L'editoriale. La bandiera tradita 15 Maggio 2012 ... - Campo de'fiori

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L'editoriale. La bandiera tradita 15 Maggio 2012 ... - Campo de'fiori

L’editoriale.

La bandiera

tradita

15 Maggio

2012.

Giro d’Italia a

Viterbo

Arco d’oro.

Premio Stampa

Campo de’ fiori

I cento anni

di

Elena

Marinozzi


4

Campo de’ fiori

Editoriale:

La bandiera tradita...................................5

L’intervista:

Letizia Letza..........................................6-7

Curriculum vitae:

Claudia Delli Noci......................................8

L’emozione del Giro pervade le mura di

Viterbo.................................................10

Cine Parade:

Il mio miglior incubo...............................11

Roma che se n’è andata:

Paolina Bonaparte Borghese - “Venere

vincitrice”..........................................12-13

Suonare Suonare:

Roger Daltrey....................................14-15

Io e gli oroscopi..................................17

Ecologia e ambiente:

Spese militari..........................................18

VI Rassegna di Teatro Amatoriale

“Premio Arco d’Oro”............................19

Il Fumetto:

Ubelblatt................................................21

SOMMARIO

Che cos’è la conoscenza.....................22

Manifesto per una Costituente per la

Cultura.................................................23

Come eravamo:

Quando nei campi si...“piantava Maggio”..25

Agostino Paradisi................................26

Attenti al fisco:

Termine del 30 Giugno 2012 per rivalutare

terreni e quote sociali.............................27

Ass. Artistica Iuna:

La poesia di Angelo Bini per l’arte visiva di

Manuela Petti.........................................28

Curiosando a Civita Castellana verso la

fine dell’Ottocento..............................30

Angolo Bon Ton:

Le posate...............................................35

Per ricordare Silvia Quattrini Ferrelli.36

Rivive nella Tuscia il mito di Lessie...38

Una serata in allegria per “I ragazzi

del girasole”........................................39

News......................................40-41-42-43

Vorrei incontrarti fra cent’anni

Elena Marinozzi.......................................44

La rubrica dei cognomi.......................45

La bottega di Mastrofiore...................46

30 anni di attività per il Bar Sergio e

Danilo...................................................47

Agenda............................................48-49

Una “Fabrica di ricordi”:

Gli altarini..............................................50

Messaggi..............................................51

I nostri amici.......................................52

Roma com’era.....................................53

Album dei ricordi.........54-55-56-57-58-59

Annunci gratuiti..............................60-61

Oroscopo .............................................62

Selezione offerte immobiliari .......63-64

In copertina: una marina del Marocco

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Campo de’ fiori

5

La bandiera tradita

di Sandro Anselmi

Sventola ancora dai balconi qualche tricolore a memoria del celebrato 150° anniversario dell’unità d’Italia, ma

il sentimento che ora affiora dal mio intimo nel vederli, oltre quello di riverenza assoluta verso il simbolo della

mia Patria, è di delusione e rabbia per chi, in questo particolare momento, sta offendendo la dignità e l’intelligenza

del suo popolo!

Quel popolo che ha sempre servito e rispettato le istituzioni democratiche dello Stato, al quale ha creduto ed al

quale ha ciecamente ubbidito, che ha dato schiere di eroi e di martiri. Loro, che hanno dato la vita per cacciare l’invasore

e difendere i nostri confini, hanno costruito una nazione unita, progredita e civile, ed hanno regalato ad intere

generazioni anni di pace e di relativa prosperità . Non avrebbero mai potuto pensare, però, che il loro estremo

sacrificio sarebbe stato vanificato dalla furbizia e dalla incapacità di alcuni politici corrotti e dissoluti! Stento a credere

a tanto squallore, ma, purtroppo, è così!

Come ci può essere un signor Mauro Santinelli che per essersi occupato di telefonia percepisce dall’INPS

90.246,55 al mese (pari a 3.258,90 al giorno), quando un disabile al 100% ha diritto ad una pensione di 3.000

circa all’anno ed il tutore deve giustificarne l’uso al giudice???

Ed il signor Luca Boneschi che per un solo giorno da parlamentare prende una pensione di 3.108,00 al mese???

Come può essere che Giuseppe Gambale, parlamentare, sia già in pensione dall’età di 42 anni con 8.455,00 al mese???

Come possono esistere più pensioni e stipendi senza che vi sia cumulo? Eppure Renato Brunetta ha lo stipendio di 19.053,75 da

parlamentare e 4.352,00 di pensione dall’INPDAP; il Presidente Carlo Azelio Ciampi ha 30.000,00 al mese da Bankitalia,

19.053,75 al mese dal Parlamento e 4.000,00 al mese dall’INPS!!!

Come possono i nostri cari politici incassare 2.253.612.234,00, spenderne 579.004.384,00 e tenerne per le loro

folli spese 1.674.607.850,00???

Non si vergognano??? Dovrebbero restituire immediatamente il maltolto e cospargersi il capo di cenere, come pure i super manager

che hanno sbagliato.

Dal 1974 ad oggi i partiti hanno incassato oltre 8.000.000.000,00 di soldi pubblici.

Come fa il professor Monti a non sapere che i portaborse dei parlamentari sono sottopagati ed al nero???

La maggior parte di loro viene pagata con un classico foglio da 500,00 debitamente in busta chiusa, quasi fosse una prebenda.

Quanti enti inutili manteniamo, quante consulenze d’oro paghiamo, quante auto blu, quante scorte, quanti privilegi, quanti benefit….???

Non abbiamo strade, scuole, ospedali, sicurezza e giustizia, paghiamo le tasse ed i servizi più cari del mondo,

eppure abbiamo un debito pubblico di 2.000 miliardi ed un prodotto interno lordo di 1.700 miliardi!!!

Facciamo, allora, pagare le tasse ai partiti, alle fondazioni, ai sindacati, aboliamo le province, le partecipate, decimiamo i parlamentari,

le commissioni, i consulenti ed i loro stipendi, i super presidenti con decine e decine di incarichi, convogliamo i servizi in

luoghi unici, vendiamo gli immobili pubblici e, soprattutto, obblighiamo le banche a non far solo profitto, a speculare, ma a riaprire

le linee di credito alle aziende, alle famiglie, particolarmente ai giovani. Esse non devono fare ingerenza sulla politica!!

Speriamo che un po’ di umanità torni a chi, consapevole dei tanti, tanti soldi rubati, è riuscito perfino a tagliare

quei 150.000.000,00 di euro da destinare a tutti i 2.500.000 disabili gravi per quando non avranno più i

genitori. Non è forse questa l’ingiustizia più grande e più vile che si possa compiere?

Già onesti lavoratori delusi, avviliti, traditi, si sono tolti la vita. Essi sono i nuovi martiri a cui andrebbero

intestate strade e piazze per ricordare il loro estremo sacrificio.

A questo Stato che promuove il gioco d’azzardo, delle scommesse, che monopolizza

la droga del tabacco, che tollera l’indecenza dei mass media, che manda a

morire i nostri giovani in terre straniere per le “missioni di pace”,

regaliamo altre 400 auto blu, oltre le 60.000 che già pos

siede e gli comperiamo aerei da guerra per gio

care.

Giovani!!! (espressione tanto cara a Sandro

Pertini), siete il futuro, l’orgoglio nazionale,

abbracciate la bandiera dei nostri avi

e fatela sventolare alta, solenne! Ora!


Letizia Letza e Michele Baldicci

Letizia Letza

e “I principi che eravamo”

Incontriamo Letizia Letza dopo almeno

15 anni passati dal giorno in cui ci

siamo conosciuti e Lei era una giovane

attrice arrivata da Pisa in cerca di fortuna

a Roma. Incontrata a teatro nella sua

interpretazione di Giovanna d’Arco ed una

collaborazione insieme a Radio Roma.

Proprio in quel periodo venne selezionata

per partecipare ad un edizione del Grande

Fratello che accettò dopo molti tentennamenti.

“Devo ammettere di averlo

fatto, ma mai visto né prima né

dopo…”.

Certo oggi siamo al Teatro dell’

Orologio di Roma ed incontriamo un’attrice

completa, diventata anche scrittrice

avendo pubblicato la sua opera prima

“Cuor di Coniglio”, con cui racconta la

sua esperienza all’interno della Casa del

Grande Fratello e quanto sia questo un

gioco cinico e cattivo..

Ma torniamo a questo spettacolo…”Su

questo palcoscenico tutte le sere

accade una sorta di magia … uno

spettacolo pieno di atmosfere magiche

e di poesia ed io sono contenta

di illuminare e profumare il pubblico

come da testo (interpreto la rosa)…”

“I Principi che eravamo” è un testo

molto particolare.

” Si, e credo sia una goccia d’acqua nel

deserto perché parla al bambino che è in

ognuno di noi e, se visto col cuore aperto,

è uno spettacolo che può dare moltissimo

a chi lo vive. Francesco Piotti, autore e

regista, ha preso spunto dalla lettura de Il

Piccolo Principe di Saint Exupery, ha

aggiunto due personaggi inventati quali il

mastro dei sogni (Antonio Calamonici) e la

sua assistente (Enrica Nizi) e fatto ruotare

questa favola eterna intorno al Piccolo

Principe (Michele Balducci) ed alla rosa

perduta interpretata dalla sottoscritta”

Infatti da un mondo cinico, spietato e

duro si passa ad un mondo fantastico

pieno di poesia e di bellezza tra pianeti,

petali, stelle… Quando hai sentito

che volevi diventare attrice ?

“Ho deciso di diventare attrice a 4 anni.

Così piccola già sapevo che avrei fatto

l’attrice e poi la scrittrice. Arrivata a Roma,

il primo personaggio che ho studiato ed

interpretato è stato “Giovanna d’Arco” da

qui ho interpretato “Donne di una certa

classe” (regia di Lidia Vitale), Cenerentola

assassina (E.Bernard), “Teloleggonegliocchi

(A. Alemanno), “Moana, il punto dove

il mare è più profondo” (E. Raya), La

Barbiera (S. Valastro), La donna uomo (E.

Raya), “La malattia della morte” (N.

Daunizeau) e devo dire che interpreto

sempre personaggi molto estremi l’uno

dall’altro … con milioni di sfumature e i

personaggi che mi interessano hanno i

caratteri femminili forti e molto ben

costruiti.”

Ricordiamo anche le molte interpretazioni

al Cinema ed in Tv quali “Piazza di

Spagna” (regia F. Vancini), “Affari Sporchi”

(Rai), “L’Ulisse” (S.Vicario), “La


Campo de’ fiori 7

Il cast al completo

Sconosciuta” (G. Tornatore), “Il peso dell’aria

1 e 2” (S. Calvagna), “Tutti pazzi per

amore” (R. Milani). Ritornando a “I Principi

che eravamo”, ricordiamo che oltre ai bravissimi

interpreti ricordati prima, hanno

collaborato Sergio Proto (aiuto regia),

Viviana Crosato (costumista).

Ed il futuro cosa riserva alla nostra

Letizia?

“Presto sarò in scena al Teatro Vascello

con “Penelope in Groznyl” con la regia di

Marco Calvani, spettacolo che prende

spunto da Penelope ed Ulisse, solo che

qui sono ceceni ed al posto dei proci ci

sono i russi i quali prendono in ostaggio

Penelope e la sua corte tentando di fare

un agguato ad Ulisse : accade una carneficina

! Uno spettacolo orrendo e bellissimo

nello stesso tempo ed il regista ed

autore ha il merito di incollare questi due

opposti sentimenti e di regalarci un’opera

particolarissima che dopo Berlino, Milano

e Napoli finalmente riusciamo a portarlo a

Roma.”

Ci ricordiamo ancora di Letizia madrina di

una serata di festeggiamenti dedicati a

Radio Roma al Piper di Via Tagliamento,

tanti anni fa. La sua ascesa nel mondo del

Letiza Letza e Sandro Alessi

teatro è stata rapida e costante e la sua

bravura arrivata alla sua bellezza, e aspettiamo

di vederla nuovamente su un grande

palcoscenico come merita.

Sandro Alessi

In scena al

Teatro dell’Orologio

di Roma, con uno spettacolo

pieno di magia, oggi è anche

scrittrice di un romanzo,

dove racconta la sua

esperienza al GF

La copertina del suo libro


8

Campo de’ fiori

Curriculum vitae

Claudia Delli Noci

Questo mese ci dedichiamo nuovamente

al ballo, e ancora ammaliati

dallo spettacolo ancora in scena al

Bagaglino di Roma dedicato al mondo burlesque,

vogliamo presentarvi Claudia

Delli Noci, bravissima attrice-ballerina

pugliese che ancora potete ammirare in

scena.

“Ho iniziato a studiare danza che ero

molto piccola, all’età di 5 anni, presso una

scuola di danza della mia città natale

Taranto e il primo lavoro teatrale come

ballerina professionista è stato al Gran

Teatro di Monaco nell’ Opera “Carmen”

con la compagnia “Balletto del Sud”, all’età

di 18 anni. E’ stata un’esperienza lavorativa

bellissima. Mentre la prima esperienza

televisiva è stata “Chiambretti….c’è

” con la regia di Gianni

Boncompagni, all’eta’ di 20 anni dove

Gianni ci faceva ballare, cantare e recitare.”

Perfezionata la dizione seguendo le lezioni

di Pino Ferrara e seguendo i corsi di Luca

Milesi partecipa a “Lost in Musical estivo”

al tenda a strisce di Roma, in “Otel

Variete” a Firenze, ed in Rai dove partecipa

a “Carramba… che sorpresa !”,

“Linea Blu”, “Qui comando io” ed a

Canale 5 dove la vediamo in “Amici” e ”

Italia’s Got Talent”. Per il cinema ricordiamo

le sue interpretazioni di “Ricordati

di me” (G. Muccino),” Notte prima degli

esami” (F. Brizzi) e “Come è bello far

l’amore” (F. Brizzi).

Per te viene prima il ballo o la

recitazione e quale ti trasmette

più emozione?

La danza e la recitazione sono

due discipline che si sposano

molto bene insieme e, a mio

parere, una buona preparazione

in entrambe rende l’artista completo e gli

permette di padroneggiare la scena egregiamente,

per cui sono molto importanti

entrambe; sia la danza che la recitazione

mi trasmettono forti emozioni non posso

fare una distinzione tra quale mi trasmette

di più e quale meno, sono ambedue

delle espressioni artistiche che travolgono

e danno grosse soddisfazioni.”

Cosa vorresti succedesse nella tua

vita artistica prossimamente?

“Ma sicuramente mi piacerebbe diventare

una brava ed affermata attrice comica e

per questo sto studiando tanto…. Mi piacerebbe

molto poter affiancare Checco

Zalone in un film, perché lo adoro come

attore comico ed inoltre è pugliese come

me, per cui lo stimo molto ed unendo il

suo accento barese con il mio tarantino,

non può che uscirne o qualcosa di molto

forte o qualcosa di veramente incomprensibile…

Un’altra aspettativa futura sarebbe

quella di lavorare come attrice in un film di

Fausto Brizzi, perché avendo avuto la fortuna

di lavorare per lui come ballerina in

alcuni dei suoi film, ho avuto modo di

apprezzare il suo modo di lavorare sul set

e ne sono rimasta affascinata.”

Siamo rimasti molto colpiti dalla carica

emotiva che in pochi minuti ci ha trasmesso

Claudia ed augurandoLe tantissima fortuna,

quasi quasi una di queste sere la torniamo

a trovare in scena.

E voi, che aspettate?

Sandro Alessi

Sandro Alessi e Claudia Delli Noci

Inviate il vostro Curriculum vitae! Verrà pubblicato sulle pagine della nostra rivista per dar ancor più

lustro al vostro lavoro di attore, attrice, cantante, suobrette. L’indirizzo è info@campodefiori.biz


10 Campo de’ fiori

Il 15 maggio appuntamento con il grande ciclismo

L’emozione del Giro pervade

le mura di Viterbo

di Secondiano

Zeroli

Leggo su una rivista del

“Touring Club”: “per

andare a Civita di

Bagnoregio occorre

recarvisi a piedi o in

bicicletta”. Dopo un

primo attimo in cui la

meraviglia ed il riso si

impossessano di me,

ne deduco che sarebbe

fantastico se il “Giro

d’Italia” potesse davvero salire su per il

ponte e scalare i successivi gradoni, fino a

raggiungere la meta tanto agognata di

Porta S. Maria. Immediatamente i miei

pensieri corrono a ricordare i grandi scalatori

che hanno sublimato, con le loro

imprese, questo nobilissimo sport e, chissà

perché , la prima sagoma di ciclista che

mi balza alla mente è quella di Robic,

“testa di vetro”, che vedo inarcarsi, lui

così piccolo e sgraziato, su quel selciato

fatto di pietre e tufo mal tagliato, lo vedo

irrompere da trionfatore nel piccolo tunnel

che porta a piazza Colesanti, mentre una

nutrita folla di giornalisti e di tifosi lo attornia

e lo festeggia. Stranamente non riesco

a vedere Coppi, il campionissimo,

Bartali, l’intramontabile, Gaul, il camoscio,

Bahamontes, l’aquila, Pantani, il

pirata..forse la mia mente va a scovare

Trueba, la pulce, o forse un confuso racconto

di mia madre che, nativa di Civita,

soleva affermare che il cugino “Tatippe”

veniva su baldanzoso dal ponte con la sua

bicicletta “Atala”. Quello che è certo è che

il 15 maggio non vedremo i ciclisti arrivare

stralunati ai piedi di Civita, perché li scorgeremo

delinearsi in un lungo serpentone

sulla Cassia ed infilarsi a Viterbo e tagliare

in due la città per raggiungere Bagnaia e

poi Orte, per finire poi in Umbria e su su

fino al traguardo di Assisi. Certamente

nessuno potrà nemmeno sognare di vedere

uno scalatore transitare solo e fuggitivo

a ridosso delle “celebri mura di Viterbo”

(come le definì Adriano De Zan negli anni

’70) ci dovremo, come già detto, accontentare

d’una lunga fila di carovana colorata,

perché non potrà essere la statale

Aurelia a far accendere la miccia d’una

corsa molto tattica e giocata sulla compattezza

e sulla forza delle singole squadre.

Pure il pensiero dello scrivente prova ad

ipotizzare una fuga da lontano, magari di

qualche ciclista sconosciuto ai più ma in

grado di regalare al pubblico di Viterbo,

quel sapore di ciclismo d’epoca, di ciclismo

in bianco e nero, che rende così attraente

uno sport in cui dei giovani in maglietta e

calzoncini corti, posizionati su una semplice

bicicletta, percorrono dei lunghi tratti di

strada, preceduti e seguiti da tante vetture

variopinte e da tanta polizia a sirene

spiegate. Ma a prescindere da come l’evento

si concretizzerà , tutti avremo modo

di applaudire il passaggio dei girini, perché

si può fischiare una squadra di calcio

o un pugile su un ring ma mai nessuno si

sognerà di non applaudire al passaggio

del Giro ciclistico d’Italia.

Pantani

Bahamontes

Coppi

Robic

Bartali


Campo de’ fiori 11

IL MIO MIGLIOR INCUBO

a cura di

Catello Masullo

Agathe e Patrick non avrebbero mai avuto la possibilità

di incontrarsi, se non fosse che i loro figli

frequentano la stessa scuola. Infatti la prima è la

direttrice di una importante ed esclusiva galleria

d’arte ed è sposata con François, un editore ricco

e di successo. Patrick, invece, è un uomo rozzo e

insolente, che sbarca il lunario con espedienti,

spesso ai limiti della legalità. Quando François

incarica Patrick di ristrutturare il loro lussuoso

appartamento, il devastante ingresso in casa, non

potrà che sconvolgere l’equilibrio familiare …

Quest’anno è decisamente l’anno del cinema francese. Trionfo agli

Oscar con il film muto e raffinatissimo “The Artist”, successo planetario

di film agro-dolci come “Quasi Amici” e “Piccole Bugie tra Amici”. Ed

ora questa irresistibile e scanzonata commedia di Anne Fontaine. Una

53-enne di grande talento che scrive e dirige sempre i suoi film.

