Bilancio sociale 2004

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Bilancio sociale 2004

Bilancio sociale

2004

L’impegno di ASSB per la qualità della vita per la Città di Bolzano


Documento a cura di

Azienda Servizi Sociali di Bolzano

Elaborazione

a cura di Uffi cio di Direzione

Edizione

Maggio 2005

Layout

DOC - BZ

II

Si ringraziano i collaboratori interni ed esterni all’Azienda che hanno contribuito alla stesura di questo bilancio sociale.


Bilancio sociale

2004

L’impegno di ASSB per la qualità della vita per la Città di Bolzano


Dichiarazione del Direttore

Per leggere correttamente il bilancio sociale dello scorso anno, si deve partire considerando i cambiamenti a livello

apicale avvenuti durante il 2004, cambiamenti che pur non incidendo sul lavoro strettamente operativo, hanno

fortemente inciso su alcuni elementi di tipo strategico e orientativo.

Il fatto che nel corso del 2004 si siano avvicendati tre direttori generali ha “rallentato” alcune iniziative di tipo

strategico precedentemente avviate e ha indotto l’Azienda a cancellare dalla propria programmazione o a rinviare al

prossimo anno alcuni obiettivi, che facevano per lo più capo ai direttori usciti dall’Azienda. Al dott. Fontana e al dott.

Zingerle va un ringraziamento per tutto ciò che hanno fatto per avere assicurato nel miglior modo il funzionamento e

il mantenimento degli accordi e dei progetti avviati anche nelle fasi di transizione.

La nuova direzione, sostenuta dal Comune di Bolzano e da tutti i dirigenti dell’ ASSB, ha cercato di effettuare una

rivisitazione di alcune tematiche generali e di indirizzo dell’Azienda concentrandosi soprattutto all’interno delle stessa

organizzazione e studiando forme diverse di risposta alle problematiche emerse.

Alcune giornate di Klausur hanno permesso di evidenziare punti forti e punti deboli delle nostre azioni e in questi

momenti si sono gettate le basi per la costruzione di modelli che vanno a integrare il sistema giá esistente dell’Azienda.

I settori dell’organizzazione, dei processi decisionali, della specifi cità nei settori di intervento sociale rappresentano le

basi su cui abbiamo orientato i nostri sforzi dall’autunno 2004.

Il Bilancio sociale è il documento più diffuso di rendicontazione sociale sia in ambito pubblico che privato. Nella sua

accezione più stretta, è un documento riferito ad un anno di attività, di norma coincidente con l’anno solare, che

rende conto in una prospettiva consuntiva e programmatica:

-della missione e delle strategie dell’ente;

-dei progetti e delle attività realizzate nel corso dell’anno;

-dei risultati prodotti e degli effetti determinati rispetto ai diversi portatori di interesse.

Sempre più il bilancio sociale sta diventando uno strumento effi cace per orientare l’analisi della situazione dei servizi

e l’andamento di fenomeni sociali e ci può fornire indicazioni per le scelte future.

Per rendere il bilancio sociale signifi cativo di come l’ASSB segue gli orientamenti del Comune, si è cercato di

rafforzare la connessione tra lo strumento di pianifi cazione sociale del Comune (il Piano Sociale per la qualità della

vita) e lo strumento di rendicontazione aziendale (il Bilancio sociale), evidenziando la relazione tra le azioni di ASSB

e le linee del Piano.

Mi auguro quindi che questo strumento di lavoro possa essere di utilità a tutti gli stakeholders della rete dei servizi, per

discutere in forma oggettiva di sviluppo di welfare.

Il Direttore

Dott. Bruno Marcato

Aprile 2005


Note dell’Assessore

Il 2004 è stato un anno di rilevanti cambiamenti organizzativi al vertice dell’Azienda dei Servizi Sociali di Bolzano,

inizialmente avviatosi sotto la direzione del Dott. Pio Fontana, e poi del vice direttore Dott. Paul Zingerle ai quali

rivolgo il mio ringraziamento.

Nel luglio 2004, la guida dell’Azienda è passata nelle mani del Dott. Bruno Marcato, persona che ha messo in luce

una visione ampia e una conoscenza eterogenea del lavoro sociale e che ha promosso, fi n dai primi mesi del suo

nuovo incarico, attività specifi che nei settori di intervento sociale e azioni rivolte alla riorganizzazione interna con una

particolare attenzione al benessere del personale.

Il succedersi di tre direttori generali nell’arco di un breve periodo ha prodotto una “riduzione” di azioni intraprese e

una riprogrammazione di alcuni obiettivi, rimandati all’anno successivo.

Il rendiconto sociale per l’anno 2004 dell’ASSB delinea i primi passi effettuati dall’ente per l’attuazione delle linee del

Piano sociale per la qualità della vita per la città di Bolzano 2004 – 2006, strumento di programmazione della nostra

Città. L’Azienda è uno dei soggetti di maggior rilievo coinvolti nell’attuazione del Piano e congiuntamente alle azioni

promosse dagli altri Assessorati e da tutti gli attori interessati sono lieta di poter evidenziare l’avvio di importanti

attività volte al miglioramento della qualità della vita per la Città di Bolzano.

Per rispondere ai principali bisogni dei gruppi generazionali, l’ASSB nell’anno 2004 ha operato nel settore minori

avviando importanti iniziative di prevenzione del disagio giovanile mentre per quanto concerne l’area anziani ha

promosso iniziative che ne favoriscono l’aggregazione e la socializzazione. Anche per i bisogni dei gruppi particolari

da tutelare, sono stati sviluppati interventi di socializzazione ed avviati progetti di occupazione di persone in stato di

disagio.

Per la realizzazione di tutte le iniziative, i cittadini sono stati coinvolti attivamente ed in questo modo è stata promossa

la partecipazione, l’appartenenza e la solidarietà.

Sottolineo la sensibilità della direzione dell’Azienda nell’aver dedicato tempo e risorse al perseguimento dell’obiettivo

pluriennale di promozione della soddisfazione del personale sul posto di lavoro, attraverso il miglioramento del clima

interno e del benessere organizzativo.

Ringrazio caldamente tutti i collaboratori dell’Azienda dei Servizi Sociali di Bolzano ed in particolar modo coloro che

hanno collaborato alla realizzazione di questo utile documento.

L’Assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunita’

Mimma Battisti Bonelli

Aprile 2005


Sezioni

Il bilancio sociale 2004 dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano è articolato in

quattro sezioni a loro volta suddivise in capitoli:

La prima sezione dà conto degli obiettivi contrattati con la Giunta comunale

e inseriti nel contratto di servizio per il 2004; la stessa sezione contiene un

capitolo che dà spazio ad approfondimenti su alcuni progetti particolarmente

signifi cativi.

La seconda sezione tratta, sotto il profi lo quantitativo e qualitativo, delle risorse

umani e strutturali impiegate dall’Azienda. Tra il resto, vi è un capitolo dedicato

al personale ed uno al Terzo Settore, entrambe portatori d’interessi fondamentali

per l’Azienda.

La terza sezione è dedicata ai servizi sociali con dati sull’utenza e sulle prestazioni

suddivisi per settore (famiglia, minori, anziani, disabili, emarginazione).

La quarta sezione riassume in tabelle gli indicatori principali del settore amministrativo

e sociale (con una serie storica di dati) e dà conto, infi ne, dei costi

diretti di gestione.


La missione dell’Azienda

e gli obiettivi del contratto

di servizio 2004

azioni

risultati

aspetti critici

prospettive per il 2005

1

Il personale e le strutture

dell’azienda

gli operatori dei servizi

le strutture

le relazioni e i partners

2

I servizi sociali

dell’azienda

dati sull’utenza

3

Indicatori e costi

indicatori d’attività e di impatto sociale

costi diretti di gestione


4


Indice

La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 1

1.1 Il profilo di ASSB

La mission dell’Azienda

L’assetto organizzativo

I principi ai quali si ispira l’azione dell’Azienda

I documenti che regolano il rapporto tra Azienda e Comune

Linee guida dell’Assessorato alle politiche sociali per l’anno 2004

Linee guida gestionali per l’anno 2004

1.2 Obiettivi e risultati per linee guida politiche

Linea guida 1 Pianifi care sulla base del piano qualità della vita 2003-2005 l’attuazione delle misure e degli interventi

per il territorio sul triennio in tutte le aree

1. I giovani Rom: progetti educativi rivolti ai ragazzi tra i 12 e 23 anni residenti al Campo Rom

2. I giovani del Centro Piani Rencio: attivazione di iniziative di prevenzione del disagio giovanile

3. Le famiglie del Centro Piani Rencio: sostegno e accompagnamento alla socializzazione ed aggregazione

4. I giovani di Europa Novacella: promozione delle conoscenze dei servizi ai giovani e alle loro famiglie

5. I giovani di Gries-San Quirino: Prevenzione di forme di disagio sociale nel parco Roen-Pompei

6. Gli adulti di Druso 2: iniziative di aggregazione per un benessere sociale

7. Donne vittime di tratta: Il progetto Alba

8. Gli anziani di Europa Novacella: promozione del Centro Diurno

9. Il Parco di Piazza Madonna: interventi di socializzazione per persone in stato di disagio sociale

10. Il progetto Equal Goal: una rete per l’integrazione al lavoro

11. Persone con disabilità: mappatura dei bisogni espressi e latenti dell’utenza attuale e potenziale

12. Servizi Handicap: estensione dell’integrazione socio-sanitaria nei servizi per disabili

13. Quartiere Don Bosco: partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nella progettazione di interventi

14. Quartiere Europa Novacella: l’integrazione sociosanitaria migliora il servizio

Linea guida 2 Promuovere la soddisfazione del personale sul posto di lavoro

1. Il benessere organizzativo in Azienda: un progetto di miglioramento del clima di lavoro

2. Le donne in Azienda: percorsi per valorizzare il ruolo della lavoratrice donna

3. Informazione sulla storia di ASSB: gli anni di attività aziendale dal 1999 ad oggi

Linea guida 3 Verifi care l’effi cienza e l’effi cacia dei servizi sociali tanto direttamente gestiti che esternalizzati

1. Costituzione di un sistema di qualità: il modello EFQM

2. Il sistema informativo in Azienda: sviluppo della programmazione e rendicontazione sociale

3. La valutazione dei servizi sociale esternalizzati

4. L’implementazione dei contenuti e delle condizioni nei capitolati/convenzioni

5. Introduzione di forme di controllo di qualità in ambito assistenziale

6. La valutazione dei soggiorni climatici per persone non autosuffi cienti

3

3

4

5

6

7

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21

22

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23

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25

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27

Linea guida 4 Sviluppare e approfondire ulteriormente l’orientamento dei servizi alla persona

1. Un “spazio gioco”in via Gaismair per le famiglie del quartiere

2. Interventi d formazione alla genitorialità per coppie disponibili all’adozione

3. L’affi damento preadottivo: Accompagnamento e sostegno alla coppia

4. Don Bosco: la scuola come risorsa per la prevenzione del disagio dei bambini

5. Oltrisarco Aslago: la scuola come risorsa per la prevenzione del disagio dei bambini

6. Progetto Pit stop: gli adolescenti e l’alcool

7. La presa in carico del cittadino nei distretti socio-sanitari della città

8. Lo sviluppo del lavoro di comunità a Don Bosco

9. Anziani ad alta compromissione sociosanitaria assistiti a domicilio

27

28

28

29

29

30

30

31

31

32


10. Anziani accuditi da badanti

11. La socializzazione degli anziani di Gries-San Quirino

12. La messa a regime dei centri di assistenza diurni per anziani

13. L’accoglienza dell’ospite nelle strutture residenziali per anziani

14. L’inserimento e il trasferimento degli ospiti da una struttura aziendale ad un’altra

15. Mantenimento delle relazioni affettive dell’ospite con l’ambiente abitualmente frequentato

16. L’apertura di Villa Armonia al territorio e il coinvolgimento del volontariato

17. Potenziamento della presenza del volontariato nella casa di riposo Don Bosco

18. Aumento del grado di conoscenza dei servizi di psichiatria sociale

Linea guida 5 Continuare il processo di miglioramento del livello di bilinguismo nei servizi

1. Un’analisi della congruità della scelta del personale tra conoscenza tecnica e linguistica e la composizione

territoriale dei servizi

32

33

33

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34

35

35

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36

36

36

1.3 Progetti innovativi in Azienda 38

1.4 Gli aspetti caratteristici e critici dell’anno 2004 45

Il personale e le strutture dell’azienda 2

2.1 Il Personale dell’ Azienda

Il personale aziendale

La formazione e l’aggiornamento del personale aziendale

La sicurezza del personale che opera in Azienda

Il personale in Azienda: criticità attuali e di prospettiva

2.2 Le strutture aziendali

La cura delle strutture aziendali: la manutenzione

Le strutture aziendali in città: la loro dislocazione

2.3 La valorizzazione del Terzo Settore in Azienda

Le modalità di affi damento di servizi a terzi

Le organizzazioni nonprofi t in Azienda nel 2004

Il personale dipendente da terzi che opera nei servizi sociali dell’Azienda

Volontari, obiettori di coscienza, tirocinanti

48

49

53

57

61

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65

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I servizi sociali dell’azienda 3

3.1 Distretti sociali

Prima Accoglienza nei distretti

Area sociopedagogica

Assistenza Domiciliare

Assistenza economica

Servizio assistenza al posto di lavoro (SAPL)

Servizi distrettuali: costi diretti di gestione e fonti di fi nanziamento

3.2 Minori e famiglia

Asili Nido

Asili Nido: costi diretti di gestione e fonti di fi nanziamento

Consultori familiari

Centro di Ascolto e Casa delle Donne

Educativa di strada

Minori Stranieri non accompagnati

Progetti a favore dell’ìnfanzia e dell’adolescenza

3.3 Anziani

Le strutture residenziali (case di riposo e centri di degenza)

Le strutture residenziali: costi diretti di gestione e fonti di fi nanziamento

Centri di Assistenza Diurna per Anziani

Servizio Emergenza Anziani

Mense per Anziani

Soggiorni climatici per anziani parzialmente o non autosuffi cienti

3.4 Handicap e disagio psichico

Servizi e strutture per persone in situazione di handicap

Servizi Handicap: costi diretti di gestione e fonti di fi nanziamento

Disagio psichico

Punti d’incontro per malati psichici

Servizi per malati psichici: costi diretti di gestione e fonti di fi nanziamento

3.5 Emergenza sociale

“Senza fi ssa dimora”

Servizio di assistenza di strada

Immigrazione straniera

Campi Nomadi

Tossicodipendenza e alcoldipendenza

Disagio sociale: costi diretti di gestione e fonti di fi nanziamento

84

85

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96

101

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137

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141

143

145

X


Indicatori e costi 4

4.1 Indicatori

Indicatori di base nel settore amministrativo

Indicatori di base nel settore sociale

Indicatori storici generali per area: 1999 - 2004

4.2 Costi diretti di gestione e fonti di finanziamento

Costi diretti di gestione e motivazione dello scostamento rispetto all’anno precedente

Fonti di fi nanziamento

Costi medi giornalieri per utente

Situazione patrimoniale

148

149

155

160

165

166

170

171

171

Note metodologiche 173

Fonti informative 174


1

1

La missione dell’Azienda

e gli obiettivi del contratto

di servizio 2004

azioni

risultati

aspetti critici

prospettive per il 2005

1


Guida alla lettura della sezione 1

Ogni anno in novembre l’Azienda Servizi Sociali Bolzano e la Giunta comunale stipulano un contratto di servizio. Si

tratta di un documento di programmazione che contiene gli obiettivi che l’Azienda intende perseguire nell’anno successivo

e il fabbisogno fi nanziario necessario per il loro raggiungimento.

Questa sezione del bilancio sociale descrive le attività, i risultati, gli aspetti critici e le prospettive per il 2005 con riferimento

agli obiettivi contenuti nel contratto di servizio.

La matrice rendicontativa (ossia il modo in cui gli obiettivi sono tra loro raggruppati nella descrizione) è data dalle

linee guida politiche dettate dall’Assessore alle politiche sociali per il 2004. A ciascuna linee guida fanno riferimento

più obiettivi aziendali.

Gli obiettivi aziendali del 2004 sono coerenti con gli interventi previsti nei vari settori dal Piano Sociale per la Qualità

della vita 2004-2006.

In questa sezione, a margine della pagina in cui si dà conto dell’obiettivo viene riportato in nero e grassetto il settore

di intervento del Piano sociale per la qualità della vita a cui l’obiettivo fa riferimento. Inoltre, sempre a margine della

pagina, etichette azzurre di promemoria indicano in quali altre linee guida vengono trattati obiettivi inerenti lo stesso

tema.

In questa, come nelle altre sezioni del bilancio sociale 2004, in azzurro viene indicato in modo riassuntivo il titolo

dell’obiettivo o il tema trattato. Questo dovrebbe permettere una lettura più agevole del documento, una maggiore

messa a fuoco delle tematiche, una ricerca più agevole del tema di specifi co interesse.

Etichetta “memo”

Per altri obiettivi nel settore

adulti si veda linea

guida 4

tutt’ora in corso; sino ad oggi il progetto procede positivamente: le donne sembrano aver conquistato

una nuova propria autonomia ed integrazione (hanno trovato casa, lavorano e sembrano

integrarsi nel tessuto sociale). Importante comunque, mantenere i contatti con le persone

e continuare ad offrire valido apporto agli altri partner di questo importante progetto.

Piano Sociale per la Qualità

della vita/ Interventi /settore

Titolo dell’obiettivo

o tema trattato

Piano sociale/Interventi

1.4 Settore anziani

Gli anziani di

Europa Novacella

Il problema dell’aumento delle situazioni di isolamento sociale, in particolare di anziani che vivono

soli, evidenziato anche dal nuovo Piano Sociale per la qualità della vita (punto 1.4.8), richiede come

soluzione la promozione di iniziative che favoriscano l’aggregazione e la socializzazione degli anziani

attraverso progetti mirati. Il centro diurno è una struttura che si trova in ciascun quartiere della città

e che offre attività sia di natura assistenziale che ricreativa, diventando un punto di riferimento quotidiano

per gli anziani del quartiere. Alcune di queste attività vengono svolte direttamente al Centro;

per altre il personale del Centro opera come punto di raccolta delle richieste e di coordinamento. Il distretto

Europa Novacella è quello che per ultimo ha attivato un centro diurno sul proprio territorio: fi no

al 2003 gli abitanti anziani di questo quartiere dovevano rivolgersi al centro diurno di Don Bosco per

attività di cura e socializzazione e alla parrocchia della Chiesa di regina Pacis per momenti di incontro.

Pertanto nel 2004 l’obiettivo del Distretto Europa – Novacella è stato quello della promozione del

centro diurno quale punto di riferimento per gli anziani del quartiere e per le loro famiglie. Per

la realizzazione di questo obiettivo il Distretto ha attivato la rete delle risorse territoriali. Gli interventi

di socializzazione sono stati consolidati ed il programma settimanale è composto da n. 4 iniziative di

socializzazione di cui n. 3 a cura di associazioni, che dopo la pausa estiva sono riprese regolarmente.

Il Centro diurno ha partecipato inoltre con un’iniziativa di giornata delle porte aperte all’inaugurazione

della nuova sede della Circoscrizione e a una manifestazione dal titolo “Natale di Cristallo” che hanno

coinvolto entram

Questa sezione contiene anche una parte dedicata ai progetti di particolare rilievo condotti dall’Azienda nel corso

del 2004.

Le informazioni relative agli obiettivi e ai progetti contenute nella sezione 1 vanno letti in connessione con i dati quantitativi

sugli utenti e sulle prestazioni che sono contenuti nelle altre sezioni di questo Bilancio: solo così si può avere

un quadro signifi cativo dell’impatto sociale delle scelte e delle azioni intraprese.

00


1.1

1

Il profi lo di ASSB

La mission dell’Azienda

L’Azienda Servizi Sociali di Bolzano su

incarico del Comune ha il compito di attivare

e regolare le risorse del territorio

anche attraverso la gestione di servizi

socio assistenziali.

L’Azienda attribuisce valore alla prevenzione,

attuando azioni anticipatorie nei

confronti dei fenomeni del disagio.

Opera un’analisi continua del bisogno

secondo il principio di sussidiarietà, prefi

ggendosi un rapporto partecipato con

la comunità sulla base di una responsabilità

sociale condivisa.

Rendiconta socialmente i propri comportamenti

e gli impatti attinenti alle proprie

scelte e al proprio agire.

3


L’assetto

organizzativo

Direzione

Uffi cio di Direzione

Ripartizione Servizi Amministrativi

Ripartizione Servizi Sociali

Uffi cio Finanze

e Contabilità

Uffi cio Distretto

Don Bosco

Uffi cio Servizi

alla Famiglia

Uffi cio Gestione

Personale, Stipendi

e Previdenza

Uffi cio Distretto

Europa-Novacella

Casa di Riposo

Don Bosco

Uffi cio Legale e

Sicurezza del Lavoro

Uffi cio Distretto

Centro-Piani-Rencio

Casa di Riposo

Villa Serena e Centro

di Degenza Grieserhof

Uffi cio Appalti,

Contratti e Patrimonio

Uffi cio Distretto

Oltrisarco-Aslago

Casa di Riposo

Villa Armonia

Uffi cio Distretto

Gries-S.Quirino

Centro di Degenza

Villa Europa

Uff. Servizi a Persone in

Situazione di Handicap

e Disagio Psichico

4


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 1.1 Il profilo di ASSB

1

I principi ai quali si ispira

l’azione dell’Azienda

Sussidiarietà

Garantire al cittadino, alla comunità e al gruppo un aiuto organizzato minimo necessario a far superare una situazione di disagio

e intervenire solo dove il singolo, la famiglia, le risorse dell’associazionismo, del volontariato e della cooperazione, non siano in

grado di rispondere autonomamente ai bisogni.

Complementarità

Operare con funzioni di supporto e di complementarietà per il raggiungimento degli obiettivi generali della società, privilegiare gli

interventi atti a prevenire l’insorgere di situazioni di bisogno e di svantaggio promuovendo lo sviluppo del singolo e delle reti di

solidarietà spontanea e di gruppi di auto- mutuo aiuto.

Eguaglianza

Evitare ogni discriminazione nell’erogazione delle prestazioni per motivi di sesso, razza, etnia, lingua, religione, opinioni politiche,

condizioni psicofi siche e socio – economiche.

Integrazione socio-sanitaria

Coordinare i programmi dei servizi sociali e sanitari, tramite l’offerta di servizi di base nei distretti socio-sanitari dei quartieri, privilegiando

tutte le forme di intervento che consentono alla persona di rimanere nel proprio ambiente familiare e sociale.

Dignità della persona

Rispettare l’intimità, la dignità e la riservatezza delle persone anche in occasione del trattamento dei dati personali necessari per

l’erogazione dei servizi.

Qualità

Garantire al cittadino prestazioni di alta qualità con metodi di lavoro moderni e aggiornati attraverso la costante formazione e

l’aggiornamento del personale, con particolare attenzione al personale che ha rapporti diretti con i cittadini.

Imparzialità

Offrire imparzialità, obiettività e giustizia, garantendo attraverso tutte le proprie strutture decentrate sul territorio della città di Bolzano,

la continuità delle prestazioni, nel rispetto delle norme e dei principi sanciti dalla legge e in applicazione delle disposizioni

contrattuali in materia. Adottare inoltre tutte le misure necessarie per evitare o ridurre i disagi in caso di interruzione o funzionamento

irregolare del servizio.

Controllo sui servizi

Controllare costantemente che anche, laddove un servizio sia gestito indirettamente tramite convenzioni e contratti con soggetti

privati, questi rispettino gli standard di qualità per garantire che il servizio erogato risponda ai bisogni del cittadino.

Rispetto della diversità

Rispettare e valorizzare le diverse identità e tradizioni dei cittadini dei gruppi linguistici fruitori dei servizi sociali, con particolare

attenzione a garantire all’utente un approccio umanamente ricco ed un accesso agevolato ai servizi, anche con impiego di personale

preferibilmente della stessa madrelingua dell’utente.

Efficienza ed efficacia

Uniformare la propria attività nell’organizzazione e nell’erogazione dei servizi a criteri di effi cienza ed effi cacia anche per quanto

riguarda l’orario di apertura al pubblico.

5


I documenti che regolano

il rapporto tra Azienda e Comune

Il Piano sociale per la Qualità

della Vita

ll Piano sociale per la Qualità della Vita approvato dal Consiglio comunale

è il documento programmatico ove viene palesata la pianifi cazione sociale

triennale. Tale atto costituisce quindi – con l’esplicazione delle misure da

adottare e delle priorità previste – lo strumento di lavoro principale per

l’Azienda, che ha il compito, insieme agli altri attori sociali presenti sul territorio,

di dare concreta attuazione alle politiche ed agli obiettivi sociali in

esso contenuti.

L’Accordo Quadro

L’Accordo quadro defi nisce e regola i rapporti di natura contrattuale, fi nanziaria,

patrimoniale ed informativa tra i due enti. In particolare sono dettagliatamente

regolati i fl ussi fi nanziari ed i fl ussi informativi. Per garantire

questi ultimi è prevista una serie di reports, con scadenze periodiche predefi

nite, atte a garantire agli organi politici comunali una piena conoscenza

dell’attività aziendale ed il controllo su di essa.

Il Contratto di Servizio

Nel Contratto di servizio sono invece esplicitati gli obiettivi annuali che

l’Azienda si impegna a raggiungere ed il “quantum” che la proprietà (il

Comune) si impegna a versare a titolo di fi nanziamento.

Le scelte di indirizzo di politica sociale competono unicamente alla sfera politica.

Il Consiglio comunale esprime le funzioni di proprietà, la Giunta quelle di guida, orientamento e controllo

sull’Azienda.

6


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 1.1 Il profilo di ASSB

1

Linee guida dell’Assessorato

alle politiche sociali per l’anno 2004

1

Pianifi care sulla base del piano qualità della vita 2003-2005 l’attuazione delle misure e degli

interventi per il territorio sul triennio in tutte le aree

2 Promuovere la soddisfazione del personale sul posto di lavoro

3 Verifi care l’effi cienza e l’effi cacia dei servizi sociali tanto direttamente gestiti che esternalizzati

4 Sviluppare e approfondire ulteriormente l’orientamento dei servizi alla persona

5 Continuare il processo di miglioramento del livello di bilinguismo nei servizi

Linee guida gestionali

per l’anno 2004

1

2

3

Trasformare in programmazione triennale gli interventi aziendali, in ragione del nuovo piano sociale

della città, con individuazione intermedia degli obiettivi su base annuale.

Rafforzare in Azienda un clima di lavoro positivo, che favorisca una costante motivazione del

personale, una valorizzazione delle competenze professionali e quindi anche la soddisfazione e un

costante impegno degli operatori, con benefi cio evidente anche per l’utente.

Attivare una verifi ca coerente con i piani sociali, su tutti i servizi sociali al fi ne di valutarne sia

l’effi cienza operativa che la capacità di dare risposte effi caci ai bisogni delle persone.

Migliorare il sistema di pianifi cazione economico fi nanziaria in rapporto con la programmazione

aziendale e la gestione dei budget.

4

Riorganizzare, reingenerizzare e sviluppare il sistema informativo in linea con le strategie aziendali,

con conseguente acquisizione di strumenti informatici innovativi.

Attivare ulteriori processi e più mirati strumenti che favoriscano una sempre maggior attenzione

dell’azione aziendale, a livello macro organizzativo come pure nelle singole attività, nei confronti

della persona, della famiglia, della comunità.

5

Promuovere ulteriormente una risposta adeguata ai bisogni delle persone anche come capacità di

rispondere adeguatamente sotto il profi lo della lingua e della cultura delle persone.

7


1.2

Obiettivi e risultati

per linee guida politiche

La verifica dell’attuazione degli obiettivi contenuti nel contratto di servizio tra l’ASSB e

l’Amministrazione Comunale per l’anno 2004.

In questo capitolo si forniscono informazioni sulle attività svolte dall’Azienda con riferimento agli

obiettivi programmati e sui risultati raggiunti nel corso dell’anno 2004. La relazione segue la

struttura del contratto di servizio e quindi usa come matrice le linee guida politiche. Ciò signifi ca

che in questa sezione del Bilancio Sociale 2004 si dà conto solo degli obiettivi contenuti nel contratto

di servizio, che corrispondono ad una parte – signifi cativa ma non esaustiva – dell’attività

aziendale. Le indicazioni quali-quantitative contenute nelle altre sezioni di questo Bilancio Sociale

offrono il quadro complessivo dell’impegno degli operatori di Assb e del Terzo Settore che con

l’Azienda collabora alla realizzazione dei servizi.

L’ASSB dispone di un sistema standardizzato di costruzione e valutazione degli obiettivi, basato

su un linguaggio e su una tempistica concordati con l’amministrazione comunale, che permette

l’analisi preventiva delle attività previste per il conseguimento dei singoli obiettivi, del loro grado

di effi cienza e dell’adeguatezza rispetto alle linee guida politiche dell’Assessorato alle Politiche

sociali e che permette anche di rendicontare in modo puntuale all’Amministrazione comunale.

8


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 1.1 Il profilo di ASSB

1

Complessivamente gli obiettivi contrattati con l’amministrazione comunale per l’anno 2004 e

contenuti nel contratto di servizio erano 51. La tabella che segue illustra il punto della situazione,

sotto il profi lo esclusivamente quantitativo, rispetto al livello di raggiungimento.

Anno 2004

n. obiettivi contenuti nel

contratto di servizio

51

di cui perseguibili*: 44 100%

raggiunti 27 61%

In elaborazione - pluriennali 13 30%

non raggiunti

*cancellati

4

2 della precedente direzione generale

2 del settore handicap

7

4 della precedente direzione generale,

1 della precedente direzione dei servizi sociali

1 del settore asili nido

1 del settore handicap

9%

A fronte di alcuni obiettivi previsti dalla precedente direzione generale e non fatti propri dalla nuova

direzione, il direttore attuale ha contrattato con l’Assessorato alle Politiche Sociali tre nuovi

obiettivi la cui realizzazione richiederà un periodo di tempo a cavallo tra il 2004 e il 2005 e di cui

quindi si darà conto nel bilancio sociale del 2005.

Si tratta della riorganizzazione dell’Azienda in base a nuovi criteri, di una nuova defi nizione dei

rapporti con l’Assessorato, dell’integrazione infra-aziendale tra il settore sociale e amministrativo.

Linea guida 1: Pianifi care sulla base del piano qualità della vita 2003-

2005 l’attuazione delle misure e degli interventi per il territorio sul triennio

in tutte le aree.

ll nuovo Piano della qualità della vita della Città di Bolzano riguarda il triennio 2004-2006.

Non comprende quindi il 2003, anno dedicato all’analisi e alla predisposizione del piano stesso.

La linea guida politica va quindi intesa come riferita al triennio 2004-2006. Il Piano contiene

un’analisi delle aree di fabbisogno rilevate da un approfondito studio e espresse dalla cittadinanza,

sulla base delle quali il Piano stesso indica priorità e linee di intervento. Le indicazioni relative

alle azioni sono rivolte ad una molteplicità di attori cittadini: tra questi l’Assb, quale ente pubblico

gestore dei servizi sociali.

In realtà la linea guida politica, da cui è scaturita la linea guida aziendale di dotarsi di una programmazione

attuativa triennale, anticipava nel momento della sua emanazione la comparsa del

Piano di qualità della vita.

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L’Assb ha quindi formulato i propri obiettivi per il 2004 nell’estate del 2003, prima della pubblicazione

del Piano della qualità della vita. Alcuni obiettivi formulati hanno una durata pluriennale

quindi incideranno sull’attività anche degli anni 2005 e 2006. Per la propria programmazione

l’Assb si è basata sul proprio bilancio sociale riferito all’anno 2003, sui dati in possesso della

Provincia Autonoma di Bolzano e del Comune di Bolzano, sul piano sociale provinciale e sul

livello di raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano sociale comunale riferito al triennio 2000-

2002. Ciò nonostante gli obiettivi aziendali per l’anno 2004 si integrano bene con le indicazioni

del Piano 2004-2006 e vanno nella medesima direzione.

Nel corso dell’anno 2004 l’Azienda si è posta obiettivi, di portata pluriennale, che impattano fortemente

sul territorio, anche se non sempre hanno avuto un risultato visibile già al termine della

loro prima annualità.

Piano sociale/Interventi

1.2 Settore minori

I giovani Rom

Per altri obiettivi nel

settore minori del distretto

Don Bosco si

veda linea guida 4

Nel settore minori, conformemente all’indicazione del Piano di Qualità della vita (punto 1.2.3.2.) il

distretto Don Bosco, su cui è insediato il Campo Rom, si è posto come obiettivo la programmazione

e attuazione di progetti educativi rivolti ai residenti del campo Rom in particolare ai

ragazzi nella fascia di età tra i 12 e i 23 anni. Lo scopo fi nale è quello di favorire l’inserimento

anche culturale dei giovani Rom nel contesto cittadino e limitare l’insorgere di situazioni di disagio:

i giovani Rom si trovano infatti a disagio, perché fortemente in diffi coltà rispetto all’inserimento

nella comunità cittadina in ragione del contesto culturale e familiare di provenienza e della

collocazione isolata del campo. Il percorso verso il raggiungimento dell’obiettivo intendeva inoltre

coordinare in maniera ottimale l’azione dell’Azienda con l’azione dell’ente gestore del campo,

concordando fi nalità e percorsi educativi da attivare, al fi ne di orientare ogni intervento verso un

comune obiettivo di inserimento e modifi care conseguente anche il capitolato d’appalto che

fi ssa le regole per la gestione del campo Rom per la prossima gestione.

Il gestore del campo nel corso del 2004 è stata la Fondazione Odar, che ha condiviso con gli

operatori del Distretto Don Bosco gli obiettivi fi nali per il lavoro sui giovani e ha defi nito i ruoli negli

interventi educativi. Sui 115 abitanti del campo, 51 nel 2004 erano minori di cui 11 in fascia di

età con obbligo formativo. Di questi 11, 10 sono iscritti e frequentano una scuola superiore. Nel

corso dell’anno l’ente gestore ha tentato di agevolare l’inserimento lavorativo degli adolescenti

del villaggio in particolare con l’organizzazione di stage lavorativi. Il seguire uno stage per l’inserimento

al lavoro ha una valenza fortemente educativa e di chiarifi cazione delle regole sociali.

Malgrado gli sforzi fi nora esperiti dalla pluralità dei servizi coinvolti nella progettualità, i risultati

non sono sempre stati soddisfacenti, avendo avuto gli stage un elevato tasso di abbandono

prematuro. Altri importanti progetti educativi sono stati attuati nel corso del 2004 ed hanno spaziato

dall’accompagnamento alla scuola, alle attività extrascolastiche, alle attività di doposcuola,

riscontrando nelle famiglie Rom un buon livello di gradimento.

L’aspetto maggiormente critico che ha caratterizzato per il campo Rom l’anno 2004 è stato

certamente il rogo di fi ne giugno che ha distrutto tre casette con i relativi servizi e fortemente

danneggiato altre due casette. Il distretto Don Bosco si è trovato a dover affrontare l’emergenza

delle famiglie rimaste senza casa e nel contempo a gestire il peggioramento della condizione

abitativa del villaggio e le tensioni conseguenti. L’esperienza maturata in questo anno e il nuovo

capitolato di appalto che regola il rapporto tra ASSB e ente gestore dovrebbe migliorare la gestione

del Villaggio e permettere una valutazione più obiettiva dell’operato del gestore; sono stati

infatti individuati molti obiettivi da raggiungere. Il nuovo capitolato chiarisce in maniera più dettagliata

quali sono i compiti e le funzioni dell’ente gestore e quali sono le modalità di collaborazione

con il distretto competente

Purtroppo l’unica azione di questo obiettivo che non è stata attuata riguarda l’acquisizione

di una maggiore certezza rispetto al futuro del Villaggio Rom; la parte politica (Comune

e Provincia) non si è ancora espressa sulla destinazione del campo e ciò non permette

di avere un quadro chiaro sul Villaggio e su tutte le azioni da intraprendere nel futuro.

10


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 Linea guida 1

1

Il distretto Centro Piani Rencio, coerentemente con le indicazioni del Piano per la qualità della

vita (punto 1.2.2.2 e 1.2.2.6.), che sollecita strategie e iniziative coordinate di prevenzione del disagio

giovanile, si è posto come obiettivo del 2004 di partecipare, insieme ad altre risorse territoriali,

alla pianifi cazione e realizzazione di iniziative rivolte ai giovani del quartiere. Lo scopo fi nale del

promuovere attività socio-pedagogiche in rete con attività a livello di quartiere è di concentrare

le varie risorse del territorio sui reali bisogni dei giovani senza dispersione di energie e quindi di

migliorare la qualità degli interventi rivolti ai giovani del quartiere.

Il primo passo compiuto dal distretto è stato quello di individuare le realtà del quartiere che si occupano

di tematiche giovanili. Unitamente all´Uffi cio Famiglia, Donna e Gioventú e alla Circoscrizione

Centro Piani Rencio si é attivato il primo incontro con le realtá associative che si occupano

di giovani (centri giovanili, parrocchie, Subway, educativa di strada, Comune di BZ ecc.) con lo

scopo di presentare i rispettivi servizi e attivitá e individuare possibili collaborazioni future. Da tale

confronto scaturirà un primo piano degli interventi su base triennale che tenga presente anche

quanto contemplato nel Piano Qualità della vita 2004 – 2006.

Nel corso dell’autunno 2003 è stato attivato sul quartiere Centro Piani Rencio il Centro Famiglia,

gestito per conto del Comune di Bolzano da ELKI e Familienverband. In ragione di tale nuovo

servizio, che deve trovare una propria collocazione nella rete dei servizi per le famiglie, il distretto

Centro Piani Rencio sociosanitario si è posto come obiettivo 2004 la promozione, il sostegno

e l’accompagnamento alla socializzazione ed aggregazione delle famiglie. L’obiettivo ha lo

scopo di affi ancare i gestori del neocostituendo Centro Famiglia con azioni di supporto educativo

e di consulenza nella pianifi cazione delle attività e nel sostegno del ruolo della famiglia all’interno

della società. Ha pertanto lo scopo ultimo di rendere coerenti e di condividere gli obiettivi del

Centro medesimo con quelli del distretto sociale,nonchè con quanto contemplato dal Piano di

Qualità della vita. Il centro famiglie Premstallerhof è uno spazio fl essibile aperto alle famiglie con

fi gli in età prescolare e scolare, che offre un servizio diretto all’utente, con tempi e modalità di

socializzazione protetti e “pensati”. Si rivolge prevalentemente ai residenti nelle zone Piani di Bolzano

e Rencio e le fasce d’età dei minori vanno dall’età del nido all’età pre-adolescenziale. Nel

2002 l’Assesorato alle politiche sociali del comune ha istituito un gruppo di lavoro che prevedeva

la partecipazione di un’ educatrice del distretto, quale facilitatrice del lavoro di rete con partner o

care-giver territoriali. La stessa all’interno del suo lavoro rilevava un aumento della problematica

della solitudine nella fascia d’età 8/13 anni e un conseguente fabbisogno di sostegno alla genitorialità

nei compiti di cura e di educazione, nonchè di spazi inter-generazionali volti alla valorizzazione

delle risorse familiari e del reciproco aiuto e solidarietà. Dall’inaugurazione del centro ( primi

di ottobre 2003) ad oggi, 31.12.2004, sono stati attivati diversi progetti in collaborazione con il

distretto: programmazione e coordinamento di un percorso educativo-ludico- ricreativo (teatro di

burattini) rivolto ad un gruppo di bambini inseriti presso il centro profughi “ex-Gorio” e fi nalizzato

all’aumento delle abilità sociali degli stessi; programmazione di gruppi di discussione a tema, ad

es. problematiche scolastiche, o problemi di età evolutiva che le famiglie si trovano ad affrontare;

programmazione e collaborazione intesa come individuazione di famiglie migranti conosciute

dal distretto, di un percorso di accompagnamento per genitori che desiderano confrontarsi e

sostenersi su questioni legate alla diffi coltà di adattamento derivanti dal crescere i fi gli in terra

straniera; programmazione e partecipazione attiva del servizio educativo del distretto alla festa

della famiglia organizzata in data 15 maggio 2004; programmazione di un servizio di custodia

per bambini in età scolare per il periodo estivo(giugno-luglio-1°settimana settembre); progetto di

cucina straniera rivolto alle ospiti del centro profughi “ex- Gorio”, che va ad innestarsi su un più

ampio progetto gestito dal distretto sull’alfabetizzazione delle donne profughe.

Dall’autunno del 2003 numerosi sono stati gli incontri di programmazione congiunta volti a

defi nire modalità di collaborazione, obiettivi e fi nalità. Ma non solo; in un paio di circostanze le

operatrici del centro famiglie hanno segnalato al distretto minori in situazioni di pregiudizio o di

abbandono, permettendo al servizio di intervenire in maniera tempestiva. Strada facendo si sono

create sinergie tra il Centro famiglie e le scuole del quartiere, grazie alla mediazione dell’area

socio-pedagogica che è coinvolta con le scuole del quartiere e la sovraintendenza in un progett-

I giovani

del centro

Le famiglie

del Centro Piani

Rencio

11


to pilota avente lo scopo di individuare strategie d’intervento condivise in situazioni di disagio

scolastico.

L’obiettivo proseguirà in forma di azione ordinaria nei prossimi anni anche in ragione dei nuovi

insediamenti famigliari nel quartiere Piani e con il continuo arrivo di famiglie extracomunitarie.

I giovani di Europa

Novacella

Il distretto Europa Novacella è tra i distretti quello di più recente attivazione insieme al distretto

sociale di Gries San Quirino. La popolazione che compone il suo territorio è composta da circa

il 14% di giovani. In base a questi elementi il Distretto si è posto come obiettivo per il 2004, coerentemente

con quanto disposto dal Piano Sociale per la qualità della vita (punto 1.2.2.3.) la promozione

della conoscenza dei servizi ai minori, ai giovani e alle loro famiglie e lo sviluppo

della progettualità con le risorse del quartiere.

Le attività programmate per il 2004 per il raggiungimento dell’obiettivo, certamente di portata

pluriennale, sono state tutte portate a compimento. In particolare si è consolidata l’attività e

la progettualità con il Centro giovanile “Corto circuito” della Parrocchia Regina Pacis, si sono

promossi i servizi del distretto all’interno delle scuole del quartiere e con con la Scuola elementare

“Johann Pestalozzi” e con la Scuola media “Albert Schweitzer si sono sviluppate nuove

progettualità (un progetto ex L. 285/1997 di sostegno ai minori e alle loro famiglie e un progetto

promozione dei servizi del Distretto sociale verso gli insegnanti e le famiglie degli alunni). La

collaborazione si è rinforzata anche con le associazioni del quartiere attive nell’area minori, adolescenti,

giovani. Con le scuole materne è stata realizzata un’iniziativa di approfondimento delle

problematiche sociali dei minori in età pre-scolare e delle loro famiglie con gli insegnanti della

Scuola materna “Airone” per un numero complessivo di sette incontri.

Anche se il processo di reciproca conoscenza e di costruzione di un linguaggio comune ha richiesto

tempo ed energie da parte degli operatori coinvolti e della direzione del Distretto Europa

Novacella, il risultato di questa prima annualità è stato sicuramente positivo: la collaborazione

è stata concreta su azioni, progetti e iniziative tra Distretto sociale/Scuole e tra Distretto sociale/

Centro giovanile del quartiere, alcuni dei quali già realizzati. I rapporti tra Distretto Europa Novacella

e risorse del quartiere dovrà anche nei prossimi anni essere costantemente sviluppata

secondo una logica di sussidiarietà e di promozione del ruolo dell’Istituzione scolastica e dell’Associazionismo

all’interno dei processi di prevenzione e di promozione del benessere della

comunità. Pertanto questo obiettivo costituisce un primo importante passo verso un agire complementare

tra Distretto sociale e attori signifi cativi presenti sul territorio del quartiere.

I giovani di Gries-

San Quirino

Nel quartiere Gries San Quirino, situato in via Roen in prossimità di vari istituti scolatici, c’è il

parco Pompei, una zona verde in cui nel corso del 2003 si era osservata la frequentazione di

giovani, alcuni dei quali tossicodipendenti e di ragazzi che, non essendo controllati, disturbavano

il vicinato nelle ore serali, compiendo talvolta azioni di vandalismo. Per tali ragioni tale area era

poco frequentata ed utilizzata dalla popolazione della zona e rischiava di diventare una zona a

rischio. Come sollecita il Piano Sociale per la qualità della vita (punto 1.2.1.2) bisogna intervenire

fortemente e tempestivamente sui gruppi di giovani ad elevato rischio di devianza sociale per

evitare degenerazioni del fenomeno. L’obiettivo del 2004 del distretto di Gries Quirino era quindi

di fare in modo che la situazione del parco migliorasse, attraverso iniziative di socializzazione

ed aggregazione lavorando con i giovani, i cittadini e le risorse del territorio affi nché fossero loro

stessi a prendersi cura di questo spazio.

Si è agito costituendo un “comitato dei giovani” da coinvolgere nella pianifi cazione delle attività

da realizzare in rete tra varie risorse e consolidando le iniziative che già avevano dato ottimi risultati

nel 2003. Nel frattempo sin dai primi mesi dell’anno, grazie anche all’attività di monitoraggio

degli operatori del distretto e ad eventi autonomi, si è assistito ad un cambio delle persone

frequentanti il parco, che è ormai frequentato soltanto da madri con bambini piccoli. I problemi

emersi nel corso dell’anno 2003 sono stati risolti con gli interventi fatti precedentemente e non

si sono più presentate situazioni di criticità. Non si è ritenuto pertanto più necessario attivare

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La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 Linea guida 1

1

iniziative, manifestazioni ed interventi non essendovi più motivazioni che le giustifi cassero. La

zona è stata comunque sempre osservata e monitorata nel corso dell’anno; gli educatori hanno

mantenuto i contatti con le risorse del territorio. Per queste ragioni si è deciso di congelare per

ora l’obiettivo che potrebbe essere riattivato qualora il parco tornasse ad essere meta e punto

di riferimento per gli adolescenti. Ciò nonostante si continuerà a monitorare e controllare tale

polo geografi co e le frequentazioni della zona al fi ne di valutare in anticipo l’insorgere di eventuali

possibili situazioni di disagio e di rischio.

Relativamente al distretto Gries San Quirino va segnalato il cambio di indirizzo del centro Manu,

che da servizio destinato ai giovani si è trasformato in laboratorio aperto a tutte le generazioni.

Per gli obiettivi nel settore

minori del distretto

Oltrisarco Aslago si

veda linea guida 4

“Druso 2” è una zona di nuova costituzione. Come altri quartieri sorti di recente corre il rischio

di diventare “quartiere dormitorio”, privo di punti di aggregazione e socializzazione per la popolazione

e di una propria identità. La mancanza di identifi cazione con il proprio territorio da parte

della cittadinanza ivi residente, la scarsa integrazione sociale ed assenza di forme di reciproca

solidarietà deriva anche dal fatto che le persone che si sono trasferite in quella zona sono

spesso giovani coppie con fi gli, coppie che lavorano tutto il giorno in altre parti della città e

che con quel territorio non hanno nessun legame. Per prevenire situazioni di potenziale disagio

che spesso insorgono in tali circostanze, il distretto sociale Gries San Quirino, a cui la zona

fa capo, ha attivato nel 2004 iniziative di aggregazione al fi ne di offrire ai residenti nuove condizioni

di benessere sociale. Gli educatori del distretto si sono innanzitutto mossi per conoscere

in modo più approfondito i bisogni e le necessità di bambini, adolescenti ed adulti della zona e

mappare la rete di risorse in grado di collaborare ed offrire proposte di socializzazione in modo

organizzato. Il coinvolgimento della circoscrizione è apparso da subito come fondamentale al

fi ne di promuovere la formazione di un comitato di cittadini che fosse di supporto e stimolo alla

comunità e alle istituzioni pubbliche e private. Si è poi individuato un locale adeguato come

punto d’incontro per i cittadini, per gli operatori del distretto, per le organizzazioni che offrono

attività educative e di tempo libero, per altre occasioni di coordinamento ed ascolto diretto. Il

risultato di questo primo anno di attività è stato buono: si è costituito un comitato di cittadini

della zona composto da 10 cittadini e si sono coinvolte 15 associazioni, 5 rappresentanti

aziendali, 2 vigili quartiere, 1 consigliere di quartiere. Sono stati organizzati dieci incontri con

il comitato, un incontro con la cittadinanza, tre incontri con il consiglio di quartiere, 20 incontri

con associazioni della rete coinvolte nel progetto. Sono state proposte numerose attività a cui

la popolazione ha risposto bene: festival del cineamatore anziano, festa di quartiere di due giorni,

incontri culturali (arte e archeologia). Le attività organizzate e i momenti di confronto hanno

soprattutto dato l’opportunità ai distretti di individuare con precisione i bisogni del quartiere:

sicuramente un generale bisogno di socializzazione, ma più nel dettaglio anche un punto d’incontro

per famiglie con bambini piccoli 0-6 e un centro di aggregazione-ascolto per adolescenti.

Piano sociale/Interventi

1.3 Settore adulti

Gli adulti

di Druso 2

Le linee di intervento del Piano Sociale per la qualità della vita non fanno cenno espresso

al fenomeno della tratta di donne e dello sfruttamento a fini sessuali. Il problema però

esiste nella città di Bolzano e la Provincia e il Comune si sono attivati per farvi fronte con un

progetto denominato ALBA a cui il distretto Gries San Quirino partecipa. Pur avendo collaborato

attivamente a tutte le fasi del progetto, il ruolo del distretto, su esplicita indicazione

della Provincia, è maggiormente incentrato sulla fase di uscita dal progetto della donna e nel

sostegno post progetto. In tal senso, è stato fatto un lavoro positivo su tre donne, in termini

di cambiamento della persona, di atteggiamento ed approccio diverso nell’affrontare la vita,

sulla base di presupposti, valori ed obiettivi nuovi e diversi rispetto al passato. E’ stato inoltre

svolto un lavoro di orientamento nel reperimento di una sistemazione abitativa, nei confronti

di enti e associazioni. Un lavoro di monitoraggio e verifi ca della situazione post progetto è

tutt’ora in corso; sino ad oggi il progetto procede positivamente: le donne sembrano aver

conquistato una nuova propria autonomia ed integrazione (hanno trovato casa, lavorano e

Donne vittime

di tratta

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Per altri obiettivi nel

settore adulti si veda

linea guida 4

Piano sociale/Interventi

1.4 Settore anziani

Gli anziani di

Europa Novacella

sembrano integrarsi nel tessuto sociale). Importante comunque, mantenere i contatti con le

persone e continuare ad offrire valido apporto agli altri partner di questo importante progetto.

Il problema dell’aumento delle situazioni di isolamento sociale, in particolare di anziani che vivono

soli, evidenziato anche dal nuovo Piano Sociale per la qualità della vita (punto 1.4.8), richiede come

soluzione la promozione di iniziative che favoriscano l’aggregazione e la socializzazione degli

anziani attraverso progetti mirati. Il centro diurno è una struttura che si trova in ciascun quartiere

della città e che offre attività sia di natura assistenziale che ricreativa, diventando un punto di

riferimento quotidiano per gli anziani del quartiere. Alcune di queste attività vengono svolte direttamente

al Centro; per altre il personale del Centro opera come punto di raccolta delle richieste

e di coordinamento. Il distretto Europa Novacella è quello che per ultimo ha attivato un centro

diurno sul proprio territorio: fi no al 2003 gli abitanti anziani di questo quartiere dovevano rivolgersi

al centro diurno di Don Bosco per attività di cura e socializzazione e alla parrocchia della Chiesa

di Regina Pacis per momenti di incontro. Pertanto nel 2004 l’obiettivo del Distretto Europa

– Novacella è stato quello della promozione del centro diurno quale punto di riferimento per

gli anziani del quartiere e per le loro famiglie. Per la realizzazione di questo obiettivo il Distretto

ha attivato la rete delle risorse territoriali. Gli interventi di socializzazione sono stati consolidati

ed il programma settimanale è composto da n. 4 iniziative di socializzazione, di cui n. 3 a cura di

associazioni, che dopo la pausa estiva sono riprese regolarmente. Il Centro diurno ha partecipato

inoltre con un’iniziativa di giornata delle porte aperte all’inaugurazione della nuova sede della

Circoscrizione e a una manifestazione dal titolo “Natale di Cristallo” che hanno coinvolto entrambe

anziani fruitori del Centro diurno. E’ stata progettata un’iniziativa di supporto ai familiari che

curano persone non autosuffi cienti a domicilio in collaborazione con il Distretto sanitario e con il

Distretto socio-sanitario “Don Bosco” in corso di realizzazione nelle prime settimane di gennaio

2005. Questo obiettivo – raggiunto per il 2004 - deve essere perseguito nei prossimi anni in una

logica di ridefi nizione del ruolo del Servizio SAD e del Centro diurno per anziani, tenuto conto del

progressivo invecchiamento della popolazione del quartiere e delle crescenti esigenze di permanenza

a domicilio delle persone non autosuffi cienti.

Piano sociale/Interventi

1.3 Settore adulti senza

fissa dimori

Il Parco di Piazza

Madonna

Il Piano sociale per la qualità della vita (punto 1.3.4.) evidenzia la presenza di tessuti sociali e relazionali

fragili e la diffusione di pericoli di situazioni di isolamento sociale. Ciò vale certamente per

persone senza fi ssa dimora che più di altri vivono questa situazione, ma anche per adulti con fragilità

di relazione e tendenza all’isolamento. La situazione di poca sicurezza in cui versano alcune

zone di potenziale aggregazione della città non contribuisce a creare punti di incontro e di crescita

socio-culturale. Il distretto Centro Piani Rencio, che più di altri si occupa di emarginazione

sociale, ha programmato per il 2004 l’attivazione di interventi miranti alla socializzazione ed

all’occupazione del tempo libero di persone in stato di disagio sociale. L’obiettivo ha il duplice

scopo di dare l’opportunità a persone in stato di disagio, ospiti di strutture per senza fi ssa

dimora, di occupare il loro tempo libero in attività di animazione e di socializzazione e nel contempo

quello di “rivitalizzare” alcuni parchi del quartiere – tra questi il Parco Madonna - defi niti

attualmente “insicuri” e renderli accessibili ad anziani, adulti e bambini. E’ quindi anche un modo

utile per dare un contributo attivo al progetto più generale riguardante Bolzano Città sicura e solidale

curato dall’amministrazione comunale. In base a queste rifl essioni nel mese di settembre il

distretto Centro Piani Rencio ha realizzato presso il parco di Piazza della Madonna una serie

di interventi mirati alla socializzazione ed all’occupazione del tempo libero di persone in

stato di disagio sociale, ma anche degli abitanti del quartiere oltre che quelli dell’intero territorio

cittadino. Il progetto è stato realizzato dal distretto Centro Piani Rencio, dal Centro Civico del

quartiere Centro Piani Rencio, dalla Biblioteca Civica Bolzano e dalla Ripartizione 21 della Provincia

Autonoma di Bolzano Formazione Professionale in lingua italiana Servizio di Orientamento

Professionale Sportello Adulti oltre che da diversi uffi ci comunali, dalla SEAB, Centri Giovanili,

L’UPAD, le Case di Riposo dell’Azienda e da molteplici associazioni. Il programma degli eventi

che hanno sostenuto per tutto il mese di settembre l’iniziativa denominata “Il Nostro Parco”, è

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La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 Linea guida 1

1

stato accolto dalla cittadinanza in maniera particolarmente favorevole. Il parco è rimasto aperto

per l’intero mese dal lunedì al venerdì nell’orario compreso dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle

14.00 alle 17.00. Oltre alle attività programmate – 18 in tutto - è stato anche previsto un punto

di ristoro aperto tutti i giorni e la possibilità di leggere quotidiani e riviste messe a disposizione

dalla Biblioteca Civica di Bolzano. Sicuramente é stata un´iniziativa importante, valida e che ha

visto coinvolta la comunitá locale, con un buon livello di coinvolgimento: quasi 1000 sono stati i

cittadini che hanno preso parte all’iniziativa.

