sistemi di

controllo in SNoK AB. “Ci sono molte

soluzioni ad alto consumo energetico

che alternano raffreddamento

e riscaldamento. Molte aziende

desiderano massimizzare l’efficienza

energetica e nel contempo avere un

accesso completo al processo e a

tutti i parametri, cosa che le attuali

soluzioni black box non permettono

di fare o per lo meno non a un livello

soddisfacente”.

Con le tipiche soluzioni Hvac per

l’industria farmaceutica, quando

la temperatura esterna è bassa, il

sistema aspira l’aria e la riscalda,

mentre quando fa caldo, la raffredda

e quindi la riscalda nuovamente

per asciugare l’umidità. Si tratta

di un processo a elevato consumo

energetico, tuttavia questo approccio

è apprezzato perché basato su un

ciclo costante di aria in entrata e

in uscita. Naturalmente sarebbe

possibile riutilizzare una parte

dell’aria che esce dall’impianto per il

ricircolo e questo permetterebbe di

ridurre significativamente il consumo

energetico ma, al tempo stesso,

renderebbe difficile il controllo e il

mantenimento dei differenziali di

pressione positiva richiesti nelle aree

di produzione sterili.


Che aria tira

“La nostra soluzione permette

di fare entrambe le cose”, spiega

Kennedy. “Abbiamo fatto in modo

che gli utenti possano utilizzare

l’aria di ricircolo e combinarla

con l’alimentazione esterna e nel

contempo mantenere costante la

pressione senza alcun rischio per la

produzione.

Il modo più economico per

riscaldare o raffreddare un

edificio è quello di riutilizzare

l’aria, ma, a causa dell’umidità, è

necessario variarne la quantità

e avere costantemente la giusta

combinazione di aria interna ed

esterna”.

Un tradizionale economizzatore di

flussi analizza l’aria esterna e agisce

in base al suo grado di umidità

e temperatura; se troppo umida

o troppo calda entra in modalità

ricircolo, se sufficientemente fredda

o secca, aspira aria dall’esterno per

riscaldarla con un dispiego notevole

di energia. La scelta è quindi

esclusivamente limitata tra ricircolo

completo o l’utilizzo di aria esterna.

“Con gli approcci di tipo

tradizionale sorge anche un altro

tipo di problema: l’inaffidabilità

dei sensori in presenza di tassi di

umidità superiori al 90%”, afferma

Kennedy. “Questo problema ha

creato l’esigenza del passaggio

dall’uso dell’aria esterna a quella

riciclata. Gli operatori sono costretti

a utilizzare tutto o niente proprio

perché non possono contare sui

sensori”.

Senza sbalzi di pressione

“Quando eroghiamo l’aria

sappiamo che dobbiamo farlo a

livelli di temperatura e umidità

specifici, ma ci preoccupiamo

solo della temperatura dell’aria

esterna”, sostiene Kennedy. “Se si

conosce il tasso di umidità dell’aria

di ritorno, è possibile regolare

l’umidità dell’aria esterna sulla

base di una relazione tra aria di

base/temperatura/umidità. Questo

elimina la dipendenza da sensori

esterni inaffidabili”.

“Controlliamo il sistema sulla base

dei tassi di umidità dell’aria fornita

(in entrata) e di quella di ritorno (in

uscita)”, continua Kennedy. “Grazie

alla regolazione costante tra aria

di ritorno e aria esterna, siamo in

grado di ottenere la temperatura

e l’umidità richieste, riducendo il

consumo di energia ed evitando

sbalzi di pressione. Se l’aria che

entra nell’impianto è leggermente

umida, attingiamo a seconda del

caso o dall’aria di ricircolo o da

quella esterna fino a ottenere le

condizioni desiderate e, poiché

utilizziamo al massimo l’aria in

uscita, il consumo di energia è

molto ridotto”.

Tiriamo le fila

Al centro delle soluzioni sviluppate

da SNoK AB, ci sono i controllori

Applicazioni Speciale

I dispositivi

di automazione

si interfacciano

con la rete

attraverso

gli switch

Stratix 8000

di automazione programmabili

(Pac) Allen-Bradley ControlLogix

e CompactLogix di Rockwell

Automation, collegati al resto

del sistema tramite dei Point I/O

sempre Allen-Bradley. L’intera

soluzione di controllo Hvac è

visibile all’utente e i componenti

della soluzione per il controllo di

processo PlantPAx di Rockwell

Automation ne sono alla base.

Le ventole sono controllate dalle

unità Allen-Bradley PowerFlex

753 e l’interfaccia uomo macchina

locale è fornita dai pannelli

PanelView Plus Allen-Bradley,

mentre il sistema Scada è

FactoryTalk View SE, che offre

completa visibilità sul controllo

di processo basato su moduli di

controllo e maschere PlantPAx

di facile programmazione. La

parte finale dell’equazione è data

dall’interfaccia con la rete tramite

gli switch Stratix 8000 di Rockwell

Automation, che consentono di

definire il tipo di connessione (ad

esempio, ad alta priorità di traffico)

e forniscono automaticamente la

larghezza di banda necessaria.

“La soluzione che abbiamo

sviluppato ha un potenziale di

risparmio energetico del 20-25%”,

sostiene Kennedy, “benché la cifra

esatta dipenda dalle condizioni

ambientali. Tuttavia siamo tranquilli

nello stimare almeno il 15% di

risparmio nel corso dell’anno che, in

un’estate umida, potrebbe salire fino

al 25%. Siamo anche sicuri che il

costo dell’impianto verrà recuperato

in meno di due anni”.

Per informazioni

Rockwell Automation

www.rockwellautomation.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 063


Speciale Applicazioni

Essere in salute

con energia

Alla necessità di razionalizzare i consumi energetici, oggi,

non sfugge neppure il settore della sanità. Vediamo come

l’ospedale di Murska Sobota, in Slovenia, ha affrontato la

sfida dell’ammodernamento dei sistemi per la distribuzione

dell’energia, passando per il Mes

di Murska

Sobota, città della Slovenia

L’ospedale

Nord-orientale, dispone

di oltre 350 posti letto e di diversi

studi medici specializzati. I reparti

di terapia intensiva, quelli dove

vengono ricoverati i pazienti e

gli ambulatori sono distribuiti in

diversi edifici disseminati attorno al

complesso principale. Per garantire

ai pazienti un trattamento di

elevata qualità e facilitare le diverse

064 Automazione Industriale - Aprile 2013

operazioni, il consumo di energia

dell’ospedale è decisamente elevato.

Il continuo aumento dei costi legati

all’energia, insieme a una costante

attenzione ambientale, ha avuto un

impatto considerevole nella scelta di

ridurre i consumi energetici. Nel 2010,

l’ospedale di Murska Sobota ha avviato

una ristrutturazione generale che ha

incluso la verniciatura degli edifici,

l’installazione di nuovi macchinari

e la rimodernazione dei dispositivi

di Andrea Colombo

Il sistema

MePis Energy

dell’ospedale

Murska Sobota

gestisce ogni

tipologia

energetica,

dal consumo

all’interno degli

edifici a quello

dei singoli

dispositivi

elettrici e dei sistemi per la distribuzione

dell’energia. Sono stati installati molti

dispositivi per generare energia e calore

con il principale obiettivo di ridurre il

consumo di energia e avere un impatto

minore sull’ambiente. Tuttavia, per

quanta attenzione venga messa nella

scelta e nell’implementazione dei

dispositivi energetici, il successo di tali

scelte è strettamente connesso con una

gestione efficiente dell’energia.

Storia di una scelta

La necessità di disporre di una

soluzione in grado di fornire un

sistema centralizzato di acquisizione

dati relativi al consumo di energia che

fosse trasparente e fruibile a tutti i livelli,

e consentisse di disporre di strumenti

per il monitoraggio del consumo

elettrico in grado di rendere efficiente

la gestione del medesimo, ha spinto

l’ospedale di Murska Sobota ad adottare

la soluzione MePis Energy proposta da

Metronik, system integrator sloveno.

Il sistema MePis Energy rappresenta

la piattaforma ideale per monitorare il

consumo di energia e garantirne una

gestione efficiente. L’ architettura, che

ha al suo interno Proficy Historian,

fornisce affidabilità operativa e capacità

di connessione con i sistemi esistenti ed

eventuali nuovi sistemi di acquisizione

dati. L’utilità di tale architettura è

dimostrata dalla possibilità di verificare

l’operatività del sistema nell’ambito

dell’acquisizione della misurazione

dei dati: l’archivio contiene infatti


informazioni sulla qualità della

misurazione. In questo modo si può

stabilire quali misurazioni è probabile

siano difettose e per quali motivi.

