Al Puff di Lando Fiorini - Campo de'fiori

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Al Puff di Lando Fiorini - Campo de'fiori

Gino Landi ed

il Burlesque

al Salone

Margherita

Peppe Barra...

Song’Io!

Al Teatro

Ghione

Nel cuore.

Quella panchina

in Piazza

Grande...

Al Puff di

Lando Fiorini


2 Campo de’ fiori

SOMMARIO

Editoriale:

Pasqua, la coscienza e la speranza............3

L’intervista:

Al Puff di Lando Fiorini, lo stivale è in

mutande...............................................4-5

Gino Landi ed il Burlesque...................6

Curriculum vitae:

Giulia Di Quilio.........................................8

Stefano Principalli: una vita in prima

fila........................................................10

Roma che se n’è andata:

Gregorio XVI, il Papa del Belli.............12-13

Suonare Suonare:

Peppe Barra... “Song’Io”..........................14

Dentifricio, una panacea assai economica.................................................17

Ecologia e ambiente:

Ritrovare un giusto equilibrio...................18

Il Fumetto:

The breaker............................................21

Non c’è fede senza conoscenza; non

c’è conoscenza senza fede.................22

Il mondo della comunicazione elevato

alla potenza QR...................................23

Come eravamo:

Lòpole, spargi, raponzoli e caccialepri....25

Agostino Paradisi................................26

Attenti al fisco:

Ancora sui nuovi limiti all’utilizzo del contante:

aspetti sanzionatori e casi di esclusione......................................................27

Ass. Artistica Iuna:

Miglior Maestro dell’anno 2012 per Eraldo

Bigarelli..................................................28

Civita Castellana ovvero Phalerium

Argivum...............................................30

La rubrica dei cognomi.......................35

Per ricordare Silvia Quattrini Ferrelli.36

Angolo Bon Ton:

Pasqua di speranza.................................37

News..........................................38-39-40

Una “Fabrica di ricordi”:

Oh dolce primavera.................................41

Pronto per il Campionato Italiano Seat

Ibiza Cup.............................................42

Cine Parade:

In mio angolo di Paradiso........................43

Le storie di Max:

Lucio Dalla.............................................44

In memoria del Prof. Luigi Paolelli....45

Raccolti per l’A.T.A.M.O. 1.145,40 ,

grazie al Calendario 2012...................46

SOSIA...................................................46

Agenda.................................................47

Nel cuore.........................................48-49

I nostri amici.......................................50

Messaggi..............................................51

Oroscopo .............................................52

Roma com’era.....................................53

Album dei ricordi.........54-55-56-57-58-59

Annunci gratuiti..............................60-61

Selezione offerte immobiliari .......62-63

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Campo de’ fiori 3

Pasqua, la coscienza e la speranza

di Sandro Anselmi

Augurare la buona Pasqua a tutti è quanto di più spontaneo e vero possa scaturire

dal mio cuore, ma avere coscienza del particolare momento e desiderare

di rafforzare il mio augurio per potergli dare una maggiore valenza, è

quanto mai vorrei mi fosse possibile. La speranza tenace ed eterna premierà certo la

nostra incondizionata devozione alla vita, e gli obiettivi perché essa sia serena, prospera

e felice, saranno raggiunti!

Non è la mia una profezia che, nel tema sacrale della Pasqua, osi, ma una concreta

volontà di arrivare all’ambito traguardo. La meta, a volte lontana in una società di

sciocchi, inetti, di persone di malaffare, non è poi irraggiungibile!

Occorrono equi e saggi, che sappiano costruire e non distruggere, e così, dopo la

Passione verrà la Resurrezione!

Auguri di una Santa Pasqua a tutti!


4

Campo de’ fiori

“Da questa crisi ne usciremo solo nel 2014 e con le ossa rotte... Lavoro più adesso

che quando ero giovane, per i miei quaranta dipendenti!”

Al Puff di Lando Fiorini,

lo stivale è in mutande

Quarantaquattro anni di grandi successi. “Il segreto è la sincerità verso il pubblico”.

E’ con immenso piacere che, anche

quest’anno, torniamo nel cuore di

Roma per incontrare uno dei più

grandi amici della nostra rivista: Lando

Fiorini. Proprio il suo rinomatissimo locale

è diventato, ormai, uno dei maggiori punti

di distribuzione di Campo de’ fiori, per tutti

i suoi numerossissimi clienti e non solo.

Quest’anno il palco del Puff offre ai suoi

spettatori un altro esilarante spettacolo,

dal titolo “Lo stivale in mutande”, che ironizza

e sdrammatizza sulla pesante situazione

economica della

nostra povera Italia.

Ad accoglierci, oltre alla

solita graditissima cortesia,

il sorriso smagliante

di Lando, sempre in gran

forma, che ci conduce

nel suo accogliente studio-camerino,

con due

immancabili rose fresche

sulla scrivania, per la

nostra intervista, che

preferisco, però, chiamare

“amichevole chiacchierata”,

grazie alla cordialità

di Lando.

Veniamo subito allo

spettacolo di questa

stagione teatrale del

Puff. Cosa ci dice?

Ma, credo che già il titolo

dica tutto! Stiamo

affrontando un momento

critico, l’Italia è veramente

in mutande e

nello spettacolo ironizziamo,

ad esempio, sul

fatto che Belen a

Sanremo se le sia tolte.

Tra una battuta e l’altra

prendiamo di mira un po’

tutti, al di là del colore politico. Benchè

abbia le mie idee da libero cittadino, non

ho mai voluto portarle sul palco. Certo, il

cambio di governo, appena dopo l’inizio

della nuova stagione teatrale, ci ha creato

non pochi problemi! Abbiamo dovuto

apportare qualche cambiamento al copione,

senza, però , perdere di mira uno dei

nostri bersagli preferiti, Silvio Berlusconi.

La D’angelo interpreta una Marina

Berlusconi che è la fine del mondo.

Qual è la sua idea riguardo a questo

stato di cose? Come ci siamo arrivati

e come pensa che ne usciremo?

Sicuramente questa è l’esplosione di una

situazione che ci portiamo ormai dietro da

anni. Ad uscirne, ce la faremo, ma con le

ossa rotte. Il prossimo anno credo sarà

ancora peggio. Un cenno di ripresa lo prevedo

solo per il 2014. Il problema grande

sono le banche, che dovremmo chiamare

più appropriatamente “bande”, perché

negando il loro aiuto ai piccoli imprenditori,

spinti a gesti estremi, compiono dei veri

e propri atti delinquenziali. Io, nel mio piccolo,

do lavoro a quaranta persone e non

è affatto facile, mi tocca lavorare più ora

che quando ero giovane, dico sempre! Ma

dobbiamo tenere duro!”

Nonostante tutto, lei ed il suo locale,

siete sul campo da ben 44 anni. Qual

è il segreto?

E già , il prossimo anno festeggeremo in

grande i 45 anni. Sono davvero orgoglioso

e mi è dispiaciuto molto sapere che il

Teatro Brancaccio, invece, sia stato

costretto a chiudere, come anche la compagnia

del Bagaglino del mio amico

Pingitore. Credo che il segreto di tanta longevità

sia innanzi tutto la sincerità . Diamo

al pubblico quello che il pubblico vuole

vedere, ci mostriamo per quello che siamo

e, come dico io sul palco, noi siamo come

voi che ci state a guardare e senza voi non

esisteremmo.

Le repliche de “Lo stivale in mutande”

termineranno il 3 giugno. E poi?

Poi inizierò con le serate estive. Ho avuto

già molte richieste e ne sono sempre

lusingato. Spero di riuscire a soddisfarle

tutte. Non è semplice mantenersi in

forma. Due volte la settimana ho la ginnastica

vocale e prima di andare in scena

eseguo, almeno per un quarto d’ora, i miei


Campo de’ fiori

esercizi.

Tra le sue ultime fatiche, il cd “Ti presento

Roma mia”, un bellissimo

omaggio alla sua città . Come è nata

l’idea?

Fatica puoi dirlo forte. Ci abbiamo impiegato

tre anni, ma ne è valsa la pena. Ero

di ritorno da un viaggio a San Giovanni

Rotondo, insieme ai miei due figli ed a mia

moglie, quando Francesco, mi disse:

“papà , ma perché non realizzi una raccolta

di brani dedicati a Roma, duettando con

altri cantanti che condividono questa tua

stessa passione?” Ed io risposi: “figurati se

questi grandi artisti stanno a dar retta a

me, Lando Fiorini!”. Poi, invece, ripensai a

questa idea e andai dal mio amico

Trovajoli, al quale chiesi la supervisione.

Mi appoggiò, ed iniziai, così, a contattare

uno ad uno gli artisti con i quali ho avuto

il piacere di cantare: Antonello Venditti,

Claudio Baglioni, Serena Autieri, Luca

Barbarossa, Sabrina Ferilli, Tosca, Alex

Britti, Amedeo Minghi, Gigi Proietti,

Loretta Goggi, Franco Califano.

A proposito dei suoi figli, Francesco e

Carola, le dispiace un po’ che non

abbiamo proseguito il suo cammino

artistico?

Carola è stata una bravissima ballerina,

poi ha fatto l’attrice, ma ultimamente ha

perso un poco la fiducia ed ha deciso di

ritirarsi in campagna per badare ai suoi

cani, che ama come figli e che, dice, non

la tradiscono mai, ed io la rispetto.

Francesco invece, lavora qui con me ed ha

tre figli, per i quali anch’io sto lavorando.

Gli sto insegnando a chiamarmi non

nonno, ma zio e mi diverto così con loro

anche perché non ho

molto tempo per portarli

ai giardini.

Come è cambiato,

secondo lei, in tutti

questi anni il modo

di fare spettacolo e

divertire il pubblico?

E’ cambiato il fatto che

la gente è diventata

più esigente, si accorge

se fai finta di cantare,

perché adesso

molta gente lo fa.

Quali sono i valori

più importanti per

lei nella vita?

Al primo posto il rispetto

e poi il lavoro, che

non ti tradisce mai! E

mi spiace che tanti giovani

non ce l’abbiano.

Un sogno che non

ha ancora realizzato?

Se la mia carriera finisse

qui, sarei già molto

soddisfatto. Ma non

finisce qui! Ho ricevuto

anche la proposta di

organizzare qualcosa al

Sistina, ma io ho il mio

Puff e non posso tradirlo!

Lando, perno intorno al quale ruota tutta

l’attività del Puff, si è circondato di

validi collaboratori, a partire dalla

squadra che ogni sera è con lui sul

palco: l’attore comico Camillo

Toscano, la bravissima Laura Di

Mauro, il nuovo acquisto Simona

D’Angelo, figlia di Gianfranco, ed il

pianista Vincenzo Romano. Ma

non vanno assolutamente dimenticati

i due autori che affiancano

Lando nella stesura del copione:

Giancarlo Borrellli e Walter Delle

Donne, insieme all’equipe del dietro

le quinte, la coreografa

Gabriella Panenti, la costumista

Graziella Pera, la sarta Lucia

Viglino e Giancarlo Turri al trucco e

parucco.

Prima di congedarci, Lando, con

Da sx: Laura Di Mauro, Camillo Toscano (in piedi), e Lando Fiorini

(seduto), Simona D’Angelo

grande soddisfazione, ci mostra le numerosissime

cambiali firmate quarantaquattro

anni fa, tutte pagate, come tiene a sottolineare,

custodite gelosamente in una

scatola di cartone e legate strette con un

elastico.

Lando ci tiene sempre a ricordare le sue

umili origini, ultimo di otto figli, operario ai

mercati generali, ed i sacrifici fatti per arrivare

fin qui, oltre al fatto di aver dato la

possibilità a tanti artisti, oggi famosi, di

aver mosso i primi passi proprio su questo

piccolo palco, come Lino Banfi, Leo

Gullotta, Fioretta Mari, Enrico Montesano,

Maurizio Mattioli, che gli sono ancor oggi

riconoscenti.

E’ anche questa umiltà che rende Lando

non solo un grande artista, ma anche un

uomo stimato ed apprezzato.

Ermelinda Benedetti


6

Campo de’ fiori

IL RITORNO DI UN MITO:

GINO LANDI ED IL BURLESQUE

AL SALONE MARGHERITA

Finalmente anche a Roma esplode il

Burlesque: “Burlesque Story:

Dalla Foglia alla Voglia”, al

Bagaglino Salone Margherita, grazie ad

un’idea di Gino Landi e Silvestro Longo

ed alle musiche originali di Alberto

Laurenti e Pino Perris. Lo spettacolo, prodotto

da Tom Del Monaco, sarà in

scena fino al mese di Maggio, con 11 giovani

bellissime ragazze, apprezzate sia dal

punto di vista artistico che estetico. Elisa

Bucino, Giulia Cencioni, Ilenia

D’Agostino, Claudia Delli Noci, Giulia

Di Quilio, Elisabetta Persia, Federica

Pinto, Erika Puddu, Jessica Ridenti,

Ester Vinci, Francesca Zanon con l’attore-ballerino

Jean Michele Danquin ed

i bravissimi attori Salvatore Cuggia e

Manuela Tasciotti, ripercorrono in scena

la storia dello streep-tease, interpretando

alcune delle donne simbolo più sensuali

della storia tra cui Messalina, Cleopatra,

Mata Hari, Marilyn Monroe, Edit Piaf, regalando

un bellissimo momento anche alle

opere ed alle donne di Federico Fellini.

Incontriamo il mitico Gino Landi poco

prima dello spettacolo e non possiamo esimerci

dal porre qualche domanda.

Lei ha avuto mamma e papà attori,

come mai ha

deciso subito

di fare il

coreografo ?

Possiamo dire

che io sono

nato in valigia

Il regista Gino

Landi ed il

nostro Sandro

Alessi

con mamma e papà attori, sempre in tournee

ma mi è sempre piaciuto il movimento

come a tutti i bambini piccoli; volevo

ballare ma non ne avevo attitudini… e

tanto per cominciare avrei dovuto fare

quello che mi dicevano, e questa era già

una cosa che non mi stava bene fin da

ragazzino. Per questo motivo ho scelto di

fare subito il coreografo, perchè quello

che vedevo in giro non mi piaceva e così

ho iniziato a 12 anni, pagato a caramelle e

gelati.

Lei ha lavorato con i più grandi nomi

dello spettacolo come Marcello

Mastroianni, Gino Bramieri, Renato

Rascel, Federico Fellini ma ricordiamo

che tutto è iniziato incontrando

Macario a Roma…

Ho iniziato con Macario che incontrai a

Roma, al Teatro Reale, che oggi è diventato

un cinema, dove facevo uno spettacolo

con un famoso comico scomparso,

che si chiamava Fanfulla. Macario venne

a vedere lo spettacolo e mi scritturò

subito. L’ho seguito a Milano, a Londra, a

Parigi, facendo un giro per tutta Europa

perché allora funzionava che si girava

molto per conoscere nuove cose, nuovi

spettacoli: a quei tempi non c’era informazione

e non esistevano

dvd.

Quando conobbe per

la prima volta il

Burlesque? In uno di

questi viaggi a Londra

vidi in un teatro glorioso

– glorioso perché

non chiuse mai, nemmeno

durante la guerra

- per la prima volta, il

Burlesque che non

conoscevo ed in Italia nessun l’aveva mia

fatto.

E questa trasposizione per il Salone

Margherita?

Quest’ anno mi hanno offerto questaproposta

ed ho accettato subito perché è un

genere che mi piace e mi diverte; mi

mette in contatto con gente giovane e

sulla scena abbiamo infatti 11 ragazze

straordinarie che non mi hanno dato nessun

problema. Abbiamo lavorato con tanta

allegria perché il Burlesque è allegria e

non va confuso con lo streep-teese che

usa il corpo in maniera accattivante ed a

volte troppo volgare… Il Burlesque non è

mai volgare perché è solo nudo, ed il

nudo non è peccato. E poi oggi i giovani

sono attratti perché l’argomento è interessante

ed è divertente, quasi uno scacciapensieri…

il nudo non viene preso in

maniera seria, ma è divertente e non è un

invito a cosacce: è solo un sorriso!

Insomma, potremmo stare ore ad ascoltare

il mitico Gino Landi, ma il tempo è scaduto,

lo spettacolo deve cominciare e noi

corriamo a sederci in platea. Si abbassano

le luci… si apre il sipario… ecco le dive!

Sando Alessi


8

Campo de’ fiori

Curriculum vitae

GIULIA DI QUILIO

Attrice e modella, nata a Chieti il 14

novembre 1980, dopo aver conseguito

la maturità artistica nel 1997,

si innamora del percorso artistico e decide

di studiare recitazione con il maestro

Enzo Garinei. In televisione la vediamo

partecipare a “Buona Domenica” e a

“Beato fra le Donne”, ma ben presto il

suo sogno di attrice si realizza interpretando

per il grande schermo “La

Sconosciuta” di Giuseppe Tornatore,

“Amore 14” di Federico Moccia, ed alcune

serie tv di successo quali “Crimini” in

onda su Rai Due, diretta da Claudio

Bonivento, e “Le Ferie di Liku” di

Vittorio Moroni. In teatro la ammiriamo in

“Molto rumore per nulla” con la regia

di Matteo Ziglio, dove interpreta il ruolo

della bella Ero, riscuotendo molti giudizi

positivi da parte di critica e pubblico. Nel

2011 scopre la passione per l’arte del

Burlesque, nella quale può unire la sua

natura di performer al fisico da pin up, iniziando

così un nuovo percorso, che la

porterà a partecipare dapprima al talent

televisivo “Lady Burlesque” in onda su

Sky uno, arrivando tra le finaliste, e poi,

quest’anno, al Musical “Burlesque…

dalla foglia alla voglia” diretta da Gino

Landi, in scena fino al 13 maggio 2012 al

Bagaglino di Roma.

Tra le poche pause che il lavoro le concede,

Giulia continua a coltivare la passione

artistica del dipingere e siamo sicuri che

in breve tempo riuscirà a dipingere con

acquerelli il quadro del suo successo di

artista poliedrica.

Ti aspettiamo, cara Giulia!

Sandro Alessi

Inviate il vostro Curriculum vitae! Verrà pubblicato sulle pagine

della nostra rivista per dar ancor più lustro al vostro lavoro di attore,

attrice, cantante, suobrette. L’indirizzo è info@campodefiori.biz


10 Campo de’ fiori

Stefano Principalli:

una vita in prima fila

di Secondiano

Zeroli

Dopo l’eccellente

“elogio funebre”

che ha scritto

per questo giornale

Ermanno Todini, potrei

semplicemente affiancarmi

all’autore e sottoscrivere

il mio ispirato

“pezzo”, ma il ricordo di

un amico è tale solo se

si portano alla luce i

momenti in cui l’amicizia si traduce in una

serie di momenti, per così dire, intimi,

cioè quelli che vedono per protagonisti i

due amici in un rapporto privato ed esclusivo.

Con Stefano ho collaborato lealmente

e con la stessa moneta sono stato

ricambiato. Con lui ho pattuito il “mensile”

per il mio impegno alla televisione.

E’ Stefano che mi ha portato nella villetta,

in località Sassacci, dove, insieme ad

Omero, ho alloggiato per tre anni. Ed è

sempre Stefano che mi ha squadrato lungamente

quando, nel 1980, l’amico

Maurizio Tocchi, mi ha presentato a lui,

come “giornalista-portante” della nascente

televisione.

Tra Stefano e Maurizio le cose non andarono,

da subito, troppo bene e quando il

1° Gennaio 1981, Maurizio tolse il disturbo,

Stefano non mi ritenne un uomo di

Maurizio, mi dette fiducia e dopo pochi

mesi mi impose addirittura al nuovo direttore

Eraldo Delle Monache, poco incline a

dividere con gli altri il notiziario serale.

Ecco, di Stefano ho sempre ammirato la

sua grande determinazione, il non avere

paura di nulla, l’affrontare sempre con

grinta i problemi, senza mai cercare di eluderli

o di rimandarli.