Nel corso del 2004 si è anche aperta la discussione che ha portato poi ad una radicale revisione

dell’assetto organizzativo delle strutture di accoglienza per persone in situazione di disagio

sociale: sono stati chiusi gli edifi ci di via Weggenstein che ospitavano i dormitori dependances

di Viale Trento e il centro crisi. Quest’ultimo è stato trasferito in viale Trento, altri servizi sono stati

collocati nella nuova struttura di via Pascoli, aperta dall’autunno del 2004.

In una provincia come quella di Bolzano, in cui la disoccupazione è a livelli molto bassi rispetto

al resto d’Italia esiste comunque ancora un problema di disoccupazione per persone in stato

di emarginazione, talvolta perché affetti da disturbi psichici o da dipendenze passate, o perché

vivono o hanno vissuto situazioni multiproblematiche. Tale situazione è da ricondurre non tanto

alla mancanza di strutture e servizi, quanto alla mancanza di coordinamento degli enti che la

gestiscono. Anche il Piano Sociale per la qualità della vita 2004-2006 ribadisce la problematica

già nota connessa alla necessità di migliorare la collaborazione tra i servizi per meglio rispondere

ai bisogni di queste persone (punto 2.4.2.1.) Il distretto Europa – Novacella nel corso del corrente

anno ha sviluppato una serie di interventi rivolti all’area adulti con particolare riferimento alla

tematica del lavoro, della tossicodipendenza e del disagio psichico. Tali interventi sono da

un lato connessi alla prosecuzione del progetto Equal Goal, dall’altra alla ricerca di una più stretta

collaborazione tra servizi sanitari specialistici quali SERT (Servizio per le tossicodipendenze) e

CSM (Centro salute mentale) e Assb.

Piano sociale/Interventi

2.4 Persone in condizione

di dipendenza

Il progetto Equal Goal merita sicuramente attenzione, sia per i risultati raggiunti sia per il gran

numero di risorse territoriali che ha mobilitato. Internamente all’Assb va rilevato che i collaboratori

coinvolti nel progetto EQUAL-Goal! si sono impegnati a fondo per realizzare tutte le fasi e i

servizi previsti dal progetto, in particolare si sono distinti l’operatore SAPL del distretto Europa-

Novacella e le due educatrici del Servizio “Help for job”. Il progetto ha impegnato gli operatori

sopra indicati e la direzione del distretto anche per tutto l’anno 2004: forte ed impegnativa è

stata l’attività di coordinamento dell’attiviità dell’intero progetto, numerosi sono stati gli incontri

con i partners di progetto e i terzi coinvolti nell’iniziativa. Cinque erano le fasi previste per il 2004

e cinque ne sono state realizzate: “Centro diurno e Segretariato sociale”, “Centro di emergenza

sociale/Centro Crisi”, “Help for job”, i “Laboratori di recupero della manualità” e “Alloggi di II° livello”

e due le fasi attivate “Formazione operatori” e “Formazione utenti” ancora in corso di completamento.

Tutto ciò nonostante le gravi diffi coltà del partner CEFORM Service S.c.a.r.l. culminate

nella messa in liquidazione della cooperativa. La direzione del Distretto ha dovuto fronteggiare le

gravi diffi coltà del partner CEFORM occupandosi direttamente di diverse attività di competenza

di CEFORM: dal completamento dell’attività transnazionale alla amministrazione e contabilità

relative al progetto. Da non dimenticare anche l’uscita dal progetto del partner “Südtiroler Drogenhilfe”

per cessata attività di quest’ultimo;

Il progetto

Equal Goal

I risultati ottenuti dal progetto Equal sono numerosi e taluni particolarmente signifi cativi:

• Centro diurno e Segreteriato sociale (Fondazione ODAR) a regime;

• Centro di emergenza sociale/Centro crisi (Associazione VOLONTARIUS) attivo all’interno del

progetto;

• Servizio “Help for job” (A.S.S.B.) progettato, organizzato, inaugurato uffi cialmente e attivo con i

primi importanti risultati raggiunti;

• Sviluppo della collaborazione tra “Help for job”, i Distretto sociale dell’A.S.S.B, L’Uffi cio Servizio

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lavoro della Provincia e lo Sportello Adulti della Formazione professionale;

• Meeting transnazionale a Dublino (IRL) e contributi ai pachetti di lavoro transnazionali

realizzati;

• Meeting transnazionale fi nale a Stoccolma (S) e realizzazione dei n. 3 worck packages previsti

all’interno dell’attività di rete transnazionale;

• Progettazione dei servizi all’interno dell’edifi cio “Graf-Forni” in collaborazione con il Comune

di Bolzano, la Ripartizione Servizi Sociali e il Distretto “Centro-Piani-Rencio”: pronunciamento

della giunta Municipale in merito;

• Partecipazione della direzione del Distretto al Convegno “Lavoro, Cittadinanza sociale e Nuove

povertà in Alto Adige” organizzato dalla SGB-CISL in qualità di relatore con l’analisi effettuata

all’interno della fase di Monitoraggio del progetto sui percettori di Reddito minimo di inserimento

a Bolzano;

• Servizio “Laboratori di recupero della manualità” (Cooperativa sociale EUREKA) attivi, attraverso

apposito protocollo di intesa;

• Partecipazione al WORK GROUP 4 “strategies for networking” a Bruxelles su invito della

Commissione europea nell’ambito delle “promising practice”;

• Ammissione all’Azione 3) dell’Iniziativa Comunitaria EQUAL I e ottenimento del fi nanziamento

ad hoc con progetto “INTER-RETE. Interpretando la rete tra pubblico e privato per l’inclusione

sociale” e realizzaizone della prima fase del progetto denominata “analisi della rete”;

• Certifi cazione della spesa del I° e II°, III° e IV° trimestre 2004 a FSE;

• N. 2 Ispezioni amministrativo-contabili a cura di FSE superate positivamente;

• Coinvolgimento di tutti e cinque i Distretti sociali nella realizzazione del progetto attraverso la

fase “Formazione operatori”, che ha visto la partecipazione congiunta di operatori dei Distretti

e del privato sociale attivi nell’ambito dell’emarginazione e dell’esclusione sociale.

Tutte queste attività daranno i loro frutti e potranno essere misurate a livello di impatto sociale nel

2005,quando i servizi attivati verranno messi a regime. Nel 2005 si procederà anche alla fase tre

del progetto, cosiddetta di main streaming e si realizzerà una pubblicazione che darà conto nel

dettaglio sia del percorso svolto che dei risultati ottenuti.

Per altri obiettivi nel

settore malati psichici

si veda linea guida 4

Per quanto riguarda invece la collaborazione con i servizi specialistici sanitari, è stato realizzato

un incontro con il CSM e si sono programmati nuovi incontri secondo una logica condivisa di

collaborazione attiva su casi concreti. Con l’Uffi cio provinciale del lavoro si stima di riuscire a

realizzare un protocollo di intesa nel I° trimestre dell’anno 2005. Per quanto riguarda il SERT

invece si è deciso di non attivare la collaborazione perchè si è scelto di attendere gli esiti di precedenti

gruppi di lavoro svolti a livello aziendale con il supporto della Scuola professionale per le

professioni sociali di lingua italiana, che tra gli altri, hanno proprio interessato il Servizio SERT, per

evitare inutili sovrapposizioni. Tali esiti sono attesi per il giugno 2005.

Piano sociale/Interventi

2.5 Persone con disabilità

I bisogni dei disabili

I dati in possesso dell’Azienda evidenziano un invecchiamento della popolazione defl i utenti

assistiti dal servizio handicap. Tale invecchiamento porta con se la trasformazione dei bisogni

assistenziali degli utenti e deve comportare un adeguamento dei servizi erogati dall’ente pubblico.

Il Piano Sociale per la qualità della vita (punti 2.5.2.1 e 2.5.2.2) indica chiaramente che l’ASSB

e l’Azienda Sanitaria devono affrontare questi temi. L’ufficio handicap si era quindi posto per

il 2004 l’obiettivo della mappatura dei bisogni espressi e latenti dell’utenza attuale e potenziale

dei servizi per persone in situazione di handicap ed individuazione di possibili

risposte ai bisogni emersi con elaborazione linee guida per il prossimo futuro.

L’attività per il raggiungimento dell’obiettivo, dopo un incontro di programmazione, non ha più

avuto seguito. Il dirigente dell’Ufficio handicap era stato nel frattempo incaricato per 5 mesi

della gestione in contemporanea del distretto Oltrisarco Aslago rimasto vacante a seguito delle

dimissioni del dirigente. Questo doppio incarico ha coinciso con l’assenza prolungata dello staff

tecnico dell’Uffi cio handicap. Tutto ciò, unito alla problematica del trasloco da via Fago ad altra

16


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 Linea guida 1

1

sede, ha necessariamente richiesto una revisione delle priorità e ha costretto l’uffi cio a rinviare

le realizzazione dell’obiettivo al 2005, quando verrà riaffrontato in occasione dell’elaborazione

del Fachplan

Un altro obiettivo dell’Ufficio handicap per il 2004 è connesso alla problematica, rilevata anche

dal Piano Sociale per la qualità della vita 2004-2006 (punto 2.5.1), della non suffi ciente collaborazione

tra servizi sanitari specialistici e ASSB . Si tratta del estensione dell’integrazione socio

sanitaria nei servizi per persone in situazione di handicap a quei settori specialistici ancora

non coinvolti.

Fino al 2004 la collaborazione con il servizio psichiatrico è stata garantita da un protocollo di

intesa e si è potuto contare sulla collaborazione del servizio psicologico. Durante il 2004 l’Ufficio

handicap è riuscito a garantirsi la collaborazione tramite una richiesta alla direzione generale

dell’Azienda Sanitaria di Bolzano del servizio di odontostomatologia e questa sta tutt’ora funzionando.

E’ chiaro però che questa collaborazione e il coinvolgimento di altri servizi specialistici

quali il servizio di neuropsichiatria e di neurologia dovrebbero essere garantiti attraverso una

convezione, per la cui stesura è necessario il coinvolgimento, che non si è ancora realizzato,

delle direzioni apicali delle due aziende.

L’integrazione

sociosanitaria nei

servizi per disabili

Il processo attivato con il primo coinvolgimento dei cittadini nella costruzione del Piano sociale

per la qualità della vita 2004-2006 ha evidenziato la necessità di proseguire sulla strada del maggiore

coinvolgimento diretto della comunità locale nella individuazione dei bisogni e nella progettazione

degli interventi sul quartiere (punto 4.1.1.1). La partecipazione inoltre ha molto spesso un

valore aggiunto, che è quello dell’aggregazione che può venire a crearsi quando un gruppo di

persone cerca di progettare insieme la risoluzione di un problema.

Il distretto sociale Don Bosco opera su un quartiere con una molteplicità di problematiche: un

quartiere in continua espansione, con continua affl uenza di persone nuove senza connessione

alcuna con il territorio, spesso problematiche e inserite in alloggi IPES; un quartiere che nel giro

di pochi anni ha visto completamente snaturata la propria identità storica.

Lo sforzo compiuto dal distretto sociale Don Bosco nel 2004 è stato quello di dar corso ad una

serie di interventi sul territorio mirati proprio al coinvolgimento dei cittadini residenti e delle

risorse territoriali del quartiere nella progettazione di interventi finalizzati ad incrementare

l’aggregazione con l’obiettivo di aiutare le famiglie ad integrarsi nel nuovo quartiere attraverso

la conoscenza reciproca, lo sviluppo del senso comune di vicinato e di solidarietà in un’ottica di

sussidiarietà orizzontale tra istituzioni locali e cittadini e con la partecipazione attiva dei cittadini

stessi. Per cercare di raggiungere l’obiettivo il distretto Don Bosco, con il fi nanziamento del

Fondo Sociale Europeo, ha formato ad hoc alcuni operatori del distretto e alcune risorse del territorio.

Gli operatori hanno avuto la possibilità di acquisire nuovi strumenti e metodologie inerenti

il lavoro per progetti e hanno conosciuto e collaborato molto bene con altre realtà territoriali. La

formazione ha permesso l’elaborazione intanto di tre dei nove progetti che potrebbero essere

realizzati dal distretto nel futuro. L’obiettivo è evidentemente pluriennale e prevede, alla fi ne del

percorso, la realizzazione di nove progetti sulle tre zone critiche: Ortles, Palazzina Ipes Via

Alessandria, Casa da gioco. Per ora è molto importante il fatto che sia nata una stretta collaborazione

con alcuni operatori dell’IPES; detta collaborazione risulta strategica per il distretto

Don Bosco, considerato l’elevata presenza di alloggi IPES presenti nel quartiere. Su questo

tema si veda anche l’obiettivo relativo alla palazzina IPES, rendicontato con riferimento

alla linea guida 4.

Piano sociale/Interventi

4.1 Partecipazione

La partecipazione

sviluppa l’aggregazione

a Don Bosco

Il sistema sociale e il sistema sanitario sono oggi interessati da un processo di cambiamento e

di interazione verso una prospettiva di sistema integrato di erogazione dei servizi. Si tratta di un

processo complesso che porta con sé grandi opportunità e considerevoli problemi. Il Distretto

Sociosanitario Europa – Novacella ha deciso di intraprendere la strada dell’integrazione

sociosanitaria attraverso la realizzazioni di attività condivise tra i due enti compresenti in

L’integrazione

sociosanitaria

migliora il servizio

al distretto Europa

Novacella

17


struttura. L’attività condivisa portata avanti congiuntamente tra sociale e sanità è stata quella

relativa all’attivazione dell’infopoint e al suo consolidamento all’interno del distretto. Al termine

del 2004 il servizio di INFO-POINT/Bürgerservice ha dimostrato di costituire un’importante frontoffi

ce con tutti gli utenti del distretto socio-sanitario e di contribuire ad avvicinare i cittadini ai

servizi sociali e sanitari attraverso la sua attività quotidiana.

Soprattutto nel II° semestre dell’anno l’attività di INFO-POINT/Bürgerservice è stato offerta con

regolarità e continuità ai cittadini del distretto. Il servizio è stato molto utilizzato e apprezzato dagli

utenti. A tal proposito si fa presente che mensilmente si sono rivolti al servizio in media n. 1218

cittadini, di cui l’82% ha richiesto un’informazione relativa ai servizi sanitari del distretto e/o del

territorio della città di Bolzano.

E’ stata inoltre risolta la questione dei problemi ambientali dell’INFO-POINT in collaborazione con

l’Uffi cio Edilizia Sanitaria della Provincia Autonoma di Bolzano. I lavori di chiusura e protezione

della postazione INFO-POINT hanno avuto termine nel mese di febbraio. Sono stati inoltre consolidati

momenti di incontro/confronto tra operatori SAD e infermieri del distretto con l’obiettivo

di cominciare a lavorare in maniera integrata sugli utenti seguiti a domicilio da entrambi i gruppi

di lavoro.

A tal proposito non è stato possibile realizzare un protocollo operativo comune, in quanto giudicato

prematuro dai colleghi della Sanità, ma si è comunque iniziato a programmare una raccolta

ed una conservazione comune della documentazione degli utenti seguiti da entrambi i servizi a

domicilio ed è stata concordata una modalità di raccolta della documentazione sanitaria e sociale

condivisa tra tutti gli operatori.

Nel II° semestre dell’anno inoltre si è ulteriormente sviluppata la collaborazione e l’integrazione

sanitaria all’interno del Distretto attraverso due distinti progetti: la presentazione congiunta dei

servizi e delle opportunità del Distretto sociosanitario agli operatori delle scuole materne del

quartiere e la formazione e il sostegno ai familiari che curano persone non autosuffi cienti presso

il proprio domicilio.

L’INFO-POINT/Bürgerservice ha generato il primo punto di contatto effi cace fra cittadino e distretto

socio-sanitario, offrendo altresì una immagine integrata di qualità a tutti i cittadini.

18


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004

Linea guida 2

1

Linea guida 2

Promuovere la soddisfazione del personale sul posto di lavoro

Lavorare nell’ambito dei servizi alla persona è indubbiamente emotivamente e fi sicamente impegnativo:

il lavoro sociale contiene in sé un aspetto usurante che può sfociare, se non controllato,

in stress e burn out. Sicuramente l’organizzazione del lavoro (turnistica, mobilità interna e quant’altro)

può contribuire a migliorare il lavoro stesso, ma è necessario agire sul clima lavorativo

complessivamente inteso.

Anche su sollecitazione della parte politica e a seguito di episodi di stanchezza e lievi tensioni

manifestatisi nel 2003, l’Azienda nel 2004 si è posta l’obiettivo, invero pluriennale, di miglioramento

del clima e del benessere organizzativo dell’ASSB. La rendicontazione di questo

obiettivo merita uno spazio adeguato, vista l’estrema importanza del benessere del personale in

un’organizzazione in cui il vero primo fattore di qualità è proprio il personale.

Sistemi di indagine di clima ve ne erano numerosi messi a disposizione da varie società di consulenza

direzionale. ASSB ha scelto di aderire al progetto nazionale gratuito per il cambiamento

nella Pubblica Amministrazione a cura del Dipartimento della Funzione pubblica. L’intento del

Dipartimento era quello di indagare sullo stato di benessere o malessere dei dipendenti della

Pubblica amministrazione in Italia e di stimolare l’avvio di progetti di miglioramento sui punti critici

eventualmente rilevati.

Il Dipartimento ha offerto la possibilità all’ASSB di frequentare un percorso formativo per la collaboratrice

che ha poi seguito l’indagine: quattro workshop di formazione che hanno permesso

alla collaboratrice di apprendere tutte le conoscenze per gestire gli strumenti di indagine. La collaborazione

con il Dipartimento è sempre stata costante e di sostegno in tutte le fasi del progetto

fi nora realizzate e ha inoltre assicurato una supervisione scientifi ca all’indagine.

Il benessere

organizzativo

L’indagine si è concretizzata con la somministrazione a tutto il personale dipendente (alla data di

somministrazione – febbraio 2004 - 793 unità) di un questionario in cui venivano poste semplici

domande riguardanti aspetti della vita lavorativa che sono utili indicatori di benessere o malessere.

La risposta del personale è stata molto buona: il numero dei questionari raccolti è stato 585,

corrispondente quasi al 74% dei dipendenti.

Adesione del personale

Servizio Totale personale % personale Totale questionari % adesione

Servizi centrali 55 6,9% 49 89,1%

Servizi distrettuali 93 11,7% 85 91,4%

Anziani servizi aperti 98 12,4% 84 85,7%

Handicap e disagio psichico 158 19,9% 107 67,7%

Anziani strutture 284 35,8% 170 59,9%

Servizi alla famiglia 105 13,2% 90 85,7%

Totale 793 100% 585 73,8%

19


Tutte le risposte alle domande, basate su una scala di valori da 1 a 4, dei questionari sono state

inserite nel software messo a disposizione gratuitamente dal Dipartimento.

La media totale delle risposte su tutti gli items è di 2,79, valore che si colloca oltre la metà della

scala utilizzata nel questionario (1-4) e oltre il valore 2,6 individuato a livello nazionale come soglia

di soddisfazione. Questo denota che il benessere organizzativo aziendale è valutato più in senso

positivo che negativo o di neutralità e spicca come positivo nella rilevazione nazionale.

Le dimensioni positive del benessere nell’amministrazione, ossia quelle che superano il valore

medio generale, sono riferite alle dimensione dell’ascolto, della circolazione delle informazioni,

della qualità delle relazioni e dell’utilità del proprio lavoro. In una zona intermedia, di neutralità,

troviamo comfort, chiarezza degli obiettivi, valorizzazione scorrevolezza operativa, innovazione;

risultano invece valutate in modo critico le aree della confl ittualità, dell’equità, delle caratteristiche

dei compiti.

I dati suggeriscono l’idea di un ambiente lavorativo in cui i singoli vivono un buon livello di relazioni

tra le persone (ascolto e relazioni interpersonali) e una buona capacità di far fronte all’operatività

quotidiana (informazioni, scorrevolezza operativa); la consapevolezza del valore sociale del

proprio lavoro è accentuata, ma a fronte di ciò è rilevato un livello di stress intenso.

Il personale si dichiara però talvolta scontento per la scarsa attenzione dimostrata dall’amministrazione

nei confronti della persona: questo dato traspare dall’indicazione dalla percezione dell’inadeguatezza

degli items comfort e valorizzazione, ma risulta maggiormente evidenziata con

livelli più alti quando si tratta il tema dell’equità, della confl ittualità e della caratteristiche dei compiti,

come dire che è critica la possibilità di esprimere capacità e potenzialità individuali così come

il giusto riconoscimento da parte dell’amministrazione per il contributo dei singoli. Nel dettaglio le

criticità relative all’equità e stress sono trasversali, mentre la confl ittualità e le caratteristiche dei

compiti si riscontrano maggiormente tra i servizi operativi e tra la dirigenza.

Profilo generale

Comfort

Chiarezza obiettivi

Valorizzazione

Ascolto

Circolazione delle informazioni

Conflittualità

Qualità relazioni

Scorrevolezza operativa

2.8

2.9

2.9

2.6

2.9

Soglia di soddisdazione

a 2,6

3.2

3.1

3.1

Equità

2.5

Stress

2.0

Utilità del lavoro

3.2

Sicurezza

3.0

Caratteristiche compiti

2.1

Innovazione

Sintomi psicofisici

2.8

2.8

Media = 2,79

1 1,2 1,4 1,6 1,8 2 2,2 2,4 2,6 2,8 3 3,2 3,4 3,6 3,8 4

20


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004

Linea guida 2

1

Più nel dettaglio possono essere visti i risultati per settore. Anche il settore con il valore medio

complessivo sull’insieme degli indicatori di benessere ha comunque un valore sopra la

soglia di soddisfazione. I risultati dell’indagine sono stati resi noti a tutto il personale dipendente

con vari strumenti. Il progetto proseguirà nel 2005 con la costituzione di focus-group

di approfondimento dei fattori critici emersi e con successiva progettazione di azioni di miglioramento.

Certamente l’informazione è uno degli strumenti più forti con cui ASSB può

agire per valorizzare le persone e prevenire forme di mal contento. In tal senso sono già stati

programmati incontri di informazione con il personale su alcuni temi di particolare interesse.

Media generale

2,95

2,90

2,94

2,85

2,89

2,80

2,75

2,79

2,76

2,76

2,70

2,65

2,69

2,73

2,60

2,55

Intera

organizzazione

Anziani

strutture

Handicap e

disagio psichico

Servizi

alla famiglia

Anziani

servizi aperti

Servizi

distrettuali

Servizi

centrali

Quasi l’81% del personale aziendale è donna, per la maggior parte sotto i 40 anni di età. Preso

atto di tale realtà, ASSB sempre con l’appoggio gratuito del Dipartimento della Funziona pubblica

si è avviata nel 2004 verso strumenti e percorsi per valorizzare il ruolo della lavoratrice

donna all’interno dell’Azienda.

Le donne

in A.S.S.B.

Il Dipartimento ha messo a disposizione un questionario di autoanalisi utile per la raccolta di dati

signifi cativi. Si è trattato della base di tutto il lavoro perché analizzava i quattro cardini dell’analisi

di genere di un’organizzazione: le statistiche di genere, l’azione formativa, il sistema delle competenze,

l’uso degli strumenti di fl essibilità e della conciliazione. Ha messo poi a disposizione di

ASSB un servizio di aiuto telefonico, una sito internet di discussione con altri enti che stavano

seguendo lo stesso percorso con un moderatore, un servizio on line di supporto che ha fornito

risposte personalizzate da parte di esperti.

L’obiettivo di ASSB era di arrivare a pensare l’organizzazione non in modo neutro ma come

composta di donne e uomini. In questo modo le differenze e le competenze diventano una vera

risorsa per l’organizzazione. Si tratta inoltre di un punto di partenza per offrire alle donne pari

opportunità di crescita e favorire la loro presenza nelle posizioni decisionali.

Il primo passo è stato quello di raccogliere i dati emersi dal questionario di autoanalisi e di analizzare

nel dettaglio le disposizioni dei contratti collettivi attinenti al tema oggetto di studio. Nella

sezione dedicata alle risorse umane di questo bilancio sociale si troverà una sintesi di quanto

rilevato, anche in termini di aspetti critici.

21


Successivamente ci si è confrontati con le altre realtà italiane che seguivano lo stesso percorso e

si è rilevata una forte presenza di Comitati Pari Opportunità. La scelta di ASSB è stata di ritenere

più adeguato alla realtà aziendale l’istituzione di un gruppo di lavoro che si occupi di questioni

attinenti alla gestione innovativa delle risorse umane in senso lato con un’attenzione particolare

all’ottica di genere, piuttosto che procedere con l’istituzione di un comitato pari opportunità.

Questo perché in un’azienda in cui più dell’80% è donna, parlare di pari opportunità è poco signifi

cativo, mentre molto più incisivo può essere parlare di gestione e sviluppo delle risorse umane

che tenga conto delle problematiche della vita quotidiana. Si è pertanto deciso di ricollegare

l’attività del gruppo di lavoro previsto per la realizzazione dell’obiettivo in esame, all’attività del

più ampio gruppo di lavoro previsto per la realizzazione dell’obiettivo generale aziendale “EFQM,

progetti di miglioramento della Qualità”, all’interno del quale uno spazio particolare nel corso

del 2005 sarà dato alla creazione di una cultura aziendale volta alla valorizzazione delle risorse

umane e al miglioramento del benessere organizzativo. L’obiettivo, per i successivi anni 2005 e

2006, prevede, quindi, la concreta individuazione di misure ed azioni da attuare per migliorare il

benessere lavorativo femminile. In particolare, per il biennio 2005-2006, sono previste le seguenti

azioni: a) istituzione di un gruppo di lavoro - composto da dirigenti e/o collaboratori dell’uffi cio

legale e dell’uffi cio personale - che si occupi di questioni attinenti alla gestione innovativa delle

risorse umane (precipuamente, ma non solo, femminili), analizzando l’attuale quadro normativo

e contrattuale in materia; b) discussione ed analisi delle problematiche emerse e proposta, da

parte dei membri del gruppo di lavoro, di misure ed azioni concrete per incidere, in modo migliorativo

- in particolare per la promozione della condizione femminile - sulla gestione del personale,

anche attraverso proposte di modifi ca del quadro contrattuale vigente; c) organizzazione di giornate

di informazione del personale dipendente su tematiche di specifi co interesse, quali: telelavoro,

part-time ed altre forme di fl essibilità lavorativa, percorsi di riqualifi cazione del personale

che rientra dopo il periodo di astensione per maternità, ecc.; d) rilevazione, a seguito dei seminari

informativi, dello stato di soddisfazione del personale sulle attuali condizioni lavorative all’interno

dell’organizzazione aziendale, al fi ne di valutare la necessità concreta di attivare nuove misure e

strumenti di miglioramento della gestione delle risorse umane, in particolare femminili.

L’informazione

sulla storia di ASSB

In questi anni di attività, ASSB. ha imparato che il senso di appartenenza e quindi il benessere

e il clima lavorativo si basa anche sull’informazione. Più i collaboratori sono correttamente informati,

sanno cosa succede ed è successo nell’azienda per cui prestano servizio, più si sentono di

appartenere ad essa e percepiscono il proprio lavoro come valorizzato. La direzione aziendale si

era quindi posta per il 2004 l’obiettivo di realizzare una serie di eventi celebrativi dei cinque anni

di attività aziendale. Con il cambio al vertice dell’Azienda, il progetto è stato completamente riformulato.

Questa rivisitazione dell’obiettivo ne ha impedito la realizzazione nel 2004. Nell’interpretazione

del nuovo direttore, l’idea si è trasformata nel senso di produrre una pubblicazione che

- anche attraverso la testimonianza di alcuni signifi cativi portatori di interesse - facesse il punto

sugli anni di attività aziendale dal 1999 ad oggi, su come si sia trasformata l’Azienda sia sotto

il profi lo organizzativo che di missione, su quali siano stati e sono tutt’ora i nodi critici e su quali

possano essere le prospettive future. La pubblicazione si svincola così dallo scopo celebrativo,

che ha poca ragione di essere, per divenire uno strumento di confronto pubblico, utile anche a

chi - in altre realtà italiane - voglia avvicinarsi ad un modello istituzionale simile al nostro. Di promozione

all’Azienda peraltro in questi anni se ne è fatta tanta a livello nazionale, sia attraverso la

pubblicazione di articoli su riviste specialistiche sia attraverso la presenza di dipendenti aziendali

quali testimoni in vari convegni e concorsi.

Alla data del marzo 2005 la stesura del testo della pubblicazione è a buon punto. Esiste una

versione 1 a cui hanno contribuito vari dirigenti aziendali, attualmente alla revisione per un test

di leggibilità. In questa pubblicazione hanno ampio spazio le testimonianze di alcuni portatori di

interesse particolarmente signifi cativi per l’Azienda, a cui è stato chiesto il loro punto di vista sul

modello di gestione e sul ruolo dell’ente nel contesto cittadino. La previsione è di concludere il

lavoro e procedere alla pubblicazione entro giugno del 2005.

22


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004

Linea guida 3

1

Linea guida 3 Verifi care l’effi cienza e l’effi cacia dei servizi sociali tanto

direttamente gestiti che esternalizzati

Il Piano Sociale per la Qualità della vita rileva alcuni aspetti problematici connessi alla funzionalità

del sistema di governo delle politiche per la qualità della vita. Tali aspetti problematici non

sono riferiti esclusivamente all’Azienda Servizi Sociali, ma certamente coinvolgono anch’essa. In

particolare ciò che si rileva è l‘assenza di sistemi di valutazione delle prestazioni e dell’impatto

dei servizi soprattutto in termini di outcome (punto 3.1.7), la carenza di un sistema di garanzia di

qualità per gli utenti dei servizi (punto 3.1.9), una carenza nella valutazione delle esternalizzazioni

(punti 3.1.10 e 3.1.13). Tali problemi erano peraltro già emersi in occasione della discussione sulle

linee guida politiche per il 2004, che anticipavano l’uscita del Piano sociale per la qualità della

vita, tant’è che l’Azienda ha operato già nel 2004 in tale direzione.

Uno degli obiettivi signifi cativi, anche se “di contorno” rispetto ad una serie di azioni più specifi -

che, è quello relativo all’introduzione della cultura della Qualità Totale ed in particolare alla costituzione

di un sistema di qualità. Cosa signifi ca? Soprattutto per chi eroga servizi alle persone

il problema principale sta nel fatto che la qualità erogata non sempre corrisponde alla qualità

percepita. Un esempio per spiegare questo potrebbe essere quello dei pasti nelle strutture residenziali

per anziani: all’ospite diabetico viene somministrato un pasto povero di zuccheri in base

ad un programma dietetico predisposto dal dietista dell’Azienda sanitaria. Ebbene, pur essendo

questo un aspetto certamente qualitativo, l’ospite non lo percepirà come tale, anzi dirà probabilmente

che in quella struttura riceve poco da mangiare e insipido. Quindi pur essendo spesso la

qualità di un servizio alla persona alta, non per questo il cittadino ne risulta sempre consapevole.

Per cercare di allineare le qualità percepite ed erogate si possono utilizzare una serie di strumenti

recepiti per lo più dalle azienda private, che ora fanno anche parte della cultura degli enti pubblici.

Come illustrato dettagliatamente nel bilancio sociale del 2003, l’Azienda ha adottato in questi

anni una serie di iniziative per il miglioramento della qualità, tra le quali anche quella delle carte

dei servizi. L’obiettivo del 2004 è stato quello di mettere sotto un unico tetto tutte queste iniziative

di qualità in modo che costituiscano un sistema unico. Questo ha permesso all’Azienda anche

di individuare i settori ancora critici su cui era necessario avviare progetti di miglioramento. Per

ricondurre le varie inziative a sistema e capire quali ancora sono i settori critici dell’azione aziendale

ci si è orientati, come ha fatto il Comune di Bolzano nel 2003, al modello EFQM.

Piano sociale/Interventi

3.1 Funzionalità delle

politiche per la qualità

della vita

La rilevazione

delle criticità

attraverso

l’autovalutazione

EFQM è una fondazione europea che promuove una cultura della qualità nelle aziende pubbliche

e private, dando degli orientamenti di eccellenza e degli strumenti di lavoro. Gli oggetti di valutazione

per comprendere come un’azienda si posizioni nella scala dell’eccellenza sono otto:

Orientamento ai risultati

Responsabilità pubblica

Attenzione rivolta al cliente

Sviluppo della partnership

Apprendimento, innovazione

e miglioramento continui

Leadership e coerenza

negli obiettivi

Gestione in termini

di processi e fatti

Coinvolgimento e sviluppo delle persone

23


Per comprendere come l’Assb è posizionata rispetto all’eccellenza in questi otto settori, si è

effettuata nel corso del 2004 un’autovalutazione coinvolgendo in due gruppi di lavoro un campione

del 10% del personale aziendale, rappresentativo di tutti i settori di intervento e di tutti i

livelli professionali. Il risultato di questa autovalutazione ha permesso all’Azienda di individuare

alcuni settori ancora critici.

Un punto critico è emerso in maniera non specifi camente connessa ad alcuno dei parametri

di valutazione: è quello della comunicazione aziendale. Durante la compilazione collettiva dei

questionari di autovalutazione è emerso che in Azienda non sempre le informazioni circolano in

maniera organizzata, con il risultato che i collaboratori di alcuni settori sono molto informati su

ciò che avviene in Azienda ed altri lo sono molto meno. Con la conseguenza che i primi sono

maggiormente in grado di dare un adeguato servizio informativo all’utenza.

Il secondo punto critico riguarda la valutazione dei processi chiave. L’Azienda deve palesare a

tutti i collaboratori quali sono i processi chiave e le prestazioni che eroga; tali processi devo essere

resi noti a tutti e devono poter essere misurati sia in termini di costi che di risultati.

Il terzo punto dolente riguarda le politiche di gestione e sviluppo delle risorse umane, che sono

risultate non note a tutti i collaboratori.

In seguito ai risultati dell’assessment si sono individuate le aree di intervento e di seguito sono

stati individuati alcuni progetti di miglioramento che avranno una durata pluriennale, a decorrere

dal 2005, e che conteranno sul fi nanziamento del FSE. Tali progetti sono in sintonia con quanto

segnalato e richiesto dal Piano sociale per la qualità della vita e cercano di contribuire a far fronte

alle problematicità ivi individuate.

I progetti sono:

1. la defi nizione dei processi chiave dell’Azienda attraverso l’introduzione della contabilità

analitica per processi, che consentirà valutazioni di effi cienza, e la certifi cazione ISO 9000:

2001 della sede centrale e delle case di riposo

2. la gestione delle risorse umane attraverso la realizzazione di piani di miglioramento dei fattori

negativi individuati tramite l’indagine sul benessere organizzativo;

3. l’elaborazione del piano della comunicazione interna ed esterna.

Nel corso del 2004 si sono quindi compiuti tutti i passi per mettere a fuoco le più rilevanti criticità

che saranno affrontate nel corso del biennio 2005-2006.

Il sistema informativo

a supporto

della valutazione

Come detto, uno degli aspetti problematici rilevati dal Piano Sociale della Qualità della Vita 2004-

2006 (punto 3.1.7), ma già prima dall’Assessorato alle politiche sociali, è che il sistema informativo

aziendale non è ancora suffi cientemente in grado di supportare la funzione di valutazione dell’impatto

sociale delle scelte aziendali. Cosciente di ciò, l’Assb opera già dal 2003 sulla riorganizzazione

e lo sviluppo del proprio sistema informativo in modo che esso risulti utile alla

programmazione, rendicontazione e valutazione sociale, nonché al controllo direzionale.

Il sistema informativo è costituito da una pluralità di fonti di dati, da mettere tra loro in connessione

per poterne desumere le informazioni ritenute necessarie. La prima fonte dati su cui si è

lavorato nel 2004 è quella relativa al sistema di programmazione e controlling direzionale che

ha richiesto numerosi interventi sia sull’organizzazione, che sulla formazione e sugli strumenti

informatici. Sotto il profi lo organizzativo si è effettuata e documentata un’attenta analisi dell’allora

vigente sistema di programmazione e rendicontazione, individuandone i punti critici e gli spazi

di miglioramento. Impostato e documentato in un manuale il nuovo sistema, si è proceduto alla

formazione del personale, dirigente e non. Nel contempo si è iniziato a lavorare sul supporto informatico

(ancora in elaborazione). Il nuovo sistema di programmazione e controllo punta molto

sulla fase di rendicontazione e valutazione: sono stati rafforzati i concetti di indicatori di output e

24


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004

Linea guida 3

1

outcome, con l’intento di rendere misurabile il risultato raggiunto. Il nuovo sistema, per la parte

relativa alla programmazione, è già stato utilizzato in luglio del 2004 per la programmazione degli

obiettivi maggiormente strategici del 2005. La signifi catività dell’intero sistema sarà verifi cabile

nel 2006, quando si tratterò di rendicontare e valutare gli obiettivi 2005.

Nel corso delle rifl essioni sul sistema informativo sono emersi due fattori critici, uno dei quali

particolarmente preoccupante.

Il primo fattore critico è che l’Azienda non dispone ancora di un sistema informativo complessivo

riguardante l’attività ordinaria: esiste un sistema, non soddisfacente, di rilevazione dei carichi di

lavoro (che riguarda solo l’amministrazione centrale ) ed esiste un sistema informativo sull’attività

ordinanza di alcuni settori sociali (Sozinfo). Tali due sistemi non coprono quindi tutta l’attività

ordinaria aziendale. Su questo nei prossimi anni bisognerà migliorare. L’altro aspetto, più problematico,

riguarda la connessione informatica tra le varie fonti di dati. Le banche dati di cui

l’Azienda già dispone e che compongono il sistema informativo, attualmente non “comunicano”

tra loro: si tratta cioè di programmi informatici di diverso tipo per cui non è possibile attingere un

dato da una banca dati per utilizzarlo in maniera informatizzata in un’altra. L’idea dell’Azienda,

su cui si è lavorato nel 2004 attraverso la sperimentazione gratuita di un programma informatico,

era di creare dei tracciati che permettessero di attingere dati signifi cativi dalle varie banche dati e

trasferirli in una sorta di “contenitore informatico” di livello superiore, in modo da poterli utilizzare

in connessione. Il progetto – tecnicamente fattibile – sta però fallendo. Il problema è costituito

dal fatto che le banche dati da cui bisognerebbe attingere non sono di proprietà aziendale (salvo

la banca dati contabile), ma della Provincia o del Consorzio dei Comuni. Per la realizzazione

del progetto, l’Azienda ha assolutamente bisogno della collaborazione dei proprietari che, purtroppo,

non sono disponibili. La direzione generale ha effettuato un ulteriore tentativo, ma probabilmente

bisognerà desistere e rinunciare al progetto, tornando ad effettuare le connessioni

manualmente.

Risultato raggiunto invece, almeno sotto il profi lo organizzativo, per l’obiettivo di migliorare il

controllo dei budgets assegnati ai dirigenti. L’Azienda ha sviluppato internamente un software

che è stato installato su tutti i computers degli addetti alla gestione del budget e offre la possibilità

di monitorare, con dati reali e periodicamente aggiornati, l’andamento delle loro spese/

entrate, con confronti tra anno fi nanziario corrente e passato. Se questo strumento contribuirà,

come è auspicato, a ridurre avanzi o disavanzi, lo si potrà vedere solo a chiusura del bilancio

2004 con la verifi ca di congruità tra spese/entrate preventivate ed effettivamente avvenute.

Se, come detto, la valutazione dei servizi e delle prestazioni deve essere sostenuta da un adeguato

sistema informativo, questo deve evidentemente riguardare anche i servizi esternalizzati.

L’Azienda infatti gestisce i propri servizi sia in forma diretta che in forma esternalizzata.

Uno dei problemi rilevati dall’Assessorato alle politiche sociali e ribadito fortemente dal Piano Sociale

per la qualità della vita (punti 3.1.10; 3.1.12; 3.1.1.3) è duplice: da un lato è quello dell’assenza di

disegni espliciti alla base della scelta di esternalizzare o meno, dall’altro è quello dell’assenza di

sistemi di monitoraggio e valutazione dei sevizi, una volta che questi sono stati esternalizzati.

Nel corso del 2004 l’Azienda, anche in collaborazione con la Ripartizione comunale ai servizi

sociali, ha lavorato molto su questo fronte con due obiettivi dichiarati nel contratto di servizio,

obiettivi che – partiti distinti – sono poi confl uiti in un’unica strategia di azione.

La valutazione

dei servizi

esternalizzati

Contenuti e

condizioni nei

capitolati /

convenzioni

Il primo obiettivo dichiarato era quello dello sviluppo di un sistema informativo, che permettesse

di monitorare e di valutare l’attività dei servizi sociali esternalizzati. L’altro obiettivo

era l’implementazione di contenuti e condizioni nei capitolati/convenzioni idonei a garantire

un’offerta adeguata al cittadino.

25


L’intento era quindi duplice: migliorare il controllo di qualità dei servizi esternalizzati mediante la

revisione dei capitolati di gara e coglierne gli elementi utili alla creazione di un sistema informativo.

Si è quindi agito su più fronti.

In prima battuta è stato istituito un gruppo di lavoro infraziendale con lo scopo di “passare al

setaccio” tutti i capitolati, i contratti e le convenzioni ed individuarne le questioni di carattere giuridico

che in fase di esecuzione del servizio avevano causato o potevano causare problemi.

Nel corso del mese di agosto 2004 per effetto di una disposizione della direzione generale gli

obiettivi, i compiti e le modalità operative del gruppo di lavoro sono stati ampliati e rivisti. Il gruppo

di lavoro per la trattazione delle problematiche concernenti i capitolati di gara è stato modifi cato

anche nei suoi componenti. Anche su sollecitazione dell’Assessorato si è deciso che bisognava

rifl ettere più approfonditamente su un argomento a monte, ossia sul perché della scelta di esternalizzare.

A partire dal mese di settembre il nuovo gruppo di lavoro si é riunito costantemente e

ha continuato ad operare sotto le disposizioni della direzione generale; il medesimo gruppo si è

poi allargato anche a rappresentanti del Terzo Settore locale selezionati dall’Assessorato.

Il nuovo scopo del gruppo di lavoro sulle esternalizzazioni è dunque quello di creare gli strumenti

per valutare preliminarmente, in itinere, e sulla base dei risultati le attività ed i servizi non gestibili

direttamente o la cui gestione diretta non è conveniente. Fare dunque in modo che la scelta di

affi dare a terzi la gestione di un servizio sia una scelta consapevole e che valorizzi le potenzialità

e progettualità.

Il gruppo di lavoro è partito da una fase preliminare di defi nizione di un glossario che indichi in

modo univoco il signifi cato della terminologia corrente relativa al tema dell’esernalizzazione di

servizi e di analisi della vigente normativa europea, nazionale e provinciale in materia. In secondo

luogo il gruppo ha proceduto ad una mappatura dei servizi esternalizzati dall’Azienda fi n dalla

data della sua attivazione con una ricerca di quelli che furono i motivi della scelta di affi dare la

gestione all’esterno. Da questa mappatura è emersa anche l’individuazione dei benefi ci potenzialmente

attesi (attendibili) dall’esternalizzazione e, per contro, dei potenziali rischi della scelta.

La seconda fase ha preso in esame quelle che per l’Azienda sono condizioni imprescindibili

della gestione di un servizio, sia esso gestito in forma diretta che esternalizzata. Tale analisi ha

un’importanza fondamentale, poichè se si opta per l’affi damento a terzi, essa diventa la base per

la costruzione di un capitolato tecnico.

La terza fase, che si realizzerà nel 2005, andrà a defi nire i criteri di scelta del contraente e del tipo

di contratto da stipulare dal punto di vista tecnico, economico, giuridico e gestionale.

La quarta fase ed ultima, sempre da realizzarsi nel 2005, prevede la creazione di uno strumento

di controllo, monitoraggio e valutazione relativamente alle clausole defi nite durante le fasi precedenti

e contenute nel contratto e/o convenzione che dovrebbe permettere verifi che puntuali della

qualità del servizio reso.

La valutazione fi nale andrà a verifi care l’impatto del servizio esternalizzato sulla comunità e sugli

stakeholders e se questo corrisponde alle aspettative espresse nelle fasi precedenti. La valutazione

fi nale inoltre consentirà di verifi care la gestione dell’attività e del servizio per decidere se

continuare ad affi darlo all’esterno oppure se migrare verso nuove formule.

Il lavoro svolto fi no alla data del 31 dicembre 2004 è stato estremamente costruttivo ed ha portato

alla redazione di una “guida alle esternalizzazioni di ASSB”. Pur trattandosi ancora di uno

strumento di lavoro certamente perfettibile, si è dimostrato un’utile base di discussione per i

partecipanti del gruppo. La guida contiene anche una serie di schede tecniche di assessment, la

cui funzionalità è stata testata da alcuni dirigenti aziendali e dagli stessi rappresentanti del Terzo

Settore che hanno in gestione servizi aziendali.

26


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004

Linea guida 4

1

Nel contempo, in funzione dell’attività di studio del gruppo di lavoro di cui sopra, si è deciso di

annullare l’obiettivo dell’introduzione di forme di controllo di qualità in ambito assistenziale

da parte di esperti esterni ai servizi. Prima di effettuare controlli a sorpresa o di coinvolgere

soggetti esterni alla partnership, si è ritenuto necessario operare per il miglioramento e la chiarifi

cazione delle condizioni di gestione dei servizi, anche sotto il profi lo della qualità.

Controllo di

qualità in ambito

assistenziale

La valutazione di effi cacia dei servizi va evidentemente praticata anche sui servizi gestiti in forma

diretta o mista. Il distretto Gries San Quirino si era posto l’obiettivo per il 2004, raggiunto, di

procedere alla valutazione di efficacia del soggiorni climatici per persone non autosuffi cienti

o parzialmente non autosuffi cienti rispetto ai bisogni delle persone partecipanti. I soggiorni sono

stati seguiti direttamente dall’Assb per quanto riguarda l’organizzazione e la fi gura di coordinamento

che segue gli utenti al mare, mentre la gestione, in termini di servizi alberghieri, è stata

affi data ad un partner locale e l’assistenza agli ospiti il loco è stata garantita da una cooperativa

della località marina.

La valutazione

dei soggiorni

marini

L’esperienza di valutazione è stata estremamente interessante perché ha permesso di introdurre

un nuovo metodo di lavoro da parte degli operatori e di disporre di elementi oggettivi utili alla

riprogettazione del servizio. Per quanto riguarda la valutazione del turno di soggiorno destinato

ai malati psichici, l’esperienza ha rappresentato anche un buon esempio di integrazione sociosanitaria.

Si è operato attraverso la predisposizione di una scheda di misurazione della qualità del servizio

offerto e dei benefi ci psicofi sici prodotti sui singoli utenti. La scheda è stata elaborata non

senza diffi coltà visti alcuni aspetti critici, quali la tipologia di destinatari della scheda stessa e la

complessità nell’individuare elementi signifi cativi di valutazione. La scheda elaborata è stata poi

somministrata a 87di utenti partecipanti ai vari turni dei soggiorni; 86 di questi hanno manifestato

un miglioramento psico-fi sico dopo il soggiorno, una migliore integrazione relazionale e infi ne

alla buona soddisfazione.

Le risultanze dell’indagine consentiranno anche di prendere una decisione, condivisa con l’assessorato,

circa la prosecuzione del servizio, e, se mantenuto, proposte di eventuale più puntuale

individuazione della potenziale utenza da servire.

Altro aspetto interessante emerso nel corso del lavoro è che si potrebbe valutare l’utilizzo di

una scheda analoga anche nel corso dell’anno - es. ogni tre mesi - per valutare, misurare,

monitorare lo stato psicofi sico degli utenti in carico (es. nei confronti degli utenti del servizio di

assistenza domiciliare).

Linea guida 4 Sviluppare e approfondire ulteriormente l’orientamento

dei servizi alla persona

In tutte le sue parti, il Piano Sociale per la qualità della vita 2004-2006 evidenzia la necessità di

orientare i servizi verso le persone in ragione delle singole peculiarità e delle differenti esigenze.

L’Assessorato alla politiche sociali, da parte sua, ha sollecitato l’Azienda, già prima dell’apparizione

del documento, ad attivare processi e strumenti che favoriscano ancora più attenzione, sia

a livello macro organizzativo che delle singole attività, nei confronti della persona, della famiglia,

della comunità. L’Azienda pertanto, nel proprio piano di attività del 2004, ha inserito una serie di

obiettivi che mirano soprattutto al coinvolgimento e alla valorizzazione di famiglia e comunità.

Tali obiettivi hanno trovato poi pieno riscontro nelle linee di intervento del Piano sociale per la

qualità della vita.

27


Piano sociale/Interventi

1.1 Settore materno infantile

Uno “spazio gioco”

per le famiglie

Il Piano Sociale per la Qualità della Vita, nella sezione dedicata al settore materno infantile, individua

una serie di problematiche connesse alla poca fl essibilità dei servizi di quest’area e alla

diffi coltà delle famiglie di accudire adeguatamente i bambini, anche sotto il profi lo educativo

(punti 1.1.2 e 1.1.3.) Per cercare di far fronte all’uno e all’altro di queste criticità, in fase di programmazione

degli obiettivi 2004 (quindi nell’estate del 2003), l’Ufficio Servizi alla Famiglia si era

posta l’obiettivo di effettuare uno studio di fattibilità sulla messa a disposizione degli spazi

dell’asilo nido di via Gaismair alle famiglie del quartiere per l’allestimento di uno spazio

gioco in cui dare la possibilità a familiari e bambini di trovarsi per momenti di intrattenimento,

con la presenza di un’assistente all’infanzia. L’obiettivo avrebbe così risposto anche all’ulteriore

esigenza di ottimizzare l’utilizzo degli spazi del nido che, nelle ore pomeridiane, rimangono

inutilizzati: infatti, nonostante un sondaggio sembrasse rilevare una forte esigenza di un servizio

di nido anche nel pomeriggio, di fatto poi le iscrizioni sono state in numero talmente esiguo da

rendere antieconomico il servizio stesso. L’obiettivo dello spazio gioco pomeridiano, di concerto

con la Direzione Generale dell’ASSB, è però stato posticipato a data da destinarsi. I motivi di tale

decisione sono da individuare nella necessità da parte dell’Azienda di effettuare un’analisi complessiva

sulle diverse tipologie di servizi per la prima infanzia, alla luce della predisposizione di un

Fachplan comunale che individuerebbe principalmente il fabbisogno di posti. Prima di proporre

l’avvio di un servizio /progetto sperimentale si è pensato quindi di intervenire progettualmente

su tutto il territorio cittadino e non più su un singolo quartiere. Per ciò che concerne il mancato

utilizzo della struttura di Via Gaismair durante le ore pomeridiane, l’Azienda ha deciso per il prossimo

anno educativo di proporre un prolungamento dell’orario di apertura dell’asilo nido sino

alle ore 15.30: non quindi due turni spezzati (mattino o pomeriggio) ma un orario prolungato sul

turno della mattina.

In questo settore l’anno 2004 è stato peraltro caratterizzato da due eventi signifi cativi: l’attività

di preparazione per l’apertura dell’asilo nido di Vicolo San Giovanni, che ha impegnato fortemente

l’Uffi cio Servizi alla Famiglia, e la nuova normativa provinciale sul tema delle microstrutture,

che cambia la panoramica sulla città. Su questo tema è urgente trovare l’accordo tra ASSB

e Comune di Bolzano su chi gestirà tali strutture.

La formazione

alla genitorialità

L’esercizio del ruolo genitoriale è e già estremamente diffi cile se lo si pratica nei confronti di fi gli

naturali. Lo rileva anche il Piano Sociale per la qualità della vita (punto 1.1.3.), che evidenzia la

necessità di incrementare i servizi di sostegno sociale ed educativo. Nei confronti di fi gli assunti

in adozione possono subentrare aspetti che complicano tale ruolo e rendono diffi cile la gestione

del compito educativo. Le coppie disponibili all’adozione hanno pertanto bisogno di crescere

nella consapevolezza di tale ruolo in modo che i bambini adottati possano crescere accanto a

valide fi gure materne e paterne. Adottare un bambino non è facile, ma è un gesto che si deve poter

compiere con coscienza e responsabilità. Il distretto Gries San Quirino ha intrapreso nell’arco

dell’anno una serie di attività finalizzate alla formazione alla genitorialità nei confronti di

coppie resesi disponibili all’adozione. A seguito della costituzione di un gruppo di lavoro che

ha visto coinvolti 13 operatori sociali che hanno predisposto un programma di intervento, sono

state contattate le coppie resesi disponibili all’adozione per iniziare con queste un percorso formativo

sui temi della genitorialità. Venti sono state le coppie che hanno partecipato al percorso. Il

progetto è proseguito valutando i risultati del lavoro svolto attraverso un monitoraggio dell’attività

ed un confronto sia con le coppie, sia interno con i colleghi dell’equipe. Concretamente l’attività

formativa alla genitorialità da parte dell’Azienda è proseguita assumendo un ruolo di referenza

per la valutazione e successivamente di sostegno ed indirizzo nei confronti delle coppie, nonchè

attivando relazioni con le coppie e promuovendo gruppi di confronto ed auto aiuto. Il prodotto

fi nale del progetto si è concretizzato in un percorso - programma di formazione per le coppie,

tenuto conto dei diversi fattori emersi nei gruppi di lavoro e dal confronto congiunto. Durante

l’anno non sono mancati momenti di diffi coltà organizzativa: l’Azienda dopo l’inizio del progetto

ha cambiato posizione rispetto all’idea iniziale di prevedere un unico distretto, Gries-S.Quirino,

28


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004

Linea guida 4

1

quale referente per il tema adozioni per Bolzano. Successivamente, invece, è stata presa la decisione

di estendere tale competenza anche ai restanti quattro distretti cittadini, coinvolgendoli

attivamente. Ciò ha creato qualche problema nei rapporti con la Provincia e gli altri partner e

diffi coltà operative nel coinvolgere altri operatori non più “ab origine”, ma in un lavoro già avviato

e sviluppato da tempo. La Provincia, inoltre, ha chiesto all’Azienda di far fronte anche alle esigenze

della Comunità comprensoriale Bassa Atesina. L’obiettivo si intende comunque raggiunto

nella sua prima fase, considerato che il progetto si sviluppa su più anni e proseguirà anche nel

corso del 2005.

Strettamente connesso con il sopraccitato obiettivo, ovvero quello di predisporre interventi di

formazione alla genitorialità nei confronti di coppie resesi disponibili all’adozione, il distretto

Gries-S.Quirino ha deciso di implementare anche delle attività progettuali volte all’accompagnamento

ed al sostegno alla coppia nel periodo del primo anno di affidamento preadottivo.