Ricordiamo i successi maggiori : NETTOYAGE A’ SEC [1997], COME

HO UCCISO MIO PADRE [2001] , NATHALIE [2003], NOUVELLE

CHANCE [2005], LA FILLE DE MONACO [2008], COCO AVANT CHA-

NEL - L’AMORE PRIMA DEL MITO [2009]. In questo “Il mio miglior

incubo” (il titolo originale era più calzante, si traduce in “il mio peggior

incubo”, ma la distribuzione italiana pare abbia cancellato dal vocabolario

dei titoli in uscita nel nostro paese la parola “peggiore”…) ha il

colpo di genio di accoppiare due opposti, che più opposti non si può.

Da un lato la algida e perfezionista imperatrice del cinema impegnato

Isabelle Huppert, famosa per ruoli straziati, nevrotici, di estrema drammaticità.

Dall’altro il belga Benoît Poelvoorde, che dall’esordio horror, in

quel caso anche alla regia, con lo scioccante ‘Il cameraman e l’assassino’,

nel quale era un serial killer demenziale, per passare ad uno degli

ineffabili aspiranti suicidi di “Kill me Please”, vincitore della penultima

edizione del Festival di Roma, fino allo spassoso doganiere di “Niente

da dichiarare” , all’impacciato patologico di “Emotivi Anonimi”, ed alle

irresistibili numerose caratterizzazioni, in “Asterix alle olimpiadi”,

“Quello che gli uomini non dicono”, “Coco avant Chanel”, ecc. La

Huppert non la immagineresti mai in un ruolo leggero e divertente. Ed

è invece mostruosamente brava anche in questi. Poelvoorde è divinamente

grossolano. Una accoppiata vincente. In un film divertente, con

battute a ripetizione e gag irresistibili. Che si occupa di uomini e contesti

volgari, senza mai , minimamente, scadere nella volgarità. Che si

prende anche il gusto di mettere alla berlina dei tic della upper class

francese e dei critici d’arte (ed in quest’ultimo aspetto, in uno con l’accoppiata

degli opposti, ha più di un punto di contatto con l’altra commedia

francese che sta spopolando, il già citato “Quasi Amici”).

FRASI DAL CINEMA

“Cosa vuole?

Sono il padre di Tony, se me lo gettate dalla finestra provo a prenderlo

al volo. Ma è pericoloso, non è tanto robusto!”. (Isabelle Huppert e

Benoît Poelvoorde).

“Sono davvero onorato che mi hai scelto come testimone.

Questo matrimonio è un imbroglio, non c’era nessuno meglio di te per

questo!”. (lo scrittore e Isabelle Huppert).

“Sono belli i matrimoni, rilassanti.

Si, ma in sintesi, sarà un matrimonio in bianco.

Si, ma , come dice il giapponese, non c’è mai bianco totalmente bianco!”.

(Benoît Poelvoorde, che celia sulle affermazioni dell’artista/fotografo

giapponese Hiroshi Sugimoto, nei panni di se stesso nel film, e

Isabelle Huppert).

TITOLO: IL MIO MIGLIOR INCUBO (MON PIRE CAUCHEMAR)

REGIA : Anne Fontaine

INTERPRETI PRINCIPALI :

Isabelle Huppert ... Agathe

Benoît Poelvoorde ...

André Dussollier ...

Patrick

François

Virginie Efira ... Julie

Corentin Devroey ...

Tony

Donatien Suner ... Adrien

Aurélien Recoing ... Thierry (as Aurélien Recoing de la

Comédie-Française)

Eric Berger ... Sébastien (as Éric Berger)

Philippe Magnan ...

Bruno Podalydès ...

Le Principal

Marc-Henri

Samir Guesmi ... L’inspecteur DDASS

Françoise Miquelis ...

Jean-Luc Couchard ...

La psychologue

Milou

Emilie Gavois-Kahn ... Sylvie (as Émilie Gavois Kahn)

Serge Boutleroff ... Le scénographe (as Serge

Onteniente)

Hiroshi Sugimoto ...

Sugimoto

Yumi Fujimori ... La traductrice

Valérie Moreau ... Evelyne

Antoine Blanquefort...

L’adjoint au maire

Arielle d’Ydewalle... Danseuse Carwash #1

Emeline Scatliffe ... Danseuse Carwash #2

Jessica Lefèvre ... Danseuse Carwash #3

Régis Romele ... Peinte fondation

Léa Gabriele ... Mère d’élève #1

Laurence Colussi ... Mère d’élève #2

Marie Boissard ... Mère d’élève #3

Gilles Carballo ... Père d’élève

Rose Cool ... Cliente bar

ORIGINE :FRANCIA

DISTRIBUZIONE : BIM

DURATA: 103’

SOGGETTO : COMMEDIA

VI EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM

DI ROMA (2011).

VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 7.5/8

Leggenda:

CAPOLAVORO **** quattro stelle - equivalente in decimi: 10

DA NON PERDERE *** tre stelle - equivalente in decimi: 8

DISCRETO ** due stelle - equivalente in decimi: 6

DA EVITARE * una stella - equivalente in decimi: meno di 6


12

Campo de’ fiori

Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi

Paolina Bonaparte Borghese - “Venere vincitrice”

di Riccardo Consoli

E’ il periodo compreso

fra gli

anni 1805 -

1808, quando

Antonio Canova realizza

la statua di

Paolina Bonaparte -

“Venere vincitrice”,

sorella minore di

Napoleone, una scultura

che esalta, in

maniera mirabile, probabilmente meglio di

ogni altra, la bellezza femminile.

Una volta ultimata, la statua, commissionata

da Camillo Borghese, il secondo marito,

è trasportata nella casa torinese dello

stesso principe, quindi a Genova per fare,

successivamente, ritorno a Roma dove

viene sistemata nella sua attuale collocazione,

all’interno della Galleria Borghese.

All’epoca correva voce secondo la quale

Paolina vinse tante più battaglie, è facile

immaginare in quale luogo, di quante ne

avesse vinto il valoroso fratello in guerra.

La più amata tra le sorelle di Napoleone,

nel 1797, appena diciassettenne, sposa il

generale francese Charles Victoire

Emmanuel Leclerc divenuto amico dello

stesso Napoleone dopo l’assedio di Tolone

e, appena un anno dopo, da alla luce un

bambino che morirà dopo breve tempo.

Quel matrimonio era stato imposto dallo

stesso Napoleone che, quattro anni più

tardi, nomina il cognato generale Leclerc,

Governatore della lontana isola di Santo

Domingo, località che i giovani sposi raggiungono

nel 1801: qui, però , Paolina e il

marito restano coinvolti nella c.d. “rivolta

degli schiavi”, il Governatore muore nel

1802 colpito da febbre gialla e viene riportato

in patria da Paolina, con tutti gli onori

pubblici riservati agli eroi di Francia.

All’apice del trionfo politico di tutti i

Bonaparte manca soltanto una conferma

sociale che si realizza da lì a poco con un

nuovo matrimonio deciso unicamente per

motivi di convenienza dinastica e diplomatica

ed è così che, nel 1803, Paolina

Bonaparte sposa il principe Camillo Filippo

Ludovico Borghese divenendo uno dei personaggi

più popolari e mondani del tempo.

Camillo Borghese aveva conosciuto

Paolina nel salotto parigino di Giuseppe

Bonaparte, luogo che il giovane principe

frequentava spesso dopo la caduta

della Repubblica Romana del

1799; per i suoi trascorsi giacobini

egli si era guadagnato la benevola

attenzione del Primo

Console, ma si era anche trovato

nella necessità di lasciare Roma

subito dopo il ritorno di Pio VII,

Barnaba Chiaramonti, 1800 -

1823.

Il matrimonio, fortemente voluto

dal futuro Imperatore, viene celebrato

con due cerimonie, una

civile e una religiosa, ma lo stesso

ha durata brevissima. Camillo

e Paolina abitano insieme nella

residenza romana per un breve periodo

ma, dopo qualche tempo, la sorella di

Napoleone torna a vivere da sola, per lo

più in Francia lontano dal marito, a seguire,

l’inevitabile separazione.

Paolina Bonaparte non ebbe mai un

grande ruolo nella storia, ma godette

di grande fama per la sua leggendaria

bellezza; donna assolutamente

capricciosa, divenne la musa ispiratrice

per la “Venere vincitrice” di

Antonio Canova; le cronache dell’epoca

la descrivono del tutto somigliante, caratterialmente,

al grande fratello, come quest’ultimo

è , infatti: instancabile, maniaca

dell’ordine, accentratrice, combattiva, prepotente,

assidua frequentatrice delle stazioni

termali del tempo, passa da una

malattia vera a una presunta e, analogamente,

dalle braccia di un amante a quelle

di un altro.

Irrequieta, amante dello sfarzo e della vita

di Corte, non fa nulla per evitare che si

parli di lei e, con comportamento anti conformista,

posa nuda per il Canova. Molto si

discusse su questo aspetto e sembrerebbe

che, quando le chiesero se davvero avesse

posato in abiti così succinti davanti allo


Campo de’ fiori 13

scultore, Paolina rispose che nello studio

c’era una stufa che la teneva calda; ma

questa affermazione potrebbe, verosimilmente,

essere interpretata come una battuta

atta a provocare scandalo.

Quando venne ritratta da Antonio

Canova, Paolina aveva venticinque

anni, essendo nata ad Ajaccio il 20

ottobre 1780 ed era quello il suo

periodo di massimo splendore mondano:

“Altezza Imperiale” da quando

Napoleone si era incoronato Imperatore a

Notre - Dame, a ben vedere, la “Venere

vincitrice”, con l’esaltazione della bellezza

fisica della principessa Borghese, celebrava

anche il trionfo della famiglia

Bonaparte.

Un particolare: la base in legno drappeggiata

era, originariamente, completata

con un meccanismo che consentiva

alla scultura di ruotare in

modo tale che i visitatori, per ammirarla,

non erano costretti a giragli intorno.

La scultura della splendida principessa,

ritratta come “Venere” seminuda dal

Canova, diventa subito un chiaro irresistibile

richiamo per i romani e gli stranieri;

la ressa in un palazzo nobiliare, per contemplare

la bellezza nuda di una principessa,

molto discussa per la sua spregiudicatezza,

contribuisce, non poco, a creare

un clima di scandalo, soprattutto negli

anni intorno al 1820 risolto, solo in parte,

dal principe Camillo che decide di chiudere

in casa la statua, al fine di evitare l’indegno

mercato degli ingressi a pagamento.

Ma questa decisione del principe Borghese

è dettata anche dalla necessità politica di

conservare buoni rapporti con la Curia

romana e, in particolare, con il severo

Leone XII, Annibale della Genga, 1823 -

1829 il quale, per motivi di censura, aveva

disposto di bruciare tutte le stampe riproducenti

le sculture del Canova di soggetto

mitologico, ritenute “indecenti”.

La statua di “Venere vincitrice”, oltre

che per celebrare il fulgore fisico

della principessa Borghese, in uno

con il trionfo della famiglia

Bonaparte, era stata creata anche

per il piacere privato di Camillo

Borghese, ma era meglio non venisse più

vista poiché , a quel punto, restava soltanto

la nudità della statua, peraltro, la stessa

Paolina, il 22 gennaio 1818, così scriveva

al marito:

“ … Camillo, vorrei pregarvi di farmi un

piacere, sono a conoscenza che talvolta

consentite a qualcuno di vedere la mia statua

di marmo, sarei lieta se ciò non accadesse

più, in quanto la nudità della scultura

sfiora l’indecenza; è stata creata per

il vostro piacere, ma ora non è più così ed

è giusto che rimanga nascosta agli sguardi

altrui … “.

Soffermiamoci adesso, sia pur brevemente,

sulla Galleria Borghese.

In un poemetto del 1613, il letterato

Scipione Francucci, descrive per la prima

volta, la raccolta di dipinti e antiche sculture

del Cardinale Scipione, figlio di

Ortensia Borghese, sorella di Paolo V,

Camillo Borghese, 1605 - 1621 e di

Francesco Caffarelli raccolta che, l’anno

successivo, sarebbe stata ospitata nella

nascente Villa Borghese fuori Porta

Pinciana:

: “ … quella Galleria, che par fatta il teatro

dell’Universo, il compendio delle maraviglie

e la vaghezza dello sguardo umano”.

Il nucleo più importante delle sculture e

dei quadri della Galleria è riconducibile

alla collezione del Cardinale Scipione, ma

gli innumerevoli eventi verificatisi nei successivi

tre secoli lasciano importanti tracce.

Notevole la collezione dei dipinti del

Cardinale, basta ricordare come, nel 1607,

il Pontefice faceva assegnare allo stesso

nipote ben 107 dipinti precedentemente

confiscati al pittore Giuseppe Cerasi

meglio noto come il “Cavalier d’Arpino”,

quindi la “Deposizione” di Raffaello, asportata

clandestinamente dalla “Cappella

Baglione” nella Chiesa di San Francesco a

Perugia e assegnata al Cardinale Scipione

per ordine dello stesso Pontefice.

Nel 1682, dopo la sua morte, confluisce

nella Galleria Borghese parte dell’eredità

di Olimpia Aldobrandini, nonna del principe

Camillo comprendente opere appartenute

alla collezione del Cardinale Salviati e

a quella di Lucrezia d’Este

Nel 1807, Camillo Borghese decide di vendere

a Napoleone molte statue, busti, bassorilevi,

colonne e diversi vasi, opere costituenti

il “fondo Borghese” del Louvre, tuttavia,

ben presto, queste lacune vengono

colmate con l’arrivo di materiali provenienti

dagli scavi archeologici, oltre che da

diverse dimore della famiglia Borghese,

nel 1827, lo stesso principe, a Parigi,

acquista l’importante “Danae” del

Correggio.

Antonio Allegri detto

“Correggio”, Danae


14

Campo de’ fiori

di Carlo Cattani

R o g e r

D a l t r e y

Roma - 23/03/2012 — Auditorium della Conciliazione

Tutti in tilt per TOMMY !

Facile caricaturizzarli, un po’ come sparare

sulla Croce Rossa, si potrebbe dire !

Nasi, menti, zigomi, denti, mandibole e

mascelle, in primis, gridavano vendetta e,

così , con un minimo di abilità nel disegno

, al liceo ci si sbizzarriva nel creare gustosi

quadretti con quattro abnormi faccioni

dai “dentoni-baffoni musi lunghi

muniti” che il foglio non bastava …tutto

ciò durante l’ora di religione, OF COURSE

!WHO are they? THE WHO! Sono trascorsi

oltre 50 anni dai loro primi concertini

tra il 1961/1962 con la denominazione

“THE DETOURS” poi convertitisi in “THE

HIGH NUMBERS” e quindi passati alla storia

come “THE WHO”: parliamo di Pete

Townshend, Roger Daltrey,John Entwistle

e Keith Moon. Appunto i mitici “THE

WHO”! Conservo ancora, mooolto consumato

dagli anni di “affissione” nella mia

cameretta di tanto tempo fa, un loro

poster 70x100 con l’immagine di Pete

Townshend volante sul palco in una delle

sue pose più famose ed impegnative fisicamente

parlando(!), la “sforbiciata volante”

con chitarra alla mano e, in secondo

piano, compreso nella sua “apertura di

gambe”, il torso nudo e la faccia sudaticcia

di un Keith Moon con capelli a caschetto

in un’espressione furbetta e completamente

immerso/perso tra gli elementi

della sua mastodontica batteria variopinta

a doppia cassa: davvero esaltante per un

ragazzetto di 14 anni qual’ero ! Ad essere

proprio ma proprio stringato vi evidenzio

le centinaia di concerti e le vendite milionarie

dei loro dischi, ricordo i singoli

memorabili come “I can’t explain”, “My

Generation”, ”Substitute” , i diversi lp consegnati

alle grandi pagine della storia del

rock quali “My generation”, “The Who sell

out”, “Tommy”,“Quadrophenia” -“The kids

are alright”, “Who ‘s next”, la partecipazione

ai grandi raduni rock della fine dei ’60

inizi dei ‘70: il Festival di Monterey (’67) ,il

Festival di Woodstock (69), il Festival

dell’Isola di Wight (70); inoltre, THE WHO

rappresenta il gruppo di culto per il movimento

Mod. E come non parlare degli

eccessi: i tanti risarcimenti per i danni

arrecati alle camere d’albergo distrutte

nel corso dei loro “after show parties“, le

enormi spese per rimpiazzare i propri strumenti

autodanneggiati ad ogni fine esibizione,tutti

esborsi che hanno più volte

seriamente minacciato le finanze del gruppo

, e , dulcis in fundo,le vittime dentro e

fuori la formazione : muoiono Keith

“Moonie ”Moon nel ’78 e il bassista John

“The Quiet One’ Entwistle nel 2002 , la

“strana coppia ritmica” della band ; e che

dire degli oltre dieci spettatori che restano

schiacciati dalla folla impetuosa durante

un loro concerto del ‘78 a Cincinnati

(USA)? L’ultimo tour della formazione

Inglese, ridotta a 2/4 per le morti di

Moon,gran batterista e personaggio a dir

poco estroso, e di Entwistle,bassista

sopraffino con un ruolo ben oltre quello di

accompagnatore ritmico , s’è svolto nel

2008 e sempre coronato da quel gran

successo che ha accompagnato questo

gruppo nel corso della sua lunghissima

storia. Dal 2009, il cantante Roger Daltrey,

sessantotto anni ben portati ( poca dimestichezza

con droghe e alcool, al contrario

dei suoi sodali), gira da solista con una

propria band includendo tra i suoi compagni

di avventura Simon Townshend alla

chitarra ,il fratello minore di Pete, la prolifica

“penna e mastermind” degli WHO, e

dal 2010 ha intrapreso un tour zeppo di

concerti per il mondo rappresentando integralmente,con

la “benedizione” di

Townshend ovviamente, la rock opera

“TOMMY”. Ma perché mai, vi chiederete,

per questo tour di “Tommy”, non c’è

stata la partecipazione diretta del suo

creatore, Pete Townshend ? Da una delle

interviste rilasciate da Roger Daltrey nel

recente passato , troviamo una drammatica

risposta che fornisce il chiarimento di

questa defezione: < Pete ha dei grossi

problemi col suo udito e questa non è una

scusa: voglio dire, al momento lui gira con

gli apparecchi acustici. Questo non può

che causare grossi problemi di ordine tecnico

nel suonare in lunghi spettacoli dal

vivo>.La vita continua e , dunque, Roger

Daltrey ,preso atto delle condizioni fisiche

del suo “compagno di una vita in musica”

