AIDA - Comune di Limone sul Garda

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AIDA - Comune di Limone sul Garda

Comune di Limone sul Garda

ESTATE OPERA TOUR 2009

...l’opera lirica a Limone sul Garda

Domenica 2 agosto 2009

LUNGOLAGO MARCONI | ORE 21.00

Grande allestimento scenografico

Aida

Orchestra Giovane Filarmonica del Veneto

Coro della Filarmonica del Veneto

Coro Città di Padova

Personaggi e interpreti:

Aida (schiava etiope):

Radamés (capitano delle guardie):

Amneris (figlia del faraone):

Amonasro (padre di Aida):

Ramfis (gran sacerdote):

Il Re d’Egitto (padre di Amneris):

Una sacerdotessa:

Un messaggero:

di Giuseppe Verdi

(Libretto di Antonio Ghislanzoni, melodramma in quattro atti)

Nadia Vezzù

Orfeo Zanetti

Larissa Demidova

Clorindo Manzato

Paolo Bergo

Maurizio Franceschetti

Angela Matteini

Maurizio Barbaro

Entrata Libera

Eintritt Frei

Free Admittance

DIREZIONE MUSICALE: MAURO ROVERI

REGIA: RAMON ACCATE

COSTUMI E SCENOGRAFIE: MOUSIKÉ LABORATORY

L’iniziativa ha

ottenuto il contributo

regionale


Aida, una principessa etiope, è catturata e condotta in

schiavitù in Egitto. Radamés, un comandante militare, è

combattuto nella scelta tra il suo amore per Aida e la sua

fedeltà al Faraone. A complicare ulteriormente le cose,

Radamés è amato da Amneris, la figlia del Faraone, ma

non ricambia il sentimento della principessa.

ATTO I

Scena I: Sala del palazzo del Re a Menfi.

Aida, figlia del Re di Etiopia Amonasro, vive a Menfi

come schiava; gli egizi l’hanno catturata durante una

spedizione militare contro l’Etiopia ignorando la sua

vera identità. Suo padre ha organizzato una incursione

in Egitto per liberarla dalla prigionia. Ma fin dalla sua

cattura, Aida si è innamorata del giovane guerriero

Radamés, che a sua volta la ama (Radamés: “Se

quel guerrier io fossi... Celeste Aida”). Aida ha una

pericolosa rivale, Amneris, la figlia del Re d’Egitto

(duetto, Radamés e Amneris: “Quale insolita fiamma

nel tuo sguardo!”). Giunta Aida, Amneris intuisce che

possa essere lei la fiamma di Radames e falsamente

la consola dal suo pianto(terzetto, Aida, Amneris e

Radamés: “Ohimè! di guerra fremere l’atroce grido

io sento”). Appare il re con gli ufficiali e Ramfis, che

introduce un messaggero, recando le notizie dal

confine. Aida è preoccupata: suo padre sta marciando

contro l’Egitto. Alla fine il re dichiara che Radamés è

stato scelto da Iside come comandante dell’esercito

che combatterà contro Amonasro (inno di battaglia:

“Su! del Nilo al sacro lido”). Il cuore di Aida è diviso tra

l’amore per il padre e la patria e l’amore per Radamés

(Aida: “Ritorna vincitor!”).

Scena II:

Interno del tempio di Vulcano a Menfi.

Cerimonie solenni e danza delle sacerdotesse

(coro delle sacerdotesse: “Immenso Fthà del mondo”).

Investitura di Radamés come comandante in capo

(preghiera, Ramfis e coro: “Nume, custode e vindice di

questa sacra terra”).

ATTO II

Scena I: Una sala nell’appartamento di Amneris.

Danze festose e musica nelle stanze di Amneris (coro

di donne: “Chi mai fra gl’inni e i plausi erge alla gloria

il vol” e la celebre Danza degli schiavi Mori). Amneris

riceve la sua schiava Aida e ingegnosamente la spinge a

dichiarare il suo amore per Radamés, mentendole dicendo

che Radamés è morto in battaglia; la reazione di Aida alla

notizia la tradisce rivelando il suo amore per Radamés

(Amneris e Aida: “Fu la sorte dell’armi a’ tuoi funesta,

povera Aida” Aida: “Amore, amore! Gaudio, tormento”).