Di fondamentale importanza per la preparazione all’adozione, tale obiettivo si confi gura in un

lavoro di gruppo su base tecnico – esperienziale volto a pianifi care l’attività futura ed il supporto

alle coppie in misura effi cace ed esaustiva. Concretamente l’attività progettuale ha portato alla

predisposizione di un protocollo operativo che defi nisce obiettivi, modalità operative, compiti e

responsabilità, tempi, in un’ottica di intervento integrato e nella realizzazione di incontri con le

coppie disponibili ed altri soggetti coinvolti. Il lavoro si è sviluppato con continuità e con un forte

carattere collaborativo senza riscontrare particolari diffi coltà. L’obiettivo si intende raggiunto

nella sua prima fase, considerato che il progetto si sviluppa su più anni e proseguirà anche nel

corso del 2005.

Il tema dei minori e del rischio di disagio in cui essi incorrono e uno dei temi più trattati dal Piano

Sociale per la Qualità della vita, anche alla luce dei dati che indicano un aumento notevole delle

prese in carico presso i servizi di base. Le linee di intervento del Piano puntano molto sulla prevenzione

e sul coinvolgimento di tutte quelle risorse territoriale che possono sottrarre i minori da

fonti di rischio o evidenziarne prima possibile i problemi. Il Piano punta in particolare al coinvolgimento

delle scuole, che dovrebbero essere un punto di osservazione privilegiato e costante nel

tempo di ogni dinamica relativa al minore, alla sua famiglia e al tessuto sociale in cui vive (punti

1.2.1.1., 1.2.2.1 e 1.2.2.3). I due distretti in cui il problema del disagio giovanile è particolarmente

evidente hanno operato per il coinvolgimento degli istituti scolastici: il distretto Don Bosco e il

distretto Oltrisarco Aslago.

L’affidamento

preadottivo

Piano sociale/Interventi

1.2 Settore minori

Il distretto Don Bosco, che da anni opera sul tema dell’integrazione con la scuola, si è posta

nel 2004 l’obiettivo del consolidamento e miglioramento della collaborazione tra distretto

sociale Don Bosco ed una delle scuole del quartiere, la M.L.King. L’intento era quello di proseguire

le attività già iniziate nel 2003 consolidando le modalità di collaborazione con la scuola

al fi ne di attuare progetti integrati a livello individuale (il bambino) e a livello di gruppo (classe),

al fi ne di riuscire ad intervenire sulle situazioni di disagio dei bambini in maniera precoce. Nel

contempo era importante ribadire il ruolo del distretto ed in particolare del servizio sociale e del

servizio educativo alla scuola e a chi vi opera quotidianamente. Per raggiungere questo obiettivo

il distretto ha proposto una serie di progetti ludico-motori e ricreativi che hanno coinvolto 8 classi

per un totale di 150 bambini. Inizialmente si era pensato di coinvolgere l’assistente sociale in

tutte le situazioni in cui si presumeva vi fosse una situazione di disagio del bambino. In realtà si

è poi deciso che il coinvolgimento debba avvenire attraverso consulenze mirate ed il confronto

con le insegnanti, valutando un’eventuale presa in carico del bambino da parte del distretto. Con

il 2004 l’attività del distretto a diretto contatto con i bambini è terminata e l’obiettivo può dirsi

raggiunto: si auspica che nel futuro vi sia uno scambio continuo e costante tra scuola e distretto

per eventuali problematiche, visto che le insegnanti coinvolte hanno ben compreso quale è il

ruolo del distretto e come interagire con lo stesso.

Don Bosco:

la scuola come

risorsa per la

prevenzione

del disagio

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Oltrisarco Aslago:

la scuola come

risorsa per la

prevenzione

del disagio

Nel suo contatto con le scuole, il distretto sociale Oltrisarco Aslago ha dovuto invece partire

dall’inizio: per il 2004 non si trattava di consolidare relazioni con le scuole ma di attivarle.

L’azione del distretto si è quindi concentrata per presentare il distretto presso gli istituti scolastici

dove non è ancora suffi cientemente conosciuto e offrire agli operatori scolastici una possibilità

di collaborazione. Il piano prevedeva il contatto e la visita di presentazione in quattro scuole del

quartiere. In realtà la campagna di informazione e coinvolgimento è stata realizzata in due scuole

su quattro: sono stati effettuati due incontri con le scuole ed è stato costituito un gruppo di

lavoro sull’integrazione scolastica di bambini immigrati al quale partecipano alcuni operatori

del distretto. Per l’anno 2005 si è previsto di formalizzare, tramite un protocollo di intesa, la collaborazione

fra scuola elementare e media in lingua italiana del quartiere ed operatori sociali del

distretto. Sempre per l’anno 2005 si è prevista una collaborazione, da attivarsi tramite convenzione,

con l’Istituto Comprensivo Bolzano IV, per progetti mirati all’accoglienza ed integrazione di

minori stranieri e per progetti mirati alla conoscenza delle diversità e delle culture diverse con gli

alunni autoctoni. Si può quindi sostenere che nel 2004 sono state gettate solide basi per formalizzare

contatti e progetti concreti nel 2005. Il problema più rilevante è sicuramente connesso al

turn over di personale che il distretto Oltrisarco Aslago ha dovuto gestire nel 2004, soprattutto

nel secondo semestre, che può condizionare il buon risultato delle attività

Pit stop:

gli adolescenti

e l’alcool

L’alcool è la sostanza legale più consumata dai giovani altoatesini. I dati sono ormai incontrovertibili

e caratterizzano purtroppo in senso negativo questa Provincia, facendo emergere un

abuso di sostanza e non un uso consapevole. Le problematiche di tipo sanitario e sociali derivanti

dal fenomeno non possono più passare inosservate e spingono gli operatori del settore

ad intervenire in maniera preventiva e coordinata. Le misure di intervento adottate sinora rivolte

a questa categoria di consumatori non sempre evidentemente hanno ottenuto gli effetti auspicati.

Il progetto di prevenzione secondaria contro l’abuso di sostanze alcoliche tra gli

adolescenti altoatesini (Pit stop), programmato dall’Ufficio Servizi alla Famiglia per il 2004,

intende agire sulla fascia di giovani che già consumano, anche in maniera consistente, sostanze

alcoliche e altre sostanze per accompagnarli verso un consumo diverso, più responsabile, che

rispetta i “limiti” del rischio. I risultati sperati consistono in un diverso approccio al consumo

di sostanze alcoliche: un consumo inteso più come “Genuss” e non come “Missbrauch”. Per

cercare di raggiungere l’obiettivo si è deciso di agire direttamente laddove il problema si manifesta

e spesso nasce: presso i locali distributori di bevande alcoliche e durante le feste. Si è

proceduto ad una ricognizione dei locali notturni di Bolzano e delle discoteche della Provincia

di Bolzano per stipulare una sorta di contratto con i gestori per valutare la loro disponibilità di

accettare l’intervento degli operatori durante le serate con più affl uenza da parte dei giovani. Nel

contempo gli operatori sociali hanno organizzato stand informativi e interventi di animazione per

attirare l’attenzione dei giovani e utilizzato l’alcol-test in maniera preventiva e non punitiva. Si

sono osservati e studiati anche progetti simili realizzati in Austria e nel resto d’Italia per prendere

spunti costruttivi. I risultati dell’attività non saranno immediati perchè si interviene sulla cultura

del bere. Primi risultati importanti però ce ne sono e consistono nella creazione di un team di

operatori e operatrici che provengono da diversi ambiti lavorativi, nell’accettazione del team da

parte di gestori e organizzatori di feste e concerti, nel numero di uscite degli operatori nei luoghi

di divertimento che solo nel mese di giugno sono state cinque (tutte concentrate a Bolzano) e

nel numero dei giovani agganciati.

Altro aspetto che qualifi ca come positiva l’esperienza di ques’anno è la buona partecipazione

alle attività del partner esterno all’ASSB che partecipa al progetto (Forum Prevenzione) che ha

contribuito con professionalità al raggiungimento degli obiettivi prefi ssati: formazione del team

degli/delle operatori/trici, coordinamento e supervisione (con l’Azienda) del team nell’organizzazione

delle uscite e rilevazione dati.

30


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004

Linea guida 4

1

Il tema dell’integrazione sociosanitaria è divenuto particolarmente emergente dal momento dell’attivazione

dei distretti sociosanitari. Il fatto di “traslocare” servizi facenti capo ad amministrazioni

diverse non si è dimostrato suffi ciente ad attivare un’integrazione reale a favore dell’utenza.

Non solo: per alcuni aspetti anche l’integrazione tra servizi della medesima Azienda non è perfettamente

realizzata, o per lo meno non lo è ancora nel momento della presa in carico dell’utente al

distretto e non lo è in maniera uniforme tra distretto e distretto. Obiettivo del 2004 dei distretti era

quindi quello di pervenire all’adozione di una nuova ed omogenea modalità di accoglienza

e di presa in carico del cittadino nei distretti socio sanitari e nel contempo di attivare una

forma di accoglienza condivisa tra sociale e sanità attraverso l’introduzione dell’infopoint anche

laddove non è ancora attivo.

Piano sociale/Interventi

1.3 Settore adulti

La presa in carico

integrata

L’obiettivo, nei suoi due aspetti, ha lo scopo di rafforzare il signifi cato del distretto come punto di

riferimento per il cittadino, nonchè di rispondere in maniera adeguata e globale ai suoi bisogni.

Fino ad ora infatti gli interventi, per lo più settoriali, rimanevano in carico al singolo operatore

che ne gestiva anche le informazioni. Per la realizzazione di tale obiettivo si era programmato di

agire su due fronti. Sul fronte della accoglienza e presa in carico il programma era di analizzare

la procedura di accoglienza all’interno dell’equipé distrettuale, individuarne e analizzarne i punti

di forza/punti critici, ridefi nire una nuova procedura integrata (case – management) e porla in

essere. Le azioni sono state tutte condotte ma il modello è ancora in fase sperimentale perché

è intervenuta la Provincia che ha deciso di integrarlo con un altro modello, da far utilizzare poi

a tutte le comunità comprensoriali. Ciò ha evidentemente ritardato i lavori. La sperimentazione

del modello, e del relativo software, presso il distretto Centro Piani Rencio ha permesso l’individuazione

di alcuni spazi di miglioramento: ciò dovrebbe consentire di poter disporre di un

modello defi nitivo nel 2005 veramente conforme alle aspettative. Per quanto riguarda invece

l’attivazione degli infopoint Bürgerservice la nota dolente è che la collaborazione con la Sanità

non ha dato il risultato atteso e ad oggi presso il distretto Centro Piani Rencio non si è riusciti

ad accordarsi su uno spazio per potervi insediare questo importante punto di primo contatto e

di orientamento.

Il quartiere Don Bosco, oltre ad essere un quartiere in continua espansione (l’IPES continua a

costruire alloggi), diventa sempre di più un quartiere con una concentrazione di disagio molto

elevata. I cittadini che si trasferiscono nel quartiere da altre parti della città sono molte volte già

seguiti dai servizi sociali. In considerazione di ciò, e compatibilmente con quanto disposto dal

Piano Sociale per la qualità della vita (punti 1.3.7.1 e 1.3.7.2) il distretto sociale Don Bosco ha

operato molto sul lavoro di comunità su tutto il quartiere così come sulla nuova palazzina

Ipes di via Alessandria (180 alloggi) con l’obiettivo di aiutare le famiglie ad integrarsi nel

nuovo quartiere attraverso la conoscenza reciproca, lo sviluppo del senso comune di vicinato e

di solidarietà in un’ottica di sussidiarietà orizzontale tra istituzioni locali e cittadini e con la partecipazione

attiva dei cittadini stessi. Per cercare di raggiunge l’obiettivo il distretto Don Bosco,

con il fi nanziamento del Fondo Sociale Europeo, ha formato ad hoc alcuni operatori del distretto

e alcune risorse del territorio, Gli operatori hanno avuto la possibilità di acquisire nuovi strumenti

e metodologie inerenti il lavoro per progetti e hanno conosciuto e collaborato molto bene con

altre realtà territoriali. La formazione ha permesso l’elaborazione di tre progetti, che potrebbero

essere realizzati dal distretto nel futuro. L’obiettivo è evidentemente pluriennale e prevede, alla

fi ne del percorso, la realizzazione di nove progetti sulle tre zone critiche: Ortles, Palazzina Ipes

Via Alessandria, Casa da gioco. Per ora è molto importante il fatto che sia nata una stretta collaborazione

con alcuni operatori dell’IPES; detta collaborazione risulta strategica per il distretto

Don Bosco, considerato l’elevata presenza di alloggi IPES presenti nel quartiere.

Lo sviluppo del lavoro

di comunità

a Don Bosco

Considerato il progressivo invecchiamento della popolazione che caratterizza la città di Bolzano,

il Piano sociale per la qualità della vita 2004-2006, così come il precedente piano e le indicazioni

dell’assessorato alle politiche sociali, dedica inevitabilmente molto spazio alla rilevazione delle

Piano sociale/Interventi

1.4 Settore anziani

31


Anziani gravi

in assistenza

domiciliare

problematiche relative al settore anziani e alle misure di intervento da adottarsi, con impellente

urgenza.

Uno degli aspetti problematici rilevati dal Piano sociale per la qualità della vita, ma già noto

in questi ultimi anni e segnalato dall’assessore alle politiche sociale così come dai tecnici dei

sevrizi, attiene alla necessità di una maggior incisività dei servizi di assistenza domiciliare (punto

1.4.2.2.) con particolare riferimento al fatto che risulta necessario curare maggiormente il progetto

individualizzato di intervento sociosanitario integrato. Il distretto Centro Piani Rencio in questa

ottica si è posto come obiettivo 2004 lo sviluppo di un sistema integrato di soddisfazione

dei bisogni degli utenti ad alta compromissione sociosanitaria in assistenza domiciliare

al distretto. L’obiettivo ha lo scopo di rafforzare e formalizzare la collaborazione già esistente

tra gli infermieri dell’Azienda Sanitaria e gli operatori dell’Assistenza Domiciliare dell’Azienda

nell’ambito dell’assistenza domiciliare di persone con gravi problemi sociosanitari, il tutto tramite

l’interazione sulla progettazione individualizzata e sull’utilizzo di strumenti comuni. Per il

raggiungimento dell’obiettivo si è agito sia sul fronte organizzativo che formativo. Sul fronte organizzativo

si è proceduto all’individuazione congiunta degli utenti con patologie che richiedono

alta integrazione sociosanitaria e alla progettazione interdisciplinare ed integrata sugli interventi

da attuarsi ad ogni singolo utente. A ciò ha avuto seguito la compilazione della cartella sociosanitaria

da parte degli operatori dell´area sociosanitaria da tenersi presso il domicilio dell´utente,

dove vengono evidenziate valutazione, progetto, obiettivi, verifi che. Dieci sono stati i progetti

elaborati congiuntamente e quindi dieci le persone prese in carico congiunte tra settore sociale

e sanitario (sul totale utenti). E´ stato cos ridotto il numero di accessi per utente del 50%, ovvero

gli infermieri che una volta si dovevano recare da un utente in media 2 volte al giorno ora fanno

la loro visita una volta al giorno o meno perché una parte degli interventi è svolta dall’operatore

sociale adeguatamente formato.

Sotto il profi lo formativo, dopo una presentazione della normativa che disciplina i ruoli delle fi gure

sociali e sanitarie operanti nell´Assistenza Domiciliare, gli assistenti geriatrici dell´ASSB hanno

frequentato il corso di specializzazione (100 ore) integrativo, previsto dall´art. 5 del DPGP n. 72/

1999, al fi ne di acquisire le competenze specifi che nel settore curativo. In seguito alla formazione

ed in forza dell´art. 4 della suindicata normativa, l´operatore socio-assistenziale ha avuto modo

di effettuare alcune misure terapeutiche presso il domicilio dell´utente bisognoso, pianifi cate e

delegate per iscritto da parte del personale sanitario. Il risultato ottenuto è che la collaborazione

tra il servizio infermieristico domiciliare e il SAD è migliorata notevolmente. La comunicazione

e le consegne hanno una frequenza maggiore: ció avviene tutti i giorni al bisogno, una volta la

settimana, in media, per le situazioni ordinarie. L’integrazione socio-sanitaria si è maggiormente

rafforzata, si è formalizzata ed è migliorata la conoscenza delle competenze e del ruolo professionale

dei rispettivi operatori. Il processo di formazione degli operatori geriatrici e l’utilizzo della

metodologia professionale specifi ca (pianifi cazione dell’assistenza) hanno permesso di delegare

le attività sanitarie - per alcuni utenti selezionati - agli operatori sociali e si è improntato uno standard

organizzativo integrato di qualitá.

Anziani accuditi

da badanti

Tra le problematiche emergenti che necessitano di essere affrontate con urgenza vi è sicuramente

quella, rilevata dal Piano Sociale per la Qualità della vita (punto 1.4.4.), della presenza in città di

un sistema di cura privato “semisommerso” di dimensioni molto consistenti: quello delle cosiddette

badanti. La presenza di queste assistenti private, non sempre suffi cientemente qualifi cate

rispetto alla prestazione erogata, rischia di generare problemi rispetto alla qualità del servizio. Il

distretto Centro Piani Rencio, conscio del problema rilevato già da due anni circa, si è posto

come obiettivo del 2004 quello del sostegno alle persone anziane accudite da “badanti” nel

proprio territorio. L’obiettivo ha lo scopo di sostenere gli anziani del quartiere, ed eventualmente

le loro famiglie, che sono accuditi da “badanti” al fi ne di garantire loro una adeguata assistenza

nell’individuazione e nella gestione dei bisogni quotidiani e nella gestione del rapporto con

le badanti medesime. Per la realizzazione dell’obiettivo, il distretto ha individuato - unitamente

alla Sanitá – tredici famiglie del quartiere ove é presente una bandante che accudisce a tempo

32


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004

Linea guida 4

1

pieno l´anziano non autosuffi ciente: tali famiglie sono state contattate e invitate ad una serata

informativa. In tale occasione sono stati raccolti i bisogni dei familiari e delle badanti e tracciati

possibili momenti di consulenza ad hoc riguardanti aspetti legati all´assistenza diretta domiciliare

socio-sanitaria. Nel contempo è sorta un’interessante iniziativa presso il distretto Europa Novacella:

unitamente all´Associazione Donne Nissá si è avviato (aperto al pubblico a partire dall´inizio

dell´anno 2005) uno sportello di consulenza tecnica per tutta la cittá di Bolzano e per la Provincia

a favore delle badanti e dei familiari degli utenti presso cui la badante é impiegata. Il progetto del

distretto Centro Piani Rencio è pertanto é sospeso e le bandanti e i familiari di tutti i quartieri

potranno rivolgersi allo sportello suidicato di recentissima apertura. A livello provinciale si è inoltre

attivata la discussione sul tema della formazione delle badanti, con l’obiettivo di aumentare il

livello di qualità dell’assistenza privata.

Alcuni quartieri più di altri sono dislocati sul territorio in modo da non favorire la socializzazione,

soprattutto di persone anziane che hanno diffi coltà ad allontanarsi troppo dalla loro abitazione;

alcuni di questi quartieri poi si sono recentemente espansi in zone abitative nuove. Il problema

dell’aumento delle situazioni di isolamento sociale, in particolare di anziani che vivono soli, evidenziato

anche dal nuovo Piano Sociale per la qualità della vita (punto 1.4.8), richiede come soluzione

la promozione di iniziative che favoriscano l’aggregazione e la socializzazione degli anziani

attraverso progetti mirati. Il distretto Gries San Quirino si è quindi coerentemente posto per il

2004 l’obiettivo dell’attivazione di un progetto che promuova la partecipazione degli anziani

del distretto Gries San Quirino ai luoghi esistenti di aggregazione sociale presenti nel

quartiere. Nella zona di S.Quirino in particolare vivono molti anziani, spesso soli. In questa zona

luoghi ed eventi socializzanti esistono ma spesso sono poco conosciuti agli anziani: la necessità

è quindi quella di favorire maggiormente la partecipazione degli anziani della zona ai luoghi di

ritrovo, di incontro e di socializzazione e di utilizzare nel contempo questi luoghi di aggregazione

come punti di informazione sui servizi agli anziani. L’iniziativa ha previsto un forte coinvolgimento

delle risorse del territorio (sei risorse coinvolte nel progetto: Distretto - emergenza anziani, sad,

servizio educativo, servizio sociale -, Antea, CLS, UPAD, Manu, Comune Bz): si è proceduto con

la mappatura dei luoghi di aggregazione e con l’individuazione dei punti di forza e di debolezza

delle varie iniziative già attive; si è predisposto poi un programma operativo, che ha consentito un

rafforzamento delle opportunità esistenti grazie a strategie informative sull’esistenza di spazi di

aggregazione e sulle iniziative proposte. Le iniziative (17 in tutto) sono state proposte attraverso

volantini e lettere inviate alla popolazione anziana della zona S.Quirino. 1598 anziani della zona

sono stati contattati personalmente. 40 sono le persone anziane che hanno poi aderito alle varie

iniziative. Il numero non è entusiasmante ma è sicuramente un utile indicatore per i prossimi anni

per comprendere che non è suffi ciente organizzare le iniziative, ma è assolutamente necessario

individuare modalità di promozione e coinvolgimento fi nalizzate alle persone anziane.

La socializzazione

degli anziani di

Gries San Quirino

I centri di assistenza diurna sono attivi in Azienda a partire dal 2002: dopo l’attivazione del primo

centro presso Villa Europa, sono stati attivati altri due centri, Premstallerhof e Casa di Dolli,

il secondo dei quali con la caratteristica di essere dedicato ad utenti affetti da Alzheimer. Mentre

quest’ultimo ha rapidamente raggiunto un buon livello di utilizzo, i primi due hanno stentato a

decollare e a giungere al loro utilizzo totale. Il problema dell’insuffi ciente utilizzo da parte dei cittadini

di tali centri (rilevato anche dal Piano Sociale per la qualità della vita 2004-2006 al punto 1.4.5)

è stato già nel corso del 2003 analizzato e già allora erano stati introdotti interventi correttivi. Per

il 2004 ci si era posti l’obiettivo della messa a regime dei due centri di assistenza diurna con

ottimale copertura dei posti, in collaborazione con i distretti. Si mirava quindi alla copertura

dell’80% dei posti entro il 31 dicembre 2004. Già da subito ci si è resi conto che questo obiettivo

necessitava di una ridefi nizione quantitativa; la copertura attesa realistica - alla luce della situazione

contingente – poteva essere pari al 50% e non 80% come previsto inizialmente. Durante

l’anno 2004, mentre si studiava il modo per incentivare la frequenza dei due centri, la richiesta di

posti da parte di malati di Alzheimer per Casa di Dolli continuava fi no ad evidenziare la limitatezza

La messa a regime

dei centri di

assistenza diurna

33


degli spazi disponibili a Villa Armonia. La demenza di Alzheimer oggi colpisce circa il 5% delle

persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500mila ammalati: 4.000 casi sono in Alto

Adige e di questi 600 a Bolzano. E’ la forma più comune di demenza senile, uno stato provocato

da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie diffi coltà per il paziente nel condurre

le normali attività quotidiane. La malattia colpisce la memoria e le funzioni cognitive, si ripercuote

sulla capacità di parlare e di pensare ma può causare anche altri problemi fra cui stati di confusione,

cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale. Questa malattia merita una

attenzione particolare per poter garantire agli assistiti una vita dignitosa. Questa situazione ha

indotto l’Azienda a rivedere il proprio obiettivo e a programmare per il gennaio 2005 un trasferimento

del centro “Casa di Dolli” al più capiente Premstallerhof. Ridefi nendo l’assetto organizzativo

del Premstallerhof si sono potuti così raggiungere diversi obiettivi: dare una risposta concreta

all’aumento della richiesta delle famiglie dei malati di Alzheimer, razionalizzare le risorse e quindi

arrivare ad un sensibile risparmio economico, mettere a regime il Premstallerhof che raggiungerà

così un grado di copertura elevato (la percentuale di frequenza - in base ai dati 2004 – è pari al

55% con tendenza ad aumentare.) Nel 2005 si potrà dar conto del raggiungimento dell’obiettivo

così come ex novo formulato.

L’accoglienza

nelle strutture

residenziali

per anziani

L’inserimento e il

trasferimento degli

ospiti in casa di

riposo

Molti dei punti critici rilevati dall’Assessorato alla Politiche sociali in quest’ultimo biennio, così

come ribaditi dal vigente Piano Sociali per la qualità della vita, sono relativi alle strutture residenziali

per anziani. Al di là del problema della carenza di posti letto, si evidenzia la necessità di un

maggiore coinvolgimento dei familiari dell’ospite nella predisposizione del piano di assistenza

(punti 1.4.1.3 e 1.4.1.6), del mantenimento delle relazioni sociali per evitare l’isolamento (punto 1.4.8.3),

dell’apertura delle strutture al territorio (punto 1.4.11.2) e al volontariato (punto 1.4.1.6.).

La casa di riposo è teoricamente una struttura destinata ad ospitare prevalentemente anziani

totalmente o parzialmente autosuffi cienti. In realtà spesso sin dal momento dell’ingresso l’ospite

tipo di oggi nelle strutture aziendali è per lo più non autosuffi ciente. Questo tende a trasformare,

non senza complicazioni, la casa di riposo in un centro di degenza. Il Piano Sociale per la qualità

della vita 2004-2006 (punto 1.4.1.3.) sollecita l’Azienda e il Comune a rivedere le modalità di

accesso alle strutture residenziali alla luce delle nuove esigenze, rivedendo anche la distinzione

tra casa di riposo e centro di degenza. Tale tema ha evidentemente una implicazione fortemente

politica di competenza dell’Assessorato. Nel corso del 2004 per parte sua l’Azienda ha lavorato

sul tema del trasferimento di un ospite da una struttura aziendale ad un’altra, con

l’obiettivo di adottare una procedura unica per tutte le strutture.Tale trasferimento può

comportare per l’ospite un trauma legato al fatto di dover cambiare il proprio mondo fatto di

abitudini. Il passaggio di informazioni tra struttura cedente e quella ricevente è fondamentale per

continuare a dare all’ospite quello di cui ha bisogno. Da questa premessa appare chiaro come

questo processo sia importante e delicato; dev’ essere quindi affrontato con professionalità non

lasciando niente al caso: In questo senso avere una procedura chiara e condivisa che metta al

centro la persona con i suoi bisogni è un miglioramento della qualità assistenziale indiscutibile.

Gruppi di lavoro composti da fi gure di coordinamento, personale sanitario ed assistenziale hanno

individuati ed analizzati i punti critici della procedura inizialmente vigente ed hanno elaborato

un programma completo e condiviso di inserimento. La procedura è stata sperimentata in tutte

le case. Durante la sperimentazione delle procedure è emersa la diffi coltà legata alla necessita

di ottimizzare i tempi ed i modi di comunicazione della domanda di trasferimento alle strutture

interessate. In merito é già stata individuata ed applicata un’opportuna modalità correttiva; risolta

tale problematica l’obiettivo può dunque essere considerato come pienamente raggiunto: ora

un ospite che ne faccia richiesta passa da una struttura aziendale ad un’altra senza dovere sopportare

i disagi di un nuovo inserimento e con tempi estremamente contenuti, compatibilmente

con la disponibilità di posti.

Nell’ottica di un miglioramento della qualità di vita di chi – familiari e anziani stessi - deve affrontare

la delicata fase di ingresso in una struttura residenziale per anziani, Villa Armonia e Villa

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La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004

Linea guida 4

1

Serena si sono poste l’obiettivo per il 2004 – raggiunto – di elaborare una procedura per l’accoglienza

e l’inserimento dell’ospite attraverso l’introduzione e la formazione della figura

del tutor dell’ospite. Lo scopo fi nale dell’elaborazione, sperimentazione e aggiornamento delle

procedura di ammissione é l’ottimizzazione della fase delicata di inserimento di un nuovo ospite

nella casa attraverso l’esatta defi nizione di un “modus operandi” uniforme dell’équipe multidisciplinare,

la formulazione bilingue di un informazione semplice e completa per l’anziano e i suoi

parenti e l’organizzazione di un’adeguata formazione del personale. La procedura consiste in un

documento scritto in cui vengono defi niti compiti e responsabilità dei vari profi li professionali dell’équipe

multidisciplinare, nonché moduli, informazioni e comunicazioni necessarie nelle diverse

fasi che caratterizzano l’ammissione di un nuovo ospite presso le strutture residenziali per anziani.

Molto interessante è l’introduzione del ruolo del tutor dell’ospite quale punto di riferimento

importante per l’anziano e la sua famiglia sin dal primo contatto. Mansioni e responsabilità del

tutor sono defi nite nel documento. Parallelamente all’elaborazione della procedura si é provveduto

a selezionare un gruppo di operatori con le necessarie capacità organizzative e relazionali

interessati ad impegnarsi nel progetto. Il gruppo ha partecipato alla formulazione del documento

ed è stato formato all’interno delle case.

Le situazioni di isolamento sociale possono verifi carsi anche per chi non vive solo, ma è inserito

in una struttura residenziale per anziani, quando, dopo l’ingresso, l’ospite abbandona tutti i luoghi,

gli interessi, i contatti e le relazioni che aveva prima dell’ammissione. Osservando questo

fenomeno, Villa Serena si è posta l’obiettivo per il 2004 – raggiunto – di realizzare un progetto

per il mantenimento delle relazioni affettive con l’ambiente e le persone frequentate abitualmente

dall’ospite prima dell’entrata in casa di riposo. Prima dell’ingresso in struttura

responsabili di piano e animatori effettuano una visita a casa o nell’ultima residenza del futuro

ospite (altra casa di riposo, ospedale ecc.). Attraverso tale incontro si ha la possibilità di prendere

contatto con i familiari e l’ambiente di vita allo scopo di raccogliere più informazioni ed elementi

utili ad un miglior inserimento del nuovo ospite in struttura, nonché a porre le basi per un coinvolgimento

dell’ospite nelle attività legate alla sua storia di vita. Grazie a questo gli animatori di

Villa Serena, tenendo conto delle informazioni dei familiari e dell’inclinazione dell’ospite, hanno

modifi cato e/o adattato la propria programmazione e inserito nuove attività tra cui anche uscite

concordate con i familiari nei luoghi cari agli ospiti. Alla data del 31.12.2004 su un totale di 30

nuove ammissione avvenute nell’anno 2004, 26 ospiti hanno partecipato attivamente alle attività

del progetto e sul totale degli ospiti residenti,. 76, in data 31.12.2004 ben 45 ospiti hanno

partecipato attivamente alle attività proposte. A tutt’oggi tutti i 45 ospiti coinvolti si dimostrano

interessati a proseguire le attività esposte nell’obiettivo. Da una verifi ca dei risultati emerge che le

nuove attività inserite nella programmazione durante l’anno hanno avuto un ottimo riscontro sia

da parte degli ospiti residenti che da parte dei nuovi ospiti. Si é potuto peraltro osservare che gli

ospiti hanno gradito le attivitá programmate in quanto già a inizio settimana- quando viene esposta

la programmazione al piano terra e ai piani -alcuni anziani richiedono ulteriori informazioni in

merito alle attività di loro interesse. L’obiettivo proseguirà nei prossimi anni sviluppando ulteriori

progetti volti a mantenere la relazioni con l’ambiente e le persone frequentate dall’ospite prima

dell’entrata in casa di riposo. Risulta inoltre importante intensifi care la raccolta delle informazioni

relative all’ambiente sociale e alle abitudini di vita utilizzando i primi dati raccolti dal tutor e soprattutto

attraverso il colloquio con i familiari.

Mantenimento

delle relazioni

affettive in casa

di riposo

Anche Villa Armonia, con modalità diverse, ha operato nella direzione di trasformare la casa di

riposo da luogo di ricovero a centro attivo di vita sociale. Lo sta facendo da qualche anno e lo ha

fatto anche nel 2004 attraverso la realizzazione di attività estese a tutta la cittadinanza: si

sono realizzati appuntamenti con “CINEMA D’AUTORE”, tornei aperti ad ospiti di altre strutture,

le attività di animazione con le scuola materne, iniziate con successo già nel 2003, un programma

di attività di “Avvento” particolarmente ricco ed intenso. Tra le attività ormai consuete che

servono ad accompagnare gli ospiti durante le festività natalizie abbiamo inserito dei “pomeriggi

particolari” nei quali gli ospiti dei vari moduli hanno potuto condividere in intimità con i familiari e/o

L’apertura

al territorio e

il coinvolgimento

del volontariato

35


volontari alcune rifl essioni sul Natale; un pomeriggio tutto particolare è stato dedicato agli ospiti

di lingua tedesca che hanno potuto così festeggiare questa solennità secondo le loro tradizioni

culturali e linguistiche. L’elevata presenza di ospiti e di persone esterne alla struttura danno indicazioni

importanti. I risultati fi nora ottenuti si concretizzano sicuramente in un’immagine positiva

della struttura, una maggior socializzazione degli ospiti e trasparenza nelle attività di una struttura

pubblica.

Strategia diversa, ma risultato altrettanto positivo per Casa Don Bosco , che ha mirato nel

2004 al potenziamento della presenza del volontariato a favore di ospiti autosufficienti

e parzialmente autosufficienti. In seguito ad un’analisi riguardante le necessità degli ospiti

sono state contattate singole persone ed associazioni di volontariato con esperienza nel settore

e quindi in grado di offrire una costruttiva collaborazione per elaborare un programma mirato

alle esigenze degli ospiti così come emerse dall’analisi eseguita. In particolare si è sviluppato in

collaborazione con l’associazione Argo Dog Therapy un progetto di animazione che coinvolge

diverse fi gure professionali della casa ed in primo piano gli ospiti, ovvero quello di far entrare dei

cani in struttura a scopo terapeutico e ludico. Si può affermare che l’accoglienza degli ospiti

verso i cani è stata sorprendente e l’interesse e gli stimoli che si sono osservati sono andati oltre

ogni aspettativa degli operatori. Si é sviluppato tra gli ospiti il piacere di vivere nello stesso piano

e anche i parenti sono stati coinvolti nelle attività proposte. Anche l’indicatore quantitativo segnala

il raggiungimento di un buon risultato: dalla Casa era auspicata una presenza settimanale di

volontari per un monte ore minimo pari a 6 ore, mentre le ore effettive sono state 8 settimanali

coperte da 6 volontari.

Piano sociale/Interventi

2.3 Settore malati psichici

L’obiettivo relativo al settore dei malati psichici, aumento del grado di conoscenza dei servizi

di psichiatria sociale, formulato dal competente Ufficio handicap per il 2004, rientra tra quegli

obiettivi che non sono stati trattati durante l’anno. Nel corso del 2004 il tema della psichiatria sociale

è già stato affrontato con varie iniziative di informazione direttamente dai servizi psichiatrici

per cui l’iniziativa prevista dall’Assb rischiava di rimanere isolata e non valutata. Nel corso del

2005 con l’occasione dell’elaborazione del Fachplan sarà possibile creare una carta delle offerte

strutturali dei servizi socio psichiatrici (pubblici e del terzo settore) e di elaborare delle modalità di

collaborazione e strategie di marketing congiunte. Questo sarà anche la premessa per completare

il percorso di integrazione sociosanitara (punto 2.3.1.) che ha già peraltro raggiunto un buon

livello dato dalla convezione con il servizio psichiatrico. Già ad oggi si tengono incontri mensili tra

l’Azienda sanitaria zona centro sud e i direttori delle tre comunità comprensoriale della zona per

discutere sulle tematiche inerenti la psichiatria sociale.

Linea guida 5: Continuare il processo di miglioramento del livello di

bilinguismo nei servizi

Un’indicazione sempre forte provenuta dall’Assessorato alle politiche sociali in questi anni, e

ribadita ora nel Piano Sociale per la qualità della vita 2004-2006 (punti 4.4.1.1 e 4.4.1.2.) è quella di

prestare attenzione al bilinguismo dei servizi. Su questo tema più aspetti vanno tenuti in considerazione.

L’analisi:

la congruità

della scelta

del personale

Il primo aspetto è relativo a quale sia il livello di bilinguismo atteso: dare un informazione alla

reception è evidentemente diverso dal sostenere un colloquio sociale con un minore. Se alla

prima capacità si può giungere con un livello di conoscenza medio, appronfondito con corsi di

aggiornamento sulla terminologia corrente, alla seconda capacità si può giungere solo se sulla

posizione è collocato un operatore sociale della madrelingua del minore o un operatore che è

perfettamente bilingue. Realisticamente non si può pensare di giungere ad un bilinguismo su

alcuni profi li professionali, basandosi solo sul patentino e sul un buon livello di conoscenza della

36


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004

Linea guida 5

1

seconda lingua. Questa rifl essione apre scenari evidentemente diversi da quelli fi nora analizzati:

non basta evidentemente il patentino e il sollecitare il personale alla frequenza di corsi di seconda

lingua (cosa che peraltro nel 2004 con tutti gli strumenti a stata fatta); si tratta – per le nuove

assunzioni - di cercare la persona giusta “linguisticamente” per il posto giusto, in relazione alla

tipologia di utenza del servizio, alla cultura e tradizioni del quartiere, alla previsione delle nuove

prese in carico. Per il personale già in servizio si tratta invece di studiare percorsi di mobilità che

vengano incontro alle esigenze linguistiche e culturali di ciascun quartiere.

Una seconda rifl essione riguarda il fatto che per alcuni profi li esiste a monte un problema di

reperimento. Non ci si pone il problema di trovare la persona bilingue, ma di trovare la persona

che svolga il servizio. Da questo punto di vista, se i processi di esternalizzazione hanno risolto il

problema di come tenere aperte le strutture, non hanno certo contribuito ad aumentare il livello

di bilinguismo.

Una terza rifl essione è relativa al fatto che visto il sempre maggior numero di immigrati presenti

nella nostra città, nei prossimi anni bisognerà affi ancare al concetto di bilinguismo, quello di

“plurilinguismo”. Oltre alle lingue italiana e tedesca bisognerà iniziare a formare alcuni operatori

sulle lingue francese ed inglese per poter far fronte almeno al primo contatto con quegli immigrati

che (per lo più provenienti dal nord Africa) conoscono solo queste lingue.

Un’ulteriore considerazione va fatta con riferimento alla struttura organizzativa aziendale. La distribuzione

sul territorio di alcuni servizi aziendali (distretti) ha evidentemente ridotto la presenza

in ciascuna sede di personale bilingue. E’ un problema organizzativo connesso alla tendenza al

contenimento della spesa del personale e ai parametri provinciali.

In base a queste rifl essioni, soprattutto alla prima, per il 2005 la direzione generale insieme

alla vicedirezione si sono prese direttamente in carico l’obiettivo di effettuare un’analisi della

congruità della scelta del personale tra conoscenza tecnica e linguistica e la composizione

territoriale dei servizi. L’auspicio è di poter trarre da questa analisi gli elementi utili per la predisposizione

di un documento realistico di pianifi cazione di interventi, che si realizzeranno sul

medio lungo periodo.

37


1.3

Progetti innovativi

in Azienda

Un approfondimento sulla progettualità.

Tra gli obiettivi dell’anno 2004, alcuni progetti hanno avuto un rilievo tale da meritare uno spazio

di approfondimento. Alcuni di essi hanno infatti movimentato un gran numero di risorse umane

e fi nanziarie e hanno avuto notevoli risultati.

I progetti

EQUAL GOAL – una rete per l’integrazione sociale

SENIORNET

I NUCLEI ALZHEIMER

EQUAL GOAL – una rete per l’integrazione sociale

Il territorio di Bolzano è caratterizzato da un elevato tasso di occupazione, da un basso livello di

scolarizzazione, da un tasso di immigrazione in crescita costante e dalla presenza di un sistema

di welfare pubblico radicato, nel quale lo strumento del Reddito minimo di inserimento, introdotto

con D.P.G.P. n. 30 del 11 agosto 2000, non costituisce un elemento di novità, ma di evoluzione

del precedente strumento di lotta alla povertà e all’esclusione sociale e lavorativa delle fasce più

deboli della popolazione, denominato “minimo vitale” e introdotto nel territorio della Provincia di

Bolzano negli anni precedenti. Negli anni 1997-1998 un’indagine sulla povertà in Provincia di

Bolzano ha consentito di osservare il fenomeno e di mettere a fuoco le sue caratteristiche peculiari

nel contesto locale. Da tale approfondimento scientifi co sono emersi gli elementi di contesto

38


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 1.3 Progetti innovativi in Azienda

1

che sembravano favorire cadute in povertà; in particolare si sono evidenziati due elementi principali:

uno legato ad un defi cit di tipo culturale, più propriamente legato al contesto rurale della

periferia ed un altro legato alla condizione di persona multiproblematica, maggiormente presente

nei centri urbani. Quest’ultima è caratterizzata da problematiche complesse: ai disagi legati ad

alcol e tossicodipendenze, si aggiungono infatti spesso patologie di tipo psichiatrico, problemi di

relazione, emarginazione, incapacità di trovare o mantenere un posto di lavoro stabile, mancanza

di dimora. L’analisi sociale inoltre, contenuta nel Piano sociale della Città di Bolzano, relativa al

triennio 2000-2002, ha sottolineato la carenza di coordinamento tra il servizio pubblico, il privato

sociale e il volontariato a livello locale nell’area della lotta all’emarginazione grave, e tale osservazione

è stata da forte stimolo per l’attivazione del progetto. Il progetto Equal Gol nato nel 2002

e sostenuto da una partnership di attori pubblici e del privato sociale attivi nel settore sociale, ha

come obiettivo generale quello di sperimentare servizi innovativi e percorsi di riabilitazione sociale

e lavorativa, rivolti a persone in stato di emarginazione socio-lavorativa marcata attraverso

i seguenti obiettivi specifi ci: l’approfondimento e la raccolta dati sul fenomeno emarginazione e

povertà nel territorio della città di Bolzano; la creazione di servizi innovativi sul territorio della città

di Bolzano per affrontare il disagio sociale e lavorativo; l’attivazione di una rete tra attori pubblici

e attori del privato sociale già attivi sul territorio della città; l’attivazione di una rete tra gli operatori

del settore pubblico e del settore del privato sociale già attivi nella lotta all’esclusione sociale.

Nella fase di progettazione, il Comune di Bolzano, che in questa fase ha svolto il ruolo di regia, ha

presentato l’Iniziativa Comunitaria EQUAL a tutti gli attori del privato sociale presenti sul territorio

della città di Bolzano. In seguito è stata attivata una partnership composta da attori pubblici e del

privato sociale con particolare esperienza nell’area dell’emarginazione sociale.

Il risultato della fase preparatoria del progetto è stata un partnership pubblico-privato sociale che

ha costruito il progetto “Goal! Una rete per l’integrazione al lavoro!”, all’interno del quale ogni

partner ha messo a disposizione il proprio know-how e il proprio impegno per la realizzazione di

singole fasi operative dell’iniziativa. La partnership ha attivato tavoli di coordinamento e confronto

periodici per tutta la durata del progetto, nei quali la rete pubblico-privato sociale ha approfondito

la reciproca conoscenza, ha sviluppato un linguaggio comune, ha realizzato i servizi innovativi

previsti all’interno dell’iniziativa e ha costruito un percorso di riabilitazione sociale e lavorativa

rivolto a persone in stato di diffi coltà ed emarginazione. Accanto alla rete istituzionale è stata

creata anche un’importante rete operativa, composta dagli operatori del settore pubblico

e del privato sociale che hanno condiviso un percorso di formazione comune e che hanno

partecipato attivamente alla costruzione dei servizi sperimentali e al percorso di riabilitazione

socio-lavorativa.

Dall’ottobre del 2002 il progetto si è sviluppato e ha visto la realizzazione delle attività e dei servizi

programmati, lungo un percorso caratterizzato dalle seguenti fasi operative:

Fase 1: “Monitoraggio del territorio”:

è stato realizzato un monitoraggio delle persone in situazione di disagio sociale ed economico

nella città di Bolzano, attraverso l’analisi delle caratteristiche degli individui percettori del Reddito

minimo di inserimento erogato dall’Azienda Servizi Sociali di Bolzano attraverso i suoi cinque

Distretti Sociali nel semestre ottobre 2002-marzo 2003, per meglio comprendere il target

bersaglio del progetto: provenienza, età, distribuzione nei diversi quartieri della città, situazione

di occupazione/disoccupazione, ecc. (ASSB).

Fase 2: “Modelli di contatto”:

sono state presentate e confrontate le modalità di contatto che ciascun partner del progetto

utilizza per approcciare i propri utenti, e si è avuto modo di conoscere meglio i principi e le

fi losofi e di intervento che stanno alla base di ciascuna organizzazione pubblica e/o privata

coinvolta nel progetto e di individuare alcune principali linee comuni di contatto/approccio da

utilizzare da parte di tutti partners all’interno del progetto (ASSB).

39


Fase 3: “Centro diurno e segretariato sociale”:

è stato realizzato uno spazio di ascolto, socializzazione e dialogo rivolto a persone in stato

di emarginazione grave, che trascorrono gran parte della propria giornata per strada. In tale

servizio gli operatori cercano di proporre a persone senza fi ssa dimora occasioni alternative

al vagabondaggio e la costruzione di relazioni signifi cative attraverso l’offerta di diversi servizi

a copertura dei bisogni primari della persona: igiene della persona, lavaggio abiti, deposito e

custodia di oggetti personali, proposte di animazione e lo svolgimento di azioni di segretariato

sociale: consulenza e supporto nella gestione dei documenti personali e delle richieste di

prestazioni socio-assistenziali, con l’obiettivo di proporre percorsi di reinserimento sociale e

lavorativo. (ODAR)

Fase 4: “Centro di emergenza sociale – Centro Crisi”:

è stato realizzato uno spazio protetto che accoglie persone in stato di emarginazione grave che

si trovano in una situazione fi sica precaria, a seguito di problematiche sanitarie. L’obiettivo del

servizio è quello di sostenere persone emarginate in particolari situazioni di crisi e di proporre

percorsi di reinserimento sociale e lavorativo a coloro che riescono a superare tali particolari

diffi coltà. (VOLONTARIUS)

Fase 5: “Laboratorio di recupero manualità”:

è stato realizzato un laboratorio all’interno del quale si provvede a osservare e monitorare le

capacità residue delle singole persone in ambito lavorativo e sociale. Attraverso un costante

accompagnamento educativo le persone hanno la possibilità di sperimentare un contesto

lavorativo, di mettersi alla prova, di testare le proprie abilità e capacità lavorative in un ambiente

protetto e socializzante. L’obiettivo del laboratorio è quello di aiutare gli utenti del servizio a

comprendere e riconoscere le proprie capacità e le propri limiti e diffi coltà nella prospettiva di

superare quelle cause che hanno prodotto l’esclusione sociale e lavorativa. (EUREKA)

Fase 6: “Centro di valorizzazione all’impiego”:

è stato realizzato un servizio sociale innovativo denominato “HELP FOR JOB”, che opera

nell’ambito della consulenza e del sostegno nella ricerca lavorativa e nel reinserimento e

nell’integrazione lavorativa di persone appartenenti a fasce deboli della popolazione e utenti dei

servizi sociali pubblici e dei servizi di bassa soglia. Il servizio funge da snodo operativo della rete

pubblico/privato creata all’interno del progetto e da raccordo con tutti gli enti e i servizi pubblici

e privati presenti sul territorio della città di Bolzano e attivi nell’ambito del lavoro, della formazione

e riqualifi cazione professionale. “HELP FOR JOB” opera altresì in stretto contatto con l’Uffi cio

Servizio Lavoro della Provincia Autonoma di Bolzano e con lo Sportello adulti della Scuola

professionale della Provincia Autonoma di Bolzano e propone attività di consulenza e supporto

nella ricerca lavoro a soggetti singoli e/o a gruppi e offre percorsi di riabilitazione socio-lavorativa

individualizzata a persone in situazione di emarginazione sociale e lavorativa marcata. (ASSB)

Fase 7: “Formazione operatori”:

è stata realizzata un’azione formativa a favore di un gruppo di circa n. 25 operatori provenienti dagli

enti pubblici e del privato sociale partners di progetto, con l’obiettivo di favorire la conoscenza

e il confronto delle diverse modalità operative e la messa in comune dell’esperienza e della

competenza nell’ambito dell’emarginazione sociale e lavorativa grave. L’intervento di formazione

è stato realizzato in due momento diversi e ha previsto l’utilizzazione della metodologia del

“team-building” che mira non tanto all’aumento di competenze quanto alla messa in comune di

competenze e capacità già presenti nei partecipanti.

Fase 8: “Formazione utenti”:

è stato realizzato un intervento di formazione breve, rivolto a n. 8 utenti del servizio “HELP FOR

JOB” attraverso un programma che ha riguardato:

l’assunzione di competenze di base per affrontare un’esperienza lavorativa, per gestire il tempo

lavorativo e il tempo libero, la gestione del denaro e delle principali incombenze domestiche;

40


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 1.3 Progetti innovativi in Azienda

1

l’assunzione di competenze tecniche relative al settore pulizia e sanifi cazione degli ambienti in

collaborazione con imprese attive nel settore.

Fase 9: “Alloggi di II° livello”:

è stato realizzato uno spazio abitativo per n. 12-16 utenti del progetto costituito da unità abitative

separate all’interno di un unico edifi cio, con l’obiettivo di offrire una sistemazione più dignitosa a

persone in stato di emarginazione sociale con grosse diffi coltà abitative, che hanno intrapreso un

percorso di riabilitazione sociale e lavorativa e hanno dimostrato la volontà e l’impegno nel volere

reinserirsi nel contesto sociale della città. Tale spazio abitativo è accompagnato da un supporto

educativo costante individualizzato e di gruppo, che aiuta e sostiene le persone ospiti degli

alloggi a recuperare e/o acquisire le capacità necessarie per la gestione di un’abitazione e più in

generale la propria organizzazione di vita e la propria autonomia personale. (S. VINCENZO)

Gli aspetti innovativi più signifi cativi che hanno caratterizzato il progetto sono:

• la creazione, accanto ad una rete istituzionale composta da attori del settore pubblico e del

settore del privato sociale, di una rete pubblico-privato sociale composta dagli operatori che

lavorano quotidianamente nel campo della lotta all’emarginazione, che hanno avuto così per la

prima volta l’occasione di approfondire la propria conoscenza, di mettere in comune le proprie

esperienze, di sviluppare un linguaggio comune, attraverso un’iniziativa di formazione secondo

il principio del “team-building”. Il risultato raggiunto è quello di una squadra di operatori di enti

e organizzazioni diverse che condividono un percorso di riabilitazione socio-lavorativa rivolto a

persone in situazioni di emarginazione, che hanno contribuito attivamente a costruire.

• l’attivazione di “HELP FOR JOB”, un servizio di consulenza e informazione sul tema lavoro e

di accompagnamento al lavoro, all’interno dei servizi sociali della città, in stretta collaborazione

con l’Uffi cio Servizio Lavoro della Provincia Autonoma di Bolzano, rivolto esclusivamente a

persone in diffi coltà, espulse dal mercato del lavoro o disoccupate da medio-lungo termine e

a rischio di marginalità sociale;

• la sperimentazione di un intervento di formazione per utenti del progetto, breve, mirato e

personalizzato, nel rispetto dei bisogni individuali di ciascuno;

• la costruzione di un percorso di riabilitazione socio-abitativo e lavorativo, rivolto alle persone in

situazioni di marginalità sociale, coordinato e fl essibile, composto da servizi innovativi e

interventi di sostegno e accompagnamento individualizzati e modulato su diversi livelli.

I risultati che il progetto ha perseguito durante le fasi di progettazione e realizzazione, e ha

raggiunto, sono i seguenti:

• il superamento della frammentarietà dei rapporti tra ente pubblico e attori del privato sociale e

del volontariato, attraverso la creazione e l’attivazione di una rete pubblico-privato sociale, per

la lotta all’emarginazione sociale;

• l’approfondimento della conoscenza e della raccolta dati sul fenomeno della povertà e

dell’emarginazione sul territorio della città di Bolzano; la sperimentazione di servizi e

percorsi innovativi di riabilitazione socio-lavorativa e di formazione mirata, per raggiungere

l’avvicinamento e l’accesso al mondo del lavoro delle fasce deboli, le cui diffi coltà non sono né

riconosciute, né certifi cate; un impatto positivo sulle politiche attive del lavoro locali, attraverso

un’azione di mainstreaming verticale, ed in particolare attraverso una proposta tecnica, per il

superamento delle barriere ancora presenti nel mercato del lavoro della provincia di Bolzano

per i soggetti svantaggiati non certifi cati;

41


• la riproducibilità del progetto e dei servizi innovativi sperimentati e attivati, in altre realtà del

territorio italiano, attraverso un’azione di disseminazione e seminari di diffusione nell’ambito

dell’Azione 3) di EQUAL.

Qualche dato:

• Centro diurno e segretariato sociale: 456 utenti da dicembre ’03 a febbraio ’05;

• Centro Crisi – Centro di Emergenza Sociale: 145 persone da dicembre ’02 a febbraio ’05;

• Servizio Help for Job: 183 persona in carico da maggio’04 a febbraio ’05;

• Cooperativa Eureka: 4 persone in progetto presso il laboratorio di recupero;

• Laboratorio Handswork: convenzione con L’A.S.S.B. per 2 posti di laboratorio;

• Alloggi di II° livello San Vincenzo: 11 ospiti stabili della struttura da dicembre ’04 a marzo ’05.

SENIORNET

La realizzazione del progetto Seniornet fi nanziato dal Fondo Sociale Europeo consiste nella

predisposizione di un sistema informativo-informatico di rete tra le diverse organizzazioni del

servizio “Emergenza Anziani “, che già operano a Bolzano.

L’importanza dell’agire in modo comune e condiviso emersa ed assimilata dalle risorse

appartenenti alle realtà formali ed informali del territorio (ASSB ed Associazioni di volontariato del

settore assistenza agli anziani) attraverso Seniornet si consolida e si sviluppa con la realizzazione

di un sistema informativo-informatico.

L’obiettivo della ”rete“ consiste nello sviluppare interventi operativi coordinati e funzionali

alle risposte da offrire; sviluppare la capacità di raccogliere dati ed elementi in grado di

migliorare l’analisi dei bisogni ed la progettazione congiunta. Tutto ciò al fi ne di ottimizzare la

programmazione degli interventi da effettuare sul territorio.

Seniornet assume una duplice valenza per gli operatori e le persone che aderiscono e

partecipano al suo sviluppo:

• rappresenta uno strumento di lavoro nuovo che propone ed attua una forte ed effi cace

condivisione delle informazioni e delle procedure.

• Scostituisce nel contempo patrimonio individuale, poiché offre la possibilità di acquisire abilità

specifi che per operare in modo qualitativamente migliore nella dimensione della cura alla

persona.

Il percorso di formazione che Azienda Servizi Sociali e CLS hanno progettato ed attuato per

conferire strumenti nuovi e più effi caci agli operatori coinvolti nella rete Seniornet, si è articolato

in step tematici progettati per offrire ed ampliare conoscenze ed abilità in diversi ambiti.

Abilità legate alla valutazione e programmazione degli interventi sulla persona, all’individuazione

degli obiettivi da raggiungere, alla creazione di indicatori di qualità sociale, alle capacità

organizzative e di coordinamento; abilità relazionali e comunicative unite alla comprensione del

signifi cato di lavorare in rete con altre realtà.

La formazione dell’ambito tecnologico è consistita nell’implementare la conoscenza e le abilità

nell’utilizzo di sistemi operativi informatici, omogeneizzando i livelli del sapere e l’uso di programmi

Offi ce, acquisendo capacità operative sul sistema informativo Seniornet, della modulistica in rete

e della scrivania di servizio in rete.

