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Anno 2011 n°2 dicembre - Peoplecaring.telecomitalia.it - Telecom ...

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seniores<br />

TELECOM<br />

ALATE IGURIA<br />

notiziario<br />

Periodico gratu<strong>it</strong>o a diffusione interna - “Poste Italiane S.p.A. - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Genova” – <strong>Anno</strong> 17° - n° 2 - <strong>2011</strong>


E’ sempre possibile aderire alle facil<strong>it</strong>azioni tariffarie defin<strong>it</strong>e dall’Associazione con <strong>Telecom</strong><br />

Italia.<br />

Alle due note e consolidate promozioni, “Tutto senza lim<strong>it</strong>i” e “Alice 20M”, il Marketing<br />

ha reso disponibile, per gli associati Alatel in pensione e intestatari della linea fissa principale,<br />

una NUOVA PROMOZIONE defin<strong>it</strong>a “Internet senza lim<strong>it</strong>i”. Di segu<strong>it</strong>o riportiamo<br />

una tabella di sintesi in cui vengono raffrontati i costi.<br />

Per ulteriori informazioni<br />

rivolgersi alla Segreteria<br />

Regionale 800 012777<br />

(mar. e giov. 9/12).<br />

Tutti i modelli necessari<br />

sono disponibili in<br />

Associazione e possono<br />

essere recap<strong>it</strong>ati<br />

via mail o con altre<br />

modal<strong>it</strong>à.<br />

FAI RISPARMIARE ANCHE<br />

ALTRI EX-COLLEGHI<br />

“PASSAPAROLA”


S<br />

Sono consapevole del fatto che la mia insistenza nel riproporre ancora una volta il<br />

tema della “partecipazione attiva” alla gestione associativa mi farà apparire pedante<br />

e ripet<strong>it</strong>ivo e magari, per qualcuno, anche incapace di trattare argomenti variegati<br />

e, comunque, meno noiosi.<br />

Ma - alla luce anche delle risultanze emerse nel giugno scorso in sede di presentazione<br />

della indagine CENSIS sull’ ANLA - sono fermamente convinto che - se si<br />

vuole davvero garantire un futuro all’ALATEL (così come alla casa madre ANLA che<br />

raggruppa e, idealmente, rappresenta a livello nazionale tutti i Gruppi Seniores) sia<br />

assolutamente imprescindibile contrastare la sempre più evidente (ed inspiegabile)<br />

“r<strong>it</strong>rosia” a fornire collaborazione diretta alle strutture operative della Associazione.<br />

Purtroppo questa “r<strong>it</strong>rosia” è un fenomeno comune alla quasi total<strong>it</strong>à dei Gruppi<br />

aziendali (a prescindere dalla loro maggiore o minore dimensione); voglio dire che<br />

non siamo solo noi a patire questo stato di cose. Ma il fatto di essere in (cattiva)<br />

compagnia non è minimamente confortante!<br />

Credo sia di tutta evidenza per ciascuno di noi che il non poter disporre di risorse<br />

umane adeguate - per numero e qual<strong>it</strong>à - impoverisce fortemente il confronto delle<br />

idee ed ostacola molto la individuazione/realizzazione di iniziative che possano<br />

risultare più “azzeccate” agli occhi degli Associati.<br />

Volendo essere più concreto c<strong>it</strong>o - a t<strong>it</strong>olo meramente esemplificativo - due s<strong>it</strong>uazioni<br />

che sono divenute particolarmente cr<strong>it</strong>iche per effetto di (prolungati) difficili<br />

momenti vissuti da alcuni nostri (appassionati) quadri operativi.<br />

In amb<strong>it</strong>o regionale la complessa part<strong>it</strong>a delle facil<strong>it</strong>azioni telefoniche è rimasta, di<br />

fatto, interamente sulle spalle del caro Ottavio Maestrelli; soltanto grazie alla Sua<br />

abnegazione - nonostante i noti gravosi problemi familiari - è stato possibile assicurare<br />

ai Soci interessati il buon es<strong>it</strong>o delle loro richieste di adesione (e in qualche,<br />

per fortuna raro, caso neppure gli è stata espressa la doverosa riconoscenza).<br />

Altro caso cr<strong>it</strong>ico a Savona dove uno dei miei storici e più affidabili compagni di<br />

viaggio (il buon Lorenzo Mora) ha vissuto momenti drammatici a livello familiare e,<br />

tuttavia, ha cercato di assicurare in ogni modo il suo (fondamentale) contributo alla<br />

v<strong>it</strong>a associativa.<br />

Ripeto sono due casi esemplificativi, ma sicuramente emblematici delle “tribolazioni”<br />

che ALATEL Liguria sta vivendo da diverso tempo per la mancanza di “attori”.<br />

La mia massima aspirazione è sempre stata quella di creare e conservare una<br />

struttura associativa in grado di “camminare da sola” e capace di rinnovarsi nella<br />

continu<strong>it</strong>à così da saper fronteggiare tutte le s<strong>it</strong>uazioni gestionali, compreso l’eventuale<br />

cambio della guardia a livello di Presidente, di Segretario o di Fiduciario.<br />

Osservando la odierna s<strong>it</strong>uazione non posso nascondere la mia preoccupazione,<br />

che deve essere la preoccupazione di tutti coloro che hanno a cuore la nostra Associazione<br />

in nome di quel vivo senso di appartenenza che ha accompagnato il<br />

nostro vissuto lavorativo.<br />

Il dispiacere più grande lo proverei se dovessi registrare - anche dopo aver passato<br />

il testimone - un lento spegnersi, nella più ovvia routinarietà , dell’Alatel Liguria.<br />

Confido quindi ancora nella offerta di nuovi contributi, specie da parte degli iscr<strong>it</strong>ti<br />

“più recenti”, anche grazie alle relazioni personali dei nostri Soci con amici e conoscenti<br />

di estrazione diversa.<br />

Nel frattempo porgo a tutti i lettori ed alle loro famiglie i più affettuosi auguri di ogni<br />

bene.<br />

ed<strong>it</strong>oriale<br />

1<br />

Giampaolo Spallarossa<br />

REDAZIONE IN LUTTO<br />

E’ mancato Lodovico Carbone. E’ stato per tanti anni valido collaboratore<br />

e redattore della nostra rivista. Alla famiglia le sent<strong>it</strong>e condoglianze<br />

di tutta la Redazione.


TELECOM<br />

seniores<br />

ALATEL ASSOCIAZIONE NAZIONA LE GRUPPO TELECOM ITA LIA - CONSIGLIO REGIONA LE DELLA LIGURIA<br />

Direzione Ed<strong>it</strong>oriale<br />

Sede: via Albaro, 97 canc.<br />

Corrispondenza: Casella Postale 844 - 16121 Genova<br />

Telefono: 010 5974566<br />

Fax: 010 5974252<br />

N. verde: 800/012777<br />

sommario<br />

sommario<br />

anno 18 n. 2 - <strong>dicembre</strong> <strong>2011</strong><br />

Direttore Ed<strong>it</strong>oriale<br />

Giampaolo Spallarossa<br />

Direttore Responsabile<br />

Carlo Vercelli<br />

Capo Redattore<br />

Angelo De Ferrari<br />

Redazione<br />

Pierina Cairola<br />

Giacomo Chiappori<br />

Angelo Derqui<br />

Fotografo Redazione<br />

Gian Carlo Pernati<br />

Impaginazione<br />

Marco Manarini - Carlo Vercelli<br />

Giovanni Schiavina<br />

Hanno collaborato a questo numero<br />

Angelo De Ferrari<br />

Mario Cascella<br />

Angelo Derqui<br />

Maria Mantengoli<br />

Carlo Vercelli<br />

Laurent Pallanca<br />

Giacomo Chiappori Giampaolo Spallarossa<br />

Pierina Cairola<br />

Giovanni Schiavina<br />

Rosanna Cordaz<br />

Luciano Stoppa<br />

Fotografie e Disegni<br />

Vercelli, De Ferrari, Pernati, MuMA, Cascella, Cuccu,<br />

Archivio Palazzo Ducale, Acquario di Genova,<br />

Mantengoli, Cordaz.<br />

1ª copertina<br />

collage di Angelo De Ferrari<br />

2ª copertina<br />

Offerta <strong>Telecom</strong> Italia<br />

3ª copertina<br />

Mostra Van Gogh<br />

4ª copertina<br />

Mostra Van Gogh e il viaggio di Gauguin<br />

Autorizzazione del Tribunale di Genova n. 7 del 26 Febbraio 1996<br />

Sped. Abbon Postale Pubbl. 70%<br />

Chiuso in tipografia il 30 novembre <strong>2011</strong><br />

Stampa: Essegraph S.r.l. - Genova<br />

1 EDITORIALE<br />

2 SOMMARIO<br />

3 CULTURA<br />

3 Rubrica in chiave di dialetto<br />

7 RACE – Alla conquista del Polo Sud<br />

8 I paesi ricchi e i paesi poveri<br />

10 Il REX negli anni ruggenti<br />

13 Brugnato – Una c<strong>it</strong>tà da scoprire<br />

4 RICORDI<br />

4 L’occasione<br />

25 Il Natale di una volta<br />

6 CURIOSITÀ<br />

6 L’uomo è come una macchina<br />

14 Giuggiolo<br />

15 VITA ASSOCIATIVA<br />

15 Notizie dalle Sezioni<br />

17 ASSILT – Prest<strong>it</strong>o <strong>Telecom</strong> Italia<br />

18 Seniores in movimento<br />

19 ASSILT – Ultima ora<br />

20 TELEMACO – Come leggere<br />

l’estratto conto on-line<br />

23 Tour della Calabria<br />

24 Il nuovo Codice della Strada<br />

27 Indagine CENSIS<br />

IL NOSTRO NOTIZIARIO<br />

Vorremmo migliorare e intensificare i contatti con i<br />

nostri Soci per rendere la nostra rivista più viva e<br />

più vicina alle aspettative di chi ci legge.<br />

“ALATELIGURIA” dovrebbe e vorrebbe essere la<br />

voce di tutti i Soci.<br />

Pertanto la collaborazione è aperta a tutti e ciascuno<br />

può essere osp<strong>it</strong>e del notiziario con scr<strong>it</strong>ti in prosa<br />

o in poesia, con fotografie e disegni e soprattutto<br />

con consigli. Vi aspettiamo<br />

La nostra e-mail dell’AlateLiguria: alatel.li@gmail.com<br />

e il nostro s<strong>it</strong>o web: www.alatel.<strong>it</strong>


di<br />

Angelo De Ferrari<br />

Checchezzâ<br />

Rubrica in…<br />

Quell’impedimento che provoca una certa difficoltà per un normale eloquio.<br />

Si riferisce anche alla gallina quando ha deposto l’uovo. “Ti checchezzi<br />

comme ‘na gallinn-a”.<br />

c ultura 3<br />

Chighêumóu<br />

Ciaebella<br />

Ciarbottâ<br />

Ciarlaxïa<br />

Cetriolo. In dialetto: “T’ae a testa faeta a chighêumóu”, per uno che ha<br />

un…<br />

Difetto nel capo.<br />

Lucciola. Data la posizione della luce interm<strong>it</strong>tente sul corpo di questo insetto,<br />

la parola ha dato origine a molti detti in dialetto poco… educati.<br />

Quel modo di parlare confuso, senza costrutto (variante: ciacciarâ).<br />

Parlantina, il parlare a lungo, senza interruzioni. In dialetto: “No diö che<br />

ti fisci imbriaego, ma t’aveivi ‘na ciarlaxïa…”<br />

RINNOVO ISCRIZIONE 2012<br />

ISCRIZIONE 2012 RINNOVO ISCRIZIONE 2012 RINNOVO<br />

RINNOVO ISCRIZIONE 2012<br />

La quota associativa corrisponde sempre a 25 euro. Il versamento potrà avvenire, come in passato, tram<strong>it</strong>e<br />

il c/c postale che vi perverrà tram<strong>it</strong>e il Fiduciario di Sezione. Si ammettono versamenti cumulativi<br />

specificando chiaramente nella causale i nominativi dei soci partecipanti. Resta immutata la prassi per<br />

i Seniores Alatel in servizio. Per eventuale smarrimento o mancato recap<strong>it</strong>o del conto corrente, indirizzare<br />

a:<br />

ALATEL LIGURIA<br />

Casella Postale 844 - 16121 GENOVA<br />

Conto corrente n. 25428160<br />

In alternativa è possibile servirsi del c/c bancario n.16617/80 presso la Banca Carige Agenzia n. 7 di<br />

via della Libertà 76° r. Genova, Codice IBAN IT12 M0617501407000001661780, o per contanti nella Sede<br />

di via Albaro, 97/R canc. nei seguenti giorni: Martedì – Giovedì 9-12 / Mercoledì – Venerdì 14,30 - 17<br />

Con l’occasione ricordiamo ai Soci che godono degli sconti tariffari con l’abbonamento a “Tutto<br />

senza lim<strong>it</strong>i”, “Alice 20 mega” o “Internet senza lim<strong>it</strong>i” che, per mantenere le facil<strong>it</strong>azioni, l’iscrizione<br />

ad ALATEL deve essere rinnovata entro il 31 gennaio di ogni anno.


icordi<br />

Il racconto natalizio<br />

L’occasione<br />

Cap<strong>it</strong>a ancora di trovarci quando r<strong>it</strong>orno, un breve incontro sulla<br />

piazza del paese, c’è nell’aria quel senso posticcio che ha invaso<br />

anche il piccolo mondo chiuso di questa manciata di case,<br />

saranno le macchine arrampicate sui brevi campetti addossati ai<br />

muriccioli di pietra o contro gli ulivi rugginosi che sembrano<br />

guardarsi intorno aspettando il momento che li taglieranno.<br />

di<br />

Angelo De Ferrari<br />

4<br />

Se ci incontriamo, un saluto e basta. Passando<br />

davanti a casa sua, quella bianca a due<br />

piani con la ringhiera di ferro lo trovo spesso<br />

lì dietro, accucciato a dare acqua all’orto o seduto<br />

all’ombra del tetto a pipare immoto, con quel gusto di<br />

cose lontane che da sempre porta con sé.<br />

Ci salutiamo. “Ciao”. “Ciao”. E’ difficile trovare parole,<br />

oltre il saluto. Ci sono anni davanti a noi due<br />

che rimangono lì, inerti.<br />

Prima era lui in giro e io lì a crogiolarmi al sole sui<br />

gradini della chiesa, ad aspettare l’asmatico scricchiolare<br />

delle vecchie molle dell’orologio come una<br />

vecchia ab<strong>it</strong>udine, la testa piena di cose intraviste<br />

nelle scappati in c<strong>it</strong>tà.<br />

In giro per il mondo e stava mesi senza dire nulla di<br />

sé, poi arrivava la cartolina che la madre infilava nel<br />

vetro alle spalle della cassa della tabaccheria, diceva:<br />

“Ha scr<strong>it</strong>to”, e il cartoncino che veniva da chissà<br />

dove dava ali alla nostra fantasia, una volta era la<br />

scr<strong>it</strong>ta “correos” a farci sognare, oppure quei piccoli<br />

francobolli con su “U.S.Mail” che ci raccontavano di<br />

lui in capo al mondo, e il toccare quella cartolina dava<br />

un’emozione come l’esserci stati e la testa volava<br />

via verso il paese mai visto.<br />

R<strong>it</strong>ornò un giorno, passando davanti alla tabaccheria<br />

vidi una valigia grande, un paio di spalle così e l’ecc<strong>it</strong>ato<br />

chiacchierio di donnette tra uscio e piazzetta.<br />

Ci furono sere piene di suoi racconti, r<strong>it</strong>ornammo con<br />

lui in posti strani lontani, là nell’America dove la sera<br />

è giorno per noi, dove su strade larghe come campi<br />

le macchine inseguono una dietro l’altra anche di<br />

notte.<br />

Ma lui a ripeterci che non aveva mai smesso di sognare<br />

l’odore flaccido del fiume in autunno, che il<br />

pensarlo gli faceva scoppiare la testa per qualcosa<br />

dentro.<br />

Perché era tornato, lo domandavamo spesso.<br />

“Bisogna provare a stare lontano” rispondeva, “ti<br />

viene un giorno una smania tale di risentire il bosco<br />

di castagni scosso dal vento di mare che se non ti<br />

muovi, allora, senti di non potercela più fare.”<br />

E lui, r<strong>it</strong>ornato, non si era più mosso.<br />

Ci perdemmo di vista per tante ragioni, la guerra, la<br />

difficoltà del viaggiare per strade insicure, gli impegni<br />

nuovi.<br />

Ma ogni tanto lo pensavo lassù, chiuso tra quelle poche<br />

case raccolte intorno al campanile basso e tozzo,


alla piazzetta di lastre grigie, alla pace antica radicata<br />

lì e che qui sembrava un sogno.<br />

Lo venni a sapere per caso, quello che era successo.<br />

Non so bene da chi, forse un’allusione, qualche parola<br />

accennata, un amico r<strong>it</strong>rovato. Non so.<br />

Quel giorno sull’Aurelia che correva in basso tra<br />

qualche casa e il fiume si era fermata una colonna di<br />

camion, un gruppo di uomini armati era sceso sul<br />

greto in cerca di un attimo di refrigerio nell’afa del<br />

primo pomeriggio. Nel silenzio atton<strong>it</strong>o dell’ora, strazianti<br />

