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L’idroponia biologica

La biponia, una nuova visione della coltivazione idroponica.

A cura di Noucetta Kehdi – GHE

L’idroponia å diventata nei giorni nostri una pratica di coltivazione corrente,

della quale k coltivatori riconoscono i numerosi vantaggi. Colpisce

particolarmente la ricchezza e la qualità dei raccolti, ma anche l’azione

positiva svolta in campo ecologico, grazie all’importante risparmio idrico e

di concime che questo sistema consente, sul nostro pianeta dove l’acqua

sta diventando un bene raro e l’inquinamento del terreno e delle falde

freatiche è sempre più preoccupante. La tecnologia attira quindi l’attenzione

dei coltivatori, che si pongono però una domanda ricorrente : l’idroponia

è biologico ? Di fatto, non è l’idroponia, in quanto tale che deve

essere o no biologica, poiché non è altro che una tecnica di coltivazione.

La questione riguarda piuttosto i concimi utilizzati : si possono utilizzare

concimi biologici in idroponia, e la coltivazione idroponica può essere biologica?

Come si nutrono le piante ?

L’informazione sulla nutrizione della piante, e soprattutto la differenza tra nutrizione biologica e minerale, è

ancora abbastanza vaga al giorno d’oggi. Coltivazione biologica o minerale, la domanda è sempre attuale.

Infatti, gli eccessi derivanti dalle colture industriali ed il grado d’inquinamento che caratterizzano il nostro

pianeta, spingono l’opinione pubblica a rifiutare cosiddetti concimi « chimici », che però, in realtà, soprattutto

per le grandi marche, non sono altro che sali minerali raffinati e purificati.

Le piante si procurano il nutrimento assorbendo un certo numero di sali minerali. Le proporzioni nutritive variano

in funzione dei loro bisogni e del loro ciclo di crescita. Questi sali sono essenzialmente elementi primari:

azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), gli elementi secondari sono : calcio (Ca), zolfo (S) e magnesio (Mg), gli

oligoelementi : boro (Bo), rame (Cu), ferro (Fe), cloro (Cl), cobalto (Co), manganese (Mn), molibdeno (Mo),

silicio (Si) e zinco (Zn). Il tutto è assorbito sotto forma di ioni disciolti nell’ossigeno dell’acqua. Questi sono i

nutrimenti della pianta, provenienti sia dal terreno sia tramite idroponia, e indipendentemente dall’utilizzo di

un concime biologico o minerale. Ovviamente per uno sviluppo ed una crescita ottimali, la pianta necessita

anche di luce, calore, umidità, aria, cure, attenzioni e così via.

Dal punto di vista della pianta, dunque, non è l’origine dei sali apportati che ha importanza. Ciò di cui ha

bisogno è un trattamento completo – bisogna quindi che il concime utilizzato contenga tutti i sali necessari

– e adattato all’acqua che utilizzate, e cioè dolce o dura. E’ questo il caso dei concimi idroponica minerali

di qualità, che sono generalmente prodotti con sali raffinati e perfettamente solubili che sono stati totalmente

privati di metalli pesanti ed inquinanti.

Il punto di vista dell’utente

Dal punto di vista dell’utente, per contro, la situazione è diversa. Per ciò che riguarda la nutrizione intrinseca

della pianta, non c’è alcuna differenza tra un concime minerale ed uno biologico, e non sono i concimi minerali

in quanto tali che pongono problemi. Si tratta piuttosto del modo eccessivo e dell’abuso che hanno

caratterizzato il loro uso da molto tempo.

A sinistra: basilico in coltivazione biologica

A destra: basilico in coltivazione minerale

Si può notare una crescita migliore in coltivazione

minerale rispetto a quella biologica,

ed un fogliame più chiaro in coltivazione

biologica rispetto a quella minerale.

Se il coltivatore desidera ottimizzare la sua coltivazione ed ottenere

raccolti rigogliosi, e se vuole da’altro canto anche essere certo della

purezza del suo raccolto, ha tutto l’interesse a scegliere un concime

minerale di buona qualità, completo, e, criterio rilevante, adattato al

tipo d’acqua presente. Nella coltivazione minerale, come in quella

biologica, è importante saper gestire i prodotti correttamente, dosandoli

con perizia, e con la consapevolezza del momento giusto

per l’intervento. Seguendo un sistema di nutrizione ragionato ed un

metodo di lotta integrata, vale a dire utilizzando dei predatori naturali

per combattere e prevenire malattie ed insetti nocivi, si otterranno i

migliori risultati, di gran lunga superiori a quelli ottenibili con altri tipi di

concime. Avrà in tal modo raccolti ricchi e prodotti adatti al consumo,

sia con la coltivazione nel terreno sia con quella idroponica, su grandi

e piccole superfici.