42


La missione dell’Azienda e gli obiettivi del contratto di servizio 2004 1.3 Progetti innovativi in Azienda

1

Alla realizzazione di Seniornet hanno partecipato:

• 12 associazioni di volontariato dell’assistenza anziani impegnando 21 corsisti, di cui 18

partecipanti e 3 uditori;

• il CLS, ente formatore, ha curato, di concerto con l’Azienda, la produzione del software

Seniornet, la realizzazione del percorso formativo all’utenza, la formazione dei formatori CLS.

Durante il percorso Seniornet è stato attivato un processo di monitoraggio quale strumento

di valutazione in funzione dell’obiettivo di creare nuove competenze nel contesto di una rete

collaborativa tra associazioni dedicate alla cura degli anziani.

La costituzione dei NUCLEI ALZHEIMER

Demenza ed Alzheimer sono ormai realtà centrali per chi si confronta col tema degli anziani;

l’aumento dell’aspettativa di vita ha infatti portato con se – come effetto collaterale indesiderato -

un oggettivo peggioramento della qualità della vita stessa determinato soprattutto dall’insorgenza

di relativamente nuove malattie di cui l’Alzheimer è sicuramente la più signifi cativa.

Tale situazione è presente in maniera importante anche all’interno delle strutture residenziali per

anziani dell’ASSB dove, con una età media di circa 85 anni, la percentuale di persone affette da

questa sindrome è complessivamente pari al 35%.

Alla luce di questi dati le case di riposo dell’Assb hanno ritenuto opportuno pensare ad una

risposta “speciale” per bisogni altrettanto “speciali” ipotizzando la realizzazione di “nuclei

Alzheimer” ovvero di luoghi, spazi e progetti assistenziali adatti a soddisfare i bisogni dei residenti

affetti da demenza.

In particolare Villa Armonia e Casa Don Bosco hanno investito molto nel 2004 per la

progettazione dei nuclei. L’obiettivo non è quello di curare ma di fare in modo che i residenti del

nucleo Alzheimer possano avere il massimo della qualità della vita possibile.

Le due strutture residenziali, ciascuna in base alle proprie specifi cità, hanno agito

diversamente.

Villa Armonia ha scelto il personale più adatto per questo compito assistenziale su cui investire in

formazione, ha selezionato un responsabile esperto e motivato, ha visitato altre strutture dove il

nucleo è una realtà consolidata e ha scelto i residenti che più di altri potranno avere dei benefi ci

dalla permanenza del nucleo. Nel contempo ha ridisegnato gli spazi architettonici per il nucleo,

che richiedono piccoli lavori di aggiustamento del IV piano della Casa. Il nucleo ospiterà 12

ospiti.

Casa Don Bosco ha seguito un percorso analogo anche se complicato dal gran numero di ospiti

della struttura e dai limiti architettonici della stessa. Sono stati indispensabili alcuni incontri con

la Direzione per chiarire in termini di fattibilità, di programmazione e di concreta realizzazione

il progetto per la costruzione di un Nucleo per le Demenze nella Casa di Riposo e si è sin da

subito lavorato sull’individuazione dello spazio su cui operare e da destinare al Nucleo. È

stato perciò coinvolto un esperto che ha predisposto un interessante progetto di fattibilità.

43


Nel contempo si è attivata l’opera di coinvolgimento e di formazione del personale assistenziale

e le visite di studio in realtà in cui il nucleo è già avviato. L’arrivo della nuova RTA (responsabile

tecnica assistenziale) è stato un indispensabile tassello professionale al quale è stato importante

dedicarsi, per informarla e coinvolgerla. È stato importante e necessario incontrare anche un

gruppo di familiari che stanno vivendo disagi signifi cativi motivati da bisogni di grave fragilità dei

loro cari, ospiti della Residenza. Un momento importante e signifi cativo, ultimamente realizzato,

è stato determinato dalla selezione del Responsabile di Nucleo. Questo consentirà di avere

il primo anello di una squadra che al più presto dovrà essere concretamente individuata, per

procedere in tempi brevi a realizzare le attività di Nucleo. La realizzazione del Nucleo vedrà

la sua attivazione con interventi ambientali minimi , in attesa di interventi ambientali di ampio

respiro.

I passi fondamentali da realizzare nel 2005 saranno la selezione della squadra degli operatori che

andranno ad operare nel Nucleo e la loro formazione specifi ca.

Sempre nel 2005 si darà corso all’adeguamento architettonico provvisorio del primo piano della

struttura che accoglierà il nucleo e alla defi nizione dei criteri per la individuazione degli ospiti che

risiederanno nel nucleo. Subito dopo si procederà alla defi nizione dei tempi e dei modi per lo

spostamento dal piano di provenienza e l’inserimento nel nucleo degli ospiti

Prima dell’avvio sarà necessario defi nire anche il modello assistenziale che sarà basato su schede

di monitoraggio dei risultati raggiunti, schede per la misurazione dei problemi di comportamento,

passaggio di consegne come strumento necessario per l’osservazione e la registrazione dei

comportamenti degli ospiti, attività di educazione e di animazione possibili e le attività assistenziali

animative, PAI (progetto di assistenza individualizzato) per i malati di alzheimer.

Dal momento dell’apertura del nucleo sarà importante defi nire modelli di supervisione per

mettere a punto, insieme agli operatori ed ai responsabili, una giornata di vita organizzata per

ognuno degli ospiti e l’importante relazione che il nucleo dovrà mantenere con il resto della

struttura affi nché il risultati di qualità siano reali e misurabili.

44


1.4

Gli aspetti caratteristici

e critici dell’anno 2004

Il 2004 è stato sicuramente caratterizzato da rilevanti cambiamenti nel vertice aziendale. Nel

giro di pochi mesi l’Azienda si è trovata con una nuova direzione generale e senza una direzione

della ripartizione sociale, che è stata poi assunta dalla nuova direzione generale. Un carico non

indifferente che ha avuto come conseguenze anche adattamenti nella realizzazione dell’attività

programmata. Dopo alcuni mesi di osservazione da parte del nuovo direttore dell’attività aziendale,

alcuni obiettivi che si era posta la direzione generale uscita sono stati cancellati dal nuovo

direttore che ha evidentemente ritenuto prioritari altri interventi. Gli obiettivi della direzione della

ripartizione sociale, che non erano stati delegati a singoli dirigenti, sono anche stati cancellati.

La nuova direzione ha concentrato la sua attenzione soprattutto sull’analisi del modello organizzativo

evidenziandone – con il supporto dell’apparato dirigente - alcune criticità e spazi di

miglioramento. Alcune Klausurtagungen hanno permesso di progettare concretamente revisioni

della struttura organizzativa (organigramma e “funzionigramma”) che verranno realizzate nel corso

del 2005.

Se l’uscita dall’Azienda da parte del direttore della ripartizione sociale ha creato qualche diffi -

coltà, altrettante ne hanno create l’abbandono di altri due dirigenti che hanno lasciato scoperti

il distretto Oltrisarco Aslago e Villa Europa. Mentre per Villa Europa il supporto degli altri direttori

delle strutture residenziali ha permesso di reggere bene la gestione, il distretto di Oltrisarco

(peraltro di recentissima attivazione) ha sofferto molto l’assenza della direzione. La copertura

provvisoria della direzione con altro dirigente aziendale, già molto impegnato, ha permesso di

sostenere l’ordinaria amministrazione ma il personale del distretto ha dimostrato di aver bisogno

di una guida dedicata. La soluzione, ancora provvisoria, si è trovata, ma è certo che il distretto

Oltrisarco Aslago necessita di una riorganizzazione e di una gestione continuativa.

In linea generale per quanto riguarda i distretti il problema maggiore che si pone è il sovraccarico

di casi, soprattutto di minori, in capo alle assistenti sociali, connesso in qualche caso anche al

turn over delle stesse, così come a quello degli educatori. A questo si aggiunga il problema delle

precettazioni e della diffi coltà di mantenimento di personale specializzato quali gli OSA. L’Azienda

ha peraltro programmato una serie di concorsi che dovrebbero assicurare maggiore stabilità

a profi li particolarmente importanti.

Il problema del sovraccarico sulle attività quotidiane diventa più evidente in situazioni di emergenza,

a cui peraltro si è riusciti comunque a far fronte. Si pensi all’incendio del Campo Rom o

alle problematiche connesse al progetto Equal.

45


2

Il personale

e le strutture dell’Azienda

gli operatori dei servizi

le strutture

le relazioni e i partners

2

47


2.1

Il Personale

dell’ Azienda

Le risorse umane, la loro sicurezza e il loro sviluppo.

In A.S.S.B. opera:

• personale dipendente dall’Azienda stessa

• personale dipendente da soggetti terzi, che hanno con l’Azienda contratti o convenzioni per la

gestione di servizi sociali.

Situazione effettiva al 31.12.2004:

• personale dipendente dall’Azienda: 717,0 (n. operatori equivalenti effettivi*)

• personale in appalto o in convenzione: 201,7 (n. operatori equivalenti effettivi*)

*operatori equivalenti effettivi: v. spiegazione pag. success.

48


Il personale e le strutture dell’Azienda 2.1 Il personale dell’azienda

Personale aziendale

Le strutture aziendali impiegavano a fi ne 2004 complessivamente 840 dipendenti, (157 uomini

e 683 donne). Dal momento che molti operatori lavorano part-time, è opportuno fare riferimento

alle unità di personale equivalenti a tempo pieno (38 ore settimanali), il cui totale, a fi ne 2004, è

pari a 762 (nel 2003: 760). Togliendo ulteriormente le persone assenti dal lavoro per lunghi periodi

di tempo (v. maternità), pari al 5,88%, si arriva a 717 operatori equivalenti effettivamente

in servizio al 31.12.2004.

Tab. 2.1 – Dotazione di personale (dipendente) dell’Azienda - 2004

Profilo professionale

Avvocato

Op. laureato in scienze sociali

Funzionario amministrativo

Assistente sociale

Direttore socio-ass. Cdr

Infermiere professionale

Logopedista/fi sioterapista

Educatore professionale

Educatore sociale e d’istituto

Educ. per sogg. port. hand.

Tecnico dei servizi sociali

Istitutore per sogg. port. hand.

Educ. per sogg. port. hand.

Programmatore CED

Assistente tecnico/geom.

Assistente amministrativo

Assistente geriatrico ed ass.

Animatore

Assistente per sogg. con hand.

Assistente all’infanzia

Operatore socio assistenziale

Infermiere generico

Operaio altamente specializzato

Operatore amministrativo

Coadiutore

Ausiliario socio-assistenziale

Operatore socio sanitario

Cuoco specializzato

Operaio specializzato

Autista con responsabilità

Cuoco qualifi cato

Operaio qualifi cato

Usciere

Custode/portiere

Co.Co.Co.

Unità di personale operatori operatori

qualif.

uomini donne totali equiv. equiv. effettivi

9° q.f. 1 1 2 2 2

8° q.f. 2 4 6

8° q.f. 7 9 16

7° q.f. 2 29 31

7° q.f. 1 1

7° q.f. 2 7 9

7° q.f. 3 3

7° q.f. 7 7

7° q.f. 1 1

7° q.f. 8 18 26

6° q.f. 1 3 4

6° q.f. 2 2

6° q.f. 3 3

6° q.f. 1 1 2

6° q.f. 2 2

6° q.f. 9 54 63

5° q.f. 14 101 115

5° q.f. 2 2

5° q.f. 44 80 124

5° q.f. 79 79

5° q.f. 4 3 7

5° q.f. 4 4

5° q.f. 1 1

5° q.f. 3 36 39

4° q.f. 3 3

4° q.f. 24 169 193

4° q.f. 11 50 61

4° q.f. 7 3 10

4° q.f. 7 1 8

4° q.f. 2 2

3° q.f. 1 1 2

3° q.f. 5 5

2° q.f. 4 4

2° q.f. 1 1 2

1 1

6 5

15,5 15,5

29,75 26,75

1 1

9 9

2,25 2,25

7 7

0,75 0,75

23,75 23,75

4 4

2 2

3 2

2 2

2 2

56,35 53,6

102,75 102,75

1,75 1,75

104,85 87,85

66,5 60

7 5

4 4

1 1

33,75 30,75

3 3

180 179

57,75 51,25

9,5 8,5

8 8

2 2

2 2

4,75 4,75

3,75 3,75

2 2

1 1

TOTALE 157 683 840 761,7 717,0

2

49


L’indice di dotazione del personale dei servizi sociali dell’Azienda è pari a 7,8 unità di

personale equivalente per 1.000 abitanti.

Tale valore sale se si tiene conto anche del personale dipendente da soggetti terzi che hanno

con l’Assb contratti o convenzioni per la gestione di servizi sociali. In tal caso il valore sale a: 9,4

operatori equiv. ogni 1.000 abitanti.

Le donne

in azienda

Dai dati raccolti emerge in maniera lampante l’alta percentuale di personale femminile presente

in Azienda: 683 sono donne e 157 sono uomini.

840 persone

81% donne 19% uomini

Tale proporzione viene mantenuta anche tra il personale con qualifi che medio basse, poiché

circa l’80% dei dipendenti sono donne. Tale percentuale si riduce mano a mano che si passa alle

cariche dirigenziali. Troviamo, infatti, i direttori suddivisi fra uomini e donne con rispettivamente

un 53% e 47%.

Un’azienda

“giovane”

Un importante considerazione è che l’Azienda è “giovane”, poiché, tranne al livello dirigenziale

più alto, la maggior parte dei dipendenti – direttori d’uffi cio compresi – è inclusa nella fascia

d’età tra i 31 ed i 40 anni (39%). Il trend dei prossimi 5 anni probabilmente vedrà un aumento

di maternità e paternità.

Tab. 2.2 – Personale aziendale per fasce d’età - 2004

Fasce d’età Donne Uomini Totale %

< 30 anni 130 28 158 18,8%

31 – 40 anni 271 55 326 38,8%

41 – 50 anni 207 60 267 31,8%

> 50 anni 75 14 89 10,6%

Tot. dipendenti 683 157 840 100,0%

Sul campo

Sul totale dei dipendenti effettivamente in servizio al 31.12.2004 l’82% appartiene al profilo

socio-assistenziale di assistente sociale, assistente geriatrico, ausiliario socio-assistenziale,

operatore del tempo libero. L’85% di questi profi li è rappresentato da personale femminile. Il

profi lo dell’assistente all’infanzia è rappresentato al 100% da donne.

Dirigenti

Il corpo dirigente – compreso il direttore generale - è composto da 17 unità (n. 2 unità di meno

rispetto all’anno 2003), di cui n. 8 donne e n. 9 uomini. Di questi 17, n. 14 appartengono al

gruppo linguistico italiano, 3 a quello tedesco.

Su un totale di 840 unità di personale il 79,4% appartiene al gruppo linguistico italiano, il 20,2%

al gruppo linguistico tedesco e il 0,4% al quello ladino.

50


Il personale e le strutture dell’Azienda 2.1 Il personale dell’azienda

Tab. 2.3 – Dotazione di personale (dipendente) dell’ASSB per gruppo linguistico - 2004

Ufficio o servizo

Numero di

operatori

Operatori

equiv. effettivi

italiani tedeschi ladini

Casa di riposo Don Bosco 111 103,25 92 18 1

Casa di riposo Serena 41 37,25 26 15

Casa di riposo Armonia 44 40,5 36 8

Centro Assistenza Diurna Premstaller 5 4,5 4 1

Centro Assistenza Diurna Villa Armonia 3 3 2 1

Centro Assistenza Diurna Villa Europa 4 4 3 1

Centro Degenza Grieserhof 22 21,75 10 12

Centro Degenza Villa Europa 71 65,75 65 6

Direzione 4 3,75 2 2

Distretto Centro Piani Rencio 37 31,75 27 10

Distretto Don Bosco 43 37,75 37 5 1

Distretto Europa Novacella 38 32,5 33 5

Distretto Gries San Quirino 40 33,25 29 11

Distretto Oltrisarco 35 28,5 28 7

Ripartizione servizi amministrativi 3 3 1 2

Ripartizione servizi sociali 5 5 5

Uffi cio Appalti e Contratti 9 8,75 8 1

Uffi cio di Direzione 8 8 6 2

Uffi cio Finanze e Contabilità 5 5 4 1

Uffi cio Gestione Personale 15 12,85 13 2

Uffi cio Handicap e disagio Psichico 162 118,6 137 25

Uffi cio Legale e Sicurezza 6 6 5 1

Uffi cio Servizi alla famiglia 129 102,25 94 34 1

TOTALE 840 717,0 667 170 3

Il personale per

gruppo linguistico

e sede di lavoro

2

Assunzioni nel corso del 2004 178 138 39 1

Tab. 2.4 – Dotazione di personale dell’ASSB per sede di lavoro - 2002 - 2003 - 2004

2002 % 2003 % 2004 %

Case di riposo e centri di degenza 275 34,0 288 34,8 289 34,4

Distretti sociali 182 22,5 186 22,5 193 23,0

Uffi cio Handicap e relative strutture 164 20,3 156 18,8 162 19,3

Uffi cio Famiglia e relative strutture 122 15,1 130 15,7 129 15,4

Centri di assistenza diurna anziani 4 0,5 10 1,2 12 1,4

SEDE centrale di via Roma 62 7,7 58 7,0 55 6,5

TOTALE 809 100,0 828 100,0 840 100,0

51


Le assenze

in azienda

Considerate le assenze per malattia e i congedi straordinari, il personale ha prestato

servizio in media per il 94,51% dei giorni lavorativi di un anno

Tab. 2.5 – Giorni medi pro capite di assenza – 2002 - 2003 - 2004

2002

(media x 1

dipendente)

2003

(media x 1

dipendente)

2004

(media x 1

dipendente)

Media giorni lavorati per dipendente 243,6 245,6 245,7

Media assenze per malattia (gg) 14,0 12,2 12,1

Media assenze per congedi straordinari (gg) 2,4 2,2 2,2

Totale giornate assenza in media per

dipendente (escluse ferie, infortuni,

maternità, formazione e permessi sindacali)

16,4 14,4 14,3

Graf. 2.5 - Assenze sui giorni lavorativi (260) %

52


Il personale e le strutture dell’Azienda 2.1 Il personale dell’azienda

La formazione e l’aggiornamento

del personale aziendale

L’attività di aggiornamento e formazione del personale dipendente in Azienda si articola su tre livelli:

1. Formazione con frequenza in servizio

Si tratta di corsi di diploma/laurea nel settore sociale e/o attività di formazione per personale già

in servizio; questo tipo di formazione è principalmente affi data alle due Scuole per le professioni

sociali – una con lingua d’insegnamento tedesca e l’altra con lingua d’insegnamento italiana

– che offrono corsi di formazione per operatori socio-assistenziali (OSA), della durata di tre anni,

e per operatori socio-sanitari (OSS), della durata di un anno, oltre ad altri corsi di formazione e

aggiornamento professionale.

2. Qualificazione e specializzazione

Si tratta di attività formative aggiuntive (universitaria, post-universitaria, diploma di maturità,

qualifi cazioni professionali) rispetto alla formazione di base, con una durata di almeno 150 ore.

3. Aggiornamento professionale

Si tratta di corsi, seminari, convegni e altre iniziative di aggiornamento professionale, a cui i

dipendenti hanno diritto di partecipare, compatibilmente con le esigenze di servizio, entro il limite

massimo di 40 ore lavorative all’anno.

Tab. 2.6 – Operatori che hanno partecipato ad attività formative e numero medio di

giornate per partecipante - 2004

Formazione

con frequenza

in servizio

Qualificazione e

specializzazione

Aggiornamento

professionale

2

Attività formativa

Numero di partecipanti

Giornate medie per

partecipante

Formazione con frequenza in servizio 42 9,6

Qualifi cazione-specializzazione (150 ore) 24 12,8

Aggiornamento professionale 632 4,8

E’ utile esaminare, almeno per i principali ambiti, come si articola l’attività di aggiornamento

professionale delle competenze in Azienda.

Nel corso del 2004 circa il 75% degli operatori (n. 632 persone) ha partecipato ad attività

di aggiornamento professionale, quali corsi, seminari e convegni, dedicando a tali attività

mediamente 4,8 giornate (1,6 giorni in più rispetto all’anno 2003.)

Prevale nel 2004 in termini di ore di partecipazione la formazione del personale su tematiche

amministrative che hanno un fortissimo impatto sul lavoro sociale quotidiano. Infatti

il 56,6% delle ore di formazione frequentate (12.793,3 ore, corrispondenti a 1.705,8 gg. di

formazione) sono state dedicate principalmente a tematiche che riguardano la “sicurezza sul

posto di lavoro” (Dlg 626) e la “privacy nei servizi sociali”.

Per quanto riguarda invece la formazione del personale nel campo socio-assistenziale, il 43,4%

delle ore di formazione sono state dedicate a tematiche sociali, che ha visto in prima linea la

partecipazione di quel target di dipendenti che sono a diretto contatto con l’utenza. In particolare

nei distretti le attività di 3.167 ore frequentate da parte del personale distrettuale, il 35% (1.100

ore) riguardava la formazione integrativa di assistenti geriatrici con l’obiettivo di aumentare le

loro competenze curative nel servizio di aiuto domiciliare; il 22,5% (714 ore), invece, è stato

dedicato alla formazione del team distrettuale che opera nell’ambito del progetto EQUAL GOAL;

la rimanente parte ha visto in gran parte l’aggiornamento delle conoscenze professionali di

assistenti sociali

su temi dell’adozione internazionale e di diritto minorile.

53


Tab. 2.7 – Numero ore di partecipazione da parte del personale dell’Azienda per tematiche

principali- 2004

Attività

di formazione

in azienda

Tematiche amministrative n. ore %

Qualità e comunicazione 1 487,4 11,6%

Informatica 680,5 5,3%

Sicurezza sul lavoro 7 712,0 60,3%

Controllo di gestione/contabilità 968,9 7,6%

Diritto amministrativo (privacy) 1 841,0 14,4%

Personale e lavoro 103,5, 0,8%

Lingue 0,0%

Totale ore 12 793,3 100,0%

Nell’anno 2004 è stata data particolare importanza ai corsi sulla sicurezza al posto di lavoro

(60,3%) e alla formazione sul tema della “privacy” (14,4%).

Tematiche sociali n. ore %

Servizi distrettuali 3 167,05 32,3%

Cure e assistenza all’anziano 2 695,45 27,5%

Famiglia (asili nido) 1 391,50 14,2%

Handicap 758,75 7,7%

Disagio sociale 34,00 0,3%

Iniziative plurisettoriale 1 746,75 17,8%

Totale ore 9 793,50 100,0%

Nell’area socio-assistenziale si sono dedicate nell’arco del 2004 molte ore alla formazione nei

servizi di base offerti nei cinque distretti della città (32,3%).

Il 35% delle richieste di formazione trovano soddisfazione nelle offerte a livello locale di

Formazione Professionale Italiana (15,6%), enti formativi privati, come associazioni educative

(7,7%), Fondo Sociale Europeo (5,2%), Provincia Autonoma di Bolzano-Rip.24 (4,3%) e Scuola

provinciale di lingua tedesca (1,7%).

Altri percorsi formativi per il proprio personale (65%) sono stati commissionati direttamente

dall’Azienda a docenti qualifi cati e quindi tarati specifi camente sulle esigenze del proprio

personale. (v. tabella pagina successiva).

54


Il personale e le strutture dell’Azienda 2.1 Il personale dell’azienda

Tab. 2.8 - Progetti e corsi di aggiornamento promossi e organizzati direttamente dall’Azienda

per il proprio personale

Iniziativa Obiettivo Destinatari

Formazione su tematiche amministrative e sicurezza sul lavoro

Giornata informativa/formativa

“privacy nei servizi sociali”

n. partecipanti ASSB: 255

n. partecipanti terzi: 52

n. tot. ore di part.: 1.530

formazione obbligatoria prevista

dalla normativa vigente in materia

di privacy (D.lgs 196/2003)

incaricati e responsabili del trattamento

dei dati nei vari servizi

dell’Azienda e nei servizi gestiti in

convenzione

Vari corsi su tematiche specifi che in

materia di sicurezza

n. partecipanti: 160

n. tot. ore di part.: 7.600

formazione obbligatoria prevista

dalla normativa vigente in materia

di sicurezza dei lavoratori

(D.lgs. 626/94)

tutto il personale aziendale con

particolare attenzione agli operatori

che sono a contatto con

gli utenti (p.es. sollevamento di

anziani, disabili etc.)

Percorso formativo “Sistema di programmazione

e controllo di gestione

in Azienda”

n. partecipanti: 37

n. ore: 15 a partecipante

formazione avanzata relativa al

nuovo sistema di programmazione

e controllo di gestione

introdotto in Azienda

dirigenti e loro staff di supporto

2

Percorso formativo: “Nuove metodologie

e tecniche di programmazione”

n. partecipanti: 59

n. ore: 7,5 a partecipante

formazione e supporto operativo

per applicare effi cacemente la

nuova metodologia di programmazione

delle attività in Azienda

coordinatori di servizi, conduttori

di strutture, responsabili tecnicoassistenziali

Percorso formativo: “L’attività contrattuale

nella pubblica amministrazione”

approfondimento della tematica

dell’attività contrattuale nella

Pubblica Amministrazione

personale amministrativo

dell’Uffi cio Appalti dell’ASSB

n. partecipanti: 9

n. ore: 20

Follow up: “La gestione professionale

del proprio lavoro”

n. partecipanti: 18

n. 2 seminari da 2 mezze giornate

formazione per fornire strumenti

concreti per gestire professionalmente

il proprio ruolo di assistente

amministrativo

personale amministrativo

Corso di primo soccorso e rapporto

con il servizio d’emergenza 118

n. partecipanti: 32

formazione per fornire le conoscenze

teoriche e pratiche

necessarie per la gestione di

eventuali urgenze mediche

personale della casa di riposo

Villa Armonia

55


Progetti e corsi di aggiornamento promossi e organizzati direttamente dall’Azienda per il

proprio personale

Iniziativa Obiettivo Destinatari

Area Famiglia / Asili Nido

Percorso formativo: “Un nido intero

nelle differenze dalla complessità del

pensiero alla qualità del quotidiano”

n. ore: 102

n. partecipanti: 94

gestione corretta e partecipata

delle relazioni con le famiglie

personale educativo ed ausiliario

degli asili nido

Area Anziani-assistenza e cura in casa di riposo

Percorso formativo: “Dalla casa di

riposo al nucleo Alzheimer”

n. ore: 164

n. partecipanti: 132

Percorso formativo: “Cinestetica

nella cura ed assistenza dell’anziano”

n. ore: 28

n. partecipanti: 13

Follow up: “Cinestetica nella cura ed

assistenza dell’anziano

1° modulo “teorico”

n. ore: 2, n. part.: 13

2° modulo “pratico”

n. ore: 24, n. part.: 25

Percorso formativo: “Accompagnamento

alla morte”

n. ore: 12

n. partecipanti: 45

Percorso formativo: “Comunicare

per essere compresi”

n. ore: 48

n. partecipanti: 56

Percorso formativo:

“Animatrici” presso la casa di riposo

Don Bosco

n. ore: 25

n. partecipanti: 3

Corso: “Comunicare e lavorare in

squadra”

n. ore: 63

n. partecipanti: 40

impostazione nelle case di riposo

dell’ASSB di un modello unico

e omogeneo di “Nucleo per le

Demenze”

conoscenze teoriche e pratiche

necessarie per migliorare le tecniche

di mobilitazione e sollevamento

di persone anziane

verifi ca dell’apprendimento delle

tecniche fornite nel corso di cinestetica

effettuato nell’anno 2003

approfondimento delle tematiche

connesse all’accompagnamento

alla morte

rapporti interpersonali tra operatori/

utenti ed operatori/parenti

sinergia lavorativa sia verso gli

utenti che tra gli operatori

processi comunicativi e senso di

squadra

personale socio-assistenziale

delle case di riposo Villa Armonia,

Don Bosco, Villa Serena e

Grieserhof

assistenti geriatrici del Centro

Anziani Don Bosco

personale assistenziale delle

case di riposo Villa Serena e

Grieserhof

personale assistenziale delle case

di riposo Villa Serena e del Centro

di Degenza Grieserhof

personale assistenziale

di Villa Europa

animatrici operanti presso la casa

di riposo Don Bosco

operatori della casa di riposo Villa

Armonia

56


Il personale e le strutture dell’Azienda 2.1 Il personale dell’azienda

La sicurezza del personale

che opera in Azienda

Il decreto legislativo n. 626/94 vincola il datore di lavoro alla cura della salute e della sicurezza

dei lavoratori.

L’Azienda tiene in forte considerazione questo aspetto e assume una serie di iniziative che

permette al dipendente di sentirsi il più possibile a proprio agio nell’ ambiente lavorativo. I rischi

lavorativi aziendali che richiedono una particolare attenzione da parte del Servizio Prevenzione e

Protezione riguardano la movimentazione dei carichi (sollevamento e movimentazione di utenti:

anziani alettati e portatori di gravi handicap fi sici)

Gli strumenti con cui l’Azienda cura la salute e la sicurezza dei propri lavoratori sono:

Le visite mediche periodiche per controllare il mantenimento del buon stato di salute dei

dipendenti: di regola ogni dipendente viene visitato ogni due anni. Nel 2004 sono state fatte

392 visite da parte del medico competente.

Gli strumenti

I dispositivi di protezione individuale ed ausili minori sono strumenti che l’Azienda

fornisce periodicamente ai dipendenti che sono a contatto con potenziali rischi. Si tratta ad

es. di guanti monouso, mascherine, calzature, sollevatori e imbracature.

2

Il personale viene periodicamente formato su tematiche specifi che in materia di sicurezza!

-7.600 ore di formazione effettuate nel 2004

-160 dipendenti formati

Progettazione!

La progettazione di varie attività inerenti alla sicurezza ha una rilevante importanza.

Oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria sulle strutture, si è provveduto in particolare

alla revisione di tutti gli impianti di sicurezza, all’installazione degli stessi nelle nuove

strutture, alle prove fonometriche e di microclima.

Il medico competente assieme al servizio di prevenzione e protezione effettua annualmente

ispezioni in tutte le strutture aziendali al fi ne di verifi care che non vi siano situazioni a rischio

per la salute e la sicurezza dei lavoratori; inoltre periodicamente vengono effettuate delle visite

ispettive da parte dei colleghi del servizio di prevenzione e protezione per accertare il corretto

utilizzo dei mezzi di lavoro da parte dei lavoratori.

Il sistema gestione qualità viene periodicamente aggiornato e implementato per garantire

un effi cace utilizzo della documentazione!

57


La certificazione

Nel mese di Marzo il Servizio di Prevenzione e Protezione ha superato, senza alcuna non

conformità, la verifi ca ispettiva per il rilascio della certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:

2000

Ciò ha comportato un notevole sforzo da parte del Servizio non andando però a discapito

dell’attività ordinaria di Prevenzione e Protezione.

Sistema gestione

qualita’ (sgq)

L’applicazione di un Servizio di Gestione delle Qualità (SGQ) ha lo scopo di dare una garanzia

di effi cacia ed effi cienza al Datore di Lavoro, nonché ai Datori di Lavoro Delegati dell’ASSB in

merito alla consulenza loro fornita in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Il SGQ è gestito e reso operante dalla Direzione d’Uffi cio, la quale si avvale della collaborazione

del Referente della Direzione.

Tutto il personale del Servizio Prevenzione e Protezione è coinvolto nell’implementazione e nel

mantenimento del Sistema Qualità. In particolare tutto il personale deve assicurare lo svolgimento

delle seguenti azioni:

• applicazione procedure operative

• sorveglianza della Qualità prodotta all’interno dell’organizzazione

• ricerca cause di eventuali non conformità

• applicazione delle azioni correttive e preventive defi nite

• promozione e miglioramento costante di ogni attività avente infl uenza sulla Qualità

Un ulteriore elemento organizzativo a supporto del Sistema Qualità è il Gruppo Operativo -

composto da tutto il personale del Servizio Prevenzione e Protezione e supervisionato dalla

Direzione d’Uffi cio-, il quale si riunisce periodicamente al fi ne di assicurare il presidio e lo sviluppo

del Sistema Qualità ed il successivo mantenimento. L’attività del Gruppo operativo della

Qualità (G.O.Q.) consiste infatti nella verifi ca del lavoro svolto, nell’assimilazione delle esigenze /

necessità che sorgono durante la creazione del Sistema Qualità, nel trovare / proporre soluzioni

ad eventuali problemi che si dovessero riscontrare durante il percorso.

Il SGQ è reso operante attraverso l’applicazione sistematica delle prescrizioni e delle procedure

riportate nel Manuale della Qualità.

Il Manuale si compone anche di:

• documenti allegati;

• procedure operative;

• istruzioni di lavoro

• documenti gestiti

La Direzione d’Uffi cio, in collaborazione con il proprio referente, garantisce l’aggiornamento

costante del Manuale della Qualità (M.d.Q.) e della documentazione correlata.

La gestione del manuale e dei relativi documenti è affi data al referente della Direzione.

La creazione di tale sistema, ha incrementato l’informazione aziendale in merito ad aspetti di

sicurezza rendendo possibile l’effettuazione di un maggior numero di sopralluoghi ispettivi e un

aumento dei percorsi formativi.

L’analisi e lo studio della tempistica, hanno reso possibile, una maggior attenzione in merito

alla consulenza e alla progettazione di nuove iniziative riferite alla sicurezza delle strutture e la

salvaguardia della salute dei lavoratori.

La creazione di procedure operative specifi che in materia di sorveglianza sanitaria ha permesso

inoltre un fl usso documentale mirato, con il conseguente aumento del numero di visite ordinarie

e preassuntive.

La normativa ISO 9001-2000 prevede gli aspetti fondamentali del SGQ e da questo concetto

nasce l’obiettivo principale di lavorare sempre meglio, con sempre minori sprechi, verso un’ottimizzazione

continua.

58


Il personale e le strutture dell’Azienda 2.1 Il personale dell’azienda

Nel 2004 il numero dei giorni di assenza del personale dipendente in conseguenza degli infortuni

è aumentato, ma è diminuito il totale del numero di infortuni. A fronte di 48 casi di infortunio,

complessivamente, i giorni di assenza sono stati 1007.

Gli infortuni

Tab. 2.9 - Numero di infortuni - 1999 - 2004

1999 2000 2001 2002 2003 2004

n. casi 41 32 54 44 64 48

gg. assenza 828 574 540 959 667 1007

INInfortuni 1999/2004: confronto n. complessivo dei casi e giorni di assenza

2

gg assenza

n. casi

gg assenza

n.casi

Relativamente alla tipologia di infortuni che si sono verifi cati, è importante mettere in evidenza che

è ad un livello basso il numero degli infortuni causati da movimentazione carichi.

INInfortuni da movimentazione 1999 - 2004

59


Anche gli infortuni “accidentali” sono rimasti sostanzialmente stabili ed in media con gli anni

precedenti.

Infortuni “accidentali” 1999 - 2004

Gli infortuni “in itinere”, ossia durante gli spostamenti dal domicilio alla sede di lavoro o tra le sedi

di lavoro, invece, sono aumentati nel corso degli anni ma comunque stabili dall’anno 2001.

INIinfortuni “in itinere” 1999 - 2004

60


Il personale e le strutture dell’Azienda 2.1 Il personale dell’azienda

Il Personale in Azienda:

criticità attuali e di prospettiva

I dati sul personale, anche per l’anno 2004, confermano un andamento che era già chiaramente

emerso come trend negli anni precedenti: in particolare l’alta incidenza del personale femminile

e l’elevato numero di persone in fasce di età compatibili con la maternità/paternità. Da una

parte tali dati sono un elemento positivo per quanto riguarda le possibilità di impiego del

personale femminile e l’applicazione dei benefi ci e sostegni che la legge e i contratti locali

mettono a disposizione per conciliare il lavoro e l’impegno nella famiglia. Dall’altra si evidenzia

indubbiamente una ricaduta a livello di gestione organizzativa: è richiesto un maggiore sforzo

manageriale e un maggiore impegno di risorse, umane e fi nanziarie per garantire il servizio al

cittadino con una qualità almeno costante. I dati quantitativi potranno evidenziare sinteticamente

quanto esposto:

Circa l’81,3% del personale in servizio è personale femminile e ciò appare più o meno

omogeneamente in tutte le qualifi che funzionali, quindi anche per quanto riguarda il personale

direttamente impegnato con l’utenza. L’Azienda è composta da personale giovane: il 57,4% dei

collaboratori aziendali è di età inferiore ai 40 anni. Incrociando i due dati emerge in maniera

chiara che in Azienda la prevalenza del personale è nella fascia di età in cui normalmente si

verifi cano i casi di maternità/paternità o in cui si hanno fi gli di giovane età.

Questi dati di fatto trovano riscontro anche nei dati relativi alle assenze per maternità e per

permessi connessi. Dalla tabella sottostante questo emerge chiaramente. Sommando tutti i

mesi di assenza effettuati dai 161 dipendenti si ottengono un totale di 57 anni, 1 mese e 28

giorni.

2

Tab. 2.10 – Personale assente per maternità - 2004

Tipologia di assenza Donne Uomini Totale

fl essibilità congedo obbligatorio

(1 mese pre parto e 4 mesi post partum)

7 0 7

congedo obbligatorio di maternità 35 0 35

congedo parentale al 30% 54 3 57

aspettativa senza assegni 16 16

part time al personale con prole 20 1 21

permesso per motivi educativi (2 anni al 30%) 23 0 23

aspettativa retribuita al personale con prole con

handicap

2 0 2

Totale maternità vari 157 4 161

Il totale delle persone a vario titolo assenti per tutto o parte dell’orario di servizio corrisponde

al 19,16% delle persone in servizio nel 2004. E’ evidente che questo aspetto comporta per

l’Azienda un rilevante onere sia economico che gestionale: si pensi ai congedi parentali,

retribuiti in parte ma per i quali la contribuzione è coperta fi no al 100% dall’ente, alle sostituzioni,

alle diffi coltà di gestire il turn over. Alcuni uffi ci sono particolarmente esposti a quest’ultimo

61


fenomeno in quanto composti da personale al 100% femminile (es. asili nido). Questi dati sono

confermati anche dalla rilevazione effettuata in occasione della partecipazione dell’Azienda al

progetto promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica denominato “donna e leadership”

volto a defi nire sistemi di conciliazione tra esigenze lavorative e familiari. Si consideri inoltre che

nei servizi sociali risulta particolarmente diffi coltoso sostituire alcune categorie di personale con

determinate specializzazioni e contemporaneamente con i requisiti per l’assunzione. Spesso

bisogna ricorrere a modalità diverse dall’assunzione, quale la precettazione, che però comporta

permanenze per periodi brevi o brevissimi e causa problemi sia al settore operativo che a quello

amministrativo per il forte aumento di pratiche da gestire.

Per altro verso il fenomeno, seppure oneroso, va visto con favore, in quanto discende e dà

applicazione ai diversi strumenti di fl essibilizzazione del rapporto di lavoro che la normativa

mette a disposizione. Anzi, si dovrà nel futuro cercare vie ancora più innovative per conciliare

la vita familiare con quella lavorativa nell’ottica che la maggiore spesa connessa si trasformi in

un investimento sulla qualità della vita e sul benessere organizzativo. Sul 100% del personale

in servizio al 31.12.2004, il 56% è personale di ruolo. Il restante 44% è dato da personale a

tempo determinato. Tra questo vi è anche personale precettato. L’Azienda per il 2005 ha fi ssato

un calendario con le priorità nei concorsi da svolgere in relazione a fi gure professionali la cui

stabilità è particolarmente urgente.

Il dato relativo alle precettazioni necessita di particolare attenzione. Si è costretti a ricorrere a

questo istituto – in un contesto di gestione diretta - per poter disporre di risorse professionalmente

qualifi cate ma non in possesso di tutti i requisiti formali per l’assunzione in rapporto di pubblico

impiego. Il personale precettato infatti, pur essendo in possesso della qualifi ca professionale

richiesta e potendo quindi garantire qualità tecnica nel servizio, non possiede in genere l’attestato

di bilinguismo. Il dato puntuale al 31.12.2004 indica 129 persone in regime di precettazione

corrispondenti a 109 unità di personale equivalente effettivo. Solo in parte questi precettati sono

lavoratori stranieri (41), di cui 34 provenienti da paesi non appartenenti all’Unione Europea,

soprattutto dal Sudamerica.

6 di queste persone sono assistenti sociali: per questa fi gura professionale la cui attività rientra

senza dubbio nel core business aziendale sono stati effettuati due concorsi in tempi molto

recenti, ma nonostante queste assunzioni in ruolo si sono registrate diverse dimissioni che hanno

mantenuto alto il turnover per questo profi lo professionale e da cui è derivata la necessità di

reperire persone attraverso l’istituto della precettazione. Le altre fi gure sono per lo più assistenti

geriatrici e operatori socio sanitari operanti nelle strutture residenziali per anziani. Pur tenendo in

debito conto le diffi coltà di reperire sul mercato del lavoro questi specifi ci profi li professionali, per

defi nire la posizione lavorativa di questi profi li è indispensabile aver chiarezza sulla futura modalità

di gestione – diretta o esternalizzata – di case di riposo e centri di degenza.

Il restante 42,6% del personale è composto da collaboratori che hanno più di 40 anni. Anche

questo dato va preso in seria considerazione e rappresenta un aspetto di potenziale criticità. Il

lavoro sociale è indiscutibilmente un lavoro usurante, sia sotto l’aspetto fi sico che psicologico.

Un dato risulta particolarmente foriero di future criticità, quello concernente le dichiarazioni

di parziale inidoneità rilasciate dal medico del lavoro. Nel corso del 2004 come emerge

dalla tabella sottostante ben 58 persone (12 in più rispetto al 2003) devono rispettare una

prescrizione medica che limita la loro capacità lavorativa. Ciò signifi ca che tali persone devono

essere provvisoriamente o defi nitivamente ricollocate all’interno dell’Azienda. Il problema inoltre

è che di regola le persone da ricollocare (assistenti all’infanzia, geriatrici, handicap) hanno profi li

assolutamente specifi ci per cui la ricollocabilità risulta già oggi estremamente problematica e

in prospettiva futura, diffi cilmente attuabile, se non con costi crescenti e con notevoli diffi coltà

organizzative.

62


Il personale e le strutture dell’Azienda 2.1 Il personale dell’azienda

Tab. 2.11 – Personale con prescrizioni dichiarate nel 2004

Tipologia di assenza Donne Uomini Totale

Ripartizione Servizi amministrativi 3 3 6

Casa di riposo Don Bosco 5 3 8

Casa di riposo Villa Serena 1 0 1

Casa di riposo Villa Armonia 2 2 4

Casa di riposo Villa Europa 6 1 7

Distretto Centro Piani Rencio 3 0 3

Distretto Don Bosco 6 0 6

Distretto Europa Novacella 4 0 4

Distretto Gries San Quirino 4 1 5

Distretto Oltrisarco 2 0 2

Servizio Handicap e Disagio Psichico 3 1 4

Asili Nido 8 0 8

2

Totale 47 11 58

Tab. 2.12 – Personale dichiarato “inidoneo” nel 2004 e ricollocato presso altre sedi

N. persone Provenienza Destinazione Decorrenza

1 Rip. Servizi Amministrativi Servizio Handicap 03.11.2004

1 Casa di Riposo Villa Armonia Centro assistenza diurna Premstallerhof 01.01.2004

1 Uffi cio Servizi alla famiglia dispensa del servizio 18.09.2004

3

A ciò si deve aggiungere che l’obbligo di assunzione di personale appartenente alle cosiddette

“categorie protette”, derivante dalla normativa in vigore che non pone deroghe per gli

enti pubblici gestori di servizi sociali, rende ancora più acuto il problema sopra accennato:

dove collocare questi lavoratori quando una diminuzione della capacità lavorativa viene già

“autoprodotta” dal lavoro sociale? Si consideri in aggiunta che circa l’82% dei collaboratori

aziendali opera nel settore socio-assistenziale, quindi nei servizi alla persona.

Un’ultima considerazione altrettanto critica riguarda l’aspetto “usurante” del lavoro sociale:

stress e burn out possono alimentare l’insoddisfazione e la confl ittualità negli ambienti di lavoro.

Sicuramente l’organizzazione del lavoro (turnistica, mobilità interna ecc.) può contribuire a

migliorare il lavoro stesso, ma è necessario agire sul clima lavorativo complessivamente inteso.

63


Anche su sollecitazione della parte politica, l’Azienda ha effettuato nel 2004 un’indagine sul clima

lavorativo e l’introduzione di meccanismi di miglioramento del benessere aziendale.

A tal fi ne ha aderito all’iniziativa del Dipartimento della Funzione pubblica denominato

“Benessere organizzativo” che mira ad individuare gli elementi di criticità dell’organizzazione e

di insoddisfazione del personale al fi ne introdurre meccanismi correttivi nell’auspicio di ridurre lo

stress e la confl ittualità.

In base ai risultati, che hanno evidenziato alcune criticità – peraltro in linea con quelle di altri enti

che hanno effettuato la medesima indagine – nei prossimi anni si dovranno porre in essere dei

correttivi per portare il clima ad un livello di ulteriore soddisfazione.

64


2.2

Le strutture aziendali

Dislocazione e cura delle strutture aziendali.

L’Azienda ha avuto in uso nell’anno 2004, per i propri servizi, 50 strutture:

1 di proprietà aziendale (struttura di via Garibaldi, destinata al servizio di “Bassa soglia”)

32 in concessione dal Comune di Bolzano

8 in concessione dalla Provincia autonoma di Bolzano

9 in locazione da privati

Sono aumentate le concessioni – a titolo gratuito - dal Comune di Bolzano (30 nel 2003).

La cura delle strutture aziendali: la manutenzione

Gli edifi ci per i quali l’Azienda è competente per la manutenzione, sia ordinaria che

straordinaria, sono 41.

Per le strutture in regime di locazione all’Azienda compete la sola manutenzione ordinaria. Per

le strutture di proprietà e in concessione gratuita all’Azienda compete la manutenzione ordinaria

e quella straordinaria; nel caso di esternalizzazione di servizi la manutenzione ordinaria sulle

strutture, per contratto, è di competenza del gestore.

Per quanto riguarda il numero e la tipologia di interventi di manutenzione si rimanda all’ultimo

capitolo che riporta gli indicatori di base.

65


Le strutture aziendali in città:

la loro dislocazione

Strutture ASSB Indirizzo Proprietario

SEDE ASSB

Amministrazione Via Roma 100/a Privato

DISTRETTI SOCIO-SANITARI

Distretto Don Bosco:

Amministrazione P.zza Don Bosco, 20 Provincia

Campo Nomadi Rom Loc. Castelfi rmiano Comune

Centro Diurno Anziani Via Bari 46/A Ipes

Distretto Centro-Piani-Rencio:

Amministrazione Via Renon, 37 Provincia

Centro Accoglienza per Senza Dimora - uomini Viale Trento, 11 Comune

Centro Accoglienza per Senza Dimora - donne Via Cappucini, 4 Privato

Centro Accoglienza per Senza Dimora - invernale/Centro Crisi Via Weggenstein, 2 Comune

Struttura a Bassa Soglia per Tossicodipendenti Via Garibaldi, 4 ASSB

Centro Accoglienza Profughi Via Macello, 13 Provincia

Centro Diurno Anziani Via Catinaccio, 7 Comune

Centro Diurno “Maso Premstaller” Via Dolomiti, 14 Comune

Edifi cio “Graf Forni”: Servizio Emergenze/Centro Crisi/Attività Sociali Via Renon, 31 Comune

Distretto Europa-Novacella:

Amministrazione Via Palermo, 54 Provincia

Centro Diurno Anziani Via Dalmazia 36/A Comune

Servizio Inserimento Lavorativo-progetto Equal Viale Europa, 62 Privato

Distretto Oltrisarco-Aslago:

Amministrazione Via Pietralba, 10 Provincia

Servizio Prima Accoglienza Immigrati/Ostello/Comunità alloggio MISNA Via Roma, 100/b-c Provincia

Campo Nomadi Sinti L.go Isarco Sinistro Comune

Centro diurno/Mensa per Anziani Via Cl. Augusta, 105 Comune

Distretto Gries-San Quirino:

Amministrazione Via Vittorio Veneto, 5 Comune

Centro Diurno “Casa Altmann” P.zza Gries, 18 Comune

66


Il personale e le strutture dell’Azienda 2.2 Le strutture aziendali

Strutture ASSB Indirizzo Proprietario

UFFICIO SERVIZI ALLA FAMIGLIA

Amministrazione P.zza IV Novembre 1 Privato

Asilo Nido Via Cl. Augusta, 52 Comune

Asilo Nido Via Gaismair, 2 Comune

Asilo Nido Via Genova, 94 Comune

Asilo Nido Via Milano, 131 Comune

Asilo Nido Via Parma, 10 Comune

Asilo Nido Via Venezia, 49 Comune

Asilo Nido Vicolo Lageder, 11 Comune

Casa delle donne --------- Comune

Centro di Ascolto Antiviolenza per Donne Via del Ronco, 17 Comune

CASE DI RIPOSO

Don Bosco Via Milano, 170 Comune

2

Villa Armonia Viale Trento, 13 Comune

Villa Europa Via Milano, 147 Comune

Villa Serena Via Fago, 18-20 Comune

Grieserhof Via Colonia, 1 Privato

HANDICAP E DISAGIO PSICHICO

Amministrazione/Convitto/Laboratori Via Fago, 14 Provincia

Laboratorio protetto Via C. Weinegg, 2 Privato

Laboratorio protetto Località Colle, 8 Privato

Laboratorio protetto/Laboratorio socio-psichiatrico Viale Druso, 325I/325II Privato

Comunità alloggio/laboratori protetti Viale Europa, 138 Provincia

Comunità alloggio “Città Azzurra”/Convitto/Comunità alloggio Via Mendola, 121-124 Comune

Comunità alloggio “Paulmichl” – malati psichici Vicolo Erbe, 10 Comune

ALLOGGI SOCIALI

Alloggio protetto Via Rosmini, 14/8 Comune

Alloggio protetto Via Aslago, 21/8 Comune

Alloggio protetto Via Aslago, 35/9 Comune

Alloggio protetto Via S. Vigilio, 80/38 Comune

Alloggio protetto Via C.Augusta 32/E/8 Comune

Alloggio protetto Via V. Parma, 67/9 Comune

67


2.3

La valorizzazione del Terzo Settore

in Azienda

Le collaborazioni, i rapporti e le relazioni all’interno dell’Azienda con le organizzazioni del

Terzo Settore.

L‘Azienda Servizi Sociali è incaricata dal Comune di Bolzano della gestione dei servizi sul

territorio della città di Bolzano. Tale gestione avviene sia in forma diretta, ossia con personale alle

proprie dipendenze, sia tramite soggetti terzi all’Azienda stessa. In questo contesto il ruolo del

Terzo Settore assume estremo rilievo così come l’importanza che l’esternalizazione sia il risultato

di una scelta consapevole e mirante alla crescita della qualità dei servizi alla persona.

Per quanto concerne il tema dell’affi damento esterno dei servizi l’Azienda ha autonomia

nell’individuare - nonostante la presenza di procedure complesse e poco fl essibili (l’istituto

dell’accreditamento in provincia di Bolzano non ha ancora trovato concreta applicazione) - il

partner contrattuale privato. Non sempre però ha avuto luogo un coinvolgimento dei privati

nell’elaborazione degli strumenti della programmazione sociale locale e, talora, si è

lamentato da parte del Terzo Settore un sostanziale “utilizzo” delle organizzazioni private da parte

dell’ente pubblico. D’altro canto in alcuni casi è avvenuto esattamente il contrario: all’ente gestore

sono state imposte - spesso in forza di interventi provinciali - forme di sostegno e collaborazione

con enti privati non sempre coerenti con gli obiettivi aziendali programmati e idonee a distrarre

preziose risorse. A ciò si aggiunga la palese diffi coltà del Terzo Settore locale di riprodurre modelli

di lavoro diversi da quelli pubblici e la tendenza all’adozione di modelli organizzativi e gestionali

orientati alla produzione di prestazioni piuttosto che alla costruzione di reti sociali.

Va rilevato che è inoltre mancata a monte una linea politica di contesto in ordine ai servizi che

l’ente pubblico ritenga strategicamente di gestire direttamente e di quelli che invece siano,

orientativamente, da affi dare all’esterno.

A tutti questi nodi critici si intende porre rimedio anche grazie al ruolo di supporto dell’Assessorato

alle Politiche Sociali comunale che ha creato un tavolo istituzionale con l’Azienda e le

Organizzazioni del Terzo Settore. L’Azienda per parte sua nel 2004 ha attivato, con il sostegno

dell’Assessorato Comunale alle Politiche sociali, un gruppo di lavoro con il mandato di effettuare

valutazioni e documentarne l’esito in ordine ai seguenti temi:

• Defi nizione di core business e individuazione delle attività/servizi potenzialmente esternalizzabili

• Defi nizione dei benefi ci attesi dall’esternalizzazione

• Analisi delle condizioni preliminari

• Defi nizione dei criteri di scelta del fornitore

• Defi nizione dei criteri per la stesura dei capitolati, per la gestione del contratto, il monitoraggio

e la valutazione

• Defi nizione dei criteri per la valutazione fi nale e la riprogettazione

68


Il personale e le strutture dell’azienda

2.3 La valorizzazione del Terzo Settore in Azienda

La scelta di istituire un gruppo di lavoro aziendale che affrontasse questi temi è nata dall’esigenza

dell’Azienda e delle altre parti interessate di disporre di uno strumento che offrisse un percorso

ideale da seguire ai fi ni di un processo di esternalizzazione, ma soprattutto che mettesse in

evidenza i nodi chiave delle politiche e delle procedure di affi damento che meritano di particolare

attenzione a livello aziendale e sistemico e non quindi solo rimessi al singolo dirigente di servizio

per la singola procedura di esternalizazione.

La scelta prende spunto inoltre dagli esiti del lavoro su “outsourcing ed esternalizzazioni”coordinato

dal Dipartimento della Funzione Pubblica nel contesto dei protocolli di intesa “Qualità ed

effi cienza delle pubbliche amministrazioni” sottoscritti dal medesimo Dipartimento e Confi ndustria,

Confartigianato, Confcommercio, Casartigiani, CNA e ANCI, e a cui hanno partecipato anche

CONSIP, Assinform, Fita, Oice, Odaci e il Dipartimento degli Affari regionali.

Il prodotto del tavolo di lavoro nazionale è servito come spunto di rifl essione e indicazione

metodologica: riguardando più l’esternalizzazione di servizi e attività non afferenti il settore

sociale e soprattutto non potendo considerare la peculiarità del contesto locale, su alcune

rifl essioni si sono utilizzate fonti ed esperienze diverse.

Il gruppo di lavoro, inizialmente composto da soli collaboratori aziendali, ha prodotto una

“guida” al processo di esternalizzazione. Tale guida ha rappresentato un prodotto intermedio e

provvisorio utile quale base di discussione con i portatori di interesse coinvolti a diversi livelli nelle

politiche e nelle attività di esternalizzazione di attività o di servizi di ASSB. Il gruppo di lavoro si è

infatti successivamente allargato ad alcuni rappresentanti delle organizzazioni del Terzo Settore.

