Barcelona & Catalunya City & Design Report 2005-2006

ilgiornaledellarchitettura.com

Barcelona & Catalunya City & Design Report 2005-2006

B a rcelona & Catalunya

City & Design Report 2005-2006

Barcellona, capitale internazionale del design

«Designed in Barcelona»: 6 scuole, 22 studi, 10 aziende

Il museo ideale: 73 specialisti votano

il design progettato e prodotto in Catalogna

Generalitat de Catalunya

Institut Català

de les Indústries Culturals UMBERTO ALLEMANDI & C.

IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Città e Design

IL GI O R N A L E D E L L’AR C H I T E T T U R A

BARCELONA & CATALUNYA

CITY&DESIGN

REPORT 2005-2006

2-3 Città e Design

4-5-6 Il museo immaginario

7 Editoria

8-9 Scuole

10-11 Designer

12-13 Design

14-15 Produttori

16 Prodotti

17 Promozione

18 Ambiente e trasporto

19 Commercio e turismo

20 Patrimonio

21 Musei

22-23 Architettura e Design

24 Agenda

La città e il suo design

Perché un Report su Barcellona e il suo

design nel 2005? Perché la capitale catalana

è da oltre vent’anni protagonista sulla

scena internazionale nel design architettonico,

industriale, urbano, a ben vedere l’unica

città europea che ha saputo affiancarsi come

referente per la qualità e la varietà delle sue trasformazioni

(non solo nel design) a capitali

affermatecomeBerlino,Londra,Milano,Parigi.

Questo Report, il primo di una serie dedicata

alle città protagoniste dell’architettura

e del design, propone un’analisi critica delle

trasformazioni per raccontare il «sistema design»

a Barcellona e in Catalogna: le sue caratteristiche,

le sue eccellenze, le sue debolezze,

ilsuovalorestrategico,l’incidenzadei progettisti

nella produzione industriale, nell’architetturapubblicaeprivata,ilturismo,lacrescita

culturale e materiale della società, il ruolo

delle scuole, delle istituzioni, del patrimonio,

la proiezione fuori confine delle aziende

catalane, le eccellenze straniere in Catalogna.

Il modello giornalistico adottato evita le formule

precostituite e gli stereotipi con i quali i

media spesso descrivono Barcellona, soprattutto

non rinuncia alla critica ed alla riflessione.

Abbiamo scosso l’albero della vita (la città

in azione) e osservato i frutti raccolti, i fatti

e le opinioni, non necessariamente concordi,

per offrire una visione rappresentativa della

città nel suo divenire. Le recenti realizzazioni,

i progetti in corso e la vivacità dei professionisti

interpellati confermano lo straordinario

dinamismo di questa città. «City & Design»

è un viaggio a Barcellona, anzi di Barcellona,

perché la città è raccontata in viva voce

dai suoi protagonisti. Attraverso questo

giornale le loro opinioni circoleranno.

Alessandro Allemandi Miró, direzione

Claudia Carello, grafica

Elena Formia, redazione

Silvia Infusino, redazione

Luca Mesini, grafica

Imma Trias, traduzioni

Isabella Vergnano, editing

Le interviste sono state realizzate da A.A.M.

La foto di copertina è di Michele Bonino

Ringraziamenti

Anna Butí Marià Marín i Torné

Pia Subias Pujadas Ricard Vaccaro

Edizione italiana 25.000 copie

Edizione inglese 5.000 copie

«City & Design»

è pubblicato con il supporto dell’ICIC,

Institut Català de les Indústries Culturals

Generalitat de Catalunya

Institut Català

de les Indústries Culturals

«City & Design» è una produzione di

«Il Giornale dell’Architettura» © 2005

Società Editrice Umberto Allemandi & C. spa

allegato al n. 35, dicembre 2005

UMBERTO ALLEMANDI & C.

TORINO ~ LONDRA ~ VENEZIA ~ NEW YORK

www.allemandi.com

Per capire Barc e l l o n a : o p i n

Un architetto, un designer, un economista, un filosofo, uno storico e un urbanista descri v

Comfort a Barcellona Intervista con Rafael Argullol

Il termine design, in Spagna e in Catalogna,

negli ultimi venticinque anni ha

assunto un doppio significato: da un lato

quello che possiamo chiamare l i g h t, equiparato

all’ornamentazione e alla decorazione,

a una dimensione esteriore del termine.

Dall’altra il design visto in una prospettiva

di integrazione di diverse pratiche artistiche

di compromesso sociale ed estetico. A Barcellona

c’è stata una grande confusione tra

queste due dimensioni. Negli anni ottanta

ebbe inizio una sorta di spoglio sistematico

della memoria visiva della città. L’apertura

verso il mare, che avrebbe potuto essere

integrante, penso sia invece caduta nella retorica.

Si eliminò una memoria visiva che

aveva un significato storico, sostituendola

con una struttura superficiale. Considero

questa dimensione del design pericolosa

perché basata su una concezione di modernità

o di postmodernità che è risultata assai

sterile e annichilente. Questo è successo in

tutta Europa, e a Barcellona in maniera

molto chiara. La seconda dimensione del

design, quale elemento integratore, armonizzante,

dove utilità e bellezza sono in

equilibrio, ha dato apporti molto

positivi negli ultimi vent’anni.

C’è stato un momento

privilegiato nel

quale Barcellona ha saputo

raggiungere un’armonia

tra design e urbanistica.

Una grande

urbanistica ha

segnato la città

fin dal X I X s e-

colo: l’integrazione

tra la città

di radice

m e d i o e v a-

le con la

nuova città borghese. Questo disegno è così

potente che riesce a superare la depredazione

di epoca franchista. Con le amministrazioni

democratiche, la città ha potuto

contare su un ottimo direttore urbanistico

che ha segnato l’epoca dello sviluppo olimpico,

Oriol Bohigas, che ha saputo leggere

la storia della città con grande efficacia. La

cosa più preoccupante, a Barcellona e in

tutta Europa, a eccezione dei paesi nordici,

è che non ci sono stati negli ultimi cinquant’anni

buoni costruttori di habitat

umano, di residenze. A Barcellona si possono

trovare edifici singolari molto interessanti,

ma pochi edifici residenziali significativi.

È un problema di tutta l’Europa.

Di Barcellona vai a vedere l’epoca

medioevale, l’architettura borghese di fine

Ottocento, fino agli anni venti, massimo

quaranta, dopo non c’è più nulla. Non si

può dire che le piazze siano ciò che di più

bello c’è a Barcellona, se comparate con la

grazia storica di quelle italiane. È fallito

l’incrocio tra urbanistica e costruzione di

residenze e il consuelo de tontos è

che fallisce in tutta Europa.

Perché, a partire dagli anni trenta

del secolo scorso, si rompe totalmente

la continuità fisica anche

nelle città storiche e proliferano

le periferie dure, inab

i t a b i l i ?

Ho una doppia risposta: quella architettonico-sociale

è che il funzionalismo, principale

linguaggio dell’avanguardia, ha una

ragione d’essere agli inizi, quando si tratta

di dare una casa agli operai, ma finisce per

diventare il prototipo preferito dalla speculazione

urbanistica. Ciò che era esperimentofunzionalistaeottienerisultatifinoaglianni

quaranta, a partire dai cinquanta si converte

nel prototipo che i promotori immobiliari

di turno collocano in tutta la città. La

risposta estetico-architettonica, collegata

con la precedente, è l’odio per la curva. Dal

«A Barcellona e in tutta Europa, non ci sono stati negli ultimi

cinquant’anni buoni costruttori di habitat umano»

momento in cui si consolida l’idea che la linearettatraduepunti

èpiù economicaefunzionale,

si dimentica il carattere rivoluzionario

della curva. Con la curva non si può

speculare tanto. Due o tre generazioni di architetti,

alcuni con le migliori intenzioni sociali

e utopiche, non sanno lavorare la curva

e per questo, alla fine del X X secolo, si

scopre che Gaudí era architetto all’avanguardia.

Senza il gioco tra curva e retta non

può esserci bellezza nell’habitat dell’uomo,

«Il fattore fondamentale del comfort a Barcellona è la relazione

amorosa, a una scala molto umana, con la città»

e con il funzionalismo in mano alla speculazione

generalizzata neanche. Il principio

dell’ornamento come delitto, concetto lodevole

come reazione alla saturazione precedente,

in mano agli speculatori della seconda

metà del Novecento ha prodotto queste

specie di carceri ripetute all’infinito.

Il design in Catalogna: un’analisi critica di Jordi Montaña

Il design è cosa importante in Catalogna

e ancora di più a Barcellona. Barcellona

è una città che vive con il design. Le sue

piazze, luoghi pubblici, bar, ristoranti, discoteche

sono ben progettati. Il 2003 fu

l’Anno del Design, che coincise con il centenario

della fondazione del FA D ( F o m e n t

de les Arts Decoratives), un’istituzione che

s’incarica della promozione culturale del

design. L’Anno del Design fu patrocinato

con un importante finanziamento dal governo

spagnolo, dal governo catalano e dal

governo della città di Barcellona (a quell’epoca

eranoal poterenelletreistituzioni maggioranze

politiche rivali tra loro, ma si stabilirono

ugualmente un accordo e una collaborazionenonabituali)elacerimoniadella

sua inaugurazione fu presieduta dal principeFelipe.Cisono

migliaia distudentinegli

oltre ottanta corsi collegati al design che

si tengono in scuole e università pubbliche

e private e che garantiscono l’approvvigionamento

didesigner per moltianni.Escuole

private come EL I S A V A oEI N A, che inizarono

la loro attività negli anni sessanta, e

università pubbliche come la Universitat

Politècnica de Catalunya, che hanno attivato

corsi di design più recentemente. Perfino

l’ES A D E, una prestigiosa business school

internazionale, ha una cattedra di Design

Management. Oltre al FA D, che raggruppa

diverse associazioni e conta centinaia di

associatiealcuneaziendepatrocinatrici,esiste

dal 1973 la Fundació BC D ( B a r c e l o n a

Centre de Disseny), un’organizzazione

senza scopi di lucro per la promozione

BA RCELL ON A

Abitanti in città (2003): 1.582.738

Abitanti nella regione metropolitana (2003):

4.618.257

Superficie della città: 100,95 kmq

Altitudine: 13 m

Lunghezza litorale: 13,2 km

Lunghezza delle spiagge: 4,2 km

Giardini e parchi urbani: 66 (538,6 ettari)

Temperatura media annuale: 20 °C

Musei: 51

Cinema (prima visione): 212

Teatri: 45

Fiere e saloni (2004): 47

Studenti università (2002-2003): 185.736

Studenti dottorato (2002-2003): 10.437

A rc h i t e t t u re patrimonio dell’umanità:

La Pedrera, Parc Güell, Palau Güell,

Palau de la Música Catalana,

Hospital de la Santa Creu i Sant Pau

CONTINUA A PAG. 22, I COL.

del design nelle

aziende patrocinate

dalla Cambra

de Comerç,

Indústria i Navegació

de Barcelona,

la Generalitat

de Catalunya

e l’AjuntamentdeBarcelona.

Il BC D o r-

ganizza annualmente

con il Ministero

d’Industria

spagnolo i «Premios Nacionales» de

Diseño,che vengono consegnatiinuna cerimonia

pubblica da un membro della famiglia

reale. Anche il FA D e le sue associazioni

hanno i loro premi (i premi FA D

di architettura, i premi Delta di design industriale,

i premi Laus di design grafico),

le cui cerimonie di consegna sono molto

popolari e hanno una notevole ripercussione

mediatica. I principali quotidiani

catalani trattano sovente temi di design e

CONTINUA A PAG. 14, III COL.

2


Città e Design

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

i nioni a confronto

i vono le trasformazioni della capitale catalana, nel presente, tra passato e futuro

L’internazionalizzazione catalana di Daniel Giralt-Miracle

Nonostante la Catalogna sia stata, nel

contesto spagnolo, pioniera nella rivoluzione

industriale del X I X s e c o l o ,

creando le condizioni per lo sviluppo di

un design proprio, il trauma della guerra

civile e l’autarchia imposta dal franchismo

interruppero i progetti iniziati nel campo

del design e dell’architettura dagli entusiasti

razionalisti catalani capitanati da J. L.

Sert e dal GATEPAC (1930-1936). Se alla

Triennale di Milano del 1951 e del 1954,

all’Interbau di Berlino del 1957, all’Esposizione

universale di Bruxelles

del 1958 o all’Esposizione mondiale

di New York del 1964, la

Spagna era rappresentata dall’architettura

di Coderch e

Vázquez Molezún, la pittura di

Millares e Tápies, il design di

Correa o Cumella, all’interno

veniva emarginata

ogni tipo di iniziativa

dei progettisti, i quali riuscirono

a stabilire comunque

contatti internazionali.

Tra questi, quelli realizzati dall’architetto

Antoni de Moragas, che invitò

a Barcellona Alberto Sartoris, Alvar

Aalto, Bruno Zevi e Nikolaus Pevsner per

tenere conferenze e riflettere sull’opportunità

di fondare un organismo dedicato alla

diffusione del design.

Quest’ultimo venne istituito nel 1960 grazie

all’appoggio di Gio Ponti, allora direttore

della rivista «Domus», per mano delcitato

de Moragas e di Alexandre Cirici, Ermengol

Passola, André Ricard, Oriol Bohigas

e Ramon Marinello, tra gli altri.

Mi riferisco all’AD I- FA D, raggruppamento

di design industriale integrato

nello storico Foment de les

Arts Decoratives,che erastato creato

nel 1903. Obbligatorio citare il

nome di André Ricard,

che scoprì il designdurantela

sua

formazione a

Londra presso la

British Industries

Fair nel 1951.

Un governo per il design

di André Ricard

In Catalogna non manca niente, eccetto

la convergenza tra le parti. Non esiste un

organismo in grado di orchestrare tutto ciò

che si riferisce al design. Il mondo del design

ha spaventato gli imprenditori perché

ha dato una rappresentazione superficiale

di sé. Il design è invece uno strumento che

la società collettiva possiede per migliorare

le cose più intime, quelle che utilizziamo

ogni giorno, e che non sono solo mobili o

lampade. È come la medicina: ha valore

quella che migliora la salute. Ci sono cose

che non funzionano e non si parla di risolverle.

Molti giovani che escono dalle scuole

credono che il design sia quello ludico.

Difendere un altro tipo di design è un

duro sforzo, bisogna andare controcorrente.

Io provo a far vedere

un oggetto che funziona bene,

austero, che soddisfi con discrezione

e pochi mezzi. Avrebbe

successo una scuola che si imponesse

di fare un design razionale,

riflessivo, responsabile? È più

pratico aprirsi al design divertente

e introdurre piccole

dosi dell’altro piuttosto

che fare una scuola au-

Intervista con Oriol Bohigas

Aottobre è iniziata la tappa finale del

progetto del Museo del design dopo

due anni d’interruzione, voluta dall’Ajuntament

per modificare la struttura urbanistica

della piazza, che aveva in precedenza

approvato. La consegna del progetto definitivo

è prevista entro l’estate del 2006 e immediatamente

dopo dovrebbero incominciare

i lavori.

Che aspetto avrà la Plaça de les Glòries?

Adesso tutto è definito: verrà demolito l’anello

circolare sopraelevato e la nuova piazza

si svilupperà a quota zero, ricucendo la

maglia urbana dell’E i x a m p l e di Cerdà sosteracomeun’accademia

socratica e poi doverla

chiudere perché alla gente non interessa.

Il miglior design catalano del X X s e-

colo è stato fatto da piccole aziende il cui

proprietario si sentiva mosso dalla necessità

di procedere per quella strada. Molti oggetti

degli anni sessanta e settanta sono ancora

sul mercato perché hanno risolto un

problema con una forma corretta. Il futuro

Museo del design dovrà essere la sede di un

organismo che coordini gli sforzi e le volontà

dell’educazione, della promozione,

della relazione con l’esterno, il punto d’incontro

per realizzare le cose in modo sistematico.

Non so se le attività del FA D o del

BC D sono pensate in funzione di una politica

globale del design in Catalogna:

ciascuno ha problemi di sopravvivenza

economica, sono organizzazioni

costrette, come le scuole, a

ignorarsi a vicenda, tranne quando

la convergenzasuqualchetemaconviene

a tutti. Le istituzioni dovrebbero

unire i loro sforzi

e agire insieme dentro un

gesto politico globale.

AN D R É RI C A R D

D e s i g n e r

Il suo interesse appassionato verso questa

disciplina lo portò negli Stati Uniti, dove

incontrò Raymond Loewy nel 1956, e a

Stoccolma nel 1959 per partecipare al primo

Congresso dell’ICSID (International

Council of Societies of Industrial Design),

organismo del quale diventerà vicepresidente.

Al suo ritorno a Barcellona,

Ricard si vincolò all’ADI-FAD, diventandone

presidente, organizzò conferenze,

corsi e mostre che ottennero una grande risonanza

nell’ambiente culturale barcellonese.

Gli anni sessanta, i più appassionanti

del design catalano, coincisero con la trasformazione

dei laboratori artigianali in

piccole industrie del design e l’arrivo di alcune

multinazionali (Olivetti, Siemens,

Philips, Fiat/Seat, Braun, ecc. Il grande

avvenimento fu l’istituzione nel 1961 dei

premi Delta, e grandi protagonisti del design

europeo, Bill, Albini, Peressutti,

Bonsiepe, Zanuso, Rams, Colombo,

Sapper, Hollein, Magistretti, Baudrillard,

Scarpa, Aulenti, Burkhard, ecc.) furono

convocati come membri della giuria nelle

diverse edizioni del premio. Questo periodo

di grande dinamismo propiziò la nascita,

seguendo i paradigmi del Bauhaus e

la HFG di Ulm, di scuole specializzate

(Massana, Elisava, Eina) che invitarono a

tenere lezioni magistrali a Eco, Dorfles o

Baudrillard. L’euforia di questa situazione

motivò i suoi protagonisti a continuare

a lavorare nella direzione intrapresa, e Ricard

suggerì ai membri dell’ADI-FAD di

presentare la candidatura di Ibiza (Baleari)

come sede del 7° congresso ICSID, nel

1971. Egli propose di preparare un con-

CONTINUA A PAG. 6, I COL.

Les Glòries del disseny

Gli effetti

perversi

del successo

di Jordi Borja

Le trasformazioni di Barcellona negli ultimi

venticinque anni sono il risultato

di un processo, benché ci sia la tendenza ad

analizzare ciò che accade nelle città a partire

da edifici singolari, mentre l’importanza

di questi ultimi è quella di accelerare il consolidamento

di azioni che si sviluppano con

continuità. Quando si parla della città della

seconda metà del X I X secolo, ad esempio, si

focalizza l’attenzione sull’Esposizione universale

del 1888, ma essa fu importante perché

era in atto il P l a Cerdà che dagli anni

sessanta stava trasformando radicalmente

l ’E i x a m p l e. Quella del Fòrum è una grande

operazione urbanistica in un luogo strategico,

la Diagonal, e continua il consolidamento

del w a t e r f r o n t, la continuità della v i l.l a

«Stiamo passando, quasi senza

accorgerci, da un’architettura e

un’urbanistica per i cittadini a

una cultura degli edifici singolari»

o l í m p i c a insieme ad operazioni complementari.

È una nuova centralità in un contesto

di pessima urbanizzazione, di quartieri difficili

come La Mina. L’obiezione è quella di

aver fatto una specie di parco tematico per

congressi e fiere, in un ’e n-

c l a v e che rischia di d i-

ventare un cul de sac a n-

ziché un luogo di riqualificazione.

La politica

degli spazi pubblici

degli ultim i

CONTINUA

A PAG. 23,

III COL.

pra una strada e un parcheggio sotterranei.

Questo cambiamento ha ridotto lo spazio

per l’edificazione del museo ma ha offerto il

vantaggio di costruire un edificio su un terreno

rettangolare, costruttivamente più economico

eomogeneo. La piazza sarà un parco.

Il museo avrà due ingressi, uno sulla

piazza verso la città e l’altro verso il mare,

coprendo un dislivello di 7 metri. Il fronte

dell’edificio verso la piazza avrà uno sbalzo

importante sulla strada per dare un’introduzione

urbana al museo e mordere lo

spazio pubblico e di fronte ci sarà una stazione

per il tram e gli autobus.

Come sarà l’architettura del museo?

L’edificioavrà23.000 mq esettelivelli. Sotto

la quota della strada ci saranno le sale per

la collezione permanente e per le

grandi mostre, i magazzini e le

installazioni tecniche. Alla

quota della strada, la grande

hall, che non sarà solo luogo

di accoglienza ma potrà ospitare

attività puntuali. Nei piani

alti, una sala conferenze, due sale

più piccole per esposi-

CONTINUA

A PAG. 21, I COL.

3


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Il museo immaginario

I magnifici 107: la collezione è questa

V O T I Le scelte di 73 professionisti catalani

46 O l i e r a,Rafael Marquina, Mobles 114 (pro d u t t o re attuale), 1961

26 Sedia To l e d o, Jorge Pensi, Amat-3, 1988 P o s a c e n e re Copenhague, André Ricard, Mobles 114,

1966

17 El Cobi, Javier Mariscal, Estudio Mariscal, 1988

15 Lampada TM C, Miguel Milá, Bd Ediciones de Diseño,1960 (1983)

9 Lampada Coderc h, José Antonio Coderch de Sentmenat, Mlb Coderch, 1957 Lampada TM M,

Miguel Milá, Santa & Cole Ediciones de Diseño, 1961 Sedia Va r i u s, Oscar Tusquets Blanca, Bd

Ediciones de Diseño, 1984 (2004)

8 Chupa Chups, Enric Bernat, Chupa Chups, 1958 P o l t rona Bkf/Butterf l y, Antoni Bonet

Castellana, Juan Kurchan, Jorge Ferr a r i - H a rd o y, Knoll, 1938-1939

6 Temple Expiatori de la Sagrada Família, Antoni Gaudí, 1883-1926 Motocicletta Impala,

Leopoldo Milá, Montesa, 1962 Moto da trial Cota 247, Leopoldo Milá, Montesa, 1968

5 Pavimento idraulico, Antoni Gaudí, Escofet 1886, 1904-1906 (1997) «Banco Catalano»,

Oscar Tusquets e Lluís Clotet, Bd Ediciones de Diseño,1974

4 Sgabello Jamaica, Pepe Cortés, Amat-3, 1991 P o l t rona Calvet, Antoni Gaudí, Bd Ediciones de

Diseño, 1902 (1976) Sgabello Duplex, Javier Mariscal, Bd Ediciones de Diseño, 1980

Lampada Gira, Josep M. Massana, Josep M. Tremoleda e Mariano Ferre r, Mobles 114, 1981

3 Scarpe Pelotas, Camper, Coflusa, 1995 Sedia Calvet, Antoni Gaudí, Bd Ediciones de Diseño, 1902

Casa Milà «La Pedre r a »,Antoni Gaudí, 1906-1912 F regona «Meri», Manuel Jalón Coro m i n a s ,

Manufacturas Rodex s.a., 1956 (il secchio con lo strizzatore sembra che sia stato disegnato da Joan

Gunfaus Navarro e prodotto dall’azienda Mery nel 1959) Automobili e camion Pegaso

2 Treni RE N F E, Associate Designers (Ramon Bigas e Pep Sant), Renfe P o l t rona Barc i n o,Joan

Casas i Ortinez, Indecasa, 1964 Lampione Lamparaalta, Beth Galí e Màrius Quintana, Santa &

Cole Ediciones de Diseño, 1987 Panca Casa Calvet, Antoni Gaudí, Bd Ediciones de Diseño,

1902 Casa Batlló, Antoni Gaudí, 1904-1906 Sedia Casa Batlló, Antoni Gaudí, Bd Ediciones

de Diseño, 1906 (1975) Seat Ibiza, Giorgio Giugiaro e Centro Técnico Seat, 1990 S g a b e l l o

F re n e s í, Grup Transatlàntic (Ramon Benedito, Lluís Morillas e Josep Puig), Akaba, 1986 Vo l t a

c a t a l a n a,Guastavino Company Automobili Hispano Suiza, équipe di ingegneri della Hispano

Suiza presieduta da Art u ro Suqué Minipimer Mr2, Gabriel Lluelles, Pimer poi Braun Española,

1960 Sedia Barc e l o n a, Ludwig Mies van der Rohe, Knoll, 1929 Padiglione per

l’Esposizione internazionale di Barc e l l o n a, Ludwig Mies van der Rohe, 1929 Panchina Neoro

m á n t i c o, Miguel Milá, Santa & Cole Ediciones de Diseño, 1995 Appendi abiti Ona, Carles

R i a rt e Montse Padrós, Mobles 114, 1992 P rograma Aire, Gabriel Teixido Sabater, Aridi, 2003

Sedia Gaulino, Oscar Tusquets Blanca, Cjc Concepta, 1987

1 Ristorante Bulli di Ferran Adrià Tavolo Sevilla, Pep Bonet e Cristian Cirici, Bd Ediciones de

Diseño, 1975 Complesso olimpico, Santiago Calatrava, Atene 2004 Torre telecomunicazioni,

Santiago Calatrava, Barcellona 1992 Espardenya, Isabel Castañer, Espadrilles Banyoles

s.l., (anno a seconda del modello) Designjet 750 C, Cdn (Competitive Design Network), Hewlett

Packard, 1994 Poltrona Barceloneta, Federico Correa e Alfonso Milá, Santa & Cole Ediciones

de Diseño, 1954 (1994) Salivasofa/Dalilips, Salvador Dalí e Oscar Tusquets, Bd Ediciones de

Diseño, 1972 (2004) Hospital de la Santa Creu i Sant Pau, Lluís Domènech i Montaner,

Barcellona 1901-1912 Flying Carpet, Emiliana Design Studio (Ana Mir e Emili Padrós), Nani

Marquina, 2002 Las juanolas, Manuel Juanola Reixach, Farma Lepori, 1906 Lampada da

tavolo Fortuny, Mariano Fortuny, Écart Internationale, 1907 Lampada Calder, Enric Franch,

Metalarte, 1975 Barca Syl, Germán Frers, Barcos Deportivos, 2002 Amplificatore At-240,

Galí, Bernal e Isern, Vieta Audioelectrónica, 1969 Piantana Gatcpac, GATCPAC, Santa & Cole

Ediciones de Diseño, 1934 Sedia Güell, Antoni Gaudí Panca Casa Batlló, Antoni Gaudí, Bd

Ediciones de Diseño, 1906 Maniglie in ottone dorato, Antoni Gaudí, Bd Ediciones de Diseño

Panca di Parc Güell, Antoni Gaudí, 1911-1913 Parc Güell, Antoni Gaudí, 1900-1914

Grafica per i libri di Alianza Editorial, Daniel Gil Treno articolato leggero Talgo,

Alejandro Goicoechea, Talgo, 1941 Confezioni di sapone Maja di Myrurgia, Eduard Jener,

Myrurgia, 1918 Panchine Aero, Alberto Lievore, Jeannette Alter e Manuel Molina, Sellex, 2001

Sedia Catifa, Alberto Lievore, Jeannette Alter e Manuel Molina, Arper, 2005 Sofa Premier,

Alberto Lievore, Perobell, 1985 Poltrona Manolete, Alberto Lievore, Perobell, 1988 Sedia

Rothko, Alberto Lievore, Indartu, 1989 Super Robot Mvn, Gabriel Lluelles, Taurus Sedia

Andrea, Josep Lluscà, Andreu World, 1987 Tappeto Topissimo, Nani Marquina, Nani Marquina,

2003 Lampada Bella Durmiente, Gabriel Ordeig e Nina Masó, Santa & Cole Ediciones de

Diseño, 1988 Spilla con donna-farfalla, Lluis Masriera, Bagués-Masriera, 1912 Camino A-

14, Miguel Milá, dae s.a., 1977 Lampada Previa, Miguel Milá, Santa & Cole Ediciones de

Diseño, 1957 (1996) L u n g o m a re, Enric Miralles e Benedetta Tagliabue, Escofet 1886, 2001 P a rc

dels Colors, Enric Miralles, Mollet del Vallès, 2001 I l l u s t r a z i o n i, Pep Monserrat, Lluisot, Tássies,

Roser Capdevila, Carme Solé Sedia Egoa, Josep Mora, Stua, 1988 TMB Transports

Metropolitans Barcelona, Morillas & Associates Brand Design Torre Agbar, Jean Nouvel,

Barcellona, 2000-2003 Gual 120, Màrius Quintana Tavolino Baccus, Josep Lluís Ramírez

Nogués, Miscel.lània, 2002 Poster, Josep Renau Antitarme Orión, André Ricard, Industrias

Marca, 1988 Colonia Agua Brava, André Ricard, Antonio Puig Perfumes, 1968 Packaging

Puig Perfumes, André Ricard e Yves Zimmermann Pegaso Z 102, Wifredo Ricart, Enasa

(Empresa Nacional de Autocamiones), 1951 Casa básica, Martín Ruíz de Azúa, 1999 Rivista

«D’Ací i d’Allà», Josep Sala, 1918 Calendario Vinçon, América Sánchez, Vinçon, 1975

P o l t rona Coqueta, Pete Sans, Bd Ediciones de Diseño, 1987 Lampada «Te m a », Gabriel

Teixidó Sabater, Carpyen Sedia tradizionale, Josep To rres Clavé, Mobles 114, 1934 (1991)

Mueble auxiliar Carlton-house Butterf l y, Jaume Tre s s e rra, Tre s s e rra Collection, 1988

El supertipo veloz, Joan Trochut, Fundición Tipográfica Iranzo, 1942 Lampada Bib Luz Libro,

Oscar Tusquets Blanca, Bd Ediciones de Diseño, 1985 Pack de cigarrillos Ideales, Carlos Vi v e s ,

Campagna pubblicitaria Compañía Arrendataria de Tabacos (cat), 1933 Collana «GG Diseño»

(1982) e «Comunicación Vi s u a l » (1972), Zimmermann Asociados s.l., Editorial Gustavo Gili.

