COPERTINA 171 - Intimo Piu' Mare

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COPERTINA 171 - Intimo Piu' Mare

inchiesta

Estate 2010

ai blocchi

di partenza

Dopo edizioni invernali caratterizzate dai cali

di presenze, stanno per partire tutti i saloni

estivi con la presentazione delle collezioni

per il 2010. A confronto idee, necessità

e aspettative di espositori e organizzatori

di Mariacristina Righi e Monica Lugli

Si è appena messa in moto la macchina dei saloni della

stagione estiva, cioè quelli che presentano le collezioni

per la primavera-estate 2010. Dopo una stagione invernale

caratterizzata da numeri negativi su tutti i fronti, c’è grande

attesa per le edizioni estive dei saloni che storicamente funzionano

meglio. Per esempio, Bodylook è organizzato solo nell’edizione

estiva. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro? Arriveremo ad avere

solo un’edizione all’anno?

GLI ESPOSITORI

Quali sono le aspettative e i bisogni dei produttori, tutti potenziali

espositori dei principali saloni internazionali? Quali sono le cause

della loro crescente assenza dai saloni? Ma soprattutto i costi sempre

più alti per partecipare alle fiere, in particolare quelle all’estero,

sono in grado di scoraggiarne la presenza? Abbiamo intervistato

una serie di produttori che più o meno abitualmente frequentano

i saloni, sia nelle edizioni estive che in quelle invernali per capire

le ragioni dell’interesse verso le edizioni estive.

Luca Bazoni (CSP International) è convinto che le collezioni mare

siano in grado di creare più interesse coinvolgendo anche diversi

operatori del canale abbigliamento, anche se purtroppo è ancora

troppo scarsa la capacità e la disponibilità da parte dei clienti del

settore intimo e mare di spostarsi per visitare le fiere.

“Le edizioni estive raccolgono un maggior numero di visitatori

proprio per il tema del mare, con la possibilità di un’offerta più

ampia e diversifi cata - commenta Gianni Busanna (Le Bonitas)

- Per contro, con l’aumento della concorrenza, l’intimo ha subito

una notevole battuta d’arresto, come dimostrano i cali registrati

negli ultimi anni per le aziende di fascia medio-alta a vantaggio di

aziende specializzate con una politica di prezzo più basso”.

“La stagione estiva assume un’importanza notevole rispetto a quella

invernale, di conseguenza anche le fiere sono spesso più visitate

- commenta Costanza Ferraris (Pierre Mantoux) - Andrebbero

però organizzate, a livello di tempistiche, in maniera più funzionale

e meno dispersiva. Potrebbe anche essere interessante la soluzione

di un’unica edizione all’anno”.

Per Rosanna Ansaloni (ZetaFashion Group) nelle edizioni estive

si presentano soprattutto le collezioni mare e queste, se fatte nel

periodo giusto, cioè a luglio, possono risultare ottimi appuntamenti

per la vendita. Il salone Mode City, a settembre, è come sempre

troppo tardivo per le campagne vendita estive.

Una proposta

beachwear

Valery Blu per

l’estate 2010.


“Mode City rimarrà comunque la vetrina per eccellenza per le

stagioni estive - aggiunge Alberto Sciatti (Gruppo Alba) - Le altre

fiere sono destinate a restare in un contesto nazionale”.

“L’edizione estiva ha un valore maggiore di offerta - commenta

Paolo Parietti (Delmar) - Il beachwear è comunque una fetta importante

del fatturato di ogni azienda. Se abbinato alla corsetteria

la proposta diventa molto più importante”.

“Per noi corsettai l’edizione estiva è decisamente meno importante

dell’invernale - spiega Roberto Toppino (GRT/Ambra) - Se si

riducesse tutto ad un’unica edizione probabilmente valuteremmo

con molta attenzione l’opportunità di partecipazione”.

“L’evento estivo comprende anche il mare ed è sicuramente più

spumeggiante e frizzante - spiega Emanuela Solera (Solera) - E

ormai non possiamo più soffermarci troppo sulle stagioni, perché

mentre da noi in Europa è inverno in Australia è estate. Pertanto

occorre gestire una mentalità a 360°, a livello globale e concentrare

le forze”.

