Views
4 years ago

Versione PDF - Fazi Editore

Versione PDF - Fazi Editore

Stewart si guarderebbe

Stewart si guarderebbe bene dal comprare azioni dell’azienda committente. Perché? Semplicemente perché ha conosciuto dall’interno i meccanismi della consulenza e può assicurare con piena cognizione di causa che si tratta di espedienti truffaldini per ingannare sistematicamente i committenti, i quali, a loro volta, non desiderano altro che essere ingannati. I Barnard, i Drucker, gli Ansoff, i Porter, i MacGregor, gli Henderson, i Mintzberg, i Peters, i Waterman, i Brandenburger, i Nalebuff, che si sono imposti e abbiamo venerato come altrettante divinità del pantheon manageriale, non sono altro che dei manipolatori e degli imbroglioni. Questo sostiene e dimostra Stewart in modo abbastanza convincente. Una simile caduta degli angeli finti ribelli non può essere spiegata senza la propedeutica caduta dei “padri fondatori”: dei mostri sacri Taylor ed Elton Mayo, borghesi piccoli piccoli che abbiamo scambiato per colossi rivoluzionari. L’espediente narrativo che il libro adotta è quello di una sceneggiatura cinematografica in cui l’autobiografia del consulente Stewart si intreccia con la storia di alcune società di consulenza e con quella delle scienze organizzative nel loro complesso. Il nostro Matthew ha fatto studi umanistici e poi, dopo varie peripezie, è finito in una grande impresa di consulenza dalla quale, insieme ad alcuni colleghi, si distacca per mettersi in proprio. «Il mio lavoro da consulente», egli scrive, «consisteva nell’imporre il mio stesso stile di vita squinternato e folle a Schmidt e ai suoi sottoposti». Per Schmidt vanno intesi i collaboratori e i clienti. Dopo qualche tempo i suoi colleghi lo spediscono in Messico e poi in Europa come “missionario del management” incaricato di fornire consulenza ad alcune aziende IX

locali. Passa qualche mese e Stewart si accorge che sul suo conto bancario non gli viene più pagato lo stipendio: senza essere neppure avvertito, è stato licenziato dai suoi stessi colleghi. Non tutti i mali vengono per nuocere: Matthew, fulminato dal licenziamento sulla via di Damasco, fa causa, vince e intasca i soldi che gli consentono di ritirarsi a riflettere. Il Twilight Manager che ora abbiamo tra le mani rappresenta l’utile frutto, vendicativo e illuminante, di questa riflessione, innescata da una duplice constatazione: la prima è che «i clienti delle società di consulenza sono, per un processo di autoselezione, più disorganizzati della media»; la seconda è che «la profusione ripetuta di sforzi inutili fa crescere nei consulenti un cinismo spietato sulla condizione umana». La storia autobiografica, come ho detto, si intreccia con la storia del pensiero manageriale, preso di mira nei suoi paradigmi più accreditati: lo scientific management di Frederick Winslow Taylor, le human relations di Elton Mayo, la scuola delle strategie descritta da Alfred Chandler e teorizzata da Igor Ansoff e Michael Porter, le idee pirotecniche e fintamente sovversive di Tom Peters impegnato nella sua guerra contro la burocrazia. Dopo aver distrutto i padri fondatori e i guru, dimostrando che ci hanno fornito risposte non scientifiche a domande non scientifiche, vendendocele come iperscientifiche, distruggere gli epigoni non è che un gioco da ragazzi dal momento che il pensiero manageriale, nel suo complesso, «propone presunte soluzioni tecniche a quelli che, in fondo, sono problemi etici e politici. Crea un’illusione (facilmente manipolabile) sulla natura e sul valore della capacità manageriale. Ci induce a dedicare anni di studio a una materia che non esiste. Incoraggia una visione ingenua delle fonti del management, rendendo più X

invito educare alla bellezza 2010_Layout 1 - Fazi Editore
Scarica il listino in formato PDF - Bollati Boringhieri Editore
Eliana Miglio si confessa - Fazi Editore
la nostra intervista - Fazi Editore
Fante & Bukowski - Fazi Editore
Fazi Tascabili 9 - Fazi Editore
L'attacco dei Vittra - Fazi Editore
ebook-John il visionario - Fazi Editore
21 dicembre 1996 - Fazi Editore