A Teleradio Punto Zero, come nella sua

attività professionale, Stefano ha costantemente

lottato ma, ecco il suo punto

debole, nel momento in cui il suo impegno

l’aveva portato al punto più alto, la sua

determinazione perdeva di smalto, si

annacquava, lasciava traspirare i primi

segnali di crisi.

Stefano cadeva per poi risorgere in una

altalena di emozioni e di propositi sempre

esibiti, mai veramente seguiti.

Così era Stefano: lo potevi trovare issato

sull’altare ma anche sprofondato a terra,

malconcio e rabbioso, pronto a rialzarsi e

a ritentare la scalata.

In Punto Zero e nella sua azienda, con gli

amici ed in famiglia.

Quando nel 1983, tornando dal Monte

Soratte, mi disse che stava trattando la

cessione dell’emittente alla Diocesi di

Civita Castellana, la cosa suscitò in me un

profondo imbarazzo ma la soluzione si

Sopra a sx,

Stefano Principalli in

una foto recente;

a dx, insieme ad

Angelo Proietti,

nel 1977.

Nella foto al lato,

da sx: Stefano

Principalli, con

Renato Galletelli e

Angelo Proietti, nel

1978.

(Immagini tratte da “50

anni di strani rimbalzi a

Civita Castellana” di

Ugo Baldi).

dimostrò salutare per l’emittente che,

dopo il travagliato periodo di Raffaele

Miozzi e dei fratelli Ercolini, cercava disperatamente

nuovi approdi, per sopravvivere.

E Stefano aveva ancora una volta visto

giusto, dimostrando abilità e scaltrezza nel

pilotare la televisione sotto la sottana dei

preti.

Il successivo lento declino non gli si può

certo imputare, perché ormai i tempi stanno

cambiando ed al destino non si può

cambiare direzione. Certo ora rimane il

rammarico di non essersi più visti in tempi

recenti. Ma forse lo avrei trovato un po’

fiaccato dalle avversità della vita e di ciò

forse ne sarei rimasto dispiaciuto.

Meglio ricordarlo nella sua stagione più

piena, quando diceva “cia Bobby” o sfotteva

Edoardo o omaggiava Isa Pola. Era piacevole

vederlo spontaneo e sereno, un po’

egocentrico e un po’ istrione ma sempre

generoso ed altruista, un po’ l’emblema di

quella generazione di imprenditori civitonici

che cambiarono il volto della città della

ceramica, con slanci eroici e clamorosi tracolli.

Per me è stato un privilegio averlo, anche

se solo per pochi anni, come amico sincero.


12

Campo de’ fiori

Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi

Gregorio XVI, il Papa del Belli

Come ricordato in

altra occasione,

Giuseppe Gioachino

Belli, il Poeta di

Roma, visse negli

anni durante i quali

regnarono ben sei

Pontefici:

Pio VI - Giovannangelo

Braschi, 1775 -

di Riccardo Consoli

1799;

Pio VII - Barnaba Chiaramonti, 1800 -

1823;

Leone XII - Annibale della Genga, 1823 -

1829;

Pio VIII - Francesco Saverio Castiglioni,

1829 - 1830;

Gregorio XVI - Bartolomeo Alberto

Cappellari, 1831 - 1846

Pio IX - Giovanni Maria Mastai Ferretti,

1846 - 1878;

un’epoca di grandi agitazioni, di movimenti

politici, di occupazioni militari, di restaurazioni.

In questo lungo periodo egli racconta la

sua Roma “pupazzettando” uomini e

costumi; a quell’epoca la città era caratterizzata

dai suoi vicoli bui impregnati dall’odore

acre dei gatti, le stradine strette, i

sampietrini divelti, le immagini Sacre contornate

da ex voto, le mura rovinate, le

viuzze senza sole, gli escrementi di animali

sparsi ovunque.

In questo contesto ecco la Curia e l’aristocrazia

da una parte, la plebe dall’altra; gli

appartenenti alle prime due classi percorrono

le vie della città esclusivamente in

carrozza per raggiungere le loro lussuose

dimore, la plebe utilizza le medesime strade

come fossero le proprie case, infatti, le

abitazioni anguste e miserevoli spingono il

popolino a uscire all’aperto dove si fa di

tutto, un teatro a cielo aperto in buona

sostanza.

Molti i Sonetti dedicati dal Belli ai sei

Pontefici, ma soltanto uno di questi rappresenta

il Papa “belliano” per eccellenza,

il suo “vero” Papa, quello “centrale” nella

sua vita, l’indiscusso protagonista della

sua “umana Commedia”, è questi il bellunese

Bartolomeo Alberto Cappellari,

Gregorio XVI, a “Papa Grigorio” egli dedica

ben venticinque Sonetti in romanesco

dalle diverse tematiche.

Giuseppe Francesco Antonio Maria

Gioachino Raimondo Belli, è molto legato

a questo Pontefice al punto che, dopo la

sua morte scrive: “a Papa Grigorio je volevo

bbene perché me dava er gusto de

potenne di mmale“.

E’ il 2 febbraio 1831 quando, dopo cinquanta

giorni e più di cento scrutini, viene

eletto al Soglio Ponficio il Cardinale

Bartolomeo Alberto Cappellari di Belluno

malgrado le diverse precise indicazioni

provenienti da Vienna, il Cardinale

Cappellari, infatti, non era gradito a

Metternich in quanto accompagnato dalla

fama di liberale.

Frate Camaldolese, trasferito a Roma nel

Monastero di San Gregorio al Celio,

Bartolomeo Alberto Cappellari è creato

Cardinale da Leone XII nel 1925 e subito

messo a capo di Propaganda Fide; non fa

a tempo a salire sul trono che deve vedersela

con un vasto moto rivoluzionario

scoppiato a Bologna dove vengono abbattute

le insegne Pontificie al grido di “Viva

la libertà ” e la contemporanea comparsa

della coccarda tricolore, successivamente,

il moto dilaga in Romagna, Umbria e

Marche e, fra gli agitatori, si pone in prima

fila Luigi Napoleone che scrive al Papa

invitandolo a rinunciare al Potere temporale.

Gregorio XVI, è lento a muoversi, la cosa

non sfugge al Belli che gli dedica il Sonetto

dal titolo: “Momoriale ar Papa”; un tizio è

Gregorio XVI - Bartolomeo Alberto

Cappellari, 1831 - 1846

infuriato con il nuovo Pontefice e lo accusa

di comportarsi con troppa debolezza nei

confronti delle “settacce bbuggiarone”,

quindi lo invita ad usare tutti gli strumenti

di cui dispone, le “chiavi” e la “spada”,

segni caratteristici di San Pietro e San

Paolo, ma anche il “catenaccio”, un’invenzione

del Poeta che sta ad indicare la funzione

di “chiudere” il Paradiso.

Papa Grigorio nun fa ppiù er cazzaccio:

sveijete da dormì , Ppapa portrone.

San Pavolo t’ha dato lo spadone,

e Ssan Pietro du’ chiave e un catenaccio?

Dunque, a ttè , ffoco ar pezzo, arza cuer

braccio

su ttutte ste settacce bbuggiarone:

dì lo scongiuro tuo, fajje er croscione,

serreje er paradiso a catenaccio.

Mostra li denti, caccia fora l’ogne,

sfodera una scommunica papale

da falli inverminì com’e ccarogne.

Scommunica, per Cristo e la Madonna!

E ttremeranno tutti tal e cquale

ch’er palazzo del prencipe Colonna.


Campo de’ fiori 13

Il Papa sembra accogliere l’invito e, quando

i liberali tentano di approfittare della

confusione in occasione del carnevale per

provocare un moto, si muove subito e il

tumulto è facilmente represso; gli stessi

“Trasteverini” si affiancano alle milizie

Pontificie dandosi a vivaci dimostrazioni di

affetto nei confronti del nuovo Papa:

“Niente paura Padre Santo, siamo qua

noi!”

Gregorio XVI è stato eletto da poco più di

un mese e ha “mostrato i denti”, ma in

linea con la tradizione legata all’inizio di

ogni Pontificato, per accattivarsi il popolo,

dimostra magnanimità concedendo anche

qualche amnistia: “più o meno la solita

canzona” scrive il Belli.

Nel 1832 Gregorio XVI indice un Anno

Santo straordinario, a beneficio dei soli cittadini

dello Stato Pontificio, anche se

molte deroghe saranno poi concesse in

considerazione del gran numero di richieste.

Su questo evento Belli scrive quattro

sonetti dal titolo: “L’anno santo”; “Er zanatoto,

ossi er giubbileo” e “Er giubbileo”;

nel primo, utilizza il popolano come schermo

per manifestare il proprio sdegno, il

Giubileo è l’occasione buona per poter

peccare in santa pace e in letizia, visto che

tutto sarà poi perdonato; negli altri tre,

prima difende l’evento e cita i motivi per

cui la Chiesa lo proclama, motivi positivi

per i vivi e le anime del Purgatorio, ma

poiché anche quell’Anno Santo straordinario

proibisce, come di consuetudine, i

festeggiamenti del Carnevale che, oltre a

rappresentare il divertimento più gradito ai

romani, è fonte certa di guadagno per un

cospicuo numero di persone e, da queste,

è considerato un vero flagello.

Ancora più caustico il giudizio espresso

nell’ultimo dei quattro Sonetti la dove si

allude agli aspetti economici legati

all’evento; la ragione che ha indotto Papa

Gregorio a proclamare il Giubileo sta,

essenzialmente, nella volontà di convertire

il banchiere

e b r e o

Rothschild, con

riferimento al

pesante debito

contratto dallo

Stato Pontificio

con l’omonima

banca e agli

altissimi interessi

dovuti, per

far fronte alle spese militari e di polizia.

Alla fine l’accusa si allarga a una più generale

osservazione sulla corruzione imperante,

per cui un Giubileo è ben poca cosa

di fronte a tanti ladri:

“Ecco duncue che ssenza è sse bbizzoco

se po’ strigne er discorzo a ddù parole:

che un giubbileo pe ttanti ladri è ppoco.”

Intanto proseguono i moti che vengono

sistematicamente repressi dall’Austria, la

qual cosa comporta le dimissioni del

Cardinale Bernetti sostituito da Cardinale

Lambruschini, ma ciò non migliora la situazione

di fermento, a Roma viene scoperta

una sezione della “Giovine Italia”.

Poco male, in questo frangente, Papa

Gregorio non dimentica i suoi parenti che

hanno, comunque, la possibilità di arricchirsi

e, per coprire questo nepotismo, egli

interviene con alcune opere pubbliche fra

le quali: i lavori alla foce del Tevere e al

Porto di Civitavecchia, oltre al completamento

del Cimitero del Verano volendo,

con ciò , passare anche da mecenate.

In fatto di istituzioni religiose tira in ballo

la coscienza abolendo, per esempio, l’uso

indegno di affiggere fuori le mura della

Chiesa di San Bartolomeo all’Isola gli

elenchi di coloro che non avevano adempiuto

al precetto Pasquale, coloro che non

avevano “pijato Pasqua”; un’occasione

troppo ghiotta per il Belli il quale sostiene

che questo è soltanto un modo per mettere

la mani avanti, avrà di certo pensato

a se stesso, infatti: “il Papa ha anche un

amante!”, scrive nell’occasione.

Il Pontefice ama riposarsi in compagnia

della moglie di tale Gaetanino, una donna

dall’apparente età di 36 anni che non è

“ne bene ne male”; Gaetanino Moroni è il

cameriere del Papa e la moglie si chiama

Clementina Verdesi che il Belli, nel Sonetto

dal titolo: “er Papa omo”, rispettosamente

definisce “puttana santissima”, ma a parte

la relazione con Clementina, per la quale

da buon cristiano avrà modo di rispondere

alla propria coscienza, Gregorio XVI, come

Sovrano Pontefice, “fa pure il comodo proprio”.

Nel 1845, in questo Stato, governato da

un Papa ottantenne, si comincia a pretendere

l’attuazione di concrete riforme,

ma le fiere persecuzioni confermano,

ancora una volta, l’inattitudine della

Chiesa a reggere uno Stato moderno;

questo spirito rivoluzionario si allarga a

macchia d’olio mentre il Papa assiste

inerme alla crisi che attanaglia un Potere

temporale ormai in disfacimento. Gregorio

XVI muore il 1° giugno del 1846.

In quel momento il Belli è troppo impegnato

ad assistere il figlio Ciro per dare

qualche segno della sua opinione; successivamente

scrive tre Sonetti su questa

morte dei quali ne resta soltanto uno dal

titolo: “Er Papa bbon’anima” del 18 ottobre

1846, quì il sarcasmo ruota attorno a

un motivo ricorrente in molti altri Sonetti,

quello che si riferisce alla smodatezza nel

bere attribuita al defunto Pontefice.

Il Sonetto divenne celebre anche perchè

fu pubblicato anonimo con il titolo: “Il testamento

di Papa Gregorio”, è un Sonetto

divertente e, con questo, Gregorio XVI lascia

il grande palcoscenico dei “Sonetti belliani”

completando il particolare rapporto

che lega il Papa e i suoi sudditi, il Romano

Pontefice e i Romani.

Papa Grigorio è stato un po’ scontento,

ma ppe vvissere poi, ma ppe bbon core,

c’avessi in petto un cor da imperatore

ce l’ha ffatto vedè ccor testamento.

Nu lo sentite, povero signore!,

si cche ccojjoneria d’oro e dd’argento

ha mmannato sopr’acqua e sopr’a vvento

a li nipoti sui pe ffasse onore?

E ppoi doppo sc’è ppuro er contentino

de le poche mijjara c’ha llassato

tra bbaiocchelle e rrobba a Gghitanino.

E er credenziere? E mmica so ccarote;

ventiseimila scudi ha gguadaggnato

sortanto a vvetro di bbottijje vote.

^^^^^

“a Papa Grigorio je volevo bbene

perché me dava er gusto de potenne di

mmale”.


14

Campo de’ fiori

di Carlo Cattani

Peppe Barra ...“Song’ Io!”

diversi anni che Peppe Barra,

nato incidentalmente a Roma

E’da

nel ’44 ma Napoletano da capo a

piedi e figlio d’arte da parte di padre e

madre (ricordate l’attrice Concetta

Barra?), si esibisce al teatro Ghione deliziando

il pubblico di Roma con le sue performance

teatral - canore sempre diverse

.Lo abbiamo seguito nel 2010 raccontandovi

del suo spettacolo “N’attimo” e

lo abbiamo ritrovato in occasione della “

prima” della sua nuova proposta, “Peppe

Barra racconta “. Quattro serate, dal 1

al 4 di marzo, di uno spettacolo emozionante

e brioso, equilibrato alternarsi di

sipari ora comici ora drammatici cavalcati

da un Peppe grande istrione come ben lo

conosciamo ed amiamo! In questo nuovo

spettacolo, semplice semplice nella scena ,

con arredi inesistenti…. una “sedia da

asporto” e luci “in bianco”, si accompagnava

sul palco con due valenti “musici”,già

elementi del gruppo che da anni lo

supporta dal vivo e nelle incisioni discografiche,

Paolo Del Vecchio (chitarra e

mandolino) e Luca Urciulo (pianoforte e

fisarmonica) che letteralmente stretti ad

un angolo del palco scandivano i tempi

scenici sostenendo, contrappuntando,

riempiendo il canto e la recitazione di

Peppe in scena ora da solista ora in coppia

con l’altro teatrante napoletano arruolato

nella mini compagnia allestita per l’occasione,

il notevole Salvatore Esposito ,

contraltare a dir poco perfetto per il

“Maestro” Barra! Simme’e Napule? E

allora lo spettacolo non può non prevede-

re la presenza di “Pulecenella ” che, a luci

spente si introduce in sala e con movenze

da curioso, a poco a poco illuminato e

seguito da un occhio di bue bianco, sale

sul fronte del palco ammiccando al pubblico

immerso silenzioso nel buio e spiando

il “retro scena” tra le pieghe del

pesante sipario rosso ancora chiuso. Una

voce fuori campo annuncia, in dialetto

napoletano, un classico tra gli incipit:

“Nce steva ‘na vota…” …e lo spettacolo

può cominciare! Con una lunga carriera

teatrale e musicale alle spalle (grandi i

dischi negli anni ’70 con la NCCP!), iniziata

ancor prima dell’adolescenza, Barra sul

palco può far di tutto, è sempre a casa!

Maestria d’attore e materiale a profusione

da cui attingere, consentono, di volta in

volta, di allestire spettacoli sempre altamente

apprezzati dal pubblico. In questa

occasione, citandovi i versi di una canzone

presente nel suo bellissimo cd “Guerra”

del 2003, “Ballata del uallarinio”, lo spettacolo

si dipana tra

“storie TRAUMAturgiche

e casuals”,

intermezzi da avanspettacolo

in coppia

con l’Esposito e

ricordi di giovinezza

da cui partire per

l’esecuzione di una

canzone o il racconto

di una fiaba alla

maniera distorta e

“da paura” della

nonna. Basta una

smorfia del suo “faccione”

per tirar giù

l’intero salone!

Peppe…..tuorna!

Carlo Cattani©/marzo

2012

Nelle foto sopra, Peppe Barra nelle sue varie

performance e nella foto in alto a dx, da piccolino

con la sua mamma Concetta.


Campo de’ fiori

DENTIFRICIO

una panacea assai

economica

Paolo Balzamo

Qualche tempo fa,

nel rimettere a

posto lo sgabuzzino,

ho trovato una scatola

su uno scaffale. Non

ricordando bene cosa ci

fosse l’ho aperta e vi ho

trovato: una lozione da

mettere sulle punture di

insetti, una piccola pomata di unguento

contro le ustioni, un tubetto di farmaco

antiacne che usava mia figlia quando era

adolescente, una pomata da spalmare

sulle unghie, sempre di mia figlia, un tubo

di pasta lavamani, due flaconcini di plastica

con liquido levamacchie, uno specifico

per macchie di sangue e l’altro per macchie

di vino rosso, un

detergente per scarpe da

ginnastica, un tubetto di

polish specifico per schermi

di telefonini, una

lozione per pulire anelli

ed orecchini, uno stick,

simi-le a rossetto per labbra,

per togliere le macchie

dalla piastra del ferro

da stiro, una pasta per

pulire avorio e ceramica.

Tutte confezioni usate poche volte, all’occorrenza,

e poi messe via e dimenticate (e

spesso deteriorate, tanto che ne ho gettatte

molte, quasi piene ma scadute).

Decisamente un bello spreco, con questi

Ottimo per punture

d’insetti, scottature,

foruncoli. Elimina gli

odori e le macchie da

abiti e pareti. Ripara

graffi su cd, dvd...

ridona luncentazza

ai metalli....

chiari di luna.

Quando mi è capitato di dirlo ad un amico,

volete sapere cosa mi ha risposto?

“Colpa tua! Documentati! Per tutte queste

noie, invece che cento boccette, io ho

scoperto che esiste un unico prodotto: è

atossico, non inquinante, biocompatibile,

di facile reperibilità e costa non più di un

paio di euro!

Di questo prodotto incredibile, infatti:

- ne basta una puntina sul segno della

puntura, della scottatura o sul foruncolo

per fermare il prurito, diminuire il gonfiore

e non far sviluppare la vescica. Su piaghe

e vesciche già formate, le asciuga,

facendole guarire più in fretta; basta applicarlo

e lasciarlo agire per tutta la notte.

- Per unghie più pulite, più

brillanti e più forti, strofinarle

ogni giorno con questo

prodotto miracoloso.

- Aglio, pesce, cipolla ed

altri odori pungenti possono

penetrare nelle cellule della

pelle. Strofinare le mani e le

dita rimuoverete tutte le

tracce di cattivi odori.