Il museo immagin a

I risultati del referendum indetto da «Il Giornale dell’Archit e

Con una schiacciante maggioranza,

la «Setrillera» di Rafael Marquina è

eletta come il pezzo più importante del design

industriale catalano.

L’oliera venne disegnata nel 1961, e godette

di riconoscimento immediato ricevendo

un Delta de oro dell’AD I- FA D.

Perché? Proprio per il

Una

classifica

sobria

fatto di essere un oggetto

modesto nel compiere

il proprio dovere fino

in fondo, servire l’olio

senza sgocciolare, e anche

per la forma che affascina

per la sua bellezza sincera e monomaterica.

Peccato che Marquina non avesse

brevettato l’oggetto mille volte copiato:

Oliera, Rafael Marquina, Mobles 114, 1961

adesso, oltre agli onori, avrebbe la ricchezza.

Ma almeno possiamo considerarla la

migliore oliera al mondo. Seconde a distanza

nella votazione ci sono due opere

singolari, la sedia «Toledo» e il posacenere

«Copenhague».

La prima fu l’autentica icona del boom del

design catalano negli anni ottanta. Costituì

un’innovazione nell’uso dell’alluminio

fuso, un apporto colto alla tradizione della

sedia da terrazza spagnola, con una speciale

forza esotica e ancestrale nel suo aspetto

di maschera, che obbedisce all’ottimizzazione

di un modello.

Opera maestra di Jorge Pensi, prodotta da

Amat nel 1988, è l’unica sedia spagnola

nella collezione del Vitra Museum. Un’al-

Posacenere «Copenhague»,

André Ricard, Mobles 114, 1966

Lampada «C o d e rch » ,

José Antonio Coderch

de Sentmenat, Mlb

C o d e rch, 1957

Design senza designer

3 El porr ó

1 B a rre t i n a C rema catalana Pane e pomodoro Spola per filatura tessile, X I X s e c o l o

O p e ra completa

8 Antoni Gaudí

5 Custo Barc e l o n a Javier Mariscal

3 Salvador Dalí Antonio Miró

2 Nani Marq u i n a Miguel Milá

1 Enric Aguilera Lluís Domènech i Montaner Josep Maria Garro f e r M e t a l a rt e S a n t a

& Cole Ediciones de Diseño Lluís Morillas J o rge Pensi P e re t P e rt e g a z A n d r é

R i c a rd Oscar Tu s q u e t s

Lampada «TMM», Miguel Milá, Santa & Cole

Ediciones de Diseño, 1961

Lampada «TMC», Miguel Milá,

Bd Ediciones de Diseño, 1960 (1983)

4


Il museo immaginario

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

ario del design catalano

it ettura» insieme ad AD P,BC D eFA D. Quali opere rappresentano nel mondo il design progettato e prodotto in

tra opera chiave del design catalano è il posacenere

«Copenhague» di André Ricard,

una lezione di design razionale per risolvere

un problema diffuso, il fumo, oggi in

via di estinzione.

Un posacenere in plastica non infiammabile,

personale, trasportabile senza che la

cenere si sparga, impilabile, economico,

indistruttibile. Molte virtù in pochi grammi.

Con un salto abissale di contenuto e

concetto, al quarto posto abbiamo il «Cobi»

di Mariscal, la mascotte antropocanina

che rivoluzionò i canoni disneyani.

Un’opera chiave dell’irriverente Mariscal,

unico rappresentante della fazione espressionista

del design catalano, se mai ce n’è

stata una.

Segue, in ordine, la lampada «TM C»di

Miquel Milá del 1961, che ha tuttora grande

successo commerciale, una lezione di

design funzionale e pedagogico.

Al quinto posto un’altra lampada, bellissima

e singolare, a spicchi di legno traslucidi,

ideata da José Antonio Coderch nel

1955 e della quale Picasso disse: «è la lampada

più bella del mondo».

Quindi un’altra lampada di Milá, erede

della «TM C», ma in versione più confortevole.

Ex aequo la sedia «Varius» del 1984,

un’opera chiave del nuovo design spagnolo,

che divenne subito un bestseller nazionale:

ispirata a un violino Stradivari, apporta

sensualità e organicismo e certifica

il talento dell’autore.

Al sesto posto un design insolito, il Chupa

Chups, una caramella che in realtà già

esisteva e che la famiglia Bernat seppe trasformare

in un prodotto di consumo popolare,

leader in tutto il mondo.

Nella stessa posizione la famosa poltrona

«BK F» o «Butterfly», simbolo degli organici

anni cinquanta americani, ma nata

nella mente di Antoni Bonet, un architetto

catalano esiliato in Argentina dove lavorava

con Kurchan e Ferrari-Hardoy.

La produsse inizialmente la Knoll nel

1940, ma poco dopo esistevano già centinaia

di versioni di questa

singolare struttura

sulla quale si appende

una fodera di

cuoio dove seduta, schienale e braccioli si

confondono con magia.

Dopo i primi dieci seguono opere di Gaudí,

moto di Leopoldo Milá, abiti di Toni

Miró, Custo o scarpe Camper e molte selezioni

di uno o due voti che parlano di

simpatie personali. Un referendum pieno

di s e n y (buon senso) e con poca r a u x a ( f u-

ria), che dimostra che il catalano, quando

è il momento di giudicare, preferisce sempre

il ragionamento all’impulsività, apprezza

gli oggetti domestici e vicini, non si

lascia circuire da formalismi vistosi. Siamo

creativi senza dubbio, ma b o t i g u e r s

(bottegai) prima di tutto.

JU L I CA P E L L A

A r c h i t e t t o

«El Cobi»,

Javier

Mariscal,

Estudio

Mariscal,

1988

Chupa

Chups,

Enric

Bernat,

Chupa

Chups

1958

Amplificatore At-240, Galí, Bernal e Isern, Vieta Audioelectrónica

s.a., 1969

Poltrona

«Bkf/Butterfly»,

Antoni Bonet

Castellana, Juan

Kurchan, Jorge

Ferrari-Hardoy, Knoll,

1938-1939

Sedia «Toledo», Jorge Pensi, Amat-3, 1988

«Banco Catalano», Oscar Tusquets y Lluís Clotet, Bd Ediciones de

Diseño,1974 Moto da trial Cota 247, Leopoldo Milá, Montesa, 1968

Automobili Hispano Suiza, équipe di ingegneri della Hispano Suiza presieduta da

Arturo Suqué

Sgabello «Jamaica», Pepe Cortés,

Amat-3, 1991

Sedia «Varius», Oscar Tusquets Blanca, Bd Ediciones de

Diseño, 1984 (2004)

5


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Il museo immaginario

Momenti dell’internazionalizzazione del design catalano di Daniel Giralt-Miracle

SEGUE DA PAG. 3, III COL. IN ALTO

gresso che si trasformò in un punto d’incontro

tra il design internazionale del dopoguerra

e quello emergente in Spagna. Il

successo del congresso fu possibile anche

grazie ai contatti, e le partecipazioni in

attività internazionali degli anni precedenti

e che servirono a dare un’informazione

completa sul design catalano, che

incominciava a essere diffuso sulle riviste

europee specializzate, principalmente

«Design», «Gebrauchsgraphik» e «Domus».

Mi riferisco agli incontri tra designer

e architetti promossi da Tomás Llorens

e presieduti da Tomás Maldonado,

che si celebrarono a Valencia nel 1968, e

all’edizione dello stesso anno delle Conferenze

di Aspen (Colorado, Usa), alle

quali parteciparono Bohigas, Correa, Rubert

de Ventós, Moneo e lo stesso Ricard.

L’evoluzione naturale dell’ICSID del 1971

fu la costituzione, nel 1973 del BC D ( B a r-

celona Centre de Disseny), una fondazione

privata senza scopo di lucro che intendeva

essere l’elemento di raccordo tra professionisti,

associazioni di design e amministrazione,

creata per potenziare la formazione,

la consulenza alle aziende, la divulgazione

del design e proiettarlo in campo

internazionale, cosa che fece con efficacia

con la mostra «Design in Catalonia»,

organizzata dal BC D con l’appoggio

della Generalitat de Catalunya

e il Ministero d’Industria spagnolo,

che tra il 1988 e il 1990 portò

la nostra immagine a Milano,

Londra, New York, Tokyo,

Stoccarda, Berlino, Stoccolma.

I nostri designer e le nostre industrie

furono appoggiate

dalla mostra «New York Catalonia. Design

& Arts & Fashion» che il governo

catalano presentò nel famoso Armory

Show di New York nel 1980. Un’altra

mostra, «Capitales européennes de nouveau

design. Barcelona, Milan, Paris,

Düsseldorf», promossa da François Burkhardt

al Centre Pompidou di Parigi nel

1991, fece conoscere il design catalano da

una piattaforma internazionale e Barcellona

venne omologata alle grandi città europee

del design, status confermato con la

celebrazione nel 1992 dei Giochi Olimpici.

In questo percorso attraverso la storia

del design del nostro paese non si possono

dimenticare le «Primaveres del Disseny»,

che tra il 1991 e il 2002 diedero vita,

a una manifestazione

internazionale e

biennale che inondava

di design Barcellona, ma anche altre

città e paesi della Catalogna e che ha

visto la sua scomparsa con la celebrazione

dell’Any del Disseny 2003, una grande

manifestazione che rivendicò l’importanza

del design e la sua trascendenza nella

vita quotidiana. Arrivati a questo punto,

è inevitabile riferirci alla globalizzazione

e alla delocalizzazione dei mercati e

del lavoro in rete, che hanno cambiato le

strategie e contribuito alla definitiva internazionalizzazione

del design catalano,

ma che hanno determinato l’importazione

massiccia nel nostro paese di design realizzato

all’estero.

DANIEL GIRALT-MIRACLE

Critico d’arte, architettura e design

Membro del Patronato

del Museo Reina Sofía di Madrid

Fregona «Meri»,

Manuel Jalón

Corominas,

Manufacturas Rodex,

1956

« S a l i v a s o f a /Dalilips», Salvador Dalí e Oscar Tusquets, Bd Ediciones de Diseño, 1972 - 2 0 04

Spilla con donna-farfalla, Lluis

Masriera, Bagués-Masriera, 1912

Scarpe «Pelotas», Camper, Coflusa, 1995

Camino A-14, Miguel Milá, dae s.a., 1977

Lampione «Lamparaalta», Beth Galí e

Màrius Quintana, Santa & Cole Ediciones

de Diseño, 1987

Tappeto «Topissimo», Nani Marquina,

Nani Marquina, 2003

Gaudí designer totale

1

2 3

4

Dal mosaico

idraulico al Panot

Gaudí

Il «Mosaic Hidràulic»

progettato da

Antonio Gaudí nel

1904 per l’azienda

Escofet fu una

rivoluzione estetica

e tecnologica: una

piastrella esagonale,

monocolore e

facilmente

industrializzabile,

i cui rilievi si

manifestano sotto

l’effetto della luce

che cambia. Nel

1997 Escofet

produce il «Panot

Gaudí» con il rilievo

originale ma

invertito, per la

nuova

pavimentazione del

Passeig de Gràcia.

Lampada da tavolo «Fortuny», Mariano

Fortuny, Écart Internationale, 1907

1. Sedia «Calvet», Bd Ediciones

de Diseño

2. Temple expiatori de la Sagrada

Fa m í l i a

3 e 5. Il «mosaico idraulico», Escofet 1886

4. «Panot Gaudí» nel Passeig de Gràcia,

Escofet 1886

5

6


Editoria

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Non solo Don Quijote

Una panoramica della produzione editoriale del settore

nell’«Any del Libre» e del quarto centenario del «Ingenioso Hidalgo»

ACTAR

Biblioteca Pública de Seattle. Office for

M e t ropolitan Arc h i t e c t u re, collana «Ve r b

Monographs», 320 pp., 31 euro.

Il terzo volume della serie «Verb Monographs» ricos

t ruisce il processo di progettazione della biblioteca

pubblica di Seattle, uno dei progetti più attesi di OM A

negli Stati Uniti, seguendone lo sviluppo dai primi

schizzi, alla costruzione, fino all’inaugurazione avvenuta

nel giugno 2004.

12 Inch Sleeves Disco Graphic, Toni Rubio (a

cura di), 400 pp., 35 euro.

Un viaggio nel passato recente attraverso la grafica delle

copertine dei 45 giri, introdotto dal saggio di Jaume

Pujagut.

NET.IT, Pino Scaglione (a cura di), 350 pp.,

35 euro.

Un’istantanea delle nuove culture di progetto italiane che

include opere di Multiplicity, Armin Linke, Avatar, Nunzio

Battaglia, Ian+, Stalker, Fabrizio Leoni, Gabriele Basilico,

Dapstudios; un resoconto sulle connessioni multidisciplinari

tra città, architettura, design e fotografia impiegate

per promuovere e divulgare i progetti di architettura contemporanea.

Opop! Optimismo Operativo en Arq u i t e c t u r a ,

Manuel Gausa e Susanna Cros, 282 pp., 35 euro.

Possibilità e sfide della pratica architettonica attuale ricostruite

in sei capitoli: i modi concisi e diretti di dare soluzioni

al progetto, l’attitudine spregiudicata e disinibita; la

nuova forma di materializzare i potenziali della fabbricazione;

le possibili relazioni tra edificio, materia e natura; i

progetti che considerano l’informazione come un modo di

dar forma; la progettazione secondo sistemi dinamici o

evolutivi.

Place: 35 Diseñadores, 35 Ciudades, VASAVA, 608

pp., 45 euro, contiene un DVD.

Un viaggio di 18 mesi per visitare 35 creativi e città.

Questi i numeri di «Place», un’iniziativa di ricerca che ha

coinvolto progettisti affermati e nuovi talenti di cinque

continenti. Obiettivo: far emergere la forza creativa dell’individuo

e le specificità di un luogo di fronte a una cultura

dominante.

Verb Conditioning, Albert Ferré, Michael Kubo,

Ramon Prat, Tomoko Sakamoto, Anna Tetas,

Irene Hwang e Jaime Salazar (a cura di), 288 pp.,

29 euro.

Gli ambienti art i f i-

ciali sono solo una

replica sofisticata e

precisa dell’esistente

o possono generare

atmosfere qualitativamente

nuove,

capaci di potenziare

effetti e generare

f o rme di vita? Il volume

risponde a

questo quesito analizzando

le reazioni

del fruitore di fronte

alle attuali ricerc h e

nel campo di illuminazione, suono e temperatura, ma

soprattutto rispetto alla progressiva commercializzazione

e tematizzazione degli spazi e alla creazione di identità

virtuali.

BLUME

Caleidoscopio. Nuevo Diseño de Interiore s ,

Nigel Coates, 208 pp., 39,90 euro.

Un’ampia casistica di progetti di interni attraverso l’opera

di 35 professionisti di tutto il mondo.

Diseño, Maquetación y Composición, D a v i d

Dabner, 128 pp., 19,90 euro.

Un testo che guida al disegno delle creazioni professionali:

la prima parte si concentra su alcune norme fondamentali

(tipografia, colore, testo e immagini), mentre la

seconda esemplifica questi principi.

Estilos de Decoración, Judith Miller, 192 pp.,

29,90 euro.

Il disegno degli interni dal XVIII secolo a oggi illustrato

con oltre 4.000 fotografie e suddiviso secondo rigide

categorie stilistiche: neoclassico, decorativo, rustico e

moderno.

Hogares Contemporáneos, Suzanne Trocmé, 224

pp., 29,90 euro.

«L’attenzione al dettaglio è ciò che realmente fornisce alla

casa una sensazione di qualità e stile»: questa l’idea che

Trocmé ci presenta attraverso esempi di soluzioni reali, a

volte poco fotogenici ma informativi.

ELECTA MONDADORI

Cocos. Copias y coincidencias. En defensa de la

innovación en el diseño, Juli Capella e Ramón

Úbeda, collana

«Catálogos de

Exposiciones de

A rte», 2005 (II

edizione), 264

pp., 42 euro.

Il volume affronta, in

modo completo e

originale, il tema

oggi di grande attualità

del plagio, la

copia e la proprietà

intellettuale nel disegno

grafico e industriale.

300% Spanish

Design. 100 sillas,

100 lámparas, 100 carteles, Juli Capella,

collana «Catálogos de Exposiciones de Arte»,

320 pp., 42 euro.

Un panorama del design spagnolo del xx secolo, da Gaudí

al presente, attraverso 100 sedie, 100 lampade e 100 manifesti

(catalogo della mostra presentata alla «Expo Aichi

2005» in Giappone).

GGILI

Habitar la cubierta, Andrés Martínez, 208 pp.,

33,65 euro.

In un saggio ibrido tra teoria,

storia e costruzione, l’autore

periodizza l’ancestrale tendenza

umana a re a l i z z a re

c o p e rt u re, analizzandone le

manifestazioni form a l i .

Le Corbusier.

Promenades, José

Baltanás, 192 pp., 40,38 euro.

Il libro raccoglie alcune delle più significative opere

della produzione europea dell’architetto di origine

s v i z z e r a .

Los mismos paisajes. Ideas e interpretaciones,

Teresa Galí-Izard, collana «Land&Scape», 288

pp., 33,65 euro.

Un’opera che riunisce esempi e casi legati ai processi e

alle dinamiche che governano il paesaggio, un’esperienza

nata da oltre dieci anni di ricerca e osservazione.

Redes metropolitanas, J o rdi Julià (pro s s i m a

uscita).

Il libro propone uno studio del ruolo delle reti di trasporto

collettivo nella struttura della città. Londra, New York,

Parigi, Berlino, Tokyo, Los Angeles, Madrid, Barcellona,

Milano, Città del Messico e Singapore sono i casi studio

scelti per provare a stabilire relazioni tra storia, urbanistica

e infrastrutture.

Intervenciones, introduzione di Xavier Costa,

collana «Biblioteca Ignasi de Solà-Morales»

(primavera 2006).

Per ricostruire la produzione teorica dell’autore catalano,

il volume si concentra sui suoi interventi nel costruito e

sui progetti architettonici ed espositivi. La «Biblioteca

Ignasi de Solà-Morales», di cui il testo fa parte, raccoglie

i principali scritti dello storico e architetto.

Peter Smithson. Conversaciones con estudiantes,

Catherine Spellman, Karl Unglaub (a cura

di), collana «Conversaciones con…», 96 pp.,

9,62 euro.

La collana raccoglie dialoghi pubblici tenuti da grandi

maestri dell’architettura e architetti contemporanei di

riconosciuto prestigio.

B a rcelona 1000 Graffitis, Rosa Puig, J u l i á n

Álvarez, Josep Maria Català (testi), 256 pp.,

38,37 euro, contiene un DVD.

Un reportage fotografico di Rosa Puig illustra le opere a

vernice spry di Barcellona, città che si è trasformata in

centro di incontro per «graffitari»

di tutto il mondo.

Barcelona Gráfica,

América Sánchez, 496

pp., 47,21 euro.

Il nuovo volume, riedito con

una preziosa rilegatura in tessuto

rosso e oro, raccoglie oltre

1.800 opere di grafica urbana

realizzate a Barcellona:

numeri civici, vignette, allegorie,

emblemi e pittogrammi.

Marcas y Trademarks,

Quim Larrea, 1.120 pp.,

33,65 euro.

Una raccolta di logotipi

prodotti dal 2000 a oggi:

222 studi spagnoli vengono

rappresentati con il

loro lavoro in 1.120 pagine.

PERIODICI

BGUIDED

Pubblicato da b-guided

Periodicità: trimestrale

Anno di fondazione: 1999

Direttore: Juan Montenegro

Prezzo: 3,80 euro

Tiratura : 20.000 copie

www.b-guided.com

CASAVIVA

Pubblicato da MC Ediciones

Periodicità: mensile

Anno di fondazione: 1977

Direttore: Marcel Benedito

Prezzo: 2,90 euro

Tiratura: 80.000 copie

www.mcediciones.es

2G

Pubblicato da Gustavo Gili

Periodicità: trimestrale

Anno di fondazione: 1997

Direttore: Mónica Gili

Prezzo: 26,44 euro

Tiratura: 20.000 copie

www.ggili.com/2G

EXPERIMENTA

Pubblicato da Experimenta

Periodicità: bimestrale

Anno di fondazione: 1989

(1994)

Direttore generale: Pierluigi

Cattermole

Direttore delegazione catalana:

María Suárez

Prezzo: 12 euro

Tiratura 14.000 copie

www.revistaexperimenta.com

ON DISEÑO

Pubblicato da On Diseño

Periodicità: mensile

Anno di fondazione: 1978

Direttore: Carmen Llopis

Prezzo: 15,50 euro

Tiratura: 12.600 copie

www.ondiseno.com

TdD TEMES DE DISSENY

Pubblicato da ELISAVA,

Escola Superior de Disseny

Periodicità: semestrale

Anno di fondazione: 1986

Direttore: Jordi Pericot

Prezzo: 28 euro

Tiratura: 2.000 copie

www.elisava.es

SANTA & COLE

azienda Santa & Cole Ediciones de Diseño pubblica

un catalogo di libri suddiviso in diverse collane.

L’

«Contemporáneos del Diseño»

Monografie pubblicate in collaborazione con la ETS

de Arquitectura de Barcelona e dedicate all’opera di

noti professionisti del XX secolo e di grandi designer

ancora attivi.

Gabriel Ordeig Cole, Borja Folch e Rosa Serr a ,

gennaio 2005, 272 pp., 48 euro .

Santiago Roqueta, Pilar Cós e Juan José

L a h u e rta, primo semestre 2006.

Seis diseñadores argentinos de Barc e l o n a ,

N o r b e rto Chaves, n o v e m b re 2005, 272 pp., 48

e u ro .

«Clásicos del Diseño»

Dino Gavina, Vi rgilio Ve rcelloni (traduzione

dall’italiano), ottobre 2005, 220 pp., 201 ill.,

60 euro .

José Antonio Coderc h , Antonio Armesto e

Rafael Díez, d i c e m b re 2005, 240 pp., 58 euro .

Josep Lluís Sert, Jaume Freixa, febbraio 2005,

264 pp., 221 ill., 58 euro .

«Los Ojos Fért i l e s »

La collana abbraccia ampie tematiche, con saggi su

disegno industriale e questioni di natura sociologica e

f i l o s o f i c a .

El Cuerpo del Amor, N o rman O. Brown (traduzione

dall’inglese), ottobre 2005, 248 pp., 22

e u ro .

Historia del Diseño, Renato de Fusco (traduzione

dall’italiano), ottobre 2005, 420 pp., 33

e u ro .

Lujo y Diseño, Giovanni Cutolo (traduzione dall’inglese),

ottobre 2005, 164 pp., 22 euro .

«Esade Gestión»

Un’ambiziosa collezione di saggi sulla teoria e storia

della management policy.

Historia de la Gestión, Daniel A. Wren (traduzione

dall’inglese), novembre 2005, 570 pp.,

49,50 euro .

EDITORIA SENZA EDITORI

FAD. Más de un siglo de arquitectura, diseño y

creatividad, Quim Larrea (a cura di), FAD, Barcellona

2005, 585 pp., 73 euro.

Il FA D (Fomento de las Artes Decorativas)

festeggia il suo centesimo

compleanno e lo fa senza badare a

spese. Il frutto è un accurato volume,

per contenuti e progetto grafico,

che ricostruisce i momenti più

salienti della sua storia: la cro n o-

logia dell’Istituzione dalla fondazione

fino ai giorni nostri; i professionisti e le imprese coinvolti;

le sedi e i logotipi che ne hanno caratterizzato l’identità;

i premi e i riconoscimenti. Un lavoro che testimonia

la solidità e il valore del FA D, già ampiamente celebrato

in occasione dell’Anno del Design a Barcellona nel 2003.

Guia Creativity 2005. El diseño y la comunicación

en la gestión empre s a r i a l , A l b e rt Isern (a cura di),

Guia Cre a t i v i t y, Barcellona 2005, 405 pp., 60 euro .

Il corposo volume raccoglie il frutto

della creatività spagnola dell’anno

2004 e fornisce agli interessati

uno strumento di informazione

completo e accurato. La sezione

«Diseño», la più ampia del

testo, è suddivisa in diverse categorie.

Segue la cronologia degli

eventi culturali dell’anno, premi,

esposizioni, festival, concorsi,

congressi, tra cui spiccano le manifestazioni organizzate in

occasione del centenario della nascita di Salvador Dalí e il

viaggio della «Guia Creativity 2004» in Mali - Burkina Faso.

«Expertos» presenta una selezione di imprese; mentre

la «Bibliografia» fornisce una rassegna delle pubblicazioni;

un utile elenco di indirizzi conclude il volume.

Sex design, Ramón Úbeda, collana «Brainstorming

Books», Línea Editorial, Barcellona 2005,

256 pp., 55 euro.

Sesso e design, un binomio risolto

con disinvoltura attraverso una

ricca e documentata casistica di

p rogetti appartenenti alla sfera

creativa dell’ultimo secolo, ripartiti

secondo una rigorosa classificazione:

grafica e copertine provocanti;

oggetti, gioielli, abiti e

profumi; pubblicità, poster e manifesti

chiaramente allusivi; donne

virtuali. Non stupisce quindi che gli oggetti disegnati da

Jordi Torres o il grattacielo fallico di Jean Nouvel per Barcellona

siano accostati alla siège d’amour disegnata nel

1890 per Edoardo VII, quasi a dimostrare che, quella erotica,

non è una moda né un’ossessione dei nostri giorni.

1993-2005: produzioni editoriali Allemandi sulla Catalogna www.allemandi.com

1993

Memoria Fundació

«la Caixa»

1994

Memoria Fundació

«la Caixa»

1995

Artedesign E. Biffi

Gentili, catalogo

della mostra,

in collaborazione

con la Primavera

del Disseny, Generalitat

de Catalunya,

Ajuntament de

Barcelona

Con Dalí nel Teatro-

Museo di Figueras,

J. Mallarach, VHS.

1998

«A Sabater con un

abrazon en el Quin

Elisabet» Dalí.

E. Sabater.

La vita e le opere

di Salvador Dalí

nel Teatro-Museo

di Figueras e altre

collezioni, cd-rom.

2001

Dalí jewels-joyas,

in collaborazione con

la Fundación Gala-

Salvador Dalí.

Dalí joies-bijoux,

in collaborazione

con la Fundación

Gala-Salvador Dalí.

Decifrare l’architettura

I. de Solà-Morales

2002

Joan Miró in the orbit of

the imaginary

Catalogo della mostra,

in collaborazione

con la Basil

& Elise

Goulandris

Foundation

2004

DVDALÍ.

Dalí racconta Dalí

I capolavori raccontati

da lui stesso

2005

Archeologia

del moderno

I. de Solà-Morales

7


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Scuole

L’originalità di

un modello di Oriol Pibernat

Anche se gli antecedenti dell’insegnamento

del design a Barcellona

sono lontani nel tempo, è negli anni sessanta

del X X secolo che l’impulso di alcuni

professionisti, artisti e intellettuali

condusse in poco tempo alla creazione di

scuole. Il design costituiva un elemento di

possibile sviluppo per una società che si

riconosceva come urbana e industriale e

con una vocazione europea. Le tre scuole

che nascono in quel contesto sono Massana

(un centro di titolarità municipale che

seppe, in quel momento, incorporare il design

senza rinunciare alla sua derivazione

da scuola artigiana nella tradizione Arts

& Crafts), EL I S A V A (creata con il sostegno

di un’istituzione privata, la scuola di

design più grande della città) ed EI N A

(con un orientamento critico). Negli anni

ottanta e novanta il panorama si arricchisce

con ES D I a Sabadell (molto vincolata

al settore tessile, ma con corsi in tutte

le specialità del design), BA U,LA I,ID E P

a Barcellona (piccoli centri cresciuti nel

tempo). Bisogna anche citare la recente

apertura a Barcellona dello IE D, che segue

il modello già sperimentato a Madrid e in

Italia. La formazione nel design oggi contempla

livelli accademici e contenuti diversi

in funzione dei profili professionali

che si perseguono (vedi box «I quattro

principali titoli di studio»). Vi sono inoltre

alcune facoltà che dispongono di Dipartimenti

o corsi di Design, come la Facultat

de Belles Arts o Comunicació Audiovisual.

Inoltre, alcuni centri (ID E P e

IE D) rilasciano titoli propri. Esiste un problema

con i titoli di studio: da un lato, le

scuole di Barcellona con lungo percorso

pedagogico hanno scommesso sulla partecipazione

degli studenti attraverso i

Graduados Superiores, che funzionano come

lauree, benché i titoli presentino alcune

limitazioni (validità di accesso alla

funzione pubblica, dottorati, ecc.). Dall’altro,

l’amministrazione ha creato piani

e titoli di studio a margine dell’Università.

Una parte importante della creatività

della città ha la sua origine in alcune di

queste scuole. D’altra parte, l’influenza

dell’insegnamento è messa in evidenza

dalla grande identificazione della cittadinanza

con le innovazioni urbane che vengono

promosse (l’amministrazione pubblica

si mostra particolarmente attiva come

cliente di servizi di design e architettura).

La Barcellona del design non esisterebbe

se non fosse per il ruolo che hanno

giocato le scuole.