Disporre di dati accurati è la base per

tutte le analisi di efficienza energetica.

MePis Energy, distribuito in Italia da

ServiTecno, è un sistema modulare di

gestione operativa della produzione

(Mes), che fornisce elevate funzionalità,

interfaccia a misura di utente ed elevate

capacità di analisi. MePis Energy

include strumenti per l’analisi e il

reporting dei consumi di energia e

strumenti per ottimizzare l’uso stesso

dell’energia. Con l’implementazione

di MePis Energy l’utilizzatore del

sistema ottiene un miglior controllo

sul consumo di energia, un incremento

dell’efficienza energetica, un efficace

strumento per attivare una politica

energetica e avviare le azioni necessarie,

un forte risparmio di energia e un

conseguente abbattimento dei costi.

Tutto sotto controllo

Il sistema MePis Energy dell’ospedale

Murska Sobota gestisce ogni tipologia

energetica, dal consumo all’interno

degli edifici a quello dei singoli

dispositivi (sistemi di raffreddamento,

KEBA: Stand J 059

boiler ecc.) e consente di analizzare

i seguenti elementi: valutazione

della qualità energetica (ad esempio,

efficienza del boiler), perdite nel

sistema di distribuzione all’interno

dell’ospedale (ad esempio, nelle

condutture dell’acqua), qualità dei

consumi.

A seconda della tipologia di utente,

sono stati introdotti indicatori

di energia dove sono di primaria

importanza il ‘consumo specifico

di energia per unità’ e il ‘tasso di

efficienza del sistema energetico’.

Il primo indicatore mostra il

comportamento degli utenti, mentre

nell’altro sono riportati gli errori

operativi dei dispositivi energetici. La

funzionalità delle analisi comparative

consente la valutazione delle

discrepanze dagli obiettivi preposti.

Grazie ai diagrammi M&T e ai dati

archiviati vengono definitivi gli

obiettivi, mentre dall’utilizzo dei

diagrammi CuSum viene verificata

l’efficienza su base giornaliera. Report

sull’energia supportati da diagrammi

consentono di realizzare report

dettagliati che eventualmente possono

essere esportati in altri applicazioni (ad

esempio, file Excel).

Ecco quello che serviva

Implementato agli inizi del 2012, dopo

solo sei mesi il sistema ha risposto

pienamente alle esigenze e alle aspettative

dell’ospedale, dimostrando di essere

affidabile e fornendo le prime informazioni

sullo stato dell’energia all’interno degli

edifici. Dati incorretti da alcuni contatori

dell’energia, consumi al di fuori dell’orario

di lavoro e operazioni di miglioramento

sono solo alcune delle prime osservazioni,

confermate già agli inizi dell’inverno

quando il consumo energetico raggiunge

i suoi massimi livelli. Grazie a MePis

Energy, l’ospedale di Murska Sobota può

quindi disporre di un flusso costante di

informazioni sui consumi energetici e di

acquisire e archiviare tali informazioni

su un server centrale. Gli indicatori di

energia e i rapporti sui consumi mostrano

chiaramente l’efficienza o meno dei singoli

edifici e dei diversi impianti; l’analisi dei

costi e dei consumi passati e presenti offre

un importante supporto in fase decisionale

per i futuri investimenti e si è rivelata

molto utile in fase di negoziazione con i

fornitori di energia.

Per informazioni

ServiTecno

www.servitecno.it

Pannelli Operatori Mobili facili da usare

KeTop – Lo Standard dei Pannelli

Operatori Mobili con Funzionalita‘ Teach-in





Via Bonaventura Zumbini 29, 20143 Milano

Tel.: +39 02 84990153, Fax: +39 02 84990154, italy@keba.com, www.keba.com

Applicazioni Speciale


Speciale Applicazioni

La strada del risparmio

Con modesti interventi alla portata di tutti, in ogni ambito

produttivo si possono ottenere risultati importanti nel

risparmio di energia elettrica

Lo stabilimento Michelin

Dundee, in Gran Bretagna,

ha ridotto drasticamente

il consumo di energia elettrica

utilizzando gli inverter e l’esperienza

di Emerson Control Techniques.

Lo stabilimento produce 24mila

pneumatici per automobili al giorno

per il mercato mondiale. Michelin

Dundee ha incaricato Mike Barklie,

Project Manager di questa unità

produttiva, d’individuare situazioni

produttive la cui efficienza poteva e

doveva essere migliorata.

“Ho misurato il fabbisogno attuale

di acqua fredda e ho compreso che

c’era molta energia potenzialmente

risparmiabile applicando degli

inverter per adattare la portata

delle torri di raffreddamento alla

domanda”, commenta Barklie

aggiungendo: “è stato un investimento

rilevante, ma ha permesso un ritorno

dell’investimento in meno di tre anni”.

Michelin Dundee si è rivolta a

Emerson Control Techniques, che

già collabora con il gruppo a livello

mondiale. Control Techniques ha

raccolto i dati registrati da Barklie e

ha effettuato una valutazione delle

possibilità di risparmio energetico

ottenibile. Per calcolare i consumi

energetici, Control Techniques ha

utilizzato il proprio software di

066 Automazione Industriale - Aprile 2013

Per calcolare

i consumi

energetici dello

stabilimento

Michelin

Dundee, è

stato utilizzato

il software

di calcolo

Energy Saving

Estimator

di Control

Techniques

di Andrea Colombo

calcolo Energy Saving Estimator,

appositamente sviluppato per fornire

report energetici a integratori e

utenti finali su macchine fluidiche

(pompe e ventilatori). Il software

determina sia le differenze

energetiche, sia la riduzione di

CO 2 derivante dall’applicazione

di un inverter su di una macchina

con un ciclo di funzionamento

noto e sistemi di regolazione

meccanici (serrande, valvole oppure

funzionamento On/Off).

Consumi in discesa

La torre evaporativa esaminata è

equipaggiata con due ventilatori e

una potenza elettrica di 30 kW per

motorizzazione. Le due celle da 300 m 3

totali sono alimentate da tre pompe da

22 kW l’una e dalla torre l’acqua viene

riportata in stabilimento tramite tre

pompe da 90 kW cadauna. I ventilatori

della torre di raffreddamento sono

concepiti l’uno in ausilio dell’altro.

In pratica con l’uso dell’inverter il

secondo ventilatore viene attivato

quando la portata richiesta al primo

supera il 60% della nominale unitaria.

Alla minima velocità (40% della

nominale), i ventilatori assorbono

appena 2,5 kW.

Il consumo medio è ora sceso

da 242 kW a 66 kW per le sei

motorizzazioni coinvolte nella

bonifica energetica, ovvero un

risparmio di 186 kWh, 4 MWh

al giorno. Tutte le pompe e i

ventilatori sono stati equipaggiati

con inverter Commander SK di

Control Techniques, tutti controllati

da un plc che monitorizza pressioni,

temperature e livelli dell’acqua

raffreddata; il plc riceve dagli

inverter i dati relativi ai consumi

elettrici delle singole motorizzazione

e ne ricava trend storici. La gestione

di pompe e ventilatori è affidata al

medesimo tipo d’inverter, la serie

Commander SK, che copre potenze

sino a 132 kW su motori asincroni.

Il vantaggio principale della serie

Commander SK risiede nella

semplicità d’uso e nella completezza

delle informazioni disponibili su vari

protocolli seriali, ad esempio, ore di

lavoro, kWh, potenza istantanea e

molte altre informazioni.

Per informazioni

Control Techniques

www.controltechniques.it


Un taglio

a fi li e cavi

All’Embedded World 2013 di

Norimberga, in Germania, è

stato presentato F3 Net, un

dispositivo di Automata in

grado di interfacciarsi con reti

di sensori wireless grazie al

software Angel Wsn Middleware

sviluppato da EdaLab. Il nuovo

dispositivo F3 Net consente un

attento controllo e un accurato

monitoraggio grazie all’impiego

di sensori wireless, economici

e facilmente installabili. Questo

sistema ha costi di realizzazione

molto contenuti ed elimina i

problemi legati alla presenza dei

cavi, le applicazioni sono pertanto

numerose e spaziano dalla

domotica, alla building automation,

dall’automazione di processo

all’agricoltura. F3 Net ottimizza

le operazioni di acquisizione,

controllo e remotazione dei dati,

rappresenta un modo semplice

per l’integrazione di applicazioni

gestionali nell’infrastruttura IT

esistente. F3 Net crea un nuovo

connubio tra la tecnologia Umts e

ZigBe per migliorare le applicazioni

di telemetria e M2M Machine-to

Machine.

