File 1 - Dipartimento di Filosofia

philos.unifi.it

File 1 - Dipartimento di Filosofia

FURIO CERUTTI

Filosofia politica e sociale,

bioetica: i concetti

fondamentali

CORSO PROPEDEUTICO DEL GRUPPO DI FILOSOFIA

POLITICA

DIAPOSITIVE, PARTI I-VIII

©Furio Cerutti 2007

Furio Cerutti, Corso propedeutico del

Gruppo di Filosofia politica 1


NOTABENE

NON HA SENSO LEGGERE QUESTE

DIAPOSITIVE SENZA LEGGERE

CONTESTUALMENTE LE DISPENSE

Furio Cerutti, Corso propedeutico del

Gruppo di Filosofia politica 2


INDICE PARTI I-VIII

• 1. Descrizione della disciplina

• 2. Presentazione del corso

• 3. Che cos’è la filosofia politica

• 4. Che cos’è la politica

• 5. Ciò che la politica produce

• 6. Intermezzo storico

• 7. Politica e soggettività

• 8. Excursus su violenza, morte e politica

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1.1.DESCRIZIONE DELLA

DISCIPLINA

L’insegnamento è volto

• a fornire agli studenti il lessico categoriale

della politica e dei processi sociali (la FP è

disciplina teoretica e non storica).

• e ad approfondire (nei corsi avanzati)

l’evoluzione di quelle categorie nella

politica moderna e post-moderna.

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1.2.DESCRIZIONE DELLA

DISCIPLINA

• I processi in corso nelle relazioni

internazionali e sul piano globale sono la

materia su cui si esercita primariamente la

riflessione filosofica (in questo

insegnamento)

• politica interna ed estera sono meno separate

nella globalizzazione

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2.1. PRESENTAZIONE DEL CORSO

Obiettivo del corso: mettere gli allievi in

condizione

- di comprendere la letteratura classica e

contemporanea pertinente alle discipline

coinvolte, ma anche

- di orientarsi nelle vicende politiche e

sociali (usando fonti primarie)

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2.2. PRESENTAZIONE DEL CORSO

Metodo e stadi del corso:

• A. esame sistematico delle categorie

fondamentali a partire dalla loro

definizione:

– politica, conflitto\guerra e pace, potere e

forza, ordine, legittimità, obbligo, identità;

Stato\Stati, Stati, anarchia e società internazionale,

sfide globali e globalizzazione;

– etica e politica, libertà, eguaglianza, giustizia,

diritti, democrazia;

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2.2.PRESENTAZIONE DEL CORSO

- inoltre individuo e soggetto,

comunità-società, passioni-interessi interessi per

Filosofia sociale, infine

- vita-morte e responsabilità-cura per

Bioetica.

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2.3. PRESENTAZIONE DEL CORSO

• 2. lettura guidata dei testi di un

autore/autori classico/i (passaggio

formativo essenziale);

• 3. (non è oggetto del corso, ma fa parte

dell’esame) un manuale di storia del

pensiero politico.

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2.4. PRESENTAZIONE DEL CORSO

NOTABENE

• La conoscenza a livello pre-universitario

della storia politica mondiale è condizione

preliminare per seguire il corso e

sostenere l’esame (ripassarla su manuali o

“bignami”)

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2.5. PRESENTAZIONE DEL CORSO

• Forma didattica:

– lezione cattedratica di 6 ore settimanali (fino

alle 60h)

– 40-45 45 ore per le categorie, 15-20 per il

classico/i classici

– possibile inserimento di temi d’attualità

– partecipazione allievi solo orale

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2.6. PRESENTAZIONE DEL CORSO

• Esame:

- orale con possibilità di sostenerne una

parte in un pre-colloquio.

- verifica l’assimilazione del lessico e la

capacità di ragionare sui nessi essenziali

fra le categorie esposte.

- comprende lettura ed interpretazione

di passi dell’autore/i classic/i

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2.7. PRESENTAZIONE DEL CORSO

– include il controllo del possesso delle nozioni-

base di storia del pensiero politico e di storia

politica e sociale

• Testo base: Furio Cerutti, Filosofia politica.

Un'introduzione, , edizione 2008

http://www.philos.unifi.it/CMpro-v-p-

40.html

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3.1. Che cos’è la filosofia politica?

