modello organizzativo e di gestione - Trenitalia

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RFI

1. Il Decreto Legislativo n. 231/2001

1.1 La responsabilità amministrativa degli enti

Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante la “Disciplina della responsabilità

amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di

personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300” ha

introdotto nell’ordinamento italiano la responsabilità amministrativa degli enti, per

alcuni reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio.

Con l’emanazione del decreto, il legislatore ha dato attuazione agli impegni comunitari e

internazionali che imponevano l’adeguamento dell’ordinamento italiano all’esigenza di

prevenzione della criminalità d’impresa 1 .

Le disposizioni normative individuano gli autori dei reati nei:

- rappresentanti, amministratori e direttori dell’ente o di una sua unità

organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché in coloro che

esercitano, anche di fatto, un’attività di gestione e controllo sull’ente (cd.

soggetti in posizione apicale);

- persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza dei soggetti in posizione apicale

(cd. soggetti sottoposti).

Rientrano in quest’ultima categoria non solo i soggetti legati all’ente da un vincolo

organico, ma anche coloro che, pur non essendo sottoposti ad un vero e proprio potere

di direzione in virtù di un rapporto di subordinazione, appaiono assoggettati all’esercizio

di un potere di vigilanza.

La responsabilità amministrativa è ravvisabile se il reato è posto in essere nell'interesse o

a vantaggio dell’ente (art. 5, comma 1). Il ricorrere, accanto all'interesse o al vantaggio

dell’ente, di un interesse personale dell’autore della condotta illecita non vale ad

escludere la sussistenza della responsabilità dell’ente, che è autonoma rispetto a

quella del singolo. In proposito, si osserva che la legge chiama l’ente a rispondere del

fatto illecito a prescindere dalla concreta punibilità dell’autore del reato, che può non

essere individuato o non essere imputabile.

I reati dai quali attualmente può conseguire la responsabilità amministrativa dell’ente

sono quelli previsti agli artt. 24, 25, 25 bis, 25 ter, 25, quater e 25 quinquies del decreto.

Si tratta delle fattispecie di reato di seguito elencate:

- indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, malversazione a danno

dello Stato, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il

conseguimento di erogazioni pubbliche, frode informatica in danno dello

Stato o di un ente pubblico (art. 24);

- concussione e corruzione (art. 25);

- falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo (art. 25 bis,

1 Più analiticamente, il D. Lvo n. 231/2001 costituisce recepimento della Convenzione Europea del 26 luglio

1995 (sulla tutela degli interessi finanziari della Comunità Europea) e relativi protocolli; la Convenzione Europea

del 26 maggio 1997 relativa alla lotta contro la corruzione di funzionari della Comunità Europea o degli Stati

membri; la Convenzione Ocse del 17 dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri

nelle operazioni economiche internazionali.

Modello Organizzativo ex D.Lgs. n. 231/2001 - Parte Generale

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