Per alcuni, come Alessandro Oddolini (Christies) la strada più

giusta sarebbe unificare le fiere di abbigliamento con quelle di

intimo, vista anche la strada ormai presa da diverse aziende del

settore. Altri pensano che invece l’ultima edizione del salone di

Parigi, organizzata lo scorso settembre in concomitanza con il

salone Prêt-à-porter Paris, non abbia funzionato al meglio.

“Forse per noi italiani era meglio Lione (per la posizione geografica)

e anche per molti visitatori (o gli operatori che non sono in ferie in

agosto) era considerato un momento di lavoro-svago in

una città accogliente e a misura d’uomo, perché cadeva

nel primo week-end di settembre, a cavallo con la fine

delle vacanze estive - commenta Stefano Rienzo (Parah

Spa) - Per noi la soluzione ideale sarebbe Parigi per

l’autunno-inverno e Lione per la primavera-estate. Oltretutto

a Lione i costi erano anche più abbordabili rispetto

a Parigi. Il settore mare muove tantissima gente perché il

costume, a differenza dell’intimo, è un prodotto che si vede

all’esterno. Devono, però, essere presenti le due edizioni

perché per molte aziende che hanno come core business

la corsetteria, l’interesse maggiore è rappresentato dalle

collezioni autunno-inverno”.

Per Lorenzo Demichelis (Valery) non è detto che le fiere

estive vadano davvero sempre tutte meglio. Dipende dalla

storia di ogni fiera, dall’importanza del settore mare nei

confronti dell’intimo. Demichelis trova anche improbabile

che i saloni si riducano a un’unica edizione all’anno.

“In più i costi di certi saloni sono ormai arrivati a livelli

troppo alti, soprattutto in considerazione del fatto che le

fiere sempre di più sono luoghi dove si semina per il futuro

1- Alberto Sciatti,

Gruppo Alba.

2- Alessandro

Oddolini, Christies.

3- Costanza

Ferraris, Pierre

Mantoux.

4- Paolo Parietti,

Delmar.

5- Lorenzo

Demichelis, Valery.

6- Jerry Tommolini,

Pin-Up Stars.

del proprio marchio, senza raccogliere ordini particolarmente interessanti -

spiega Demichelis - Già da alcuni anni si assiste a un calo dei visitatori e gli

organizzatori devono pensare a strade diverse, per esempio fare da tramite

tra gli espositori e i clienti finali. Solo raggiungendo dei risultati economici si

potrà ravvivare il settore fieristico”.

Lorenzo Giambruno (Linclalor) pensa che il successo dei saloni estivi dipenda

essenzialmente dal funzionamento dei prodotti.

“Il mare ormai da qualche stagione è diventato trainante per tutto l’indotto

(fornitori di materie prime, produttori ed anche negozianti) - commenta Giambruno

- L’invernale soffre la grande stasi dellla corsetteria. Avrete notato che,

nell’ultima edizione della fiera di Firenze, la presenza del prodotto corsetteria

stentava ad arrivare al 30% del prodotto esposto. Le nuove iniziative sul fronte

prodotto che ormai tutte le aziende hanno intrapreso proveranno a ridare vigore

anche alle edizioni invernali”.

Sotto accusa ci sono invece i costi elevati di certi saloni.

“Sicuramente sono la causa prima della defezione degli espositori - spiega

Jerry Tommolini (Pin-Up Stars) - Sono talmente costosi che solo le grandi

griffe possono presenziare. In realtà le fiere dovrebbero essere anche un

campo di ricerca, ma in questo modo le aziende di nicchia, che magari sono

più elastiche e propositive delle grandi griffe, non possono parteciparvi. Di

1

8

3

6

7- Emanuela Solera,

Solera.

8- Rosanna Ansaloni,

ZetaFashionGroup.

9- Stefano Rienzo, Parah.

9

5

4

2

7


inchiesta

conseguenza i negozi che fanno ricerca

vanno sempre meno alle fiere e così anche i

marchi più noti non hanno adeguato ritorno

economico”.

Per quanto riguarda il calo dei visitatori,

secondo Tommolini, è la mancanza di idee

la causa principale.

“I visitatori effettivi o potenziali sono anche

i clienti che fanno ricerca, che girano il

mondo, che sono curiosi e hanno bisogno

quindi di stimoli e di emozioni - continua

Jerry Tommolini - I saloni del settore per

rendere le fiere più appetibili per visitatori

ed espositori dovrebbero per prima

cosa offrire agevolazioni economiche alle

giovani aziende e pacchetti scontati per

volo-albergo, etc. ai negozianti, ma anche promuovere le fiere

sui vari canali di comunicazione”.

