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Capire se un seno è finto è facile, se lo è un orologio no. Ma ogni “patacca” ha un punto debole. Ecco i...

Trucchi anti-falsari

A volte, come nel campo dell’arte, bisogna affidarsi

agli esperti; altre volte basta il buon senso. E ci sono

casi in cui l’imitazione o il surrogato vale l’originale.

Le gambe di Shelley Michelle

sono famose. Lei, che raramente

ha recitato tutta

intera, lo è molto meno. Eppure,

era suo il corpo del sex symbol

Kim Basinger nel film Analisi

finale. E appartenevano a Shelley

anche le gambe della famosa attrice

Julia Roberts nel film Pretty

Woman. Sul suo sito (www.shelleyssecret.

com) la biondissima

“body-double”, una controfigura

per il corpo, vanta di aver prestato

il fisico a oltre 85 dive di Hollywood.

Ma se la finzione è parte

integrante del mondo di celluloide,

nel mondo reale la situazione non

è molto diversa. Oggi infatti si fal-

sifica di tutto, dai giocattoli ai dischi,

dai gatti (clonati) alle notizie.

In Francia sono arrivati a falsificare

persino i fiori.Tre anni fa la rosa

“bolshoi”, dai toni fra il giallo e

l’arancio, creata da Alain Mellilland,

è stata rubata, clonata e poi

rivenduta a prezzo stracciato, a dispetto

della legge sul diritto d’autore.

Ecco altri esempi.

● Medicine taroccate

Le contraffazioni dei farmaci sono

pericolose. In Italia un caso si è

registrato nel 1998, quando furono

sequestrate 6 mila bottiglie false

di Losec, una medicina per l’ulcera.

Come smascherarli. Gli esperti

invitano a diffidare dei canali di

distribuzione alternativi, come Internet,

dove di medicine false se

ne vendono a bizzeffe. Il rischio è

che non funzionino o, peggio, siano

dannose. La prima eventualità, nel

caso del Viagra (uno dei farmaci

che in Rete vende di più), può trasformare

una serata romantica in

un disastro.

Se non tocco

con mano...

Il comico

Adam Sandler

controlla che il

petto dell’

attrice Winona

Ryder sia

naturale. Non

serve spingersi

a tanto: si può

vedere a

occhio nudo

(v. riquadro

a destra).


Codino

fasullo

L’attore Pierce

Brosnan

mostra la sua

“extension”:

capelli non

suoi attaccati

a quelli veri.

Restauro

“bricolage”

Loredana

Lecciso indica il

labbro gonfio: ha

ammesso di

avervi infiltrato

acido ialuronico.

Gli interventi

domestici sono

spesso rischiosi.

Le sopracciglia “falsificate” (sopra)

della cantante Kylie Minogue.

Qualcosa è cambiato

L’attrice Halle Berry ora ha

un nuovo profilo.

● Corpi artificiali: se il trucco c’è si vede

e il falso riguarda una parte

S del corpo è abbastanza

facile scoprirlo. La chirurgia

estetica fa miracoli, ma non

tutti i medici sono competenti.

«Spesso è questione di misure»

dice Marco Klinger, dell’istituto

di chirurgia plastica dell’Università

di Milano. «Se un naso

non rispetta le proporzioni del

volto, o se le labbra sono

sproporzionate e asimmetriche

è probabile che siano frutto di

un intervento. Alcuni tipi di

silicone per le labbra, poi,

variano il volume secondo la

temperatura». Se col freddo la

bocca è piccola, mentre si

gonfia d’estate, il falso è

garantito. Per il seno valgono

regole simili. Una donna

minuta e non molto alta

raramente ha una quarta

misura naturale» spiega il

chirurgo. «Inoltre, se la protesi

è messa dietro la ghiandola

mammaria dopo un po’ si

forma un tessuto fibroso e il

seno diventa così duro che

“resta su” anche da sdraiate.

D’altro canto, l’altra posizione

in cui può essere inserita la

protesi, cioè dietro i muscoli,

fa sì che il seno si muova su e

giù, in modo innaturale, sotto

sforzo, con i muscoli pettorali».

