Anno 2007 - Farmindustria

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Anno 2007 - Farmindustria

Innovazione, economia e salute:

un’impresa possibile

L’industria del farmaco nel sistema Paese

2007


INDICE

Introduzione 3

La Ricerca è vita 5

La Ricerca è nel DNA delle imprese del farmaco 9

Le imprese del farmaco al centro del made in Italy 15

Il settore delle biotecnologie per la Salute in Italia 17

Qualità delle risorse e vocazione hi-tech 18

La presenza femminile nella farmaceutica 19

La sfida dei mercati esteri 20

Il territorio e le imprese del farmaco 21

Il ruolo del farmaco per il Servizio Sanitario Nazionale 25

Una nuova politica del farmaco per uno sviluppo sostenibile 29

Le azioni per il rilancio della competitività del settore 30

Farmindustria 33

1


INTRODUZIONE

In nessun settore come in quello del farmaco è così stretto il rapporto tra

qualità del prodotto e qualità della vita, tra innovazione e competitività, tra

ruolo delle imprese e benessere dei cittadini.

I progressi della scienza nell'ultimo secolo hanno determinato una rivoluzione

nella capacità di curare le malattie.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma la Ricerca farmaceutica - grazie

al lavoro quotidiano di migliaia di ricercatori - è impegnata ad abbreviarla

offrendo nuove cure e speranze concrete di terapie sempre più efficaci.

La Ricerca è vita e le imprese del farmaco la sostengono per più del 90%.

La Ricerca è cultura e le imprese del farmaco, che nascono dalla scienza, ne

sono profondamente permeate.

Anche per questo l'industria farmaceutica è così importante per il Sistema

Paese e per l'economia. Il suo successo nasce dalla qualità dei suoi addetti

e dei suoi ricercatori, dalla capacità innovativa, dalla spinta ai mercati esteri,

dall'essere costantemente sulla frontiera tecnologica.

Nel farmaco l'Italia è ai primi posti al Mondo: le imprese operanti nel Paese

sanno essere competitive sui mercati internazionali, la produzione di medicinali

è maggiore dei consumi e il settore è uno dei punti di forza del made in Italy,

con una specializzazione di prim'ordine tra quelli ad alta tecnologia.

Il settore della salute trae forza anche dalla presenza di importanti centri

di Ricerca, non di rado veri e propri poli di eccellenza, che dovranno formare

un network solido ed esteso, con una politica del farmaco che attragga e

promuova ancora di più gli investimenti pubblici e privati.

L'Italia deve affrontare con rapidità e decisione le sfide

dell'internazionalizzazione e del passaggio dall'era della produzione fisica

di beni a quella dell'Economia della Conoscenza, partendo dai settori

avanzati, in cui competenze industriali e di Ricerca possono renderla

competitiva. A cominciare da quello del farmaco.

Serve però una politica che veda il settore come un investimento, non solo

un costo, creando le condizioni per mettere a frutto i talenti presenti nel Paese.

Le imprese del farmaco possono essere un motore di questo processo, per

la crescita economica e il miglioramento della salute dei cittadini.

3

3


4

LA RICERCA È VITA

La Scienza non conosce nazioni,

perchè appartiene all’Umanità

ed è la fiaccola che illumina il mondo

Louis Pasteur


0

0

0

0

0

LA RICERCA È VITA

Dal 1951 ad oggi l’aspettativa di vita è passata da 65 anni a 81: ogni quattro mesi di vita, se

ne è guadagnato uno in più. Un risultato che è certamente frutto del progresso economico, sociale

e sanitario, ma che, altrettanto certamente, dipende (secondo alcune stime per il 40% 1 ) dai nuovi

medicinali messi a disposizione dalla Ricerca.

E' anche grazie ai farmaci se oggi la mortalità infantile in Italia è del 5 per mille, l'80% in meno

rispetto agli anni '70, e nei Paesi in Via di Sviluppo si è quasi dimezzata.

Nuovi medicinali e vaccini per la prevenzione delle patologie hanno permesso una forte riduzione

della mortalità in non pochi casi, quali, per fare solo alcuni degli esempi possibili: il diabete che,

prima della scoperta dell'insulina, conduceva alla morte in giovane età, mentre oggi chi ne è colpito

può contare su una buona qualità di vita; l'infarto e l'ictus cerebrale, con un tasso di mortalità

diminuito dagli anni '80 di oltre il 40%; l'AIDS, inizialmente incurabile, i cui attuali trattamenti sono

in grado di abbassare significativamente il tasso di mortalità; i trapianti per i quali, dopo

l'introduzione in terapia degli immunosoppressori, la sopravvivenza, che prima non arrivava al 30%,

è aumentata a più del 70% 2 .

In oncologia c'è ancora molta strada da fare, ma negli ultimi 30 anni la mortalità è diminuita in

Italia del 2% l'anno, una percentuale a cui corrispondono oltre 2.000 morti in meno ogni anno 3 .

La mortalità è stata fortemente ridotta, per fare altri esempi, nel linfoma di Hodgkin, nel cancro

del testicolo, nel carcinoma del collo dell'utero (uno dei tumori più comuni, per il quale è da poco

disponibile un vaccino), nella leucemia infantile.

Le conquiste della Ricerca sono speranze che diventano opportunità. Opportunità che cambiano

il modo di vivere, consentendo una vita migliore e più lunga, trattamenti meno invasivi e quindi

sofferenze minori per i malati e per quanti sono loro accanto.

GRAFICO 1

LA VITA MEDIA DELLE PERSONE È SEMPRE PIÙ LUNGA

35

Anni di aspettativa di vita alla nascita

in Italia, media uomini e donne

1881

43

1901

47

1911

50

1921

55

1931

1951

65

1961

70 72

1971

75

1981

77

1991

81

2006

Calo del tasso di mortalità

dal 1965 a oggi

Malattie della prima infanzia - 80%

Febbre/cardiopatia reumatica - 75%

Aterosclerosi - 68%

Malattie cardiache ipertensive - 67%

Ulcera gastrica e duodenale - 61%

Ischemia cardiaca - 41%

Enfisema - 31%

Ipertensione - 22%

Fonte: istat, efpia, phrma

5


50 anni di innovazione per il benessere delle persone

I progressi della Ricerca farmaceutica hanno reso disponibili cure per un numero sempre

crescente di patologie. La breve cronologia che segue ne riporta solo alcune, quelle più

note, ma è sufficiente a dare un quadro dell’importanza dell’innovazione farmaceutica per

il benessere delle persone.