ORIOL PIBERNAT

Direttore di EINA

Dove va il designer Intervista con Xavier Costa

E

L

I S A V A è conosciuta per la formazione di

designer-architetti e designer-ingegneri.

Che cosa caratterizza questa formazione?

L’architettura compare come estensione

dell’attività del design applicato all’architettura

a piccola scala, quella effimera, l’architettura

d’interni. Il designer-architetto è

una figura più versatile perché si muove in

spazi multidisciplinari. La formazione del

designer ingegnere è più recente, si tratta di

una preparazione tecnica comparabile a

quella dell’ingegnere industriale. Mentre il

designer tende a essere un professionista indipendente,

il designer-ingegnere tende a

partecipare più direttamente all’organizzazione

e alle strutture decisionali dell’azienda.

In Spagna le competenze professionali

dell’architetto e dell’ingegnere sono molto

definite, quelle del designer no.

Come si è sviluppato il design a Barcellona?

A partire dagli anni sessanta l’architettura

ha acquisito in questa città un protagonismo

speciale per l’importanza di alcuni studi

e la l e a d e r s h i p culturale e sociale che alcuni

professionisti hanno proiettato sulla società.

Si sono interessati in modo specifico

al design, lo hanno progettato e prodotto, lo

hanno incorporato al proprio lavoro. Professionisti

come Juli Capella, Dani Freixes,

Oscar Tusquets oggi sono molto

attivi in questo campo. In questo

momento c’è un’alta concentrazione

di studenti e professionisti e un

apprezzamento del design esteso a

tutta la società. Proprio nel momento

in cui le Università decrescono,

il settore del design è in espansione

e questa crescita dimostra

che c’è fiducia nelle

aspettative professionali e

che esiste questa percezione sociale. Oltre il

50% degli studenti è di provenienza internazionale,

e gli studi post-diploma attraggono

studenti e professionisti provenienti

dall’architettura, dall’ingegneria, dal mondo

dell’arte, perfino dalle scienze sociali. È

il carattere multidisciplinare del design che

permette questa pluralità di traiettorie form

a t i v e .

Perché in Catalogna non esistono grandi studi ass

o c i a t i ?

La realtà professionale è frammentata e i

grandi gruppi si formano per progetti specifici,

temporanei, ma la tendenza è verso la

creazione di strutture professionali sempre

più articolate.

Che cosa favorisce l’espansione internazionale

degli studi?

La relazione con il contesto europeo. Il design

necessita per esisteredel contesto di una

cultura urbana intensa. Il design è un fenomeno

urbano perché richiede intensità di

relazioni, attività, dinamiche che troviamo

nelle grandi città. Non a caso si è sviluppato

in modo preminente a Londra, Milano,

Parigi. Barcellonafapartediquestopiccolo

gruppo di città europee che stanno potenziando

il design. Questa competizione

tra città europee può essere molto positiva

per la città, uno stimolo per stabilire linee

di sviluppo confrontabili con altrerealtà.

Barcellona non esiste in modo

isolato, ma dispone di questi specchi

molto prossimi nei quali guardarsi.

La realtà americana ed asiatica

sono chiaramente più

l o n t a n e .

XAVIER COSTA

Architetto, direttore

di ELISAVA

La città degli studenti

Indagine sulla formazione del design: i programmi di studio, le

e il mercato, la relazione con l’università e il problema del pie n

Le scuole rispondono

1 . Anno di inizio dell’attività

2 . Statuto societario

3 . Diplomi offerti

4 . O f ferta fo r m a t i va completa

5 . Iscritti 20 04 - 20 05

6 . P rove di ammissione

7. Costo medio di iscrizione annuale

8 . Fa t t u rato nel 20 04 - 20 05

9 . Età media dei laure a t i

1 0 . D u rata media dei corsi

1 1 . Occupazione dei laureati

1 2 . Qualità del sistema fo r m a t i vo in

C a t a l o g n a

1 3 . D e bo l e zze del sistema fo r m a t i vo

in Catalogna

1 4 . F i g u re pro fessionali più richieste

1 5 . F i g u re pro fessionali in declino

1 6 . N u ove offerte fo r m a t i ve

17. Va l o re aggiunto della scuola

Si omette il numero per le risposte non perv e n u t e

EINA

Escola de Disseny y Art

www.eina.edu

1 . 1 9 6 7

2 . Fondazione privata senza scopo di lucro, il cui org a n o

di governo è formato da professori ed ex pro f e s s o r i

3 . Graduado superior en diseño con specializzazioni in

grafica, interior design e product design

4 . Corsi post-laurea, arte, stage, workshop

5 . 5 1 0

6 . P rove di accesso all’università e iscrizione e orientamento

per l’accesso all’università

7 . 5.137 euro

9 . 24 anni

1 0 . 4 anni

1 1 . L’85% dei diplomati del 2003, l’86,84% di quelli del

2002 e il 91,43% di quelli del 2001 svolgono pro f e s-

sioni strettamente legate agli studi intrapresi. Quindi,

in media in questi tre anni, l’87,61% (interior design:

92,5%; product design: 82,76%; grafica: 86,36%)

1 2 . Lunga tradizione in ambito pedagogico basata su una

domanda economica locale reale e su un settore professionale

culturalmente molto attivo

1 3 . Incapacità dell’amministrazione pubblica di forn i re soluzioni

chiare al problema del titolo e di dotare l’insegnamento

del design di un sistema pubblico di qualità

1 4 . La richiesta di studi pluridisciplinari in design

1 5 . Il design d’autore come si intendeva negli anni ottanta

1 6 . Corsi post-laurea in illustrazione creativa e tecniche

di comunicazione visiva; illustrazione per pubblicazioni

per bambini e giovani; design e gestione di progetti

interattivi; arte e mezzi indipendenti: tecnologia

interattiva e comunicazione aperta; tipografia, dalla

c reazione della letteraal layout, modellistica; tecniche

avanzate di presentazione di progetti; nuovi spazi di

comunicazione: architettura d’interni; capire l’opera

grafica; immagine stampata; Master in design per il

mondo contemporaneo

1 7 . I n t e n d e re la formazione del designer in un senso culturale

ampio e orientata all’innovazione e trasform a-

zione del contesto

ELISAVA

Escola Superior de Disseny

www.elisava.es

1 . 1 9 6 1

2 . Fondazione privata

3 . Graduado superior en diseño con specializzazioni in

grafica, product design e interior design; Ingeniería

técnica en diseño industrial e Arquitectura técnica (titolo

omologato a diploma universitario, rilasciato dalla

Universitat Pompeu Fabra)

4. Master e studi post-laurea nei settori: design di veicoli

e product design; grafica e multimedia; design,

comunicazione e produzione culturale; design, architettura

e interni; design, spazio e società. Ciclo

formativo de grado medio en Autoedición (in inglese

Desktop publishing) e de Grado superior in progetti

e direzione lavori e decorazione; in grafica pubblicitaria

5 . 1.590 in totale (dati riferiti al 2003-2004)

6 . Titolo o diploma per studi post-laurea; prove di accesso

all’università per studi di livello universitario

7 . 5.771,25 euroGraduadosuperior endiseño; 5.706 euro

(I anno) Ingeniería técnica en diseño industrial;

5.607 euro (I anno) Arquitecturatécnica; 1.150 -5.490

e u ro Master e corsi post-laure a

8 . 6.765.000 euro (dati riferiti al 2003-2004)

9 . 22 anni

1 0 . 4 anni per Graduado superior en diseño; 3 anni per Ingeniería

técnicaendiseñoindustrialeArquitecturatécnica

1 1 . Il 90% degli studenti lavora in studi professionali, imp

rese di costruzione, industrie e studi tecnici

1 2 . L’elevato numero di università e scuole di design in

Catalogna e il fatto che sia un settore consolidato con

un’ampia off e rta form a t i v a

1 3 . La recente incorporazione nel sistema universitario,

un processo ancora in corso

1 4 . Designer nelle nuove aree di sviluppo pro f e s s i o n a l e

1 5 . Nessuna: a Barcellona il design sta vivendo un momento

di cre s c i t a

16. 2004-2005: Graduado superior en diseño; Ingeniería

técnica en diseño industrial; Arquitectura técnica.

Ciclo formativo de grado medio en Autoedición (in

inglese Desktop publishing), de Grado superior in

progetti e direzione lavori e decorazione, e in grafica

pubblicitaria. Master e corsi post-laurea nei settori:

design di veicoli - product design; grafica e multimedia;

design comunicazione e produzione culturale;

design, architettura e spazio interni; design, spazio

e società. 2005-2006: master e corsi post-laurea

nelle aree di comunicazione e grafica; design e prodotto;

design e spazio

1 7 . Lunga e consolidata tradizione nell’ambiente universitario;

buone relazioni con i settori pro f e s s i o n a l i ;

grande off e rta di corsi post-laurea (20 programmi diversi

nelle nuove aree di specializzazione e applicazione

del design)

FELICIDAD DUCE

Escuela Superior de Diseño y Moda

www.fdmoda.com

Eduard Prats, direttore

1 . 1 9 2 8

2 . Società semplice

3 . Estudios Superiores de Diseño con specializzazione

in moda

4. Ciclo formativo de grado superior in Arti plastiche e

Design in stilismo di abbigliamento; studi di design

della moda (titolo privato); master in Gestione della

moda; corso post-laurea in Funzioni del design nei

processi della moda e in marketing e comunicazione

di moda; corsi di specializzazione; seminari; corsi

estivi

5 . 600

6 . Quelle stabilite in ogni programma di studi

7 . 625 euro

8 . 1,8 milioni di euro nel 2004-2005

9 . 23 anni

1 0 . 4 anni

1 1 . In media dopo un anno ottengono il primo impiego

1 2 . S t retto legame con il mercato del lavoro, dovuto all’elevato

numero di imprese e di designer che off ro n o

agli studenti la possibilità di fare tirocinio durante il

periodo degli studi

1 3 . Mancanza di appoggio istituzionale

1 4 . D e s i g n e r, stilista

8


Scuole

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

i

o, le specializzazioni, il rapporto delle scuole con la città

e n o riconoscimento del titolo, le professioni emergenti

1 5 . S a rtoria tradizionale

16. Estudios superiores de diseño con specializzazione

in moda; master in design di moda; corso post-laurea

in funzioni del disegno nei processi della moda;

Ciclo formativo de grado superior in arti plastiche e

design stilistico di abbigliamento per il 2004-2005.

Design di cappelli; design di stampati; master il gestione

di moda; corso post-laurea in complementi di

moda per il 2005-2006

1 7 . P rogrammi di studio adatti alle necessità dell’industria

della moda; docenti altamente qualificati, fra cui anche

p rofessionisti e tecnici del campo della moda; edificio

scolastico grande, con sala conferenze, biblioteca, video

e tessutoteca, buone attre z z a t u re informatiche e

macchinari; facile inserimento degli studenti nel mondo

lavorativo grazie all’esperienza della scuola nel sett

o re e ai contatti con gli ex alunni

ISTITUTO EUROPEO

DI DESIGN

www.ied.it

A l e s s a n d ro Manetti, dire t t o re (foto di Maria Lo p e s )

1 . 2 0 0 2

2 . Istituto Europeo di Design S.L.

3 . Diplomi: Area Moda Lab: fashion & textile design; fashion

marketing communication

A rea Design: transportation design; industrial design;

Interior design; exhibit design

A rea Arti visive: grafica; digital & virtual design; video

d e s i g n

4 . Corsi di specializzazione; master e corsi post-laure a

5 . 550 nei corsi triennali, 75 nei master, 107 nei corsi di

s p e c i a l i z z a z i o n e

6 . Colloquio individuale e valutazione del port f o l i o

7 . 1.000 euro di immatricolazione e 4.900 euro di tassa

di iscrizione per i cittadini europei; 1.500 euro di immatricolazione

e 4.900 euro di tassa di iscrizione per

i cittadini extraeuro p e i

8 . 3.100.000 euro per il 2004-2005

9 . 22 anni

1 0 . 3 anni per i corsi triennali; 1anno per i master; da 3 a

9 mesi per i corsi di specializzazione

1 1 . Dati non ancora disponibili

1 2 . Lunga tradizione delle scuole esistenti; contesto met

ropolitano stimolante da un punto di vista cre a t i v o ;

innovazione come elemento centrale del pro g e t t o ;

competitività fra le scuole presenti che garantisce una

c rescita della qualità dell’off e rt a

1 3 . Mancanza di una relazione forte fra scuole e impre s e ;

mancanza di una regolamentazione organica fra la politica

legislativa pubblica e la formazione applicata al

design e alla moda

1 4 . Designer d’interni; professionistispecializzati nel campo

dell’interattività, delle animazioni tridimensionali e

delle pagine web; professionisti della comunicazione e

e s p e rti di strategie della pubblicità e della moda

1 5 . Quelle legate ai settori, in crisi, dell’automobile e dei

mezzi di trasport o

1 6 . Corsi in lingua inglese di fashion & marketing communication;exhibitdesign;

interiordesign per il2005-

2 0 0 6

1 7 . E s s e re scuola laboratorio, luogo di incontro e interazione

fra diff e renticompetenze e professionalitànei settori

della moda, del design e delle arti visive. Funzion

a re come networkgrazie al continuoscambio fra le sedi(Milano,Roma,

Torino,Madrid,Barcellona, SanPaolo).

Provenienza internazionale degli studenti. Sviluppo

di progetti formativi con le imprese della città. Filosofia

della scuola: «la cultura del progetto come momento

centrale nel processo formativo dello studente»

LAI

Escola Superior de Disseny

www.laiedu.org

Conxita Matarò, direttore

1 . 1 9 7 9

2 . Società semplice

3 . Graduado superior en diseño con specializzazioni in

grafica e interior design, proprio dell’Universitat internacional

de Catalunya cui dal 1999 la scuola è associata

come centro superiore

4 . Corsi di specializzazione in grafica e interior design.

Corsi monografici: il giardino come espressione artistica;

storia e laboratorio di calligrafia; design cinematografico;

presentazioni in power point; vetrin

i s t i c a

5 . 61 (nel 2003-2004)

6 . P rova attitudinale teorico-pratica

7 . 4.100 euro

9 . 23 anni

1 0 . 4 anni accademici ognuno di 9 mesi, più un pro g e t t o

finale di 6 mesi

1 1 . Rapido impiego nelle imprese del settore, agenzie di

pubblicità e studi di design e arc h i t e t t u r a

1 2 . Lunga tradizione culturale e d’impresa legata al mondo

del design. Molte le attività promosse da scuole,

associazioni professionali, istituzioni.

1 3 . Sistemacurr i c u l a reche indicailtitolo di Graduado superior

en diseño come omologato e non proprio delle

università catalane

1 4 . Quelle che padroneggiano le nuove tecnologie legate

sia alla progettazione sia alla rappresentazione e posseggono

una competenza interd i s c i p l i n a redella progettazione

per aff ro n t a rein modo globale qualunque

incarico pro f e s s i o n a l e

1 5 . Quelle che non si adattano alle necessità descritte

1 6 . Corsi monografici specializzati rivolti sia agli alunni

dellascuola siaachi è già laureato. Da segnalarequelli

di design cinematograficoe di paesaggio urbano per

il 2004-2005. Corsi monografici(ancora da pro g r a m-

m a re). Risposta su off e rta formativa completa per il

2 0 0 5 - 2 0 0 6

1 7 . Il numero ridotto di alunni per corso, che garantisce il

tutoraggio costante da parte dei professori. La programmazione

attenta dei contenuti, rivistiannualmente

dal corpo docente per migliorarne la qualità e ottim

i z z a re i risultati

LLOTJA

Escola Superior de Disseny y Art

www.xtec.es/ea-llotja

Mercè Camps, direttore

1 . 1 7 7 5

2 . A p p a rtiene al Departament d’Educació de la Generalitat

de Catalunya

3 . Estudios superiores de diseño con specializzazione in

grafica, product design, interior design e moda

4 . Ciclo formativo de grado medio e superior di arti plastiche

e design, corsi monografici, corsi transnazionali,

programma «Llotja obert a »

5 . 200 alunni fra il I e il II anno (questo tipo di studi è stato

istituito tre anni fa)

6 . Una di carattere teorico e una pratica, per selezionare

i trenta alunni migliori per ogni specializzazione

7 . 600 euro

9 . Gli alunni possono laurearsi a 22 anni, ma l’età media

di solito è compresa fra i 24 e i 26 anni

1 0 . 3 anni, più la realizzazione del progetto di tesi

1 1 . Appena laureati gli alunni si inseriscono in studi e laboratori

di design. In un secondo tempo, in alcuni casi,

si mettono in proprio

1 2 . Un contesto, Barcellona, di provata sensibilità al design

e che off re, quindi, un ampio ventaglio di possibilità

lavorative nel campo

13. Nel caso specifico della scuola una limitata autonomia

operativa dovuta al fatto di dipendere da una istituzione

pubblica. In generale la mancanza di una piena

convergenza a livello europeo in relazione agli studi

di design

1 4 . Un professionista adattabile a situazioni diff e renti, capace

di integrare competenze in più campi del design

1 6 . Nel 2004-2005 la scuola ha aperto un’altra sede e nel

2005-2006 inizierà il III anno dei corsi di Estudios sup

e r i o res de diseño

1 7 . 231 anni di tradizione per una scuola che vanta fra i

suoi alunni Picasso

La c o n ve rg e n z a

e u ro p e a di Anna Calve ra

Una delle questioni ripetutamente trattate

ogni volta che si parla di design

in Spagna è il sistema della

formazione dei designer.

A oltre quarant’anni dalla

fondazione della prima

scuola in Catalogna e in

Spagna, il sistema formativo

del design affronta

nuove sfide,

q u e s t a

volta in

c o l l a b o r a-

zione e accordo con il resto della Spagna

e dell’Europa. La costruzione dell’Unione

Europea comporta una serie di misure

orientate a favorire la libera circolazione di

professionisti nel territorio dell’Unione. E

questo obbliga a instaurare un processo di

armonizzazione tra i sistemi educativi a livello

superiore dei diversi paesi europei: è lo

spazioeuropeodell’educazionesuperiore.Il

panorama attuale della formazione dei designer

in Spagna è confuso. Ci sono moltissime

alternative: cicli formativi di orientamento

professionale complementari all’insegnamento

secondario; studi superiori

con valore di diploma universitario ma senza

esserlo del tutto; corsi affini e prossimi al

design industriale si possono studiare nelle

Università politecniche, con un titolo di

studio medio, secondo l’antica nomenclatura,

chiamata Ingegneria tecnica in design

industriale. Si possono frequentare corsi di

designgrafico,designaudiovisivoeproduct

design nella Facoltà di Belle arti. Al momento

sono titoli riconosciuti dalle Università,

ma senza validità accademica per lo

Stato spagnolo. Le dodici Facoltà di Belle

arti spagnole, assieme alle sei scuole con titoli

propri riconosciuti dalle Università catalane,

hanno unito gli sforzi per presentare

nel giugno 2004 alle autorità universitarie

competenti il progetto di riconoscimento

come laurea dei corsi di design. Poiché il

profilo accademico e professionale è perfettamente

delimitato nel sistema europeo

d’insegnamento superiore, come lo è nel resto

del mondo, la proposta consiste in riconoscere

questo profilo anche all’Università

s p a g n o l a .

AN N A CA L V E R A

Storica del design e docente di Storia e teoria

del design alla Facoltà di Belle arti

dell’Universitat de Barcelona

I quattro principali

titoli di studio

I Ciclos form a t i v o s di grado medio o superiore ,

studi preuniversitari che formano tecnici in settori

molto specializzati del design. Questi studi sono imp

a rtiti in alcune delle scuole della rete pubblica.

Le Ingenierías técnicas en diseño, diplomiuniversitari

omologati di tre anni, la cui finalità è pre p a-

r a re designer qualificati soprattutto negli aspetti tecnologici

e tecnici, e facilitare la loro incorporazione

negli uffici tecnici delle aziende. In ambito catalano,

attualmente sono impartite dall’Universitat de Girona,

l’Universitat Politècnica ed EL I S AVA.

Gli Estudios superiores de diseño, studi uff i-

ciali di tre anni, non universitari, ma equiparabili a

una laurea,che aspirano a risolverelaformazione sup

e r i o re post Ciclos Form a t i v o s.

I Graduados superiores de diseño (GS D), studi

universitari di quattro anni non omologati, il livello

accademico più alto nella formazione di pro g e t t i s t i .

Si tratta di studi propri impartiti da ciascuna università

generalmente attraverso un centro «adscrito»,

una modalità che, a part i re dagli anni novanta, hanno

seguito le scuole esistenti. O . P.

BA R CE LL O NA I N TE R N AZ I O N A LE

A r r i va L’Art College?

Ba rcellona è una vera capitale del design,

vitale e innovativa. Altre città parlano solo

d’innovazione, Barcellona la vive per davvero e la

esplora a diversi livelli. Molta della sua vitalità è

dovuta alla leadership municipale e del govern o

regionale: c’è un coinvolgimento straordinario e

colto che permea altri aspetti della vita della città.

L’ A rt College of Design trarrebbe un’esperienza

f o rmativa presentando i propri programmi a

B a rcellona. Abbiamo un granderispetto per gli

altri centri di formazione e vorremmo beneficiare

della loro presenza sperando allo stesso tempo

di contribuire ad arr i c c h i re il loro lavoro. La

nostra intenzione è collaborare in part n e r s h i p

con entità imprenditoriali, scientifiche, industriali

e pubbliche. Il nostro progetto a Barcellona per

ora non prevede una sede ma corsi post-laure a

di 3-5 annidi livello avanzato. Stiamo completando

il nostro studio di fattibilità, e abbiamo

ricevuto incoraggianti riscontri dalle istituzioni

pubbliche, culturali, educative. Riteniamo che

con un appropriato contributo finanziario locale

s a remo in grado di implementare il progetto e al

t e rmine di questa fase, tra 3-5 anni, sviluppare la

nostra presenza a Barc e l l o n a .

R i c h a rd Koshaler

P residente Art College of Design,

Pasadena (Californ i a )

Altri centri di fo r m a z i o n e

BAU Escola de Disseny, Barcelona

www.baued.es

Fundació Politècnica de Catalunya,

Barcelona

www.fpc.upc.es

Escola d’Art i Disseny, Reus

www.altanet.org/ciutada/escartdis/

eareus.html

Escola Municipal d’Art, Terrassa

www.artidisseny.com

ESDI. Escola Superior de Disseny,

Sabadell

www.esdi.es

IDEP. Escola d’Imatge i de Disseny,

Barcelona

www.idep.es

ILLA. Escola d’Art i Disseny, Sabadell

www.sabadell.net/escolailla

Escola Massana, Barcelona

www.escolamassana.es

Business & Design

ESA DE è una delle più prestigiose Business

School in Europa (la seconda,

secondo il «Wall Street Journal»)

e la sua cattedra in Gestió del disseny

è l’unica che una Business

School europea dedica alla gestione

del design. La cattedra pro m u ove ric

e rche su design e impresa su temi come

il rendimento dell’investimento nel

design, i modelli di gestione del design

all’interno dell’azienda, il ruolo del design

nella creazione di un marchio, la

relazione tra la strategia del design e

l’orientamento del mercato. ESA DE o f-

f re corsi di Design management nel

piano di studi di Amministrazione e direzione

d’azienda e nel master in Business

Ad m i n i s t ration (MBA). La catted

ra è sostenuta dall’OA M I, org a n i s m o

dell’Unione Europea per la re g i s t ra z i o-

ne di marchi e patenti, la Cambra de

Comerç di Barcellona, il CIDEM e lo studio

internazionale More ra Design.

w w w. e s a d e . e d u

Design Politecnico

Il Graduat Superior en Disseny dell

’ U n i versitat Politècnica de Catalunya

(UPC) è stato creato nel 20 01su iniz

i a t i va dell’Escola Tècnica Superior de

A rq u i t e c t u ra de Barcelona e l’Escola

Tècnica Superior de Barcelona. Le

a ree principali dei corsi sono Pro g e t-

to, Storia, Tecnologia, Immagine, che

forniscono conoscenze specifiche sui

p rocessi di design interdisciplinarie in

funzione delle successive specializz a-

zioni pre v i s t e .

w w w. d i s s e n y - u p c . n e t

9


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Designer

I designer rispondono

1 . Anno di inizio dell’attività

2 . A l t re sedi/partnership

3 . Designer in studio

4 . Principali tipologie di pro d o t t i /

p rogetti sviluppati dallo studio

5 . I n i z i a t i vepro m o z i o n a l i

6 . Tipologie dei clienti

7. P rogetti fuori dalla Catalogna

8 . Eccellenza del design

in Catalogna

9 . D e bo l e zza del design

in Catalogna

1 0 . Azioni per tra s m e t t e re la cultura

del design alle impre s e

1 1 . Ostacoli all’internazionalizz a z i o n e

Si omette il numero per le risposte non perv e n u t e

AMÉRICA SÁNCHEZ

América Sánchez e Albert Planas

1 . 1 9 6 5

3 . América Sánchez e Albert Planas

4 . Immagine corporativa; visual identity di eventi, prodotti,

ecc.; programmi di segnalazione e identificazione

visiva

5 . A u t o p romozione e pubblicazione di progetti su riviste

s p e c i a l i z z a t e

6 . Istituzioni culturali, design editoriale e settori industriali

vari

7 . Spagna, Belgio, Francia, Andorra, Stati Uniti, Arg e n t i-

na, Cuba

ANDRÉ RICARD

www.andrericard.com

1 . 1959

2 . In Svizzera

3 . Collaboratori in suba

p p a l t o

4 . Oggetti quotidiani:

a t t rezzi domestici e

per ufficio, appare c-

chi, contenitori

5 . Nessun modo in part

i c o l a re

André Ricard

6 . I m p rese familiari e istituzioni

7 . Non in questo momento

8 . Design molto immaginativo

9 . Mancanza di una buona distribuzione e pro m o z i o n e

i n t e rnazionale grazie a un più efficace appoggio delle

i s t i t u z i o n i

10 . C a n c e l l a re l’immagine, che hanno oggi molte imprese,

del design come creativitàdedicata esclusivamente

a ciò che riguarda i prodotti di decorazione d’élite

11 . Mancanza di promozione da parte dell’amministrazione

dei nostri lavori all’estero: mostre, fiere, ecc.

BENEDITO DESIGN

www.beneditodesign.com

1 . 1973

2 . S i c resa, Messico

3 . 8

4 . Macchinari e strumenti,

appare c c h i

e l e t t ronici, inform a-

tica, illuminazione,

a t t re z z a t u re domestiche

e arre d a m e n t o Ramón Benedito

u r b a n o

5. Mediante conferenze, partecipando a mostre e premi

di design, scrivendo articoli sulla stampa specializzata,

attraverso la pagina web e mailing list specifiche,

mediante la diffusione dei cataloghi dei clienti

dello studio che citano gli autori del progetto

6. Gruppi di costruzione; arredo urbano e ambiente;

estetica e bellezza; elettronica applicata

7. Bingdata, Contenur, Envac, Fermax, Fiit NY, Fujitsu,

Guinot, Indra, Musicson, Policad, Renfe, Repsol e

Xerox

8. Linguaggio proprio, design d’autore, cultura e tradizione

9 . Scarsa diffusione internazionale, ridotta dimensione

delle imprese produttrici e poca capacità d’es

p o rtazione

10. Far penetrare il design nelle abitudini; definire congiuntamente

con le scuole di scienza imprenditoriale

un nuovo spazio culturale per consumatori con altri

livelli di esigenze

11. Redditività nel medio periodo dell’investimento necessario

all’internazionalizzazione

BOPBAA

www.bopbaa.com

Francesc Pla, Josep Bohigas e Iñaki Baquero

1. 1991

3. 9 (inclusi i 3 soci)

4. Architettura, urbanistica, design dell’effimero, industrial

design, progetti culturali

5 . C o n f e renze e pubblicazioni su riviste specializzate

6. Di ogni tipo, sia privato sia pubblico

7. A Madrid (Museo Thyssen, Loewe), Bilbao (Hotel

Nervión, Hotel Avenida) e Valenza (El Siglo)

8. Nuove generazioni di designer

6 . Scarsa adattabilità e capacità di rischio delle imp

rese

10. Più ricerca, innovazione e aiuti ai designer

11. Pochi, anche se si dovrebbe appoggiare e incentivare

molto di più tutti gli operatori del settore

CAPELLA GARCÍA

ARQUITECTURA

www.capellaweb.com

1 . Dal 2001. Dal 1997

come Capella Arq u i-

tectura & Design; dal

1987 come Capella

& Larrea Disseny

3 . 10 architetti, 2 grafici

4 . A rchitettura: centri di

intrattenimento, hotel,

aparthotel e abi-

Juli Capella

tazioni. Design: interni, grafica, concezione e re a l i z z a-

zione di mostre, design editoriale

5 . Nessuna. Alcuni progetti vengono però pubblicati su

riviste di settore

6 . Per l’architettura, principalmente promotori privati.