2

Il lavoro di questo gruppo, ancora in corso, è signifi cativo della volontà di ASSB di pervenire a

scelte di gestione dei servizi consapevoli e non dettate da esigenze contingenti e volte ad attivare

logiche di partnership ASSB – fornitore in una prospettiva di medio termine. Il ruolo di ASSB in

questa partnership tenderà a mantenersi sul controllo della qualità delle prestazioni, sul controllo

strategico e sulla valutazione delle performance, riconoscendo l’autonomia del fornitore in merito

all’individuazione delle modalità più opportune di gestione

Nonostante questi aspetti non siano ancora del tutto defi niti, l’Azienda ha rilevanti rapporti di

parnership con il Terzo Settore che in alcuni casi si sono rilevati come unica risorsa capace di

gestire servizi laddove l’ente pubblico, a causa dei vincoli in cui opera, non è riuscito.

Dalle schede che seguono emerge in maniera chiara il volume dei rapporti in essere e i settori in

cui l’Azienda ha applicato modalità di outsourcing. Parimenti emergono le modalità e i criteri

con cui si è proceduto alle esternalizzazioni. Ciò su cui sicuramente bisogna lavorare (ed in tal

senso vi sono già rifl essioni in corso) è il tema della valutazione dei servizi esternalizzati con

riferimento a standard qualitativi attesi. In tal senso anche gli atti contrattuali dovranno contenere

specifi ci e puntuali indicatori di qualità e di effi cacia.

69


Le modalità di affi damento

di servizi a terzi

L’affi damento di un servizio sociale avviene in

forma diretta oppure tramite confronto concorrenziale,

qualora vi siano più soggetti potenzialmente idonei. Il servizio può essere affi dato con

convenzione solo qualora non trovi applicazione la normativa comunitaria sugli appalti pubblici.

Nel 2004 l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano ha affidato 22 servizi sociali tramite

convenzioni:

Le convenzioni hanno avuto per oggetto servizi per minori (comunità alloggio), per anziani

(mensa sociale), servizi per persone in situazione di disagio (centri di accoglienza ed

emergenza sociale), per persone in situazione di handicap e disagio psichico (comunità

alloggio, punti d’incontro, servizio trasporto), per le famiglie e per le donne in situazione

di violenza.

Laddove la normativa europea non

consente l’esternalizzazione di servizi

sociali tramite convenzione, si è proceduto

all’aggiudicazione mediante

gare ad evidenza pubblica.

Nel corso del 2004 l’ASSB ha esternalizzato

la gestione di 15 servizi

sociali in base a contratti stipulati a

seguito di procedure di gara ad evidenza

pubblica. Si tratta in tutti i casi

di rinnovi di contratti precedentemente

stipulati.

I principali servizi assegnati a seguito

di gara:

• Servizi Infermieristici presso le case

di riposo e centri di degenza

• Servizi riabilitativi presso le case di

riposo e centri di degenza

• Servizio di prima accoglienza

• Servizio di gestione ostello di prima

accoglienza

• Servizio di gestione dormitorio femminile

e maschile

• Servizio di gestione campi nomadi

Sinti e Rom

• Servizio di gestione struttura di

bassa soglia

Questi servizi sono stati tutti aggiudicati

al Terzo Settore, con l’eccezione

dei dormitori maschili di viale Trento

e di via Weggenstein, affi dati ad una

impresa profi t.

70


Il personale e le strutture dell’azienda

2.3 La valorizzazione del Terzo Settore in Azienda

Le organizzazioni nonprofi t

in Azienda nel 2004

L’organizzazione

Associazione LA STRADA-DER WEG

Associazione MANU – Il Laboratorio Aperto

Associazione ASDI – Centro Assistenza Separati-

Divorziati

Cooperativa sociale CLAB

Associazione VOLONTARIUS

Associazione HANDS

Istituto di Formazione KAOS

Associazione UILDM - Unione Italiana Lotta alla

Distrofi a Muscolare

Associazione IL NOSTRO SPAZIO

Associazione ARBEITSGEMEINSCHAFT FÜR

BEHINDERTE

Società SAN VINCENZO dé Paoli

Associazione C.I.R.S. – Comitato Italiano per il

Reinserimento Sociale

Cooperativa BABYCOOP

Associazione HAUS DER GESCHÜTZEN WOH-

NUNGEN

Istituto comprensivo BOLZANO IV-OLTRISARCO

Associazione Alto Atesina della Famiglia L’ARCA

Cooperativa KCS scarl

Cooperativa CONSIS arl

Il servizio affidato

Gestione progetto “alloggi minori alta autonomia”

Gestione di due comunità alloggio per minori

Gestione del progetto “educativa di strada”

Gestione progetto “Il Laboratorio Aperto. Un progetto

sociale

Realizzazione di percorsi di mediazione familiare

Servizio di preparazione dei pasti distribuiti presso

la mensa sociale in via Perathoner 8

Gestione centro per profughi ex-caserma Gorio

Gestione centro emergenza sociale per persone

senza dimora in via Weggenstein 2

Gestione centro di emergenza per minori stranieri

non accompagnati

Svolgimento attività a favore di gruppi emarginati

(progetti)

Gestione di un laboratorio riabilitativo per persone

con problemi di dipendenza da alcol e da farmaci

Gestione progetto per i minori stranieri non

comunitari: “Mediazione all’integrazione”

Gestione comunità alloggio per gravi disabili fi sici,

via Dalmazia 62

Gestione punti d’incontro per malati psichici nella

città di Bolzano

Gestione servizio trasporto di persone in situazione

di handicap

Centro accoglienza invernale per persone senza

dimora (casa Conte F.J. Forni – via Renon 31)

Gestione centro di addestramento al lavoro per

malati psichici

Gestione di una sezione di asilo nido in via Ortles

31s

Gestione di una alloggi protetti per donne che

subiscono violenza

Gestione progetto “Di Noi Tutti”-Sviluppo iniziative

rivolte all’insegnamento scolastico e all’integrazione

di minori stranieri e nomadi

Gestione progetto “Sostegno alla genitorialità”

Servizio Infermieristico presso le case di riposo Don

Bosco e Villa Europa

Servizio riabilitativo presso le case di riposo Don

Bosco e Villa Europa

2

71


L’organizzazione (segue...)

Cooperativa CONSIS arl

Fondazione O.D.A.R.

CARITAS-Diocesi di Bolzano-Bressanone-Sezione

tedesca

Associazione GEA

Il servizio affidato

Servizio infermieristico e riabilitativo presso le case

di riposo Villa Armonia, Villa Serena e Grieserhof

Gestione del Servizio di Prima Accoglienza per

immigrati a Bolzano

Gestione Ostello di Prima Accoglienza

Gestione campi nomadi Rom e Sinti

Gestione dormitorio femminile “Haus Margaret”

Gestione casa delle donne

CARITAS/ODAR Gestione struttura a bassa soglia per

tossicodipendenti

Cooperativa SENIOR

Cooperativa CITTÀ AZZURRA arl

Distribuzione vivande e pulizia c/o mensa Centro

Diurno, via Cl. Augusta

Gestione di 2 comunità alloggio per malati psichici,

via Mendola e vicolo Erbe

Il personale dipendente da terzi

che opera nei servizi sociali dell’Azienda

Anche nei servizi esternalizzati, molti operatori lavorano part-time o comunque con un orario

settimanale ridotto. Per poter fare un equo confronto, si è applicato lo stesso criterio applicato al

personale dipendente dell’ASSB, ossia si è fatto riferimento alle unità di personale equivalente a

tempo pieno (38 ore settimanali). Al 31.12.2004 nei servizi affi dati a terzi operavano 201,7 operatori

equivalenti effettivamente in servizio (complessivamente 253 persone), ovvero il rapporto

tra operatori dipendenti da terzi e personale aziendale è di 2,8:10 (nel 2003: 2,6:10).

Tab. 2.13 - Personale dipendente dell’Azienda e personale convenzionato a confronto

- 2004

Tipologia di servizio

n. operatori

dipendenti

da ASSB

n. operatori

dipendenti

da terzi

% operatori

dipendenti

da terzi

Strutture di accoglienza stranieri ed emarginati 0,0 55,5 100,0

Case di riposo e centri di degenza 268,5 90,6 25,2

Servizi alla Famiglia (asilo nido, casa d. donne) 102,3 14,6 12,5

Servizi distrettuali (Pasti a domicilio, mense…) 163,8 24,3 12,9

Servizio Handicap e Disagio Psichico 118,6 16,8 12,4

Centri di Assistenza Diurna Anziani 11,5 0,0 0,0

Sede centrale 52,4 0,0 0,0

Totale operatori equivalenti effettivi al 31.12. 717,0 201,7 22,0

72


Il personale e le strutture dell’azienda

2.3 La valorizzazione del Terzo Settore in Azienda

Graf. 2.13 - Personale ASSB e personale convenzionato a confronto

Case di riposo e

centri degenza

Strutture di

accoglienza

stranieri ed

emarginati

Servizi alla famiglia

(asili nido, casa d.

donne)

Servizi distrettuali

(Pasti a domicilio,

mense)

Servizio Handicap

e Disagio Psichico

Centri

di Assistenza

Diurna Anziani

Sede centrale

2

n. operatori dipendenti dall’Azienda n. operatori dipendenti da terzi

Come si desume dalla tabella e dal grafi co precedente in alcuni casi il personale dipendente

da terzi opera in servizi e strutture in cui è presente personale aziendale, in altri lo sostituisce

completamente.

Nelle case di riposo il personale infermieristico professionale e fi sioterapico dipendente da

cooperative sociali, è pari al 22,3% del totale degli operatori.

Il servizio è invece completamente esternalizzato nei settori dei servizi per donne in situazioni di

violenza, nel settore della disabilità e del disagio psichico e dell’immigrazione. Sono quindi gestiti

da associazioni i seguenti servizi:

Area Famiglia:

n. 2 casa delle donne, n. 1 asilo nido in via Ortles, il servizio mediazione familiare (Asdi).

Area Anziani:

n. 2 mense per anziani in via Perathoner e in via Cl. Augusta e il Servizio Pasti a Domicilio in tutti

i Distretti sociali della città.

Area Handicap:

n. 2 comunità alloggio per malati psichici (vicolo Erbe e via Mendola), n. 1 comunità alloggio per

disabili fi sici gravi, n. 1 laboratorio per malati psichici, i punti d’incontri per malati psichici.

Area Immigrazione, Disagio sociale e Dipendenze:

Tutte le strutture e i servizi di accoglienza sono stati affi dati nella loro totalità a gestori esterni.

73


Tab. 2.14 - Personale dipendente da terzi per profilo professionale - 2004

% Portieri, custodi

% Operatori sociali/educatori

Personale

dipendente

ASSB

% Infermieri professionali

% Fisioterapisti

% Personale cucina e casa di riposo

% Personale pasti a domicilio e mense

% Operatori amministrativi

*escluso:

-il personale di pulizia, di lavanderia, di portierato e di manutenzione del verde

-il personale dei consultori familiari

-gli operatori impiegati nell’attuazione dei progetti fi nanziati dalla L. 285/97 a favore di minori.

Nell’impiego di risorse esterne all’Azienda per la gestione o l’integrazione di servizi aziendali alcuni

aspetti fortemente critici connessi all’impossibilità di entrare nel merito del potere organizzativo e

dispositivo del soggetto gestore vanno considerati: si pensi all’impossibilità di chiedere requisiti

in ordine ai profi li professionali (ove non espressamente richiesti per legge) e all’assenza del

vincolo sull’attestato di bilinguismo e sull’effettivo bilinguismo.

Volontari, obiettori di coscienza, tirocinanti

In molte strutture e servizi, gestite sia dall’Azienda che da terzi, sono attive anche figure non

retribuite che rappresentano una realtà estesa e consistente: volontari, obiettori di coscienza,

tirocinanti. Nel corso dell’anno 2004 hanno operato nei servizi dell’Azienda (inclusi quelli

esternalizzati) complessivamente 520 volontari e 22 obiettori, mentre hanno svolto un periodo di

tirocinio 276 persone.

Queste fi gure ausiliarie hanno assicurato nell’anno 2004 oltre 103.000 ore di presenza

(108.000 ore nel 2003). Mentre si registra un aumento delle ore prestate da volontari rispetto

all’anno precedente, è diminuita invece la presenza in ore da parte di obiettori e tirocinanti, in

particolare nelle case di riposo e negli asili nido.

74


Il personale e le strutture dell’azienda

2.3 La valorizzazione del Terzo Settore in Azienda

Tab. 2.15 – Volontari, obiettori di coscienza e tirocinanti: numero ed ore annue – 2004

Servizi e strutture

n.

totale

Volontari

ore

annue

Obiettori

di coscienza

n.

totale

ore

annue

n.

totale

Tirocinanti

ore

annue

Case di Riposo/Centro di Degenza 169 12.680 19 11.530 104 15.301

Centri Diurni e di Assist. Diurna per Anziani 1 576 - - 7 860

Assistenza Domiciliare 7 30 - - 21 3.661

Servizio “Emergenza Anziani” 123 10.048 - - - -

Asili Nido 1 10 - - 67 4.875

Consultori Famil. e Serv. Mediaz. Familiare 28 1.153 - - 4 1.260

Casa delle Donne e alloggi protetti 37 2.001 - - 4 730

Strutture residenziali per disabili 2 86 - - 7 1.025

Laboratori protetti e gruppi occupazionali - - - - 18 2.312

Comunità alloggio per malati psichici 1 10 - - 3 480

Laboratori protetti per malati psichici 24 4.571 - - 2 70

2

Punti d’incontro per malati psichici 61 11.198 - - 1 3

Strutture di Accoglienza stranieri /emargin. 41 13.121 1 168 26 1.450

Assistenza di Strada Volontarius 19 838 - - - -

Laboratorio Hands (alcool- e farmacodip.) 2 507 - - - -

Laboratorio Manu 4 854 - - 4 136

Servizio sociopedagogico nei distretti - - - - 6 1.305

Uffi ci amministrativi distretti e sede - - 2 491 2 193

Totale 520 57.683 22 12.189 276 33.661

E’ possibile osservare la consistenza di volontari presenti nelle Case di riposo e nel Centro di

Degenza: essi costituiscono il 32,5% del totale dei volontari rilevati. Si dedicano principalmente

all’organizzazione di eventi e manifestazioni e fungono da supporto emotivo per gli anziani soli

che si trovano in casa di riposo.

Possiamo però osservare che la quota di volontari impegnati a favore degli anziani sale a

57,7% se si considera – oltre alle Case di riposo/Centri di degenza – anche la quota consistente

di volontari impegnati nel Servizio “Emergenza Anziani”, che nell’anno 2004 ha coinvolto n. 123

volontari appartenenti a 18 associazioni locali, i quali attraverso un numero verde hanno offerto

gratuitamente diversi servizi a favore degli anziani, dall’ accompagnamento per passeggiate e la

spesa ai piccoli aiuti in casa.

75


Complessivamente i volontari occupati nei servizi per anziani hanno assicurato 23.334

ore di presenza sul totale delle ore di volontariato rilevato presso tutte le strutture dell’ASSB

(57.683 ore).

Opera presso le Case di Riposo e i Centri di Degenza anche la maggior parte degli obiettori di

coscienza (19 su 22), costituendo per questo tipo di strutture una preziosa risorsa aggiuntiva,

la cui disponibilità potrebbe però nel prossimo futuro assottigliarsi per effetto dell’abolizione del

servizio di leva obbligatorio. Andrà in questo senso promosso e incoraggiato il servizio civile

volontario.

Molte anche le ore di volontariato dedicate ai malati psichici da parte dei volontari

dell’Associazione “Il Nostro Spazio” con 11.198 ore nell’anno prestato da 61 volontari nei vari

punti d’incontro nella città e dei volontari del Centro di addestramento professionale “CIRS”

con 4.571 ore svolte da 24 volontari.

Nel 2004 si registra rispetto all’anno precedente un raddoppio di persone impegnate in attività

di volontariato nelle strutture e nei servizi di accoglienza per immigrati e persone in

emarginazione sociale, che hanno prestato nell’anno 2004 ben 13.121 ore di assistenza

(3.263 nel 2003). Questo è dovuto principalmente al consistente ed effi ciente impiego di

volontari da parte dell’Associazione Volontarius nella gestione di tre importanti strutture di

accoglienza in città (Centro Minori non accompagnati in via Roma 85; Centro Profughi ex-Gorio

in via Macello; Centro Crisi via Weggenstein 2).

76


2.4

La tutela giuridica e amministrativa

delle attività aziendali

La tutela degli utenti e la trasparenza dell’azione amministrativa aziendale.

La tutela giuridica ed amministrativa delle attività aziendali va intesa in un duplice senso.

Da un lato il cittadino/utente, ma anche i partner contrattuali, i dipendenti e tutti i vari portatori

di interesse, devono avere piena cognizione dell’attività che l’Azienda pone in essere ed avere la

possibilità, ogniqualvolta quando ritengano lesi propri diritti od interessi - di chiedere all’Azienda

medesima ovvero ad altri organi - la Consulta provinciale, il Difensore Civico e, se del caso, gli

Organi giurisdizionali - di dare applicazione, integrare, modifi care, rettifi care, revocare, annullare

i propri provvedimenti amministrativi.

Per far sì che ciò possa accadere è necessaria una azione amministrativa puntuale e trasparente,

che evidentemente richiede talvolta dispendio di tempo e risorse, ma che risulta necessaria se si

comprendono appieno le sue fi nalità ed si suoi scopi.

D’altro lato l’Azienda deve anche garantire, nel rispetto dei principi di legittimità ed economicità,

che anche le condotte di tutti i soggetti che si pongono in relazione con essa siano altrettanto

corrette. In tal senso il controllo sulle autocertifi cazioni, la gestione attenta di tutte le posizioni

creditorie (a cominciare da quelle relative alle prestazioni date agli utenti) e quant’altro ricada

nell’ambito di un normale e legittimo contesto di rapporti contrattuali risulta di notevole

importanza per gli interessi dell’azione amministrativa aziendale.

77


Contenziosi legali:

2002: n. 1 2003: n. 5 2004: n. 5

I contenziosi legali sono quelli in cui l’ente è parte - in qualità di convenuto o chiamato -

dinanzi ad un Organo Giurisdizionale.

Nel 2004 risultano pendenti quattro contenziosi, due dei quali davanti al Tribunale-

Sezione del Lavoro, uno davanti al Tribunale - Sezione Civile (gestito tramite Compagnia di

Assicurazioni) ed uno dinanzi al TAR.

Nel 2004, inoltre, si è concluso con sentenza favorevole all’Azienda un contenzioso pendente

dinanzi al TAR.

Tentativi di conciliazione dinanzi all’Ufficio provinciale del Lavoro:

2002: n. 9 2003: n. 7 2004: n. 3

Il tentativo obbligatorio di conciliazione è, tecnicamente, una condizione di procedibilità

al fi ne di poter presentare una domanda giudiziale dinanzi al Giudice competente per le

controversie di lavoro.

Se la conciliazione riesce, viene redatto un processo verbale - che costituisce titolo esecutivo

- sottoscritto dalle parti e dai componenti del collegio di conciliazione.

Nel corso del 2004 i tentativi di conciliazione in cui ha preso parte l’Azienda sono stati tre. In

un caso sì è pervenuti ad un accordo; negli altri due non è stata raggiunta la conciliazione.

Segnalazioni al Difensore civico della Provincia Autonoma di Bolzano:

2002: n. 15 2003: n. 3 2004: n. 5

Al Difensore civico della Provincia autonoma di Bolzano spetta seguire, su richiesta informale

degli interessati o d’uffi cio, le pratiche e i procedimenti posti in essere dall’amministrazione

provinciale nonché dagli enti da essa delegati, onde garantirne l’espletamento e lo

svolgimento corretto dal punto di vista della procedura e della tempestività d’azione.

Nell’anno 2004 le segnalazioni al Difensore Civico in ordine a condotte poste in essere da

strutture organizzative aziendali sono state 5.

In dettaglio sono state n. 2 segnalazioni in materia di assistenza sociale, ambedue chiarite,

e n. 3 in relazione all’attività amministrativa della sede centrale, di cui 1 chiarita e 2 in fase di

chiarimento.

78


Il personale e le strutture dell’azienda

2.4 La tutela giuridica e amministrativa delle attività aziendali

Ricorsi gerarchici al Direttore:

2002: n. 0 2003: n. 0 2004: n. 0

E’ il rimedio che ha luogo nei confronti del Direttore dell’Azienda quale superiore gerarchico

dei dirigenti in relazione a provvedimenti (di regola determinazioni) da tali soggetti adottati.

Viene redatto su carta libera e va presentato entro trenta giorni dall’avvenuta conoscenza

dell’atto.

Nell’anno 2004 al Direttore Generale non sono stati presentati ricorsi gerarchici.

Opposizioni ai dirigenti:

2002: n. 0 2003: n. 2 2004: n. 4

L’opposizione è il rimedio amministrativo che si esplica nei confronti del medesimo soggetto

che ha emanato il provvedimento amministrativo mediante un atto scritto motivato in carta

libera. L’istanza di opposizione va presentata entro il termine di dieci giorni dall’avvenuta

conoscenza dell’atto.

Nel corso dell’anno 2004 sono state presentate quattro istanze di opposizione – di cui n.

1 nel settore “case di riposo” e n. 3 nel settore “distretti sociali – che non sono però state

accolte.

2

Ricorsi alla Consulta provinciale:

2002: n. 76 2003: n. 54 2004: n. 136

Il ricorso alla Consulta provinciale è disciplinato dalla L.P. 30 aprile 1991, n. 13. E’ possibile

rivolgersi alla “Sezione ricorsi” della Consulta istituita presso la Provincia Autonoma di

Bolzano in ordine a :

a) decisioni degli enti pubblici gestori di servizi sociali concernenti l’erogazione delle

prestazioni;

b) controversie in materia di ricovero ed ospedalità.

Tra le decisioni degli enti gestori sono da annoverare anche le decisioni assunte dai comitati

tecnici di erogazione in materia di assistenza economica. L’ASSB, salva la facoltà di

impugnare dinanzi al TAR la decisione della Sezione, deve adeguarsi in ordine a quanto da

questa disposto.

Nell‘anno 2004 sono stati presentati da parte di singoli utenti alla Sezione 136 ricorsi, di cui

n. 78 respinti, n. 31 accolti, n. 2 parzialmente accolti e n. 25 sono di attesa di riscontro da

parte della Sezione ricorsi. Nell’anno 2003 sono stati presentati da parte di singoli utenti alla

Sezione 54 ricorsi, di cui n. 46 respinti e n. 8 accolti.

79


Il controllo delle autocertifi cazioni in Azienda

L’ASSB effettua sistematicamente, come previsto dall’articolo 71 del D.P.R. n. 445/2000, sia

controlli a campione che controlli mirati sui dati autocertifi cabili nelle domande presentate da

parte dell’utente per accedere ai vari servizi offerti dall’Azienda.

La metodologia dei controlli avviene per la maggior parte tramite collegamenti telematici

(Anagrafe, INPS e Catasto) oppure tramite richieste di informazioni (riscontro scritto) con altre

amministrazioni, che rilasciano i certifi cati (IPES, Uffi cio del Lavoro, Motorizzazione Civile, ecc.).

Tab. 2.16 – Controlli sulle autocertificazioni / casi non conformi / rettifiche - 2004

Tipologia di controlli n. controlli n.casi

di non

conformità

di cui

domande

rettificate

domande

rettificate

mediante

integrazione

d’ufficio

segnalazioni in

procura

controlli “a campione” 128 16 16 0 0

controlli “mirati” 1220 175 149 18 8

Totale 1348 191 165 18 8

80


Il personale e le strutture dell’azienda

2.4 La tutela giuridica e amministrativa delle attività aziendali

Mentre i controlli “a campione” sono effettuati dall’Uffi cio Legale dell’ASSB, i controlli mirati sono

svolti dai singoli servizi operativi dell’Azienda, presso cui gli utenti si recano per presentare le loro

istanze (Distretti Sociali, Uffi cio Servizi alla Famiglia, Uffi cio Handicap).

I casi di non conformità riguardano per la maggior parte casi in cui l’utente non ha dichiarato

correttamente i “redditi diversi” percepiti (assegno nucleo familiare, pensione, invalidi, Inail, ecc.)

ed il 66% di questi casi riguardano domande per ottenere assistenza economica sociale,

mentre il restante 34% riguarda richieste di agevolazione tariffaria.

Le domande vengono nella maggior parte dei casi rettifi cate dall’utente stesso oppure mediante

integrazione d’uffi cio grazie ad accessi diretti a banche dati di amministrazioni certifi canti. I casi

in cui il dolo è risultato del tutto evidente e l’utente non ha regolarizzato la sua dichiarazione

economico-patrimoniale sono stati segnalati alla Procura della Repubblica.

Da evidenziare che nell’anno 2004 la percentuale delle dichiarazioni che all’atto del controllo

sono risultate “non conformi”, è diminuita del 30,4% rispetto all’anno 2003, segno di un lavoro

incisivo ed effi ciente da parte degli uffi ci amministrativi dell’Azienda.

2

81


3

I Servizi Sociali

dell’Azienda

Dati sull’utenza

3

83


3.1

Distretti sociali

Tutte le informazioni e i dati relativi ai servizi sociali di base offerti nei cinque distretti

sociosanitari

Il distretto è inteso come ambito territoriale individuato non sono in base agli aspetti geografi ci,

ma anche demografi ci, culturali e socio-economici e corrisponde ad un bacino di utenza ben

defi nito. Più precisamente il distretto è un’unità operativa stabile e pluridisciplinare di base,

che consente un approccio globale alle problematiche del territorio e della comunità. Ha una sua

sede nel territorio che costituisce riferimento sicuro per gli utenti, le associazioni, il volontariato, i

gruppi, i servizi pubblici e privati, la comunità intera.

Il distretto sociale rappresenta anche l’unità organizzativa dei servizi sociali per l’erogazione di

prestazioni sociali di base.

Per prestazioni sociali di base s’intendono interventi informativi,

consultivi, assistenziali ed integrativi che mirano alla prevenzione

Il Distretto

di ogni forma di svantaggio e disagio sociale, al superamento o

alla riduzione dello stato di bisogno e all’integrazione familiare,

Informazioni

lavorativa, sociale e scolastica.

Consulenza

Il distretto sociale privilegia interventi che mirano al sostegno del

singolo, della famiglia e delle reti sociali nell’assolvimento dei relativi

Assistenza

compiti, alla tutela della maternità e dell’infanzia, dell’adolescenza

Prevenzione

e della gioventù, degli anziani, degli invalidi e delle persone in

diffi coltà o esposte a rischio. Nel distretto si opera sulla base di

prassi ormai consolidate attraverso l’impiego di procedure certe

dalla fase di primo contatto alla fase di valutazione dei risultati e attraverso l’impiego di personale

qualifi cato e costantemente aggiornato che in equipe eroga risposte dimensionate al bisogno

dell’utente grazie alla predisposizione di progetti individualizzati e globali sulla persona e sulla

sua famiglia. Tutti gli operatori sociali del distretto infatti hanno compreso che non leggere la

situazione nella sua globalità inibisce anche la possibilità di interagire con tutti i soggetti coinvolti

e coinvolgibili nella situazione, determina diffi coltà nel conoscere la situazione nel suo complesso

e di trovare soluzioni possibili. Dalla sua nascita ad oggi il distretto è diventato unico referente del

quartiere sia per il bisogni del cittadino e delle risorse territorio promuovendo un sempre maggiore

loro coinvolgimento e dando in tal modo piena e concreta attuazione al principio di sussidiarietà.

Attraverso progetti di prevenzione, di riabilitazione sociale e di rete quindi la prospettiva concreta

e funzionale dei distretti è rappresentata proprio dalla possibilità di relazionare con la collettività

e di renderla partecipe a funzioni di sostegno sociale.

84


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Prima Accoglienza nei distretti

E’ il servizio che prima di tutti viene a contatto con il cittadino che si presenta al distretto per

la prima volta. Esso funge da servizio informazioni e da indirizzo per tutte le forme assistenziali

offerte dal distretto.

Malgrado i distretti siano già entrati a regime dall’anno 2002, i dati che seguono dimostrano

quanto sia ancora consistente il numero di persone che fanno riferimento ad essi per la prima

volta. La rilevazione di tutte le persone che si sono rivolte allo sportello e la loro classifi cazione in

base al tipo di richiesta espressa ha permesso di accertare che durante l’anno 2004, in tutta la

città, 2.208 persone, pari al 2,2% della popolazione e con un incremento dell’11,1% rispetto

allo scorso anno, si sono rivolte ai distretti per la prima volta. Di queste 1.462 sono state prese

in carico (66,2% del totale delle persone) e quindi hanno usufruito per la prima volta dei servizi

sociali erogati dal distretto.

Fig. 3.1 – Numero persone che si sono rivolte per la prima volta al distretto e percentuale

sulla popolazione di riferimento - 2004

Distretto sociale Popolazione Utenti % su popolazione

Don Bosco 22.180 378 1,7%

Centro - Piani - Rencio 17.301 372 2,2%

Oltrisarco - Aslago 13.177 488 3,7%

Europa - Novacella 16.155 493 3,1%

Gries - S. Quirino 29.437 477 1,6%

Totale 98.250 2.208 2,2%

L’affl uenza ai distretti, rispetto agli anni passati non è sempre stata costante ed omogenea:

all’avvio ogni struttura ha raggiunto numeri elevati di contatti ma ora che la situazione si è

stabilizzata si riscontra che i distretti maggiormente frequentati sono quelli a minor densità di

popolazione in particolare Oltrisarco - Aslago ed Europa Novacella. Rimangono invece più o

meno stazionarie le situazioni degli altri tre distretti.

Anche lo scorso anno si rilevava che il distretto di Oltrisarco - Aslago era il più frequentato (3,7%

della popolazione del quartiere), seguito da Centro - Piani - Rencio. Ora al secondo posto si colloca

il distretto Europa - Novacella, la cui percentuale sulla popolazione dal 2,1% è salita al 3,1%.

La motivazione potrebbe ricercarsi nell’attivazione di un’info point all’interno del distretto che

stimola il contatto anche solo per informazioni, mentre i distretti che sono stati attivati per primi

sono ormai conosciuti e consolidati e gli utenti più bisognosi già in carico. Nella tabella che

segue vengono evidenziati i vari motivi per i quali i cittadini si sono rivolti ai distretti. Il motivo

della richiesta è riferito alla motivazione espressa dall’utente al momento del primo contatto;

essa non sempre coincide con la vera causa del bisogno o del disagio rilevato in seguito dal

servizio sociale al momento della presa in carico. Come si può notare persiste in maggioranza

la richiesta di sostegno economico e di assistenza a persone anziane, problematiche emergenti

nella nostra città.

È durante la presa in carico che il servizio sociale effettua l’analisi del bisogno e sulla base di

questa valutazione l’utente ha poi la possibilità di usufruire di uno o più servizi ivi compresi

progetti individualizzati.

3

85


Fig. 3.2 – Numero persone che si sono rivolte per la prima volta al distretto e motivo

della richiesta* - 2004

Motivo della Richiesta

Don

Bosco

Centro

Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

Informazioni 30 61 33 19 8 151

Consulenza 26 108 30 2 11 177

Sostegno economico 127 180 186 74 127 694

Sostegno economico spec. 31 5 35 15 32 118

Assistenza domiciliare 43 54 41 74 57 269

Pasti a domicilio 35 13 23 19 44 134

Disagio minori 34 19 69 63 54 239

Disagio adulti 76 35 117 47 86 361

Disagio anziani 119 24 59 58 165 425

Collaborazione 0 2 2 6 8 18

Totale 521 501 595 377 592 2.586

*(gli utenti sono contati più volte se hanno espresso più richieste)

Delle 2.208 persone che si sono rivolte presso i servizi di prima accoglienza nei distretti, ne

sono state prese in carico 1.462 ovvero il al 66,2% delle persone totali. Il rimanente 33,8%

si riferisce a persone che hanno richiesto semplici informazioni o brevi consulenze oppure sono

state indirizzate ad altri enti o servizi. Da qui emerge il ruolo positivo del distretto, quale

importante punto informativo e di segretariato sociale.

Fig. 3.3 – Utenti nuovi presi in carico – 2004

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

Nuovi utenti minori 132 91 78 33 101 435

Nuovi utenti adulti 152 247 57 215 356 1.027

Totale 284 338 135 248 457 1.462

Il tipo di bisogno rilevato a seguito della valutazione effettuata dal personale di assistenza sociale

ed il tipo di intervento e/o prestazione erogata vengono approfonditi nelle pagine successive, in

particolare nell’area sociopedagogica.

86


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Area sociopedagogica

L’area sociopedagogica si rivolge a persone, famiglie, gruppi e cura la realizzazione di azioni

integrate per la prevenzione e/o rimozione di situazioni di bisogno. La conoscenza del

problema avviene secondo lo studio e l’approfondimento della domanda e si articola

in più momenti: l’analisi, la valutazione, la progettazione, la verifica e il monitoraggio.

Gli operatori, assistenti sociali ed educatori, intervengono in funzione di un preciso mandato

sociale attraverso specifi che conoscenze tecnico - professionali, realizzando percorsi di risposta

articolati e correlati ad altri servizi, altri professionisti, risorse e gruppi extra ed intra - istituzionali,

nel rispetto della centralità dell’utente.

Nell’anno 2004 sono state complessivamente in carico ai distretti n. 3.144 persone tra adulti,

anziani e minori e precisamente il 3,2% della popolazione del territorio cittadino (98.250),

nell’anno 2003 era il 2,7%.

Fig. 3.4 – Utenti adulti e minori in carico al servizio sociopedagogico durante l’anno 2004

Adulti Minori Popolazione

% su totale

popolazione

Don Bosco 290 429 22.180 3,2%

Centro - Piani - Rencio 395 221 17.301 3,6%

Oltrisarco - Aslago 205 324 13.177 4,0%

Europa - Novacella 484 151 16.155 3,9%

Gries - S. Quirino 446 199 29.437 2,2%

1.820 1.324 98.250 3,2%

3.144

I minori presi in carico sono 1.324 e corrispondono all’ 8,5 % della popolazione totale di età

inferiore ai 18 anni (15.535), mentre gli adulti e gli anziani in carico sono n. 1.820 persone (su

un totale di 82.715), ovvero l’2,2 % della popolazione cittadina che supera i 18 anni di età.

Nell’anno 2003 tali percentuali erano rispettivamente del 6,8 % e l’1,9%.

3

Tra le diverse tipologie di utenti e da un raffronto con lo scorso anno, si può rilevare come

l’utenza in generale è in continuo aumento. Sul totale degli utenti infatti c’è stato un incremento

di 505 persone, ma il ricambio dell’utenza di riferimento è la seguente: 1.462 nuove prese in

carico e 783 persone dimesse.

87


Fig. 3.5 – Utenti nuovi e dimessi dal servizio sociopedagogico - 2004

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

Minori

Dimessi 75 51 78 29 49 282

Nuovi 132 91 78 33 101 435

Adulti

Dimessi 113 108 54 95 131 501

Nuovi 152 247 57 215 356 1.027

Fig. 3.6 – Utenti in carico al servizio sociopedagogico per tipologia - 2004

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

Minori 429 221 324 151 199 1.324

di cui cittadini

extracom.

125 119 123 44 121 532

di cui nomadi (sinti) 55 4 53 9 121

Minori stranieri non

acc.

5 4 53 1 63

Autoctoni 244 94 95 97 78 608

Adulti 290 395 205 484 446 1.820

Anziani 218 195 57 335 261 1.066

Disabili 15 14 5 13 11 58

Malati psichici 10 13 16 32 5 76

Tossicodipendenti 3 10 1 10 24

Alcolisti 4 20 10 3 37

Extracomunitari 16 55 70 43 76 260

Nomadi 3 33 2 38

Senza dimora 6 61 14 14 18 113

Altri 15 27 9 25 72 148

Totale (minori + adulti) 719 616 529 635 645 3.144

88


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Area MINORI

Per quanto concerne l’area minori si può notare come, anche nell’anno 2004, il numero dei

minori in carico al servizio sociopedagogico sia in costante aumento. Rispetto allo scorso anno

infatti c’è stato un incremento del 21,8% mentre dall’anno 2001 l’incremento è stato del

84,9%.

I 1.324 minori in carico all’assistenza sociopedagogica costituiscono l’8,5% della popolazione

con età inferiore ai 18 anni; la loro distribuzione sul territorio è più accentuata nel quartiere Don

Bosco; però rispetto al rapporto cittadinanza / utenti, anche il quartiere di Oltrisarco – Aslago,

dove troviamo tra l’altro i minori nomadi SINTI ed i minori stranieri non accompagnati per un

numero complessivo di 106 utenti, ha una percentuale piutosto elevata.

Fig. 3.7 – Utenti minori in carico del servizio sociopedagogico per quartiere – 2004

Don Bosco

Centro Piani Rencio

Oltrisarco Aslago

Europa Novacella

Gries S.Quirino

Sicuramente il quartiere Don Bosco è il più complesso, ha una densità di popolazione molto

elevata ed una concentrazione maggiore di edilizia popolare rispetto al resto della città, il che

facilita l’addensarsi di molte problematiche, tra le quali anche l’integrazione di diverse culture

all’interno del territorio. Nel quartiere Don Bosco troviamo infatti nuclei nomadi SINTI che vivono

in alloggi popolari, persone provenienti da paesi extracomunitari e molti adulti in situazione di

disagio conclamato. I minori appartenenti a questo quartiere sono i più esposti a rischio di

disagio giovanile, il distretto infatti registra, tra i giovani in assistenza, il numero più alto di minori

interessati a provvedimenti del Tribunale per i minorenni (pari al 39,7% del totale dei minori

con provvedimenti) . Il dato è preoccupante dal punto di vista sociale, ma anche dal punto di

vista gestionale: il costante e continuo aumento di minori che hanno bisogno di essere seguiti

dal distretto, il 18,9% in più rispetto allo scorso anno, costringe il servizio a lavorare spesso

sull’emergenza, mentre dovrebbe essere forte l’azione progettuale e la funzione di prevenzione,

tipica dei servizi distrettuali.

3

A seguire il quartiere più problematico è sicuramente il distretto di Oltrisarco – Aslago che

conta 324 minori in carico e pur non avendo subito sostanziosi incrementi rispetto all’anno

passato (2,8% ) ha un’elevata percentuale di minori in carico ai servizi in rapporto alla popolazione

di età inferiore ai 18 anni (14,3%).

89


E’ importante però sottolineare che i quartieri di Europa – Novacella e Gries – S. Quirino pur

avendo in carico meno utenti rispetto ai due distretti sopra citati, nell’anno 2004 hanno subito

un forte incremento di utenti rispetto agli anni passati. Infatti ad Europa – Novacella l’incremento

è stato del 31,8%, mentre Gries S. Quirino del 47,7%. Ciò potrebbe dimostrare che anche nei

quartieri dove fi nora il problema era da questo punto di vista più contenuto rispetto agli altri, il

disagio giovanile è in continua crescita o inizia a manifestarsi.

Molti giovani “a rischio” inoltre sono difficilmente raggiungibili in quanto permangono tra

le mura domestiche e non si fanno agganciare dai servizi.

In tutti i quartieri si stanno sempre più consolidando azioni e progetti rivolti ai minori nonché

interventi rivolti alla prevenzione del disagio minorile in un’ottica di lavoro di rete, di educativa di

strada e di collaborazione con le risorse del territorio (vedi anche area Minori e Famiglia).

Fig. 3.8 – Minori in carico al servizo sociopedagogico per quartiere e relativa popolazione

2004

Minori in carico

Popolazione

0-17 anni

% su popolazione

Don Bosco 429 2.829 15,2%

Centro Piani Rencio 221 2.127 10,4%

Oltrisarco Aslago 324 2.264 14,3%

Europa Novacella 151 3.621 4,2%

Gries S. Quirino 199 4.694 4,2%

Totale 1.324 15.535 8,5%

I motivi prevalenti della presa in carico dei minori sono legati a problemi economici della famiglia,

tuttavia hanno subito signifi cavi e paralleli aumenti i gravi problemi comportamentali e psicologici

del minore, ivi compresi i problemi di tossicodipendenza e devianza sociale, nonché incapacità

o diffi coltà educative dei genitori, quasi a signifi care la sempre maggiore diffi coltà di gestire i

giovani all’interno della famiglia.

La problematica emergente quindi può certamente ricollocarsi in ambito familiare,

portando a pensare ad azioni di sostegno alla genitorialità e ad azioni capaci di sostenere

famiglie multiproblematiche.

Le altre problematiche rimangono più o meno invariate rispetto allo scorso anno anche se si

rilevano leggeri aumenti di situazioni di abuso e di violenza nei confronti dei minori.

90


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Fig. 3.9 – Motivo prevalente di presa in carico di minori - 2004

Problemi economici della famiglia

d’origine

Don

Bosco

Centro

Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novac.

Gries

Quirino

Totale

111 96 85 55 89 436

Problemi abitativi della famiglia d’origine 22 30 26 7 30 115

Problemi scolastici del minore 37 15 27 4 6 89

Gravi problemi di uno o entrambe

i genitori*

Gravi problemi psicologici/

comportamentali**

Incapacità/difficoltà educative

del genitore

53 19 79 18 14 183

44 25 19 11 11 110

124 24 24 42 45 259

Violenza 26 2 10 3 41

Abuso 2 2 1 5

Altro motivo*** 10 10 52 14 86

Totale minori assistiti 429 221 324 151 199 1.324

Fig. 3.10 - Prestazioni erogate dal servizo sociopedagogico a minori - 2004

Supporto all’erogazione

di prestazioni economiche

Don

Bosco

Centro

Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

280 91 188 79 119 757

Sostegno socio-educativo 85 110 147 69 68 479

Interventi e indagini per conto

Procura e Tribunale Minorenni

97 28 26 40 17 208

Affidamento familiare a tempo pieno 24 9 26 5 9 73

Affidamento familiare

a tempo parziale

11 8 12 9 7 47

Affidamento ai nonni 6 3 4 3 1 17

Ricovero in struttura a tempo pieno 30 4 7 5 14 60

3

Ricovero in struttura

a tempo parziale

17 9 9 2 8 45

Ricovero in residenze assitite 4 2 2 1 1 10

Relazione psico-socio-familiare

sugli aspiranti genitori adottivi

1 3 5 5 7 21

Coppie seguite nella post- adozione 1 1 6 3 11

Totale 555 268 427 224 254 1.728

N.B. Lo stesso minore può essere oggetto di più prestazioni

91


Nella tabella che segue si illustra l’incidenza dei provvedimenti emessi dal Tribunale dei

Minorenni: emerge chiaramente che il numero maggiore dei provvedimenti è stato emesso nei

confronti di minori appartenenti al quartiere Don Bosco. La situazione rimane critica anche

nei quartieri di Oltrisarco - Aslago ed Europa Novacella, dove sono state avviate più azioni di

recupero e prevenzione nei confronti dei giovani.

Fig. 3.11 – Minori interessati da provvedimento del tribunale per i minorenni - 2004

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

Allontanamento 15 2 1 2 20

Decadenza potestà

genitoriale

Sospensione potestà

genitoriale

Provvedimento

amministrativo

12 2 2 2 1 19

9 4 2 1 16

53 23 31 29 17 153

Provvedimento penale 6 2 17 3 3 31

Totale 95 29 55 36 24 239

Anno 2003 71 25 53 31 24 204

N.B. – Il numero dei provvedimenti dell’anno 2004 va ad aggiungersi a quello dell’anno 2003

Area ADULTI

Anche nel settore adulti si riscontra un costante aumento dell’utenza: dallo scorso anno ha

subito un incremento del 17,3% passando da 1.552 a 1.820 persone in carico ai distretti.

Tra gli utenti in carico la tipologia più numerosa è quella relativa agli anziani che raggiunge il

59% rispetto al resto dell’utenza adulta nonchè quella di persone extracomunitarie con il 14%.

Le percentuali delle altre tipologie variano dal 3% al 8% del totale dell’utenza.

In merito all’utenza extracomunitaria si può osservare una diversa distribuzione sul territorio

cittadino, e più precisamente una sostanziosa riduzione di 41 casi al distretto Centro Piani

Rencio e un aumento sensibile negli altri distretti: Don Bosco 10, Oltrisarco Aslago 49, Europa

Novacella 24, Gries S. Quirino 25. Questo fatto è dovuto probabilmente:

1. alla chiusura del dormitorio per lavoratori extracomunitari di via Weggenstein, in

quanto la sistemazione di queste persone è da ritenersi intervento di secondo livello quindi

non più di competenza dei servizi sociali; queste persone hanno trovato sistemazioni

alloggiative altrove: affi tto, casa albergo ecc.

2. al tasferimento della struttura prima accoglienza immigrati che da via Macello 9 si

è trasferita in via Roma 100/C, la cui competenza territoriale quindi è stata trasferita al

distretto di Oltrisarco Aslago.

92


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Fig. 3.12 - Incremento degli utenti adulti ed anziani in carico al servizio sociopedagogico

2004

Nelle tabelle che seguono si può osservare, più nel dettaglio, la tipologia degli utenti che sono

stati presi in carico ed il loro territorio di riferimento: si può evidenziare come il Distretto Europa

Novacella abbia in carico il maggior numero di utenti anziani, il distretto Centro – Piani

– Rencio segua il maggior numero di utenti appartenenti all’area adulta.

La maggioranza delle persone adulte seguite da questo distretto è composta da cittadini

extracomunitari e senza dimora. Il distretto Centro Piani Rencio infatti è quello con le maggiori

competenze relative alle strutture per senza dimora e per la prima accoglienza. La sua stessa

ubicazione in zona centrale, storica, e nei pressi della stazione facilita il passaggio e l’accesso ai

servizi di questa tipologia di utenti.

Il Distretto di Oltrisarco Aslago, ha in carico 148 utenti (esclusi i 50 anziani): di questi 103 sono

nomadi SINTI ed extracomunitari. Il distretto Gries S. Quirino è quello che ha in carico il

maggior numero di cittadini extracomunitari con aumento di 25 persone nonché di “altri casi”

che si riferiscono a categorie non rilevate specifi catamente come disoccupati, ex detenuti,

donne in gravidanza ecc.

3

93


Fig. 3.13 - Utenti adulti presi in carico dal servizio sociopedagogico per tipologia e

quartiere - 2004

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltris.

Aslago

Europa

Novac.

Gries

Quirino

Totale (in %)

Anziani 218 195 57 335 261 1.066 59%

Disabili 15 14 5 13 11 58 3%

Malati psichici 10 13 16 32 5 76 4%

Tossicodipendenti 3 10 1 10 24 1%

Alcolisti 4 20 10 3 37 2%

Extracomunitari 16 55 70 43 76 260 14%

Nomadi 3 33 2 38 2%

Senza dimora 6 61 14 14 18 113 6%

Altri 15 27 9 25 72 148 8%

Totale 290 395 205 484 446 1.820 100%

N.B. Per anziani s’intendono le persone in età superiore ai 65 anni, l’utenza seguita dal servizio rappresenta il

5,1% di questa fascia d’età che corrisponde a 20.737 persone e più precisamente il 21,1% dell’intera popolazione

cittadina e che è in crescita d’anno in anno.

Nella tabella che segue sono evidenziate le principali cause della presa in carico delle persone

adulte ed in quella successiva quelle delle persone anziane.

Fig. 3.14 – Adulti per motivo prevalente della presa in carico - 2004

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino Totale

Disoccupazione 14 40 42 31 14 141

Problemi abitativi 6 26 26 13 10 81

Problemi economici 11 37 27 40 116 231

Problemi familiari/di relazione 2 5 8 7 10 32

Emarginazione sociale 14 65 15 22 14 130

Problemi di salute 9 16 12 9 46

Problemi psichici 10 8 18 16 6 58

Problemi di dipendenza 4 2 4 7 2 19

Abuso / violenza 1 8 1 10

Altro motivo 2 4 6

Totale 72 200 148 149 185 754

Anche quest’anno le problematiche rilevate coincidono con le tipologie di utenti prevalenti:

vediamo infatti che i maggiori bisogni sono di tipo economico: in particolar modo a Gries S.

Quirino che conta il maggior numero di extracomunitari in carico, a Centro Piani Rencio dove

sono presenti le maggiori strutture per senza dimora di emarginazione sociale, ad Oltrisarco

Aslago prevale la disoccupazione, mentre a Don Bosco ed Europa Novacella i motivi di presa in

carico sono distribuiti e coerenti con la tipologia di adulti assistiti.

94


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Fig. 3.15 – Anziani per motivo prevalente di presa in carico - 2004

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

Disoccupazione 0

Problemi abitativi 4 11 1 5 3 24

Problemi economici 22 1 30 9 62

Problemi familiari/di

relazione

32 4 31 5 72

Emarginazione sociale 3 7 20 30

Problemi di salute 167 153 230 240 790

Problemi psichici 15 1 14 4 34

Problemi di dipendenza 1 1 2 4

Abuso / violenza 2 3 5

Altro motivo 45 45

Totale 218 195 57 335 261 1066

Le problematiche dell’area anziani sono ovviamente differenti da quelle dell’area adulta. Il

problema emergente è quello della graduale perdita dell’autosufficienza (in tabella precedente

defi nito con salute), inteso anche come necessità di assistenza per la persona e per la conduzione

della vita di relazione e delle casa.

Contrariamente allo scorso anno dove seguivano i problemi economici, nell’anno 2004 il

secondo problema in ordine numerico sono le problematiche familiari e di relazione, mentre i

problemi economici passano al terzo posto.

Per gli utenti seguiti dall’area sociopedagogica sono state erogate in totale 2810 prestazioni.

Tali prestazioni sono state direttamente erogate dagli operatori del servizio sociale e del servizio

educativo ed in collaborazione con altri servizi e/o risorse.

La prestazione maggiormente erogata riguarda l’accompagnamento ad un sostegno

economico, bisogno spesso conseguente ad altri bisogni rilevati. Tra le “altre” prestazioni

sono comprese mediazioni familiari, sostegno nella ricerca di soluzioni di assistenza domiciliare,

consulenze ecc.

Fig. 3.16 – Prestazioni erogate dal servizio sociopedagogico ad adulti ed anziani - 2004

Don

Bosco

Centro

Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

Quirino

Totale

Sostegno socio - educativo 37 179 56 64 140 476

Ricerca lavoro / inserimento

lav.

16 157 124 38 36 371

Sostegno a problemi abitativi 10 10 110 37 27 194

3

Accomp. sostegno economico 51 155 141 149 141 637

Affidamento ad un servizio 119 49 50 33 251

Inserimento in struttura resid. 79 54 17 69 78 297

Altro 63 202 41 206 72 584

Totale 375 806 489 613 527 2.810

95


Assistenza Domiciliare

I servizi erogati nell’ambito dell’area dell’assistenza domiciliare possono articolarsi in tre gruppi:

quelli erogati presso l’abitazione dell’utente, quelli erogati presso i cinque centri diurni della

città e i pasti consegnati al domicilio dell’utente. Complessivamente questo tipo di assistenza

ha come obiettivo la promozione ed il sostegno della qualità della vita per coloro, per lo più anziani,

che hanno perso in via temporanea o permanente, la capacità di provvedere autonomamente ed

in modo soddisfacente a se stessi. Conseguentemente il servizio ha anche la funzione di ritardare

il ricovero in strutture residenziali. Gli operatori sono fi gure qualifi cate che agiscono all’interno di

un sistema integrato e coordinato di servizi sociosanitari che si rivolgono al singolo o alla famiglia.

Operano sia autonomamente che in collaborazione con altri operatori dei servizi sociosanitari. Gli

utenti vengono presi in carico dopo una valutazione globale e multidimensionale della situazione

operata dal servizio sociale del distretto competente in collaborazione con il/la referente del

servizio di aiuto domiciliare; a seguito di tale valutazione viene stilato un piano di assistenza

socio assistenziale individualizzato che coinvolge sia le risorse del distretto e del relativo

territorio, che la famiglia dell’utente.

Nell’anno 2004 gli utenti in carico all’assistenza domiciliare, compresi coloro che hanno usufruito

dei pasti a domicilio e delle prestazioni presso i centri di assistenza diurna, sono stati 3.170 ovvero il

3,2’% del totale della popolazione cittadina ed il 3,8% del totale della popolazione con età superiore

ai 19 anni. La fascia di età maggiormente seguita è quella superiore ai 65 anni che conta 2.859

utenti pari al 13,8% della popolazione ultrasessantacinquenne (20.737). Rispetto allo scorso

anno l’utenza in generale è incrementata dell’13,1%,con un aumento degli utenti compresi nella

fascia che va da 60 a 64 anni. La prevalenza dell’utenza è costituita da persone di sesso femminile

per un numero pari a 2.419 che corrisponde al 76% dell’intera utenza.

Nella tabella che segue viene evidenziato il numero degli utenti seguiti per ogni specifi co gruppo

di prestazioni distinti tra:

• prestazioni domiciliari – che si riferiscono all’aiuto domestico, assistenza familiare, igiene

del corpo e della persona, trasporto ed accompagnamento. Le prestazioni nell’anno 2004

sono state maggiormente dettagliate e pertanto si sono aggiunte altre prestazioni che sono:

attività sociopedagogica / sociogeriatrica, attività varie e animazione, prestazioni curative e

misure terapeutiche (solo nei distretti dove è stato stilato un protocollo d’intesa con la sanità

e dove è presente il personale adeguatamente formato)

• pasti a domicilio – pasto completo con consegna a domicilio

• prestazioni presso il Centro Diurno – che si riferiscono al bagno/doccia assistito e non,

lavaggio della biancheria, lavaggio capelli, pedicure.

Fig. 3.17 – Utenti assistiti a domicilio per gruppo di prestazione - 2004

Distretto

N. utenti con prestazioni

a domicilio

N. utenti con pasti

a domicilio

N. utenti con prestazioni

presso il Centro Anziani

Don Bosco 143 119 570

Centro Piani

Rencio

102 71 513

Oltrisarco Aslago 80 46 447

Europa Novacella 98 103 392

Gries S Quirino 173 134 526

Totale 596 473 2.448

N.B. ogni utente può usufruire di più prestazioni

96


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Ogni utente può aver usufruito di più prestazioni e quindi potrebbe essere contato in ognuno dei

tre gruppi di prestazioni; il numero esatto degli utenti in carico al servizio viene evidenziato nella

tabella seguente, mentre l’ammontare delle prestazioni in quella successiva.

Per ogni gruppo di prestazione viene rilevata l’entità delle prestazioni erogate in termini di

singola unità o in termini di ore impiegate.

Nelle tabelle che seguono si evidenziano il tipo di prestazione e la quantità erogata. Le prestazioni

riportate in ore si riferiscono a quelle effettuate a domicilio, quelle riportate in unità si riferiscono ai

pasti a domicilio o alle prestazioni erogate presso i centri diurni.

Fig. 3.18 - Utenti del Servizio di Assistenza Domiciiliare per fascia d’età - 2004

Don Bosco

Centro

Piani Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries S.

Quirino

Totale

18 - 39 5 3 1 2 3 14

40 - 59 28 10 6 9 13 66

60 - 64 58 36 43 39 55 231

65 - 69 98 58 74 51 79 360

70 - 74 112 103 107 96 115 533

75 - 79 164 129 94 106 153 646

80 - 84 157 144 114 127 170 712

85 - 999 126 131 86 102 163 608

Totale 748 614 525 532 751 3.170

N.B. nella tabella sono riportati tutti gli utenti in carico al servizio e precisamente assistiti a domicilio, presso i centri

diurni e utenti che percepiscono i pasti a domicilio. Gli utenti sono contati una sola volta.