Per informazioni

Automata

www.cannon-automata.com

EdaLab

www.edalab.it

Monitoriamo anche gli stand-by

Panasonic Electric Works ha

arricchito la propria gamma di

contatori di energia digitali Serie

KW con il nuovo KW9M che, in

un involucro da 96x96x70 mm,

permette la misura dei consumi di

energia attiva di utenze monofase

e trifase per tensioni (collegamento

diretto) e correnti rispettivamente

fi no a 500 VAC e 4.000 A. Il

contatore integra un display Lcd

retroilluminato (visualizzazione

simultanea di quattro valori) per

una facile lettura anche a distanza

dei principali parametri elettrici di

rete, compresi i valori energetici

(energia attiva, reattiva, apparente).

È conforme alla norma Iec 62053-

21 classe 1 per l’energia attiva e

Iec62053-23 classe 2 per

l’energia reattiva.

Tra le caratteristiche

spicca la possibilità

di conteggiare i valori

bidirezionali per

totalizzazione import/

export dell’energia

(impianti fotovoltaici/

eolici) e la capacità di leggere

correnti fi no a 1 mA (0,1% del valore

del TA) per rilevare il consumo di

energia elettrica di apparecchiature

in stand-by. Il periodo di refresh

delle misure rilevate è di 0,1 s.

Per informazioni

Panasonic Electric Works Italia

www.panasonic-electric-works.it

L’intelligenza nell’analisi energetica

Rockwell Automation arricchisce le sue

applicazioni software con nuove funzionalità

di energy intelligence. I nuovi tool, il

pacchetto FactoryTalk VantagePoint Energy

e i software FactoryTalk EnergyMetrix

e Allen-Bradley IntelliCenter Energy,

permettono ai responsabili di produzione

di avere completa visibilità sui consumi

energetici a livello di unità specifi ca, di linea

e di macchina, e di poter prendere decisioni

più consapevoli sulla gestione delle risorse

energetiche. Con le nuove funzionalità

di energy intelligence, infatti, si estende

anche all’ambito energetico il processo

di trasformazione delle informazioni

relative alla produzione in dati strutturati

(manufacturing intelligence) a supporto di

un processo decisionale informato.

“Per poter individuare spazi di

miglioramento, le aziende produttrici

Prodotti Speciale

devono invece avere a disposizione tutti

i dati che provengono da ogni specifi ca

area produttiva in modo da poter tracciare

il fabbisogno energetico e le variazioni, sia

a livello di singola linea che dell’intero sito

produttivo”, sostiene Mike Pantaleano,

Business Manager, Information Software,

Rockwell Automation. “Le strategie di

analisi energetica basate sul software

FactoryTalk permettono alle aziende di

visualizzare e monitorare i propri consumi

ed essere quindi in grado di ridurre il

tempo e gli sforzi per essere conformi alle

normative vigenti, di abbassare i costi

operativi e di massimizzare il proprio

profi tto”.

Per informazioni

Rockwell Automation

a cura di Andrea Colombo

www.rockwellautomation.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 067


Speciale Prodotti

Visione precisa

sugli asset

Infor propone il nuovo modulo

Energy Performance Management,

in grado di fornire una panoramica

completa dei consumi di energia e

supportare gli utenti nella gestione

dei costi legati al consumo di

energia e nella defi nizione di

policy aziendali sostenibili. Infor

Energy Performance Management

consente ai policy maker aziendali

di implementare iniziative di

risparmio energetico e identifi care

le emissioni di CO dell’impresa.

2

Integrato con le soluzioni Infor

Eam, il modulo fornisce anche

una visione dettagliata sui singoli

asset. La soluzione offre un sistema

centralizzato in grado di tenere

traccia delle metriche qualitative

e quantitative del consumo

energetico. Questo livello di visibilità

consente alle imprese di prendere

decisioni sulla gestione degli asset,

quali sostituzioni e aggiornamenti,

riducendo i costi. Il modulo genera

anche numerosi alert automatici

per informare gli utenti di eventuali

irregolarità energetiche che

potrebbero ridurre le prestazioni

degli asset o dell’innalzamento dei

consumi oltre la domanda massima

mensile stabilita. La soluzione

gestisce anche i dati di fatturazione

dei fornitori di energia, consentendo

alle aziende di quantifi care il

consumo energetico di ogni

specifi co asset per determinarne

il livello prestazionale.

Per informazioni

Infor

http://it.infor.com

068 Automazione Industriale - Aprile 2013

Qualità dell’energia?

Analizziamola

La qualità dell’energia è un argomento

di primaria importanza per la ricerca del

miglior risparmio e, quindi, dell’effi cienza

energetica possibile, soprattutto oggi,

nell’era della liberalizzazione. Asita ha

appena lanciato sul mercato il nuovo Pqa

modello AR6, uno strumento in grado

di visualizzare, registrare e analizzare

l’andamento nel tempo dei parametri di

rete nonché la qualità dell’energia di un

sistema elettrico in ca, comprese quelle

variazioni rapide e improvvise che sempre

più spesso causano malfunzionamenti

o, al peggio, danneggiamenti alle

apparecchiature elettriche presenti in

industrie, uffi ci e altre realtà produttive.

Lo strumento AR6 esegue e registra,

simultaneamente, tutte le misure di cui è

capace, e in particolare: l’andamento nel

tempo di tutti parametri di rete (V, I, P, Q,

S, PF, FQ) compresi i valori energetici, la

distorsione armonica totale e la relativa

scomposizione in componenti armoniche

di tensione e corrente fi no al 50°ordine, i

fattori di Flicker, di asimmetria del sistema

trifase e del Fattore di Cresta e Fattore K.

Per informazioni

Asita

www.asita.com

I numeri

dell’effi cienza

Quanti soldi risparmiano

gli utilizzatori del settore

costruzione macchine

e impianti attraverso

l’implementazione di

misure di effi cienza

energetica? Quali misure e per quali

risparmi? Festo fornisce esempi concreti

di calcolo per molte applicazioni come la

produzione delle scocche nell’industria

automobilistica, la lavorazione di

generi alimentari, l’assemblaggio di

minuterie, l’elettronica e l’automazione

di processo. Ad esempio, è possibile

risparmiare non meno del 73% con le

unità di manipolazione con il vuoto, i

cui generatori di vuoto siano controllati

da circuito a risparmio energetico.

I generatori di vuoto Festo Ovem e

Vadmi sono stati progettati per integrare

questi circuiti economizzatori. Risparmi

consistenti, fi no al 32%, possono

essere ottenuti riducendo la lunghezza

dei tubi nel settore dell’assemblaggio

di minuterie e dell’elettronica, dato

che a ogni attivazione dell’attuatore

pneumatico è necessario alimentare

e scaricare i tubi corrispondenti. I

servizi Festo Energy Saving offrono

agli utilizzatori di pneumatica una

vasta gamma di servizi personalizzati

per identifi care e ottenere il massimo

sfruttamento possibile del potenziale

di risparmio. Inoltre, il Support Portal

sul sito Internet Festo funziona come

una piattaforma di automazione on-line,

che permette di accedere ai servizi

desiderati.

Per informazioni

Festo

www.festo.it


Risparmi costanti

a velocità

variabile

Gli azionamenti a velocità

variabile Optidrive Hvac

di Invertek Drives

sono l’elemento trainante della

proposta di automazione rivolta

al risparmio energetico di Siei

Peterlongo Electric, distributore

in esclusiva per l’Italia di Invertek

Drives. I sistemi di trattamento

dell’aria e dell’acqua sono il cuore

pulsante di aeroporti, ospedali,

centri commerciali, scuole, edifi ci

pubblici, alberghi e laboratori. Un

accurato controllo della velocità

variabile di questi sistemi mediante

l’installazione degli inverter

Optidrive Hvac, studiati per queste

applicazioni, permette un notevole

risparmio energetico, economico

e nel segno del ‘green’, una

riduzione delle emissioni di CO . 2

Optidrive Hvac signifi ca regolare

al meglio mediante la funzione

ottimizzazione dell’energia

Prodotti Speciale

assorbita che minimizza l’uso

allo stretto necessario, e far

funzionare l’impianto solo quando

richiesto mediante la funzione

Sleep & Wake che permette, in

abbinamento a una semplice

regolazione Pid, di sospendere e

riprendere l’erogazione di energia

a richiesta controllando il tutto

solo con l’inverter. Proprio per

questo la gamma degli Hvac, che

copre potenze da 0,75 a 250 kW, è

stata pensata per essere installata

in campo, in condizioni diffi cili

e senza quadro elettrico se non

necessario.

