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Storia

Proveniamo tutti dall’Africa? No: secondo le ultime scoperte l’umanità ebbe almeno quattro “culle”

Siamo figli di

tante specie

I reperti di Homo sapiens sono troppo diversi per discendere da

un unico ceppo africano: gli ominidi si sono sviluppati in modo

autonomo in Africa, Europa e Asia. Con molte coincidenze...

I PRIMI EUROPEI

n una grotta della

I Romania sono stati

trovati i resti europei

più antichi (35 mila

anni) di Homo

sapiens sapiens: 3

individui, con alcuni

tratti simili all’uomo

di Neanderthal, frutto

di precedenti incroci.

A quel tempo c’era

lo sciamanesimo

(comunicazione con

gli spiriti): venivano

adorati idoli d’avorio

che raffiguravano

uomini-leone.

Danze sacre

nella grotta

Ricostruzione di

riti in Romania

di 35 mila anni

fa. Pitture di

donne danzanti

di quest’epoca

sono state

trovate in

Austria e

in Germania.

Le ossa a forma

di orso in primo

piano servivano

a evocare

lo spirito che

si pensava

albergasse

nell’animale.

09/2005 15


L’Australia era popolata da uomini che si erano evoluti in Asia separatamente: ben poche le parentele con gli africani

16

AVI ASIATICI

primi ominidi erano

I arrivati in Australia

approfittando del

mare basso e delle

molte isole emerse,

che permettevano di

fare scalo compiendo

navigazioni brevi sopra

tronchi. A differenza

di quanto si credeva,

sembra che questi

uomini primitivi non

venissero dall’Africa

ma si fossero evoluti

autonomamente

dall’Homo erectus

di Giava.

09/2005

Il più forte?

Chi ragionava

Circa 60 mila

anni fa,

in Australia,

vivevano ancora

i canguri giganti

(alti 3 metri

e carnivori).

L’uomo, come

aveva già fatto

in Africa con

i leoni, riuscì

a diventare

il predatore

numero uno

grazie a

ingegnose

strategie

di caccia.

09/2005 17


I primi ominidi europei vivevano nelle steppe fra il Mar Nero e il Caspio. Erano alti come noi e non conoscevano il fuoco

18

PRIMA DI NOI

ercare uova, frutti,

Cradici e qualche

carcassa era l’attività

di sostentamento dei

primi ominidi in

Europa, trovati a

Dmanisi (Georgia).

Testimoniano una più

antica presenza

dell’Homo ergaster

fuori dall’Africa, 1,7

milioni di anni fa. Uno

dei 3 individui trovati

aveva un cervello di

600 cm3 , come il ben

più primitivo Homo

habilis africano.

09/2005

L’arte di

arrangiarsi

Gli ominidi di

Dmanisi (Georgia)

avevano utensili

rudimentali, che

non consentivano

attività difficili

come la caccia.

Perciò dovevano

rubare alle iene

le loro prede.

09/2005 19


Immigrato

da Giava?

L’Homo sapiens

di Flores

(Indonesia):

aveva fronte

sfuggente,

arcate orbitali

sporgenti e

larghe narici.

Sono tratti che

lo accomunano

all’uomo eretto

di Giava, di cui

si trovano

forme umane

evolute di 20

mila anni fa.

Nuovi fossili e prove del Dna: vacilla la teoria

della provenienza africana dell’Homo sapiens

Scoperti in Georgia gli ominidi

europei più antichi: erano

della specie Homo ergaster:

1,7 milioni di anni fa si

procuravano la carne dalle carcasse

degli animali, in competizione

con le iene. Trovati in Romania i

più vecchi rappresentanti dell’uomo

moderno (Homo sapiens sapiens):

mostrano segni di discendenza

dall’uomo di Neanderthal.