Per il design, privati e istituzioni pubbliche

7. Anche se in alcuni casi il cliente o la proprietà sono

fuori dalla Catalogna, tutti i progetti d’architettura attuali

sono in quest’area. Invece per quanto riguarda

il design, ad esempio la mostra «Cocos. Copias y coincidencias»,

patrocinata dal Ministerio de Industria,

Turismo y Comercio, e quella «300% Spanish Design»

dal Giappone per la Seei

8. Designer con un elevato livello di professionalità,

idee innovatrici e desiderio di internazionalizzazione

9 . Legami ancora precari fra imprese produttrici e designer;

un certo conservatorismo dell’impre n d i t o-

ria nazionale che le impedisce di assumersi il rischio

di entrare in competizione sul mercato internazionale

10. Il successo delle aziende che puntano sul design.

L’amministrazione dovrebbe organizzare un lavoro di

informazione di tutti gli imprenditori, facilitare loro i

contatti con designer capaci, permettere loro di avere

delle buone esperienze

11 . Non aver buoni contatti; la lingua; la non conoscenza

al di fuori della Catalogna del lavoro dello studio

CARRÉ NOIR

www.carre-noir.com

1 . 1998

2 . C a rré Noir Intern a-

cional del Grupo Publicis

Consultants

3 . 10. Joan Ricart ,

c o n s i g l i e re delegato;

Andrés Salvare z-

za, dire t t o re cre a -

tivo

Andrés Salvarezza

4 . Packaging 2D e 3D; corporative identity, retail, naming;

marchi di largo consumo, compagnie e istit

u z i o n i

5. Mailing list, articoli, pubblicità su riviste specializzate,

conferenze e presentazioni presso il cliente

6. Marche di prodotti di largo consumo

7. Coca Cola Iberia, Madrid; Grupo Regojo, Lisbona;

Cadbury Schweppes, Lisbona, Atene e Ginevra; Sara

Lee, Londra e Parigi

8 . Ottime scuole di design con alunni di varie nazionalità;

fornitori specializzati; clima di alta compet

e n z a

9 . Mancanza di penetrazione nel mercato intern a z i o-

n a l e

10. Rafforzare il legame con le scuole d’affari (marketing)

e le università in generale, incorporando/rafforzando

le materie relative al design

11. Nessuno, lo studio infatti è parte di una rete di agenzie

internazionali e collabora in modo attivo a progetti

di respiro internazionale

E s s e re designer a Ba r

22 studi di progettazione si raccontano: come sono organizzati, c

EMILIANA DESIGN STUDIO

www.emilianadesign.com

Anna Mir e Emili Padrós

1 . 1 9 9 7

3 . 4

4 . P roduct design, arredamento, arc h i t e t t u re eff i m e re ;

eventi; allestimenti mostre

5 . Con mostre sul lavoro dello studio, conferenze, sito

web, pubblicazioni, ecc.

6 . Musei, istituzioni, aziende di arredamento, illuminazione,

gioielleria, ecc.

7 . Richter Spielgërate (Germania, giochi per bambini);

Moëve (Germania, accessori per il bagno); Design

Ideas (Stati Uniti Stati Uniti,menage); Dune (Stati Uniti,

arredamento)

8 . Genialità, economia di mezzi, un certo humor

9 . Pochi investimenti in tecnologia e scarsa risonanza all

’ e s t e ro

ESTUDI AROLA

www.estudiarola.com

1 . 1994

3 . J o rdi Ta m a y o ,

Sylvain Carlet, Katia

R. Glossmann

4 . P rodotti: lampade,

contenitori per profumeria;

arre d a m e n-

to d’interni e urbano;

Antoni Arola

p rodotti vari. Intern i :

negozi; ristoranti/bar; u ffici. Arc h i t e t t u re dell’eff i m e ro :

m o s t re; stand

5 . A livello nazionale e internazionale attraverso la pagina

web; con collaborazioni con diff e renti pro f e s s i o n i-

sti del design; con pubblicazioni sulla stampa nazionale

e intern a z i o n a l e

6 . Moda; profumeria; arredamento/illuminazione; ristorazione;

cultura

7 . P e d ro García, stand per fiere a Milano, Francofort e ,

D ü s s e l d o rf,ecc.; Floriade 2002, padiglione della Spagna

in Olanda; Spoko Park, complesso sportivo con

F a rwest Solutions a Siviglia; Grand Lyon, stand a Lione,Francia;CacaoSampaka,franchisinga

Madrid,Valenza,

Girona, ecc.; Mit Mat Mamá, negozi di vestiti

p remaman in Catalogna e Madrid; «Leonardo da Vi n-

ci y la música», mostra itinerante

8 . Alcuni designer eccezionali

9 . Un’industria poco preparata ad aff ro n t a re tecnicamente

l’innovazione; aff ro n t a re culturalmente nuove sfide;

buoneintenzioniche nonsiconcretizzano,restanosulla

carta; scarso riconoscimento intern a z i o n a l e

10 . Che gli imprenditori abbiano una cultura più ampiadel

design e una visione meno commerciale; una traiettoria

più solida; un carattere più personale e un’identità

chiara di impresa; scommettere sui nuovi valori (designer);

pensare il design non solo come aff a rema come

un’attitudine culturale

11 . Sotto il profilo della comunicazione la lingua, a causa

della tarda introduzione dell’inglese in Spagna; dal

punto di vista della diffusione, la chiusura nazionale

dei giornalisti che non diffondono il design all’estero

ESTUDIO MARISCAL

www.mariscal.com

1. 1990

3 . 30, dicui15designer

4 . Grafica, industrial

design, arc h i t e t t u r a ,

i n t e rni, digitale e aud

i o v i s i v o

5 . Attraverso la pagina

web, strumento imp

rescindibile; inter-

Javier Mariscal

viste; conferenze. Inoltre tentando di essere molto presenti

nei mezzi di comunicazione specifici e in generale

pubblicando i progetti dello studio

6 . Siamo in contatto con tutti

7 . Molti, la maggior parte dei progetti del 2005 sono stati

al di fuori della Catalogna

8 . Esistono buoni o cattivi progetti, ma non in re l a z i o n e

al fatto che siano catalani o meno

10 . F o rum e azioni di divulgazione

11 . L’obiettivo non è tanto intern a z i o n a l i z z a re lo studio

quanto il lavoro dello studio; in questo senso non è

quindi un problema dove è situato,visti gli attuali mezzi

di comunicazione

JULIA SCHULZ-DORNBURG

www.juliaschulzdornburg.com

1 . 1992

3 . Da 1 a 3 persone

4. Scenografie per mostre,

architetture eff

i m e re, ristoranti,

abitazioni private

5. Finora il nostro lavoro

è stato il nostro

Julia Sch u l z - D o r n b u rg

biglietto da visita

6. Principalmente istituzioni culturali e aziende legate

alle attività culturali

7. Al momento no

8. Un’eccellente e ben radicata cultura del design; una

ricchezza di espressioni, oggetti e soluzioni creative

combinate con una predisposizione autoctona a rischio,

flessibilità e capacità di improvvisazione che

creano un ambiente ideale per progettare e ottenere

risultati eccellenti

9. Poca curiosità per altre culture, mercati e prodotti che

potrebbero invece aumentare la presenza a livello internazionale

del design catalano

10. Fiere, mostre e esposizioni promosse dalle istituzioni;

pubblicazioni internazionali; un organo per gestire

e promuovere il design a livello internazionale; una

base dati (web) esaustiva e attrattiva

11. Contatti istituzionali

LIEVORE ALTHERR MOLINA

www.lievorealtherrmolina.com

Alberto Lievore, Jeanette Altherr

e Manel Molina

1 . 1 9 9 1

3 . 7

4 . A rredamento, product design, architetturadell’eff i m e-

ro; consulting

5 . Attraverso i nostri clienti

6 . A rredamento contract e per la casa

7 . A r p e r, Arruti, Andreu World, Bellato, Do+Ce, Dona,

Emmebi, Foscarini, Metalarte, Ofita, Prenatal, Perobell,

Sellex, Sovet, Tacchini, Ve rzelloni, Vi b i a

8 - 9 . Nessun giudizio perché abbiamo pochi clienti in Cat

a l o g n a

1 0 . Educazione d’impresa, come dappert u t t o

1 1 . N e s s u n a

LLUSCÀ DESIGN

www.llusca.com

1 . 1972

3 . 10

4 . A rredamento per impianti,

ufficio e contract;

illuminazione

tecnica; stru c t u r a l

packaging; elettro n i-

ca applicatae di consumo;

elettro d o m e-

Josep Lluscà

stici, accessori per la costruzione; giochi; attre z z a t u re

pubbliche; strumentazione e attre z z a t u re sanitarie

5 . Webcorporativa;agenzieinternazionalidistampaspecializzata

in design; partecipazione a forum, seminari

e giornate di divulgazione; studi e azioni commerc i a-

li incentrati su settori industriali di intere s s e

9 . Scarsezza di grandi gruppi pluridisciplinari di design

che possano aff ro n t a re progetti complessi con tecnologie

avanzate; ciò sia per la carenza e per il profilo degli

studi sia per la statura del cliente tipico

10. Sensibilizzazione dell’imprenditoria attraverso un intervento

deciso di promozione del settore pubblico;

aiuti del settore pubblico in direzione di un’internazionalizzazione

delle aziende di design catalano

11 . Scarsi aiuti economici e interventi quasi inesistenti

delle agenzie specializzate alla promozione in ambito

i n t e rnazionale del design catalano

MORILLAS BRAND DESIGN

www.m o r i l l a s . c o m

Pau Dueñas, Jordi Aguilar, Lluís Morillas,

Joan Fornós

1 . 1 9 6 2

2 . M a d r i d

10


Designer

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

rcellona: eccoli, persone e opinioni

i , come si promuovono, che cosa propongono

3 . 5 6

4 . Consulenza, naming, packaging, corporative image,

branding, re t a i l

5 . Attraverso i clienti, è il modo migliore

6 . S e t t o re farmaceutico, alimentare, turistico, alberg

h i e ro, immobiliare, istituzioni, loisir, infrastru t t u-

re, distribuzione, sanità, banche

7 . Stati Uniti, Regno Unito, Messico, Olanda, Francia,

G e rmania, Svizzera, Portogallo, Polonia, Tu rc h i a ,

Egitto, Israele, Grecia e Andorra. Fra gli altri: Frito-

Lay/Pepsico a Dallas; Reckitt Benckiser a Londra;

Henkel a Düsseldorf; Danone a Parigi; Novartis a

Nyon, Svizzera; Nestlé a Ve v e y, Svizzera

8 . L’ e s s e re la Catalogna da un lato culla del design

spagnolo e dall’altro attore importante in questo

campo; la presenza dei migliori designer in Spagna

9 . L’atomizzazione del settore che col tempo andrà forzatamente

riducendosi

1 0 . Una presa di coscienza da parte delle imprese dell

’ i m p o rtanza del marchio, fattore che influenza semp

re più il consumatore

1 1 . Non esistono ostacoli reali, quanto piuttosto la coscienza

che per essere presenti all’estero bisogna

a g i re sia nel rispetto delle tradizioni e della cultura

di un altro paese sia della filosofia della Agencia de

S e rvicios Integrales dello studio

MOSTRA COMUNICACIÓ

www. m o s t r a c o m u n i c a c i o . c o m

1. 1998

2. Ingeniería Cultural,

S.A. a Barc e l l o n a ,

studio associato

3 . 4 designer in pianta

stabile e subappalti

a freelances o professionisti

esterni

Genís Tolosa

4. Due linee di affari:

una relativa all’immagine corporativa e alla sua comunicazione

a livello grafico; l’altra relativa all’architettura

effimera, dall’ideazione alla direzione lavori e

produzione

5. Per quanto riguarda il settore delle mostre, l’attività

di promozione è indirizzata soprattutto all’amministrazione

pubblica, con visite ai responsabili di questo

tipo di progetti. Una buona pubblicità è fatta anche

dagli stessi clienti dello studio

6. Amministrazioni pubbliche e le fondazioni per quanto

riguarda il settore mostre e quelli industriale e dei

servizi per la comunicazione grafica

7. No

8 . Il superamento del formalismo dei primi anni novanta

e l’off e rta di prodotti altamente funzionali e

esteticamente belli; sviluppo di nuovi prodotti da

p a rte delle imprese del settore industriale

9 . La mancanza di un tessuto imprenditoriale significativo

che fa sì che durante la loro formazione i designer

non abbiano contatti col mondo della pro d u z i o n e

10 . M i g l i o r a reil rapporto fra mondo dell’impresa e quello

delle scuole grazie alla mediazione dell’amministrazione

pubblica e forse, ancor più, un’azione del

Ministerio de Industria attraverso i suoi strumenti per

d i ff o n d e reil design e far compre n d e rei vantaggi app

o rtati da una sua incorporazione all’interno dei processi

di creazione di nuovi prodotti

11 . Per quanto riguarda i progetti museografici e lemostre ,

ilproblema deiprogetti di re s p i ro internazionale è ilcosto,

che spinge alla ricerca di clienti nella zona in cui

si lavora. Inoltre la linea d’impresa dello studio nel medio

periodo è quella di rivolgersi al mercato nazionale

NOVELL-PUIG DESIGN

www. n o v e l l - p u i g d e s i g n . c o m

Josep Novell e Josep Puig

1 . 1 9 9 2

3 . 5 più il personale commerciale e amministrativo

4 . Piccoli elettrodomestici,attre z z a t u resanitarie e per installazioni,

strumenti di controllo e medici, packaging

e illuminazione

5 . Attraverso un lavoro commerciale di localizzazione e

visita delle imprese; pubblicazioni su rivistespecializzate;

partecipazione alle iniziative di promozione organizzate

da BC D, CI D E M, DD I, ecc.

6 . Dal settore del consumo (packaging e elettro d o m e s t i-

ci), a quello terziario (attre z z a t u re per installazioni) e

domestico (illuminazione)

7 . Un solo cliente, cinese, Mitco International Ltd.

8. Design economicamente competitivo che favorisce il

rapporto diretto con i clienti e che beneficia dell’«immagine

di marca» che Barcellona ha diffuso a livello

internazionale negli ultimi anni

9 . Mancanza, tranne alcuni casi del product design e del

packaging, di grandi aziende di livello intern a z i o n a l e ;

la non volontà di competere nei mercati più dinamici

e arr i v a re alle grandi multinazionali

10. I n d i v i d u a rele imprese di recente creazione possibilmente

dirette da giovani o quelle di seconda e terz a

generazione a gestione familiare dirette da persone

f o rmate nelle università, che puntino sul design per

a c c re s c e re la competitività dei loro prodotti. Molti

p roduttori sono ormai stati acquisiti da multinazionali

o hanno delocalizzato la produzione nell’Est europeo

o in Asia

11. La mancanza di tradizione ed esperienza nella competizione

internazionale, nonostante possa essere

compensata dall’assunzione di professionisti giovani;

gli stereotipi, largamente consolidati, sulle qualità

tecniche del design catalano, e spagnolo in generale,

in alcuni settori, in particolare l’arredamento, l’illuminazione

e il product design. In quest’ultimo settore

si riscontra una onnipresenza, presso i grandi

centri produttivi, degli studi inglesi, tedeschi, italiani

e nordamericani

OSCAR TUSQUETS BLANCA

www. t u s q u e t s . c o m

1. 1964

2 . Oscar TusquetsBlanca

Arq u i t e c t u r a s

3. 2

4. Arredo per la casa e

contract; arredo urbano

5. Nessuna; lo studio è

contattato dire t t a- Oscar Tusquets

mente dai produttori

6. Casa, contract, oggetti da regalo esclusivi

7 . In ItaliaDriade, Alessi, La Murrina, Leucos, Cleto Munari,

Arnolfo di Cambio, Olivari, Moroso, Rds-Kleis,

VNason; in Germania Vo rwerk, Ritzenhoff, Eschenbach,

Dornbracht; in Spagna (esclusa la Catalogna):

Macaedis, Coinma, Makser, Publimedia, Saloni

8. Presenza di buoni designer e buone scuole

9 . Scarsità di aziende intraprendenti e riviste di

q u a l i t à

10 . La competitività della Cina dovrebbe convincere le imp

rese che senza innovazione hanno i giorni contati

11. Lo studio non desidera espandersi. È invece interessante

lavorare per clienti stranieri se offrono possibilità

e una libertà che non si trovano in Spagna

QUIM LARREA & ASSOCIATES

www.quimlarrea.com

1 . 1982 pro f e s s i o n a l-

mente, con la denominazione

e stru t t u r a

attuali dal 1997

2. Xnf, Arquitectes; Dp

56; Gonzalo Milá;

Txema GarciaAmiano

3. 3

4. Industrial design, Quim Larrea

grafica, architettura, consulenza alle imprese

5 . P a s s a p a rola, ogni cliente ne attrae uno nuovo; pubblicazione

dei progetti su riviste specializzate

6. A rredamento, orologi e gioielleria, illuminazione,

pietra naturale e porcellana

7. Arredamento urbano, porcellana e artigianato

8. Ottimo design

9. Mancanza di finanziamenti, pubblici o privati, per fare

tendenza

VICTOR TEBAR

THINKTANK

1. 1981

2. Montse Gabriel, architetto

del paesaggio,

esperta in percezione/leggi

della

Gestalt; Alex & Christophe

Tebar, Industrial

& Graphic Designers

a Stoccarda

Victor Tebar

3. Numero variabile, quelli necessari per un’efficace realizzazione

dei progetti

4 . Nell’ambito dello Yacht Design: creazione di nuove unità

per armatori o cantieri; refit parziali o totali e trasformazioni

di navi militari, commerciali; esterni e interni di

yacht. Nell’ambito della ricerca e sviluppo: concept design

per cre a re nuovi concetti per nuove nicchie di mercato

e, quindi, per nuove forme di business e pro f i t s

5. Il passaparola dei clienti

6. Proprietari o direttori di diverse imprese, alcune multinazionali,

e appartengono a quasi tutti i settori industriali.

Attualmente un gran peso hanno i Grandi

Costruttori e Real State Managers

7. Sí

8. Creatività, serietà e talvolta innovazione

9. Mancanza di know how nei nuovi processi di fabbricazione,

con nuove tecnologie, nuovi materiali e capacità

di creare i nuovi design partendo dal dominio

di queste conoscenze

10. Nuove riviste specializzate in industrial design che

arrivino a tutte le imprese per stabilire un legame fra

designer e imprenditori; creazione di una fiera a Barcellona

sull’industrial design; innovazione delle imprese

basata sul miglior design (attualmente, fra l’altro,

responsabile della maggior parte delle vendite)

11. Nessuno; è dall’estero che vengono a cercare il buon

design in Catalogna

TORRES & TORRES

www.torresbcn.com

1. 1990

4. 1 architetto, 3 architetti

d’interni, 2 industrial

designer

5 . A rredamento d’interni,

retail, arc h i t e t t u r a

e product design

6 . Attraverso la pagina

web, alcune pubblicazioni

del setto-

Jordi Torres

re e la buona pubblicità dovuta al passaparola dei

clienti

7 . Fra gli altri, settori alberg h i e ro (catene alberg h i e reBarceló);

della ristorazione (ristoranti Toc); del loisir (discoteche);

dell’ottica (Visionlab, Ulloa, Soloptical, Visualis);

dei trasporti (Calsina Carré); agenzie di pubblicità

(Cathedral, The Farm, Odisea); del commercio (Joyería

Oh!, El Mundo de Drim); consumo/alimentazione

(contenitori Eva, Martini); sanitari (Sanitas) e liberi professionisti

(Sol Muntañola & Asociados, Barc e l a w )

8. Madrid, Malaga, Palma de Mallorca, Castellón, Lecumberri

(San Sebastián) e in Italia (Bisazza) Germania

(Axor-Hansgrohe)

9 . L’incapacità delle aziende e dei professionisti di lavor

a re in modo interd i s c i p l i n a re;scarso valore attribuito

alla creatività; assenza dal mercato intern a z i o n a l e

10 . P romozione della cultura del design nella società; alle

imprese non si deve trasmettere nulla e peggio per

quelle che non ritengono importante la creatività; la

realizzazione del Museu del Disseny

11 . La produttività della Spagna, di molto inferiore a quella

europea; gli scarsi investimenti economici nel campo

del design che si ripercuotono anche sugli studi

TRESSERRA COLLECTION

www.tresserra.com

1. 1987

3. 4

4. Design, pro d u z i o n e

e commerc i a l i z z a-

zione di pezzi da collezione

e speciali;

mobili per la casa e

per l’ufficio, occasionalmente

anche Jaume Tresserra

per i settori alberghiero

e della ristorazione

5. Lo studio non fa pubblicità in modo diretto, promuove

la sua attività attraverso articoli di giornale e fiere internazionali

6. Economicamente e/o culturalmente di livello elevato,

a causa del costo del prodotto

7. I clienti si trovano principalmente al di fuori della Catalogna.

Lo studio esporta l’80% della sua produzione

in tutto il mondo

8. La freschezza del design, in parte ancora libero dai

grandi condizionamenti industriali

9. Scarsa padronanza del marketing

10. Strumento fondamentale sono premi, informazione,

concorsi e sovvenzioni; per le imprese convertirsi al

design per non affondare è una necessità assoluta e

in parte molte lo hanno già fatto

11. La disinformazione assoluta degli organi ufficiali e lo

scetticismo conservatore dei produttori

UMD/C*

Uli Marchesteiner

1. 1993

3. 1 + collaborazioni

esterne

4. S c e n e g g i a t u re e montaggidiprodotticulturali

(mostre, pre s e n t a-

zioni e showrooms);

industrial design nel

s e t t o re dell’illuminazione

e dell’arredo

5. Con la pubblicità dei propri progetti; è in progetto

un’antologica del lavoro dello studio dal 1995 al 2005

in Spagna e Austria

6. Istituzioni culturali, imprese del settore dell’arredo

7. Non in questo momento

8. Buon design

9. A volte cattivo rapporto fra qualità prezzo e distribuzione

limitata

1 0 . U n ’ i m p o rtante fiera del design come quella di

M i l a n o

1 1 . In questo momento lo studio non vuole espand

e r s i

VARIS ARQUITECTES

1. 1972 con Vi c e n t e

Miranda, dal 1982

con Eulàlia González

e dal 1992 con Vicenç

Bou

2. J&G Asociados

(Juan Gallostra); Boma

(Robert Brufau);

Dani Freixes

Fca (Ignacio Forteza,

Jordi Carbonell); Gao lletres (Eulàlia Bosch); Angí

Folch & Associats (Pep Anglí)

3. Da 10 a 20, fra designer e architetti

4. Architettura, mostre, museografia, architetture effimere

e architettura d’interni

5. Attraverso pubblicazioni su riviste specializzate, conferenze

in scuole di design, università e prossimamente

grazie alla pagina web in preparazione

6. Musei, centri culturali, luoghi di loisir del settore

pubblico e privato; imprese del settore alberghiero e

promotori del settore privato

7. Strutture per il loisir nella zona di Bari e nelle Asturie;

progetti per architetture d’interni e mostre a Madrid;

museo della vita rurale a Maiorca

8 . Grande capacità di riflessione; originalità e rigore

9. Mancanza di diffusione; scarsa capacità di rischio per

quel che riguarda i prodotti innovativi

10. Premi con ripercussioni nell’ambito mediatico ed

economico (sgravi fiscali sui prodotti sostenibili e

d’interesse pubblico) assegnati da un’ampia giuria

mista (pubblica e privata)

11. Non aver ancora approfittato dei canali di diffusione

che permettono le attuali tecnologie; il costo eccessivo

dei concorsi che non permettono grandi investimenti

da parte dei piccoli studi

BA R CE LL O NA I N TE R N A Z I O N A LE

Un catalano in Te s t a

Ge rmán Silva è nato a Barcellona nel 1970.

È d i re t t o regenerale creativo della Arm a n d o

Testa, la principale agenzia di pubblicità in

Italia con sede principale a Torino.

Fino al 2003, Germán Silva è stato il massimo

responsabile creativo della agenzia Young

& Rubicam, a Madrid. Ha al suo attivo più di

300 premi e menzioni in festival e competizioni

c reative ed è uno dei tre creativi spagnoli

con il maggior numero di premi EF I, assegnati

dalla Asociación Española de anunciantes

alle campagne più efficaci.

È m e m b rodel prestigioso One Club americano

e del D&Ad, il club dei designer e art dire c t o r

di Londra, membro fondatore del Club de

C reativos de España, membro della Asociación

de Diseñadores gráficos y dire c t o res de arte

del FA D e membro del Col.legi de Plublicitaris

i Relacions Publiques de Catalunya.

Recentemente è stato invitato a unirsi

come membro a pieno titolo nel Art dire c t o r s

club italiano.

11


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Design

ANDRÉ RICARD

«Designed in Barcelona»

I progetti del 2005 selezionati dai loro autori:

una panoramica sulle novità, dall’oggetto alla città

B o c c e t ta di profumo «Brave»,

per Agua Brava Fragrances

ESTUDI AROLA

B o c c e t tadi pro f u m o, per Mandarina Duck

Principali progetti 2005-2006: nuovo design per Metalart ,

A n d reu World, Santa & Cole;

gioielleria «Personal» a Ta rragona; uffici Nestlé a Barc e l l o n a

ESTUDIO MARISCAL

Senza un design proprio,

la concorrenza con la Cina

è impossibile di Oscar Tusquets

In Catalogna ci sono aziende interessanti,

ma non hanno un livello di industrializzazione

significativo e il fatto che si

produca in Oriente ci deve far ripensare

completamente tutto. In Cina vengono fatte

cose identiche a quelle prodotte in Europa,

ma vendute a un prezzo 10 volte inferiore.

Il loro prezzo di vendita è più basso

del nostro costo di produzione. Se devi produrre

in Cina, devi mettere poi il tuo marchio,

che dovrà essere un marchio di qualità.

E con i lavoratori, che cosa si fa? È un

problema che supera molto quello del designer,

ma che ci tocca da vicino. La Spagna

come l’Italia deve vendere soltanto qualità

e innovazione. Senza un design proprio, la

concorrenza con la Cina è impossibile. Le

scarpe da donna di altissima qualità, create

da grandi designer, sono tutte fatte in Italia,

e per il momento questo non è tanto facile

da portare in Oriente. L’unica possibilità

che abbiamo è quindi essere ancora più innovativi,

e in questo ha visto chiaro in questo

l’Italia: non fa scarpe a buon mercato,

perché non è un mercato di costi bassi. La

Spagna non è più un paese a buon mercato,

ma continua ad esserlo rispetto alla Germania,

l’Inghilterra e l’Italia.

OSCAR TUSQUETS

Architetto, designer

Il futuro

m u l t i d i s c i p l i n a re

di Jordi Torres

La ricchezza di Gaudí e Dalí risiede

nella loro multidisciplinarità, nella

capacità di essere creativi totali. Negli anni

ottanta solo Tusquets e Mariscal lo sono

stati. Oggi il campo appare diviso in due:

chi lavora per l’immagine e la comunicazione

di marchi e chi nella creazione d’autore,

ma sono pochi i designer multidisciplinari:

BO O P B A, Curro Claret, Emiliana,

Martín Ruiz de Azúa. La difficoltà

maggiore è lavorare in team e la possibilità

di organizzare l’attività, magari per tre

anni, come uno studio di architettura.

La comparsa di Internet ha determinato la

nascita di una quantità di discipline legate

alla web e un afflusso di designer che si formano

per la strada. Oggi possiamo catalogare

facilmente 30 categorie di designer,

compresi i cuochi. Rispetto all’Europa, in

Catalogna siamo troppo individualisti. A

Barcellona la difficoltà maggiore è che la

scelta dei produttori vada al di là dello s t a r

s y s t e m: ci credono poco. Nella nostra generazione

c’è scarsa collaborazione. Credo

cheil designerabbialaresponsabilità di farsi

comprendere meglio. Camper è un’azienda

esemplare, che ha scelto il design

multidisciplinare: ma perché questo non

succede con un costruttore di mobili?

JO R D I TO R R E S

D e s i g n e r

EMILIANA DESIGN STUDIO

BOPBAA

«El baúl», serie di mobili per l’infanzia,

per Magis

Principali progetti 2005-2006: nuovo progetto per il Grand

Hotel a Rimini; lungometraggio di animazione diretto da

F e rnando Trueba; progetto di una stazione della metro p o l i t a n a

a Napoli in collaborazione con lo studio Tu s q u e t s

AMÉRICA SÁNCHEZ

«El vagón de Marta». Appartamento minimo a Barcellona: 30 mq per

un giovane incapace di pagare più superficie in centro ma disponibile

a un progetto che propone altre qualità funzionali

Principali progetti 2005-2006: capannone Crl a Molins de Rei, Barcellona; stand «Kit» per

B read & Butter, Barcellona; edificio per abitazioni popolari nell’area del Fórum a Barc e l l o n a

MORILLAS BRAND DESIGN

Nuova immagine della birra Moritz,

per Cervezas Moritz

Principali progetti 2005-2006: segnaletica e comunicazione

del Fórum 2004, Barcellona; visual identity della mostra

m e rcato del Mediterraneo; visual identity dell’hotel Casa

C a m p e r

CARRÉ NOIR

«Shadow play», produzione: Richter spielgeräte; fotografía: Xavier Padrós

Principali progetti 2005-2006: progetti per Nani Marquina e Metalarte; allestimento della

mostra «Nature & Art. Gaudí, Dalí Miró», al Toyota Municipal Museum of Art per l’Expo di

Aichi; allestimento della mostra «Spain Again» alla Tokyo Designer’s We e k

MOSTRA COMUNICACIÓ

C o m u n i cazione e design per Eat&Out, gruppo Pans & Company

Principali progetti 2005-2006: Lkxa, creazione del naming e identità per il riposizionamento

di una marca per servizi ai giovani de La Caixa; progetti internazionali per Pepsico

JULIA SCHULZ-DORNBURG

Nuova identità visiva di Trident Oxygen,

per Cadbury Sch w e p p e s

Principali progetti 2005-2006:

p rotettori Solari Delial per Garn i e r, gruppo l’Oreal;

packaging Clickpaq per Cafés Marcilla, gruppo Sara Lee;

P o m o d o ro Solís per Maggi, gruppo Nestlé

Museografia «Espai Cap de Creus», Ampurd á n

Principali progetti 2005: progetto del Museo Agro rum; esposizioni temporanee per il Museo

del cinema di Girona, il Museo de Història de la Ciutat de Girona, il Museo de la Pesca di

Palamós, la Fundación Niebla e la Fundación Fita

S tand per il COAC ( C o l . legi d’A rquitectes de Catalunya) a Construmat,

con Joan Pons Fo r m e n t

Principali progetti 2005-2006: Sala esposizioni, negozio e uffici per «Vasava Artworks»

a Barcellona; ristorante «Verónica 2», Barcellona; casa privata a Faro, Portogallo

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Design

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Il silenzio eloquente di Emilio Donato

La recente scomparsa dell’architetto

catalano Santiago Roqueta (1944)

ha svelato l’estesa e poco divulgata «vita e

opera» di un autore e maestro europeo del

design industriale e dell’architettura d’interni.