Per informazioni

Siei Peterlongo Electric

www.sp-electric.it

Pianifi cazione fl essibile,

anche quando la scadenza incombe

La fl essibilità è indispensabile. L’ingegnerizzazione parallela attraverso la Piattaforma EPLAN ti rende più fl essibile nell’elaborazione dei

progetti, e permette di programmare meglio le risorse. Le scadenze sono saldamente sotto controllo e la trasparenza aumenta. La gestione

delle revisioni rende possibile introdurre modifi che fi no all’ultimo minuto, mentre lo scambio di dati aperto ti fa risparmiare tempo e stress.

Allora, quando pensi di provare anche tu l’ effetto e? www.eplan.it

Vieni a trovarci ad Affi dabilità & Tecnologie – Torino Lingotto Fiere (17-18 Aprile) Pad. 1 stand D30-D28


Speciale Prodotti

Più attenzione ai carichi elettrici

La gamma dei prodotti Abb

i-bus Knx per l’Energy&Load

Management viene ampliata

con il nuovo Energy Module

EM/S 3.16.1, dispositivo che

permette una dettagliata

analisi dei consumi energetici

di tutti i carichi controllati,

attraverso sistemi di home e

building automation a standard

Knx, all’interno degli edifi ci sia di tipo

residenziale che terziario/industriale. Per

ciascuno dei tre canali di cui dispone è

possibile misurare potenza attiva, corrente,

tensione e altre grandezze elettriche, come

frequenza, potenza apparente e reattiva,

fattore di picco e di potenza. Con l’Energy

Module è possibile misurare i consumi

Un campione in effi cienza

Tecno Bi distribuisce VF-FS1, l’inverter

di Toshiba disponibile in una gamma di

potenze da 0,4 a 75 kW e di versioni da

IP20 a IP55. L’inverter Toshiba VF-FS1

è progettato attorno al concetto della

tecnologia C-Less, dove l’abbattimento

della distorsione armonica di corrente si

realizza attraverso la riduzione drastica

(circa il 90%) dei condensatori posti

nel bus corrente continua dell’inverter.

Il risultato, dal punto di vista formale, è

un inverter che soddisfa i severi limiti

della direttiva sulle

armoniche Iec EN

070 Automazione Industriale - Aprile 2013

energetici per singolo

canale, il consumo

totale dei singoli canali

controllati, come pure i

valori intermedi. Inoltre

può essere confi gurato

come ‘master’ e gestire

sino al massimo di 10

slave (ad esempio, il

dispositivo per il controllo

carichi elettrici tipo SE/S 3.16.1) e quindi

ricevere i valori energetici dai dispositivi che

controlla, sommarli e fornire i valori totali di

un’ampia area di carichi elettrici.

Per informazioni

Abb

www.abb.it/lowvoltage

61800-3-12 senza necessità di installare

alcuna induttanza o reattanza esterna,

con conseguente contenimento dei

costi di installazione e degli spazi

necessari. Dal punto di vista pratico,

invece, la riduzione della distorsione

armonica totale consente di ottimizzare

il rendimento energetico dell’inverter con

un’ottimizzazione del cos a monte e

un’effi cienza del sistema che raggiunge

e supera il 98%. In concreto, utilizzando

l’inverter VF-FS1, grazie alla tecnologia

C-Less, a parità di corrente erogata al

motore, l’assorbimento in ingresso si

riduce del 20% circa rispetto a un inverter

tradizionale installato senza ulteriori

componenti come reattanze e

induttanze (prove comparative

effettuate con inverter

Toshiba VF-S15).

Per informazioni

Tecno Bi

www.tecnobi.it

Visualizzare

per risparmiare

Quanto può impattare la riduzione dei

consumi nell’economia di un business?

10% in meno sui consumi elettrici e

20% in meno sui quelli dell’acqua: sono

questi i risparmi che i clienti di GE IP

sono riusciti ad ottenere adottando una

soluzione che permette di visualizzare

consumi e costi ad essi legati.

Per comprendere e modifi care i veri

fattori che condizionano il consumo

di energia e di acqua occorre però

avere strumenti di visualizzazione

delle operazioni che siano dettagliati e

approfonditi.

Profi cy for Sustainability Metrics è un

software che permette di accedere

ai dati dei sistemi di automazione,

dei sensori e dei contatori, rendendo

possibile analizzare sia l’utilizzo,

sia il processo, sia il settaggio dei

dispositivi, in modo da eliminare o

limitare gli sprechi: esso fornisce

strumenti di visualizzazione dei sistemi

e dei relativi consumi degli impianti

(energia elettrica o acqua) in tempo

reale, permettendo di raggiungere

una riduzione generale dei consumi.

Profi cy for Sustainability Metrics può

monitorare i dati dei consumi di acqua

potabile, acqua refrigerata, elettricità,

sistemi di produzione di vapore così

come altre fonti di dati indipendenti,

con facilità di confi gurazione e tempi

di implementazione ingegneristica

estremamente ridotti.

Per informazioni

GE IP

www.ge-ip.com


Schede a

basso consumo

energetico

Parlare di effi cienza energetica

e di minimizzazione del rapporto

consumo energetico/prestazioni è

divenuto oggigiorno un obiettivo

sempre più pressante, vista la

necessità di realizzare applicazioni e

soluzioni hardware che consentano

di avere una portabilità estrema

anche in situazioni di lavoro ad

alto contenuto di stress. All’interno

di questo scenario si colloca la

famiglia Miriac Mpx di MicroSys

Electronics, distribuita da Sisav. Si

tratta di schede cpu basate su Power

Architecture Freescale, processori

Dsp e Intel, tutte caratterizzate

da basso consumo energetico e

prestazioni elevate. Questi moduli

Una tecnologia che rigenera

La nuova gamma di alimentatori

rigenerativi active front

end AFE200 di Gefran è

disponibile in un range di

potenza da 22 kW a 1,2 MW.

Insieme alla ADV200, la serie

AFE200 completa la gamma

utilizzano una tecnologia a connettore

elastomerico che le rende performanti

anche in ambienti in cui sono presenti

urti e vibrazioni e, quindi, con un

alto stress di tipo meccanico. Tra

le diverse schede Miriac si segnala

la Mpx8548: con dimensinoi pari a

66x88 mm è un computer on module

small size che si adatta anche a tutte

quelle applicazioni in cui ingombro

e dimensioni sono parametri

imprescindibili.

Per informazioni

Sistemi Avanzati Elettronici

www.sisav.it

www.sisav-rugged.it

di azionamenti sistemistici con

una proposta clean power.

L’energia cinetica dei carichi

applicati ai macchinari industriali

viene controllata per essere

rigenerata verso la rete di

alimentazione, garantendo non

solo un consistente risparmio

energetico dei sistemi produttivi

e offrendo elevate dinamiche

dei sistemi stessi, non possibili

con il tradizionale recupero su

resistenza di frenatura.

Le due linee Adv e Afe sono

parte integrante di una family

line che allinea meccaniche,

software di programmazione

e caratteristiche tecnologiche

Prodotti Speciale

Le nuove vie

della progettazione

Fare engineering in modo semplice è

il grande impegno di Lenze. Per una

progettazione sempre più effi ciente

Lenze ha ideato diversi moduli software.

Con Dsd (Drive Solution Designer)

è possibile progettare nei minimi

dettagli i sistemi di azionamento e

persino determinare il fabbisogno

energetico della connessione cc in

applicazioni multiasse. I componenti di

alimentazione si possono dimensionare

di conseguenza, riducendo i consumi

di energia e i relativi costi. Il tool è

compatibile con Windows 7 e Offi ce

2010, è presente l’ampliamento delle

maschere tecnologiche e l’inserimento

dei fi ltri per le tabelle di selezione.