cicale incidevano di nero la luce del giorno.<br />

Lo avevano catturato così com’era, sudato, a torso<br />

nudo, abbrancato ai ciottoli del fiume, lui, il fratello<br />

giovane, quasi ancora un ragazzo. L’altro che era con<br />

lui si era gettato come un pazzo nella corrente e ora<br />

saliva come un disperato la costa erta che portava a<br />

Beverino, senza sapere nulla di ciò che stava accadendo<br />

alle sue spalle.<br />

Poi la colonna si era rimessa in moto con rumori raschianti,<br />

i camion rotolarono tra le poche case morte<br />

e nell’aria rimase il lezzo della benzina sintetica dei<br />

tedeschi, la gente dietro gli usci sprangati a sentire<br />

allontanarsi il rombo della paura.<br />

Il fratello più grande, nel bosco in alto a fare legna,<br />

aveva sent<strong>it</strong>o i rumori della colonna, carico di una fascina<br />

era sceso in basso senza sapere.<br />

Vicino a casa udì gente parlare forte, un piangere<br />

straziato, qualcuno con la gola arida gli disse del fratello,<br />

che se lo erano portato via i tedeschi.<br />

Partì per il bosco, conosceva bene la zona, tagliò<br />

pendii e scavalcò botri umidi, si gettò tra le fasce di<br />

erba alta sempre tenendosi a sinistra il monte, corse<br />

fino a che il cuore non lo piegò contro un ceppo, rantolante.<br />

Andò avanti alla disperata, una corsa assurda la sua,<br />

con la speranza di arrivare prima che la colonna sparisse<br />

oltre il bivio, gli pareva che, arrivando laggiù in<br />

tempo, avrebbe potuto portarsi via il fratello.<br />

Ma laggiù la strada era deserta, vuota e la gente gli<br />

disse sì, che era passata una colonna tedesca ma da<br />

un po’. E lui si sedette sul ciglio polveroso della strada<br />

e sperò che tutto fosse solo un incubo, lui ancora<br />

lassù a spaccare legna e non qui, dove non poteva far<br />

altro che dare pugni alla testa vuota e inutile.<br />

L’altra sera mi stavo preparando per il r<strong>it</strong>orno, me lo<br />

trovai davanti, le mani in tasca, la pipa spenta in<br />

bocca.<br />

“Vai via. Ti vorrei parlare. Ce la fai?”<br />

E mi raccontò.<br />

Si era trovato, la mattina prima, sulla strada per Memola,<br />

l’accetta in spalla come sempre. Il sole alto<br />

sulla testa disegnava ghirigori sulle fogli del sottobosco.<br />

Arrivato in alto si era buttato su di un tronco abbattuto<br />

con una gran voglia di una dorm<strong>it</strong>ina.<br />

Un attimo, e si era trovato sveglio di colpo, teso, pre-<br />

sente, come davanti ad un pericolo ignoto, immediato,<br />

tragico.<br />

C’era stato un rumoro di auto nell’aria, un motore che<br />

faticava in sal<strong>it</strong>a sulla carrareccia.<br />

Sceso sul bordo del bosco, si era r<strong>it</strong>irato in ombra, teso.<br />

Vide la macchina uscire dal fogliame, salire arrancando<br />

la rampa, fermarsi. Guardò la targa. Straniera.<br />

“A-K L 3927”. Tedesca.<br />

Silenziosamente, si era nascosto nell’ombra.<br />

Dalla macchina stava scendendo un uomo atticciato.<br />

Chiusa di colpo la portiera, aveva detto qualcosa all’interno.<br />

Gli era calato addosso un gran freddo, il sole nel bosco<br />

ora sembrava mandare bagliori di incendi.<br />

E di colpo risentì in bocca il gusto amaro della lunga<br />

corsa di quel giorno maledetto, ed ebbe la certezza<br />

che, chi sapeva arrivare fin lassù era “uno che già<br />

c’era stato”.<br />

Si è mosso, è usc<strong>it</strong>o dal buio delle foglie e si ferma ai<br />

margini della radura. Pensa. Sono occorsi anni per<br />

quasi dimenticare quei diciott’anni, l’angoscia della<br />

madre, il suo dolore pietroso.<br />

L’uomo sembra sorpreso di vederlo lì, immobile,<br />

enorme, silenzioso.<br />

Chiede qualcosa, con voce tesa, quasi in allarme.<br />

“Ora” lui pensa “ora”. Sente di avere nelle sue mani<br />

la fragile v<strong>it</strong>a di questo sconosciuto, “ora” nessuno<br />

saprà nulla “ora”. L’uomo che sta chiedendo potrebbe<br />

essere già morto, spar<strong>it</strong>o dentro l’abisso che la sua<br />

presenza ha spalancato.<br />

“Ora” si sente urlare dentro. Ma come si fa. Così, a<br />

freddo.<br />

Ora il tedesco domanda ancora qualcosa, poi di fronte<br />

al suo silenzio sale in macchina, le ruote scagliano<br />

in alto ciottoli, con uno scarto la targa sparisce oltre<br />

la curva.<br />

Di colpo, intorno a lui, la radura ha riacquistato gloria.<br />

Da lontano arrivano gli echi delle mine sull’autostrada.<br />

Un volo di colombacci sfiora le cime dei castagni<br />

e c’è di nuovo allegro il frusciare di foglie e di vento.<br />

Lui, sentì impellente, acuta, la voglia di farsi una pipata.<br />

Arrivammo tardi in c<strong>it</strong>tà, quella sera.<br />

Il silenzio si era sfaldato in lunghi silenzi, il fiammifero<br />

accostato al fornello della pipa aveva illuminato<br />

un volto assorto, come scaricato.<br />

Intorno la notte brusiva di rumori strani, come di<br />

gente sugli usci persa a fare commenti a bassa voce.<br />

Io andavo, lui restava. Con questa pena in più, per<br />

una giustizia delusa o appagata. Roba da averne da<br />

rimuginare per tutto il tempo che ancora aveva davanti.<br />

5


c<br />

urios<strong>it</strong>à<br />

L’uomo è come<br />

una macchina<br />

Noi siamo simili a una automobile e abbiamo,<br />

anche se con altri parametri, dei lim<strong>it</strong>i di durata<br />

ben precisi.<br />

di<br />

Angelo Derqui<br />

6<br />

Siamo forn<strong>it</strong>i, da madre natura, di una buona<br />

salute ma lim<strong>it</strong>ata nel tempo e per conservarla<br />

dobbiamo fare i tagliandi previsti<br />

e trattare con le dovute attenzioni tutti i nostri organi<br />

a corredo. E come l’auto è tutelata<br />

da una garanzia espressa in numero di<br />

anni di funzionamento dopo i quali viene<br />

avviata alla demolizione, così noi,<br />

invecchiando, cominciamo a sprofondare<br />

nelle sabbie mobili delle malattie<br />

che ci condurranno all’ineluttabile rottamazione.<br />

Siamo costru<strong>it</strong>i per “consumare” 40<br />

anni di v<strong>it</strong>a senza quasi bisogno di manutenzione,<br />

ma è dopo i 40 che si dissolvono<br />

le garanzie e emergono gli inconvenienti.<br />

E come per l’auto è necessario cambiare l’olio, verificare<br />

i freni, lucidare la carrozzeria e cambiare la<br />

batteria, è per noi opportuno eseguire tutte le manutenzioni<br />

e le verifiche con puntiglios<strong>it</strong>à se desideriamo<br />

campare ancora qualche lustro in modo soddisfacente.<br />

E come l’auto un po’ decrep<strong>it</strong>a non potrà più tentare<br />

i 150 in autostrada pena la perd<strong>it</strong>a di qualche pezzo,<br />

così il nostro fisico, anche se miracolato da sofisticati<br />

interventi chirurgici, sarà sempre un organismo<br />

precario che riuscirà a sopravvivere ma con un corredo<br />

di accessori un po’ malconci (cuore,<br />

fegato, stomaco, intestino e, purtroppo,<br />

cervello) ormai obsoleti,<br />

rattoppati e “aiutati” da una<br />

sterminata serie di farmaci<br />

con i quali facciamo delle<br />

quotidiane merende<br />

rischiando l’imbalsamazione.<br />

Questi farmaci,<br />

infatti, hanno delle<br />

sorprendenti proprietà di<br />

mantenimento della struttura del tessuto umano: nei<br />

cim<strong>it</strong>eri, per le salme, non sono più sufficienti i 7 anni<br />

sotto terra, infatti, dai campi in esumazione riemergono<br />

i corpi quasi intatti perché mummificati dai<br />

farmaci. Concedeteci questa debolezza,<br />

lasciateci sfruttare tutto il farmacologico<br />

per poter campare meglio e a<br />

lungo.<br />

Noi, poveri esseri umani, ci teniamo a<br />

invecchiare e vogliamo farlo bene anche<br />

se consapevoli che la nostra longev<strong>it</strong>à<br />

procura gravi danni all’INPS,<br />

alla ASL oltre a far arricchire medici,<br />

farmacisti e case farmaceutiche. Attenzione,<br />

però, non dobbiamo esagerare<br />

con l’invecchiamento: sarà necessario togliere il<br />

disturbo nei tempi giusti per poter lasciare un ricordo<br />

piacevole anche se struggente, ev<strong>it</strong>ando sedie a<br />

rotelle, stampelle, pannoloni e senza mettere in difficoltà<br />

il parentado. Solo gli eroi devono morir giovani<br />

perché se invecchiassero si appannerebbe la loro immagine.<br />

Sono tutti eroi i personaggi omerici che, infatti, muoiono<br />

giovanissimi ma, perbacco, almeno senza colesterolo<br />

cattivo, senza ginocchia doloranti, senza disturbi<br />

di stomaco e in piena forma fisica e mentale.<br />

L’immagine dell’eroe è proprio quella della vigoria e<br />

della salute ed è per questo che non devono invecchiare.<br />

Achille, terrore dei troiani, ve lo immaginate, da vecchio,<br />

mentre si prepara una tisana per combattere la<br />

st<strong>it</strong>ichezza, o riusc<strong>it</strong>e a immaginarvi un Ettore col<br />

pannolone che deve fare ogni tre mesi l’esame del<br />

PSA per verificare lo stato della sua prostata?<br />

Ulisse il furbacchione, che preferì invecchiare,<br />

smarrì la sua immagine di eroe; r<strong>it</strong>ornando a navigare<br />

dalle parti dell’isola di Eea non si fece più legare<br />

all’albero perché, data l’età, non gliene fregava più


niente dell’avvenenza delle Sirene e di<br />

Circe.<br />

Oggi tutto ha v<strong>it</strong>a breve, comprese le tecnologie<br />

che durano il tempo di un respiro.<br />

Una storia, una canzone, una moda<br />

sono tutte cose effimere: la nostra è l’era<br />

della veloc<strong>it</strong>à, ove tutto si dissolve, ove<br />

tutto nasce e muore in un lampo. Perchè,<br />

dunque, desideriamo che duri a lungo la<br />

nostra v<strong>it</strong>a? Semplicemente perché,<br />

egoisticamente, a noi piace così. Ci piace<br />

invecchiare anche<br />

se siamo consci delle potenziali<br />

difficoltà, anche se tutto sarà più<br />

difficile, tutto si complicherà. Sarà<br />

difficoltosa ogni attiv<strong>it</strong>à fisica,<br />

sarà malinconico il nostro incipiente<br />

rimbambimento, diventeremo<br />

un po’ bambini e brontoloni<br />

pronti a dire un po’ di belinate,<br />

diventeremo golosi e capricciosi, saremo sempre più<br />

di destra (o meno di sinistra) e continuerà a spaventarci<br />

il computer. Ci piaceranno sempre le donne anche<br />

se non ricorderemo più il perché, ci piacerà avere<br />

sempre ragione e saremo sempre tifosi<br />

di noi stessi, dei nostri m<strong>it</strong>i ormai<br />

scomparsi, dei nostri tempi e del nostro<br />

favoloso, fantastico e leggendario “novecento”che<br />

ha prodotto eventi straordinari:<br />

l’industrializzazione, i prodigi della<br />

medicina e della chirurgia, il volo umano,<br />

il socialismo, il nazismo, il fascismo,<br />

le due guerre mondiali, l’energia nucleare,<br />

il jazz, la plastica, la radio, la TV, la<br />

missilistica, l’elettronica, l’automobile,<br />

l’uomo sulla Luna e le incredibili possibil<strong>it</strong>à<br />

operative dei computer e dei cellulari. Tutta<br />

questa “roba” appartiene al nostro rutilante XX secolo<br />

che, sicuramente, può far impallidire qualunque<br />

altro periodo, compreso quello che ha generato le<br />

sontuose rivoluzioni culturali del Rinascimento.<br />

Siamo dei privilegiati per aver avuto la buona ventura<br />

di vivere un” m<strong>it</strong>ico “novecento”certamente irripetibile<br />

perché, anche se questa affermazione potrebbe<br />

sembrare una smisurata presunzione, “tutto”<br />

è stato già scoperto, inventato e sviscerato.<br />

Nell’attuale XXI secolo si parla molto di “ricerca”,<br />

ma cosa vogliamo ancora “trovare”!<br />

7<br />

RACE. Alla conquista del Polo Sud<br />

RACE. Alla conquista del Polo Sud, è osp<strong>it</strong>ata da Palazzo Ducale<br />

di Genova dal 16 ottobre <strong>2011</strong> al 18 marzo 2012.<br />

La mostra è l’unica tappa <strong>it</strong>aliana e anteprima europea dell’originale<br />

esposizione ideata dall’American Museum of Natural History di New<br />

York, in occasione del 100° anniversario dell’esplorazione dell’Antartide.<br />

La mostra racconta in modo interattivo e emozionale una delle avventure<br />

più appassionanti nella storia delle esplorazioni antartiche: le sfide<br />

che i leader delle due squadre avversarie, Ronald Amundsen per<br />

la Norvegia e Robert Falcon Scott per la Gran Bretagna, si trovarono<br />

ad affrontare nei 2.900 chilometri<br />

che percorsero separatamente<br />

per compiere il<br />

viaggio di andata e r<strong>it</strong>orno<br />

dai margini della barriera di<br />

Ross al Polo Sud. Il percorso<br />

della mostra, grazie alla collaborazione<br />

con Costa Edutainment,<br />

farà parte della vis<strong>it</strong>a<br />

all’Acquario di Genova,<br />

dove si potranno vis<strong>it</strong>are le<br />

vasche antartiche, uniche in<br />

Europa, e la vasca subantartica<br />

che accoglie i pinguini di<br />

Magellano e papua in un hab<strong>it</strong>at<br />

appos<strong>it</strong>amente ricreato.<br />

Il grande alpinista ed esploratore<br />

Reinhold Messner in vis<strong>it</strong>a<br />

all’Acquario di Genova dopo la<br />

presentazione della mostra<br />

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entr


c ultura<br />

I paesi ricchi<br />

e i paesi poveri<br />

Quale sono i paesi poveri e quali sono i paesi ricchi del<br />

mondo? Come dovrebbe dividersi la ricchezza tra gli<br />

ab<strong>it</strong>anti di questa terra se ogni uomo partecipasse in<br />

eguale misura alla ripartizione di quella torta che è il<br />

redd<strong>it</strong>o nazionale di ciascuna nazione?<br />

di<br />

Pierina Cairola<br />

8<br />

Dare una risposta precisa a queste due domande<br />

è assai difficile, per non dire impossibile,<br />

a causa di numerosi fattori.<br />

Le rivelazioni statistiche dei paesi più poveri, che sono<br />

i più numerosi e che, in defin<strong>it</strong>iva, interessano di<br />

più, sono ancora ad un livello primordiale e, in molti<br />

casi, bisogna procedere per stima, per ordine di<br />

grandezza più che per cifre defin<strong>it</strong>ive.<br />

Il problema diventa ancora più arduo quando si tratta<br />

di arrivare a delle comparazioni attendibili della<br />

ricchezza delle diverse nazioni espresse in una moneta<br />

data. Il sistema ideale sarebbe quello di tradurre<br />

i valori delle varie monete sulla base della par<strong>it</strong>à<br />

del potere di acquisto: ma lo studio delle par<strong>it</strong>à reali<br />

del potere di acquisto delle valute è lim<strong>it</strong>ato ai paesi<br />

industrializzati e questo metodo non può essere segu<strong>it</strong>o.<br />

Per rendere chiaro il concetto è bene precisare che i<br />

prezzi, dei paesi in via di sviluppo, sono nella maggior<br />

parte dei casi assai più bassi in rapporto ai prodotti<br />

trasformati nei paesi industrializzati.<br />

A dispetto di tutte queste difficoltà con un faticoso<br />

lavoro di correzioni, stime, estrapolazioni, raffronti di<br />

serie di dati, il quadro che ne risulta, pur rappresentando<br />

ordini di valori, più che cifre precise, è da r<strong>it</strong>enersi<br />

sufficientemente attendibile, ma nella sua attendibil<strong>it</strong>à<br />

è drammatico, e dimostra quale enorme<br />

sforzo l’ uman<strong>it</strong>à deve compiere per assicurare a ciascuno<br />

individuo un minimo v<strong>it</strong>ale, comp<strong>it</strong>o tanto più<br />