, Pete, si è imbarcato in un lungo tour

Europeo, riservando al nostro Paese otto

concerti, distribuiti nel centro-nord , di cui

ben due nella capitale . Con il biglietto in

tasca già dagli ultimi giorni di settembre

dello scorso anno, ho atteso con non poca

trepidazione l’esibizione nella speranza di

“godere” della visione e della musica di


Campo de’ fiori 15

un’autentica icona del rock qual è Roger

Daltrey e con me, animati dalle stesse

aspettative,diverse migliaia di appassionati

hanno esaurito ogni ordine di posti

dell’Auditorium di via della Conciliazione

per presenziare alla “ prima volta” dell’esecuzione

della rock opera “Tommy” in

Italia; due serate di uno tra quei concerti

rock ,senza dubbio, dal maggior appeal

nell’ambito del programma di eventi musicali

di questa stagione 2012: ! Antistanti

all’ingresso dell’auditorium ci accolgono i

carretti dei venditori di magliette del gruppo

e un arruffato e multicolore artista di

strada si propone nella sua interpretazione

del repertorio Hendrixiano straziando la

sua chitarra e violentando il suo mini

apparato di amplificazione portatile . Nel

foyer noto che la distribuzione dell’età

degli spettatori in attesa di accedere in

teatro è ampia : si va da alcuni ragazzetti

dall’apparente età di 12/13 anni con il

papà cinquantenne, agli over 65 ! Il

luogo ,così marmoreo e vellutato, ordinato

e controllato , con il “Cupolone” che

incombe a pochi passi , le

“signorine/maschere” in rigorosi tailleur

scuri e solitamente abituate al pubblico

della “classica” e dei “red carpets” , contrasta

con la maggior parte di “noantri”

rockers dalle formalità latitanti ! Il logo

della Royal Air Force ,adottato a simbolo

del movimento Mod spicca su molte delle

magliette indossate da ragazzi e meno giovani

accorsi alla serata .In sala molti attendono

l’inizio scattando foto ricordo con

alle spalle il palco “pronto all’uso” e c’è

chi con genuino interesse fotografa l’equipaggiamento

musicale del gruppo buttando

uno sguardo anche ai fogli della scaletta

ben “scocciati” sotto le postazioni

dei musicisti. Noto anche diversi stranieri

e di loro me ne passa davanti uno con

la ” Union Jack jacket”(una giacca realizzata

con un tessuto che riproduce i colori

della bandiera della Gran Bretagna) tipo

quella che usava indossare Pete

Townshend . Scoccano le 21.15 e le luci si

spengono ,partono gli applausi e nella

oscurità attenuata dalle fioche luci di

sicurezza della sala si scorge l’entrata in

scena dei ragazzi del gruppo ; ecco i primi

bagliori del concerto e l’ovazione si rinforza

per un più caloroso segno di saluto

all’ingresso sul palco di Roger che ,in “

total black” , occhialini tondi con lenti

azzurrate , capelli bianchi ma che ancora

mantengono la classica “arricciatura” e il

taglio dei tempi andati , raggiunge il centro

della scena, ci saluta elevando le braccia

poi arretra ed afferra due tamburelli

appoggiati sulla pedana della batteria;

partono le note dell’Overture di “Tommy” e

delle immagini iniziano a scorrere proiettate

su di uno schermo collocato in alto

alle spalle della band : gli applausi riemergono

più fragorosi e avverto una sensazione

da ” pelle d’oca” ….queste note

introduttive in pochi attimi mi riportano

indietro nel tempo , nella mia cameretta

da adolescente ,a quel doppio lp di

“Tommy” suonato a tutta manetta che

,pubblicato nel’69, ho scoperto,quattordicenne

,nel ’75;ma , soprattutto, rivedo la

figura di mia madre sulla soglia d’ingresso

della mia camera che , agli esordi con

quello che diventerà il suo tormentone

preferito, mi urla in faccia …davvero un grande hit degli

anni 70/80 in casa mia ! L’esecuzione di

“Tommy” è integrale, così cchè trascorrono

circa 6/7 minuti prima che la voce

di Roger si palesi alle nostre orecchie

,poiché l’opera è strutturata in una prima

parte , appunto l’Overture , che inizia

strumentale e prosegue con la famosa

strofa cantata da Townshend, introduttiva

alla storia, : ;si continua con l’annunciazione

della nascita di Tommy , “It’s a boy”,

sempre per le corde vocali di

Townshend,:era Pete sul disco e ora

Simon,suo fratello, in questa serie di rappresentazioni

. La storia ,che ha avuto nel

corso degli anni anche versioni teatrali e

una versione cinematografica per la regia

di Ken Russel nel 1975, in breve ,è quella

di ”Tommy” un bambino che nasce

durante la seconda guerra mondiale, da

un padre che, aviatore della Royal Air

Force,viene dato per disperso in combattimento

ma , dopo alcuni anni ritorna e

scopre la moglie con il suo amante;quest’ultimo

viene ucciso dal padre e Tommy

intravedendo la scena riflessa in frammenti

di specchio ne rimane traumatizzato

con la conseguenza di perdere l’udito

la parola e la vista. Il suo sarà un viaggio

,alla ricerca della guarigione ,tra sopprusi

e violenze perpetrate da diversi strani

personaggi . Gli resta un ‘unico senso, il

tatto , che utilizzerà per trasformarsi in

un “pinball wizard” ,un mago del flipper .

La band e Roger ci danno sotto esaltando

i mille e più accorsi alla serata; certo ,

Daltrey non raggiunge al 100% i picchi

vocali delle versioni originali ,la sua voce

ha una tonalità più bassa, ma il suo

impegno sul palco ,a 68 anni, è completo

e divertito, con le classiche roteazioni del

filo del microfono che gli riescono ancora

bene . Siamo tutti attenti e ben piazzati

nelle nostre poltroncine rosse vellutate

ma terminata l’esecuzione di “Tommy” ,

come per un segnale convenuto, gran

parte del pubblico si riversa sotto il palco

per acclamare più da vicino Roger pronto

a dare avvio ad una seconda parte di

spettacolo costituita dai brani storici degli

WHO . La sua camicia scura porta i segni

del sudore lungo i fianchi,la fatica si fa

sentire, ma lui è li pimpante e, confortandosi

di tanto in tanto con qualche sorso

d’acqua , si lancia in infuocate esecuzioni

di classici degli WHO come “Can’t explain”

“The kids are alright”, “Behind the blues

eyes”,”Who are you” (con il pubblico a far

da coro nel ritornello) ,”My

generation”,”Baba O’Riley” .Ha pure la

forza di continuare a scherzare quando

,quasi al termine della sua lunga performance

, imbraccia un ukulele e parla dell’impossibilità

di potersi proporre con questo

strumento,una sorta di chitarrina, nel

famoso “windmill”, la roteazione veloce

del braccio sulla chitarra , inventata da

Pete Townshend , mimandone la goffagine

del movimento rispetto alle ridotte

dimensioni dello strumento.Sono le 23.20

e ,implacabilmente, le luci in sala riprendono

il sopravvento, lo spettacolo è finito

ma THE KID WAS ALRIGHT ! Carlo

Cattani©aprile 2012


Campo de’ fiori

17

Io e gli oroscopi.

I modi di divinazione sono molteplici, e tutti ugualmente validi,

a saperli bene interpretare!

Paolo Balzamo

Il 12 aprile, alle

15,40, all’Ospedale di

Viterbo, è nato

Gabriele.

Come uso fare quando

un lieto evento rallegra

qualche amico, mi accingo

a preparargli l’oroscopo.

Qualche ora di

lavoro e calcoli al computer

ed un centinaio di pagine di vaticini

sono pronte.

L’oroscopo occidentale è , in ultima

analisi, lo studio della posizione dei

pianeti nei dodici settori (“case”) del

cielo al momento e nel luogo della

nascita.

Dato che ogni casa (ascendente, medio

cielo e tutte le altre) rappresenta un

ambito della vita futura (persona, casa,

ambiente, famiglia ecc) e che ogni pianeta

rappresenta un aspetto della personalità

(amore, competitività , equilibrio, astuzia,

ecc.) si stabilisce il destino del soggetto in

ogni aspetto della sua vita. E’ un insieme

di calcoli (secondo il metodo dell’astrologo

di Praga Placidus, alla fine del 1700) che

arriva alla fine a determinare un “quadro

astrale” come quello di Gabriele, qui riportato.

Questo secondo gli

astrologi. In antico i

metodi erano diversi, ed

anche oggi i modi di divinazione

sono molteplici,

e tutti ugualmente validi,

a saperli bene interpretare:

c’è l’oroscopo

cinese, con i

dodici animali che

andarono a trovare il

Budda morente,

quello celtico, basato sugli alberi,

quello maya, basato sui dodici animali/totem

sacri, eccetera.

Stessa validità , dicevo, ossia, secondo me,

zero. Per tutti quanti. Sono molto più vicino

allo scettico Cicerone, che nel suo “De

E’ un insieme

di calcoli (secondo il

metodo dell’astrologo

di Praga Placidus,

alla fine del 1700)

che arriva alla fine a

determinare un

“quadro astrale”.

Divinatione” si chiedeva come mai

facessero due indovini a guardarsi

in faccia e non scoppiare a ridere

mentre pronunciavano vaticini.

Ed allora perché faccio gli

oroscopi se non ci credo?

Perché mai mi accingo

a riempire oltre 100

pagine di interpretazioni,

predizioni e

vaticini che non si

realizzeranno se non

per caso? Semplice:

per gioco logico. Si

tratta di operare in un

sistema codificato. Le

norme di Placidus

sono rigorose: Giove

in IX casa indica carriera

universitaria o

diplomatica, Nettuno in

VI casa indica un’’attività

lavorativa connessa ai liquidi o

al mare. Questo il dato. Allora il nostro

Gabriele insegnerà ingegneria idraulica?

Può darsi, ma di certo non perché lo

dicono le stelle, ma eventualmente perché

lo diranno le sue mani, il suo lavoro, la sua

volontà . Certo nella vita

un pizzico di fortuna non

guasta, ma ognuno è

artefice della sua sorte.

Il sistema dell’oroscopo

è un sistema

chiuso, logico e regolato.

Le sue norme sono

valide al suo interno; se

si adatta o no alla realtà

non ha la minima importanza,

basta che gli operatori

logici vengano rispettati

e per svilupparli non occorre crederci.

Insomma, mi diverto a fare gli oroscopi,

per dirla con Cho Cho San, un po’ per celia

e un po’ per non morir.

Voglio dedicare qualche ora del mio

tempo, per fare un regalo unico ad un

nuovo arrivato. E poi alla fine, forse un po’

di magia esiste veramente: è il miracolo

della vita che si rinnova in Gabriele, ed in

ogni Gabriele, in ogni fiorellino sbocciato o

che sboccerà in questa primavera, in ogni

nuova generazione alla quale passiamo il

testimone della staffetta partita tre miliardi

di anni fa e della quale nessuno conosce

il traguardo.

Nessun oroscopo, nessun vaticinio ci

consente di vedere il domani. Il

domani ce lo possiamo solo costruire,

faticosamente, giorno dopo giorno.

Lavoro, logica ed impegno. Questo serve,

altro che vaticini.

Il mio augurio per i nuovi arrivati?

Benvenuta, Primavera. Benvenuto

Gabriele. Ben rinnovata, Natura.

Hasta la vista!


18

Campo de’ fiori

Ecologia e Ambiente

Spese militari: 3 milioni di euro ogni ora…

Strano tutti tacciono!

di Giovanni

Francola

In Italia si spendono

per la Difesa circa 3

milioni di euro all’ora,

ben 27 miliardi di

euro in un solo anno.

Sono queste le cifre

che il Ministero della

Difesa italiano ha

speso nel 2010.

Nei prossimi anni, nel

bilancio della Difesa,

ci sono da aggiungere altri 17 miliardi di

euro, per l’acquisto di 131 cacciabombardieri

F 35! La domanda è questa, ma chi

dobbiamo bombardare?

Sommando queste due cifre si andrebbe a

coprire tutta la manovra finanziaria, ma

intorno a questi numeri c’è un silenzio

assordante, come se tutti questi soldi

abbiano una corsia preferenziale, un qual

cosa da non mettere mai in discussione,

ma perché ? Basterebbe un taglio del

20- 30% di queste spese, per risparmiare

miliardi di euro ogni anno,

senza mettere in discussione i livelli di prevenzione

dei conflitti e di

mantenimento della pace.

Queste risorse potrebbero

essere destinate

ad esempio alla tutela

dell’ambiente, alla sanità

, alla cultura, alla

difesa dei diritti sociali

ecc. L’Italia ripudia la

guerra come strumento

per risolvere le controversie

internazionali

(art. 11 della nostra

Costituzione), ma in molti

luoghi al mondo dove ci

sono conflitti, i nostri soldati vi prendono

parte e vengono chiamate missioni di

pace: se ci fosse davvero voglia di pace

non si spenderebbero tutti questi soldi. La

pace si costruisce con una cultura

27 miliardi di euro

in un solo anno, a

cui ci sono da

aggiungere altri 17

miliardi di euro, per

l’acquisto di 131

cacciabombardieri

F 35!

diversa, con delle buone politiche

sociali, non con le armi, nel 2009

abbiamo esportato armi per un valore

di 5 miliardi di euro. Non sono certo

queste le politiche di buona convivenza

tra i popoli. Perché non dire

apertamente ad esempio, che la

Libia non è un regime sanguinario,

ma semplicemente

un prodotto da

conquistare. Le

sue materie

prime mettono

gola a troppe

democrazie e su

questo l’ipocrisia

regna a 365 gradi.

Ho provato a leggere

ciò che il governo

Libico mette a disposizione

ai propri cittadini, mi

sono fatto un idea più chiara e

più ampia sulla parola democrazia,

ma non è questo il punto. Le

così dette “guerre al terrorismo”

sono costate solo agli

Usa ben 4000 miliardi

di dollari, questi soldi

sono stati presi in

buona parte in prestito

dalle banche, così

il Governo americano

ha dovuto pagare

miliardi di dollari di

interessi su quei prestiti,

non potrebbe essere

forse anche questo il

crollo delle borse? A cosa

porta questo tipo di investimenti,

se non quello di

una cultura di disprezzo e di morte?

Tornando in Italia, spero che si inizino a

rivedere queste enormi spese militari, non

è certo un buon governo quello che fa

finta di non vedere, da una parte il bisogno

di racimolare soldi con formule ogni

giorno diverse e spesso contraddittorie,

perché vanno a togliere servizi e risorse a

settori come la scuola, la formazione, la

sanità , per citarne alcuni, dall’altra parte

un bilancio che nessuno dei nostri grandi

e illustri politici mette sul piatto del risparmio.

Per una volta abbiate il coraggio di dire

apertamente ai cittadini che spendere 3

milioni di euro ogni ora per le spese militari,

non è più sostenibile o meglio non

è più accettabile. Non dite che è pura

demagogia, cercare di ridurre queste

spese, certo la sicurezza di una

nazione è di fondamentale importanza,

ma più importante è che la gente

viva pacificamente all’interno di ogni singolo

Stato, solo così si potrà vivere e

esportare la cultura della pace agli altri

popoli.


Campo de’ fiori 19

VI RASSEGNA DI TEATRO AMATORIALE

“PREMIO ARCO D’ORO”

Miglior spettacolo 2012 “Le voci di Dentro” della Compagnia Teatro Club di Torre del Greco.

Alla Compagnia Filarmonico Drammatica di Macerata con “Il marito di mio figlio”, il riconoscimento

speciale della Stampa, offerto dalla nostra rivista.

Si fa ogni anno più ambito il premio della

rassegna di teatro amatoriale “Arco d’oro”

della cittadina di Fabrica di Roma, giunto

alla sesta edizione. Settanta sono state le

Compagnie Italiane che hanno partecipato,

inviando i propri spettacoli.

Il direttore artistico della rassegna Carlo

Ciaffardini ha selezionato le sette finaliste

che hanno composto il cartellone di questa

sesta edizione del “Premio Arco d’oro”,

così chiamato in onore del caratteristico

Arco di Giove, porta di accesso dell’antica

città di Faleri Novi.

Il Premio assegnato al Miglior spettacolo,

consiste infatti nell’opera pittorica raffigurante

l’arco, eseguita da Ferdinando

Sciarrini. Le sette compagnie in gara, provenienti

da diverse parti d’Italia, anche

quest’anno si sono sfidate a colpi di

applausi per aggiudicarsi non solo il premio

finale, ma anche i vari altri riconoscimenti

messi in palio, per i quali il lavoro di

assegnazione della giuria è sempre piuttosto

difficile, vista la qualità delle opere

messe in scena. Sabato 14 Aprile, presso

il teatro tenda di Fabrica di Roma, che ha

ospitato tutta la rassegna, si sono svolte le

premiazioni, alla presenza delle compagnie,

oltre che a quella delle autorità locali,

della giuria e degli spettatori più assidui

che dopo aver partecipato agli spettacoli,

erano curiosi tanto quanto gli attori di

conoscere gli esiti. Un pubblico compiaciuto

e sempre più affezionato ed interessato

quello della rassegna fabrichese che ha

contato quest’anno una media di 350 spettatori

per spettacolo. Sempre quasi il tutto

esaurito se si considera che la capienza

della struttura è di poco più di 400 posti.

A condurre la serata, il presentatore ufficiale,

Claudio Ricci, spalleggiato dal direttore

artistico Carlo Ciaffardini. I due formano

una mancata coppia di comici, che

punzecchiandosi strappano tante piene

risate agli spettatori. Ad arricchire lo spettacolo,

pieno di suspense, tanti bravissimi

artisti, quali la ballerina Giada

Pancianeschi, il trio Mysticanza con il virtuosismo

del violinista Fabio Porroni, che

ha proposto musiche etniche, coinvolgendo

tutto il pubblico, e il giovane cantante

Dario Guidi, vincitore di numerosi concorsi

canori ed al quale l’amministrazione comunale

di Fabrica ha voluto assegnare una

targa di riconoscimento per il suo ormai

accertato talento. Dario, oltre ad aver

emozionato semplicemente con la sua

voce, ha proposto una esibizione inedita,

ammaliando gli spettatori con le dolci note

Foto Fabio Branca

La Compagnia Teatro Club di Torre del Greco riceve il Premio Arco d’oro 2012,

per lo spettacolo “Le voci di dentro” di Eduardo De Filippo, per la regia di Gino Roma.

La Compagnia Filarmonico Drammatica di Macerata

ritira il Premio Speciale della Stampa assegnato dalla nostra

testata giornalistica

della sua arpa celtica. Splendide

le vallette della serata, Michela e

Bosuoan, vestite con gli abiti della

Boutique “Madamfiò ” di Fiorella

e gli accessori di “Bijoux” di Carla

Fochetti. Un plauso anche alla Pro

loco, guidata da Stefania

Stefanucci, particolarmente attiva

nell’organizzazione di tutto l’evento.

Ma veniamo all’assegnazione dei

premi: miglior allestimento

scenografico alla Compagnia

del Sorriso di Ancona con “In

nome del Papa Re” di Luigi

Magni; miglior attrice non protagonista

è andato a Chiara

Fanara nella parte di Penny nel musical

“Grasso è bello” tratto dal famosissimo

Hairspray. Si è aggiudicato il premio

attore non protagonista Ettore

Budano nella parte di Serafino “il perpetuo”

veneziano di Manfredi nel film di

Magni. Il premio alla Regia è andato al

bravo Gino Roma che ha ben diretto l’opera

di Eduardo “Le Voci di dentro”.

Premio alla Miglior attrice ampiamente

meritato per Flavia Palumbo, splendida

interprete di Livia Arciani ne’ “La ragione

degli altri” di Pirandello portata in scena

dalla Compagnia dell’Eclissi di Salerno, già

ammirata nel Teatro d’Autunno nella parte

di Blance nel “Tram chiamato Desiderio”.

Miglior Attore quest’anno in ex equo a

due grandissimi interpreti che hanno emozionato

e divertito il pubblico del Palarte,

vale a dire il bravissimo interprete di

Eduardo De Filippo nella commedia “Le

voci di Dentro” Renato Roma della

Compagnia Teatro Club di Torre del

Greco ed il divertente ed esilarante Luca

Sargenti che ha portato a Fabrica una

maschera di Pulcinella capace di incantare

e stupire travolgendo il pubblico in un

mare di risate. Infatti “Pulcinella cornuto

immaginario” della Compagnia

Scaramante di Bastia Umbra vince il

significativo Premio Del Pubblico, assegnato

in base ai voti di gradimento dati dal

pubblico al termine di ogni spettacolo. La

Giuria ha voluto dare un premio speciale

alla compagnia Teatranti di Frodo per la

non facile messa in scena di “Camere da

Letto” di Alan Ayckburn.