Dal 1940 al 1960

■ Avvio su scala industriale della produzione di antibiotici e vaccini

■ Scoperta del DNA, fondamentale per conoscere il corpo umano e le malattie

■ Prime vaccinazioni antipolio, rivoluzione contro una delle malattie più temibili e invalidanti

■ Premio Nobel agli scopritori del cortisone, importante antinfiammatorio

Dal 1960 al 1980

■ Scoperta del vaccino contro il morbillo

■ Riduzione della mortalità da infarto miocardico ad opera dei trombolitici

■ Introduzione di importanti categorie di farmaci anti–ipertensivi (beta–bloccanti e

calcio–antagonisti) e nuovi medicinali anti–rigetto, che rendono possibili i trapianti d’organo

■ Introduzione nella terapia dell’asma dei beta 2 agonisti e dei corticosteroidi inalatori

■ Scoperta degli H2 bloccanti, per il trattamento dell’ulcera senza ricorso al bisturi

Dal 1980 al 1990

■ Introduzione di nuove categorie di farmaci per il trattamento di ipertensione, insufficienza

cardiaca e nefropatia diabetica (ACE–inibitori)

■ Nuovi trattamenti per ipercolesterolemia e prevenzione primaria e secondaria di

patologie cardiovascolari (statine)

■ Farmaci per profilassi e trattamento di ulcere gastroduodenali resistenti e esofagite da

reflusso (inibitori della pompa protonica)

■ Disponibilità dell’insulina di origine biotecnologica, oggi usata dall’80% dei diabetici

■ Approvazione negli USA dell’Orphan Drug Act, a favore della Ricerca sulle Malattie Rare

■ Introduzione in terapia degli interferoni, per il trattamento di diverse patologie, tra le

quali leucemia, epatiti, sclerosi multipla

■ Scoperti gli anticorpi monoclonali, per medicine altamente specifiche (ad esempio per

alcune forme tumorali)

■ Nuovi trattamenti per herpes, depressione (SSRI) e primi farmaci contro l’AIDS

Dal 1990 a oggi

■ Progressi terapeutici in oncologia, con farmaci sempre più efficaci

■ Disponibilità di nuovi farmaci per ipertensione arteriosa e scompenso cardiaco (sartani)

■ Riduzione degli effetti della chemioterapia grazie all’uso della serotonina

■ Diminuzione significativa della mortalità per AIDS, grazie agli inibitori della proteasi

■ Nuovi trattamenti per la terapia dell’osteoporosi (bifosfonati), per l’artrite reumatoide e

l’osteoartrite

■ Trattamenti per la leucemia mieloide cronica più selettivi e in grado di interferire sulla

trasduzione del segnale

■ Nuovi farmaci per il trattamento di asma, patologie psichiatriche, patologie perinatali

■ Miglioramento nell’approccio terapeutico per alcune patologie neurodegenerative, quali

l’Alzheimer e il morbo di Parkinson

■ Scoperta la mappatura del genoma umano, con nuove importanti prospettive di cura.

6


Patologie tumorali, AIDS, malattie neurodegenerative, patologie psichiatriche, malattie

rare (oltre 6.000) sono solo alcune delle sfide che la Ricerca sui farmaci sta affrontando

per rendere disponibili terapie nuove e sempre più efficaci.

Insieme ai grandi “salti” nelle terapie, l'innovazione procede per gradi successivi, con

continui incrementi, non meno importanti per la qualità della vita, grazie a costanti

progressi, tangibili per i Pazienti e per la Scienza Medica, per quello che concerne

efficacia del trattamento, riduzione di effetti collaterali o facilità d'uso.

L'innovazione terapeutica, pertanto, comprende a tutti gli effetti quella farmacologica

(per composti con proprietà simili ma che agiscono con un diverso meccanismo di azione)

e tecnologica (che fornisce regimi terapeutici e modalità di somministrazione che

determinano miglioramenti in termini di gestione della patologia).

GRAFICO 2

1990

2006

2015

2030

2050

AUMENTANO GLI ANNI PASSATI IN BUONA SALUTE

Italia: popolazione con

più di 65 anni

(% su totale)

1995

1997

1999

2001

2003

Italia: anni di aspettativa di vita

in buona salute di una persona

a 65 anni

0 5 10 15 20 25 30 35

0 11 12 13

0 5 10 15 20 25 30 35 40 10 11 12 13 14

Fonte: istat

7


8

LA RICERCA È NEL DNA

DELLE IMPRESE DEL FARMACO


LA RICERCA È NEL DNA DELLE IMPRESE DEL FARMACO

La disponibilità di un nuovo medicinale è il frutto di un processo che richiede molti anni di

ricerche e diverse fasi di studio, tutte regolate da specifiche norme e linee guida

internazionali che garantiscono l’attendibilità dei dati, la tutela dei diritti, la sicurezza e il

benessere dei soggetti che partecipano agli studi.

Di norma nei primi cinque anni, il prodotto in studio deve superare una serie di prove condotte

in laboratorio e sugli animali, obbligatorie per legge e fondamentali per avere una conoscenza

adeguata della sicurezza e delle sue proprietà.

Si passa poi alla verifica sull’uomo, ovvero alla Ricerca clinica, condotta all'interno delle

università, degli ospedali, di istituti di Ricerca pubblici e/o privati accreditati ed autorizzati (dove

le condizioni di sperimentazione sono rigidamente controllate), e vincolata al "consenso

informato" e alla volontarietà – in ogni fase – di tutti coloro che vi si sottopongono.

Le prove cliniche iniziano con una valutazione preliminare della sicurezza del medicinale nei

volontari sani (Fase 1), per poi passare alla somministrazione ad un numero limitato di

pazienti per determinare le dosi e gli schemi terapeutici (Fase 2). Successivamente, si

effettuano studi su gruppi più allargati e diversificati di pazienti per verificare la sicurezza e

l’efficacia del farmaco (Fase 3). Sulla base dei risultati di tali studi, il farmaco viene sottoposto

all'esame delle Autorità Sanitarie, il cui compito è quello di valutare la documentazione

sull’efficacia e sulla sicurezza per l’autorizzazione all’immissione in commercio.

Anche dopo l’entrata in commercio, a garanzia della sicurezza d’uso, il farmaco è oggetto

di un’intensa e costante attività di farmacovigilanza, che garantisce il monitoraggio continuo

delle segnalazioni di reazioni avverse per assicurare un favorevole rapporto beneficio–rischio.

GRAFICO 3

IL PERCORSO PER LA NASCITA DI UN NUOVO FARMACO

screening di

10mila molecole

Ricerca di

base

test su

100 molecole

0 5 anni

deposito

del brevetto

Test

pre clinici

10 molecole

Ricerca

Clinica

10 anni

Valutazione

Autorità

Sanitarie

2/3 anni

autorizzazione al commercio

di un farmaco

Farmacovigilanza

20 anni 25 anni

max

7/8 anni

5 anni

sfruttamento commerciale

del brevetto

possibile CPC

comunitario

Fonte: efpia

9


La documentazione necessaria per la nascita di un farmaco costituisce un dossier articolato

e particolareggiato, che raggiunge - e talvolta supera - le 200.000 pagine.

La Ricerca è un processo lungo e costoso: rendere disponibile un nuovo farmaco richiede

12-13 anni di studi e investimenti ingenti, che vanno da alcune decine fino a diverse

centinaia di milioni di euro (studi accreditati stimano che scoprire un farmaco innovativo,

tenendo conto di tutti i tentativi necessari per ottenere un risultato così difficile, può arrivare

a costare oltre 1 miliardo di dollari 4 ).