- Per far sparire da abiti e

tappeti le macchie ostinate,

e per dare nuova vita a scarpe da ginnastica,

applicarlo direttamente e strofinare

rapidamente fino a pulizia avvenuta, poi

lavare come d’abitudine.

- Disegni naif sulla parete? Strofinare delicatamente

un panno umido con un po’ di

prodotto il segno sparisce.

- Per rinnovare i vostri ori, strofinarlo sui

gioielli e lasciarlo per tutta la notte. Al

mattino ripulire con un panno morbido e

risciacquare accuratamente per rimuovere

ogni residuo con un po’ di acqua minerale

o distillata. Solo attenzione a non usare

sulle perle, perché potrebbe danneggiarle.

- Per rimuovere i graffi da telefonini, CD e

DVD, così come per sbiancare i tasti del

pianoforte, applicarne un sottile strato sul

danno e strofinare delicatamente, poi passare

un panno morbido asciutto. Funziona

abbastanza bene su graffi poco profondi e

macchie.

- Se il biberon sviluppa un odore acido,

un’accurata pulizia con questo prodotto,

assolutamente non tossico, e una spazzola

per pulire l’interno delle bottiglie rimuoverà

i residui e eliminerà il cattivo odore.

- Per rimuovere la patina opaca e ruvida

di bruciato dalla piastra strofinarla con un

panno freddo e prodotto.

Ed in più, ha aggiunto, può sembrarti

incredibile, ma ha un buon sapore ed io mi

ci lavo perfino i denti!

Se lo vuoi comprare, appuntati il

nome: si chiama DENTIFRICIO.”

Io, basito, ne ho subito preso nota. E voi?

Risparmiate, gente, risparmiate.

Hasta la vista

I MIGLIORI DOLCI TRADIZIONALI DI PASQUA


18

Campo de’ fiori

Ecologia e Ambiente

Ritrovare un giusto equilibrio

Madre Terra è fonte di forza rigeneratrice, in grado di donarci benessere,

soprattutto quando ci sentiamo stanchi

di Giovanni

Francola

Già l’abate

Kneipp, uno dei

padri storici

delle cure naturali,

consigliava, come vero

toccasana, di camminare

la mattina presto

a piedi scalzi, sull’erba

bagnata di rugiada.

Questa strana usanza

può, forse, sembrare

anacronistica per noi che viviamo in città ,

stretti nel grigio dei muri e dell’asfalto, ma

in realtà racchiude una verità : la necessità

di ricaricarsi e di ritrovare un giusto

equilibrio.

Molti dei nostri problemi psicofisici possono

essere alleviati da questo semplice

gesto, dalla riconnessione alla Terra.

Possiamo ottenere una ricarica energetica

quasi istantanea semplicemente

mettendo i piedi

nudi a contatto con la Terra,

perché le nostre scarpe, con

le suole di gomma isolanti,

impediscono al circuito bioelettrico

di funzionare correttamente,

in pratica è come

se siamo sempre disconnessi.

Ci siamo quasi del tutto

dimenticati che da sempre

Madre Terra è fonte di una

Possiamo ottenere

una ricarica

energetica quasi

istantanea

semplicemente

mettendo i piedi nudi

a contatto con la

Terra.

forza rigeneratrice in grado di

donarci benessere soprattutto

quando ci sentiamo

stanchi o sovraccarichi

di stress. Se osserviamo

attentamente i

bambini, notiamo

subito che provano

molto piacere a camminare

scalzi, a

togliersi le scarpe per

sgambettare a piedi

nudi sulla terra, sulla

sabbia, sull’erba, nell’acqua.

Questo è per loro fonte di grande

gioia e di benessere, perché probabilmente

percepiscono un richiamo

naturale.

Dovremmo, perciò, anche noi adulti cogliere

ogni occasione propizia

per recuperare questo contatto

perduto con la Terra,

camminando un po’ a piedi

nudi, specialmente in estate.

Tuttosommato camminare

scalzi è anche piacevole:

ricordiamoci che il contatto

diretto con il suolo è l’esperienza

tattile più forte

che possiamo vivere in

ogni momento della giornata; è molto

bello sentire l’erba soffice e umida, il caldo

e il freddo di una strada soleggiata solo a

tratti, la friabilità della terra e l’effetto di

massaggio del fango tra le dita, come pure

la durezza delle rocce e la morbidezza di

un tappeto d’erba.

I piedi vogliono essere liberi come, per gli

occhi, vuole esserlo lo sguardo.

Camminando su terreni irregolari si effettua

un massaggio che favorisce anche

una buona circolazione del sangue, in più

l’irrobustimento dei nostri piedi rafforza le

difese di tutto il corpo.

Ritengo inoltre che la ricerca del contatto

diretto con la Terra è un segno di amore


Augura Buona

Pasqua


Campo de’ fiori 21

“Il Fumetto”

LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA

di

Daniele Vessella

THE BREAKER di Jeon Keuk-jin e Park Jin-hwan

Emozionante e divertente. Yi Shioon è uno studente di liceo piuttosto

debole e codardo, che viene spesso preso di mira dai bulli

della scuola, ma le cose per lui iniziano a prendere una piega

del tutto inaspettata il giorno in cui fa il suo ingresso a scuola un

nuovo professore dal carattere un po’ bizzarro di nome Han Chun

Woo, che a prima vista sembra più interessato alle gonne delle sue

studentesse che non all’insegnamento. In realtà il professore si rivelerà

ben presto un formidabile combattente, maestro indiscusso di

arti marziali, il cui scopo non è affatto quello di ricoprire il ruolo di

insegnante. (trama tratta dal sito dell’editore.)

Buon fumetto, in cui si ride a crepapelle e si sta in tensione nei combattimenti

dove il colpo di scena è sempre dietro l’angolo. Questo fa

stare sulle spine il lettore che si spinge sempre più incuriosito nella lettura. D’altra parte,

i personaggi hanno un forte carisma e si

intrecciano perfettamente l’uno all’altro,

andando a comporre un mosaico sempre

più chiaro. La trama è ben orchestrata

lasciando indizi che troveranno la

soluzione in seguito.

Bello, davvero!

Lascio l’indirizzo del mio blog:

http://danielevessella.blogspot.com/

edito da Star Comics – 5 volumi, in corso

Un giovane studente preso di

mira dai suoi compagni bulli,

riuscirà a sconfiggere la sua

debolezza grazie all’aiuto di un

professore bizzzarro, ma

esperto di arti marziali.

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22 Campo de’ fiori

Non c’è fede senza conoscenza;

non c’è conoscenza senza fede

del Prof. Massimo

Marsicola

Avrei potuto

scrivere “scienza”

al posto di

“conoscenza”; il

risultato di ciò che

voglio dire non

sarebbe cambiato.

La mia scelta è

dovuta alla necessità

di dare una spiegazione

valida a

tutti, capace di oltrepassare

il senso

comune e di comprendere, al contempo,

gli uomini di scienza. Il comune sentire

infatti, vuole che il significato della parola

“scienza” corrisponda a “conoscenza esatta,

oggettiva, riproducibile, verificabile ed

incontrovertibile”. Poiché gli uomini non

sono tutti scienziati... Se gli uomini di

scienza possiedono la scienza, tutti gli

uomini, si converrà , possiedono conoscenze(scienziati

compresi). E se è vero che

tutti gli uomini possiedono conoscenze differenti,

a renderli

uguali è il fatto che

tutti indistintamente

compiono atti. Ed

ogni atto esprime la

tua fede. Fai qualcosa

in quanto credi,

ritieni di doverlo

fare. E lo fai nel

modo in cui lo fai

perché ritieni che sia

quello il modo giusto

di farlo. Per questo, il

tuo atto, è frutto

della fede. Ma è frutto

anche della tua filosofia. “Filosofia” qui

è sinonimo di conoscenza. Ognuno ha le

sue conoscenze, piccole o grandi che

siano, ed in base ad esse valuta e decide.

E’ chiaro, allora, che l’atto che ciascuno

compie è frutto della fede e della ragione.

Fede e ragione però , non stanno tra loro

come opposti.

Il ragionamento che noi presentiamo lo

Fede e ragione, però, non

stanno tra loro come

opposti. Il ragionamento

che noi presentiamo lo

dimostra. Ma stanno tra

loro come l’intero e la

parte. Stanno tra loro in

un rapporto stretto, indissolubile,

ma contiguo.

dimostra. Ma stanno tra loro come l’intero

e la parte. Stanno tra loro in un rapporto

stretto, indissolubile, ma contiguo. Non c’è

una fede che non sia nutrita dalle ragioni

e non ci sono ragioni che non siano estratte

dalla fede. L’atto compiuto dalla persona

esprime tutta la persona: esprime l’intero;

e l’intero è la fede. L’intero di conoscenze,

sentimenti ed emozioni presenti in

ciascuno ispira, stimola, spinge, muove,

aziona, verso il da conoscere che, divenuto

noto, subentra a ristrutturare il preesistente.

Gli atti della persona singola sono

il risultato della continua ristrutturazione

della sua fede e delle sue conoscenze, del

continuo loro assestamento, della continua

loro ristrutturazione.

Si scopre così che la persona non compie

i suoi atti, le sue scelte, non fornisce opinioni,

solo sulla base della ragione, o dell’intelletto,

o della memoria. Ogni atto, lo

ripetiamo, è espressione di quell’intero

che la persona è nel momento in cui lo

compie. E l’intero è dato non dalla sommatoria

delle parti, ma

dalla loro relazione, che

significa “partecipazione”.

Se ciò non fosse, ci si troverebbe

dinanzi ad una

persona dissociata. Ed i

suoi atti avrebbero il valore

che noi attribuiamo a

quelli solitamente compiuti

dai dementi.

Le sue azioni non farebbero

che esprimere e rilanciare

quel carattere.

Compito della fede è , tra

gli altri, quello di spingerti

verso il mistero, l’ignoto, il da conoscere.

Compito della conoscenza è quello di dissolvere

il mistero, di gettar luce laddove vi

fosse la tenebra che, per antonomasia,

corrisponde all’ignoranza. Anche da questo

fatto si evince che fede e ragione sono

ordinate tra loro come l’Essere e l’ente,

come Colui che ha in sé tutta la conoscenza

e colui che invece deve guadagnarla:

come Dio e l’uomo. Si dice infatti:

chi ha la fede ha Dio, chi ha Dio ha tutto.

Come conciliare, allora, il fatto che chi ha

la fede, si comporta come uno che cerca

ancora nel mistero? Si concilia sapendo

che l’uomo è determinazione. E finchè è

determinazione, che significa finito nello

spazio e nel tempo, non può pensare di

contenere in se stesso quell’infinito che è

Dio. Finchè è uomo, è sovrastato dal

mistero. E per quanto partecipi della verità

di Dio, non essendo puro spirito come

Dio, non può , in effetti, contenere tutta la

conoscenza possibile.

Spero che questa mia posizione, espressa

in coerenza in tanti altri articoli, possa aiutare

a risolvere superando, la secolare diatriba

fra fede e ragione che il pensiero filosofico

occidentale, sin dalle sue origini, ha

presentato.


Campo de’ fiori 23

Il mondo della comunicazione

elevato alla potenza QR!

di Patrizia Caprioli

QR sta per Quick

Response (risposta

rapida), e rappresenta

un codice a due

dimensioni composto

da pixel neri

e bianchi all’interno

di una matrice

di forma quadrata.

Fotografando con

uno smartphone o

Ciascuno di noi

può scaricare

gratuitamente

dei programmi

per creare QR

un telefono cellulare tale figura è

possibile accedere rapidamente ad

un’insieme di informazioni oppure

direttamente ad una pagina Web.

Questo sistema di comunicazione è stato

sviluppato nel 1994 da una compagnia

giapponese ed è divenuto uno standard

ISO nel 2000. Un codice QR può contenere

ben 4.296 caratteri

alfanumerici e 7.089

caratteri numerici, a differenza

di un suo antagonista,

il codice a

barre, che può codificare

solo 20 caratteri.

Il suo iniziale uso era

quello di impiegarlo

come sistema pubblicitario relativo

ad oggetti che potevano essere

visualizzati immediatamente dall’utente

che fotografava il codice QR.

Successivamente è stato impiegato

per altri vastissimi scopi, non ultimo

il suo impiego nel settore turistico e

culturale. Per fare un esempio eclatante,

il Comune di Barga (http://www.touringclub.it/quitouring/articolo/1483/Barga-ilpaese-dei-muri-parlanti),

in provincia di

Lucca, ha impiegato i codici QR per disseminare

le informazioni culturali del proprio

paese su un insieme di mattonelle sparse

nei punti nevralgici del centro abitato,

così basta sfiorare il codice con il proprio

cellulare per ascoltare i muri che narrano

storie e suonano musica!

L’impiego di questa nuovissima tecnologia

ci lascia pensare che ormai il cellulare, sia

esso classico che nella versione Iphone

oppure smartphone eccetera eccetera, sia

uno strumento che ha superato di molto

l’uso del Computer. Ormai passa tutto per

le mani del singolo cittadino che in questo

modo trova una nuova forma di

comunicazione per informarsi ed

informare in modo sempre più

rapido ed aggiornato.

Il sistema del codice QR è composto

da due elementi: il primo

riguarda il programma o software

che è in grado di generare tali

codici. Ciascuno di noi può scaricare

gratuitamente dei programmi per

creare QR che contengono informazioni di

qualsiasi tipo: un invito ad un compleanno,

una dedica d’amore, uno scherzo ad un

amico, una foto, un video musicale, ma

anche il proprio Curriculum Vitae! Solo per

indicarne qualcuno citiamo qui Vivateq

(http://qrcode.vivateq.it) e GoQR.me

(http://goqr.me), una rassegna dei siti si

può trovare alla pagina http://2dcode.co.uk/qr-code-generators

.

L’altro elemento è formato dal programma

che decodifica tali codici, definito QR reader,

anche qui è possibile trovare un’ampia

offerta di software ad hoc, cito tra i

tanti Online QR Code Decoder all’indirizzo

in rete http://blog.qr4.nl/Online-QR-

Code_decoder.aspx .

Ora solo per farvi vedere che generare un

codice QR è un gioco da bambini vi invito

a decodificare la figura da me inserita in

questo articolo!

Buona comunicazione a tutti!

L’ANGOLO DEL PROF.A cura di Patrizia Caprioli

Mini-spazio dedicato a siti, portali, risorse in rete (gratis!) da poter usufruire come

supporto didattico per gli insegnanti interessati a dare sempre nuovi input ai loro piccoli

studenti.

La Girandola: http://www.lagirandola.it/

La Girandola è un portale al mondo di Internet rivolto ai bambini di età compresa tra i 6 e i 13 anni (ma

anche più) e ai loro genitori. Cerca, seleziona e pubblica solo link a siti contenenti informazioni e materiali adatti a

bambini.


Campo de’ fiori

Come eravamo

25

Lòpole, spargi, raponzoli e caccialepri

di Alessandro Soli

Il titolo del pezzo è in

stretto dialetto civitonico

e per renderlo

“accessibile” a tutti i

nostri lettori, andando

avanti, cercherò di

esemplificarlo. Ho tratto

spunto dall’arrivo

della imminente primavera,

per ricordare

situazioni e tradizioni

che ancora, per fortuna, resistono alle

spallate di un progresso che “se ne frega”

della natura e dei sentimenti umani. E’

questo, da sempre, il periodo ottimale per

andare per campi alla ricerca di germogli

di Luppolo (‘e lòpole) e degli Asparagi

selvatici (‘i ‘spargi), che per la loro breve

stagionalità rappresentano il non plus

ultra e nello stesso tempo nobilitano, la


cucina civitonica e non

solo. Ma che fatica raccoglierli!

Le lòpole sono più

accessibili, in quanto,

essendo germogli, si alzano

al di sopra della vegetazione

(‘a fratta), sono

ben visibili e si possono

tagliare facilmente, mentre

‘i ‘spàrgi che stanno

nascosti nei cespugli della

“piccòsa sparacina”, ai

margini di anfratti, macchie

e carracci, sono di

non facile individuazione

e richiedono un impegno

fisico più elevato (và ‘n

pò a mette ‘e mano immezzo a ‘a

spargiara!). Ma una volta arrivati in cucina,

sia i luppoli, che gli asparagi la fanno

da padroni: in frittata con le uova, lessati

all’agro, come condimento per spaghetti e

pasta similare, sono di una squisitezza

unica. Inoltre i “nostri amici” fanno anche

bene: ricchi di ferro, ricostituenti e diuretici

entrano a far parte dei toccasana tipici

di una medicina che esula dalla chimica

Io sono fortunato,

perché seguendo

fin da piccolo mio

padre a caccia, ho

imparato a distinguerle,

e soprattutto ho

imparato che la loro

raccolta deve essere

mista il più possibile,

per dare, con i vari

sapori, al risultato

finale, un esito unico

nel suo genere...

farmacologica. Dato che siamo in

argomento, vi debbo confessare

che da piccolo, presi un grande

spavento quando dopo aver mangiato

gli asparagi, andato al

bagno a far…pipì , percepii uno…

stranissimo odore, non dissi niente

a mamma, ma andai subito dal

dottore, (a quei tempi, a Civita era

il Dottor Donato Di Donato), “A

Sa’, ma che ai magnato i spàrgi?

E’ tutta salute!”.

Discorso a parte, ma non meno

importante, meritano “raponzoli

e caccialepri”. Essi fanno parte

di quelle erbe spontanee che da

sempre raccogliamo in campagna

e da sempre rappresentano il “casareccio

contorno” della nostra “casareccia cucina”.

Non tutti riescono a conoscere tali erbe,


perché sono tante e

attecchiscono in terreni

diversi. Io sono fortunato,

perché seguendo fin

da piccolo mio padre a

caccia, ho imparato a

distinguerle, e soprattutto

ho imparato che la

loro raccolta deve essere

mista il più possibile, per

dare, con i vari sapori, al

risultato finale, un esito

unico nel suo genere:

“ma quant’è bòna sta

misticanza”. Adesso

proverò a spiegare i vari

tipi di quanto sopra, so

che non è facile, ma chi li conosce, mi

capirà a volo, vero “Pistamentuccia,

fungaroli, frattaroli e cicoriari”?. ‘O

raponzolo, con la sua radicina dolce alla

base di un ciuffetto di tenere foglioline, va

sradicato e ben pulito, esso dimora su

cunette scoscese, anche ai lati delle strade.

‘O caccialepre erba dalle foglie sfrangiate

e consistenti, che si integra all’erba

precedente ed ha la stessa dimora. Ma

Caccialepre

Raponzolo

Finocchiella

Crispigno

questi due elementi (permettetemi il termine,

anche se avrei preferito dire “alimenti”)

come accennavo sopra, trovano il

massimo rendimento di sapori se

“mischiati” a quelli che descriverò di

seguito. E allora aggiungiamo: ‘a porca

grassa, i bucalossi, ‘a cresta de gallo,

‘a barba d’i frati, ‘o pà co’ noce, l’ojolella,

‘o crispigno, a lattuceia, ‘a puntarella

de fava, ‘o papà no, ‘a finocchiella

selvatica. Mi fermo a 13 erbe,

che non sono poche, sicuramente mio

padre mi rimprovererà , perché qualcuna

ne avrò saltata, ma vi assicuro che ognuna

ha il suo sapore a volte caratteristico

come ‘o pa’ co’ noce, che sa di noce, o la

finocchiella il cui sapore deriva dal nome

che porta. Una volta pulito e lavato, questo

ben di Dio, condito con sale olio e

aceto, e fatto leggermente “macerare”, è il

sublime contorno per ogni tipo di arrosto,

meglio se di cacciagione. Preferisco chiudere

qui, e colgo l’occasione per farvi i

migliori auguri per la Pasqua imminente,

co’ a pizza, ‘e cciammelle, o’ sguaio

de cioccolata ecc.ecc, ma questa è

un’altra storia che ho già trattato precedentemente.

Comunque resto sempre dell’idea,

come si diceva una volta che “A

Pasqua ogni poeta….busca!”