• la filosofia politica è anzitutto filosofia;

• si rivolge alle cose della polis cercando di

definirle (concettualizzarle) tramite

(diversamente dalla scienza politica) concetti non

metodologicamente basati sugli studi

empirici (

• (diversamente dalla scienza politica)

empirici (non falsificabili; non solo monocausali o funzionali;

non a-valutativi)

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3.2. Che cos’è la filosofia politica?

• in quanto filosofia, cerca sempre di

problematizzare ciò che è o appare

evidente, usuale e pragmaticamente

consigliabile;

• e che riconnette le sue valutazioni e

prescrizioni a strutture non apparenti, a

valori e scelte ultime (es. contratto, rapporti di

produzione)

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3.3. Che cos’è la filosofia politica?

Def. di Norberto Bobbio (1909-2004):

la f.p. si occupa

– della natura del politico

– del perché della polity o comunità politica e

della ragione dell’obbligo politico (f.p.

ricostruttiva)

– de optima republica (f.p. normativa, da

Platone a John Rawls)

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3.4. Che cos’è la filosofia politica?

EXCURSUS LESSICALE

- Polis, polity, , Stato, comunità\società\ associazione politica

- politics\policypolicy

- sostanziale\accidentale

accidentale è diverso da sostantivo\procedurale o

metodologico

- formale\contenutistico o cosale

- anche:cosa \persona ( (Sache\Person)

-filosofia\scienza\sociologia\teoria politica\ideologia

ideologia

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4.1. Che cos’è la politica?

(Politica come cosa o discorso sulla cosa)

• Approcci classici:

– Platone (→Kant)

→Kant): : attività mirante a costruire

uno Stato fondato sulla giustizia (non:utile)

– Aristotele: mira al bene comune dei governati,

aspiranti alla felicità

– Machiavelli-Hobbes: costruzione di un potere

supremo e comune che garantisca la

sicurezza di tutti

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4.2. Che cos’è la politica?

L’attività sociale che, in condizioni

di scarsità e diseguaglianza

generanti (1) conflitto,

redistribuisce risorse (o beni),

materiali e relazionali, allocandole

autoritativamente,

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4.3. Che cos’è la politica?

cioè tramite un (2) potere (3)

legittimo, garantito in ultima

istanza (quanto all’efficacia, non

alla legittimità) dal monopolio

della forza.

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4.4. Che cos’è la politica?

• COMMENTI

– definizione non-normativa normativa né finalistica

– basata sullo strumento o modalità

– presuppone differenziazione da altre sfere

– più vicina alla tradizione realista moderata

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4.5. Che cos’è la politica

Elemento-chiave 1:

Conflitto (polemos

polemos, , ma non

precipuamente: guerra) :

relazione sociale in cui si agisce

con il consapevole proposito di

affermare le proprie scelte contro

la resistenza consapevole di altri

(cf. Max Weber, Economia e società, , 1922, I, 1, §9)

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4.6. . Che cos’è la politica

• Condizioni di possibilità del conflitto (e

della politica)

• Scarsità ED ineguale distribuzione risorse

• Mancano se queste abbondanti (escatologia marxista) o

scarse, ma egualmente distribuite

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4.7. Che cos’è la politica

• TIPOLOGIA (da A. Pizzorno):

• 1.conflitto d'interessi : intorno a risorse*

contese perché scarse

* risorse possono essere sostantive

(ricchezza, territorio, impieghi) o

relazionali/posizionali (riconoscimento,

gloria, prestigio).

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4.8. Che cos’è la politica







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4.9. Che cos’è la politica

• 2. conflitto di riconoscimento dell’identità (per

brachilogia: d’identità):

riguarda formazione e riconoscimento interno ed

esterno dell’ identità di gruppo;

– Questa non preesiste, si forma compiutamente nella

lotta, non è negoziabile.

– conflitto non condotto strategicamente, cioè

scegliendo razionalmente i mezzi; piuttosto appello a

risorse di carattere morale, emotivo, religioso o

filosofico; no free rider

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4.10. Che cos’è la politica










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4.11. Che cos’è la politica

• concetto-chiave chiave 2: potere

• Potere in generale:

– definizione strumentale o cosale (basata sul

mezzo-cosa)

– definizione relazionale: ciò per cui A in

presenza (sotto l’influenza) di B agisce come

altrimenti non agirebbe

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4.12. Che cos’è la politica?