Rimane la questione della potenziale tossicità dei concimi, poiché è

proprio questo il primo cruccio del consumatore. Di fatto, al tossicità

non dipende dal fatto se il concime à organico oppure no. E’ in funzione

della composizione del vostro concime, nonché del modo con il

quale lo somministrate.

Un concime idroponico minerale, se si tratta di un prodotto di qualità,

è concepito per non lasciare alcuna traccia di tossicità sulle vostre

piante, a patto di seguire le raccomandazioni d’uso del produttore. Di


fatto, se aggiungete troppo concime o se non controllate il vostro livello di pH, correte il rischi d’intossicare

la vostra pianta, o di provocare delle carenze. Sappiate però che esiste anche la possibilità d’intossicazione

delle piante con l’utilizzo di concime biologico. Negli Stati Uniti, dove la coltivazione biologica si è sviluppata

su larga scala da oltre 25 anni, si leggono regolarmente articoli che riportano intossicazioni alimentari

causate da una gestione errata delle coltivazioni biologiche, che sfociano talvolta anche in gravi incidenti.

E’ quindi bene ribadire che non è perché un prodotto è definito “biologico” che per questo motivo è sicuro,

e la chiave per ottenere una coltivazione sana risiede non tanto nel prodotto utilizzato, quanto nella maniera

nella quale è gestito.

Nella scelta di un concime biologico, possono subentrare altre questioni, che sono considerazioni « politiche

», frutto del concetto di sviluppo sostenibile e del crescente rispetto per i criteri sociali ed « econologici

» (unione dei termini « economici » ed « ecologici ») attuali. Infatti, quando la coltivazione è effettuata per

il proprio piacere, senza andare necessariamente alla ricerca di un’elevata produttività, c’è tutto lo spazio

per andare alla ricerca d’altri tipi di concime. La scelta di consumare prodotti biologici, ragionati, equi,

durevoli, rappresenta una scelta di vita contemporanea,

ed alcuni ricercatori sono molto sensibili su questo

concetto. Da oltre 20 anni, uno di loro, William Texier,

studia la vita delle piante nel terreno ed in idroponia

per studiare i segreti della loro alimentazione. Da 8 anni

porta avanti ricerche ed esperimenti intensivi per ottenere

un concime completo, biologico e perfettamente

solubile che possa essere utilizzato efficacemente in

idroponia. Ha appena realizzato il suo scopo brevettando

il concetto di “terra liquida” con la tecnologia

ed il nome “Biponia” (Brevetto N° 05.11569), e registrando

il suo concime bioponico « BioSevia, Grow &

Anni di esperimenti hanno permesso lo sviluppo di un concime

biologico che si applica efficacemente in idroponia.

Bloom » come concime biologico al 100% (in ottemperanza

alla regolamentazione biologica europea

N° 2092/91).

Il successo è rilevante, poiché fino ad oggi non era

possibile utilizzare concimi biologici in idroponia poiché s’ignorava come produrre concimi adeguati. Il

punto era di ottenere concimi completi, ed allo stesso tempo bisognava che tutti gli elementi potessero

essere certificati come biologici, Gli elementi dovevano inoltre essere perfettamente solubili per non marcire

nell’acqua e per non bloccare i filtri e gli iniettori dei sistemi idroponici o di quelli goccia a goccia, fattore

quasi impossibile poiché i concimi biologici sono normalmente composti di grosse molecole organiche, difficilmente

solubili. Sono inoltre formulati in modo da degradarsi lentamente

nel terreno, ed alcuni dei loro elementi marcirebbero nell’acqua, sprigionando

un odore alquanto sgradevole. Un concime, per essere bioponico,

deve essere liquido o completamente solubile. Non deve contenere particelle

troppo grandi e deve essere rapidamente degradabile e disponibile.