Fig. 3.19/a - numero delle ore di servizio delle prestazioni a domicilio - 2004

Prestazioni erogate

a domicilio (ore)

Don

Bosco

Centro

Piani Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

Aiuto domestico 2.460 3.013 1.888 2.057 2.093 11.511

Assistenza familiare 123 6 4 42 3 178

3

Igiene del corpo 6.114 4.325 4.448 4.270 4.896 24.053

Attività socioped./sociogeriatrica 45 105 8 186 344

Attività/animazione 369 1.212 34 629 2.244

Trasporto e accompagnamento 656 591 38 24 204 1.513

Trattamento medico 2 200 17 219

Totale ore di asssitenza 9.769 9.452 6.378 6.452 8.011 40.062

97


Fig. 3.19/b - numero delle prestazioni erogate presso i Centri Diurni -2004

Prestiazioni erogate presso

il centro diurno (unità)

Bagno /doccia

con assistenza

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

15 74 97 16 47 249

Lavaggio biancheria 75 182 105 85 163 610

Pedicure 2.306 2.747 1.501 1.416 1.485 9.455

Lavaggio capelli 31 31

Totale n. prestazioni 2.396 3.034 1.703 1.517 1.695 10.345

Fig. 3.19/c - Pasti consegnati a domicilio -2004

Don

Pasti a domicilio 2004

Bosco

Menù completo

con consegna 18.494

Centro Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

11.061 6.886 16.951 20.948 74.340

I quartieri con il maggior numero di utenti in carico (sommate le tre aree di intervento) sono

quelli di Don Bosco e Gries - S. Quirino. La percentuale di assistiti in rapporto alla popolazione

con età superiore ai 19 anni è abbastanza omogenea nei cinque quartieri. I valori infatti oscillano

tra il 3% di Gries – S. Quirino ed il 4,8% di Oltrisarco - Aslago che numericamente ha meno

utenti degli altri distretti ma in rapporto alla popolazione la percentuale più alta.

Fig. 3.20 – Utenti in rapporto alla popolazione con età > 18 anni - 2004

Distretto Popolazione Utenti % su pop.

Don Bosco 18.559 748 4,0%

Centro Piani Rencio 14.472 614 4,2%

Oltrisarco Aslago 11.050 525 4,8%

Europa Novacella 13.891 532 3,8%

Gries S. Quirino 24.743 751 3,0%

Totale 82.715 3.170 3,0%

98


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Fig. 3.21 – Percentuale di utenti assistiti a domicilio per quartiere - 2004

Don Bosco

Centro Piani Rencio

Oltrisarco Aslago

Europa Novacella

Gries S.Quirino

Rispetto allo scorso anno il numero di persone seguite dal servizio è aumentato dell’13,1%

passando da 2.804 a 3.170. Si registra un aumento complessivo in tutte le aree di intervento, a

domicilio, pasti e prestazioni ai centri.

Va invece evdenziato un calo di utenti assisti a domicilio con più di 65 anni. La causa di ciò

potrebbe ricercarsi nella sempre maggiore assunzione, da parte delle famiglie di persone

anziane, di cittadine straniere per l’assistenza agli anziani, le c.d. “badanti”.

Anche le dimissioni dal servizio sono diminuite rispetto allo scorso anno (da 157 a 133).

Fig. 3.22 – Utenti assistiti a domicilio per motivo di dimissione - 2004

Don Bosco

Centro

Piani

Rencio

Oltrisarco

Aslago

Europa

Novacella

Gries

S. Quirino

Totale

Decesso 16 12 9 10 19 66

Presa in carico

dalla famiglia

3 3

Riacquisto indipendenza 2 1 1 4

Ricovero in struttura 11 3 4 7 3 28

3

Trasferimento 1 1 3 5

Rinuncia 13 13

Motivo non noto 2 6 2 4 14

Totale 45 22 17 22 27 133

Analizzando il bisogno a cui il servizio risponde, si rileva che la causa più ricorrente del ricorso

all’assistenza è la debilitazione di persone in età avanzata (1556 utenti – incremento del 5,3%)

ma gli utenti affetti da malattie croniche o di tipo degenerativo sono aumentati rispetto

all’anno 2004 del 60,2%.

99


Nella tabella seguente risalta un elevato numero di utenti che non presenta alcuna limitazione

fi sica o psichica: si tratta di coloro che usufruiscono delle prestazioni presso i centri diurni che

consistono per lo più in interventi di prevenzione atti a salvaguardare la salute e l’igiene delle

persone con problemi legati alla cura del piede.

Fig. 3.23 – Utenti assistiti a domicilio per tipologia - 2004

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltris.

Aslago

Europa

Novac.

Gries

Quirino

Totale

Affetto da forme di dipendenza 2 1 3 3 2 11

Debilitato (anziano


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Assistenza economica

La missione esplicitata all’interno di quest’area è quella di operare quale misura di contrasto

alla povertà e all’esclusione sociale attraverso il sostegno delle condizioni economiche delle

persone esposte al rischio di marginalità sociale ed impossibilitate a provvedere per cause

psichiche, fi siche e sociali al mantenimento proprio e dei propri fi gli. Il servizio interviene inoltre

con l’assunzione delle spese di alcune tipologie di ricovero e di quelle connesse ad altri servizi

per scopi socio – assistenziali.

L’erogazione della prestazione economica avviene nell’ambito di un progetto sul caso formulato

dall’équipe di distretto e ha carattere limitato nel tempo; essa non può prescindere da un

programma di integrazione sociale individualizzato in relazione agli interventi previsti nell’ambito

delle politiche attive del lavoro, tenendo conto delle caratteristiche personali e familiari dei

soggetti e concordando con gli stessi il contenuto e gli impegni derivanti dal programma.

Durante l’anno 2004 sono stati assistiti complessivamente 3.151 richiedenti prestazioni di

assistenza economica, i quali, con i relativi componenti familiari raggiungono un totale di

4.207 persone, valore che corrisponde al 4,3 % della popolazione cittadina.

Le prestazioni di assistenza economica si possono distinguere in due gruppi:

Gruppo 1 - persone che hanno ottenuto erogazioni in denaro per la soddisfazione

dei bisogni quotidiani (es. reddito minimo di inserimento, spese di locazione e accessorie,

prestazioni per le piccole spese, prestazioni straordinarie ecc. ) o contributi in denaro per i

pagamento di rette per il ricovero / affi damento a servizi residenziali o semiresidenziali;

Gruppo 2 - persone che hanno ottenuto prestazioni per l’ottenimento di agevolazioni

tariffarie per strutture residenziali e/o semiresidenziali o per l’esenzione del ticket

sanitario. Che non consistono in erogazioni in denaro bensì in servizi, calcolo della valutazione

economica familiare, rilascio certifi cazioni ecc.

Nelle tabelle che seguono viene evidenziato il numero complessivo degli utenti e dei relativi

familiari, nonché il numero di coloro che hanno percepito erogazioni in denaro suddivisi per

quartiere e rapportati alla popolazione.

Fig. 3.25 – Totale utenti che hanno usufruito del servizio di assistenza economica – 2004

(gruppi 1 e 2)

3

Distretto Assistiti Familiari Popolazione %

Don Bosco 814 1.423 17.301 8,2%

Centro - Piani - Rencio 679 1.053 13.177 8,0%

Oltrisarco - Aslago 672 117 16.155 0,7%

Europa - Novacella 516 877 22.180 4,0%

Gries - S. Quirino 470 737 29.437 2,5%

Totale 3.151 4.207 98.250 4,3%

101


Fig. 3.26 – Totale utenti che hanno percepito e/o usufruito di prestazioni in denaro – 2004

(gruppo 1)

Distretto Assistiti Familiari Popolazione %

Don Bosco 544 1.081 17.301 6,2%

Centro - Piani - Rencio 487 838 13.177 6,4%

Oltrisarco - Aslago 493 869 16.155 5,4%

Europa - Novacella 300 542 22.180 2,4%

Gries - S. Quirino 260 420 29.437 1,4%

Totale 2.084 3.750 98.250 3,8%

Nel corso dell’anno e previa presentazione di apposita domanda, ogni utente può benefi ciare di

più prestazioni, ed ogni domanda inoltre può contenere la richiesta di una o più prestazioni. La

domanda assistenziale è preceduta da una valutazione dello stato di bisogno da parte del servizio

sociale, e per quanto concerne il reddito minimo di inserimento è vincolata ad un progetto di

reinserimento socio lavorativo. La decisione in merito alla concessione o meno della prestazione

spetta la Comitato Tecnico di Erogazione in caso di attività discrezionali, all’operatore preposto

in caso di attività non discrezionali. Nella tabella che segue si evidenzia il numero delle domande

presentate, il numero delle prestazioni esaminate con distinzione di quelle concesse e di quelle

che hanno subito trattamenti diversi (negate, revocate, rinviate, archiviate).

Fig. 3.27 – Numero delle domande di assistenza economica presentate e relativi esiti - 2004

Distretto

Domande

presentate

Prestazioni

esaminate

Di cui concesse

Di cui negate/altro

Don Bosco 2.515 5.305 3.073 2.232

Centro - Piani - Rencio 2.126 3.522 2.466 1.056

Oltrisarco - Aslago 2.279 5.099 3.772 1.327

Europa - Novacella 1.524 2.936 2.075 861

Gries - S. Quirino 1.135 2.025 1.304 721

Totale 9.579 18.887 12.690 6.197

Le prestazioni di assistenza economica sociale sono per defi nizione interventi volti a perseguire

l’integrazione sociale e l’indipendenza economica dei soggetti e delle famiglie destinatarie,

attraverso trasferimenti monetari integrativi al reddito e programmi personalizzati.

Nelle pagine che seguono si evidenziano le informazioni relative all’utenza appartenente

al primo gruppo, ovvero di coloro che hanno beneficiato di prestazioni in denaro.

102


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Fig. 3.28 – Utenti di assistenza economica per gruppo di prestazioni – 2004

Assistiti che hanno ottenuto

prestazioni economiche

Assistiti che hanno ottenuto

prestazioni economiche per

affidamenti / ricoveri semiresidenziali

Assistiti che hanno ottenuto

prestazioni economiche per

affidamenti / ricoveri residenziali

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltris.

Aslago

Europa

Novac.

Gries

Quirino

Totale

utenti

527 482 456 294 244 2.003

17 8 24 10 14 73

23 9 23 7 10 72

Totale 1 567 499 503 311 268 2.148

Totale 2 544 487 493 300 260 2.084

N.B. Al totale 1 corrispondono tutti gli utenti che hanno usufruito delle prestazioni, se però hanno usufruito di più

prestazioni, vengono contati più volte. Al totale 2 corrispondono tutti gli utenti che hanno usufruito delle prestazioni

contati una volta sola indipendentemente da quante prestazioni hanno ottenuto.

Tra le prestazioni di assistenza economica le più signifi cative sono quelle relative al reddito

minimo di inserimento ed all’integrazione delle spese di locazione ed accessorie delle quali

usufruiscono 1302 utenti ovvero il 62,5% del totale degli utenti che usufruiscono di prestazioni

di assistenza economica (2084) in denaro.

Nella tabella seguente vengono riportati gli utenti che hanno benefi ciato delle diverse prestazioni

di assistenza economica.

Fig. 3.29 – Utenti in assistenza economica per tipo di prestazione – 2004

Prestazioni di assistenza economica

Don

Bosco

Centro Piani

Rencio

Oltris.

Aslago

Europa

Novac.

Gries S.

Quirino

Totale

Acquisto mezzi per disabili 1 1 1 2 5

Adattamento mezzi per disabili 3 1 1 1 6

Anticipazione spese

mantenimento minore

14 6 4 12 3 39

Assegno piccole spese 25 107 47 19 28 226

Continuità della vita familiare 38 22 8 35 21 124

Integrazione locazione ed accessorie 269 173 280 158 100 980

3

Prestazioni specifiche 138 130 115 77 52 512

Prestazioni specifica per minori 85 64 60 21 28 258

Reddito minimo di inserimento 218 209 277 143 103 950

Servizio telesoccorso / telecontrollo 28 14 9 26 11 88

Spese trasporto 3 4 5 1 13

Spese trasporto pubblico

per anziani

1 1

Installazione telefono per anziani 1 1

Totale 822 730 802 498 351 3.203

N.B. In questa statistica gli utenti che percepiscono più prestazioni vengono conteggiati più volte.

103


Come sopra evidenziato le prestazioni di maggior rilevanza sono quelle relative al reddito minimo

di inserimento ed all’integrazione delle spese di locazione ed accessorie. Quest’ultime tra l’altro,

hanno subito un sostanzioso incremento della spesa dovuto all’elevato costo dei canoni di

locazione in città.

Il reddito minimo di inserimento opera il sostegno economico e sociale delle persone esposte

al rischio della marginalità sociale ed impossibilitate per cause psichiche, fi siche e sociali al

mantenimento proprio e del proprio nucleo familiare e viene associato, a seconda del valore della

situazione economica, all’integrazione delle spese di locazione ed accessorie che garantiscono

il pagamento delle spese relative all’alloggio.

Nella tabella seguente vengono conteggiati una sola volta gli utenti che hanno benefi ciato di

queste due prestazioni.

Fig. 3.30 – Comparazione Integrazione Locazione e Reddito minimo di inserimento - 2004

Prestazioni di assistenza

economica

Assistiti con RMI senza spese

di locazione e accessorie

Assistiti con spese locazione

e accessorie senza RMI

Assistiti con RMI + spese

di locazione e accessorie

Don

Bosco

Centro

Piani

Rencio

Oltris.

Aslago

Europa

Novac.

Gries S.

Quirino

Totale

56 116 70 31 49 322

107 80 73 46 46 352

162 93 207 112 54 628

Totale 325 289 350 189 149 1302

N.B. In questa statistica gli utenti che percepiscono entrambe le prestazioni vengono considerati una sola volta.

Tra gli utenti che hanno percepito prestazioni di natura economica 711 appartengono ad altri

stati europei ed extraeuropei. Lo Stato di appartenenza di ciascun utente viene specifi cato nella

seguente tabella. Essi costituiscono il 22,6% dell’intera utenza e il 10,4% della popolazione

straniera residente.

Si precisa che hanno accesso alle prestazioni di assistenza economica:

1. i cittadini italiani e quelli degli stati membri dell’Unione Europea che hanno dimora stabile in

provincia di Bolzano;

2. i cittadini non appartenenti all’Unione Europea, fi rmatari di convenzioni di reciproca assistenza

sociale, che risiedono ed hanno dimora stabile in provincia di Bolzano da almeno tre mesi.

Essi possono usufruire delle prestazioni limitatamente ad un periodo di due mesi all’anno

e possono essere prorogate, solo in caso di grave bisogno, per il periodo strettamente

necessario;

3. I cittadini di stati non appartenenti all’Unione Europea e gli apolidi che risiedono

ininterrottamente e dimorano stabilmente in provincia di Bolzano da almeno cinque anni. In

questo caso essi hanno diritto ad usufruire delle prestazioni alle stesse condizioni dei cittadini

italiani e di quelli degli stato membri dell’Unione Europea;

4. I cittadini che si trovano in situazioni personali e familiari che richiedono interventi urgenti ed

indifferibili anche a prescindere dal possesso dei requisiti di cui sopra.

104


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Fig. 3.31 – Numero assistiti per cittadinanza - 2004

Nazionalità Utenti Nazionalità Utenti Nazionalità Utenti

Afghanistan 7 Cuba 2 Paesi Bassi 1

Albania 126 Egitto 1 Pakistan 41

Algeria 9 Etiopia 1 Panama 1

Apolide 4 Ecuador 6 Perù 16

Argentina 1 Filippine 1 Polonia 5

Austria 2 Germania 8 Regno Unito 2

Azeirbaigian 1 Ghana 17 Repubblica Ceca 1

Bangladesh 8 India 11 Rep. Dominicana 3

Bosnia e Erzegovina 11 Iran 7 Romania 12

Brasile 3 Iraq 38 Senegal 5

Camerun 2 Jugoslavia 28 Sierra Leone 1

Cecoslovacchia 1 Liberia 2 Slovenia 2

Cile 1 Macedonia 37 Svezia 1

Cina 2 Marocco 168 Togo 2

Colombia 7 Moldavia 15 Tunisia 30

Costa d’Avorio 2 Namibia 2 Turchia 28

Croazia 8 Grecia 3 Ucraina 12

Dominica 1 Nigeria 4 Uzbekistan 1

Totale 711

Fig. 3.32 - Prestazioni di Assistenza Economica Sociale - 2004

Trasferimenti per l’assistenza economica sociale - 2004 - Euro 3.949.681

reddito minimo di inserimento

€ 1.667.724 - 43%

spese di locazione ed accessorie

€ 1.142.321 - 30%

prestazioni specifiche € 405.683 - 10%

continuità della vita familiare

€ 295.963 - 7%

assegno per esigenze personali

€ 215.113 - 5%

anticipazione assegno di mantenimento

€ 84.451 - 2%

prestazioni specifiche per minori

€ 86.851 - 2%

altro € 51.575 - 1%

3

105


Fig. 3.33 - Reddito minimo di inserimento e/o per locazione – 2003 - 2004

2003

Distretto

Reddito minimo

di inserimento

Locazione

e spese accessorie

TOTALE *

RMI + locazione

Spesa Assistiti Spesa Assistiti Spesa Assistiti

Don Bosco 432.404,63 222 234.697,94 244 667.102,57 302

Centro Piani

Rencio

339.178,38 222 233.076,17 146 572.254,55 276

Oltrisarco Aslago 564.027,96 237 247.714,85 211 811.742,81 289

Europa Novacella 221.159,74 121 148.704,86 134 369.864,60 167

Gries S. Quirino 125.361,02 92 129.626,10 77 254.987,12 116

Totale 1.682.131,73 894 993.819,92 812 2.675.951,65 1.150

2004

Distretto

Reddito minimo

di inserimento

Locazione

e spese accessorie

TOTALE *

RMI + locazione

Spesa Assistiti Spesa Assistiti Spesa Assistiti

Don Bosco 383.550,34 218 255.977,70 269 639.528,04 325

Centro Piani Rencio 264.064,47 209 224.124,57 173 488.189,04 289

Oltrisarco Aslago 619.729,14 277 339.955,87 280 959.685,01 350

Europa Novacella 239.016,35 143 180.905,05 158 419.921,40 189

Gries S. Quirino 161.363,96 103 141.358,27 100 302.722,23 149

Totale 1.667.724,26 950 1.142.321,46 980 2.810.045,72 1.302

* Il numero complessivo degli assistiti è indicativo, poiché un assistito può aver benefi ciato di ambedue le prestazioni.

Gli assistiti che hanno ricevuto il RMI e il contributo p.locazione vengono conteggiati una sola volta nel totale.

106


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Servizio assistenza al posto di lavoro (SAPL)

Nell’ambito dei servizi dedicati a soggetti portatori di handicap, il Servizio di Assistenza al Posto

di Lavoro (SAPL), inserito ora tra i servizi del distretto, ha la fi nalità di supportare le persone

disabili ad inserirsi nel mondo del lavoro attraverso lo strumento della convenzione di affi damento

lavorativo.

Gli assistenti al posto di lavoro dell’Azienda lavorano in stretta collaborazione con gli operatori

per l’inserimento lavorativo dell’Assessorato al Lavoro della Provincia (SIL), il quale ricerca sul

mercato aziende pubbliche e private disposte a mettere a disposizione di una persona disabile

una postazione lavorativa. I dettagli del rapporto di lavoro vengono stabiliti in una convenzione

detta convenzione di affidamento lavorativo.

I compiti del Servizio di Assistenza al posto di lavoro dell’Azienda sono specifi ci e riguardano

la gestione di dette convenzioni. Dopo un‘analisi dei bisogni/esigenze dell’azienda stessa, il

Servizio integrato SIL/SAPL elabora un progetto di inserimento lavorativo in base alle possibili

mansioni che la persona disabile può svolgere. Successivamente l’assistente al posto di lavoro

compie periodiche visite con lo scopo di verifi care l’andamento del progetto.

Fig. 3.34 – N. utenti assistiti al posto di lavoro per tipo di disabilità – 2004

Tipo di disabilità N. utenti in %

Problemi motori, neurologi, invalidità 25 20,8%

Problemi psichici, comportamentali 24 20,0%

Ritardo mentale 56 46,7%

Ritardo mentale grave 1 0,8%

Sordomuti, cecità 4 3,3%

Tossicodipendenza e alcoldipendenza 9 7,5%

Altro 1 0,8%

Totale 120 100,0%

Sicuramente è indicativo il numero degli utenti riconducibile all’area handicap, che è la somma

delle persone con ritardo mentale e ritardo mentale grave (n. 57 = 47,5% sul totale degli utenti

assistiti), che rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (erano 59 nel 2003).

Il numero delle persone che presentano un disagio psichico [n. 24] (in calo del 7,6% rispetto

all’anno scorso) è meno preciso, perché comprende anche utenti (pochi per la verità) che sono

seguiti dal servizio psicologico e non dai servizi specifi catamente psichiatrici. Quest’anno sono

aumentate (del 7,9%) le persone in carico con problematiche di tipo motorio, neurologico e

con invalidità prevalentemente fi sica. Sono anche triplicate (da 3 a 9) le persone in progetto di

inserimento lavorativo con problematiche legate all’alcoldipendenza e alla tossicodipendenza.

3

107


Fig. 3.35 – Tipologia di utenti assistiti al posto di lavoro - 2004

Utenti provenienti dall’area

delle dipendenze - 8%

Utenti con altre forme

di disabilità - 25%

Utenti con ritardo cognitivo

e/o problematiche di tipo

psichico - 67%

Interessante il seguente grafi co che raggruppa le persone seguite per tipo di progetto. Se

si considerano i progetti di tipo assistenziale, cioè i progetti PILA

( Progetto Inserimento

Lavorativo Assistenziale), si ha la misura di quante persone sono in inserimento lavorativo

in impresa in alternativa ad un posto in laboratorio protetto. Infatti il progetto PILA è un vero

e proprio posto di lavoro protetto nell’impresa, in quanto la persona non è ritenuta in grado

di arrivare ad una assunzione vera e propria, ma è in grado di esercitare un ruolo lavorativo in

maniera suffi ciente.

Fig. 3.36 – N. utenti assistiti al posto di lavoro per tipo di progetto - 2004

60

50

49

57

PILA - Progetto socioassistenziale

POA - Progetto osservativo

40

PAL - Progetto di

addestramento lavorativo

30

Persone in attesa di avvio

progetto

20

10

11

ASS - Persone assunte

seguite sul posto di lavoro

0

0

3

108


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.1 Distretti sociali

Fig. 3.37 – Servizi distrettuali – costi diretti e fonti di finanziamento - 2004

SERVIZI DISTRETTUALI - ANNO 2004

COSTI DIRETTI DI GESTIONE - € 12.093.109

Tipologia di servizio Totale ( in %)

Amministrazione 1.674.696 13,8%

Stranieri in case di riposo 56.282 0,5%

Servizio di assistenza economica 459.504 3,8%

Servizio sociopedagogico di base 1.458.552 12,1%

SAD, centri diurni, centri di assistenza diurna 3.545.282 29,3%

Servizio pasti a domicilio e mense 731.612 6,0%

Inserimento lavorativo 160.522 1,3%

Servizio assistenza all’infanzia 182.182 1,5%

Consultori familiari 474.310 3,9%

Soggiorni climatici per anziani 169.997 1,4%

Soggiorni climatici per malati psichici 40.003 0,3%

Minori 3.140.167 26,0%

Totale 12.093.109 100,0%

Minori

Totale

Rette per assistenza residenziale 1.848.027

Rette per assistenza semiresidenziale 622.854

Progetti per minori 311.586

Struttura per minori ad alta autonomia 55.227

Consultorio Subway 110.382

Struttura minori non accompagnati 192.091

Totale 3.140.167

SERVIZI DISTRETTUALI - ANNO 2004

FONTI DI FINANZIAMENTO - € 12.093.109

3

Utenti (compartecipazione rette

minori, SAD, c. d., c. a. d., pasti, mensa)

€ 838.582 - 7%

Provincia € 10.210.464 - 85%

Comune (compartecipazione SAD,

centri diurni, pasti, mensa) € 693.371 - 5%

Altro (sopravvenienze attive, recuperi vari,

rimborso ASL spese gestione distretti,

rimborso retta minore ed inserimento

lavorativo, progetto FSE) € 350.692 - 3%

109


3.2

Minori e Famiglia

Tutte le informazioni e i dati relativi ai servizi sociali a favore della famiglia, prima infanzia

e dei minori.

La mission aziendale nel settore della famiglia è quella di predisporre interventi e servizi per il

miglioramento della qualità della vita dei bambini, degli adolescenti e delle rispettive famiglie

o delle donne sole e di impegnarsi costantemente per garantire la promozione e la tutela dei

diritti di questi gruppi sociali. In particolare l’area dei servizi alla famiglia si occupa dei servizi alla

prima infanzia (asili nido) , i consultori familiari, i Centri di Ascolto e la Casa delle Donne, i servizi

di assistenza per minori in particolari situazioni di disagio, nonché di azioni a sostegno della

genitorialità.

Asili Nido

L’asilo nido è un servizio educativo e sociale di interesse collettivo, ideato per favorire lo sviluppo

armonico del/lla bambino/a (0-3 anni) integrando, accompagnando e sostenendo la famiglia

attraverso progetti che tengano conto dell’individualità di ognuno.

La certificazione di qualità, ottenuta dagli asili nido nell’anno 2003 riconosce che gli stessi

rispondono a requisiti nazionali di qualifi cazione dei servizi all’infanzia sia sotto l’aspetto

organizzativo – amministrativo che pedagogico – didattico. Qualità che si traduce nell’offerta

di un ambiente sicuro con spazi pensati per le diverse fasce di età, accogliente, curato ricco di

stimoli, qualità che dichiara scelte precise a sostegno dei bambini e delle loro famiglie.

Gli asili nido gestiti dall’Azienda sono attualmente 8, dopo la ristrutturazione dell’asilo di

Via Milano le due strutture provvisorie sono state chiuse ed ora le sedi sono tutte defi nitiva. La

capacità ricettiva di tutte le strutture è di 361 posti, 16 posti in più rispetto allo scorso anno. Il

numero dei bambini iscritti al 31.12.2004 era di 361 con un indice di saturazione (rapporto

iscritti/capienza) pari al 97,8%, mentre la copertura delle strutture (rapporto frequentanti

giornalieri / capienza) è pari al 71,1%. La percentuale di copertura non raggiunge ancora livelli

ottimali, ma ciò è dovuto alle frequenti assenze dei bambini a causa di malattia. Il numero medio

delle presenze giornaliere infatti supera diffi cilmente i tre quarti degli iscritti, tenendo presente

anche che in fase di prima ammissione all’asilo nido non sono rari i ritiri dei bambini. Sicuramente

l’adozione di un sistema di overbooking aumenterebbe il livello di copertura delle strutture, e

ridurrebbe le liste di attesa, ma tale soluzione non è percorribile in quanto non prevista dalla

110


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.2 Minori e Famiglia

normativa. Stabile anche il rapporto tra i bambini iscritti ed il totale della popolazione di età 0–2

anni (2799), ovvero l’indice di penetrazione pari al 12,6%.

Al 31.12.2004 la graduatoria aveva una lista d’attesa di 141 domande contro le 177 dello scorso

anno.

Fig. 3.38 – Capacità ricettiva degli asili nido e frequenza media giornaliera - 2004

Giorni di

apertura

Capacità

ricettiva

N.

presenze

% di

copertura

Presenza

media

Via C. Augusta 217 19 3.109 75,4% 14,33

Via Gaismair 220 16 2.458 69,8% 11,17

Via Genova 219 38 6.229 74,8% 28,44

Via Milano 217 136 19.118 64,8% 88,10

Via Ortles 218 12 1.704 65,1% 7,82

Via Parma 219 44 6.706 69,6% 30,62

Viale Venezia 216 76 11.738 71,5% 54,34

Vicolo Lageder 218 20 3.378 77,5% 15,50

1744 361 54.440 71,1% 31,29

La fascia di età maggiormente rappresentativa tra i bambini iscritti è quella che va dai 2 ai 3

anni che rappresenta il 51% del totale dei bambini. Di tutti i bambini iscritti il 54% sono maschi

(192 bambini) mentre il 46% sono femmine (161 bambine).

Fig. 3.39 – Numero bambini iscritti al 31.12.04 suddivisi per sesso e classi di età

> 1 1 - 2 2 - 3

Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine

Via C. Augusta 3 4 7 4 18

Via Gaismair 6 6 2 2 16

Via Genova 1 1 11 7 13 5 38

Via Milano 9 9 26 24 33 32 133

Via Ortles 5 1 2 8

3

Via Parma 2 2 9 8 13 10 44

Viale Venezia 5 2 12 9 20 28 76

Vicolo Lageder 1 9 4 6 20

17 15 81 59 94 87 353

32 140 181

353

N.B. alla fi g. 3.39: Il numero dei bambini iscritti è un dato puntuale al 31.12.2004. La differenza tra il numero dei bambini

iscritti e la reale capacità ricettiva delle strutture (353/361) è dovuto allo scarto di alcuni giorni tra le dimissioni e le nuove

ammissioni in un periodo di chiusura degli asili per le festività natalizie.

111


Fig. 3.40 – Asili nido – costi diretti e fonti di finanziamento - 2004

ASILI NIDO - ANNO 2004

COSTI DIRETTI DI GESTIONE - € 4.411.126

Struttura

Capacità

ricettiva

Costo

personale

Beni di

consumo

Prestazioni

di servizi

Beni terzi

altro

Amministrazione

Totale

via Milano 136 1.249.390 113.897 173.979 1.932 67.228 1.606.426

via Gaismair * 16 159.080 11.758 5.597 5.443 7.909 189.787

viale Venezia 76 883.652 70.286 72.412 1.016 37.568 1.064.934

vicolo Lageder 20 185.813 14.611 25.194 7.111 9.886 242.615

via Parma 10 44 444.141 32.562 47.152 7.675 21.750 553.280

15 pasti via

Ortles

-22.575 -22.575

via Cl. Augusta 19 190.663 14.933 28.761 6.771 9.392 250.520

via Genova 38 293.247 26.752 64.801 39 18.785 403.624

via Ortles 12 22.575 99.940 122.515

Totale 361 3.405.986 284.799 517.836 29.987 172.518 4.411.126

(*) n. 2 ass. all’handicap part time a disposizione per n. 2 utenti diversamente abili

172.518 Tale importo è determinato dal 60% del costo dell’Uffi cio Servizi alla Famiglia

(la quota per la sede amministrativa centrale ammonta ad € 333.307)

ASILI NIDO - ANNO 2004

FONTI DI FINANZIAMENTO - € 4.411.126

Compartecipazioni utenti

€ 612.750 - 14%

Altre entrate/rimborso provincia

ass.hand € 43.287 - 1%

Comune 1.826.525 (€ 2.159.832

comprensivo spese per amm.va)

41%

Provincia € 1.928.564

(comprensivo spese per sede

amm.va) - 44% (41%)

112


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.2 Minori e Famiglia

Consultori familiari

L’anno 2004 è stato caratterizzato dall’introduzione di alcuni correttivi al sistema di

finanziamento dei Consultori Familiari entrato in vigore all’inizio dell’anno 2003.

La modifi che sono state le seguenti:

• suddivisione del fi nanziamento fra Enti Gestori dei Servizi Sociali e Sanitari: dal pagamento

esclusivo delle prestazioni defi nite sociali 1 si è passati al pagamento forfetario di un terzo delle

di tutte le prestazioni, indipendentemente dalla loro natura (sociale, sanitaria o sociosanitaria);

• pagamento delle spese generali in modo concordato con i Consultori Familiari e non più solo

di una quota pari al 25% del fatturato per prestazioni;

• aumento del costo riconosciuto per alcune prestazioni.

Per l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano la conseguenza principale dovuta a queste modifi che

è legata al pagamento forfetario di un terzo delle prestazioni: nel nomenclatore sono presenti

infatti un maggior numero di prestazioni sanitarie (complessivamente 56 prestazioni: 43 sanitarie,

9 sociali e 4 socio/sanitarie) ed i Consultori effettuano un numero elevato di prestazioni sanitarie,

soprattutto in ambito ginecologico e psicologico, tale per cui il Sociale, in base alla suddivisione

1/3 e 2/3, si trova nella situazione di sostenere l’onere economico derivante dall’erogazione di

interventi sanitari 2 .

Nel 2004, solo il Consultorio Familiare Kolbe ha utilizzato per attività afferenti all’ambito sociale

tutto il fi nanziamento sociale a sua disposizione, mentre le altre strutture hanno erogato

prestazioni sanitarie in misura superiore al fi nanziamento sanitario disponibile, andando pertanto

ad utilizzare il fi nanziamento sociale.

Il Consultorio Familiare Ehe- und Erziehungsberatung ha utilizzato il 61% dei fondi sociali per

attività sanitarie; tale percentuale è scesa al valore del 44% per l’AIED, del 23% per l’Arca e del

14% per il Mesocops. (v. tabella seguente).

1

Per pagamento delle prestazioni sociali s’intende il 100% delle prestazioni, appunto, sociali e del 50% delle

prestazioni defi nite sociosanitarie.

2

Si ricorda che nell’anno 2003 era stato comunque effettuato il cosiddetto “travaso” di fondi sociali a favore

della Sanità, in quanto, seppur in termini minori rispetto al 2004, i Consultori avevano sforato il fi nanziamento a

disposizione dell’Azienda Sanitaria di Bolzano e non erano riusciti ad erogare un numero di prestazioni sociali tale

da esaurire tutto il fi nanziamento dell’Azienda Servizi Sociali.

Fig. 3.41 – Utilizzo finanziamento sociale da parte dei Consultori familiari - 2004

PRESTAZIONI 2004

3

Fondi soc. utilizzati

per att. sociale

Fondi soc. utilizzati

per att. santiaria

113


Per porre rimedio a questa situazione, per l’anno 2005, l’Azienda Servizi Sociali ha potenziato

i progetti di collaborazione fra Consultori Familiari e servizi aziendali. Tali interventi

consistono principalmente nella presenza di uno psicologo consultoriale in ciascuna delle

cinque équipe multidisciplinari dei Distretti Sociali ed in ciascuna Casa di Riposo nonché nella

conduzione, da parte di personale qualifi cato, di gruppi di sostegno alla genitorialità. L’obiettivo

della realizzazione di questi progetti è quello di riappropriarsi in toto del valore del fi nanziamento

sociale, in quanto le prestazioni sanitarie (come sono considerate dal nomenclatore tutte le

prestazioni svolte dagli psicologi) presenti negli interventi vengono ad essere ricondotte all’interno

di un’attività progettuale funzionale ad esigenze proprie dei servizi sociali.

Gli utenti che si sono rivolti ai cinque Consultori Familiari cittadini nell’anno 2004 sono stati

complessivamente 5.978. La distribuzione dell’utenza rispetto al genere evidenzia un netto

maggiore utilizzo da parte delle donne (80%) rispetto a quello effettuato da parte degli uomini

(20%).

Fig. 3.42. – Numero e utenti dei consultori familiari seguiti nell’anno 2004

CONSULTORIO

Utenti già

conosciuti

Utenti

nuovi

Totale

utenti

AIED via Isarco, 6 1.612 284 1.896

MESOCOPS via Dott. Streiter, 9 522 844 1.366

EHE- u. ERZIEHUNGSBERATUNG

via Cassa di Risparmio 13

218 822 1.040

L’ARCA via Sassari, 17/B

668 581 1.249

P.M. KOLBE corso Italia, 23 143 284 427

Totale 3.163 2.815 5.978

Fig. 3.43 - Le prestazioni erogate dai Consultori Familiari nel 2004

PRESTAZIONI 2004

10000

8000

6000

5000

4000

2000

0

AIED MESOCOPS EEBS ARCA P.M. KOLBE

SO 2.474 2.595 1.497 1.812 1.269

SO/SA 158 241 277 212 171

SA 8.283 5.114 4.504 3.729 1.226

So = prestazioni sociali; so/sa = prestazioni sociali/sanitarie; sa = prestazioni sanitarie

114


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.2 Minori e Famiglia

Il Consultorio che ha erogato più prestazioni è stato l’Aied (10.915), che ha operato

prevalentemente in ambito ginecologico. A seguire si trovano il Mesocops (7.950), l’Ehe- und

Erziehungsberatung (6.278), L’Arca (5.753) ed il Kolbe (2.666). Queste ultime quattro strutture

hanno prevalentemente operato per prestazioni psicologiche e psicoterapiche. Le prestazioni

erogate sono state complessivamente 33.562.

Così come durante l’anno 2003, il Consultorio Familiare che ha effettuato più prestazioni in

ambito sociale è stato il Consultorio Familiare Mesocops (2.595), seguito dall’Aied (2.474).

Esclusa la prestazione relativa all’accoglienza ed a un primo colloquio informativo, la prestazione

sociale maggiormente erogata dai Consultori Familiari è la prestazione codifi cata come “primo

colloquio al singolo, alla coppia ed alla famiglia”, per un totale di 2.485 prestazioni. Da segnalare

il numero elevato di prestazioni “consulenza sociale e psicopedagogica” presso il Consultorio

Familiare Kolbe (240).

Nota a parte va effettuata per la prestazione “mediazione familiare”, erogata, oltre che dai

Consultori Familiari, soprattutto dall’Associazione “Centro Separati e Divorziati – A.S.Di.”,

con la quale l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano ha stretto una convenzione anche nell’anno

2004. La richiesta di mediazione familiare da parte della cittadinanza nel 2004 è stata soddisfatta

quasi totalmente dall’A.S.Di. con un totale di 103,50 ore di mediazione, seguendo n. 31 coppie

(dieci in più rispetto allo scorso anno). Le altre strutture che hanno erogato tale prestazione sono

state i Consultori Familiari Kolbe, con un totale di 6,20 ore, e L’Arca, per un totale di 75 minuti,

pari ad un incontro di mediazione.

Centro di Ascolto e Casa delle Donne

Il Centro di Ascolto Antiviolenza, la Casa delle Donne e l’Haus der geschützten Wohnungen

si rivolgono a donne che nelle loro relazioni interpersonali, nelle relazioni di coppia, in famiglia,

in ambito lavorativo o in altri contesti sociali vivono o hanno vissuto situazioni di sopraffazione,

di violenza psicologica, fi sica, sessuale e/o economica. Il servizio viene offerto a tutte le donne

indipendentemente dalla loro nazionalità, etnia, lingua, cultura, religione e situazione economica.

La consulenza è al centro del lavoro per offrire alle donne un ascolto e un accompagnamento

personalizzato in un progetto che preveda l’attivazione delle proprie risorse e di quelle dei servizi

competenti nonché l’accoglienza in strutture adeguate e protette.

Il Centro Antiviolenza si occupa anche di svolgere attività di sensibilizzazione rispetto al tema

della violenza contro le donne.

3

Le donne che hanno usufruito del Centro di ascolto sono state complessivamente 186 delle

quali 142 si sono rivolte al Centro per la prima volta. Il centro è aperto per 30 ore settimanali.

Nel corso dell’anno l’ammontare dei contatti è stato pari a 1.305. Per contatto si intendono

le singole prestazioni erogate che spaziano tra le informazioni telefoniche, consulenze varie,

informazioni legali, contatti scritti ed accompagnamento presso altri servizi.

Le strutture di accoglienza risultano, come lo scorso anno, avere un grado di copertura molto

elevato rispetto alla capacità ricettiva. Ciò sta ad indicare che essendo strutture di ospitalità a

carattere temporaneo, la domanda è superiore alla potenzialità della risposta.

115


Fig. 3.44 – Numero delle donne accolte nelle case per le donne - 2004

STRUTTURA Utenti nell’anno Posti Presenze % di

copertura

Donne Figli

Casa delle Donne GEA 27 27 6 (5+1) 3.080 140,3%

Haus del geschützten

Wohnungen

* Posti totali (posti fi ssi + posti per emergenze)

17 22 8 (7+1) 2.342 91,4%

44 49 14 (12+2) 5.422

Nel corso dell’anno 2004 sono state accolte 44 donne più i loro fi gli minorenni, (49) di queste

19 sono di cittadinanza italiana, 2 straniere appartenenti a stati dell’Unione Europea, e 23

appartenenti a stati extraeuropei.

Educativa di strada

“L’educativa di strada si pone in un concetto d’intervento a favore della promozione di una qualità

della vita, dello sviluppo individuale e comunitario. Gli educatori operano per una prevenzione

nella ricerca di una maggiore trasparenza nella comunicazione tra il mondo dell’adulto e

istituzionale ed il mondo del giovane, che permetta a quest’ultimo una maggiore integrazione

nel contesto comunitario. Favorire quindi il gruppo (di adolescenti), la comunità sociale a porsi

come luogo d’inserimento, d’integrazione promuovendo una qualità di vita.” (relazione progetto

“Educativa di Strada”)

Gli obiettivi del progetto nei confronti dei giovani consistono nello sviluppo di un lavoro di

prevenzione sulle problematiche tipiche dell’età (fi siologiche e ambientali) in particolare: favorire

la partecipazione ad ambiti “sani” del vivere, stimolo alla prospettiva del futuro, apprendimento di

norme morali e civili, rinforzo dell’identità.

Il servizio è svolto dall’Associazione “La Strada der Weg” in convenzione con l’Azienda.

Nell’anno 2004 gli educatori hanno contattato numerosi ragazzi in diversi contesti e luoghi formali

ed informali di ritrovo, presenziando a feste e manifestazioni, collaborando con le diverse realtà

che si occupano di giovani presenti nei quartieri cittadini, in particolare i quartieri di Don Bosco

e Oltrisarco Aslago, ma anche negli altri rioni in quanto i luoghi di interesse dei giovani sono in

continuo movimento. Il progetto infatti si deve sviluppare tenendo sempre in considerazione ciò

che avviene nel resto della città e nei quartieri limitrofi .

116


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.2 Minori e Famiglia

Minori Stranieri non accompagnati

Si defi nisce minore straniero non accompagnato quel minore che si trova in Italia privo di

assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili, in base

alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano. La Provincia Autonoma di Bolzano ha approvato il

“piano provinciale di interventi per minori stranieri non accompagnati “ che regola gli interventi di

assistenza a favore di tali minori e mette a disposizione le risorse fi nanziarie.

Il piano è articolato su due livelli di interventi:

• Accoglienza in un centro di pronta accoglienza a Bolzano gestito da terzi in convenzione

con l’Azienda che mette a disposizione un/una assistente sociale referente sia per i minori

ospiti che per gli enti gestori provinciali.

• Inserimento dei minori sul territorio provinciale presso famiglie affi datarie o comunità sociopedagogiche

o residenze assistite.

Gli interventi di assistenza vengono predisposti dagli enti gestori dei servizi sociali territoriali

con presa in carico e predisposizione di un rpogetto educativo da parte di uno dei distretti degli

enti gestori dei servizi sociali (ASSB e Comunità comprensoriali) fi no ad una quota massima

stabilita dalla delibera provinciale in rapporto alla popolazione residente.

Il Centro minori non accompagnati è situato in via Roma 100/C: si tratta di un centro di pronta

accoglienza per minori stranieri che si trovano sul territorio ed è volto a sopperire a situazioni di

emergenza caratterizzate da un bisogno di mantenimento e protezione nei confronti dei minori.

Il centro prevede una fase di accoglienza, analisi e progettazione del caso, eventuale dimissione

per rientro in famiglia o per permanenza sul territorio provinciale con prosecuzione del progetto

individualizzato. Il centro infatti offre sostegno alla ricerca di un’occupazione e di un alloggio,

aiuto allo svolgimento delle pratiche di soggiorno, regolarizzazione, ricongiungimento familiare, di

iscrizione alle scuole; orientamento e mediazione interculturale rispetto ai servizi sanitari e socio

assistenziali, supporto psicologico, medico, di tempo libero ecc. Si precisa che i minori stranieri

non accompagnati presenti sul territorio cittadino non sono esclusivamente coloro ospitati da

questo centro ma anche altri ragazzi che sono già stati dimessi dal centro ed hanno trovato

collocazioni diverse presso strutture di secondo livello, o famiglie affi datarie secondo progetti

individualizzati.

Fig. 3.45 – Centro minori stranieri non accompagnati e percentuale di copertura

struttura -2004

STRUTTURA Utenti Capacità

ricettiva

Presenze

Giorni di

apertura

% di

copertura

Via Roma 100 43 13 3.372 366 71%

3

Gli utenti seguiti dal centro nell’anno 2004 sono stati 43 a fronte di una capacità ricettiva di 13

posti. La fascia di età dei ragazzi prevalente è quella compresa tra i 15 – 17 anni, ma si sono

presentati anche due casi di età compresa tra i 6 – 14 anni. La quasi totalità dei ragazzi è di

cittadinanza extraeuropea, ad eccezione di un caso appartenente ad uno stato europeo.

La maggior parte dei ragazzi si trova in stato di disoccupazione ma sta intraprendendo percorsi

di alfabetizzazione, formazione ed orientamento sulla base di progetti individualizzati predisposti

dagli operatori di riferimento, mentre alcuni (7) sono studenti. C’è da sottolineare che un nuovo

fenomeno si sta sviluppando sul territorio cittadino, ovvero è sempre maggiore la presenza di

minori stranieri abbandonati dai genitori domiciliati in provincia.

117


Progetti a favore dell’infanzia e dell’adolescenza.

Durante l’anno 2004 sono stati approvati dalla Provincia Autonoma di Bolzano 6 dei 7 progetti

presentati dall’Azienda Servizi Sociali nell’ambito degli interventi innovativi a favore dell’infanzia

e dell’adolescenza nello spirito della Legge 285/97. Ciascun progetto è stato caratterizzato da

diversi tipi di gestione: diretta, da parte dell’Azienda; gestione mista, cioè parte del progetto

gestito direttamente e parte affi dato in convenzione ad enti esterni; gestione totalmente

esternalizzata.

Di seguito si riporta una breve sintesi rispetto ai risultati raggiunti a seguito della realizzazione

degli interventi:

DROP IN GIOVANI. Prevenzione dei fenomeni di devianza giovanile nella città di Bolzano:

Il progetto Drop In, strettamente legato a Subway – Spazio Giovani, ha trovato la sua

conclusione (fatta accezione per quanto attiene all’Educativa di Strada) in concomitanza con

il passaggio delle competenze di Subway in materia di prevenzione primaria e secondaria

in ambito giovanile ai distretti sociali. Accanto ad eventi a diretto contatto con i giovani,

quali l’Educativa di Strada (gestione in convenzione all’ass. La strada – Der Weg), Street

Kontest, manifestazione ai prati del Talvera (fra le 300 e 400 presenze giovanili) centrata

sull’interculturalità e lo sport ed il Camillo show, attività legata alla produzione diretta dei

giovani di materiale multimediale legato all’iniziativa citata, il progetto ha avuto come principali

intenti rispettivamente quello di creare un coordinamento fra il lavoro dell’Educativa di Strada

ed i vari distretti sociali e quello di costituire un osservatorio della condizione giovanile. Le

attività procedono attualmente in seno ai Distretti Sociali.

DI NOI TUTTI. Il progetto, realizzato dall’Isituto Comprensivo Bolzano IV, ha concluso la

triennalità di sperimentazione nell’ambito dei progetti ex L. 285/97 con la fi ne dell’anno

2004. Il progetto ha indubbiamente raggiunto gli obiettivi prefi ssati, riuscendo a migliorare

le capacità di accoglienza dei bambini straniere e delle loro famiglie nella scuola ed

avvicinando i bambini autoctoni alle altre culture. Le attività svolte sono state: laboratori

di sensibilizzazione dei bambini altoatesini (giochi e danze dal mondo e percorso didattico

intitolato dall’economia globale all’equonomia globale per gli alunni delle medie e fi abe,

musiche e giochi per i bambini delle elementari); mediazione linguistico culturale per i bambini

stranieri; corso di alfabetizzazione per le mamme dei bambini stranieri; festa interculturale

nella scuola con il coinvolgimento dei genitori autoctoni e stranieri.

PROGETTO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA GENITORIALITA’. Il progetto, condotto

dal Consultorio Familiare, ha avuto un ciclo biennale di sperimentazione e prosegue nel

2005 come attività ordinaria. Il progetto si è distinto in due corsi: uno rivolto al sostegno di

neogenitori e l’altro rivolto esclusivamente a neopapà. In questo caso, le compagne hanno

richiesto di poter partecipare agli incontri, ma solo come auditrici. E’ stato inoltre mantenuto

il carattere di genere. Nel corso del 2004 sono stati avviati tre gruppi per neogenitori. Si è

voluta privilegiare la costituzione di gruppi di genitori omogenei per età dei fi gli, in modo da

facilitare lo scambio di opinioni e di esperienze in relazione a tematiche evolutive specifi che.

Complessivamente i genitori frequentanti sono stati una ventina. Per quanto riguarda i corsi

per i papà, sono stati organizzati 15 incontri con un’adesione complessiva di 64 persone (45

padri e 19 madri).

118


I Servizi Sociali dell’Azienda

3.2 Minori e Famiglia

MEDIAZIONE ALL’INTEGRAZIONE. Interventi fi nalizzati all’integrazione socioculturale e

formativo - lavorativa di minori stranieri. Il progetto ha concluso la sperimentazione biennale

nell’anno 2004. Attualmente prosegue con una diversa associazione rispetto all’Istituto

Formativo Kaos che lo ha condotto per i due anni. Il progetto, rivolto principalmente a minori

stranieri non accompagnati ed a ragazzi rom, è consistito in attività didattico – formative e

di accoglienza, che hanno avuto lo scopo di promuovere l’inserimento formativo - lavorativo

e sociale dei ragazzi stranieri, che presentavano situazioni scolastiche eterogenee fra loro

(dal possesso di un titolo di studio ma non riconosciuto alla completa assenza di una

formazione). Il progetto ha coinvolto 53 ragazzi (48 maschi e 5 femmine) per il cui inserimento

formativo, occupazionale e sociale l’istituto ha evidenziato diffi coltà. Dei ragazzi coinvolti

16 hanno iniziato degli stage (in parte fi nanziati dalle Formazioni Professionali); 7 hanno

avviato un apprendistato ed 1 è stato seguito nell’inizio di un lavoro. Dal punto di vista della

formazione, per 3 giovani sotto i quindici anni vi è stato un recupero nel tragitto formativo

della scuola dell’obbligo mentre per un quarto, più grande, vi è stato un inserimento nella

scuola superiore. In questi ultimi quattro casi, prima dell’inserimento scolastico, vi è stato un

percorso di alfabetizzazione.

MI AFFIDO A TE. Sensibilizzazione rispetto all’affi damento familiare nella città di Bolzano. Il

progetto “Mi Affi do a Te” è stato avviato direttamente dall’Azienda (Uffi cio Servizi alla Famiglia

in collaborazione con il Distretto Sociale Gries S. Quirino) subito dopo l’approvazione. Sono

proseguiti gli incontri del gruppo di lavoro che aveva elaborato il progetto (1 sociologa

dell’Uffi cio Servizi alla Famiglia, l’assistente sociale dell’Azienda – coordinatrice area minori

e referente per l’affi do familiare - e 3 assistenti sociali di altrettanti Consultori Familiari

– quelli che si occupano di valutare le aspiranti famiglie affi datarie) e quindi il gruppo è stato

allargato a nuove professionalità, sia interne all’Azienda Servizi Sociali (educatori) che esterni

(psicologhe dei Consultori che effettuano la valutazione insieme con le assistenti sociali).

Il progetto è stato però sospeso a seguito di una rifl essione interna all’Azienda relativa al

sistema di valutazione delle aspiranti famiglie affi datarie. Alla fi ne dell’anno 2004 è stata

confermata la validità del suddetto sistema, che consiste nel conferimento dell’incarico

di valutazione degli aspiranti genitori affi datari a tre Consultori Familiari (Aied, P.M. Kolbe

e Mesocops) sia da un punto di vista sociale che psicologico e pertanto il progetto sta

proseguendo le attività nell’anno 2005.

PROGETTO PULCE. Punto di incontro e di socializzazione per bambini. Il progetto, condotto

dal Distretto Sociale Don Bosco, si rivolge a bambini della scuola elementare con l’offerta di

un punto di incontro fra coetanei, caratterizzato da un momento dedicato allo svolgimento

dei compiti ed un altro dedicato al gioco ed alla socializzazione (gioco libero; laboratori; etc).

Il progetto, che durante l’anno 2004 ha visto il coinvolgimento stabile di 28 bambini, ha

consentito loro di sviluppare e potenziare relazioni adeguate e signifi cative fra di loro e con

adulti signifi cativi; interiorizzare regole sociali; prendere confi denza ed utilizzare luoghi, spazi

e tempo; riconoscere il valore dell’amicizia nei bambini (e negli adulti) e dello stare insieme

nel rispetto di ognuno. Accanto ai risultati conseguiti con i bambini, altri signifi cativi risultati

sono costituiti dal consolidamento del centro di aggregazione all’interno del quartiere, con

il riconoscimento da parte delle famiglie del valore dell’iniziativa. Va però specifi cato che,

frequentemente, tale riconoscimento è esclusivamente funzionale al grado di bisogno e

non sulle fi nalità ultime dell’iniziativa. Caratteristiche importanti del progetto sono inoltre la

presenza costante e forte del volontariato (una ventina di persone), senza la cui presenza

gli interventi non potrebbero essere realizzati, ed il dialogo fra distretto sociale ed altri enti

volto a creare un linguaggio comune rispetto ai bambini (collaborazione con la biblioteca S.

Amadori e il Centro Giovanile P. Valer, partners del progetto, ed altre istituzioni).

3

119


3.3

Anziani

Informazioni e dati relativi ai servizi aziendali a favore degli anziani della città di Bolzano

I servizi socioassistenziali per gli anziani a Bolzano sono principalmente forniti da:

• strutture residenziali (case di riposo e centro di degenza)

• centri di assistenza diurna per anziani (dove anziani parzialmente non autosuffi cienti

possono essere accolti un’intera o mezza giornata)

• servizio di assistenza domiciliare SAD (prestazioni a domicilio dell’anziano - v. capitolo

3.1-“Servizi distrettuali”)

• centri diurni del SAD (prestazioni ambulatoriali - v. capitolo 3.1-“Servizi distrettuali”)

Accanto a questi servizi “storici”, l’Azienda ha istituito negli ultimi anni anche altri servizi specifi ci,

come le mense per anziani, dislocate in tre quartieri della città, e i soggiorni climatici, rivolti

in particolare agli anziani parzialmente o non autosuffi cienti, il servizio “Emergenza Anziani”,

che, attraverso un numero verde, attiva risorse pubbliche e private, che possono rispondere in

maniera tempestiva al bisogno dell’anziano.

120


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.3 Anziani

Le strutture residenziali (case di riposo e centri di degenza)

Nel corso degli ultimi tre anni non si riscontrano variazioni signifi cative nella dotazione complessiva

dell’offerta di posti nelle 5 strutture residenziali per anziani non autosuffi cienti o parzialmente non

autosuffi cienti gestite dall’Azienda.

La dotazione complessiva di posti letto, infatti si attesta al 31.12.2004 a quota 443 posti per

ricoveri di lunga durata e 10 per ricoveri temporanei brevi.

Fig. 3.46 – Posti letto e ospiti in ammissione definitiva - 2004

Strutture residenziali

N posti letto fissi

N. ospiti al 31.12.

(dato puntuale)

% grado di copertura

Villa Armonia 80 79 99,9%

Don Bosco 165 165 99,6%

Villa Serena 76 76 99,2%

Grieserhof 34 32 97,6%

Villa Europa 88 88 99,1%

Totale 443 440 99,1%

La media annuale del grado di copertura (rapporto presenze giornaliere ospiti/capienza) fra

le 5 strutture risulta essere del 99,1%. Questo signifi ca che solo il ca. 1% dei posti disponibili

per ricoveri fi ssi risulta mediamente non utilizzata, quota fi siologicamente connessa al naturale

turnover degli ospiti.