Amneris, scoperto il suo amore, la minaccia: ella è figlia del

Faraone. Con orgoglio Aida dice che anche lei è figlia di re,

ma se ne pente ben presto. Risuonano da fuori le trombe

della vittoria. Amneris obbliga Aida a vedere con lei il trionfo dell’Egitto

e la sconfitta del suo popolo (Alla pompa che s’appresta, meco o schiava

assisterai). Aida è disperata, e chiede perdono ad Amneris (..questo amore

che t’irrita nella tomba spegnerò).

Scena II: Uno degli ingressi della città di Tebe.

Radamés torna vincitore (coro, Re e popolo: “Gloria all’Egitto”). Marcia

trionfale. Il faraone decreta che in questo giorno il trionfatore Radamés

potrà avere tutto quello che desidera. I prigionieri etiopi sono condotti

alla presenza del re; Amonasro è uno di questi: Aida immediatamente

accorre ad abbracciare il padre, ma le loro vere identità sono ancora

sconosciute agli egizi. Amonasro infatti dichiara che il re etiope è stato

ucciso in battaglia (Amonasro: “Quest’assisa ch’io vesto vi dica”).

Radamés per amore di Aida usa l’offerta del re per chiedere il rilascio dei

prigionieri. Il re d’Egitto, grato a Radamés, lo proclama suo successore

al trono concedendogli la mano della figlia Amneris; fa inoltre rilasciare

i prigionieri ma fa restare Aida e Amonasro come ostaggi per assicurare

che gli etiopi non cerchino di vendicare la loro sconfitta.

ATTO III

Scena: Le rive del Nilo, vicino al tempio di Iside.

(Coro dei sacerdoti e delle sacerdotesse: “O tu che sei d’Osiride...”)

Amonasro e Aida sono tenuti in ostaggio (aria, Aida: “O cieli azzurri”);

il re etiope costringe la figlia a farsi rivelare da Radamés la posizione

dell’esercito egizio (duetto, Aida e Amonasro: “A te grave cagion

m’adduce”). Radamés ha solo apparentemente consentito di diventare il

marito di Amneris, e fidandosi di Aida, durante la conversazione le rivela le

informazioni richieste dal padre (duetto, Radamés e Aida: “Pur ti riveggo

mia dolce Aida”). Quando Amonasro rivela la sua identità e fugge con

Aida, Radamés, disperato per avere involontariamente tradito il suo re

e la sua patria, si consegna prigioniero al sommo sacerdote (terzetto,

Amonasro, Aida e Radamés: “Io son disonorato!”).

ATTO IV

Scena I: Sala nel palazzo del Re; andito a destra che conduce

alla prigione di Radamés.

Amneris desidera salvare Radamés (“L’aborrita rivale a me sfuggìa”), ma

lui la respinge (duetto, Amneris e Radamés: “Già i Sacerdoti adunansi

/ Arbitri del tuo fato”). Il suo processo ha luogo fuori dal palcoscenico;

egli non parla in propria difesa, mentre Amneris, che rimane sul palco, si

appella ai sacerdoti affinché gli mostrino pietà. Radamés viene condannato

a morte per tradimento e sarà sepolto vivo. Amneris maledice i sacerdoti

mentre Radamés viene portato via (scena del processo, Amneris, Ramfis e

coro: “Spirto del Nume, sovra noi discendi!”).

Scena II: L’interno del tempio di Vulcano e la tomba di Radamés;

la scena è divisa in due piani: il piano speriore rappresenta

l’interno del tempio splendente d’oro e di luce, il piano inferiore

un sotterraneo.

Aida si è nascosta nella cripta per morire con Radamés (duetto, Radamés

e Aida: “La fatal pietra sovra me si chiuse”). I due amanti accettano il

loro terribile destino (Radamés: “Morir! sì pura e bella!”), dicono addio al

mondo e alle sue pene, e aspettano l’alba (“O terra addio, addio valle di

pianti”), mentre Amneris piange e prega sopra la loro tomba durante le

cerimonie religiose e la danza di gioia delle sacerdotesse (coro di sacerdoti

e sacerdotesse: “Immenso Fthà”).