Per informazioni

Lenze

www.lenzeitalia.it

di alto livello, garantendo un

completo ‘family feeling’ che

facilita la gestione prodotto e la

programmazione a ogni livello

di utenza. Studiati e realizzati

per soddisfare le esigenze di

system integrator e costruttori di

macchine, le gamme Adv e Afe

forniscono installazioni semplici

con strutture dimensionali

e meccaniche pensate per i

moderni sistemi di automazione

e accessoristica di potenza

integrata.

Per informazioni

Gefran

www.gefran.com

Aprile 2013 - Automazione Industriale 071


Applicazioni Food & beverage

Alimentare il futuro

Da anni attiva nelle grandi industrie alimentari,

Opem utilizza componentistica Smc,

a partire dalle elettrovalvole e dai cilindri compatti

Gli impianti

lineari Opem

a quattro, sei,

otto piste sono

progettati per

l’alimentazione

e il riempimento

di capsule

rigide

La storia di Opem inizia nel

parmense nel 1979, quando un

ambizioso progettista decide di

acquistare una piccola realtà che fi no

ad allora aveva lavorato esclusivamente

conto terzi. “Siamo partiti con pochi

dipendenti e con pochissimi fondi, ma

con una gran volontà e con la certezza

che ce l’avremmo fatta”, racconta

Ombretta Sarassi, General Manager

di Opem. “Durante i primi anni ci

siamo concentrati sulle macchine per la

pasta, un settore primario della nostra

zona, qui abbiamo pastifi ci come la

Barilla, e proprio per loro realizzammo

un impianto per la pesatura degli

spaghetti”.

Opem continua nella sua ascesa

mettendo a segno l’importante vendita

di un macchinario in Yugoslavia e con

072 Automazione Industriale - Aprile 2013

di Andrea Colombo

la costruzione di una nuova sede.

Nella nuova sede i dipendenti

diventano in breve tempo 50, il

fatturato si verticalizza tanto da

permettere l’acquisto di altri due

capannoni. Contemporaneamente il

core business dell’azienda si sposta dalla

pasta alla pasta fresca (Giovanni Rana)

e al caff è (Kimbo). In breve tempo

il settore della torrefazione diventa

primario, si comincia a esportare in

Germania, Francia e Belgio e Turchia,

la patria del caff è.

Anni ruggenti

Gli anni Novanta vedono l’entrata di

Opem nel mercato libico e nel bacino

del Mediterraneo. Ancora una volta,

Opem compie una scelta coraggiosa:

partecipa alle fi ere in America del Nord.

Lipton acquista la macchina esposta,

il primo piccolo passo è compiuto.

Successivamente, nel 1997, la società è

contatta da un esponente di Sara Lee,

colosso mondiale del food. “Creammo

per loro una macchina precisa e

veloce, entrammo defi nitivamente nel

mercato statunitense, quello fu per noi

il vero salto di qualità”. La storia riserva

altre sorprese. Sono i primi anni 2000 e

un nuovo personaggio bussa alla porta

di Opem. È un progettista della Keurig

che richiede un impianto per le k-cup

(capsule di caff è, ndr). Opem studia,

progetta ecrea un prototipo che piace.

Una sfi da vinta, un nuovo cliente per

l’azienda parmigiana. Keurig, che si

occupava esclusivamente di brevetti,

fu successivamente acquisita da Green

Mountain Coff ee, che nel 2011 ha

commissionato ben 18 impianti a

Opem.

“È chiaro che lo stesso discorso vale

per i fornitori. La nostra collaborazione

con Smc è basata sull’affi ancamento

e sulla collaborazione stretta con i

tecnici Smc. Abbiamo cominciato a

utilizzare i componenti Smc quando ci

siamo aff acciati sul mercato estero, ci

servivano nuove soluzioni, volevamo

un partner che credesse nei nostri

progetti e nei nostri obiettivi. Smc ci

garantisce prodotti standard sempre

disponibili, primi tra tutti la serie di

elettrovalvole Vqc, la serie di cilindri

compatti Iso e l’assistenza di cui

abbiamo bisogno”.

Il 2012 è stato un anno impegnativo

che ha visto una nuova, grande, sfi da:

un impianto per capsule per caff è

biodegradabili, in mais.

Per informazioni

Opem

www.opem.it


SEW-EURODRIVE–Driving the world

No Matter What You Move: We Drive It.

Tanti settori industriali. Tante sfi de. Un unico partner: SEW-EURODRIVE. Le nostre tecnologie più

innovative vi offrono la miglior qualità a un basso costo di gestione. Qualità, effi cienza e sicurezza

girano da sempre sulla ruota di SEW per tutti i comparti industriali: costruzioni, alimentare,

automobilistico, logistico … Per noi ogni cliente è unico e unico il sistema di automazione sempre

studiato ad hoc; dall’esigenza più piccola ai grandi impianti produttivi SEW-EURODRIVE ha la

soluzione giusta ad attendervi!

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PAD 2 – Stand G 056


Logistica Identificazione automatica

Il codice

da riconoscere

Le nuove soluzioni firmate da Cognex superano i limiti

dei tradizionali sistemi di identificazione dei codici a barre

Ogni anno, nel mondo, il

falso food italiano fattura

50 miliardi di euro. Un

danno economico e d’immagine

che colpisce l’intero Paese ma,

soprattutto, le aziende impegnate

in questo settore. Del resto spesso

il comparto produttivo focalizza

l’attenzione sull’aspetto tecnico,

dimenticando l’importanza della

cultura industriale. Questo significa,

in pratica, che le aziende sono

molto attente all’efficienza e alla

produttività, a volte anche a scapito

della qualità, rendendo più difficile

l’affermazione del proprio marchio

sui mercati.

Un limite che può essere superato

dall’impiego di sistemi di visione e

identificazione industriale, in cui

Cognex vanta un ruolo importante

a livello mondiale. L’azienda, infatti,

conta oltre 800mila sistemi venduti

a 4mila clienti. Un successo che,

come spiega Giuliano Collodel,

District Sales Manager di Cognex,

è stato conquistato grazie a un

“costante investimento in ricerca e

sviluppo al punto che, ogni anno,

oltre il 15% del reddito viene

reinvestito in questa attività e,

074 Automazione Industriale - Aprile 2013

attualmente, Cognex conta oltre 500

brevetti”.

In particolare, le ultime novità

sono indirizzate al settore

dell’identificazione, ovvero della

lettura di codici a barre e Ocr.

“Strumenti che sono ormai adottati

da tutte le realtà produttive”, spiega

Collodel. “Le soluzioni proposte

da Cognex rispondono all’esigenza

fondamentale del mondo

industriale: non eseguire la semplice

scansione, ma leggere effettivamente

il codice di un prodotto”.

Una differenza, quella tra lettura

e scansione, solo apparentemente

terminologica. “Questo perché”,

spiega Roberto Franchina,

Application Engineer di Cognex,

“i nostri sistemi sono in grado

di riconoscere e interpretare

effettivamente un codice a barre,

anche quando la lettura avviene

nelle condizioni meno favorevoli”.

Nessun errore

Accanto alle difficoltà di tipo

prettamente tecnologico, i clienti

sono particolarmente attenti ai

costi di acquisto e di possesso.

Per tale ragione i ricercatori di

di Massimiliano Cassinelli

I sistemi di

lettura di Cognex

garantiscono

un tasso di

rilevazioni

corrette del

99,9%

Cognex hanno sviluppato sistemi

che, pur essendo caratterizzati

da tecnologie particolarmente

innovative, possono essere utilizzati

e integrati facilmente in una linea

produttiva. Allo stesso modo è stata

ridotta l’attività di manutenzione e

di configurazione a fronte di mutate

esigenze di identificazione.

Simili risultati sono frutto della

possibilità di integrare i sistemi

di visione artificiale all’interno

del processo di lettura del codice

a barre. Tradizionalmente, anche

per problemi di costi, una simile

attività è stata affidata ai classici

scanner a infrarossi, in grado di

leggere l’alternanza tra il bianco

e il nero dei codici a barre. Una

modalità operativa che offre buoni

risultati in condizioni ideali,

ma che mostra tutti i suoi limiti


nel momento in cui la lettura è

disturbata dalla presenza di rumore

di fondo, riflessi, distorsioni,

contrasti sufficienti o presenza di

danneggiamenti sull’etichetta del

codice a barre. Una situazione che

limita i sistemi a infrarosso a tassi di

lettura corretta nell’ordine del 99%.

Una percentuale che, in ambito

industriale, non può essere tollerata.