Molto apprezzata la scelta del Premio

Speciale della Stampa che è stato

assegnato quest’anno da Campo de’ fiori

alla Compagnia Filarmonico

Drammatica di Macerata per aver brillantemente

portato in scena la commedia

“Il marito di mio figlio” affrontando con

garbo, bravura ed equilibrio un tema di

dibattuta attualità , quale l’omosessualità .

Vince il Premio Arco d’Oro Miglior

spettacolo della Rassegna 2012 “Le

voci di Dentro” di Eduardo De Filippo

portato in scena dalla Compagnia Teatro

Club di Torre del Greco.

Il Sindaco Mario Scarnati, consegnando

l’ambito premio, si è impegnato per

migliorare e far crescere in prestigio e

qualità la Rassegna. Appuntamento al

prossimo anno!

Ermelinda Benedetti


Campo de’ fiori 21

“Il Fumetto”

LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA

di

Daniele Vessella

Coinvolgente ed emozionante. Ubelblatt narra un antico mito

secondo il quale, per contrastare il terribile esercito delle

tenebre, l’imperatore inviò quattordici valenti guerrieri,

armandoli con quattordici lance sacre. Tre di loro, i “gloriosi guerrieri

senza ritorno”, perirono in battaglia. Altri quattro, soprannominati

“le lance del tradimento”, vennero giustiziati dai loro compagni

per diserzione. Gli ultimi sette portarono a termine la cruenta

missione e, al loro ritorno, furono acclamati e accolti come eroi.

Ma, venti anni dopo, un gruppo di ribelli autoproclamatisi anch’essi

“le lance del tradimento” sfidano ancora una volta l’autorità dell’impero...

Oscura, avvincente, leggendaria.

(Trama ripresa dal sito dell’editore).

Amanti del fantasy medioevale non potete lasciarvi sfuggire quest’opera

che unisce elementi fantastici come elfi, antiche leggende e profezie, al mondo

delle spade, dei guerrieri e della magia. La trama,

ricca di pathos e di colpi di scena, ci rivela una

verità nascosta dai sette eroi. Una verità che solo

Koinzell, il protagonista, conosce e vorrebbe farla

emergere per compiere giustizia nel suo mondo.

Koinzell persegue il suo obiettivo senza risparmiarsi.

Determinato, come dovremmo essere tutti noi…

Lascio l’indirizzo del mio blog:

http://danielevessella.blogspot.com/

UBELBLATT di Etorouji Shiono

edito da J-Pop – 12 volumi, in corso

L’antico mito che

narra la storia di

quattordici cavalieri,

imperdibile per tutti

gli amanti del

fantasy medievale

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22 Campo de’ fiori

Che cos’è “la conoscenza”?

del Prof. Massimo

Marsicola

La singola lettera

dell’alfabeto è il più

piccolo pezzo destinato

a formare la

parola, paragonabile

al primo “atomo”

dell’universo spirituale,

che a sua

volta è il più piccolo

pezzo necessario a

formare una proposizione,

che a sua

volta è il più piccolo

pezzo necessario per un ragionamento,

che a sua volta è il più piccolo pezzo

necessario ad avere una conoscenza, che

a sua volta è la più piccola parte necessaria

per avere una cultura! Mi fermo qui, ma

potrei continuare negli esempi: l’approdo

sarebbe Dio-Logos, contenente in sè tutte

le idee, tutte le parole, tutte le conoscenze.

Ciò per dire che la conoscenza

l’uomo se la deve costruire mediante

il linguaggio, a partire dall’esperienza

che fa. La conoscenza si conquista

e si implementa attraverso lo studio

e l’esperienza, si trasforma e ci

accompagna nelle diverse stagioni

della vita. Si potrebbe dire che, in un

certo qual modo, essa è la nostra stessa

persona. Non può sfuggire infatti che se

gli altri ci riconoscono per i tratti distintivi

del corpo, noi ci relazioniamo agli altri

mediante la nostra cultura, fatta delle

conoscenze in nostro possesso. Ed è la

trasmissione delle nostre conoscenze che

fa la differenza nei rapporti umani ed

interpersonali. L’atto, prodotto dalle conoscenze

che abbiamo, è un fatto culturale.

E presenta sempre ciò che noi stessi

siamo oltre, e al di là di ciò che il nostro

corpo presenta. E poichè quelli che mi

conoscono meglio sanno che insisto nel

dire che “noi siamo ciò che pensiamo”,

il nostro pensiero dà senso alla

nostra stessa persona. Pertanto non è

sbagliato dire che la cultura è una persona

o, se si vuole, la conoscenza è una

persona. E’ la persona che noi stessi

siamo. Uno dei fondamentali capitoli del

mio ultimo libro(1) è dedicato proprio alla

“conoscenza”. Se la Critica della ragion

pura prende le mosse dalle domande: ”chi

è il soggetto della conoscenza”; “che cosa

conosce”; “in che modo conosce”; la

domande da me poste sono: “che cos’è la

conoscenza”? “Perchè la conoscenza”? E

nel rispondere ho dovuto articolare in varie

tappe la questione. La conoscenza riguarda

l’uomo da sempre e lo riguarda sempre.

Sulla base di essa si pensa, si dice e

si fa. La storia stessa è mossa dalla conoscenza

o, che è lo stesso, dall’assenza di

conoscenza. La storia personale e la storia

sociale, quella nazionale e quella sovranazionale

sono connesse, si intrecciano e si

fanno per la conoscenza. E quando parlo

di conoscenza non mi riferisco tanto

e solo a quella che più genericamente

e ampiamente chiamiamo cultura.

Questa purtroppo, ben pochi ce l’hanno.

Mi riferisco alla conoscenza che invece

tutti raggiungono e possiedono, più o

meno ampia, più o meno profonda, più o

meno coerente. Quella mediante la quale

l’uomo nella quotidianità è , per i suoi atti,

uomo.

Si è trovato altresì che così come il cibo

è alimento per il corpo, “la conoscenza” è

alimento per l’anima. E, dalla ricerca è

emerso un vero e proprio parallelismo tra

i due tipi di cibo e i loro rispettivi effetti,

ma anche complementarietà ed integrazione

fra i due tipi di res, direbbe Cartesio:

la res cogitans(l’anima) e la res extensa(il

corpo). Ma dire “parallelismo” è riduttivo

oltre che sbagliato. Il corpo e l’anima stanno

tra loro come una monodualità . Sono

due distinti diversi che proprio per questa

loro differenza e distinzione possono fare

quell’uno et unicum che è la persona.

Bisogna dire che l’anima e il corpo stanno

tra loro, oltre che come paralleli (non sono

ad esempio asintotici), anche come elementi

complementari, opposti, corrispondenti,

interattivi, integrati, dipendenti e

correlati. Ma, ultima rilevazione necessaria

da fare, stanno tra loro, in ordine alla legalità

, come inversamente proporzionali.

Seguono cioè , leggi opposte.

La conoscenza permette alle facoltà dell’anima

dapprima di essere sollecitate, poi di

costituirsi e di emergere, di esercitarsi,

irrobustirsi, perfezionarsi, lavorare al

meglio, infine di chiedere per sè il “giusto

cibo”, respingendo, contestualmente quello

considerato nocivo. L’ho già detto:

“l’uomo è ciò che pensa”. E l’anima è il

luogo ove il pensiero nasce, si esercita, si

alloca, si nutre, cresce, progetta, opera.

Se il valore dell’essere umano, la sua

dignità (rispetto a tutte le cose), sono dati

dal fatto di possedere un’anima che lo

rende simile a Dio, la differenza tra le persone

o, se si vuole, il valore aggiunto di

una persona, è dato dalle conoscenze che

ha. Ma non vale solo il detto: “più conosci

più vali”; vale piuttosto il detto: “dimmi

che cosa conosci e ti dirò chi sei”.

Quella è la frequentazione vera ed immediata

di ciascuno: le sue conoscenze. “Le

sue conoscenze sono anche i suoi principali

amici”. I suoi pensieri rivelano il cuore.

Che in altri termini significa: “dalle tue

conoscenze posso stabilire chi sei e il tuo

valore”. Da tutto questo si può comprendere

la grande importanza che rivestono la

“buona educazione” e la “buona istruzione”.

Non dico “educazione” ed “istruzione”,

ma “buona educazione” e “buona istruzione”.

Non tutte le istruzioni (conoscenze) si

equivalgono; e non tutte le educazioni

sono buone. Noi cattolici questo lo sappiamo

da sempre. Vogliamo oggi ricordarlo

specialmente a coloro che soffrono per la

maleducazione degli altri.

1. Cfr. M. Marsicola, Egologia, (inedito)


Manifesto per una

Costituente per la

Cultura.

Campo de’ fiori 23

di Patrizia Caprioli

Questo articolo che

vi accingete a leggere

sarà diverso dai

miei soliti contributi

che si concentrano

tutti su una visione

globale delle tecnologie

informatiche

legate all’informazione

ed alla comunicazione.

Oggi si parla di

Cultura, anche perché la multimedialità

che noi viviamo attraverso i vari strumenti

e dispositivi messi a nostra disposizione

dalla Rete può racchiudere un mondo culturale

che può e deve essere scoperto,

fruito, sviluppato, assaporato.

La mia idea nello stendere questo articolo

è nata dalla lettura di una serie di servizi

pubblicati su un inserto culturale che esce

ogni domenica con il giornale Il Sole 24

Ore, che è chiamato appunto Domenica.

Dal primo articolo apparso domenica 19

febbraio 2012 è nato una specie di movimento

cittadino che inneggia a fare della

Cultura una fonte primaria per lo sviluppo

economico del nostro Paese.

Il progetto messo in campo ha come

obiettivo quello di far nascere una

vera e propria Costituente in seno al

nostro Governo per far si che la

Cultura divenga materia prima nella

nostra economia e che senza utopie

nasca un accordo tra Pubblico e

Privato che incentivi occupazione e

crescita sociale.

Questa Costituente si basa su 5 punti

fondamentali:

- La nascita di una vera e propria

Costituente per la Cultura, per l’appunto,

in seno al Parlamento Italiano.

- Strategie di lungo periodo che inneschino

studi e ricerche di fattibilità in ambito

culturale.

- Una cooperazione reale e tangibile tra

tutti i Ministeri, non delegando al solo

Ministero dei beni e delle attività culturali,

l’onere di occuparsi della rinascita economica

della nostra Cultura. Devono per

forza di cose essere coinvolti anche il

Ministero dell’Economia, il Ministero del

Lavoro, il Ministero dell’Istruzione e così

via.

- L’Arte deve essere studiata nelle scuole,

dalle elementari all’Università , non solo a

livello storico ma anche creativo, senza

abbandonare la ricerca scientifica che è

legata alla Cultura.

In quest’ultimo punto vengono racchiusi

tre obiettivi principali. Il primo è il riconoscimento

reale del merito delle menti artistiche.

Il secondo è la complementarità

pubblico-privato, dove l’area pubblica si

occupi principalmente di quelle zone della

cultura che non possono dare margini di

guadagni per investimenti privati, e che

incentivi la ricerca sotto tutti i punti di

vista. L’area privata deve abbracciare la

Cultura come fonte di guadagno certo,

investendo seriamente nella creazione di

eventi culturali. In ultimo, gli sgravi fiscali

concreti dovrebbero incentivare questa

tipologie di imprese, come si fa in tanti

paesi a livello mondiali.

Tutto questo per far comprendere a tutti

che la Cultura può diventare fonte di

guadagno e di incremento occupazionale,

perché se incominciamo a pensare

che andare a teatro, al cinema, al museo

non è una perdita di tempo, ma un reale

arricchimento della nostra anima allora

incominceremo davvero a credere che noi

italiani possediamo un enorme patrimonio

culturale che ci invidia tutto il mondo, e

che possiamo adoperare per creare lavoro,

guadagno e prospettive future di rinascita

sociale.

Gli articoli del Sole 24 Ore propongono

una sottoscrizione pubblica facendo appello

a tutti gli italiani affinché aderiscano

all’Idea della Rinascita della Nostra Cultura

Italiana. Il testo del Manifesto per una

Costituente della Cultura lo potete trovare

all’indirizzo in rete

http://240.it/ManifestoCultura , potete firmare

virtualmente scrivendo a fermoposta@ilsole24ore.com

oppure dalla Home

Page del quotidiano www.ilsole24ore.com

Non deve meravigliare che un giornale che

si occupa principalmente di Economia

dedichi intere pagine alla Cultura, perché

è proprio quest’ultima che deve divenire

industria fertile e sempre in attivo.

Molti sono gli esempi di Buone Pratiche di

valorizzazione del patrimonio artistico del

proprio paese che possiamo osservare a

livello internazionale, mi riferisco soprattutto

agli Stati Uniti, ma anche a paesi

emergenti come la Cina ed il Brasile. E noi

perché dovremmo essere da meno? Noi

che non abbiamo solo il Colosseo, che

nelle nostre piccoli comunità abbiamo

nascosti tesori e gioielli che nessuno più

valuta come tali e non li valorizza, non li

sfrutta per tranne guadagno e creare

occupazione, non li sfrutta per darci di

rimando una buona dose di piacere estetico.

Attraverso la lettura di questi contributi ho

realizzato che una delle necessità che

resta primaria è il riabituarsi alla Buona

Cultura, al Gusto estetico delle cose, alla

Bellezza artistica sotto tutti i suoi aspetti

ed a tutti i livelli. Posso vedere il bello e

provare un piacere estetico se leggo un

libro, vado ad una mostra, guardo un film,

ascolto musica. Allora portiamo noi stessi

ed i nostri figli, ragazzi, genitori ad uno

spettacolo, giriamo per le vie storiche dei

nostri centri cittadini, guardiamo i monumenti,

i palazzi, ricordiamoci chi siamo e

da dove veniamo quando osserviamo le

nostre opere d’arte più belle.

La vita non può essere solo piacere materiale

delle cose, perché queste stesse cose

hanno in sé un’anima che va alimentata

con tanta, tanta cultura.

La foto messa all’inizio di questo contributo

è stata scattata da un ignoto fotografo

nel settembre del 1940 dopo un bombardamento

tedesco che distrusse la Holland

House Library a Kensington, Londra. Vi

invito a riflettere sul contegno dei tre personaggi

nella foto: tutto è scomposto,

distrutto, irriconoscibile, ma loro, imperturbabili,

danno attenzione solo ai libri.

Buona cultura a tutti!

L’ANGOLO DEL PROF.A cura di Patrizia Caprioli

Mini-spazio dedicato a siti, portali, risorse in rete (gratis!) da poter usufruire come supporto

didattico per gli insegnanti interessati a dare sempre nuovi input ai loro piccoli studenti.

EUROPA=NOI: http://www.educazionedigitale.it/europanoi/

Qual è la storia dell’UE? Qual è il suo assetto geografico? Sono solo alcune delle domande che trovano risposta nella

piattaforma digitale EUROPA=NOI, un nuovo percorso didattico dedicato ai temi della cittadinanza europea promosso dal

Dipartimento Politiche Europee. L’iniziativa inoltre punta a creare una rete che possa aggregare scuole e insegnanti impegnati nell’ambito

della cittadinanza europea.


Campo de’ fiori

Come eravamo

25

QUANDO NEI CAMPI SI….”PIANTAVA MAGGIO”!

“Era il maggio odoroso”

così cantava il

Leopardi alla sua

amata e irraggiungibile

Silvia. Le stagioni

erano vere, ognuna

con le sue caratteristiche

climatiche ben precise:

le tradizioni, gli

di Alessandro Soli usi e i costumi si rafforzavano

per rimanere

nella memoria, insomma Maggio era

Maggio, tiepido, odoroso, fatto di scampagnate

spensierate, nei campi verdeggianti

che lambivano i nostri centri abitati. Ecco

allora il detto: “che si nnat’a ppiandà

mmà ggio?” Il nostro concittadino, il

Prof. Luigi Cimarra nel suo vocabolario

del dialetto di Civita Castellana, a

proposito di Maggio, traduce così questa

frase dialettale: Andare ad amoreggiare

in campagna. Sembra anacronistico

ricordarlo, ma per chi ha vissuto quegli

anni, mi riferisco agli anni ’60, noi facevamo

esattamente come le

generazioni che ci avevano

preceduto, aspettavamo la

primavera per dar sfogo a

tutte le nostre passioni,

libertà di correre, giocare e

rotolarsi sull’erba, e perché

no, amoreggiare con

le nostre irraggiungibili

Silvia. Erano i nostri

divertimenti, sicuramente

un po’ diversi.

Lasciavamo i giochi delle

piazzette di paese, riponevamo

i piccoli di

legno, toglievamo dai

triangoli e dai quadrati

disegnati in terra, le palline di

vetro multicolori, raccoglievamo in fretta le

figurine, insomma tutto, tranne le palle di

gomma e i palloni. Quelli no, ci sarebbero

serviti “pe’ ‘nnà a piandà Maggio”. C’era

tutto un rito, quasi propiziatorio, nell’organizzare

le scampagnate; prima di tutto

ogni gruppo cercava

di accoppiare amicizie

secondo il suo “piacimento”,

l’importante

che ci fosse stata

Silvia. Di una cosa

però tutti eravamo

certi, non avremmo

dovuto fare missioni

di convincimento con

i genitori di Silvia

(come per le festicciole

da ballo in casa,

luce accesa e porta

aperta, ricordate?),

perché l’usanza era

che ognuno andava

col suo gruppo noi

con noi, e le Silvie


Lasciavamo i

giochi delle piazzette

di paese, riponevamo i

piccoli di legno,

toglievamo dai triangoli

e dai quadrati disegnati

in terra, le palline di

vetro multicolori,

raccoglievamo in fretta

le figurine, insomma

tutto, tranne le palle di

gomma e i palloni

con le Silvie. Quindi genitori

tranquilli e noi che, felicissimi già pregustavamo

timidi baci e innocenti carezze.

Si partiva di primo pomeriggio per “giù a

Madonna de’ Piagge, a’ Fundana

lunga, lì ‘o Castellaccio, su a

Terrano, giù a Santa Susanna”, ed

altri luoghi adatti a scampagnate varie di

cui la nostra Civita era ricca, lasciandoci

l’imbarazzo della scelta. Dopo aver divorato

i panini con frittata, carne panata, pane

e salame, e affettati vari, preparati da

mamme premurose: “Magnative tutto,

me riccommanno, nun riportate a

casa gnende”, si passava agli agognati

giochi all’aperto. Si partiva dal “malizioso”

Ruba bandiera, quando ti trovavi Silvia

davanti, e con mosse strane cercavi, sfiorandola,

di rubargli il fazzoletto, al “coinvolgente”

Palla prigioniera, quando fingendo

di sbagliare mandavi la palla oltre la

siepe, e rincorrevi Silvia sperando in uno

scivolone per provare sensazioni insperate.

Il culmine dei giochi era però


“nascondino” da noi

“’nguattarella”, quando

finalmente potevi mettere in

atto tutte le tue strategie

amorose, cercando insieme

a lei il nascondiglio che

avrebbe reso difficile la

ricerca dei tuoi amici. Se ci

riuscivi, per quei tempi così

difficili da un punto di vista

sessuale, ti sentivi il dio dell’amore,

poi ti accorgevi che

con te non c’era Venere, ma

quella Silvia irraggiungibile,

che avevi dovuto imparare a

memoria sui banchi di scuola.


26

Campo de’ fiori

AGOSTINO PARADISI

Civita Castellana 1654 - Modena 1732

del Prof. Architetto Enea Cisbani

... continua dal numero 90

Il 26 novembre 1732, dunque, viene

rogato in Modena l’atto notarile dove

l’avvocato Agostino Paradisi, nomina

come Eredi Testamentari, il vescovo

e la municipalità di Civita Castellana,

per una somma valutata sulla reale

consistenza dei beni in Modena,

Bologna, Ferrara e Reggio, in

120.000,00 scudi romani.