Secondo lo storico Juanjo Lahuerta

«Roqueta era un uomo molto acuto, ma di

una grande discrezione. È stato una corrente

sotterranea, costante e generosa. Non

rivendicò mai nulla, non volle mai potere».

La sua fine intelligenza avvolgeva

sempre, con un velo d’ironia e humor, le

opinioni sulla propria opera e su quella dei

suoi contemporanei, forse cosciente dei limiti

strutturali del nostro paese, delle sue

origini, dei suoi ritardi e delle sue dipendenze.

Ho l’impressione che proprio lì abbia

le sue radici, anch’esse occulte, l’insolita

singolarità dei suoi contributi alla

cultura del design in Catalogna, sia

quelladirettamentalegataalla sua

pratica professionale, sia

quella relativa all’insegnamento

e

alla divulgazione

del design,

al suo

impegnocon

l’industria e

Santiago Roqueta

VARIS ARQUITECTES

all’istituzione universitaria. In questa reinterpretazione

personale e culturale risiedeva

l’originalità che impresse nei progetti di

mobili e oggetti, allestimenti di mostre, l’edizione

di monografie sul design spagnolo

ed europeo, le iniziative universitarie, la

pratica del disegno e la pittura, i progetti di

architettura d’interni, i suoi metodi di formazione

di un designer globale, tutto ciò

con la radicale e rara attitudine di un autentico

spirito libero. Santiago Roqueta

progettò negli anni settanta numerosi locali,

che a suo giudizio dovevano essere

«capaci di interpretare e migliorare la società

dell’epoca» che oggi, dopo trent’anni,

resistono, per la loro freschezza e chiarezza

formale e concettuale, al trascorrere

del tempo. Creò Snarck Design

(1969-1983), produttrice di

opere recuperate di Rietveld,

Balla, Hoffman, Dalí,

tra gli altri. In definitiva,

un percorso chiaro, sempre

colto, creativo e generoso

nel campo dell’arte,

dell’insegnamento e

della cultura del design:

senza alcun

dubbio unico.

EM I L I O DO N A T O

A r c h i t e t t o

BA R C E L L ONA I N TE R N A Z I ON A L E

Capitale

del design urbano

Ho frequentato parecchio Barcellona e la

Catalogna fin dagli anni sessanta.

Ho seguito la straordinaria apertura al resto

dell’Europa e l’enorme sviluppo

dell’architettura e successi-vamente

del design, e gli straordinari progressi

dell’urbanizzazione di Barcellona.

L’interesse per il design catalano non è solo

frutto della novità di un paese che si apre

alle relazioni europee: oggi molti guardano

soprattutto a Barcellona come una delle città

più avanzate sia dal punto di vista

architettonico, sia dal punto di vista del

design urbano e industriale.

Le realizzazioni che apprezzo di più in

Catalogna sono il passato modernista

e il museo di Miró di Sert.

Negli ultimi tempi ho trovato tra le cose

migliori il rifacimento della fabbrica di

Domenech i Muntaner diventata Caixaforum,

che reputo uno dei migliori rinnovamenti

realizzati in Europa.

E ottimo anche il Palau de la Música Catalana,

mentre il museo di Meier è stato, per conto

mio, un’ottima iniziativa per il miglioramento

di una zona malfamata, ma come costruzione

non la trovo soddisfacente.

Trovo tutto il nuovo sviluppo di Barcellona

lungo il mare estremamente interessante.

Gillo Dorf l e s

filosofo, storico del design

BENEDITO DESIGN

LLUSCÀ DESIGN

Sedia «Inuit» per Sare

Principali progetti 2005-2006: packaging per profumeria

e body-care, attre z z a t u re per home-fitness, sedie

e arredamento per ufficio, apparecchi Tv-Lcd, elettro n i c a

applicata alla strumentazione medica

LIEVORE ALTHERR MOLINA

Sedia «Leaf» per Arper

Principali progetti 2005-2006: lavori per Arper, Andre u

World, Bellato, Emmebi, Sellex, Tacchini, Ve rz e l l o n i

TRESSERRA COLLECTION

P rogetto per il Museo Arqueológico de las Minas Pre h i s t ó r i cas di Gavà

Principali progetti 2005-2006: allestimento mostra «El Quijote y Barcelona»; nuovo Conservatorio della Música del Liceo di

B a rcellona; Museo della Música nell’Auditorium di Barc e l l o n a

TORRES & TORRES

Lo showroom Tresserra Collection aperto

ad aprile a Parigi al 168 di rue de Rivoli

Principali progetti 2005-2006: collaborazione con Arata

Isozaki per gli uffici della Villa Majlis per lo sceicco

Saud Bin Mohd Ali Althani

NOVELL-PUIG DESIGN

Interior design dello studio di avvocati Sol Muntañola & Asociados a Barcellona

Principali progetti 2005-2006: design per Bisazza, Axor, Ulloa; progetto di Bar-Lounge per gli hotel della catena Grupo Barc e l ó ;

abitazione privata «Huevo»

«Halo», nuova generazione di pannelli per

il controllo degli accessi re s i d e n z i a l i ,

p rodottto da Fe r m a x

Principali progetti 2005-2006: coordinamento della

p roduzione in Asia per il gruppo Fermax; «Visual map» per

Indo; «Sedia Salamanca». Nuovo arredo unitario (2.800

sedie) per i locali della Plaza Mayor di Salamanca

UMD/C*

Aplique «Bloc», per Lamp

Principali progetti 2005-2006: oltre venti nuovi modelli di

p roiettori per Lamp S.A.; pistola a vapore e aspiratore a

v a p o re per Hoover (gruppo Candy), fabbricati da Mitco

I n t e rnational Ltd, Cata Kitchen Concept per Cata

E l e c t rodomésticos, S.L.

OSCAR TUSQUETS BLANCA

CAPELLA GARCIA ARQUITECTURA

QUIM LARREA & ASSOCIATES

Allestimento della mostra «Cosas de ca s a »

per il Museo de la Historia, Sabadell

Principali progetti 2005-2006: expo itinerante per

AD I- FA D; nuovo design per Santa & Cole, Escofet, Comas

VICTOR TEBAR THINKTANK

Hall dell’ Hotel Diagonal Barcelona.

Catena Hoteles Silken e Grupo Urvasco

Principali progetti 2005-2006: Hotel Vapor Gran (Te rrassa) per

il G rupo Cirsa e Inmobiliaria Grup La Clau; Les Naus del Va p o r

Gran (Te rrassa) per Prointesa e Inmobiliaria Grup La Clau

Interno della casa «Alex» a Saragozza

Principali progetti 2005-2006: lampade, oro l o g i ,

a rredamento urbano, componenti per il bagno,

a rredamento per la casa, case unifamiliari e spazi pubblici

Salone dello yacht BD SL 100.

A r m a t o re: Barcos Deportivos

Principali progetti 2005-2006: restyling LGC-66 metri

per Ecoyacht; due catamarani yacht per il cantiere

Dradisa di Vilanova i la Geltrú

Lampada «Helix» per Le u c o s

Principali progetti 2005-2006: nuovo design per Driade,

Coinma, Tonon, BD, Saloni

13


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Produttori

BA R C E LL ONA I N TE R N A Z I O N A LE

Design multinazionale

La sede di Hewlett-Packard di Barcellona,

aperta nel 1985, diretta da Enrique Lores,

ha la responsabilità mondiale delle stampanti

a grande formato, dalla ricerca alla produzione,

dal marketing alla finanza. Barcellona fu scelta

come sede europea per i vantaggi offerti dalla

Catalogna: alto livello di formazione, buone

comunicazioni e costi competitivi. Hewlett

Packard investe nel settore R&D (ricerca e

sviluppo) a Barcellona circa 70 milioni di euro

e occupa 400 persone. La sede catalana

ha la responsabilità di tre aree per il mondo

e quattro per l’Europa. Ospita la sede dell’Emea

Design Center, un centro ricerche e analisi

delle tendenze, diretto da Olivier Mache

che fa capo direttamente al Corporate Global

Industrial Design Team a Palo Alto

in California. Nel settore artistico e culturale,

HP ha installato il Designjet Printing Kiosk

presso il Museu Nacional d’Art de Catalunya

(MNAC) a Barcellona e alla National Gallery

di Londra. Il Designjet, progettato a

Barcellona, è stato usato per produrre mappe

in tempo reale per la ricerca delle persone

scomparse dopo l’attentato dell’11 settembre

a New york, è stato utilizzato per il

ricollocamento delle pitture romaniche dai

musei catalani nelle sedi originali.

J o rdi Morillo Pere s

Responsabile del design industriale

di Hewlett-Packard Española, S.L.

WWW.ALIS.ES

1 . Gennaio 2004

2 . P o l t rone per teatri e auditorium

3 . 2 milioni di euro nel 2004; 6 milioni di euro nel 2005

4 . 20% nel primo semestre del 2005

5. Gamma di sedute; poltrone per auditorium; sedie ed

elementi complementari per il 2004. Saranno 12 i

nuovi prodotti per il 2005; la linea più significativa

continuerà a essere quella di poltrone per auditorium,

ma ci saranno anche elementi di supporto per

mostre, arredamento urbano e due serie di panchine

per aeroporti e aree di attesa

6 . Un settore interno di ricerca e sviluppo con ingegneri

e designer, ma lavora anche con architetti e designer

estern i

7 . 1 designer e 3 ingegneri che ideano e sviluppano il

p rodotto, 1 altro ingegnere per la commerc i a l i z z a z i o-

ne e 1 allestitore per la commercializzazione e per la

comunicazione e servizio stampa

9 . S u p e r i o re all’8% del fatturato nel 2004; si raggiunge

il 12% se si comprende lo sviluppo del pro d o t t o

1 0 . In design e ingegneria del prodotto; analisi delle tendenze

evolutive dei prodotti e del merc a t o

1 1 . Distributori e agenti su territorio nazionale e intern a z i o-

nale (Regno Unito, Olanda, Argentina e Mediterraneo)

1 2 . Nessuna per il 2004 e 2005; nel 2006 Eimu a Milano

1 3 . Il cuore della strategia di affari dell’azienda; off r i reai

p rofessionisti la possibilità di integrare l’arre d a m e n-

to nei loro progetti

Le aziende rispondono

1. Anno d’inizio dell’attività

2 . P roduzione principale 20 04 - 20 05

3. Vendita netta nel 2004-2005

4. Esportazione nel 2004 e 2005

5. Nuovi prodotti del 2005-2006

6. Lavora con designer esterni

o interni?

7. Competenze dei designer in

azienda

8. Numero di designer esterni

9. Investimenti in design

10 . I n vestimenti in ricerca e sviluppo

11. Punti vendita e in quali paesi

12. Partecipazione fiere

13. Valore aggiunto dal design

14 . Eccellenzedel design in Catalogna

15 . D e bo l e zze del design in Catalogna

16. Fattori decisivi di crescita per

l’azienda

17. Iniziative private prioritarie

in Catalogna

18. Iniziative pubbliche prioritarie

in Catalogna

Si omette il numero per le risposte non perv e n u t e

1 4 . L’aspetto estetico del design

15. Non tenere in conto, da parte del contesto economico

e delle autorità, del significativo investimento

negli aspetti tecnici che l’aspetto estetico del design

comporta

1 6 . L’attenzione al design come valore aggiunto del prodotto

e alle esigenze del cliente, legata alla flessibilità

e collaborazione fra fornitori, designer, ingegneri,

distributori, ecc.

1 7 . La comprensione che valore aggiunto, conoscenza,

design e collaborazione sono fattori decisivi per la

competitività,visto che non lo sarà più il basso costo;

l a v o ro in re t e

1 8 . P o t e n z i a re gli investimenti in ricerca e sviluppo, non

limitandoli all’alta tecnologia, ma estendendoli anche

allo sviluppo di tecniche, migliorie estetiche e del

p rodotto, divulgazione; un maggior sforzo negli investimenti

da parte delle amministrazioni; potenziamento

della comunicazione e immagine del design

catalano in ambito intern a z i o n a l e

WWW.BDBARCELONA.COM

1 . 1 9 7 2

2 . Sistemi di mensole in alluminio «Hypostila», arre d a-

mento urbano «Bdlove», sedia «Varius», arre d a-

mento urbano in generale, collezioni storiche di

Salvador Dalí e Antoni Gaudí

3 . 6 milioni di euro nel 2004; si ipotizza una crescita del

10% nel 2005

4 . S u p e r i o re al 20% della fatturazione totale

5 . Divano a forma di labbra «Dalilips» (Salvador Dalí);

buca delle lettere, progettata con Fabrica, il laboratorio

del gruppo Benetton per il 2004; una collezione di

a rredamento urbano progettata da Alfredo Häberli per

il 2005

6 . Lavora con designer esterni per la concezione dei

p rogetti e con un’équipe interna per adattarli ai mezzi

di produzione più adeguati

7 . 3 ingegneri

8 . Oscar Tusquets e il gruppo di lavoro di Fabrica

9 . 3 , 5 %

1 0 . Contrattazione per avere i migliori designer in base al

l o ro profilo; ultime novità in fatto di hard w a re e softw

a re per sviluppare tecnicamente i prodotti; acquisto

di forme e stampi per assicurare la massima qualità

dei pro d o t t i

1 1 . Più di 600 in 26 paesi

1 2 . Salone del Mobile a Milano, Construmat a Barc e l l o n a

e Prima a Londra nel 2005; Salone del Mobile e

Prima nel 2006

I m p re s e c a t a l a n e a l l o s

Indagine sulla produzione: gli imprenditori descrivono il m

SEGUE DA PAG. 2, III COL. IN BASSO

1 3 . Il design è l’anima e la ragione di essere dell’azienda

1 4 . Alto livello di sviluppo e radicamento delle discipline

relative al design nella vita quotidiana

1 5 . Scarsa ripercussione all’estero del design catalano a

d i ff e renza di quello italiano o scandinavo

1 6 . Potenziamento dello sviluppo dei mercati esteri che

o ff rono possibilità commerciali. Selezione dei segmenti

di mercato in cui l’azienda desidera aumentare

la sua competitività

1 7 . Investimento in fattori diff e renziali che aggiungano

v a l o re ai prodotti e servizi per non distinguersi esclusivamente

per i costi, battaglia che vincono i paesi

dell’Est europeo e asiatici

1 8 . Investimenti in infrastru t t u re: re a l i z z a re la rete

dell’alta velocità con Madrid, ampliare l’aero p o rto del

Prat e fare in modo che possa ospitare voli transoceanici,

soppressione dei pedaggi, costruzione di

nuove superstra dell’area industriale di Barc e l l o n a

WWW.CARPYEN.ES

1 . 1 9 5 4

2 . Applique «Alfa», «Gamma» e «Beta» piccola; lampada

da terra «Galilea»; plafon «Basic» medio; lampade

da tavolo «Galilea Mini», «Aura», «Candel» e

«Aurita» grande; lampadario «Petra» nel 2004. Gli

stessi modelli nel 2005, cui si aggiungono la gamma

«City»; lampada da tavolo «Nirvana»; lampada da

t e rra «Harry »

3 . 3.064.910 euro nel 2004; 1.906.082 euro nel primo

s e m e s t re del 2005

4 . 25% nel 2004; 36% nel primo semestre del 2005

5 . I modelli «Nairobi», «Pocket», «Urban», «Infinity»,

«Frida», «Odissey», «Shiro», «Urban», «Zenit»,

«Galilea» per il 2004. «Candel», lampada da tavolo

di vetro pirex; «City» serie di alogene cro m a t e ;

« Viper» applique flessibile metallica; «Irma» pensile

singolo o in serie; «Fritz», «Waki», «Jacky» applique,

«Nirvana» lampada da tavolo metallica; lampada

da terra «Harry», per il 2005. Serie completa delle

lampade «Harry» e «Nirvana», un altro tipo di lampada

da tavolo «Candel» e nuove applique e lampade

da terra, per il 2006

6 . Lavora con designer esterni

8 . Gabriel Teixidó, Johnatan Daifuku, Nova+, Porc u a t ro

( Toni Pallejá)

9 . 3 %

1 0 . Sviluppo di modelli innovativi e funzionali; utilizzo di

nuovi materiali

1 1 . 2.000 punti vendita in Spagna e altri 43 paesi

1 2 . Fiera Fiam a Valenza e Fiera Euroluce a Milano nel

2004 e nel 2005; Fiera Light & Building di

F r a n c o f o rte e Fiam nel 2006

1 3 . La possibilità di distinguere i prodotti dell’azienda da

quelli degli altri pro d u t t o r i

1 4 . Semplicità, funzionalità e fre s c h e z z a

1 5 . Mancanza di una visione intern a z i o n a l e

1 6 . A z z e c c a re i nuovi modelli; pro m u o v e re il marc h i o

contano alcuni giornalisti specializzati.

C’è una rivista specializzata in design,

«ON», fondata nel 1976 e una più accademica,

«Temes de Disseny», nata per iniziativa

di EL I S A V A. I designer contano diverse

associazioni per la difesa della loro

professionecomeAD P (AssociaciódeDissenyadors

Professionals) e un collegio professionale(CO

D I G).ABarcellonac’èlasede

di Design for the World, una ON G c h e

ha lo scopo di aiutare a risolvere problemi

attraverso volontari del design. Come si

può vedere c’è un’infrastruttura importante,

un tessuto di istituzioni con una tradizione

e una diffusione del design tra i cittadini,

di qualsiasi livello. Questa importanza

del design non sembra riflettersi nell’economia

reale. È molto difficile potere

quantificare il settore design, in primo luogo

perla difficoltà neldelimitare la stessa disciplina,

qualcosa che gli stessi designer si

sono incaricati di rendere pubblico. È già

passato qualche anno da quando Victor

Papaneck diceva «tutti gli uomini sono designer,

tutto ciò che facciamo, quasi tutto il

tempo, è design...». Non esiste nel CN A E

(Clasificación Nacional de Actividades

Económicas) nessun capitolo dedicato al

design e di conseguenza non esistono cen-

dell’azienda con azioni di marketing; definire una

strategia precisa nei mercati di esportazione; far visita

in modo re g o l a re ai distributori e ai clienti

1 7 . Un maggior numero di eventi legati al design in

C a t a l o g n a

1 8 . Aiuti e sovvenzioni per la promozione del design

c a t a l a n o

WWW.ESCOFET.COM

1 . 1886

2 . A rredamento urbano per il 2004. Attualmente l’80%

del fatturato proviene dalla División de Elementos

Urbanos y de Paisaje, la quale comprende sia elementi

urbani standard sia «Progetti speciali»

3 . 15.600.000 euro nel 2004, e la stessa cifra è pre v i s t a

per il 2005

4 . 40% nel 2004. Nel 2005 si mantiene intorno al 40%,

ma con prospettive di crescita; leggermente in perd i-

ta sul mercato nazionale

5 . Per il 2004 e 2005: panchina «Godot» (Díez+Díez,

Madrid); panca «Dujo» (Nataniel Fuster, Porto Rico);

panchina «Sit» (Diego Fortunato, Barcellona); panca

«Uraba» (ZooCreative, Bera-Navarra); panchina

«Naguisa» (Toyo Ito) presentata a Construmat 2005.

Per il 2006: pavimento «Reticola» (Alfredo Arr i b a s )

p rogettato per lo spazio esterno della sede centrale di

E rmenegildo Zegna; panchina «U-Shape» (Arkitema);

Mayo Circular (Antonio Cruz e Antonio Ort i z ,

Siviglia); Banda Doblada, proposta vincitrice del concorso

indetto dalla Cátedra Blanca de Valencia.

6 . Lavora principalmente con designer estern i

7 . 2 arc h i t e t t i

8 . Quelli sopra menzionati

9 . A p p rossimativamente 1%

10 . Nuove concezioni di arredamento urbano e applicazioni

di nuovi materiali

11 . Agenti: 7. Rappresentanti: 7 in Spagna, 6 in Francia,

4 in Germania, 2 negli Stati Uniti, 1 in Port o g a l l o ,

Olanda, Gran Bretagna, Irlanda, Austria, Belgio,

D a n i m a rca, Italia e Porto Rico

12 . Nel 2005, Construmat 2005 e a ottobre Encontros de

Galicia. Ancora nessuna previsione per il 2006

13 . Un valore ineludibile e fondamentale. L’ a z i e n d a

vende concetti

14 . Alto livello di innovazione e cre a t i v i t à

15 . Basso livello di pro f e s s i o n a l i t à

16 . P rogetti speciali in collaborazione con architetti o

d e s i g n e r

17 . L’ i n t e rnazionalizzazione dei prodotti dell’azienda che

può cre s c e re solo esportando all’estero il suo modello

e i suoi prodotti data la saturazione del merc a t o

locale dell’arredamento urbano e del paesaggio.

18 . La promozione delle aziende locali all’estero .

Sovvenzioni per part e c i p a rea fiere, pubblicazioni in

collaborazione con l’Icex, ecc.

14


Produttori

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

l

specchio: design oriented

mercato, l’innovazione, il rapporto con i progettisti e la società

simenti affidabili di designer. In secondo

luogo mancano anche i dati di quanti designer

lavorano comef r e e l a n c e né di quanti

lavorano in azienda. Mancano anche i datisuquantepersone,nelleaziende,sianodesigner,

ingegneri o tecnici in generale collegabili

al design, né quanto si spenda annualmente

in design. Se ci atteniamo agli

studi professionali di design che lavorano

per conto proprio come f r e e l a n c e,si calcolano

inSpagna oltre4.000studi di design che

occuperebbero 20.000 persone. Possiamo

stimare che il 40% sitrovano inCatalogna,

la maggior parte a Barcellona, vale a dire

circa 8.000 designer in attività, organizzati

in circa 1.600 società. Di questo totale di

aziende, approssimativamente il 12% si dedicano

al design di prodotto, il 30% al design

grafico, il 32% agli interni, il 9% alla

moda e le restanti sono multidisciplinari. Il

settore è straordinariamente frammentato,

cisono moltidesignerchelavoranoperconto

proprio e la media è di una società con

cinque impiegati che fattura circa 300.000

euro l’anno, con scarse inclinazioni imprenditoriali.

Questa piccola dimensione

delle società non permette, in genere, che

esistano professionisti in gestione aziendale

e pone problemi di definizione di strategie

di crescita a medio e lungo termine. La domanda

di design da parte delle aziende è

prevalentemente locale. Di fatto l’esportazione

di servizi di design supera appena i 6

milioni di euro, meno dell’1% del fatturato

totale del settore. Sono relativamente poche

le aziende che fanno contratti con designer

esterni. Quando succede, le relazioni

dei designer con i loro clienti sono basate

sulle relazioni personali e sulla fedeltà. Ciò

nonostante, molti imprenditori non si fidanoancoradeidesigner,allacuicomponente

artistica associano qualcosa che considerano

incompatibile con le necessità di pragmatismo

della gestione aziendale. Gli imprenditori,

cioè, pensano che a molti designer

manchi la formazione necessaria per

comprendere i problemi aziendali e che sarebbe

necessaria una maggior specializzazione.

Il dialogo tra imprenditori e designer

è pertanto molto difficile. I primi non arrivano

a vedere chiaro come dare redditività

all’investimento in design e i secondi conoscono

poco la dinamica aziendale. Così è

la realtà del design in Catalogna: tutti parlano

di design ma pochi investono in esso.

Queste sono le luci e le ombre del design in

C a t a l o g n a .

JORDI MONTAÑA

Direttore della cattedra in Gestione

del Design alla Business School ESADE.

WWW.MARSET.COM

1. 1942

2. Articoli di illuminazione decorativa e architettonica

di design moderno

3. 5 milioni di euro

4. 45%

5. «Neon de luz», «Camp», «Mercer»

6. Lavora con designer esterni

9. 8%

10. Sviluppo di nuovi prodotti e comunicazione

11. 1.200 punti di vendita in 25 paesi

12. Light+Building a Francoforte

13. Il design non è solo un valore aggiunto, è quello

fondamentale che fa la differenza

14. La capacità di generare un design unico, caratteristico

e internazionale

15. La dimensione delle aziende nel settore del design

1 6 . Il conseguimento di un aumento della dimensione dell’azienda

per poter competere sui mercati intern a z i o n a l i

18. Un uso più efficace delle proprie risorse e non solo

l’organizzazione di eventi di immagine

WWW.NANIMARQUINA.COM

1. 1987

2. Circa 3 milioni di euro

4. 40%

5 . Per il 2004, 5 serie di tappeti: «Black On White» (4

modelli per 4 designer: Javier Mariscal, Xano

A rm e n t e r, Sybilla, Joaquim Ruiz Millet); «Cre m a -

Yeras» di Diego Fortunato; «Aros», «De Yute» e

«Ovo» di Nani Marquina. Per il 2005, 6 serie di tappeti:

«Bicicletta» (100% materiale riciclato di camere

d’aria di bicicletta) di Nani Marquina e Ariadna Miquel,

Selezione Premio Delta AD I- FA D 2005; «Carm e n » ,

«Juliette», «Rajasthan» e «Zoom» di Nani Marq u i n a ;

«Fit» di Mariana Eidler e Oriol Guimerà. Serie di

cuscini, «Pillow Play» di Ana Mir, Selezione Pre m i o

Delta AD I- FA D 2005. Attualmente l’azienda sta lavorando

alle nuove collezioni per il 2006

6. Ha un settore interno di design e collabora anche

con designer

7. 2 designer che si occupano di sviluppo del prodotto,

1 grafico e 1 per il coordinamento del settore e

comunicazione

9. 9%

10. Tecniche di tessitura e materiali, ultimamente

soprattutto riciclabili

11. Nessun punto di vendita proprio. Distribuzione in

46 paesi

1 2 . Nel 2004: Internationale Möbel Messe a Colonia,

Salone del Mobile a Milano (Superstudio - Zona

To rtona), IC F F a New York, Feria Internacional del

Mueble a Valenza, Interieur in Belgio. Nel 2005: Casa

P a s a rela a Madrid, Salone del Mobile a Milano, IC F F a

New Yo r k , Feria Internacional del Mueble a Va l e n z a

13. Fondamentale

16. Diversificazione delle linee di prodotti, sempre in

relazione con il tessile per la casa. Espansione sul

mercato internazionale

WWW.OKEN.ES

1. 1989

2. Sedute e panche per impianti

3. 7.105.000 euro nel 2004; 7.400.000 euro previsti

nel 2005

4. 33%

5. Sgabello «Binaria»; panca «Vip system»; panca

«Vip in-out»; programma di sedute per ufficio e

collettività «Staff» per il 2005; per il 2006 sono previsti

2 nuovi sistemi di panche per collettività

6. L’azienda lavora con designer esterni

7. Nessuno

8. Josep Lluscà; Gabriel Teixidó; Otto Canalda e Jordia

Badia

10 . Nuovi materiali e tecnologie ecologicamente sostenibili

11. 120 punti vendita in 48 paesi

12. Orgatec a Colonia nel 2004; nessuna nel 2005;

Ofitec e Orgatec nel 2006

13. Il design è uno strumento per far fronte alla globalizzazione

e delocalizzazione

14. Creatività, innovazione; identità e differenziazione

15. Livello di produzione e distribuzione non sufficientemente

riconosciuto in ambito internazionale

16. Continuare a investire in innovazione, design e marketing

17 . P ro m u o v e re l’associativismo per cre a re sinerg i e

positive e potenziare l’immagine del design catalano

18 . A p p o g g i a re le imprese nella diffusione del fattore

identità del design. Cerc a re di arm o n i z z a redal punto

di vista fiscale i vari paesi dell’Unione Europea

WWW.SANTACOLE.COM

1. Ottobre 1985

2. Elementi di arredo urbano (33%), illuminazione e

arredamento (33%), altro (negozi e distribuzione)

(33%) sia nel 2004 sia nel 2005

3. 20 milioni di euro nel 2004; 25 milioni di euro l’obiettivo

per il 2005

4. 6,5 milioni di euro nel 2004; 40% della produzione

nel 2005

5. Lampade per interni, elementi di arredo urbano,

serie di arredamento con Dino Gavina e libri. Più di

15 nuovi prodotti per il 2004. Serie di riedizioni dell’architetto

danese Arne Jacobsen ed elementi di

arredo urbano per il 2005

6. Lavora con designer esterni e ha un settore tecnico

interno

7. Sviluppo del prodotto: 14 persone. Marketing e

comunicazione: 3 persone. Progetti speciali (vendita):