La durata del brevetto è in generale di 20 anni, ma nella farmaceutica non coincide con il

suo sfruttamento commerciale, poichè le nuove molecole vengono brevettate sin dalla loro

nascita ma producono rientri in termini di vendite solo alla fine del lungo processo di studio

e sperimentazione. Pertanto la durata effettiva della copertura del brevetto è spesso di 7-8

anni e con punte che non superano i 15, nel caso di applicazione del certificato di protezione

complementare comunitario, stabilito in ambito europeo proprio per ridurre gli svantaggi di

tale situazione, che è propria del settore farmaceutico 5 .

La Ricerca è anche ad alto rischio, perchè solo una sostanza ogni 5-10 mila supera con

successo i molti test necessari per essere approvata come medicinale e solo 3 farmaci su 10

consentono di ammortizzare i costi di Ricerca e Sviluppo.

Le imprese sostengono oltre il 90% della Ricerca farmaceutica e promuovono circa il 75%

degli studi clinici, indispensabili per lo sviluppo dei farmaco e la crescita delle imprese, ma

anche grande opportunità per Ricercatori pubblici e operatori sanitari.

In questi anni gli studi clinici sono molto aumentati, specie di Fase 1 e 2, il 44,5% del

totale nel I semestre 2006, in crescita rispetto al 38,7% del 2005 e al 28,4% del 2000.

GRAFICO 4

10

LE IMPRESE DEL FARMACO CONTRIBUISCONO IN MODO FONDAMENTALE

ALLA RICERCA FARMACEUTICA IN ITALIA

Ricerca Farmaceutica per fonte

di finanziamento (anno 2004)

Imprese del farmaco 94%

Altro 6%

Studi clinici per ente promotore

(2000–2005)

Imprese del farmaco 74%

no profit 26%

Fonte: istat Fonte: aifa


GRAFICO 5

LA FARMACEUTICA È IL PRIMO SETTORE PER INTENSITÀ DI RICERCA (*)

Indice farmaceutica=100

(*) media rapporti spesa R&S/fatturato e addetti R&S/addetti totali

Farmaceutica 100

App. per telecomunicazioni, radio e TV 82

Aeronautica e altri mezzi di trasporto 45

Apparecchi di precisione 39

Chimica 21

Meccanica 16

Macchine per ufficio 14

Industria Manifatturiera 11

Fonte: farmindustria su dati istat

0 20 40 60 80 100

La farmaceutica è un'industria che nasce dalla scienza, a cui è legata in modo indissolubile.

Nel Mondo è il settore che investe di più in R&S: tra le prime 50 imprese globali per investimenti,

13 sono aziende farmaceutiche e due di esse sono prime in classifica per rapporto spese R&S

su fatturato nell'Unione Europea e negli USA 6 .

Anche per le imprese operanti in Italia l'impegno nella Ricerca è una caratteristica determinante:

6.165 addetti e più di 1.115 milioni di euro di investimenti (13,6% del totale manifatturiero).

Valori che collocano il settore tra i primi 3 in Italia, dopo ”aeronautica e altri mezzi di trasporto”

e “apparecchi per telecomunicazioni, radio e TV”, comparti dalle dimensioni di gran lunga

superiori. In termini relativi, cioè per intensità di Ricerca e Sviluppo, figura al primo posto e

negli ultimi anni, pur in una congiuntura molto difficile, le imprese hanno consolidato questa

leadership con una crescita degli investimenti in R&S superiore a quella della media (e quasi

doppia rispetto al fatturato totale).

Le aziende di punta investono oggi in R&S fino al 15% del fatturato.

Sono risultati che nascono dall’impegno di tutte le imprese del farmaco:

■ grandi gruppi nazionali che nei loro oltre 30 laboratori (10 dei quali all’estero) stanno

sviluppando più di 180 progetti di nuovi farmaci;

■ imprese italiane a capitale estero che in molti casi investono nel Paese, con scoperte in

Italia di nuovi farmaci o vaccini ai più alti livelli innovativi, che diventano strategiche su

scala internazionale per i propri gruppi;

■ PMI che intensificano l’impegno nella R&S anche, e sempre di più, nei settori avanzati;

■ start-up che stringono accordi di collaborazione con grandi imprese internazionali.

11


GRAFICO 6

0 5 10 15 20 25

0,01 0,02 0,03 0,04 0,05 0,06 0,07 0,08

Fonte: istat, ims

0,00

Fonte: ata

In tutto il Mondo è in atto un deciso cambiamento nel Sistema della Ricerca: l'aumento degli

investimenti richiesti e della complessità dei progetti di R&S porta a una maggiore

specializzazione e divisione del lavoro innovativo, facendo crescere il numero di accordi tra

imprese, che si basano su un rapporto sinergico.

Dalle nuove tecnologie deriva l'opportunità di esplorare percorsi scientifici di avanguardia;

dalle imprese del farmaco provengono le competenze, le risorse e le strutture necessarie per

lo sviluppo delle molecole e del know how per rendere disponibili strumenti terapeutici innovativi.

E' una “rivoluzione” che rende decisiva la competitività del network, in cui il Sistema Italia si

può inserire per la sua consolidata tradizione nella produzione farmaceutica e la

specializzazione internazionale nella Ricerca biomedica.

La Ricerca farmaceutica nel Paese infatti trae forza anche dal ruolo dei Centri pubblici di

eccellenza e da Ricercatori di livello internazionale, che rappresentano un vantaggio competitivo.

La qualità della Ricerca è testimoniata dunque dai risultati scientifici, ma anche dall'aumento

continuo degli investimenti e dall'ampio network di Università e Istituti pubblici e privati attivi

in campi quali, solo per fare alcuni esempi, i vaccini, l'oncologia, le malattie cardiovascolari,

l'immunologia, le patologie psichiatriche.

12

LE IMPRESE DEL FARMACO CONTRIBUISCONO IN MODO FONDAMENTALE

ALLA RICERCA FARMACEUTICA IN ITALIA

Trend degli investimenti R&S

nella farmaceutica e nel Paese

(var % cumulata 2003 - 2006)

R&S

farmaceutica

R&S

totale Italia

Fatturato

farmaceutica

0 5 10 15 20 25

Crescita media annua del numero

di pubblicazioni biomediche

(2001 - 2006)

Italia

Big Ue

Usa

% 0 2 4 6 8

nota: Big Ue comprende Italia, Francia, Germania, UK


LE IMPRESE DEL FARMACO

AL CENTRO DEL MADE IN ITALY

La competitività spinge l’innovazione e

l’innovazione salva le vite.

Una forte industria farmaceutica

non solo tutela la salute dei cittadini europei,

ma migliora anche la loro vita,

attraverso la creazione di ricchezza e occupazione di qualità

Günter Verheugen, Vice Presidente della Commissione Europea


LE IMPRESE DEL FARMACO AL CENTRO DEL MADE IN ITALY

Il farmaco ha un ruolo insostituibile sia per il benessere dei cittadini sia per la crescita economica

e scientifica del Paese. Nella farmaceutica l'Italia è uno tra i più importanti Paesi produttori,

per numero di addetti terza in Europa (dopo Germania e Francia) e quinta nel Mondo (Usa

e Giappone occupano le prime due posizioni).

