scarica - Focus

focus.it

scarica - Focus

PRIMO PIANO Conflitti

Con la conversione di Costantino, fu impegno dei cristiani difendere l’impero. Da allora, non hanno mai smesso di imbracciare le armi

Britannia, domenica di Pasqua dell’anno

429. Il vescovo Germano

di Auxerre ha appena concluso

la sua missione religiosa, quando

un’orda di barbari Pitti e Sassoni si avventa

sulla regione. L’ultimo soldato romano

ha lasciato l’isola da quasi vent’anni: è allora

lo stesso Germano, già governatore

della Gallia, a organizzare contro gli invasori

un’imboscata.All’arrivo dei barbari fa

gridare per tre volte “Alleluia!” da tutto il

suo esercito in agguato. Il grido riecheggia

nella valle, sconcerta e impaurisce i superstiziosi

Pitti e Sassoni, che vengono travolti

dall’attacco dei Britanni.

Legittima difesa. Comincia così, con la

“battaglia dell’Alleluia”, la storia militare

del cristianesimo. E il “porgere l’altra guancia”?

E “l’amore per i nemici”? Forse questi

comandamenti non furono presi troppo

alla lettera dai seguaci di Cristo se, come ricorda

Enrico Pucciarelli in I cristiani e il

servizio militare (Nardini) «già nell’età apostolica,

fino al termine del II secolo, risultano

poche le prese di posizione contro il

servizio militare, e nessuna esplicita». Proprio

nel II secolo i cristiani si arruolarono in

massa nelle legioni, assecondando la richiesta

dell’imperatore Marco Aurelio

(121-180) di difendere Roma dai barbari

Marcomanni e Quadi. Da quel momento,

quasi tutti i padri della Chiesa, da Atenà-

48

Soldati di Dio

Sopra, la Madonna sul calcio del fucile

mitragliatore di un miliziano cristiano,

durante la guerra in Libano nel 1988.

▼ Con

la croce e con la spada

Macerie di

convivenza

Soldati italiani

della forza

di pace in

una chiesa

ortodossa

distrutta in

Kosovo, nel

1999. Qui e

in Bosnia,

musulmani e

ortodossi si

sono combattuti

per 10 anni,

in nome della

“pulizia etnica”.



L’inno akathistós composto nel 626 a Bisanzio definiva la Madonna “stratega invincibile”

gora a sant’Agostino, giustificarono il servizio

militare. Il dissenso venne principalmente

da sette eretiche come quella montanista,

che si batteva contro tutte le istituzioni

imperiali. Solo sant’Alessandro andò

incontro al martirio come obiettore di coscienza.Tutti

gli altri furono giustiziati per

non aver voluto sacrificare agli dèi (come

Vittore), per aver preso per il bavero l’imperatore

(Sebastiano, ufficiale dei pretoriani)

o per essersi rifiutati di massacrare

dei civili (Maurizio). In definitiva non era

più tempo di sterili idealismi: occorreva difendere

l’impero, anche se governato da

imperatori crudeli o nemici della vera fede.

Santificati in massa. Nel 451 i cristiani

armeni furono i primi a impugnare le

armi per difendere il proprio credo contro

i Persiani Sassanidi, che volevano imporre

loro il culto di Ahura Mazda. Un piccolo

esercito, guidato da Vardan Mamykoian, si

fece annientare ad Avarair (oggi nell’Iran

50

nord-occidentale) piuttosto che abiurare il

Cristo, e quei caduti furono canonizzati in

massa dalla Chiesa armena.

Fino all’avvento dell’islam, i nemici più

pericolosi per l’impero romano d’Oriente

furono proprio i Sassanidi. Nel 614 riusci-

I pagani vichinghi

sconvolsero il Nord

Europa nei primi

secoli del Medioevo.

rono a conquistare Gerusalemme e a trafugare

le reliquie della croce, che solo 14

anni dopo l’imperatore bizantino Eraclio riuscì

a recuperare con le armi. Fu un avvenimento

così eccezionale da essere ricordato

ancora oggi il 14 settembre, festa dell’Esaltazione

della Santa

Croce. Dopo di allora l’esercito

bizantino divenne,

per secoli, il principale baluardo

della cristianità a

Oriente.

A colpi di battesimo.

Intanto, in Occidente, Carlo

Magno ricostruiva un

impero – Sacro e Romano

– convertendo spietatamente

i Sassoni col ferro e

col fuoco, incurante delle

critiche della Chiesa. Il

suo regno, tuttavia, ebbe

vita breve: nel corso del

IX e del X secolo crollò sotto i colpi degli

scorridori vichinghi, saraceni e magiari. Secondo

lo storico inglese Christopher Dawson

«mai una guerra aveva minacciato così

direttamente l’esistenza della cristianità

occidentale nel suo insieme». In Inghilterra,

Alfredo di Wessex guidò

alla riscossa i Sassoni contro

gli invasori vichinghi, fino a

sbaragliarli e a imporre al loro

re, Guthrum, il battesimo.