grave in quanto la popolazione è destinata a raddoppiarsi<br />

nel giro di pochi decenni e cresce con un r<strong>it</strong>mo<br />

ben maggiore dell’ aumento della ricchezza. Cresce<br />

di più proprio nei paesi a tenore di v<strong>it</strong>a meno elevato.<br />

Se quella parte del mondo che gode di un maggior<br />

benessere non affronta con il dovuto rigore il problema<br />

umano e sociale dell’aiuto dei paesi in via di sviluppo,<br />

avremo un divario sempre crescente: una parte<br />

dominerà sull’altra e il mondo non troverà, per<br />

molte generazioni, un assetto stabile.<br />

La maggioranza della popolazione mondiale, per<br />

l’esattezza due terzi, vive nella povertà più assoluta,<br />

o nell’indigenza. Più della metà degli esseri umani è<br />

dislocata in paesi che hanno una popolazione superiore<br />

ai 100 milioni di ab<strong>it</strong>anti con un redd<strong>it</strong>o procap<strong>it</strong>e<br />

bassissimo.<br />

Se si aggiunge a questo la considerazione che, all’ interno<br />

di ciascun gruppo nazionale, la ricchezza si ri-


9<br />

partisce in modo assai difforme, con forti concentrazioni,<br />

si vedrà che le statistiche non danno la rappresentazione<br />

esatta delle sofferenze umane. Il Kuwa<strong>it</strong>,<br />

grazie alle sue risorse petrolifere conta sulla carta un<br />

redd<strong>it</strong>o individuale alto, ma come si ripartisce il frutto<br />

del petrolio che è un bene nazionale tra i c<strong>it</strong>tadini?<br />

Cosa si può fare per gli indiani, i pakistani? E il<br />

Giappone la quarta potenza industriale che ha un<br />

redd<strong>it</strong>o pro-cap<strong>it</strong>e inferiore a tutti gli altri paesi del<br />

mondo? E gli albanesi, i portoghesi?<br />

Ma l’Europa “civilissima” è privilegiata. L’ Africa è<br />

il dramma: quella Africa a cui gli europei hanno tolto<br />

molto di più di quello che mai potranno dare. Ci<br />

sono paesi come il Ruanda, la Somalia, il Burundi, il<br />

Malawi, consideriamo ricca la Costa d’Avorio che ha<br />

un redd<strong>it</strong>o pari a un quinto di quello <strong>it</strong>aliano. Ricchissima<br />

è l’Africa del Sud ove si ripartisce la ricchezza<br />

tra bianchi e neri; i bianchi in assoluta minoranza<br />

sono ricchissimi, questo ci dice quanto siano<br />

poveri i negri. Questo ci dà il quadro della fame secolare<br />

e tremenda, di cui soffre la maggiore parte<br />

della popolazione africana.<br />

Migliore, ma non in modo sostanziale, è la s<strong>it</strong>uazione<br />

dell’America del Sud.<br />

Dire che il mondo deve fare qualcosa è facile; dire<br />

che cosa e come è molto meno facile. Il problema non<br />

è soltanto umano ed economico, è anche pol<strong>it</strong>ico.<br />

Non possiamo che tendere ad una società in cui il<br />

precetto evangelico sia rispettato: ma la stessa ripartizione<br />

dei beni non è sufficiente.<br />

Sarebbe, però, sufficiente l’impegno attivo a combattere<br />

la fame, non solo con l’elemosina, ma con l’opera<br />

costruttiva di pacificazione e di lavoro, tenendo<br />

anche presente, che il più delle volte è molto meglio<br />

insegnare ad un affamato a pescare che non donargli<br />

un pesce.<br />

FEDERALISMO FISCALE<br />

In base alle nuove norme sul federalismo<br />

fiscale la Provincia di Genova ha stabil<strong>it</strong>o,<br />

con effetto dal 1 ottobre <strong>2011</strong>, l’aumento<br />

del 3,5% delle imposte gravanti sulle polizze<br />

r.c. auto<br />

PROGRAMMA TURISTICO REGIONALE 2012<br />

Sono in via di definizione i dettagli dei seguenti viaggi:<br />

TOUR UZBEKISTAN (20/6 - 28/6)<br />

TOUR CAPITALI NORDICHE (OSLO, COPENHAGEN, STOCCOLMA) (28/7 - 4/8)<br />

TOUR DELLA ROMANIA (26/8 - 2/9)


c<br />

ultura<br />

Il Rex<br />

negli anni ruggenti<br />

Il transatlantico Rex nel Novecento <strong>it</strong>aliano occupa una<br />

posizione di rilievo tra i grandi m<strong>it</strong>i che animarono i<br />

favolosi e sotto certi aspetti terribili anni trenta.<br />

di<br />

Giacomo Chiappori<br />

10<br />

Non a caso Federico Fellini, molto sensibile ai<br />

simboli che hanno caraterizzato quel periodo<br />

storico, nel suo film “Amarcord” ricorre all’immagine<br />

della grande nave che al suono grave delle<br />

sirene emerge dalle nebbie.<br />

In quegl’anni la marineria <strong>it</strong>aliana in campo europeo<br />

era considerata la cugina povera, possedeva una flotta<br />

di modesta ent<strong>it</strong>à, cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a da navi di piccola e<br />

media dimensione, inoltre nelle rotte atlantiche verso<br />

le Americhe, le più retributive, doveva scontare lo<br />

svantaggio di due giorni in più di navigazione rispetto<br />

a quelle partenti dai porti europei dell’atlantico.<br />

La svolta si ebbe quando le due maggiori compagnie,<br />

“Lloyd Sabaudo” e “Navigazione Generale Italiana”,<br />

nello stesso momento, diedero v<strong>it</strong>a a dei progetti per<br />

la costruzione di due grandi e moderne navi, capaci<br />

di competere con i maggiori transatlantici operanti in<br />

campo Occidentale.<br />

Gli ambiziosi programmi delle due società di destinare<br />

le loro rispettive navi Conte di Savoia e Rex -<br />

considerate gemelle per la stessa dimensione – sulle<br />

rotte atlantiche le ponevano in diretta concorrenza.<br />

Anche i cantieri destinati alla costruzione, San Marco<br />

di Trieste, per la prima, e Ansaldo di Genova, per<br />

il Rex, erano in acceso antagonismo, entrambi puntavano<br />

su questo appalto per ottenere pubblic<strong>it</strong>à e<br />

conquistare i favori della comm<strong>it</strong>tenza <strong>it</strong>aliana e straniera.<br />

Il caso vorrà che in segu<strong>it</strong>o alla statalizzazione<br />

Il varo del Rex nei cantieri Ansaldo di Sestri Ponente - 1 agosto 1931


Il Rex lanciato in veloc<strong>it</strong>à<br />

delle flotte voluta dal governo fascista, con decreto<br />

del 2 gennaio 1932, s’imponesse la fusione delle due<br />

società, un atto d’imperio che in realtà rappresentò<br />

l’assorbimento della privata compagnia “Lloyd Sabaudo”<br />

nella più potente “Navigazione Generale I taliana”.<br />

La progettezione del Conte di Savoia fu molto accurata,<br />

si scelse una soluzione moderna, sia esteticamente<br />

che tecnicamente, ricorrendo alle più recenti<br />

invenzioni che si stavano affermando dopo il varo di<br />

due innovative un<strong>it</strong>à tedesche.<br />

Il 4 ottobre 1930, vi fu la cerimonia la cerimonia<br />

d’impostazione dello scafo la cui costruzione si svolse<br />

sotto la sorveglianza del Registro Navale Italiano<br />

e Inglese per il conseguimento dei requis<strong>it</strong>i per la<br />

più alta classe di nave passeggeri.<br />

Il 28 ottobre 1931, dopo tredici mesi di lavoro, il varo,<br />

madrina la Principessa Maria Josè accompagnata<br />

dal Principe Umberto.<br />

Il 16 ottobre 1932, fine dell’allestimento in cantiere.<br />

Il 3 novembre, partenza da Trieste per il viaggio di<br />

consegna a Genova.<br />

Il 7 novembre, arrivo festoso a Genova. Nelle prove<br />

di veloc<strong>it</strong>à effettuate sulla base misurata Punta<br />

Chiappa - Punta Mesco si raggiunsero i 28,43 nodi,<br />

nuovo record mondiale, migliore, come vedremo, di<br />

oltre un nodo di quello del Rex.<br />

La “Navigazione Generale Italiana”, come il “Lloyd<br />

Sabaudo”, auspicava per la propria nave un futuro di<br />

successi e mise in atto un’attenta campagna pubblic<strong>it</strong>aria<br />

che richiamò l’attenzione della stampa internazionale.<br />

Si evidenziò l’aspetto del viaggio vacanza<br />

puntando sull’osp<strong>it</strong>al<strong>it</strong>à e il confort mediante la dotazione<br />

di piscine e spazi per la v<strong>it</strong>a all’aperto, oltre al<br />

richiamo dell’eccellente cucina <strong>it</strong>aliana. Lo scafo,<br />

egualmente al Conte di Savoia, si costruì in acciaio<br />

Martin Simens e per la linea estetica ci si avvalse<br />

dei più moderni r<strong>it</strong>rovati, anche se la poppa a clipper<br />

era un po’ superata.<br />

Il 27 aprile1230, iniziò la costruzione con l’impianto<br />

sullo scalo e nel cantiere Ansaldo di Sestri Ponente i<br />

lavori procedettero alacremente. Operai e tecnici<br />

non si risparmiavano nella convinzione di operare<br />

per la patria e credevano con orgoglio nel loro contributo<br />

alla grandezza dell’Italia.<br />

Il 1 agosto 1931, il varo dello scafo, con due giorni di<br />

r<strong>it</strong>ardo a causa del maltempo, madrina la Regina<br />

Elena alla presenza del Re V<strong>it</strong>torio Emanuele III.<br />

Il 4 settembre 1932, terminò l’allestimento presso il<br />

cantiere OARN di Molo Giano. Nei giorni 5, 14 e 15<br />

si effettuarono le prove di veloc<strong>it</strong>à durante le quali si<br />

manifestò un guasto ad una turbina che fu esclusa, si<br />

raggiunse, tuttavia, la veloc<strong>it</strong>à di 28,2 nodi, inferiore<br />

a quella della nave gemella.<br />

La marineria <strong>it</strong>aliana era in procinto di possedere<br />

due grandi navi costru<strong>it</strong>e secondo gli accorgimenti<br />

tecnici più moderni e in grado offrire la migliore<br />

osp<strong>it</strong>al<strong>it</strong>à alla raffinata clientela internazionale, un<br />

livello di eccellenza che la destinavano a primeggiare<br />

in amb<strong>it</strong>o occidentale. Per Genova, oltre il leg<strong>it</strong>timo<br />

orgoglio, rappresentava un consistente vantaggio<br />

economico: il commercio, i forn<strong>it</strong>ori di merci e di servizi,<br />

gli alberghi ne beneficiarono; il porto venne<br />

adeguato con dragaggi, la costruzione di un capace<br />

bacino di carenaggio e la nuova stazione mar<strong>it</strong>tima di<br />

Ponte Andrea Doria.<br />

L’entusiasmo e la curios<strong>it</strong>à era alle stelle, la partenza<br />

o l’arrivo dei grandi transatlantici era uno spettacolo<br />

molto ecc<strong>it</strong>ante. All’ora fissata una folla di appassionati<br />

si davano convegno nei diversi punti d’osservazione:<br />

corso Andrea Podestà, la Rotonda di via<br />

Corsica o il più lontano e non meno suggestivo della<br />

Spianata di Castelletto.<br />

In coerenza con le aspettative e i programmi delle<br />

due compagnie era inev<strong>it</strong>abile che i due nuovi transatlantici<br />

affrontassero la sfida per la conquista del<br />

prestigioso Nastro Azzurro. I vantaggi e la pubblic<strong>it</strong>à<br />

che derivavano dal possesso di quel record internazionale<br />

erano immensi. La sfida era impegnativa e fino<br />

a quel momento esclusivo appannaggio di inglesi<br />

e tedeschi, i soli in grado di contenderselo. Il Conte<br />

di Savoia scese in gara per primo. Part<strong>it</strong>o il 16 mag-<br />

11<br />

Il Conte di Savoia in un opuscolo pubblic<strong>it</strong>ario che evidenzia<br />

la presenza dei girostabilizzatori


Il Rex incendiato e capovolto vicino alla riva<br />

8 settembre 1944<br />

12<br />

gio1933 da Genova, al comando di Antonio Lena, nel<br />

tratto Villefranche – Gibilterra, spinse a massimo e<br />

raggiunse la media di 28,91 nodi, migliore di un nodo<br />

del precedente record del 1930. Con queste premesse<br />

il primato poteva essere battuto e la parte misurata<br />

da Gibilterra al Nord America venne affrontata<br />

con ottimismo.<br />

Senonchè nell’ultimo tratto s’incontrarono condizioni<br />

avverse del mare che fecero fallire il tentativo e la<br />

veloc<strong>it</strong>à media fu di 27,57 nodi, 34 centesimi meno<br />

del detentore tedesco Europa.<br />

Tra le cause che determinarono l’insuccesso vi fu<br />

l’impiego degli stabilizzatori giroscopici per ridurre<br />

il rollio. Il Lloyd Sabaudo nell’intento di conferire alla<br />

nave maggiore stabil<strong>it</strong>à riducendo il rollio, per una<br />

più confortevole permanenza dei passeggeri e quindi<br />

un motivo di pubblic<strong>it</strong>à e attrazione, decise di dotare<br />

il Conte di Savoia del costoso sistema a girostabilizzatori.<br />

Per una nave di quella dimensione fu necessario<br />

l’impianto di tre gigantesche trottole del peso<br />

di 100 tonnellate ciascuna, che sommato alle<br />

strutture di supporto e di rinforzo dello scafo, portarono<br />

ad un aggravio di carico di 1200 tonnellate;<br />

inoltre aumentava sensibilmente il consumo di carburante<br />

e si perdeva una notevole porzione di spazio.<br />

L’util<strong>it</strong>à di tali dispos<strong>it</strong>ivi era controversa, se davano<br />

un es<strong>it</strong>o soddisfacente con mare non molto ag<strong>it</strong>ato, in<br />

caso di burrasca risultavano ineficaci se non addir<strong>it</strong>tura<br />

controproducenti.<br />

Il viaggio nel quale il Rex, a sua volta affrontò il record,<br />

iniziò il 10 agosto 1933, con partenza da Genova<br />

alle ore 11,30 al comando di Francesco Tarabotto.<br />

Lo spazio tra Villefranche - Gibilterra si percorse a<br />

tutta forza alla media di 28,63 nodi, restava la parte<br />

più importante, la traversata vera e propria che venne<br />

felicemente portata a termine in quattro giorni 13<br />

ore e 58 minuti, alla media record di 28,92 nodi.<br />

Le due prestigiose navi non ebbero un’esistenza lunga<br />

e felice, il 25 maggio 1940 le linee furono sospese<br />

e il 2 giugno si trovarono entrambe ferme nel porto<br />

di Genova. Allo scoppio della guerra tutte le navi<br />

passeggeri e mercantili vennero mobil<strong>it</strong>ate, alcune<br />

adib<strong>it</strong>e al trasporto di merci e truppe, altre come un<strong>it</strong>à<br />

ospedaliere. Il Rex e il Conte di Savoia, troppo<br />

grandi e dispendiose per tale impiego, furono trasfer<strong>it</strong>e<br />

a Venezia considerata zona più sicura. Il Rex più<br />

tardi fu spostato a Pola.<br />

Dopo l’8 settembre 1943 il Conte di Savoia per rappresaglia<br />

fu colp<strong>it</strong>o e incendiato dall’aviazione tedesca,<br />

nel tentativo di spegnere l’incendio fu affondato<br />

in un basso fondale. Il Rex, ancorato presso la baia<br />

di Capodistria presso Semedella, il giorno 8 settembre<br />

1944, un anno dopo l’armistizio, fu assal<strong>it</strong>o da<br />

aerei della RAF, centrato si capovolse adagiandosi<br />

sul fianco sinistro vicino a riva. Un inutile scempio<br />

del quale, sembra, gli stessi piloti inglesi che lo compirono<br />

se ne siano addolorati.<br />

Al termine del confl<strong>it</strong>to, considerato dagli iugoslavi<br />

preda di guerra, venne demol<strong>it</strong>o con cariche di dinam<strong>it</strong>e.<br />

IL NASTRO AZZURRO<br />

La competizione del Nastro Azzurro nacque da un’idea tipicamente inglese per il gusto del gioco d’azzardo.<br />

Agli inizi dell’Ottocento si scommetteva sui tempi impiegati dai velieri che trasportavano spezie e<br />

tè dall’Oriente. In segu<strong>it</strong>o la gara si spostò sulla rotta atlantica più frequentata.<br />