I SALONI

La crisi, il progressivo calo nelle presenze di espositori e visitatori,

con le percentuali a due cifre nelle più recenti edizioni

invernali, i costi elevati di partecipazione. Anche per i saloni

l’appuntamento dell’estate 2009 è carico di attese e di speranze,

ma è soprattutto un momento di verifica. Abbiamo intervistato i

vari protagonisti, seguendo l’ordine cronologico del calendario

dei saloni.

Mare D’Amare

Il salone Mare D’Amare è in netta ascesa e comincia un po’ a

fare concorrenza ai grandi internazionali. Organizzato a Firenze

dal 4 al 6 luglio, la scelta della Fortezza da Basso si è rivelata

decisamente strategica. Dice Alessandro Legnaioli, presidente

di Toscanadamare, che ha ideato il concept del salone: “Mare

D’Amare nasce dalla necessità di dare al nostro Paese, e a

Firenze in particolare, un vero e proprio salone con nomi di

riferimento nel settore beachwear, pensato dagli operatori per

gli operatori. Il salone è stato pensato e strutturato in modo da

rispondere alle aspettative di sobrietà, professionalità e intuizioni

di tutti i player internazionali, visto il particolare momento storico.

La nostra missione è dedicare tutte le forze allo sviluppo del

comparto mare, a renderlo vivace e a mostrare la sua incredibile

vena creativa. Siamo lontani dalle logiche commerciali

rintracciabili negli altri appuntamenti fieristici internazionali.

Abbiamo impostato e sviluppato il salone come una piattaforma

etica e responsabile, in grado di rappresentare l’offerta di moda

mare più qualificata, dove i protagonisti sono gli espositori, e

i visitatori sono ospiti. Forse è per questo che tante aziende ci

hanno seguito, perché siamo riusciti a contagiarle con il nostro

entusiasmo, e perché le ambizioni dei nostri espositori sono le

nostre ambizioni”.

Umberto Amato, responsabile

ufficio stampa per Mare D’Amare.

“Non credo sia opportuno fare

un paragone tra edizioni estive e

invernali - spiega Umberto Amato,

responsabile ufficio stampa

per Mare D’Amare - Sono troppe

e profonde le componenti che

determinano il successo di una

fiera, ma ritengo che la stagionalità

sia piuttosto ininfluente. Però la

scelta di un’unica edizione all’anno

potrebbe essere un’idea in grado

di andare incontro alle necessità

delle aziende e del pubblico dei

buyer”.

Stiamo assistendo in ogni caso

A sinistra, Kirstin Deutelmoser, direttore di Bodylook e qui sopra un

momento della sfilata dell’edizine 2008.

a un cambiamento epocale nel sistema fieristico internazionale.

“La condizione attuale dell’economia mondiale sta

portando alla luce un problema antico, che da sempre

regola e determina gli assetti dei saloni internazionali e

cioè la scarsa attenzione e considerazione degli organizzatori

nei confronti degli espositori, sempre più considerati

come spazi e sempre meno come partner o clienti - commenta

Amato - In questo momento storico questa consapevolezza

matura più velocemente. Faccio un esempio. La differenza

più marcata che passa tra i saloni francesi e Mare D’Amare è

rappresentata dal disciplinare stesso della fiera di Firenze, che

non prevede la necessità di vendere spazi a tutti i costi e quindi

può selezionare le aziende che richiedono di partecipare in base

al tipo di produzione e a un rigoroso codice etico. Non

sono infatti ammesse aziende extraeuropee, mentre a Parigi non

c’è alcuna tutela per espositori e visitatori. Il salone vincente

del presente e del futuro sarà quello creato dagli operatori per

gli operatori, con costi più contenuti e con una precisa linea

studiata con gli espositori (come succede anche per Maredi-

Moda/IntimodiModa)”.

Il progressivo calo dei visitatori è un fenomeno iniziato ormai

dieci anni fa, ma solo dalla fine del 2008 si è accentuato notevolmente.