Un rito non solo formale per

una mentalità come quella

del Medioevo, imperniata sul

valore del giuramento: riconoscendo

Gesù come unico

Dio, Guthrum non solo si

impegnava a rispettare la pace,

ma diventava fratello in

Cristo dell’uomo che aveva

cercato di uccidere fino al

giorno prima.

Più generali

che pastori

Una battaglia

ricostruita nel

film Il mestiere

delle armi, di

Ermanno Olmi.

La pellicola è

ambientata nel

1500, quando

i papi erano

veri e propri re,

difesi da truppe

mercenarie.

Nel 1506 nacque

il corpo delle

Guardie svizzere.

La rivolta dei samurai cristiani nel Giappone del Seicento

Nel 1563 il daimyo

(cioè un feudatario)

giapponese Omura

Sumitada si convertì al

cristianesimo, insieme

ai suoi samurai e a

20 mila sudditi. Non fu

un caso isolato: l’avanzata

cristiana nel

Sol Levante fu rapida

e ben presto i proseliti

furono 300 mila.

Finché non fu stronca-

Scontro epocale

La battaglia di Lepanto (Grecia) del

1571, dove 239 navi di Stati cattolici

sconfissero le 282 navi ottomane.

ta nel sangue dagli

shogun (i supremi capi

militari dell’impero)

della famiglia Tokugawa,

che la vedevano

come una pericolosa

ingerenza straniera.

Ribellione. L’episodio

decisivo avvenne tra

la fine del 1637 e la

primavera successiva

a Shimabara (presso

Nagasaki). Qui la popo-

Confine cristiano

Poitiers (Francia), 732: Carlo Martello

ferma l’avanzata musulmana

in Europa, in un quadro del 1837.

lazione e i samurai

cristiani si ribellarono

alla spietata repressione,

che ricorreva a torture

come l’immersione

in acqua bollente e la

fossa dei serpenti.

Asserragliati nel castello

di Hara, 37 mila

cristiani giapponesi

(per due terzi civili

inermi) comandati da

Amakusa Shiro, un

carismatico samurai

di appena 16 anni, resistetterostrenuamente

per circa 3 mesi.

Alla fine la roccaforte

fu presa dai soldati

dello shogun (che persero

3 mila uomini) e

tutti gli assediati furono

trucidati. Da allora,

per più di due secoli, i

cristiani sparirono dalla

storia del Giappone.

51



L’ordine di San Lazzaro era formato da

monaci combattenti malati di lebbra, che in

Terra Santa si dedicavano a curare i lebbrosi

Alla fine l’Europa cristiana

vinse: i Vichinghi e i Magiari furono

prima battuti militarmente

e poi convertiti pacificamente,

mentre i Saraceni furono ributtati

dall’altra parte del Mediterraneo

e in Spagna ebbe

inizio la reconquista della penisola

iberica occupata dai Mori.

Queste vittoriose guerre difensive

indussero nel 1095 papa

Urbano II a lanciare l’iniziativa

di una spedizione militare di

tutta la cristianità europea per

soccorrere i fratelli d’Oriente.

Al termine della prima crociata,

Gerusalemme fu sì liberata, ma

a prezzo di un’orrenda carneficina.

Nella frenesia della lotta

non ci fu scampo per nessuno:

musulmani, ebrei, vecchi, donne

e bambini.

Dio lo vuole. Alla successiva

difesa dei Luoghi Santi presero

parte i nascenti ordini religioso-cavallereschi

(Templari,

Ospitalieri,Teutonici...), milizie

altamente addestrate e con una disciplina

modellata su quella monastica. Ma nel corso

del XIII secolo le crociate persero gran

parte della loro idealità. Già durante la IV

spedizione (1202-1204) la cristiana seppur

ostile Costantinopoli subì da parte dei crociati

un saccheggio che vide compiersi ogni

genere di atrocità. I fondi destinati alla Terra

Santa cominciarono a essere sviati dai

papi contro i nemici interni, finché nel 1291

cadde anche l’ultima piazzaforte cristiana in

Palestina, San Giovanni d’Acri.

Nel 1140 era intanto stato pubblicato il

Decretum del monaco Graziano, il testo

base del diritto canonico (v. riquadro a pag.