Ora per farsi un’idea dell’eredità , dobbiamo

pensare che nel 1702 il ponte

Clementino è costato 15.000,00 scudi

romani e i restauri della Cattedrale nel

1736-1750, ben 30.000,00 scudi romani.

Uno scudo romano, vale oggi tra i 60 e gli

80 euro: una cifra davvero notevole.

Nel testamento il Paradisi incarica Ignazio

Finizzani di Modena, della vendita di tutti i

beni sopracitati nonchè del palazzo con gli

arredi della residenza Modenese e di versare

il ricavato ai procuratori testamentari,

Giuseppe Orsi e Ludovico Muratori, che

dovranno convertirlo in un unico legato o

deposito fruttifero in Bologna o Modena, a

favore del Collegio Paradisi di Civita

Castellana.

Qualora nelle suddette città , dispone

ancora il Paradisi, non si trovasse un conveniente

deposito, i procuratori testamentari

dovranno versare l’intera somma di

120.000,00 scudi romani nelle mani del

vescovo e del gonfaloniere di Civita

Castellana.

Dispone, inoltre, che il Collegio sia dedicato

alla Beata Vergine Maria e a

Sant’Agostino.

Al detto Collegio, precisa il testamento,

siano ammessi gratuitamente cinque alunni

della città e sia retto e guidato da un

rettore, da un maestro, un servitore e un

cuoco.

La direzione sia sempre del vescovo protempore,

coadiuvato da un rappresentante

designato dal comune e da un economo

tenuto a redigere ogni anno un preciso e

dettagliato rendiconto della gestione

finanziaria del Collegio.

Le precisate e dettagliate disposizioni

emergono dalla lettura di una

lettera che il 6 dicembre 1732 il

procuratore testamentario

Giuseppe Orsi invia al vescovo

Tenderini, precisando i

termini del testamento, che

viene allegato in copia alla

missiva, e informandolo che

l’avvocato Agostino Paradisi

il giorno 22 ottobre 1732

era stato colpito da un Ictus

in forma lieve, che non

aveva avuto conseguenze

gravi e seppur compromessa

la funzionalità del braccio

sinistro, non gli aveva

impedito di presenziare il 26

novembre alla stipula dell’atto

notarile.

Il Tenderini, avuta la missiva,

informa il consiglio municipale e

i Conservatori della città e con

lettera indirizzata all’avvocato

l’11 gennaio 1733, lo ringraziano

dell’importante Lascito.

Dalla lettura dei carteggi del

tempo, emergono chiaramente i

dubbi del vescovo Tenderini

circa la concreta attuazione

della donazione, ora che l’avvocato

si trova in precarie condizioni

di salute che verso la fine del 1732,

si aggravano ulteriormente, costringendolo

a rimanere sempre nel letto e raramente

seduto se non con grande sforzo e aiutato

dai suoi servitori.

Il Paradisi, come attestano i documenti,

seppur afflitto dalle dolorose piaghe di

decubito, è cosciente e con la mente sempre

lucida segue le sue cause civili e penali,

servendosi di un apposito timbro in

legno recante la sua firma per la sottoscrizione

dei vari atti legali.

Il Tenderini invia allora in Modena il

3 giugno 1733, frate RAFFAELLO da

LUGAGNANO, Ministro della

Provincia Francescana di Modena,

con il preciso incarico di portare

all’avvocato i saluti e i ringraziamenti

dell’intera città per l’importante

Un ritratto di Raffaello da Lugagnano, Ministro della

Provincia francescana di Modena, inviato dal Vescovo

Tenderini, presso l’avvocato Paradisi, per portare a lui i

ringraziamenti della città di Civita Castellana a seguito

dell’importante lascito di 120.000, 00 scudi romani

fattole dall‘avvocato.

donazione, ma essenzialmente per

valutare lo stato del Paradisi e i suoi

propositi ora che è ammalato.

Lo stesso Paradisi rassicura il vescovo che

la sua disposizione, attentamente valutata,

avrebbe avuto concreta attuazione e nulla

lo avrebbe distratto dal suo proposito,

quale segno tangibile di gratitudine verso

la sua Patria e città natale.

Il Tenderini, avuta la relazione dal ministro

Francescano, avverte la municipalità di

quanto riferito e avviano i primi lavori di

restauro della chiesa di Santa Maria del

Carmine, fin quando ecco irrompere

sulla scena il NIPOTE dell’avvocato.

Nelle grandi eredità , è accertato,

esiste sempre il NIPOTE!

... continua sul prossimo numero


Campo de’ fiori 27

ATTENTI AL ... FISCO

TERMINE DEL 30 GIUGNO 2012 PER RIVALUTARE

TERRENI E QUOTE SOCIALI

del Dott. Stefano

Menichini

Con il recente d.l.

70/2011 (cosiddetto

“decreto Sviluppo”) è

stata riaperta la possibilità

di rideterminare

il costo fiscalmente

rilevante dei terreni

(edificabili e con destinazione

agricola) e

delle partecipazioni in

società non quotate

posseduti, alla data del

1° luglio 2011, da persone fisiche, società

semplici e enti non commerciali. Tali beni

devono essere detenuti non in regime

d’impresa, quindi al di fuori di ogni attività

imprenditoriale eventualmente esercitata.

Per usufruire di tale facoltà occorre porre

in essere, entro il termine perentorio del

30 giugno 2012 (che è un sabato, quindi

la scadenza effettiva slitta a lunedì 2

luglio), i seguenti due adempimenti.

In primo luogo deve essere redatta e asseverata

da parte di un professionista abilitato

– geometra, ingegnere, architetto,

ecc. per i terreni; dottore commercialista,

revisore legale, ecc.

per le quote sociali –

la perizia di stima del

terreno o della partecipazione

che si intende

rivalutare; il valore

di perizia deve essere

riferito alla data del 1°

luglio 2011.

L’asseverazione della

perizia è perfezionata

mediante giuramento

in tribunale oppure

presso un notaio o un giudice di pace.

Inoltre, sempre entro il termine del 30 giugno

2012, il contribuente interessato alla

rivalutazione deve versare l’imposta sostitutiva

per l’intero suo ammontare ovvero,

in caso di opzione per la rateazione, per un

importo pari alla prima delle due o tre rate

annuali di ugual valore.

L’imposta sostitutiva da versare si calcola

– analogamente alle precedenti leggi di

L’imposta sostitutiva da

versare si calcola – analogamente

alle precedenti

leggi di rivalutazione –

applicando l’aliquota del

4 per cento al “nuovo”

valore dei terreni e delle

partecipazioni qualificate.

rivalutazione – applicando l’aliquota del 4

per cento al “nuovo” valore dei terreni e

delle partecipazioni qualificate (cioè quelle

rappresentative di una percentuale dei

diritti di voto esercitabili

in assemblea ordinaria

superiore al 20 per cento

o di una percentuale di

partecipazione al capitale

o patrimonio della

società superiore al 25

per cento) ovvero l’aliquota

del 2 per cento al

“nuovo” valore delle partecipazioni

non qualificate.

La convenienza fiscale

della rivalutazione – ovviamente da verificarsi

caso per caso – può rinvenirsi nella

possibilità di utilizzare, in ipotesi di futura

cessione a titolo oneroso dei terreni e delle

partecipazioni, il nuovo valore “periziato”,

in luogo del costo d’acquisto o del precedente

valore fiscale, quale termine di riferimento

per determinare la relativa plusvalenza

imponibile. In tal modo, dunque, si

realizza, in tutto o in parte, un affrancamento

fiscale della plusvalenza conseguita.

A tal proposito appare utile ricordare che i

terreni con destinazione agricola generano

plusvalenza imponibile soltanto se rivenduti

nel corso del quinquennio di possesso.

La cessione di terreni edificabili, di contro,

costituisce sempre presupposto per

l’imponibilità della relativa plusvalenza.

Quanto ai terreni, il valore di perizia costituisce

valore normale minimo di riferimento,

oltreché per le imposte dirette, anche

per le imposte di registro, ipotecaria e

catastale.

Per coloro che intendono rideterminare il

valore fiscale di un terreno o di una partecipazione

già oggetto di una precedente

rivalutazione il legislatore ha previsto la

possibilità di scomputare, dall’imposta

sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione,

quella in precedenza già versata. In

alternativa, quest’ultima può essere

richiesta a rimborso nel termine di 48 mesi

decorrenti dalla data di versamento dell’imposta

sostitutiva relativa alla nuova

rivalutazione (e cioè dal momento in cui si

verifica la duplicazione del versamento).


28

Campo de’ fiori

Associazione Artistica Ivna

POESIA E PITTURA PARLANO AL CUORE… ATTRAVERSO

LA POESIA DI ANGELO BINI E L’ARTE VISIVA DI MANUELA PETTI.

STORIA DI UNA PRIMAVERA

Immagini nuove nella fantasia

di chi sa ascoltare la voce

nascosta nel vento gelido

delle sere d’inverno.

Imprecisa, nei contorni, avanza da

lontano una figura. I passi lievi e

cadenzati. Il portamento sereno.

Aria assorta.

Uno sguardo al cielo, uno ai

dintorni, uno lontano oltre gli

orizzonti; sembra quasi che non si

voglia curar di nulla. Crea

qualcosa. Sembra non trovarlo.

Finché non ti guarda negli occhi.

Non scruta, eppur sembra

aspettar qualcosa da te.

Se tu ti distrai, non curi l’attesa,

ti lascia, stizzita, ritornando sui

passi suoi. E ti sta lontana.

Non ti guarda.

Indifferente non si cura più del

freddo, della notte, dell’Inverno.

Non sorge più la Primavera. Eppur

ridiscende.

Opere a olio su tela della pittrice Emanuela Petti

Dal fiume. Nessuno la vede.

Tutti lo sanno. Esiste. A tutti

sembrerà di vederla nei sogni

di quell’età che fa sentire eterni.

Tenaci i sentimenti a rincorrere

impietosi la figura più bella. Allora

inquiete le sere. Agitate le notti.

Soli con il mondo che dimentica.

Te innanzitutto. Ritorna allora

quel vento che, bambino, ti tarpò

le ali, ti legò alla terra, ti impedì ,

per sempre, il volo più bello.

Ecco perché , guardasti, anche tu,

attonita, quel volo che un

aquilone compì . Senza ritorno, del

vento.

Era il giorno limpido di una

Primavera antica. Ti guardasti

intorno smarrita. Due occhi, tanti,

giù su di te. Il peso del mondo

l’assenza del respiro, la cadenza

spenta di quel fiore che sembrava

eterno. Spenti Stelo, Petali,

Corolla.

Per ogni fiore, allora, una storia di

malinconia. Per ogni filo d’erba.

Un futuro di tormento. E la

tormenta ti colse. Assorta a

contemplar la vita. Ti sollevò il

turbine della vita intensa.

Addio ai prati, ai fiori, alle albe

della fanciullezza amica.

Presto i tramonti di fuoco.

Eri nuova a riascoltar la vita.

Festoso mormorar degli alberi sui

viali senza fine. Voli nuovi intorno

all’anima tua. Mai però al di là del

cielo.

Eppur … Ma … scendendo la riva,

apparse all’orizzonte. Sospeso su

un filo il sapore infinito. Una

rondine, nella sera serena, in

quella calma estate, si liberò nel

volo più bello.

POESIA composta dal Professor

ANGELO BINI


30 Campo de’ fiori

Curiosando a Civita Castellana

verso la fine dell’Ottocento

Una serie di simpatici avvenimeti ritrovati scartabellando tra vecchi giornali

di Francesca

Pelinga

Leggendo vecchi

giornali ho trovato

delle notizie molto

simpatiche sulla

nostra città riguardanti

la fine dell’ottocento

e gli inizi del

novecento.

Nel 1878 dopo le pioggie

torrenziali, la ghiaia

di cui era ricoperta la

salita del ponte Clementino era stata trasportata

dall’acqua causando problemi ai

cittadini. Purtroppo la “salita del pianto”

non si smentisce mai.

Nacque la passeggiata della via Romana e

i cittadini chiesero al sindaco Coluzzi di far

piantare degli alberi contro la malaria,

malattia molto conosciuta a Civita per via

del clima, possibilmente dei tigli o degli

eucaliptos e che l’alberata fosse fatta in

doppia fila , di mettere non piu di quattro

sedili, due a metà passeggiata, due alla

fine e che per preservare l’opera contro il

vandalismo, fosse fatta una legge che

puniva con il carcere i contravventori.

Quell’anno ci furono molte processioni e

durante una di queste, mentre i fedeli

uscivano dalla chiesa di San Francesco,

accadde una colluttazione tra i mazzieri

che portavano lo stendardo, il quale cadde

e si ruppe in più pezzi e fu una fortuna

che non fracassò la testa di nessuno. Il

rev. Montanari camerlengo e governatore

della confraternita fu invitato affinchè le

processioni fossero fatte più di rado. La

fabbrica dei fratelli Cassieri si faceva pubblicità

vendendo due dozzine di piatti,scodelle

due piatti tondi, due ovali, una terrina,

due fruttiere, un insalatiera per la

modica cifra di L.25, il trasporto a carico

del committente. Mentre si facevano i

lavori nel porticato del duomo e si praticava

lo scavo per le nuove scale, fu ritrovato

un sarcofago contenente delle ossa e e

siccome non vi era nessuna iscrizione fu

ritenuto essere molto antico. Purtroppo

continuava a piovere allora si pensò di

esporre i santi Giovanni e Marciano nella

cattedrale e di offrire denaro e suono di

campane perché facessero il miracolo di

far tornare il sole. Ci fu poi la clamorosa

notizia che il seminario non aveva pagato

alla signora Rosa Caprari tredicimila libre

di pane nonostante lo stesso fosse stato

rifornito dalla signora sin dal 1860. Aveva

ricevuto solo qualche acconto. A maggio vi

era la festa della Società Operaia di cui ho

parlato in un precedente articolo,vi era la

fiera di merci e bestiame,una tombola di

L.200,fuochi d’artificio, e globo aerostatico.

Nell’anno 1878 nasceva anche una

Società Filarmonica di cui il maestro

Antonio Cavicchioli era direttore stipendiato

dal comune. Nacque la prima banda

musicale di Civita, che, nel 1895, partecipò

ad una gara di bande a Roma e venne

premiata; spesso la domenica vi era il concerto

musicale in piazza. Una disposizione

del 1875 proibiva a tutti di copiare le divise

dei militari, ma purtroppo il maestro

indossava i distintivi e le spalline dei sottotenenti

riciclate dalla divisa della soppressa

Guardia Nazionale e fu aspramente

ripreso; non solo, non potè, poi, eseguire

i brani secondo il programma per la mancanza

di alcuni giovani musicisti per cui il

Municipio prese provvedimenti. Dopo la

morte nel 1904 del Cavicchioli si formarono

due bande, una comunale e l’altra del

circolo Cattolico che funzionarono in modo

discontinuo per diversi anni. Nel 1895, il

15 settembre, si inaugurò l’illuminazione

elettrica con la piccola centrale costruita

sul Rio maggiore dai capomastri Paolelli;

erano concesse ai privati soltanto le lampade

a tre candele. Nel 1895 si impiantò

la prima linea telefonica Roma, Viterbo.

Sull’angolo fra la via del Corso e del Forte

si trovava l’antico negozio di manifatture

della ditta del sig. Demetrio Felici. Alla sua

morte fu condotto dal figlio Angelo, che

lo ampliava facendone un negozio degno

di stare a Roma. Si vendevano: panni,stoffe,

novità per uomo e donna, cantili di filo

bianco e colorati, velluti, coperte, maglie

di lana, biancheria per corredi, tende per

finestre, lana per materassi, bambagie, e

tanti altri articoli, in più un magazzino di

cappelli per uomo il tutto ad un prezzo

“abbordabile”. C’era anche un nuovo negozio,

era stato aperto in via del Corso dal

sig. Cesare Travis e vendeva sempre a

prezzi modici lo zucchero, il caffè , lo zolfo

di Rimini, cristallerie, mercerie, cartoleria e

farina. Nel 1905 nacque la ceramica

Marcantoni, nacque la tramvia Roma-

Civita Castellana. Nel 1910 si iniziarono i

lavori per la tratta Civita–Fabrica per il proseguimento

della tramvia sino a Viterbo,

venne anche abbattuta la porta del ponte

Clementino per permettere il passaggio

del treno. Ci furono poi le prime emigrazioni

dei civitoni, prima per il Brasile poi in

America. Furono anni di grandi cambiamenti

che portarono Civita ad essere quella

di oggi.


Campo de’ fiori 35

L’angolo del Bon Ton

Le posate

Riprendiamo il discorso,

ormai cominciato

qualche numero fa,

sulla descrizione dell’apparecchiatura

della

tavola, dopo la tovaglia

e i piatti, in questo

nostro nuovo incontro,

di Letizia Chilelli prenderemo in esame

le posate che a seconda

della loro grandezza e del loro uso si

dividono in:

- forchetta grande

- forchetta da dessert

- forchetta da pesce

- coltello grande

- coltello da dessert

- coltello da pesce

- cucchiaio da minestra

- cucchiaio da dessert

- cucchiaio da tè

- cucchiaino da caffè

La disposizione sulla tavola

I coltelli grandi ed eventualmente quelli da

pesce vanno sempre apparecchiati per

primi, verranno posizionati alla destra del

piatto con la lama rivolta verso questo, il

bordo del manico deve essere allineato

con il bordo del tavolo

A sinistra si posizioneranno le forchette

grandi e se occorreranno le forchette da

pesce, i rebbi saranno rivolti verso l’alto e

anche qui il bordo del manico della posata

sarà allineato al bordo del tavolo, anche

se spesso, la forchetta più esterna viene

spostata verso l’alto di circa 4 cm rispetto

a quella vicina.

Se si useranno i cucchiai grandi, verranno

apparecchiati alla destra del piatto, accanto

ai coltelli, la parte concava sarà rivolta

verso l’alto e anche qui il manico sarà allineato

al bordo del tavolo.

Discorso a parte meritano le posate da

dessert: il coltello infatti verrà apparecchiato

perpendicolare alla punta del coltello

grande (in poche parole nella parte alta

rispetto alla posizione del piatto, al centro)

con il manico a destra e la lama rivolta

verso il bordo del piatto.

La forchetta da dessert, andrà posizionata

accanto al coltello, con i rebbi verso l’alto

ma con l’impugnatura a sinistra.

Il cucchiaino da dessert sarà parallelo alla

forchetta, con la parte concava rivolta

verso l’alto e con il manico rivolto a destra.

Se il pranzo prevede l’utilizzo di molte

posate, è buona regola, per non appesantire

la tavola, non disporre su di essa 7-8

pezzi alla volta, le altre posate si potranno

apparecchiare successivamente.

Una volta seduti, si comincerà a mangiare

utilizzando le posate più esterne.

Piccola storia delle posate

Alla sua prima apparizione sulla tavola, il

coltello era a serramanico con la lama

lunga e acuminata e spesso non era in uso

sulla tavola, ma veniva direttamente portato

da ogni commensale che tagliava la

sua parte di carne, posta al centro della

tavola, che poi però portava alla bocca

con le mani, dopo averlo adagiato nel proprio

piatto.

Il coltello da tavola, assunse la forma

odierna, ovvero dalla punta arrotondata

grazie al Cardinale Richelieu, ma vi si trovano

tracce anche nel regno di Carlo V di

Francia, quando i segni della pazzia del Re

indussero gli orafi di corte ad arrotondare,

appunto, le punte di tutti i coltelli.

Il coltello dalla punta arrotondata, però ,

venne prodotto in serie dal XVIII secolo.

Gli antichi Romani conoscevano l’uso della

forchetta che veniva usata dai patrizi in

occasioni importanti e spesso erano in oro

o in argento ed il manico in cristallo.

Più tardi se ne trovano menzioni anche

nell’inventario della corte di Re Edoardo

d’Inghilterra.