26

Campo de’ fiori

AGOSTINO PARADISI

Civita Castellana 1654 - Modena 1732

del Prof. Architetto Enea Cisbani

...continua dal numero 89

In questo contesto, appaiono significativi e

storicamente fondamentali, due avvenimenti:

il viaggio dell’avvocato a Civita

Castellana e la lettera che il Clero, il Popolo

e la Comunità , inviano al Pontefice

Benedetto XIII, in merito alla costituzione

del seminario.

Il viaggio del Paradisi si compie dal 20 al

30 gennaio 1730: l’avvocato si incontra

con il vescovo Tenderini e i rappresentanti

della Comunità per definire i dettagli tecnici

e amministrativi della donazione, e

principalmente la sede dell’erigendo collegio

e seminario vescovile.

Le relazioni dell’epoca descrivono che

furono attentamente esaminate tre possibili

destinazioni: il Conventino, ovvero la

chiesa di Santa Maria de Barco - Santa

Maria de Arcu oggi denominata Santa

Maria del Carmine - il Forte Sangallo,

allora disabitato e non ancora destinato a

reclusorio pontificio, e il palazzo Petroni

in piazza di Massa.

Scartati dalla commissione il forte Sangallo

e il palazzo Petroni, in quanto ritenuti inadatti

perché privi della chiesa, liturgicamente

fondamentale in un Seminario, la

scelta definitiva ricade sulla chiesa di

Santa Maria de Arcu, che dopo i necessari

lavori di restauro sarebbe stata pronta per

ospitare il Collegio Paradisi.

La scelta fu dettata da vari motivi: la posizione

urbanistica vicino alla porta

Borgiana, principale ingresso da est sul

pianoro su cui sorge l’antico centro di

Civita Castellana; la vastità degli ambienti,

della chiesa e della corte interna per le

meditazioni e gli esercizi spirituali; infine, il

fatto di essere discreta ed appartata, lontana

dal centro della città e da quelle distrazioni

allora ritenute non confacenti ad

un seminario.

La commissione, inoltre, redige una lettera

da inviare al Pontefice Benedetto XIII,

per l’approvazione ecclesiastica dell’importante

istituzione: Beatissimo Padre, il

Capitolo, Clero, Magistrato e Popolo di

Civita Castellana Vostri umilissimi della

Santità vostra con tutto

l’ossequio prostrati ai

Santissimi Piedi,

L’espongono essere ormai

la suddetta Città ridotta

in compassionevole stato

perché manca il modo di

applicare la gioventù colli

studii, non essendovi, che

il maestro di scuola della

Comunità il quale non

insegna se non i primi

erudimenti della grammatica

e perché non vi è

mai stato modo di eriggere

il Seminario tanto

necessario per l’erudizione

e santificazione del

clero à causa che la

Mensa Vescovile è di tenuissima rendita, e

così le prebende ecclesiatiche, siccome

per non esserci nella città se non due

Conventi, uno dè Cappuccini e l’altro de

Padri Conventuali in cui non risiedono se

non trè o quattro sacerdoti, ne segue che

la gioventù rimane incolta, il clero povero

di pensiero e scarso di abilità , onde patisce

notabilmente il servizio del Signore

Iddio, e il bene pubblico.

E sentendo dà per tutto, diffondersi là

Paterna Carità di Vostra Santità si sono

mossi ad implorarla sul riflesso che potrebbe

in detta città introdursi una casa dè

Padri delle Scuole Pie i quali hanno per

instituto là buona educazione della gioventù

nello spirito e nelle lettere; mà perché

non si può trattare ùGiubilei,

Giacomo Antonio Germani, Giovanni

Clemente Valentini, Giovanni Battista

Caroli, Antonio Coluzzi, Lorenzo Andreoli,

Marco Fantibassi, Nicola de Angelis,

Domenico Andosilla, Francesco Rosa.

Civita Castellana 28 gennaio 1730.

Ritornato a Modena, il Paradisi perfeziona

i documenti necessari per la stipula dell’atto

notarile che viene rogato nella capitale

dello Stato Estense il 26 novembre 1732

dal notaio Giovanni Maria Viggiani: in

Christi Nomine Amen.

Preceteris contentis in testamento ultimo

Civita Castellana. La Chiesa di Santa Maria dell’Arco, in Via V.

Ferretti, oggi Santa Maria del Carmine.

et sub die 26 proximè elapsi novembris

1732, ill.mu et clarissimum nobilem

Civitatis Castellane et Ferrarie juris consultum

domino Augustinum Paradisi, unum

ex DD. Consiliarjs pro serenissimo et

excelso Principe Domino R.mo Rainaldo

Estensi mutine regnis Duce undecimo,

Ill.mi Ducalis consilij justitie condito ex

rogitu mei notarij infrascripti, sequentia

reperiuntur videlicet.

……………., Item volendo e desiderando il

sig.e Testatore in contrasegno del vero

affetto che hà sempre portato e porta alla

sua patria et à suoi concittadini, sia eretto

in Civita Castellana sua Patria suddetta un

Colleggio, dove siono né tempi a venire in

perpetuo ammessi, educati nel santo timor

di Dio, e coltivati nelle virtù, ed arti liberali

alcuni gioveni di civil famiglia, come

dicasi à maggior Gloria dell’Altissimo Dio,

e decoro della sua patria anzidetta.

Perciò a tal oggetto per ragioni di legato,

istituzione ed in ogni altro modo migliore,

esso Sig. Testatore hà lasciato e lascia a

tal Colleggio da erigersi sotto l’Invocazione

della Beatissima Vergine e di

Sant’Agostino in Civita Castellana suddetta

sua patria colla denominazione e titolo

“COLLEGIUM PARADISI”………

...continua sul prossimo numero


Campo de’ fiori 27

ATTENTI AL ... FISCO

ANCORA SUI NUOVI LIMITI ALL’UTILIZZO DEL CONTANTE:

ASPETTI SANZIONATORI E CASI DI ESCLUSIONE

Nel precedente

intervento su

Campo de’ fiori

ci siamo occupati nei

nuovi, più restrittivi,

limiti all’utilizzo degli

strumenti di pagamento

in forma libera

(denaro contante,

del Dott. Stefano assegni trasferibili,

Menichini titoli al portatore).

In questo numero

appare utile precisare quali sono le

conseguenze, sul piano sanzionatorio,

del superamento del nuovo limite

di mille euro.

Le violazioni concernenti il trasferimento di

denaro contante e l’emissione di assegni

“oltre soglia” (senza indicazione della clausola

di non trasferibilità ) sono puniti con

una sanzione amministrativa di importo

compreso tra l’1% e il 40% della somma

trasferita, qualora quest’ultima sia compresa

tra 1.000,00 e

50.000,00 euro.

Se l’importo trasferito

supera i 50.000,00

euro la sanzione sarà

compresa tra il 5% e il

40%.

In entrambi i casi la

sanzione non può

Obbligati a segnalare alle

Ragionerie territoriali

dello Stato le infrazioni ai

limiti sulla circolazione

del contante sono i

soggetti destinatari della

normativa antiriciclaggio

(banche, poste, dottori

commercialisti, avvocati,

consulenti del lavoro,

ecc.)

comunque essere

inferiore a 3.000,00

euro.

La responsabilità – e

quindi anche la relativa

sanzione – sono

riferite sia a chi ha

consegnato il contante “oltre soglia” sia a

chi lo ha ricevuto; ciò in quanto entrambi

concorrono a non far emergere la tracciabilità

della movimentazione finanziaria.

Si ricorda, al riguardo, che non sono sanzionabili

le eventuali infrazioni, per importi

compresi tra 1.000,00 euro (nuova

soglia) e 2.500,00 euro (vecchio limite),

commesse dal 6 dicembre 2011 (data di

entrata in vigore del decreto salva-Italia)

al 31 gennaio 2012.

Inoltre, al possessore

dei libretti al portatore

che, al 31

marzo 2012, non ha

ancora provveduto a

ridurre il saldo sotto

la soglia dei mille

euro, potrà essere

applicata una sanzione

pecuniaria per un

importo che va dal

10% al 20% del

saldo, sempre con

un minimo di

3.000,00 euro.

La sanzione sale a un ammontare che va

dal 15% al 30% del saldo risultante nel

libretto qualora quest’ultimo sia superiore

a 50.000,00 euro.

Obbligati a segnalare alle Ragionerie territoriali

dello Stato le infrazioni ai limiti sulla

circolazione del contante sono i soggetti

destinatari della normativa

antiriciclaggio (banche,

poste, dottori commercialisti,

avvocati,

consulenti del lavoro,

ecc.) che ne hanno

avuto, eventualmente,

notizia in relazione alle

loro funzioni istituzionali

e nei limiti delle loro

attribuzioni e attività .

Al fine di evitare che le

stringenti nuove norme

in materia di circolazione

del denaro contante

potessero recare pregiudizio ad alcune

particolari attività economiche il legislatore

ha previsto, in seconda battuta, che il

limite di mille euro non opera per gli acquisti

di beni e servizi legati al turismo, effettuati

presso commercianti al minuto e

agenzie di viaggio e turismo, da parte di

persone fisiche che non siano cittadini italiani

o comunitari e che siano residenti

fuori dal territorio dello Stato.

Affinché la deroga sia applicabile l’operatore

economico (commerciante al minuto

o agenzia di viaggio e turismo) deve acquisire

la fotocopia del passaporto del cliente

straniero e un’autocertificazione, da parte

di quest’ultimo, attestante i requisiti della

non cittadinanza italiana né comunitaria e

della residenza fuori dal territorio dello

Stato italiano.

A tali condizioni i cittadini stranieri potranno,

dunque, effettuare acquisti in contanti

anche per importi pari o superiori a mille

euro.

A questa semplificazione prevista per gli

acquisti compiuti da clienti stranieri fanno,

tuttavia, da contraltare ulteriori adempimenti

previsti a carico del cedente/prestatore

(apposita preventiva comunicazione

all’Agenzia delle Entrate; nel primo giorno

feriale successivo a quello di effettuazione

dell’operazione versamento su conto corrente

del denaro contante incassato; consegna

all’intermediario finanziario ove è

aperto il conto corrente della fotocopia del

documento di identità del cliente e della

fattura, ricevuta o scontrino fiscale emesso).

A ben vedere, dunque, nonostante i proclamati

intenti di semplificazione l’ordinamento

tributario italiano sembra caratterizzarsi

per sempre nuovi e diversi adempimenti

posti a carico di contribuenti e

operatori economici.


28

Campo de’ fiori

Associazione Artistica Ivna

IVNA ANNUNCIA: MIGLIOR MAESTRO DELL’ANNO

2012 PER ERALDO BIGARELLI

NELL’AMBITO DELL’EVENTO

IL LIBRO D’ORO DELL’ARTE CONTEMPORANEA.

della Prof.ssa Maria

Cristina Bigarelli

Il 10 Marzo 2012 alle

ore 16.30 a Cortina

d’Ampezzo, località

gioiello delle Dolomiti

e meta dell’

internazionalità , è

stato presentato il

volume MANENT

Libro d’oro dell’arte

contemporanea promosso

da LA ROSA

DEI VENTI e organizzata da EVENTA. I

curatori del prezioso testo sono Docenti

dell’Università degli studi La Sapienza di

Roma: il Prof. Stefano Valeri, Docente di

Storia della Critica d’Arte e il Prof. Sergio

Rossi, Docente di Storia dell’Arte Moderna

con la prefazione critica del Prof. Daniele

Radini Tedeschi.

I più grandi artisti italiani viventi sono

accuratamente trattati unitamente a

Maestri segnalati dalla Commissione

Scientifica.

Il pittore Eraldo Bigarelli con la targa che lo fregia del titolo di “Miglior Maestro dell’anno 2012”

Nello splendido volume di taglio scientifico

ERALDO BIGARELLI ha un ampio spazio

critico che coglie la profondità tecnica e

l’essenza emozionale della sua Arte

Pittorica, entrando nel dettaglio di alcune

opere, dieci delle quali pubblicate nello

stesso tomo.

Dopo la presentazione dei suoi autorevoli

avi, di un attento ed approfondito studio

della sua tecnica pittorica, della sua storia

di arte e di vita, ERALDO BIGARELLI è

presentato come colui che non ha mai

scisso il vivere quotidiano dall’essere artista

e in questo ci aiutano le parole della

Critica che lo considerano sensibile e capace

di “ascolto nei confronti dei popoli, della

natura e della storia.”

Nell’ambito dell’Evento di respiro internazionale,

viene conferito a ERALDO BIGA-

RELLI la menzione con Targa di MIGLIOR

MAESTRO DELL’ANNO 2012, quale alto

riconoscimento per i meriti dimostrati

nell’Arte.


30 Campo de’ fiori

CIVITA CASTELLANA

ovvero

PHALERIUM ARGIVUM

di Francesca

Pelinga

Nella scuola dell’infanzia

“GRAMSCI”, dove

insegno, io e la dottoressa

Gioia Chilini,

stiamo realizzando il

progetto “Giochiamo

all’archeologo?”, per

far conoscere ai bambini,

sia civitonici che

stranieri, la storia della

nostra cittadina.

Bisogna dire che molte

sono le leggende, ma per dare un’idea

dell’antichità di Falerii, l’odierna Civita

Castellana, basta ricordare che nel 1. VII

dell’Eneide di Virgilio troviamo anche i

Falisci, popolo fiero legato alle proprie tradizioni

e ai propri culti religiosi, nell’esercito

di Turno, antagonista di Enea, e fra gli

eroi accorsi in suo aiuto, tra cui anche

Halesus, figlio di Agamemnnone, che

abbandonata Argo, dopo l’uccisione di

quest’ultimo, emigrò in Italia e

occupò Falerii, cacciando i Siculi.

Falerii era un centro molto rinomato, in cui

i patrizi romani mandavano i loro figli a

studiare il diritto delle genti ed inoltre

imparavano la scienza fulgurale, l’interpretazione

dei fenomeni celesti, l’aurispicina,

ovvero l’osservazione delle viscere delle

vittime sacrificali. Falerii lottò per cinque

secoli contro Roma e fu alleata di Veio,

combattendo contro i romani ben quattordici

guerre, con Fidene e Capena.

Nel 406 a.C. i Romani cominciarono un

assedio decennale che culminò nel 396

a.C., con la caduta e il totale saccheggio

della città di Veio. Dopo la caduta di quest’ultima

anche Falerii fu assediata e conquistata

da Furio Camillo. Si ribellò, ma

poco dopo fu costretta a firmare una tregua

che durò 40 anni. Si sollevò di

nuovo, infatti, nel 241 a.C., subito dopo la

conclusione della guerra con i Cartaginesi.

I Romani dovettero, quindi, affrontare la

ribellione di Falerii, che fu riconquistata

con le quattro legioni guidate da Quinto

Lutazio e Aulo Manlio Torquato. Gli abitanti

furono, così, costretti a spostarsi a Falerii

Novi, a circa sei chilometri dalla città originaria,

divenendo municipio romano.

Il territorio dell’antica Falerii, però, non fu

abbandonato, ma divenne il centro di una

primitiva comunità cristiana. Nel libro dei

Censi della Chiesa romana si legge che

nell’anno 727 al monastero di S. Silvestro,

sul monte Soratte, fu dato in enfiteusi, da

Gregorio II, un fondo denominato

Canciano facente parte della Massa

Castellana. Fu elevata al grado di città nel

998 da papa Gregorio V e il nome Civita

Castellana si riferisce al dominio che il

luogo aveva sui castelli circostanti.

Nel castello di Paterno, presso Faleria,

dove si era rifugiato dopo la sua cacciata

da Roma, morì Ottone III, all’età di ventidue

anni, mentre la principessa bizantina

Zoe, figlia di Costantino VIII, era appena

sbarcata in Italia per sposarlo. Ottone fu

re d’Italia e di Germania dal 983 al 1002,

e imperatore del Sacro Romano Impero

dal 996 al 1002.

La Falerii romana, che già nei secoli IX e X

si era andata spopolando, fu assaltata dai

normanni di Roberto il Guiscardo nel 1603,

perché parteggiava per gli antipapa.

Guiberto di Ravenna fu antipapa con il

nome di Clemente II, fino a che nel 1099,

venne eletto papa Pasquale II. Clemente si

recò ad Albano sperando ancora di poter

ritornare a Roma, ma fu costretto a ritirarsi

ed a riparare a Civita Castellana, dove

morì l’8 settembre 1100.

Anche papa Alessandro III morì a Civita

Castellana, il 30 agosto 1181.

I resti di Clemente III, furono sepolti a

Civita e divennero, in breve, oggetto di

culto per la popolazione locale, poiché si

diffuse la voce che sulla tomba dell’antipapa,

a seguito della trasudazione di un

misterioso liquido profumato, si verificassero

numerosi miracoli. Per contrastare

questo culto Papa Pasquale II ne fece disseppellire

le spoglie per disperderle nel

Tevere.

Il duomo fu costruito a partire dal 1185

circa, eretto sopra un precedente edificio

sacro, e fu completato con la costruzione

del portico nel 1210: in esso aveva lavorato

la valente famiglia di architetti e marmorari

romani dei Cosmati. Diventata fatiscente

nel corso dei secoli, nel Settecento

la chiesa fu completamente ristrutturata al

suo interno, in forme barocche: è di quest’epoca

la trasformazione da chiesa a tre

navate, a chiesa ad un’unica navata, con

cappelle laterali comunicanti tra loro.

Civita si governava da sè ed aveva pure

un ”jus sanguinis” (diritto di sangue),

ovvero il diritto alla cittadinanza se nato da

un genitore già in possesso di essa.

Durante il Rinascimento fu governata da

Giovanni e Rodolfo Savelli, e dopo le lotte

con la famiglia Di Vico, dinastia romana

che governò la Tuscia, nel 1426 la Santa

Sede riaffermò la propria giurisdizione. Fu

papa Alessandro Borgia che nel 1494 iniziò

il Forte Sangallo e nel corso degli anni

vi soggiornarono vari papi: Giulio II, Pio

VI. Nel 1527 ci fu l’attacco dei

Lanzichenecchi, dei soldati mercenari di

fanteria provenienti dalle regioni del Sacro

Romano Impero, i quali cercarono per ben

due volte di impossessarsi della città che

invece resistette.

Nel 1589 fu costruito Ponte Felice, nel

1709 il ponte Clementino, voluto da papa

Clemente XI, nel 1585 “ ‘a fontana de

piazza” o meglio “dei draghi”. Vi sono,

infatti, quattro draghi araldici che circondano

il sostengono del catino, mentre la

vasca porta quattro stemmi, rispettivamente

quello di Civita Castellana, del pontefice

Gregorio XIII e di cardinali della

stessa famiglia. Costruita per alleviare la

sete dei cittadini, da sempre simboleggia il

centro della città.

Il palazzo Municipale fu costruito sotto

Leone X intorno al 1500; fu restaurato nel

1864, quando vene sostituito anche l’orologio

con campana che suonava per avvisare

il consiglio e per radunare i cittadini in

caso di bisogno.

Civita Castellana ha una notevole importanza

storica anche come sede Vescovile.

Il vescovato della Falerii romana, che contava

una lunga serie di Vescovi faleritani,

per lo spopolamento sempre maggiore

della città si trasformò in Vescovato di

Civita Castellana, il quale si accrebbe nel

1252 coll’aggiunta della sede Vescovile di

Gallese decretata da Alessandro IV. Nel

1437, alla sede di Civita, fu aggiunta quella

di Orte sotto il pontificato di Eugenio IV.

Civita ha dato i natali a Francesco

Pechinoli, Alessandro Petroni, Agostino

Paradisi, Virgilio Mazzocchi, Giorgio

Giuliani, che eccelsero nelle scienze e nelle

belle arti.


Campo de’ fiori 35

La rubrica dei cognomi

di Arnaldo Ricci

arnaldo_ric@yahoo.it

livello nazionale.