Queste le cifre chiave del settore:

■ quasi 250 imprese produttrici di specialità farmaceutiche e 100 di materie prime;

■ 73.700 addetti, tra i più qualificati nel panorama industriale;

■ 6.165 addetti alla R&S, l'8,4% degli addetti totali, un valore molto superiore rispetto

alla media dell'industria (1,1%);

■ oltre 22 miliardi di euro di produzione, il 55% circa rivolto ai mercati internazionali;

■ quasi 12 miliardi di euro di export totale, di cui 9,3 di medicinali che registrano un

saldo estero positivo ormai da dieci anni (1.285 milioni nel 2006);

■ più di 1 miliardo di euro di investimenti ad alta connotazione tecnologica, che crescono

più del fatturato;

■ oltre 1 miliardo di spese in R&S, più del 10% del totale delle imprese in Italia, in

rapporto al fatturato 10 volte la media dell'industria manifatturiera.

GRAFICO 7

Investimenti

Spese

R&S

SPECIALIZZAZIONE FARMACEUTICA IN ATTIVITÀ PROPRIE DEI SETTORI AVANZATI

Rapporti per addetto, indice farmaceutica=100

Farmaceutica

0 20 40 60 80 100

Export

Valore

aggiunto

0 25 50 75 100 0 25 50 75 100

0 20 40 60 80 100

Industria manifatturiera Fonte: istat

15


Le imprese del farmaco si distinguono per vocazione alla Ricerca e Innovazione, elevati

livelli di investimenti materiali e immateriali, qualità dell'occupazione e propensione

all'export, caratteristiche che permettono di generare una maggiore quota di valore

aggiunto rispetto alla media dell'industria.

La farmaceutica rappresenta, in definitiva, un settore strategico per l’Economia della

Conoscenza e per la competitività del Paese, che si caratterizza per la qualità dei

processi e dei prodotti e che per questo, tramite i suoi acquisti diretti genera nei fornitori

dell’indotto a monte (ad esempio di materie prime, impianti e macchinari,

confezionamenti), oltre a 55 mila addetti, anche una spinta all’innovazione che li rende

in grado di eccellere sui mercati internazionali, arrivando ad esportare fino a più del

90% del loro fatturato.

La filiera del farmaco (imprese produttrici, indotto a monte e distribuzione intermedia e

finale) conta globalmente oltre 200 mila addetti.

Risultati che si devono a gruppi italiani di successo che operano anche nei mercati esteri,

alle grandi aziende internazionali che investono in Italia, alle piccole e medie imprese,

impegnate nella produzione e nelle esportazioni.

Le diverse componenti delle imprese del farmaco (italiane, europee, extraeuropee) sono

rappresentate in modo significativo. La loro presenza complessiva (in termini sia di

occupazione, sia di fatturato) è piuttosto bilanciata: le aziende italiane rappresentano

il 31,1% del totale, le europee il 39,2%, le americane il 28,3% e le giapponesi l'1,4%.

GRAFICO 8

16

TANTE IMPRESE DEL FARMACO, DIVERSE FRA LORO, MA TUTTE IMPORTANTI

Italia: settore del farmaco per nazionalità delle imprese,

media di occupazione e fatturato

Italiane 31,1%

Europee 39,2%

Usa 28,3%

Giappone 1,4%

Fonte: farmindustria


IL SETTORE DELLE BIOTECNOLOGIE PER LA SALUTE IN ITALIA

I progressi per la Salute ottenibili con la Ricerca e le applicazioni biotecnologiche sono

di grande portata: grazie ad esse, infatti, è possibile individuare, prevenire e curare

efficacemente, e con maggiore sicurezza, diverse patologie. In molti casi, anzi, i

trattamenti di origine biotech rappresentano l'unica possibilità di cura.

Nel mondo sono già 325 milioni i pazienti curati con farmaci biotech, che sono un

quinto di quelli in commercio e il 50% di quelli in sviluppo. Molti di questi medicinali

interessano patologie rilevanti e diffuse, quali, solo per fare alcuni esempi, le infezioni

virali, l'anemia, la fibrosi cistica, il deficit della crescita corporea, l'emofilia, la leucemia,

il rigetto dei trapianti, alcune forme di tumore.

Le biotecnologie rappresentano un valore per le potenzialità di cura, ma anche come

settore industriale dall'altissimo profilo innovativo. Il biotech per la Salute in Italia è

composto da 162 aziende, con oltre 13 mila addetti, di cui 4.516 dedicati alla R&S

(33,7% del totale) e più di 1 miliardo di euro investiti in R&S (28,5% dei ricavi totali).

La partecipazione a questi risultati delle imprese del farmaco è molto elevata (più del

60% del totale), perchè sono sempre più strette le sinergie tra grandi e piccole imprese

nelle Life Sciences. L'Italia è in grado di entrare in questo processo in modo positivo,

grazie a un mix di competenze industriali, Ricerca di eccellenza e vitalità imprenditoriale

nel comparto biotech, che sta generando la crescita delle aziende e del totale del settore,

oltre che importanti risultati nella Ricerca: ad oggi la pipeline di prodotti biotech in sviluppo

di origine italiana conta in totale 77 farmaci, 42 in fase clinica e 35 in pre-clinica.

GRAFICO 9

1993

1995

1997

1999

2001

2003

2005

NUMERO DI PARTNERSHIP A LIVELLO MONDIALE

TRA IMPRESE DEL FARMACO E BIOTECH

0 100 200 300 400 500 600

Fonte: assobiotec, blossom associati, biocentury

0 100 200 300 400 500 600

17


QUALITÀ DELLE RISORSE E VOCAZIONE HI–TECH

La farmaceutica è, tra i grandi settori, quello con i più alti livelli di produttività, caratteristica

che nasce dallo sforzo per l'innovazione e dall'elevato livello degli investimenti realizzati

dalle aziende, con impianti sempre più avanzati ed efficienti, ma anche dalla qualità

delle Risorse Umane:

■ le assunzioni di laureati e diplomati sono il 90% del totale (il 70% laureati), molto

più della media del totale dell'economia;

■ nelle imprese del farmaco opera una quota di personale qualificato, superiore agli

altri settori, compresi quelli hi-tech;

■ gli addetti alla Ricerca rappresentano oltre l'8% del totale, la media dell'industria è

circa l'1%;

■ la professionalità delle Risorse Umane continua a crescere anche dopo l'assunzione

con un'intensa attività di formazione nelle imprese;

■ la qualità si rispecchia anche in un'alta quota di assunzioni a tempo indeterminato,

superiore a quello dell'economia, con ampi spazi per i giovani e le donne.

GRAFICO 10

NELLA FARMACEUTICA PERSONALE DALL’ALTO PROFILO QUALITATIVO

Nuovi assunti per titolo di studio, in % sul totale

Farmaceutica

Totale economia

Fonte: istat

Ulteriore testimonianza della qualità del lavoro e della sua organizzazione, nell'elenco

dei 35 migliori ambienti di lavoro nel 2007, stilato dal “Great Place to Work ® Institute”

in collaborazione con il Sole24Ore, figurano 8 imprese del farmaco. Il settore è così al

primo posto.

In definitiva, le imprese del farmaco generano occupazione di qualità, a più alto valore

aggiunto e meglio remunerata della media, quindi particolarmente adatta ad

un'economia avanzata, e da questa traggono forza per competere e crescere sui mercati

internazionali.