Il primo a cimentarsi tra Liverpool e New York fu il piroscafo a ruote inglese Br<strong>it</strong>annia che compì la traversata<br />

in 12 giorni e 10 ore, alla media di 8,5 nodi.<br />

Nel 1889 l’inglese C<strong>it</strong>y ot Paris II raggiunse la veloc<strong>it</strong>à di 20 nodi<br />

I più significativi primati si ebbero negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale con i Lus<strong>it</strong>ania e Mauretania,<br />

sempre inglesi, che toccarono i 25 nodi.<br />

Dopo la guerra si affermarono:<br />

1929 – Bremen Germania con 27,83 nodi<br />

1930 – Europa Germania ” 27,91 ”<br />

1933 – Rex Italia ” 28,92 ”<br />

1935 – Normandie Francia ” 31,20 ”<br />

1936 – Queen Mary Inghilterra ” 31,69 ”<br />

1952 – Un<strong>it</strong>es States Stati Un<strong>it</strong>i “ 35,00 ”<br />

31 navi si susseguirono nel record, di cui: 21 inglesi, 6 tedesche, 2 statun<strong>it</strong>ensi, 1 francese, 1 <strong>it</strong>aliana.


di<br />

Rosanna Cordaz<br />

Brugnato - Una “c<strong>it</strong>tà”<br />

da scoprire<br />

Andiamo alla scoperta dei piccoli borghi del nostro<br />

entroterra. Di Brugnato ci ricordiamo soltanto del<br />

casello autostradale davanti al quale sfrecciamo<br />

veloci per raggiungere mete più famose come<br />

Portovenere o le Cinque Terre. Fermiamoci e vedremo<br />

angoli sconosciuti e suggestivi.<br />

L<br />

a mia “scoperta” di Brugnato risale al<br />

10.10.2010, data fatidica che il Touring<br />

Club Italiano volle dedicare alle “Bandiere<br />

arancioni”, i borghi e le local<strong>it</strong>à dell’entroterra selezionati<br />

e certificati dal TCI come eccellenti, caratterizzati<br />

cioè da uno sviluppo turistico sostenibile, tutela<br />

del terr<strong>it</strong>orio e del patrimonio locale. Ed è stata<br />

una sorpresa.<br />

Brugnato, che è il più importante centro della Val di<br />

Vara, è un borgo graziosissimo dalla forma a tenaglia,<br />

completamente ristrutturato, grazie ad un utilizzo intelligente<br />

dei fondi comun<strong>it</strong>ari: sorge intorno all’antico<br />

complesso abbaziale di S. Colombano risalente al<br />

VI secolo, che ebbe sempre una particolare tutela da<br />

re e imperatori longobardi, da Liutprando a Rotari.<br />

Nel 1133 fu elevato a C<strong>it</strong>tà vescovile insieme a Luni e<br />

Sarzana e non è quindi errato parlare della C<strong>it</strong>tà di<br />

Brugnato. Si accede al centro da due porte medioevali,<br />

porta Sottana e Soprana, una a occidente e l’altra a<br />

oriente. Percorrendolo si scoprono antiche case con altana<br />

e portali in pietra arenaria e proprio al centro della<br />

Piazza Maggiore troviamo un pozzo di origine romanica.<br />

Nella mia vis<strong>it</strong>a alla zona archeologica (recuperata<br />

nell’anno del Giubileo) sono stata accompagnata<br />

addir<strong>it</strong>tura dal Sindaco che mi ha fatto da guida facendomi<br />

entrare nella cattedrale, all’interno del palazzo<br />

vescovile (notevoli gli argenti antichi genovesi)<br />

e nel museo civico che osp<strong>it</strong>a una collezione mineralogica.<br />

La festa più<br />

importante si svolge<br />

il giorno del Corpus<br />

Domini, per la famosa<br />

Infiorata.<br />

E’ un evento religioso<br />

ed artistico che<br />

ormai ha assunto rinomanza<br />

nazionale.<br />

Le vie si ricoprono di<br />

un vasto tappeto floreale per quasi un chilometro, un<br />

magico capolavoro che ogni anno riesce a stupire i turisti<br />

che accorrono per vederlo. La processione si snoda<br />

poi camminando proprio su questo bellissimo tappeto<br />

che non è composto solo di fiori, ma anche di sale,<br />

riso e caffè per contornare i disegni.<br />

Collegato alla manifestazione<br />

c’è anche un concorso fotografico:”Obiettivo<br />

in fiore” la<br />

partecipazione è gratu<strong>it</strong>a e rivolta<br />

a tutti. C’è poi una selezione<br />

con dei premi ai finalisti. Da non<br />

perdere è anche la Fiera di<br />

S.Lazzaro (domenica delle Palme)<br />

con la sagra del canestrello. Ma i canestrelli li<br />

potrete trovare in qualsiasi periodo dell’anno!<br />

Brugnato e altri centri come questo rappresentano il<br />

nostro prezioso patrimonio storico-artistico: i turisti<br />

vengono in Italia affascinati dal nostro passato: non vogliono<br />

i grattacieli con le piscine pensili come a Singapore,<br />

ma i borghi in pietra ristrutturati con intelligenza,<br />

le antiche dimore patrizie, i castelli, cioè le cosiddette<br />

“mete di charme”. E’ questo il nostro petrolio!<br />

Abbiamo La Toscana vicino che rappresenta un ottimo<br />

esempio da im<strong>it</strong>are. La Liguria è più piccola ma<br />

può proporre tanti piccoli tesori a prezzi più contenuti<br />

rispetto alle famose e costose riviere.<br />

Scopriamoli insieme, ce ne sono tanti… alla prossima<br />

puntata…<br />

c<br />

ultura 13


curios<strong>it</strong>à<br />

Giuggiolo<br />

Anni fa avevo un giuggiolo che metteva in mostra le<br />

prime foglioline quando gli altri alberi erano con molte<br />

foglie verdi ed altri già in fiore, tanto che il primo anno<br />

pensavo che non avesse attecch<strong>it</strong>o.<br />

di<br />

Giovanni Schiavina<br />

14<br />

Consiglierei, a chi volesse metterne a dimora<br />

una pianta in un suo podere, di non metterlo<br />

nel passaggio, perché i passanti tendono<br />

ad accarezzarlo, sbucciandosi conseguentemente le<br />

mani, in quanto esso è dotato di poderose spine.<br />

Il giuggiolo è stato portato dall’Asia in Italia probabilmente<br />

dai Romani, che lo chiamarono “ZIZY-<br />

PHUM” e tutt’oggi dai veneti è detto “ZIZOEA”. Il<br />

giuggiolo è un cultivar a foglie decidue della famiglia<br />

delle Rhamnaceae e spesso è usato come pianta ornamentale,<br />

anche se i suoi fiori sono poco appariscenti<br />

e quindi poco decorativi. Chi possiede, o comunque<br />

chi ha assaggiato questi frutti, sa che, da<br />

verdi, hanno un sapore simile alla mela acerba e per<br />

migliorarli si stanno tentando innesti di vario tipo. Il<br />

frutto, col passare dei giorni, cambia colore e come<br />

molti altri frutti da verde diventa rossiccio sino a diventare<br />

marrone.<br />

Proprio in questi momenti assume un sapore dolciastro<br />

simile a quello del dattero. In segu<strong>it</strong>o, i frutti,<br />

che per loro natura hanno poca polpa, vanno raccolti<br />

poiché appassiscono rapidamente, modificando in<br />

peggio il loro sapore, come, d’altra parte, fanno molte<br />

altre specie: forse la loro veloce decadenza è dovuta<br />

ad una muffa. Al genere “ZIZYPHUM” appartengono<br />

circa 200 specie di alberi che possono raggiungere<br />

i 5 metri di altezza, anche se la loro cresc<strong>it</strong>a<br />

è molto lenta. Alcune parti della pianta sono usate<br />

in f<strong>it</strong>oterapia e in erboristeria. Sono alberi molto<br />

rustici, per cui riescono a vivere in terreni sia asciutti<br />

che bagnati, caldi e freddi.<br />

Sopportano bene lunghi periodi di sicc<strong>it</strong>à, di cui generalmente<br />

soffrono invece le conseguenze gli altri<br />

alberi fruttiferi; resistono bene, grazie alla loro rustic<strong>it</strong>à,<br />

all’attacco dei parass<strong>it</strong>i e ad altre malattie. La<br />

maturazione è tardiva e i frutti si mangiano freschi o<br />

cand<strong>it</strong>i; i Romani preparavano una bevanda ottenuta<br />

dai frutti e in alcune regioni <strong>it</strong>aliane si prepara un liquore<br />

detto “brodo di giuggiole”. Famoso è il brodo<br />

di giuggiole preparato ad Arquà Petrarca (PD), ma<br />

prodotti analoghi si trovano in tutte le regioni del<br />

Nord con nomi diversi. Un’enoteca di Arquà Petrarca<br />

in una sua pubblic<strong>it</strong>à descrive “il brodo di Giuggiole”<br />

come segue: anticamente, nelle famiglie contadine,<br />

la frutta, secondo il periodo di maturazione,<br />

era messa a pezzi in un vaso e, per infusione alcolica,<br />

si otteneva un succo liquoroso, che per la sua dolcezza<br />

era chiamato “Brodo di Giuggiole”, forse perché<br />

la giuggiola era l’ultimo frutto di stagione ad essere<br />

messo in barattoli.<br />

Il termine passò nell’uso comune ad indicare un<br />

qualche cosa di dolce e buono al punto che “andare<br />

in brodo di giuggiole” è sinonimo di gongolare di gioia.<br />

Il liquore ottenuto dall’infuso naturale delle giuggiole<br />

e di altra frutta è a bassa gradazione alcolica.<br />

Di colore rosso bruno, dal gusto pieno, vellutato ed<br />

avvolgente, ha un sapore molto caratteristico. E’ un<br />

liquore dolce, ottimo come dopocena ma anche come<br />

digestivo e per la preparazione di cocktail. Va bevuto<br />

preferibilmente ghiacciato.


Sezione di La Spezia<br />

a cura di Mara Mantengoli<br />

Assemblea annuale<br />

di Sezione<br />

Il giorno 14 maggio scorso si è tenuta la consueta Assemblea<br />

di Sezione che ha visto una lusinghevole<br />

presenza dei Soci (circa il 30%).<br />

Per l’occasione siamo andati a vis<strong>it</strong>are la Certosa di<br />

Pavia, magnifico complesso di edifici e giardini,<br />

comprendente il monastero, con la chiesa e i chiostri,<br />

che ci è stata illustrata in modo esaustivo da un frate<br />

dalla voce possente ed appassionata.<br />

Notizie dalle<br />

sezioni<br />

tuato poi un giro nel centro storico molto vivo della c<strong>it</strong>tà<br />

ammirando i numerosi edifici storici, ab<strong>it</strong>azioni di<br />

potenti famiglie c<strong>it</strong>tadine, come il Palazzo Malaspina,<br />

il Palazzo Bottigella in corso Cavour, il Palazzo Bottigella<br />

in corso Mazzini, e il Palazzo Mezzabarba, oggi<br />

sede del municipio di Pavia, per arrivare poi sul ponte<br />

coperto, che collega il centro storico con il quartiere<br />

p<strong>it</strong>toresco di Borgo Ticino. Il ponte è molto caratteristico,<br />

dotato di cinque arcate e completamente coperto<br />

con due portali alle estrem<strong>it</strong>à ed una cappella al<br />

centro. Durante il viaggio di r<strong>it</strong>orno sono state illustrate<br />

ai partecipanti le proposte <strong>Telecom</strong> (Internet e voce)<br />

che prevedono sconti per i Soci Alatel. L’argomento,<br />

anche se era già noto, ha susc<strong>it</strong>ato un interesse generale<br />

e tante sono state le domande alle quali si è cercato<br />

di rispondere nel modo più soddisfacente possibile.<br />

L’acquisizione di quattro nuovi Soci è stata la dimostrazione<br />

dell’interesse susc<strong>it</strong>ato da questo argomento.<br />

La giornata, bella e anche molto calda, è trascorsa<br />

velocemente e in allegria.<br />

v<br />

<strong>it</strong>a associativa 15<br />

Dopo il pranzo, avvenuto in un ristorante di Pavia,<br />

c’è stato l’incontro con la guida che ci ha accompagnato<br />

nella vis<strong>it</strong>a all’esterno del castello Visconteo,<br />

dell’Univers<strong>it</strong>à, che è una delle più antiche e importanti<br />

d’Italia e d’Europa, e al Duomo. Abbiamo effet-<br />

Sezione di Imperia/Sanremo<br />

a cura di Laurent Pallanca<br />

Alla Sacra<br />

di S. Michele<br />

Ci si incontra di mattina presto, sul pullman ed è un<br />

piacere rivedere volti conosciuti, amici da sempre.<br />

Già verso Savona, tempo in netto peggioramento, come<br />

la memoria di quel tale che cantava ... Non ricordo<br />

se era verso Savona e non ricordo neanche<br />

se era quella volta lì! Ora, giunti alla Sacra,<br />

luogo celebre per i suoi panorami che vanno dalla<br />

Val di Susa alla mole Antonelliana, niente di tutto<br />

questo, pioggia battente e nebbie diffuse. La possente<br />

struttura della Sacra che ci sovrasta , chissà per-


16<br />

chè ricorda “Il Nome della rosa” e sull’erta scala in<br />

gran<strong>it</strong>o, lì a fianco S. Michele che sconfigge il Drago,<br />

potresti incontrare la figura di Sir Guglielmo da Baskerville.<br />

In quanto alle nebbie, come non ricordare<br />

quelle di Avalon, dove la leggenda dice che lì ... Non<br />

si invecchiava mai! Ora, solo Dio sa quanto bisogno<br />

Noi avremmo di .....! E pensare che ha funzionato per<br />

anni il motto: sui viaggi di M.T. Franchini non tramonta<br />

mai il sole! Già, ma tutto cambia, ci sono strane<br />

infiltrazioni, una crisi tira l’altra, noi non siamo<br />

più gli stessi ed anche l’asse terrestre ci dicono sia<br />

variato, ragion per cui ... Baciamolemani! E si che ci<br />

mettiamo del nostro continuando a vis<strong>it</strong>are cattedrali,<br />

eremi, conventi, ma ... Lo cantava già il Buon Faber”...<br />

Nella v<strong>it</strong>a si danno buoni consigli - Quando<br />

non si possono più dare cattivi esempi! Una<br />

conchiglia scolp<strong>it</strong>a nel gran<strong>it</strong>o, indica che siamo sulla<br />

via “Francigena”, quell’asse ideale che unisce Finis<br />

Terrae, Compostela a Roma - Gerusalemme. Ma<br />

eccoci già avviati, dopo 50 scalini al portone più altri<br />

40 per r<strong>it</strong>rovarsi in cima alla scalinata interna,<br />

sentiamo le nostre ginocchia scricchiolare paurosamente.<br />

Giunti al sagrato, una solerte guida ci erudisce<br />

sui dettami costruttivi, ivi compresi i possenti archi<br />

a contrafforte del cenobio, tesi a sostenere il perimetro<br />

murario, più volte modificato, in corso d’opera.<br />

All’interno, due immense colonne cilindriche in<br />

pietra ed un preciso “Manuale Cencelli” tra stile Gotico,<br />

Frati di Lione e stile Romanico, Italici frati Benedettini,<br />

se ben ricordo. A tenerci il “Panegirico”<br />

sulla Sacra, un padre Rosminiano, non un dimesso<br />

fraticello in saio e sandali, ma una sorta, senza irriverenza<br />

alcuna, di elegante “Clergyman” che sembrava<br />

appena usc<strong>it</strong>o dal set di quella S<strong>it</strong> Comedy nel<br />

cui t<strong>it</strong>olo c’entravano i Rovi, appunto!<br />

Una signora del gruppo, venne a stento trattenuta dal<br />

mar<strong>it</strong>o in quanto avrebbe voluto domandare al religioso<br />

... Se era parente di Padre Ralph! Dava l’impressione<br />

di uno che se te lo r<strong>it</strong>rovi di fronte con la racchetta<br />

da Tennis in mano ... Perdi in 2 Set. Il primo 6-0, il secondo<br />

6-1, in quanto a tennis ... Sei, uno ... Zero! Ora,<br />

tutti in fila, altrettanti scalini a scendere, cartilagini a<br />

rischio e tanto per farci coraggio, il sig. Francone asseriva:<br />

In discesa, anche i rospi ... S’arrebata! Verso il<br />

Ristorante, si scende lungo la Val Sangone, cantata in<br />

tempi non sospetti da Gipo Farassino, nella sua “Sangon<br />

Blues!” Nomi di paesini tipici: Chiappero, Chiodrero,<br />

Chiomonte, Coazze, Drosso! Preoccupante, dati<br />

i tempi. Al “Caccia Reale”, pranzo generoso, bis ad<br />

ogni portata, quasi nessuno resisteva, a mò di anemici<br />

Bradipi ... carenti d’Adipe! Solo il brioso vinello in caraffa,<br />

aveva ahimè “Sua Sponte” ... un pò troppo<br />

“Spunto”, compensato però da bottiglie di eccellente<br />

“Bonarda doc Oltrepò”... Nostra Sponte! Tornando, nel<br />

r<strong>it</strong>rovato sole della riviera, ci si augura tutti di far parte<br />