Anche la forma può svelare il

“trucco”: «Un seno troppo

pieno nella parte superiore,

magari col capezzolo che

guarda in basso, è rifatto» dice

Klinger. Asimmetrie, ma anche

depressioni sulla parte esterna

delle cosce indicano invece

una liposuzione mal riuscita.

Mentre chi ha fatto un intervento

alle palpebre per

renderle meno cadenti «può

avere occhi troppo tondi, con

l’iride completamente visibile e

non parzialmente coperta dalla

palpebra inferiore». Un viso

troppo tirato e cicatrici davanti

alle orecchie sono invece

segno di lifting, mentre le

iniezioni di tossina botulinica

per spianare le rughe danno al

volto un’espressione fissa,

perché paralizzano i muscoli. E

il trapianto di capelli? Si

riconosce dalla minore densità:

col tempo, se la calvizie va

avanti, cascano i capelli

intorno a quelli trapiantati.

Ha messo la quarta

Brigitte Nielsen prima (a

sinistra) e dopo l’operazione

al seno (sopra).

03/2005 75


Ma c’è anche chi, su Internet,

acquista farmaci che non riuscirebbe

a procurarsi in altro modo,

per esempio gli anabolizzanti per

gonfiare i muscoli. Come smascherarli.

Gli effetti del doping agli

steroidi sono evidenti: la massa

muscolare aumenta rapidamente,

la pelle assume un aspetto untuoso

e può venire l’acne. Gli uomini

possono perdere i capelli, mentre

le donne si riempiono di peli su

tutto il corpo. La trasformazione,

soprattutto per le donne, può essere

drastica. Imbottita per anni di

anabolizzanti dai medici, la campionessa

di lancio del peso Heidi

Krieger ha dovuto sottoporsi a un

intervento per cambiare sesso (oggi

si chiama Andreas), in seguito a

una trasformazione che lei stessa

ha definito irreversibile.


76

● E se il medico è un impostore...

P rodurre

documenti,

certificati e

diplomi falsi è

abbastanza

semplice. E se un

falsario si allea con

un tipografo, distinguere

le contraffazioni

diventa

difficile anche per

un esperto. Una

volta avuta una

copia di un certifi-

03/2005

cato vero, il

tipografo è in grado

di identificare con

precisione il tipo di

carta da usare. «Poi

si mette l’originale

in uno scanner ad

altissima risoluzione

e l’immagine

viene elaborata al

computer, inserendo

i nomi e i dati

che interessano»

spiega il grafico

● Sogliole surrogate

Per arrivare in cima al podio,

molto meglio seguire un’alimentazione

adeguata. Ma anche in

questo campo non si è al riparo

dai falsi. E a volte la contraffazione

è più una regola che un’eccezione.

Per esempio «il 70% dei pesci

venduti in filetti non appartiene

alla specie che viene dichiarata»

dice Valentina Tepedino, direttrice

della rivista Eurofishmarket.

«Al posto delle sogliole ci sono

platesse o altri pesci di minor pregio.

Il bianchetto viene sostituito

con una specie cinese, che vive in

acque dolci e viene congelata prima

di arrivare da noi. Il rombo liscio,

che vale 10-20 euro al kg, è

venduto al posto di quello chiodato,

che vale almeno il doppio». Come

smascherarli. Per scovare l’in-

Stefano Carrara.

Usando metodi di

questo tipo, Paolo

Buonaccorsi, assessore

all’urbanistica

della Calabria, ha

falsificato una laurea

in giurisprudenza

e ha inserito

il suo nome nell’albo

professionale

dell’ordine degli

avvocati. Pure

Roberto Ingravalle

Made in Vietnam

Un artista di Ho Chi Minh City

copia l’autoritratto di Van

Gogh: lo venderà ai turisti.

● Arte artefatta

quadri più facili da

I imitare «sono quelli di

artisti che, come

Guttuso, avevano un

tratto semplice» spiega

l’esperto d’arte Benedetto

Morello. «I quadri

devono essere accompagnati

da un certificato

notarile, che però può

essere falsificato con

facilità». Comunque, per

quanto un falsario sia

bravo «il tratto mostra

subito l’inganno. Un

esperto d’arte se ne

accorge».

ganno bisogna conoscere bene i

pesci. «Per esempio, i tranci di palombo

sono molto più piccoli di

quelli di verdesca e di altri squali

che spesso li sostituiscono. I primi

hanno un diametro attorno ai 10

cm; i secondi sono grandi circa il

doppio; il rombo chiodato invece si

riconosce dalle protuberanze sul

corpo». Il bianchetto originale ha

un colore perlato, che quello “taroccato”

non ha.