Particolare importante è che nel XIV secolo

e nel XV secolo le forchette venivano

usate solo per la frutta, il cibo si mangiava

con il coltello e con le dita; si dovrà arrivare

al Settecento per avere l’uso comune

della forchetta su tutte le tavole.

Il cucchiaio veniva usato dai Romani ed è

arrivato a noi senza grandi modifiche della

forma, eccetto del manico che era dapprima

dritto con semplici decorazioni e poi

leggermente ricurvo.

La moda del Cinquecento, poi, cambiò

forma al manico del cucchiaio che venne

fabbricato molto lungo, questo per evitare

che i liquidi sporcassero le gorgerette inamidate

e plissettate, indossate dai signori

dell’epoca.

(Bibliografia, La mia cucina, De

Agostini,Novara)


36 Campo de’ fiori

Per ricordare Silvia Quattrini Ferrelli

( quinta parte )

Silvia Quattrini Ferrelli

in una recente foto

Alberto, che aveva perso il papà all’età di

6 anni, dopo sposato andò ad abitare

con Silvia insieme alla sua nonna Aurelia,

in un appartamento sito nel palazzo di proprietà

Ferrelli di Via circonvallazione Dalla

Chiesa.

Il 27 maggio 1952 nacque l’unico figlio di

Alberto e Silvia, Giantommaso; essendo il

primo nipote, crebbe coccolato e spupazzato

da tutti i parenti più prossimi!

Nel 1957 anche i genitori di Silvia si trasferirono

da Gallese a Fabrica di Roma;

andarono ad abitare nel palazzo del conte

Cencelli, in un appartamento che da un

lato era posto al piano terra. In questo

appartamento vi restarono alcuni anni.

Pochi mesi fa, recandomi all’ufficio protocollo

del comune di Fabrica, guardandomi

intorno, mi sono reso conto che l’ufficio

della Signora addetta al protocollo, è ubicato

esattamente dove, molti anni prima,

si trovava la sala da pranzo dei genitori di

Silvia Quattrini!

Il palazzo del Conte Cencelli è attualmente

la sede del Comune di Fabrica, ma gli

ambienti divenuti a me, precedentemente

in qualche modo familiari, non si dimenticano

più per tutta la vita!

A metà degli anni sessanta, i genitori di

Silvia, si trasferirono di nuovo, andando ad

abitare nel palazzo dei Ferrelli, dove era

stato realizzato un nuovo appartamento,

rialzando il piano superiore. Alla morte dei

suoi genitori, Silvia e la sua famiglia si trasferì

in questo appartamento.

Agli inizi degli anni novanta Giantommaso

si sposò ed andò a vivere a Canale

Monterano.

Silvia Quattrini fu vicinissima alla chiesa di

Fabrica di Roma; oltre ad essere iscritta

all’Azione Cattolica, partecipava a tutte le

iniziative prese dalla Parrocchia. Ella si

dava da fare in tutti i modi per aiutare la

sua comunità parrocchiale , arrivando perfino

ad essere nominata, dal Vescovo,

Ministro Straordinario dell’ Eucarestia su

mandato a tempo per cinque anni.

Il giorno che gli fu conferito il mandato,

Silvia lo ricordava come uno dei giorni più

belli della sua vita!

Nell’anno 2000 Silvia ed Alberto festeggiarono

il loro cinquantesimo anno di matrimonio

insieme a parenti ed amici.

Nel 2002, Alberto lasciò Silvia e ritornò

alla casa del Padre, dopo una breve ma

sofferta malattia; nel dicembre 2010 Silvia

si ammalò seriamente e nell’agosto 2011

anche Lei raggiunse Alberto. Ella aveva da

pochi giorni compiuto 80 anni

….Fine…..

Arnaldo Ricci

Maggio 2005.

Castel Sant’Elia,

cerimonia nel giorno del

conferimento a Silvia

della funzione di Ministro

Straordinario

dell’Eucarestia

Fabrica di Roma Aprile 2000.

Silvia e Alberto nel giorno delle nozze d’oro


38

Campo de’ fiori

A Montefiascone un allevamento di pastori Collie

Rivive nella Tuscia il mito di Lessie

Indissolubilmente legato ai ricordi d’infanzia

grazie alla fama televisiva di

Lassie ,fa piacere scoprire che dal lavoro

paziente e dalla dedizione per questa

razza di due nostre concittadine Maria

Cristina Baleani e Silvia Ceccarelli,

nasce un allevamento a scopo amatoriale

di pastori scozzesi collie. Ricordiamo e

riscopriamo così le inconfondibili caratteristiche

di questa razza.

Il Collie oggi considerato un cane da compagnia,

nell’800 era un cane da lavoro

adibito alla conduzione delle greggi. Fu

solo quando la Regina Vittoria facendo un

viaggio in Scozia, vide dei Collies condurre

le greggi e se ne innamorò , portandone

alcuni esemplari nei canili reali, che questi

cani cominciarono ad attirare l’attenzione

anche delle classi privilegiate.

L’aspetto del collie, seducente per la sua

grande bellezza e dignità , può trarre in

inganno: il suo pelo, il portamento , l’espressione

sognante fanno pensare che

sia un cane altero e distante. In realtà è

un cane molto dolce che ama la compagnia

dell’uomo. Il collie possiede un carattere

del tutto particolare.

E’ forse il più fedele dei cani, il più

delicato, il più dolce, non ama la violenza

nemmeno verbale, per questa

ragione a volte sembra timido.

Comunque, sempre intelligentissimo, sembra

che ragioni come un essere umano.

Possiede una forza telepatica particolarmente

sviluppata, più di quanto si possa

notare nelle altre razze. Il suo ruolo di

ausiliare del pastore ne fa un cane che

desidera avere un compito da svolgere, e

il fatto di vivere in famiglia lo porta ad

usare il suo vivo senso della proprietà che

gli permette di capire quando intervenire:

non si scaglierà mai su un visitatore che il

padrone farà entrare in casa, ma fermerà

un intruso in modo molto convincente dal-

l’introdursi nella proprietà , pur non avendo

avuto nessun addestramento specifico.

Il collie ha certamente acquisito durante i

lunghi anni di stretta collaborazione con il

compagno uomo queste qualità che lo

fanno il cane perfetto da avere in famiglia.

Sarà un ottimo e attento guardiano

per i bambini molto piccoli, avvertirà

la persona anziana che non sente

molto bene che suonano alla porta, o

squilla il telefono.

Chi possiede o ha posseduto un Collie difficilmente

cambierà razza, per le grandi

doti di questo magnifico cane.

LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORI

Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo

è un libro unico nel suo genere.

Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!

E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicole o presso

la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di 10.00,

sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia.

E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che possono inserirlo nel

P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del docente, ma anche per i

genitori e per tutti gli educatori sociali.

L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta di essere

quello che non è , stravolgerà , almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre di accoglierlo

ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e non ricambiato,

spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che diventa l’oggetto di

un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della storia, rende la narrazione

coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di una rappresentazione teatrale,

i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben allestito. Una storia ambientata in un

tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni di campagna. Ermelinda Benedetti

NOTA DELL’EDITORE

In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico della sua

Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato, che fa ineluttabilmente

scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità e violenza, ma

soprattutto amor fatale!

Sandro Anselmi

AVETE UN VOSTRO SCRITTO NEL CASSETTO E VORRESTE VEDERLO PUBBLICATO???

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Campo de’ fiori 39

Una serata in allegria per

“I ragazzi del girasole”

Il Rotary Club Flaminia Romana, in discoteca per raccogliere fondi

da destinare all’associazione delle famiglie dei ragazzi disabili

Venerdì 23 marzo, presso la discoteca

civitonica Prinz, il Club Rotary Flaminia

Romana ha voluto organizzare una serata

danzante un po’ particolare, i cui fondi raccolti

sono stati destinati all’associazione “I

ragazzi del girasole”, fondata recentemente

dalle famiglie dei giovani disabili che

frequentano il centro socio educativo

“Rosa Merlini Frezza”. L’obiettivo principale,

al raggiungimento del quale hanno contribuito

anche le offerte raccolte in quella

serata, è quello di allestire un dopo di noi

al piano superiore della struttura sita in

località San Giovanni, per cercare di

garantire un futuro sicuro a chi non è in

grado di gestirsi autonomamente, soprattutto

dopo la scomparsa dei propri cari.

Attualmente, infatti, i ragazzi sono ospiti

della struttura, unica nel raggio di chilometri,

soltanto in orario diurno, che dà ,

però, una mano concreta alle loro famiglie

e cerca di alleviare la sofferenza ed il disagio

di questi giovani che altrimenti

vivrebbero nell’emarginazione. Qui, infatti,

socializzando possono disegnare, realizzare

ceramiche, cucinare, guardare la tv, ed

esercitarsi nell’attività fisica. L’azione del

Rotary Club Flaminia Romana di Civita

Castellana punta a dotare la struttura di

attrezzature che possano permettere agli

ospiti di misurarsi con lo sport e favorire

così la loro riabilitazione motoria, affinchè

sia loro garantito il diritto inalienabile ad

una vita libera e tutelata, nel rispetto della

loro dignità . La serata, organizzata in collaborazione

con il Rotaract è stata allietata

dalle musiche

del dj Leonardo

Conti. Attraverso

essa il Club ha

voluto far conoscere

ai cittadini

la sua azione. A

gennaio, tra l’altro,

ha donato

alla cittadinanza,

con una cerimonia

che si è svolta

nell’aula consigliare

del

comune di Civita Castellana, un defibrillatore

semiautomatico di ultima

generazione. Ora tutta l’attenzione

del Club è rivolta all’associazione “I

ragazzi del girasole”: “Abbiamo

avuto modo di conoscere i ragazzi

che sono ospitati nella struttura – ha

detto il presidente del Club Flaminia

Romana, Desirèe Ragazzi – e li

abbiamo visti impegnati in diverse

attività ricreative. Ci ha colpito l’impegno

col quale vengono seguiti e la

serenità che si respira al centro. Il

progetto che il nostro Club sta realizzando

per loro è in fase di ultimazione.

Il nostro obiettivo è quello di intervenire

con azioni mirate e dare un servizio reale

alla comunità .” Alla festa hanno partecipato

anche alcuni dei ragazzi del centro, che

hanno ballato nella mischia divertendosi e

trascorrendo una serata davvero fuori dall’ordinario!

Alcuni momenti

della serata

danzante


40 Campo de’ fiori

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NE

Ciack si gira: Pupi Avati a Fabrica di Roma per

alcune scene della fiction “Un matrimonio”

A volte ritornano, come nel caso dei fratelli Avati, la famosissima

coppia di fratelli grandi produttori e registi del cinema italiano.

Lunedi 23 Aprile hanno girato a Fabrica tre scene del loro prossimo

lavoro, una fiction chiamata “Un matrimonio”. Tre attori di

prima grandezza, quali Andrea Roncato, Micaela Ramazzotti e

Valeria Fabrizi in un impegno cinematografico che ha visto

Fabrica di Roma come set, privilegiato come lo scorso anno quando

girarono “ Il cuore grande delle ragazze”.

Ad ambientare le scene, la stazione ex ferrovie dello stato, in Via

Vignanello, (che per l’occasione diventa Fasano) ed il tipico ristorante

fabrichese “ Da Antonella”, noto per i suoi funghi e per il suo

ambiente piu’ che caratteristico. Di fronte a diversi curiosi, seppure

la notizia non era stata fatta trapelare per non creare intralcio

alle riprese, la troupe di Pupi Avati (circa sessanta persone, diversi

camion e altrettante auto) è stata ospite della cittadina per l’intera

giornata. Per una manciata di secondi di scena registrata si

è mosso un apparato veramente importante, e chi non sapeva

nulla della cosa ha rallentato e si è fermato con l’auto chiedendo

il perché di tanto assembramento in vie assai trafficate di Fabrica.

Pupi ed Antonio Avati sono stati accolti nella cittadina da una delegazione del

Comune di Fabrica, con il Vicesindaco Cimarra e la Consigliera Melissano che

hanno portato il saluto della Amministrazione, insieme al compiacimento di avere

ancora una volta a Fabrica ospiti così interessanti .

Da parte sua Pupi Avati ha sottolineato la grande ospitalità e aiuto che è stato

offerto dalle strutture comunali (polizia locale, protezione civile e ufficio cultura)

per girare le scene. A tutto il cast sono stati offerti prodotti tipici locali e Pupi

Avati ha ricevuto un libro che illustra tutte le bellezze nascoste della Tuscia, nella

certezza che possano essere sfruttate per altre situazioni, films od altro. In un

clima di grande cordialità il regista, il fratello

Antonio e i diversi responsabili della fiction, si

sono prestati anche ad alcune domande ed

hanno espresso apprezzamento per i luoghi

visitati.

E… non è detto che non tornino ancora, come

hanno lasciato intendere in tardo pomeriggio,

dopo aver terminato di girare presso la trattoria

di Antonella.

Doriano Pedica

Foto di Francesca Patrizi

Fabrica di Roma in campo per l’EARTH DAY

Il Comune di Fabrica di Roma, domenica 22 Aprile, è stato uno dei pochi che ha inteso

ricordare la “ Giornata mondiale della terra”, più conosciuta in inglese come EARTH DAY,

giornata in cui si celebra la salvaguardia dell’ambiente e del Pianeta Terra.

Semplicemente facendo un appello a tutti i cittadini ed alle associazioni a vario titolo presenti

sul territorio locale, le quali, a parte alcune scontate defezioni, hanno risposto all’appello,

riunendosi presso il Piazzale Materano di buonora, dando esempio di quanto si può

realizzare anche con il gesto semplice di raccogliere una bottiglia di plastica lasciata inopportunamente

nel bosco. Va segnalata la presenza importante e significativa di un folto

gruppo di cacciatori, spesso vituperati per la loro passione, ma comunque sempre pronti

a metterci faccia e braccia. E poi i componenti del GAV Protezione civile, gli operatori della

Croce Rossa, i ciclisti, qualche altra associazione che ha curato la documentazione fotografica e diverse famiglie con i figli, anche piccoli,

che hanno dato una nota di allegria e spontaneità. Divisi i gruppi dal coordinamento del Consigliere delegato all’agricoltura e territorio

Sciarrini Sigismondo, ognuno ha fatto il suo compito, e poi tutti si sono riuniti presso il Centro Ippico “ Il mio angelo” per una

lezione sulla pericolosità e la difficoltà nello smaltire i rifiuti, tenuta da un esperto accompagnatore e guida naturalistica. Ottima giornata

quindi, in parte limitata da un tempo che ha dato qualche problema e che in prima mattinata ha probabilmente scoraggiato altri

partecipanti. Centrato l’obiettivo di dare un segnale sul rispetto della natura e sulla consapevolezza specialmente ai più giovani che

non ci sono due terre e che dobbiamo anche con gesti semplici contribuire a salvare quella che ci è stata data come luogo di vita.

D. Pedica

Fo


Campo de’ fiori 41

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NE

MOGOL E GLI ALLIEVI DEL C.E.T.

AL TEATRO FLORIDA DI CIVITA CASTELLANA

Il teatro Florida di Civita Castellana ha

avuto il grande onore di ospitare uno dei

più grandi autori musicali italiani: Giulio

Rapetti Mogol. Grande attesa per l’evento

svoltosi domenica 22 Aprile, durante il

quale si sono esibiti i ragazzi del Centro

Europeo di Toscolano, Cet, l’Università

della musica da lui fondata ad Avigliano

Umbro. I giovani di età compresa tra i 14

ed i 36 anni, accompagnati al pianoforte

dal maestro Giuseppe Barbera e dal maestro

Alessio Nelli, talento civitonico, da

poco diplomato al Cet, che ha, tra l’altro,

organizzato lo spettacolo, si sono succeduti

sul palco interpretando alcuni tra i più

grandi successi della musica italiana ed

internazionale.

Grandi protagonisti, ovviamente, molti

brani famosi scritti proprio da Mogol. Non

sono mancati, però, brani inediti, composti

e interpretati dai ragazzi.

Particolarmente sentito ed apprezzato dal

pubblico l’intervento che Mogol ha voluto

fare durante la serata, non solo per eloggiare

i suoi studenti, ma anche per spronare

il pubblico ad assumere un atteggiamento

diverso nei confronti di chi fa musica:

“I giovani che avete sentito hanno

dimostrato come si possa fare arte semplicemente

con il talento ed il fascino musicale,

senza dover forzare con la voce, una

pratica a cui il pubblico italiano oggi è abituato.

– Ha detto Mogol - Questi ragazzi

sono artisti, altri invece diventano famosi

senza esserlo. Ci sono tanti artisti, ma

Da sx: Mogol ed Alessio Nelli in primo piano, dietro gli allievi del C.E.T. che si sono esibiti al

Teatro Florida di Civita Castellana il 22 Aprile.

alcuni non li conoscerete mai, perché oggi

vige solo la legge del profitto. Non so se

oggi io e Lucio Battisti avremmo avuto

successo. Ma vale la pena essere artisti

anche se non si diventa famosi. Questi

ragazzi non hanno solo talento, ma hanno

studiato e si sono impegnati. Perché il

talento va coltivato. Tutti hanno talento e

possono svilupparlo con gli strumenti e gli

insegnanti giusti. Ma soprattutto con la

passione. Questo andrebbe insegnato ai

bambini fin dalle scuole elementari e

medie.”

L’evento ha riunito, per la prima volta su

uno stesso palco a Civita Castellana, giovani

di tutta Italia: gli studenti dell’ultimo

corso del C.E.T., terminato lo scorso febbraio.

La scuola, concepita dallo stesso

Mogol come un campus americano, costituisce

per gli aspiranti compositori, interpreti

e autori, un luogo dove, oltre a studiare

musica, possono sviluppare le proprie

capacità critiche e, come in una grande

famiglia, trovano i punti di riferimento

fondamentali per la propria crescita interiore

e artistica.

“L’esperienza al C.E.T. è quanto di meglio

possa chiedere un giovane che si avvicina

al mondo della musica, con la M maiuscola”

ha dichiarato Alessio Nelli, che si è ritenuto

molto soddisfatto della riuscita dell’evento,

anche grazie agli sponsor ed a

quanti lo hanno aiutato.

Flash Mob di Zumba a Civita Castellana: scoppia la ZUMBA FITNESS MANIA

Foto Tatiana Amadei

Anche a Civita Castellana dilaga la moda del Flash Mob, grazie al gruppo di Zumba

Fitness delle giovanissime zumbere guidate dalla Zin (Zumba Instructor Network)

Eleonora Comite.

Dopo la prima improvvisata, programmata per sabato 31 Marzo, presso il Centro

Commerciale Marcantoni, che ha colto letteralmente di sorpresa i passanti assorti

nei loro acquisti, a grande richiesta il gruppo si è esibito per altre due volte, il 15 e

il 21 Aprile 2012, grazie anche alla complicità del direttore del centro, Aldo De

Marchis. Precedute da una musica tutta latino americana, le ragazze si sono fiondate

all’interno del Centro attirando

su di loro tutta l’attenzione dei presenti,

non solo attraverso i loro abiti

dai colori sgargianti, ma soprattutto

grazie alle coreografie che hanno iniziato

a ballare, coinvolgendo gli spettatori.

E’ bastato poco per far respirare un

atmosfera decisamente primaverile, di

grande allegria! Chissà che non si

ripeta, ma come si sa, avviene tutto

all’improvviso… Guardatevi bene

intorno allora, perché potreste essere

travolti da un momento all’altro da un

gruppo di zumbere stracolme di energia!

Foto Tatiana Amadei


42

Campo de’ fiori

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS N

ALLA VIII EDIZIONE DEL PREMIO CINEMA GIOVANE VINCE “SCIALLA!”