“La crisi economica ha acceso una nuova coscienza eticacomportamentale

che ha spazzato via un certo modo di lavorare

e di relazionarsi - spiega Amato - Le presenze in fiera si sono

notevolmente ridotte anche per ogni singola realtà. I saloni da

parte loro dovranno innanzitutto stabilire una strategia chiara

e consapevole che caratterizzi la fiera. Pensando all’alta specializzazione

europea i saloni organizzati in Europa dovranno

proporre e rappresentare quella professionalità. La fiera che

immagino è una fiera sempre più pensata come un club esclusivo

che apre una volta all’anno e dove non si può mancare. Deve

garantire agli espositori le presenze più qualificate e pensare ai

visitatori come a ospiti d’onore. Inoltre attraverso i nuovi canali

di informazione deve informare tutto l’anno sulle novità e sugli

sviluppi che saranno messi in campo nell’edizione successiva.

Deve saper attivare delle collaborazioni con aziende o enti

extrasettore per dare qualcosa in più agli ospiti”.

Bodylook

Nuovo concept per Bodylook, che dal prossimo appuntamento

(dal 26 al 28 luglio) avrà una struttura totalmente nuova. Il salone

di Düsseldorf in Germania, dedicato all’intimo e al beachwear,

organizzato da Igedo Company, da quest’anno ha scelto di

presentarsi con un’unica edizione annuale, quella estiva, favorita

dalla presenza del beachwear, attualmente il segmento più

dinamico del settore. Igedo Company ha puntato sulla segmentazione

dell’offerta in mondi, come hanno già fatto altri saloni

di successo, ma anche su prezzi competitivi di partecipazione

e allestimento, comunicazione e servizio. Sparisce quindi la

vecchia divisione per categorie (intimo, mare e calze) a favore

di atmosfere e tipologie. Downtown raccoglie le collezioni dei

grandi marchi, classiche e di riferimento, Boutique Hotel i marchi

di lusso e di nicchia, Playground quelli dedicati alla ricerca e


inchiesta

A sinistra,

gli stand

della passata

edizione di

Curve NY

(sopra) e

NV (sotto).

Qui a fianco,

Jean-Luc e

Laurence

Teinturier, a

capo della

società che

organizza i

due saloni.

mondi di stile presenti al prossimo Bodylook abbiamo cercato

di ottenere entrambi i risultati. Oltre a questo ci sarà l’ulteriore

valore aggiunto di un ricco programma informativo e di un

accurato servizio alla clientela”.

all’innovazione mentre Candy Shop il nuovo sexy, divertente

e giocoso. L’informazione resta un punto chiave del salone e

come tutti gli anni verrà organizzato il Forum dell’innovazione

su temi di grande attualità per il settore.

“Durante le edizioni estive il beachwear contribuisce sicuramente

ad animare la fiera - spiega Kirstin Deutelmoser, direttore di

Bodylook - Le fiere estive sono più grandi e si rivolgono a un

target di pubblico nuovo”.

Nonostante Igedo Company abbia deciso di organizzare Bodylook

una sola volta all’anno, Kirstin Deutelmoser è convinta

che esista indubbiamente la necessità di presentare e scambiare

due volte all’anno le tendenze e gli sviluppi del mercato,

ma che sia necessario pensare al format dell’edizione invernale

per presentarla nel modo più funzionale.

“Nell’era dell’informazione le fiere sono uno strumento di marketing

valido ed efficace se utilizzato dagli espositori nella giusta

maniera - continua Kirstin Deutelmoser - Le fiere favoriscono

la comunicazione personalizzata e diretta in una vetrina ben

definita popolata da molti operatori del settore. Se paragonate ad

altri canali le fiere dispongono di un’ottima analisi costi-benefici

e offrono la grande chance di potersi interfacciare con nuovi

clienti. Però è importante che una fiera offra uno scenario

rappresentativo del mercato. Le fiere del settore intimo come

Bodylook non hanno solo uno scopo ben preciso, ma sono

anche ben riconoscibili”.

Il settore dell’intimo e del beachwear a livello internazionale si

trova ormai da anni nel mezzo di un cambiamento strutturale.