del “Gregge” di quelli a cui il fisico”Regge”, dimodochè<br />

dopo l’augurio di Buone Vacanze, già si vagheggia<br />

su varie ed eventuali circa un qualche Verduno<br />

<strong>2011</strong>! Ebbene Sì, devo ammetterlo .... Incorreggibili,<br />

nonostante l’età!<br />

P.S. Essendo chi Vi scrive un Motociclista, On the<br />

road Again, sono possibili incongruenze di tipo Storico<br />

- Ecclesiale, in quanto per lo più trattasi di individui<br />

alquanto strani, con strane scr<strong>it</strong>te sulle T-Shirt:<br />

Dalla, non è un cantante, ma un consiglio! ...<br />

L’Erba Grama non muore mai, quella Buona finisce<br />

sub<strong>it</strong>o! ... Bastardi fuori, bastardi dentro,<br />

Bastardi Sempre! Una volta, anche i motociclisti<br />

erano migliori! Volete un esempio? Siii?<br />

“Che Guevara” Claro que sì! Adelante Amigos!<br />

Siempre.<br />

Programma attiv<strong>it</strong>à<br />

Sez. IMPERIA/SANREMO<br />

PROGRAMMA ATTIVITA’ DELLA<br />

SEZIONE IMPERIA PER IL 2012<br />

Marzo – Assemblea di Sezione<br />

Maggio – In collaborazione con ANLA<br />

provinciale Tour Gardesana Occidentale.<br />

Giugno – Vis<strong>it</strong>a al Castello di Racconigi


di<br />

Carlo Vercelli<br />

Dal 3 gennaio u.s. ha preso avvio – in<br />

alternativa alla spedizione tram<strong>it</strong>e posta – la<br />

modal<strong>it</strong>à di invio dei documenti<br />

(mod. 17 e documenti di spesa) tram<strong>it</strong>e<br />

procedura fax-server.<br />

Questo progetto strategico, fortemente voluto<br />

dall’Assilt, è finalizzato al rinnovamento di<br />

tutto il sistema informativo dedicato alla gestione<br />

delle attiv<strong>it</strong>à di rimborso (500.000 pratiche lavorate<br />

ogni anno).<br />

Uno strumento che, pur se con qualche iniziale difficoltà<br />

connessa alla fase di rodaggio, in questo primo<br />

anno di esercizio sta confermando potenzial<strong>it</strong>à e vantaggi<br />

rispetto alla vecchia modal<strong>it</strong>à: riduzione dei tempi<br />

di evasione della pratica; conferma immediata tram<strong>it</strong>e<br />

SMS della acquisizione a sistema della documentazione<br />

inviata con il nr. Verde 800 844 845; mantenimento<br />

dei documenti originali in possesso del socio e<br />

riduzione delle carte.<br />

Le nuove procedure, l’informatica aiutano e sostengono<br />

i cambiamenti, ma l’artefice principale è l’uomo<br />

e sono queste sinergie che permetteranno il raggiungimento<br />

dei primi risultati. Un ulteriore intervento è<br />

anche previsto sul servizio erogato tram<strong>it</strong>e il numero<br />

verde 800 462 462 in modo da migliorarne la qual<strong>it</strong>à<br />

sia in termini di accesso che di contenuti.<br />

CONTATTI CON ASSISTENTE SANITARIA<br />

Si rammenta che per entrare in contatto con l’assistente<br />

san<strong>it</strong>aria è necessario chiamare il numero verde<br />

800 462 462 (Attivo 24 ore<br />

su 24)<br />

Preferibilmente fuori dall’orario<br />

di risposta operatore<br />

(9,30-12,30), dig<strong>it</strong>ando la<br />

propria matricola e password<br />

e selezionando l’opzione “4”;<br />

si dovrà quindi lasciare il<br />

proprio recap<strong>it</strong>o telefonico a<br />

cui sarete richiamati entro 2 giorni.<br />

(per i pensionati di Genova in via Manuzio al mercoledì<br />

di norma l’assistente san<strong>it</strong>aria riceve anche senza<br />

appuntamento orario 11/15)<br />

COMUNICAZIONE<br />

ASSILT<br />

Notizie<br />

Si comunica che in<br />

data 17 settembre<br />

<strong>2011</strong>, a segu<strong>it</strong>o dell’entrata<br />

in vigore<br />

della Legge n. 148 del 14 settembre <strong>2011</strong>, di conversione<br />

del Decreto Legislativo n. 138 del 13 agosto<br />

<strong>2011</strong> (cosiddetta “Manovra di Ferragosto”), sono<br />

state confermate le disposizioni in materia di entrate<br />

che prevedono, dal 1° gennaio 2012, l’unificazione<br />

al 20% delle r<strong>it</strong>enute e delle imposte sost<strong>it</strong>utive<br />

sui redd<strong>it</strong>i di natura finanziaria che, come noto,<br />

in precedenza erano fissate nelle misure del<br />

12,50% (su dividendi, interessi e plusvalenze da<br />

“cap<strong>it</strong>al gain”) e del 27% (su interessi dei conti correnti<br />

bancari e postali).<br />

In particolare, per quanto riguarda gli interessi delle<br />

obbligazioni, l’elevazione dell’aliquota dal<br />

12,50% al 20% si applicherà sugli interessi che<br />

matureranno a partire dal 1° gennaio 2012.<br />

Pertanto, agli interessi che verranno pagati sulle<br />

obbligazioni del Prest<strong>it</strong>o Obbligazionario “<strong>Telecom</strong><br />

Italia 2002-2022 a tasso variabile, serie speciale<br />

aperta, riservato in sottoscrizione al personale del<br />

gruppo <strong>Telecom</strong> Italia in servizio e in quiescenza”<br />

l’imposta sost<strong>it</strong>utiva verrà applicata nel seguente<br />

modo:<br />

INTERESSI CEDOLA 20<br />

Sugli interessi che verranno messi in pagamento il<br />

1° gennaio 2012, in quanto maturati nel periodo<br />

compreso tra il 1° luglio <strong>2011</strong> ed il 31 <strong>dicembre</strong><br />

<strong>2011</strong>, verrà ancora applicata l’aliquota del 12,50%<br />

INTERESSI CEDOLA 21 E SEGUENTI<br />

Sugli interessi che verranno messi in pagamento a<br />

partire dal 1° luglio 2012, in quanto maturati dal 1°<br />

gennaio 2012 in poi, verrà invece applicata la nuova<br />

aliquota del 20%.<br />

v<br />

<strong>it</strong>a associativa 17


NOZZE D’ORO IN CASA ALATEL<br />

18<br />

P<strong>it</strong>taluga Oreste e signora hanno festeggiato<br />

a Yellowstone i 50 anni di matrimonio<br />

Carlo Vercelli e signora tagliano la torta dei<br />

50 anni a S. Cipriano<br />

Seniores<br />

in movimento<br />

Soci di Genova<br />

all’Isola<br />

del Giglio


Seniores<br />

in movimento<br />

Aldo Tardivelli animatore<br />

della spiaggia<br />

di Pietra Ligure<br />

ASSILT – ULTIMA ORA<br />

di Marco Pini<br />

“Riceviamo dal Delegato per la Toscana e Liguria Marco Pini le seguenti notizie che penso vi daranno sollievo. Finalmente sono<br />

state accolte le richieste da tempo avanzate dai pensionati della Liguria.”<br />

19<br />

POSSIBILITA’ DI RE-ISCRIZIONE SOCI PENSIONATI: In questo periodo il Consiglio di Amministrazione sta prendendo<br />

in considerazione le richieste di re-iscrizione di soci pensionati che per i più disparati motivi (diversi dal recesso espresso per<br />

iscr<strong>it</strong>to nelle forme di cui all’art. 7 dello Statuto), erano stati cessati dall’Associazione. Coloro che fossero interessati e che potranno<br />

venire a conoscenza di questa opportun<strong>it</strong>à anche attraverso la vostra rete di relazioni, potranno rivolgere domanda<br />

scr<strong>it</strong>ta in tal senso, da inoltrarsi al Delegato che ne dovrà esprimere il parere preventivo.<br />

TORNA L’ASSISTENTE SANITARIO A FIRENZE E A GENOVA: Come promesso dal Delegato e dal Rappresentante<br />

dei soci pensionati durante le numerose occasioni di incontro dei mesi scorsi con i soci pensionati liguri e toscani, da alcune<br />

settimane l’Associazione è riusc<strong>it</strong>a a far sì che la società incaricata dei servizi finalmente ha selezionato e contrattualizzato le<br />

due figure professionali da tempo mancanti per lo svolgimento del ruolo di Assistente San<strong>it</strong>ario che da sempre ha significato<br />

un importante “valore aggiunto” di Assilt in termini di ascolto, consulenza, soluzioni ed interventi di sostegno anche di fronte<br />

alla casistica di patologie che non possono trovare risposte dirette nei tariffari. Fino ad eventuali diverse comunicazioni (pubblicate<br />

anche sul portale www.assilt.<strong>it</strong> ), si conferma la presenza dell’Assistente ogni mercoledì lavorativo presso la Sede <strong>Telecom</strong><br />

di Genova via Manuzio (7° piano) e ogni venerdì (ore 11- 15.30), presso la Sede <strong>Telecom</strong> di Firenze viale Guidoni (piano<br />

terra).<br />

POTENZIAMENTO DEL NUMERO VERDE 800 462 462: Analogamente, sono state fatte diverse assunzioni per “resusc<strong>it</strong>are”<br />

il numero verde che da molto/troppo tempo i soci giustamente lamentavano irraggiungibile e quant’altro. Il segnale<br />

pare finalmente pos<strong>it</strong>ivo anche da questo punto di vista pertanto ci attendiamo di raccogliere minori lamentele in occasione<br />

delle prossime assemblee sui terr<strong>it</strong>ori.<br />

UTILIZZO DEL FAX-SERVER: Confermando la possibil<strong>it</strong>à per i soci pensionati di inoltrare le proprie richieste di rimborso<br />

attraverso le consuete modal<strong>it</strong>à cartacee verso i rispettivi “poli amministrativi” (i toscani all’indirizzo di via del Pellegrino, 155<br />

00186 Roma e i liguri all’indirizzo di via Bari, 5 10144 Torino), accompagnando i documenti originali di spesa con il mod. 17<br />

e l’eventuale modulistica (esempio modello odontoiatrico), aggiornata scaricabile dal portale www.assilt.<strong>it</strong> – si prende atto non<br />

senza sorpresa che un numero consistente e sempre crescente di soci pensionati sta attrezzandosi con computer e collegamento<br />

ad internet per accedere alla propria “area personale” riservata sul portale attraverso la quale si possono usufruire<br />

di utili servizi oltrechè “inserire” richieste di rimborso seguendo le istruzioni che, dopo la dig<strong>it</strong>azione da parte del socio dei dati<br />

richiesti relativamente ai documenti di spesa, prevedono la stampa e la firma di un documento (con codice a barre), con il<br />

quale accompagnare via fax gli stessi (quindi trattenendo in casa gli originali per i successivi controlli).<br />

NUOVO REGOLAMENTO DELLE PRESTAZIONI: E’ allo studio un nuovo Regolamento generale delle prestazioni che verosimilmente<br />

potrà entrare in vigore nei primi mesi del 2012 (e di cui ovviamente sarà data ampia diffusione con l’entrata in vigore),<br />

che semplificherà il rapporto con i soci - soprattutto pensionati – in ottica di omogeneizzazione degli interventi<br />

economico/assistenziali sul terr<strong>it</strong>orio nazionale e soprattutto nell’ottica di rendere ancora più agevole e comprensibile sia ciò di<br />

cui si ha dir<strong>it</strong>to, sia “ciò che serve” per ottenere il rimborso e non rischiare di vedersi rest<strong>it</strong>uire la pratica, come talvolta avviene.<br />

Marco Pini - Delegato Collegio 4<br />

e-mail: delegato.collegio4@assilt.<strong>it</strong>


v <strong>it</strong>a associativa<br />

Come leggere<br />

l’estratto conto on-line<br />

Abbiamo avuto modo di chiarire, in una precedente<br />

edizione del nostro Giornale, alcuni punti su “Telemaco<br />

- Pensione complementare ”. Riaffrontiamo questo tema<br />

previdenziale per focalizzare un altro importante<br />

aspetto, quello cioè delle “rend<strong>it</strong>e” e dei “beneficiari”.<br />

di<br />

Luciano Stoppa<br />

20<br />

Ci siamo pertanto rivolti alla cortesia del Direttore<br />

Generale del Fondo - Dott.<br />

Marco Melegari – al quale abbiamo esternato<br />

alcuni nostri dubbi ottenendo utili chiarimenti;<br />

eccoli:<br />

D) Dottore, in premessa una domanda che più<br />

preoccupa i nostri Soci: cosa succede nel caso<br />

di decesso del lavoratore iscr<strong>it</strong>to a Telemaco<br />

prima di aver maturato i requis<strong>it</strong>i di accesso<br />

alle prestazioni?<br />

R) Anz<strong>it</strong>utto è bene rammentare che si maturano i<br />

requis<strong>it</strong>i per la pensione complementare del Fondo<br />

“Telemaco” dopo aver raggiunto i requis<strong>it</strong>i per la<br />

pensione obbligatoria e con almeno 5 anni di iscrizione<br />

al Fondo o ad altra forma pensionistica complementare;<br />

in caso di decesso la posizione individuale<br />

è riscattata dai beneficiari designati dall’aderente<br />

e, in loro mancanza, dagli eredi. In assenza di<br />

tali soggetti la posizione resta defin<strong>it</strong>ivamente acquis<strong>it</strong>a<br />

a Telemaco e suddivisa tra tutti gli aderenti.<br />

D) Invece, in caso di decesso dell’associato<br />

già “pensionato”, esiste la reversibil<strong>it</strong>à “di dir<strong>it</strong>to”<br />

da parte degli eredi (in specie la moglie)<br />

oppure la prestazione va agli eredi soltanto<br />

“se” l’associato li ha nominati beneficiari?<br />

R) Dipende dal tipo di rend<strong>it</strong>a scelta dall’Associato<br />

tra quelle messe a disposizione da Telemaco: infatti<br />

per l’erogazione delle rend<strong>it</strong>e Telemaco ha stipulato<br />

due convenzioni, una con UGF Assicurazioni e l’altra<br />

con Assicurazioni Generali, per consentire ai suoi<br />

iscr<strong>it</strong>ti a seconda delle loro esigenze di scegliere tra<br />

diverse tipologie di rend<strong>it</strong>a e cioè<br />

d) Rend<strong>it</strong>a v<strong>it</strong>alizia controassicurata<br />

e) Rend<strong>it</strong>a v<strong>it</strong>alizia con maggiorazione in caso<br />

di perd<strong>it</strong>a di autosufficienza (LTC)<br />

D) Ci può precisare quali le differenze e in<br />

“cosa consiste” la caratteristica di queste singole<br />

rend<strong>it</strong>e?<br />

R) Senz’altro.<br />

a) Rend<strong>it</strong>a v<strong>it</strong>alizia: pagamento immediato di una<br />

rend<strong>it</strong>a fino a che l’Assicurato è in v<strong>it</strong>a; in caso di<br />

morte dell’assicurato la rend<strong>it</strong>a non viene più erogata;<br />

quindi tale rend<strong>it</strong>a verrà scelta da chi vuole ricevere<br />

per tutta la v<strong>it</strong>a la propria pensione complementare<br />

e non desidera che alla sua morte la rend<strong>it</strong>a continui<br />

ad essere erogata a beneficiari superst<strong>it</strong>i.<br />

b) Rend<strong>it</strong>a v<strong>it</strong>alizia reversibile, pagamento immediato<br />

di una rend<strong>it</strong>a fino a che l’Assicurato è in v<strong>it</strong>a<br />

e successivamente reversibile, in misura totale<br />

(100%) o parziale (con un minimo del 50%), a favore<br />

di una o più persone (reversionari), fino a che l’ultima<br />

di esse è in v<strong>it</strong>a; tale rend<strong>it</strong>a è adatta per chi desidera<br />

che dopo la sua morte la rend<strong>it</strong>a continui ad<br />

a) Rend<strong>it</strong>a v<strong>it</strong>alizia<br />

b) Rend<strong>it</strong>a v<strong>it</strong>alizia reversibile<br />

c) Rend<strong>it</strong>a certa 5 o 10 anni e poi v<strong>it</strong>alizia


essere erogata fino a che l’ultimo dei beneficiari sia<br />

in v<strong>it</strong>a. L’ent<strong>it</strong>à della rend<strong>it</strong>a sarà in questo caso, ovviamente,<br />

calcolata anche in base all’età dei beneficiari.<br />

c) Rend<strong>it</strong>a certa per 5 o 10 anni e poi v<strong>it</strong>alizia:<br />