La biponia è un metodo di coltivazione rivoluzionario che vi consente di

effettuare una coltivazione idroponica che sia biologica al 100%. Questa

nuova metodologia di coltivazione va ben oltre un semplice cambio di

concime, Il concetto è quello della “terra liquida”. Il concime adatto rappresenta

l’anello mancante, Abbinandolo ad altri prodotti, quali il Trichoderma

harzianum ed il silicato in polvere, la biponia è in grado di ricreare

in una soluzione nutritiva tutti gli elementi utili per la pianta.

L’acqua chiaramente è già presente, ed anche ossigeno in abbondanza,

se il sistema di coltivazione è concepito adeguatamente, bisognerà aggiungere

:

w Il concime bionico che apporta anche la funzione di humus contenuta

nel terreno che riproduce le condizioni di fertilità naturale della terra, ma

senza la terra stessa.

w Trichoderma harzianum, i microorganismi che apportano la vita microbica

e che fanno parte del ciclo del carbonio.

Se si desidera, è possibile aggiungere della silice, sotto forma di polvere,

o un prodotto che aggiunga la silice, ovviamente, ma anche una vasta

A sinistra :

Concime bioponico senza tricoderma

A destra :

Concime bioponico con tricoderma

gamma di metalli e di tracce di elementi contenuti nel terreno. Si otterrà una soluzione nutritiva che ha le

stesse caratteristiche di una buona terra leggera, aerata, ricca di nutrimento e di vita microbica, alla quale

non manca null’altro se non un substrato inerte, come biglie d’argilla o fibra di cocco, utilizzate in coltivazione

idroponica.

La biponia è difficile da applicare ?

Ci viene spesso chiesto se la biponia è una tecnologia difficile. Va detto che si tratta di un sistema un po’ differente

da quello al quale l’utente d’idroponia è abituato. Per ciò che riguarda i criteri di base di una colti-


vazione i parametri rimangono identici: umidità, temperatura, ventilazione,

prevenzione delle malattie e degli insetti, igiene degli spazi di coltivazione

ecc. Per contro la gestione dei livelli di pH e di EC sarà modificata.

In idroponia la maggior parte del lavoro si effettua sulla base della lettura

dei livelli di pH e di EC. Per assicurare un assorbimento ideale di sali minerali

per la pianta e per proteggere i chelati che sono contenuti nei concimi (di

buona qualità), bisogna sforzarsi al massimo per mantenere il livello di pH

tra 5.5 e 6.5. Per assicurare inoltre un livello di nutrimento corretti, verrà aggiunto

il concime quando l’EC scenderà al di sotto del livello necessario

ai bisogni della pianta, in funzione dei suoi cicli di crescita (generalmente:

+/- 0.4 per le talee, +/-1.0 per le piante giovani e +/-1.3 per piante adulte e

piante madri).

In biponia il livello di pH è meno importante rispetto all’idroponia. Avrà

sempre tendenza a salire. Si può lasciar salire al 7.5 senza che vengano

rilevati problemi di sorta. E’, infatti, scientificamente provato che le piante

vivono benissimo con livelli di pH che vanno da 5.0 a 7.5. D’altronde, anche in idroponia, si raccomanda di

non intervenire troppo spesso sul pH, ma di lasciarlo oscillare nell’intervallo tra 5.5 e 6.5 prima d’intervenire,

poiché l’aggiunta frequente di acidi non ha effetti particolarmente benefici. L’oscillazione del pH sino ad

un valore di 7.5 non rappresenta quindi un problema in biponia. Valori superiori richiedono un intervento per

riportare il pH al valore di 6.0, ma in modo progressivo, diluito in un periodo di qualche giorno.

Per la regolazione del pH purtroppo non esistono regolatori biologici efficaci. L’ideale è rappresentato

dall’utilizzo di acidi di buona qualità, che comprende tamponi organici per stabilizzare il più possibile il livello.

Si raccomanda in particolar modo di non utilizzare aceto, come taluni consigliano di fare, poiché l’acido

acetico è piuttosto nocivo per le piante.

Per quanto riguarda il livello di EC, questo rappresenta un parametro assai complesso in biponia. Di fatto,

le molecole organiche non possiedono carica elettrica, e non vengono quindi rilevate dal lettore di EC.