E l’inganno si spinge fino a spacciare

per fresco il pesce surgelato.

«Almeno nella metà dei casi, la dicitura

“fresco” è falsa» dice Tepedino.

L’inganno si può riconoscere

perché «pinne e coda dei pesci surgelati

si rompono in modo netto.

Analogamente, le zampe dei crostacei

tendono a spezzettarsi se si

tratta di surgelati. Per fare la veri-

si è messo in tasca

una laurea, e per

anni si è finto ortopedicodell’Ospedale

San Giacomo

di Roma. L’informatica

però può ritorcersi

contro i malfattori,

perché «esistono

programmi

che riescono a capire

se l’immagine

è stata manipolata»

conclude Carrara.

Pseudo-chirurgo

Sopra, la foto di P. Viviani,

finto chirurgo accusato

pure di violenza sessuale.

Inoltre i falsari hanno i

canali per procurarsi la

carta (o la tela) giusta.

Un compito molto più

arduo per chi falsifica

disegni antichi. Uno dei

sistemi per recuperarla è

«strappare i fogli da

registri antichi» spiega

Elena Allodi, restauratrice

di opere antiche su

carta. Per evitare di

spendere un patrimonio

per una crosta, insomma,

meglio avvalersi

della consulenza di un

esperto.

Autentico

falso

Il mercato del

“falso d’autore”

(qui un quadro di

Vermeer) è del

tutto legale, con

tanto di certificati.

Il simil-Viagra costa meno. Ma il partner se ne accorge...

fica, basta tirarle e vedere che cosa

succede».

Nell’industria alimentare i falsi

riguardano però anche molti altri

prodotti, ma il consumatore si accorge

raramente che un olio extra

vergine di oliva o un vino di pregio

sono stati contraffatti. Come smascherarli.

Nel primo caso servono

le analisi chimiche; nel secondo,

anche un naso da sommelier. Proprio

grazie a questo, nel 2000, Niccolò

Incisa della Rocchetta si accorse

che alcune bottiglie di Sassicaia

(di cui è produttore) erano

state falsificate. E avviò un’indagine

che portò al sequestro di 20

mila bottiglie.

Nell’industria alimentare, l’imposizione

di marchi e segni di riconoscimento

permette di arginare

almeno in parte il fenomeno.

Il torrino di Foligno

(Pg), ricostruito da

un falso ingegnere.


● Soldi “lampadati”

abbricare monete false

F non è un affare: per questo

sono in circolazione solo

quelle da 2 €, distinguibili da

quelle vere perché sono un

po’ meno lucenti e pesano un

po’ meno. Falsificare banconote,

invece, può rendere

molto. Per distinguere quelle

fasulle i commercianti usano

la lampada di Wood, che coi

raggi UV rende visibili le sfumature

di colori che solo i

soldi veri hanno. A occhio

nudo, invece, un falso si può

distinguere per le dimensioni,

a volte non esattamente uguali

a quelle delle banconote

vere, e per i colori, meno

nitidi. Guardato in controluce,

poi, può non avere il filo di

sicurezza, né i disegni in filigrana.

Il dettaglio più difficile

da falsificare è l’ologramma

che riporta valore e simboli

delle banconote. La stampa in

rilievo è un’altra caratteristica

che i soldi falsi spesso non

hanno (v. Focus n° 142).

Casa del cd-rom (pirata)

A Mosca, software, film,

cd copiati illegalmente sono in

vendita “alla luce del sole”.

78

Bibite imitate in Russia.

omiglieranno poco

S agli originali,

inganneranno solo i

meno attenti, ma ci

sono prodotti d’imitazione

legali che fanno la

loro figura. Per esempio,

perché spendere

1.000 € per un vassoio

d’argento nella lega

più pura (92,5%)?