“Si capisce che questo processo di trasformazione incide in

maniera non indifferente sulle fiere stesse, perché si tratta di

fattori correlati tra loro e con grande rammarico si può notare

che diminuiscono le aziende che potrebbero partecipare alla

fiera - continua Kirstin Deutelmoser - L’attuale congiuntura economica

generale aggrava la situazione solamente in parte. Le

fiere possono dare un impulso molto positivo al settore, perché

è lì che nascono nuove idee. Ma i saloni dell’intimo e del beachwear

necessitano di stimoli per l’industria e per il commercio,

hanno bisogno di elementi che animino la partecipazione, di

un valore aggiunto che sia incisivo ed emozionale. Con i nuovi

Curve NY - Curve NV

Il salone organizzato a New York e a Las Vegas da Curvexpo,

società di Laurence e Jean-Luc Teinturier, ha vinto al braccio

di ferro con Lingerie Americas. Ora i due saloni in sinergia

rappresentano i due appuntamenti più importanti per il mercato

americano con la partecipazione di nomi di punta internazionali

e una partecipazione di rilievo dall’Europa. Le prossime

due edizioni sono in programma dal 2 al 4 agosto a New York

(Javits Galeria) e dal 31 agosto al 2 settembre a Las Vegas

(The Venetian).

Laurence Teinturier non vede nell’America del nord una predominanza

dell’edizione estiva su quella invernale.

“Entrambe le edizioni hanno una loro forza specifica - spiega

Laurence Teinturier - Quella estiva per le collezioni mare (siamo

circondati da due oceani) e quella invernale per le collezioni

di lingerie e homewear che rappresentano il 60% del fatturato

delle boutique e department store”.

Ora nell’America del nord esiste un unico salone con due appuntamenti,

organizzati durante le due maggiori market week

americane (in tutto sono quattro), cioè febbraio e agosto. Laurence

Teinturier ci tiene a far notare che i costi di partecipazione

per Curve sono molto competitivi rispetto a saloni equivalenti

di altri settori.

“Abbiamo organizzato dei pacchetti di partecipazione per lo

stand e la permanenza in America - aggiunge Laurence Teinturier

- Il concept del salone è molto importante, soprattutto in

un mercato come quello dell’America del nord che è enorme

e molto dispersivo. Siamo riusciti a concentrare in un unico

spazio i maggiori e migliori marchi per attirare i maggiori e

migliori buyer”.

Harrogate Lingerie & Swimwear

Il salone Harrogate Lingerie & Swimwear dalla prossima edizione,

in programma dal 16 al 18 agosto con la partecipazione di oltre

trecento brand, si arricchirà anche degli espositori previsti per

Sun&Swim di Londra che dopo la prima edizione del 2008 è

stato cancellato a favore di una maggiore valorizzazione dello

Qui sopra, Jo Smith, direttore

di Harrogate Lingerie &

Swimwear e a destra, lo stand

di Cake Lingerie all’ultima

edizione del salone.


inchiesta

storico salone di Harrogate.

“L’edizione di febbraio è dedicata quasi

esclusivamente all’intimo, mentre in agosto

puntiamo prevalentemente sul beachwear

- spiega Jo Smith, direttore del salone orgnizzato

da Brintex - In effetti alcuni brand

scelgono una o l’altra edizione secondo il

loro mercato di riferimento. Per noi l’edizione

di agosto è leggermente più piccola

rispetto a quella di febbraio, ma in linea di

massima il 90% degli espositori è lo stesso

in entrambe le edizioni”.

Per il salone di Harrogate non è in programma

un’unificazione delle edizioni.

“Quasi tutti i nostri espositori contano su

due edizioni all’anno per mantenere alto lo

standard di ordini durante l’anno - continua Jo Smith - Certamente

gli espositori calano sempre in periodi di recessione, ma

i buyer continuano a comprare, anche se riducono gli ordini e

si allungano i tempi di pagamento. Il nostro salone è un servizio

per il mercato anche in tempo di crisi. I nostri prezzi non sono

particolarmente alti, direi in linea con quelli di altri saloni simili:

soprattutto cerchiamo di tenerli a un livello ragionevolmente

basso in momenti come quello attuale”.

Oltre a quello di Harrogate, Brintex organizza molti altri saloni

e nota quanto la situazione economica abbia inciso in tutti i

settori.

“Sto lavorando a stretto contatto con l’industria per organizzare

un salone in grado di favorire il business - spiega Jo Smith -

Sono sempre pronta a cambiare strada per raggiungere questo

obiettivo e mi aspetto a breve una crescita del salone di pari

passo con l’economia”.