• Potere politico:

(dall ‘incrocio delle due definizioni)

- ciò per cui A agisce come altrimenti non

farebbe perché B emette comandi (perlopiù

norme primarie e secondarie, ma cf.potere

premoderno e interstatale)

- garantiti in ultima istanza dal suo monopolio

della forza\violenza (legittima)

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2. Che cos’è la politica

• Concetto-chiave chiave 3:

• Potere legittimo o no? preliminarmente:

– questione di quale piano (interno od internazionale,

ma cambiamento in corso)

– questione di quale teoria: realismo politico

vs.idealismo\normativismo\liberalism

– questione non solo di scelta normativa, ma di chi dà

il miglior resoconto

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2. Che cos’è la politica

• Prima definizione (a livello comportamentale) di

legittimità:

• La credenza per cui siamo disposti ad accettare

che altri decidano per conto nostro e a

conformarci a tali decisioni (→ → obbligo politico,

lealtà)

• Suo significato: qualunque fondamento abbiamo

per tale credenza (v. oltre), essa può essere

condivisa oppure no

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2. Che cos’è la politica

•ciò mette in questione la pura

fatticità del potere (anche se

effettivamente esercitato)

• Agostino: remota iustitia, quid sunt regna nisi

magna latrocinia?

• UE (condizioni di Copenhagen) : solo Stati

democratici ammessi

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• 3.1.

3. Ancora sul potere politico

• Potere se legittimo non è puramente

fattuale

• (converge ma non coincide con)

• Potere > forza (effetti generalmente solo

omissivi)

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3. Ancora sul potere politico

• 3.2.

• Caratteristiche del potere politico:

1.legittimato e istituzionalizzato (Machiavelli:“buone

leggi, +buone armi, per mantenere lo

Stato”)=autorità ( in senso legale; anche nel plurale)

2.Parziale volontarietà del comportamento dei governati

(→“egemonia” in Gramsci, ma non “agire in concerto”

di Arendt)

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3. Ancora sul potere politico

(cont. Caratteristiche)

3. esclusività, piramidalità (nello Stato)

4. universalità (comandi validi erga omnes)

5. (monopolio forza + universalità =)

finalizzabilità della polity; politica come

perseguimento di fini tramite il potere

6. relativa neutralità,

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3. Ancora sul potere politico

• ma 7. nell’asimmetria costitutiva della relazione

di p., che rende

– necessaria l’appropriazione di risorse per l’apparato e

- possibile “il potere per il potere”

• B. Oggetti (aree di esercizio) del potere:

B1. Decisioni su preferenze contrastanti espresse dagli

attori

B2. Tematizzazione di preferenze inespresse e bisogni

non riconosciuti = decidere su che cosa si va a

decidere (agenda setting)

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3. Ancora sul potere politico

• C. Mezzi del potere:

– sanzioni e allettamenti, ovvero sanzioni

positive\negative

• D. Modus operandi del p.p.:

– costrizione o dissuasione\deterrenzadeterrenza

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3. Ancora sul potere politico

• Conclusioni filosofiche.

• “Chi fa politica, ricerca il potere” (Weber) vs

utopismo di una politica senza potere

• Altrimenti:

– perseguimento fini via religione o cultura, oppure

– Esseri umani senza particolarismi, oppure

– Cessazione scarsità e diseguaglianza

• Inoltre: rinunciare alla funzione di sgravio

(Entlastung)) della politica?

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3. Ancora sul potere politico

• Commenti sui caratteri di questa teoria:

1. pessimismo antropologico: se si fa politica,

si accetta inevitabilmente il peccato

originario del potere dell’uomo sull’uomo,

anche se legittimo e usato a fini benefici

2. Anti-organicismo: la società non si regola da

sola fra eguali, ma ha bisogno

dell’asimmetrico p.p. per reggersi

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3. Ancora sul potere politico

• Cont. Commenti

•3. uso critico della teoria: conoscere

il potere per regolarlo e controllarlo

(realismo come premessa del

liberalismo-costituzionalismo)

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3. Ancora sul potere politico

• Terminologia interlingua:

• Potere-potenza-dominio

• Power (might)

• Pouvoir-puissance

• Macht-Herrschaft

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4. Ciò che la politica produce

• Fin qui: politica = conflitto redistributivo

regolato dal potere

• Dall’iterazione di questo agire due risultati:

1. ordine generico (analitico, non

normativo): schemi (patterns)) di

regolarità, es. balance of power

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4. Ciò che la politica produce

• 2. ordine politico (sempre analitico, cd. minimo):

– uno schema di regolarità che promuove scopi,

produce ed osserva regole e lo fa tramite istituzioni;

– Quali scopi?