18

% 0 20 40 60 80 100

0 20 40 60 80 100

laureati diplomati altro


LA PRESENZA FEMMINILE NELLA FARMACEUTICA

Le donne rappresentano una risorsa importante per la crescita delle imprese del farmaco.

Nella farmaceutica l'occupazione femminile, altamente qualificata, è il 38,4% del

totale, superiore al dato dell'industria (24,2%), con una presenza importante in ruoli

chiave: imprenditrici, dirigenti oppure addetti alla Ricerca e Sviluppo, dove la

maggioranza (51,9%) è costituita da donne, con un valore allineato a quello europeo

del settore e nettamente più alto rispetto alla media in Italia e in Europa.

Le donne con ruoli dirigenziali sono il 18,8% del totale, quasi il doppio che nel totale

industria (9,6%); inoltre quadri e dirigenti rappresentano il 18% del totale delle donne,

mentre complessivamente nell'industria tale quota non raggiunge l'8%.

Le assunzioni per cui uomini e donne sono ritenuti ugualmente adatti sono nella

farmaceutica l'83,5% del totale, molto più che nel totale dell'industria (18,6%): un valore

che dimostra come, pur sempre migliorabile, la parità sia già un dato di fatto nel settore.

(Fonte: Indagine Excelsior, Unioncamere - Ministero del Lavoro)

GRAFICO 11

PERSONALE FEMMINILE NELLA R&S

In % sul totale

Farmaceutica in Italia

Farmaceutica in Europa

Totale imprese in Europa

0 10 20 30 40 50 60

0 10 20 30 40 50 60

Fonte: eurostat

19


LA SFIDA DEI MERCATI ESTERI

Le imprese del farmaco in Italia si distinguono per la vocazione all'internazionalizzazione

e la capacità di essere competitive sui mercati internazionali.

Caratteristiche evidenti in diversi indicatori:

■ l’alto valore delle esportazioni, nel 2006 pari a 11,8 miliardi di euro per il

complesso di specialità e principi attivi e 9,3 miliardi per i soli medicinali, il 55%

della produzione, quasi il doppio della media e 4 volte il livello dei primi anni '90;

■ il saldo estero dei medicinali, stabilmente positivo dal 1995, che dimostra la

specializzazione internazionale del Paese nel comparto;

■ la crescita più alta dell'export fra i settori industriali a partire dal 1998, con

incrementi superiori al 10% medio annuo, non distanti dai valori degli altri principali

Paesi europei e oltre il doppio della media manifatturiera in Italia (+4,9%).

GRAFICO 12

20

PROPENSIONE ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE SUPERIORE ALLA MEDIA

Composizione % della produzione

Farmaceutica

Industria manifatturiera

% 0 20 40 60 80 100

0 esportazioni 20 40 60 80

vendite interne

100

Fonte: elaborazioni farmindustria su dati istat

Sono risultati frutto di strategie di crescita adottate da tutte le aziende operanti in Italia:

■ grandi imprese italiane che, con oltre 20 nuove acquisizioni all'estero in questi anni

(l’ultima delle quali, al momento della pubblicazione, nel giugno 2007) e circa 200

insediamenti totali, hanno un tasso di internazionalizzazione doppio della media del

complesso dell’industria nazionale;

■ imprese italiane a capitale estero che riescono a divenire poli internazionali per la

produzione e la Ricerca del proprio gruppo;

■ imprese medie e piccole che vedono l'estero come un motore per la crescita.


IL TERRITORIO E LE IMPRESE DEL FARMACO

L'industria farmaceutica è una risorsa molto importante per la crescita economica e

sociale dei territori dove le imprese operano e investono.

Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Veneto sono le Regioni dove è

maggiore la presenza farmaceutica in Italia, spesso con realtà importanti a livello

internazionale.

Anche in altre Regioni però l'industria del farmaco contribuisce allo sviluppo in modo

significativo, con un forte contenuto produttivo e di Ricerca legato ad aziende nazionali

e a capitale estero.

Il federalismo fa sì che il ruolo delle Regioni sia fondamentale per lo sviluppo del settore.

Un quadro normativo stabile e coerente è interesse comune, per la crescita delle imprese,

ma anche per i territori, a partire da quelli a più alta densità farmaceutica, che in questo

modo possono contare su un forte fattore di sviluppo economico, scientifico e culturale.

GRAFICO 13

LA PRESENZA PRODUTTIVA E DI RICERCA DELL’INDUSTRIA FARMACEUTICA

IN ITALIA

21


La Lombardia è la prima Regione farmaceutica e biotech in Italia , con circa

metà del totale nazionale di addetti, produzione, Ricerca e studi clinici e la seconda

regione chimico-farmaceutica in Europa.

Vi hanno sede più di 100 aziende farmaceutiche, 32 Centri di Ricerca aziendali e 58

imprese nelle biotecnologie per la Salute.

La Lombardia, e Milano in particolare, rappresenta un modello di integrazione della

Ricerca pubblica e privata, con importanti Istituti di Ricerca di fama internazionale e una

crescente propensione alla partnership tra centri pubblici di eccellenza e aziende impegnate

nella R&S, con specializzazione internazionale in campi quali oncologia, farmacologia,

neurologia e biotech per la Salute.

GRAFICO 14

Il Lazio è la seconda Regione farmaceutica per numero di addetti, con Roma e Latina

tra i primi poli in Italia, dove rappresenta rispettivamente il secondo e il primo settore

dell’industria.

La farmaceutica è il primo settore esportatore nel Lazio, con un peso del 27% e un'importanza

ancora maggiore: dal 1998 a oggi ha determinato, da sola, quasi il 70% della crescita

totale dell'export laziale. Nel Lazio operano importanti gruppi nazionali e internazionali,

con rilevanti presenze nella produzione e nella Ricerca (più di 1.000 addetti R&S e 17 Centri

aziendali), importanti realtà biotech e tanti poli di eccellenza pubblici, a partire dall'Istituto

Superiore di Sanità.

22

LOMBARDIA: PUBBLICO E PRIVATO “IN RETE” PER DARE PIÙ FORZA

ALLA RICERCA

32 centri R&S aziendali,

oltre 2.700 Ricercatori

58 imprese red biotech

Rete altamente connessa

con presenza crescente del

settore privato

Università di Pavia

Fond. Mondino

San Matteo Pavia

Politecnico Milano

Osp. S. Gerardo

CNR

Osp. Sacco (MI)

Telethon

Genopolis

S. Raffaele Univ.

Niguarda Cà Granda

CERBA

Humanitas

FIRC

Columbus

S. Raffaele Inst.

SEMM

ESO

IEO

Carlo Besta

CEND Unimi

Milano Bicocca

AIRC

IRCCS Monzino

Osp. S. Paolo (MI)

INSCT

IFOM

UNIMI

Mario Negri

GISSI

Univ. Brescia

Osp. Maggiore (MI)

SENDO

Osp. Riuniti Bergamo

Dulbecco Polo Sc.