Infine, estratto il Dna dai fossili

dei primi indigeni australiani: la

prova che l’evoluzione umana avvenne

in luoghi distanti fra loro.

frica, più di un milione di anni fa,

dando vita solo a forme di ominidi

che si estinsero e vennero sostituite

dall’intraprendente Homo sapiens

sapiens di ben più recente

origine africana. Uno scenario, insomma,

molto simile a una migrazione

“biblica” di un popolo “eletto”

di ominidi che prese il posto

di altri. Con una curiosa coincidenza:

tra le forme più evolute di

Homo sapiens sapiens si contano

anche fossili trovati nell’attuale

Israele, in località come Qafzeh e

Skull.

Le ultime scoperte, però, sembrano

dare ragione all’altra ipotesi

sulle origini dell’uomo moderno,

quella “multiregionale”: l’Homo

ergaster sarebbe uscito dall’Africa

molto prima di un milione di

anni fa (e il ritrovamento della

Georgia ne è una prova) dando

origine a forme locali più evolute.

L’uomo moderno nacque così in

modo separato e indipendente in

Africa, Europa,Asia centro-orientale

e Sud-est asiatico. I 4, forse 5

tipi, in una certa misura si mesco-

Le diverse culle dell’uomo

Le aree del mondo in cui, da forme

più arcaiche, si sarebbero evoluti

separatamente (in Europa, in Asia e

in Australia) diversi uomini moderni.

larono anche fra loro, ma restano

tracce fisiche e genetiche della loro

diversità. Se un antenato comune

vi fu, questo non risalirebbe a

150 mila anni fa (come ritengono i

sostenitori dell’“out of Africa”),

ma a quasi 2 milioni di anni or sono,

sotto forma di Homo ergaster.

Una delle più importanti conferme

di questa ricostruzione multiregionale

è stata la recente ridatazione

(con un nuovo metodo basato

sul decadimento dell’uranio

nel tempo) dell’Homo sapiens di

Liujiang, nella Cina del sud.

FORMATO MINI

a ricostruzione

L dell’Homo

floresensis, scoperto

a Flores, in

Indonesia. Alti 1 m e

con il cervello di soli ● Popolo “eletto”?

● Mutazione originaria

360 cm Queste tre recenti scoperte

Il precedente metodo, basato sul

scientifiche minano la teoria – tut-

carbonio 14, lo assegnava a 30 mitora

molto diffusa – secondo cui

la anni fa. Ora si è stabilito che ne

l’uomo moderno proviene dall’A-

ha almeno 70 mila, forse anche

frica. Questa teoria, definita “out

130 mila. E questo rende più de-

of Africa”, dice che tutti gli uomini

bole la teoria “out of Africa”. Ipo-

moderni provengono da un’unica

tesi che ha come pilastro uno stu-

popolazione di Homo sapiens sadio

apparso nel 2001 su Science in

piens, comparsa in Africa circa 150

cui, esaminando il cromosoma Y

mila anni fa, come forma di evolu-

(quello presente solo nei maschi)

zione dell’Homo ergaster. Que-

di 163 popolazioni (sulla base di

st’ultimo era anche uscito dall’A-

12 mila campioni), dall’Africa al-

3 (contro i

1.500 degli altri

sapiens), questi

pigmei di 18 mila

anni fa costruivano

strumenti di pietra

complessi e cacciavano

in gruppo: a

volte non contano le

dimensioni del

cervello, ma la sua

efficienza. ▲

09/2005 21


Spinta

creativa

Questa pittura

preistorica nel

parco Kaduku

(Australia) ha

20 mila anni.

l’Iran, alla Nuova Guinea, aveva

messo in luce che le tre diverse

mutazioni riscontrate derivavano

tutte da una più antica, originale,

avvenuta in Africa. Quindi era logico

supporre che l’umanità esistente

venisse tutta da lì.


Animismo e caccia in gruppo sono elementi comuni ovunque

● Orologio molecolare

Circa 15 anni fa, utilizzando il

Dna mitocondriale (quello presente

nei “motori” delle cellule

umane), i ricercatori misero a punto

una sorta di “orologio molecolare”

che collocava la discendenza

africana a circa 150 mila anni fa

(calcolo confermato dal recente ritrovamento

in Etiopia, a Herto, di

fossili umani dai tratti moderni

dell’età di 160 mila anni). Da 90

mila a 35 mila anni fa, come calcolato

dall’orologio molecolare, i sapiens

sapiens si sarebbero sparsi

per il mondo, senza peraltro incrociarsi

con gli altri ominidi in via

di estinzione, ma sostituendoli.