4 persone

8. Lista nel sito www.santacole.com

9. Royalties (in media): 2,5% delle vendite. Ricerca e

sviluppo: 3,5% delle vendite

1 0 . Elaborazione di IS O 9001:2000; shop on-line; software

di gestione (CR M,PD M); nuovi stampi e pro t o t i p i

11. 6 punti di vendita propri in Spagna; 75 distributori

spagnoli. Esportazione in 35 paesi

1 2 . E u roluce e Fiera del Mobile a Milano, Light & Building

a Francoforte, Construmat a Barcellona nel 2004; Casa

P a s a rela, Euroluce, Fiera di Colonia e Construmat nel

2005; Light & Building e Fiera di Colonia nel 2006

13. La ragione di essere dell’azienda che è una Design

Publishing

14. Freschezza mediterranea; solvibilità tecnica; easy

living; buon prezzo

1 5 . C a renti mezzi di comunicazione; mancanza di notorietà

16. Audacia (non avere paura); rigore (sul versante della

tecnica); lavoro duro

17. La costituzione e il lancio del Parc de Disseny de

Belloch (Barcellona)

18. L’omologazione degli studi di design nell’elenco dei

titoli universitari del Ministerio de Educación

WWW.SUPERGRIF.ES

1. 1967

2. Rubinetteria di sanitari

3. 7.500.000 euro per il 2004; 8.000.000 euro previsti

per il 2005

4. Intorno al 50% del fatturato in entrambi i casi

5 . La nuova serie di rubinetteria disegnata da Miquel Milá

6. L’azienda ha un settore interno proprio di design ma

lavora anche con designer esterni

7. 3 persone che si dedicano esclusivamente al design

di nuovi prodotti

9. 6% in media negli ultimi 4 anni

10. Adozione di nuove tecnologie di cartucce e montaggio

per le rubinetterie; nuovi materiali; tematiche

relative all’ambiente e al riciclaggio

11. 2.000 punti di vendita al cliente finale in 35 paesi

12. IdeoBain a Parigi e Kbis a Orlando nel 2004; ISH a

F r a n c o f o rte, Construmat a Barcellona e KB I S a

Orlando nel 2005; KBIS a Orlando nel 2006

13. Fattore fondamentale, poiché il mercato richiede

una costante innovazione, altro elemento chiave per

imprese che, come Supergrif, mantengono la loro

produzione in Europa

14. Il numero elevato di architetti e designer a Barcellona,

città multiculturale dove il design si «vive per

strada»; la presenza di molti organismi di promozione

e diffusione del design (FAD)

16. Capacità di innovazione non solo a livello di design

ma anche sapendo anticipare i gusti del pubblico;

marketing e comunicazione

1 7 . Il raff o rzarsi delle piccole e medie imprese grazie a

collaborazioni specifiche e associazioni di settore ;

s c o m m e t t e resul design e sull’innovazione visti gli

alti costi della manodopera in Euro p a

18. Una distribuzione omogenea degli aiuti a tutte le

imprese, in particolare piccole e medie, poiché sono

quelle che più creano posti di lavoro nel medio e

lungo periodo

WWW.VAHO.WS

1. 2001 con questo nome

5 . Consolidamento della serie «Vaho Tr a s h i o n

Baggage» di riuso delle banderolas pubblicitarie

di Pvc; nuova serie «Buho Nightlife»; arre d a m e n-

to ottenuto dal riuso di materiali come carrelli della

spesa o bidoni di olio o petrolio convertiti in sedie

e poltrone; apertura del primo negozio dell’azienda,

Flag ship store - Vaho Gallery a Barc e l l o n a

6. Ha un settore interno di design

7. 2 designer industriali, i fondatori dell’azienda, Luca

Leonardi e Patricio Abreu

8. Nessuno

9. Dipende, l’azienda comunque investe più tempo che

denaro

10. Ricerca di nuovi materiali in «disuso» con cui creare

oggetti o elementi pratici per la vita quotidiana;

nuove vie di comunicazione per arrivare ai clienti

11. 200 punti di vendita fra Spagna, Francia, Italia,

P o rtogallo, Germania, Olanda, Svezia, Svizzera,

Andorra, Giappone e Canada

12. Bread&Butter a Barcellona e Saló Gaudí/Barcelona

Fashion Week

13. Il design, inteso nella sua accezione sostenibile

come strumento per riciclare materiali già esistenti e

non per generare nuovi scarti, è la base e la chiave

del successo dell’azienda

14. L’essere la Catalogna in generale, e Barcellona in

particolare, un centro di raccolta di professionisti di

ogni parte del mondo

16. La qualità dei prodotti, la ricerca, la sperimentazione,

lo sviluppo sia dei prodotti dell’azienda sia di

nuovi materiali con cui lavorare

17. Guardare al futuro senza rassegnazione, risentimento

e vittimismo; guardare oltre i propri confini

18. Migliori infrastrutture e facilitazioni economiche a

idee che possano collocare il paese ai livelli più alti

nel campo del design e dell’innovazione

15


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Prodotti

Dalla casa alla città

Le produzioni recenti delle aziende, tra arredo urbano e arredamento

Editore in Italia Intervista con Javier Nieto

Ci descrive l’attività di Santa&Cole in

Italia?

Attualmente è una sede per l’esportazione.

Vorremo affermare il concetto di una società

senza industria e produrre autori italiani

a partire dal concetto italiano dell’edizione

di design, diverso da quello spagnolo

in quanto a intenzioni, soluzioni tecnologiche

e tecniche, rapporto qualità/prezzo. L e

collezioni si faranno in Italia e saranno internazionali.Lanostrafunzioneèquellaeditoriale,

che è poca cosa, ma la più intelligente:

selezionare e scommettere. In Italia si

fanno meglio alcune cose, in Spagna altre,

ma la situazione non è asimmetrica. S i a m o

molto bravi negli elementi urbani e in Italia

c’è un grande mercato. Per Santa&Cole l’Italia

è un esame di maturità: se siamo capaci

di sopravvivere, allora è possibile farlo nel

resto del mondo.

A che cosa si deve la qualità dell’arredo urbano in

C a t a l o g n a ?

È una tradizione derivante dal modernismo.

Basta pensare a Gaudí, alle sue

panchine e lampioni e soprattutto

al p a n o t,

la piastrella di cemento esagonale usata nei

marciapiedi della città, straordinario esempio

di design industriale urbano. Ritengo il

«Banco catalano» di Clotet e Tusquets il miglior

elemento urbano contemporaneo progettato

a Barcellona. Negli anni di preparazione

delle Olimpiadi gli architetti e i designer

di Barcellona si sono posti delle domandeintelligentisucomedev’essereunafermata

d’autobus, una panchina, se è possibile

realizzare una colonna universale per

l’informazione urbana

o come

risolvere l’illuminazione pedonale.

È sorprendente che in Italia

non si siano poste queste domande.

È attraverso il coinvolgimento

degli architetti con l’amministrazione

pubblica che in Catalogna

si è generata questa sensibilità. Perfino

nei comuni più modesti i cittadini chiedono

arredo urbano di qualità. In Catalogna c’è

una cultura del design sufficiente perché la

gente si interroghi ed esprima un’opinione, e

considera il design perfino come segno d’identità.

È abbastanza radicata l’abitudine a

guardare come sono fatte le cose.

JA V I E R NI E T O

Propietario di Santa & Cole

BA R CE LL O NA I N TE R N A Z I O N A LE

Design elitario

Ba rcellona è una straordinaria «città di

design». C’è un grande gusto e

abbastanza euforia da impre s s i o n a rei visitatori.

Ma fare buon design e cre a rne per gli altri non

sono la stessa cosa. Economicamente

parlando, Barcellona non produce design che

può essere prodotto a costo vantaggioso per

e s s e re «esportabile». I costi di pro d u z i o n e

locale sono alti, e c’è molto poco design

e s p o rtato in altre parti del mondo. Il design a

B a rcellona è «elitario».

G e o rge M. Beylerian

P residente Material Connexion, New Yo r k

CARPYEN «Harry», lampada a stelo per

interni ed esterni. Design: Porcuatro

NANIMARQUINA Tappeto «Noodles».

Design: Nani Marquina

ES CO FET

P a n china modulare in cemento «Naguisa». Design: Toyo Ito & Associates

BD

«El Poeta» e «El Filosofo», panchine della collezione BDlove. Design: Alfredo Häberli

MARSET «Neon de luz», tubo fluorescente racchiuso un profilo di policarbonato

trasparente o colorato. Design: Joan Gaspar

O KEN Sedia «Staff», pro g r a m m a

di sedute per ambienti diversi.

Design: Gabriel Teixido

SUPER GRIF Rubinetto della collezione

Milá. Design: Miquel Milá

VAHO

Portamatite in materiale riciclato. Design: Vaho

SANTA & COLE

Domine, Grand hotel a Bilbao

ALIS «Sit Book», poltroncina e sistema di

gradinate telescopiche. Design: Alis

16


Promozione

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Promozione femminile

Tre donne guidano l’attività delle principali istituzioni della città

BCD strategico di Isabel Roig

La promozione del design è un’attività

necessaria per incrementare la competitività,

la prosperità e migliorare la qualità

di vita delle persone a beneficio della società

in generale. Attualmente i design center

della maggior parte dei paesi d’Europa e

dell’Asia partecipano all’elaborazione di

una politica del design insieme al governo

di riferimento. Il New Zealand Institute of

EconomicResearchhapubblicatonel 2003

uno studio sulla relazione tra la competitività

di un paese e l’uso effettivo

del design, calcolando un

Design Average Index

Ranking a partire dagli indici

che raccoglie il G l o b a l

Competitiveness Rep

o r t pubblicato ogni

anno dal World

Economic Forum.

L’European Innovation

Score

Board, l’indicatore

pubblicato dalla Co-

E x ID ’ 05 - 07. Aziende per

l ’ i n n ovazione e il Design

BCD dirige con l’appoggio della

C a m b rade Comerç de Barc e l o n a ,

il Centre d’Innovació i Desenvo l u p a-

ment Empresarial de la Generalitat de

C a t a l u n ya e il Sector de Pro m o c i ó

Econòmica del Ajuntament de Barc e-

lona, un pro g ramma triennale di sens

i b i l i zzazione delle aziende sull’uso e

la corretta gestione del design. L’ o-

b i e t t i vo è migliora re i processi di gestione

del design fa vo rendo la collabo

razione tra i pro fessionisti del sett

o re. Le azioni consisteranno in

workshop diretti a piccole e medie

aziende, il servizio Info Disseny

( w w w. bcd.es), la re g i s t razione dei professionisti

del design e consultabile

on line e azioni di comunicazione.

munità Europea utilizzato dai governi per

affrontarele politiche di innovazione, ha introdotto

recentemente una misura che incorpora

l’apporto non tecnologico come

fonte di innovazione. Il BC D è una fondazione

privata senza scopo di lucro, patroci-

nata dalla Cambra de Comerç de Barcelona,

dal Departament d’Indústria de la Generalitat

de Catalunya, Ajuntament de

Barcelona e dal Ministerio de Industria,

Turismo y Comercio. I suoi obiettivi fondamentali

sono favorirel’uso del designnelle

imprese e promuovere Barcellona nel

mondo. Il capitale operativo di BC D n e l

2004 è stato di 675.000 euro, ripartito tra finanziamenti

pubblici, il 45% rispetto ai finanziamenti

privati ottenuti mediante attività

di consulting, organizzazione, gestione

operativadi eventi, premi, concorsi, workshop,

simposi. È membro dell’IC S I D ( I n t e r-

national Council of Societies of Industrial

Design) e del BE D A

(The Bureau of European

Design Associations),la

cui sede operativa

a Barcellona

è attiva presso la

sede di BC D.

IS A B E L RO I G

Direttore BC D

Il BCD nel 20 05 - 20 06

Programma ExID’05-07. Presentazione

attraverso sei workshop con

aziende e professionisti.

O rg a n i zzazione dell’International

Roca Design Competition presentato

a «100% Design London»

Organizzazione della sessione «Designing

for people» al Fórum de la

Innovación.

O rg a n i zzazione dello stand «Design

Barcelona» per i professionisti

del packaging alla Fiera Luxe Pack

a Montecarlo, insieme a Design

Mix, Cambra de Comerç de Barcelona

e Promoció Econòmica del

Ajuntament de Barcelona.

P remi Cambra alla gestione del

design nell’impresa 20 05, pro m o s s o

dalla Cambra de Comerç de Barc e-

lona e org a n i zzato insieme alla Cat

e d ra de Gestió del disseny di ESA DE.

Organizzazione del quinto Concorso

nazionale Hermès per l’allestimento

di negozi.

O rg a n i zzazioneannuale dei Pre m i o s

Nacionales de Diseño con il Ministerio

de Industria, Turismo y Comerc i o .

Esposizione dei Premios Nacionales

de Diseño 1987-2004 al World

Best Design Exchange in Korea.

Definizione con l’amministrazione

pubblica di una politica europea del

design per la Catalogna.

Azion i di internazion alizz a z i o n e

delle aziende, dei professionisti e

del marchio Design Barcelona.

www.bcd.es

FAD internazionale Intervista con Beth Galí

Architetto Gali, quali sono i programmi che

il FA D promuoverà con la sua presidenza?

Abbiamo previsto quattro direttrici. Il progetto

«FA D ciutat a ciutat»: ogni anno inviteremo

i professionisti di una città straniera

a partecipare ai premi FA D, a cominciare

da quelli d’architettura, ArquinFad.

Vogliamo sviluppare le relazioni europee

attraverso un confronto reciproco sulla cultura

architettonica. «FA D ciutat a ciutat» è

pensato anche per la città: Barcellona ha

molti professionisti stranieri che pochi conoscono

perché lavorano per i loro paesi

d’origine. Intendiamo sapere chi sono, cosa

fanno, per chi lavorano, com’è organizzata

la loro attività, organizzare mostre per

far conoscere il loro lavoro. La seconda direttrice

sarà «Les taules d’opinió» (I tavoli

d’opinione) per divulgare il design e coinvolgere

l’opinione pubblica su temi d’interesse

diffuso. Intendiamo elevare il livello

medio del cittadino, e portarlo a una consapevolezza

su temi lontani dalla sua cultura

specifica. Verranno prodotti audiovisivi,

sia documentari che film a tema. La terza

direttricesarà riproporrelegrandi mostresul

design, come in passato faceva la «Primavera

del Disseny» coinvolgendo altre istituzioni

della città. La quarta direttrice è «La

incubadora» (l’incubatrice) per favorire

l’inserimento nel mondo del lavoro ai giovani

designer che non riescono ad emergere

anche perché l’imprenditore catalano rischia

poco: se una cosa funziona, continua

a farla per tutta la vita. La gioventù professionale

è un fulmine: dalla conclusione degli

studi al pieno inserimento nel mercato

trascorre un tempo nel quale il FA D può fare

molto per far conoscere il lavoro dei giovani.

Questo lavoro va fatto costantemente

attraverso l’esposizione pubblica dei progetti

di finecorso, ai quali inviteremogli imprenditori.

Intendiamo promuovere per

cinqueanni i lavorideigiovani designerche

non hanno altre opportunità per mostrarli.

Sono previste collaborazioni con le altre istituzioni

della città che si dedicano al design?

Vorremmo essere interlocutori perché ci sono

punti di contatto ma la verità è che ogni

istituzione ha programmi molto differenti,

con diverse aree d’influenza in città. Ritengo

che quella del FA D sia più estesa, perché

realizza attività culturali rivolte al cittadino,

e desidera arrivare a tutti i cittadini, perché

tutti sono utenti di design.

Lei è architetto e designer: qual è la frontiera tra

le due professioni oggi?

Esiste ma è meno chiara. Al designer farebbe

molto bene passare attraverso una formazione

in architettura. Quando un architetto

lavora con un designer, c’è un momento nel

quale non c’è più sinergia, perché il designer

non conosce il vocabolario dell’architetto.

Questa è la ragione per la quale gli imprenditori

lavorano anche con architetti che fanno

design industriale. L’optimum sarebbe

che tutte le lauree avessero corsi

in comune ma solo il giorno

che avremo un’università

unificata saremo in grado di

fare un salto in avanti.

BETH GALÍ

Architetto,

Presidente

del FAD

Golden FA D

Da maggio presidente del Fad (Foment

de les Arts decoratives),

Beth Gali succede a Juli Capella. Designer

di formazione, si laurea succ

e s s i vamente in Arc h i t e t t u ra. Nel

1980 Oriol Bohigas, in quel momento

capo per l’urbanistica nell’Ajuntament

di Barcellona, la seleziona con

altri dodici laureandi per progettare

interventi di micro-urbanistica per riqualificare

i barris e le places della città.

Il gruppo di giovani architetti sarà

conosciuto come i Golden Pencils: è

l’inizio della tra s formazione degli

spazi pubblici a Barcellona.

www.fadweb.com

ADP

i n t e rd i s c i p l i n a re

di Pilar Villuendas

AD P (Associazione dei designer

L’ professionisti) nasce nel 1978 per iniziativa

di un gruppo di designer che decidono

di creare un organismo dedicato allo

sviluppo professionale dei suoi associati

da un posizione non corporativa. I pilastri

dell’associazione sono il suo carattere

statale e interdisciplinare e la solidità professionale

dei suoi associati.

La sua attività si rivolge a diverse specialità

del design: comunicazione visiva,

prodotto, ambiente, dalla formazione al

management design. L’appartenenza alla

Federación Española de Asociaciones

de Diseño (FE A D P) e del Bureau of European

Designers Associations (BE D A) ,

assicura rappresentività internazionale

agli associati. I servizi che AD P f o r n i s c e

ai suoi associati sono l’informazione, la

promozione, la consulenza, lo scambio

professionale, le relazioni istituzionali e

internazionali.

La nuova sede di ADP si trova nello spazio

culturale Nau Ivanow. È in preparazione

un libro sull’associazione, l’organizzazione

di mostre, il coordinamento di una

piattaforma contro il plagio. Crediamo

che il design del nostro paese si trovi lontano

dall’avere il giusto riconoscimento da

parte di aziende, amministrazione pubblica

e società. Le sfide che affronta l’economia

del nostro paese sono iscritte in un mercato

sempre più globalizzato, nel quale

l’arma per competere sarà il valore aggiunto

dei prodotti. Solo quei paesi che intraprendano

una politica decisa, perfino

aggressiva, per attrarre nuovi centri di design

e ricerca, avranno possibilità di sopravvivere

ai cambiamenti importanti che

ci aspettano.

PILAR VILLUENDAS

Presidente ADP

L’ADP nel 20 05 - 20 06

Tavole rotonde «Alternatives de disseny»

Partecipazione a «Saturday Designers»,

ritrovo di designer, architetti,

fotografi, creativi e imprenditori

della regione di Stoccarda.

Giornate «Dissenyar amb l’empresa»

dedicate alla presentazione di

casi di strategia imprenditoriale, in

collaborazione con il BCD.

Costante campagna di denuncia

nei confronti di una visione scorretta

della nos tra pro fe s s i o n e .

C o l l a bo razion e con associazioni

non vincolate al design.

www.adp-barcelona.com

A l t re pro m o z i o n i

CIDEM

Il Centre d'Innovació i Desenvolupament

Empresarial (CIDEM) è un

organismo del Departament de Treball

i Indústria de la Generalitat de

Catalunya che si dedica allo sviluppo

del tessuto imprenditoriale catalano

attraverso servizi, ricerche,

work-shop e seminari.

www.cidem.com/cidem/cat/

COPCA

Il Consorci de Promoció Comercial

de Catalunya (COPCA) è uno strumento

del Governo della Generalitat

de Catalunya per promuovere

l ’ i n t e r n a z i o n a l i zzazione delle imprese

catalane.

www.copca.com/

SIDI

Selección Internacional de Diseño

de Equipamiento para el Hábitat, è

un’organizzazione che sviluppa iniz

i a t i ve commerciali e comunicazione

di carattere collettivo per le

aziende associate, appartenenti al

settore del design dell’arredamento

domestico. Al Salone internazionale

del mobile ed Euroluce di

Milano del 2005, ha allestito due

spazi espositivi di 1.746 e 541 mq

dove hanno partecipato le aziende

catalane associate.

www.sidi.es

17


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Ambiente e trasporto

Lypsa tedesca

di Jaime Lozoya

Rücker Lypsa nasce nel 2004 dalla fusione

tra Rucker Ibérica, azienda nata

a Barcellona nel 1988 appartenente alla

multinazionale tedesca Rucker AG e

Lypsa Linea de Proyecto, la prima azienda

spagnola d’ingegneria dell’automobile,

fondata nel 1980 da José

Maria Reina e il sottoscritto.

Oggi Rucker Lypsa

è diretta insieme a

Barbara Kersten e

ha conservato interamente

la

sua struttura,

nonostante la

Giugiaro catalano

di Stefano Cappuccio

Diseño Industrial Italdesign è un’engineering

che Giorgetto Giugiaro

apre a Barcellona nel 1992, su sollecitazione

della Seat per contribuire a sviluppare

nell’ area di Barcellona un indotto di risorsequalificatenelcampodell’automotivedesign.

Nel 1996 avevamo 20 impiegati, oggi

sono circa 115. Una tradizione della nostra

azienda è formare i professionisti all’interno:

li prendiamo giovani e

acerbi, è la migliore garanzia.

Fino al 2000 siamo

stati legati esclusivamente

a Seat, oggi lavoriamo

nel design industriale

con

Hewlett Packard,

modificando

prodotti

americani

per adattarli

Fuore europeo

Intervista con Erwin Himmel

H

o lavorato per Audi a Ingolstadt

per vent’anni e poi a Barcellona.

Alla fine degli anni ottanta il gruppo Volkswagen

decise di aprire un design center in

Europa e il presidente mi chiese di scegliere

lasede.Esaminaileareeindicate,il nordItalia,

il sud della Francia, ma ritenni Barcellona

il luogo più adatto per questa attività.

La città non era ancora così famosa ma intuì

che sarebbe diventata un luogo unico in

Europa. La combinazione tra una cultura

sofisticata e uno stile di vita mediterraneo.

Le ragioni che la indussero a scegliere Barcellona

si sono confermate?

Le stesse ragioni sono ora più forti. Barcellona

è una città molto aperta, per nulla arrogante,

in questo è come New York. Dai

Giochi olimpici del 1992 non ha smesso di

muoversi. Oggi ha il miglior w a t e r f r o n t u r-

bano del mediterraneo. In quale città puoi

vivere, camminare e comprare nello stesso

luogo? Il porto sta diventando uno dei più

importanti centri per le crociere, il nuovo

terminal dell’aeroporto permetterà il collegamento

diretto con l’America e l’Asia.

Non solo, oggi viviamo un’Europa più

globale,lecittàdipendonomenodal territorio

circostante e incominciano a essere

più competitive tra di loro. Il design

el’industriapossonoincominciareastareseparati.

Siamo collegati, la qualità è diventata

più importante della nazionalità.

Esiste ancora un design nazionale in Europa?

È l’industria che ha dato l’immagine al design,

in passato. Oggi non è più basata sui

luoghi per quanto riguarda la provenienza

dei prodotti: gli asiatici e gli americani riconoscono

sempre di più un design europeo,

non più di un singolo paese. Questa è una

grande opportunità anche per le aree industriali.

La città è una piattaforma, il resto di-

La sede di Fuore Design a Barcellona

agli standard europei. Siamo impegnati nel

trasporto ferroviario collaborando al design

e alle progettazioni di nuove linee delle metropolitane

di Barcellona, Madrid e Roma,

che l’anno prossimo saranno in circolazione.

Nell’aviazione siamo nel consorzio europeo

Airbusperprogettarel’A380, il nuovo

super pullman dello spazio europeo da

550posti che nel 2006faràil primo volo sperimentale

e nel 2008 dovrebbe entrare nel

circuito commerciale. Partecipiamo anche

al progetto del nuovo veicolo M340 militare.

Con Seat abbiamo partecipato all’ultimo

modello «Leon» del 2005 e la progettazione

della nuova «Ibiza» dovrebbe incominciare

l’anno prossimo. Salvo l’approvazione

finale di Giorgetto Giugiaro a Torino,

le attività si diversificano in 2 settori:

quello in cui il cliente apporta lo stile e quelle

dove noi generiamo una proposta di stile

sul briefing del cliente. La filosofia di lavo-

pende da come sviluppi la tua azienda. Ho

lavorato cinque anni nel mercato asiatico ed

hopotutoverificarecheinEuropasiamopiù

similidiquellochesipensa. L’Europaèpiù

sicura di se stessa dell’Asia nel tradurre la

sua cultura. Gli asiatici sono insicuri perché

non sanno di che cosa hanno bisogno

gli europei e gli americani, la struttura della

società non prevede forti personalità, sono

abituati a non avere un’opinione troppo

decisa ed a cercare sempre consenso e ciò

non conduce sempre alla migliore soluzione.

Questo è l’elemento più forte del way of

t h i n k i n g europeo, se hai un’opinione forte sei

in grado di dare qualcosa.

Quali sono i principali clienti di Fuore?

Tra i clienti più interessanti c'è Panasonic e

alcunemarcheautomobilistiche, perlequali

abbiamo sviluppato nuove linee di prodotti

insieme a un nuovo branding design.

Barcellona è essenziale per fare un buon design?

È un ottima piattaforma, anche per i giovani

designer. Detto ciò, non è tanto il luogo

che conta, ma la struttura dell'azienda.

ERWIN HIMMEL

Fuore Design

Interno di un aereo privato

progettato per Grope

crisi del settore.Il 60% dell’attività nel2005

è dedicata all’automobile, il 20% all’aeronautica,

10% alle moto, il resto alla nautica

e a progetti speciali. I clienti in aeronauticasonoSingaporeAirlines,Airbus,Grope,

in automozione Honda, Nissan, Renault,

Seat, Volvo, Volkswagen. Seat e

Nissan sono i marchi che hanno dato veramente

lavoro a Barcellona e che si sono sviluppati.Noi

continuiamoalavorareperentrambe,maci

siamodiversificati versoil settore

aeronautico, che ha possibilità straordinarie

e che ci ha permesso addirittura di

crescere.IlgruppoRuckerhafondato Rücker

Aerospace, con 180 dipendenti e sedi

ad Amburgo, Brema, Rodstock, Wolm;

Rücker Lypsa gli fornisce progetti, design,

ingegneria, modelli Disponiamo di tecnici

con grande esperienza, alcuni vengono dall’epoca

del tecnigrafo e conoscono tutti i sistemi

di produzioneeimateriali. Siamospecialistinella

pre-ingegnerizzazione, creare le

condizioni affinché un progetto possa essere

realizzato. Abbiamo lavorato per il consorzio

che ha progettato l’Airbus 380 e partecipiamo

a quello dell’Airbus 350.

JA I M E LO Z O Y A

Direttore di Rücker Lypsa

Modello in scala 1:1

della metropolitana di Roma

ro praticata da Giorgetto Giugiaro e Aldo

Mantovani dal 1968 è l’applicazione del

«simultaneous engineering». È stata la prima

società privata che ha unito stile e ingegneria.

Nessuno èriuscito a riprodurrequesto

modello di organizzazione, che è la cosa

decisiva.

ST E F A N O CA P P U C C I O

General Manager di Diseño Industrial

Italdesign Barcelona

Materiali: Ascamm

Ascamm nasce nel 1979 come

associazione di imprese, per

raggruppare e unire gli sforzi delle

aziende del settore della trasformazione

della plastica e dei

materiali per la metalmeccanica.

Nel 1987 nasce il Centro tecnologico

Ascamm, e nel 1996 viene

costituita la Fundación Ascamm,

p roprietaria e amministra t r i c e

del Centro tecnologico. Nel 2005

conta 206 aziende associate, che

rappresentano oltre il 70% del

fatturato in Catalogna e il 30%

delle aziende spagnole. Il centro

opera con un team di 60 persone

e organizza servizi d’ingegneria

per la concezione, il progetto e lo

sviluppo industriale di matrici per

l ’ i n d u s t r i a l i zzazione di pro d o t t i

plastici, metalli o ibridi, per adeguare

il progetto ai requisiti della

produzione. Le ricerche e i servizi

vanno dalla meccanica delle

superfici dei nuovi acciai ai processi

innovativi come l’iniezione

multimateriale o l’iniezione assistita

con gas o acqua per i materiali

termoplastici. Un’altra linea

di ricerca è dedicata al potenziamento

delle tecnologie per accorciare

i tempi di lancio dei prodotti

e la fabbricazione rapida dei

prototipi. Il centro dispone della

tecnologia per la fabbricazione di

pezzi unitari di superficie metallica

senza la necessità di attrezzi

di stampo e per ridurre del 50% i

tempi attraverso sistemi avanzati

di produzione con laser meccanizzati

e controlli con intelligenza

artificiale.

www.ascamm.com

Albert Riera

Direttore Sviluppo corporativo e marketing

del Centro Tecnológico Ascamm

Ecodesign: Ros Roca

La raccolta pneumatica di re s i -

dui nelle città è un cambiamento

radicale, perché libe ra le

s t rade dalla presenza di residui e

delle moleste operazioni di ra c-

colta. Sono già molte le città che

nei loro regolamenti esigono questo

sistema per nuove aree urban

i zzate e la tendenza è in aumento,

ma non possiamo parlare

di una genera l i zzazione. Nella ra c-

colta pneumatica il cittadino colloca

i suoi residui in sacchi e li int

roduce in buche nelle quali sono

d i f fe renziati i residui. Essi cadono

per gravità verso una va l vola collegata

con il circuito di ra c c o l t a

pneumatica. Nel sottosuolo, questa

va l vola si apre automaticamente

quando riceve i residui, che

passano alla rete pneumatica

s c o r rendo in tubi e ra g g i u n g e n d o

i capannoni, lontano dai luoghi

abitati, dove vengono smistati e

f razionati automaticamente per

e s s e re trasportati in grandi contenitori

per il trasporto. Oggi la

raccolta pneumatica può compet

e re economicamente con la ra c-

colta convenzionale. Si tratta di

un’installazione che si integra intimamente

con l’urbanistica e la

costruzione, con pochi elementi a

vista, dove il design diventa determinate

per dare soluzioni, int

e g rando estetica, sicure zza e necessità

ergonomiche.

w w w. ro s roca.com

Augustin J. Martinez

Direttore tecnico di Ros Roca

André Ricard ha progettato per Ros

Roca i raccoglitori di residui

18


Commercio e turismo

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

La piena

comprensione

del design

Intervista con Fernando Amat

Vinçon è un riferimento per chi vuole

acquistare il miglior design internazionale

a Barcellona, il luogo dove si è formato

il gusto del pubblico catalano.