Lo stesso vassoio in

“silver”, cioè in ottone

03/2005

La Rolex assicura di scoprire sempre i falsi:

ma a volte serve il microscopio elettronico

● Rolex senza cristallo

Lo stesso accade anche in altri

settori. La Habanos, che produce

sigari cubani, suggerisce di osservare

il marchio con una lente di

ingrandimento: le linee verdi ai

margini del sigillo vero sono formate

dalla scritta «Sello de garantia

Republica de Cuba».

Per creare un marchio inconfondibile,

Cirillo Marcolin

(produttore di occhiali per firme

come Dolce&Gabbana e Cavalli)

si è rivolto alla Zecca di Stato,

che ha creato un ologramma per i

suoi prodotti. Mentre la Louis

Vuitton, che produce alcune fra le

borse più contraffatte al mondo, si


E se l’imitazione conviene?

rivestito, può costare

fino a 800 € meno...

E, nell’abbigliamento, ha

senso badare ai minimi

particolari? Che cosa

c’è di male se, piccolo

piccolo, la nostra maglia

ha un marchio diverso

da quello che va di

moda? Dopotutto è

anch’esso regolarmente

registrato, e si risparmia

fino all’80%. Con una

qualità spesso accettabile.

Romantici. Una cena a

base di spumante e

uova di lompo non farà

lo stesso effetto di

champagne e caviale,

ma il risparmio è notevole:

le uova di storione

costano più di 2 mila €

al kg, quelle di lompo

50; una bottiglia

di un grande cham-

limita a consigliare sul suo sito Internet

di fare i propri acquisti nei

negozi della sua catena.

Per gli orologi, le copie a volte

sono fatte così bene che gli stessi

produttori hanno difficoltà a distinguerle.

Tanto che il generale

Roberto Speciale, comandante

della Guardia di Finanza, ha dovuto

aspettare 10 giorni prima che

il produttore identificasse come

falsi alcuni orologi sequestrati durante

un’ispezione. Come smascherarli.

Per le copie meno nobili,

può bastare picchiettare sul cristallo

del quadrante: se è vetro (o,

peggio, plastica) non tintinna. In

altri casi ci pensano i rivenditori. I

pagne costa circa 130

€, un buono spumante

quasi 10 volte meno. E

il partner dei nostri sogni

sa accorgersi della

differenza? Se succede

si può sempre rimediare

con una rosa: contraffatta.

Identica all’originale,

costa meno di 2

€. Tanto per amore si

perdona tutto...

Luca Sciortino

Qual è quella buona?

Un carabiniere del Comando antifalsificazione

monetaria di Roma

confronta una banconota da 50 €

falsa, a sinistra, con una vera.

controlli sono obbligatori: se un

negoziante scopre che un orologio

Rolex portato per manutenzione è

rubato (il numero di codice non

corrisponde al nome del cliente)

o falso, lo ritira immediatamente e

il cliente viene denunciato.

Fra i beni di lusso, vengono contraffatti

i gioielli e, più in generale,

gli oggetti fatti con metalli preziosi.

Come smascherarli. Quelli veri

si riconoscono dal marchio (un poligono

con una stella a 5 punte, un

numero e una sigla che identificano

l’azienda e la provincia) e dal titolo,

un numero racchiuso in un

ovale che indica la quantità in millesimi

di metallo prezioso presente.

Gli oggetti ricoperti da metallo

prezioso, ma fatti internamente

con altri metalli, non presentano

sigle. I preziosi piccoli, però, non

hanno l’obbligo del marchio.

● Detersivi clonati

Fra i prodotti di largo consumo

si falsificano, per esempio, detersivi

e cosmetici. L’anno scorso, a

Napoli, i carabinieri hanno scoperto

in una fabbrica qualche migliaio

di prodotti per la casa e per

la bellezza, tutti di marche stranote

e tutti rigorosamente falsi. Come

smascherarli. Una volta messi


Altro che scoop!

Janet Cook. La giornalista

vinse il premio Pulitzer

per un reportage

inventato di sana pianta.

Anche gli

scienziati,

a volte,

falsificano gli

esperimenti

in vendita, sarebbe stato difficile

per i consumatori accorgersi della

truffa, anche se, consiglia Salvatore

Casillo, direttore del Centro studi

sul falso di Salerno «quando

un’etichetta si stacca facilmente è

possibile che il prodotto sia stato

contraffatto».