Grande allestimento scenografico

Aida

di Giuseppe Verdi

(Libretto di Antonio Ghislanzoni, melodramma in quattro atti)

Orchestra Giovane Filarmonica del Veneto

Coro della Filarmonica del Veneto

Coro Città di Padova

Personaggi e interpreti:

Aida (schiava etiope):

Nadia Vezzù

Radamés (capitano delle guardie): Orfeo Zanetti

Amneris (figlia del faraone): Larissa Demidova

Amonasro (padre di Aida): Clorindo Manzato

Ramfis (gran sacerdote): Paolo Bergo

Il Re d’Egitto (padre di Amneris): Maurizio Franceschetti

Una sacerdotessa:

Angela Matteini

Un messaggero:

Maurizio Barbaro

Sacerdoti, sacerdotesse, ministri,

capitani, ufficiali, schiavi

e prigionieri etiopi, popolo egizio: Elementi del coro

DIREZIONE MUSICALE: MAURO ROVERI

REGIA:

RAMON ACCATE

COSTUMI E SCENOGRAFIE: MOUSIKÉ LABORATORY

Entrata Libera

Eintritt Frei

Free Admittance

con il

Patrocinio

L’iniziativa ha

ottenuto il contributo

regionale

Comune di Limone sul Garda

Aida

di Giuseppe Verdi

Orchestra Giovane Filarmonica del Veneto

Coro della Filarmonica del Veneto

Coro Città di Padova

Domenica 2 agosto 2009

LUNGOLAGO MARCONI | ORE 21.00

grafi chewww.andreis.itmalcesine


Aida, eine äthiopische Prinzessin,

wird gefangen und als Geisel nach

Ägypten verschleppt. Radamés, ein

Heerführer, muss sich zwischen seiner

Liebe zu

Aida und seiner Loyalität

dem Pharao

gegenüber entscheiden.

Erschwerend kommt hinzu, dass Amneris,

die

Tochter des Pharaos, Radamés

liebt, dieser die Gefühle der Prinzessin

jedoch nicht erwidert.

ERSTER AKT

1. Szene: Saal al im Königspalast zu Memphis.

Aida, die Tochter des äthiopischen Königs Amonasro,

lebt

als

Sklavin in Memphis; die

Ägypter haben sie während

eines Feldzugs gegen en Äthiopien gefangenen genommen,

ohne ihre wahre Identität tät zu erkennen. en

nen.

n. Ihr Vater hat zum Krieg gegen

Ägypten gerüstet, et, um sie

aus

der

Gefangenschaft n zu befreien. Aber seit ihrer

Gefangennahme ennahm

ist Aida

von

tiefer Liebe zum jungen Krieger Radamés erfüllt,

der ihre Gefühle erwidert e (Radamés: am

„eine Heerschar tapfrer Männer von mir

geführet … Himmlische Aida“ (“Se quel guerrier io fossi… Celeste Aida”).

Aida hat eine gefährliche Rivalin, Amneris, die Tochter des Königs von Ägypten

(Duett, Radamés und Amneris: “Welch unnennbares Feuer in deinem Auge“!

(„Quale insolita fiamma nel tuo sguardo!“). Als Aida eintrifft, ahnt Amneris,

dass sie Radamés’ Flamme ist und tröstet sie heuchlerisch in ihrer Trauer

(Terzett, Aida, Amneris und Radamés: „Weh mir, das wilde Kriegsgeschrei

vernehm’ ich nur voll Schauer“ (“Ohimè! di guerra fremere l’atroce grido io

sento”). Es erscheint der König mit seinem Gefolge sowie Ramphis, der einen

Boten mit Nachrichten von der Grenze einführt. Aida ist besorgt: ihr Vater

marschiert gegen Ägypten auf. Am Ende erklärt der König, dass die Göttin

Isis Radamés als Führer des Heers auserkoren hat, das den Kampf gegen

Amonasro führen soll (Kampfeshymne: “Zu des Niles heil’gem Ufer“ (“Su!

Del Nilo al sacro lido”). Aidas Herz ist hin- und hergerissen zwischen der Liebe

zu ihrem Vater und ihrem Land und der Liebe zu Radamés (Aida: “Als Sieger

kehre heim!” (“Ritorna vincitor!”).

2. Szene: Inneres des Vulkantempels zu Memphis.

Feierliche Zeremonien und Tanz der Priesterinnen

(Chor der Priesterinnen: „Allmächt’ger Phtà, urew’ger Lebenshauch“

(“Immenso Fthà del mondo”). Einsetzung von Radamés als Oberheerführer

(Gebet, Ramphis und Chor: „Wahre, behüte du Ägyptens heil’ges Land“

(“Nume, custode e vindice di questa sacra terra”).