«Questo scenario non appare più

corretto perché abbiamo estratto e

amplificato il Dna di antichi indigeni

australiani che esclude la loro

provenienza dall’Africa» dice Alan

22

09/2005

Thorne, antropologo dell’Australian

National University.

I ricercatori australiani sono riusciti

a estrarre Dna mitocondriale

dall’uomo di Mungo (età stimata:

60 mila anni) e da altri reperti locali.

Hanno fatto un confronto con

sequenze genetiche africane e riscontrato

la presenza di mutazioni

autonome, il segnale di un’evoluzione

separata, locale. Per Chris

Stringer, del Museo di storia naturale

di Londra e fondatore dell’ipotesi

“out of Africa”, estrarre

Dna da reperti così antichi potrebbe

comportare “contaminazioni”.

Occorre ripetere l’esperimento

per convalidarlo. Inoltre, le

mutazioni possono essere esistite

anche nell’originaria popolazione

africana, per poi scomparire.

L’esame anatomico dei fossili

sembra però contraddirlo. Milford

Wolpoff, del Dipartimento di antropologia

dell’Università del Michigan,

ha pubblicato sempre su

Science un confronto fra sapiens

europei, asiatici, australiani e africani.

Risultato: esistono almeno tre

origini indipendenti, non si può

parlare quindi di una provenien-

za comune africana. In particolare,

l’ominide australiano dei Willandra

lakes avrebbe come diretto

progenitore l’Homo erectus di Giava.

Le forme più recenti di questo

ominide di Giava risalgono a circa

18 mila anni fa, e possono anche

essere considerate Homo sapiens

sapiens. Si potrebbe perciò parlare

di evoluzione sul luogo.

● Nani per vivere

Un’altra scoperta a favore dell’ipotesi

multiregionale è il ritrovamento

nell’isola di Flores, 300

miglia a est di Giava, di una popolazione

fossile di sapiens sapiens

pigmei (v. Focus n° 146). È probabile

che venissero da Giava e che

la statura sia poi diminuita come

spesso avviene per gli animali nelle

piccole isole. «I test genetici rimangono

un metodo indiretto per

ricostruire le origini dell’uomo»

spiega il paleontologo cinese Wang

Wei «mentre le datazioni e il confronto

delle forme sono metodi diretti.

L’ominide cinese più antico,

trovato a Yanmou, ha 1,7 milioni di

anni. E la nostra nuova datazione,

replicata nel laboratorio australia-

Scheletro

illuminante

Il ritrovamento

dell’uomo di

Mungo (60 mila

anni). Ha tratti

che lo legano

all’uomo di

Giava, e non ha

parentela

genetica con gli

ominidi africani.

no della Queens University, che

sposta a circa 100 mila anni l’età

dell’uomo di Liujiang, rende ormai

difficile sostenere l’ipotesi

“out of Africa”.Tutti i fossili umani

cinesi hanno una morfologia comune:

denti incisivi a paletta, fosse

orbitali rettangolari e faccia piatta,

a indicare un’evoluzione continua

in Cina da 1,7 milioni di anni or

sono fino ai cinesi moderni».

Se le cose stanno così, l’umanità

ha avuto almeno 3 origini (Africa,

Europa e Cina), molto probabilmente

4 (contando la discendenza

australiana dall’uomo di Giava)

forse 5 (con l’antico uomo di Dmanisi

in Asia occidentale). L’evoluzione

quindi non premiò una sola

genìa, ma diversi gruppi di ominidi.

Senza che contassero specie, sottospecie

o razze, scelsero in modo

indipendente la cooperazione e il

pensiero astratto come stile di vita:

agivano in gruppo per procurarsi il

cibo, dipinsero figure sulle rocce,

modellarono oggetti di terracotta,

cercarono gli spiriti nella natura e

tentarono di programmare il loro

destino. ■

Franco Capone


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