Come appare

nella

lista, il

cognome più

diffuso a Ronciglione

è

Vettori.

Adesso vediamone

la diffusione e la

dislocazione a

Vettori: (presente in 343 comuni

d’ Italia) esso è maggiormente diffuso in

Toscana e Veneto: presenta scarsa diffusione

in tutte le altre regioni, dove in particolare

in Basilicata e Puglia è totalmente

assente. La zona di origine di questo

cognome è da attribuirsi all’alta Toscana.

De Angelis: (presente in ben

1413 comuni d’Italia) la sua presenza

è diffusa in tutte le regioni italiane; non

esiste regione dove esso non sia presente.

La maggior concentrazione se ne ha nel

I cinque Cognomi

più diffusi a

Ronciglione

Tali cognomi in ordine di

diffusione sono i seguenti:

1° Vettori

2° De Angelis

3° Orlandi

4° Stella

5° Moretti

Lazio, segue la Campania e le Marche. Si

presume che la sua origine sia proprio

laziale e più precisamente romana.

Orlandi: (presente in ben 1308

comuni d’Italia) anche se presente in

tutte le regioni, esso è maggiormente diffuso

in Italia centro - settentrionale.; con

forte concentrazione in Lombardia, dove si

presume abbia le sue origini proprio a

Milano; ve n’è scarsa diffusione nel sud

comprese le isole.

Stella: (presente in ben 1332

comuni d’Italia ) esso è presente in

tutte le regioni ma maggiormente diffuso

nel nord – Italia; ve n’è una considerevole

concentrazione in Lombardia e Veneto;

la sua origine è da attribuire con buona

probabilità alle terre venete.

Moretti: (presente in ben 2266

comuni d’Italia) anche questo cognome

è presente in tutte le regioni; nel centro –

nord ve n’è la maggioranza delle presenze,

mentre al sud , isole comprese, esso è

scarsamente diffuso; in particolare in

Lombardia se ne evidenzia la maggior concentrazione

e si presume che le sue origini

siano proprio lombarde.

Seguirà sul prossimo numero lo stesso

studio per il comune di Vignanello.

LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORI

Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo

è un libro unico nel suo genere.

Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!

E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicole o

presso la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di 10.00,

sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia.

E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che possono inserirlo nel

P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del docente, ma anche per i

genitori e per tutti gli educatori sociali.

L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta di essere

quello che non è , stravolgerà , almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre di accoglierlo

ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e non ricambiato,

spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che diventa l’oggetto di

un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della storia, rende la narrazione

coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di una rappresentazione teatrale,

i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben allestito. Una storia ambientata in un

tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni di campagna. Ermelinda Benedetti

NOTA DELL’EDITORE

In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico della sua

Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato, che fa ineluttabilmente

scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità e violenza, ma

soprattutto amor fatale!

Sandro Anselmi

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36 Campo de’ fiori

Per ricordare Silvia Quattrini Ferrelli

( quarta parte )

Silvia Quattrini Ferrelli

in una recente foto

Qualche giorno dopo si seppe che una pattuglia

italo – tedesca aveva catturato cinque

militari americani che si aggiravano

nelle campagne circostanti nel tentativo di

sfuggire al nemico. Sicuramente fra loro vi

era anche ..” …lù tedesco….”; solo a guerra

finita, la famiglia Quattrini seppe che

quel ragazzo era un Tenente pilota della

USAF (United States Air Force). Di quel

pilota americano, la famiglia Quattrini non

seppe più nulla!

Quando Silvia mi raccontava questo episodio

diceva….” Si,…. abbiamo rischiato

inconsapevolmente……..ma siamo contenti

di aver aiutato tutti quelli che potevamo

aiutare…a prescindere da tutto e da

tutti!....”

Non vi è alcun dubbio; i Quattrini applicarono

alla lettera l’insegnamento derivante

dalla cultura cristiana ricevuta in eredi

e proveniente da vari secoli di storia.

Come ben sappiamo, alla fine del mese di

Aprile del 1945 cessarono le operazioni

belliche in Italia e la guerra finì e con essa

terminarono tutte le privazioni, le difficoltà

, i lutti, le distruzioni del patrimonio

immobiliare, la fame e quant’altro. La gioia

degli italiani esplose in tutte le piazze

d’Italia, anche se molti non avevano più

dove abitare! (A tal proposito, se la memoria

non mi inganna….., mi ricordo che a

Civita Castellana, molte famiglie rimaste

senza casa , dopo la guerra, alloggiavano

all’interno del forte Sangallo e dell’ospedale

vecchio; questo alloggiamento precario,

rimase in atto fino alla fine degli anni

Cinquanta!)

La gioia che accomunò tutti gli italiani,

purtroppo non fu minimamente assaporata

da Silvia, nonché dai suoi familiari! Il 30

novembre 1945 morì il fratello Arnaldo

all’età di 19 anni, dopo un anno di sofferenze

indicibili causate da un male incurabile.

Questo episodio segnò in modo

indelebile la vita futura di tutti i componenti

della famiglia Quattrini, degli amici e

dei parenti, ad essa in qualche modo vicini.

Il sottoscritto, cugino da parte materna

di Silvia, nato nel dicembre 1947, porta il

nome di Arnaldo perché primo nipote

venuto alla luce dopo la morte del fratello

di Silvia. Quando Arnaldo venne chiamato

alla casa del Padre, Silvia aveva 14 anni; la

sorella Nella ne aveva 10; la cugina

Amorina 12; il cugino Ennio 10; il cugino

Nazareno non era ancora nato. Questi

ragazzi che vivevano insieme nella stessa

casa, erano cugini fra loro ma vivevano

come se fossero fratelli! Del dolore dei

genitori, per me Zia Ida e Zio Oreste, non

ho tutt’ora le parole che possono descriverlo!

Arnaldo fu tumulato al cimitero di Gallese

ma alla fine degli anni Settanta fu portato

al cimitero di Fabrica di Roma, dove riposa

vicino ai suoi genitori Ida e Oreste.

Zia Ida rimase in lutto per il resto dei suoi

giorni e vestì in nero fino alla sua morte,

avvenuta nell’ottobre 1980 all’età di 77

anni.

Era una bella serata del giugno 1946 e

Silvia era intenta in un lavoro di cucito nel

cortile di casa, sempre a Gallese Scalo;

mentre cuciva alzò gli occhi e vide fermarsi

una Fiat 1100 nera accanto a lei;

scesero un bel giovane, non ancora ventenne,

insieme ad un uomo più anziano.

Erano Alberto Ferrelli con lo zio Aldo ( fratello

del padre ) di Fabrica di Roma; erano

venuti per contrattare con zio Oreste l’acquisto

di un vitello.

Alberto, essendo nato nel 1928 aveva 18

anni, egli restò ammaliato dalla bellezza

di questa quindicenne della quale si innamorò

perdutamente a prima vista; dopo

circa un mese, chiese l’autorizzazione a

Zio Oreste e si fidanzò con Silvia.

Trascorsero quattro anni e nel 1950 si unirono

in matrimonio presso la chiesa di

Gallese centro.

La famiglia Quattrini preparò un pranzo

nuziale, rimasto memorabile per organizzazione

e quantità di invitati (circa trecento

persone).

Tutto cucinato magistralmente in casa, con

cibi genuini e con l’aiuto di parenti ed

amici. A casa mia si è sempre ricordato

questo famoso banchetto nuziale! Fra gli

invitati non poteva mancare il conte

Cencelli, il quale mise a disposizioni i locali

dove consumare il pranzo. C’ero anch’io,

ma avendo circa due anni e mezzo credo

mi sia impossibile ricordare le immagini di

quell’avvenimento; ne ho però sentito

parlare tantissime volte, fino al punto che

mi sembra di essere stato presente come

una persona adulta!

Foto di una parte del grande locale dove si

svolse il pranzo di nozze di Silvia, nel 1950

Foto del giorno delle nozze di Alberto e Silvia

Dopo il matrimonio, Alberto e Silvia andarono

ad abitare a Fabrica di Roma, dove

vivranno per tutta la vita.

Anche la sorella Nella (circa un anno prima

del matrimonio di Silvia), durante una

festa nella frazione di Gallese Scalo, incrociò

lo sguardo di un giovane, sempre di

Gallese; anche qui fu amore a prima vista!

Il giovane era Vincenzo Pieri, con il quale

Nella si sposò e visse tutta la vita insieme,

trasferendosi a Roma.

Dopo poco tempo che Nella ebbe conosciuto

Enzo, questo giovane fu assunto

come autista dallo stato Vaticano, dove

rimase a lavorare per oltre 40 anni!

Arnaldo Ricci


Campo de’ fiori 37

L’angolo del Bon Ton

Pasqua di speranza

In questi giorni che ci

avvicinano alla Santa

Pasqua credo che

non ci sia nulla di

più interessante che

leggere o ascoltare

la parole che ci

descrivono gli ultimi

momenti della vita

di Letizia Chilelli terrena di Gesù.

Sono parole, queste,

che aiutano a riflettere e se anche, in certi

passaggi, amare, tristi e dure, infondono

nel cuore la speranza e la gioia, due “doni”

del Cielo così cari a noi uomini sempre più

spesso abbattuti dalle difficoltà .

Regalo a tutti, ma soprattutto a chi vive

momenti non facili, questo nostro incontro,

con l’augurio, dal profondo del cuore

che questa Santa Pasqua possa regalare a

tutti la speranza e la forza per poter superare

i momenti di buio e con l’augurio,

ancora più sincero che tutto il dolore

possa svanire al dolce e festoso suono

delle campane che nella Santa Domenica,

suoneranno a festa.

L’ultima cena di Gesù

Prima di lasciarsi catturare Gesù volle

riunirsi con i suoi apostoli a consumare la

cena di Pasqua: e fu quello un incontro

colmo di avvertimenti straordinari.

A quei tempi, prima di mettersi a tavola, il

padrone di casa ordinava ai servi di lavare

i piedi degli ospiti.

Ma quella sera Gesù stesso riempì l’acqua

di un bacile e passò a lavare i piedi degli

apostoli.

Poi spiegò loro il significato di quello che

aveva fatto. Disse: « Voi mi chiamate

Signore e Maestro, e fate bene perché lo

sono. Se dunque io, il Vostro Signore e

Maestro, ho compiuto questo gesto d’amore

per voi, tanto più voi dovete compiere

gesti d’amore gli uni per gli altri».

Diede poi agli apostoli un annuncio:« Uno

di voi mi tradirà ».

Tutti rimasero sbalorditi e quasi non volevano

credere. Ma era vero: Giuda Iscariota

per trenta denari aveva promesso ai capi

del popolo di fare catturare Gesù.

Giuda, vistosi scoperto, uscì nella notte.

La cena proseguiva secondo le regole della

cena di Pasqua, con l’agnello arrostito, il

pane senza lievito e le erbe amare. Ma ad

un certo punto Gesù introdusse una sconvolgente

novità : prese il pane, lo spezzò

e lo diede agli apostoli dicendo:«

Prendetene e mangiatene tutti. Questo è il

mio corpo, che io do in sacrificio per voi».

Allo stesso modo prese il calice del vino e

lo fece passare dicendo:« Prendetene e

bevetene tutti. Questo è il mio sangue,

versato per voi e per tutti. E’ il sangue con

il quale Dio stabilisce una nuova alleanza

con gli uomini e perdona i peccati».

Gesù ha realizzato così la promessa fatta

nella sinagoga di Cafarnao:« Chi mangia la

mia carne e beve il mio sangue ha la vita

eterna». (Marco 14; Giovanni 6;13)

Gesù muore

Gesù era stato

crocifisso già da

qualche ora,

quando accadde

un fenomeno

straordinario.

Verso mezzogiorno

si fece buio su

tutta la terra, fino

alle tre di pomeriggio.

In quel momento

Gesù gridò :«

Padre, nelle tue

mani affido la mia

vita» e morì .

Allora al buio generale si aggiunse un terremoto:

la terra tremò tanto che le rocce

si spezzarono.

Al vedere ciò , l’ufficiale romano che

comandava i soldati disse:« Davvero

costui doveva essere il Figlio di Dio!».

Anche quelli che erano venuti per vedere

lo spettacolo, davanti a questi eventi

straordinari se ne tornarono a casa battendosi

il petto.

Invece gli amici di Gesù e le donne che lo

avevano seguito fin dalla Galilea se ne stavano

ad una certa distanza e osservavano

tutto quello che accadeva.

Poiché era la vigilia della festa della

Pasqua, fu deciso di togliere i corpi dalle

croci.

Per essere certi che i condannati fossero

morti, i soldati andarono a spezzare le

gambe ai due che erano stati crocifissi

insieme con Gesù. Poi si avvicinarono a

Gesù, e videro che era già morto. Allora

non gli spezzarono le gambe, ma uno dei

soldati gli trafisse il fianco con la lancia.

(Matteo 27; Luca 23; Giovanni 19)

Il terzo giorno…

Gesù era morto sulla croce ed era stato

sepolto il giorno prima del sabato, festa di

Pasqua. Il giorno dopo il sabato, alcune

donne andarono a comperare unguenti ed

aromi da spargere sul corpo di Gesù, e si

recarono alla tomba.

Lungo il cammino si chiedevano:« Chi ci

rotolerà via la grossa pietra che chiude il

sepolcro?».

Ma, giunte sul luogo, videro che il masso

era già stato spostato e il sepolcro era

aperto. Stupite, entrarono e videro un giovane,

un angelo vestito di una veste bianca.

Le donne si impressionarono, ma l’angelo

disse loro:« Non abbiate timore! Voi

cercate Gesù di Nazaret, il crocifisso:

ebbene, è risorto, non è qui. Ora andate

a dirlo ai suoi discepoli».

Uscite dal sepolcro,le donne fuggirono

spaventate e non dissero niente a nessuno,perché

avevano paura.

Anche Maria Maddalena si recò al sepolcro,

lo trovò vuoto e credette che avessero

portato via il corpo del Signore. Allora si

mise a piangere, quando sentì chiamare:«

Donna perché piangi?».

Tra le lacrime, ella chiese a chi le aveva

rivolto la parola:« Se hai preso tu il corpo,

dimmi dove lo hai portato e andrò a prenderlo!».

Ma chi aveva parlato non rispose. Invece

la chiamò per nome:« Maria!».

Allora ella lo riconobbe:era Gesù, vivo, che

le diede un incarico:« Io salgo al Padre» le

disse. « Và ad annunciarlo ai miei fratelli».

Maria, colma di gioia, corse dagli apostoli.

« Ho visto Gesù!» disse, e riferì quello

che Egli aveva detto.

Essi non volevano credere alle parole della

donna. Pietro e Giovanni si recarono

anch’essi al sepolcro, e quando lo videro

vuoto cominciarono a capire che cosa

intendeva Gesù, quando aveva detto che

sarebbe risorto dai morti. (Marco 16;

Giovanni 20)

(Storie tratte da: 366…e più storie della BIBBIA,

raccontate da Roberto Brunelli, Fabbri Editori,

1988.)


38

Campo de’ fiori

WS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NE

Fabrica di Roma ricorderà per sempre il

Prof. Paolo Monfeli

All’autore del Vocabolario fabrichese, scomparso nel 2005, è stata intitolata una strada del paese

Paolo Monfeli

in una foto del 1989

Il giorno 29 gennaio

2012 si è

svolta a Fabrica di

Roma una importante

cerimonia,

alla presenza delle

autorità locali, per

inaugurare una via

del centro storico

intitolata al prof.

Paolo Monfeli,

scomparso nel

2005, il quale ha

lasciato in eredi

a tutti i fabrichesi

una importante

opera letteraria: il

vocabolario del dialetto locale nonché le

sue frasi idiomatiche. La realizzazione di

questa opera letteraria, ha richiesto un

faticosissimo lavoro ed anni di tempo che

il Prof. Monfeli ha impiegato con instancabile

determinazione. Il titolo del libro è :

Cento gusti non si possono avere, di essere

bella e di saper cantare.

La decisione di intitolare una strada al

Prof. Monfeli era stata presa, con regolare

delibera, N° 96 del 18 ottobre 2010 della

Giunta Comunale, su richiesta del cittadino

Prof. Vittorio Patera per conto di una rappresentanza

di cittadini.

Quando il Prof. Monfeli ritornò alla casa

del Padre io scrissi un piccolo articolo, sul

N° 18, pag. 18 di questa rivista, nel luglio

del 2005. Ebbene, per tutti gli interessati

che non l’avessero letto, o che gli fosse

sfuggito, lo ripropongo integralmente di

seguito……………………..”

Paolo Monfeli morto all’età di 73 anni il

giorno 3 giugno

2005, è stato, secondo

me, uno dei più

importanti studiosi

della lingua italiana

del territorio della

Tuscia. Questo grande

fabrichese, profondo

conoscitore

della lingua italiana,

della lingua greca e

di quella latina, non

ha avuto in vita i giusti

riconoscimenti per

la grande tenacia con

cui ha lavorato assiduamente,

per poter pubblicare un’opera

d’immenso valore per il basso viterbese.

La sua opera consiste in un libro con vocabolario

del dialetto fabrichese, il cui titolo

è “Cento gusti non si possono avere: di

essere bella e di saper cantare.

Vocabolario del dialetto di Fabrica di

Roma.“ Solo lui, profondo conoscitore

della cultura fabrichese, poteva realizzare

un’opera così difficile. Io personalmente,

ho avuto la fortuna di averlo come insegnante

d’ italiano, agli inizi degli anni sessanta,

quando frequentavo l’allora neonato

avviamento industriale di Fabrica di

Roma, trasformato successivamente in

scuola media unificata. Le nozioni che lui

ci ha trasferito con grande serietà e professionalità

sono a me servite moltissimo

nel proseguire gli studi e nell’attività lavorativa

successiva. Quando lo incontravo

per le vie di Fabrica, mi fermavo sempre a

parlare con lui, perché , per me, lui era e

rimarrà sempre il mio stimatissimo ed

amatissimo Professor Monfeli……….…”

Fabrica di Roma - 29 gennaio 2012.

Il discorso del Sindaco Mario Scarnati

Fabrica di Roma - 29 gennaio 2012.

Il parroco Don Chicco mentre benedice la

targa intitolata al Prof. Monfeli appena scoperta

dal Sindaco.

Arnaldo Ricci

Importanti ritrovamenti pittorici all’interno del Duomo di Fabrica di Roma

Durante i lavori di restauro di due tele all’interno del Duomo di

Fabrica di Roma, dopo aver rimosso le medesime, ai restauratori

ed al Parroco si è presentato un muro posticcio che lasciava

intavedere opere pittoriche dietro. Una indagine ha appurato

che le due tele nascondevano due nicchie decorate con pitture

murali di buona fattura, ed in buono stato di conservazione. Le

due opere sono, al momento, da studiare ed indagare.

Rappresentano su alcuni metri quadrati di superfice, forse nicchie

laterali, due Madonne, una con bambino ed una con incoronazione.

La scoperta assume un grande rilievo, soprattutto

perchè nei lavori di risistemazione della chiesa svolti oltre dieci

anni fa, nessuno aveva notato i finti muri che nascondevano queste,

per ora solo due, importanti opere. Probabile, a questo

punto, che indagando dietro le altre tele si nascondano altri preziosi

reperti. Tutta la questione per ora è attentamente da studiare

e da rendere nota a tutte le autorità competenti.