I must-have di un salone vincente per espositori e visitatori,

secondo Jo Smith sono l’ottimizzazione del tempo e l’aspetto

formativo. “Stiamo già lavorando con un istituto di ricerca tendenze

per organizzare seminari per i buyer, così da agevolarli nelle

scelte. Anche l’aspetto di un ambiente di lavoro gradevole non

va trascurato: Harrogate è sempre stato un luogo perfetto perché

tutti gli hotel sono vicinissimi al salone e ci si sente a proprio

agio. Abbiamo sempre organizzato anche un Summer party e

quest’anno la location è forse ancora più bella del solito”.

Mode City

Dal 5 al 7 settembre Eurovet organizza a Paris Expo- Porte de

Versailles la seconda edizione parigina di Mode City, probabilmente

l’appuntamento internazionale più importante per lingerie

e beachwear. La scelta di Mode City, con il trasferimento da

Lione a Parigi, è stata quella di interagire al massimo con il

mercato del prêt-à-porter e degli accessori collegandosi con i

saloni di riferimento organizzati in contemporanea nella stessa

location. Questa seconda edizione parigina punta su una scenografia

originale e un ricco programma di eventi fuori salone.

Su una superficie espositiva di 35.000 metri quadrati Mode

City presenta circa 600 collezioni per la primavera -estate 2010

in quattro universi: Just Fashion (beachwear, lingerie, uomo,

accessori, prêt-à-porter beach), Designers Labels & Creation

(marchi di lusso, stilisti famosi e giovani), Cocooning (loungewear,

well-being, yoga, fitness, homewear e lingerie da notte),

The Essentials (i must-have della corsetteria e del beachwear).

Alla prossima edizione sono attesi 25.000 visitatori. Mode City

tra l’altro si associa a tutti i saloni moda parigini di settembre e

propone il Fashion Pass che permette di visitare tutti gli eventi

organizzati a Paris Expo-Porte de Versailles, cioè Interfilière,

Prêt-à-Porter Paris, Who’s Next, Fame, Première Classe, Eclat

de Mode-Bijorhca, Accessoires avenue.

Come sempre anche per l’edizione 2009 sono previste diverse

Qui sopra, un’immagine dall’ultima

edizione di Mode City e

a destra, Séverine Marchesi,

segretario generale di Mode City.

novità. Il Club Agenti è un luogo

di scambi e di convivialità

per conoscere meglio le evoluzioni

del mercato e le nuove

esigenze delle consumatrici,

dove verranno organizzati

workshop di consulenza merchandising,

animati dagli agenti dei marchi espositori e destinati

ai compratori. Due Forum Tendenze, uno dedicato al beachwear

e l’altro alla lingerie e al well-being, per meglio spiegare l’offerta

globale del salone. Due sfilate al giorno, lingerie e well-being la

mattina e beachwear il pomeriggio con le grandi tendenze per

l’estate 2010. Non bisogna dimenticare la sinergia con Interfilière,

il salone dei tessuti complementare a Mode City che permette

di riunire in un unico momento tutta la filiera.

“I saloni estivi per definizione sono i più trasversali, quindi

muovono un pubblico di visitatori molto più eclettico - spiega

Séverine Marchesi, segretario generale di Mode City - Il grande

cambiamento che ha coinvolto anche Mode City riguarda

le collezioni di beachwear, che si declinano anche in quello

che potremmo definire prêt-à-porter da mare, cioè costumi e

capi di abbigliamento coordinati agli accessori come ciabatte,

sandali, borse, cappelli e bijoux. Poi ci sono le collezioni wellbeing.

Per questo il salone attira un pubblico di buyer molto

diversificato”.

Séverine Marchesi non crede che la scelta di un’unica edizione

all’anno sia una buona idea.

“Tutti i nostri espositori presentano due collezioni all’anno, una

per l’autunno-inverno e un’altra per l’estate - spiega - Poi c’è

chi ha la collezione mare. I saloni sono degli strumenti d’aiuto

per vendere meglio”.

L’investimento di un espositore per la partecipazione a un

salone ha un costo non trascurabile. In più il concept classico

dei saloni è già stato ampiamente messo in discussione da

molti espositori.

“Per questo motivo anche noi abbiamo dovuto ripensare

questo concept e oltrepassare quello tradizionale, così come

l’abbiamo presentato finora - spiega Séverine Marchesi - I

saloni dovranno diventare a pieno titolo attori sul mercato.