“Per tale ragione”, aggiunge

Collodel, “i sistemi di lettura di

Cognex garantiscono un tasso

di rilevazioni corrette nell’ordine

del 99,9%”. Un incremento solo

in apparenza marginale rispetto

ai tradizionali scanner ma che,

valutato su grandi numeri,

rappresenta una differenza

sostanziale.

Un esempio classico, in tale ambito,

può esserci fornito dalla logistica

di un marchio di riferimento come

Dhl che, in un proprio centro di

distribuzione, smista sino a 50mila

pacchi al giorno. In questo caso,

un sistema caratterizzato da un

tasso di lettura del 99,9% comporta

un’erronea identificazione di soli 50

pacchi al giorno che corrispondono,

in un anno, a una spesa di circa

6.500 euro, necessaria per retribuire

il personale incaricato di gestire

manualmente simili problemi. Al

contrario, con un lettore in grado

di garantire un tasso di lettura

del 99%, ovvero leggermente

inferiore rispetto a quello dichiarato

da Cognex, le mancate letture

giornaliere salirebbero a 500. Il

che corrisponde a un costo annuo

valutabile in 65mila euro per la

gestione manuale. Con un lettore

laser che assicura un tasso di

lettura esatta compreso fra il 95

e il 98%, infine, ogni giorno oltre

Identificazione automatica Logistica

mille pacchi non sarebbero letti

correttamente, con un costo di oltre

130mila euro annui per la società di

logistica.

Ai vantaggi economici per

la gestione e a quelli, non

quantificabili, in termini di

soddisfazione del cliente, si

aggiunge la riduzione dei costi

di mantenimento. Gli scanner

laser, infatti, sono dotati di parti

mobili e di specchi oscillanti e

rotanti. Una struttura costruttiva

che, con il tempo, comporta,

immancabilmente, la necessità di

manutenzioni e sostituzioni per

problemi di usura.

Un’esigenza, una soluzione

Alla disponibilità di sistemi di

lettura dei codici a barre tanto

sofisticati e performanti, Cognex

è arrivata in virtù di un’eccellenza

nei sistemi di visione artificiale,

che ha permesso di sfruttare le

competenze maturate dai propri

tecnici per realizzare sistemi

incaricati di svolgere un’attività

solo apparentemente semplice.

Quando le letture da realizzare sono

numerose, a causa della velocità con

cui transitano i codici a barre, che

possono trovarsi anche ad altezze e

in posizioni differenti, è necessario

disporre di una tecnologia

particolarmente sofisticata per

portare a termine una simile

attività in modo efficace. Il tutto

senza dimenticare che, in ambito

industriale, le esigenze possono

essere le più svariate e, per tale

ragione, ogni applicazione richiede

soluzioni specifiche.

A queste esigenze Cognex risponde

con una famiglia di prodotti

caratterizzata da funzionalità e

prezzi differenti. Si passa, infatti,

dalla più piccola DataMan 50,

con l’unica porta in versione

Usb, per arrivare, al top della

gamma, DataMan 503, in grado

di riconoscere codici a barre

che possono trovarsi ad altezze

differenti, anche se danneggiati,

non orientati o illuminati

scorrettamente. Il tutto a fronte

di una velocità che, in condizioni,

ottimali, può arrivare a 3,3 m/s.

Per informazioni

Cognex

www.cognex.it

La differenza

tra lettura e

scansione

è solo

apparentemente

terminologica

Aprile 2013 - Automazione Industriale 075


Software Progettazione

Tempi

di lavorazione

sempre più brevi

La società svizzera W. Althaus, fornitrice full-service di

automazione industriale, si avvale della piattaforma Eplan

come fondamento per la coerenza dei dati. La migrazione a

Eplan Pro Panel ha determinato un enorme avanzamento, in

termini di ottimizzazione del processo

Con la

piattaforma

Eplan, l’azienda

W. Althaus

ha rilevato

un aumento

del 30% nella

velocità dei

processi

non è

una parola nuova per

“Automazione

noi”: il motto di W.

Althaus non è un’esagerazione. Ogni

anno, gli specialisti di automazione

industriale di Aarwangen, in

Svizzera, realizzano e consegnano

in tutto il mondo 5mila armadi

elettrici, dalle unità di controllo

076 Automazione Industriale - Aprile 2013

di Andrea Colombo

singole e seriali ai prototipi, e

all’incirca 800 piccole unità di

controllo. La linea di produzione

di vetro float completamente

automatizzata, situata in Corea del

Sud e operativa 24 ore, rientra fra

i progetti curati da Althaus, così

come i sistemi solari elvetici o i

nastri trasportatori per l’industria

alimentare. L’azienda a gestione

famigliare conta circa 110 dipendenti

e fornisce un’ampia gamma di

servizi, dalla pianificazione di

progetto, allo sviluppo e consegna

di hardware e software, fino al

commissioning e all’accettazione

finale. Armadi elettrici, morsettiere,

pannelli operatore e pannelli di

controllo vengono tutti prodotti

in-house, all’interno di uno

stabilimento di oltre 6.000 m² di

superficie. Anche la realizzazione

dei cavi e dei fili avviene in-house. I

progettisti Althaus gestiscono tutte

le fasi della progettazione elettrica

tramite Eplan Electric P8 ed Eplan

Pro Panel, il sistema 3D per la

costruzione di apparecchiature di

commutazione.

Processi integrati

e completi di dati 3D

La versatilità della piattaforma Eplan

si addice perfettamente alla flessibile

filosofia aziendale di W. Althaus:

“Non richiediamo alcuna modifica

da parte dei nostri clienti in termini

di materiali e componenti utilizzati o

integrazione delle unità di controllo”,

spiega Marco Schneider, direttore

di W. Althaus, azienda che fornisce

soluzioni di automazione a una serie

di rinomati produttori di unità di

controllo. Tuttavia, questo richiede


l’accurata gestione di complessi

database di prodotti, che grazie a Eplan

diventa semplicissima: i dati relativi

ai materiali utilizzati dalla maggior

parte dei produttori possono essere

importati direttamente in 3D, e la

sincronizzazione con le banche dati dei

clienti può essere eseguita utilizzando

una soluzione programmata in-house.

Althaus ha saputo rispondere a

complesse esigenze competitive

puntando sulla flessibilità e su un

elevato livello di automazione in

ambito progettuale e produttivo. A

fronte della progressiva riduzione dei

tempi di esecuzione dei singoli progetti,

procedure di approvvigionamento dei

materiali più snelle e minimi tempi di

lavorazione diventano fattori cruciali.

Con Athas, il sistema di lavorazione

delle morsettiere Althaus, l’azienda ha

sviluppato una soluzione universale

per la produzione automatizzata di

morsettiere, con l’ausilio di robot

progettati con Eplan Pro Panel. La

soluzione viene oggi proposta ai

fornitori di morsettiere e ai produttori

di armadi elettrici.

“Althaus è costantemente impegnata

a raggiungere il più alto livello di

automazione possibile”, dichiara

Schneider, per il quale la piattaforma

Eplan non è soltanto un insieme

integrato di software per l’ingegneria e

la progettazione ECad, bensì la spina

dorsale dell’azienda. I progetti già

completati possono essere recuperati

dai database e riutilizzati, per evitare

ai progettisti di dover ricominciare

tutto da zero, qualora il cliente

desideri apportare delle modifiche

nell’ambito di un ordine ripetuto.

Standardizzazione e modularizzazione

sono alla base di una maggiore

efficienza. Moduli e componenti

predefiniti, così come sottoprogetti,

corredati di tutti gli articoli e materiali

necessari, possono essere memorizzati

nel database Eplan come macro e

quindi trasferiti a progetti di follow-up.

Anche il sistema Erp è collegato a

Eplan: le distinte di materiali generate e

adattate automaticamente permettono

di ordinare in maniera tempestiva i

materiali esauriti presso il magazzino

scorte dell’azienda, in piena conformità

con i requisiti, evitando laboriose e

costose procedure di ordinazione,

spesso inesatte, e assicurando, nel

contempo, un’organizzazione più

efficace del magazzino. Schneider

considera questo un importante valore

aggiunto, data la scarsità delle risorse,

che spesso si traduce in tempi di

consegna dilatati.