DI FRANCESCO BRUNI IL FILM PIU’ VOTATO DAL PUBBLICO

il film più votato dal pubblico alla VIII edizione del Premio Cinema Giovane come

Migliore Opera Prima è “Scialla!” di Francesco Bruni. La originale commedia si è imposta

sui due altri film in concorso: Into Paradiso di Paola Randi e Corpo Celeste di Alice

Rhorwacher. Oltre tremila, di cui mille studenti, le presenze alle proiezioni con voto nei

primi tre giorni della rassegna. Per il premio al Migliore Attore Giovane un ex aequo

tra Filippo Pucillo per la sua interpretazione di Terraferma e Filippo Scicchitano,

esordiente in Scialla! Il Premio come Migliore Attrice Giovane per la sua interpretazione

in Et in terra pax è andato a Ughetta D’Onorascenzo mentre il riconoscimento

per l’attrice non protagonista è stato assegnato a Antonia Truppo per La Kryptonite

nella borsa; a consegnare questi premi, Pietro Manganozzi della Banca Intesa San Paolo,

che ha sponsorizzato la manifestazione. Il Premi speciali della Direzione Artistica

vanno invece a Carlo Brancaleoni, responsabile dei film d’esordio di Rai Cinema ed ad Amir & Caesar band per il miglior tema

musicale del film Scialla!. A consegnare questi premi Pietro Murchio Direttore Artistico della Rassegna - che ha avuto modo di dichiarare:

“Qualità dei dieci film della rassegna, partecipazione entusiasta degli artisti e abnegazione di molti volontari della Associazione

hanno consentito il successo sia organizzativo che di pubblico di questa edizione del Premio. Purtroppo la assenza di sostegno economico

da parte delle istituzioni pubbliche rende critica la continuità futura della Manifestazione“. I riconoscimenti sono stati consegnati

durante la cerimonia di premiazione condotta da Catello Masullo e Alessio Giannone, presso l’Auditorium del San Leone Magno a Roma

in via Bolzano 38, sede della manifestazione. E’ stata inoltre assegnata una targa alla migliore recensione presentata dagli studenti nell’ambito

del ”Progetto di educazione al cinema d’autore“.La rassegna ha presentato una selezione di dieci tra i migliori film del cinema

giovane italiano, di cui nove opere prime, distribuiti nell’arco del 2011, a latere delle proiezioni dei film ha proposto un momento di

riflessione sullo stato del cinema italiano, con il Forum” Il Cinema Giovane Italiano: tra autorialità e mercato” a sottolineare

l’importanza di un approfondimento necessario sulle prospettive concrete che si presentano ai giovani autori del nostro cinema. Al

Forum- che si è svolto giovedì 29 marzo- hanno preso parte: l’attore Giorgio Colangeli, Elio Girlanda, Catello Masullo, Tina

Bianchi, Fabio Meloni, Enzo Natta e il direttore Pietro Murchio.

Bilancio dunque positivo per la VIII edizione della rassegna che ha registrato anche per quest’anno il tutto esaurito per quasi tutte le

19 proiezioni dei film, ad ingresso gratuito. Il Premio Cinema Giovane è promosso dall’Associazione Cinecircolo Romano e si avvale

di una Commissione di Selezione composta da esperti e qualificati rappresentanti del mondo cinematografico.

A CORCHIANO TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO A SCUOLA

Tutte riunite presso la scuola media “Dante Alighieri” di Corchiano, le associazioni locali,

sabato 14 Aprile, grazie ad un progetto ideato dalla professoressa Narduzzi, con

lo scopo di far conoscere ai ragazzi le varie realtà associative delle quali poter entrare

a far parte, impegnandosi a favore del paese in cui vivono. Le associazioni di tutte

le categorie erano presenti ciascuna con i propri rappresentanti, alcuni dei quali sono

stati invitati a dare una testimonianza dell’operato svolto dal momento della loro costituzione:

Geltrude Profili, per l’Arnies no profit, Silvestro Meconi per l’A.V.I.S.,

Quinto Prosperi per la Pro-Loco, Andrea Mazzasette per la Banda musicale

Giuseppe Verdi, un giovane del G.A.R. (Gruppo Archeologico Romano) ed io

per L’U.N.I.T.A.L.S.I. I nostri interventi sono stati intervallati dalle letture di poesie da parte di alcuni alunni, fino ad arrivare alla conclusione,

quando Francesca e Chiara Rossi, insieme al maestro Mazzasette hanno salutato gli intervenuti con un breve intrattenimento

musicale. Importante è il messaggio che la professoressa Narduzzi ha voluto lanciare, con questa lodevole iniziativa, come ha sottolineato

anche il preside Pierini, ai giovani di Corchiano, per i quali le insidie sono sempre dietro l’angolo, come per tutti del resto.

Entrare a far parte di una associazione di volontariato è un modo per rendersi utili alla società in cui si vive e per evitare di fare scelte

sbagliate.

Le associazioni si sono riunite, poi, domenica 15 Aprile in località Madonna del Soccorso, per rievocare la tradizionale festa della

“Poggiata”, piuttosto sentita negli anni passati, ma trascurata e poi definitivamente abbandonata. Tra gli anni ’50 e ’70, era, infatti,

consuetudine, la domenica dopo la Pasqua, che le famiglie di Corchiano si incontrassero in questo luogo dove pranzare al sacco tutti

insieme e trascorrere una giornata in allegria.Con l’intento di ripristinare questa festa, seppur in modo diverso da come avveniva tanti

anni fa, ciascuna associazione ha allestito il proprio stand dove offrire bibite, dolcetti, pizze fritte e quant’altro per allietare, insieme a

tanta musica, un pomeriggio di primavera.

Ermelinda Benedetti

Da sinistra: Franco Libero Manco,

Pietro Sarandrea, Roberto Bisconti

ARTE E VEGETARIANESIMO

Acceso dibattito il giorno 23 marzo presso la sede “ Fiori della mente” a Capranica (Vt). Il tema

riguardava l’influenza che il vegetarianismo ha nell’ arte. Il primo a parlare dell’ argomento è

stato l’ artista Pietro Sarandrea che ha esposto alcune sue ultime opere. L’artista, vegetariano

da circa 20 anni, spiega al pubblico i motivi che lo hanno portato a fare questa scelta alimentare

e come è cambiato il suo percorso artistico. L’esigenza di abbandonare l’ alimentazione

carnea, spiega Pietro Sarandrea, è stata naturale mentre frequentava corsi di yoga; il

beneficio di tale disciplina ha cambiato radicalmente il suo pensiero, facendogli percepire una

dimensione più sottile che ha influito notevolmente sulle sue composizioni. Prende, in seguito,

la parola il dott. Franco Libero Manco, presidente dell’ A.V.A. ( associazione vegetariana

animalista), che porta avanti un discorso più tecnico ed etico; afferma che oltre alla disgustosa

prassi dell’ uccisione di un animale, che ha una coscienza ed è in grado di provare sentimenti

come quelli umani, ci sono anche ragioni salutistiche, in quanto una alimentazione vegetariana, povera di grassi, tiene lontano

molte malattie. Il dibattito è stato moderato magistralmente da Roberto Bisconti, padrone di casa e ideatore insieme alla moglie

Letizia De Berardinis di questi appuntamenti culturali

Dott. Paola Lamonica


Campo de’ fiori 43

S NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

Trincea ferroviaria di via Mazzini: al via i lavori di copertura

Hanno preso il via a Civita Castellana i lavori che porteranno alla copertura della

trincea ferroviaria di via Mazzini, facenti parte dei Contratti di Quartiere. La consegna

dei lavori era avvenuta il 15 febbraio scorso, dopo la firma del contratto

a seguito della gara di appalto aggiudicata il 13 ottobre 2011.

I lavori oggetto del Contratto di Quartiere si suddividono in due parti: la realizzazione

di un edificio con residenze speciali e mini incubatori nel Comparto C1

e la copertura della trincea ferroviaria con l’arredamento urbano. Nel lotto di

proprietà comunale, in prossimità della via S. Giovanni verrà realizzato un edifico

in grado di garantire alloggi da destinare a categorie svantaggiate e speciali

e contestualmente dei mini-incubatori. I mini-incubatori sono strutture operative

volte a valorizzare giovani che hanno intenzione e voglia di intraprendere

attività economiche, ma hanno difficoltà oggettive. Il progetto prevede la creazione di “spazi attrezzati per imprese start-up”, con relativi

servizi comuni. Il bilancio energetico dell’edificio risulterà della classe energetica “A”.

La copertura della trincea ferroviaria è un intervento di ampio respiro sotto l’aspetto del paesaggio urbano. Una piccola rivoluzione per

il quartiere di via Mazzini. L’intervento contribuisce all’attenuazione del passaggio della linea ferroviaria per ben 240 metri in corrispondenza

di via Mazzini. Ne deriva in questo tratto una vera e propria ricucitura della “ferita” costituita dal passaggio della ferrovia,

un vantaggio considerevole in termini di impatto sonoro e visivo. Si aggiunge la creazione di un nuovo spazio urbano arricchito dall’arredo.

Parcheggio a Via della Corsica: appaltati i lavori di asfaltatura

Con procedura negoziata in data 28.03.2012 sono stati appaltati alla ditta Edilpro Srl di

Civita Castellana i lavori di sistemazione del parcheggio con un ribasso d’asta del 4,87%

per un importo netto, escluso oneri di sicurezza, di 134.534,45.

L’iter di realizzazione dell’opera è stato molto veloce, nel 2009 l’Amministrazione ha acquistato

l’area e realizzato il progetto preliminare. Nel 2010 è stata effettuata la variante urbanistica,

acquisiti i pareri del Ministero dei Beni Culturali e della Regione Lazio, approvato il

progetto definitivo. A gennaio di quest’anno è stato approvato il progetto esecutivo.

I lavori inizieranno non appena saranno state espletate le procedure contrattuali con l’impresa.

Ha spiegato l’assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, Gianluca Cerri “Mettiamo

un altro tassello all’opera di riqualificazione della parte sud est del Centro Storico iniziata

con il recupero delle ex carcerette, continuata con l’apertura del passaggio pedonale verso la biblioteca e che proseguirà , a breve, con

la sistemazione della pavimentazione di via Panico e di Piazza San Clemente”.

I lavori consisteranno nella pavimentazione, realizzazione marciapiedi e illuminazione, inoltre ci sarà un passaggio pedonale direttamente

da via della Corsica.


44 Campo de’ fiori

Vorrei incontrarti fra cent’anni

Elena Marinozzi

Nonostante inferma da circa 30 anni, per la sua festa, realizza con le proprie mani le bomboniere!

Elena Marinozzi nel 1934 con il fratello

Fiorino a Roma - Piazza San Pietro

Il 22 marzo scorso ha raggiunto il traguardo

dei cento anni la signora Elena

Marinozzi di Civita Castellana. Elena è

nata a Corridonia (Mc) il 22 marzo

1912 (circa un mese prima dell’affondamento

del Titanic!); della sua infanzia,

ricorda molto bene i festeggiamenti popolari,

in occasione della fine della prima

guerra mondiale. Ella si trasferì a Civita

Castellana, insieme ai suoi familiari, nel

1930, dove ancora risiede.

Nel 1937 sposò un civitonico ( Domenico

Ricci, nato a Civita Castellana nel 1911 ).

Da questo matrimonio nacque nel 1938

Annunziata e nel 1947 Arnaldo. Purtroppo

al ritorno dalla guerra, Domenico si ammalò

seriamente e lasciò Elena ed i suoi figli

il 10 giugno 1948.

Dopo la morte del marito, Elena andò ad

abitare, con i due figli a casa dei suoi genitori;

si rimboccò le maniche ed iniziò a

lavorare nella mensa scolastica o refezione

come si chiamava in quegli anni.

Fece vari lavori per sopperire alla mancanza

del marito e riuscì a far crescere i sui

due figli, Annunziata ed Arnaldo, in modo

dignitoso, grazie anche all’aiuto dei suoi

genitori e di tutti i suoi fratelli, compreso il

fratello Federico che risiedeva in Argentina

fin dal 1926; ella è rimasta vestita di nero

Civita Castellana 22 marzo 2012, Elena, i suoi due figli ed il

Sindaco Avv. Angelelli

per tutta la vita. I figli affermano che non

l’hanno mai vista vestita con colori differente

dal nero.

Quando il 22 marzo scorso il sindaco Avv.

Angelelli è andato a farle visita, alla

domanda “…quale episodio di Civita è

rimasto più impresso nella sua mente?…”

ella ha risposto “…..quando verso le ore

11.30…non mi ricordo più se nel 1943 o

nel 1944…..vi fù il primo bombardamento

alleato a Civita Castellana….ed andarono

in frantumi tutti i vetri delle finestre…….ci

rifugiammo nelle grotte e furono giorni

terribili………….”

Elena è vissuta dal 1948 al 1997 presso la

casa dei suoi genitori, in via Vincenzo

Ferretti, poi per motivi di salute è andata

ad abitare in periodi alterni con i figli.

Attualmente vive con la famiglia della figlia

Annunziata, dove viene amorevolmente

assistita da tutti i suoi familiari. E’ ovvio,

non mancano le visite di parenti ed amici;

quasi tutti i giorni vi è qualcuno che va a

farle visita.

E’ da mettere in evidenza che Elena, con le

sue mani, ha realizzato le bomboniere da

distribuire per il suo centesimo compleanno;

in totale ha fatto con l’uncinetto ben

150 bomboniere! ha iniziato il suo lavoro a

99 anni e l’ha portato a termine pochi giorni

prima di compiere cento anni!

Quando il Sindaco è andato a farle gli

auguri, egli è rimasto stupito dalla lucidità

di Elena, nel sostenere i discorsi su vari

argomenti. Il giorno 24

marzo alle ore 16.00 con

Elena presente, è stata

poi celebrata una messa

presso la chiesa Madonna

del Carmine di Civita

Castellana, dal sacerdote

Don Michele ed in quella

occasione è stato letto

anche il messaggio di

auguri del Papa, pervenuto

ad Elena in pergamena

che riportiamo di seguito

integralmente.

“…………..SUA SANTI-

TA’ BENEDETTO XVI di

cuore imparte una speciale

benedizione apostolica

ad ELENA

MARINOZZI in occasione

del 100° compleanno,

estendendola

volentieri ai famigliari

ed amici tutti, invocando nuova effusione

di grazie celesti e la materna

protezione della beata vergine Maria.

Chiesa Madonna del Carmine, Civita

Castellana 24 marzo 2012

Dal Vaticano, 8 marzo 2012

+ Felia Del Blanco Prieto

Arcivescovo Elemosiniere di SUA

SANTITA’……”

Durante la messa è stato anche letto un

telegramma di auguri trasmesso dal sindaco

di Corridonia (Mc) comune di nascita di

Elena Marinozzi.

Elena all’età di 99 anni,

mentre sta realizzando le sue bomboniere


Campo de’ fiori 45

Dopo la cerimonia religiosa si è svolto

un ricevimento di parenti ed amici

dove Elena ha riconosciuto tutti i presenti

e con tutti ha scambiato conversazioni.

La torta del ricevimento, è stata realizzata

dai maestri pasticcieri fratelli

Giorgio e Roberto Dobboloni, nipoti

da parte del marito di Elena.

Civita Castellana-

Chiesa Madonna del Carmine, 24 marzo 2012

Quando alle ore 20.30 i suoi familiari,

con l’aiuto di Claudio Telli (compagno

di scuola di Arnaldo) hanno riportato

Elena a casa, ella ha esclamato

“…sono un po’ stanca ma soddisfattissima…….”

Di cuore la redazione di

Torta realizzata da Giorgio e Roberto Dobboloni

Campodefiori augura altri cento anni

alla dolce mamma del nostro collaboratore

Arnaldo.

La redazione di Campo de’ fiori

La rubrica dei cognomi

di Arnaldo Ricci

arnaldo_ric@yahoo.it

livello nazionale.

Come appare

nella

lista, il

cognome più

diffuso a

Vignanello è

Bracci.

Adesso vediamone

la diffusione e la

dislocazione a

Bracci: (presente in soli 304

comuni d’ Italia) queste poche presenze,

sono quasi tutte concentrate nell’Italia

centrale con evidente intensità nel Lazio,

Marche ed alta Toscana; ve n’è poca diffusione

al sud come al nord; in particolare

esso è totalmente assente in Trentino,

Molise e Basilicata. Si presume con estrema

probabilità , esso sia di origine proprio

Vignanellese.

Ceccarelli: (presente in 745

comuni d’Italia) esso è maggiormente

diffuso nel Lazio, Marche, Umbria e

Toscana; è scarsamente presente al sud,

I cinque Cognomi più

diffusi a

Vignanello

Tali cognomi in ordine

di diffusione sono i seguenti:

1° Bracci

2° Ceccarelli

3° Stefani

4° Olivieri

5° Ciambella

nelle isole ed al nord; in particolare, in

Basilicata è totalmente assente. Dalle

ricerche effettuate, si presume che abbia

le sue origini proprio a Roma.

Stefani: (presente in 1015

comuni d’Italia ) esso è maggiormente

diffuso nel Nord – Est d’Italia; presenta

una minore diffusione nel Lazio; in tutte le

altre regioni è scarsamente presente; in

particolare vi è assenza completa nel

Molise. Si evince dalla ricerca, che abbia

origine nel Veneto.

Olivieri: (presente in ben 1465

comuni d’Italia) anche se presente in

tutta Italia, esso è maggiormente diffuso

in quella del Centro – Nord con particolare

concentrazione in Liguria, Emilia

Romagna e Lombardia; ve n’è una buona

diffusione, anche se minore, nel Lazio e

costa marchigiana, nel sud comprese le

isole è scarsamente presente; la sua origine

è da attribuirsi o in Liguria oppure

nell’Emilia Romagna.

Ciambella: (presente in soli 50

comuni d’Italia) le poche presenze di

questo cognome sono quasi tutte concentrate

nel Lazio e più precisamente a

Vignanello; vi sono pochissime presenze

nel resto d’Italia, in particolare esso è

totalmente assente in Valle d’Aosta,

Trentino, Friuli, Veneto, Marche, Molise,

Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Questo

cognome è , senza tema di essere smentiti,

di origine prettamente vignanellese.

Seguirà sul prossimo numero lo stesso

studio per il comune di Vallerano.

Visita il nostro sito

www.campodefiori.biz


46

Campo de’ fiori

L’arte di arredare

Dalla falegnameria della “casa bianca”, con lavoro,

dedizione e soprattutto passione, passando

per via Fontana Matuccia, si arriva a “Casale

Ettore”. Nei nuovi locali, oltre ad arredamenti e

mobili tradizionali, si inizia anche a produrre arredi

moderni, in particolar modo da bagno, sia con

marchio proprio che su commissione delle più

importanti aziende ceramiche del distretto industriale

di Civita Castellana. La grande esperienza

artigianale, unita alla forte innovazione tecnologica,

ha permesso che la bottega di Mastrofiore si

proponesse al mercato italiano ed internazionale

in occasione del Cersaie di Bologna, ottenendo

apprezzamenti ed ottimi risultati commerciali.

Oggi possiamo affermare che la bottega di

Mastrofiore è diventata una realtà “artigianale

tecnologicamente avanzata”, in grado di produrre

ogni genere di arredamento, dal classico al rustico,

al moderno, per ogni tipo di abitazione, e

tutto con la passione di chi questo mestiere lo fa

da tre generazioni.

www. mastrofiore.it


Campo de’ fiori 47

Domenica 22 Aprile 2012

il Bar Sergio e Danilo ha festeggiato

i suoi primi 30 anni di attività!

E’ stata una bella festa, una grande festa,

alla quale hanno partecipato numerosissimi

clienti della prima ora, per dimostrare in

questa occasione speciale la loro gratitudine

agli amici di sempre Sergio e Danilo.

Era il 1982 quando, lasciato il lavoro come

operai ceramici, aprivano la loro prima attività

in Corso Bruno Buozzi.