● Ricerche patacca

Una laurea può essere vera, ma

non è garanzia di onestà. Lo sanno

bene gli editori delle riviste scientifiche,

costretti a gestire le trappole

degli scienziati imbroglioni.

Due anni fa, negli Usa fece scalpore

John Hendrik Schon, un ricercatore

32enne dei Bell Laboratories,

considerato un genio dell’elettronica

e delle nanotecnologie.

Mentre i suoi colleghi già lo candidavano

per il Nobel, lui passava

il tempo a falsificare o inventare

dati. Finché un collega notò che

Schon aveva usato lo stesso grafico

per illustrare una decina di esperimenti

diversi. Una volta scoperto,

il “genio” è stato licenziato. Ma

nella sua rete erano intanto finite

riviste prestigiose come Nature e

Science, che avevano pubblicato i

suoi lavori. Come smascherarli.

«È raro che ci arrivino articoli con

dati falsificati» dice Alison Abbott,

giornalista di Nature. «In ogni caso,

la rivista incarica degli scienziati

di fare esperimenti per verificare i

risultati prima della pubblicazione».

Ma, come dimostra il caso di

Schon, la verifica non è infallibile.

● Bufale, non mozzarelle

Ma le bufale più grandi circolano

su Internet e sui giornali, che

spesso non hanno il tempo materiale

per fare tutte le verifiche necessarie.

Così, lo scorso anno

Benjamin Vanderford ha messo in

Rete il filmato della sua falsa decapitazione

da parte di un gruppo

di terroristi iracheni. E Dominique

de Villepin, ebrea, è arrivata

sulle prime pagine fingendosi vittima

di un’aggressione antisemita,

avvenuta nel metrò di Parigi. Nel

1981, la giornalista del Washington

Post Janet Cooke arrivò a vincere

il premio Pulitzer raccontando la

storia (inventata) di un bambino

nero di 8 anni drogato dall’amante

della madre. Mentre pochi mesi fa

la prestigiosa tv inglese BBC è caduta

nella trappola di Jude Finisterra,

che dichiarava che la Dow

Chemicals avrebbe risarcito le vittime

dell’incidente della fabbrica

chimica di Bhopal (India), che 20

anni fa causò 10 mila morti. Come

smascherarli. «Bisogna diffidare

delle notizie che non riportano alcuni

dettagli fondamentali, come

per esempio dove è avvenuta la vicenda

e quando, e chi sono le persone

coinvolte» dice Lorenzo

Montali, esperto di leggende metropolitane.

«E spesso sono false

anche le storie in cui si esplicita

una morale» come se fossero favole

pedagogiche.

Spesso però la verifica è semplice.

In ottobre alcuni giornali hanno

riportato la notizia che Marco Tasic,

un ragazzo serbo di 19 anni,

aveva ottenuto un PhD (l’equivalente

del nostro dottorato) in otto

giorni al New York Institute of

Technology (Usa).Abbiamo scritto

all’università, e la risposta non

lascia spazio a dubbi: «Attualmente

non offriamo PhD, e mai nessuno

da noi ha ottenuto una laurea

in otto giorni». ■

Margherita Fronte

(ha collaborato Luca Sciortino)

Documenti storici, reliquie

veneratissime, perfino

scenari naturali... tutto finto

Hanno

taroccato

la storia

Per scherzo, per “migliorare” la natura, per lucro,

per motivi politici... Molti falsi hanno influenzato

importanti vicende nel corso dei secoli.

Un lenzuolo medievale?

Ricostruzione 3D della Sindone fatta

alla Nasa. Non sembra coeva a Gesù.

Antiquario di novità?

La polizia di Israele ha scoperto

falsi reperti biblici, creati dall’

antiquario Odedd Golan (foto), fra

cui l’ossario del “fratello” di Gesù.

Avolte sono solo scherzi

che scappano di mano,

altre volte vere e proprie

mistificazioni. Sono i falsi

che hanno lasciato un segno nella

storia. Come la “Donazione di

Costantino”, atto con cui l’imperatore,

nel 315 d. C., prima di trasferirsi

a Costantinopoli, lasciava

a papa Silvestro e ai suoi successori

il dominio temporale (cioè politico

e materiale) su Roma e l’Occidente.