• la preservazione della vita,

• il contenimento della violenza,

• l'osservanza dei patti

• ad un livello evolutivo superiore, la garanzia della proprietà e

la garanzia di un benessere minimo

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4. Ciò che la politica produce

• “come se” individui umani e Stati agissero

finalisticamente, mentre fini raggiunti sono in

parte voluti, in gran parte non- o

controintenzionali

• si tratta di fini interni (non di natura normativa e

ideologica) alla politica, ovvero

• dei suoi scopi immanenti e caratterizzanti (senza

di essi la polity non è tale)

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4. Ciò che la politica produce

• Effetti dell’ordine (sia 1 sia 2):

– orientamento cognitivo nell’accadere

– Prevedibilità parziale

– Diminuzione paura\stress

– Stabilizzazione attese e comportamenti

– Promozione fiducia

– Aumento della sicurezza percepita e quindi di

quella effettiva

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4. Ciò che la politica produce

• … e come si producono? tramite

istituzione : un insieme (codificato o no) di

regole di comportamento che è

• l'istituzione

– persistente nel tempo

– interconnesso, e le cui regole configurano nel loro

intreccio una

– trama di orientamento dell'agire non contraddittoria,

che non lascia spazi vuoti e copre interi settori

dell'agire

– dotato di senso

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4. Ciò che la politica produce

• Riepilogo

• La politica produce:

– ordine (generico e politico)

– fini interni (meno violenza) a tale ordine

minimo

– istituzioni che favoriscono e stabilizzano

l’ordine minimo,

• sanzionando,

• canalizzando le motivazioni,

• stabilizzando le attese →

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4. Ciò che la politica produce

• Flashback antropologico:

• Che cosa muove gli esseri umani alla\nella

politica (in scala decrescente)

– interessi autocentrati (

(self

self-interest

interest, , egoismo,

autoconservazione) →motivi economici

– passioni (distruttive o aggregative)

– ricerca (pre o extrapolitica?) di legami sociali

(comunità, solidarietà, dono)

– motivazioni universalistiche (giustizia)

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5. Intermezzo storico

• 5.1. MODELLI D‘ORDINE POLITICO

• Aristotelico. . Anzitutto finalismo:

– “…vediamo che ogni polis è una comunità e che ogni

comunità si costituisce proponendosi per scopo un

qualche bene… Ciò posto, possiamo dire che

soprattutto vi tende, e tende al più eccellente di tutti i

beni, quella comunità che regge e comprende in sé

tutte le altre: e questa è quella che si chiama polis e

comunità politica (politiké koinonìa).”

(Aristotele, Politica, , trad. Viano, I, 1252-53, 53, UTET, Torino 1966)

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5. Intermezzo storico

Naturalismo (l’ordine non è un problema): la

comunità perfetta di più villaggi è la polis,

• “che ha raggiunto l'autosufficienza

(autarkeia)) e […] sussiste per produrre le

condizioni di una buona esistenza. Perciò ogni

polis è un'istituzione naturale, essendolo già le

comunità che la precedono, in quanto essa è il

loro fine, e la natura di una cosa è il suo fine

[...] Ora, lo scopo e il fine sono ciò che vi è di

meglio” (A 1252b)

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• Organicismo (A+B):

5. Intermezzo storico

• Α. . (gerarchia tutto\parti) parti)“nell'ordine

naturale la polis precede l'oikos

e ciascuno

di noi. Infatti il tutto precede

necessariamente la parte, perché tolto il

tutto, non ci sarà più né piede né mano

[...] È dunque chiaro che la polis è per

natura ed è anteriore all'individuo

[…]”(1253a)

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5. Intermezzo storico

• B. (funzionalismo armonicistico)

– “È necessario in primo luogo unire gli esseri

che non sono in grado di esistere separati

l'uno dall'altro, per esempio la femmina e il

maschio [...] e chi per natura è disposto al

comando e chi è naturalmente disposto ad

essere comandato, in quanto la loro unione è

ciò per cui entrambi possono sopravvivere,

[...] sicché la stessa cosa è vantaggiosa al

padrone e allo schiavo” (1252a)

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5. Intermezzo storico

• l’ordine moderno (contrattualistico o

giusnaturalistico) da Hobbes a Kant-Rawls

• Premesse:

– la natura non è, ma si costruisce nella scienza; la si

conosce per leggi causali o funzionali, non per fini

– i fini (sostantivi) sono troppo confliggenti, l’ordine

civile (vs ferino) si fa sui modi o procedure

– gli individui sono l’elemento supremo ed ultimo della

costruzione artificiale polis

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5. Intermezzo storico

Consequenze:

- exit il “bene comune” dell’antindividualismo

organicistico (il bene della comunità è superiore agli

individui ed il bene degli individui si fa solo nella

comunità, altrimenti si è dio o belva, come il bene delle

membra è solo possibile nell'insieme del corpo)

- bene comune oggi: sta più solo nel mantenere le

condizioni e nel conseguire gli obiettivi che è verosimile

concorrano al vantaggio di ciascuno, es. nave (Rawls)

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5. Intermezzo storico

• Patto o contratto, (fra individui, non con

il sovrano): rinuncia ai diritti naturali in

proprio, per riguadagnarli parzialmente

nello Stato

– Scambio sicurezza-protezione con obbedienza,

– Non evoluzione della natura, ma atto libero

dell’individuo, però fuori di esso morte e

rovina nello stato di natura

– vale fra gli individui, non fra gli Stati

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Gruppo di Filosofia politica 55


5. Intermezzo storico

• FUORI O CONTRO I DUE MODELLI

1. la società si ordina meglio da sé che con la

politica: la “mano invisibile” di Adam Smith, i

“vizi privati→pubbliche virtù” di Mandeville,

“più mercato meno Stato” (contra:Schmitt)

• dall’illuminismo del pubblico/Őffentlichkeit

dei

privati un limite al potere politico (Kant)

2. Utilitarismo (Bentham): non vi sono diritti,

solo utilità aggregate → etica e politica

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• Cont.

5. Intermezzo storico

3.Hegel: ordine politico non solo per regolare la

società civile, ma per realizzare la personalità

etica dei popoli come momento (oggettivo, inferiore

all’assoluto) dello svilupparsi dello spirito (Geist)

4.Marx ed Engels: l’ordine politico è solo riflesso

di quello sociale (divisione del lavoro), e

cambiando questo sparirà lasciando posto all’autogoverno degli

uomini

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5. Intermezzo storico

• 5.2. SCHIERAMENTI APPROSSIMATIVI FRA

ORDINE E CONFLITTO (fra filosofia politica e

sociale)

• pensatori del conflitto: Hobbes (fra gli Stati)

Kant (insocievole socialità, antagonismo), Hegel

(dinamica società civile; guerra),Marx-Engels

(divisione lavoro, lotta di classe), Stuart Mill,

Sorel, Simmel, Max Weber (lotta, politeismo dei

valori), Carl Schmitt, Dahrendorf

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Gruppo di Filosofia politica 58


5. Intermezzo storico

• Pensatori dell’ordine\integrazione:

integrazione:

Aristotele, Hobbes, Rousseau (alienazione

totale dell’individuo al corpo politico), Kant

(pace perpetua), Hegel (eticità dello

Stato), Marx ed Engels (società senza

classi e senza conflitto politico), Comte,

Spencer, Durkheim, Pareto, Talcott

Parsons

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5. Intermezzo storico

• Conclusione teoretica dell’intermezzo:

• La modernità è stato un continuo confronto con

il conflitto, tramite

– 1.Potere supremo e monopolio forza dello

Stato

– 2. Costituzionalismo: ordine con limiti

– 3. Liberalismo: né conflitto né ordine ledano

diritti individuali

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5. Intermezzo storico

4. Democrazia: è in tale quadro (1-3) una

regola (di maggioranza) per gestire la

distribuzione conflittuale del potere nella polis

• Fuori di quelle regole (contromaggioritarie)

costituzionali e liberali la d. diviene dittatura della

maggioranza o democ. plebiscitaria

• Democrazia e regola di maggioranza non

coincidono: contro l’uso corrente di “democratico”

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5. Intermezzo storico

Due visioni moderne della democrazia:

- (normativa) potere popolare fondato sul

suffragio universale (

(one man, one vote)

_ (realista) potere di élites che competono

per conquistare più voto popolare

possibile

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5. Intermezzo storico

• Altra conclusione teoretica dell’internezzo:

– Ordine e conflitto non sono una coppia

necessariamente opposizionale

– c’è un ordine che ammette il conflitto ed il suo

valore (diversità, libertà, dinamismo), pur

contenendolo e regolandolo, ed uno che gli

nega valore e lo riduce a patologia

(integrazionismo, armonicismo)

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6. POLITICA E SOGGETTIVITA’

• Seconda definizione di legittimità:

– la chance per il potere di ricorrere, al di

della propria fatticità, di giustificarsi in base a

ragioni extraquotidiane (non è = consenso)

• rinvia sia alle fonti tipicizzate sia alle condizioni

sostantive

• Fonti/tipi del potere legittimo (secondo(

Weber

• Tradizionale

• Carismatico

• Legale o razionale o burocratico

secondo Weber)

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6. POLITICA E SOGGETTIVITA’

• Condizione sostantive della legittimità

(senza le quali essa non può essere

dichiarata\attivata, attivata, cioè non si sviluppa la

legittimazione): consistono in

• Prestazioni del potere

– 1. sicurezza

– 2 .benessere minimo e relativo

– 3. legalità

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6. POLITICA E SOGGETTIVITA’

• Metacondizione: identità politica, cioé

– l’insieme di valori, principi e finalità politici e sociali

che noi riconosciamo come nostri, che ci fanno dire

“noi”, che danno senso al nostro essere gruppo o

comunità;

– Più che l’insieme statico conta il processo di auto-

riconoscimento\auto-identificazione

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6. POLITICA E SOGGETTIVITA’

• STRUTTURA DELL’I.P.:

• Specchio

• muro (di che natura?)

• + vettore normativo e progettuale

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6. POLITICA E SOGGETTIVITA’

• pre-giudizi sull’identità politica:

– non è il giogo del passato ( (path dependency),

anzi può evolvere

– è distinta da quella culturale (ma legata ad

una cultura politica)

– non è ancestrale o viscerale o antirazionale,

bensì un coagulo di elementi logici e alogici

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6. POLITICA E SOGGETTIVITA’

- Opera per discorsi argomentativi e

- per simboli

- e narrazioni fondative

- ma non necessariamente miti (= narrazioni

non verificabili in dibattito pubblico, puro

oggetto di credenza o rifiuto)

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6. POLITICA E SOGGETTIVITA’

• Obbligo politico:

• l'obbligo a cui si sottopone l'uomo in quanto

suddito o cittadino, membro di una comunità

socialmente coesiva e giuridicamente

organizzata.

• Non giuridico: manca sanzione coercitiva

• Non morale: riguarda il comportamento, non le

ragioni o convinzioni intime

Furio Cerutti, Corso propedeutico del

Gruppo di Filosofia politica 70


6. POLITICA E SOGGETTIVITA’

• ALTRI USI TERMINOLOGICI

• legalità: esercizio; legittimità: titolarità del

potere, quindi

• potere legale versus potere arbitrario; potere

legittimo versus potere di fatto.

• governo degli uomini o governo delle leggi ? lex

facit regem, , o il principe è legibus solutus?

• Stato di diritto/ Rechtsstaat/rule of law

Furio Cerutti, Corso propedeutico del

Gruppo di Filosofia politica 71


7.1. Excursus su violenza, morte e politica

• Forme legittime e no:

• INTERSEZIONE DIRETTA:

I. Sicurezza esterna della polis, anzi:

• polis moderna fondata su possibilità di uccidere e

sacrificare la vita

– (e quella post-moderna?

→delegittimazione della guerra,

fine della coscrizione obbligatoria)

Furio Cerutti, Corso propedeutico del

Gruppo di Filosofia politica 72


7.2. Excursus su violenza, morte e politica

II. liberazione nazionale o da regimi totalitari e

autoritari (incertezza cognitiva: chi dice che lo

sono?)

• →forme patologiche: fanatismo religioso,

ideologico, moralistico

Furio Cerutti, Corso propedeutico del

Gruppo di Filosofia politica 73


7.3. Excursus su violenza, morte e politica

• Forme ritenute illegittime:

• terrorismo

(piegare il “nemico” terrorizzandone i

rappresentanti od anche la popolazione)

• etnico o ideologico/religioso

• nuovo modus operandi: globalizzato, a rete

• terrorismo di Stato

• in guerra (questione controversa)

• da regimi totalitari e autoritari

Furio Cerutti, Corso propedeutico del

Gruppo di Filosofia politica 74


7.4. Excursus su violenza, morte e politica

• INTERSEZIONE INDIRETTA

– Omessa\ritardata regolazione di processi letali

(procedure e ambiente di lavoro, sanità

pubblica, traffico): causazione e responsabilità

sui generis

– legislazione su questioni bioetiche: aborto,

terapie genetiche, fine vita

Furio Cerutti, Corso propedeutico del

Gruppo di Filosofia politica 75

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