ZWEITER AKT

1. Szene: Ein Saal in der Wohnung von Amneris.

Festliche Tänze und Musik in den Gemächern von Amneris (Chor der

Sklavinnen: „Wer steigt beim Klang der Hymne auf in der Glorie Reich“ („Chi

mai fra gl‘inni e i plausi erge alla gloria il vol“) und der berühmte Tanz der

Mohrenknaben). Amneris empfängt ihre Sklavin Aida und bewegt sie +durch

eine List dazu, ihre Liebe zu Radamés zu erklären, indem sie sie belügt und

behauptet, Radamés sei im Kampf gefallen; durch ihre Reaktion auf die

Nachricht verrät Aida ihre Liebe zu Radamés (Amneris und Aida: „Wohl war

das Los der Waffen feindlich, arme Aida“ (“Fu la sorte dell’armi a’ tuoi funesta,

povera Aida”) Aida: „Liebe, Liebe, o Glück, o Beben“ (“Amore, amore! Gaudio,

tormento”). Als Amneris Gewissheit über Aidas Liebe gewinnt, droht sie ihr:

sie ist die Tochter des Pharaos. Voller Stolz erklärt Aida, dass auch sie eine

Königstochter sei, aber sie wird es bald bereuen. Von Draußen ertönen die

Siegestrompeten. Amneris zwingt Aida, mit ihr dem Triumphzug Ägyptens und

der Niederlage ihre Volkes beizuwohnen („Zu dem Fest, das sie bereiten, sollst

du, Sklavin, mich begleiten“ (“Alla pompa che s’appresta, meco o schiava

assisterai”). Aida ist verzweifelt und bittet Amneris um Vergebung („..ich mit

meiner Glut, der warmen, steige in das Grab hinein“ (“…questo amore che

t’irrita nella tomba spegnerò!”).

2. Szene: Eines der Tore der Stadt Theben.

Radamés kehrt als Sieger heim (Chor, König und Volk: „Heil dir, Ägypten

(“Gloria all’Egitto”). Triumphzug. Der Pharao sichert dem Sieger Radamés

an diesem Tag die Erfüllung eines jeden Wunsches zu. Die äthiopischen

Gefangenen werden dem König vorgeführt; unter ihnen ist auch Amonasro:

Aida läuft ihm entgegen, um ihn zu umarmen, aber ihre wahre Identität

bleibt den Ägyptern noch verborgen. Amonasro erklärt nämlich, dass der

äthiopische König im Kampf getötet wurde (Amonasro: “Dies Gewand, das

ich trage, bezeuge” (“Quest’assisa ch’io vesto vi dica”). Aus Liebe zu Aida

nutzt Radamés das Angebot des Königs, um die Freilassung der Gefangenen

zu verlangen. Als Danksagung ernennt der König von Ägypten Radamés zu

seinem Thronfolger und gewährt ihm die Hand seiner Tochter Amneris; zudem

lässt er die Gefangenen frei, behält aber Aida und Amonasro als Geiseln, um zu

vermeiden, dass sich die Äthiopier für die erlittene Niederlage rächen.

DRITTER AKT

Szene: Am Ufer des Nils, in der Nähe des Isistempels.

(Chor der Priester und Priesterinnen: “O Göttin, die einst Osiris…“ (“O tu che

sei d’Osiride…”). Amonasro und Aida werden als Geiseln gehalten (Arie, Aida:

„Azurne Bläue“ (“O cieli azzurri”); der äthiopische König bewegt seine Tochter

dazu, Radamés die Position der ägyptischen Truppen zu entlocken (Duett, Aida

und Amonasro: „Zu dir führt mich ein ernster Grund“ (“A te grave cagion

m’adduce”). Radamés hat der Heirat mit Amneris nur zum Schein zugestimmt.

Er vertraut Aida und nennt ihr im Laufe eines Gesprächs die von ihrem Vater

erbetenen Informationen (Duett, Radamés und Aida: “Ich seh’ dich wieder,

meine Aida“ (“Pur ti riveggo mia dolce Aida”). Als sich Amonasro als König

der Äthiopier zu erkennen gibt und mit Aida flieht, liefert sich Radamés in

seiner Verzweiflung, da er ungewollt seinen König und sein Vaterland verraten

hat, dem Oberpriester aus (Terzett, Amonasro, Aida und Radamés: “Ich bin

entehret!” (“Io son disonorato”).

VIERTER AKT

1. Szene: Saal im Königspalast; rechts ein Korridor, der zum

Gefängnis von Radamés führt.