Quanto è grande Vinçon a Barcellona?

La superficie è di circa 3.000 metri quadrati,

tutti dedicati a prodotti selezionati per

la qualità del loro design. La nostra collezione

è composta da 12.000 prodotti.

Qual è stato il fatturato nel 2004?

Oltre 7 milioni e 700.000 euro.

Il prodotto più venduto?

Il vaso «Chiquito», 10.242 pezzi venduti

nel 2004.

Con quale criterio seleziona i prodotti?

Scelgo quelli che mi piacciono.

Che cosa distingue Vinçon?

È seria, riconosciuta dal pubblico e molto

professionale. Favorisce l’accesso del consumatore

a una selezione del miglior design

sul mercato.

Quali trasformazioni considera rilevanti nel design?

Non percepisco grandi

c a m b i a m e n t i .

Quali sono gli elementi

di eccellenza e di debolezza

in Catalogna?

L’eccellenza è che il

consumatore è un

buon conoscitore

che scommette

sulla

Q

uali sono le competenze di Turisme de

Barcelona ?

È un consorzio pubblico-privato, partecipato

in parti uguali dall’Ajuntament de

Barcelona e dalla Cámara Oficial de Comercio,

Industria y Navegación de Barcelona;

ha la responsabilità della promozione

turistica della città mediante servizi di attenzione

e informazione ai visitatori come il

Bus Turístico e la Barcelona Card.

E il suo modello di finanziamento?

Riceve un contributo annuale in parti

uguali, inalterato da dieci anni, al quale bisogna

aggiungere il finanziamento generato

dalla propria attività, corrispondente

all’85% del fatturato del consorzio.

Quali sono le iniziative promozionali più importanti

nel 2005 e 2006?

Il coordinamento tecnico dell’Anno dell’alimentazione,

cucina e gastronomia

2005-2006, il principale asse della promozione

turistica attuale, con oltre 300 iniziative.

L’attività promozionale abituale prevede

circa 200 eventi in tutto il mondo per

rafforzare la posizione di Barcellona come

meta turisticaesededi vacanze.L’anno della

gastronomia si svilupperà fino a marzo

2006, che sarà l’anno del commercio.

Qual è il fatturato previsto nel 2005?

Circa 11,5 milioni di euro.

La Catalogna è la meta preferita dagli stranieri

che viaggiano in Spagna e nel primo semestre del

qualità. La debolezza è la scomparsa progressiva

della produzione.

Qual è la sua opinione sulle istituzioni dedicate alla

promozione del design catalano, ADP, BCD,

FAD,SI D I?

Queste istituzioni sono molto diversetra loro,

hanno risorse e obiettivi diversi. È bene

che esistano. Come compratore, le prime

tre non mi danno molto.

E le amministrazioni pubbliche, Ajuntament,

Generalitat, lo Stato?

C’è sempre speranza che in futuro facciano

qualcosa di importante.

E le aziende?

C’èsempremeno produzionelocale,lastessa

tendenza che si sta producendo in tutta

E u r o p a .

Barcellona è una capitale internazionale del

d e s i g n ?

Senza dubbio. Le capitali deldesign in Europa

sono ripartite così: Londra per i nuovi

talenti e le scuole, Milano per la produzione,

Barcellona è la capitale della piena

comprensione del design.

La relazione tra arte e design in città?

Intermittente e poco interessante.

Il commercio di prodotti di design a basso costo che

offrono catene multinazionali come Ikea?

Interessante, molto interessante

Che cosa caratterizza il gusto e l’attitudine verso

il design del pubblico di Barcellona?

La piena normalità. Adessoil pubblico acquista

prodotti di design in modo intuitivo

Il 14% del Pil Intervista con Pere Duran

2005, secondo dati forniti dal Ministerio de Industria,

ha avuto 5,9 milioni di visitatori con un aumento

del 13,2% rispetto al 2004, mentre la crescita

degli introiti non riflette del tutto quella del

numero delle visite. Come interpreta questi dati?

La nostra attività è circoscritta unicamente

alla capitale catalana, e i dati del primo semestre

registrano un aumento del 19,8%

della spesa mediante carte di credito da parte

dei turisti stranieri, in rapporto allo stesso

periodo dell’anno precedente, aumento superiore

a quello del numero dei turisti, vicino

al 9%. L’indicatore delle carte di credito

dà una radiografia perfetta dell’attività

delturismo internazionalea Barcellona. Da

gennaio a giugno, Barcellona ha concentrato

il 18,8% della spesa del turismo internazionale

in Spagna, confermando una l e a-

d e r s h i p abituale negli ultimi anni. Uno studio

dell’Università di Barcellona indica in

2.711 milionidi euro annuali l’impattoeconomico

del turismo sulla città. La Generalitat

de Catalunya fissa in 65.000 il numero

dei lavoratori impiegati dal settore turistico

di Barcellona, che genera il 14% circa

del PI L della città.

Qual è la sua opinione sulle critiche nei confronti

della crescita eccessiva del turismo a Barcellona?

C’è una smisurata inclinazione a demonizzare

il turismo, al quale alcuni attribuiscono

la causa dei malesseri della città. Penso che

Barcellona abbia la fortuna di beneficiare di

Chi è Fernando Amat

N

ato a Barcellona nell’aprile

1 941, a 14 anni inizia a lavora

re nell’azienda Hugo Vinçon, di

cui suo padre era uno dei soci. Alla

morte del padre, insieme al fratello

Juan passa a dirigere l’imp

resa Vinçon S.A. con criteri inn

ovativi. Nel 1973 apre la Sala Vi n-

çon, nella quale sono state re a l i z-

zate fino ad ora oltre 200 mostre

di arte e design. Attualmente Vi n-

çon è org a n i zzata in sezioni dedicate

a prodotti per la casa, mobili,

illuminazione, articoli per la tavola,

cucina, accessori per il bagno,

tessile per la casa. Nel 1997

re c u p e ra uno spazio di 1.200 mq

a Madrid per aprire un nuovo Vi n-

çon. Nel 1998 apre a Barc e l l o n a

TincÇon, negozio specializzato

in prodotti e accessori per dormire.

Nel 1995 ha vinto il Frankfurter

Zwilling e il Premio Nacional

de Diseño en España e nel

1999 il premio per il miglior negozio

di Barcellona. Ha partecipato

alla definizione

concettuale dei negozi

Camper e nel

2005 ha realizzato

il progetto integrale

dell’Hotel Casa

Camper a Barcellona.

w w w. v i n c o n . c o m

e non come atto di snobismo.

Il FA D sta studiando una nuova formula per

la «Primavera del Disseny». Quale manifestazione

internazionale dovrebbe tenersi a Barcellona?

Il mio ideale sarebbe che si smettesse di parlare

di design e che esso apparisse spontaneamente

in ciò che ci circonda. Non c’è

bisogno di «Primaveres literàries» perché

qualcuno scriva buoni libri.

Qual canali sono prioritari per formare un pubblico

competente e appassionato?

I libri,lastampaspecializzata,lemostre,lefierecommerciali,ilcommerciospecializzato,se

lo fanno in modo coerente e ragionevole.

una grande attività turistica che contribuisce

al suo sviluppo economico e a quello di musei

e centri culturali. Senza il turismo non

potremmo parlare di oltre 12 milioni di visite

annuali alle strutture culturali della città.

Il centro storico è tornato a essere scenario di micro-delinquenza,

in particolare verso i visitatori

stranieri. Come viene affrontato il problema?

È una questione che merita attenzione ma

che supera le competenze di Turisme de

Barcelona. Secondo la Polizia, le infrazioni

nel 2004 sono scese del 2% e il voto dei

turisti alla sicurezza della città migliora di

anno in anno, e nel 2004 è stato di 7,5 su 10.

L’assessoreal Commercio, Turismo e Consumo

della Generalitat, Josep Huguet, ha affermato che

i comuni dovrebbero uscire dalla promozione turistica

e che questo investimento dovrebbe essere assunto

direttamente dagli imprenditori del settore.

Qual è la sua opinione?

Riferendomi solo al Barcellona, la capitale

catalana conta già una struttura autonoma

di promozione, che è Turisme de Barcelona,

nella quale intervengono il settore privato

e l’amministrazione pubblica in parti

uguali. La struttura

del nostro consorzio

compie già, in parte,

le raccomandazioni

dell’assessore

H u g u e t .

PE R E DU R A N

Direttore generale

di Turisme

de Barcelona

Il design

edulcorante

di Norberto Chaves

La mia opinione

come cittadino

è che a Barcellona

sia in atto la sovrapposizione

violenta di

una trama commerciale

sulle radici storiche

della città, dove

il design agisce come edulcorante. Il centro

storico è il più colpito, perché più fragile,

mentre l ’ E i x a m p l e ha unaresistenza che gli

permette di sopportare il riciclaggio urbano

inatto.La valorizzazionedelpatrimonio immobiliare

implica un cambiamento sociologico,

vengono espulsi settori della popolazione

e sono sostituiti da un sistema di vita

chenonèpiùpropriamenteurbano,mapiuttosto

un flusso circolatorio destinato al consumo,

non solo turistico. La massificazione

dei comportamenti è antagonista del comportamentocivile,perchévieneamancarel’identificazione

con il contesto e si alimenta la

de-responsabilizzazione. L’esempio degli

esempi è il MA C B A di Richard Meier, la cui

piazza antistante sembra un cortile correzionale

mentre era un pezzo di città che sembrava

Siena, con un’omogeneità di scala tra

il marciapiede, le finestre, gli ingressi. La

massificazione dei comportamenti è una tendenza

universale, ma è sorprendente che i governi,

anziché favorire soluzioni correttive,

accelerino questo processo. Siamo tutti servitori

del processo di globalizzazione del

mercato, ma chi ha un ruolo professionale e

intellettuale ha una doppia responsabilità. Il

design grafico è il più ingenuo, perché la sua

funzione è visibile nella pubblicità, mentre il

design industriale può ancora credere in certi

valori industriali, ma in realtà risponde a

un b r i e f per un mercato di consumo, pertanto

ha maggiori responsabilità. I designer dovrebbero

proporsidinonfare più design, perché

non stiamo vivendo in una società che

soddisfa necessità irrisolte, ma in una società

che ne crea di artificiali. L’innovazione nel

design è rivolta alla creazione di necessità artificiali.

È quasi tutto manierismo, il genere

preferitodiunasocietàdecadente.Ildesigner,

benché dichiari di lavorare a favore della

qualità della vita, ha bisogno di ricevere incarichi,

ma chi è il cliente di questa qualità

della vita?Laproposta di rinnovamentocontinuo

dell’arredamento è in relazione diretta

con il deterioramento dello strato d’ozono.

La struttura perversa del sistema che c’impone

di buttare per tornare a produrre appare

irreversibile perché necessita dello scarto e

del rifiuto per continuare a muovere il mercato.

Sono contro i discorsi che occultano le

relazioni strutturali del mercato e creano l’illusione,

specialmente nei giovani, che essi

potranno alterare la rotta degli avvenimenti

attraversoildesign.Alcuniarchitettimisembrano

i più perversi, perché credono di lavorare

per la storia, mentre quelli che sono in

grado di fare opere dignitose hanno difficoltà

a emergere. Visiti un paesino dell’Ampurdan

tutto croccante di pietra, e appare un

parallelepipedo bianco o un cubo di vetro:

questo non è integrare, è distruggere il paese.

Quell’intervento non è ingenuo, è intenzionale

e appartiene a un’estetica della frattura

che è tutta una filosofia di vita in questa società

squilibrante e sincopata.

NORBERTO CHAVES

Consulente aziendale

19


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Patrimonio

Realtà concentrata per i cittadini

Il dialogo tra progettisti e scienziati e il rapporto tra arte, bellezza e scienza alla base di CosmoCaixa

Su quale modello di divulgazione scientifica

si basa CosmoCaixa?

Abbiamo definito il museo come realtà

concentrata, perché si può usare di tutto per

spiegare la realtà ma non si può sostituirla:

l’oggetto illustra e il fenomeno dimostra.

Un’innovazione radicale del nostro museo

è il muro geologico: una roccia immensa

con a fianco un esperimento con la

sabbia che in pochi secondi riproduce con

tutte le leggi della natura ciò ha richiesto

secoli per accadere. Un vizio dei musei

scientifici era l’occultamento della bellezza,

perché non si dicesse che si recava

un’offesa al rigore scientifico. Per noi questo

è confondere il rigore scientifico con il

rigor mortis. Potendo avere la stessa pietra,

noi abbiamo scelto la più bella possibile.

Il museo è stato progettato a partire dal dibattito

tra architetti, designer, museologi,

scenografi, scienziati fino a quando non ci

siamo trovati d’accordo. Gli architetti

Tarrada sono stati intelligenti perché hanno

affrontato le restrizioni come sfida per

la loro creatività: noi scienziati volevamo

un museo trasparente, il contrario di una

cattedrale, dove c’è mistero all’interno, ma

volevamo gli spazi di una cattedrale, grandi

distanze e ampie visuali per l’occhio, e

il paesaggio che cambia quando lo si percorre.

Per l’auditorium abbiamo recuperato

l’idea del teatro greco e della classe di

anatomia del Rinascimento, perché l’architettura

di un museo deve favorire l’incontro

tra cittadini e stimolare la conoscenza.

CosmoCaixa è un’università per i cittadini,

con la volontà di rendere accessibile

la conoscenza e il metodo scientifico a tutti,

e risolvere una grande contraddizione di

oggi: la mancanza di luoghi di incontro

interdisciplinari, anche per gli scienziati.

Il museo è università

in senso

letterale perché il

suo pubblico è

universale. Mi è

capitato di vedere

in coda tre suore,

due omosessuali

abbracciati

e due colombiane

travestite: in

pochi metri, l’universalità

del

pubblico e della

conoscenza.

Il museo assomiglia

alla natura

più di ogni altra

cosa, con la differenza

che è conc

e n t r a t o .

Nella collaborazione

con architetti

e designer, vi siete

riferiti a qualche

esperienza in particolare?

Alcune idee sono

originate da molti

musei del mondo,

anche nel modo di

mettere in relazione

scienza e arte.

I riferimenti ci hanno stimolato a non fare

certe cose.

Alcuni musei americani accentuano l’infantilizzazione

del pubblico. Quando entri

in un museo dove tutto è rotondo, rosso,

giallo e blu, esteticamente un adulto si

sente offeso, perfino ai bambini non piace

l’estetica infantile. Un ragazzo a undici

anni è museologicamente adulto e deside-

L’ a l b e ro della vita (Minquartia guianensis), dalle

forme quasi gaudiane, è situato al centro di una

rampa elicoidale di 250 metri di lunghezzza a forma

di cono capovolto. Foto di Olga Planas

La Piazza della scienza. Foto di Pilar Aymerich

ra partecipare al

mondo degli

adulti, per questo

abbiamo fatto la

sala Click per i

bambini dai tre ai

sei anni e la sala

Flash per quelli

dai sei ai dieci con

Mariscal, perché

ha un’enorme

sensibilità estetica

quando dialoga

con i cittadini più

giovani, senza infantilirsi.

Può

sembrarlo ma

non lo è, come

Miró, il cui lavoro

è stato il processo

verso una

sintesi. Il disegno

dei bambini

non è sintesi. Un

adulto cerca l’essenza

tra le sfumature,

nell’infanzia

non si conoscono

le sfumature,

questa è

la grande differenza.

L’arbitrarietà delle

forme è un tema di attualità in architettura:

l’assunto funzionalista che la forma segue

la funzione ha riscontri in natura?

Moltissimi. La selezione naturale agisce

per ottenere un vantaggio sulla sopravvivenza

e questo è ciò che si chiama funzione.

La forma più frequente in natura è

la sfera, perché in condizioni di isotropia

è la superficie minima racchiusa da un volume,

e ha avuto migliaia di ri-selezioni

perché ha molte funzioni. Le uova sono

sferiche perché è il modo più lento di perdere

calore, ma hanno anche la funzione

di rotolare. È la funzione che dà intelligibilità

e la natura ne è piena. Sono tre i tipi

di selezioni: la prima è quella fondamentale,

semplicemente perché è la più

probabile quando è compatibile con le

leggi della fisica. Per questo tutte le stelle

e i pianeti sono rotondi, perché lo spazio

è isotropo.

La seconda selezione è quella naturale, che

consente di guadagnare qualche vantaggio

contro l’incertezza, mentre la terza è la

selezione colta, che è la creatività umana.

Nei primi due casi, la funzione è importante,

mentre la selezione colta può liberarsi

dalla funzione: è il caso di un gioco

che può essere molto intelligente ma non

avere una funzione. Il razionalismo è una

vocazione esplicita della funzione, mentre

il barocco la disprezzava. Gaudí è un caso

interessante perché legge l’architettura

della natura e ne acquisice le forme che assumono

una funzione diretta, come nel caso

delle colonne elicoidali, che copia dagli

alberi o gli esagoni dei pavimenti, presenti

negli alveari o nelle squame di molti

pesci. Per questo Gaudí

non è un barocco

assurdo ma un genio

singolare.

JO R G E

WA G E N S B E R G

Fisico, direttore

dell’area di

Scienze e

A m b i e n t e

d e l l a

Fundació

«la Caixa»

Memoria viva di cultura materiale di Isabel Campi

Il Museu de la Ciència i de la Tècnica

de Catalunya è poco conosciuto, ma è

un’istituzione emblematica. Fino ad oggi,

i musei della scienza e della tecnica

hanno dovuto fare i conti con un discorso

esclusivamente tecnico. L’apporto degli

storici del design ha permesso d’interpretare

gli oggetti in funzione dei cambiamenti

tecnologici, delle correnti estetiche,

degli usi sociali. Per conservare e valorizzare

il patrimonio tecnologico e industriale

i musei devono saper costruire un

discorso sugli oggetti, spiegare perché essi

fanno parte della nostra cultura. Questa

è una conquista

recente in Catalogna

e grazie

a collezionisti

privati, che

hanno avuto

la pazienza di

conservare oggetti,

oggi è possibile

disporre di

un discreto

punto di

p a r t e n -

za. Ma

costruire una banca dati sulla storia del design

richiede una lotta contro il tempo,

perché le aziende, quando chiudono o si

trasferiscono, buttano via tutto. Per la

mostra antologica di André Ricard

diventarono matti nel cercare una

bottiglia di latte Rania che aveva

progettato più di 25 anni fa, la bottiglia

di latte più preziosa della Catalogna.

Neanche il patrimonio architettonico

industriale in Catalogna

è stato ben conservato, ha prevalso

la speculazione.

La V i l . la Olímpica è stata costruita

dove c’erano le fabbriche della rivoluzione

industriale, demolite lasciando

solo le ciminiere come testimonianza.

Sabadell e Terrassa

sono state più sensibili di Barcellona

e hanno conservato meglio il patrimonio

architettonico. È indispensabile

capire che un museo

della cultura materiale non deve

essere virtuale. Possiamo avere tutti

gli oggetti fotografati e digitalizzati,

ma non sappiamo se fra trent’anni

esisterà la fotografia, mentre

l’oggetto sì, se lo avremo con-

servato bene. I musei di design non devono

rimanere chiusi in una definizione dottrinaria

di ciò che è design, perché è un

concetto che evolve con il tempo e devono

contenere anche design anonimo e

popolare. Il dibattito tra cultura alta e

bassa non è più attuale: la cultura degli

oggetti è cultura. La storia del design

è un luogo di incontro tra l’estetica,

la tecnologia e la società.

La storia dell’arte affronta un discorso

sull’estetica, ma non spiega come

funziona una penna e quali innovazioni

ingloba, e la storia della tecnica

non spiega perché una penna cambia

forma quando non cambia la tecnologia,

o perché ci sono oggetti

kitsch che hanno molto successo.

Tutti gli sforzi per conservare e diffondere

il patrimonio materiale trovano

la loro giustificazione nell’importanza

della memoria e nella sua

preservazione: per questo esistono

gli storici e questa è la nostra responsabilità

verso le generazioni

f u t u r e .

ISABEL CAMPI

Storica del design industriale

Un sistema di 17 musei

Il Museu de la Ciència i de la Tècnica

de Catalunya di Terrassa è

il principale museo di un sistema

territoriale dedicato alla conservazione

del patrimonio industriale,

scientifico e tecnico catalano,

dipendente dal Departament de

Cultura de la Generalitat de Catalunya.

www.mnactec.com

GLI ALTRI MUSEI

Museu de la Colònia Sedó

d’Esparreguera

Museu Molí Paperer de Capellades

(www.mmp-capellades.net)

Museu de la Pell d’Igualada i Comarcal

de l’Anoia (www.aj-igualada.net)

Museu del Suro de Palafrugell

(www.museudelsuro.org)

Museu del Ferrocarrril de Vilanova

i la Geltrú (www.ffe.es/vilanova)

Museu de les Mines de Cercs

(www.cercs.net)

Farinera de Castelló d’Empúries

Museu de la Tècnica de Manresa

Museu de la Colònia Vidal de Puig-reig

(www.museucoloniavidal.com)

Serradora d’Areu

Museu de l’Estampació de Premià de Mar

Col . lecció d’Automòbils Salvador Claret

(www.museuautomobilsclaret.com)

Trens Històrics de Ferrocarrils

de la Generalitat de Catalunya

Museu del Ciment Asland de Castellar

de N’Hug

Museu de les Mines de Bellmunt

del Priorat

Museu Industrial del Ter

(www.mitmanlleu.org)

20


Musei

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Les Glòries del disseny Intervista

con Oriol Bohigas

MBM prepara il progetto definitivo del Museo del Design che segnerà la Plaça de les Glòries,

il nodo urbano probabilmente più simbolico della città nei prossimi anni

SEGUE DA PAG. 3, VI COL. IN BASSO

zioni temporanee, un ristorante, un centro

ricerche, un centro studi, per realizzare

quelle attività culturali necessarie per affermare

il museo.

Quale concezione di museo guida il progetto?

È il tema più interessante: fare un museo

che sia un centro d’attività, dall’architettura

alla grafica, dall’artigianato al design

industriale per dare a Barcellona una capacità

d’attività maggiore, legandola alla

potenza del suo design industriale.

Ha già pensato ai materiali?

Saràuncontenitoreneutro con volontàdi essere

semplice, costruito con materiali poveri.

L’esterno sarà ricoperto da lastre di zinco di

piccole dimensioni, flessibili per resistere alle

vibrazioni ed evitare fessure. All’interno

ricorreremo alla tradizione costruttiva del

paese e useremo cemento e muratura ed elementi

metallici. A parte il vestibolo, gli spazi

saranno poco costruiti perché ogni esposizione

li modificherà. Gli sbalzi avranno una

struttura metallica leggera appoggiata a un

elemento strutturale centrale in cemento. Il

centrostudielacaffetteriasarannospaziaperti

che riceveranno luce zenitale.

E gli spazi esterni?

Intorno all’edificio ci saranno un prato e un

piccolo lago, attraversato da un ponte che

unirà la piazza con la città. Tutto è basato

sul piano dove si svolgeranno le attività

principali del museo,

che risolverà il

dislivello di sette

metri tra la città e il

mare.

La museologia a che

punto è?

L’Ajuntament ha

recentemente nominato

Carles Giner

come interlocutore

per riprogrammare

la museologia,

dopo che

Jordi Pardo, che

aveva svolto il ruolo

di direttore nella

fase iniziale, ha deciso

di cambiare professione, andando a dirigere

i Mossos d’Esquadra, il corpo di polizia

catalano.

Quando è prevista l’apertura al pubblico?

Ci vorranno almeno tre anni. Penso che

per il 2009 tutto potrà essere finito, se il ritmo

economico della municipalità assicurerà

le risorse per l’operazione, che in questo

momento prevede lo spostamento dal

Palau Reial de Pedralbes, di proprietà dell’Ajuntament,

dove ha sede il Museo de les

Arts Decoratives, le cui collezioni confluiranno

nel nuovo Museo. Il palazzo viene

acquistato dalla Generalitat per diventare

sede di rappresentanza internazionale

del governo catalano.

Sarà un museo catalano o spagnolo?

La questione sulla nazione in Catalogna è

sempre molto dibattuta. Il museo sarà comunque

di proprietà della Catalogna.

Vi s ta zenitale della plaça de les Glòries, il centro geografico di Barc e l l o n a

ORIOL BOHIGAS

Architetto

A rc h i t e t t u ra e design secondo Bo h i g a s

I

l design è un processo cre a t i vo non molto diverso da quello dell’arc h i t e t t u ra .

È diverso dall’artigianato, dalla pittura, dalla scultura perché è un processo nel

quale una persona o un gruppo di persone sono autori dell’idea e del pro g e t t o ,

e altri sono autori della re a l i zzazione. Questa è la diffe renza fondamentale tra

design e artigianato. In artigianato, chi pensa di fa re un vaso lo fa, e finisce di

pensarlo mentre lo fa. Nella scultura e la pittura ogni prodotto è non soltanto artigianale

ma unico. Il design non è artigianale né unico. Un oggetto può essere

ripetuto infinitamente e pertanto non esiste un autore fisico: esso è fatto meccanicamente,

o manualmente, ma con un sistema industriale di manifa t t u ra. L’ a r-

c h i t e t t u ra è stata il primo processo di design, perché dal Rinascimento, anzi dal

Gotico, è stata costruita attra verso progetti. Si è disegnata una chiesa e dopo la

si è costruita. Il progetto è l’elemento intermedio. Questo è fondamentale per

g i u d i c a re che cosa è e cosa non è design: dipende dal processo con il quale si

fabbricano gli oggetti, il quale dipende a sua volta dalla loro tipologia. Basta pens

a re a tutte le derivazioni dall’artigianato nel design che si sono avute nei paesi

industriali, specialmente in Italia. Non sono fa vo re vole al design che non può ess

e re prodotto industrialmente e ritengo che debba aderire a bisogni sociali re a-

li, perché il bisogno dell’industrializzazione non è astratto, è la necessità di arriva

re a un comfort più economico. Un’altra linea d’interpretazione è considera re

il problema dell’arbitrarietà: quando una forma aliena si può tra s fo r m a re in arc

h i t e t t u ra oppure no? Basta pensare al capitello corinzio: è stato un caso che

un architetto abbia trovato un cestino con l’acanto e abbia utilizzato a un certo

punto questa forma che è diventata un elemento canonico nella storia dell’arc

h i t e t t u ra per dieci secoli. Questo significa che un elemento non d’arc h i t e t t u ra

si può conve r t i re in arc h i t e t t u ra, ed è ve ro. Rafael Moneo ha scritto un libro sul

concetto d’arbitrarietà in arc h i t e t t u ra molto interessante e ha ragione quando

a f ferma che la storia dell’arc h i t e t t u ra è stata uno sforzo per eliminare questo

peccato originale, la forma non di arc h i t e t t u ra utilizzata come arc h i t e t t u ra. Da

ciò derivano l’interpretazione del Gotico come elemento fo n d a m e n t a l m e n t e

s t r u t t u rale, o l’interpretazione di Gaudí della forma determinata dalla geometria

e non dall’arbitrarietà. Tutto il movimento moderno, da Le Corbusier a Gro p i u s ,

ha lottato contro l’arbitrarietà, inventando il curtain wall, la razionalità costruttiva,

i parametri funzionali per giustificare una realtà formale nella stessa arc h i-

t e t t u ra. Alla fine del XX secolo è incominciata una rivendicazione dell’arbitra r i e-

tà formale come punto di partenza dell’arc h i t e t t u ra. Alcuni architetti pre s u n t u o s i

hanno detto: dammi una forma e io te la converto in arc h i t e t t u ra. Questo è un

fatto antimoderno, contro i criteri fondamentali della modernità, della ra z i o n a l i-

tà, della funzionalità. L’ a rc h i t e t t u ra sta incominciando a essere non pro p r i a-

mente arc h i t e t t u ra ma un proclama pubblicitario, per essere diversa da tutto.

In questo momento sembra che la cosa più importante sia fa re un’arc h i t e t t u-

ra che non assomiglia all’arc h i t e t t u ra, per adeguarsi al pro g ramma commerciale

di un’azienda o alla volontà politica di un governo. O. B.

I sette livelli del museo

nel progetto dello studio MBM

Da Pedralbes a les Glòries di Marta Montmany

Le collezioni dei quattro musei del polo

delle Arti decorative di Barcellona

confluiranno nel futuro Museo del design.