Univ. Bergamo

Kilometro Rosso


50

00

50

00

GRAFICO 15

250

200

150

100

EXPORT DEL LAZIO DAL 1998 AL 2006

Indice 1998=100

Farmaceutica

Altri settori

1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006

Fonte: farmindustria su dati istat

La farmaceutica è nel core business dell’industria in Toscana, terza Regione in

Italia e tra i primi tre comparti industriali a Firenze e Siena, tra i primi cinque a Pisa e con

una presenza rilevante a Lucca. Tra le imprese figurano imprese grandi a capitale nazionale

(tra cui il primo gruppo italiano, da tempo con dimensioni e strategie internazionali), imprese

italiane a capitale estero e realtà più piccole, ma molto attive. Vi operano oltre 600 Ricercatori

(il 20% del totale nelle imprese della Regione), con una specializzazione nella farmaceutica

(ad esempio in oncologia, patologie cardiovascolari o neurodegenerative), vaccini, emoderivati,

biotecnologie.

In Emilia Romagna ci sono 3.500 addetti farmaceutici, soprattutto a Parma e Bologna,

ma anche a Modena, con una presenza produttiva e di Ricerca legata a importanti aziende

italiane sempre più internazionalizzate - con 9 acquisizioni all'estero negli ultimi anni - e a grandi

imprese a capitale estero. L'Emilia Romagna è la seconda Regione per indotto farmaceutico,

con oltre 5.500 addetti generati negli altri settori a monte.

Il Veneto conta circa 3 mila addetti farmaceutici, concentrati soprattutto a Verona

(quarta provincia in Italia) e a Vicenza. La farmaceutica si caratterizza in particolar modo

per la presenza nell'attività di R&S: oltre il 25% degli investimenti totali delle imprese nella

Regione e circa 750 addetti, specializzati in diversi campi, quali ad esempio le patologie

psichiatriche, e nello sviluppo di nuove forme farmaceutiche.

Anche se con peso quantitativamente inferiore e una minore diffusione sul territorio, ma spesso

con una forte concentrazione in particolari zone, la presenza delle imprese del farmaco è

importante anche in Piemonte, Abruzzo, Sicilia, Marche, oltre che in Campania, Friuli

Venezia Giulia, Liguria e Puglia (dove opera l'impresa del farmaco che ha vinto il premio

nazionale “Confindustria Awards for Excellence 2006” per la valorizzazione del territorio),

con insediamenti significativi anche in Trentino Alto Adige e Basilicata.

23


24

IL RUOLO DEL FARMACO

PER IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE


IL RUOLO DEL FARMACO PER IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

L'Italia è ai primi posti nelle classifiche internazionali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità

per il rapporto qualità/prezzo/accessibilità del Servizio Sanitario Nazionale, un patrimonio reso

possibile dall’impegno di molti, a partire dai medici, di elevata professionalità e dedizione, ma

anche dei farmacisti, di tutti gli operatori sanitari, degli amministratori pubblici.

Un risultato però a cui la componente farmaceutica offre un contributo altrettanto importante.

Il SSN garantisce tutti i medicinali ritenuti essenziali, offrendo una copertura di ottimo livello, più

del 70% della spesa farmaceutica totale, per un valore pari nel 2006 a 12.327 milioni di euro

per i farmaci erogati in farmacia, cui se ne aggiungono altri 4.142 in ospedale o distribuiti

direttamente dalle strutture pubbliche.

IN ITALIA LA SPESA FARMACEUTICA PUBBLICA È INFERIORE AD ALTRI PAESI EUROPEI

euro Indice

pro–capite Italia=100

Francia 309,1 147,3

Germania 290,5 138,5

Regno Unito 245,3 116,9

Spagna 234,9 111,9

Media Paesi europei 274,5 130,8

Italia 209,8 100,0

nota: spesa convenzionata, anno 2006 Fonte: istat, associazioni estere

I livelli di spesa farmaceutica pubblica pro-capite in Italia sono inferiori perchè i prezzi

dei farmaci con prescrizione sono i più bassi tra i principali Paesi europei (come

conferma uno studio dell’Università Bocconi 7 ) e in calo: nel corso del 2006 il gap si è

allargato mediamente dal 20 al 30% (con punte fino al 40%) per effetto dei

provvedimenti sul settore.

Rispetto ai concorrenti europei, l’Italia è quello che dal 2001 ha avuto il più forte calo

dei prezzi ( -14,2% per il totale dei medicinali, ma circa -20% per quelli rimborsabili),

a fronte di un aumento dei costi, già più alti che altrove (si pensi ad esempio ad energia,

trasporti) ed a un maggior carico fiscale, in media del 65%, ma con punte anche superiori.

Uno squilibrio tra prezzi e costi che crea un serio svantaggio competitivo per le imprese

del farmaco operanti in Italia.

Dal 2001 al 2006 la spesa farmaceutica convenzionata è cresciuta complessivamente

del 5,7% (+1,1% all'anno), un incremento che è metà dell’inflazione e che, per giunta,

è già stato annullato dal calo del primo semestre del 2007.

Nonostante i severi tagli al farmaceutico, la spesa sanitaria complessiva è invece fortemente

aumentata: un esito determinato dalla crescita del 41,2% degli altri capitoli di spesa, che

pesano l'84% del totale (di cui circa il 50% spesa ospedaliera, per quasi 2/3 per il

personale).

25


Di fatto sulla farmaceutica, una voce ormai ampiamente sotto controllo e che rappresenta

il 16% della spesa sanitaria totale, si fa gravare la gran parte dei risparmi (il 50% dei

tagli previsti dall'ultima Legge Finanziaria).

GRAFICO 16

COMPOSIZIONE E TREND DELLA SPESA SANITARIA PUBBLICA

E' necessario invece razionalizzare e ottimizzare tutte le voci di spesa, perchè puntare

sulla sola spesa farmaceutica rispetto alle altre voci della Sanità colpisce il sistema

industriale e non contiene la spesa complessiva.

Inoltre, lo stesso contenimento della spesa è stato condotto in modo penalizzante per le

imprese: la crescita, già modesta, della spesa farmaceutica convenzionata è il risultato di

aumenti dei consumi e tagli dei prezzi dei medicinali rimborsabili di circa il 20%.

In questi anni sono state date più risposte alla domanda di Salute, ma in buona parte a

carico delle imprese del farmaco.

Il peso di questi risparmi “a compartimenti stagni” dunque grava soprattutto sull'industria

farmaceutica, che vede limitare le proprie capacità di crescita e di investimento nel Paese e

la propria competitività internazionale (a fronte del 5,7% in Italia, dal 2001 la spesa negli

altri principali Paesi europei è cresciuta in media del 25,9%, con punte superiori al 40%).

E' urgente un cambiamento di rotta nella gestione della spesa sanitaria pubblica, che si ponga

l'obiettivo della responsabilizzazione di tutti gli attori, dell'appropriatezza di ciascuna prestazione

sanitaria e della diffusione delle best practice necessarie all'equilibrio del sistema.