Amneris möchte Radamés retten („Enflohn ist die Rivalin, die verhasste“

(„L‘aborrita rivale a me sfuggìa“), aber er weist sie zurück (Duett, Amneris und

Radamés: „Schon sind die Priester all vereint, wollen dem Tod dich weihen

(“Già i Sacerdoti adunansi / Arbitri del tuo fato”). Sein Prozess wird jenseits

der Bühne abgehalten, er spricht nicht zu seiner Verteidigung, während

Amneris auf der Bühne bleibt, sich an die Priester wendet und sie um Gnade

anfleht. Radamés wird wegen Hochverrats zum Tode verurteilt und lebendig

begraben. Amneris verflucht die Priester, während Radamés fortgebracht wird

(Gerichtsszene, Amneris, Ramphis und Chor: „Lass, Geist der Gottheit, lass auf

uns dich nieder!“ (“Spirto del Nume, sovra noi discendi!”).

2. Szene: Das Innere des Vulkantempels und Radamés’ Grab; die Bühne

ist in zwei Etagen geteilt: die obere stellt das Innere des Tempels in

Gold und Lichterglanz dar, die untere ein unterirdisches Gewölbe.

Aida hat sich in der Krypta versteckt, um mit Radamés zu sterben (Duett,

Radamés und Aida: „Es hat der Stein sich über mir geschlossen“ (“La fatal pietra

sovra me si chiuse”). Die beiden Liebenden nehmen ihr Schicksal an (Radamés:

„Zu sterben! So rein und schön!“ (“Morir! sì pura e bella!”), nehmen Abschied

von der Welt und ihrem Leid und warten auf den Tagesanbruch (“Leb wohl, o

Erde, o du Tal der Tränen” (“O terra addio, addio valle di pianti”); über ihrem

Grab hingegen weint und betet Amneris während der religiösen Zeremonien

und dem Freudentanz der Priesterinnen (Chor der Priester und Priesterinnen:

„Allmächt’ger Phtà“ (“Immenso Fthà ”).

The Ethiopian princess Aida has been captured and enslaved in Egypt.

The military commander Radamès is torn between his love for Aida

and his loyalty to the Pharaoh. The situation is further complicated by

the fact that the Pharaoh’s daughter, Amneris, is in love with Radamés,

but he does not requite her love.

ACT I

Scene I: Hall of the King’s Palace in Memphis

Aida, daughter of the King of Ethiopia, Amonasro, lives in Memphis under

slavery; the Egyptians, who were unaware of her true identity, captured her

during a military expedition against Ethiopia. Her father has invaded Egypt

to deliver her from servitude. Since her capture, however, Aida and the young

warrior, Radamés, have secretly fallen in love (Radamés: “Se quel guerrier io

fossi… Celeste Aida” [“Heavenly Aida”]). Aida has a dangerous rival in the

daughter of the King of Egypt, Amneris (duet, Radamés and Amneris: “Quale

insolita fiamma nel tuo sguardo!” [“In thy visage I trace”]). When Aida enters,

Amneris realizes that she could be the object of Radamés’ love, and falsely

consoles her as she weeps (Terzetto, Aida, Amneris and Radamés: “Ohimè! di

guerra fremere l’atroce grido io sento” [“Alas, the cry of war I hear”]) The king

appears with his officers and Ramphis, who introduces a messenger bearing

news from the border. Aida is worried: her father is marching against Egypt.

Finally, the king declares that Radamés has been chosen by the goddess Isis as

commander of the army to be led into battle against Amonasro (battle hymn:

“Su! Del Nilo al sacro lido” [“On! Of Nilus’ sacred river, guard the shores”]).

Aida’s heart is torn between her love for her father and homeland and her

love for Radamés (Aida: “Ritorna vincitor!” [“Return a conqueror”]).

Scene II: Inside the Temple of Vulcan in Memphis

After solemn ceremonies and dances by the priestesses (Chorus of the

priestesses: “Immenso Fthà del mondo” [“O mighty Ptha.”]), Radamés is

installed as commander in chief (prayer, Ramphis and chorus: “Nume, custode

e vindice di questa sacra terra” [“Hear us, O guardian deity”]).

ACT II

Scene I: Amneris’ Chambers

Festive dances and music in Amneris’ apartments (chorus of women: “Chi mai

fra gl’inni e i plausi erge alla gloria il vol” [“Our songs his glory praising”],

followed by the celebrated Dance of the Moorish Slaves). Amneris receives her

slave Aida and ingeniously tricks her into declaring her love for Radamés, by

falsely telling her that he has died in battle; Aida’s reaction to the news betrays

her, revealing her love for Radamés (Amneris and Aida: “Fu la sorte dell’armi

a’ tuoi funesta, povera Aida” – Aida: “Amore, amore! Gaudio, tormento” [“The

battle’s outcome was cruel for your people...” Aida: “Oh love, sweet power!