Otto anni dopo si trasferivano al Centro

Commerciale Rio dove tuttora, nonostante

il particolare momento economico,

continuano ad avere quei risultati che sono

il frutto della loro simpatia, cordialità e

professionalità .

L’insostituibile sostegno e la collaborazione

delle mogli Carla e Nadia e dei figli Fabio e

Silvia fanno di loro una squadra vincente.

Festeggiare l’anniversario è stata l’occasione

migliore per poter ringraziare l’affezionata

clientela, che ha sempre riscontrato

in loro disponibilità e amicizia vera.

Queste aziende familiari hanno la forza e

le motivazioni della nostra Italia dei tempi

migliori ed è con profonda sincerità che

auguriamo loro altrettanto feste di anniversari.

Sergi e Danilo e tutto lo staff ringraziano

di vero cuore quanti in questi

30 anni li hanno preferiti per i loro

modi gioviali ed allegri, ma non solo.


48

Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

Ultimo appuntamento per Sabato in Concerto degli Amici della Musica di Roma

E’ così che volge al termine la Sesta stagione concertistica Sabato

in Concerto degli Amici della Musica di Roma, Associazione musicale

operante sotto la Presidenza Onoraria di Ennio Morricone.

Protagonista del Concerto di Chiusura sarà il conosciutissimo e singolare

MUSICHE MIGRANTI TRIO in scena il 19 Maggio 2012 presso la

St. Andrew’s Church di Roma (Via Venti Settembre 7) alle ore 18.30.

Atteso come ospite d’onore ENNIO MORRICONE. L’evento si svolge con

il Patrocinio di Roma Capitale.

Il programma della serata intitolata MUSICHE MIGRANTI: UN SUGGESTIVO RACCONTO

TRA PAROLE, MUSICA E TANGO, sotto la direzione artistica della dott.ssa Laura

Ruzza, prevede l’esecuzione di musiche della tradizione popolare italiana

come pizziche e tarantelle oltre che classici della canzone napoletana alternati ad alcuni famosissimi tanghi. Il

TRIO MUSICHE MIGRANTI è composto da Roberto Mattioni (voce, chitarra classica e chitarra battente), Alberto Poli (violino)

e Cleo Galiani (fisarmonica e mandolino). .Il concerto sarà preceduto da una breve Guida all’Ascolto tenuta dalla dott.ssa

Laura Ruzza, musicologa, docente di conservatorio e critico musicale e seguito da un Rinfresco e Brindisi finale (gentilmente offerti

dagli sponsors CUOCHEPERCASO, BIRRA DEL BORGO, CANNOLERIA SICILIANA e GELATI DI VINI) per concludere brillantemente

questa Sesta Stagione Concertistica ed incontrare da vicino i musicisti della serata. Il costo del biglietto a posto unico è di

soli 10 mentre per i giovani fino a 15 anni il costo del biglietto è di 5. Prenotazione telefonica GRATUITA

INFO: Amici della Musica di Roma - Tel. 3336470115, E-mail amicimusicaroma@tiscali.it , Sito web www.amicimusicaroma.it

VII Premio Nazionale di poesia in lingua 2012 "Maestro Roberto Costanzelli"

Per ricordare l’azione educativa, l’opera poetica e l’amore verso la terra falisca, che hanno caratterizzato la vita dell’indimenticabile insegnante

scomparso, è indetta la VII edizione del Premio nazionale di poesia in lingua “Maestro Roberto COSTANZELLI”

La scadenza entro la quale presentare i lavori è stabilita per le ore 24,00 del giorno 8 giugno 2012. Il concorso è articolato

in due sezioni: A. Categoria giovani (riservata a concorrenti in età dai 14 ai 18 anni); B. Categoria adulti (riservata

a concorrenti in età superiore ai 18 anni). Per le modalità di partecipazione contattare il Sig. Carlo Costanzelli, presso TELLI-

GRAF, località Prataroni, 01033 CivitaCastellana(VT) tel 0761/599222-599322.

Prima Nazionale

26 Aprile - 20 Maggio 2012

Il Monaco nel Letto

Commedia Musicale in due atti

Libero riadattamento da ‘O Scarfalietto di E. Scarpetta

Scritto e diretto da Enzo Avolio

Con GIANNI NAZZARO - DONATELLA PANDIMIGLIO

E con la partecipazione di Luigi Montini

Musiche originali di Stefano Fresi

Teatro Greco - Via Ruggero Leoncavallo, 16 - Roma,

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00

domenica e festivi ore 17.30

Prezzo biglietti: Intero 20,00 - Ridotto 15,00

Gruppi 10,00 - Per i minori, accompagnati da adulti paganti,

2,00 (COSTO SIAE)


Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

49

VISITE ALL’ABBAZIA CISTERCENSE

DI SANTA MARIA IN FALERI

Con l’arrivo della primavera, a Fabrica di Roma riprendono le aperture

dell’ Abbazia cistercense di Santa Maria in Falleri, edificata a partire

dalla seconda metà del XII secolo da monaci provenienti direttamente

dalla Francia. L’edificio religioso, si integra perfettamente con

l’ambiente circostante caratterizzato dalla possente cinta muraria, in

gran parte conservata, dell’ antica città falisco-romana di Falerii Novi,

fondata nel 241 a.C.. Il visitatore rimarrà sorpreso già all’inizio del

percorso, entrando dalla monumentale Porta di Giove, uno dei nove

accessi alla città rimasto in uso fino ai giorni nostri. Il sito è immerso

nella natura ed è il luogo ideale per passare una piacevole mattinata

all’aria aperta all’insegna della storia e dell’archeologia.

Orario di apertura (Aprile - Novembre 2012):

sabato-domenica 9:00-13:00

Sono possibili aperture durante i giorni feriali per appuntamento

telefonando a: Ufficio Cultura del Comune di Fabrica di Roma

0761569001 - cultura@comune.fabricadiroma.vt.it

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Campo De Fiori Rivista


50 Campo de’ fiori

Una “Fabrica” di ricordi

Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma

Gli altarini

La Cesa

Sotto le case, nei

giardini o in campagna,

le edicole

votive (gli “altarini”)

sono un segno della

devozione popolare

con la quale, specialmente

in passato, ci si

di Sandro Anselmi voleva ingraziare la

benevolenza del

Divino, per loro stessi e le proprie famiglie.

Le offerte di fiori e di lumini rinnovavano

una fede autentica, spontanea e diretta, e

le preghiere sincere, non mediate, rimandavano

ad un culto antico.

Oggi, coerentemente ai nuovi costumi,

pochi si accorgono degli “altarini” e se non

fosse per le persone di una certa età ,

sarebbero abbandonati, senza più un lume

né un fiore.

visitate ed in una di queste ho incontrato,

appunto, una vecchietta che, inginocchiata,

pregava.

Mi sono fermato per fare una foto all’ edicola,

ma lei, schiva, si è allontanata non

prima di avermi detto, però , che stava

pregando per un suo nipote ammalato.

Chissà se il nipote, che speriamo presto

guarito, verrà mai a deporvi un fiore?

Facendo un giro per il mio paese ne ho

scoperte tante e tutte belle; sono curate e

San Rocco

Gricciano

La Mola

Le Fornaci

Viale degli Eroi

Castagneti


Campo de’ fiori 51

La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri

In questi anni in cui i

principi azzurri sempre

più spesso cadono da

cavallo, è bello vedere

che il “vissero sempre

felici e contenti” non lo si

trova solo nelle fiabe.

Auguri ad Elio ed Ilvana

per i vostri 60 anni insieme

che festeggerete il

27 aprile, da tutta la

famiglia (One e Totò

compresi).

I tuoi meravigliosi

…..anta sono la

dimostrazione di

come l’amore per

gli altri ti mantiene

giovane!

Auguri Joselia

da tutti quelli che

ti vogliono bene!

Tantissimi auguri al nostro

papà che il 15 Marzo ha

compiuto gli anni, dicendogli

grazie.......per ciò che

stai facendo! Tanti auguri

da Giovanna, Gabry, Dany,

Anna i i generi e nipoti......AUGURONI

Tantissimi

auguri di

Buon

Compleanno

a Valentina

che il 20

aprile ha

compiuto 18 anni. Continua ad

essere la ragazza semplice che

sei. Ti vogliamo un mondo di

bene. Mamma, papà il tuo fratellino

Domenico e Daniele.

Tantissimi auguri di buon compleanno

al piccolo Flavio Martorelli

ed al suo papà Stefano che compiranno

rispettivamente 3 e 40 anni

il 26 aprile, dagli zii Ornella e

Claudio e da tutti quelli che

vogliono loro bene.

Tanti auguri di

buon compleanno a

Federico che il 20

Aprile ha compiuto

gli anni, dalla

mamma, il papà, la

sorella Cecilia e

tutta la redazione

di Campo de’ fiori

Sono 3 anni che

riempi la nostra

vita di gioia,tanti

auguri di un bellissimo

compleanno

Nicolò da

mamma e papà!

Un caloroso benvenuto

nel gruppo

delle zumbere, guidate

da Eleonora,

a Valentina !!!!

Complimenti per le

vostre performance

… continuate

così… Il vostro

nuovo fan Valerio!

Tanti auguri a

Flora Iaffei che

ha compiuto gli

anni, dalle figlie e

dai parenti

Auguri a Lucia

Zappaterreno di

Caprarola che il 21

Aprile ha compiuto

ben 100 anni!


52

Campo de’ fiori

SCOMPARSO

a gennaio

2012,

in Località

Quartaccio

a Fabrica di

Roma. Si chiama

Google è

un cagnolone

buono e dolcissimo trovato due anni

fa in condizioni davvero disperate, aiutateci

a ritrovarlo, anche se, dato il

tempo trascorso, non ci speriamo poi

molto. (Avvistato forse a Vallerano e/o

Vignanello). Tel. 366.5750543

QUALCUNO L’HA

RICONOSCE!!!!!!!

TROVATA A

TREVIGNANO l’11 aprile

SENZA CHIP CON COLLARINO

ROSSO E COLLARE SCALIBUR

NUOVO T.340 8353646

VITERBO: smarrito GIGHEN, maschio, incrocio

SPRING/BRETON, di circa 7 anni, pelo lungo, di

colore nero e bianco maculato, con microchip.

380098100751347, al momento dello smarrimento

indossava un collare blu. Gighen ha un

occhio velato, che i suoi padroni stavano curando. Smarrito a

Viterbo in zona Paradiso lunedì 09 aprile 2012. Tel

328.6919734

Mamma e figlia...ridotte alla

fame...neanche un tetto sopra la

testa..urgente trovare una famiglia che

si prenda cura di loro..anche singole...ma

non lasciamole morire, è una

corsa contro il tempo. Per favore, non

sapete qnt pena mi hanno fatto vederle

così...la tristezza nei loro occhi....se avete novità rintracciatemi via

messaggio su facebook al mio profilo Paco Frescadepino

TROVATA A

CASTEL SAN-

T’ELIA

(VITERBO) IL

30/03/2012

PASTORE

TEDESCO,

FEMMINA,

BUONISSIMA,

NO CHIP, COLLARE ROSSO NUOVISSIMO,

OTTIMO STATO DI SALUTE. CHI L’HA

SMARRITA????? RITA 339/1123663

SCOMPARSO

PLUTONE

simil volpino

sparito il 2

Aprile, da località

Bandita a Fabrica

di Roma.

SORDO e vecchietto.

Se per caso lo avete raccolto

sappiate che c’è una famiglia angosciata.

Ha bisogno di cure. Tel. 3335874507.

Dog park e Adotta un cane:

a Civita iniziative

a sostegno degli animali

Due sono le iniziative intraprese dal comune di

Civita Castellana a favore degli animali, in particolare

dei cani. La prima riguarda i cani randagi

che al momento sono ospitati nei canili. Sul sito

del Comune di Civita Castellana è stato

creato uno spazio apposito, dal titolo “E

dai, adotta un cane” in cui si possono vedere

tutte le foto dei cani “ricoverati” presso

il canile di Viterbo per scegliere quello che

si vuole adottare. Presso il giardino di via

Marinai d’Italia invece si sta predisponendo

il primo dog park della città , anche su

indicazione del Consiglio dei Giovani di Civita

Castellana.

Rita STORRI-Presidente

3391123663

www.incrociamolezampe.org


Campo de’ fiori 53

Roma com’era

Campo de’ fiori

Roma. Fine ‘800.

Una pittoresca immagine di Piazza di Spagna con al centro la statua dell’Immacolata Concezione.

La calma con la quale i ritratti passegiano e sostano non presagisce neanche lontanamente il caos odierno.

21


Album de

54

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Civita Castellana - Squadra di Rugby, anno 1981-1982.

In piedi da sx: Angelo Proietti, Roberto De Julis, Fabrizio Taizzani, ... Ceccarelli, ... D’Amico, L. Fantera, ... Censi, ...

Marchetti, ... Tontoni, ... Gentili, ... Oddi, ... Stinchelli.

In basso da sx: ... Anselmi, ... Cicconi, ... Martino, V. Fantera, T. De Julis, ... Farina, ... Agostinelli, ... Cipriani, ... Lucidi.

Foto tratta dal libro “50 anni di strani rimbalzi a Civita Castellana” di Ugo Baldi.


Campo de’ fiori

55

ei ricordi

Campo de’ fiori

Civita Castellana - Bar L’Aquila. Primi anni ‘60. Da sx: Rina di Giovenale e Linda Pallozzi. Chi è che vi fa questa sorpresa?

Campo de’ fiori

Monte Tancia - 4 Aprile 1982. In piedi da sx: Sandro Riganelli, Alberto Sacchi, Pasquale Mancini.

In basso da sx: Alberto Marangoni, Gianni Formichetti, Marcello Percossi, Alfredo Anzellini.


Album de

56

Campo de’ fiori

1 2 3

4

5

6

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma - Agosto 1979 - II Trofeo Festa dell'Unità. 1. Sergio Tabacchini, 2. Enrico D’Antonangelo,

3. Gianni Bernacchi, 4. Gino Guidi, 5. Eraldo Biondini, 6. Filiberto ... . Foto di Eraldo Biondini.

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma - Anni ‘60.

Carmelita Marinelli e Domenico Anselmi.

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma - Anni ‘40.

Da sx Paolo Carosi e Francesco Potere.


Campo de’ fiori 57

ei ricordi

Campo de’ fiori

8

6

7

9

1

5

2

3

4

11

10

Classe 1931 di Fabrica di Roma. 1. Anna Angeletti, 2. Imperia Angeletti, 3. Rosanna Pascucci, 4. Anna Maria Stefanucci,

5. Augusto Stefanucci, 6. don Silvano Francola, 7. Mario Tiritera, 8. Giovanni Costantini, 9. Luigi Censi, 10. Giuseppe Ceccarelli,

11. Meris ... Foto di don Silvano Francola.


Album de

58

Campo de’ fiori

7

4

2

5 10

3

6

8 9

1

11 12 13 14

Campo de’ fiori

Riproponiamo la foto già pubblicata sul numero 89 di Campo de’ fiori per correggere alcuni nomi erroneamente riportati ed aggiungerne altri.

Fabrica di Roma - anno scolastico 1963/’64. Scuola media, classe I .

1. Rita Quintiliani, 2. Rita Baldassi, 3. Elisabetta Bedini, 4. Ottaviana Morini, 5. Mirella Pesaresi, 6. Laura Pierantonelli, 7. Prof. Sangiorgi,

8. Carla Fossicelli, 9. ... Orsi, 10. Giuliana Monfeli, 11. Patrizia Scarnati, 12. Maria Antonia Rotella, 13. Anna Maria Benedetti, 14. Marisa Anselmi.


Campo de’ fiori 59

ei ricordi

Campo de’ fiori

Corchiano. Primi anni '50.

Scampagnata alla

Madonna del Soccorso,

in occasione della tradizionale

“Poggiata”

Foto del sig. Alfonso Mechelli,

secondo da dx.

Corchiano. Metà anni ‘50.

Da sx: Pompeo, Maria e Gerardo Nardone.

Campo de’ fiori


60

Campo de’ fiori

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62 Campo de’ fiori

Oroscopo di Maggio

by Cosmo

ARIETE 21 Marzo - 20 Aprile

E’ il mese giusto per intraprendere

nuove conoscenze

ed approfondire i rapporti

con le persone che vi

stanno vicino. Questa primavera

porterà novità inaspettate e piacevoli

soprattutto per quanto riguarda i

sentimenti: State sempre all’erta.

TORO 21 Aprile - 20 Maggio

Questo maggio 2012 rappresenterà

lavorativamente

una buona chanche per

evolvere dalla vostra

situazione attuale. Cercate

di essere elastici ed aperti a tante delle

possibilità che vi verranno offerte. Stato

positivo anche per la salute: di ferro.

GEMELLI 21 Maggio-21

Giugno Un periodo che non

porterà con sé tante novità

. La routine quotidiana

potrebbe talvolta risultare

noiosa ed infruttifera, ma

la vostra lungimiranza vi porterà spesso e

giustamente a guardare in avanti per pianificare

progetti a lungo termine.

CANCRO 22 Giugno - 2

Luglio E’ il mese in cui vi

guarderete attorno senza

troppa considerazione per

gli altri. State cercando

una svolta ma dovrete mettere da parte la

fretta che caratterizza gli ultimi vostri

movimenti e le vostre mosse. Pazientate e

sarete soddisfatti anche a breve.

LEONE 23 Luglio - 22

Agosto La riflessione tiene

occupato gran parte del

vostro tempo. State effettuando

le vostre scelte

con davvero molta razionalità

anche se tante volte sarebbe giusto

per voi affidarvi a senzazioni ed istinto.

Non siate troppo pignoli con gli altri.

VERGINE 23 Agosto - 22

Settembre La vostra estrema

attività di questo ultimo

periodo potrebbe finire

per stressarvi, cercate

dunque di dare una certa

moderazione ai vostri movimenti. Lo spirito

è quello giusto e il buon umore caratterizza

gran parte delle vostre giornate.

BILANCIA 23 Settembre

- 22 Ottobre Il mese

di maggio sarà per voi

un mese di grande equilibrio

e stabilità .

Rafforzerete le vostre

posizioni e i legami con le persone che vi

stanno vicino. Abbiate cura di voi stessi e

non trascurate gli stress fisici.

SCORPIONE 23 Ottobre -

21 Novembre In questo

mese l’aggressività è

per voi motivo di vita.

Siete spesso propensi a

cercare lo scontro e il

confronto con tutte le persone che vi stanno

attorno, e cercate sempre di far valere

con decisione le vostre posizioni.

SAGGITTARIO 22 Novembre

- 20 Dicembre Avete

la propensione per cercare

il diaologo con chi vi sta

attorno, ma spesso siete

anche troppo diplomatici.

Non abbiate il timore di far valere le vostre

posizioni quando è giusto che queste vengano

rispettate. Non trascurate il vostro

aspetto e il vostro benessere fisico.

CAPRICORNO 21 Dicembre

- 19 Gennaio Siete davvero

al massimo della forma e

queste settimane lo dimostreranno

con decisione. Il

vostro carattere brillante

illumina queste vostre giornate e quelle

delle persone che vi stanno attorno.

ACQUARIO 20 Gennaio - 18

Febbraio La vostra predisposizione

all’aria aperta e allo

svago vi sta portando in

questo mese di maggio a

tenere in poco conto quelli

che invece dovrebbero essere i vostri

impegni. Cercate di conciliare le vostre esigenze

con quelle del vostro prossimo.

PESCI 19 Febbraio - 20

MARZO Il mese di maggio è

per voi un periodo senza

grandi tensioni e impegni.

Utilizzate il tempo in questione

per rilassarvi e per

stemperare le tensioni che fino a poco

tempo fa potevano aver turbato la vostra

quiete. Dedicatevi pure a voi stessi.


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