Naturalmente la nostra volontà e la nostra ambizione sono

quelle di accompagnare la filiera, aiutare il suo sviluppo e

spingere il business dei nostri espositori. Partecipare a quello

che è forse il più importante evento professionale internazionale

dedicato all’intimo e al beachwear in un periodo di crisi è un

segno di solidità economica, un messaggio molto positivo per

i propri clienti, i concorrenti e la stampa. Certamente il costo di


inchiesta

In questa foto,

un bikini

Argentovivo

per l’estate

2010.

partecipazione a un salone di portata mondiale non è

paragonabile a quello di un evento di ambito nazionale.

Noi ci rendiamo comunque conto delle difficoltà che sta

attraversando il mercato in questo momento, e stiamo

già lavorando su proposte di partecipazione molto meno

onerose rispetto al passato”.

La crisi non facilita le cose e tocca tutti i segmenti, i

consumi, la produzione e quindi anche la partecipazione

alle fiere.

“Abbiamo notato anche che ci sono sempre meno punti

vendita, non solo in Francia - dice Séverine Marchesi - E

questo ha delle forti ripercussioni sul numero dei visitatori,

ovviamente! Noi organizzatori dei saloni dobbiamo

concepire i nostri eventi in modo da attirare sempre più

visitatori. Dobbiamo fornire loro molte informazioni sul

mercato che possano aiutarli a vendere meglio. Infatti

quest’anno proponiamo il Club Agenti, uno spazio dove

i rappresentanti prendono la parola per spiegare ai loro

clienti con workshop e consigli di merchandising, come

integrare al meglio le marche nei loro punti vendita. In più

da sempre proponiamo sfilate e forum totalmente gratis

per gli espositori. Abbiamo anche moltiplicato gli spazi

relax per mettere a proprio agio i visitatori e organizzato

delle animazioni a sorpresa anche fuori dal salone per

creare prima di tutto un’atmosfera positiva”.

A sinistra, Olaf van den Brink,

responsabile dei rapporti con la

stampa per il nuovo salone

5 Elements.Berlin e sotto, il

Palais am Funkturm & Historische

Messehallen, sede del salone.

SALONI AL DEBUTTO

Berlino accoglie 5 Elements.Berlin

La frizzante capitale tedesca è teatro, quest’anno, di una fashion

week davvero coinvolgente: il salone di street- e urbanwear Bread &

Butter rappresenta un perno attorno cui gireranno tutta una serie di

eventi, dalla Mercedes Benz Fashion Week (sfilate di prêt-à-porter) a

Premium (900 brand di abbigliamento uomo e donna), alla showcase

ecologica The Key To. L’intimo è un grande protagonista, con ben

due nuovi appuntamenti a esso dedicati. 5 Elements.Berlin nasce

con un concetto molto innovativo, come spiega Olaf van den Brink,

responsabile dei rapporti con la stampa. “Il momento è perfetto per il

debutto del salone. E soprattutto il luogo. Dal 1˚ al 3 luglio a Berlino

si tengono tanti eventi, saloni, sfilate -per un totale di 2500 brand in

mostra- quindi è la location giusta al momento giusto per avere su di

sé l’attenzione della stampa e dei dettaglianti, sia a livello nazionale

sia internazionale. Questo è il motivo per cui abbiamo ritenuto strategico

partire con l’edizione estiva, ma abbiamo in programma anche

quella invernale, le cui date saranno comunicate a breve”.

“Per la presentazione del salone 5 Elements.Berlin abbiamo optato

per un contatto diretto con i principali attori del settore (produttori

e retailer), e su un’articolata mailing list settimanale inviata ad oltre

diecimila dettaglianti”. Innovativa la formula del salone organizzato al

Palais am Funkturm & Historische Messehallen -il quartiere fieristico

storico di Berlino- da Ocean Media Group di Londra, con la consulenza

di esperti nei vari settori presenti al salone: oltre all’intimo, Beach

& Sports, SPA & Relax, Cosmetics & Accessories, Up & Coming

(i nuovi talenti internazionali). Tra gli eventi di rilievo, la sfilata di Elle

Macpherson Intimates Kick-off, la sfilata per i 125 anni di Hanro of

Switzerland, la passerella del beachwear con marchi come Gottex,

Gideon Oberson, Profile, oltre ad alcune iniziative e workshop su

argomenti di interesse per il retail, come le vetrine, i concept-store,

e la mostra History of Bodywear.

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