Doriano Pedica


Campo de’ fiori 39

WS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NE

RACCOLTI CIRCA 80 QUINTALI DI RIFIUTI

NELLE CAMPAGNE DI CIVITA CASTELLANA

Grande successo per gli appuntamenti

organizzati dall’assessorato

all’Ambiente del comune di Civita

Castellana per la pulizia straordinaria

delle campagne. Dopo l’evento di

domenica 4 marzo, che ha portato

circa 150 scout di tutta la provincia

nelle campagne di Civita, domenica

11, cittadini volenterosi si sono

uniti alla squadra di caccia al cinghiale

Valle Treja. Gli oltre cento

scout sono riusciti a raccogliere più di

30 quintali di immondizie, dalle cartacce

ai pneumatici di mezzi agricoli

abbandonati presso le Forre del Treja,

in uno dei siti più caratteristici del

comune di Civita. Meta di tradizionali

scampagnate, questi luoghi sono

deturpati dall’azione vandalica di cittadini

che, incuranti delle più elementari

regole del vivere civile, si disfano

di nascosto di ogni genere di rifiuto.

La circonvallazione di Civita

Castellana e la via Flaminia sono alcune

delle zone che sono state oggetto

della bonifica da parte

dell’Amministrazione comunale di

Civita Castellana insieme alla squadra

di caccia al cinghiale Valle Treja. Domenica 11 marzo più di cinquanta persone si sono ritrovate per rimuovere i rifiuti dalle campagne,

dalle cunette e dai bordi della strade.Dai cacciatori, aiutati da alcuni volontari e dall’ekoclub, sono stati rimossi circa 50 quintali di rifiuti,

da sacchetti della spazzatura a pneumatici e rifiuti ingombranti di altri tipi.

Sempre a proposito di immondizia, per quanto riguarda il porta a porta a Civita Castellana, le frazioni spingono la differenziata al 75%.

“Civita Castellana fa la differenza! Finalmente la nostra città ha iniziato il percorso virtuoso della raccolta porta a porta dei rifiuti e ha

raggiunto, nei primi mesi, risultati sorprendenti grazie all’impegno di tutti i cittadini coinvolti – ha dichiarato il sindaco, Gianluca Angelelli

- nelle zone in cui è stato attivato il servizio porta a porta la percentuale di rifiuti differenziati ha raggiunto l’80 % nel primo mese, per

poi assestarsi sul 75 % anche a causa del maltempo, che ha bloccato la raccolta per diversi giorni. Desidero ringraziare le cittadine e

i cittadini di Sassacci, Cenciani, Borghetto e Casale Ettorre che stanno rendendo un servizio importantissimo alla nostra comunità e

sono un ottimo esempio per tutti, visto che nei prossimi mesi il servizio porta a porta sarà esteso progressivamente a tutta la città ”.

“I prossimi passi – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente, Antonio Innocenzi – si stanno organizzando insieme alla Sate per avviare il

porta a porta in altre zone di Civita Castellana in tempi brevi. Il rammarico sta nel constatare che nel resto di Civita ci si imbatte nell’abbandono

di ingombranti ad ogni angolo della città . Questo causa ulteriori esborsi da parte dell’Amministrazione che si vede costretta

a “rincorrere” questi personaggi che non tengono conto dei danni che causano alla comunità . Ricordo che gli ingombranti si possono

conferire gratuitamente presso l’ecocentro di Sassacci, oppure due volte al mese prenotando il ritiro a domicilio effettuato dalla

Sate”. Nel 2011 Civita Castellana ha raggiunto il 14% di raccolta differenziata, incrementando la percentuale di due punti in soli sei

mesi, grazie all’avvio del porta a porta e aumentando di 10 punti la percentuale di differenziata da giugno 2009.

Torneo regionale di bocce:

i civitonici nelle prime tre posizioni

Ottimo risultato per gli atleti civitonici nel Primo Trofeo di Primavera, gara

regionale di bocce per atleti diversamente abili che si è svolta lo scorso

sabato presso il bocciodromo G. Cavalieri di Civita Castellana. A partecipare

erano cinque squadre laziali: il Santa Rita di Roma, il Santa Sinfarosa di

Roma, l’Associazione Sportiva La Rete di Latina, Liberi di Fare Sport di Tivoli e

il Circolo Bocciofilo Civitonico. La gara a coppie ha visto dominare gli atleti della

squadra civitonica che hanno conquistato primo, secondo e terzo posto. La

gara è stata vinta, infatti, da Marzo Maurizio e Marcucci Alessandro,

al secondo posto si sono classificati Monterossi Nazzareno e Ferzini Giorgio, al terzo posto Del Ruco Stefano e Tronti

Alessandra. Ad assistere alla competizione sportiva c’erano il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, l’assessore ai Servizi

Sociali, Letizia Gasperini, e l’assessore allo Sport Alessio Alessandrini, che si sono complimentati con gli atleti, con il loro allenatore,

Nicola Pascucci, e il collaboratore, Giorgio Vaselli.

La prossima gara regionale per gli atleti civitonici è per l’11 marzo a Roma, mentre ci sono buone possibilità che possano partecipare

alle gare nazionali previste a Montecatini.


40 Campo de’ fiori

EWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

Depuratore a Civita Castellana: aggiudicati i lavori

per il completamento del sistema di depurazione

Due importanti novità riguardano la depurazione delle acque civili di Civita Castellana. Sono state

infatti realizzate le pompe di sollevamento del sistema di depurazione poste in via della

Repubblica. Con questo intervento si verrà a collegare tutta l’area di Pizzo Garofalo, la zona di

Via Bonanni-Via Bassi, via Falisca, Via della Repubblica e la parte finale di via Mazzini al depuratore

civile sito in loc.tà Brecciara attivato nel 2010. La popolazione servita dal depuratore arriverà

, quindi, a circa 7.000 abitanti. Per attivare tali pompe si attende la realizzazione di un intervento su via Ferretti previsto per i prossimi

giorni. Inoltre è stata aggiudicata la gara d’appalto per il completamento dell’intero sistema di depurazione. Nei prossimi mesi

saranno quindi realizzati i lavori, dell’importo di 5.073.582, aggiudicati il 26 ottobre alla ATI Echosid ingegneria ed impianti SRL/Tubi

Costruzioni SRL. Le opere consentiranno di realizzare definitivamente le fognature della zona delle Colonnette, via Giovanni XXIII, Via

Terni, Via Petrarca, via Terrano, Priati e tutta la nuova area di espansione di San Giovanni. La Provincia di Viterbo è stata individuata

come ente attuatore su un finanziamento della Giunta Regionale con deliberazione n.722 del 24.10.06 ed ente gestore è la Talete Spa.

Tribunale: voto unanime del consiglio comunale

di Civita per il suo mantenimento

Si è espresso l’8 marzo il consiglio comunale di Civita Castellana, in modo unanime, contro la soppressione

della sezione distaccata del tribunale di Viterbo e dell’ufficio del Giudice di Pace.

Rilevato, infatti, che la proposta legislativa di riorganizzazione della geografia giudiziaria potrebbe condurre

non solo all’abolizione dell’Ufficio del Giudice di Pace di Civita Castellana ma anche alla soppressione

del Tribunale di Viterbo, sezione distaccata di Civita Castellana; l’Amministrazione comunale

si è detta disponibile sin da ora a promuovere e sostenere con forza ogni iniziativa volta a garantire il mantenimento del Tribunale,

confidando nel massimo impegno e nel massimo sforzo di tutte le autorità competenti affinché venga adottata ogni misura necessaria

a scongiurare questa soppressione. Il carico di lavoro e le sopravvenienze giudiziarie della circoscrizione di Civita Castellana evidenziano,

infatti, un numero di cause e di procedimenti penali che testimoniano l’assoluta necessità della stessa e l’impossibilità che

la medesima venga intesa come semplice “centro di costi”. Inoltre il Tribunale di Viterbo, gravato del peso della sezione distaccata di

Civita Castellana, sarebbe di molto aggravato nella sua capacità di fornire risposte in termini di Giustizia ad un bacino territoriale di

circa 300.000 persone ubicate su una provincia di grandi dimensioni. Per queste ragioni il consiglio comunale di Civita Castellana raccomanda

che si dia giusta risposta alle esigenze “giudiziarie” del bacino territoriale di Civita Castellana con la conferma e potenziamento

dell’attuale struttura della Sezione distaccata di Civita Castellana del Tribunale di Viterbo, confermando il mantenimento degli

attuali Uffici Giudiziari siti a Civita Castellana. Il consiglio comunale chiede inoltre di provvedere al potenziamento del personale giudiziario

e amministrativo in servizio presso l’Ufficio della Sezione distaccata di Civita Castellana del Tribunale di Viterbo e del Giudice di

Pace. Inoltre si dà mandato al sindaco affinché venga promossa e sostenuta con forza, anche di concerto con altri Enti locali del territorio,

ogni iniziativa volta a garantire il mantenimento degli Uffici giudiziari di Civita Castellana.

Biblioteca comunale: ampliati gli orari di apertura

La biblioteca comunale “Enrico Minio” di Civita Castellana ha modificato i propri orari di apertura

al pubblico. Dal lunedì al venerdì la biblioteca è aperta dalle 9,30 alle 13,00 e dalle

15,00 alle 19,00, il sabato dalle 9,30 alle 12,00. La biblioteca comunale “Enrico Minio” dispone

di 49.000 documenti circa, compresi gli audiovisivi, catalogati online. Da 10 anni è insignita

del Premio di Qualità dalla Regione Lazio. La consultazione dei documenti della biblioteca è libera

e gratuita per tutti e non è necessario, per questo, essere iscritti alla biblioteca. E’ però necessario

presentare al banco un documento di identità per il prestito dei libri, del materiale elettronico

(video, dvd, cd), per la navigazione in internet e per la consultazione del materiale di pregio e raro.

Si può entrare nelle sale di lettura con libri e materiale proprio. E’ possibile utilizzare pc portatili personali, collegandoli alla rete elettrica

della biblioteca. La biblioteca di trova in via Midossi.

PERFOMANCE DI PITTURA TELEPATICA AD

ANGUILLARA, ARTISTA PIETRO SARANDREA.

Il giorno 18 marzo presso l’ associazione culturale “ ANGUILLA BRILLA” ad Anguillara (Rm), l’ artista Pietro

Sarandrea, dopo l’ intervento del dott. Franco Libero Manco che ha parlato di arte e vegetarianesimo, prima di

iniziare la sua performance, spiega al pubblico presente i motivi che lo hanno portato ad eseguire questo evento.

In genere l’ uomo moderno vive in modo molto affrettato e circondato da moltissimi stimoli (televisione,

giornali, computer ecc..) che lo hanno distolto da quella naturale e umana comunicazione emozionale, la fretta

e gli impegni giornalieri hanno reso nevrotica la sua esistenza, in più si è attaccato in modo esasperato alle

cose, molte delle quali inutili. In questo modo ha represso quella ancestrale funzione del cervello che utilizzava

per comunicare telepaticamente; in alcune zone del mondo comunque sono rimaste intatte queste facoltà

, specialmente in popolazioni dove sono rimasti ad un livello essenziale di vita come gli aborigeni australiani.

Pietro Sarandrea, come in precedenti performance, vuole ripetere l’ esperimento con una persona del pubblico,

si offre la signora Cristiana Berra, la fa accomodare in una parte della sala, ha modo di scegliere poi,senza

che l’ artista osservi, da una pagina di riviste lasciate sul tavolo, un’ immagine che la colpisce. A questo punto la signora si concentra

sull’ immagine scelta e comincia cosi’ la comunicazione telepatica con l’ artista che dalla parte opposta della sala comincia a disegnare,

dopo circa 20 minuti Pietro Sarandrea finisce il lavoro e chiede al pubblico un attimo di attenzione, per lui è importante l’ emozione

che è stata creata e non tanto il disegno stesso e senza vedere su che cosa si era concentrata la signora Cristiana fa girare la

pagina scelta e il suo disegno in modo che tutti i presenti li osservino per pochi minuti, alla fine si fa riconsegnare i documenti per

bruciarli dimostrando la non permanenza delle cose come fanno i monaci tibetani.

Dott.ssa Paola Lamonica


Campo de’ fiori 41

Una “Fabrica” di ricordi

Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma

Oh dolce primavera

L’ i n v e r n o

era finalmente

finito

e la natura prepotente

esplodeva con

tutta la sua forza, ricopriva

di colori e di profumi

pianure, valli e

di Sandro Anselmi

colline, ed il tiepido

sole risvegliava i prati che guardavano rincorrersi

le farfalle festanti. Nel cielo giravano

le rondini che, a sera, accovacciate nei

vecchi nidi facevano capolino al magico

tramonto ed ai suoi meravigliosi colori.

Frotte di bambini festanti riprendevano i

giochi già interrotti all’arrivo dei primi freddi,

e non si stancavano di correre e schiamazzare

e ridere fino ai rintocchi della

campana dell’ “or de notte”.

Anche i vecchi, scampati alla rigidità dell’inverno,

assaporavano con medicale parsimonia

quel primo sole che, durante tutta

la buia stagione, avevano tanto sognato di

rivedere. Ce l’avevano fatta e si riappropriavano

ora della vecchia panchina.

Gli occhi stanchi ed abbagliati dal chiarore

del mezzogiorno, non smettevano, però, di

guardare con avidità alla vita, quasi a

volersi fissare nella mente ogni foglia ed

ogni fiore. Bisognava rigenerare pensieri e,

magari, nutrire ancora piccoli sogni.

L’acqua limpida e fresca dei ruscelli dissetava

i colombi che si rincorrevano nei fienili

e tubavano ai nuovi amori. Tutto gioiva,

tutto fluiva e tutto scorreva e si fissava

nella memoria, per vivere, oggi, nei ricordi.

Bei colori, intensi profumi… oggi non più.

Non ci sono più occhi per sognare, ma per

guardare con timore e pavida ritrosia

anche la primavera. Quando potremo tornare

a guardarla con sguardo bambino e

sereno?

Panorama di Fabrica di Roma (VT)

foto di Beatrice Spallacci


Campo de’ fiori

Pronto per il

Campionato

Italiano

Seat Ibiza Cup.

Federico Toni, classe 1988, è un giovane

pilota. Inizia ad appassionarsi a questo

sport non troppo presto, come afferma

lui, all’età di circa undici anni, quando

comincia a pregare i suoi genitori affinché

lo accompagnino nelle piste da corsa più

vicine, per accostarsi ai go-kart, che sono

il primo passo verso il mondo dei motori.

Le gare cominciano ad arrivare all’età di

19 anni, quando dopo aver effettuato il

primo attesissimo test, Federico viene

ingaggiato dalla Seat, che giudica buona

la sua prestazione in pista. Gli si presenta,

poi, anche una breve esperienza in

formula tre, decisamente diversa dal rally

e molto più simile, invece, alla Formula 1,

obbiettivo, questo, ormai sfumato per

Federico, sia per una questione di età ,

sia, diciamola tutta, per una questione di

denaro, perché per arrivare a quel livello

c’è bisogno di buoni sponsor alle spalle.

Ma il primo amore non si dimentica mai.

Ed infatti eccolo di nuovo in pista nel

Campionato Italiano Seat Ibiza Cup.

“Ho già provato la macchina sul circuito di

Franciacorta e devo dire che l’ho trovata

una macchina divertente da guidare e allo

stesso tempo difficile da portare al limite.

– ci dice Fedrico - Sono molto fiducioso

per la gara di Vallelunga, che si terrà il 5-

6 maggio sul circuito di Campagnano

Romano, sia perché la pista mi piace

molto, ma soprattutto perchè è “la gara

di casa”, nella quale tutti gli anni l’affluenza

di pubblico è notevole, nonostante le

gare vengano anche trasmesse in diretta

tv”. E’ proprio durante questo breve

incontro che il nostro pilota esprime il

desiderio di non voler parlare tanto di lui,

quanto più di voler invece dare informazioni

utili agli interessati ed ai curiosi su

come avvicinarsi a questo mondo e sui

retroscena, che di solito mai nessuno racconta.

Cos’è un test?

Partendo dal presupposto che si tratta di

uno sport costoso e difficile, sia psicologicamente

che fisicamente, un pilota è un

atleta a tutti gli effetti, già dal karting

(per intenderci i go-kart da competizione).

Collo, braccia e spalle sono messi

molto sotto pressione ed è dura riuscire a

completare diversi giri veloci se non si è

abbastanza preparati fisicamente. Il test

è il primo

esame che il

pilota deve

effettuare,

dove viene

scrutato e valutato sotto tutti i punti di

vista. E’ uno step obbligatorio per portarti

alle gare, è il mezzo col quale “convinci”

la squadra che sei TU quello che devono

scegliere. Già durante un test ti trovi

spesso a doverti confrontare in pista con

vetture al tuo stesso livello e piloti più o

meno esperti di te, acquisti esperienza e

impari sempre più cose, ad ogni test in

più che effettui, nel motorsport l’esperienza

è fondamentale, più sei alla guida

più impari. Da lì si apre la strada alle

gare…

Chi può accedervi e come avviene il

primo contatto con la squadra?

Solitamente per effettuare un test accade

che ti contatti una squadra o viceversa. Si

prendono accordi per la pista, il giorno, la

durata del test, i set di gomme che si

intende utilizzare. Il giorno prima del test

“si fa il sedile”, frase gergale che sta a

significare che il team preparerà la macchina

su misura per te, quindi a seconda

di altezza, peso, numero di scarpe (il sedile

della macchina sarà fatto su misura e

la pedaliera spostata a seconda della tua

altezza). Per intenderci un pilota di 1.80

m e 46 di piede non potrà mai guidare su

una macchina preparata per un pilota di

1.60m e viceversa). Il giorno seguente si

scende in pista per il test solitamente

sono presenti il team manager, piloti,

meccanici, ingegneri in quantità variabile

a seconda della composizione del team.

Prima di scendere in pista verranno date

al pilota tutte le indicazioni generali sulla

macchina, sul funzionamento del cambio,

volante, e sistemi elettronici. Se necessario,

si studia la pista e le traiettorie (questo

se il pilota non conosce la pista). In tal

caso c’è anche quella da imparare.

Cosa si richiede al pilota?

Una volta effettuato un test e provata la

macchina si vede quello che è il riscontro

cronometrico e i risultati generali del

test. Ti vengono chieste le impressioni e

la valutazione generale e se hai convinto

la squadra e sei andato forte ci sono le

condizioni per poter effettuare un campionato

o quantomeno qualche gara, poi

quello dipende molto dal budget del pilota

e/o della squadra e da eventuali sponsor.

Quindi accade spesso che un pilota

magari sia talentuoso ma che per vari

motivi sia costretto a rinunciare a offerte

allettanti a causa di budget insufficiente.

Se, invece, ci sono le condizioni, ci si iscrive

ad un campionato o un evento e si

cerca di fare del proprio meglio, ovviamente

l’obiettivo è quello della vittoria.

Cosa si intende per “convincere la

squadra”?

Convincere la squadra vuol dire molte

cose, innanzitutto la cosa più importante:

essere veloci. Anche se in un primo

approccio con la macchina ti diranno di

andare piano e fare tutte le cose per bene

per ragioni di sicurezza, un pilota sa che

l’obiettivo principale è andare veloce, ed

è quello che deve dimostrare al team, di

saperlo fare senza commettere errori:

niente uscite di pista e, se possibile, niente

testacoda. Vengono così valutati i

tempi sul giro, gli errori (che devono

essere il meno possibile), la velocità , la

sensibilità nella guida e la capacità poi di

saper riportare le sensazioni alla squadra

per quello che riguarda frenata, assetto e

comportamento generale della vettura. Il

team e i meccanici, (che saranno poi i

TUOI meccanici in gara, quelli che si

prenderanno cura di te in ogni particolare

e che ti stringeranno le cinture fino al

momento prima di partire) devono potersi

fidare di quello che tu gli dici, delle sensazioni

che gli riporterai una volta fuori

della macchina e delle indicazioni che gli

dovrai dare per riuscire ad apportare

quelle modifiche che ti permetteranno di

andare più forte ed abbassare il tempo sul

giro. Per tale motivo è importante anche

la valutazione del feeling che si viene a

creare tra pilota e meccanici. Tutti questi

fattori contribuiscono alla riuscita o meno

del test.

La buona riuscita del test è necessaria

ma non sempre sufficiente ad

accedere alle gare, non è vero?