pagamento immediato di una rend<strong>it</strong>a certa per 5<br />

o 10 anni all’Assicurato o, in caso di suo decesso, alle<br />

persone dallo stesso designate (beneficiari) sino<br />

allo scadere del termine scelto; di contro se il pensionato<br />

allo scadere di tale periodo, è ancora in v<strong>it</strong>a,<br />

continuerà a ricevere la rend<strong>it</strong>a fino al suo decesso.<br />

d) Rend<strong>it</strong>a v<strong>it</strong>alizia controassicurata: pagamento<br />

immediato di una rend<strong>it</strong>a fino a che l’Assicurato è<br />

in v<strong>it</strong>a e, in caso di suo decesso, pagamento del montante<br />

residuale alle persone dallo stesso designate<br />

(beneficiari). Tale rend<strong>it</strong>a è adatta per chi vuole ricevere<br />

per tutta la v<strong>it</strong>a la propria pensione e desidera<br />

che dopo la sua morte le “somme non ancora erogate”<br />

vengano corrisposte ai beneficiari designati.<br />

e) Rend<strong>it</strong>a v<strong>it</strong>alizia con maggiorazione in caso<br />

di perd<strong>it</strong>a di autosufficienza (LTC): pagamento<br />

immediato di una rend<strong>it</strong>a fino a che l’Assicurato è in<br />

v<strong>it</strong>a, con raddoppio della rend<strong>it</strong>a in caso di perd<strong>it</strong>a di<br />

autosufficienza da parte dello stesso. Quindi la scelta<br />

di detta rend<strong>it</strong>a è utile per chi vuole proteggersi<br />

(con il raddoppio della rend<strong>it</strong>a) dal rischio di non<br />

avere un redd<strong>it</strong>o idoneo per far fronte ai casi di perd<strong>it</strong>a<br />

di autosufficienza. Tale rend<strong>it</strong>a, oltre che nella<br />

modal<strong>it</strong>à v<strong>it</strong>alizia immediata, potrà essere reversibile<br />

o certa per 5 o 10 anni<br />

D) Si possono designare più beneficiari della<br />

rend<strong>it</strong>a pensionistica?<br />

R) Sì, in via generale. Ovviamente l’ent<strong>it</strong>à della rend<strong>it</strong>a,<br />

come abbiamo detto, si ridurrà in proporzione al<br />

numero e soprattutto all’età dei beneficiari che verranno<br />

effettivamente designati.<br />

D) In caso di reversibil<strong>it</strong>à agli eredi o ad al-<br />

tri beneficiari, la prestazione subisce una riduzione<br />

(come avviene nell’INPS) e se SI di<br />

quanto?<br />

R) Si, sia la rend<strong>it</strong>a reversibile (punto sub b) che la<br />

rend<strong>it</strong>a certa (punto sub c) e la controassicurazione<br />

(punto sub d) hanno un costo che comporta un minore<br />

importo della rend<strong>it</strong>a rispetto alla tipologia base<br />

della rend<strong>it</strong>a v<strong>it</strong>alizia.<br />

D) La designazione dei beneficiari può essere<br />

revocata o modificata dall’Associato durante<br />

la v<strong>it</strong>a lavorativa? una sola volta oppure più<br />

volte?<br />

R) Distinguiamo due casi:<br />

1) Morte dell’Associato durante la v<strong>it</strong>a lavorativa: la<br />

posizione – abbiamo visto - potrà essere riscattata<br />

dagli eventuali beneficiari dalla stesso designati o, in<br />

assenza di tale designazione, dagli eredi. La designazione<br />

dei beneficiari può essere fatta e successivamente<br />

modificata (anche più volte) tram<strong>it</strong>e compilazione<br />

del modulo “atto nomina beneficiari”, disponibile<br />

sul s<strong>it</strong>o internet del Fondo, da inviare in originale<br />

a Telemaco.<br />

2) Una volta cessato dal servizio, al momento della<br />

scelta del tipo di rend<strong>it</strong>a l’Associato deve fare la designazione<br />

di reversionari/beneficiari. La scelta dei<br />

reversionari e la percentuale di reversibil<strong>it</strong>à (nel caso<br />

di rend<strong>it</strong>a reversibile, punto b) non sono modificabili<br />

durante il godimento della rend<strong>it</strong>a; la scelta dei<br />

beneficiari (punti c e d ) di rend<strong>it</strong>e certe o contro assicurate<br />

è invece revocabile o modificabile finché<br />

l’assicurato è in v<strong>it</strong>a.<br />

D) La prestazione pensionistica “erogata”<br />

viene in qualche modo influenzata nel suo ammontare<br />

dalla c.d. “speranza di v<strong>it</strong>a” dell’Associato?<br />

e se SI in che termini?<br />

R) Si, l’importo iniziale della rend<strong>it</strong>a viene determinato<br />

anche in base alle aspettative di v<strong>it</strong>a dell’assicurato<br />

(e degli eventuali reversionari/beneficiari).<br />

Più lunga è quest’ultima e più bassa è la rend<strong>it</strong>a erogata.<br />

Di ciò si tiene conto attraverso le tavole di mortal<strong>it</strong>à<br />

prese a base del calcolo. Infatti il montante maturato<br />

dall’iscr<strong>it</strong>to durante la fase di accumulazione<br />

al fondo pensione viene convert<strong>it</strong>o dalla compagnia<br />

di assicurazione, in base a coefficienti prestabil<strong>it</strong>i, in<br />

premio unico con il quale viene “accesa” per conto<br />

dell’iscr<strong>it</strong>to una rend<strong>it</strong>a con le caratteristiche prescelte.<br />

(i coefficienti sono riportati nei fascicoli informativi<br />

di UGF Assicurazioni e Assicurazioni Generali<br />

consultabili sul s<strong>it</strong>o internet di Telemaco),<br />

D) In conclusione ci può dire in grande sintesi<br />

i pro e i contro delle possibili scelte<br />

R) Non ci sono pro o contro, ma ci sono modal<strong>it</strong>à di-<br />

21


22<br />

verse di erogazione per far fronte, come si è detto, alle<br />

diverse e variegate esigenze dei singoli Associati.<br />

Comunque in grande sintesi si può dire che, per fare<br />

in modo che il beneficio della rend<strong>it</strong>a erogata non si<br />

interrompa in caso di decesso dell’assicurato, bisogna<br />

scegliere la “rend<strong>it</strong>a reversibile”. Con la “rend<strong>it</strong>a<br />

certa” il pagamento ai beneficiari dura solo fino<br />

alla scadenza del periodo di certezza della rend<strong>it</strong>a (5<br />

o 10 anni). Con la “rend<strong>it</strong>a controassicurata” la prestazione<br />

pagata ai beneficiari è in forma di cap<strong>it</strong>ale<br />

(una tantum) e non di rend<strong>it</strong>a.<br />

Desidero cogliere l’occasione di questa intervista per<br />

informare i Soci Seniores <strong>Telecom</strong> Alatel iscr<strong>it</strong>ti a<br />

Telemaco che ogni notizia sul Fondo è disponibile<br />

sul s<strong>it</strong>o www.fondotelemaco.<strong>it</strong> e che comunque dal<br />

lunedì al venerdì (dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,30<br />

alle 17) è attivo il call-center al n° 0688291301.<br />

* * *<br />

Ringraziamo il Dr. Melegari per la disponibil<strong>it</strong>à<br />

concessa ai Seniores <strong>Telecom</strong> Alatel Liguria, e soprattutto<br />

per le esaurienti e chiare risposte ai nostri<br />

dubbi, e gli auguriamo “ Buon Lavoro” per la sua importante<br />

responsabil<strong>it</strong>à in seno a Telemaco.<br />

Chi è Marco Melegari<br />

Laureato in Economia e Commercio con il massimo<br />

dei voti presso l’Univers<strong>it</strong>à di Roma, ha svolto numerosi<br />

incarichi in varie Aziende specialmente in<br />

materia di “finanza, pianificazione e controllo”. Dal<br />

1983 al 1997 in STET Direzione Finanza, prima<br />

membro e poi, dal 1988, Responsabile del Team<br />

che ha realizzato tutte le operazioni di finanza mobiliare<br />

del Gruppo STET, tra le quali le più significative:<br />

gli aumenti di cap<strong>it</strong>ale della SIP, emissione sui<br />

mercati internazionali di prest<strong>it</strong>i obbligazionari convertibili<br />

o con warrant in azioni SIP in portafoglio<br />

STET, fusione <strong>Telecom</strong> Italia (incorporazione nella<br />

SIP delle altre concessionarie telefoniche), scissione<br />

e quotazione della TIM, scissione e quotazione della<br />

Seat, scorporo della Telespazio e fusione<br />

STET/<strong>Telecom</strong> Italia. Poi dal 1997 al 2000 in TELE-<br />

COM ITALIA come Responsabile “Aree Finanza<br />

Strategica e Finanza Mobiliare” con il comp<strong>it</strong>o, tra<br />

l’altro, di ottimizzare la struttura finanziaria del Gruppo<br />

ed effettuare la valutazione finanziaria del budget.<br />

Inoltre, come Assistente del responsabile della<br />

Direzione ha coordinato le attiv<strong>it</strong>à relative alla fusione<br />

STET/<strong>Telecom</strong> e poi alla privatizzazione della società.<br />

In questo periodo ha avuto incarichi anche<br />

presso BANKSIEL e ATESIA e, dopo il 2001 presso<br />

STREAM (ora SKY, settore pay-tv). E’ stato membro<br />

del Consiglio di Amministrazione di FONTEDIR<br />

(Fondo Pensione Complementare Dirigenti Gruppo<br />

<strong>Telecom</strong> Italia) e del Consiglio di Amministrazione di<br />

TELEMACO (Fondo Pensione Complementare per i<br />

lavoratori TLC), presso il quale, oggi ricopre la carica<br />

di DIRETTORE GENERALE.<br />

ANLA - Rinnovo patente<br />

Come preannunciato sul Giornale “Esperienza”,<br />

la Presidenza Nazionale dell’Anla<br />

(cui, come noto, aderisce l’Alatel), nell’amb<strong>it</strong>o<br />

della sua missione di “tutela dell’anzianato”,<br />

ha inoltrato lettere di segnalazione e<br />

protesta ai Ministeri della Salute e di Infrastrutture<br />

e Trasporti, riguardanti le recenti<br />

nuove norme per il rinnovo della patente a<br />

persone di età superiore a 80 anni.<br />

La lettera è incentrata sulla richiesta che<br />

siano immediatamente riformulate le lineeguida<br />

alle Commissioni mediche locali, in<br />

maniera che sia ev<strong>it</strong>ato agli anziani di essere<br />

sottoposti ad accertamenti onerosi (anche<br />

economicamente) e comunque stressanti.<br />

L’intera lettera è presente sul s<strong>it</strong>o ANLA<br />

un<strong>it</strong>amente ad un inv<strong>it</strong>o ai Soci ultra 80/ni<br />

che abbiamo avuto “esperienze negative”<br />

per il rinnovo della patente, di interessare la<br />

struttura ANLA.


di<br />

Mario Cascella<br />

Partendo da Sanremo e facendo brevi fermate<br />

ad Imperia, Albenga, Savona, Genova e La<br />

Spezia, per raccogliere i 50 partecipanti, proseguiamo<br />

attraversando quasi tutta la penisola giungendo,<br />

in tarda serata a Grisolia, comune del Parco<br />

Nazionale del Pollino, presso l’Hotel il Cormorano;<br />

accolti da una leggera pioggerellina e dal personale<br />

dell’agenzia Zonablu Viaggi, di Scalea, che ci ha segu<strong>it</strong>o<br />

per tutto il soggiorno con grande cortesia, professional<strong>it</strong>à<br />

e simpatia.<br />

Il primo giorno in terra di Calabria il tempo non promette<br />

nulla di buono, ma non scoraggia i nostri ardimentosi<br />

e ben equipaggiati a partire alla volta di Maratea.<br />

la “perla tirrenica” della Basilicata. per vis<strong>it</strong>are<br />

l’imponente Statua del Cristo Redentore ai cui<br />

piedi si trova la Basilica di San Biagio, accompagnati<br />

da una validissima guida che ci illustra la storia<br />

della c<strong>it</strong>tadina e della costruzione dell’imponente<br />

statua. Causa il cattivo tempo non si può ammirare in<br />

tutto il suo splendore lo stupendo panorama della costa<br />

calabrese che si gode dal belvedere prospiciente<br />

la statua del Cristo Redentore.<br />

Nel pomeriggio vis<strong>it</strong>a di Scalea e passeggiata alla<br />

scoperta dell’antico borgo medievale le cui origini si<br />

Parco Nazionale<br />

del Pollino<br />

Un Viaggio fra Natura,<br />

Cultura e Tradizioni<br />

perdono tra storia e leggenda. Vis<strong>it</strong>a delle antiche<br />

Chiese, della Cappella Bizantina, del Castello e del<br />

Palazzo dei Principi. Il tempo migliora, non piove più<br />

e permette di godere della vista panoramica che si<br />

può ammirare dall’alto di Scalea.<br />

Un intermezzo molto apprezzato da tutti i partecipanti<br />

la degustazione dei prodotti locali che ha spronato<br />

tutti a fare acquisti.<br />

Il secondo giorno, tempo incerto ma non ci scoraggia<br />

e quindi mattinata dedicata alla vis<strong>it</strong>a di Tortora e<br />

della Chiesa Madre, della casa in cui sostò Garibaldi<br />

e del Museo, mostra permanente di Palazzo Casapesenna<br />

che raccoglie antiche tombe con ricchi corredi<br />

funerari, conservatesi intatte per oltre 2000 anni.<br />

Sosta in una bottega artigiana ove si lavora l’argilla<br />

spiegazione da parte del “maestro” delle fasi per<br />

realizzare vasi ed altri oggetti.<br />

Proseguiamo verso Praia a Mare per vis<strong>it</strong>are il Santuario<br />

della Madonna della Grotta con le caratteristiche<br />

tre grotte sovrapposte.<br />

Nel pomeriggio partenza alla volta di Orsomarso,<br />

paese che si trova all’interno della Riserva naturale<br />

“Valle del fiume Argentino”, ist<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a nel 1987.<br />

Vis<strong>it</strong>a del caratteristico centro storico, con guida locale,<br />

della chiesa e, della grotta ove è stata posta una<br />

copia della statua della Madonna di Lourdes.<br />

Sulla strada del r<strong>it</strong>orno una sosta fuori programma al<br />

Consorzio del Cedro di Calabria dove assistiamo ad<br />

un breve filmato sulla coltivazione ed uso del cedro.<br />

Al termine un apprezzato assaggio del prodotto e di<br />

conseguenza acquisti da parte dei partecipanti.<br />

Il terzo giorno il sole finalmente compare rallegrando<br />

la nostra vis<strong>it</strong>a al Parco Nazionale del Pollino al castello<br />

di Morano Calabro, dove una validissima guida<br />

ci illustra la storia del paese e del fatto che recentemente<br />

è entrato a far parte dei “Borghi più belli d’<br />

Italia”, grazie al suo caratteristico centro storico ed<br />

alla particolare posizione delle case poste a gradina-<br />

v<br />

<strong>it</strong>a associativa 23


24<br />

te sulla montagna che percorriamo scendendo.<br />

Nel pomeriggio vis<strong>it</strong>iamo Civ<strong>it</strong>a, il paese sorge a 450<br />

m. sul livello del mare, su una piccola valle alle falde<br />

della montagnosa catena del Pollino. Percorriamo le<br />

stradine del paese ed ammiriamo gli strani comignoli<br />

delle case e quindi giungiamo al Belvedere dal quale<br />

osserviamo il canyon del torrente Raganello, uno degli<br />

scorci panoramici più spettacolari del Parco.<br />

Vis<strong>it</strong>a del centro storico e della chiesa albanese di<br />

Civ<strong>it</strong>a, uno dei paesi che conserva meglio le tradizioni<br />

culturali e religiose della madrepatria albanese.<br />

Il tempo soleggiato continua e ci accompagna nella<br />

vis<strong>it</strong>a del Santuario di San Francesco di Paola, si<br />

tratta di un vasto complesso rinascimentale e barocco<br />

con Chiesa e Chiostro del secolo XV e XVI. “Il giro<br />

dei miracoli” ci permette di vedere la Chiesa quattrocentesca,<br />

i luoghi dove il Santo visse e operò, accompagnati<br />

dalla valida guida che ci illustra la storia<br />

del Santuario. Ci allieta anche la vista di un elegante<br />

matrimonio con damigelle e paggetti.<br />

Nel pomeriggio vis<strong>it</strong>a di Diamante la c<strong>it</strong>tà dei murales<br />

