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Psicoterapia, musicalità e

musica

A. Pazzagli, Firenze


L’effetto che il parlare e l’essere ascoltati può avere

nell’alleviare il dolore mentale è rappresentato in questo

passo di Cêchov in una novella intitolata Angoscia, che

narra di un vetturino affranto per la morte del figlio e

che cerca invano di parlarne con i clienti:

“Come il giovane aveva voglia di bere, così lui ha voglia di parlare.

Presto sarà una settimana ch’è morto il figlio, e lui non ne ha ancora

parlato come si deve con nessuno … Occorre parlarne con ordine, con

pause … Bisogna raccontare come si ammalò il figlio, quando soffrì, quel

che disse prima di morire, come è morto … Occorre descrivere

l’accompagnamento e la corsa all’ospedale per prendere i panni del

defunto … L’ascoltatore deve fare esclamazioni, sospiri,i commenti.”


E poiché nessuno lo ascolta, il vetturino angosciato si

rivolge al suo cavallo:

“Il cavalluccio mastica, ascolta e respira nella mani del suo padrone …

Iona si lascia trascinare e gli racconta ogni cosa …”


“… la psicoterapia non è un metodo di cura moderno. Al contrario, è

la più antica terapia di cui la medicina si serviva […] In secondo

luogo desidero richiamare la vostra attenzione sul fatto che noi

medici non possiamo rinunciare alla psicoterapia per la semplice

ragione che l’altra parte coinvolta nel processo di guarigione – cioè

il malato – non ha l’intenzione di rinunciarvi […]. Tutti noi medici,

voi stessi, esercitiamo quindi costantemente la psicoterapia, anche

quando non lo sappiamo e non intendiamo farlo, ma è dannoso

lasciare così interamente nelle mani dell’ammalato il fattore

psichico dell’azione che esercitate su di lui, perché questo fattore

diviene tal modo incontrollabile, insondabile, non passibile di

accrescimento. Non è quindi uno sforzo giustificato da parte dl

medico il tentare di impossessarsi di questo fattore, di servirsene

intenzionalmente, di guidarlo o rafforzarlo? Questo, e nient’altro,

richiede da voi la psicoterapia scientifica.” (Freud S., 1904)


“D’altra parte, è possibile prevedere che un giorno o

l’altro la coscienza della società si desti e rammenti

agli uomini che il povero ha diritto all’assistenza

psicologica né più né meno come ha diritto già ora

all’intervento chirurgico che gli salverà la vita; e che

le nevrosi minacciano la salute pubblica non meno

della tubercolosi e, al pari di questa, non possono

essere lasciate all’impotente sollecitudine dei

singoli.” (Freud S., 1918)


I LIVELLI DELLA PSICOTERAPIA

Livello 1

Comprende quelle richieste di comprensione ed aiuto che le persone in

difficoltà, le quali però non soffrono di rilevanti distorsioni della

comunicazione, rivolgono ad operatori con impostazione specialistica. E’ la

tipica situazione dei medici con i loro pazienti anche se affetti da disturbi

somatici, ma anche di insegnanti, avvocati, operatori sociali, ecc. con i loro

utenti. Sostenere l’utente ed aiutarlo nei modi che derivano dagli specifici

strumenti professionali è appunto il primo livello psicoterapeutico, in quanto

l’operatore deve farsi comunque carico della sofferenza propostagli,

accoglierla dentro di sé, senza però trascurare il distaccarsene poi a sufficienza

per poter operare secondo le proprie tecniche specialistiche.

Questo livello implica un’ oscillazione tra identificazione e distanziamento,

due componenti senza le quali non sono possibili né la comprensione, né

l’aiuto: un eccesso di distanza comporta un tecnicismo eccessivo, depauperato

della dimensione umana; al contrario una identificazione confusiva priva

l’intervento della necessaria visione distaccata e rigorosa.


I LIVELLI DELLA PSICOTERAPIA

Livello 2

E’ proprio dell’attività terapeutica in casi di psicopatologia anche al di

fuori dello specifico psicoterapeutico e fa parte integrante della cura : ciò

che differenzia questo livello dal precedente è che qui si aggiunge al

problema e alla sofferenza, il fondamentale disturbo della comunicazione

che altera e distorce la richiesta di aiuto e la percezione del bisogno.

Questo livello di intervento prevede dunque una difficoltà aggiuntiva,

che si riferisce, non solo, come nel livello precedente, al recepire dentro

di sé la sofferenza, ma anche nel calarsi entro un funzionamento mentale

che tende a sostituire quello normale, e che usa una comunicazione

distorta, mantenendo integro, dalla parte del curante, il proprio apparato

mentale ed i modelli corrispondenti.


I LIVELLI DELLA PSICOTERAPIA

Livello 3

E’ il livello delle psicoterapie specifiche, formalizzate ed

istituzionali, nelle quali la psicoterapia è autonomamente un

intervento professionale e non fa parte di una strumentazione più

generica.

Necessitano di una specifica teoria della mente, teoria del

disturbo, teoria della tecnica. Sono questi che definiscono una

psicoterapia, gli eventuali strumenti usati devono essere

considerati a questo livello. La psicoanalisi non una “Divanoterapia”


FATTORI NON TECNICI o

ASPECIFICI DELLA PSICOTERAPIA

Influenza del ruolo

Influenza della struttura o istituzione

Elementi criptotrasferali

Il fattore suggestione

Empatia


CARATTERISTICHE DELL’EMPATIA

L’afferramento immediato della realtà psichica

Una matura capacità di “occuparsi dell’oggetto”

Una identificazione con la funzione “materna” in generale

Un riverberarsi della propria infanzia scaturente dalle

profondidi memorie preconsce e inconsce,

e di fantasie inconsce conseguenti

Impulsi psico-biologicamente determinati

ad accudire e tenere il bambino


GLI STRUMENTI COMUNI DELLE PSICOTERAPIE

La parola

La relazione emotiva

Il confronto con lo psicoterapeuta e

la fornitura di un modello

Trasferimenti di istanze significative

Interazione tra diversi sistemi di comunicazione

Condizionamenti e decondizionamenti

La fornitura di una struttura o “setting”


Tipi di rapporto fra Arte e Psicoanalisi

1. Psicobiografia

2. Psicoanalisi del testo come entità autonoma

3. Interpretazioni psicoanalitiche della creatività

4. Possibilità/capacità dell’ Arte di rendere percepibili

raffigurazioni psicologiche di carattere generale


Musicalità, musica e psicoterapia

La musica comunica, facilita, evoca, affetti, stati

d’animo, ricordi

Può “far sentire” meglio (più rilassato, meno

triste,più portato all’azione, per esempio).

Può “far stare “ meglio”, cioè indurre cambiamenti

strutturali nella mente?

La Musicalità è parte fondante l’intervento

terapeutico con la parola in psicoanalisi

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