Durante la diluizione del concime nell’acqua, une minuscola frazione verrà immediatamente trasformata in

ioni, fornendo una leggera conduttività. Con una dose da 4 a 5 ml/l di concime bioponico e con la normale

conduttività delle acque della rete idrica, si ottiene normalmente un valore di circa 0.65 (da 0.6 a 0.7).

questa conduttività, ancorché bassa, è generalmente sufficiente. L’aggiunta di concime sarà necessaria

solo se la conduttività scenderà al di sotto di questo valore. Man mano che gli elementi vengono liberati,

ne saranno assorbiti degli altri. La conduttività tende a restare in equilibrio attorno a questi valori. Quando le

riserve di materie organiche scarseggiano, tende a scendere. E’ il momento di aggiungere del concime.

« Sembra abbastanza facile, ma per ottenere un risultato ottimale, bisogna anticipare la caduta di conduttività

ed assicurare una provvista costante di materie organiche. Non bisogna neanche d’altra parte aggiungerne

troppe, poiché la loro degradazione è in funzione del calore. I microorganismi (trichoderma

harzianum) agiscono a velocità incredibilmente diverse secondo la temperatura. Se ci sono troppe materie

organiche presenti nel sistema, un aumento della temperatura potrebbe far salire la conduttività ad un tale

livello da uccidere la pianta. Non è sempre facile trovare la giusta misura, ed è proprio in questi casi che

l’occhio del coltivatore informato fa la differenza. » ha dichiarato

William Texier in “Culture en Intérieur” (J. Cervantes, p. 206.

edizioni Mama, 2005)

Ad ogni modo troverete le modalità d’impiego e le informazioni

dettagliate sulle schede tecniche dei concimi bioponici. Non

esitate nel contattare il produttore per rivolgergli tutte le domande

che potrebbero venirvi in mente. La biponia non è una

tecnica particolarmente complicata. Si tratta unicamente di un

approccio diverso, un modo diverso di iniziare, solo le prime fasi

possono sembrare un po’ particolari.

Quali sono i vantaggi della biponia ?

La biponia si basa su uno dei principi dell’agricoltura ragionata,

che consiste nel fornire pochi nitrati alla pianta per favorire la

fioritura e la fruttificazione, piuttosto che ottenere una crescita

vegetativa sì abbondante, ma talvolta anche inutile. Questo

è il motivo per il quale riscontrerete che il fogliame delle vostre

piante non è così verde come quello ottenuto da concimi

minerali e con certi concimi biologici tradizionali. Infatti, questo

è un aspetto molto interessante di questo tipo di coltivazione: si

forma pochissima massa vegetale in rapporto alla resa. A pari

resa, come ad esempio 1 kg di pomodori, la quantità di foglie e

gambi è notevolmente inferiore a quella che è necessaria per


La biponia si basa su uno dei principi dell’agricoltura ragionata

che consiste nel fornire pochi nitrati alla pianta e di sviluppare la

fioritura e la fruttificazione piuttosto che la crescita vegetativa.

A sinistra: Leonorus sibericus coltivato con concime minerale

A destra: Leonorus sibericus coltivato con concime bioponico.

la raccolta di 1 kg di pomodori in idroponia classica

(o persino in terra !)

Infine la biponia coniuga i vantaggi dell’idroponia e

della coltivazione biologica.

Permette di risparmiare una gran quantità d’acqua

e di concime, oltre a substrati cari e ingombranti, di

coltivare raccolti di qualità su superfici ridotte e di

produrre piante biologiche al 100%.

In conclusione, e per rispondere ad un’altra domanda

ricorrente riguardante i concimi bioponici,

bisogna aggiungere che si possono utilizzare, con

ottimi risultati, anche nel terreno. Sono completi,

solubili, e rapidamente assimilabili dalla pianta, e ciò

presenta un vantaggio notevole rispetto ai concimi

biologici tradizionali. Sono erogati semplicemente per

innaffiamento, a goccia a goccia, e per irrigazione

fertilizzante. E’ anche utile sapere che ogni concime

efficace in idroponica lo sarà ancora di più nel terreno,

per la natura stessa della sua composizione e

della sua formulazione.

Per ogni informazione riguardo alla biponia e sulle

modalità d’impiego, scriveteci alla posta dei lettori

di Maximum Yield, prendete contatto con il vostro

rivenditore abituale, oppure informatevi direttamente

scrivendo a tech@eurohydro.com.

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