Fig. 3.47 – Posti letto e utenti in ammissione temporanea - 2004

Strutture residenziali

N. posti letto

permanenze brevi

N. ospiti

nell’anno

% grado di

copertura

Villa Armonia 2 25 86,7%

Don Bosco* _ (2) 6 _

Villa Serena* _ (1) 4 _

Grieserhof* _ 3 _

Villa Europa 8 91 95,0%

3

Totale 10 129 90,9%

Per quanto riguarda i ricoveri di breve durata (mass. 6 settimane) va evidenziato che nell’anno

2004 si è proceduto ad un’ottimizzazione dell’utilizzo dei 10 posti riservati per ricoveri temporanei

nelle 5 strutture dell’Azienda: dal 1° aprile 2004 non vengono più effettuate ammissioni temporanee

presso le case di riposo Don Bosco, Villa Serena e Grieserhof, quindi i dati relativi agli ospiti (v.

tabella precedente) si riferiscono al periodo 1° gennaio-31 marzo. Si sono mantenuti, invece, n.

2 posti presso Villa Armonia e a Villa Europa i posti letto riservati alle permanenze brevi sono stati

aumentati da n. 4 nel 2003 a n. 8 nel 2004. Ciò ha comportato un netto aumento dell’indice di

utilizzo dei posti che, infatti, è passato dal 78,9% nel 2003 al 90,9 % nel 2004.

121


Fig. 3.48 – Distribuzione utenti nelle case di riposo per sesso - 2004

Uomini

Donne

L’utenza delle strutture non mostra negli ultimi anni cambiamenti rilevanti nelle caratteristiche

fondamentali. La distribuzione per sesso resta sostanzialmente stabile, con oltre il 74% di

donne, mentre la composizione per età segnala un calo dell’utenza più giovane (fi no a 74 anni) a

favore della fascia in età più avanzata (sopra gli 84 anni). L’età media degli ospiti in ammissione

defi nitiva è nel 2004 di 85,5 (quella degli ospiti ricoverati per brevi periodi è di 86,5).

Fig. 3.49 – Distribuzione ospiti in casa di riposo per fasce di età - 2004

< 64 anni 65 - 84 >85 Totale

Villa Armonia 1 34 44 79

Don Bosco 3 75 87 165

Villa Serena 1 35 40 76

Villa Europa 0 49 39 88

Grieserhof 2 11 19 32

Totale 7 204 229 440

Anche la composizione degli ospiti per lingua prevalentemente parlata non ha subito sostanziali

variazioni negli ultimi anni: Prevalgono gli ospiti di lingua italiana che costituiscono nel 2004

l’85% sul totale degli ospiti.

Fig. 3.50 – Ospiti in casa di riposo per lingua prevalentemente parlata - 2004

Lingua italiana % Lingua tedesca % Lingua ladina % Totale

Villa Armonia 63 80% 16 20% 0 0% 79

Don Bosco 141 85% 24 15% 0 0% 165

Villa Serena 60 79% 16 21% 0 0% 76

Grieserhof 25 78% 7 22% 0 0% 32

Villa Europa 85 97% 3 3% 0 0% 88

Totale 374 85% 66 15% 0 0% 440

122


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.3 Anziani

Fig. 3.51 – Livello di autosufficienza degli ospiti in casa di riposo - 2004

Autosufficente

Leggermente

non autosufficente

Mediamente

non autosufficente

Gravemente

non autosufficente

Negli ultimi anni si è consolidata la tendenza a orientare l’offerta verso un’utenza prevalentemente

non autosufficiente. Il confronto con gli anni passati è reso diffi coltoso dal fatto che nel 2002

si è passati ad un nuovo sistema di classifi cazione della non autosuffi cienza degli utenti. Da tre

livelli si è passati a quattro: autosuffi cienti, leggermente non autosuffi cienti, mediamente non

autosuffi cienti, gravemente non autosuffi ciente.

Prevale dunque ampiamente l’utenza gravemente non autosufficiente che nelle strutture

gestite dall’ASSB è del 74%, ben sopra la media provinciale che nel 2003 ammonta a 49,0%.

Fig. 3.52 – Case di riposo e centri di degenza: movimento dell’utenza - 2004

V.Serena D. Bosco V.Armonia V.Europa Grieserhof Totale

Utenti all’inizio

dell’anno 01.01.2004

74 162 80 91 33 440

Ammessi 30 40 18 21 28 137

Dimessi 4 6 3 2 13 28

Deceduti 24 31 16 22 16 109

Utenti alla fine

dell’anno 31.12.2004

76 165 79 88 32 440

Fig. 3.53 – Le tariffe a carico degli utenti delle case di riposo - 2004

3

in ammissione definitiva

in ammissione temporanea

Utenti con tariffa

massima

Utenti con tariffa

ridotta parziale

Utenti con tariffa

ridotta parziale

Utenti con tariffa

ridotta totale

Utenti con tariffa

massima

Utenti con tariffa

ridotta totale

123


Dei 19.200.722 di euro di fonti di fi nanziamento che le case di riposo e i centri di degenza

dell’Azienda hanno registrato nel 2004, il 29% è stato coperto dagli utenti stessi e dai loro

familiari. L’entità della partecipazione degli utenti e la sua distribuzione tra l’utente stesso e i

familiari vengono calcolate sulla base del nuovo sistema provinciale di partecipazione alle tariffe.

Per quanto riguarda gli utenti in ammissione definitiva che pagano la tariffa massima (184

ospiti = 34%), il 7% conta anche sulla partecipazione degli familiari nel pagamento della tariffa.

Sugli utenti paganti una tariffa ridotta parziale (344 ospiti = 65%), la percentuale di coloro che

si avvalgono anche dell’aiuto dei parenti sale al 38%. Gli utenti in ammissione temporanea

che pagano la tariffa massima sono 86 (66%) e nessuno conta anche sulla partecipazione degli

familiari nel pagamento della tariffa, mentre sugli utenti paganti una tariffa ridotta parziale (42

ospiti= 33%), la percentuale è del 43%.

Fig. 3.54 - Cittadini in graduatoria per l’ammissione nelle strutture residenziali per anziani 2004

Il 2004 ha confermato la tendenza verso una progressiva riduzione della graduatoria. Il primo

e più generale dato mette in evidenza una diminuzione degli iscritti: si è passati infatti da

un numero complessivo di 305 cittadini a 265 con una riduzione percentuale pari del 13%

raggiungendo così l’obiettivo prefi ssato ovvero quello di rendere la graduatoria il più rispondente

possibile ai reali bisogni degli anziani.

Analizzando i dati è possibile identifi care le cause di detta diminuzione ovvero:

• la possibilità (lo consente il nuovo regolamento dal 2003) di cancellare dalla graduatoria

i cittadini che rifi utano l’ingresso ha portato nel corso di 12 mesi all’esclusione di 81

anziani (dato 2003: 213);

• 48 sono gli anziani che sono stati cancellati dalla graduatoria in quanto deceduti prima

di avere l’ammissione (dato 2003: 86);

• 90 sono stati i cittadini che hanno trovato posto presso una nostra struttura e quindi

sono stati cancellati dalla graduatoria (dato 2003: 108);

• 181 sono state le nuove domande di ammissione accettate in graduatoria con una

media mensile pari a 16,5 unità (dato 2003: 160 domande con una media di 14,5).

Per quanto riguarda la situazione al 31.12.2004 dei cittadini bolzanini ospiti di case di riposo

foranee (ossia non gestite da ASSB) si può riassumere che il numero di ospiti di strutture sul

territorio provinciale è pari a 284 unità (di cui 148 integrati e 136 autopaganti) mentre i cittadini

124


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.3 Anziani

ospiti fuori provincia è pari a 58 unità (di cui 35 integrati e 23 autopaganti) per un totale di 342

bolzanini ospitati in case di riposo foranee. E’ da notare però che ben 139 dei suddetti 342

sono comunque ospitati presso strutture situate a Bolzano (Firmian, Pro Senectute, Via della

Roggia, Centro Ciechi); il numero reale di bolzanini “emigrati” è quindi pari a 203 unità (nel 2003

il dato era 191).

Fig. 3.55 – Strutture residenziali per anziani – costi e fonti di finanziamento 2004

CASE DI RIPOSO E CENTRI DI DEGENZA - ANNO 2004

COSTI DIRETTI DI GESTIONE - € 19.200.722

*I costi diretti di gestione sono comprenssivi di € 1.244.258 per spese di amministrazione della struttura.

Struttura

N. posti

letto

Amministrazione

Servizi generali

e cucina

Assistenza

sanitaria

Assistenza

diretta

Totale

Villa Armonia 80 181.934 1.117.403 475.598 1.215.277 2.990.212

Villa Serena 76 200.666 936.029 433.430 1.146.807 2.716.932

Grieserhof 34 379.516 422.763 339.618 592.190 1.734.087

Don Bosco 165 245.463 2.252.560 1.465.177 2.243.681 6.206.881

Villa Europa 88 202.075 1.224.584 1.145.347 1.640.799 4.212.805

Uffi cio

graduatorie

34.604 34.604

Totale 443 1.244.258 5.953.339 3.859.170 6.838.754 17.895.521

Rette

Case foranee 1.256.502

Persone disabili > 60 anni 48.699

(in strutture handicap) 1.305.201

Totale 19.200.722

CASE DI RIPOSO E CENTRI DI DEGENZA - ANNO 2004

FONTI DI FINANZIAMENTO - € 19.200.722

Compartecipazioni utenti

€ 5.567.927 - 29%

Quota retta non autosufficienti

a carico ASL € 5.970.792 - 30%

Rimborso ASL servizi

infermieristici e fisioterapici

€ 3.383.022 - 18%

Integrazione rete da parte

del Comune* € 3.406.829 - 18%

Integrazione bilancio da parte

del Comune € 497.320 - 3%

3

Contributo provincia per spese

di locazione Grieserhof

€ 192.091 - 1%

altro** 182.741 - 1%

* per strutture proprie e case foranee

**altro/ rimborso ticket, pasti personale, rimborso integrazione rette da parte della Provincia per persone disabili

< 60 anni in case di riposo foranee, fondo maternità, donazioni/sponsor, rimanenze finali

125


Centri di Assistenza Diurna per Anziani

Dopo l’apertura nel 2001 del suo prima centro di assistenza diurna presso Villa Europa, l’Azienda

ha inaugurato all’inizio dell’anno 2003 altre due centri, uno all’interno della casa di riposo Villa

Armonia specifico per anziani malati di Alzheimer

e l’altro presso il Maso Premstaller in via

Dolomiti 14.

Questi centri offrono accoglienza diurna a persone anziane che, per motivi psichici o fi sici, non

sono in grado di rimanere da sole nel proprio domicilio. Questi centri si pongono pertanto in

una posizione intermedia nella rete dei servizi per anziani, fra i servizi di assistenza domiciliare e

le strutture residenziali, mirando alla riduzione del ricorso precoce all’istituzionalizzazione e alla

prevenzione. Costituiscono inoltre un importante servizio “di tregua” per i familiari nell’assistenza

all’anziano, che possono trovare nel centro adeguata assistenza e sostegno per un’intera

o mezza giornata.

Si tratta quindi di servizi di assistenza aperta, funzionanti dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle

18.00, escluso i giorni festivi. Offrono attività occupazionali quali bricolage, pittura, attività culturali,

lettura dei giornali, oltre che assistenza infermieristica essenziale.

Fig. 3.56 – Utenti e posti utilizzati nel 2004

Centri di assistenza

diurna

Posti Utenti nell’anno Totale utenti % grado di copertura

media nell’anno

maschi

femmine

Villa Europa 16 9 22 31 35,2%

Villa Armonia-Alzheimer 6 7 8 15 80,0%

Maso Premstaller 20 9 12 21 28,0%

Totale 42 25 42 67 47,7%

Nel 2004 le persone che hanno frequentato i centri sono state 67, per il 75% nella fascia d’età

fra 65-84 anni e il 25% con più di 85 anni di età. Vi è anche qui, come in tutti i servizi per anziani

una prevalenza femminile (63%).

I tre centri di assistenza diurna non hanno ancora raggiunto un pieno utilizzo dei posti disponibili,

anche se la riorganizzazione del 2004 con la specializzazione per i malati di Alzheimer

ha per-

messo un miglioramento del livello di frequenza.

Ulteriori informazioni di trovano nella sezione 1.2 “Obiettivi e risultati – Linea guida 4”.

Servizio Emergenza Anziani

Dal mese di maggio 1999 è attivo un numero verde gratuito in funzione tutto l’anno a cui risponde

il Servizio “Emergenza Anziani”. Questa iniziativa è nata dalla collaborazione tra l’Azienda

Servizi Sociali di Bolzano e diverse organizzazioni di volontariato di Bolzano (Rete Anziani).

Il servizio consiste nella possibilità per l’anziano in diffi coltà di telefonare al numero verde (800

001 800) per chiedere aiuto. A questo numero risponde un operatore che attiva immediatamente

126


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.3 Anziani

il servizio pubblico, privato o le associazioni di volontariato in grado di offrire nella maniera più

tempestiva i servizi richiesti .

Funge da servizio informativo e di consulenza e provvede a fare in modo che vengano soddisfatti

anche i bisogni più semplici che vanno dalla compagnia, dall’accompagnamento presso strutture

pubbliche, sanitarie o per acquisti sia a piedi che con automezzi, alle riparazioni e manutenzione

domestiche, ai traslochi ecc.

Fig. 3.57 – Utenti e volontariato del Servizio “Emergenza Anziani” negli anni 2001-2004

N. associazioni

coinvolte

N. anziani seguiti

dalle associazioni

N. volontari coinvolti N. ore di

volontariato offerto

2001 14 245 116 6.963

2002 17 222 100 8.442

2003 18 275 130 8.864

2004 18 177 123 10.048

Rilevante l’attività svolta dalle associazioni: 18 aderiscono al servizio e nel corso dell’anno 2004

hanno complessivamente seguito 177 persone inviate dal servizio “Emergenza Anziani”, coinvolgendo

123 volontari.

Delle 177 anziani seguiti dalle associazioni, il 58% vive solo. Le richieste riguardano in prima

linea bisogni di socializzazione (27%), aiuto nel disbrigo di pratiche (23%) e compagnia

(20%). A chiamare sono soprattutto le donne anziane (75%), con una concentrazione delle

richieste di aiuto nella seconda metà dell’anno a partire dal mese di luglio (64%).

Da tutte queste signifi cative esperienze di “rete”, che hanno consolidato il rapporto tra le diverse

associazioni di volontariato e che hanno prodotto servizi qualitativamente vicini ai desideri e

alle aspettative delle persone anziane, si è dato corso nell’anno scorso ad un nuovo progetto,

anch’esso fi nanziato dal Fondo Sociale Europeo, denominato “Seniornet”, con l’obiettivo prevalente

di sperimentare e mettere in opera una piattaforma informativa-informatica in grado di far

comunicare via “intranet” le diverse organizzazioni di volontariato;

Ulteriori informazioni di trovano nella sezione 1.3 “Progetti innovativi in Azienda”.

Mense per anziani

3

L‘Azienda Servizi Sociali di Bolzano gestisce tre mense per anziani, che si trovano una presso

il centro diurno per anziani di Via Claudia Augusta 105 e l’altra presso la casa di riposo Don

Bosco di Via Milano 170. La mensa di Via Perathoner 8 è affi data invece alla Cooperativa

Sociale a r.l. C.L.A.B. di Bolzano.

Le mense di Via Cl. Augusta e di Via Milano possono accogliere circa 25/30 persone ciascuna e

offrono la possibilità di pranzare in compagnia di altre persone con cui socializzare e intrattenersi.

E’ un’occasione per le persone anziane, magari sole, che si muovono ancora autonomamente

per condividere con altri il momento del pasto e garantire un apporto nutrizionale adeguato al

fabbisogno dell’utenza anziana.

La mensa di Via Perathoner può accogliere 130 persone e offre un servizio self-service senza

necessità di prenotazione ed è attivo anche il servizio pasto per la cena.

127


L’accesso alle mense è consentito di norma a tutte le persone con età superiore ai 60 anni ed

a soggetti portatori di handicap fi sici o psichici con una certa invalidità.

L’accesso non è subordinato alla condizioni economiche e sociali degli utenti.

Fig. 3.58 – N. utenti delle mense per anziani e numero pasti consumati - 2004

Mense

Totale

utenti nel corso dell’anno 2004

Totale

pasti erogati

Mensa Don Bosco 30 9.300

Mensa Oltrisarco 41 7.472

Mensa Centro (Clab) 489 54.264

Totale 560 71.036

Il dato più rilevante è il numero di utenti che usufruiscono del servizio mensa presso la Clab che

è pari a n. 489 utenti con un consumo annuo di 54.264 pasti pari al 76,4% del totale dei pasti

consumati.

Soggiorni climatici per anziani parzialmente o non autosuffi cienti

L’Azienda Servizi Sociali di Bolzano organizza soggiorni marini estivi per anziani parzialmente

o totalmente non autosufficienti. Si tratta di soggiorni in località marine, che possano offrire

all’anziano le necessarie comodità in una sistemazione priva di barriere architettoniche. Durante

il viaggio di andata e ritorno e durante tutto il soggiorno è garantita ai partecipanti adeguata

assistenza geriatrica ed infermieristica tramite personale proprio dell’ASSB, oltre che attività di

animazione. Nei limiti della disponibilità di posti, insieme all’anziano può partecipare al soggiorno

anche un parente o il coniuge, che garantisca il suo aiuto nell’assistenza e cura dell’utente.

Nel 2004 sono stati organizzati presso la Colonia 12 Stelle di Cesenatico 4 turni di soggiorni

marini, tra fi ne maggio e inizio settembre. Di questi 3 hanno riguardato persone anziane parzialmente

e non autosuffi cienti ed uno si è invece rivolto ad adulti affetti da patologie psichiatriche.

Fig. 3.59 – Utenti del servizio soggiorno climatici - 2004

Turni uomini donne Totale utenti

N. 1 turno per anziani con disagio psichico 9 7 16

N. 3 turni per anziani non autosuffi cienti 30 41 71

Totale 39 48 87

Dal sottolineare che nel 2004 è stato distribuito a tutti i partecipanti un questionario per rilevare

l’efficacia dei soggiorni climatici per persone non autosuffi cienti. Si è operato attraverso la

predisposizione di una scheda di misurazione della qualità del servizio del servizio di assistenza

offerto e dei benefi ci psicofi sici prodotti sui singoli utenti. 86 partecipanti (su 87) hanno manifestato

un miglioramento psico-fisico dopo il soggiorno, una migliore integrazione relazionale e

infi ne alla buona soddisfazione.

Ulteriori informazioni di trovano nella sezione 1.2 “Obiettivi e risultati-Linea guida 3”.45

128


3.4

Handicap e disagio psichico

Informazioni e dati relativi ai servizi per disabili e malati psichici.

I servizi offerti da quest’area si rivolgono a soggetti in situazione di handicap fi sico e psichico

e sono fi nalizzati al raggiungimento del massimo equilibrio individuale e la massima autonomia

possibile nel vivere quotidiano, con il coinvolgimento della famiglia, di risorse esterne e dei servizi

specialistici.

L’approccio del servizio Handicap e disagio psichico è il considerare la persona nella sua globalità,

con la sua identità e con le sue potenzialità e capacità, come soggetto attivo che partecipa ed

esprime i suoi bisogni e le sue richieste. Perciò nelle sue attività adotta un metodo sistemico che

tiene conto dell’utente come protagonista attivo con la sua rete di relazioni con la sua famiglia, i

suoi amici, le associazioni, il distretto ecc.

Questo approccio è anche una ridefi nizione del concetto di handicap, che ha caratterizzato

l’attività anche nell’anno 2004, rappresentando un valido riferimento metodologico che necessariamente

ha delle conseguenze operative, stimolando il servizio ad individuare metodi e strumenti

sempre nuovi ed individuare forme di assistenza alternativa.

Tra i progetti specifi ci ed innovativi dell’anno 2004 troviamo l’attivazione di musicoterapia per la

maggior parte dell’utenza, attività che ha riscontrato molto successo sia tra gli utenti che tra i loro

parenti, nonché un percorso di formazione degli operatori fi nalizzato ad acquisire adeguate

competenze per l’assistenza di utenti malati terminali. Anche quest’ultimo progetto si è rivelato

di estrema importanza in quanto l’assistenza, la relazione e la comunicazione in certe situazioni

richiede capacità specifi che.

Per quanto riguarda il settore dei malati psichici gli sforzi del servizio si sono concentrati nel

favorire maggiormente l’integrazione dei diversi approcci dei servizi dell’Azienda con quelli dei

servizi convenzionati.

3

Per le persone in situazione di handicap e disagio psichico il servizio offre due tipologie di strutture:

• residenziali - che comprendono i convitti e le comunità alloggio, in cui gli utenti sono suddivisi

in base alla loro autonomia

• diurne – che comprendono i laboratori protetti e i gruppi occupazionali

129


Servizi e strutture per persone in situazione di handicap

Da un confronto dei dati dell’anno 2004 con quelli dell’anno precedente non emergono grandi

differenze nel numero degli utenti, bensì un maggiore grado di copertura delle strutture residenziali

(da 76,4% a 89,3%) ed un andamento costante tra i gruppi occupazionali ed i laboratori

protetti. In aggiunta alle attività rilevate nelle pagine seguenti, nel periodo estivo, presso la struttura

di via Fago 14, sono state organizzate 19 giornate di attività che hanno visto coinvolti

40 utenti in quattro turni.

Anche questa attività ha riscontrato molta soddisfazione tra gli utenti del servizio ed i loro parenti.

Nella tabella che segue si riportano i dati relativi alle presenze nelle strutture residenziali. Lo

scarto tra i posti disponibili e la presenza media effettiva nelle strutture dipende dal programma

assistenziale predisposto per ciascun utente che prevede anche periodi di rientro in famiglia. Le

strutture quindi di fatto sono sempre al completo. Nella tabella seguente non sono compresi i 4

posti per permanenze brevi e/o riservati alle emergenze che comunque sono sempre occupati.

Fig. 3.60 – Strutture residenziali per persone in situazione di handicap - 2004

Strutture

di accoglienza

Convitto

via Fago 14

Convitto

via Mendola 121

Comunità alloggio

via Mendola 121

Comunità alloggio

viale Europa 138

Comunità alloggio

via Dalmazia 62

Capacità

ricettiva

Giorni di

apertura

N. utenti

al 31.12.

Presenze

% di

copertura

Presenza

media

24 366 24 7.299 83,1% 19,9

6 310 6 1.636 88,0% 5,3

6 366 6 1.893 86,2% 5,2

9 366 8 2.934 89,1% 8,0

3 366 3 1.098 100,0% 3,0

48 355 47 14.860 89,3% 41,9

L’assistenza diurna o semiresidenziale si distingue in gruppi occupazionali, destinati a persone

per le quali risulta impossibile svolgere un’attività lavorativa organizzata e prolungata, e laboratori

protetti ad orientamento lavorativo prevalentemente di tipo produttivo.

Nelle tabelle successive vengono riportati i dati relativi alle strutture diurne che complessivamente

hanno una capacità ricettiva di 117 posti.

Fig. 3.61 – Utenti e posti disponibili nei gruppi occupazionali per disabili - 2004

Gruppi occupazionali

Capacità

ricettiva

Giorni di

apertura

N. utenti

al 31.12.

Presenze

% di

copertura

Presenza

media

Viale Europa 138 17 203 16 3.452 100,0% 17,0

Via Fago 14 36 205 32 5.246 71,1% 25,6

Via Fago 14- t.prol. 6 187 5* 800 71,3% 4,3

Viale Druso 325 19 203 18 3.457 89,6% 17,0

*utenti già compresi in altri gruppi

78 200 66 12.955 83,0% 64,9

130


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.4 Handicap e disagio psichico

Fig. 3.62 – Utenti e posti disponibili nei laboratori protetti per disabili - 2004

Laboratori protetti

Capacità

ricettiva

Giorni di

apertura

N. utenti

al 31.12.

Presenze

% di

copertura

Presenza

media

Via Fago 14 12 203 12 2.105 86,4% 10,4

Via C. Weinegg 2 15 203 15 2.639 86,7% 13,0

Colle 8 12 237 10 1.701 59,8% 7,2

39 214 37 6.445 77,6% 30,1

L’età media degli utenti dei servizi per disabili si colloca sempre più nella fascia che va dai 30 ai

49 anni costituendo il 60% dell’intera utenza. Il numero delle persone che hanno un’età superiore

ai 50 anni costituisce il 24% dell’intera utenza.

Fig. 3.63 – Utenti disabili per fasce di età e tipologia di servizio - 2004

Fino a 29 anni

30 - 49 anni

Oltre 50 anni

9

Fig. 3.64 – Utenti disabili per fasce d’età - 2004

Fino a 29 anni

3

30 - 49 anni

Oltre 50 anni

131


Nel grafi co che segue si evidenzia la percentuale di invalidità degli utenti seguiti dai servizi, il 69%

dell’utenza è invalida al 100% (il 63% con assegno di accompagnamento ed il 6% senza assegno

di accompagnamento), il 29% ha un livello di invalidità inferiore al 99%, ed il rimanente

2% è composto da utenti affetti da pluriminorazioni.

La presenza di utenti disabili gravi si riscontra maggiormente nei servizi residenziali e nei laboratori

occupazionali.

Fig. 3.65 – Utenti disabili nei servizi per grado di invalidità - 2004

100% senza assegno accomp fi no a 99%

100% con assegno accomp Pluriminorati

Fig. 3.66/a – Servizi Handicap – fonti di finanziamento - 2004

SERVIZI HANDICAP - ANNO 2004

FONTI DI FINAZIAMENTO - € 8.239.294

Compartecipazioni utenti

€ 610.601 - 7%

Rete utenti esterni

€ 663:070 - 8%

Altro

€ 170.143 - 2%

Provincia

€ 6.795.480 - 83%

132


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.4 Handicap e disagio psichico

Fig. 3.66 /b– Servizi Handicap – costi diretti di gestione - 2004

SERVIZI HANDICAP - ANNO 2004

COSTI DIRETTI DI GESTIONE - € 8.239.294

CONVITTO posti costo

personale

beni di

consumo

prestazioni

di servizi

utilizzo beni

di terzi

altro rette (*) TOT.

via Fago 27 1.298.119 84.571 137.554 9.156 1.529.400

via Mendola 7 229.870 21.210 38.074 1.550 318 291.022

amministraz. 158.806 25.175 32.502 1.484 217.967

Totale 34 1.686.795 130.956 208.130 1.550 10.958 1.285.635 3.324.024

COMUNITÀ

ALLOGGIO

posti

costo

personale

beni di

consumo

prestazioni

di servizi

utilizzo beni

di terzi

altro rette (*) TOT.

viale Europa 9 330.378 44.125 37.471 1.963 413.937

via Mendola 6 181.808 23.751 15.361 1.550 688 223.158

via Dalmazia 3 137.980 5 137.985

amministraz. 73.731 11.689 15.090 550 101.060

Totale 18 585.917 79.565 205.902 1.550 3.206 252.683 1.128.823

GRUPPI

occupaz.

posti

costo

personale

beni di

consumo

prestazioni

di servizi

utilizzo beni

di terzi

altro rette (*) TOT.

via Fago 42 871.220 63.265 107.522 4.598 1.046.605

viale Europa 17 491.509 7.458 64.516 422 563.905

via Druso 19 370.787 8.244 30.462 26.681 242 436.416

amministraz. 198.507 31.469 40.628 1.816 272.420

Totale 78 1.932.023 110.436 243.128 26.681 7.078 174.885 2.494.231

LABORATORI

PROTETTI

via Castel

Weinegg

posti

costo

personale

beni di

consumo

prestazioni

di servizi

utilizzo beni

di terzi

altro rette (*) TOT.

15 234.505 8.226 58.300 46.044 341 347.416

via Fago 12 180.841 18.174 46.585 305 245.905

amministraz. 51.045 8.092 10.447 381 69.965

Totale 27 466.391 34.492 115.332 46.044 1.027 468.088 1.131.374

3

RETTE (*) per utenti propri in strutture esterne

RETTE TOTALI

La voce “amministrazione” comprende le spese dell’uffi cio amm.vo Servizi a persone in situazione

di handicap e disagio psichico, dello staff tecnico della direzione del servizio e gestione piscina.

2.181.291

Soggiorni per per persone disabili 21.536

Servizio trasporto per persone disabili 139.306

133


Disagio psichico

I servizi a favore delle persone portatrici di disagio psichico si distinguono in strutture di accoglienza

residenziale, più nello specifi co comunità alloggio (una maschile ed una femminile), e

laboratori protetti o centri di addestramento professionale.

Oltre a questi servizi sul territorio cittadino esistono anche dei punti d’incontro per malati psichici

che vengono gestiti in convenzione con l’associazione “Il Nostro Spazio”. In detti spazi

vengono intraprese attività culturali, di tempo libero e di attività fi sica con lo scopo di sviluppare

occasioni di incontro tra malati psichici.

Fig. 3.67 – Strutture residenziali per malati psichici - 2004

Strutture residenziali

Comunità alloggio

via Mendola 121

Comunità alloggio

v.lo Erbe 10

Capacità

ricettiva

Giorni di

apertura

N. utenti

nell’anno

Presenze

% di

copertura

Presenza

media

7 366 7 2.061 80,4% 5,6

6 361 5 1.758 81,2% 4,9

13 364 12 3.819 80,8% 10,5

Fig. 3.68 – Strutture diurne per malati psichici - 2004

Laboratori Protetti

Windrose

V. Druso 325

Centro Addestramento

Professionale CIRS

Capacità

ricettiva

Giorni di

apertura

N. utenti

nell’anno

Presenze

% di

copertura

Presenza

media

13 234 12 2.135 70,2% 9,1

18 237 20 3.411 80,0% 14,4

31 236 32 5.546 75,1% 23,5

L’età media dell’utenza affetta da disagio psichico si colloca nella fascia compresa tra i 30 ed

49 anni E’ tuttavia importante segnalare come la fascia di età inferiore, ovvero quella al di sotto

dei 29 anni sia significativamente presente strutture residenziali.

Nella tabella successiva è riportata la percentuale di invalidità degli utenti dei servizi: a differenza

degli utenti affetti da disabilità fi sica, emerge che ad oltre il 50% dei malati psichici che frequentano

i servizi non è riconosciuta alcuna invalidità.

Fig. 3.69 – Utenti dei servizi per malati psichici per grado di invalidità - 2004

Strutture per malati psichici Nessuna invalidità Fino al 73% Dal 74% al 99% 100%

Residenziali 6 4 3

Laboratori 12 2 17 1

18 6 20 1

134


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.4 Handicap e disagio psichico

Punti d’incontro per malati psichici

Come già accennato l’Associazione “Il Nostro Spazio – Ein Platz für uns” gestisce i punti di

incontro per malati psichici sulla base di una convenzione con l’Azienda. Le fi nalità dell’Associazione

sono quelle di costruire occasioni di incontro, di solidarietà, accoglienza, condivisione di

spazi e momenti per comunicare con chi vive la sofferenza psichica. Gli obiettivi che l’Associazione

si pone attraverso le varie attività sono:

• sviluppare occasioni di incontro con e tra malati psichici ed altre persone

• sviluppare competenze e abilità comunicative tra i malati psichici ed altre persone

• valorizzare e indirizzare le capacità di ognuno in una dimensione creativo - espressiva

• valorizzare le diversità, sviluppando autostima e immagine positiva di se, conoscenza

e accettazione dei propri limiti

• aumentare la capacità di autonomia e di partecipazione alla vita sociale da parte

dei malati psichici.

L’attività dei punti di incontro si svolge in diverse occasioni con iniziative di accoglienza, creatività

espressiva, attività motoria, gite, attività di nuoto, attività culturali, soggiorni estivi ecc.

Durante l’anno 2004 l’Associazione “Il Nostro Spazio – Ein Platz für uns” ha tenuto 422 incontri

che hanno visto coinvolte 150 persone.

L’Associazione opera nello spirito del lavoro di rete, in collaborazione con altri servizi in particolare

con il servizio Psichiatrico ed il centro di Salute Mentale dell’Azienda Sanitaria Bolzano.

Le attività si svolgono anche con personale volontario che nell’anno 2004 ha effettuato 11.198

ore (61 volontari).

3

135


Fig. 3.70 – Disagio Psichico – costi diretti e fonti di finanziamento

DISAGIO PSICHICO - ANNO 2004

COSTI DIRETTI DI GESTIONE - € 1.309.973

LABORATORI posti costo

personale

beni di

consumo

prestazioni

di servizi

utilizzo beni

di terzi

altro rette (*) TOT.

Colle 12 134.949 17.574 36.619 15.251 747 205.140

via Druso 325 13 154.955 16.426 26.160 26.618 1.007 225.166

CIRS 18 199.900 199.900

amministrazione 56.716 8.991 11.608 423 77.738

Totale 43 346.620 42.991 274.287 41.869 2.177 148.312 856.256

RETTE (*) per utenti propri in strutture esterne

COMUNITÀ

ALLOGGIO

posti

costo

personale

beni di

consumo

prestazioni

di servizi

utilizzo beni

di terzi

altro rette (*) TOT.

via Mendola 7 3.632 144.802 3.093 310 151.837

vicolo Erbe 6 683 143.298 13 143.994

amministraz. 28.358 4.496 5.804 211 38.869

Totale 13 28.358 8.811 293.904 3.093 534 13.617 348.317

RETTE (*) per utenti propri in strutture esterne

La voce “amministrazione” comprende le spese dell’uffi cio amministrativo “Servizi a persone

in situazione di handicap e disagio psichico” e dello staff tecnico della direzione del medesimo

servizio.

Punti d’incontro per malati psichici 105.400

DISAGIO PSICHICO - ANNO 2004

FONTI DI FINANZIAMENTO - € 1.309.973

Compartecipazioni utenti

€ 19.687 - 2%

Rete utenti esterni

€ 128.906 - 10%

Altro

€ 9.145 - 1%

Provincia

€ 1.152.235 - 87%

136


3.5

Emergenza sociale

Informazioni e dati relativi ai servizi aziendali a favore di persone in condizione di emarginazione

sociale.

I servizi di quest’area hanno il compito di dare una risposta ai bisogni delle persone che si trovano

in stato di grave diffi coltà ed in condizione di emarginazione sociale operando in funzione

sussidiaria per l’integrazione civile e sociale.

I diversi servizi che operano in quest’area sono da porre in relazione al tipo di disagio e riguardano

in particolare le persone senza fi ssa dimora, i cittadini extracomunitari, i nomadi, i tossicodipendenti,

le donne o gli uomini in stato di diffi coltà ed altri soggetti in stato di devianza sociale.

I servizi offerti alle persone in stato di disagio spaziano dai dormitori maschili e femminili, ai

centri di accoglienza per profughi, al centro per minori stranieri non accompagnati (vedi

area “Famiglia e Minori”), al servizio di strada, al servizio bassa soglia per tossicodipendenti,

laboratori per alcolisti, accoglienza immigrati, villaggi SINTI e ROM

Queste strutture non sono gestite direttamente dall’Azienda con proprio personale dipendente,

ma da organizzazioni con cui l’Azienda è convenzionata. Negli ultimi anni i Distretti Sociali della

città di Bolzano hanno rivestito un ruolo di fondamentale importanza per le persone in stato di

disagio grave. Attraverso il lavoro quotidiano degli assistenti sociali e degli educatori ed in collaborazione

con gli operatori degli enti gestori tali persone si sentono ascoltate, accolte viene

fornito loro un servizio di consulenza e la possibilità di partecipare attivamente ad un progetto di

recupero e di inserimento sociale e professionale.

“Senza fi ssa dimora”

La defi nizione di “senza fi ssa dimora” viene data alle persone adulte, sia di sesso femminile che

maschile, che vivono in stato di emarginazione grave, prive di dimora stabile, di occupazione,

di reddito o con reddito insuffi ciente. Si tratta tendenzialmente di persone che oltre ad essere

prive di un luogo dove vivere, hanno alle spalle una storia di disgregazione, diffi coltà relazionali e

psicologiche per cui non riescono ad inserirsi o reinserirsi nel mondo sociale e lavorativo. Raramente

l’essere “senza dimora” non è l’unico problema di queste persone. Spesso anzi , questa

137


condizione estrema è la conseguenza di eventi critici non risolti, di problemi non superati, di incapacità

di reagire alla vita e alle vicende che essa presenta che portano alla distruzione di legami

parentali, alla rottura dei rapporti sociali, perdita di lavoro, della salute, debolezze e dipendenze,

emarginazione.

Le strutture per senza fi ssa dimora nell’anno 2004 sono le seguenti:

• Casa di Ospitalità, di viale Trento 11 – trattasi di un dormitorio maschile con una capienza

di 40 posti letto a carattere diurno e notturno, aperto sia a cittadini italiani che stranieri, anche

se la maggior parte degli utenti che nell’anno 2004 hanno usufruito della struttura sono di cittadinanza

italiana (74 su 96). Oltre a vitto ed alloggio la struttura offre sostegno nella ricerca di

un’occupazione e di un alloggio, supporto medico e psicologico, nonché il sostegno sociale

da parte di operatori del distretto di appartenenza attraverso progetti individualizzati.

• Haus Margareth , di via Cappuccini 21 – trattasi di un dormitorio femminile con una

capienza di 18 posti letto a carattere diurno e notturno, aperto sia a cittadine italiane che

straniere (nel corso dell’anno 2004 è stato usufruito sia da cittadine italiane che straniere: 25

e 33). Oltre all’erogazione di vitto ed alloggio la struttura offre anche sostegno sociale nella

ricerca di lavoro, di alloggio e di reinserimento sociale, per lo svolgimento di pratiche burocratiche,

corsi di alfabetizzazione per straniere, supporto psico-pedagogico.

• Dormitorio invernale, di via Weggenstein 6 – trattasi di una struttura aperta durante i mesi

invernali a carattere solamente notturno, rivolta sia cittadini italiani che stranieri, anche se la

maggior parte degli utenti che ne hanno usufruito nel corso dell’anno 2004 è di cittadinanza

italiana (64 su 72). La struttura ha lo scopo di riparare all’emergenza freddo, e attraverso la

collaborazione con le altre risorse del territorio svolge anche servizi di sostegno al reinserimento

socio – lavorativo. Il 15 novembre 2004 gli utenti di questa struttura sono stati trasferiti

presso la Casa Conte F.J. Forni, in via Renon 31.

• Centro Emergenza Sociale, via Weggenstein 2 – è una struttura che offre ospitalità ed

assistenza temporanea a persone senza dimora, italiani e stranieri, uomini, donne e bambini,

che si trovano in particolari situazioni di crisi sociosanitaria e che necessitano di un luogo

dove transitare in attesa di essere inseriti in strutture idonee alla loro problematica emergente.

Tendenzialmente sono persone in attesa di entrare in comunità terapeutiche, ospedali o

altro, convalescenti, non autosuffi cienti o comunque in gravi condizioni psicofi siche che non

hanno alcun mezzo di sostentamento e che vivono in situazioni di emarginazione sociale. La

struttura offre vitto, alloggio sostegno sociosanitario, psicologico e legale.

Fig. 3.71 – Strutture di accoglienza per persone senza fissa dimora - 2004

Strutture

di accoglienza

Casa di Ospitalità

viale Trento

Dormitorio Femminile

Haus Margareth

Dormitorio invernale

via Weggenstein 6

Emergenza Sociale

via Weggenstein 2

Capacità

ricettiva

Giorni di

apertura

N. utenti

nell’anno

Presenze

% di

copertura

Presenza

media

40 366 96 13.300 90,8% 36,3

18 366 58 6.263 95,1% 17,1

23 106 72 2.024 83,0% 19,1

15 366 50 6.192 112,8% 16,9

Casa Conte F.J. Forni 38 46 59 67 3,8% 1,5

Totale 134 250 335 27.846 96,96% 111,4

N.B. – la Casa Conte F.J. Forni è stata temporaneamente utilizzata dal 15 novembre al 31 dicembre per ospitare gli utenti del

dormitorio invernale di via Weggenstein 2

138


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.5 Disagio sociale

Servizio di assistenza di strada

Non tutte le persone che sono senza fi ssa dimora, per svariati motivi, usufruiscono delle strutture

presenti in città. Il servizio di assistenza di strada si rivolge a persone senza dimora, senza tetto,

soggetti con problemi di tossicodipendenza o di alcolismo, prostitute, persone con disagio psichico

che per “scelta” o per necessità, vivono il proprio stato di vulnerabilità sulla strada.

La scelta della ricerca del contatto su strada allo scopo di andare incontro, comprendere e sostenere

coloro che vivono la propria marginalità sulla strada, è perseguita dalle Unità di strada

attraverso intereventi di assistenza – ascolto – accompagnamento che consistono:

nell’offrire assistenza attraverso la distribuzione di cibo, bevande calde, vestiario, coperte,

medicinali informazioni sanitarie ecc. nonché attraverso azioni di ascolto, colloqui informali e

accompagnamento verso i servizi sociali e sanitari, il mondo del lavoro e verso una progressiva

autonomizzazione. E’ rilevante il raffronto degli accompagnamenti effettuati nel corso dell’anno

2004 rispetto al 2003. Nel corso dell’anno 2004 ne sono stati effettuati 374 a fronte

dei 141 dell’anno 2003

Il servizio si distingue in due attività principali:

• il servizio camper che opportunamente attrezzato sosta nei pressi della stazione due volte

alla settimana (il servizio è raddoppiato rispetto allo scorso anno);

• il servizio in itinere che si svolge a piedi o in macchina su tutto il territorio cittadino ed in orari

diversi.

Le prestazioni offerte sono state le seguenti:

• distribuzione cibo, bevande. vestiario, coperte, informazioni n. 4644

• ascolto, segretariato sociale, colloqui, confronti, mediazioni n. 749

• accompagnamento verso i servizi sociosanitari, amministrativi,

studi legali, strutture di recupero, SERT ecc. n. 374

Il servizio di assistenza di strada è stato svolto da 2 operatori sociali e 19 volontari, questi ultimi

hanno sostenuto complessivamente 838 ore di assistenza.

Fig. 3.72 – Persone contattate dal Servizio di Assistenza di Strada - 2004

3

Servizio Assistenza di Strada N. giorni di apertura N. utenti nell’anno N. medio contatti

Servizio camper 366 1.312

In itinere 366 236

10 al giorno

139


Immigrazione straniera

Al 31.12.12.2004 a Bolzano erano residenti 6.856 stranieri con un incremento del 17,1% rispetto

all’anno precedente.

Gli stranieri appartenenti a paesi europei non aderenti all’Unione Europea costituiscono il

41,1%, quelli appartenenti all’Unione Europea il 14,9%; gli altri sono appartenenti a paesi extraeuropei

prevalentemente africani.

Fig. 3.73 – Distribuzione degli stranieri nei quartieri cittadini - 2004

Distretto Stranieri residenti Popolazione del quartiere % su popolazione

Don Bosco 1.112 17.301 6,4%

Centro Piani Rencio 1.972 13.177 15,0%

Oltrisarco Aslago 1.197 16.155 7,4%

Europa Novacella 814 22.180 3,7%

Gries S. Quirno 1.761 29.437 6,0%

Totale 6.856 98.250 6,98%

Gli stranieri residenti a Bolzano rappresentano il 6,98% del totale della popolazione locale; lo

scorso anno tale valore era del 6,1%.

Il quartiere con il maggior numero di stranieri è quello di Centro Piani Rencio che registra 1972

stranieri residenti, a seguire il quartiere di Gries – S. Quirino con 1761. In quest’ultimo rione in

particolare la presenza di persone straniere è sempre maggiore: dall’anno 2002 c’è stato un

incremento del 21%.

Sul territorio cittadino i servizi che si occupano di persone straniere sono tendenzialmente servizi

di accoglienza aperti e strutture residenziali.

Ambedue sono servizi di prima accoglienza dove viene offerta consulenza, sostegno sociosanitario,

mediazione culturale, e da dove nascono tutte quelle iniziative che spaziano “dall’emer-

genza all’integrazione”

atte all’inserimento socio lavorativo delle persone straniere.

Nell’anno 2004 le strutture di accoglienza sono le seguenti:

• Dormitorio invernale per lavoratori extracomunitari di via Weggenstein 4: trattasi si una

struttura utilizzabile nelle ore notturne durante i mesi invernali ed è rivolta a cittadini stranieri

maschi. La struttura ha chiuso la sua attività il 15 aprile 2004 in quanto ritenuto servizio di

secondo livello. Gli stranieri ospitati hanno trovato altre soluzioni abitative: alloggio in affi tto,

casa albergo ecc.

• Centro profughi “ex Gorio” di via Macello 13: La struttura è rivolta a stranieri, sia singoli

che nuclei familiari, prevalentemente richiedenti asilo e senza dimora. E’ utilizzabile sia di

giorno che nelle ore notturne e offre servizi di sostegno alla persona e alla famiglia straniera

sia in termini sociali che in termini sanitari, come ad esempio la ricerca di lavoro, di alloggio,

accompagnamento e mediazione, corsi di alfabetizzazione, supporto medico ecc.

• Casa prima accoglienza immigrati di via Roma 100: La struttura è rivolta a uomini adulti

soli che arrivano per la prima volta a Bolzano ed ha lo scopo di offrire la possibilità di avere

un’accoglienza dignitosa sia pur temporanea durante il periodo di ricerca di un lavoro. In

subordine offre accoglienza anche a persone già presenti da tempo a Bolzano, ma impossibilitate

a provvedere autonomamente alle proprie esigenze alloggiative.

140


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.5 Disagio sociale

Fig. 3.74 – Capacità ricettiva e utenza nelle strutture di accoglienza - 2004

Strutture

di accoglienza

Dormitorio invernale

per extracomunitari

Centro profughi

“ex Gorio”

Casa di Prima

Accoglienza Immigrati

Capacità

ricettiva

Giorni di

apertura

N. utenti

nell’anno

Presenze

% di

copertura

Presenza

media

25 106 87 n.p. n.p. n.p.

45 366 87 13.855 84,1% 37,9

13 366 210 4.738 99,6% 12,9

83 279 384 18.593 91,9% 66,6

Servizio di prima accoglienza immigrati di via Roma 100 – il servizio ha lo scopo di consentire

all’utente, attraverso una azione di informazione, assistenza e consulenza, di accedere alle

risorse alloggiative di prima e seconda accoglienza presenti sul territorio.

Vengono fornite le indicazioni e le informazioni necessarie per fare domanda presso strutture

residenziali, gli alloggi dell’IPES e le strutture di accoglienza provvisorie invernali. Le famiglie vengono

invitate a rivolgersi anche al servizio della Caritas sezione italiana che si occupa di intermediazione

per la ricerca di un alloggio. Il servizio si occupa di avviare anche progetti individualizzati

in collaborazione con il servizio sociale e con le risorse del territorio. Nel corso dell’anno 2004

sono stati censiti 4800 contatti /richieste per il settore della mediazione con altri enti, della diffusione

di informazioni, della consulenza specifi ca su problemi burocratici e amministrativi, degli

accompagnamenti. È inoltre attivo presso il centro di prima accoglienza di via Roma 100 un

servizio medico volontario (progetto Fanon Balint - assistenza sanitaria immigrati STP).

Fig. 3.75 – Utenti del servizio di prima accoglienza immigrati - 2004

Servizi di accoglienza

N. giorni di apertura

nell’anno

N. utenti

nell’anno

N. medio utenti

al giorno

Servizio 1° Accoglienza Immigrati 260 1.126 40

Campi Nomadi

CAMPO SINTI

3

Il campo sosta per nomadi SINTI, situato in via Lungo Isarco Sinistro fa capo al distretto di Oltrisarco

– Aslago. Nell’anno 2004 ha ospitato una media di 122 persone rispetto alle 114 dello

scorso anno, distribuite in 42 piazzole. Il numero delle presenze presso il campo varia a seconda

delle situazioni: stati di detenzione, ottenimento di alloggi IPES, assenze temporanee, decessi

ecc.. Gli ospiti del campo sono persone stanziali e le dimissioni sono sostituite dalle nascite e

dai nuovi matrimoni.

Presso il campo è presente un servizio socio educativo la cui presenza permette di predisporre

piani individualizzati di sviluppo ed inserimento lavorativo della persona.

La situazione occupazionale delle persone del campo trova 24 studenti, 53 disoccupati, 14 occupati

e 31 in età prescolare, o non dichiarati o non collocabili.

141


La fascia di età prevalente è quella dei minori da 0 a 17 anni che costituisce il 50% dell’intera

popolazione del campo (62) a seguire la fascia di età che va dai 18 ai 29 anni (31)

Fig. 3.76 – SINTI nel campo sosta per fasce di età - 2004

0-17

18-24

25-34

35-49

50-64

+65

Fig. 3.77 – Grado di utilizzo del campo sosta SINTI - 2004

Strutture

di accoglienza

Capacità

ricettiva

Giorni di

apertura

N. utenti

nell’anno

Presenze

% di

copertura

Presenza

media

Villaggio Sinti 180 366 122 45.214 68,6% 123,5

CAMPO ROM

Il campo ROM, situato nella zona di Castel Firmiano fa capo al Distretto Don Bosco. Nell’anno

2004 ha ospitato una media di 124 persone che corrisponde alla copertura del 95,4% dei posti

disponibili. Le persone presenti al campo sono infatti nuclei familiari stanziali ed ivi abitanti da

più anni. La cittadinanza degli utenti è per la maggior parte extraeuropea appartenente a stati

esterni all’UE.

Il villaggio fa capo al distretto sociale del quartiere Don Bosco, il quale oltre a provvedere alla

gestione ordinaria, si è impegnato nella soluzione di questioni di fondamentale importanza per

il villaggio e per i suoi abitanti. L’obiettivo principale è quello di trasferire, in maniera progressiva

e programmata, gli abitanti presso alloggi inseriti nel contesto urbano cittadino e

delle zone limitrofe e quindi porre in essere interventi educativi piuttosto che seguire ogni

nucleo familiare con le tipiche prestazioni sociali.

I gestori del campo operano anche per il contenimento delle richieste di sostegno economico

fatte dagli abitanti del campo all’uffi cio di assistenza economica del distretto Don Bosco e/o ad

associazioni diverse, stimolando invece l’automantenimento mediante l’appoggio alla ricerca di

lavoro, all’inserimento professionale, al successo scolastico ed alla prosecuzione degli studi per

i più giovani. Degli 11 giovani in obbligo formativo 10 sono iscritti alla scuola superiore.

142


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.5 Disagio sociale

Fig. 3.78 – Grado di utilizzo del campo nomadi ROM - 2004

Strutture

di accoglienza

Capacità

ricettiva

Giorni di

apertura

N. utenti

nell’anno

Presenze

% di

copertura

Presenza

media

Villaggio ROM 130 366 133 45.374 95,4% 124,0

Tossicodipendenza e alcoldipendenza

CENTRO BASSA SOGLIA PER TOSSICODIPENDENTI

Il servizio di assistenza a tossicodipendenti a bassa soglia, meglio conosciuto come “Binario

7” è situato nei pressi della stazione ferroviaria di Bolzano e viene gestito in convenzione con

l’Azienda dall’O.D.A.R.. Il Centro garantisce l’assistenza essenziale alle persone che quasi sempre

vivono in situazioni di disagio fi sico, psichico e sociale dovute a lunghi periodi di dipendenza,

offrendo loro aiuti volti alla riduzione del danno sociale e della salute e una serie di servizi volti

alla cura della persona (vitto, bevande, igiene della persona e della biancheria, cambio siringhe

ecc.) e alla risoluzione del problema.

Nell’anno 2004 il centro ha distribuito 4.514 pasti oltre ad un gran numero di prestazioni

che spaziano tra l’igiene della persona, medicazioni, accompagnamento, consulenza,

contatti con altre strutture ecc. Sono state distribuite insuline e altri articoli di altro materiale

di profi lassi.

Le prestazioni offerte dal centro nello specifi co sono:

• Accoglienza diurna

• Colloquio e consulenza (giuridica, inserimento lavorativo ecc.)

• Distribuzione pasti e bevande calde

• Messa a disposizione di servizi igienici, docce ed attrezzature

e materiale per il lavaggio della biancheria

• Distribuzione di siringhe nuove e ritiro di quelle usate

• Invio a competenti servizi sanitari e sociali su richiesta dell’utente

3

Il Centro durante l’anno 2004 ha introdotto progetti innovativi come ad esempio “Lo spazio

per le donne“ con l’offerta di un ambiente protetto e mirato alla comunicazione sui disagi, sulle

problematiche specifi che delle donne dipendenti;

“L’assemblea ed i rappresentante degli utenti” organizzata mensilmente secondo un ordine

del giorno proposto dagli utenti, all’interno dell’assemblea si è provveduto ad eleggere un rappresentate

degli utenti che partecipa anche al team degli operatori e facilita la comunicazione tra

loro e gli altri utenti;

“La festa di Natale” organizzata con lo scopo di offrire agli utenti anche in questo giorno un

ambiente alternativo a quello della strada, piacevole e sereno, dove siano rispettati e in cui venga

riconosciuta la loro dignità di persone e cittadini. Un simile ambiente incentiva gli utenti a visitare

frequentemente il Binario 7, oltre ad alleviare in parte le loro sofferenze psicologiche. La festa di

Natale ha contribuito a raggiungere questo obiettivo.

143


Fig. 3.79 – Numero degli utenti che usufruiscono del servizio - 2004

Centro Bassa Soglia

per tossicodipendenti

Giorni di apertura Utenti nell’anno Pasti consegnati

Binario 7 304 186 4.514

LABORATORIO PROTETTO PER DIPENDENTI DA ALCOL E DA FARMACI

L’assistenza sanitaria agli alcooldipendenti nel Comune di Bolzano è garantita dal SerT – servizio

per le dipendenze e da una struttura che opera in convenzione con l’ Azienda Sanitaria di

Bolzano (Hands). In questo settore l’intervento sociale si esplica nell’offerta di strutture e servizi

riabilitativi, ma anche in diverse altre forme di intervento come le iniziative di prevenzione primaria

e secondaria attuate da alcuni distretti sociali o da organizzazione del Terzo settore.

L’Azienda ha stipulato una convenzione con l’Associazione Hands Work per la gestione di un

laboratorio protetto per alcooldipendenti situato in viale Druso 205.

Il servizio prevede la gestione di un laboratorio riabilitativo per persone con problemi di dipendenza

da alcol e da farmaci e diffi coltà di inserimento lavorativo – professionale. L’obiettivo principale

è quello di offrire uno strumento per la riabilitazione sociale della persona, offrire la possibilità

agli utenti di prendere in considerazione una vita futura senza la sostanza che crea dipendenza,

favorire la relazione positiva tra le persone del laboratorio e la riabilitazione psicosociale.