e sede dell’accademia del peperoncino, portabandiera<br />

della cultura piccante calabrese nel mondo.<br />

Passeggiata nel centro storico accompagnati da guida<br />

locale con spiegazione dei murales realizzati a<br />

partire dal 1981 sulle mura delle ab<strong>it</strong>azioni.<br />

Rientriamo all’Hotel il Cormorano che ci ha sempre<br />

proposto ottimi ed abbondanti menù e serate di animazione<br />

allietate da musica, danze e giochi.<br />

Peccato che il soggiorno sia stato troppo breve e condensato,<br />

occorrevano, data l’età media dei partecipanti<br />

ed i chilometri percorsi, almeno uno o due giorni di più<br />

per rilassarsi in riva al mare e passeggiare liberamente.<br />

E così siamo giunti all’ultimo di questi bei giorni in<br />

Calabria che molti di noi conoscevano superficialmente;<br />

ora dopo aver appreso la sua storia, conosciuto il suo<br />

terr<strong>it</strong>orio, apprezzato le sue tradizioni, e la socievolezza<br />

dei suoi ab<strong>it</strong>anti ed assaporati i suoi prodotti, r<strong>it</strong>orneremo<br />

alle nostre case con un bagaglio di conoscenza<br />

più approfond<strong>it</strong>o ed il rimpianto nel cuore.<br />

LETTERE DI VAN GOGH<br />

Una delle iniziative legate alla mostra di Van<br />

Gogh e il viaggio di Gauguin, e quella legata<br />

a veri e propri rec<strong>it</strong>al nei quali l’attore Gilberto<br />

Colla, che segue da tempo Marco<br />

Goldin, offrirà lettura drammatizzata di una<br />

scelta significativa delle famose missive indirizzate<br />

dal p<strong>it</strong>tore olandese al fratello Theo<br />

con preciso riferimento ai quadri in mostra.<br />

Così, con il dovuto accompagnamento musicale<br />

di volta in volta diverso, in alcuni sabati<br />

e domenica durante la mostra, il vis<strong>it</strong>atore<br />

potrà, senza spendere nulla in più rispetto<br />

al biglietto d’ingresso all’esposizione,<br />

fare solo pochi passi e allo stesso piano di<br />

Palazzo Ducale entrare nel Salone del Minor<br />

Consiglio per assistere al rec<strong>it</strong>al della durata<br />

di 45 minuti.<br />

Gennaio sabato 14 - domenica 15<br />

Febbraio sabato 4 - domenica 5<br />

Febbraio sabato 25 - domenica 26<br />

Marzo sabato 3 - domenica 4<br />

Le date del rec<strong>it</strong>al di aprile saranno comunicate<br />

in segu<strong>it</strong>o.<br />

I RECITAL DI GONI SABATO E DOMENICA<br />

SARANNO ALLE ORE 11 E ALLE ORE 16<br />

Il nuovo codice della strada<br />

Norme ferree e sanzioni più severe caratterizzano le norme del “Nuovo Codice della Strada” di cui alla legge 29 luglio 2010<br />

n° 120 (pubblicata sulla G.U. n° 175 del 29/7/2010). Vediamone alcune “più innovative”:<br />

Chi sporca le strade - gettando rifiuti o oggetti (anche solo un mozzicone di sigaretta) dal finestrino sanzioni da 100,00<br />

a 400,00 euro<br />

Targa - chi circola con una targa talmente sporca da essere illeggibile: sanzioni da 78,00 a 311,00 euro.<br />

I neo-patentati (da meno di un anno) - non possono guidare veicoli con potenza specifica (rifer<strong>it</strong>a alla tara) superiore<br />

a 55 kw/t<br />

Pedoni - perde otto punti chi non dà la precedenza ai pedoni che stanno attraversando la strada sulle strisce<br />

Sosta - chi si ferma ai bordi della strada senza spegnere il motore la sanzione è di 200,00/400,00 euro (salvo che trattasi<br />

di sosta brevissima)<br />

Guida contromano - chi procede contromano in autostrada e sulle strade extraurbane: revoca della patente<br />

Multe - i verbali di contravvenzione devono essere notificati entro 90 gg. e non più entro i 150 gg.


di<br />

Laurent Pallanca<br />

Eppure, basterebbe immaginare un “Rewind”<br />

con i numerini degli anni che scorrono veloci<br />

all’indietro. Stop! Intorno agli anni 1950 o<br />

giù di lì, ed eccoci, chi più chi meno r<strong>it</strong>ornati bambini<br />

e bambine. Tutti ded<strong>it</strong>i ai nostri giochi, con le<br />

bambine a fare papette di erba a bambole, allora<br />

chiaramente di pezza! La mia<br />

amichetta Anna ne aveva una<br />

che si chiamava Pilù, i suoi occhi<br />

erano due crocette di filo nero,<br />

i capelli di una lana rossa<br />

ispida che se accarezzati diventavano<br />

elettrici, ispidi. Poverina,<br />

dire che Pilù fosse “Orripilante”...<br />

era un gran complimento!<br />

A volte mi cap<strong>it</strong>ava di giocare<br />

con Anna, mia mamma mi diceva che le bambine<br />

erano come fiori, bisognava proteggerle. Io, a mio<br />

modo, lo facevo. E poi, Anna era buona, mi dava retta,<br />

mi ubbidiva, anche se per questa piccola amicizia,<br />

venivo preso in giro dagli altri bambini. Però, noi<br />

maschietti eravamo assai più fortunati nel giocare ai<br />

Cowboy contro gli indiani ... Tutte le nostre armi erano<br />

vere! Moschetti 91/38 a volontà. Io, avevo trovato<br />

una grossa “Mauser” a<br />

tamburo, se la puntavo<br />

contro qualcosa, dovevo<br />

reggerla con tutte e<br />

due le mani, tanto era<br />

pesante! Tex, il mio<br />

eroe prefer<strong>it</strong>o, lui aveva<br />

la fondina, io le tasche,<br />

che si erano bucate e<br />

l’elastico delle bretelle,<br />

già debole di per se si<br />

allungava a dismisura<br />

dal peso. Unico rimpianto,<br />

mai trovato le<br />

Il Natale<br />

di una volta<br />

Presi dal vortice della v<strong>it</strong>a quotidiana,<br />

dall’avanzare degli anni, quasi abbiamo<br />

dimenticato com’era il Natale<br />

di quando noi eravamo bambini.<br />

munizioni adatte, nonostante lo stock imponente di<br />

pallottole, a mia disposizione. Qualcuno penserà ....<br />

Meglio così! Già, lo penso anch’io, perchè se avessi<br />

trovato le pallottole, nel migliore dei casi ... Avrei<br />

senz’altro azzoppato qualcuno! Poi, nel giocare ai<br />

Cowboy, mai nessuno che volesse fare l’Indiano e se<br />

ce ne fosse stato uno .... L’avremmo appeso al “Pennone<br />

più alto della nave!” Dice ... Ma nel Far West<br />

non c’erano le navi! Se è per questo, neanche al mio<br />

paese, ma quella frase che suonava così bene, era diventata<br />

patrimonio collettivo. Una volta, sul più bello<br />

del gioco, mi si presentò Anna, la piccola carrozzina<br />

in legno su cui trasportava Pilù coperta di straccetti<br />

aveva perso una ruota, voleva che gliela aggiustassi.<br />

Non posso, non vedi che devo sparare agli Indiani?<br />

Bang bang Bang! Prendete maledetti! Anna si<br />

mise a piangere, così smisi di giocare ed andai a cercare<br />

un chiodo e con il calcio della pistola a mò di<br />

martello, fissai la ruota. Dalla felic<strong>it</strong>à, Anna all’improvviso,<br />

mi stampò sulla guancia un appiccicoso bacio.<br />

Non l’avesse mai fatto, tutti giù a ridere! Cosa<br />

avete da ridere, vili, codardi! Bang Bang Bang anche<br />

a voi! Già allora avrei dovuto capire che le donne<br />

hanno sempre ragione. Ma il tempo passava , sul<br />

tuo collo di pelliccia e sulla tua persona ... Cantava<br />

De Gregori alla sua dolce Venere di Rimmel.<br />

Quell’anno al falò in piazza prima della S.Messa di<br />

Natale, Anna era cambiata, aveva messo le scarpe<br />

con i tacchi, le calze trasparenti<br />

con la riga dietro, io soffiavo<br />

sul collo in Castoro del<br />

suo cappotto, sui suoi riccioli<br />

biondi per far volare via la<br />

cenere delle scintille che cadeva<br />

dall’alto. Ad Anna brillavano<br />

gli occhi, avrebbe voluto<br />

essere da me scelta, o<br />

meglio ... Prescelta! Ma io,<br />

r<br />

icordi 25


26<br />

non me la sentii e poi sono uno che<br />

sbaglia sempre tutto! O forse no, nel<br />

senso che interrotti gli studi, precario<br />

“Ante L<strong>it</strong>teram”, cosa avrei potuto offrire<br />

a quel fiore che era Anna? Forse,<br />

neanche dei fiori! La rivedo all’altare vest<strong>it</strong>a di bianco<br />

sposare Hans D. un tecnico Alto Atesino venuto a<br />

sost<strong>it</strong>uire le turbine alla centrale idroelettrica CIELI.<br />

Ma, non crediate, siamo rimasti amici, d’estate quando<br />

viene in ferie, ci raccontiamo le nostre cose, lei ha<br />

sempre gli occhi belli e poi quando nella v<strong>it</strong>a ci si è<br />

voluto tanto bene ... è difficile smettere, se non addir<strong>it</strong>tura<br />

impossibile. Ma torniamo ancora per un attimo<br />

bambini, quando alla Messa di Mezzanotte, in<br />

una chiesa allora grem<strong>it</strong>a di gente ormai quasi tutta<br />

scomparsa, nell’odoroso profumo d’incenso, il coro<br />

intonava: Rege venturum Domine, ven<strong>it</strong>e Adoremus<br />

... Poi, nella sacra l<strong>it</strong>urgia un crescendo di canti...<br />

Candele accese... Adeste fidelis, veni triumphante,<br />

Ven<strong>it</strong>e adoremus Domine! Alla fine, veniva<br />

offerto dal sacerdote al bacio dei fedeli il Bambin<br />

appena nato. Lo ricordo ancora, il visino gentile, i<br />

riccioli biondi stuccati sulla fronte. Astro del ciel,<br />

Pargol Divin, M<strong>it</strong>e agnello, Redentor ... Luce<br />

dona alle menti, Pace infondi nei cuor! Poche<br />

elemosine, usati biglietti da una o due Lire, qualche<br />

raro trotino da cinque, o spiga da 10 Lire in Alluminio,<br />

già quelli erano i tempi. Al mattino dopo, ci si<br />

svegliava in una stanza più fredda del sol<strong>it</strong>o, una<br />

strana luce bianca filtrava attraverso le persiane<br />

chiuse. Mio papà aperta la finestra , dopo il Buon Natale<br />

disse a noi ragazzi: “ven<strong>it</strong>e un pò a vedere fuori!”.<br />

Era tutto bianco, la neve, scesa silenziosa nella<br />

notte aveva steso il suo manto. Rivedo mio nonno giù<br />

in giardino, creare nugoli di neve<br />

scuotendola dalle piante di mandarini<br />

e limoni, ad ev<strong>it</strong>are che gelassero, imprecando<br />

contro la neve ... Fosse scesa<br />

tutta a Limone e su una parte ben<br />

defin<strong>it</strong>a del corpo di chi la desiderava! Mio papà sorrideva,<br />

sapendo bene perchè il nonno odiava la neve,<br />

lui, dai piedi sempre troppo freddi congelati sul Carso<br />

nel 15-18! Poi, tutti al caldo nella grande cucina<br />

a fare colazione con i regali ... Uno Yo Yo per me, due<br />

soldatini in piombo per mio fratello più un piccolo<br />

motociclista di latta! Eravamo i bambini più felici<br />

del mondo! Al trillo imperioso del Siemens a parete<br />

... Già, per quel Natale era arrivato il telefono al mio<br />

paese, i gen<strong>it</strong>ori di Anna ci avvertivano che sarebbe<br />

arrivata a farci vedere il regalo che Gesù Bambino le<br />

aveva portato. Eccola apparire Anna, con il cappottino<br />

nuovo, le scarpine di vernice rossa già impolverate<br />

di neve fresca e ... tra le sue braccia Alice, una<br />

meravigliosa bambola dai boccoli biondi, che se veniva<br />

coricata ud<strong>it</strong>e ud<strong>it</strong>e, chiudeva gli occhi. Ti piace?<br />

E’... Anzi siete tutte due bellissime! Poi, rivedo<br />

mia mamma, con ampio gesto, stendere sulla grande<br />

tavola, dopo la tovaglia rossa, quella di velo bianco<br />

per Natale, su cui Lei aveva ricamato con il filo dorato,<br />

gli Angioletti che si tenevano per mano, le note<br />

musicali e ... Tu scendi dalle stelle o Re del cielo,<br />

in una notte buia al freddo ed al gelo ... Mamma!<br />

A quella parola, la mia vista si annebbia, le parole si<br />

confondono sul piccolo schermo .... Calde, indesiderate<br />

lacrime si affacciano ai miei occhi. Solo ora, mi<br />

rendo conto che sarà anche bello ricordare, ma io mi<br />

fermo quì! Voi però, potete continuare! A propos<strong>it</strong>o,<br />

dimenticavo ... Augurissimi di Buon Natale a Tutti!!!<br />

La Redazione di alateliguria<br />

e il Consiglio Regionale<br />

Augurano ai soci e familiari<br />

i migliori auguri di buone feste


a cura di<br />

Carlo Vercelli<br />

Indagine<br />

CENSIS<br />

È stata commissionata al CENSIS un’indagine a 360<br />

gradi sul panorama associativo <strong>it</strong>aliano.<br />

Tutti i principali gruppi sono stati interessati e fra<br />

questi anche l’ANLA la nostra “casa madre”.<br />

v <strong>it</strong>a associativa<br />

Il rapporto è stato presentato il 16 giugno u.s. al Consiglio Direttivo<br />

Nazionale dell’ANLA. La Presidenza ha impostato un<br />

programma di lavoro che coinvolgerà tutte le strutture dell’ANLA<br />

e, sulla base del rapporto finale del CENSIS, ha iniziato<br />

a fare delle considerazioni e costruire i passaggi futuri:<br />

“Dal rapporto finale CENSIS emerge che l’ANLA è ancora un<br />

soggetto v<strong>it</strong>ale nel panorama associativo <strong>it</strong>aliano. Ha un’ampia<br />

base associativa (che può ancora dire la sua) ed una presenza capillare<br />

sul terr<strong>it</strong>orio anche se, per una serie di ragioni richiamate<br />

nel rapporto, vive un momento di appannamento della immagine<br />

per cui gli interventi di emergenza disposti, pur se validi<br />

(l’apertura delle iscrizioni ai soci individuali, la riduzione della<br />

soglia di anzian<strong>it</strong>à aziendale per i soci ordinari), non sono sufficienti<br />

da soli a garantire il futuro. Ne consegue che:<br />

occorre una revisione dei “parametri fondativi” in quanto<br />

è cambiato lo scenario nel quale si opera e si è fortemente ridotta<br />

l’incisiv<strong>it</strong>à dell’azione sul terr<strong>it</strong>orio dove sono presenti gruppi<br />

grandi e piccoli con caratteristiche, esigenze, modi di pensare e<br />

di operare spesso anche molto diversi per cui non possono essere<br />

sottovalutati alcuni aspetti di fondo delle due categorie (la prima<br />

che tende ad agire in piena autonomia, la seconda che necess<strong>it</strong>a<br />

di maggiore supporto sotto tutti i profili);<br />

c’è l’urgenza di ridefinire l’ident<strong>it</strong>à, la missione e l’operativ<strong>it</strong>à<br />

dell’ANLA a tutti i livelli attraverso:<br />

la convinta condivisione dei valori di fondo (anzianato,<br />

esperienza, professional<strong>it</strong>à), che cost<strong>it</strong>uiscono un “collante ident<strong>it</strong>ario<br />

e partecipativo di ineguagliabile significato, non replicabile<br />

e non im<strong>it</strong>abile”, espressione di una “longev<strong>it</strong>à attiva” e non<br />

del “ripiegamento della triste età della vecchiaia”;<br />

una maggiore determinazione verso l’integrazione, la comunicazione<br />

ed il coordinamento tra i vari livelli dell’Associazione<br />

al fine di un impegno più convinto per sostenere, anche<br />

attraverso contatti personali e diretti, il “recupero” di vecchi<br />

soci e “l’acquisizione” di nuovi (è necessario frenare il calo degli<br />

iscr<strong>it</strong>ti);<br />

una maggiore visibil<strong>it</strong>à verso l’esterno, non solo per far conoscere<br />

di più e meglio ciò che l’ANLA è e fa, ma anche per manifestare<br />

concretamente la sua disponibil<strong>it</strong>à a forme di collaborazione<br />

e di coordinamento con altre strutture operanti sul terr<strong>it</strong>orio<br />