Quel documento era un falso

realizzato 400 anni dopo la morte

di Costantino, ma i suoi effetti sono

durati quasi fino a oggi.

E che dire delle reliquie sacre?

Nel 1389, quando andavano di moda,

il vescovo Pierre d’Arcis raccontò

a papa Clemente VII dell’indagine

compiuta dal suo predecessore

Henri de Poitier. Il vescovo

aveva denunciato la pretesa

del decano di allora di presentare

come il sudario di Cristo un telo

con impressa l’immagine di un corpo.

Il tutto a scopo di lucro. Un’indagine

aveva anche scoperto il falsario,

che ammise che il telo «era

fatto per opera umana, non miracolosamente

prodotto o concesso».

Il Papa emanò una bolla in cui

ordinava che ogni volta che fosse

stato esposto il telo si doveva dire

«ad alta voce, per far cessare ogni

frode, che la suddetta raffigurazione

o rappresentazione non è il vero

Sudario del Nostro Signore Gesù

Cristo, ma una pittura o tavola

fatta a raffigurazione o imitazione

del Sudario». Seicento anni dopo

fu condotta, sullo stesso telo, una

datazione col radiocarbonio: i risultati

circoscrissero l’età del lenzuolo

fra il 1260 e il 1390, guarda

caso proprio il periodo in cui il telo

– noto come Sindone – fece la

sua apparizione.

I “Protocolli dei Savi Anziani di

Sion”, un fantomatico piano ebrai-

co per la conquista del mondo, in

realtà, erano un falso spudorato

confezionato a Parigi all’inizio del

1900 da un agente segreto zarista.

Lo scopo? Giustificare i moti antisemiti

nell’impero di Nicola II. Furono

subito smascherati, ma invano:

folgorarono Hitler sulla via dell’Olocausto

e tornano ancora utili,

ai giorni nostri, ad alcuni antisemiti

e antisraeliani.

● Sorgente rifatta

Ma anche la natura viene “falsificata”.

Verso il 1930, le autorità

Usa, preoccupate per l’aspetto misero

della palude acquitrinosa da

cui nasceva il Mississippi (uno dei

simboli del Paese), fecero un “lifting”

geografico per dargli una sorgente

più scenografica: la bocca

del fiume fu chiusa, l’acquitrino fu

prosciugato, e si scavò qualche decina

di metri più a sud in una radura

più adatta, modellando arti-

ficialmente il letto del fiume.

Di tutt’altro tenore lo scherzo

(involontario) architettato dal

grande regista Orson Welles. Nel

1938, per la notte di Halloween,

preparò una trasmissione radio in

cui riproponeva in chiave moderna

il romanzo La Guerra dei mondi di

H. G. Wells: milioni di americani

scambiarono la trasmissione per

un’autentica radiocronaca dell’invasione

marziana della Terra e

scoppiò il panico.

Un fine dichiaratamente commerciale,

invece, aveva la beffa architettata

nel 1983 da Konrad

Kujau, falsario e nostalgico nazista.

Imitando la calligrafia di Hitler,

Kujau scrisse e riuscì a vendere

al periodico Stern per 10 milioni

di marchi (6 miliardi di lire

dell’epoca), spacciandoli per autentici,

i diari del Führer. I falsi erano

davvero eccezionali, ma la redazione

di Stern ignorò i numero-

“Lifting”

geografico

Veduta aerea

del Mississippi.

Il fiume ha

avuto grande

importanza

nella storia

Usa. Per

questo, negli

anni ’30, si

decise di

spostare le sue

sorgenti in un

luogo più

“scenografico”.

Verona: il “balcone di Giulietta”

è solo un’attrazione turistica.

si segnali che facevano pensare a

una frode: la notizia era troppo

bella per lasciarsela sfuggire.

Per lo stesso motivo, nel 1993,

un editore inglese acquistò il diario

di Jack lo Squartatore, salvo poi

scoprire che il suo autore era Michael

Barrett, un rigattiere di Liverpool

in pensione. ■

Massimo Polidoro

80 03/2005 03/2005

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