Fig. 3.80 – Numero utenti che usufruiscono del servizio - 2004

Laboratorio protetto

Laboratorio Hands

per alcoldipendenti

Capacità

ricettiva

Giorni di

aperutra

N. utenti

nell’anno

Presenze

% di

copertura

Presenza

media

10 255 9 2.287 89.7% 9,0

144


I Servizi Sociali dell’Azienda 3.5 Disagio sociale

Fig. 3.81 – Disagio sociale - costi diretti e fonti di finanziamento - 2004

DISAGIO SOCIALE - ANNO 2004

COSTI DIRETTI DI GESTIONE - € 3.794.973

Senzatetto

€ 1.217.428 - 33%

Campi nomadi

€ 738.298 - 19%

Extracomunitari / profughi

€ 852.353 - 22%

Servizio per donne

in situazione di disagio

€ 516.499 - 14%

Servizi per dipendenza

€ 470.395 - 12%

DISAGIO SOCIALE - ANNO 2004

FONTI DI FINANZIAMENTO - € 3.794.973

Utenti

€ 128.381 - 3%

Comune

€ 476.739 - 13%

Provincia

€ 2.650.238 - 70%

Fondo Sociale Europeo

€ 509.105 - 13%

Altro

€ 30.510 - 1%

3

145


146


4

Indicatori e costi

Dati di base nel settore

amministrativo e sociale

e costi diretti di gestione

1474


4.1

Indicatori nel settore

amministrativo e sociale

Nell’ambito dei sistemi di rendicontazione gli indicatori servono a misurare processi, risultati

ed effetti di scelte e attività di un’organizzazione. Essi acquisiscono una particolare rilevanza

quando consentono la lettura storica dell’azione di un’organizzazione e la comparazione con

altri contesti.

L’Azienda Servizi Sociali di Bolzano dispone di un sistema di rendicontazione sociale già da

qualche anno e ha pertanto la possibilità di mettere a confronto dati in alcuni casi addirittura

dall’anno 1999 ad oggi.

La scelta aziendale è di comparare tra loro gli anni 2003 e 2004 per quanto riguarda gli indicatori

di attività sia nel settore sociale che in quello amministrativo, mentre di risalire fi no al 1999 – anno

di attivazione dell’Azienda – per comparare di anno in anno dati riferiti ad indicatori generali che

evidenziano l’evoluzione dei servizi sociali gestiti dall’Azienda sul territorio cittadino.

Per quanto riguarda questi indicatori storici va precisato che la fonte informativa è la Provincia

Autonoma di Bolzano, Ripartizione 24, che con il sistema informativo SIPSA ha permesso in

questi anni la rilevazione sistematica di dati anche sul territorio cittadino.

I dati contenuti in questo bilancio sociale riguardano prevalentemente i servizi aziendali e in alcuni

casi si interfacciano con dati demografi ci comunali. Per disporre di un osservatorio completo

sui servizi in ambito sociale cittadino, la rendicontazione sociale di ASSB andrebbe messa in

connessione, a cura dell’Assessorato competente, con i dati provenienti da altre realtà pubbliche

e private che contribuiscono alla realizzazione delle politiche sociali in città.

148


Indicatori e costi 4.1 Indicatori nel settore amministrativo e sociale

Indicatori di base Settore amministrativo – 2004

Il personale dipendente ASSB 2003 2004 (+/- )

Unità di personale dipendente (situazione al 31.12.) 828 840 12

Equivalenti a t.p. effettivamente in servizio al 31.12. 713 717 4

Posti previsti in pianta organica 749 749 0

% dipendenti equiv.a t.p. effettivi / posti in pianta organica 95,1% 95,7% 0,6%

Personale femminile e maschile per età

donne 668 683 15

uomini 160 157 -3

% donne / tot. dipendenti 80,7% 81,3% 0,8%

< 30 anni 195 158 -37

31 - 40 anni 346 326 -20

41 - 50 anni 214 267 53

> 50 anni 73 89 16

% dipendenti < 40 anni / tot. dipendenti 65,3% 57,6% -11,8%

Per qualifica

dirigenti 19 17 -2

funzionari 7 8 1

altri 802 815 13

% dirigenti / tot. dipendenti 2,29% 2,02% -12,0%

Per profilo professionale

socio-assistenziale 662 689 27

amministrativo 128 116 -12

altri 35 34 -1

in regime di co.co.co 3 1 -2

% dipendenti con profi lo socio-assist. / tot. dipendenti 79,95% 82,02% 2,6%

Per sede di lavoro

Case di riposo e centri di degenza 288 289 1

Distretti socio-sanitari 186 193 7

Ufficio Handicap e relative strutture 156 162 6

Ufficio Servizio alla Famiglia e relative strutture 130 129 -1

Sede centrale di via Roma 58 55 -3

Centri di assistenza diurni per anziani 10 12 2

% dipendenti sede centrale / tot. dipendenti 7,0% 6,5% -7,2%

149

4


Le assenze in ASSB (media x 1 dipendente)

media di giorni lavorativi nell’anno 260,0 260,0 0,0

media giorni lavorati per dipendente 245,6 245,7 0,1

media gg assenze per malattia 12,2 12,1 -0,1

media gg assenze per congedi straordinari 2,2 2,2 0,0

totale gg di assenze in media 14,4 14,3 -0,1

% giorni di assenza sui possibili gg lavorati 5,54% 5,50% -0,7%

La formazione del personale dipendente 2003 2004 (+/- )

Formazione con frequenza in servizio (corsi OSA, OSS)

n. partecipanti 48 42 -6

n. giornate medie per partecipanti 13,2 9,6 -3,6

Qualificazione-specializzazione (150 ore)

n. partecipanti 24 24 0

n. giornate medie per partecipanti 15,3 12,5 -2,8

Aggiornamento professionale

n. partecipanti 572 632 60

n. giornate medie per partecipanti 3,2 4,8 1,6

La sicurezza 2003 2004 (+/- )

N. visite mediche 390 392 2

N. totale di infortuni 64 48 -16

“in itinere” 13 12 -1

movimentazione carichi 1 3 2

accidentale 30 27 -3

aggressione 1 6 5

altro 19 - -

N. totale giorni di assenza per infortunio 667 1.007 340

Le strutture aziendali 2003 2004 (+/- )

Numero strutture in uso 48 50 2

di cui

di proprietà aziendale (v. Garibaldi) 1 1 0

in concessione gratuita dal Comune BZ 30 32 2

in concessione gratuita dalla Provincia 8 8 0

in locazione da privati 9 9 0

150


Indicatori e costi 4.1 Indicatori nel settore amministrativo e sociale

La manutenzione delle strutture 2003 2004 (+/- )

Numero edifici in carico per la manutenzione ordinaria

e straordinaria

39 41 2

Numero interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria 792 793 1

di cui

interventi elettrici 221 204 -17

interventi idraulici 176 186 10

interventi da falegname 198 151 -47

interventi edili 159 192 33

interventi per la sicurezza 38 60 22

L’esternalizzazione dei servizi 2003 2004 (+/- )

Numero servizi sociali affidati a terzi 37 37 0

di cui

tramite convenzioni 22 22 0

tramite contratto 15 15 0

Numero servizi e prestazioni non sociali affidati a terzi 22 26 4

Il personale dipendente da terzi 2003 2004 (+/- )

Unità di personale dipendente da terzi 225 253 28

Equivalente a tempo pieno al 31.12. 184,2 207,7 18

n. operatori dipendenti da terzi ogni 10 dipendenti ASSB 2,6 2,8 0,2

% operatori dipendenti da terzi / tot. operatori equiv. ASSB 20,5 22,5 9,8%

Per profilo professionale (equivalenti a tempo pieno)* 184,2 201,7 18

operatori sociali/educatori nei servizi affi dati a terzi 68,0 65,2 -3

infermieri professionali (case di riposo e centri degenza) 57,0 62,2 5

cuochi e personale mense e servizio pasti a domicilio 17,0 24,3 7

custodi, sorveglianti nelle strutture di accoglienza immigrati 13,1 15,9 3

fi sioterapisti (case di riposo e centri degenza) 11,1 12,4 1

personale servizio ristorazione case di riposo 10,7 12,0 1

personale amministrativo nei servizi convenzionati 7,3 9,7 2

(* l’equivalenza non corrisponde appieno perché non vi è un controllo sui percorsi professionali)

Volontari, obiettori di coscienza, tirocinanti 2003 2004 (+/- )

Volontari*

n. 530 520 -10

n. ore annue 48.954 57.683 8.729

151

4


Obiettori*

n. 18 22 4

n.ore annue 13.428 12.189 -1.239

Tirocinanti*

n. 306 276 -30

n. ore annue 46.112 33.661 -12.451

*incluse le fi gue attive nei servizi esternalizzati

La comunicazione e il rapporto con i media 2003 2004 (+/- )

Rassegna stampa

n. articoli pubblicati su tematiche sociali in tutta la Prov. 1.746 1.567 -179

area anziani 405 332 -73

area minori 151 124 -27

area famiglia 393 348 -45

area disagio sociale 261 278 17

area handicap 268 125 -143

area politiche sociali 268 360 92

n. articoli pubblicati che riguardano direttamente l’ASSB 326 321 -5

area anziani 126 124 -2

area minori 14 18 4

area famiglia 52 58 6

area disagio sociale 48 42 -6

area handicap 30 16 -14

area politiche sociali 56 63 7

% articoli su ASSB / tot. articoli pubblicati in Provincia 18,7% 20,5% 9,7%

Comunicati stampa

n. comunicati stampa inviati alle testate locali 46 38 -8

di cui effettivamente pubblicati 44 36 -8

Sito Internet

n. visitatori nell’anno 50.317 38.911 -11.406

media mensile 4.193 3.243 -951

Rendiconto sociale annuale

n. copie distribuite (su carta e CD) 280 270 -10

Comune di Bolzano (Giunta e consiglio) 85 85 0

Stakeholders esterni

(enti pubblici, associazioni, cooperative e.a.)

195 185 -10

152


Indicatori e costi 4.1 Indicatori nel settore amministrativo e sociale

Tutela giuridica e amministrativa 2003 2004 (+/- )

n. contenziosi legali 5 5 0

n. tentativi di conciliazione dinanzi all’Ufficio prov. Lavoro 7 3 -4

n. segnalazioni al Difensore civico della Prov. Aut. di Bolzano 3 5 2

n. ricorsi gerarchici al Direttore 0 0 0

n. opposizioni ai dirigenti 2 4 2

n. ricorsi alla Consulta provinciale 54 136 82

Controlli delle autocertificazioni 2003 2004 (+/- )

n. controlli “a campione” effettuati dall’Ufficio Legali

ai sensi del DPR 445/2000

di cui

74 128 54

conformi alla dichiarazione 62 112 50

non conformi alla dichiarazione 12 16 4

di cui successivamente rettifi cati dall’utente 8 16 8

rettifi cati mediante integrazione d’uffi cio* 3 0 -3

segnalazioni in procura 1 0 -1

n. controlli “mirati” effettuati dai singoli servizi dell’ASSB

ai sensi del DPR 445/2000

di cui

440 1.220 780

conformi alla dichiarazione 347 1.045 698

non conformi alla dichiarazione 93 175 82

di cui successivamente rettifi cati dall’utente 49 149 100

rettifi cati mediante integrazione d’uffi cio* 36 18 -18

segnalazioni in procura 8 8 0

% n. dichiarazioni “non conformi” / n. totale controlli 20,4% 14,2% -30,4%

n. totale segnalazioni in procura 9 8 -1

n. casi di recupero di importi a seguito di non conformità,

accertate mediante controlli successivi all’erogazione della

prestazione**

*mediante accessi diretti a banche dati di amministrazioni certifi cati

**trattasi di prestazioni di Assistenza Economica (AES)

83 164 81

153

4


Recupero crediti 2003 2004 (+/- )

n. crediti previdenziali, assicurativi, responsabilità di terzi

per fatto illecito nei confronti di dipendenti aziendali:

44 63 19

incassati 31 15 -16

da incassare, ma già quantifi cati n.r. 4

-

da incassare, in attesa quantifi cazione INAIL n.r. 6

-

sospesi in pendenza di trattative 2 15 13

senza seguito, in quanto non è stato richiesto risarcimento 11 22 11

in attesa di quantifi cazione perito n.r. 1 -

Finanze e Contabilità 2003 2004 (+/- )

Adempimenti fiscali

n. registrazioni contabili - fatture e registri IVA (ciclo passivo) 20.373 21.694 1.321

n. registrazioni contabili - (ciclo attivo) 17.820 17.811 -9

n. certifi cazioni annuali/compensi a terzi e 770 60 45 -15

n. registrazioni di correspettivo (bap, movimento di cassa) 4.685 3.092 -1.593

n. registri corrispettivi 20 5 -15

Gestione del rendiconto finanziario

n. centri di responsabilità 23 23 0

n. centri di costo 151 155 4

Gli atti amministrativi in ASSB 2003 2004 (+/- )

n. decreti del direttore generale 553 577 24

n. determinazioni dirigenziali 1.302 1.138 -164

di cui

Uffi cio di Direzione 38 31 -7

Ripartizione I-Serv. Amministr. 443 400 -43

Ripartizione II-Serv. Sociali 821 707 -114

154


Indicatori e costi 4.1 Indicatori nel settore amministrativo e sociale

Indicatori di base settore sociale2004

ANZIANI

Case di riposo/Centri di degenza 2003 2004 (+/- )

Case di riposo 3 3 0,0%

Centri di degenza 2 2 0,0%

Capacità ricettiva (31.12.) 443 443 0,0%

Posti letto per utenti in ammissione temporanea (31.12.) 10 10 0,0%

Ospiti (31.12.) 440 440 0,0%

Centri di assistenza diurna

autosuffi cienti 18 14 -22,2%

leggermente non autosuffi cienti 38 43 13,2%

mediamente non autosuffi cienti 73 59 -19,2%

gravemente non autosuffi cienti 311 324 4,2%

% di copertura media nell’anno 98,7% 99,1% 0,4%

Strutture 3 3 0,0%

Capacità ricettiva (31.12.) 42 42 0,0%

Utenti nel corso dell’anno 65 67 3,1%

Centri diurni (assistenza ambulatoriale)

% di copertura media nell’anno Villa Europa 55,4% 35,2% -36,5%

% di copertura media nell’anno Alzheimer* 36,0% 80,0% 122,3%

% di copertura media nell’anno Premstaller*

(*apertura nell’anno 2003)

10,2% 28,0% 174,0%

% di copertura media nell’anno 33,9% 47,7% 40,8%

Strutture 5 5 0,0%

Utenti nel corso dell’anno 2.114 2.448 15,8%

Prestazioni 9.278 10.345 11,5%

Servizio Emergenza Anziani

Utenti nel corso dell’anno 275 177 -35,6%

n. associazioni coinvolte 18 18 0,0%

n. ore di volontariato offerto 8.864 10.048 13,4%

Mense per anziani

Strutture 3 3 0,0%

Utenti nel corso dell’anno 582 560 -3,8%

Pasti consumati 71.867 71.036 -1,2%

Soggiorni climatici per anziani non autosuff.

Utenti che hanno usufruito del servizio 68 87 27,9%

Turni organizzati al mare 3 4 33,3%

155

4


FAMIGLIA

Asilo Nido 2003 2004 (+/- )

Strutture 9 8 -11,1%

Utenti al 31.12. 332 353 6,3%

Capacità ricettiva 345 361 4,6%

% di copertura media nell’anno 72,0% 71,1% -1,3%

Consultori familiari

Strutture 5 5 0,0%

Utenti nel corso dell’anno 5.647 5.978 5,9%

Casa delle donne GEA

Capacità ricettiva (posti fi ssi + posti per emergenze) 6 6 0,0%

Donne accolte nel corso dell’anno 19 27 42,1%

% di copertura media nell’anno 137,0% 140,3% 2,4%

Centro di ascolto GEA

donne in consulenza 214 186 -13,1%

Haus der geschützten Wohnungen

capacità ricettiva (posti fi ssi + posti per emergenze) 8 8 0,0%

utenti nel corso dell’anno 19 17 -10,5%

% di copertura media nell’anno 111,0% 91,4% -17,7%

Centro Minori stranieri non accompagnati

Strutturure 1 1 0,0%

Capacità ricettiva 13 13 0,0%

Utenti nel corso dell’anno 32 43 34,4%

% di copertura media nell’anno 111,7% 70,9% -36,5%

156


Indicatori e costi 4.1 Indicatori nel settore amministrativo e sociale

HANDICAP 2003 2004 (+/- )

Strutture residenziali 5 5 0,0%

Capacità ricettiva* 52 52 0,0%

Utenti (31.12.) 46 47 2,2%

% di copertura media nell’anno 76,4% 89,3% 16,9%

*compresi n. 4 posti per permanenze brevi

Laboratori protetti

strutture 3 3 0,0%

Capacità ricettiva 39 39 0,0%

Utenti (31.12.) 36 37 2,8%

% di copertura media nell’anno 77,3% 77,6% 0,4%

Gruppi occupazionali 4 4 0,0%

Capacità ricettiva 80 78 -2,5%

Utenti (31.12.) 75 71 -5,3%

% di copertura media nell’anno 79,6% 83,1% 4,4%

MALATI PSICHICI 2003 2004 (+/- )

Comunità alloggio (strutture) 2 2 0,0%

Capacità ricettiva 13 13 0,0%

Utenti (31.12.) 11 12 9,1%

% di copertura media nell’anno 55,6% 80,8% 45,5%

Centro di addestr. Professionale (Cirs) 1 1 0,0%

Capacità ricettiva 18 18 0,0%

Utenti (31.12.) 21 20 -4,8%

% di copertura media nell’anno 67,8% 80,0% 18,0%

Laboratorio di riab. Psicosociale (Windrose) 1 1 0,0%

Capacità ricettiva 12 13 8,3%

Utenti (31.12.) 12 12 0,0%

% di copertura media nell’anno 72,40% 70,20% -3,0%

Punti incontro per malati psichici

utenti nel corso dell’anno 158 150 -5,1%

157

4


DISAGIO SOCIALE 2003 2004 (+/- )

Strutt. accoglienza senza tetto 4 5 25,0%

capacità ricettiva 98 134 36,7%

n. utenti nell’anno 303 335 10,6%

% di copertura media nell’anno 88,9% 97,0% 9,0%

Strutt. accoglienza citt. stranieri 3 3 0,0%

capacità ricettiva 83 83 0,0%

n. utenti nell’anno 386 384 -0,5%

% di copertura media nell’anno

(Rispetto al 2003 sono esclusi minori stranieri

non accompagnati che rientrano nel settore minori)

Campo nomadi Sinti

83,4% 91,9% 10,1%

Capacità ricettiva 180 180 0,0%

Utenti nell’anno 114 122 7,0%

% di copertura media nell’anno 62,9% 68,6% 9,1%

Campo nomadi Rom

Capacità ricettiva 130 130 0,0%

Utenti nell’anno 130 133 2,3%

% di copertura media nell’anno 100,0% 95,4% -4,6%

Servizio assistenza di strada

Servizio camper numero utenti 1.067 1.312 23,0%

servizio itinere n. utenti 424 236 -44,3%

prestazioni erogate 3.606 5.767 59,9%

DIPENDENZE 2003 2004 (+/- )

Centro Bassa Soglia (tossicodip.)

Utenti nell’anno 315 186 -41,0%

Laboratorio per alcooldipendenze “Handswork”

capacità ricettiva 10 10 0,0%

Utenti nell’anno 18 9 -50,0%

158


Indicatori e costi 4.1 Indicatori nel settore amministrativo e sociale

DISTRETTI SOCIALI 2003 2004 (+/- )

Prima accoglienza nei distretti

Utenti nuovi 1.987 2.208 11,1%

Servizio sociopedagogico

Utenti minori nel corso dell’anno 1.087 1.324 21,8%

Don Bosco 348 429 23,3%

Centro Piani Rencio 217 221 1,8%

Oltrisarco 315 324 2,9%

Europa-Novacella 103 151 46,6%

Gries-S. Quirino 104 199 91,3%

Utenti adulti nel corso dell’anno 1.552 1.820 17,3%

Don Bosco 272 290 6,6%

Centro Piani Rencio 438 395 -9,8%

Oltrisarco 212 205 -3,3%

Europa-Novacella 335 484 44,5%

Gries-S. Quirino 295 446 51,2%

Assistenza domiciliare

Utenti nel corso dell’anno 566 596 5,3%

Don Bosco 139 143 2,9%

Centro Piani Rencio 101 102 1,0%

Oltrisarco 81 80 -1,2%

Europa-Novacella 95 98 3,2%

Gries-S. Quirino 150 173 15,3%

Ore di assistenza 41.227 40.062 -2,8%

Don Bosco 9.592 9.769 1,8%

Centro Piani Rencio 10.337 9.452 -8,6%

Oltrisarco 6.497 6.378 -1,8%

Europa-Novacella 6.943 6.452 -7,1%

Gries-S. Quirino 7.858 8.011 1,9%

Pasti a domicilio

Utenti nel corso dell’anno 436 473 8,5%

Pasti consegnati 74.469 74.340 -0,2%

Assistenza economica

Utenti RMI e spese locazione 1.150 1.302 13,2%

Domande presentate 8.528 9.572 12,2%

Assistenza al posto di lavoro (SAPL)

Utenti nel corso dell’anno 116 120 3,4%

159

4


Indicatori storici generali per area: 1999-2004

AREA ANZIANI

(valori in percentuale)

Dimensione 1999 2000 2001 2002 2003 2004 Note/commenti

Indice di penetrazione

/assistenza dei servizi

SAD e CDR/CD* rispetto

alla popolazione

(Utenti SAD+CDR/CD+CAD)>64

/Pop.>64 (x 100)

Il rapporto percentuale tra le persone

che hanno utilizzato un servizio

e il totale della popolazione di

riferimento.

Indice di territorializzazione

(diffusione del Servizio

Aiuto Domiciliare)

Utenti anziani SAD >64/Tot. utenti anziani

SAD+ CDR+CAD>64 * (x 100)

Il rapporto percentuale tra gli utenti

SAD con più di 64 anni e il totale

degli utenti del Servizio Aiuto Domiciliare,

delle Case di riposo e dei

Centri di Assistenza Diurna.

Indice di dotazione dei posti

letto in case di riposo

gestite dall’ASSB

N. posti letto in CDR / Pop. >64 (x 100)

Il rapporto percentuale tra il numero

di posti letto in casa di riposo e la

popolazione residente con più di

64 anni.

Indice di dotazione con incluso i

n. 38 posti in convenzione presso

la casa di riposo di Via della

Roggia

4,0 3,5 4,9 6,0 5,1 5,1 I dati mostrano fi no al 2002 un costante

aumento delle persone che hanno utilizzato

i servizi SAD e CDR/CD* e la crescente

capacità della rete dei servizi aziendali di

penetrare nella popolazione anziana e di far

fronte ad un incessante incremento dei bisogni

di assistenza da parte degli anziani >64

della città, i quali rappresentano oltre il 20%

degli abitanti della città (21,1% al 31.12.04)

L’indice, invece, negli ultimi due anni si è

consolidato al 5,1%, dovuto principalmente

ad un lieve calo (rispetto al 2002) della quota

di utenza over 65 assistita a domicilio.

46,0 49,9 55,1 57,7 48,5 49,5 E’ cresciuta fi no al 2002 la quota di utenti

in carico al Servizio di Aiuto Domiciliare

(SAD).

Negli ultimi due anni si notano segnali di un

calo dell’assistenza domiciliare, ovvero della

gestione a domicilio dei bisogni di assistenza

di anziani con più di 65 anni, cui fa fronte

un lieve aumento della quota di utenza in

strutture residenziali. Il fenomeno va anche

connesso alla presenza sempre più rilevante

sul territorio cittadino di assistenti private

straniere, le cd. Badanti. Il fenomeno delle

badanti è ancora largamente sommerso,

ma il calo di assistititi con più di 65 anni al

SAD in connessione con l’aumento della

prestazione di assistenza economica per

la continuità della vita familiare ci induce ad

ipotizzare che la presenza operativa delle

badanti sia in aumento.

2,3

2,5

2,0

2,1

2,1

2,3

2,2

2,4

2,2

2,4

2,1

2,3

Nonostante l’acquisizione nel 2002 di n.

33 nuovi posti letto presso il Grieserhof e

l’aumento di ulteriori 4 posti letto presso

Villa Armonia, la disponibilità dei posti letto

nelle case di riposo gestite dall’ASSB in riferimento

alla popolazione anziana resta negli

ultimi anni complessivamente stabile. L’indice

aumenta a 3,1 considerando anche i posti

letto presso le altre strutture di Bolzano

(Firmian, Blindenzentrum, Pro Senectute).

Ciò nonostante Bolzano si conferma come il

territorio con il più basso indice di dotazione

di tutta la provincia, nonostante possieda i

più alti indici di vecchiaia. Pertanto lo sviluppo

di forme di assistenze alternative al

ricovero (v. centri diurni di assistenza).

*SAD + CDR/CD + CAD = Servizio Aiuto Domiciliare + Case Riposo/Centri di degenza + Centri di Assistenza Diurna, gestiti da ASSB

160


Indicatori e costi 4.1 Indicatori nel settore amministrativo e sociale

Indice di non autosufficienza

nelle case di riposo e nei centri

di degenza gestiti da ASSB

Utenti anziani gravemente non autosuffi

cienti in casa di riposo / totale utenti

anziani in casa di riposo (x 100)

Indice di istituzionalizzazione

Utenti anziani in casa di riposo >64

/totale utenti anziani dei servizi >64*

nell’anno (x 100)

Il rapporto percentuale tra gli utenti

dei servizi residenziali (case di

riposo ASSB) e il totale degli utenti

in carico ai servizi residenziali e

diurni.

Indice di utilizzo dei posti

letto (casa di riposo

e centro di degenza)

N. posti letto occupati in CDR

/totale posti letto in CDR (x 100)

Il rapporto percentuale tra il numero

di posti letto occupati e il totale

dei posti disponibili in struttura.

Indice di utilizzo dei posti

presso i centri di assistenza

diurna (n. 3 strutture)

(Villa Europa, Alzheimer,

Premstaller)

N. posti occupati nell’anno

/totale posti disponibili (x 100)

- - - 69,0 70,7 73,6 Dal 2002 è stato introdotto dalla Provincia

un nuovo sistema di classifi cazione a

quattro fasce invece delle tre del sistema

precedente. Pertanto non sono riportati

i dati antecedenti al 2002. E’ comunque

signifi cativo il dato crescente di ospiti gravemente

non autosuffi cienti, che nel 2004 ha

raggiunto nelle 5 strutture residenziali gestiti

dall’Azienda il 73,6%, un dato largamente

al di sopra della media provinciale (49,0%

nel 2003).

54,0 50,1 44,9 42,3 51,5 50,5 Il dato risulta signifi cativamente calante fi no

al 2002 e mostra un trend positivo di ammodernamento

della rete dei servizi, verso

forme alternative al ricovero (servizi aperti,

semiresidenziali-diurni) con l’obiettivo di

tutelare l’autonomia dell’anziano preferibilmente

a domicilio. Negli ultimi due anni la

quota di utenza in strutture residenziali ha

subito un lieve aumento a fronte di un calo

degli anziani over 65 assistiti a domicilio.

92,4 88,5 88,7 92,7 98,7 99,1 Il dato appare negli ultimi anni in netto aumento,

a testimonianza di un migliore utilizzo

dei posti letto su quelli disponibili nelle

strutture residenziali gestite dall’Azienda. Il

risultato è da considerarsi al massimo del

suo potenziale, in quanto lo scarto è necessario

per la gestione delle dimissioni e

nuove ammissioni.

- - - 61,0

solo

Villa

Europa

33,9

tutti

i tre

centri

47,7

tutti

i tre

centri

I tre centri di assistenza diurna non hanno

ancora raggiunto un pieno utilizzo dei posti

disponibili, anche se la riorganizzazione del

2004 con la specializzazione per i malati di

Alzheimer ha permesso un miglioramento

del livello di frequenza.

Il rapporto percentuale tra il numero

di posti occupati durante l’anno

e il totale dei posti disponibili in

struttura.

Indice di mortalità

in casa di riposo

Decessi in casa di riposo/ospiti

medi nell’anno (x 100)

Indice di domanda insodisfatta

nelle case di riposo gestite da

ASSB

Anziani in lista d’attesa/totale

posti letto (100%)

13,1 18,0 18,6 16,0 27,8 24,8 Il dato segnala negli ultimi due anni un aumento

della mortalità, in particolare presso

il centro di degenza Grieserhof, dove si è

potuto registrare nel 2004 un indice di mortalità

del 49%.

- - - 114,3 63,0 55,1 L’indice di domanda insoddisfatta (indicatore

della presenza di liste di attesa) è signifi -

cativamente calato negli ultimi due anni, in

quanto si è potuto dare piena applicazione

al nuovo regolamento per la gestione delle

strutture residenziali che regola in particolare

le ammissione consentendo p.es. di

cancellare dalla graduatoria i cittadini che

rifi utano l’ingresso, rendendo così la graduatoria

il più rispondente possibile ai reali

bisogni degli anziani.

*SAD + CDR/CD + CAD = Servizio Aiuto Domiciliare + Case Riposo/Centri di degenza + Centri di Assistenza Diurna, gestiti da ASSB

161

4


AREA FAMIGLIA

(valori in percentuale)

Dimensione 1999 2000 2001 2002 2003 2004 Note/commenti

Indice di assistenza: Utenti

assistiti dai consultori familiari

N. utenti Consultori Familiari/totale popolazione

residente (x 100)

Indice di penetrazione: I minori

assistiti dal Servizio sociopedagogico

Totale utenti 0-17 anni in carico ai Servizi

sociopedogici/totale popolazione

residente 0-17 anni (x 100)

Incidenza di minori extracomunitari

rispetto al totale dei minori

in carico ai Servizi sociopedagogici

Totale minori extracomunitari in carico

ai Servizi sociopedagogici/totale minori

in carico (x 100)

Incidenza tipologica dell’utenza:

Gli adulti/anziani in carico ai

Servizi sociopedagogici rispetto

al totale degli utenti

N. adulti/anziani in carico ai Servizi sociopedagogici

/totale utenti in carico ai

Servizi sociopedagogici (x 100)

Indice di istituzionalizzazione:

I minori ricoverati in struttura

N. minori dei Servizi sociopedagogici

ricoverati in struttura/totale utenti minori

in carico ai Servizi sociopedagogici

(x100)

3,1 4,9 5,8 5,8 5,8 6,1 Si registra nel 2004 un lieve aumento del numero

totale di utenti assistiti nei 5 consultori

familiari nella città in rapporta alla popolazione

residente. Va precisato che nelle annualità

precedenti al 2001 i Consultori “Kolbe” e

“Ehe- und Erziehungsberatung” di Bolzano

erano stati attribuiti alla Comunità Comprensoriale

di Salto Sciliar.

5,1 5,1 4,9 6,2 7,2 8,5 Il trend dei minori in carico al Servizio sociopedagogico

è in costante aumento, da

attribuire in particolare anche ad un’incremento

dei giovani extracomunitari seguiti dal

servizio. (v. punto successivo)

28,8 34,3 38,3 40,5 40,6 44,9 Si conferma negli anni un graduale aumento

dei minori extracomunitari in carico ai Servizi

sociopedagogici. Sono inclusi fra i minori

extracomunitari anche i minori del campo

ROM e minori stranieri non accompagnati.

Questi ultimi sono incrementati nel 2004 di

16 nuovi casi.

19,8 24,4 59,5 57,4 58,8 57,9 Con l’attivazione dei distretti socio-sanitari

nel 2001, l’assistenza sociopedagogica è

stata estesa a tutte le persone (adulti ed

anziani) in stato di bisogno che si rivolgono

ai distretti, mentre per gli anni precedenti al

2001 il servizio sociale si occupava prevalentemente

di persone anziane.

19,7 23,7 18,7 13,5 11,9 7,9 Il dato risulta signifi cativamente calante e

mostra un trend positivo di ammodernamento

della rete dei servizi verso forme

alternative al ricovero a tempo parziale o a

tempo pieno dei minori.

Indice di penetrazione: I bambini

iscritti negli asili nido

N. bambini iscritti negli asili nido/totale

popolazione 0/3 anni (x 100)

Indice di domanda insoddisfatta:

Le liste di attesa negli asili

nido

N. bambini in listi di attesa/N. posti

disponibili in asilo nido (x 100)

13,2 13,4 12,5 12,6 12,2 12,6 Pressocchè stabile il numero dei bambini

iscritti sul totale della popolazione 0-2 anni

(353 su 2.799 al 31.12.2004)

n.r. n.r. 69,9 59,4 51,3 39,1 Va sottolineato un signifi cativo calo rispetto

all’anno 2003 della domanda insoddisfatta,

pur rimanendo ancora forte la richiesta di

utilizzo dei nidi.

162


Indicatori e costi 4.1 Indicatori nel settore amministrativo e sociale

Indice di saturazione teorica:

L’utilizzo dei posti disponibili in

asilo nido in base alle iscrizioni

N. bambini iscritti al 31.12./n. posti

disponibili in Asilo nido (x 100)

Indice di frequenza/presenza

dei bambini: L’effettivo utilizzo

dei posti in asilo nido in base

alle presenze

N. medio bambini frequentanti/posti

disponibili (*100)

97,1 98,9 97,7 98,0 96,2 97,8 L’indice di saturazione (rapporto iscritti/

capienza) non mostra signifi cative variazioni,

mentre non raggiunge livelli ottimali la

percentuale di copertura degli asili, ovvero il

rapporto bambini frequentanti medi giornalieri

rispetto alla capienza degli asili. (v. punto

success.)

62,3 73,1 72,9 69,9 72,0 71,1 Date le assenze numerose dei bambini

durante l’anno scolastico, soprattutto per

malattia, il numero dei bambini frequentanti

diffi cilmente supera i tre quarti degli iscritti,

come media annuale, contando anche che

all’inizio dell’anno non sono rari i ritiri.

AREA HANDICAP

(valori in percentuale)

Dimensione 1999 2000 2001 2002 2003 2004 Note/commenti

Indice di residenzialità

Utenti in strutture residenziali /totale

utenti *(x 100)

Il rapporto percentuale tra gli utenti

nelle strutture residenziali (convitto

e comunità alloggio)

e il totale degli utenti disabili nei

servizi sia diurni sia residenziali.

Indice di saturazione dei servizi

Utenti totali* / posti disponibili* (x 100)

Il rapporto percentuale tra

il numero di posti occupati

e il totale dei posti disponibili

Indice di frequenza (presenze)

degli ospiti rispetto alla capienza

delle strutture

N. medio ospiti frequentanti/n. posti

disponibili (x 100)

Indice di ricambio

Utenti* nuovi nell’anno/totale

utenti* (x 100)

25,9 27,1 28,0 28,0 29,3 30,3 Prevedibilmente il dato risulta nel corso degli

anni in lieve aumento, in considerazione

delle diffi coltà dei familiari nell’espletare

un’assistenza completa agli utenti che presentano

situazioni di handicap sempre più

gravi con bisogno di intervento assistenziale

permanente. A ciò si aggiunge un rapido

processo di “invecchiamento” dell’utenza

sia in termine di ètà che in termine di anzianità

nella struttura.

82,3 80,3 80,5 92,9 91,8 91,7 La situazione risulta numericamente stabile

ormai da tempo: la variazione sia di posti

che di utenza negli ultimi anni è infatti solo

di poche unità con un indice di saturazione

superiore al 90%.

n.r. n.r. 68,3 76,0 77,7 84,3 L’indice di frequenza non elevato dipende

dal programma assistenziale attivato per i

singoli ospiti: perciò esistono periodi prolungati

di rientro in famiglia degli utenti e

una diversa distribuzione degli stessi sui

vari servizi.

8,2 8,4 7,0 12,7 6,4 14,8 Si registra nel 2004 un aumento del ricambio

dell’utenza, di cui n. 3 utenti nuovi nel convitto

di via Fago e n. 1 in via Mendola. Nei servizi

diurni (laboratori e gruppi occupazionali) gli

utenti nuovi sono in tutto 19.

*Dei servizi sia diurni (laboratori e gruppi occupazionali) sia residenziali (convitto e comunità alloggio) per disabili

163

4


Incidenza di handicap psichico

Utenti con prevalente handicap

psichico/totale utenti* (x 100)

Incidenza di handicap cognitivo

Utenti con prevalente handicap

cognitivo/totale utenti* (x 100)

Incidenza di handicap fisico

Utenti con prevalente handicap

fi sico/totale utenti* (x 100)

Incidenza di handicap sensoriale

Utenti con prevalente handicap

sensoriale/totale utenti* (x 100)

8,2 8,4 8,3 15,3 15,3 17,4 L’incidenza di problematiche e patologie

di natura psichiatrica risulta in aumento in

considerazione anche dell’etá dell’utenza,

che, pur partendo da una diagnosi originaria

di natura “non psichica”, nel tempo

manifesta comportamenti e tratti di natura

psichiatrica.

77,2 78,1 76,4 58,0 58,6 51,6 Si rileva una presenza fortemente

dominante di disabilità a carattere

cognitivo, mentre la patologia dell’handicap

di tipo fi sico è poco rappresentata e quella di

tipo sensoriale pressochè inesistente.

5,7 2,6 3,8 4,5 5,1 5,8 La classifi cazione della tipologia di handicap

è comunque indicativa perchè spesso è

diffi cile stabilire con certezza la natura della

disabilità dell’utente.

1,3 0,6 0,6 0,0 0,0 0,6 Accanto a queste 4 tipi di invalidità, vanno

considerati anche gli utenti pluriminorati

che nell’anno 2004 costituiscono il 21,3%

sul totale degli utenti disabili.

*Dei servizi sia diurni (laboratori e gruppi occupazionali) sia residenziali(convitto e comunità alloggio) per disabili

ASSISTENZA ECONOMICA SOCIALE - Redidito minimo di inserimento e/o locazione (senza doppi conteggi)

Dimensione 2001 2002 2003 2004 Note/commenti

Indice di povertà: utenti assistiti

con RMI* e/o locazione e spese

accessorie

n. assistiti

totale popolazione residente**

INDICE DI ASSISTENZA

Numero assistiti/totale popolazione

residente (x 100)

1.061

96.841

1,1

1.249

97.288

1,3

1.150

97.332

1,2

1.302

98.250

1,3

L’assistenza economica si compone di una

serie di prestazioni in denaro differenziate

per modalità e criteri di erogazione e bisogni

sociali coperti. La misura più signifi cativa

è il Reddito minimo di inserimento (ex

“minimo vitale”). Dal 2001 la prestazione

del minimo vitale è stata scomposta in due

prestazioni: Reddito minimo di inserimento

e il Contributo per locazione e spese

accessorie. E’ possibile benefi ciare soltanto

di una delle due prestazioni o di entrambe.

In tutto delle due prestazioni hanno benefi

ciato nel 2004 n. 1.302 persone (senza

doppi conteggi), pari`all’1,3% della popolazione

residente a Bolzano.

Spesa RMI e/o locazione

per assistito

n. assistiti

totale importo***

1.061

2.136.582

1.249

2.457.895

1.150

2.675.952

1.302

2.810.045

La spesa complessiva per questi due interventi

è stata nel 2004 di 2.810.045 Euro,

di cui 1.667.724 (59%) per il solo RMI e

1.142.321 (41%) per spese di locazione

ed accessorie.

SPESA PER ASSISTITO

Numero assistiti/spesa totale

sostenuta da ASSB nell’anno

2.014

euro

1.968

euro

2.327

euro

2.158

euro

Tra le due prestazioni quella che è maggiormente

incrementata nel 2004 è il contributo

per spese di locazione e accessorie

(+14,9% rispetto al 2003), mentre il RMI è

rimasto in sostanza invariata.

*RMI = Reddito minimo di inserimento (ex minimo vitale)

**Fonte: Registri anagrafi ci comunali al 31.12. ***Fonte: SIGLA, Uffi cio Finanze e Contabilità, ASSB

ASSISTENZA ECONOMICA SOCIALE - Redidito minimo di inserimento e/o locazione (senza doppi conteggi)

164


4.2

Costi diretti di gestione

e fonti di fi nanziamento

In questa sezione vengono illustrati i costi sostenuti dall’Azienda nell’anno 2004 suddivisi per

macro tipologia di costo e di servizio. Vengono anche evidenziate le relative fonti di fi nanziamento

e si offre una sintetica motivazione degli aumenti di spesa rispetto all’anno 2003.

Informazioni più dettagliate sia in termini di costi che di fonti di fi nanziamento si trovano nella

sezione 3 di questo bilancio sociale dopo i dati su utenti e prestazioni di ciascuna area di

intervento dell’Azienda.

165


I COSTI DIRETTI DI GESTIONE DELL’ANNO 2004

per servizio e per tipologia di costo

Rispetto ai costi di gestione del 2003, nel 2004 l’Azienda ha avuto un aumento complessivo

dei costi diretti di gestione dell’6,70%. Gli aumenti si sono avuti in ciascun settore, salvo che

nell’amministrazione. Dai 54.401.157 euro del 2003 si è passati ai 58.064.553 euro del 2004. Le

motivazioni degli aumenti sono sinteticamente riportate nella tabella che segue il grafi co a torta.

Non è invece signifi cativamente cambiata l’incidenza percentuale del costo di ciascun settore

sul totale dei costi di gestione.

Fig. 4.1 - Costi diretti di gestione per servizio - Anno 2004 - € 58.064.553

Spese di amministrazione

€ 7.225.212 - 12%

Case di riposo/centri di degenza

€ 17.956.464 - 31%

Asili nido € 4.238.608 - 7%

Servizi distrettuali € 10.418.413 - 18%

Errogazioni di assistenza

economica € 3.949.681 - 7%

Servizio handicap

€ 7.678.094 - 13%

Servizio psichico

€ 1.211.050 - 2%

Disagio sociale € 3.794.973 - 7%

Altro (sopravvenienze passive,

fondo rischi) € 1.592.058 - 3%

Fig. 4.1.1 - Costi diretti di gestione per servizio - confronto 2001 - 2004

2001 % 2002 % 2003 % 2004

Amministrazione 5.190.000 20 6.249.621 15 7.224.890 0 7.225.212

Case di riposo

e centri di degenza 15.131.000 4 15.732.889 12 17.615.701 2 17.956.464

Asili nido 3.363.000 6 3.567.234 10 3.912.196 8 4.238.608

Servizi distrettuali 9.104.000 8.928.674 10 9.891.861 5 10.418.413

Erogazioni AES 2.907.000 15 3.337.892 8 3.617.012 9 3.949.681

Servizio handicap 7.533.000 1 7.582.276 -2 7.438.741 3 7.678.094

Servizio disagio psichico 555.000 112 1.177.101 0 1.171.819 3 1.211.050

Disagio sociale 1.986.000 28 2.537.592 46 3.697.724 2 3.794.973

Altro* 3.037.604 846.997 190.826 1.592.058

Totale 48.806.604 2,30 49.960.276 8,80 54.401.157 6,70 58.064.553

altro*: fondo rischi, sopravvenienze passive, svalutazione crediti

166


Indicatori e costi

4.2 Costi diretti di gestione

Fig. 4.2 - Costi diretti di gestione per tipologia di costo

Tipologia di costo Totale in %

Costo del personale 27.949.302 48,1%

Acquisto materie prime e di consumo 1.341.619 2,3%

Prestazioni di servizi e utenze 22.324.698 38,4%

Godimento beni di terzi 832.647 1,4%

Oneri diversi (erogazioni ass. econ., imposte,tasse, ecc.) 4.262.693 7,3%

Altro 1.353.594 2,3%

Totale 58.064.553 100,0%

Costo del personale

Acquisto materie

prima di consumo

Prestazioni di servizi e utenze

Godimento beni di terza

Oneri diversi (erogazioni, ass.

econ.,imposte, tasse, ecc.)

Altro

167

4


Graf. 4.2 - Costi diretti di gestione 2004 - motivazione dello scostamento rispetto all’anno 2003

Tipologia

di servizio

Costi diretti

di gestione

anno 2003

Euro

+ % Costi diretti

di gestione

anno 2004

Euro

Motivazioni scostamento

Incidenza % sul

totale dei costi

di gestione anno

2004

Amministrazione

(sede centrale e

amministrazioni

periferiche)

Case di riposo

e centri di

degenza

7.224.890 0 7.225.212 Le spese amministrative qui indicate comprendono le

spese di amministrazione (quindi spese di personale

amministrativo e per gestione delle strutture) di tutti i

servizi, quindi delle strutture residenziali per anziani, degli

asili, del servizio handicap e disagio psichico, dei distretti

e certamente della sede centrale. Non si e` verifi cato alcun

aumento di spesa in considerazione che per tre mesi e

mezzo era rimasto vacante il posto di direttore generale e

per cinque mesi quello del vice-direttore. La percentuale

di spesa amministrativa rientra nei parametri previsti

dalla Provincia pur considerando, tra queste anche le

spese di locazione (che le altre Comunità comprensoriale

non hanno, in quanto tutte proprietarie) della sede

centrale.

17.615.701 2 17.956.464 I servizi sono consolidati; l’aumento rispecchia la normale

incremento di infl azione dei costi

12%

32%

Asili nido 3.912.196 8 4.238.608 L’aumento dell’ 8% dei costi va letto tenendo in

considerazione che nel corso dell’anno scolastico 2004

ha inciso sui costi di gestione del 2004 soprattutto

la riapertura dell’asilo di Via Milano ex OMNI con un

incremento ricettivo di 16 posti, chiuso per lavori di

ristrutturazione nel giugno del 2001 (con conseguente

distribuzione fi no alla fi ne dell’anno 2003 dei bambini su

altre due strutture provvisorie: Via Novacella c/o scuola

Ugo Foscolo e via Parma c/o scuola Vittorio Alfi eri).

Complessivamente il costo maggiore per gli asili nido è

quello relativo al personale, su cui incidono fortemente le

sostituzioni per maternità (complessivamente nel corso del

2004 si sono avuti 176 mesi di assenze per maternità). Per

quanto attiene i costi di materiali di consumo e prestazioni

di servizio sussiste, in termini percentuali, una sostanziale

uniformità nei vari asili

Rispetto al 2003, per quanto riguarda le fonti di

fi nanziamento, si può evidenziare che è aumentata la

percentuale di compartecipazione da parte del Comune

di Bolzano causa ridotto fi nanziamento da parte della

Provincia.

7%

Servizi

distrettuali

9.891.861 5 10.418.413 Sui costi di gestione dei servizi distrettuali ciò che incide

maggiormente sono i servizi per minori con un incremento

del 6% rispetto all’anno passato, dovuto ad un aumento di

minori in assistenza semiresidenziale (+76%), il SAD con i

centri diurni e i centri di assistenza diurna (33% sul totale

dei servizi) e il servizio socio pedagogico di base (14%).

Seguono poi gli altri servizi distrettuali. Gli aumenti rispetto

allo scorso anno sono ordinari. Le fonti di fi nanziamento di

questi servizi, trattandosi di servizi delegati, sono per l’85%

provinciali.

18%

168


Indicatori e costi

4.2 Costi diretti di gestione

Tipologia

di servizio

Costi diretti

di gestione

anno 2003

Euro

+ % Costi diretti

di gestione

anno 2004

Euro

Motivazioni scostamento

Incidenza % sul

totale dei costi

di gestione anno

2004

Erogazioni AES 3.617.012 9 3.949.681 L’aumento in valore assoluto delle erogazione di assistenza

economica riguarda sostanzialmente le erogazione di spese

di locazione, di prestazioni specifi che, e per la continuità

della vita familiare. La motivazione degli aumenti sta nel fatto

che da un lato sono aumentate le richieste, dall’altro il nuovo

regolamento provinciale è più favorevole per i nuclei familiari.

Va evidenziato l’aumento di circa 92.200 Euro (+2,4% sul

totale dei costi) per erogazioni defi nite “per la continuità della

vita familiare” ossia per coloro che sono assistiti al domicilio

da una persona (assistenti private). Nell’anno fi nanziario

2004 è stata introdotta anche una nuova prestazione che è

l’anticipazione dell’assegno di mantenimento, per la quale è

stato versato un importo di 84.451.

7%

Servizio

handicap

7.438.741

3

7.678.094

Complessivamente i costi diretti di gestione dei servizi

per persone in situazione di handicap fi sico e psichico

nell’anno 2004 sono ammontati a 8.889.144 Euro.

I costi diretti dei servizi di assistenza sia residenziale per

portatori di handicap - convitto e comunità alloggio – che

semiresidenziali – gruppi occupazionali e laboratori protetti

- nel 2004 hanno registrato un lieve aumento nelle rette per

nostri utenti in strutture foranee.

13%

2%

Servizio

psichico

1.171.819

3

1.211.050

L’aumento dei costi del settore del disagio psichico è

invece da attribuirsi alla gestione a regime della nuova

comunità alloggio in vicolo Erbe.

Per quanto riguarda le fonti di fi nanziamento di

questi settori si è notato un lieve decremento nella

compartecipazione degli utenti, dovuto all’applicazione

della “Harmonisierung”. Trattandosi di materia delegata,

nel settore handicap la quota di fi nanziamento a carico

della Provincia ammonta all’83% e nel settore del Disagio

psichico ammonta al 87%.

Emergenza

sociale

3.697.724 2 3.794.973 Il costo in questo settore è rimasto pressoché invariato.

L’aumento del 2% rispecchia l’ordinario incremento

d’infl azione. Per quanto attiene le fonti di fi nanziamento

di questo settore la Provincia ha contribuito nel 2004 alla

copertura del 70% dei costi, il Comune del 13% ed anche il

FSE (per il progetto Equal) del 13%. La quota a carico degli

utenti (quindi i nomadi dei campi) è sicuramente bassa,

trattandosi solo di 128.381 Euro pari al 3% sul totale delle

fonti di fi nanziamento dell’intero settore disagio sociale.

Considerando invece i costi del solo settore dei campi

nomadi, le entrate da utenti dovrebbero corrispondere al

17% ca. delle fonti di fi nanziamento. Quanto si incassa

però è meno del 50% degli importi teoricamente a carico

di questa tipologia di utenti.

7%

Altro 190.826 1.592.058 Si è cautelativamente istituito un fondo rischi per un

eventuale rimborso all’ASL per somme indebitamente

percepite ed é stato aumentato il fondo svalutazione crediti

per debiti da parte dei nomadi, che diffi cilmente potranno

essere recuperati. Nella voce “altro” risultano anche le

sopravvenienze passive.

2%

Totale 54.401.157 6,70 58.064.553 100%

169

4


LE FONTI DI FINANZIAMENTO DELL’ANNO 2004

Rispetto all’anno 2003, la spesa in Euro a carico del Comune è rimasta sostanzialmente

invariata sul totale delle fonti di fi nanziamento con una percentuale del 17%. Per contro è

aumentato di 2.844.054 Euro il contributo della Provincia, coprendo il 49% del totale delle fonti

di fi nanziamento.

E’ calato dell’uno per cento sul totale dei fi nanziamenti il rimborso da parte dell’Azienda sanitaria,

essendo stato concesso lo stesso fi nanziamento dell’ anno fi nanziario passato.

E’ leggermente diminuita in valore di percentuale sul totale la compartecipazione da parte degli

utenti, pur registrando un aumento di incasso di € 282.147.

Fig. 4.3 – Fonti di finanziamento - 2004 - € 58.064.553

Finanziamenti

/contributi Provincia

€ 28.242.356 - 49%

Comune

€ 9.612.706- 17%

Compartecipazione

/rimborsi ASL

€ 9.387.149 -16%

Compartecipazione utenti

€ 7.777.928 - 13%

Altro*

€ 3.044.414 - 5%

*Altro: Rette per utenti esterni (909.609); sopravvenienze attive (312.460)

interessi attivi (321.967); fondo sociale europeo (374.598);

rimborso comando dipendenti e rimborso diversi (854.450)

170


Indicatori e costi

4.2 Costi diretti di gestione

COSTI MEDI GIORNALIERI - 2004 espressi in Euro

Il costo medio giornaliero per utente è calcolato sulla capacità ricettiva delle strutture- gestite

sia in proprio che affi date a terzi -, sui giorni di apertura e sui costi diretti e indiretti (comprensivi

quindi delle spese di amministrazione del singolo uffi cio di settore e della sede centrale).

Servizi

Case di riposo

/Centri di degenza

Costo medio

anno 2002

Costo medio

anno 2003

113,5 118,94

( compresivi costi di

locazione del Grieserhof

ammontanti a € 274.477)

Costo medio

anno 2004

119,4

Asili nido 55,5 58,7 61,1

Servizio handicap residenziale 157,9 163 163,8

Servizio handicap semiresidenziale 125,9 155 153

Disagio psichico residenziale 63,4 98 75,3

Disagio psichico semiresidenziale 72,2 73 76,6

Dormitori (aperti tutto l’anno) 32,3 33 30,6

Campi Rom e Sinti 5,7 7,8 8,3

SITUAZIONE PATRIMONIALE DELL’AZIENDA - 2004

Le immobilizzazioni materiali ed immateriali sono iscritti in bilancio al costo storico di acquisizione

ed esposte al netto della copertura fi nanziaria operata dall’ente pubblico, che copre il 100% del

relativo costo.

Nello specifi co il patrimonio dell’Azienda è formato dai seguenti immobilizzazioni per un totale di

Euro 7.788.948:

• Licenze software 103.221

• Migliorie su beni di terzi 2.926.496

• Fabbricati del patrimonio disponibile 923.862

• Macchinari, attrezzature ed impianti 1.645.394

• Attrezzature e sistemi informatici 972.282

• Automezzi e motomezzi 278.446

• Mobili e macchine d’uffi cio 939.247

L’Azienda è proprietaria di un unico immobile; le altre strutture adibite a servizi sociali, per le

quali l’Azienda provvede alla manutenzione straordinaria, sono state messe a disposizione dalla

Provincia Autonoma di Bolzano e dalla Città di Bolzano

171

4


Note metodologiche

Questo Bilancio Sociale 2004 raccoglie molte informazioni sull’utenza, sulle prestazioni erogate dalle diverse aree di

intervento, sui servizi e sulle strutture.

Quest’anno si è voluto dare un’impronta più approfondita rispetto alla mera raccolta di informazioni rapportando i

dati degli utenti con quelli della popolazione, confrontando le diverse realtà dei quartieri cittadini, ed esaminando in

modo più dettagliato i dati signifi cativi. Alla fi ne della quarta sezione sono elencate una serie di indicatori sociali con

dati storici che partono dal 1999, anno di istituzione dell’Azienda, che permettono di elaborare analisi e processi nel

corso degli ultimi sei anni.

Per fare tutto ciò si è impostato un sistema strutturato di raccolta dei dati, che, anche se in fase iniziale, ha dato i

suoi frutti: le banche dati in uso all’ASSB, quali quelle dell’Uffi cio Contabilità e Finanze (SIGLA), dell’Uffi cio Personale

(ASCOT), del sistema gestionale SOZINFO e del Sistema Informativo Provinciale Socio Assistenziale (SIPSA), sono

state integrate da una raccolta informazioni attraverso schede interne opportunamente elaborate, attraverso le

relazioni annuali degli uffi ci aziendali e delle associazioni in convenzione.

In questa operazione è stata di grande aiuto la collaborazione che hanno prestato i funzionari della Rip. 24 della

Provincia, in modo particolare il dott. Luca Critelli, dei collaboratori dell’Informatica Alta Adige, dott. Christian Marini

e dott. Fabio Culin e dell’Uffi cio Statistica del Comune di Bolzano nella persona della Dott.ssa Sylvia Profanter

che

hanno messo a disposizione le loro esperienze e i dati di cui l’Azienda non era in possesso. Tutte le informazioni

aggiornate della popolazione sono state infatti ricavate dai registri anagrafi ci del Comune di Bolzano (con data

evento).

Si coglie l’occasione per ringraziare tutti i colleghi e collaboratori interni ed esterni che hanno condiviso l’importanza

di avere a disposizione gli elementi necessari per poter elaborare le adeguate analisi dei bisogni della città e quindi

promuovere le giuste prese di decisione circa gli interventi da mettere in atto.

Uffi cio di Direzione

173

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