Una nuova dimensione

La migrazione dal sistema Eplan

Cabinet al nuovo software Eplan

Pro Panel, che Althaus è stata fra le

prime società svizzere a operare, ha

determinato un enorme avanzamento

in termini di coerenza dei dati e

ottimizzazione del processo. Con

questo software di nuova generazione

per la costruzione di armadi elettrici

e apparecchiature di commutazione,

l’azienda è oggi in grado di lavorare

con dati 3D nell’ambito della

piattaforma Eplan. Per Roland

Progettazione Software

W. Althaus

eroga servizi per

la pianificazione

di progetto,

lo sviluppo e

la consegna

di hardware

e software,

l’assemblaggio

e il

commissioning

di armadi

elettrici

Ackermann, a capo della divisione

di ingegneria elettrica, i vantaggi

sono evidenti: l’integrazione della

piattaforma Eplan è ormai ottimale,

l’eliminazione di passaggi intermedi

precedentemente necessari per il

trasferimento dei dati ha determinato

un risparmio di tempo e posto in

essere un processo a prova d’errore,

le prestazioni sono aumentate

significativamente e l’utilizzo è

diventato più semplice anche per

gli utenti meno esperti. “Grazie alla

grafica tridimensionale, la simulazione

è migliorata e permette di individuare

all’istante il corretto posizionamento

dei componenti, evitando i punti di

collisione fin dal principio”, sostiene

Ackermann, sottolineando il vantaggio

aggiuntivo di evitare complessi e

onerosi interventi di correzione in

un secondo tempo. Ma soprattutto,

Ackermann e il suo team possono

lavorare in maniera molto più

flessibile. “Poiché tutte le discipline di

progetto sono integrate in una base di

dati uniforme e qualsiasi modifica o

aggiornamento viene coerentemente

registrato fino alla distinta materiali,

è possibile partire subito con il layout

di montaggio basato sul dispositivo e

trasferire le informazioni relative allo

schema circuitale e alla definizione

delle connessioni in un secondo

tempo, un po’ come in ambiente

Windows, utilizzando la funzione

Drag&Drop.”

Coerenza in tutte

le fasi di produzione

Il responsabile operativo Marco

Schneider apprezza particolarmente

la forza comunicativa delle soluzioni

Eplan. In metallurgia, per esempio,

per la realizzazione di piastre di

montaggio, Althaus si avvale di un

Aprile 2013 - Automazione Industriale 077


Software Progettazione

Il cad

elettrico Eplan

Electric P8

è in grado

di adattarsi

alle diverse

esigenze

dei progettisti

Nello

sviluppo delle

funzionalità di

Eplan Electric

P8 sono state

prese in

considerazione

oltre mille

richieste

avanzate

dagli utilizzatori

veloce dispositivo di taglio al laser,

accessoriato di testa filettatrice, nonché

di un centro di lavoro, a quattro

assi con controllo numerico, per

piastre, scatole e involucri. I dati di

lavorazione necessari vengono generati

in Eplan Pro Panel e letti direttamente

dall’unità di controllo del macchinario.

Questo significa che i centri di lavoro

sanno esattamente dove realizzare

filettature, fori e canaline per cavi,

interruttori e connessioni, senza errori

di trasmissione. Oltre agli schemi

elettrici, le distinte di materiali, le

morsettiere e gli schemi di montaggio,

possono essere generati in Eplan anche

i dati di lavorazione per i sistemi di

taglio a misura di profilati e rotaie,

078 Automazione Industriale - Aprile 2013

per il supporto di cablaggio assistito

e per le già menzionate macchine

per l’assemblaggio di morsettiere.

Anche il sistema di fabbricazione

automatica dei cavi recupera le

necessarie informazioni in merito alla

lunghezza dei cavi, ai fili, alla fasciatura

e all’etichettatura dei cavi direttamente

da Eplan, sulla base dello schema

circuitale e dei dati di instradamento

dei cavi 3D, e li utilizza poi per creare

fasci di cavi pronti per l’installazione

e chiaramente etichettati. “Quando

i nostri addetti alla produzione

cominciano a elaborare il layout, è già

tutto pronto e pre-equipaggiato; in

sostanza, i tecnici non devono far altro

che assemblare un ‘kit di costruzione’,

senza perdere tempo alla ricerca dei

materiali e dei componenti negli

schemi di assemblaggio”, riassume

Schneider.

Come spiega il responsabile operativo,

questa interconnessione risulta

conveniente anche per singole

quantità, aumenta il ritmo produttivo

ed elimina gli errori. Inoltre, consente

di evitare correzioni costose e

complicate e di collocare il personale

in maniera più flessibile. Quest’elevato

livello di preparazione fa sì che i task

ripetitivi e routinari possano essere

eseguiti anche da addetti non esperti.

Presso Althaus, i dipendenti lavorano

in squadra e si occupano di layout,

cablaggi e controllo qualità; i test

vengono effettuati manualmente e

automaticamente tramite l’apposita

unità di controllo ‘Panel Scout’,

sviluppata in-house.

Processo accelerato

del 30%

Grazie alla piattaforma Eplan, l’ampia

standardizzazione e l’automazione

dei processi ha ridotto i tempi di

lavorazione all’interno dell’azienda

di circa un terzo, secondo le stime

di Schneider. Tutti i documenti di

produzione sono coerenti, affidabili e

generati da una base dati omogenea;

si potrebbe quasi dire che vengano

creati senza sforzo. Chiunque opti per

questa modalità operativa necessita

di un volume d’affari che sostenga

l’investimento infrastrutturale

richiesto, nonché di dipendenti

flessibili, autonomi e proattivi, per i

quali l’azienda sia disposta a finanziare

corsi di formazione avanzata.

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Automazione applicata Farmaceutico

Il farmaceutico

sta ancora bene

L’industria italiana del farmaco registra valori ancora

positivi, ma non mancano le preoccupazioni per il futuro

Tutte le aziende italiane,

indipendentemente dal

settore in cui operano,

stanno attraversando una fase di

accesa competizione. La situazione,

però, è ancora più accentuata

nel mondo farmaceutico, dove

le singole unità produttive sono

messe in contrapposizione con i

concorrenti, ma anche con le altre

fabbriche dello stesso gruppo. Ciò

è particolarmente vero nei gruppi

multinazionali, dove le realtà italiane

sono spesso contrapposte, conti

alla mano, a quelle dei colleghi che

operano in Paesi a basso costo del

lavoro e dove la politica, al contrario

di quanto accade in Italia, favorisce

gli insediamenti produttivi. La

situazione, inoltre, è aggravata dalla

diffi cile congiuntura economica

080 Automazione Industriale - Aprile 2013

mondiale. Anche per questa

ragione, gli ‘Indicatori Farmaceutici

2012’, pubblicati dal centro studi

di Farmindustria, tracciano un

quadro dal futuro incerto, in

quanto il settore, come si legge

nella relazione “continua a essere

infl uenzato dalla riorganizzazione

a livello internazionale, resa più

complessa dalla contemporanea crisi

macroeconomica”.

Gli investimenti

non si fermano

Le diffi coltà del momento, comunque,

hanno un eff etto ancora relativamente

limitato sulle unità produttive italiane,

che dimostrano una notevole capacità

competitiva. Al punto che il 61%

della produzione viene destinato

all’export e il valore risulta in continua

di Massimiliano Cassinelli

Il 61% della

produzione

farmaceutica

italiana è

destinata

all’export

crescita. Allo stesso tempo appare

molto positivo il fatto che l’intero

settore stia continuando a investire in

modo signifi cativo nel potenziamento

degli impianti e, quindi, nell’impiego

sempre più spinto dell’automazione,

che rappresenta una delle principali

leve competitive, sia in termini

di produttività che di conformità

alle sempre più rigide norme

internazionali. Gli investimenti totali,

a livello impiantistico, crescono però

in modo limitato, passando dagli

1,10 miliardi di euro del 2008 ai 1,16

miliardi del 2011.

A fronte di questi segnali positivi,

però, viene registrato un progressivo

calo dell’occupazione, diminuita del

2,5% nel 2011 e del 13% dal 2006

al 2011. Contemporaneamente gli

investimenti in produzione e ricerca,

pur presentando un saldo positivo,

hanno rallentato la crescita rispetto al

trend dell’ultimo decennio.

A tutto questo si aggiunge la

constatazione che nel 2011 la

crescita è stata comunque debole e

legata esclusivamente all’aumento


dell’export, che “difficilmente potrà

essere replicato con la stessa intensità,

con rischi di una futura contrazione

dei livelli di attività”.

L’alta tecnologia del farmaco

La relazione di Farmindustria

conferma, però, la dinamicità delle

aziende italiane, che rappresentano

un settore “hi-tech ad alta vocazione

manifatturiera, sulla frontiera

dell’Economia della Conoscenza

e con forte presenza nel Paese.