Oh joy, tormenting…”]). Having discovered her love, Amneris, daughter of the

Pharaoh, threatens her. Aida proudly says that she, too, is the daughter of a

king, but she will soon regret having revealed it. The trumpets of victory sound

from outside. Amneris forces Aida to witness, together with her, the triumph

of Egypt and the defeat of her people (“Alla pompa che s’appresta, meco o

schiava assisterai” [“In the pageant now preparing, shall a part by thee be

taken”]. Aida is desperate and asks Amneris to forgive her (“…questo amore

che t’irrita nella tomba spegnerò!” [“…soon this love thy hate inviting will

be buried in the grave!”]

Scene II: One of the gates of the City of Thebes.

Radamés returns a victor (chorus, the King and people: “Gloria all’Egitto”

[“Glory to Egypt, to Isis!”]). There is a triumphant march. The pharaoh

decrees that on this day, the victorious Radamés may have all that he desires.

The Ethiopian prisoners are led into the presence of the king; Amonasro is

one of them: Aida immediately rushes to embrace her father, but their true

identities are still unknown to the Egyptians. In fact, Amonasro declares that

the Ethiopian king has been slain in battle (Amonasro: “Quest’assisa ch’io

vesto vi dica” [“This my garment has told you already”]). For the love of Aida,

Radamés uses the king’s offer to request the prisoners be freed. Grateful to

Radamés, the king of Egypt proclaims him successor to the throne, granting

him the hand of his daughter Amneris, also freeing the prisoners, but has

Aida and Amonasro remain behind as hostages to ensure that the Ethiopians

do not attempt to vindicate their defeat.

ACT III

Scene: On the banks of the Nile, near the Temple of Isis

(Chorus of priests and priestesses: “O tu che sei d’Osiride…” [“O thou who

to Osiris art...”]) Amonasro and Aida are held hostage (aria, Aida: “O cieli

azzurri” [“O sky of azure blue”]); the king of Ethiopia forces his daughter to

convince Radamés to reveal the position of the Egyptian army (duet, Aida and

Amonasro: “A te grave cagion m’adduce” [“Grave cause leads me to seek

thee here”]) Radamés has only apparently consented to becoming Amneris’

groom and, as he trusts Aida, he reveals the information her father requests

during their conversation (duet, Radamés and Aida: “Pur ti riveggo mia dolce

Aida” [“I see you again, my sweet Aida!”]). When Amonasro reveals his

identity and flees with Aida, Radamés is desperate for having involuntarily

betrayed his king and country, and delivers himself as a prisoner to the high

priest (terzetto, Amonasro, Aida and Radamés: “Io son disonorato” [“My

name forever branded”]).

ACT IV

Scene I: A hall in the King’s Palace; the corridor

to the

right leads to Radames’ prison cell.

Amneris wants to save Radamés (“L’aborrita r rivale a me

sfuggìa” [“My hated rival has escaped me”]), but he rejects

her (duet, Amneris and Radamés: “Già i Sacerdoti adunansi

n / Arbitri del tuo fato” [“Already the priests are assembling

/ Whose judgement thou art waiting”]). His trail takes

place offstage; he does not speak in his own defence,

while Amneris, who remains on stage, appeals to the

priests for their clemency. Radamés is sentenced n ed to

death for treason and will be buried alive. Amneris

curses the priests, while Radamés is taken away

(scene of the trial, Amneris, Ramphis and chorus:

“Spirto del Nume, sovra noi discendi!” di!” [“Heavenly

spirit, descend”]).

Scene II: Inside the Temple of Vulcan and

Radamés’ tomb; the scene is divided ded into two

levels: the upper portion represents the inside

of the splendid temple of gold and light,

while the lower portion is underground.

Aida has hidden in the crypt in order to die with

Radamés (duet, Radamés and Aida: “La fatal

pietra sovra me si chiuse” [“The fatal al stone now

closes over me.”]). The two lovers accept their

terrible fate (Radamés: “Morir! sì pura e bella!”

[“To die! So pure and lovely!”]), they bid farewell

to the world and its sorrows, awaiting the dawn

(“O terra addio, addio valle di pianti” [“O Earth

farewell, thou vale of sorrow”]), while Amneris

weeps and prays above their tomb during the

religious ceremonies and the joyful dance of the

priestesses (chorus of priests and priestesses:

es:

“Immenso Ftha” [“Almighty Pthà.”]).

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