Per effettuare un campionato è necessario

possedere un budget che copra le

spese che una competizione comporta:

dalla iscrizione alle gomme, carburante,

ricambi, ecc. Per questo è molto importante

poter trovare degli sponsor che credano

nel progetto e vogliano avere visibilità

. Molti campionati oggi hanno una

copertura televisiva di elevato livello, perciò

un eventuale sponsor ne avrebbe un

rientro notevole in termini di visibilità . Per

quanto riguarda l’entità del budget

necessario, questo dipende dalle categorie.

Ci sono campionati più costosi e meno

costosi.

Ermelinda Benedetti


Campo de’ fiori 43

Il mio angolo di Paradiso

a cura di

Catello Masullo

TITOLO: IL MIO ANGOLO DI PARADISO (A Little Bit of Heaven)

REGIA : Nicole Kassell

INTERPRETI PRINCIPALI:

Kate Hudson

Marley Corbett

Gael García Bernal Dott. Julian Goldstein

Lucy Punch

Sarah Walker

Kathy Bates

Beverly Corbett

Treat Williams

Jack Corbett

Romany Malco Peter Cooper

Rosemarie DeWitt Renee Blair

Whoopi Goldberg God

Steven Weber

Rob Randolph

Peter Dinklage Vinnie

Alan Dale

Dott. Sanders

Johann Urb

Doug

ORIGINE: USA

DISTRIBUZIONE: MOVIEMAX

DURATA: 106’

SOGGETTO: COMMEDIA ROMANTICA E MELODRAMMATICA

Marley Corbett è una giovane donna in

carriera. Per evitare delusioni d’amore non

stabilisce legami affettivi con nessuno dei

suoi pur semi-stabili compagni di letto.

Quando le viene diagnosticata una grave

malattia è portata a riconsiderare in modo

molto diverso il lato sentimentale della

vita. E si renderà conto di provare un forte

sentimento per il giovane medico che la

cura, il Dott. Julian Goldstein. Ma ha ancora

paura ad innamorarsi...

FRASI DAL CINEMA

“Puoi esprimere 3 desideri.

Voglio volare.

Fatto!

Dai! Allora voglio un milione di dollari!

Si. Ma devi sapere che te ne resteranno solo 500.000, detratte le tasse.

Ma i desideri si esprimo la netto delle tasse!

Non voglio avere guai con il fisco!”. (Gael García Bernal e Kate Hudson).

“Cosa fa un musicista con due uova in mano? Due uova strapazzate!”. (Gael García

Bernal a Kate Hudson).

Opera seconda di Nicole Kassell dopo

“The Woodsman” del 2004. Non è andata

meglio della prima volta. Il film è un centone

cinematografico di stereotipi. Che ti

verrebbe voglia di alzarti ed andar via. Ma

io non lo faccio mai. Per principio. A meno

che , come purtroppo avviene spesso nei

sempre più affollati festival di cinema, non

debba correre ad una conferenza stampa,

oppure a vedere un film di maggiore interesse.

Vedendo fino in fondo questa commediola,

melodrammatica e, diciamolo,

anche un po’ ricattatoria, qualcosa che

rasenta la sufficienza la si può anche trovare.

Qualche battuta azzeccata. Molta

professionalità nella confezione e nella

recitazione, specie negli incolpevoli comprimari.

Ed un finale solare e non banalissimo,

in fin dei conti.

“Non ho mai trovato qualcuno che parla tanto come te, e non dice niente allo stesso

tempo!”. (Gael García Bernal a Kate Hudson).

“Mi ha chiamato l’Agenzia per venire qui stasera : Escort Speciali!

Mi dispiace, vedi io…

Aspetta per decidere di conoscere il mio soprannome : angolo di paradiso!”. (il nano

gigolò e Kate Hudson).

“Lo sai perché è brutto essere un uovo?

Mi arrendo.

Perché ti sbattono una sola volta, ti succhiano una sola volta, ci vogliono 10 minuti

perché diventi duro e solo 3 perché diventi morbido, e poi devi dividere la casa con

altri 11. Ma la cosa peggiore è che l’unica persona che si sia seduta sulla tua faccia è

tua madre!”. (Gael García Bernal a Kate Hudson).

“Una coppia di anziani va dal dottore che dice a lui : dobbiamo fare un po’ di controlli,

mi serve un campione di urina, di sangue, di feci e di sperma. Cosa? Dice l’uomo alla

moglie, non avendo sentito bene. La moglie, allora, gridando : ha detto che vuole le

tue mutande!”. (Gael García Bernal a Kate Hudson).

VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 6 (quasi)

Leggenda: CAPOLAVORO **** quattro stelle: equivalente in decimi : 10 / DA NON PERDERE *** tre stelle : equivalente in decimi : 8

DISCRETO ** due stelle : equivalente in decimi : 6 / DA EVITARE * una stella : equivalente in decimi: insufficiente: meno di 6


44 Campo de’ fiori

Le storie di

Max

Lucio Dalla

Grande appassionato di musica Jazz, inizia la sua carriera artistica suonando il clarinetto nei Flippers

Improvvisa la sua

morte, ha lasciato

tutti increduli. Lo avevamo

visto solo qualche

giorno prima al

Festival di Sanremo

insieme al giovanissimo

cantautore Pier

di Sandro Anselmi

Davide Carone, presentare

il brano

“Nanì ”. E poi, forse, anche per il suo

modo sempre così singolare ed un po’

buffo di presentarsi in pubblico, mai mesto

ed afflitto, ma sempre con un pizzico di

allegria ed ironia, non ci saremmo immaginati

questo momento. Tutto il loro affetto

glielo hanno dimostrato gli innumerevoli

fan, proprio quello che Lucio Dalla meritava.

Nato il 4 marzo del 1943 a Bologna (data

che sarà anche il titolo del suo primo vero

successo discografico), perderà il padre

all’età di soli sette anni e sarà cresciuto

dalla madre Iole Melotti, proprietaria di

una sartoria, che sceglie per lui una corretta

istruzione presso il Collegio Vescovile

Pio X a Treviso, dove il piccolo Lucio dimostra

le sue capacità artistiche esibendosi

nelle prime recite scolastiche. Impara, da

autodidatta, a suonare la fisarmonica e poi

il clarinetto, ed ascolta molta musica jazz,

grazie anche ad un suo vicino di casa.

All’età di sedici anni risalgono le partecipazioni

alle prime rassegne jazz e l’esperienza

con la Reno Jazz Gang, di cui fa

parte anche il futuro regista Pupi Avati. La

sua bravura emerge, però, grazie alla

Second Roman New Orleans Jazz Band,

con la quale registra il disco Telstar. A

venti anni entra a far parte dei Flippers, un

gruppo di estrazione jazz, ma che ama

riprendere brani classici per rivisitarli con

suoni moderni, adattandoli soprattutto ai

balli del momento. Con loro Lucio, al clarino,

registra l’album Arrivano i mostri, la cui

voce solista è quella di Edoardo Vianello,

col quale Dalla registra anche

Abbronzatissima, I Watussi, Hully Gully in

dieci e Il peperone. Nel 1963 il gruppo

partecipa al Cantagiro, accompagnando

proprio Vianello ne I watussi, ma l’anno

successivo Lucio abbandona i Flippers per

presentarsi da solo col brano Lei (non è

per me), inciso anche nella versione inglese

Careless Love, da Ray Charles. Ma,

nonostante i critici sembrino apprezzare

questo Dalla prima maniera, il pubblico no,

tanto da farlo arrivare sempre ultimo classificato

per tutte le tappe del Cantagiro

’64, dove gareggia nel girone B riservato

agli emergenti. Durante le sue esibizioni

volano anche fischi ed insulti, tanto da

demoralizzare il giovane cantante, che

viene però spronato da Gino Paoli, con il

quale si erano conosciuti nella precedente

edizione, dove il genovese proponeva il

brano Sapore di sale e Dalla, lo ricordiamo,

era in gara con i Flippers che accompagnavano

Vianello nell’interpretazione de I

watussi. Tra una tappa e l’altra, infatti, i

concorrenti trascorrevano il tempo a cantare

tra loro e Paoli aveva avuto modo di

apprezzare le qualità vocali di Dalla, tanto

da presentarlo ai discografici della RCA,

alla quale, in quel momento, entrambi

appartenevano. Sarà, infatti, la Arc, nuova

etichetta della più nota casa discografica,

dedicata esclusivamente ai giovani emergenti,

a produrre il qurantacinque giri contenente

il brano di Dalla Lei (non è per

me), che poco era piaciuto al pubblico nel

Cantagiro del ’64. Sul retro, Ma questa

sera, versione italiana di Hey, little girl di

Major Lance, tradotta da Bardotti.

Dalla non può ancora minimamente

immaginare cosa gli riserverà il suo futuro

musicale.

Continua sul prossimo numero...


Campo de’ fiori 45

IN MEMORIA DEL PROF. LUIGI PAOLELLI

1926 – 2012

Il Professor LUIGI PAOLELLI, insegnante,

ceramista e pittore, nasce a Civita

Castellana nel 1926.

Compiuti gli studi artistici prima

nell’Istituto d’Arte di Civita Castellana e

successivamente presso il Liceo Artistico di

Via Ripetta in Roma, si dedica giovanissimo

all’insegnamento: nel 1949 è nominato

dal sindaco Enrico MINIO, insieme a

Plinio Zenoni e Luigi Cardinali, tra i primi

docenti della Scuola Media Pubblica di

Civita Castellana; nello stesso anno è

nominato docente di Discipline Plastiche

presso il locale Istituto d’Arte, dove rimane

fino agli anni ’60 prima della sua nomina a

Preside dell’Istituto d’Arte di Salerno, dove

rimane fino al 1984.

Nel 1948 con la sua partecipazione alla

Rassegna Nazionale di Arti Figurative promossa

dalla Quadriennale di Roma, inizia

una folgorante carriera artistica con una

serie di presenze a importanti rassegne

nazionali fra cui le Quadriennali di Roma

del 1951, 1955 e 1959 e i Premi Spoleto

del 1954 e 1956 e le mostre di “arte contemporanea

nell’abitazione”, svoltesi a

Roma nel1955 e 1956.

Nel 1958 e 1964, allestisce a Viterbo presso

la Galleria d’Arte “il Camino”, una serie

di importanti rassegne che riscuotono

immediati consensi dalla critica.

Nel 1953 si classifica al secondo posto al

Premio di Pittura “Città di Viterbo”.

Vince, inoltre, importanti premi a Magliano

Sabina, Acquapendente e Civita

Castellana.

Nel 1968 è il vincitore della VII edizione

del Premio Casciano a Seiano.

Nel 1978 ottiene il 1° premio alla

Rassegna di Pittura di Minori dedicata a

Lisa Krugell.

Tra il 1971 e il 1978 tiene una serie di

importanti personali presso le più famose

Gallerie d’Arte Italiane: “Quattro Pittori

Salernitani” alla galleria “Nuova Sfera” di

Milano, Collettiva alla Galleria “Il

Cavalletto”di Catania e la Personale al

Centro d’Arte Pietro Scopetta di Amalfi.

Dal 1948 al 1958, prima della sua definitiva

partenza per Salerno, il professore

Civita Castellana. Fine anni ‘50. Alcuni insegnanti dell’Istituto Statale d’Arte.

Da sx: Luigi Boldrini, segretario, Remo Crestoni, Alfio De Angelis, Nello Nelli, Plinio Zenoni,

Fernando Piergentili e Luigi Paolelli.

lascia a Civita Castellana una serie di

importanti opere: la serie dei Trittici e dei

Pannelli in ceramica per la Chiesa di San

Lorenzo in Via Attilio Bonanni e il restauro

dell’abside con opere in ceramica della

Chiesa di San Benedetto in Via Vincenzo

Ferretti.

Nei dipinti della Chiesa di San Lorenzo raffigura

ad altezza naturale importanti Santi

della Chiesa, raggiungendo eccelsi livelli di

perfezione formale e pittorica nella rappresentazione

dei dettagli anatomici e naturali,

collocando le stesse figure su un fondo

dorato da cui emergono in tutta la loro

bellezza.

Nel Portico della Chiesa sono collocati,

invece,i tre pannelli in ceramica raffiguranti

San Giovanni Battista, San Lorenzo e il

Cristo Benedicente collocato in corrispondenza

dell’ingresso principale, opere in

ceramica realizzate dal professore e dagli

allievi dell’Istituto d’Arte.

Nella Chiesa di San Benedetto in Via

Ferretti, interviene sull’abside interna,

modellando l’andamento curvilineo della

stessa con una serie di rivestimenti in ceramica

dorata e ponendo ai lati dell’antico

crocifisso ligneo le figure di importanti

santi della chiesa.

Con la morte del professor Paolelli, si chiude

una irripetibile stagione artistica e culturale

di Civita Castellana.

Prof. Enea Cisbani


46

Campo de’ fiori

RACCOLTI PER L’A.T.A.M.O. 1.146,40 , GRAZIE AL

CALENDARIO 2012 DI CAMPO DE’ FIORI

E’ con grande piacere e soddisfazione che pubblichiamo

la lettera di ringraziamento consegnataci

dal Prof. Luigi Cimarra, in qualità di presidente

dell’A.T.A.M.O. di Civita Castellana.

Da parte nostra un ringraziamento sentito, oltre a

tutti coloro che che con le proprie offerte hanno

permesso il raggiungimento di questa somma, va

ancora una volta agli sponsor che hanno consentito

la realizzazione del calendario ed ai lettori che

hanno inviato le proprie foto. Ci auguriamo che il

Calendario di Campo de’ fiori possa divenire una

consuetudine, per aiutare ogni anno le associazioni

di volontariato impegnate nel sociale.

SOSIA

Un assiduo ed

affezionato lettore

della

nostra rivista,

Elio Mosca da

Bronzolo (BZ),

ha notato e ci

ha segnalato

una curiosa

somiglianza tra

il musicista

Il musicista americano Joseph Alessi

Il nostro collaboratore Sandro Alessi, con Antonella Clerici

a m e r i c a n o

Joseph Alessi ed il nostro collaboratore Sandro Alessi. Per uno strano caso del destino, alla somiglianza

fisica si assomma una identità di cognomi. Nonostante la distanza tra Italia ed USA, non ci

sarà mica una lontana parentela tra i due?? Entrambi sono, tra l’altro, grandi appassionati di musica!


VI° RASSEGNA NAZIONALE

DI TEATRO

PREMIO “ARCO D’ORO” 2012

Siamo giunti quasi al termine dell’ambitissima

rassegna teatrale, che ha visto protagoniste

compagnie provenienti da tutta Italia, in

lizza per il prestigioso “Arco d’Oro”, opera

del pittore Ferdinando Sciarrini, raffigurante

l’Arco di Giove di Falerii Novi. Tra i premi

da consegnare, durante la serata di gala,

anche quello “Speciale della Stampa” che

viene assegnato dal nostro giornale alla

rappresentazione che a giudizio della Giuria

ha avuto le migliori recensioni. Da non perdere,

dunque l’appuntamento conclusivo

delle premiazioni , previsto per sabato 14

aprile sempre alle 17,30 al Teatro Palarte

di Fabrica di Roma, ad ingrasso gratuito!

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

Campo de’ fiori 47

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

Benvenuta Primavera: un week end dedicato a fiori, arte, storia.

FIORInellaROCCA. Mostra mercato di piante rare

Lonato del Garda (Brescia) - Rocca Visconteo-Veneta, 14-15 aprile 2012

“Floreali follie - L’arte del far di cappello con i fiori”: questa una delle tante curiosità che accoglierà i visitatori di Fiori nella Rocca, raffinata mostra

mercato di piante rare allestita nella straordinaria cornice della Rocca visconteo-veneta di Lonato del Garda (Brescia). Giunta alla sua quinta edizione, la

manifestazione si terrà sabato 14 e domenica 15 aprile 2012 nei grandi spazi racchiusi dalle possenti mura medievali del castello di Lonato, dichiarato

nel 1912 Monumento Nazionale, da cui si gode un’impareggiabile vista sul bacino del basso lago di Garda. Grazie all’idea del Garden Club di Brescia, il complesso

monumentale della Fondazione Ugo Da Como – all’interno del quale si trova la Rocca - accoglierà i più importanti vivaisti italiani e stranieri, appassionati

coltivatori e ricercatori di essenze rare, tra cui i più noti produttori di erbacee perenni (Azienda Agricola Priola di Treviso), rose (Rose Barni di

Pistoia), peonie (Vivai delle Commande di Carmagnola – Torino), piante aromatiche, medicinali e orticole particolari (Azienda Agricola Gramaglia di

Collegno – Torino), agrumi, ulivi e palmizi (Lemon Flor di Vigliatore – Messina), pelargoni a foglia profumata, imperiali e miniatura (Il Peccato

Vegetale di Usmate Velate – Monza Brianza), iris (L’insolito giardino di Solferino – Mantova) e lavande (Azienda Agricola Ratto di Albenga – Savona).

ALCUNI APPUNTAMENTI DI FIORI NELLA ROCCA 2012

Lezioni, mostre, visite guidate, presentazioni, conferenze

Sabato 14 e Domenica 15 aprile dalle 10 alle 18

Visite guidate alla Casa-museo e Biblioteca di Ugo Da Como Fiori d’arte… Gli ambienti della casa-museo vedranno la presenza di alcune creazioni artistiche

di Gherardo Frassa: dal suo laboratorio milanese sono prodotti originali opere che recuperano la concezione futurista dei Fiori di latta

Sabato 14 aprile e Domenica 15 aprile, dalle 10 alle 18

Floreali follie - L’arte del far di cappello con i fiori Mostra organizzata dal Garden Club Brescia in collaborazione

con la Fondazione Ugo Da Como. L’esposizione avvicinerà tutti alla scoperta di uno dei simboli che da secoli

accompagna la storia dell’uomo, il cappello, ridisegnato in chiave floreale per l’occasione nelle magnifiche creazioni

artistiche di Giusy Ferrari Cielo.

Sabato 14 aprile, alle ore 10 – Cannoniera della Rocca

Per conoscere e lavorare l’erba palustre Incontri con Ennio Donà riservati alle scuole (su prenotazione)

Sabato 14 aprile, alle ore 16 – Giardini privati della Casa-museo del Senatore Ugo Da Como

Giornata Speciale Garden: Ogni giardino racconta una storia Incontro con… Delfina Rattazzi. Pomeriggio speciale

dedicato alle Socie del Garden Club Brescia e di tutti i Garden italiani. Al termine dell’incontro

saranno serviti the e tisane in foglia accompagnati da biscotteria e frolle di pasticceria (solo su prenotazione).

Sabato 14 aprile, alle ore 18 – Sala del Capitano della Rocca

Nuove letture. Presentazione del volume Enrico Carnevale Schianca, La cucina medievale. Lessico, storia, preparazioni (Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2011),

presentazione del libro con l’Autore

Domenica 10 aprile, alle ore 11

Conferenza La poetica dei Fiori di Latta. Gherardo Frassa dialoga con Orio Vergani

Domenica 15 aprile, alle ore 10, alle 14 e alle 16

Un Bouquet per la mia casa Lezioni gratuite di composizione floreale (prenotazione obbligatoria). Insegnante: Giusy Ferrari Cielo

(Insegnante, dimostratrice e giudice internazionale IIDFA)

Sabato 14 aprile dalle 15 e Domenica 15 aprile, dalle 9

LonatoBì o, Mercato biologico nel cortile di Via Ugo Da Como

Sabato 14 e Domenica 15 aprile, dalle 10 alle 17

Vere fiorite. Alla scoperta degli antichi pozzi nelle più belle case di Lonato (in collaborazione con gli Assessorati al Commercio e alla

Cultura del Comune di Lonato e dell’Associazione dei Commercianti di Lonato

Sabato 14 e Domenica 15 aprile dalle 10 alle 18

Hortus conclusus. Area dedicata ai bambini

Programma completo su www.fiorinellarocca.it BIGLIETTO D’INGRESSO Euro 5,00 (ingresso all’area della rassegna, alla Rocca visconteo-veneta,

al Museo Ornitologico e alla Mostra “Floreali follie”) Bambini fino a 12 anni gratis. La visita guidata alla Casa-museo di Ugo Da Como prevede un supplemento

di Euro 3,00. Giornata Speciale Garden Euro 20,00 (riservato Soci Garden Club. ORARI DI APERTURA Dalle 9.00 alle 18.00


48

Campo de’ fiori

Nel cuore

Quella panchina in Piazza Grande….