L’attività innovativa è molto diffusa

tra le aziende e si concretizza in

elevati investimenti materiali e

immateriali, qualità dell’occupazione e

propensione all’export. Caratteristiche

tipiche di un settore avanzato, che

ne fanno una leva strategica per

l’economia italiana: il primo tra

quelli classificati ad alta intensità

tecnologica per numero di addetti,

valore della produzione, investimenti

in Italia, export, con valori anche

superiori al 40% del totale. I dati 2011

confermano inoltre la leadership della

farmaceutica tra i settori industriali

per quanto riguarda le attività di

ricerca e sviluppo, con un’intensità

relativa, in termini di addetti e

investimenti, più che doppia rispetto

ai settori a media e alta tecnologia e

cinque volte la media manifatturiera”.

Un’eccellenza italiana

I valori della produzione, del

resto, dimostrano come l’industria

farmaceutica nazionale rappresenti

un’eccellenza a livello internazionale.

L’Italia è infatti al secondo posto in

Europa, dietro la sola Germania, per

valore della produzione e numero di

imprese.

Tra i grandi Paesi europei, inoltre,

l’Italia è al primo posto per

Farmaceutico Automazione applicata

produzione procapite, con un

valore superiore del 20% alla media.

Valori che portano la produzione

farmaceutica nazionale a realizzare

il 23% dei prodotti commercializzati

in Europa, a fronte di un consumo

interno del 18%, a dimostrazione che

l’Italia è un grande produttore ancor

più che un mercato farmaceutico.

La farmaceutica è quindi un settore

industriale a forte contenuto hi-tech,

nel quale l’Italia eccelle come in altri

settori tipici del made in Italy come la

meccanica.

Un settore che fa ricerca

Particolarmente interessanti, nello

studio elaborato da Farmindustria,

sono i dati relativi all’incidenza

dell’industria farmaceutica sul

totale dell’industria manifatturiera

nazionale. Il settore, infatti, impiega

l’1,6% dell’occupazione, ma

rappresenta l’11,5% delle spese per

attività di ricerca e sviluppo. Rispetto

agli altri settori, inoltre, l’industria

farmaceutica si caratterizza per:

• più alto valore aggiunto per

addetto (+155% rispetto alla

media manifatturiera);

• più alte spese per il personale per

dipendente (+79%);

Crescono

ancora gli

investimenti

totali a livello

impiantistico

• più alti investimenti per addetto

(+223%), di cui +79% in

produzione, +638% in ricerca e

sviluppo, +168% in protezione

dell’ambiente;

• più alte esportazioni per addetto

(+173%).

Rispetto al totale dei settori a mediaalta

tecnologia, la farmaceutica

rappresenta il 5,3% dell’occupazione,

l’8,0% del valore della produzione, il

7,9% delle esportazioni e l’11,0% degli

investimenti in produzione e ricerca.

Focalizzandosi sui settori a più alta

intensità tecnologica, tali valori

crescono a 30,1% per l’occupazione,

44,5% per la produzione, 42,5% per

gli investimenti e 46,9% per l’export

(incidenza in forte crescita rispetto al

28,2% del 2000).

Dal 2001 il valore della produzione

è cresciuto complessivamente del

28%, per effetto di una crescita del

72% delle esportazioni, a fronte

di un calo del 9% per le vendite

interne. Nello stesso periodo il

Pil a valori correnti è cresciuto

del 26% e l’inflazione del 28%. Il

processo di internazionalizzazione

coinvolge il settore farmaceutico

molto più della media industriale,

sia per la presenza di imprese

estere in Italia, sia per la proiezione

all’estero di quelle italiane.

Tra le imprese a capitale italiano, le

farmaceutiche sono al primo posto

per investimenti rispetto al fatturato e

per grado di internazionalizzazione.

Allo stesso modo, tra le imprese a

capitale estero quelle farmaceutiche

sono le prime per il valore degli

investimenti in Italia.

Per informazioni

Farmindustria

www.farmindustria.it

Aprile 2013 - Automazione Industriale 081


Automazione applicata Farmaceutico

La chimica giusta

Esteve dimezza i tempi di

consegna e migliora la capacità

di gestione dei lotti grazie

alla soluzione Mes

di Rockwell Automation

Esteve è un gruppo chimico

farmaceutico internazionale

le cui origini risalgono

al 1929, anno di fondazione della

prima società da parte del ricercatore

e imprenditore Antoni Esteve i

Subirana. Una recente valutazione

del sistema cartaceo aziendale di

registrazione dei lotti ha messo in

evidenza la necessità di ricorrere a

una soluzione che, oltre ad aiutare

Esteve a prevenire la creazione

di record incompleti o errati,

permettesse anche di risparmiare e

evitare sprechi di prodotti, generati

da errori di registrazione dei lotti che

potevano ripercuotersi sul processo

produttivo. A seguito di una gara

d’appalto è stata selezionata la suite

software RS Pmx Mes di Rockwell

Automation.

Ci vuole il computer

Presso lo stabilimento di Esteve a

Martorelles, in Spagna, vengono

gestiti profili multipli di prodotto

e di processo e numerose variabili

che, considerando le diverse

ricette e le varietà di prodotti, si

traducono in oltre 600 referenze,

di Andrea Colombo

Il software

RS Pmx Mes

permette di

integrare le

informazioni

lungo tutto il

processo di

produzione

082 Automazione Industriale - Aprile 2013

3mila lotti e 8mila record ogni

anno. Questi volumi mettono

chiaramente in evidenza quanto

possano significativamente

impattare eventuali errori di batch

record sui tempi di produzione e

pianificazione.

Oltre al volume dei record,

Esteve doveva far fronte a

un’altra importante sfida, quella

di passare da un tradizionale

approccio cartaceo a una soluzione

digitalizzata, condizione essenziale

per poter consolidare e rendere più

snelle le procedure esistenti.

Dice Raúl Rodríguez Sánchez,

Bulk Solid Fabrication Manager e

responsabile dell’implementazione

del progetto presso Esteve:

“Eravamo consapevoli di avere dei

problemi, dovuti proprio ai limiti

del sistema in uso e legati nella

maggior parte dei casi a batch

record incompleti, e che causavano

ritardi nel rilascio dei lotti. Questa

evenienza ci ha spinto a prendere

in seria considerazione l’idea di una

soluzione basata su computer”.

Un salto di qualità

La soluzione fornita da Rockwell

Automation è l’ultima versione

del software RS Pmx Mes, che su

richiesta fornisce informazioni per

migliorare la produttività e ridurre

il time-to-market. Il software

estende le capacità di integrazione

di informazioni e supporta

l’azienda, lungo tutto il processo

di produzione per il rispetto e la

conformità alle normative vigenti.

Il software fornisce a Esteve sia

l’accesso separato sia l’integrazione

a sistemi aziendali, Sap e gestione

del magazzino.

Esteve ha potuto godere di

tempi di implementazione più

rapidi, perché è stato necessario

meno tempo del previsto per la

revisione della documentazione

dei lotti. I tempi di creazione

e approvazione delle ricette

sono molto più rapidi e l’intero

sistema è meno soggetto a

errori e manchevolezze nella

documentazione. Il software

controlla che ogni campo sia

debitamente compilato e questo

garantisce che procedano

solo i documenti completi.

L’azienda, infatti, ha una

clientela internazionale e deve

aderire a più norme nazionali

e internazionali, operazione

molto più semplice con le ricette

elettroniche.

Per informazioni

Rockwell Automation

www.rockwellautomation.com


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Wonderware InTouch ® Un HMI e molto di più.

Tecnologie per l’Automazione Elettrica

Sistemi e Componenti

Fiera e Congresso

Parma, 21-23 maggio 2013

Il percorso che insegna a ottenere il meglio dai prodotti HMI.

Grazie all’esperienza quasi trentennale nei siti produttivi di tutto il mondo,

Wonderware sa come deve essere sviluppata un’applicazione HMI a regola

d’arte per una gestione effi ciente degli impianti. HMI Academy è un percorso

che aiuta gli sviluppatori a conoscere l’evoluzione del mondo HMI e le nuove

tecniche per lo sviluppo di applicazioni di supervisione ad alte prestazioni.

Vieni a trovarci a SPS/IPC/DRIVES Italia per scoprire tutto sul mondo HMI!

www.wonderware.it/hmiacademy

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