Ognuno di questi musei attualmente ha

un proprio conservatore e fa riferimento alla

direzione generale del Museu de les Arts

Decoratives. Gli attuali musei sono molto

diversi e troppo piccoli per avere una vita

reale. Nel nuovo museo ci sarà tutta l’arte

decorativa, il design industriale, la ceramica,

l’abbigliamento. Sarà un centro culturale

del d e-

sign, e perm

e t t e r à

u n ’ i n t e-

g r a z i o n e

delle collezioni,

collegandole

alla

produzione contemporanea del design. La

collezione di design industriale esistente attualmente

comprende circa 1.400 oggetti

progettati o prodotti in Spagna, principalmente

a Barcellona e in Catalogna, a Madrid,

nei paesi baschi e a Valencia, e qual-

cosa in Andalusia. L’arredo urbano è il

grande assente. Durante il suo mandato

come responsabile politico della cultura

dell’Ajuntament, Oriol Bohigas aveva

proposto un centro come fondamentale per

la politica museale della città e aveva in-

La sede del Museu de les Arts Decoratives nel Palau Reial de Pedralbes

caricato Juli Capella e Quim Larrea di selezionare

cento oggetti indispensabili per

una collezione di design industriale. A

Barcellona e in Catalogna sono presenti

importanti collezioni non esposte, come

quelle di grafica di Daniel Giralt-Miracle,

la Fundació Comunicació Gráfica e Albert

Isern, o quelle degli stilisti di moda,

ed è auspicabile che possano confluire nel

nuovo museo.

MARTA MONTMANY

Direttrice del polo dei Musei

di Arti decorative di Barcellona

Il polo dei «Museus

de les Arts de l’Objecte»

Museu de les Arts Decora t i ve s

w w w. m u s e u a r t s d e c o ra t i ve s . bc n . e s

Museu de Ceràmica

w w w. m u s e u c e ra m i c a . bc n . e s

Museu tèxtil i d’indumentària

w w w. m u s e u t ex t i l . bc n . e s

Gabinet de les Arts Gràfiques

w w w. bc n . e s / g a b i n e t a r t s g ra f i q u e s

21


BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

Architettura e Design

SEGUE DA PAG. 2, III COL. IN ALTO

Come spiega il grandea p p e a l che l’habitat umano

di Barcellona ha nell’immaginario internazionale?

È una città che storicamente non ha avuto

grandiespressionidiricchezza. C’èunapositiva

discrezione nello sviluppo urbano.

La verità èchetuttositrova a una scala molto

poco opulenta: contano le ragioni dello

spazio, in una città che ha avuto poco spazio

per crescere, che ha approfittato di ogni

spazio disponibile. Questo ha sviluppato

un alto senso della p o l i s:il barcellonese sente

molto sua la città, cosa impossibile a Madrid.

Egli ha l’abitudine a impegnarsi nel

dibattito sulla città e questo sviluppo contenuto,

questo decoro, hanno favorito una

forte identificazione tra il cittadino e la città

e generato anche comodità. Il turismo di

massa, i grandi fenomeni migratori, attentano

a tutto ciò. Qui c’è tuttora un grande

amore. Il fattore fondamentale del comfort

a Barcellona è la relazione amorosa, a una

scala molto umana, con la città.

Quali sono le direttrici del patrimonio urbanistico

della città da difendere e valorizzare?

Riserverei gli esperimenti architettonici alla

cintura con meno memoria e preserverei la

città più genuinamente mediterranea. Cerdá

pensava a polmoni verdi individualizzati

all’interno di ogni isolato. La speculazione

distrusse il progetto, ma ogni isolato doveva

essere un parco. Costruire grattacieli in

una città mediterranea è assurdo e stupido.

Bisogna preservare la città mediterranea, che

il centro sia al tempo stesso quartiere! È fondamentale

che si capisca che conservare è rivoluzionario.

Agli architetti costa molto

comprendere questo perché hanno bisogno

di progetti e sono molto sensibili al denaro:

sono capaci di vendere l’anima al diavolo

più rapidamente di altri cittadini.

Quali caratteri attribuisce alla città mediterranea?

Un insieme di tratti di tipo fisico e metafisico.

Come insegnarono i greci, una città che

cresca a misura d’uomo, gran parte della

quale possa essere percorsa a piedi. Che sia

aperta, perché il 90% dei giorni dell’anno

nel Mediterraneo si è in condizione di vivere

all’aperto: tutti i simulacri di vita all’interno

dei centri commerciali sono un’aggressione.

Senza separazione tra centro e periferia,

che comunicano mediante la fluidità

dei quartieri storici, e dove si manifesti un

senso di decoro. A misura d’uomo, aperta,

che non aspiri alle grandi opulenze del cemento,

come sta facendo Madrid che cerca

di fare una Caracas in mezzo alla m e s e t a a

forza di tangenziali su tangenziali. A Barcellona

bisogna evitare l’eccesso di cemento,

sia in verticale che in orizzontale perché è un

modello ben preservato di città mediterranea.

Il problema di molti politici e architetti

attuali è che fanno le cose senza tener conto

del fattore umano, e le opere migliorano

solo quando l’uomo le abita per davvero. Le

cose fallite dell’architettura d’avanguardia

del X X secolo, dopotutto, sono quelle che

l’uomo non ha fatto proprie.

RA F A E L AR G U L L O L

Scrittore, professore di Estetica e direttore dell’Institut

de Cultura all’Univesitat Pompeu

Fabra di Barcellona

Gli alberghi

invertono

la rotta

Intervista con Juli Capella

albergo ha interesse urbanistico perché

segna concentrazioni e circuiti dei

L’

visitatori delle città. Analizziamo il cambiamento

a Barcellona: gli alberghi erano

tutti in centro, poi crebbero sul Paseig de

Gràcia e seguirono la Diagonal verso sud,

ma negli ultimi anni sono cresciuti all’estremoopposto,versonordeversoilmare.L’architettura

di un albergo è significativa per

una città perché la sua facciata è riconoscibile,

come le residenze, i mercati. Nella storia

dell’architetturagli alberghi sono stati interpretati

come luoghi dove si sta per poco

tempo: la sfida di un architetto è quella di

far convivere armoniosamente con la città le

esigenze rigide di stanze ripetute su una facciata,

e proporre facciate del X X I secolo. In

altre parole, come progettare un edificio singolare

che contemporaneamente si integri

nella città senza stridere. Infine la rivoluzione

negli interni. Si è rotta la standardizzazione

internazionale che rendeva uguale

ogni stanza di una catena e ora possiamo fare

interni «di Barcellona». Quando viaggi

non vuoi stare chiuso in casa, ma vivere

un’esperienza. Lastanzaèil rifugiodellatua

intimità, ma anche un luogo di comfort, relax,

eccitazione. È confermato dagli studi

psicologici. Barcellona è arrivata tardi al

movimento moderno, all’organicismo, ma

questa volta la rivoluzione negli alberghi è

passata di qui, in anticipo perfino su paesi

preparati come l’Italia e la Francia. Il successo

turistico di Barcellona ha favorito tut-

S u a A l t e zz a B a rce l

Alcuni progetti del 2005 integrano architettura, città e design. S

della capitale catalana: crescita orizzontale o verticale, architet tu

CITTÀ ORIZZONTALE E VERTICALE

Non potendo sfuggire la presenza della torre Agbar di Jean Nouvel, Juli Capella per l’hotel

Diagonal Barcelona ha evitato qualsiasi linguaggio che potesse confondere l’insieme:

se la torre è cilindrica e policro m a t i ca, l’albergo è prismatico e risolto in bianco e nero

Città orizzontale: contro l’arbitrarietà del gesto

Pe rché il Mercato di Santa Caterina in copertina a un report su Barcellona e il suo design nel 20 05? All’opera di

M i ralles e Tagliabue si potre b be riconoscere, a prima vista, una volontà di libe ra espressione, di gestualità, di

assoluta manifestazione cre a t i va. Eppure, a una lettura più appro fondita, pre valgono prese di posizione dei

p rogettisti che allontanano ogni ipotesi di arbitrarietà. La copertura è

u n ’ e vocazione, ironica ma rigorosa, del modello del mercato ottocentesco, nel

r i ve s t i re un ruolo di protezione ma insieme di raccolta e di centralità urbana.

La struttura è resa tanto evidente da sov rapporsi in alcuni casi, occultando

la vista della città

e della copertura colorata,

alle finestre dell’edificio

residenziale: una dichiara z i o n e

di priorità del fatto costruttivo e

delle sue regole, chiare e inevitabili anche

di fronte alla più potente espressività.

Il Mercato è il paradigma di una cultura

del design catalano agile ed espre s s i va ,

c re a t i va per principio,

ma tenacemente contro

l ’ a r b i t rarietà del gesto.

Michele Bonino

Architetto

22


Architettura e Design

BARCELONA & CATALUNYA City & Design Report 2005 ~ 2006

l l o n a

Città verticale: camere con vista e skyline corporativo

n. Sono le prossime sfide

et tura per cittadini o per turisti?

to ciò, è una congiuntura favorevole frutto

del lavoro dell’amministrazione pubblica,

dei mezzi di comunicazione, dei promotori

economici. La qualità del settore alberghiero

spagnolo è conosciuta in tutto il mondo.

Che cosa pensa della proliferazione di edifici verticali,

soprattutto alberghi?

Credo che la scelta urbanistica di ammucchiare

singoli edifici dispersi e molto

alti a Diagonal Mar sia sbagliata, soprattutto

a Barcellona, dove funzionano gli isolati

chiusi, che sono isole che integrano usi

diversi tra edificio e strada. Mi piace la torre

Agbar, ma non produce strade. Le strade

esistono quando le facciate sono più o

meno parallele. Due torri ben collocate sono

quelle del porto olimpico perché creano

uno spazio urbano vivibile. Preoccupa

questa urbanistica di influenza americana

che non funziona in questa città e in nessun’altra

perché conduce troppo all’individualismo,

a un certo autismo e una mancanza

di solidarietà tra gli edifici. L’Ajuntament

di Barcellona sta facendo un errore

a insistere sulle singolarità, adesso ci

sarebbe bisogno di un’architettura più integrata.

Bisogna aver fiducia nei buoni architetti:

se si lascia intervenire pienamente

Oriol Bohigas avremo buone garanzie che

Plaça de les Glòries funzioni bene, perché

Texas Miró

una cosa è la volumetria, un’altra come la

si risolve.

Una buona soluzione di Plaça de les Glòries aiuterebbe

a incorporare l’area del Forum in modo più

armonico con la città.

Esatto. Manca la cucitura di questo grande

spazio che geograficamente è il centro di

Barcellona. Da un punto di vista urbanistico

il famoso modello Barcellona in questo

momento corre un certo pericolo, ma

non lo dico da pessimista. C’è bisogno di

una riconsiderazione della città di fronte ai

grandi cambiamenti che produce l’immigrazione,

ma non se ne parla abbastanza.

Barcellona è una città compiuta, i suoi quasi

cento chilometri quadrati sono pieni, per

cui è importante non sprecare le ultime cartucce

con i piani 22@ e Sagrera e utilizzare

il prossimo decennio per costruire la città

dove vogliamo vivere. L’Ajuntament

non può più imporre un’urbanistica che

non tiene conto dei cittadini e della partecipazione

dei settori vivi della città.

JU L I CA P E L L A

Architetto

B A R C E L L O N A I N T E R N A Z I O N A L E

Juan Miró è nato a Barcellona nel 1964 e si è laureato in architettura a Madrid pre s s o

l’Escuela de Arquitectura dell’Universidad Politécnica nel 1987. Nel 1989 vince una

borsa di studio Fulbright per un Master all’Università di Yale. Dal 1991 al 1996 lavora

p resso lo studio Gwathmey Siegel and Associates a New York City,

dove è Project Architect nella costruzione della re s i d e n z a

di Michel Dell ad Austin, Texas e della Sony Plaza

nell’edificio AT&T a New York. È titolare dello

studio Miró Rivera Architects ad Austin, fondato nel 2000 insieme a sua moglie Rosa e a Miguel Rivera.

Attualmente lavora a numerosi progetti residenziali in Texas. È membro attivo dell’American Institute of

A rchitects (AI A), e dal 1997 Associate Professor alla School of Arc h i t e c t u re dell’University of Texas at

Austin. Nel 2005 ha realizzato la Guest House (nella foto), progetto per il quale ha commissionato

all’azienda Llambi la realizzazione dei frangisole in alluminio per la facciata, il primo progetto negli Stati

Uniti della storica azienda catalana.

A sinistra, l’hotel Arts, il più emblematico tra gli alberghi post-olimpici, aperto nel 1994 su

p rogetto di Bruce Graham. Lo studio GCA di Barcellona completa entro aprile 2006 il rinnovamento

integrale gli interni. A destra, posa in opera della cupola dell’hotel Hesperia

Tower che verrà inaugurato nel gennaio 2006. Progetto di Rich a rd Rogers con Luis

Alonso e Sergi Balaguer, interior design dello studio GCA .

A sinsitra, la torre Agbar, sede del gruppo Agbar, inaugurata nel settembre 2005 su

p rogetto dell’atelier Jean Nouvel insieme allo studio b720 di Barcellona. A destra, la

t o r re Mare Nostrum, sede corporativa di Gas Natural che verrà inaugurata ad aprile 2006

su progetto dello studio EMBT di Barc e l l o n a .

SEGUE DA PAG. 3, IV COL. IN ALTO

venticinque anni, fatta di assi urbani più visibili,

di marcatura simbolica del territorio,

ha permesso di valorizzarele architettureesistenti,

il modernismo più di tutti, e creare

nuovi riferimenti, come la torre delle telecomunicazioni

di Norman Foster, il ponte urbano

di Santiago Calatrava e l’anello olimpico,

ma corriamo il rischio di esagerare. A

me appare come un effetto perverso del successo

che il sindaco di Barcellona, quando

presenta la grande operazione (300 ettari),

perfino più importante del Fòrum, sull’asse

della Meridiana e intorno alla stazione per

l’alta velocità di Sagrera, lo faccia insieme a

Frank Gehry, per cui l’unico a risaltare è il

suo progetto «singolare», la stazione. Un altro

effetto perverso del successo è nei confronti

degli abitanti: quest’urbanistica fatta

per i visitatori, i turisti, i congressisti, rischia

di avere un effetto escludente per i suoi abitanti,

che si manifesta nell’accesso alla residenza.

Molti conflitti sociali attuali si devono

a un meccanismo di espulsione attraverso

il mercato: si aumenta la qualità urbana,

aumenta il prezzo del suolo e poiché manca

un patrimonio municipale del suolo residenziale,

il prezzo delle residenze s’impenna.

Alle persone toccate dalle operazioni

di rinnovamento viene data l’opportunità

di trasferirsi in una residenza più o meno

prossima alla zona, ma i loro figli non potranno

acquistare una casa. C’è un processo

di difficile accesso all’acquisizione di residenzadaparte

del settoremedio-basso, che

sta producendo un malessere sociale che si

era molto attenuato. Il carattere popolare del

centro storico si sta mantenendo grazie all’immigrazionemaiconflitti

socialisonopiù

accentuati nei quartieri popolari dove nuove

operazioni rompono il tessuto esistente,

senza sufficienti garanzie per gli abitanti: intorno

all’aerea della stazione Sagrera aumenta

il numero di uffici e residenze, ma diminuisce

il suolo pubblico per le destinazioni

d’uso sanitarie, culturali, educative.

C’è un’architettura che tiene conto delle necessità

del complesso della città, le interazioni

con il tessuto urbano, e include elementi

singolari che cercano d’essere architettura di

altaqualità,cheinfluiscesull’insieme,chesegna

simbolicamente, afferma uno stile: questa

è l’architettura urbana per i cittadini. Poi

c’èunaspecie d’alleanzaempia trapoteri politici

arroganti, le imprese che vogliono marcare

il territorio e gli architetti che per distinguersi

realizzano edifici che prescindono totalmente

dal contesto, dalle regole, dalla tradizione,

dal tessuto circostante: a Barcellona

stiamo passando, quasi senza accorgerci, da

un’architettura e un’urbanistica per i cittadini

a una cultura degli edifici singolari. Il

design è nato con quella che Walter Benjamin

ha chiamato la cultura della riproducibilità

tecnica: Calatrava, Nouvel, Koolhaas

e altri come loro fanno oggetti di gran bel design,maarrivaunmomento,comediceva

Toqueville, che tutto ciò che è eccessivo diventa

insignificante.

JO R D I BO R J A

Geografo, urbanista, direttore dello Urban

Technology Consulting di Barcellona

23


B a rcelona & Catalunya

Un anno di design

CONCORSIEPREMI

F E B B R A I O

CONCURS DE DISSENY GRES CATA L A N.Organizza:

Gres-BCD (www.grescatalan.com; www.bcd.es).

DISSENY PER AL RECICLAT G E. Organizza:

Enguany, Centre català del reciclatge de l’Agència

de Residus de Catalunya del Departament de Medi

Ambient i Habitatge (www.arc-cat.net).

PREMI ARQCAT M O N. Ai progetti degli architetti

catalani nel mondo. Vincitori: Alfons Soldevila

(residenziale) ex-aequo EMTB Mirallles-Tagliabue

e Carme Pinos (non residenziale), Alfredo Arribas

(paesaggio e urbanistica). Organizza: Col . legi

d’Arquitectes de Catalunya (www.e-coac.org).

A P R I L E

PREMIOS NACIONALES DE DISEÑO. Vincitori:

Metalarte, Josep Pla-Narbona, Juan Gatti. Organizza:

BCD-Ministerio de Industria, Turismo y Comercio

(www.bcd.es).

Josep Pla-Narbona

Juan Gatti

Metalarte: Inout di R. Ùbeda e O. Canalda

PREMIO AMBIT CONSTRUMAT. Organizzato

da Construmat e Codic (Col . legi de Dissenyadors

d’Interiors i Decoradors de Catalunya). Vincitori: SIKA

eBIOSCA &BOTEY (www.construmat.com).

I N T E R N ATIONAL ROCA DESIGN COMPETITION.

Progettare il bagno di un hotel del futuro. Vincitori:

David Benito Cortázar y Laia Guardiola Raventós,

Organizza: Roca e BCD (www.roca.es; www.bcd.es).

PREMIOS ENJOIA’T 05. Gioielleria contemporanea.

Organizza: Orfebres FAD. Vincitore: Edith Bellod

(www.orfebresfad.org).

Premio Enjoiat FAD Orfebres: Edith Bellod.

Foto: Álex Antic

M A G G I O

3° CONCURS DE CART E L L S. Manifesto per la

Festa Major. Organizza: Comune di Hostafrancs

(Barcelona).

PREMIOS LAUS. Grafica, Pubblicità, Comunicazione.

O rganizza: AD G- FA D ( w w w. a d g - f a d . o rg ) .

Premio Laus grafica: Sebastián Alós per la

piattaforma Nunca máis

G I U G N O

PREMIOS DELTA. Design industriale. Organizza:

ADI-FAD. Premio Delta de Plata: Martina Zink e

Gonzalo Milá per Santa & Cole; Joan Gaspar Ruiz

per Marset; Jordi Badia Farré e Otto Canalda

per Oken; Novell/Puig Design per Cata

Electrodomésticos, Emiliana Design Studio per

Metalarte, S.A. Díez+Díez Diseño per Escofet 1886,

S.A. Premio Delta de Oro: Zoocreative per Delica.

Menzione Diseño para Todos: Miguel Milá

per Supergrif (www.fadweb.com).

D e l ta de Plata FA D: Emiliana Design Studio

Delta de Oro FAD: Zoocreative

PREMIOS CONTRARELOJ. Progettare un orologio.

Organizza: Watchcelona (www.watchcelona.com).

PREMIS VOILÁ. Servei Estació - Fundacion Signes

(www.fundacionsignes.org; www.serveiestacio.com).

PREMIOS FAD ARQUITECTURA.

O rganizza: AR Q- IN FA D. Vincitori: Architettura: Eduard o

Souto de Moura: Estadio Municipal de Braga Monte

Crasto, Parque Norte. Braga (Portogallo). Interni:

Lluís Clotet e Ignacio Paricio: Sala d’Actes Polivalent

de l’IT E C a Barcellona. Es t e rni: José Antonio Mart í n e z

Lapeña e Elías To rres: Explanada Fòrum 2004 e planta

fotovoltaica Fòrum 2004, Barcellona. Spazi eff i m e r i :

Joaquín Casanova, Javier Castellano, Rubens Cort é s :

Manantial. Caja de Resonancia Andamio, Granada

( w w w. a rq - i n f a d . o rg ) .

José Antonio Martínez Lapeña y Elías

Torres: Explanada e planta fotovoltaica

Forum 2004, Barcelona.

A G O S T O

10° PREMI D’ART DIGITAL JAUME GRAELLS.

Comune di Igualada - Ceina

(www.aj-igualada.net e www.ceina.es/artdigital).

S E T T E M B R E

CONCURS INTERNACIONAL DE DISSENY EXPO-

HOGAR REGALO. Articoli per la casa

(www.expohogar.com).

O T T O B R E

PREMIS ANUÀRIA'05. Grafica (www.anuaria.com).

NOVEMBRE

PREMI CAMBRA. Gestione del design nell’impresa.

Cámbra de Comerç de Barcelona - BCD - Cátedra de

Gestió del Disseny di ESADE (www.bcd.es).

PREMI «BARCELONA, LA MILLOR BOTIGA DEL

M Ó N » . Q u a l i t à , iniziative, promozioni commerciali.

Organizza: Ajuntament de Barcelona

(www.bcn.es/millorbotiga/cat).

PREMIOS LÍDERPA C K. Imballaggio

(www.hispack.com).

DICEMBRE

5° CONCORSO HERMES. Allestimento negozi. Org a -

nizza: Hermes - BC D ( w w w.bcd.es www. h e rm e s . c o m ) .

FIERE

G E N N A I O

31-6 febbraio BCN FASHION WEEK. Passarella

Gaudí - Salóne Gaudí

M A R Z O

Stand «DESIGN BARCELONA» per i professionisiti

del packaging alla Fiera Luxe Pack a Mónaco

di Baviera. Organizza: Design Mix,

Cambra de Barcelona e Promoció Econòmica

del Ajuntament de Barcelona.

A P R I L E

11-16 CONSTRUMAT. International Building

Exhibition (www.construmat.com).

M A G G I O

7-15 SALON INTERNACIONAL DEL AUTOMÓVIL.

20-21 EXPOCODIG.

L U G L I O

8-10 BREAD & BUTTER. Trade Show for selected

brands. Organizza: Bread & Butter GMBH

(www.breadandbutter.com).

A G O S T O

Esposizione dei Premios Nacionales de Diseño en

Design Korea 2005. Organizza: BCD e Korean

Institute of Design Promotion (www.bcd.es).

S E T T E M B R E

8-12 EXPOHOGAR. International Trade Show of gift

and Home Articles (www.firabnc.es).

19-22 MODA BARCELONA. Barcelona Fashion

Week. Organizza: FFF Flaqué (www.firabcn.es).

OTTOBRE

5-8 MET. Moda-Architettura-Cine -Arte

(www.metbcn.com).

22-3 novembre SALÓN NÁUTICO. Barcelona

International Boat Show (www.firabcn.es).

25-26 FÒRUM DE LA INNOVA C IÓ. Organizza:

CIDEM (www.foruminnovacio.com).

25-30 BARCELONA MEETING POINT.

International Real Estate Show. Organizza: Czf

(www.firabcn.es).

NOVEMBRE

8-13 SALÓ DEL LLIBRE DE BARCELONA.

Organizza: Fundaciò El libre (www.firabcn.es).

14-18 EQUIPLAST. Plastic and Rubber Exhibition

(www.firabcn.es).

24-27 BCN FUTUR. International Show of the

Latest. Organizza: FFF Flaqué-CZF(www.bcnfutur.es).

MOSTRE

G E N N A I O

OBJECTES / SUBJECTES: UNA VISIÓ DES DE

LA BARCELONA QUE DISSENYA. Museu de les

Arts Decoratives, Barcelona. Fino ad aprile 2005

(www.artsdecoratives.bcn.es).

M I R A’T LA RÀDIO: 80 ANYS DE DISSENY I

TÈCNICA DE RECEPTORS. Museu de la Ciència

i de la Tècnica de Catalunya, Terrassa.

Curatori: Isabel Campi e Romà Gibert.

Fino a febbraio 2006. (www.mnactec.com).

ENTRE ORIENT I OCCIDENT. CERÀMICA

ORIENTAL, NORD-AFRICANA I EUROPEA.

Museu de la Ceràmica. Fino al 2 ottobre

(www.museuceramica.bcn.es).

FACTORÍA DE HUMOR BRUGUERA. CCCB,

Centre de Cultura Contemporània de Barcelona.

20 gennaio - 10 aprile 2005 (www.cccb.org).

FEBBRAIO

EL RETORN DE JØRN UTZON A L’ÒPERA DE

SYDNEY. Col·legi d’Arquitectes de Catalunya,

Girona. 4 febbraio - 20 marzo (www.e-coac.org).

SERT, MIG SEGLE D’ARQUITECTURA 1928 -

1979. 25 febbraio - 12 giugno. Fundació Joan Miró

(www.bcn.fjmiro.es/).

MARZO

JORGE PENSI: EXPOSICIÓN DE LA BIKINI

COLLECTION. Istituto Europeo di Design,

Barcelona. 17 marzo - 5 aprile (www.ied.es).

MAGGIO

CULDESAC/LOVE/ALL THE PEOPLE.

Escola Municipal d’Art, edifici Vapor Universitari.

Terrassa. 5 maggio - 23 maggio 2005

TOT A CENT EUROS… I MENYS! OBRES

MESTRES DEL DISSENY. Istituto Europeo di

Design, Barcelona. 18 maggio - 1° giugno 2005

(www.ied.es).

X edizione dei premi Signes

EXPOSICIÓ PREMI SIGNES. Vinçon, Barc e l l o n a ,

10° edizione dei premi Signes.

25 maggio - 6 giugno. Fundacion Signes/Moritz

( w w w. f u n d a c i o n s i g n e s . o rg ) .

GIUGNO

20 ANYS DE CARTELLS: N’HEM VIST DE TOTS

COLORS. Centre Català d'Artesania.

1° giugno - 23 luglio.

EL LABORATORI DE LA JOIERIA 1940-1990.

Museu Tèxtil i d’Indumentària. Barcellona.

Giugno 2005 - marzo 2006 (www. m u s e u t e x t i l . b c n . e s ) .

LA BAUHAUS DE FESTA 1919-1933.

Caixaforum. 29 giugno - 4 settembre

(www.fundacio.lacaixa.es).

EX-POSICIONS (69-88) A, ANTE, BAJO,

CABE, CON, CONTRA, DE, DESDE, EN,

ENTRE, HACIA, HASTA, PARA, POR, SEGÚN,

SIN, SO, SOBRE, TRAS ROQUETA

(EXCEPTO, DURANTE, MEDIANTE, SALVO).

Col . legi d’Arquitectes de Catalunya

29 giugno - 21 luglio. A cura di Pilar Cós.

Allestimento di BOPBAA.

LUGLIO

EL PERICH. SENSE CONCESSIONS. L’opera

grafica di Jaume Perich. Espai 2.

Palau de la Virreina. Barcelona.

8 luglio 2005 - 8 gennaio 2006

(www.bcn.es/virreinaexposicions/catala/home.htm).

PENSA EL VERD: REVISIONS DEL PAISATGE

DE LA GARROTXA DES DE LA COMUNICACIÓ

VISUAL. Espai zer01. Museu Comarcal

de la Garrotxa, Olot, 30 luglio - 25 settembre.

OTTOBRE

PURE AUSTRIAN DESIGN LANDING.

FAD. 27 ottobre - 12 novembre (www.fadweb.es).

NOVEMBRE

VOLA AMB NOSALTRES: UNA SELECCIÓ

DE CARTELLS D’AVIACIÓ. Museu de les Arts

Decoratives. Barcelona. 2 novembre 2005 - 8 gennaio

2006 (www.museuartsdecoratives.bcn.es).

HECHO EN PORTUGAL. DES+GN MAIS. FAD. 18

novembre - 2 dicembre (www.fadweb.es).

Promossa dall'Instituto de Comercio Exterior

de Portugal (ICEP)

HANNO COLLABORATO

Jordí Aguilar Jeanette Altherr Fernando Amat Rafael Argullol Antoni Arola Iñaki Bakero Conxita Balcells George Beylerian Ramón Benedito

Josep Bohigas Oriol Bohigas Michele Bonino Jordi Borja Vicens Bou Anna Butí Anna Calvera Isabel Campi Mercè Camps Juli Capella

Stefano Cappuccio Norberto Chaves Xavier Costa Emilio Donato Gillo Dorfles Pau Dueñas Pere Duran Joan Fornás Dani Freixes Beth Galí

Jordi Galli Monica Gili Daniel Giralt-Miracle Maite Guillem Eulalia Gonzalez Cristina Gosalvez Erwin Himmel Richard Koshaler Cristina Llado’

Quim Larrea Josep Lluscà Alberto Lievore Jaime Lozoya Alessandro Manetti Uli Marchsteiner Nani Marquina Javier Mariscal

Agustin J.Martínez Conxita Mataro’ Carlos Mesonero Anna Mir Vicente Miranda Juan Miró Manel Molina Jordi Montaña

Marta Montmany Lluís Morillas Jordi Morillo Peres Javier Nieto Josep Novell Emili Padros Oriol Pibernat Francesc Pla Josep Puig

Eduard Prats André Ricard Albert Riera Isabel Roig América Sánchez Andres Salvarezza Germán Silva Julia Shultz-Dornburg

Victor Tebar Genis Tolosa Jordi Torres Jaume Tresserra Oscar Tusquets Ramon Úb e d a Ricard Vaccaro Pilar Villuendas Jorge Wagensberg

Nel sito www.ilgiornaledellarchitettura.com sono disponibili le versioni integrali di alcuni testi pubblicati nel report.

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