(Altre Associazioni, Altri Gruppi, Ist<strong>it</strong>uzioni pubbliche, Mondo<br />

delle Imprese, etc.). Tutto ciò per la messa punto di iniziative<br />

comuni di interesse sociale, culturale, artistico, ludico, etc. nella<br />

convinzione che la dimensione associativa può assumere un ruolo<br />

sempre più importante nel contesto sociale soprattutto se saprà<br />

farsi carico di comprendere, aggregare, dare giusta visibil<strong>it</strong>à agli<br />

interessi reali delle proprie categorie di appartenenza. A tal fine<br />

sono auspicabili alcune “battaglie” di particolare interesse per<br />

gli iscr<strong>it</strong>ti, anche attraverso la denuncia all’opinione pubblica ed<br />

agli organi competenti di alcune anacronistiche procedure cui<br />

proprio l’anziano è costretto a sottostare (si pensi, a t<strong>it</strong>olo esemplificativo,<br />

alle… formal<strong>it</strong>à da espletare per il rinnovo della<br />

patente di guida al compimento degli ottanta anni ed al<br />

lim<strong>it</strong>e di redd<strong>it</strong>o per essere considerati familiari a carico,<br />

fermo dal 1996 all’importo di euro 2.840,51 – 5 milioni delle<br />

vecchie lire);<br />

la promozione di iniziative di volontariato e/o di progetti<br />

su tematiche di interesse ed attual<strong>it</strong>à anche sotto il profilo generazionale<br />

(ci si riferisce alle collaborazioni che i soci ANLA<br />

potrebbero assicurare, con la loro esperienza e la loro professional<strong>it</strong>à,<br />

al mondo della Scuola e del Lavoro in tema di<br />

orientamento dei giovani per la scelta degli studi e delle<br />

professioni; di suggerimenti e proposte circa l’importanza<br />

ed il significato della “questione femminile” con un’attenzione<br />

particolare al “valore della pari opportun<strong>it</strong>à” ed alla<br />

esigenza ed alla necess<strong>it</strong>à di pol<strong>it</strong>iche che permettano di<br />

conciliare famiglia e lavoro);<br />

il lancio da parte della Presidenza Nazionale di alcuni lim<strong>it</strong>ati<br />

progetti a visibil<strong>it</strong>à nazionale, quali potrebbero essere,<br />

in prima ipotesi, per il 2012 “l’impegno dell’anziano nella<br />

v<strong>it</strong>a sociale”; “il sostegno educativo dei nonni: un bene per<br />

27


28<br />

i figli e per il mondo del lavoro”, temi questi certamente di interesse<br />

specifico della categoria (soprattutto se il prossimo anno<br />

sarà a livello europeo l’anno dell’invecchiamento attivo),<br />

ma da proporre con una visione aperta al mondo che cambia<br />

nel quale alcuni valori spir<strong>it</strong>uali e sociali quali onestà, fedeltà,<br />

esperienza e professional<strong>it</strong>à, restano immutabili nel tempo. Di<br />

questi è sempre più necessario saper tener conto nelle varie realtà<br />

operative, qualunque sia la rispettiva dimensione e natura e<br />

dai quali le imprese, anche in momenti di difficoltà, debbono saper<br />

trarre forza aggregante e propulsiva per bene operare nei vari<br />

contesti in cui si è chiamati a vivere nel rispetto assoluto della<br />

persona;<br />

la realizzazione dei progetti, un volta “lanciati”, dovrebbe<br />

però calarsi sul terr<strong>it</strong>orio e trovare nello stesso attuazione<br />

concreta nel rispetto delle varie specific<strong>it</strong>à, ma nella condivisione<br />

assoluta degli obiettivi che ci si propone di raggiungere e che<br />

potrebbero trovare un momento di sintesi finale in un appuntamento<br />

a carattere nazionale. In tale occasione, oltre ad accentuare<br />

i momenti di “apprezzamento particolare per i soci più attivi”,<br />

ci dovrebbe essere il coinvolgimento delle Ist<strong>it</strong>uzioni pubbliche,<br />

delle Imprese, di altre Associazioni similari alla nostra, del mondo<br />

della scuola e del lavoro, ossia di tutti i soggetti che hanno final<strong>it</strong>à<br />

e funzioni coerenti con gli obiettivi della nostra Associazione<br />

e che hanno compreso che gli anziani cost<strong>it</strong>uiscono una risorsa<br />

v<strong>it</strong>ale per il Paese. Lo stesso rapporto CENSIS evidenzia infatti<br />

che gli anziani si sentono ancora di impegnarsi in attiv<strong>it</strong>à utili<br />

per la comun<strong>it</strong>à così valorizzando la propria esperienza ”quella<br />

esperienza lavorativa ed umana, quel sapere coltivato e costru<strong>it</strong>o<br />

nell’arco di una v<strong>it</strong>a, ora liberato da qualsiasi vincolo<br />

di dovere e pronto ad essere rest<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o pos<strong>it</strong>ivamente<br />

agli altri”;<br />

la convinta accettazione a tutti i livelli della esistenza del<br />

s<strong>it</strong>o ufficiale ANLA da considerare s<strong>it</strong>o di tutti e che per poter<br />

essere sempre valido ha bisogno del contributo permanente della<br />

sede nazionale (per gli indirizzi strategici, le informazioni<br />

e le comunicazioni e le notizie di ampio respiro che debbono<br />

raggiungere tutti i livelli terr<strong>it</strong>oriali) ma, altrettanto,<br />

del contributo del terr<strong>it</strong>orio i cui s<strong>it</strong>i, ai quali quello nazionale<br />

dovrà fare continuo rinvio, dovranno veicolare ogni<br />

tipo di messaggio utile a far conoscere all’interno ed all’esterno<br />

ciò che l’ANLA è e fa nelle varie articolazioni locali,<br />

autentiche ed insost<strong>it</strong>uibili risorse strategiche sempre,<br />

ma ancor più in una fase di difficile, ma indispensabile rilancio<br />

come l’attuale;<br />

l’affinamento, lo sviluppo, il lancio (o rilancio) di attiv<strong>it</strong>à,<br />

iniziative e servizi pensati sempre in logica terr<strong>it</strong>oriale,<br />

ma in forma aggregata e non aziendale, di cui l’ANLA dovrebbe<br />

farsi promotrice, sollec<strong>it</strong>ando l’adesione di altri gruppi e associazioni,<br />

opportunamente da contattare e che potrebbero avere<br />

interesse ad una “messa in comune” delle reciproche strutture<br />

per un fine condiviso. Ci si riferisce a: viaggi, incontri culturali,<br />

iniziative di volontariato; mostre su arti e mestieri, organizzazione<br />

di vis<strong>it</strong>e ad imprese della zona, servizi fiscali (i<br />

CAF), san<strong>it</strong>ari, assicurativi, convenzioni di vario tipo;<br />

una maggiore diffusione conosc<strong>it</strong>iva della Rivista “ESPE-<br />

RIENZA” (per la quale occorrerà procedere ad alcuni aggiustamenti<br />

in ordine al numero ed ai contenuti degli inserti<br />

regionali nonché alla sezione dedicata alle attiv<strong>it</strong>à dei<br />

gruppi) presso le più significative realtà (Imprese, Uffici pubblici,<br />

Case di cura, Centri di distribuzione, Negozi etc.) operanti<br />

sul terr<strong>it</strong>orio, coinvolgendo la sede centrale per contatti diretti<br />

con i massimi responsabili di tali realtà.<br />

Si r<strong>it</strong>iene infatti opportuno far conoscere, tram<strong>it</strong>e la rivista e proponendo<br />

ai vertici anche una intervista, le origini, le caratteristiche,<br />

gli sviluppi del settore in cui le stesse operano a conferma<br />

dell’ingegno, della professional<strong>it</strong>à e della concezione del servizio<br />

che stanno alla base delle rispettive attiv<strong>it</strong>à; tutto ciò anche con<br />

la viva speranza che da questo primo auspicato contatto ne possano<br />

scaturire altri sino ad annoverare tra i nostri soci anche altre<br />

ent<strong>it</strong>à oltre ad acquisire nuova pubblic<strong>it</strong>à e nuovi abbonati;<br />

una considerazione particolare mer<strong>it</strong>ano gli aspetti organizzativi<br />

“centrali” e “periferici” nella convinzione che, non essendo<br />

l’organizzazione un “dogma”, anche la più valida struttura<br />

non può considerarsi immune da cambiamenti se questi sono necessari<br />

per rispondere alle sollec<strong>it</strong>azioni provenienti dall’esterno<br />

e dall’interno e se sono r<strong>it</strong>enute degne di attenzione per essere in<br />

linea con i tempi ed i terr<strong>it</strong>ori nei quali si è chiamati a vivere e<br />

ad operare;<br />

il concetto di base per cui tutti siamo necessari, ma nessuno è indispensabile<br />

e tantomeno… eterno deve caratterizzare con convinzione<br />

l’anima di quanti hanno responsabil<strong>it</strong>à in casa ANLA.


a cura di<br />

Pierina Cairola<br />

In quel mese riceve dalla moglie. Mette la notizia che la figlia<br />

Aline, a poco più di vent‘anni, è morta a Copenaghen in gennaio<br />

per le complicazioni derivante da una malattia polmonare.<br />

Gauguin è straziato da questa notizia e poco per volta, nei<br />

mesi successivi, matura in lui l’idea di togliersi la v<strong>it</strong>a. La malattia<br />

e la lontananza pesano in maniera insopportabile.<br />

Ma decide che lascerà il mondo dopo avere dipinto il suo capolavoro,<br />

un ultimo grande quadro che riassuma il senso del suo viaggio<br />

nella v<strong>it</strong>a e dentro le luci della p<strong>it</strong>tura. Ordina così a Parigi<br />

molti nuovi colori e molti pennelli anche di ampie dimensioni. A<br />

Tah<strong>it</strong>i si fa cucire una tela enorme, quattro metri di lunghezza e<br />

uno e mezzo di altezza. Ricoverato per dei problemi cardiaci nell’ospedale<br />

francese il secondo giorno di <strong>dicembre</strong> del 1897, ne<br />

esce sub<strong>it</strong>o e pone mano al quadro epocale, uno dei dipinti più celebri<br />

della storia dell’ arte. Alla fine <strong>dicembre</strong> è terminato e il giorno<br />

prima della conclusione dell’ anno sale sulle montagne con un<br />

vaso di arsenico deciso a suicidarsi. La quant<strong>it</strong>à ingurg<strong>it</strong>ata è talmente<br />

alta che immediatamente rigetta il veleno e in preda alle<br />

convulsioni e a dolori atroci resta tra quelle montagne per un’intera<br />

giornata, fino a che barcollando scende verso il suo villaggio per<br />

essere curato. Rimane di tutta questa esperienza il quadro celeberrimo,<br />

“Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”, che come<br />

prest<strong>it</strong>o altrettanto epocale sarà a Genova quale gemma assoluta<br />

di una mostra peraltro già straordinaria. Il museo di Boston,<br />

presso il quale è conservato, lo concede in prest<strong>it</strong>o per la quarta<br />

volta soltanto nella sua storia, e solo per la seconda volta in Europa,<br />

dopo Parigi una decina di anni fa. La vis<strong>it</strong>a alla mostra Van<br />

Gogh e il viaggio di Gauguin assumerà pertanto i connotati di una<br />

assoluta eccellenza, potendovi fare l’esperienza di questo quadro<br />

che è una delle rar<strong>it</strong>à a livello mondiale e immaginando che l’incredibile<br />

di vederlo in Italia adesso accada. Nessun’altra opera potrebbe<br />

tra l’altro significare meglio il senso che del viaggio la mostra<br />

genovese intende dare: viaggio come esplorazione geografica,<br />

viaggio come spostamento fisico e viaggio nella propria interior<strong>it</strong>à.<br />

Verrebbe da dire che senza questo quadro la mostra non si sarebbe<br />

potuta fare e che con quest’ultimo quadro tutta la mostra si potrebbe<br />

fare.<br />

Ma poi l’idea di questa esposizione favolosa, composta da 80 capolavori<br />

della p<strong>it</strong>tura europea e americana del XIX e del XX secolo<br />

provenienti dai musei di tutto il mondo- oltre che di una decina<br />

di lettere originali di Van Gogh per la prima volta esposte in<br />

Italia e da oggetti a lui appartenuti -, origina dal riconoscere la<br />

central<strong>it</strong>à della figura di Vincent Van Gogh nell’arte nei due seco-<br />

Van Gogh e<br />

il viaggio di Gauguin<br />

Nell’aprile del 1897 Paul Gauguin è tornato a Tah<strong>it</strong>i da<br />

quasi due anni. Le sue condizioni di salute non sono<br />

buone e dipinge poco nella natura lussureggiante e<br />

davanti all’oceano, e invece molto di più nel suo studio.<br />

li considerati. Attorno a questo fuoco che continua a bruciare, si è<br />

venuta appunto sviluppando quella straordinaria avventura del<br />

viaggio che è il senso vero e profondo dell’ esposizione.<br />

Il viaggio da un luogo verso un altro luogo e il viaggio dentro se<br />

stessi. Van Gogh li esprime benissimo entrambi, unendoli così nella<br />

sua opera. Ed è per questo che addir<strong>it</strong>tura quaranta sue opere<br />

fondamentali (venticinque dipinti e quindici disegni), quasi interamente<br />

prestate dal Van Gogh Museum di Amsterdam e dal Kroller<br />

Museum di Otterlo, saranno il cuore e il nucleo di questa eccezionale<br />

esposizione genovese, nel passaggio dal buio degli interni<br />

olandesi alla lucentezza quasi insopportabile del sole del Sud. E<br />

se è vero che Van Gogh ha cercato in ness’altra immagine più che<br />

in quella di sé stesso questa fusione tra ciò che è dentro e ciò che<br />

è fuori, non poteva che essere il celeberrimo “Autor<strong>it</strong>ratto al cavalletto”,<br />

dipinto nel 1888 ed eccezionalmente prestato per questa<br />

occasione dal Van Gogh Museum, la sintesi estrema e perfetta di<br />

questa tensione irrisolta tra il viaggio che conduce e il viaggio che<br />

chiude. Non a caso questo quadro, da solo ed emergente dal buio,<br />

sarà collocato nella penultima sala della mostra, la Cappella dogale,<br />

come sigillo prima che giunga l’immagine finale di un covone<br />

sorvolato dai corvi,il volo verso i terr<strong>it</strong>ori di un viaggio apparentemente<br />

senza r<strong>it</strong>orno. “Il covone sotto il cielo nuvoloso”, dipinto ad<br />

Auvers solo tre settimane prima di morire, sarà per la prima volta<br />

esposto al pubblico dopo oltre quaranta anni ed è un altro dei frutti<br />

straordinari che nascono nel giardino di questa mostra. Cui si<br />

aggiungono appunto, alcune delle lettere originali scr<strong>it</strong>te da Van<br />

Gogh al fratello Theo e non solo e tutte collegate ai quadri esposti<br />

a Palazzo Ducale. Brandelli di carta, quasi santini devozionali, che<br />

esposti in una sala immersa nel buio non mancheranno di susc<strong>it</strong>are<br />

la più grande emozione. Dunque al centro sarà Van Gogh con<br />

tanti veri capolavori quasi tutti mai giunti in Italia, tra i quali è impossibile<br />

non ricordare anche la più celebre versione del “Seminatore“<br />

dipinta a Arles nel giugno del 1888. Ma anche quell’altro<br />

quadro famoso, e simbolico quant’altri mai in questa mostra dedicata<br />

al tema del viaggio, con le “Scarpe di Van Gogh“. E prima e<br />

poi si svilupperanno due sezioni, l’una dedicata alla p<strong>it</strong>tura americana<br />

e l’altra alla p<strong>it</strong>tura europea.<br />

Presentazione di Marco Goldin<br />

La Sezione di Genova ha programmato<br />

due vis<strong>it</strong>e guidate. Il 16 Febbraio alle ore<br />

15 e 15,15<br />

c<br />

ultura III


VAN GOGH<br />

E IL VIAGGIO DI GAUGUIN<br />

P<strong>it</strong>tura degli spazi percorsi<br />

da Turner a Gauguin a Rothko<br />

Genova, Palazzo Ducale<br />

12 novembre <strong>2011</strong> / 15 aprile 2012<br />

STANZA DI GAUGUIN<br />

Nella più grande sala della mostra, il capolavoro di<br />

Gauguin: “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove<br />

andiamo?” sarà esposto in modo quasi<br />

cinematografico.<br />

Nella parte finale della stanza il dipinto<br />

campeggerà nel buio, isolato nella luce dei suoi<br />

colori. Mentre nella prima parte della sala, sul<br />

pavimento verranno proiettate le parole della<br />

lettera inviata nel febbraio del 1898 a Daniel<br />

de Monfreid a chiosa del grande quadro. E<br />

alle pareti altre parole e disegni di Gauguin<br />

e immagini suggestive dei luoghi di Tah<strong>it</strong>i.<br />

STANZA DI VAN GOGH<br />

Nell’isolato e sacro silenzio<br />

della Cappella dogale,<br />

inser<strong>it</strong>a nel percorso della mostra,<br />

appeso nel vuoto assoluto,<br />

davanti ad un pannello<br />

semicircolare che schermerà<br />

l’altare, l’Autor<strong>it</strong>ratto al<br />

cavalletto di Van Gogh,<br />

consegnerà di sé questa<br />

immagine sofferta e spir<strong>it</strong>uale,<br />

nella penombra di una<br />

desiderata e persistente<br />

prima notte.

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