26

Composizione %

(anno 2006)

16%

Farmaceutica

Ospedale e altre

voci di spesa

150

140

130

120

110

100

150

140

130

120

110

100

Evoluzione per voce di spesa

(indice 2001=100)

2001

Fonte: istat, osmed nota: trend di spesa farmaceutica riferito alla convenzionata

2002

2003

2004

2005

2006


110

105

100

95

E' un'esigenza non più rinviabile: far pesare sulle imprese gli squilibri del sistema ha finito per

creare una situazione non compatibile con lo sviluppo del settore, gli investimenti e la Ricerca.

I rischi sono elevati: solo nei primi mesi del 2007, dopo la conferma in Finanziaria di misure

più penalizzanti che mai, l'occupazione nel settore è scesa di circa 1.000 unità.

GRAFICO 17

110

105

100

95

EVOLUZIONE DELL’OCCUPAZIONE NEI SETTORI INDUSTRIALI

(indice 1996=100)

1996

1997

Farmaceutica

Totale industria

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2006

1 sem

2007

COMBATTERE UN TUMORE

E PROGETTARE UNA NUOVA CASA

2005

Fonte: istat, farmindustria

27


28

UNA NUOVA POLITICA DEL FARMACO

PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE


UNA NUOVA POLITICA DEL FARMACO PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Per ripristinare le condizioni per la crescita del settore, serve un nuovo metodo per il

governo della spesa, coerente con il mantenimento e lo sviluppo degli investimenti, che

dia stabilità e coordinamento al Sistema, basandosi su tre pilastri.

■ Risposte alla crescente domanda di Salute dei cittadini

L'Italia è il paese più vecchio d'Europa e il secondo al Mondo dopo il Giappone 8 , con una

quota di ultra sessantacinquenni (una fascia d'età nella quale è fisiologico spendere per

medicinali oltre il doppio della media) destinata ad aumentare più che negli altri Paesi.

L'invecchiamento è una sfida complessa a cui si accompagnano quella dell'immigrazione e

dell'accesso a terapie più innovative per curare un numero crescente di patologie.

■ Necessario governo della spesa

È necessaria una gestione responsabile della spesa sanitaria, perchè a fronte dei grandi

trend demografici il Paese sappia garantire alti standard delle prestazioni sanitarie.

Si deve puntare alla razionalizzazione e all'appropriatezza, fissando obiettivi di efficienza

per le strutture sanitarie locali e considerando il farmaco nell'ottica beneficio/costo.

I farmaci infatti sono a tutti gli effetti un investimento e non solo un costo, per il loro

fondamentale ruolo socio-sanitario, ma anche più strettamente economico, perchè

favorendo l'approccio terapeutico e la prevenzione possono portare significativi

risparmi per il SSN.

Ad esempio evitando interventi chirurgici (come nel caso dell'ulcera), rendendo più brevi

i ricoveri (per esempio per cicli di chemioterapia), oppure rallentando il progresso di

degenerazione delle malattie (ad esempio per l'Alzheimer e il morbo di Parkinson).

Anche grazie ai farmaci in Italia i giorni di degenza dal 1998 al 2004 si sono ridotti

del 10% (10 milioni di giornate di ricovero in meno): un risultato importante considerando

che con l'equivalente del costo di 1 giorno di ricovero - circa 600 euro - si possono

erogare mediamente quasi 3 anni di assistenza farmaceutica 9 .

Quanto al valore della prevenzione si pensi al ruolo dei vaccini: 1 euro speso per una

vaccinazione può equivalere a 24 euro spesi per curare chi si ammala 10 .

■ Sviluppo competitivo delle imprese e del territorio

La farmaceutica è un settore al centro dell’Economia della Conoscenza, che l’Italia e i

suoi territori devono valorizzare, per metterne a frutto le potenzialità, che nascono dalle

competenze industriali e dai talenti nella Ricerca presenti nel Paese.

Sono questi tre principi chiave per lo sviluppo del Sistema, che devono essere perseguiti

congiuntamente, perché non c'è crescita sostenibile se anche uno solo di essi viene

lasciato indietro.

In un quadro di maggiori responsabilità e risorse, le imprese del farmaco sono

assolutamente determinate a fare la loro parte.

29


LE AZIONI PER IL RILANCIO DELLA COMPETITIVITA' DEL SETTORE

Stabilità del quadro normativo e certezza delle regole

Necessari a programmare investimenti che si misurano nell'arco di più di un decennio, ma

anche per garantire l'unitarietà del Sistema Sanitario e l’omogeneità dell’accesso alle cure su

tutto il territorio nazionale.

Risorse adeguate alla reale domanda di salute

Definite in maniera coerente con i trend demografici connessi con le patologie, basate su

dati affidabili e verificabili e accompagnate da un sistema chiaro per la determinazione dei

prezzi, che riconosca l’innovazione e gli investimenti delle imprese.

Responsabilizzazione di tutti gli attori del Sistema

Con un Patto tra Governo, Regioni e tutti gli altri soggetti interessati, per l'appropriatezza

delle prestazioni, per massimizzare l’efficienza ed evitare che una parte, troppo spesso le

imprese, sia chiamata illegittimamente a sostenere il ripiano, oltre che delle proprie quote

di sfondamento, anche di quelle altrui.

Ottimizzazione della gestione della Sanità pubblica

I costi sostenuti dalle diverse Aziende Ospedaliere, a parità di prestazioni, sono spesso

molto diversi (la differenza tra massimo e minimo può raggiungere anche il 300% circa 12 ).

E' necessario operare in una logica di benchmarking in ambito sanitario, incentivando la

diffusione delle best practice.

Innovazione al centro del Sistema sanitario

L'innovazione è il cardine dello sviluppo sostenibile, lo strumento principale per garantire

al tempo stesso cure migliori e un percorso di crescita del settore. Per questo ne va riconosciuto

il valore, con risorse adeguate e politiche di prezzi e tempi per l'accesso ai farmaci allineati

a quelli dei principali Paesi europei. La definizione del concetto di innovatività deve essere

condivisa, tenendo conto del dibattito internazionale e comprendendo non solo l’innovazione

“breakthrough”, ma anche quella incrementale (farmacologica e tecnologica), in grado di

fornire alternative terapeutiche, migliore aderenza al trattamento e qualità della vita.

Inaccettabilità del prezzo di riferimento

E’ necessario l’abbandono del prezzo di riferimento per i prodotti coperti da brevetto, che è

particolarmente dannoso perchè impatta negativamente sulla qualità e sull'equità, principi generali

alla base dei sistemi di assistenza sanitaria, e costituisce un forte deterrente agli investimenti in

R&S e all'introduzione di medicinali innovativi, privilegiando l'aspetto meramente commerciale

del farmaco e penalizzandone di contro gli aspetti industriali e di Ricerca.

Riconoscimento del valore industriale del marchio

Rappresenta la testimonianza dell'impegno industriale ed è essenziale per sostenere l’export,

pertanto non può essere ”sacrificato” ad esigenze puramente commerciali o penalizzato da

un approccio che tende comunque a preferire il generico alla specialità coperta da marchio

(sulla quale spesso peraltro si continua a fare Ricerca, anche dopo la scadenza del brevetto).

Inoltre il marchio è sì un fattore di qualità fondamentale per le imprese, ma anche per i Pazienti,

specie quelli più anziani, come elemento certo di riconoscimento del farmaco e di fiducia

verso l'Azienda che lo produce.