Spesso la contemporaneità ci fa perdere di vista la grandezza dei poeti che ci camminano

affianco... Qualche volta ho, infatti, invidiato, bonariamente, tutte quelle

persone contemporanee, appunto, dei grandi Dante, Leopardi, Pascoli…

Di una cosa però sono sicura: tra qualche anno, i posteri invidieranno me...

Proprio così.. ho avuto l’onore di aver compiuto un pezzetto della mia vita proprio

in questo tempo in cui, Lucio Dalla, a mio parere, uno dei più grandi poeti

contemporanei, ci ha regalato le sue più belle creazioni.

Mi sono chiesta perché sto scrivendo queste righe proprio mentre Piazza Grande

piange la sua “terza torre”. La risposta, che a prima lettura vi potrà sembrare

paradossale, la trovo proprio nello scrivere, nel mio essere autrice: lo stupore,

lo stupore che accompagna chi ha il dono di cantare e di scrivere, lo stupore di

chi riconosce la Potenza Divina in un fiore che sboccia, in una nuvola che

corre in cielo, nel verde di un prato, lo stupore letto nei versi incisi nella memoria,

nelle note di una canzone, nelle piazze gremite che sotto un cielo di quasi

primavera accompagnano meste un viaggio... Perché è proprio in tutti questi momenti che

si riconosce l’eternità che ci si rende conto che si è riusciti a fermare l’attimo, a rendere tutto immortale,

a sconfiggere il silenzio catturando lo stupore, per regalarlo poi a chi ci legge o ci ascolta, trasmettendolo,

anche a distanza di tempo, con la stessa intensità dell’istante in cui noi l’abbiamo ricevuto e fermato. Ed è

proprio quello che ha fatto Lucio Dalla in questi anni: ha scattato migliaia di istantanee ed ora ce le sta

restituendo poco alla volta, grazie al grande album dei ricordi che chiamiamo vita, stupendoci come ha

sempre fatto. In realtà, caro Lucio, come spesso è accaduto con le tue canzoni, anche oggi sei riuscito a trasformare

questo tuo viaggio in una sorta di dono per chi ti ha sempre seguito e ascoltato, insomma, sei

riuscito a stupirci un’ultima volta… 4 marzo 2012, ci hai regalato, infatti, un’ultima istantanea: sei lì sulla

tua panchina che ora, caro Lucio, è una soffice nuvola, morbidosa e confortevole con la meravigliosa vista

su quella Piazza Grande che tu amavi tanto.

Letizia Chilelli

Ciao dolce angelo… un anno è già passato

“Scimmia” sei stata per noi una presenza indispensabile, avevi le tue abitudini

che difficilmente cambiavi. Telefonavi a tutti per assicurarti che stessero

bene, sei stata il filo conduttore con le persone a cui tenevi tanto… Non puoi

immaginare quanto manchi quel tuo squillo. Dolce all’estremo, affidabile e sempre

presente, cosa dirti di più, BELLA!!! Bellissima come una farfalla… hai volato

tra noi per così breve tempo, poi una mattina di un anno fa te ne sei andata

lasciando un bellissimo ricordo di te a TUTTI NOI.

…Ora sei una degna stella del firmamento che ogni sera ammiriamo…

Con Amore la tua cara Famiglia

Evelina Manni

8 Aprile 2011

Dedicato al mio papà Tommaso Ricci

E’ ormai passato un anno da quando ci ha lasciati, immersi in questo immenso dolore per la sua mancanza improvvisa.

Era, e per me lo è ancora, una persona stupenda, che merita il commosso ricordo di tutti coloro che lo hanno

amato e che gli hanno voluto bene. Molte sono le persone che lo hanno conosciuto ed apprezzato nella sua vita,

anche sul lavoro, a Civita Castellana ed in altri paesi dove ha prestato servizio, con estrema dedizione, nell’arma

dei Carabinieri. E’ stato un bravissimo padre, un marito affettuoso, un figlio amorevole ed un grande lavoratore.

Noi che soffriamo tanto per il vuoto che ci ha lasciato, possiamo solo ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per

noi e prendere come esempio ciò che di buono c’era in lui. E, fidatevi della parola di una figlia, ce n’era veramente

tanto! Viviamo nel suo ricordo con la speranza di incontrarci di nuovo!

Papà ti vogliamo bene!

La tua famiglia, Stefania, Gino e Angela.


Campo de’ fiori

49

Senza nome

Come tempo fa

scrissi una poesia pe’ papà

ora lo faccio pe’ ‘n’andra persona

che ve vojo fa ricordà.

Se ve dico Lanfranco Varone Fiore

de certo nun capite chi è.

De sto nome

ve rendo mejo l’idea

se ve dico che conduceva

un programma giù pe’

Radio Orchidea?

L’ora del liscio ‘o programma se chiamava

da mezzogiorno all’una

quando la moje ogn’una

‘o pranzo al marito preparava.

Tra ‘na marzucchetta e ‘n’valzerino

a casa c’era sempre chi magnava

‘no spaghetto co’ ‘m’bicchiere de vino.

Ce sete arrivati

“Gustavino”

un altro personaggio civitonico

assai divino.

A lui, non solo radio piaceva fare

ma salire sopra il palco

a presentare

un comico o un cantante

a quarche festa padronale

co’ a cravatta e o vestito bono, a quanto pare

che c’aveva portato a prima fija

su all’altare

pareva Pippo Baudo, era all’altezza della situazione.

Ma ahimè co’ l’anni

Peppe Rossi jè fregò la postazione,

ma pe’ nun passa’ da vecchietto fesso

diceva che nun jè fregava

e che era lo stesso.

Ma appena poteva da gran maestro

jè ‘m’boccava sopra ‘o parco

co’ ‘na scusa o un pretesto.

Lo stàvino a spetta’ quell’andri

in Paradiso insieme a tutti i Santi.

Per fare un bello spettacolino,

mancava solo Gustavino.

La famiglia

Bergamasco ringrazia

Monia Rossi

per questa bella

poesia dedicata al

loro caro Gustavino,

recentemente

scopmparso.

Nella foto qui al lato,

tratta dall’archivio

fotografico della

nostra rivista, lo

vediamo ritratto nella

sua amata

postazione a

Radio Orchidea.

Ciao Gustavino...


50 Campo de’ fiori

Abbiamo la fortuna di aver creato un’Associazione che “funziona” grazie alla Sua presidente Rita STORRI, grazie alle

sue volontarie e grazie anche a chi si rivolge a noi, non solo per farci prendere e salvare cani e animali ma soprattutto per

adottare poveri esseri che male non hanno fatto. Queste sono solo alcune delle meravigliose adozioni che l’Associazione

ha fatto in queste ultime settimane ma ne contiamo a centinaia nel corso di questi 2 anni dopo la nascita della

Associazione Incrociamolezampe. Noi vogliamo ringraziare comunque tutti coloro che ci chiamano per chiederci cuccioli da adottare

o cani adulti o di grossa mole ( i più difficili da far adottare!) e ricordiamo che prima di “comprare” un animale è bene rivolgersi a

chi come noi si occupa di salvarli da una fine certa. Ricordiamo inoltre che abbiamo in pensione a pagamento trovatelli che sono

con noi da più di un anno, trovati cuccioli e cresciuti in un box, ai quali non manca nulla ( cure, cibo, affetto delle volontarie) se non

il calore di una casa e l’amore di una famiglia. Veniteci a trovare. Vi aspettiamo. Su appuntamento. 339.1123663.

ELIDE Adottata

E’ una segugetta, un anno circa, il corpo devastato da cicatrici... lembi

di orecchie...mancanti. Per due settimane buone non ha mangiato...Le

sono state prestate le prime cure. LEI NON POTEVA ESSERE PORTATA

IN PENSIONE, LEI AVEVA BISOGNO DI UNO STALLO CASALINGO...

Elide ha trovato tutto questo e il 19 marzo ha festeggiato l’ipotetico

compleanno con la sua nuova famiglia. Grazie Signora Oriana!

EMMA

Si vede che essere la testimonial del Calendario dell’Associazione le ha

portato fortuna! Emma, una delle nostre cagnette in cerca di casa ha

trovato dopo mesi di attesa una famiglia amorevole che la cura in

tutto e per tutto. Cane che sembrava in un primo momento “difficile”

ha trovato una casa nella quale le attenzioni sono molto per lei e serviranno

a “piegare” un caratterino tutto suo. Sono davvero innamorati

di lei....Buona vita piccola!

LA PICCOLA NANA’ E’ STATA ADOTTATA

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutte le persone che

hanno telefonato e scritto. Abbiamo ricevuto qualcosa come

80/90 richieste d’adozione... sinceramente non ce l’aspettavamo.

LA PICCOLINA NON HA NEANCHE 2 MESI, E’ STATA TROVATA A

DUE PASSI DAL COMUNE, A CIVITA CASTELLANA (VT). AVEVAOREC-

CHIE BARBARAMENTE RECISE, E ARCATE SOPRACCILIARI FERMATE AL

CENTRO DELLA FRONTE, DA UNA CLIP.

MAREMMANINA, SALVATA DAI VIGILI DEL FUOCO, ADOTTATA!!!

Lei è Viola, ed è viva grazie al tempestivo arrivo e soccorso dei Vigili del Fuoco del Comando di

Civita Civita Castellana. La nostra presidente Rita Storri è stata avvertita telefonicamente da una

signora che si trovava in prossimità del fiume Tevere, del lamento di cuccioli.. arrivata sul posto ci si

rende conto che sarebbe stato impossibile recuperarli...

Ringraziamo dal profondo del cuore i Vigili del Fuoco, per la loro tempestività , per il coraggio e

senso del dovere, e il Sindaco, per averci concesso l’affido della cucciola.

Finalmente vi siete decisi? E’ giunta l’ora di allargare la famiglia con un amico a 4 zampe? Per la precisione un cane... Perfetto!

Ma... sicuri della vostra decisione? Un cane non e’ un soprammobile, necessita di cure, affetto, e’ una responsabilita’

di cui occorre essere consapevoli. L’animale e’ innanzitutto un essere vivente e come tale va considerato; non lo si porta a

casa convinti di potersene sbarazzare nel caso in cui non ci si trovi bene con lui, non lo si puo’ dimenticare in un armadio come un

vestito passato di moda, e non lo si puo’ semplicemente ‘passare’ ad un amico. Per prima cosa la decisione deve coinvolgere

tutta la famiglia: non esiste “lo prendiamo per il bambino” - anche perche’ proprio quest’ultimo dovra’ essere ‘educato’ alla convivenza

con l’animale -, esiste che tutti i membri del nucleo famigliare desiderino accogliere il nuovo arrivato. Responsabilita’ significa:

nutrirlo e curarlo - cibo, veterinario -, educarlo, non lasciarlo troppo solo - il cane necessita di compagnia - ma anche: raccogliere le

sue feci, pulirlo...Non lasciatevi spaventare da quanto appena letto; in fondo si tratta di piccolezze di fronte alla gioia che

puo’ darvi un amico a quattro zampe, e tutto quanto abbiamo indicato come impegno e responsabilita’ si vive con naturalezza,

senza sentirne il peso. Grazie per LORO!


Foto Mauro Topini

Un augurio speciale ad

Assunta Angeletti che il

16 Marzo ha festeggiato i

suoi straordinari

100 anni!

Auguri a Stefania Sau

per i suoi 50 anni,

compiuti il 23 Marzo, dal

figlio Iulian, dalla nuora

Oan e dal nipotino Mattia

Nicola.

Campo de’ fiori 51

La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri

Tanti

auguri di

buon

compleanno

a Leonardo

D’Antoni

che il 12

aprile

compie 9

anni, dai genitori, i nonni e gli zii.

Tantissimi

auguri a

Giorga che il

14 Aprile

festeggia il

suo compleanno,

da Giorgio,

Luigi, Patrizia,

Marco ed

Elisabetta.

27 Aprile. Per

una volta mi

sono ricordata

di farti gli

auguri!!

Buon

Compleanno

Fratellone!!!

A Patrizia

Epifani che il

23 Marzo

ha compiuto

50 anni,

tantissimi

auguri da

tutti noi.........

Lo sai chi

siamo,

vero????

Auguri auguri auguri!

Due volte

venti anni:

di cosa ti

lamenti?

A Gian Paolo

Carosi che ha

festeggiato il

suo

compleanno

il 21 Marzo.

Tanti sinceri

auguri da

parte di tutti

noi….

Alla piccola

Giada

Crescenzi che

il 30 Marzo

compie 4 anni,

tanti auguri

dalla mamma,

dal papà, dai

nonni e dagli

zii.

Tanti auguri

di buon

compleanno

a Leonardo

Picca di

Fabrica di

Roma che il

10 Aprile

compie 7

anni, dalla

sorella Luna, dal fratellino

Samuele, dalla mamma Katia, dal

papà Alessandro e dai nonni

Franco ed Elena.

Tanti auguri di buon compleanno a

Lea Stefanucci che il 6 Febbraio

ha compiuto 90 anni, da Anna ed

Alberto.


52

Campo de’ fiori

Oroscopo di Aprile

by

Cosmo

ARIETE 21 Marzo - 20 Aprile

Il periodo è di quelli giusti

per consolidare posizioni

prese in passato.Accogliete

con il dovuto raziocinio le

critiche provenienti dai

terzi, ma abbiate la capacità di filtrare

quelle fatte a buon fine da quelle che

potrebbero avere altri moventi.

TORO 21 Aprile - 20 Maggio

Siete davvero carichi di

forze in questo periodo e

sembra davvero che nulla

e nessuno possa fermare

le vostre fervide e frequenti

iniziative. Cercate di non esagerare

con l’esuberanza e non perdere di vista i

vostri veri obiettivi.

GEMELLI 21 Maggio-21

Giugno Questo aprile 2012

è il mese giusto per fare

nuove conoscenze e per

non badare a moderazione.

Abbiate il coraggio di

divertirni e sappiatelo fare con il vostro

temperamento. Abbiate cura di chi vi sta a

fianco e sappiate ricambiare le attenzioni.

CANCRO 22 Giugno - 2

Luglio Un mese forse di

stallo e senza le novità

che vi aspettavate. Il

vostro oroscopo aprile

2012 tuttavia riserva favorevoli sorprese

verso la fine del mese: in ambito sentimentale

potrebbe arrivare la svolta che

aspettate da tempo.

LEONE 23 Luglio - 22

Agosto Prestate attenzione

a come spendete il vostro

tempo. Gli impegni di

questo periodo saranno

davvero tanti e starà a voi

saperli gestire al meglio. Lavorativamente

siete davvero al top, ma cercate di non

sacrificare gli altri aspetti della vostra vita.

VERGINE 23 Agosto - 22

Settembre Ottimo inizio di

mese e brillante proseguimento

dello stesso. La

vostra vita sociale è davvero

attiva e non riuscite

dire di no a nulla. Abbiate cura di voi stessi

e del vostro aspetto fisico senza per

questo essere troppo narcisisti.

BILANCIA 23 Settembre

- 22 Ottobre I tempi

sono maturi per dare

corda ai vostri progetti di

lungo termine. Cercate

di guardare un po’ in là e

non limitate le vostre pianificazioni alla

settimana o al mese. Sentimentalmente

molto turbolenti: non esagerate!

SCORPIONE 23 Ottobre -

21 Novembre In questo

periodo siete davvero in

forma e non avete nulla

da invidiare a nessuno.

Cercate di moderare il

vostro orgoglio e cercate talvolta di venire

a compromessi qualora le circostanze lo

rendessero necessario.

SAGGITTARIO 22 Novembre

- 20 Dicembre Un

mese tranquillo, di grande

riflessione, e senza troppe

cose da sbrigare. Pensate

ai vostri errori e per iniziare

il percorso di redenzione. Usate la giusta

moderazione e non affidatevi troppo

all’istinto.

CAPRICORNO 21 Dicembre

- 19 Gennaio Siete davvero al

massimo della forma e

diversi test ve ne daranno

felice prova. Non trascurate

chi vi è a fianco e date la vostra attenzione

alla vostra famiglia e al vostro partner.

Cercate di farvi guidare dal cuore una

volta tanto.

ACQUARIO 20 Gennaio - 18

Febbraio Un mese che sentimentalmente

potrebbe portare

con sè la svolta che vi

aspettate da tempo.

Cercate di non fare scelte

azzardate ma lasciatevi anche andare ai

vostri sentimenti e cercate di non radicarvi

troppo nelle vostre posizioni.

PESCI 19 Febbraio - 20

MARZO Siete davvero in

forma, ma il periodo richiederà

da parte vostra una

giusta moderazione.

Ultimamente avete forse un po’ esagerato

con gli svaghi: dedicatevi se potete ai

vostri impegni e a quello che vi è richiesto

di fare, evitando distrazioni non proficue.


Campo de’ fiori 53

Roma com’era

Campo de’ fiori

Roma.

Primi del ‘900.

Una ormai inimmaginabile

veduta di Monte Mario

con l’antica Via Mellini,

visto da Via Trionfale e dai

Prati di Castello.

Sull’altura del monte,

che un tempo delimitava

l’ orizzonte della città,

sorgono ora le alte palazzine

del retrostante quartiere

delle Medaglie d’oro.


54

Campo de’ fiori

Album d

Campo de’ fiori

Roma.

Giardino zoologico, 1966.

Gianni Mei e Mario Brugnoni

seduti su una panchina,

accarezzano un cucciolo

di leone.

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Civita Castellana. 1962.

Da sx: Elio Arpini e Giuliano Farina. Foto del Sig. Giuliano Farina.

Civita Castellana. Alma Marrati il giorno della

sua Cresima.


Campo de’ fiori

55

ei ricordi

Campo de’ fiori

1 2 3

9

8

7

6

5

Civita Castellana. Classe I media, anno scolastico 1962-1963.

1. Anna Maria Varasconi, 2. Prof. Frattani, 3. Sonia Verticchio, 4. Mary Tronti, 5. Rita Paolelli, 6. Franca Lazzarini, 7. Luisa Molinari,

8. Renata Massaccesi, 9. Daniela Cingolani. Foto della Sig.ra Luisa Molinari.

4


56

Campo de’ fiori

Album d

Fabrica di Roma.

Anni ‘50.

Alcuni operai a lavoro

all’interno dello stabilimento

di nocciole di proprietà

della famiglia Torre.

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma. Anni ‘70. Alcuni giovani, in costume d’epoca, rappresentano la Passione di Cristo, la sera del Venerdì Santo,

per le vie del paese.


Campo de’ fiori 57

ei ricordi

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma. Anni '70. Torneo dei rioni. Foto del Sig. Luigi Vessella.


58

Campo de’ fiori

Album d

Carbognano.

Anno 1952.

Via Crucis per le strade del paese.

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

E’ bello notare la grande partecipazione

da parte della popolazione carbognanese,

non solo donne e bambini,

ma anche uomini ed autorità locali.


Campo de’ fiori 59

ei ricordi

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Corchiano. Anni ‘20. Marzio Marini, con

l’uniforme del Corpo dei Carabinieri.

Corchiano. Anni ‘50. Da sx: Prospero, Aldo e Mario Prosperi.

Corchiano.

Anni ‘50.

La famiglia Clericetti

nel giorno del battesimo

della piccola Margherita.

Campo de’ fiori


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