45), che autorizzava l’uso della forza per

reprimere le eresie.Tale svolta della Chiesa

portò qualche decennio più tardi alla

crociata contro gli albigesi e ad altri orrendi

massacri: i cittadini di Béziers, nel sud

della Francia, che si erano rifiutati di consegnare

200 eretici, furono trucidati nei modi

più spietati mentre la città era teatro di

stupri, saccheggi e incendi. Il legato pontificio

riferì al papa: “I nostri, non risparmiando

rango, sesso o età, hanno fatto morire

di spada 20 mila persone e, dopo un

enorme massacro, tutta la città è stata saccheggiata

e bruciata. La vendetta divina ha

52

VATICANERIE

Il papa

guerriero

iulio II (1503-

G 1513) passò alla

Storia come il “papa

guerriero”. Fu infatti

l’unico pontefice a

guidare in battaglia

le truppe papali, con

tanto di armatura.

Progettando di scolpire

una sua statua,

Michelangelo suggerì

di ritrarlo con un libro

in mano, ma lui

preferì la spada.

fatto meraviglie!”. Certo l’episodio

va inserito nel contesto

della barbarie medioevale,

ma anche per allora si trattò

di una crudeltà spaventosa.

La forza del rosario. Nel

corso del XVI secolo l’Europa

cattolica dovette battersi

allo stremo per impedire l’avanzata

dei turchi musulmani

verso Occidente.Tale minaccia

fu sventata solo con la battaglia

navale di Lepanto del 7

ottobre 1571, una data che sarà

ricordata come la festa della

Madonna del Rosario, perché

ogni marinaio e soldato

della Lega Santa era stato dotato

alla partenza di un rosario.

Era la nuova religiosità

della Controriforma, austera

ed eroica: la risposta della

Chiesa alla riforma protestante,

esplosa nel 1517. In

un’Europa dove il concetto

di tolleranza era patrimonio

di pochi, prìncipi e baroni ne

avevano approfittato per appropriarsi dei

beni dei cattolici, col pretesto di appoggiare

ora l’una ora l’altra confessione protestante.Alle

violenze di luterani e calvinisti,

i cattolici risposero con crimini ancora peggiori,

come la strage della notte di San Bartolomeo

(24 agosto 1572), culmine delle

guerre di religione in Francia, quando nel-


Avanguardie dell’islam

Beduini musulmani in Nordafrica.

Durante l’espansione dell’islam, si

scontrarono con i colonialisti cristiani.

1 2 3

In nome

della fede

Tre simboli

delle guerre

tra protestanti

e cattolici. La

defenestrazione

degli inviati

cattolici a Praga

nel 1618, primo

atto della Guerra

dei Trent’Anni

(1); il massacro

dei protestanti

ugonotti a Vassy,

in Francia, nel

1562 (2); il

riformatore

boemo Jan Hus

messo al rogo

come eretico

nel 1415 (3).

53



La crudeltà delle milizie ustascia filonaziste

contro chiunque non fosse croato e cattolico

fu agghiacciante: i morti furono 800 mila

la sola Parigi furono passati

a fil di spada 3 mila ugonotti

(i calvinisti francesi).

Ma furono realmente

“guerre di religione”? Cattolici

e protestanti non furono,

piuttosto, le pedine di

un grande conflitto europeo

tra sovrani assoluti, dove tutti opprimevano

tutti e solo il principe era libero? Anche di

cambiare religione da un giorno all’altro,

come fece nel 1593 Enrico di Navarra, capo

del partito ugonotto, che al motto di “Parigi

val bene una messa” si fece cattolico per

essere incoronato sovrano di Francia. E c’è

da chiedersi se anche per la Guerra dei

Trent’Anni il motivo religioso non sia stato

solo una copertura ideologica di scontri di

interesse, visto che all’inizio (1618) i luterani

della Sassonia erano alleati agli imperiali

cattolici contro i calvinisti praghesi,

mentre alla fine era il cattolicissimo re di

Francia a sconfiggere il cattolicissimo re di

Spagna (Rocroi, 1643).

Quanto alla Chiesa, dopo il concilio di

Trento (1545-63) che aveva inaugurato la

Controriforma, finì per privilegiare la predicazione

alla violenza. Ma fu proprio un

grande predicatore, Marco d’Aviano, a incidere

in maniera decisiva sulla storia eu-

54

SAPERNE DI PIÙ

Storia militare del

cristianesimo, Alberto

Leoni (Piemme). Un racconto

delle imprese belliche

dei cristiani attraverso

venti secoli di Storia.

Fuoco benedetto

Un prete cristiano-maronita benedice un

carro armato nella guerra del Libano tra

arabi, israeliani e cristiani (1975-1991).

ropea, mantenendo salda la

coalizione di cristiani (cattolici

e protestanti) che fermò

definitivamente l’avanzata

turca sotto le mura di Vienna

il 12 settembre 1683.