30


Incentivi e sostegno alla Ricerca e Sviluppo

Defiscalizzazione degli investimenti R&S, che deve essere rafforzata (con l’aumento del credito

di imposta), per recuperare il gap con altri Paesi (ad esempio la Francia), includendo sia gli

investimenti privati, sia quelli realizzati tramite committenze pubbliche. Va inoltre reso molto

più intenso il rapporto con le Università, prevedendo incentivi per le collaborazioni con il

settore privato.

Riduzione della pressione fiscale sul settore

Il carico fiscale sul settore è in media del 65%, con punte superiori, un valore che crea un

forte squilibrio rispetto agli altri Paesi. E' necessario alleggerirlo in diverse sue componenti,

compresa la deducibilità delle spese per convegni e congressi, sui quali le imprese

hanno rilanciato il loro impegno con la definizione di nuove e ancora più rigorose norme

di autoregolamentazione.

Intensificazione delle partnership pubblico-privato

L'Italia dispone di molti Centri di eccellenza pubblici e privati, una specializzazione internazionale

nella Ricerca biomedica e capacità industriali per tradurla in prodotti innovativi.

Vanno messe in comune risorse e competenze, a partire dalle tante presenti nel SSN, che

con la sua massa critica, potrebbe essere un grande volano di competitività se si intensificasse

il network con Ricercatori e imprese in molti campi, quali ad esempio le malattie rare.

Allineamento degli adempimenti burocratici alle best practice europee

In Italia, pur in presenza di segnali di miglioramento, si deve ancora lavorare per rendere

più semplici e rapidi gli adempimenti amministrativi, ottimizzando le procedure, dando

certezza dei tempi alle Aziende, semplificandone l'operato e lavorando così per la crescita

della competitività del Paese.

INVECCHIARE

E PIANTARE UN NUOVO GIARDINO

31


FARMINDUSTRIA

Fondata nel maggio del 1978, Farmindustria - Associazione delle imprese del farmaco -

aderente a Confindustria, conta più di 200 Aziende Associate tra le imprese operanti

in Italia, sia nazionali (grandi, medie e piccole) sia a capitale estero. Le PMI sono riunite nel

Comitato Nazionale della Piccola Industria.

Farmindustria rappresenta le istanze delle Associate, perseguendo la crescita scientifica e

industriale del settore e affrontando i problemi legislativi, regolatori ed economici che interessano

la vita delle imprese del farmaco nelle competenti sedi istituzionali, in piena autonomia e

indipendenza. Il lavoro dell'Associazione sempre più viene svolto in sinergia tra le sue diverse

componenti, impiegando tutte le Risorse Umane e organizzative presenti in Farmindustria,

nelle sue Aziende Associate e nelle componenti del Sistema Confindustria (territoriali e di

categoria), per valorizzare ulteriormente la capacità propositiva verso le Istituzioni centrali e

le Regioni, per agire per la competitività e la crescita, per far conoscere il ruolo delle imprese

del farmaco.

Al fine di assicurare la massima correttezza dei comportamenti, le imprese aderenti si sono

date un Codice deontologico - ad oggi fra i più rigorosi in Europa - per regolamentare i

rapporti tra le industrie e tra queste e il mondo scientifico e sanitario. Il Codice rappresenta

l'impegno, oltre che al rispetto delle specifiche leggi vigenti, ad operare secondo trasparenti

norme comportamentali che regolano le diverse fattispecie in cui si articola l'attività aziendale.

L'attività associativa si fonda sulla garanzia della massima partecipazione delle

imprese e sulla ricerca di posizioni comuni e condivise.

Gli Organi dell'Associazione si dividono in deliberativi (Assemblea e Giunta), esecutivi (Comitato

di Presidenza, Presidente e Vice Presidenti), di controllo (Collegio dei Revisori contabili,

Probiviri). Il Comitato di Presidenza - formato da 12 componenti, tra cui il Presidente e 5 Vice

Presidenti - opera con un forte sistema di deleghe volte a rendere più efficiente ed efficace

l'azione dell'Associazione nelle aree territoriali e tematiche delegate.

Farmindustria aderisce in ambito internazionale alla Federazione Europea (EFPIA) e a

quella mondiale (FIIM-IFPMA) contribuendo - in una logica di Sistema - alle loro attività con

idee e proposte finalizzate a rappresentare al meglio le posizioni e le istanze delle imprese

che operano in Italia. L'Associazione persegue la realizzazione di un contesto normativo

stabile e di una politica del farmaco che riconosca all'industria farmaceutica nel Paese un

ruolo vitale per la crescita dell'Economia della Conoscenza, consolidandone la presenza e

gli investimenti in Ricerca e produzione.

Fare conoscere meglio il valore della Ricerca e delle imprese del farmaco a tutti gli attori del

sistema della salute e all'opinione pubblica è uno degli impegni di Farmindustria, che ha

avviato a tale fine una comunicazione ad hoc, con iniziative nelle scuole, campagne Tv, stampa

e con il sito www.farmaci-e-vita.it.

Iniziative tutte volte a ribadire che “La Ricerca è vita”. E che più del 90% della Ricerca è

sostenuta dalle imprese del farmaco.

33


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

1 F. R. Lichtenberg: The Impact of New Drug Launches on Longevity: Evidence from Longitudinal,

Disease-Level Data from 52 Countries, 1982-2001, National Bureau of Economic Research

Working Paper No. 9754 (Cambridge, MA: NBER, June 2003).

2 Dati Eurostat, Istat, Efpia, Phrma, Ansa (tratto da: 1981-2005, 25 anni di AIDS, 2005)

3 Indagine Istat-Istituto Superiore di Sanità (2006)

4 Tufts University Center for the Study of Drug Development, citato da SCRIP (24 novembre 2006);

Di Masi et al. : The price of innovation: new estimates of drug development cost, Tufts University,

Journal of Health Economics (2003)

5 Regolamento (CEE) n° 1768/1992 del Consiglio del 18 giugno 1992

6 Commissione Europea: Analysis of the 2006 EU industrial R&D investment scoreboard (2007)

7 Cergas Bocconi: Il confronto internazionale tra prezzi dei farmaci, aspetti metodologici, principali

risultati in letteratura e studio osservatorio farmaci (2006)

8 Istat: Rapporto Annuale (2006); ONU: World Population prospects (2006)

9 Cergas Bocconi: Rapporto OASI (2006)

10 F. R. Lichtenberg: Benefits and Costs of Newer Drugs: An Update, National Bureau of Economic

Research Working Paper No. 8996 (Cambridge, MA: NBER, June 2003)

11 J. Ehreth: The value of vaccination, a global perspective, Vaccines, 21 (2003)

12 F. Spandonaro: Efficienza delle aziende ospedaliere e politiche sanitarie (2007)

34


LA RICERCA È VITA.

PIÙ DEL 90% DELLA RICERCA È SOSTENUTO

DALL’INDUSTRIA FARMACEUTICA.

www.farmaci-e-vita.it

35


36

giugno 2007

Largo del Nazareno 3/8, 00187 Roma

Tel. +39 06675801 Fax +39 066786494

www.farmindustria.it

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