Senza pace. L’età delle

crociate si era conclusa per

sempre, ma i cristiani continuarono a combattere.

A volte dovettero farlo per sopravvivere,

come gli indios convertiti cui

nel Seicento il gesuita Domingo Torres, veterano

dell’esercito spagnolo, insegnò l’uso

delle armi da fuoco per difendersi dai cacciatori

di schiavi. O come i cristeros messicani,

insorti fra il 1926 e il ’29 dopo le feroci

persecuzioni da parte del regime. Altre

volte lo fecero per difendere la propria fede,

come in Vandea, in Italia e in Spagna

dopo la Rivoluzione francese del 1789. O

come gli ortodossi russi, greci e serbi contro

gli ottomani nel corso dell’Ottocento.Altre

ancora solo per svolgere il proprio dovere

di cittadini. Così, durante l’ultimo conflitto

mondiale, i cristiani europei si sono trovati

a combattere anche per governi che avevano

ben poco di cristiano, come quello

nazista.

Anche durante la guerra fredda, il mescolarsi

di fattori religiosi, politici, sociali

ed economici ha visto i cristiani combattere

in campi opposti, dai cattolici anticomunisti

vietnamiti ai preti guerriglieri dell’America

Latina fautori di una rivoluzione

anticapitalista (v. articolo a pag. 100). In Irlanda

del Nord, lo scontro tra cattolici indipendentisti

e protestanti lealisti ha fatto,

tra il 1969 e il 1993, oltre 3 mila morti da entrambe

le parti.

Male ineluttabile. È stato calcolato che

i cristiani uccisi per via della loro fede, dall’anno

33 al 2000, siano stati 69.420.000, di

cui il 65% nel solo XX secolo.Ancora oggi,

il diritto canonico stabilisce (canone 2243)

che una resistenza armata è legittima a condizione

“che il danno causato dall’aggressore

alla nazione o alla comunità delle nazioni

sia durevole, grave e certo; che tutti gli

altri mezzi per porvi fine si siano rivelati

impraticabili e inefficaci; che ci siano fondate

condizioni di successo”.Anche per la Chiesa

del III millennio, il ricorso alle armi resta

talora un male inevitabile. ❏

Alberto Leoni

ESERCITI

Ci fu un (lungo)

periodo in cui

anche il papa

dispose di

truppe militari,

per il controllo

e la difesa dello

Stato pontificio.

I soldati del “papa re”

N

ei primi secoli dopo il crollo

dell’impero romano d’Occidente,

la Chiesa chiamò a difesa

della propria libertà monarchi

come Carlo Magno (742-814) o

nobili devoti come Matilde di Canossa

(1046-1115). La triste esperienza

della “cattività avignonese”

(1309-1377), durante la quale

i sovrani francesi

sottomisero i papi

ai propri voleri, rese

però chiaro che

lo Stato pontificio

doveva essere autonomo

anche militarmente.

I papi

divennero principi

guerrieri e presero

al loro servizio le migliori milizie

mercenarie, come le “Bande

Nere” di Giovanni de’ Medici o

(dal 1506) le Guardie svizzere,

che nel 1527 si immolarono per

coprire la fuga di papa Clemente

VII durante il Sacco di Roma.

Antigaribaldini. I papi allestirono

persino una flotta, che ebbe

un ruolo primario nella lotta contro

i pirati barbareschi. Ma con

l’estinguersi della minaccia turca,

le forze armate papali conobbero

un declino, fino all’occupazione

napoleonica. Solo dopo il Congresso

di Vienna (1815) lo Stato

pontificio tornò ad avere un esercito,

che verso la metà dell’800

arrivò a contare 13 mila effettivi,

Tra fede e

indipendenza

Una chiesa

cattolica data

alle fiamme

presso Belfast

(Irlanda del

Nord). Dal

1969 al 1993,

il conflitto tra

indipendentisti

cattolici dell’Ira

e paramilitari

protestanti

filo-britannici

ha fatto oltre

3 mila morti.

tra cui 9 mila italiani, e nell’autunno

1867 sconfisse le camicie

rosse di Giuseppe Garibaldi.

Liquefatti. Il 20 settembre

1870 l’armata pontificia, dopo

una strenua resistenza cessata solo

per ordine diretto di Pio IX,

si dissolse con l’apertura della

breccia di Porta Pia da parte dei

bersaglieri italiani (foto). Rimasero

solo, oltre alle Guardie svizzere

(oggi un centinaio), 50 guardie

nobili pontificie (reclutate tra

le grandi famiglie romane), 500

guardie palatine e un centinaio

di gendarmi. Nel 1970 Paolo VI

sciolse anche questi tre ultimi reparti,

trasformando i gendarmi

in un corpo di vigilanza. ■

55

More magazines by this user
Similar magazines